Cersaie 2018: Oikos presenta Tiepolo Colour Collection Materiacontinua

Pubblicato da blog ospite in La Gatta Sul Tetto

Tra le aziende presenti al Cersaie 2018, Oikos si distingue per i prodotti innovativi, sostenibili e dall’alto valore estetico.

Oikos Tiepolo Colour Collection Torre Velasca Cappellini

Ecco che in occasione della kermesse bolognese Oikos presenta una novità che promette di rivoluzionare il mondo dell’interior design: la Tiepolo Color Collection, firmata dall’architetto Giulio Cappellini e della color designer Vicky Syriopoulou e già presentata nel 2016, entra a far parte della linea Materiacontinua. Il progetto “Materiacontinua dalla parete al pavimento” di Oikos si inserisce nel solco di una ricerca orientata alla produzione di pitture ecologiche, senza formaldeide e altre sostanze tossiche, adatte sia per pareti che per pavimenti: il risultato sono ambienti eleganti e dal forte impatto visivo, grazie alla possibilità di utilizzare lo stesso materiale su tutte le superfici.

 

A proposito di Cersaie, leggi questo post per le anteprime e le anticipazioni

Oikos Tiepolo Colour Collection Torre Velasca Cappellini

Installazione Oikos alla Torre Velasca, by Cappellini. Tiepolo finitura Affresco, 2016

Oikos Tiepolo Colour Collection Torre Velasca Cappellini

Installazione Oikos alla Torre Velasca, by Cappellini. Tiepolo finitura Materico, 2016

Ecco che la Tiepolo Color Collection, con la sua straordinaria palette e le eleganti texture, si colloca come il prodotto di punta della divisione Materiacontinua. Colori lievi e impalpabili si alternano a gradazioni più intense in una tabella di 56 cromie disponibili in 5 finiture: affresco, materico, satinato, opaco e gessato.

Oikos Tiepolo Colour Collection palette

L’architetto Giuseppe Cappellini si è ispirato all’arte del Tiepolo e ai colori, alle texture e alle sfumature dei suoi affreschi per dar vita ad un prodotto allo stesso tempo innovativo e attento alla tradizione: Tiepolo Color Collection ha il pregio di coniugare perfettamente contemporaneità, design, tradizione e attenzione all’ambiente e alla salute delle persone.

installazione Cappellini Oikos torre velasca

Al Cersaie potremo ammirare i nuovi colori, stesi ad effetto affresco, nell’installazione Flaminia Experience, un percorso multisensoriale allestito in collaborazione con Ceramica Flaminia e sotto la direzione artistica di Giulio Cappellini: il visitatore, passando attraverso ben 8 stanze, potrà vivere un’esperienza immersiva tra suoni, materia, luci e profumi.

Trovate Oikos dal 24 al 28 settembre al Cersaie, presso lo stand Ceramiche Flaminia nel Padiglione 30-stand B4-D3


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Vivere a Doha, tra architettura e deserto

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room, News

Venire a vivere a Doha è stato come un vortice. Di quelli da cui non sai liberarti, di quelli di cui alla fine non riesci a fare a meno. La vita mi è cambiata tra le mani, i miei occhi non sono più gli stessi, e le emozioni sono state più travolgenti che mai.

Durante le prime settimane mi guardavo intorno,  disorientata dalle molteplici facce che la città mi mostrava, una a pochi passi dall’altra.

Tra le prime che ho conosciuto c’è quella custodita tra le strade di Souq Waqif. Situato al centro della città, è stato ricostruito per ricordare l’antica architettura tipica, con i suoi portici e le strette vie del mercato, drappeggiate di abiti tradizionali e profumate dalle spezie più diverse. In inverno le temperature permettono di mangiare all’aperto e di fumare una shisha sulle terrazze di vari ristoranti sparsi per il Souq. Ogni sera suonano musica tradizionale accompagnata da danze e canti, una bellissima finestra di vita a cui non si può rinunciare quando si muovono i primi passi in città.

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Souq Waqif

A testimonianza dell’incombente modernità che fino a un trentennio fa era inimmaginabile, di fronte a Souq Waqif sta prendendo corpo uno dei più grandi progetti di riqualificazione urbana previsti nella città: Msheireb Downtown. Il progetto prevede la demolizione di una vasta area di downtown senza un significativo valore storico/architettonico, per lasciare spazio ad un’architettura che risponda ai nuovi bisogni della città, con abitazioni, uffici e servizi, tenuti insieme da uno scenografico sistema di promenade e spazi pubblici.

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Msheireb Downtown Project
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Msheireb Downtown Project

Il ruolo di questo progetto è anche quello di rappresentare un’architettura contemporanea qatarina, che fino a questo momento non ha mai avuto una vera e propria identità. Da architetto, trovo emozionante il fatto di essere qui in questo periodo e di poter assistere a queste trasformazioni!

Dopo qualche mese, ho iniziato ad orientarmi, a riconoscere qualche punto di riferimento nei miei viaggi in taxi per Doha, entrando in contatto sempre di più con le sue innumerevoli sfumature.

