Stile nordico da Ferm Living

Pubblicato da blog ospite in Easy Relooking

Ferm living design nordico

Quante belle novità in questo autunno!

Oltre al nuovo colore del 2017, il Denim Drift, tante altre novità ci attendono!

In particolare mi sono piaciute le proposte della nuova collezione di Ferm Living, marchio conosciuto tra chi ama lo stile nordico. Impossibile non apprezzare i suoi colori pastello e il design rigoroso, senza fronzoli. Ma anche se non ami lo stile nordico, ti consiglio di fare un giro sul sito. Intanto prosegui nella lettura per scoprire le due novità degne di nota di questo marchio nordico!

Lampade personalizzate!

In primis mi è piaciuta moltissimo l’idea di poter personalizzare le lampade! Si proprio le lampade che hai visto prima nell’anteprima.

Tutte le parti che compongono le lampade si acquistano ovviamente sul sito Ferm Living: si tratta di scegliere vari colori e crearsi la propria lampada!  Cosa ne pensi? Molto geometriche e assolutamente molto nordic.

In effetti Ferm Living è un must per il design in stile nordico!

Nelle lampade troviamo i caratteristici toni pastello che non possono mai mancare e che Ferm Living comunque propone sempre, insieme a grigi, bianchi e neri.

Ferm Living design nordico

ferm-living-design-nordico

stile nordico ferm living

…e tessuti geometrici

Anche i tessuti per i cuscini sono degni di nota, prima di tutto perché sono dipinti a mano.

Immagina delle pennellate che scorrono sulla stoffa!

Tonalità calde dai toni auttunali, come il vinaccia, si accompagnano a elementi evergreen come i neri, i blu e i verdi.

Le tonalità di colore inserite nelle lampade sono riprese dai tessuti, per un arredo super coordinato!

Inoltre il costo per i cuscini di Ferm Living, come puoi vedere dal sito internet, è abbastanza contenuto perché si parte da un prezzo di 35€.

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tessuti stile nordico

Cosa ne pensi di queste due novità? Ti piace la possibilità di poter personalizzare le lampade, scegliendo ogni particolare?

L’articolo Stile nordico da Ferm Living proviene da easyrelooking.


 
 

 
 

 
 
 

 

Allestire la nursery per i piccini di casa!

Pubblicato da blog ospite in Voglia Casa

L’attesa per l’arrivo di un tenero bebè nella nostra casa è una delle sensazioni più dolci che si possano provare.

I mesi che ci separano dal conoscere e tenere il nostro cucciolo tra le braccia sono impegnativi e ricchi di preparativi.

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Dobbiamo scegliere la culla, il fasciatoio e un’infinità di accessori utili e necessari per il benessere del pupo.

Solitamente siamo legati ai colori rosa, azzurro o panna, in base al sesso del nascituro ma esistono infinite soluzioni per rendere particolare e unica la cameretta del nostro bambino.

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Nelle immagini proposte potrete trovare spunti per delle creazioni fai da te, ispirate da esperti del design come STOKKE, RAR ROCKING CHAIR, NORD PIUMINI, FERM LIVING, per quanto riguarda arredi, tessuti e accessori.

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Ottimi, per la loro versatilità, le copertine e i piumini doubleface proposti dal brand NORD PIUMINI. Utili per rinnovare con un semplice gesto il look della cameretta e ideali per scaldare in modo naturale e rendere più che mai confortevole il lettino del nostro bimbo.

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Scale: chi ha detto che rubano spazio in casa?

Pubblicato da blog ospite in VDR Home Design

English version >> http://bit.ly/2d7ywsP

Le scale: quando si nomina questo elemento architettonico, il malcontento dilaga.

Eppure non sono una così grande bestia nera: se progettate bene possono anche diventare uno dei nostri migliori alleati, anche in case molto piccole.

Nei vari post che vi ho fatto leggere fin ad ora vi ho mostrato alcuni esempi pratici di case con scale eccezionali; siccome la memoria è corta, voglio rinfrescarvi un po’ i ricordi.

