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Apartment of the week, nordic touches in Rome – Accenti nordici per un appartamento romano

Pubblicato da blog ospite in Creative & Ordinette, Interiors, Stili
E’ un record, lo ammetto: due post in due giorni! Quando però nella mia inbox arrivano delle mail speciali e particolarmente interessanti, non riesco a resistere e il mio istinto mi dice di condividere.  Merito, ovviamente, degli interni e dalla loro bellezza. Tra l’altro, proprio oggi stavo pensando di dedicare un post al relooking e alla ristrutturazione low-budget. E come per magia, mi è arrivata una mail dell’architetto Maurizio Giovannoni, di cui apprezzo estremamente lo stile e di cui non vedo l’ora di condividerne i lavori. L’appartamento che vi propongo è di piccole dimensioni, sono solo 63 mq ristrutturati con un piccolo budget ma di grande effetto. Si trova nei pressi di Roma, a Ladispoli, cittadina balneare che si affaccia sul Tirreno. I colori scelti per il relooking sono il grigio, il senape e il menta, una tavolozza di colori estremamente in linea con i colori della località e direi molto appropriati per una casa che funge anche da casa al mare. Dimenticavo, trovate altre foto sul prima e dopo e la bella trasformazione sul sito di Maurizio Giovannoni, www.mauriziogiovannoni.it. Buon tour!
 

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Bianco come la neve

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break, Interiors, Stili
 

E’ bianco come la neve e l’inverno questo appartamento degli anni ’30, di circa 90 mq, recuperato a Goteborg, Svezia.
Unici tocchi di colore gli arredi metallici, color ottone o rame, a scaldare il bianco ottico che permea la casa e gli arredi e i piani di lavoro di marmo nero.

  

Via 


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CAFElab | studio di architettura


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Come un libro aperto

Pubblicato da blog ospite in Ecce Home, Stili

La casa di Christina Sejr Poulsen,  insegnante che vive a Copenhagen con sua figlia Anemone, è un classico appartamento in stile nordico con il pavimento a listoni di legno chiaro, pareti e porte bianche ed arredato amorevolmente con mobili vintage ed industrial e qualche storico pezzo di design come le sedie Eames gialle e la lampada Tolomeo di Artemide.
Ma  oltre ad essere un’insegnante  Christina è anche una pittrice ed ha trasformato la sua casa in una galleria d’arte in cui espone le sue opere: maschere dal segno grafico in bianco e nero e dipinti astratti a macchie dai colori polverosi.
Alcuni oggetti poi, come l’orologio da muro, li porta con sè dalle case in cui ha abitato precedentemente, mentre altri, come il tappeto marocchino in sala da pranzo, sono ricordi di viaggio.
Una casa come questa è come un libro aperto, racconta molto di chi la abita, gusti, passioni, personalità, e tutto questo la rende unica. 

 



Foto da femina.dk e Pinterest

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Il Barocco della Firenze del Sud: alla scoperta dell’architettura leccese

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Non Solo Arredo, Stili

La tua passione per il design e per l’architettura va di pari passo con la conoscenza delle diverse epoche storiche e culturali della cosiddetta “prima arte”? Se la risposta è sì, hai di certo ben presenti quali fossero i valori ed i canoni estetici e stilistici dell’Architettura Barocca, caratterizzata da linee sinuose e motivi intrecciati, al fine di suscitare stupore.