Tra queste, il suo status di città in perenne costruzione è quella più evidente ed affascinante. Spesso non basta Google Maps per sopravvivere al reticolo di strade in cui Doha è ogni giorno sempre più aggrovigliata. Un dedalo di deviazioni, demolizioni, e nuove  costruzioni di una scala tale da sfuggire anche alla memoria degli abitanti più esperti. E la preparazione ai Mondiali del 2022 non ha fatto altro che accelerare un’attività costruttiva che già da anni registra numeri impressionanti. Non c’è angolo in cui non ci sia una ruspa in movimento, degli operai intenti a lavorare, o uno scavo in corso. È solo di notte che questa frenesia conosce una tregua, quando le gru che si stagliano all’orizzonte, ormai immobili, sembrano giganti dormienti in attesa dell’alba per ricominciare a costruire la città.

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Questa dimensione di indefinito, di under process, non risparmia neanche la patinata West Bay, la parte più contemporanea della città. Qui l’affascinante caleidoscopio di grattacieli scintillanti si alterna a scheletri in costruzione, tenendo tutti col naso all’insù, ad immaginare cosa ci sarà lì tra un po’ di tempo. Ma se come me preferite un punto di osservazione dall’alto, sono molti i ristoranti e i locali che occupano gli ultimi piani dei migliori alberghi della città, dai quali è possibile ammirare la bellezza di questa città in fervente cambiamento…con conseguente automatica bocca aperta. È proprio quello che è successo a me il primo giorno, quando dall’ultimo piano del Kempinski Hotel ho potuto pranzare con una vista spettacolare. 

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Da allora, è passato quasi un anno….e ne sono successe di cose. Ci sono stati momenti in cui pensavo di non voler più lasciare Doha, momenti in cui avrei preso un aereo per scappare il giorno stesso in Italia. Familiarizzare con una realtà tanto diversa infatti significa anche familiarizzare con parti di noi che forse non hanno mai avuto modo di farsi avanti. Ma dopotutto, partire da sola, a centinaia di migliaia di chilometri dalla mia comfort zone, come poteva non portarmi a un cambiamento, soprattutto interiore?

Con questo piccolo assaggio della mia esperienza a Doha ho voluto finalmente rompere il ghiaccio. Questo, infatti, è solo il primo di una serie di racconti su questa città!

Nel frattempo, se avete domande, curiosità, proposte, non siate timidi! Vi aspetto nei commenti : ) E se siete impazienti di attendere il prossimo post, potete seguirmi sul mio profilo Instagram balizroom_interiorblog, dove attraverso le stories vi lascio una finestra aperta su questo mondo.

A presto,

Baci, Baliz

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Cersaie 2018: tutte le novità della fiera

Pubblicato da Eleonora Caseri in Blog Arredamento

Anche quest’anno, dal 24 al 28 settembre a Bologna, torna Cersaie 2018, Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno. Già a marzo gli spazi espositivi erano sold out, ciò prospetta la partecipazione di un gran numero di leader del settore, come Ceramica Flaminia, che porterà in fiera tutte le ultime novità aziendali. Ceramica Flaminia a Cersaie 2018 sarà collocata presso Padiglione 30 Stand B4-D3.

Un evento alla portata di tutti

Cersaie è un’importante evento dal respiro internazionale, punto di riferimento per chi si occupa di design delle superfici, ceramiche e in altri materiali, e di arredo del bagno, con oltre 100.000 visitatori, che arrivano da ogni parte del mondo.
La fiera dà la possibilità di entrare in contatto diretto con le aziende leader del settore divenendo per i rivenditori un’occasione importante per far crescere gli giri di affari, andando alla ricerca di nuove relazioni di business.
Cersaie, non è una fiera pensata solo per gli addetti ai lavori, ma anche per chi è un appassionato di arredi edesign o per chi semplicemente vuole ristrutturare la propria casa o il proprio ufficio e ha bisogno di spunti interessati. Per questo motivo nelle giornate di giovedì 27 e venerdì 28 settembre nella sezione Cersaie Disegna la tua Casa, il pubblico interessato potrà entrare in contatto con i progettisti di riviste di arredamento e di aziende produttrici che forniranno loro una consulenza gratuita illustrando le ultimissime novità e tendenze.
Tra gli altri eventi è stato confermato anche Caffè della Stampa, che si terrà all’interno dell’Agorà dei Media. Si tratta di un incontro tra direttori e giornalisti delle testate coinvolte che interagiranno con gli ospiti sulle tematiche relative ai settori presenti in fiera.
Al padiglione 30, sarà allestita un’area culturale dedicata alla commistione fra la musica degli anni ‘70-‘80 e il design. Il titolo della mostra è The Sound of Design, e sarà realizzata in 700mq in cui saranno esposti prodotti, ambientazioni e tendenze.