SCALE MULTITASKING 

Cominciamo subito con un appartamento a Bressanone, nel bellissimo Trentino Alto Adige. Qui gli architetti dello studio Bea Interiors hanno trasformato 51 mq in uno splendido open space (http://bit.ly/2dDHw7F)

L’aguzzo tetto mansardato non è stato un gran problema anzi, ha dato ancor più personalità alla casa. Nessuna parete divisoria, per ottimizzare lo spazio.

Tanti pattern in tutta la casa, ad onore del marito della coppia che è un grafico. Questi stessi pattern diventano le decorazioni distintive dei gradini della scala, tutti ovviamente contenitori.

In questo modo la scala diventa il punto focale della casa, dividendo le zone e offrendo spazio per riporre oggetti e vestiti.

scale

http://www.beainteriors.com/

scale

http://www.beainteriors.com/

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http://www.beainteriors.com/

Per il secondo appartamento ci spostiamo in quel di New York e precisamente a Manhattan. Nella metropoli in cui ogni centimetro è vitale, troviamo questa casa di soli 39 mq in cima ad un palazzo di sei piani (http://bit.ly/2dsceNS).

Gli architetti dello studio Specht Harpman hanno completamente ristrutturato lo spazio, sfruttando i ben 7 metri d’altezza a disposizione. Ne è risultato un appartamento su più livelli, in cui le scale sono l’elemento focale.

Ma non semplici scale: bensì armadi e cabine armadio, in cui ogni pezzo trova un posto.

Cassetti, contenitori vari, armadi ad ante singole: ispirate alle Kaidan Dansu giapponesi, risolvono brillantemente lo spinoso problema del riporre e nascondere.

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http://www.spechtarchitects.com/

scale

http://www.spechtarchitects.com/

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http://www.spechtarchitects.com/

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http://www.spechtarchitects.com/

Con il terzo e ultimo appartamento andiamo a Bucarest. Qui in design Adrian Iancu ha progettato un piccolo appartamento che sfrutta lo spazio in altezza (http://bit.ly/2drVU40).

Entrando ci si trova di fronte ad un unico locale, su due piani. La scala non solo li collega, ma funge anche da colonne portante della cucina, in cui trova posto il forno e tutti i cassetti, che non sono mai sufficienti.

Ma i gradini stessi sono contenitori utili allo spazio notte.

Un solo elemento per tre funzioni: vi ho convinto che le scale non sono nostre nemiche?

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https://www.behance.net/adrianiancu

scale

https://www.behance.net/adrianiancu

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https://www.behance.net/adrianiancu

 

 

L’articolo Scale: chi ha detto che rubano spazio in casa? sembra essere il primo su VHD.


 
 

 
 

 
 
 

 

Glass doors: separating without dividing – Dividere gli ambienti con le porte a vetri

Pubblicato da blog ospite in Creative & Ordinette
Questo post è ispirato all’articolo che lessi qualche tempo fa su Casa facile e sulla scelta di dividere la cucina dal soggiorno della direttrice del settimanale, Giusy Silighini.
Il settimanale è una delle mie riviste preferite da sempre, lo leggo con voracità e senza mai perdermi un numero. La nuova linea editoriale scelta dalla direttrice mi piace moltissimo, il settimanale parla con un linguaggio familiare e intimo e questo lo rende particolarmente piacevole da sfogliare e da consultare. Per non parlare della pagina Pinterest e dei vari progetti condivisi sui social che portano la firma della direttrice in persona. Ed eccoci all’argomento del post. Giusy Silighini ha un occhio particolarmente attento al design e recentemente ha condiviso un progetto della sua casa milanese in cui opta per la divisione di due ambienti, il living e la cucina, tramite una porta a vetri. Una scelta azzeccatissima che mantiene la comunicazione tra i due ambienti senza isolare e al tempo stesso dividendo in maniera intelligente e soprattutto pratica, soprattutto per chi vive in città. Queste porte a vetri che separano ma non dividono in maniera definitiva e occlusiva sono diventati la mia più recente ossessione. Li trovo particolarmente adatti a separare le cucine dai living per dar modo a noi mamme di essere partecipi alla vita familiare senza isolarci nei compiti puramente casalinghi e culinari. Condivido con voi alcune soluzioni in cui le porte a vetri così leggere ed eleganti sembrano davvero l’unica soluzione possibile e immaginabile per questi interni. Alla prossima!