Il periodo di suo massimo splendore, tra il 1630 ed il 1670, ha visto sorgere in Italia edifici di committenza sia religiosa che civile in forme complesse e plastiche ed estremamente lavorate al fine di accentuare il ruolo scenografico dell’edificio, che doveva essere in grado di “trasportare” e liberarsi quindi dai concetti rigidi e restrittivi dell’epoca immediatamente precedente.
Proprio l’Italia è stata culla del Barocco, con una scuola di scultori ed architetti le cui opere, a oltre 3 secoli di distanza, continuano ad attirare flussi incessanti di turismo, ma si deve anche tenere presente che non è esistita una scuola univoca con un unico canone.
Accadde ad esempio che in Puglia, e più precisamente nel Salento, l’Architettura Barocca approdasse ad una deriva ancora più esuberante, ricchissima di decorazioni floreali ed intarsi minutissimi, con fregi e motivi scultorei ancor più elaborati ed affascinanti e persino animali mitologici.
Furono le proprietà del materiale locale, la roccia calcarea nota come Pietra Leccese, a favorire l’esplosione di questa corrente artistica: tenerissima e di facile lavorazione con lo scalpellino ed al tempo stesso impreziosita dai suoi toni dorati e caldi, questa pietra ha plasmato l’immagine della città e del suo centro storico dove trionfano edifici quali la basilica di Santa Croce, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, ma anche lo stesso duomo di Lecce, per restare all’ambito religioso; ma è in puro stile Barocco Leccese anche l’attuale Palazzo del Governo che oggi ospita la Provincia, così come il Palazzo del Seminario dove oggi hanno sede un museo ed una biblioteca.

Trascorrere un fine settimana in un bed & breakfast a Lecce vi farà comprendere perché questa città è stata soprannominata “La Firenze del Sud”: un trionfo di palazzi meravigliosamente decorati, con in più la particolare luminescenza che il sole fa scaturire dalla Pietra Leccese a seconda della sua posizione.
A riprova dell’eccezionalità di questo stile architettonico, non si può fare a meno di segnalare che l’intera area dove si è diffuso – includendo quindi le vicine Gallipoli, Nardò, Ostuni o Martina Franca – è in lista d’attesa della “Tentative List” dell’Unesco per essere riconosciuta tra i Patrimoni dell’Umanità, un riconoscimento questo che renderebbe il giusto merito ad un’area d’Italia dall’immenso valore culturale ed artistico.

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La felicità di una casa Hygge Style

Pubblicato da blog ospite in Retrò and Design, Stili
In questi giorni mi sono imbattuta in un termine danese: hygge.
Incuriosita, ne ho approfondito il significato e ho scoperto che si tratta di un termine che ha un significato piuttosto ampio che va oltre il senso del “cosy” inglese, ma che si avvicina al concetto di “accogliente”, “confortevole”, “intimo”.
Hygge è uno stile di vita, nato in Danimarca, un Paese in cui lo scarso numero di ore di luce nella maggior parte dell’anno induce i suoi abitanti a vivere la casa molto più di quanto non la si viva alle nostre latitudini.
Chiunque abbia speso qualche giorno nei paesi del nord, specie ospite in una vera casa (se siete curiosi ne trovate una qui) ha certamente notato con quale piacere gli abitanti di questi Paesi amino indulgere non solo in attività domestiche (cucito creativo, DIY, cucina…), ma anche, in generale, a tutto ciò che è connesso all’abitare la casa.
Hygge è proprio l’amore per la lentezza domestica, ma anche il saper godere delle piccole cose in generale.
In casa amore per il decoro: piccole file di luci, ghirlande in carta o tessuto, morbidi tessili in texture diverse, portici e balconi arredati come piccoli salotti, luci soffuse, lanterne e piccoli punti luce. Amore per uno stile di vita domestico: il piacere di ospitare, le cene con gli amici, un bicchiere di vino in compagnia, una tazza di tè bollente e una buona lettura, i lavoretti in casa con i bimbi.
Tutto ciò è hygge dentro casa.
Ma si può essere hygge anche fuori casa: una camminata in montagna,  un picnic al parco, un giro in bicicletta in un luogo tranquillo, un plaid nel prato, un pranzo all’aperto appena il sole fa capolino.
Insomma, hygge è uno stile di vita, che si riflette sul modo di concepire la casa stessa: pensata non per stupire o piacere agli altri, ma per se stessi, per il semplice piacere di trovarvi ciò che vi scalda il cuore.
Credits
Sono convinta che il progetto che noi progettisti architettiamo nasca dalla voce dei nostri clienti: deve essere capace di tradurre in spazi l’idea che essi hanno di “casa”.
Infatti, solo comprendendo i loro modi di vivere la casa, le abitudini e la visione che le persone hanno di se stesse nei propri spazi il progettista può dare forma ai desideri di chi vivrà in quel luogo.
Il termine hygge secondo me interpreta proprio questo pensiero, se lo si trasla nella progettazione:un progetto che abbracci le reali tendenze di chi lo vivrà, prima ancora che le nuove tendenze del settore.
Premesso che non ci sono regole per vivere lo stile hygge, eccovi qualche spunto per far proprio questo modo di intendere la casa.
Sono sicura che voi ne avete molti altri; se vi va, condivideteli sulla pagina Facebook di Retrò and Design!

