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JAPANDI 🌿 Quando il Giappone incontra lo stile Scandi.

Pubblicato da blog ospite in Paz Garden, Stili

Ritorno sul Blog dopo essere stata per qualche giorno a Valencia e aver seguito a Roma l’apertura di una Cartoleria felice per cui avevo curato sia il Design degli interni che la progettazione grafica del loro brand (se sei curioso puoi curiosare il loro profilo @papernessitaly).

Scrivo il Post di oggi con tantissima gioia ed un pizzico di incredulità perchè più di anno fa, in uno dei miei momenti di consapevolezza folgorante (che non so come ma ogni tanto mi fanno visita), avevo scritto questo Post dove parlavo di quello che sempre di più secondo me mi apparteneva come Stile e Ideale di Lifestyle (se così possiamo chiamarlo).
Lo stile Scandi che incontra e si fonde con quello Giapponese. Le mie passioni per il Nord Europa e il Giapppone unite insieme per creare qualcosa di meraviglioso e poetico.
Essenziale e senza Tempo. Per me era stato come quel colpo di fulmine che sai diventerà l’amore per cui vivrai il resto della tua vita.

Una ricerca sul web per andare a caccia di persone che come me potessero amare quello stile, ed ecco che… ho scoperto che questo mix di stili che io adoro è diventato il Trend del 2017 (ma è stato anche definito movimento culturale attenzione) con un nome che addirittura lo identifica e cioè JAPANDI, termine che racconta l’incontro di Japan + Scandi.
Un richiamo costante alla Natura e alla Bellezza. Una vibrazione autentica e pacificante.

Photos Link

Insieme al mio amore per la filosofia del Wabi Sabi di cui tornerò presto a parlarvi, questa fusione di stili e mondi lontani fisicamente (ma uniti nella passione per il Design emozionale e la bellezza della semplicità) ormai è ufficialmente per questo 2017 la Tendenza preferita e più in voga tra gli amanti dell’Home decor.
L’imperfezione celebrata dallo stile giapponese aggiunge Calore al rigore scandinavo riuscendo ad ottenere un mix sofisticato e allo stesso tempo armonico.
Come sempre in Italia ancora nessuno ne parla, ma credetemi, tra un po’ qualche richiamo al lontano Giappone farà capolino anche nella vostra vita di tutti i giorni.

Ma ecco per voi qualche dettaglio stilistico JAPANDI in più.

Minimalist workspace by NORM ARCHITECTS
Photos Link

  • Entrambi gli stili scelgono linee di Design essenziali, pulite. La selezione di arredi e complementi preferisce il valore del “senza tempo” e del “fatto a mano” inteso quasi sempre come artigianato d’eccellenza creato per durare. La qualità vince sulla quantità.
  • Il legno resta il materiale presente per eccellenza, perchè riscalda e rende Naturale l’essenza stessa degli spazi. In alcuni arredi può essere di tonalità più brune o marroni rispetto al legno troppo chiaro o bianco usato in Scandinavia e quindi diventa un punto di forza e personalità in un ambiente troppo omogeneo.
  • La scelta dei colori rimane leggera, desaturata, declinata con parsimonia, ed è sempre calibrata con attenzione per non rendere eccessivamente aggressivo lo Spazio. Si tende a preferire una selezione di colori presente in Natura.
  • Il Grigio (declinato in nuances contemporanee e ariose) invece lo ritroviamo perchè sobrio e discreto, riuscendo a rendere sofisticata e rassicurante l’atmosfera o la percezione dell’intera stanza. Possiamo anche ritrovare richiami del Nero che 
  • La Natura entra in casa e le atmosfere Outdoor si fondono con gli Interni grazie alla presenza di piante, elementi decorativi naturali come legni e pietre, e schermature leggere nelle zone di filtro o passaggio.
Styled and produced by Stephanie Powell for Home Beautiful magazine.
Photography by Chris Warnes.
Styled and produced by Stephanie Powell for Home Beautiful magazine.
Photography by Chris Warnes.
Photo by GLOBEWEST
Photos via LOVE ON SUNDAY
Photo by GLOBEWEST
Photo by GLOBEWEST
Photo by GLOBEWEST

JAPANDI è il desiderio di un Minimalismo che accoglie, che non spaventa con i suoi vuoti e le sue linee essenziali e che invece sa rassicurare tutti noi abitanti di case spesso stracariche di oggetti che però ci rendono affaticati, schiavi di pulizie e richiami ad un passato in cui a volte non ci ritroviamo più. E’ la voglia di essere liberi dalle cose, padroni di una nuova sensibilità e consapevolezza che parte dal guardare con occhi nuovi le nostre Case e ci trasforma invece nel profondo, regalandoci aria e luce e cose belle su cui poggiare lo sguardo.

