BLOG ARREDAMENTO Posts

19 Febbraio 2020 / / Nell'Essenziale

L’arredamento Provenzale origina dallo stile country francese, uno stile rustico, elegante, semplice ma anche raffinato. Perfette per questo stile sono le nostre tende Tende in stile provenzale “blu Provenza”, tende interamente sartoriali, realizzate solo su misura e su ordinazione.

Come abbinare le nostre tende Tende in stile provenzale Blu Provenza

Questo stile è perfetto per una casa rustica, dai lineamenti delicati e con mobili prevalentemente chiari. Abbinare questo stile a mobili scuri con pavimento ed infissi scuri potrebbe appesantire l’ambiente.

La nostra linea Provenzale è disponibile in più varianti di colore, oggi ti parleremo di come abbinare la variante in blu nella tonalità azzurro.

I colori, infatti, nello stile provenzale si pongono a metà strada tra lo stile country e lo stile shabby chic introducendo fantasie dai motivi floreali caratterizzate da colori tenui e sbiaditi.

Le nostre tende ispirate a questo stile sono perfette su finestre con telaio chiaro. Se scegli i nostri complementi per tutta la tua casa ricorda che una fantasia fiorata colorata deve essere abbinata ad un arredamento tenue caratterizzato da colori neutri.

Tende in stile provenzale blu provenza
Tende in stile provenzale “blu Provenza”

Scopri la nostra collezione provenzale Blu Provenza nel nostro shop online, qui trovi tutti i modelli ordinabili in autonomia. Se desideri ordinare le tende è necessario inviare una richiesta per la realizzazione di un preventivo personalizzato.

Composizione dei tessuti

La tenda è realizzata da una sezione in tessuto di puro cotone tinto in filo con colorante organico indantrene. Questa sezione è destinata all’inserimento del bastone e deve essere arricciata. Dalla sezione in tessuto parte la parte semitrasparente in misto lino, a definire i due tessuti è applicato un merletto in puro cotone.

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18 Febbraio 2020 / / Dettagli Home Decor

Faro Brucoli

Un faro lussuosamente ristrutturato con terrazza panoramica e vista sull’Etna.

Il Faro Brucoli, costruito nel 1911, si trova alle porte della Val di Noto. È situato su una penisola del Mar Ionio, accanto al castello della regina Giovanna D’Aragona del 1400 e gode della miglior vista dell’Etna.

Con il “Progetto Valore Paese – DIMORE”, l’agenzia del Demanio ha selezionato sull’intero territorio nazionale dei beni di grande valore storico artistico e paesaggistico, tra cui il Faro di Brucoli, per essere recuperati e utilizzati a fini turistici culturali.

Il Faro è stato opera di una sapiente ristrutturazione da parte dello Studio Associato Itinera, Arch Giuseppe Di Vita, che ha valorizzato il prezioso faro dell’antico borgo marinario di Brucoli, mantenendo le peculiarità della fortunata posizione naturalistica ed esaltando le caratteristiche architettoniche della struttura.

L’intervento di recupero, oltre a importanti migliorie strutturali, è stato eseguito anche per l’interior design. Tutti gli arredi sono pezzi storici disegnati dei migliori designer italiani come Joe Ponti, Franco Albini, Franco Zanussi, Rodolfo Dordoni, Antonio Citterio.

L’impianto illumino tecnico interno ed esterno è di Viabizuno, le zone benessere sono tutte firmate antoniolupi.

Gli arredi rappresentano il meglio dell’eccellenza del design italiano: Zanotta, Cassina, Arclinea, Molteni, Maxalto, B&B, Porro e Talenti.

L’articolo antoniolupi firma il restauro del Faro di Brucoli a Siracusa proviene da Dettagli Home Decor.

18 Febbraio 2020 / / Coffee Break

Gli studi di architettura belgi Polo Architects e Going East hanno progettato le Barefoot Luxury holiday villas un albergo diffuso situato sulle pendici rocciose della Baia di João d’Evora, sull’isola di São Vicente a Capo Verde.

“L’arcipelago di Capo Verde ha prevalentemente uno strano paesaggio lunare con crateri, colline e rocce a perdita d’occhio”, il terreno arido e roccioso incanta con le bellissime sfumature di marrone, ocra, rosso e contrasta drammaticamente con il profondo blu dell’Oceano Atlantico”

Il rispetto per il paesaggio circostante era essenziale, le ville sono realizzate in cemento armato rivestito da pietra di basalto estratta direttamente dalla valle circostante, secondo il tradizionale metodo di costruzione di Capo Verde, e lasciato internamente a vista; i toni ocra e marrone della pietra si armonizzano con i colori della terra.

Pur progettando le ville in modo che non interrompessero il paesaggio, Polo Architects ha voluto che gli ospiti avessero la migliore vista dell’oceano.