1. Creare comfort: che sia vivere il divano con tutta la famiglia o gli amici, o vivere la tavola non solo come luogo per consumare il pasto, ma anche per svolgere attività ludiche o lavorative.
2. Infrangere qualche regola: regalarsi ogni tanto il lusso di una colazione a letto, immersi in un mondo un po’ sognante fatto di morbidi cuscini, luce, buona compagnia e un buon libro.

3. Minimal + ricordi: mixare una base minimalista con la ricchezza di ricordi e oggetti che ci stanno a cuore. Che fanno tanto “casa nostra”.

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4. Decorare con i tessili: solo tessili  che vi piacciano e che rispecchino il vostro stile. Pochi ma buoni.
Foto su www.instagram.com/retroanddesign
5. Creare piccoli spazi per grandi interessi: l’angolo lettura, la mini serra, l’angolo craft per fare lavoretti da soli o con i bambini. Parola d’ordine, trovare non solo tempo, ma anche (un piccolo) spazio per ciò che ci appassiona!
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Se lo stile di vita hygge vi ha incuriosito, non vi resta che approfondirne la conoscenza leggendo “The little book of Hygge“: già la sola copertina vale la lettura! ;-)
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Arredamento anni 60: il design della plastica e dei colori forti

Pubblicato da blog ospite in Easy Relooking, Interiors, Stili

arredamento anni 60

Abbiamo già scoperto gli anni 50 nel post “Arredamento anni 50: design e colori” e in questo tuffo nel passato oggi voglio portarti a scoprire gli anni 60! Oltre alle ispirazioni d’arredo anni 60, in fondo al post troverai anche le combinazioni di colore che potrai ricreare con i codici colore Caparol!

Gli anni sessanta rappresentano il punto più alto dell’eccesso stilistico, lo possiamo notare in ogni oggetto prodotto in quel tempo, nelle forme del design ma soprattutto nel materiale.

Indiscutibilmente la plastica, accompagnata con colori dai toni forti e molto impattanti, in una parola tutto quello che oggi consideriamo “vintage”, è l’eredità stilistica degli anni 50 plasmata sotto una nuova veste psichedelica.

Anche l’arredamento anni 60 ha visto creazioni e combinazioni di colori che sono passati alla storia, era un periodo florido d’idee e al tempo stesso innovativo, muovevano i primi passi i Rolling Stones e Beatles, icone della musica che hanno fatto storia.

Era un periodo davvero eccitante, i molti colori accesi in voga negli anni sessanta, furono ripresi in diverse copertine degli album pubblicati proprio da questi mostri sacri della musica, una su tutte quella del singolo Yellow Submarine, dove i colori dominanti in copertina sono l’ambra, il rubino e palazzo, nelle varie sfumature di rosso e giallo miscelati tra azzurro, verde e magenta, colori forti appunto.

Lo stile dell’arredamento anni 60

Gli interni delle case in quel periodo erano molto singolari, un misto tra minimalismo e forme psichedeliche, non di raro i muri erano tinteggiati di arancio/rosso o verde pinie, sicuramente poco sobri e visivamente forti, abbinati a pavimentazioni con geometrie di tipo scacchiera.