Ceramica Flamini, innovazione e design in work in progress

Tra gli espositori di spicco di Cersaie 2018, anche Ceramica Flaminia, attiva dal 1955, anno in cui ha avviato la produzione di sanitari in ceramica. Negli anni l’azienda, non ha mai smesso di andare alla ricerca di soluzioni tecniche e stilistiche e di cercare l’innovazione dai sanitari in ceramica oltra a pensare prodotti destinati ai diversi ambienti domestici e non solo.
L’azienda può vantare collaborazioni con famosi progettisti italiani, tra cui: Alessandro Mendini e Paola Navone. Non mancano collaborazioni con figure internazionali di spicco, come lo Studio Nendo e Jasper Morrison.

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Le consolle allungabili di Mobili Fiver

Pubblicato da blog ospite in +deco, Idee

Buonasera a tutti!

Come al solito Settembre è un mese intenso e Ottobre non sarà da meno, si sta già riempendo di appuntamenti. Ho impegni  ogni fine settimana fra visite di amici oltralpe, sabati di lavoro, feste di compleanno: se continua così che il primo weekend libero  che avrò, sarà a Novembre.

A parte l’usuale mole di lavoro e l’intensa vita sociale, sto aiutando un’amica a risistemare casa.

Si è da poco separata dal suo compagno e vuole dare un nuovo look al suo appartamento (non è un luogo comune, spesso le donne che vogliono una nuova vita, cominciano col cambiare la pettinatura o i mobili).

Come sempre e come spesso nelle grandi città, le criticità di questi interventi ruotano attorno allo spazio e al budget.

La mia strategia è investire in belle luci e interessanti pezzi d’arte, in arredi versatili e in divani e poltrone snelli, con braccioli sottili per massimizzare l’uso dello spazio.

Mobili Fiver ha delle strategiche consolle e tavoli a prezzi abbordabili. Ho preso alla mia amica una consolle allungabile che diventa un tavolo da pranzo, perfetto per quando ha gli amici a cena o tutto il clan familiare.

La consolle che abbiamo scelto si chiama First (vedi foto sotto) e misura 90 x 45 x 76 cm quando chiusa ma può estendersi fino a 305 cm e ospitare 14 persone! Il meccanismo di apertura è semplice, prevede 5 tavole d’allungo facili da inserire; a seconda di quante tavole inserisci la consolle può diventare 149 cm, 201 cm, 253 cm o 305 cm (vedi schema qui sotto).

I prezzi sono  molto convenienti perchè Mobili Fiver produce in Italia ma non ha showroom o non vende in negozi, vende solo tramite il sito; in questo modo riescono a tagliare dei costi superfluei e a mantenere i prezzi competitivi.

La comodità di avere una consolle allungabile è che occupa pochissimo spazio quando chiusa ma anche che è facilmente trasportabile.

Ti può salvare la vita anche nelle case di vacanza, in terrazzo o in giardino; per l’occasione la porti dentro e fuori facilmente.

Anche i tavoli della stessa ditta hanno forme lineari e lo stesso principio vincente di allungamento. Alcuni, come il modello “Easy” qua sotto, arriva ad essere 220 cm e le allunghe possono essere riposte sotto il piano (quando viene richiuso); altri come ad esempio il modello “Eldorado” da quadrati (90 x 90 cm) diventano 180 cm x 90 cm.

Insomma Mobili Fiver è da tenere sicuramente presente, perchè tutti noi, a prescindere dai metri quadri in cui abitiamo, non abbiamo mai abbastanza spazio…o abbastanza ospiti!

La consolle allungabile “First” nella finitura Quercia.

La consolle “Angelica” allungata.

Lo schema della consolle “First” dove vengono illustrate le possibilità di estensione.

Un particolare della consolle “First” in rovere rustico.

Il tavolo allungabile “Easy”.

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Rubinetteria freestanding per il bagno contemporaneo

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Design, Dettagli Home Decor
Colonna da terra per lavabo Synth di MINA

La temperatura e la portata sono come il volume e il tono di una melodia, occorre regolarli con cura per raggiungere il comfort ideale. La rubinetteria freestanding della nuova serie Synth di Mina permettono infatti di sintonizzarsi con l’acqua.

Pensate per essere isole wellness, i modelli da centro stanza sono nell’ambiente bagno tra le scelte più suggestive e scenografiche per i momenti di relax.

Che sia per la zona doccia, per la vasca o per il lavabo, le soluzioni freestanding Synth creano un angolo di benessere all’interno della casa, con la libertà di essere posizionate ovunque in quanto non necessitano di una parete d’appoggio: oltre all’ambiente bagno, possono essere infatti collocate nella zona notte oppure all’esterno, in contesti green incantevoli.


Regolare con cura la temperatura e la portata per raggiungere il comfort ideale rimane il leitmotiv della serie: il comando del rubinetto, un cilindro in acciaio inossidabile arricchito da incisioni ed incavi che permette di dosare perfettamente l’energia del movimento, ne sottolinea il concetto, anche quando è il miscelatore per le  colonne doccia, le colonne vasca e le colonne lavabo.