Just one thing before I start writing: this post was inspired by an article I read on www.casafacile.it whose directore Giusy Silighini has a very keen eye on design and interior solutions. The “casafacile” magazine is one of my favorite ones and I always get voracious while reading its pages. Silighini has a beautiful blog on the Casa facile website where she shares her personal projects, her houses and her design choices. One of the best things she did was dividing her living room from her kitchen with a glass door. She just nailed it. It looks still like an open space, but the glass door divider creates a more practical kitchen without getting isolated from the rest of the house. These glass doors have become my latest obssession. They look great, they are super elegant, they divide without separating in a definitive and occlusive way. You can participate to the life of the family without feeling cut out in the role of the mummy cooking in the kitchen…… Here is a short selection of some of my fave interiors. The introductive picture is the open space Silighini divided with the glass door. Hope you enjoy!


 
 

Poetry is a Poster !!!

Pubblicato da blog ospite in Paz Garden
La creazione di quella famosa sensazione che tutti amiamo provare, ovvero il “sentirsi a casa”, passa anche attraverso la Decorazione che se calibrata correttamente e pensata su misura di tutta la famiglia, e non soltanto dei nostri gusti personali, è sicuramente un elemento chiave del processo di appropriazione di uno spazio.
Le pareti di una casa rappresentano delle bellissime tele bianche da trasformare in messaggi positivi per noi che abitiamo quotidianamente un luogo, ma anche per i nostri amici, i nostri ospiti, insomma per chiunque avrà il piacere di respirare un pò quello che casa nostra trasmette come vibrazioni.
Ecco perché ho pensato di condividere oggi con voi una selezione dei Poster che più hanno fatto breccia nel mio cuore, visto che anche io lo sapete sono sempre in fase di re-styling di casa mia :-) 
Alcuni sono nella mia wishlist, e non vedo l’ora di poterli appendere, altri invece sono stati scelti per la bravura dell’artista nel saper trasmettere quel senso di benessere che solo un’opera d’Arte può aggiungere ad una stanza senza appesantirla. Lo stile che ho scelto per questa selezione è volutamente Rilassato, Etereo e Minimale.
Cosa ne pensate di questi nuovi talentuosi artisti? Amate anche voi le sensazioni di Calma e Serenità che le loro opere regalano?
artist STUDIO JOOP
artist SILKE BONDE
artist TRINE HOLBAEK 
artist VEE SPEERS
artist MY DEER

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Cabine armadio per tutti gli spazi

Pubblicato da blog ospite in Dettagli Home Decor
dettagli home decor

Idee e consigli per realizzare la cabina armadio che meglio si adatta al tuo spazio.
Disporre nella propria abitazione di una cabina armadio perfettamente organizzata e funzionale, dove riporre abiti e accessori, è certamente il sogno di ogni donna. Oggi, grazie alle tante soluzioni modulari e componibili,  per realizzare una cabina armadio bastano solo pochi metri quadrati, due per la precisione, infatti può occupare una sola parte della stanza. Prima di tutto è importante valutare con attenzione la forma della camera e lo spazio disponibile, in modo da poter scegliere la giusta posizione e, naturalmente, la dimensione più adatta.
In base alla superficie della vostra stanza, la cabina armadio può essere posizionata lungo la parete di fronte al letto oppure su quella di fianco, optando per una composizione lineare o angolare.  Se invece la vostra camera da letto è particolarmente spaziosa, potete prendere in considerazione l’idea di creare una parete divisoria dietro il letto, destinando lo spazio ricavato alla vostra cabina armadio.
Se siete tra i fortunati che dispongono di un locale in più, qualsiasi sia la sua dimensione potete decidere di trasformare questa stanza in una cabina armadio, attrezzandola interamente con moderni sistemi modulari oppure mixando elementi diversi, come ad esempio cassettiere, scarpiere, stender porta abiti e mensole.
Per rendere davvero funzionale una cabina armadio occorre attrezzarla al meglio, così facendo abiti e accessori saranno sempre in ordine e a portata di mano.
dettagli home decor
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immagini via Pinterest



 
 