L’arredamento anni 60 aveva una forte componente di materiale plastico, per tutto il decennio si sono costruiti prodotti di plastica più di quanti siano stati prodotti negli anni successivi, i mobili avevano forme futuristiche con ampi spazi dalle linee e geometrie morbide.

arredamento_anni_60

Anche gli elettrodomestici subirono il tocco vintage degli anni sessanta. Frigoriferi rosa e verdi negli USA andavano a ruba! Del resto la cucina è il regno femminile e i designer di allora pensarono di sedurre le casalinghe con questi stratagemmi.

Poltrone e divani iniziarono a subire una trasformazione rispetto agli anni 50, divennero più schematici, senza fronzoli tendenti al minimalismo, in molti casi anche scomodi. Le tinte ruotavano intorno a quelle già indicate, con la differenza che erano stampate con i mitici “pois”, design al quale la grande Mina dedicò proprio negli anni sessanta la famosa canzone “una zebra a pois”.

L’influenza di Andy Warhol

In tutto questo innovare tra plastica e colori “RGB” permanenti, uno tra tutti ha ispirato o forse è stato ispirato dal periodo. E’ proprio il grande artista eclettico e carismatico qual è stato Andy Warhol.

Proprio a metà degli anni sessanta, diresse un film dal titolo “Vinyl”, rivisitazione del romanzo di Anthony Burgess “Un’arancia a orologeria” o, meglio conosciuto come “Arancia meccanica”. In questo possiamo notare la volontà di trasmettere il sentimento di un’epoca che forse molti avevano già capito dove avrebbe condotto.

arredamento anni 60

Che fosse l’arredamento anni 60, i colori usati in quel periodo o la musica pop, questo ha segnato quel periodo come unico e irripetibile: un misto tra un’eleganza snob e il minimalismo eccentrico.

Dobbiamo anche dire che in quegli anni si faceva anche molto uso di LSD, che probabilmente ha contribuito a regalarci questo strano mondo degli anni sessanta!

I colori degli interni anni ’60

Come avrai già notato, lo stile degli anni 60 ama utilizzare combinazioni di colore forti, al giorno d’oggi inusuali! Le moodboard di colori qui di seguito riportano i codici colore per le pareti. Ricordiamoci che possono essere utilizzati anche nei complementi d’arredo per ricreare un’atmosfera personalizzata!


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L’articolo Arredamento anni 60: il design della plastica e dei colori forti proviene da easyrelooking.

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Una casa concepita per vivere in armonia con la natura

Pubblicato da blog ospite in Dettagli Home Decor, Interiors, Stili
dettagli home decor

Un progetto di nuova costruzione dove il filo conduttore è stato il desiderio dei proprietari di realizzare una casa in cui la natura ne fosse parte integrante, al fine di creare uno spazio in grado di trasmettere una piacevole sensazione di tranquillità e benessere.


La scelta dei materiali naturali è stata fondamentale. Ogni ambiente è infatti scandito dalla presenza di tanto legno che ritroviamo nella maggior parte dei pavimenti, nella scala interna, le porte così come le ante degli armadi, il tutto realizzato artigianalmente da una falegnameria locale. La scelta cromatica che gioca tutta sui raffinati toni neutri del bianco, beige, sabbia e grigio, contribuisce a donare allo spazio una sensazione di calma e serenità.
Le grandi finestre presenti in ogni stanza della casa permettono di assottigliare i confini tra dentro e fuori.  
L’arredamento scelto è essenziale ma ricco di interessanti pezzi  classici del design internazionale. 

dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor
immagini via elle decoration


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Amore e odio, la casa in stile Airbnb

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break, Stili

Airbnb, ovvero sentirsi a casa in ogni parte del mondo.

Che ci piaccia o no, lo stile Airbnb, definito AirSpace da Kyle Chayka, sta contaminando, neanche troppo lentamente, l’interior design delle nostre case, creando uno stile “mondiale” abbastanza omologato.
In ogni casa, ogni accessorio, ogni arredo è studiato affinchè il viaggiatore si senta a casa, con un risultato piacevole e rilassante; i colori sono neutri, il design è curato ma non estremo, lo stile è minimal ma con un certo calore.