Particolare colonna freestanding per la zona lavabo, in acciaio inox
Particolare colonna freestanding per la zona lavabo, in acciaio inox
colonna freestanding per la vasca Synth di MINA
Colonna freestanding per la vasca in acciaio inox spazzolato: una soluzione scenografica per ambienti dedicati al relax
colonna doccia freestanding line Synth di MINA
Colonna doccia freestanding in acciaio inox spazzolato


Tra le composizioni possibili della serie Synth la soluzione a tre fori, con comandi separati per acqua fredda e calda, è un plus importante: originale nella versione con i comandi separati e svincolati dalla canna, che lascia spazio alla creatività del progetto ed a visioni singolari d’arredo.

La canna è svincolata dai comandi: Synth lascia spazio alla fantasia

Per maggiori informazioni www.minait.com

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Overstyling? No thanks – Home tour: Cap Ferret House

Pubblicato da blog ospite in Creative & Ordinette, Interiors, Interni
There is a prefix in English that I love. It’s “over”. I hear it more and more often  used in different areas and domaines. The other day I stumbled onto an article by Garance Doré on her beautiful blog, Atelier Doré, about overthinking.  Dealing with your projects and future and preventing yourself from overthinking and struggling about everyday issues can you help live better. It is also used by actors who don’t like themselves when they overact. Act and look natural and spontaneous is key to success in Hollywood and it is sooooo difficult to achieve. And by the way, I think it can also be key to keep yourself sane and safe in everyday life as well.  That’s why great actors don’t overact.  

Do you want more? Overdress is another interesting word describing people who don’t know the value of hiding makeup and aren’t aware of the beauty of looking natural and effortless.

Overstyle is our word of the day. While looking at beautifully styled homes I very often find them a little bit too overstyled , lacking personality and history. Overstyling to me is choosing only brand new pieces of furniture, sticking in a very unoriginal way to a trend, to a trendy color, to exclusively contemporary furniture and so forth, which is exactly the contrary of beautiful and well-achieved styling, mixing vintage, diy and design pieces and adding your own history to your home.

French interiors just like French style and fashion is an inspiration for  effortless and beautiful styling. Lately I have discovered a very beautiful site, Inside Closet, which features beautiful houses, beautiful houses of successful women. Guess what I love most? Their homes! They are simply gorgeous, without being overstyled and overstructured. Give a look at this wonderful Cap Ferret house, in South France and then think about how to avoid that “over” in your life. 

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Il nostro decluttering e la vendita da Mercatopoli

Pubblicato da blog ospite in Case e Interni, Idee

Il nostro decluttering e la vendita da Mercatopoli

Con l’arrivo di settembre si ha il desiderio di creare più spazio in casa, di avere più ordine attorno. Arriva quindi il momento di liberarsi degli oggetti superflui. Noi siamo andati da Mercatopoli.

Fare decluttering è la capacità di fare spazio, eliminando ciò che in casa non è più necessario. Ne avrai sentito parlare, anche perché oramai è diventata una vera filosofia di vita, strettamente legata ai concetti di minimalismo delle spese e di sostenibilità.

Dunque anche noi abbiamo preso il coraggio a piene mani e abbiamo iniziato a selezionare alcuni oggetti: quelli che pensiamo che “non si sa mai” (ma il giorno per riutilizzarli non arriva), quelli che sono un ricordo (anche se lontano e sbiadito), quelli che sono un regalo (“che sennò la zia si offende”), quelli che stanno lì anche se c’è già un doppione. Ti suona familiare?

Oggi, per fortuna, ci sono molti modi di liberarsi degli oggetti superflui, come donare o vendere. Noi, dopo il tour “liberatorio” della nostra casa, abbiamo scelto di fare la nostra esperienza di vendita da Mercatopoli. Ti rammenti? Te ne avevamo già parlato.

Mercatopoli è la scelta giusta per liberare spazio subito e dare una “second chance” alle cose.

Il negozio Mercatopoli di Civitanova Marche per noi è comodo da raggiungere, perché si trova proprio all’uscita del casello autostradale della A14. Amedeo, il titolare, insieme al suo staff seleziona con cura mobili, oggetti e abbigliamento per poter offrire alla clientela prodotti di qualità. E’ qui che le cose dimenticate riprendono vita.

Noi abbiamo portato diversi abiti ed oggetti da vendere, tra cui queste due tazze da tè di porcellana portoghese. Ecco come un buon decluttering ci spinge ad abbandonare ogni tipo di attaccamento ingiustificato e la voglia di accumulare.

Il nostro decluttering e la vendita da Mercatopoli

Gli oggetti che abbiamo messo in vendita non rispondono più alle nostre esigenze attuali, ma è probabile che quegli stessi oggetti possano far felice qualcun altro. Perché no?

Con la Mercatopoli card che ci hanno consegnato, abbiamo la possibilità di controllare sul sito cosa è stato venduto e quando ritirare i soldi relativi alla vendita. Molto comodo davvero!

Il nostro decluttering e la vendita da Mercatopoli

Un negozio come questo, ovviamente non ti offre solo l’opportunità di vendere, ma anche di comprare a buon prezzo. Per gli amanti dello stile vintage e degli oggetti introvabili è sicuramente il posto giusto.