Un incontro tra la Funzione (materia prima su cui il Design lavora) e la Vita che risiede negli accostamenti degli opposti, a volte in equilibrio precario ma reale, autentico.
Un nuovo Stile che sono sicura non passerà quando le Tendenze cambieranno. Perché è legato ad una
rilettura delle nostre esigenze di abitanti, in perenne movimento e riempiti di tecnologia.
Abbiamo un bisogno reale di Natura, di angoli intimi e anche un po’ isolati dal resto del Mondo. Per ritrovare chi siamo davvero e scoprire che in fondo non abbiamo bisogno di chissà quali cose per essere realmente felici.
Io lo trovo davvero un bellissimo cambio di tendenza e un nuovo spunto di riflessione per tutti, che ne pensate?

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Stile Nordico con colori caldi

Pubblicato da blog ospite in Case e Interni, Stili

Stile Nordico con colori caldi

La casa di oggi racchiude in sé alcune delle tendenze del 2017: uno stile Nordico-Scandinavo più caldo, che abbandona un po’ il binomio bianco-nero o bianco-grigio, per aggiungere sfumature più calde.

Questa palette di colori neutri crea un’atmosfera morbida, fresca e rilassata, perfetta anche per la casa di vacanza.

Il bianco è ancora predominante, ma viene combinato, oltre che al grigio, a colori che vanno dal miele all’ocra.

L’arredamento è un mix di pezzi vintage, mobili recuperati ed elementi di design scandinavo. Qui ritroviamo il legno biondo in tutte le sue forme: di recupero, antico, contemporaneo. Lo vediamo comparire anche in alcuni dei deliziosi oggetti delle collezioni degli abitanti della casa olandese.

Alcuni elementi conferiscono macchie di colore all’ambiente: una tonalità calda come il giallo ocra, che si amalgama con il legno, ma allo stesso tempo lo ravviva.

Di questa casa, come di molti interni nordici, amiamo tutti quei piccoli dettagli che non sono mai lasciati al caso.

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Dove: Olanda, L’Aia

Superficie: 120 mq

Fonte: vtwonen ottobre 2015 | Fotografia Hans Mossel | Styling Tinta Luhrman

Anna e MarcoCASE E INTERNI

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Apparecchiare una tavola estiva in stile boho

Pubblicato da blog ospite in ArtigianaMente, Idee, Stili

Non sto vivendo molto la casa. Il giardino mi chiama. Troppo sole, troppa aria da inalare, troppo cielo azzurro da contemplare. Non so resistere. E’ così che sono rimasta indietro con i miei programmi, qui, nel blog. La voglia d’estate è fortissima, l’ho portata comunque a tavola. Una tavola estiva, fresca e semplice, in stile boho. Con poche, pochissime mosse. Bastano due elementi.

Tessuti di lino o cotone grosso e accessori in rafia: per una tavola estiva in stile boho non serve altro.

Se mi segui da un po’ ormai mi conosci, sai che mi piace apparecchiare la tavola. Una tavola semplice, di tutti i giorni. Uso quel che ho, cercando di abbinare bene i colori e conferendo uno stile preciso. Farlo a tavola è facile, perché bastano pochi dettagli. Cambiare stile a tutta la casa sarebbe un altro paio di maniche!

Così puoi decidere, se vuoi, di avere una tavola un giorno in stile boho, l’indomani in stile classico e ancora, il giorno successivo, in stile rustico. Con pochi accessori e una spesa minima.

Una decina di giorni fa sono andata al mercato del mio paese. Si tiene il giovedì mattina. Di solito arrivano il camioncino dei fiori, il banchetto dell’agricoltore con le prelibatezze locali e qualche altro banchetto che si alterna di giovedì in giovedì. Forse chiamarlo mercato è eccessivo, ma il senso è lo stesso. E a me piace molto.

Come ti dicevo, una decina di giorni fa ci sono andata e ho trovato un banchetto etnico. Africano. Erano esposti cestini e cappelli in rafia favolosi. Li avrei acquistati, ma ho preferito contenermi 🙁 limitandomi a un sottopentola e un cestino. Entrambi in rafia naturale.

Fanno molta estate e, visto il sole fuori, mi è venuta voglia di apparecchiare una tavola estiva in stile boho.