Ogni edificio è quindi organizzato attorno a un patio esterno centrale completo di piscina e cucina.
GGrandi pannelli di legno di kotibé circondano lo spazio del patio possono essere ruotati per ridurre al minimo i forti venti che tipicamente soffiano sull’isola
Alte pergole sormontate da strisce di rattan forniscono ombra ai lettini prendisole.

Going East ha quindi aggiunto una selezione di arredi dai toni naturali agli interni delle ville; il legno dalle tonalità calde è stato usato anche per i mobili e le finiture interne da artigiani locali

Le stanze sono così disseminate di graditi ricordi che gli ospiti trovano sul suolo africano, dai denti di squalo ai tabelloni di gioco Awale locali, cestini di vimini e mortai di manioca.

 

The barefoot luxury of the Cape Verde islands

Belgian architects Polo Architects and Going East have designed the Barefoot Luxury holiday villas, a popular hotel located on the rocky slopes of the Bay of João d’Evora, on the island of São Vicente in Cape Verde.

“The Cape Verde archipelago has mainly a strange lunar landscape with craters, hills and rocks as far as the eye can see”, the arid and rocky terrain enchants with the beautiful shades of brown, ocher, red and contrasts dramatically with the deep blue of the ‘Atlantic Ocean”

Respect for the surrounding landscape was essential, the villas are made of reinforced concrete covered with basalt stone extracted directly from the surrounding valley, according to the traditional Cape Verde construction method, and left internally exposed; the ocher and brown tones of the stone harmonize with the colors of the earth.

While designing the villas so that they didn’t break the landscape, Polo Architects wanted guests to have the best view of the ocean.

Each building is therefore organized around a central outdoor patio complete with swimming pool and kitchen.
Large kotibé wood panels surround the patio space can be rotated to minimize the strong winds typically blowing on the island
High pergolas topped with rattan strips provide shade for sun loungers.

Going East has therefore added a selection of furnishings in natural tones to the interiors of the villas; warm-toned wood has also been used for furniture and interior finishes by local craftsmen

The rooms are so strewn with pleasant memories that guests find on African soil, from shark teeth to local Awale game boards, wicker baskets and cassava mortars.

VIA

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CAFElab | studio di architettura

18 Febbraio 2020 / / Blogger Ospiti

L’azienda del XXI secolo è sempre più al centro di polemiche che la accusano di esser distante dalle esigenze del proprio personale. Tale distanza si misura in insoddisfazione, ridotta produttività, inefficienza dei processi interni; più una realtà è grande, più è esposta a tali problematiche, che possono minare alla base le prospettive di sviluppo.

Come reazione a tali criticità, il filone di ricerca nel campo del Project Management ha sviluppato modelli, teorie nell’ottica di migliorare la gestione di un dato progetto, ottimizzando le risorse impiegate, in un percorso definito e pianificato. In principio fu il Gantt, grafico che associava a una data mansione una durata, in una successione logica di operazioni che potessero riguardare la realizzazione di un’opera, ma anche la gestione interna di un processo o progetto.

A questo si sono aggiunti molti altri strumenti, molto più dettagliati e con funzioni sempre più specifiche: Diagrammi di Pert, per individuare percorsi critici all’interno di strutture reticolari di attività interconnesse, Diagrammi di Ishikawa, che analizzano le catene causali di potenziali rallentamenti nel perseguimento di un obbiettivo, mappe concettuali e WBS. Proprio quest’ultima, acronimo di Work Breackdown Structure, è la chiave gerarchico-associativa con cui si scompone un processo realizzativo, sia progettuale che di messa in opera.

Il WBE è l’elemento minimo che compone la WBS, l’ultimo gradino gerarchico impiegato. Software vari permettono la gestione di queste tecniche di Project Management; Microsoft Project ne è un esempio ma oggi, la connessione tra tali sistemi di programmazione lavori e l’elemento 3D del BIM diventano indispensabili per la gestione di realtà complesse.

Esempio all’avanguardia è l’Ospedale di Odense, il più grande d’Europa, di cui è stata appena avviata la realizzazione. Piattaforme condivise, sistemi informativi, cloud, interconnessione tra tempi, fasi lavorative, personale associato e controllo dei costi, sono solo alcuni degli aspetti affrontati e controllati per garantire certezza realizzativa e quality control. La sostenibilità di un investimento dipende anche e soprattutto da ciò.
Questo progetto è curato dallo studio di progettazione AtiProject.

Project Management

18 Febbraio 2020 / / BlogArredamento Aziende

Una deliziosa mansarda di 40 mq con travi a vista, un piccolo gioiello messo a nuovo da trasformare in un ampio living con angolo pranzo e zona relax. Riusciranno i nostri eroi ad arredare un ambiente mansardato all’insegna dello stile?