Noi non abbiamo resistito a portarci a casa questi due bottiglioni antichi in vetro soffiato, da usare come decorazione per la nostra casa. Arredano un angolo con poco e sono proprio a buon mercato. Potevamo lasciarli lì?

Il nostro decluttering e la vendita da Mercatopoli

Amedeo ci ha raccontato che hanno una lunga storia e provengono dalla Puglia. Ogni cosa qui porta con sé la sua storia per riviverne una nuova, è proprio questo il bello.

Prima in Italia poteva sembrare a dir poco stravagante acquistare oggetti usati ai mercatini o nei negozi. Ora invece è diventato economicamente interessante, ecologico, di tendenza.

Riprendere e riconsiderare le cose è la vera occasione che ci si presenta proprio in questo periodo storico.

Il nostro decluttering e la vendita da Mercatopoli

Come abbiamo evidenziato spesso nelle pagine di questo blog, anche nell’interior design è sempre più in voga la rivalutazione dei beni usati: dal riuso (mobili ridipinti, decapati, trasformati con tecnica shabby chic), al “fuori moda” di nuovo di tendenza (vintage anni ’50-’60), fino al “datato” d’autore (vere e proprie icone di design).

A parte il risparmio, sono diversi i vantaggi per chi compra, come il fatto che puoi trovare esemplari unici ed originali, che si differenziano dai convenzionali e standardizzati nuovi prodotti industriali.

Il nostro decluttering e la vendita da Mercatopoli

Quindi, se hai il garage o la casa piena zeppa di oggetti che creano disordine e hai intenzione di fare decluttering, vendi con Mercatopoli gli oggetti in buono stato che non usi più: liberi spazio e dai nuova vita alle cose! Puoi trovare qui il centro Mercatopoli più vicino a te, le modalità di acquisto e vendita sono le medesime in tutti i punti vendita.

Puoi guardare la nostra esperienza di vendita da Mercatopoli sulle stories in evidenza nel nostro profilo Instagram e seguire gli altri blogger attraverso l’hashtag #iovendoconMercatopoliperché

– Articolo scritto in collaborazione con Mercatopoli –

Anna e Marco CASE E INTERNI

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Una sala da tè color confetto in Giappone

Pubblicato da blog ospite in Interiors, Interni, La Gatta Sul Tetto

Dopo tanti appartamenti e ville da sogno, oggi vi mostro una sala da te davvero incredibile, la Ch Tea Room Kobe, in Giappone.

sala da tè color confetto in Giappone

Andiamo ancora in Giappone, questa volta per scoprire un luogo davvero particolare: la sala da te Ch Tea Room Kobe, nell’omonima città.  Cosa mi ha colpita di questo locale pubblico dall’altra parte del mondo? L’eleganza, l’atmosfera sognante e i colori, magnifici: delicati toni confettosi che vanno dal Millenial Pink al verde menta, con tocchi corallo, azzurro e oro. Per non parlare delle magnifiche sedute in velluto disseminate di cuscini che invitano ad accoccolarsi per gustare un tè accompagnato da dolcetti o da piatti cucinati dallo chef.

 Ch Tea Room Kobe snack

Panche imbottite dalle forme sinuose sono addossate alle pareti, rivestite con una deliziosa carta da parati dipinta a mano con delicati motivi floreali. Colpisce la forma dei poggia schiena dei divani circolari rosa, che mi ricordano tanti biscotti savoiardi messi in fila, una citazione perfetta per una sala da tè. Lo stile è ispirato all’Art Déco e agli anni ’50 e ’60,  come vuole il trend attuale che predilige l’eclettico mix di stili

 Ch Tea Room Kobe divanetti velluto verde

 Ch Tea Room Kobe bar

Spicca la poltrona Monroe di Essential Home, dedicata alla più femminile e seducente delle icone del cinema, l’indimenticabile Marilyn: compatta, avvolgente, elegante, è rivestita in velluto e poggia su una base dorata.

 Ch Tea Room Kobe poltrona Monroe Essential Home

Di Essential Home anche i pouf Florence, che non passano certo inosservati: sulla base circolare dorata si appoggia un cilindro bombato che richiama un fiore, per la partizione a petali dei fianchi e la seduta che fa da corolla.

 Ch Tea Room Kobe pour Florence essential Home

L’azienda portoghese nata nel 2015 si è specializzata nella produzione di mobili ispirati al cinema dagli anni ’30 agli anni ’60, molto glamour e ricercati,  tanto da essere esposti in alcuni importanti negozi di design nel mondo, tra cui Londra, Parigi e New York.

Insomma, un bellissimo angolo sognante per rilassarsi e godersi una pausa tè fuori dal mondo: peccato che sia così lontano!

Sito: Ch Tea Room Kobe

Indirizzo: Higashimachi-Edomachi Bldg. 1F,
98-1 Edomachi, Chuo-ku,
Kobe, Japan, 650-033


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Pomezia light festival, quale strumento di riqualificazione del territorio

Pubblicato da blog ospite in Luxemozione, News

L’articolo Pomezia light festival, quale strumento di riqualificazione del territorio proviene da Luxemozione.