Insomma, il sito di Airbnb può essere tranquillamente consultato da chi è in cerca di spunti per i propri spazi!

E per chi ama questo stile, ecco 3 consigli base per applicarlo anche a casa propria:

1. Scegliere tonalità neutrali

Per creare un ambiente rilassante, e questa è la filosofia di Airbnb, è meglio usare toni tenui.
Il bianco è il colore predominante in questo stile, ma una palette di delicati toni neutri può diventare più interessante.
Un tocco di colore attraverso tappeti e cuscini può dare personalità ad un ambiente dai toni neutri.

2. Verde, verde, verde

Le piante da interni sono molto in voga in questo momento, ed è giusto così. E in effetti niente porta energia e in una stanza quanto una bella pianta d’appartamento; dove posizionarla? Avete presente quell’angolino vuoto, dove non sapete che mettere…
Ovviamente insieme alle piante è necessario scegliere i relativi vasi e portavasi in maniera oculata, affinchè non stonino con i vostri interni e, naturalmente, siano belli a vedersi.


4. Inserire un tocco di personalità
Anche se si è scelto questo stile minimale, forse un pò impersonale, non è proprio il caso di traslasciare di inserire qualcosa che vi piace e che dia un tocco di personalità come piace a voi!
Quindi, via libera all’inserimento di arredi e complementi vintage, scovati nei mercatini o portati da un viaggio, libri, stampe e quanto stuzzica la vostra fantasia.
Va bene lasciarsi influenzare dallo stile Airbnb, ma a nessuno piace vivere in una casa fredda e impersonale come un hotel!

Immagini via Airbnb


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Herzog Bar & Restaurant, Munich

Pubblicato da blog ospite in Interiors, Nook Twelve, Stili

The Herzog Bar & Restaurant in Munich is a magnificent fusion of eras that co-exist and complement each other, producing a result that is strikingly unique.

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Housed in a heritage listed, post-war modernist building in the centre of the city which was designed and constructed in 1957 by venerated German architects, Sep Ruf and Theo Papst, the building’s foundation stretches even further back—as this is the site of a late 16th century castle which belonged to Bavarian duke, Wilhelm V. When Zurich-based architecture practice, Build_Inc. employed their touch on all elements of the re-design, they breathed new life into the space and transformed it into a dining destination filled with drama and reflection.

This truly dramatic production filled with bold, sharp lines, square geometric elements and an overall masculine colour scheme of black and gold houses the three sections—these being the bar, lounge and restaurant—that make up this multifaceted gastronomical setting. Both defined and yet interconnected, the one sinuously flows into the other stylistically as well as functionally.

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Keeping in mind the distinctive look and feel of buildings from the mid to late 1950’s, the Build_Inc. team respectfully employed some of the most noticeable effects in the design from the era, namely brass and textured concrete. Hence, visitors are welcomed inside by the terrazzo floor’s inlaid brass veins, which form a beckoning “pathway” for patrons to follow. The brass veins then continue like tentacles throughout the entire space to wrap around the gray concrete bar, climb up walls and adhere to the wide windows, before finally forming the ambient lighting fixtures throughout. Touches of golden brass can even be seen stretching through the furniture, embracing the lounge chairs and the edges of the lacquered wood tables.

Reverence is also paid to the great Swiss-French architect, Charles-Edouard Jeanneret-Gris, better known as Le Corbusier, in the striking umbra-black paint used on all the visible structural elements in the space, such as the ceiling and supporting columns. This grounds the entire design in a strong basis and ties all the forms together. As a result, Build_Inc.’s goal, that of both respecting and highlighting the building’s past while adhering to the high-standards which contemporary customers have come to expect from gastronomical destinations such as Herzog, is achieved to striking effect.

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© BUILD Inc., Sara Panagiotopoulou, www.herzog.bar

The post Herzog Bar & Restaurant, Munich appeared first on Nook Twelve.