Il pre-progetto: cosa vorrebbe il Cliente

Qualche mese fa, è arrivata al nostro team di Consulenza e Progettazione 3D una richiesta ben precisa:

“Ho appena cambiato casa e tra poco termineranno i lavori di ristrutturazione del mio nuovo appartamento. Dispongo di un ambiente mansardato di circa 40 mq, una sorta di sottotetto alto che vorrei servisse sia da soggiorno / salotto che da sala da pranzo. […]”

Ylenia, responsabile del progetto, ha subito accettato la sfida e contattato il Cliente per avere qualche dettaglio aggiuntivo.
Raccolte tutte le informazioni necessarie, la nostra Interior Designer si è messa subito all’opera per analizzare piantine e sviluppare la soluzione d’arredo più adatta allo spazio disponibile. Il tutto accompagnato da render fotorealistici e da una proposta di finiture, materiali e colori (perché, ricordiamolo, anche l’occhio vuole la sua parte!).

Il progetto finale: una mansarda trasformata in soggiorno

A sviluppo terminato, il progetto mostra un grande ambiente mansardato trasformato in soggiorno con zona pranzo e angolo relax. In parte dettata dalle preferenze del Cliente, la scelta dei prodotti è stata facilitata dalla superficie del locale, stimata in 40 metri quadri.

A questo si è aggiunta la conformazione del soffitto che, pur essendo mansardato con perline a vista, offre una buona altezza (nulla a che vedere con le mansarde basse, che per certi aspetti richiedono uno studio progettuale maggiore).

Progetto terminato: render fotorealistico del soggiorno arredato

La superficie del locale, paragonabile a quella di un open space, ha permesso a Ylenia di dividere idealmente lo spazio in tre zone funzionali:

  • la zona pranzo, completa di tavolo, sedie e punto luce
  • la zona TV, arredata con una parete attrezzata componibile
  • la zona relax o conversazione, occupata da un grande divano ad angolo, una poltroncina e dei tavolini

Una divisione ideale, questa, che risulta molto utile anche dal punto di vista pratico. Così disposte, le tre zone comunicano perfettamente tra loro, pur mantenendo una collocazione spaziale ben precisa all’interno dello stesso locale.

Vista dall'alto: mansarda suddivisa in zona pranzo, angolo relax e TV

Come arredare un soggiorno mansardato #1: la zona pranzo

Per l’angolo pranzo, Ylenia ha rispettato i desideri del Cliente inserendo nel progetto i prodotti da lui selezionati: un grande tavolo con angoli arrotondati e sedie in pelle con schienale trapuntato.

Il tavolo, che funziona alla perfezione come complemento di design, è capace di ospitare fino a 12 commensali – il perfetto connubio tra estetica e funzionalità.

Tavolo in pietra keramic Planer
Sedia in pelle trapuntata Arcadia

Il suo inserimento nell’ambiente è stato oggetto di studio da parte di Ylenia, volenterosa di trovare la posizione migliore per godere del tavolo sfruttando l’illuminazione naturale. Alla fine, la zona tra le due finestre è risultata essere quella più adatta.

Progetto: dettaglio del tavolo posizionato davanti alle vetrate

Questo non ha impedito alla nostra arredatrice di inserire dell’illuminazione artificiale per enfatizzare lo stile contemporaneo della zona pranzo. Sopra il tavolo è stata infatti prevista l’installazione di un lampadario minimalista ma di notevole impatto estetico.

Lampadario moderno di design Crossroad

I CONSIGLI DELL’ARREDATRICE
Posizionare il tavolo vicino ad una porta finestra è una scelta vincente, che permette di sfruttare la luminosità naturale in occasione dei pranzi conviviali. Inoltre, quando si tratta di tavoli di design in finiture decorative, la luce contribuisce ad esaltare la resa estetica dei materiali.

Come arredare un soggiorno mansardato #2: la parete TV

Per arredare la parete TV è stata determinante l’indicazione del Cliente:

“Vorrei che nel soggiorno fosse presente una parete attrezzata per uno schermo da 50”. La presa TV è già installata sulla parete a Nord, perciò il posizionamento del televisore è piuttosto obbligato.”

Progetto: dettaglio della parete attrezzata

Da vincolo, l’attacco elettrico si è trasformato nel punto di partenza da cui sviluppare la soluzione d’arredo per la parete attrezzata. Ylenia ha scelto di ricorrere ad una collezione di arredi componibili e realizzati su misura, avendo bene in mente le richieste del Committente:

“Per la proposta d’arredo vi lascio carta bianca. Se può servire, mi piacciono le composizioni moderne, asimmetriche e con elementi in vetro. Potrei valutare anche una soluzione bicolore.”