Qua su Luxemozione già diverse volte si è parlato di luce quale elemento di rigenerazione e riqualificazione urbana. Le modalità sono diverse: partendo da interventi di illuminazione architettonica permanenti, oppure installazioni temporanee, quali ad esempio workshop di illuminazione urbana, interventi di social lighting, oppure opere di light art su scala urbana,  quali ad esempio FFF Multiplicity Shape of Fire, realizzato a Foggia dell’amico Romano Baratta in seno all’evento Libando, viaggiare mangiando.

In questo settembre ricco di eventi sulla luce, vi voglio riportare un evento degno di nota: il Pomezia Light Festival.  Evento organizzato da Opificio in collaborazione con il Comune di Pomezia, che torna per la sua seconda edizione dal 21 al 23 settembre.

Un festival fortemente legato al suo territorio che punta sulla necessità di riappropriarsi della relazione con lo spazio cittadino. Le opere del festival ridisegneranno le strade della città, neutralizzando ogni distanza tra artista e fruitore, entrambi attori protagonisti sul terreno comune dello spazio urbano.

L’obiettivo è produrre arte sul territorio, per il territorio, con la cittadinanza, arrivando a generare un intervento di rigenerazione urbana, ovvero azioni di recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio preesistente. L’effimero che diventa permanente.

La città come non l’avete mai vista: giochi di luce che interagiscono con il pubblico, palazzi abbandonati che rivivono con nuovi colori, proiezioni che catapultano lo spettatore in dimensioni diverse spingendolo a guardare quello che lo circonda con occhi nuovi.

Gli organizzatori: chi c’è dietro Pomezia Light Festival

Opificio nasce in una scuola. Forse non in una scuola qualunque ma una scuola, l’Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione Roberto Rossellini. Tutto è iniziato con un laboratorio sulla creatività dal nome Officina, ancora attivo. La convinzione è stata fin da subito quella di produrre comunicazione al di fuori dei circuiti consueti e con risultati che, già allora, potevano misurarsi col mondo delle professioni.  Opificio è un collettivo che esplora linguaggi, tecniche, teorie, pratiche produttive, con l’avidità di chi vuole conoscere e capire ma con la barra fissa su un punto: non scostarsi mai da un’etica che è condizione indispensabile per la creazione dell’opera d’arte contemporanea. Perché ciò sia possibile due sono le vie: lo studio (Opificio arriva da una scuola) e il lavoro (si va verso il mondo). L’obiettivo è l’indipendenza, artistica, filosofica ed economica.

Gli eventi del Pomezia Light Festival

Sono previsti interventi di 27 artisti di cui 8 internazionali, oltre 15 interventi artistici, 1 chilometro e mezzo di percorso per oltre 1000 metri quadrati di luce, una sezione dedicata agli artisti under 35 finanziata dal bando Siae SILLUMINA, più di 50 universitari e liceali al lavoro: tre giorni in cui Pomezia sarà invasa da opere artistiche multimediali, digitali, luminose, selezionate tra una rosa di artisti che hanno risposto alla Call for Artist indetta lo scorso novembre.

 

Pomezia Light Festival si articola in tre sezioni:

  • AroundTheCity dedicata a interventi sulla città quali digital performance, live media performance, video teatro, video installazioni, installazioni luminose, light art, light design, digital art; 
  • EyesUpTower tesa a raccogliere esclusivamente proposte di video mapping o live mapping sulla Torre Civica, fiore all’occhiello di Pomezia;
  • FunAtBeach, sezione dedicata alle live performance, con un occhio di riguardo per AV performance, live cinema, VJing.

Tra le novità più attese di questa edizione il musicista e compositore Gabriele Marangoni, direttamente da Ars Electronica, il prestigioso festival e laboratorio di sperimentazione permanente su arte, tecnologia e società con sede a Linz, in Austria, che destabilizzerà il pubblico del Pomezia Light Festival con il live-set elettroacustico “RED NOISE”, sul tema del collasso.

La performance è arricchita dai visual dell’artista Ai Di Ti (Angela Di Tommaso): nei suoi lavori ama mixare vari elementi tecnologici in una continua ricerca volta all’abbattimento dei limiti estetici nell’opera d’arte digitale. Nelle sue opere troviamo riferimenti a politica ed attualità, in una chiave estetica fatta di distorsioni e manipolazioni estreme del reale, senza rinunciare alla satira e all’esaltazione propria dell’era digitale.

I progetti di punta, e molto altro

Sempre sul tema del collasso, inteso come “possibile cedimento” della città ideale, è il progetto “COLLAPSE” realizzato in collaborazione con Alma Artis Academy, l’Accademia della Belle Arti di Pisa.