Eccola: ti piace?

tavola stile boho

Per conferire questo stile è fondamentale utilizzare tessuti grezzi e materiali naturali come la rafia, a cui ho aggiunto i mestoli di legno che ho preso in Puglia la scorsa estate.

stile boho

La tovaglia in cotone pesante credo che, in passato, fosse un lenzuolo su cui sono state ricamate a mano le iniziale di  un mio antenato. Vorrei saperne di più. Per immagine la sua vita. Per conoscere meglio da dove vengo.

Ho abbinato i tovaglioli in lino acquistati due anni fa in saldo in una merceria. L’azienda sudtirolese che li produceva è fallita. Un grande peccato, davvero, perché la manifattura dei tovaglioli è fantastica: nonostante i lavaggi le cuciture sono perfettamente intatte, la stoffa non è lisa e la forma rimasta quadrata {mi è successo più volte che si siano trasformati in rombi}.

tavola estiva

Il sottopentola in rafia naturale è proprio una chicca, non trovi? è l’acquisto al mercato del giovedì. Assieme al cesto che vedi qui sotto, usato come porta pane.

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Anche il canovaccio, come la tovaglia, proviene dalla dote che la nonna aveva preparato a mamma. Si tratta di un tessuto grezzo, naturale, un poco rustico.

In qualunque stile sia decorata la tua tavola, che sia estiva oppure invernale, non può mancare un mazzo di fiori freschi. Per dare colore e vita. Per rendere tutto più bello.

E’ una tavola semplice, la mia, frutto della quotidianità. Condita anche della fretta dei nostri giorni, perché le cose da fare sono tante e  i ritmi naturali appaiono come miraggio di un passato lontano. Tuttavia credo si possa dire che è una tavola apparecchiata con cura e amore.

Che ne dici?

 

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Lo stile scandinavo

Pubblicato da blog ospite in GiCiArch, Stili

Oggi vi parlerò di uno stile che adoro, quello scandinavo, caratterizzato da linee semplici, sobrie dalle tonalità chiare in cui il legno è uno dei veri protagonisti. Con le sue forme è rilassante luminoso e moderno.

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Lo stile scandinavo è rappresentato da ampi spazi estremamente funzionali esaltati dal calore delle venture del legno. E’ uno stile che si ispira all’ambiente naturale, sia nelle forme che nei materiali. In commercio troviamo tantissimi elementi d’arredo e mobili in stile scandinavo, che ricordano i paesi del Nord, si tratta di elementi dalle forme semplici e pulite in cui i veri protagonisti sono i materiali tra i quali troviamo legno, cotone, lino, cuoio.

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Il design nordico è caratterizzato da colori chiari, poichè l’area geografica in cui nasce è povera di luce, per questa ragione arredi e coplementi vengono proposti nei colori chiari e riflettenti. Una caratteristica importante è rappresentata dal colore bianco, proposto per qualunque parte della casa e per qualsiasi rivestimento. Il legno viene utilizzato nelle finiture naturali e pure, frassino, betulla, pino, larice e noce. Nonostante la forte presenza del colore bianco lo stile propone anche tocchi di colore per creare dei contrasti molto interessanti sopratutto per quanto riguarda i complementi.

Stile nordico in casa bagno

Lo stile scandinavo si avvicina molto allo stile minimal, ciò che li distingue sono i materiali,  gli arredi ed i complementi di quello scandinavo sono più caldi e accoglienti. Nonostante questo stile di arredo appartenga a paesi come Danimarca, Svezia, Finlandia, i suoi arredi sono perfettamente adattabili agli appartamenti mediterranei poichè il loro punto forte è la praticità e la funzionalità, il superfluo viene abbandonato per lasciare spazio all’essenziale.

Le essenze che rappresentano questo stile sono la betulla, il pino e l’abete rosso. I mobili dello stile scandinavo sono funzionali, resistenti e robusti, oggetti di design senza tempo.

Lo stile scandinavo è perfetto per arredare spazi poco luminosi e per chi vuole ricreare in casa un’atmosfera rilassante e tranquilla.

interno scandinavo

Per la sua semplicità ed eleganza è diventato uno degli stili più amati dagli architetti e dagli interior designer.

 

Fonti:

https://www.desainer.it

http://www.dalani.it

http://www.dettaglihomedecor.com

http://www.casafacile.it

 

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10 Cucine in stile Industriale

Pubblicato da blog ospite in Case e Interni, Stili

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Ispirato ai loft newyorkesi, ai vecchi edifici industriali ed artigianali, lo stile industriale regala un’atmosfera vissuta, ricca di personalità ed è per questo che è diventata una delle principali tendenze degli ultimi anni. [fonte immagine di apertura qui]

Ha subito diverse modifiche e contaminazioni negli anni, ma rimane caratterizzato da linee pulite, un design pratico e funzionale ed una buona dose di vintage ed aspetto vissuto. Poichè si presta ad essere combinato con altri stili, soprattutto scandinavo e shabby chic, attualmente viene denominato Industriale Chic un look eclettico davvero di grande effetto.