Richiesta accettata: Ylenia ha proposto una parete attrezzata asimmetrica, completa di pannello TV laterale e vetrinette in appoggio su basi sospese.

Progetto terminato: render fotorealistico della parete TV

I CONSIGLI DELL’ARREDATRICE
A differenza delle basi in appoggio a terra, i moduli sospesi conferiscono alle pareti attrezzate un aspetto più leggero e dinamico. L’effetto finale sarà ulteriormente alleggerito dalla presenza di elementi in vetro come mensole lineari o vetrine, ancor meglio se illuminati da LED.

Come arredare un soggiorno mansardato #3: il salotto

Il soggiorno è dominato dalla presenza di un grande divano angolare, modello scelto direttamente dal Cliente e salvato nella lista dei Preferiti. Considerate le dimensioni importanti, Ylenia ha optato per uno posizionamento classico: contro due pareti adiacenti.

Progetto: vista dell'angolo relax con divano angolare, poltrona e tavolini

Tale disposizione è stata individuata tenendo conto di tre fattori:

  • la volontà di creare una zona relax ad hoc, in cui parete attrezzata e imbottito siano posti l’una di fronte all’altro
  • la necessità di assecondare la forma del divano, costituito da un lato corto trasformabile in letto matrimoniale
  • l’esigenza di ottimizzare al massimo un angolo del soggiorno, lasciando una buona superficie libera a centro stanza per favorire il passaggio

Tre motivazioni imprescindibili, certo, a cui se ne è aggiunta una quarta. Il Cliente aveva infatti specificato:

“Vorrei che parte del soggiorno fosse dedicata ad un salotto con divano. […] Non mi dispiace l’idea di aver un open space, però preferirei che la zona relax fosse visivamente delimitata nello spazio.”

Progetto terminato: render fotorealistico della zona relax

Ma come dividere zona pranzo e salotto quando non ci sono muri o librerie divisorie? Semplice: si delimita lo spazio con complementi d’arredo che fungono da separatori. Nel caso del nostro Cliente, Ylenia ha scelto di circoscrivere la zona relax utilizzando un semplice tappeto decorativo.

A livello pratico, il vantaggio è duplice: oltre a decorare, il tappeto servirà per proteggere il parquet dai piedini del divano o del letto aperto.

Grande divano angolare Mesh
Tappeto in viscosa a motivo geometrico Malizia

L’angolo conversazione è stato completato da pochi ma essenziali elementi: una poltroncina imbottita, perfetta per garantire una seduta supplementare; una lampada ad arco, utile per illuminare un angolo lettura; due tavolini da salotto, uno dei quali posizionabile a lato divano.

Tavolino sottile in lamiera Coby
Lampada ad arco moderna Lampo

I CONSIGLI DELL’ARREDATRICE
Arredare con i tappeti è un’ottima idea per decorare senza rischiare di appesantire l’ambiente. In particolare, i tappeti di grandi dimensioni possono essere utilizzati anche come elementi separatori. Delimitando visivamente lo spazio, contribuiscono all’individuazione di zone funzionali diverse nella medesima stanza.

Idee d’arredo: colori e finiture per una mansarda moderna

Scrive il Cliente:

“Quanto ai colori, non amo le tinte vivaci; preferirei non discostarmi da sfumature naturali come l’avorio, il sabbia o il marrone caffè. Il soffitto presenta perline a vista verniciate di bianco, i serramenti sono in alluminio bianco satinato e le pareti saranno tinteggiate in grigio RAL 9002. […]
Prevedo anche di far posare del parquet in legno scuro.”

Indicazioni molto chiare, quelle del Committente, che hanno aiutato Ylenia a definire quali finiture prevedere per gli arredi del soggiorno mansardato. In generale, la scelta è ricaduta su colori neutri e caldi, declinati nelle varianti del beige e del marrone e illuminati dai rivestimenti chiari della poltrona e dei cuscini d’arredo.

La parete attrezzata, proposta in versione bicolore, gioca sulla dualità legno-laccato abbinando alla finitura Rovere Argilla un pannello color Terranova. Le tinte selezionate si sposano sia al colore delle pareti che alla tonalità del parquet.

Ad impreziosire un soggiorno in cui dominano i colori naturali ci pensa il piano del tavolo, scelto in finitura Keramic color Alabastro. L’importante resa estetica è addolcita dalle sedie in pelle chiara, che conferiscono eleganza e raffinatezza all’ambiente. Ultimo ma non meno importante, il tappeto in filato di viscosa color sabbia è evidenziato dalla trasparenza del vetro, finitura principale dei due tavolini da salotto.