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Come abbinare mobili in ciliegio in soggiorno

Pubblicato da blog ospite in BlogArredamento Aziende, Napol Arredamenti, Stili

I mobili in ciliegio in soggiorno sono un classico dell’arredamento della zona living. Perfetti in salotto e in sala da pranzo, illuminano l’ambiente con un legno pregiato, solcato da preziose venature e riflessi. Una scelta ideale sia per un soggiorno classico che per uno moderno: basta saper scegliere lo stile del mobile ed esaltare l’essenza con i laccati giusti. Vediamo allora come abbinare il ciliegio in soggiorno per creare un ambiente moderno e sofisticato.

Da secoli il ciliegio viene utilizzato in falegnameria per la costruzione di arredi in massello e mobili impiallacciati.
Le nuance del vero legno di ciliegio sono uniche: questa essenza, infusa di una particolare luminosità rossastra, regala all’ambiente superfici calde e accoglienti, con venature e fiammature dalle tonalità marcate. Il legno di questo albero è medio-duro ma facilmente lavorabile e permette di realizzare le ante ed i frontali curvi che distinguono la nostra produzione.

Le tipologie impiegate per la produzione dei mobili da soggiorno e delle pareti attrezzate 302 sono il ciliegio europeo (Prunus Avium) e il ciliegio americano (Prunus Serotina). Sono due varianti chiare di questa essenza che specialmente nella produzione di mobili classici e in stile viene solitamente preferita nella variante scura o dai toni bruni più marcati.
Per un soggiorno in ciliegio dallo stile moderno si preferiscono le varianti bruno-rosate, dal look più leggero ed informale perfettamente abbinabile con i colori più attuali e con arredi di fattura contemporanea.

Cosa abbinare ad un soggiorno in ciliegio

Il mobile a parete per il tv

Per una parete attrezzata in ciliegio moderna consigliamo un look bicolore. Gli abbinamenti migliori sono:

  • ciliegio e bianco o ciliegio e panna: il bianco, in tutte le sue tonalità, smorza e modernizza i riflessi rossi dell’essenza ciliegio, è la scelta ideale per chi vuole un soggiorno luminoso senza rinunciare alle bellissime sfumature di questo legno
  • ciliegio e grigio: grigio laccato opaco e ciliegio creano un equilibrio perfetto. Il grigio sembra scaldato e reso vellutato dalla presenza dell’essenza, mentre il ciliegio risulta smorzato. L’effetto complessivo è di estrema eleganza e ricercatezza
  • total look ciliegio: per un ambiente più tradizionale potete optare per un mobile da soggiorno completamente impiallacciato in ciliegio americano. Per abbinare il colore delle pareti, del divano e dei complementi, valgono gli stessi consigli dati finora: puntate quindi su colori neutri come bianco e grigio (oppure osate con le tonalità del blu e dell’indaco!)

Mobile soggiorno in ciliegio: che tavolo?

Se scegliete un mobile soggiorno bicolore potete abbinare il tavolo ad uno dei due materiali. Per uno stile più luminoso e moderno abbinate il tavolo al laccato bianco, panna o grigio opaco.

Il total look ciliegio è la seconda possibilità: un modo per esaltare al massimo questo prezioso legno e per creare un ambiente dal mood tradizionale, ma senza tempo.

Se non volete un tavolo in legno ma il mobile soggiorno è in ciliegio, valgono gli stessi abbinamenti suggeriti sopra: un tavolo bianco, grigio o anche nero si abbineranno alla perfezione facendo da contraltare all’essenza ed evidenziandone i riflessi. Un’altra opzione è percorrere la strada del neutro e puntare su vetro, metallo e laccato bianco.

Volendo riassumere, possiamo consigliare di abbinare il ciliegio con: colori neutri, una tinta unita coordinata al laccato scelto sulla parete attrezzata o, infine, con un materiale universalmente abbinabile come il vetro.
Per quelli a cui piace osare con i colori: blu (nelle gradazioni più polverose, profonde ed infuse di un tocco di grigio come il blu petrolio, ottanio, ceruleo, pavone…), indaco, viola, nero.

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