Tracce del passato a Bordeaux

Pubblicato da blog ospite in Ecce Home
Delizioso questo appartamento di 210mq a Bordeaux, ristrutturato  dallo studio Fusion D capitanato da Ninou Etienne.
Ninou ha lavorato per oltre tredici anni all’estero di cui sei a Londra, e dichiara di aver scelto questa professione per aiutare le persone a trovare nella propria casa un posto in cui rilassarsi e stare a proprio agio.
Non le piace il total look, preferisce uno stile “misto” che con i suoi progetti propone mescolando elementi di vario genere ed epoca diversa. Non a caso lo studio di cui è cofondatrice si chiama FusionD.
I proprietari di questa casa, Jeromine e Thomas hanno lasciato Parigi dove vivevano in un piccolo appartamento, ed hanno acquistato questa casa con l’intento di migliorare la qualità di vita della loro famiglia 
Si tratta di un edificio del 1890 di cui Ninou, incaricata di progettarne la ristrutturazione, conserva i dettagli originari come cornici, stucchi e camini e le tracce del passato per preservarne l’atmosfera. 
Si fa ispirare dai colori del pavimento preesistente  in cementite dell’ingresso per creare la  fantastica palette che caratterizza la casa: dal grigio della boiserie della stanza dal pranzo e della ringhiera della scala, all’antracite della parete e della cornice a soffitto del living, al turchese chiaro della  cucina, all’arancio della carta da parati della stanza delle bambine.
Se volete vedere com’era la casa prima dei lavori cercate le foto sulla pagina facebook dello studio FusionD e capirete ancor più che gran bel lavoro ha fatto Noinou.


Ilove this charming apartment of 250 square meters in Bordeaux, renovated from the study Fusion D led by Ninou Etienne.
Ninou has worked for over thirteen years abroad, including six in London, and she claims to have chosen this profession to help people find in their own home a place to relax and be at ease.
She does not like the total look, she prefers a style “mixed”; with her projects sheproposes mix of elements of various kinds and different age. No coincidence that the study of which he is co-founder is called FusionD
The owners of this house, Jeromine and Thomas have left Paris, where they lived in a small apartment, and bought this house with the intent to improve the quality of their family life.
It is a 1890s building in which Ninou, responsible to design the restructuring,retain the original details such as cornices,stucco and chimneys and traces of the past to preserve its atmosphere.
She is inspired by  the colors of the existing concrete tiles of the entry to create the fantastic palette that characterizes the house: from the gray of the boiserie of the dining room and of the railing staircase, to the anthracite  of the wall and  of the ceiling frame in the living room, to light turquoise of kitchen, to orange wallpaper the girls room.
If you want to see the house as it was before the works  you can looking for pictures on facebook page of FusionD study and understand even more what a great job she did Ninou.


 
 

Qualche consiglio per chi ha un’attività nel campo della ristorazione – Video Sponsorizzato

Pubblicato da blog ospite in Non Ditelo all'Architetto

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Video Sponsorizzato – Chi ci segue lo sa, Non ditelo all’architetto e la ristorazione sono due realtà molto unite.. lo dimostrano i numerosi progetti che ci hanno viste protagoniste proprio in questo campo. Abbiamo pensato che fosse quindi arrivato il momento di dare qualche consiglio a chi vuole aprire o rinnovare il proprio bar o ristorante con un piccolo budget.

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Il primo consiglio è “pensare prima di buttare”, perché non ce ne rendiamo conto, ma quello che ci serve è proprio li davanti ai nostri occhi.. sotto due dita di polvere! Molto spesso,infatti, i clienti sono impauriti dalle grandi pareti bianche del loro locale che pensano di dover riempire acquistando quadri, mensole, ecc.. La risposta a questo problema invece si può trovare in quello scatolone di vecchie pentole che eravate decisi a buttare e che invece possono trasformarsi nel punto focale di una stanza com’è successo alla bisteccheria “La Graticola EliQuinn”. In questo spazio le pentole in rame riunite in un grande cuore hanno saputo dare quel tocco magico alla stanza, tanto che ora è il punto più fotografato del ristorante!

riuso-pentole

Un altro consiglio è “pensare prima di comprare”. Si, perché il primo pensiero per chi apre un locale è quello di acquistare tutto nuovo, ma spesso questo si traduce in un enorme spesa per voi e in un ambiente asettico e senza brio per i vostri clienti. Allora fermatevi un attimo prima di acquistare cose nuove, soprattutto se volete rinnovare il vostro ambiente perché anche sotto il più banale mobile si può nascondere un tesoro. Non ci credete? Allora guardate le immagini del nostro restyling di questo vecchio bancone: qualche sacco di juta ed il gioco è fatto!