Finiture proposte: pietra Keramic Alabastro, rovere Argilla, laccato Terranova

Da non perdere:

  • Vuoi saperne di più sul progetto? Scopri tutti i dettagli nella Scheda del Progetto.
  • Vuoi visualizzare tutti i progetti? Dai un’occhiata al nostro Portfolio.
  • Vuoi realizzare il tuo progetto personalizzato? Contatta i nostri Interior Designer per trovare la soluzione più adatta a te.

17 Febbraio 2020 / / Non Ditelo all'Architetto

Cristina mi ha chiamato per coordinare delle idee ben
precise e di gran gusto, che aveva avuto per realizzare la cameretta del suo
bambino.

Idee creative, stile scandinavo e di design…questo è stato
il mix meraviglioso che ha reso il progetto di questa cameretta davvero adorabile.

Una cameretta a dimesnione di bambino

Il desiderio era quello di realizzare una cameretta bella e non banale né infantile ,ma completamente a dimensione di bambino.

La cemeretta prevede infatti il letto Montessori ed un angolo per le attività con pegboard, libreria, armadio e mobiletto. Tutto è studiato per essere utilizzato da un bambino di 4 anni in completa autonomia e sicurezza.

Così è nata questa cameretta a dimensione di bambino, elegante e vivace, ricca di stimoli e spunti di design di gusto nordico.

Gli spazi sono ben ordinati con tutte le aree organizzate in questo modo si ottiene un ottimo risultato pur non avendo moltissimo spazio a disposizione.

Per le pareti Cristina ha scelto una tinta grigio azzurro molto bella, che nell’area del letto si sviluppa in quadrati concentrici di varie sfumature mentre.

Per il resto della stanza la stessa tinta viene applicata come boiserie dipinta, per dare un tocco di colore e proteggere maggiormente le pareti nella parte bassa.

Color azzurro Koala

Un occhio al design

Per l’area dedicata al sonno è stato scelto un lettino Montessori di Kukuu “bird and berry”.

Per l’illuminazione ho proposto una bellissima applique a forma di nuvola di Buokids, che rende in un attimo l’ambientazione della cameretta eterea e impalpabile.

Questa lampada realizzata in tessuto ignifugo in fibra di poliestere, ottenuta mediante il riciclo di bottiglie in plastica, oltre a essere funzionale ed esteticamente bella, risulta anche un elemento ecosostenibile, costruito nel rispetto dell’ambiente ed ha incontrato all’istante i gusti della committente.

  • Lampada nuvola di
    Buokids
di Kukuu “bird and berry”

Arredi su misura

Lo spazio sotto alla finestra è occupato dal termosifone coperto da un copritermosifone in legno bianco e una libreria montessoriana un po’ ingombrante.

Abbiamo scelto di riproporre la libreria montessoriana a parete, tramite degli elementi portaspezie di Ikea e guadagnare così lo spazio sotto alla finestra, che abbiamo sfruttato per posizionare un mobile in legno su misura, realizzato su mio disegno da Carolina Ricci.

Il mobile funziona come comodino, ha una comoda nicchietta dove poter appoggiare quello che occorre per la notte.

Il piano della nicchietta è uno sportellino a ribaltina da cui si può accedere ad un comodo vano contenitore.

Il mobiletto è dotato anche di un cassettino, che ha come pomello uno degli elementi Dots di Mutoo, utilizzati anche per l’armadiatura realizzata con i blocchi Stuva di Ikea.

Mobile sottofinestra realizzato su misura

Parete attrezzata

La parete opposta al letto è occupata dall’area operativa in cui ho proposto il tavolo rotondo Flexa play,vicino alla pegboards con tutti i materiali per disegnare e lavorare.

Segue una parete attrezzata con i mobili Stuva, già presenti precedentemente, organizzati con una panchetta per la quale è stato realizzato un cuscino seduta/schienale su misura.

Come già detto anche per gli armadi sono stati usati i Dots di Mutoo come pomelli.

Le ante Morliden, dell’armadio Billy, nascono per dare la possibilità di essere facilmente rivestite con carta da parati e, dunque, abbiamo valutato insieme alla committente diverse possibilità.

La parete è completata da delle mensole lack e un filo per appendere i disegni autonomamente tramite mollettine.

L’area della cameretta dedicata allo studio e ai lavoretti prende forma. A parete troviamo la libreria Montessori realizzata con i portaspezie di Ikea, le mensole Lack, la panchetta da completare con il cuscino. Manca il tavolino a completare la zona operativa e la pegboard che verrà posizionata sopra le prese

esempio di pegboard
Libreria montessori con portaspezie Ikea

Tavolo Flexa Play, bellissima la versione verde acqua

I Dots di Muuto nascono come attaccapanni ma si prestano a molte soluzioni, noi li abbiamo utilizzati come pomelli. Li trovate disponibili anche QUI

Prospetto della parete attrezzata della cameretta con i mobili ikea personalizzati, le mensole, il tavolino da lavoro, la pegboard il filo per attaccare i disegni e la libreria Montessori a parete

Un simpatico sistema per appendere i disegni
Ante Ikea “Morliden da personalizzare”

A sinistra carta da parati Hanami-Nami e a destra carta da parati Memphis entrambe disponibili su Le civette sul comò. Si tratta di due delle proposte fatte per il rivestimento delle ante della libreria Billy

Parola magica: personalizzare

In fine troviamo il pensile in Pino naturale Ivar, accanto al letto, che è stato montato alla giusta altezza per essere utilizzato autonomamente dal bambino.