Verrà allestito uno spazio e un laboratorio che elabori questo tema, attraverso gli strumenti performativi audiovisivi, nella convinzione della necessità di formare figure professionali non più riconducibili alla categoria tradizionale dell’artista ma specialisti chiamati a interagire con un nuovo universo tecnologico e scientifico, consapevoli delle conseguenze culturali e sociali del loro agire in quanto progettisti multimediali.

“FALLEN CHANDELIER” dell’artista tedesco Tilman Küntzel, un’opera ricca di suoni e immagini che ricreano, tramite un lampadario caduto, un’atmosfera inebriante e molto luminosa. Riprendendo il Kintsugi, usanza giapponese per cui un oggetto rotto viene riparato con l’oro, l’opera è un gioco di luci melodico che, attraverso i suoni, dà vita ad uno spettacolo unico nel suo genere. 

PKK” (Proiezione Kon Kinect), realizzata dall’Associazione HackLab Terni. Grazie all’utilizzo di un doppio sensore a raggi infrarossi, gli spettatori possono partecipare attivamente alla realizzazione di un’opera attraverso i soli movimenti del corpo.

I+I=III” del collettivo Crono (Federico Cecchi e Andrea Daly): un “termometro” che registrando la frequenza delle presenze degli spettatori modifica le luci in base ai partecipanti generando un’esplosione di colori.

SCATOLA DEL VENTO” realizzato dal duo FanniDada (Fanni Iseppon e Davide Giaccone): un viaggio a tappe in cui le immagini si modificano grazie a una bicicletta autoalimentata con batterie e pannelli solari.

SPACE DISLOCATION” di Nerd Team, duo estone composto da Jari Matsi e Judith Parts. Insieme ridanno vita a edifici scolastici inanimati e spogli, riempiendo di colore e luce il grigio delle pareti e il vuoto delle finestre, aggiudicandosi il titolo di “Frankenstein del Pomezia Light Festival”.

Vita diversa anche per la Torre civica della città, trasformata dall’abilità di Vj Alis, alias Alice Felloni: suoni sperimentali e colori futuristici si fondono in un viaggio attraverso il tempo, la mente e la prospettiva di “PROSPECTIVA MENTIS”.

Per riflettere sulla percezione del tempo e la continua ricerca di equilibrio, ecco “SHISHI ODOSHI” di MEDIAMASH STUDIO (Luca Mauceri e Jacopo Rachlik); “#intervalli@plf.mov” di Francesco Elelino e Rakele Tombini esplora attraverso videoproiezioni il mondo del linguaggio televisivo.

NEUTRO” di Simone Sims Longo affronta il concetto di non appartenenza. Attraverso geometrie che si evolvono nel tempo e nello spazio, l’artista traduce questa la classica riflessione shakespeariana (“Essere o non essere”?) in immagini e suoni utilizzando diverse tecniche video.

Già ospite della prima edizione, Tommaso Rinaldi aka High Files presenta “FLANEUR”, ovvero un uomo alla ricerca delle bellezze della sua città. Con uno sguardo al futuro, come un eroe decadente dei romanzi del D’Annunzio, Rinaldi si lancia all’incessante ricerca del bello, di strutture e spazi che suscitino emozioni positive.

Ritornano per questa nuova edizione anche Marco Di Napoli con “ART&NEON”, grazie all’ausilio della stampa digitale e di tubi neon sagomati riproduce quadri luminosi e il duo formato da Andrea Mammucari e Biancamaria Centaroli“LUMEN-CODE: BIANCO”, ispirati dal tema della Smart City realizzano un’istallazione e uno spazio con lampade led a basso consumo.

L’artista Faber Sorrentino per la sua opera s’ispira idealmente al ritratto di Tiziano concependo.

“TRITTICO”: tre rilievi che raffigurano un vecchio, un uomo adulto e un ragazzo che rappresentano rispettivamente il passato, il presente e il futuro. 

“L’EVOCAZIONE” dell’artista Carlo Flenghi richiama immagini oniriche non solo per il titolo ma anche per il suo allestimento: tentacoli illuminati, luci mobili, pendenti, spilli da cucito bianchi che creano l’illusione di tante piccole lucciole.  L’opera, è ispirata ai capolavori dello scrittore statunitense Howard Philips Lovecraft e pone l’attenzione sul problema critico dell’inquinamento marittimo.

Non solo arte digitale ma anche pittura tradizionale con il progetto artistico Controllo Remoto. Le opere che verranno presentate sono realizzate con colori e spray acrilici mediante l’uso di stencil e proiezioni e sono il risultato di una fase progettuale in cui le immagini vengono elaborate con programmi informatici. Infine il progetto fotografico “SEVEN MILLIONS” di Fabio Mignogna e l’opera “ALVEUS NC” di Vito Marco Morgese, alias Seed, in cui si alternano giochi di ombre e light show glitch.

Oltre alla light art…

Un festival che vive di notte ma che non rinuncia alle ore diurne, dedicando ampio spazio a incontri, workshop e masterclass suddivisi in modo da coprire tutte le fasce d’età, con il coinvolgimento di esperti, studiosi e artisti. Fulcro delle attività lo smart village, la struttura che ospita gli incontri e allo stesso tempo una piazza in cui scambiare conoscenze ed esperienze.