Dello stile industriale, delle sue caratteristiche e peculiarità, abbiamo già parlato diffusamente in questo post, per cui non ci soffermeremo oltre, perchè oggi vorremmo focalizzarci sull’ambiente cucina.
Se anche voi siete amanti di questa particolare tendenza, ecco una guida all’arredamento di cucine in stile industriale.

Spesso è lo stesso ambiente loft a richiedere una cucina in stile industriale, che ne esalta le caratteristiche e i materiali, come grandi vetrate, pareti in mattoni a vista e serramenti in metallo scuro. Tuttavia, anche in un comune appartamento, con un attenta ristrutturazione o un intervento di restyling, è possibile inserire una cucina seguendo questo stile.
Il legno invecchiato, il ferro, l’alluminio, l’acciaio e il cemento sono i materiali must have per chi vuole arredare la propria cucina in stile industriale.
Quindi via libera a cappe in acciaio, blocchi cucina di tipo professionale, armadietti in metallo verniciato, credenze o buffet in legno grezzo, lampade essenziali o fari vintage, sedie Tolix in lamiera zincata, ante lisce in legno anticato… Sicuramente qualche elemento davvero “vecchio” recuperato nei mercatini o in soffitta, darà quell’impronta di autenticità al tutto. ma andiamo con ordine…

Le caratteristiche più importanti delle cucine in stile industriali consistono nella sobrietà e geometricità delle linee. Quindi dimenticatevi fronzoli e cornici, legni laccati e lucidati.

Per il pavimento si può scegliere tra resina grigia o doghe di legno dall’aspetto invecchiato. In alternativa anche un più pratico gres, disponibile in tantissimi formati, anche molto grandi, scelto nelle finiture effetto cemento andrà benissimo.

La parete di fondo della cucina industriale è in mattoni rossi lasciati a vista, ma non tutti abitano in case in muratura di mattoni pieni da poter mettere in evidenza. Non vi preoccupate, ci sono comunque delle valide alternative. La prima che vi proponiamo, riprende il look dei loft newyorkesi e consiste nell’usare semplici piastrelle bianche sfalsate con fuga molto scura, come vedete in una delle foto più in basso, posate a contrasto con una cucina dalle ante nere. Un’altra alternativa è quella di usare anche in questo caso, gres porcellanati dall’effetto ferro o cemento.
Sempre riguardo la parete, se si vuole seguire questo stile è meglio evitare i pensili ed utilizzare mensole e credenze dalle linee molto lineari o in metallo, utili per riporre piatti e bicchieri.

La praticità di questo stile sta anche nel fatto che non dovrete preoccuparvi di nascondere le tubazioni della cappa o dell’impianto di condizionamento, perchè tutto può restare a vista.

Per il piano di lavoro della cucina industriale, si può optare per un piano in muratura reso impermeabile dalla resina. Sicuramente anche l’acciaio è in sintonia con lo stile. Tuttavia, se volete una scelta più economica, al giorno d’oggi ci sono tantissime finiture in laminato abbastanza attraenti e dall’aspetto vintage o simil cemento.

Se lo spazio lo permette, la vostra cucine in stile industriale, può avere un’isola o una penisola e svilupparsi in una composizione aperta sul soggiorno.

Molto importante è anche la luce naturale, che deve illuminare la cucina. Per una casa in stile industriale le ampie finestre sono un elemento fondamentale. Tuttavia, se non potete modificare la dimensioni delle finestre del vostro locale, c’è una soluzione molto appropriata e perfettamente in linea con questo stile: far realizzare una parete vetrata come separazione tra cucina e zona living. La superficie vetrata permetterà di fa passare la luce e di non chiudere otticamente, in modo da dare l’illusione che gli spazi siano decisamente più ampi e luminosi. Le vetrate più adatte allo stile, sono quelle riquadrate con telai in ferro naturale o dipinto di nero.

La tavolozza di colori, infatti, predilige grigio e nero, oltre al bianco e al colore naturale del legno.

Infine non dimenticate pochi, ma ben studiati oggetti o complemento ricchi di storia, come vecchi accessori da cucina, orologi, lettere in metallo, insegne e locandine mid century.

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Anna e Marco – CASE E INTERNI

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Un cottage creolo shabby chic a New Orleans

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Un cottage creolo shabby chic a New Orleans facciata

New Orleans, il quartiere francese, il jazz e il “mardi gras”: una città dalle innumerevoli sfaccettature che mi ha sempre affascinata, e che mi piacerebbe visitare. Sono attirata soprattutto dai tipici cottage creoli, quelle casette di legno con le persiane e le verande appoggiate su pali dai fantasiosi decori e dall’aspetto autenticamente shabby chic.