La committente, con la mia totale approvazione e ammirazione lo ha dipinto a motivi geometrici con vernice lavagna e non con un risultato ottimo.

L’illuminazione è stata risolta con un “lampadario a bracci” realizzato con lampadine a vista e fili colorati di Creative Cables, organizzati a ragera in modo da illuminare bene le varie aree della stanza.

Al centro della cameretta rimane spazio libero per giocare amabilmente sul bel  tappeto di Oyoy

Ivar prima e dopo
tappeto di Oyoy
Esempio di lampadario a ragera con lampadine a vista

L’articolo Come arredare la cameretta in stile nordico proviene da Architettura e design a Roma.

17 Febbraio 2020 / / Charme and More

L’abbinamento del bianco e del nero nell’interior décor è un trend che non passa mai di moda e quest’anno torna alla ribalta per decorare gli interni.

La tendenza Yin e Yang, che vede l’accostamento dei due non colori, permette di arredare ogni ambiente della nostra casa con un effetto sorprendente in un gioco di contrasti in grado di conferire un gusto moderno e raffinato agli spazi.

Come introdurre in modo armonico arredi e complementi seguendo questa tendenza?

Un suggerimento è quello di scegliere una tipologia di  arredamento in bianco (divani, sedie, tavolini) da abbinare a complementi neri (cuscini, vasi, accessori).

Le variazioni che vedono l’unione di questi due colori sono tantissime per potersi sbizzarrire con mobili e complementi d’arredo.

Ecco alcune idee e suggerimenti per creare ambientazioni in stile moderno e intramontabile.

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Red Edition credenza buffet laccata nera dall'estetica chic retrò.
Red Edition credenza buffet laccata nera dall’estetica chic retrò.
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Combinazione di funzionalità e di stile per la sedia Metal Base Dining Chair
Combinazione di funzionalità e di stile per la sedia Metal Base Dining Chair Disponibile su Etsy
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L’articolo Arredi in bianco e nero. proviene da Charme and More.

17 Febbraio 2020 / / Design

Il cocciopesto è un materiale molto antico utilizzato fin dagli antichi romani! I suoi usi sono davvero molti. Proviamo a vedere come usarlo nelle ristrutturazioni di oggi …

Per la sua grande capacità “impermeabilizzante” e al tempo stesso la sua capacità traspirante viene spesso usato ancora oggi negli intonaci ma non solo! Gli antichi romani lo hanno utilizzato per acquedotti, cisterne, pavimenti e terme.

Oggi lo si può usare nell’intonaco e finiture all’esterno per proteggere la muratura, ma anche all’interno come pavimentazione o rivestimento di pareti, in particolare in locali come bagni o cucine.

Si possono anche creare delle vasche o delle docce rivestite in cocciopesto, o dei piani cucina e lavelli.

Quali sono le caratteristiche del cocciopesto?

Il Cocciopesto è un materiale:

  • Impermeabile
  • Traspirante
  • Naturale

Impermeabile

Il cocciopesto come dice il nome stesso, deriva dalla frantumazione dei laterizi. Infatti gli antichi romani si erano accorti che la polvere di terracotta mescolata insieme alla calce e sabbia rendeva l’intonaco più resistente e impermeabile all’acqua.

Per avere però capacità idrauliche e impermeabilizzanti il laterizio di partenza deve essere stato cotto a basse temperature, max 700-1000 °C. Quindi non si possono (purtroppo) utilizzare i mattoni forati, ma solo tegole vecchie prodotte a mano. Oppure si può trovare in commercio da ditte specializzate.

A seconda della sua provenienza avremo un colore diverso: il cocciopesto piemontese ad esempio è rosso, mentre quello toscano è giallo. Importante saperlo ad esempio nel momento in cui vogliamo intonacare una parete in un determinato colore.

Traspirante

Le caratteristiche principali sono quindi di rendere la superficie trattata con Cocciopesto una superficie impermeabile, garantendo però allo stesso tempo la traspirabilità della muratura stessa. Molto importante per le nostre case!

Confronto tra intonaco cementizio e intonaco in coccciopesto: Un intonaco cementizio consente l’evaporazione di 20 gr/mq di acqua al giorno. Un intonaco di cocciopesto consente l’evaporazione di 500 gr/mq di acqua al giorno.