I relatori degli incontri sono: Stefano Lentini, affermato musicista impegnato in colonne sonore per cinema e televisione, l’unico compositore italiano insieme ad Ennio Morricone ad essere rappresentato negli Usa da “The Gorfaine/Schwartz Agency”;  Anna Maria Monteverdi,  una delle più grandi esperte di digital performance e video teatro in Italia;  Carlo Infante, changemaker, docente freelance di Performing Media, progettista culturale, fondatore di Urban Experience e scenarista per la resilienza futura; Daniela De Angelis, docente presso il Liceo Artistico Roma 2, svolge attività di ricerca e studio nel settore dell’arte contemporanea, ambito nel quale ha pubblicato scritti e cataloghi, in particolare sul Novecento; Roberto Renna docente presso l’Istituto di Stato per la cinematografia e la televisione, ha lavorato in Rai occupandosi di repertorio di spettacolo leggero ed è stato è stato redattore della rivista Poliscritture. Ha fondato con altri Opificio.

L’articolo Pomezia light festival, quale strumento di riqualificazione del territorio proviene da Luxemozione.

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Cersaie 2018: novità e tendenze di Ceramica Flaminia

Pubblicato da blog ospite in Dettagli Home Decor, News
lavabo bagno collezione NUDE di Ceramica Flaminia

Tra pochi giorni avrà inizio a Bologna la 36° edizione di Cersaie, l’appuntamento internazionale con il design delle superfici e dell’arredobagno. Anche quest’anno sarà presente Ceramica Flaminia con tante novità.

Dal 24 al 28 settembre, a Cesaie, le aziende presenteranno in anteprima le nuove tendenze per superfici ceramiche, carte da parati, parquet, marmo, sanitari e tutto ciò che fa tendenza nel mondo dell’arredo bagno.  Si tratta della più importante vetrina internazionale del Settore Ceramico e Arredobagno che ogni anno richiama a Bologna più di 100 mila visitatori provenienti da tutto il mondo.

Ceramica Flaminia a Cersaie 2018 presenterà interessanti novità che confermano la sua grande passione per la ricerca storica e culturale sempre rivolta al futuro.

Partiamo con i nuovi colori 2018che ampliano la palette cromatica proposta da Flaminia: Argilla, Petrolio e Rosso Rubens, tre tonalità calibrate ma di carattere che prendono ispirazione dagli affreschi fiamminghi.

Argilla è un colore neutro e caldo, perfetto per esaltare la forte matericità del materiale ceramico e che ben si sposa sia con le diverse forme di lavabi vasi e bidet. Una tonalità facile da inserire in qualsiasi contesto, anche abbinato a sanitari di altri colori della paletta Flaminia. Petrolio, previsto per i lavabi e i piatti doccia, è un colore profondo ed intenso, capace da solo di aggiungere carattere e stile alla stanza da bagno. Rosso Rubens, previsto anche lui solo per i lavabi, è rubato alla paletta di colori di questo grande pittore del passato. Colore immancabile nei suoi dipinti, è una tonalità di forte energia smorzata dall’ombreggiatura bruna che lo rende estremamente contemporaneo.


Per chi predilige un design classico rivisitato in chiave contemporanea, Ceramica Flaminia presenta Madre, design Studio Angeletti-Ruzza, la collezione ispirata al lavoro degli architetti razionalisti italiani. L’obiettivo è quello di progettare una stanza da bagno con un’anima classica che non imita gli stilemi del passato ma, al contrario, ne interpreta il senso e li trasporta nella contemporaneità con proporzioni completamente rinnovate con una continuità di linee ed andamenti che la rendono propriamente attuale. Un design fuori dal tempo che crea un’atmosfera calda ed avvolgente.


lavabo collezione Madre di Ceramica Flaminia

Novità anche per la collezione di lavabi NUDA, disegnati da Ludovica+Roberto Palomba, che si arricchisce della versione da appoggio proposto in due 2 misure, cm 60 e 75, dove il lavabo è posizionabile a centropiano.


Dopo il suo esordio nel mondo dell’illuminazione con il nuovo progetto Flaminia Lighting, Cersaie 2018 sarà l’occasione per presentare LUX, design di Patrick Norguet. Con le sue linee Lux riporta alla memoria quelle lampade dell’inizio del XX secolo, che è possibile vedere tutt’ora qua e là, ad esempio in alcune fabbriche o ambienti industriali.


lampada da parete collezione LUX di Ceramica Flaminia

A parete o in sospensione, Lux è ideale per illuminare svariati tipi di ambienti: bagni, corridoi di hotel, una stanza da letto, ristoranti. É adatta sia per i luoghi pubblici che per gli spazi privati.

Lux racchiude in sé la bellezza della ceramica, il fascino della luce e il know-how di un’azienda.


Ceramica Flaminia a Cersaie 2018 vi aspetta al Padiglione 30, stand B4-D3 dal 24 al 28 settembre.

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