Purtroppo l’uragano Katrina ha lasciato il segno, e molti di questi cottage sono perduti per sempre: quello che vi presento oggi è stato interamente ricostruito dai proprietari, che avevano perso tutto nell’inondazione che ha seguito l’uragano.
La proprietaria, Karina Gentinetta, un avvocato figlia di immigrati argentini, cresciuta nelle ristrettezze economiche, non si è persa d’animo, nemmeno quando un agente immobiliare l’ha truffata sottraendole gli ultimi risparmi rimasti.
Un cottage creolo shabby chic a New Orleans veranda

Insieme al marito, hanno ricostruito la casa utilizzando legno e pezzi di recupero, come le mensole della veranda vecchie di 150 anni; l’hanno poi arredata con mobili usati acquistati nei mercatini e recuperando i pochi oggetti salvati dal disastro, come lo scrittoio che Karina ha ridipinto in grigio, e altri pezzi che ha patinato con le sue mani.
Un cottage creolo shabby chic a New Orleans ingresso

Il risultato lo potete ammirare nelle immagini scattate da Laurey W. Glenn per il magazine Southern Living: un cottage di soli tre anni che sembra molto più antico, e un mix di arredi eterogenei tra sedie francesi, specchi veneziani, lampadari in cristallo e tappeti orientali strappati, perfettamente integrati in un ambiente armonioso.
Karina racconta che, durante i tre anni in cui è stata ospite di parenti mentre ricostruiva la sua casa, ogni notte immaginava dove avrebbe collocato ogni pezzo, così che quando finalmente ha traslocato nel suo nuovo cottage, arredarlo è stato un gioco.
Un cottage creolo shabby chic a New Orleans salotto
Un cottage creolo shabby chic a New Orleans salottoUn cottage creolo shabby chic a New Orleans scrittoio lettoUn cottage creolo shabby chic a New Orleans patina
Un cottage creolo shabby chic a New Orleans cucina

Karina infine ha lasciato il suo lavoro di avvocato per inseguire il suo sogno di aprire un negozio di arte e antiquariato, in cui vende pezzi antichi, usati e di design vintage: Disegno Karina Gentinetta che, visto il successo, ora ha un punto vendita anche a New York. 
“Tutti i pezzi sembrano avere una storia” spiega Karina. “Ognuno di noi ha delle ferite, quindi perché non dovremmo amare qualcosa che mostra i suoi guasti, i suoi anni? Non vuol dire che non sia bello”.
E aggiunge, “un tempo ero una perfezionista, e l’uragano Katrina mi ha insegnato a dire: ok, non è perfetto, ma va benissimo”.

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Tendenze arredo 2017: i tappeti berberi

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Tendenze arredo i tappeti berberi tigma trading

Colorati o a tinta unita, dagli inconfondibili motivi geometrici e dal fascino esotico, i tappeti berberi hanno conquistato gli interni di qualsiasi stile, dal bohème al minimal scandinavo.

In realtà questa tendenza, che si estende un po’ a tutto l’artigianato marocchino, è già in voga da qualche anno ma, invece di affievolirsi come tutte le mode, mostra un rinnovato vigore. Questo a dimostrazione che i guru dello stile dettano le mode, ma poi il successo di una tendenza viene decisa dal pubblico. 

Ogni tappeto racconta una storia

Detto questo, mentre cercavo materiale per questo post, ho realizzato che dietro il termine generico di “tappeti berberi” c’è un mondo affascinante fatto di innumerevoli tribù nomadi, di tradizioni ancestrali e di abilità artigianali tramandate da generazione in generazione; soprattutto, è un mondo femminile che racchiude antichi segreti.
I motivi decorativi, infatti, narrano la vita più intima della tessitrice, e si ispirano ai tatuaggi applicati con l’henné sul corpo nelle varie fasi della vita, a partire dall’iniziazione da fanciulla fino alla nascita dei figli, o per scacciare il male: per questo ogni tappeto è unico, pur avendo molti tratti in comune, come i materiali, i colori e la tecnica, a quelli della tribù cui la donna appartiene.
Forse è questo il motivo per cui ci affascinano tanto, anche se inconsciamente: unicità, piccole imperfezioni dovute ad una tecnica di confezionamento antica quanto l’uomo, e quei messaggi nascosti di cui intuiamo la magia.