Naturale

Una caratteristica molto importante del Cocciopesto è quella di essere un materiale naturale e sano, in quanto i suoi ingredienti non contengono additivi derivati dal petrolio. Caratteristica importante non solo per la casa in sé, ma soprattutto per le persone che la abitano, garantendo una migliore qualità dell’aria all’interno dell’edificio.

In cosa viene usato il cocciopesto nelle ristrutturazioni

Cocciopesto all’esterno

All’esterno viene spesso usato per “proteggere” i nostri muri. Si utilizza quindi come intonaco all’esterno insieme alla calce, proprio grazie alla sua grande capacità impermeabile e resistente.

Altro uso importante è nelle murature con molta umidità di risalita: scrostando l’intonaco e rifacendolo con un intonaco di cocciopesto a poro aperto steso in uno strato di 2 cm nella parte alta, mentre nella parte bassa nello zoccolo in uno strato di 7 cm (realizzato da tanti strati successivi con inerti via via più sottili).

Eccomi mentre imparo a stendere un intonaco in cocciopesto durante il workshop realizzato da Rete Solare per l’Autocostruzione con il maestro Danilo Dianti.

Cocciopesto all’interno

All’interno invece si possono realizzare bellissimi pavimenti o rivestimenti in continuo, come le resine per intenderci, ma utilizzando materiali naturali che permettono alla casa di respirare e alle persone che la abitano di respirare in modo sano!

Realizzazione di pavimenti e rivestimenti in cocciopesto a cura di Opus Naturale.

Gli usi del cocciopesto

Quindi riassumendo possiamo usarlo per:

  • intonacare una parete esterna
  • intonacare pareti caratterizzate da umidità di risalita
  • per rivestimenti e pavimenti in continuo (tipo resina ma con materiali naturali)
  • per oggetti impermeabili quali vasca da bagno, doccia, top cucina o lavelli

Se vuoi saperne di più sugli intonaci naturali, vai a leggere l’articolo sugli intonaci naturali a calce che trovi qui.


Se hai intenzione di ristrutturare la tua casa e ti interessa scoprire di più le caratteristiche dei materiali naturali contattami!

L’articolo Cocciopesto: ristrutturazioni naturali! sembra essere il primo su LEGALOSCEGIALLE.

17 Febbraio 2020 / / La Gatta Sul Tetto

Oggi vediamo come creare e rendere funzionale un angolo dedicato al bricolage in casa nostra. Bastano pochi accorgimenti e dedicarsi al fai da te sarà facile e piacevole.

angolo bricolage

Uno degli hobby sicuramente intramontabili è quello dei fai da te. Non solo: grazie alla rete possiamo dire che questo genere di attività sono proprio sulla cresta dell’onda. Abbiamo imparato a utilizzare parole come “riciclo” e “riuso” molto più velocemente di quanto sarebbe accaduto in altri tempi, e questo perché molti artisti del bricolage si sono cimentati a mostrare le loro opere al mondo intero grazie a vetrine come Instagram o Youtube. Quante volte abbiamo infatti cercato una stringa come “come sistemare una tazza rotta” su Google? Ovviamente non solo tazze: possiamo avere l’estro di creare o sistemare tavoli, comodini, librerie, sgabelli e chi più ne ha più ne metta. Una cosa è però certa: se dobbiamo industriarci nell’arte del bricolage, abbiamo bisogno di un angolo in casa nostra che ci dia l’agio di iniziare e proseguire su questa strada, certamente molto carica di soddisfazioni e che fa anche bene al pianeta, perché gli oggetti rotti o rovinati non vengono semplicemente buttati e rimpiazzati, ma gli viene data nuova linfa e nuova vita grazie alle nostre sapienti mani. Certo, un angolo per il fai-da-te, dicevamo. Ma come fare? A cosa dobbiamo porre attenzione? Nelle prossime righe vi sveleremo qualche segreto per approntare a casa vostra un angolo dedicato alla sublime arte del Do It Yourself!

Angolo del bricolage: prima tappa, la luce

Se vi state chiedendo quale dovrebbe essere la prima caratteristica di uno spazio dedicato alla creazione, ecco che la luce è la risposta fondamentale. Meglio se naturale, quindi abbiate cura di ritagliarvi un angolo di casa vicino a una finestra: spesso, infatti, ci correrà l’obbligo di avere a che fare con materiali potenzialmente pericolosi, o che necessitano di una vista assai aguzza per essere utilizzati a dovere; pensiamo a un semplice trapano, ad esempio. Ma anche colle a presa rapida, chiodi, frese, levigatrici…sono molti gli attrezzi che necessitano della più grande attenzione mentre li si maneggia. Ecco che la luce diventa quindi indispensabile.