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Importantissimo è anche “dare carattere all’ambiente”. Molti pensano che un ambiente neutro accontenti tutti, ma non è così. Qualche “azzardo di stile” colpirà sicuramente i vostri clienti che si ricorderanno di voi, oltre che per l’ottimo servizio reso, anche di quel magnifico lampadario realizzato con una scala per la raccolta delle olive com’è successo ai nostri amici de “La Taverna della Selcetta”.

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Volete un ultimo consiglio per dare un twist alla vostra attività? Partecipate alla prima “Festa delle attività in proprio” organizzata da METRO per l’11 Ottobre 2016. In questa giornata che METRO dedica ai suoi clienti, questi potranno pubblicizzare la loro attività creando offerte speciali da inserire nel portale METRO. Queste offerte saranno visibili da tutti grazie alla geo-localizzazione del portale. Ognuno potrà così conoscervi e magari trasformarsi in un cliente affezionato.. ma ricordatevi che il gusto deve regnare sia nei piatti che nell’ambiente!

Sponsorizzato da Metro


 
 

Alberto Burri, lo spazio di materia tra Europa e USA

Pubblicato da blog ospite in Things I Like Today

Alberto Burri Rosso Plastica 1963

A Città di Castello, la mostra “Alberto Burri: lo Spazio di Materia / Tra Europa e USA” conclude le celebrazioni per i 100 anni dalla nascita del più influente artista italiano del secondo dopoguerra

Alberto Burri è riconosciuto come uno dei maggiori artisti del ‘900 e le sue opere, a metà strada fra pittura e scultura, hanno avuto una grandissima influenza su diverse correnti artistiche, dal New Dada, al Noveau Réalisme al Postminimalismo fino all’Arte Povera italiana. Ma lui stesso è stato influenzato dalla pittura di Mirò, Fautrier, Dubuffet, da avanguardie artistiche come l’arte informale, fondamentali per l’elaborazione del suo stile pittorico così orientato alla materia. Da questo assunto prende le mosse la mostra “Burri: lo Spazio di Materia / Tra Europa e USA“, aperta da pochi giorni e visitabile fino al 6 gennaio 2017.

Accanto a una ventina di opere selezionate del maestro umbro, sono esposte opere di diversi artisti riconducibili alla poetica e all’arte di Burri: Pollock, Mirò, De Kooning, Calder, Matta, Rauschenberg, Twombly, Fontana, Manzoni, Rotella, Christo, Arman, Kounellis, Pistoletto, Pascali, Kiefer e tanti altri. La mostra a Città di Castello, conclude proprio nella città natale di Burri, le celebrazioni per i 100 anni dalla sua nascita.

alberto burri ferro SP

Alberto Burri – Ferro SP, 1961. Lamiera di ferro saldato su legno, 130 x 200 cm

Burri, laureato in medicina, durante la guerra operò come ufficiale medico finchè nel 1943 non fu catturato in Tunisia dagli alleati e portato nel campo di prigionia di Herenford in Texas. Rimase lì 18 mesi e in quel periodo cominciò a dedicarsi alla pittura con i materiali che aveva a disposizione: sacchi di juta cuciti e rattoppati sui quali dipingere. Tornato in Italia nel 1946 si trasferì a Roma e decise di dedicarsi completamente all’arte.

Emily Braun, la curatrice della mostra “Alberto Burri: The Trauma of Painting”, l’importante retrospettiva del Guggenheim dedicata all’artista lo scorso anno, ha scritto:

“Sin dagli inizi, i critici di Burri notano nella sua iconografia povertà e ferite. Burri infatti esprime il trauma sia fisico che emotivo dell’Italia del dopoguerra proprio nell’utilizzo radicale dei materiali semplici e bistrattati. Allo stesso modo, le convenzioni pittoriche come il supporto e lo sfondo sono traumatizzate come parte dell’obiettivo artistico.”