A ogni tribù il suo tappeto

I veri tappeti berberi sono tessuti a mano con lana naturale, che può essere bianca, nera o beige, oppure tinta con coloranti naturali come l’henné, la radice di robbia, la melagrana, la rucola.
Fanno eccezione i tappeti Boucherouite, realizzati con gli scarti di lana e cotone e con abiti dismessi: una sorta di tappeto ecologico nato dall’arte del riciclo!
Ho preparato una piccola infografica con tappeti per ognuna delle tribù più conosciute: alcuni sono diventati molto famosi, come il Beni Ourain, apprezzato soprattutto dai designer scandinavi, ma gli altri sono altrettanto belli e preziosi:
Tendenze arredo i tappeti berberi infografica
Tendenze arredo i tappeti berberi semikah textiles
SEMIKAH TEXTILES
Tendenze arredo i tappeti berberi tigmi trading
TIGMI TRADING
Tendenze arredo i tappeti berberi beni ourain
PHOTO KRISTOFER JOHNSSON//STYLING PELLA HEDEBY
Tendenze arredo 2017 i tappeti berberi baba souk
BABA SOUK
Tendenze arredo i tappeti berberi secret berbere

SECRET BERBERE

Tutte le immagini provengono da importatori e produttori che hanno un shop on line: se vi ho stuzzicato con questo post e siete interessati, basta cercarli sul web. Certo non sono articoli a buon mercato, e mi domando sempre quanto vengono retribuite le donne che li confezionano. Confido nella serietà annunciata da questi rivenditori.
Credito foto di copertina: TIGMI TRADING

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Le maschere veneziane come complemento d’arredo

Pubblicato da blog ospite in Arredamento Perfetto, Stili

Parigi, Londra, Vienna, Praga, Venezia, città antiche, affascinanti e misteriose dove le pieghe del terreno, le pietre delle strade, i marmi dei palazzi hanno fermato il tempo e dove la storia ha incrociato i destini di popoli diversi evolvendo, fra sconfitte e glorie, grandi culture e civiltà. Tuttavia, tra queste grandiose città, quella che emerge, per la sua unicità e per il suo plendore è Venezia. Unica perché costruita su una foresta rovesciata, che l’acqua della laguna protegge e conserva.

Cenni storici

Gli abitanti discendenti da quei veneti, che, per fuggire dalle invasioni barbariche, si erano rifugiati sugli isolotti della laguna fondarono Venezia. In seguito si confusero con popoli di etnie diverse poiché ben presto diventarono naviganti e commercianti, rendendo la città ricca e potente.
Fin dal primo secolo importarono tessuti, oggetti preziosi e gioielli dall’oriente e dai paesi arabi incrementando il commercio.

Altri cenni storici li trovate nel blog de Gli Amici di Pierrot.

Gli Amici di Pierrot

Il Carnevale

Il popolo veneziano, abituato ad uno stile di vita avventuroso, divenne assai libertino e frivolo, amava circondarsi di oggetti preziosi, di tessuti e damaschi importati dall’oriente e non disdegnava il divertimento e la trasgressione, pur apprezzando l’arte, che ancora oggi, rende Venezia una delle città più visitate al mondo per il suo grande patrimonio culturale  depositato nelle chiese, nei musei e nei palazzi.

Per questo, quando si pensa a Venezia, si pensa al Carnevale con le sue maschere uniche e particolari richieste da tutto il mondo.

Gli Amici di Pierrot

I veneziani, dal 1300, non solo usavano la maschera a Carnevale, ma la indossavano ogni giorno per partecipare alla vita quotidiana e a volte, intenzionalmente, per non farsi riconoscere le usavano nei salotti (le Colombine e le Morette venivano usate dalle dame e le Baute dai cavalieri).
Usavano le maschere degli Zanni o Arlecchino per dare spettacolo nella commedia dell’arte. Il Dottore della Peste, nacque nel 1500, durante le pestilenze, poiché filtrava l’aria con la maschera a forma di becco piena di erbe aromatiche. Insomma le maschere erano una sicurezza per uomini e donne che desideravano nascondere la loro identità e i  loro sentimenti.

Il grande pittore P. Longhi esprime molto bene, attraverso i suoi quadri custoditi al Museo Cà Rezzonico, alcune scene di vita quotidiana dei veneziani.

Con la dominazione napoleonica e la caduta della Repubblica della Serenissima si proibisce l’uso quotidiano della maschera, che viene permessa solamente durante il carnevale.

Le maschere veneziane, oggi

La produzione delle maschere non si è mai fermata ed anche negli ultimi decenni gli artigiani si sono adoperati per renderle sempre più preziose arricchendole con strass e swarovski o rivestendole con tessuti pregiati o pizzi macramè e piume.