Seconda tappa: un piano d’appoggio sicuro

Ovviamente nulla si potrebbe fare senza un piano di lavoro sicuro e confortevole: se pensate di poter iniziare a lavorare ai vostri progetti sul tavolo in mogano della nonna, ovviamente non potrete se non adeguatamente protetto. Meglio sarebbe, comunque, evitare questo tipo di piani: la paura di rovinarli non ci lascerebbe lavorare sereni. Molto migliore l’opzione di avere una bella asse di legno robusta, magari sostenuta da due cavalletti (che siano ben saldi, ovviamente!). 

Terza tappa: ordine e organizzazione

Nessun piano può riuscire molto bene nel caos: abbiate cura di organizzare tutti i vostri attrezzi a seconda di quanto spesso li utilizzate, così da avere sempre a portata di mano ciò che vi occorre senza perdere chissà quanto tempo alla sua ricerca. Ogni volta che un lavoro è terminato, poi, riordinate tutto, perché un nuovo progetto potrebbe essere dietro l’angolo. Il vostro spazio ordinato è quello che vi darà la possibilità di avere una mente sgombra per trovare nuove e originali soluzioni per il fai-da-te.

Dopo questi piccoli consigli, non ci resta che augurarvi un buon lavoro!


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17 Febbraio 2020 / / Dettagli Home Decor

L’architettura è quell’intuizione che ti permette di organizzare lo spazio, la luce, le forme e la stessa aria in completa armonia. Ed è proprio l’armonia ad aver ispirato lo studio d’architettura Witteveen Architects per la ristrutturazione della Canal House, uno splendido loft di Amsterdam ricco di storia.

Un meraviglioso loft che sorge lungo uno dei canali olandesi e recentemente ristrutturato da Houtwerk BV, sulla base di un progetto dello studio Witteveen Architects. In Canal House, lo stile metropolitano è stato introdotto all’interno di un ambiente storico del quale, ad oggi, risultano conservati solo gli elementi più caratteristici.

Le pareti di mattoni tipiche dell’epoca industriale in cui è sorto l’edificio, così, risultano inserite in spazi ampi che regalano una sensazione di libertà e di movimento, e dove il bianco della pietra acrilica HI-MACS® illumina inconstrastato lo spazio, mixandosi con sapienza ai metalli, i legni e il vetro, con un risultato stupefacente e caldo, accogliente.

Minimalismo e pulizia nelle forme fanno dunque di questa casa il contenitore ideale per gli arredi scelti, semplici ma dalla forte personalità. Parte di essi, poi, sono stati realizzati su misura utilizzando HI-MACS® nella sua tonalità Alpine White.

Oltre alle straordinarie caratteristiche strutturali, HI-MACS® è setoso, caldo al tatto, oltre che resistente agli urti, ai graffi e agli agenti chimici. Ma non è tutto, perché HI-MACS® offre infinite possibilità di scelta tra colori, effetti e texture, con effetti uniformi, punteggiati o addirittura traslucidi, per sorprendenti effetti di illuminazione di fondo.

La camera da letto patronale è stata costruita come un’estensione del loft già esistente, rinnovata in modo da rispettare l’estetica e i materiali utilizzati nel resto dell’appartamento. HI-MACS®, così, è stato utilizzato per realizzare la balaustra e le porte con maniglie integrate. La sensazione morbida e liscia al tatto donata dalla pietra acrilica si combina perfettamente con le linee pulite della stanza; l’eccellente maestria e l’elevato livello delle finiture rendono inoltre giustizia alla grandezza storica di questo edificio.

Il bagno, sito nella parte posteriore del locale, è letteralmente “costruito” in HI-MACS®, dalle pareti al pavimento, alla doccia e al lavabo…

…Per non parlare della spettacolare vasca da bagno, perfettamente integrata nelle pareti, fusa, insomma, alla struttura. Anche in questo caso, HI-MACS® è stato scelto per le sue proprietà, una tra tutte la possibilità di essere lavorato per eliminare i segni di giunzione e rendere la superficie completamente liscia e uniforme. Grazie alla sua superficie non porosa, poi, il materiale, impermeabile, non assorbe l’umidità e lo sporco, diventando assolutamente igienico.

Tutto, in questo progetto, è stato pensato per donare una sensazione di estrema accoglienza ai suoi ospiti, così come di spazio e serenità. Un’abitazione atemporale, nella ‘Venezia del nord’, dagli impressionanti contrasti di colori e materie.

 

Materiale: HI-MACS® S28 Alpine White (3 e 12mm) per le pareti, le porte, la vasca da bagno, la

doccia e il bagno. www.himacs.eu

Progetto: Witteveen Architects www.witteveenarchitecten.nl

Fotografo: Herman van Heusden

 

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