Interessato a trovare la bellezza dove nessuno si aspetterebbe di trovarla, Alberto Burri ha sperimentato come pochi altri artisti, attraverso strappi, bruciature, combustioni, cuciture e assemblaggi alla ricerca dell’espressività del materiale. Muovendosi in un ambito totalmente astratto Burri ha utilizzato le più diverse tecniche lavorando con materiali poveri, logori, già usati e consumati come i sacchi di juta, la sabbia, il legno. Sono nati così i suoi catrami, le muffe, i sacchi e le combustioni di legni e plastiche, i ferri e i cretti. La sua è una pittura scultorea, tridimensionale, risultato di un percorso artistico innovativo che lo ha reso uno degli artisti più influenti del secondo dopoguerra.

La mostra agli Ex Seccatoi del Tabacco di Città di Castello intende offrire una panoramica delle più significative tendenze dell’arte contemporanea legate all’influenza di Alberto Burri e sottolineare la sua centralità sin dalla fine degli anni ’40 nel panorama internazionale dell’arte.

Burri: lo Spazio di Materia / Tra Europa e USA

dal 24 Settembre 2016 al 6 Gennaio 2017
Ex Seccatoi del Tabacco Città di Castello (PG)
INFO

alberto burri sacco

alberto burri cretto nero

alberto burri muffa 1952

Alberto Burri – Muffa, 1952

alberto burri combustione legno 1955

Alberto Burri – Combustione legno, 1955

alberto burri cretto grande bianco 1971

Alberto Burri – Grande bianco, 1971


 
 

5 buoni motivi per scegliere il marmo in cucina

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break

Il marmo è un materiale classico, molto bello, che sta  vivendo un nuovo rinascimento.
Ecco alcuni buoni motivi per scegliere il marmo anche per i piani della cucina!

1. Il marmo ha un look unico ma classico
Il marmo (ma vale anche per i graniti) è tornato di tendenza  negli ultimi anni come un materiale classico, senza tempo, capace di dare alla vostra cucina un tocco di lusso.
Infatti questo materiale può essere inserito nella maggior parte degli stili e starà altrettanto bene in una cucina moderna come in una variante più classica.

2. Il marmo è facile da pulire
Il marmo e il granito hanno una superficie liscia, molto facile da pulire. Inoltre, il marmo ha proprietà antibatteriche, che lo rendono perfetto per utilizzarlo in cucina!

3. Il marmo è un materiale naturale autentico
Utilizzare un materiale naturale, timeless, nei propri interni li nobilita e li rende unici; il marmo ed il granito sono materiali vivi, confortevoli al tatto, ciascuno praticamente un pezzo unico con le sue venature originali.

4. Il marmo è disponibile in molti colori e modelli
Il marmo ha molte tonalità di colore, nonostante sia un materiale naturale.
La varietà del suo aspetto e delle sue caratteristiche (come per il granito) dipende dal fatto che è una roccia metamorfica che ha subito importanti cambiamenti nella composizione quando è stata esposta ad importanti variazioni di pressione e temperatura.

5. Il marmo è ideale per la cottura
La superficie naturale fredda di marmi e graniti li rendono perfetti come piani di appoggio o di lavoro. Stenderci sopra la pasta è un gioco da ragazzi!
Il marmo resiste anche alle alte temperature , ma, al contrario del granito, utilizzato molto come banco di lavoro anche nelle pasticcerie, non si devono appoggiare pentole calde sopra direttamente, dal momento che possono danneggiare la lucentezza.

3 consigli necessari per la manutenzione dei piani in marmo e granito:

1. PROTEZIONE: Trattare le superfici in marmo con uno speciale agente trattante un paio di volte l’anno, per chiudere il più possibile la superficie porosa.

2. PULIZIA: Tutti i piani di lavoro in pietra vanno pulite con un panno in microfibra umido, senza usare detergenti abrasivi!

3. ATTENZIONE: marmi e graniti sono vulnerabili alle macchie fluide che i liquidi disegnano rapidamente nella superficie porosa. Fare attenzione agli schizzi di pomodoro, limone, vino, succo di frutta, ecc poichè marmi e graniti sono particolarmente vulnerabile ai liquidi acidi.


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CAFElab | studio di architettura



 
 
               

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