Gli Amici di Pierrot

Chiunque può acquistare una maschera come oggetto d’arte decorativo per ornare le pareti di un’entrata oppure una consolle, dove può appoggiare una collezione di Colombine o Baute. In uno studio specialmente su qualche libreria, faranno bella mostra le maschere della Commedia dell’arte o un pulcinella dal lungo cappello, appeso ad una parete o una maschera in cuoio per dare un tocco pregiato ad una colonna. In camera sopra il letto perché non mettere un Sole-Luna in foglia d’oro e argento che si guardano ammiccando?

Gli Amici di Pierrot

Nel soggiorno trionferebbe una maschera quattro stagioni con la frutta che circonda il viso e che sembra esser stata colta in quell’attimo oppure un timido Pierrot con il bavero madreperlato o un violino che sembra vibrare le note delle più divine melodie.

Tutto questo creano con tanto amore i veri artigiani veneziani come, ad esempio, “Gli Amici di Pierrot” che realizzano maschere anche su richiesta con colori personalizzati per adattarsi alle tonalità delle pareti e degli arredamenti di qualsiasi ambiente sia in stile classico che moderno.

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Ispirazioni in stile tropicale per il bagno

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Ispirazioni in stile tropicale per il bagno carta da parati wall&deco

Buondì cari amici! Oggi voglio condividere con voi delle ispirazioni in stile tropicale, o urban jungle. Lo so, sono un po’ in ritardo, visto che questa tendenza d’arredo è in voga già da un po’ e le soluzioni che vi propongo le avrete sicuramente già viste sul web.

Tuttavia, ho deciso di scrivere questo post perché una mia amica vorrebbe arredare il nuovo bagno in questo stile, ed io, presa dall’entusiasmo, mi sono offerta di raccogliere delle idee.
Dal lato delle immagini di interni, devo dire la verità, non ho trovato esempi entusiasmanti, così vi propongo poche immagini. Ho creato anche una mood board con alcuni prodotti che potrebbero aiutarvi nelle vostre scelte:
Ispirazioni in stile tropicale per il bagno moodboard
Le carte da parati dai motivi tropical sulla sinistra sono perfette per il bagno: ve ne avevo già parlato in questo post (Tendenze arredo: carta da parati in bagno? Si ma artistica). Non é necessario utilizzarla su tutte le pareti del bagno: a mio parere è molto elegante alternata con i muri semplicemente intonacati o rivestiti con piastrelle in tinta. E a proposito di piastrelle, quelle verdi in tinta unita sono perfette per immergersi totalmente in questo colore rigenerante;  se invece preferite un’atmosfera decisamente esotica, le mattonelle di Lisbona a motivi geometrici o i mosaici marocchini fanno al caso vostro. Per dare un tocco tropicale al bagno senza rinnovare i rivestimenti, bastano pochi oggetti, come le tende da doccia con motivi esotici e gli accessori verdi o in fibre naturali, come il bambù o il cocco: aggiungete biancheria sui toni del verde, dal Greenery al Foresta, e l’effetto è garantito.

Ispirazioni in stile tropicale per il bagno piastrelle e mobile da bagno
ANIK PEARSONS ARCHITECT//CORNERS INTERNATIONAL DESIGN CONCEPT
Ispirazioni in stile tropicale per il bagno tenda doccia e carta da parati
THE EVERYGIRL//ELLE FRANCE
Ispirazioni in stile tropicale per il bagno carta da parati
WALL&DECO WET SYSTEM//H&M
Ecco infine un’idea di palette di colori “avventurosa” suggerita da Better Home&Gardens. Se amate il verde, potete leggere il mio post sull’argomento: Tendenze arredo 2017: arredare con il verde. Il verde, contro tutte le apparenze, non è comunque un colore facile: sembra più caldo rispetto al blu, mentre in realtà può risultare piuttosto freddo se non è abbinato correttamente. In un ambiente come il bagno, è consigliabile evitare solo toni freddi, quindi utilizzate mobili o complementi in legno o fibre naturali per rendere l’ambiente più accogliente.

Crediti foto di copertina: WALL & DECO

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Arredare in stile Industriale

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Lo stile industriale conquista sempre più consensi. Nato a New York negli anni Cinquanta, ha subito negli anni molti cambiamenti, soprattutto dopo che è sbarcato in Europa. Qui questo stile negli ultimi decenni è stato adottato nelle grandi città come Londra, Berlino, Amsterdam, su vecchi complessi industriali, fabbriche dismesse, vecchie centrali elettriche, laboratori artigianali abbandonati da tempo. [fonte foto copertina qui]

Al giorno d’oggi, non si tratta più di relegarlo solo a loft, ex magazzini ed open-space, ormai il mood loft-industriale è entrato nelle case del mondo più disparate. Ciò che colpisce è il suo mix tra semplicità e vintage, che dà immediatamente carattere ad un ambiente, pur mantenendo linee pulite e un design pratico e funzionale.

Lo stile industriale cosiddetto “chic”, è uno stile più eclettico, che si presta anche ad essere contaminato con altri stili di arredamento come lo scandinavo o lo shabby.

Sicuramente, la tendenza attuale spinge a spostarsi dallo stile shabby, che sta diventando spesso un po’ troppo lezioso e uniformato alla formula “tutto dipinto di bianco”, verso lo stile loft-industriale, dal sapore vissuto e qualche riferimento alla fabbrica mid century. Senza contare che questo decor senza fronzoli, è più trasversale, in quanto piace sia al genere maschile, che femminile e non è poca cosa trovare un accordo in famiglia, lasciatevelo dire da noi che siamo una coppia sia nel lavoro, che nella vita 😉

ELEMENTI FACTORY: MATERIALI E FINITURE

Gli elementi industriali, stile “vecchia fabbrica” sono l’ingrediente principale, ma certamente non basta comprare due o tre pezzi di arredamento, per convertirsi a questo stile.

L’ambiente e la struttura di una casa contribuisce al fascino dello stile industrial: pilastri, travi, mattoni e tubazioni lasciati in bella mostra, grandi vetrate usate anche come pareti divisorie, materiali come il cemento e il ferro lasciato al naturale, legno invecchiato e grezzo, sono gli elementi che più caratterizzano questo stile.

I soffitti alti, i soppalchi ed i pavimenti in resina sono i benvenuti ed aiuteranno a creare l’atmosfera giusta. Ma non temete, con l’aiuto di un professionista, non è così difficile ristrutturare o fare un attento  intervento di restyling su un appartamento dandogli l’aspetto di un loft.

ILLUMINAZIONE NATURALE: GRANDI VETRATE

La quantità di luce naturale irradiata all’interno dell’abitazione è molto importante per questo tipo di stile. Per cui, se anche non potete modificare gli infissi esterni, sicuramente potete inserire pareti vetrate che aiutano a separare senza dividere otticamente e contribuiscono a non fermare i fasci di luce provenienti dalle aperture esterne.

Via libera quindi a pareti vetrate come separazione tra cucina e pranzo/soggiorno o tra anti-bagno e camera o tra guardaroba e camera… Le vetrate si sposeranno meglio con lo stile, se saranno riquadrate con telai minimali in ferro naturale o dipinto di nero.

ARREDO VISSUTO E VINTAGE

Scordatevi l’iper decorazione e l’eccesso di oggetti: l’arredo deve essere composto da pochi elementi ben coordinati tra loro. Il decor deve essere minimal, ma al contempo ruvido e vissuto.

Sì a sedie in metallo come le mitiche Tolix, poltrone in pelle vissuta, vecchi tavoli con gambe in ferro. Sì anche a tutti quegli arredi recuperati dagli ex laboratori artigianali, come schedari, scrivanie, tavoli e lampade da lavoro.

L’accento vintage, anche nella scelta dell’illuminazione è d’obbligo: pochi, ma selezionati elementi, saranno in grado di dare quel carattere unico.

Se amate il DIY, come per lo stile shabby chic, potrete darvi da fare poiché il riciclo e il recupero fa parte proprio di questo stile. Alcuni suggerimenti? Carteggiare parzialmente vecchi cassettoni, lasciandoli con un aspetto grezzo; aggiungere ruote industriali ad un pallet; comporre lampade o tavolini con tubi in metallo e così via. L’usura del tempo e quindi l’aspetto vissuto deve comunque essere evidente.

A nostro parere, per la zona living, sono da preferire arredi che trasmettano una sensazione di calore e di vissuto. Essendo in generale l’ambiente factory un simil open space, è importante ricavare angoli accoglienti e confortevoli.

COLORI

In questo stile convivono sia colori chiari che tinte scure, ma pur sempre senza eccessi di tinte troppo forti.

L’uso del legno naturale invecchiato abbinato a metalli scuri è molto indicato per valorizzare questo stile. Di conseguenza le tonalità nocciola e grigie, abbinate al nero, possono facilmente inserirsi in un contesto bianco.

 

Adesso tocca a voi lasciatevi ispirare dallo stile industriale! E se volete vedere come trasformare una casa anni 60-70 in loft guardate questo articolo, molto interessante.

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Anna e Marco – CASE E INTERNI

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