Come riutilizzare delle vecchie sedie scolastiche – Tips and Tricks

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa
1 Settembre!
Le vacanze sono finite e bambini, ragazzi, insegnanti e personale presto torneranno alla vita scolastica armati di libri, quaderni, penne e matite.
Il profumo dei libri nuovi, l’emozione di un diario appena scelto, le matite ancora lunghe e perfettamente appuntite, i buoni propositi per l’anno in arrivo; questi i miei piacevoli ricordi legati all’inizio di Settembre. 
Rimpiango un po’ quel periodo per “l’emozione della novità”, ma presto mi consolerò, tornando anche io sui libri (non vedo l’ora!).

In occasione del nuovo anno didattico, voglio dedicare un post ad un elemento d’arredo supertipico della scuola. La “school chair“.
È cambiata tanto negli anni, cercando di adattarsi sempre meglio agli studenti. Ma non vi parlerò di questo, almeno non oggi.
Sono sicura che molti di voi hanno almeno una vecchia sedia scolastica dimenticata in cantina. Io sì!!! ✌Se non ne avete non farete fatica a trovarne nei mercatini dell’usato o…sul ciglio della strada (“C’è un inferno a parte per chi butta questi cimeli.” cit. Nicole Curtis di +Rehab Addict).
Riutilizzarle in casa non è sempre facile, anche se quella classica ha un design piuttosto neutro. Per adattarla al meglio alla vostra casa ci sono degli stratagemmi creativi.

Un’idea scontata, ma comunque da prendere in considerazione è utilizzare, come a scuola, la sedia nella zona studio. Per vivacizzarla, potete dipingerne la struttura in metallo.
A tal proposito vi do qualche trucchetto!
* Utilizzate della carta alluminio (sì, quella che usate in cucina!) per ripulire la struttura (a patto che sia in metallo!). Fatene una pallina e strofinate. In questo modo la pulirete e allo stesso tempo preparerete il fondo per la pittura. 

* Se vedete della ruggine, imbevete la pallina di alluminio o della paglietta nell’aceto e strofinate. Se la zona arrugginita è estesa, imbevete un vecchio straccio nell’aceto e avvolgetelo intorno alla struttura fissandolo con una molletta per bucato. Lasciate in posa per una notte, e poi ripulite. 
* Eliminate le imperfezioni con della carta vetrata a grana fine e pulite a fondo con acqua e sgrassatore. Asciugate bene con un panno in microfibra, che non lascia residui. Solo a termine di queste operazioni potrete procedere con la colorazione.
Coprite con del nastro adesivo di carta la scocca e la seduta nelle zone più vicine alla struttura per non sporcarla di pittura.
Utilizzate una buona base, anche in spray, e ricoprite la struttura. Lasciate asciugare per il tempo richiesto sulla confezione.
Colorate a piacimento la struttura, con vernice al gesso (aiutandovi con un rullino) o con un buon prodotto spray.

Sporcarsi le manine e pazientare vale la pena! Guardate qua!

Se disponete di almeno quattro school chairs, alternando i colori possiamo ottenere un divertente mood per la sala da pranzo. Non sempre una sedia costosa è la chiave per una tavola da urlo.


Anche in versione black sono perfette per una dining room eclettica ed un po’ retrò. Io le vedo molto bene anche in un loft.

Un’altra chance per riportare a nuova vita una sedia scolastica è rappresentato dal decoupage. Probabilmente molte di voi hanno già messo in pratica questa tecnica. Per le altre metto qui un piccolo “how to”.
* Mescolate 3 cucchiai di colla vinilica con 5 di acqua.
* Levigate la zona da ricoprire fino a che non sia liscia e pulite a fondo con acqua e sgrassatore. Asciugate.
* Stendete la miscela in modo uniforme sulla parte da ricoprire. 
* Scegliete della carta con la fantasia che preferite, ritagliatela a misura e stendetela uniformemente aiutandovi con un rullo. Cercate di essere il più precisi possibile, facendo pressione dal centro verso l’esterno, in modo da non creare bolle d’aria.
* Passate uno strato di miscela di acqua e colla, ancora più diluita, sulla carta. Lasciate asciugare.
* Per fissare, date una mano di vernice acrilica trasparente.

Ricordate di non collocare qualsiasi oggetto decorato con il decoupage vicino a fonti di calore o vapore, altrimenti la carta si staccherebbe! 
Amo queste fantasie!!


Potete realizzare la stessa cosa con il tessuto!!


Ultima chicca, lo stencil. Le school chair con struttura nera sono perfette per una casa in stile industriale se arricchite con stencili di numeri in stile vintage. Ecco come fare per realizzare una industrial style chair.

Levigate la superficie da decorare
* Fissate nel punto desiderato lo stencil, con del nastro adesivo
* Stendete uno smalto acrilico nero tamponando con delle apposite spugnette da stencil (una sorta di leccalecca formato da un bastoncino di legno attaccato ad una spugnetta tonda). Lasciate asciugare.

Buon rientro a scuola e buon makeover delle vostre sedie scolastiche!
Qualcuno di voi ha già riutilizzato delle vecchie school chair? Dove le avete collocate?
 Sono curiosa! 


http://chiccacasa.blogspot.com/feeds/posts/default?alt=rss

 
 

 
 

 
 
 

 

RICORDI D’ESTATE (con la testa ancora in vacanza).

Pubblicato da blog ospite in Rosso Papavero

palizzi marinaSiamo rientrate. Ebbene, mi piacerebbe dirvi che siamo anche operative al 100% con la testa, ma come sempre il rientro è difficile eun pò traumatico.

In queste settimane di vacanza ci siamo rilassate (Francesca potrebbe non essere troppo d’accordo, dato che l’ho obbligata a svegliarsi presto per godere a pieno delle giornate di mare!), abbiamo spento il cervello ma ci siamo anche guardate intorno e tra una mozzarella di Bufala D.O.C. di Vannulo  nella sua immensa e splendida tenuta (sulla pagina facebook trovate qualche immagine!), una fetta onestissima di capicollo calabrese e una ballata di tarantella e pizzica ci siamo comunque guardate intorno e potete vedere qualche nostro ricordo carico d’affetto.

Dal mar Ionio della Calabria,passando per Stromboli e Panarea, Amalfi, Vietri, Santa Maria di Castellabbate e Roscigno Vecchia è stata una vacanza un pò itinerante tra i luoghi della nostrainfanzia, quelli che inizi ad apprezzare davvero quando hai 30 anni, che impari a conoscere e senti appartenerti sotto pelle.

RICORDI D'ESTATE.

Tags:

 
 

 
 

 
 
 

 

Small apartment- Arredare i piccoli spazi

Pubblicato da blog ospite in Creative & Ordinette, Interiors

ciao a tutti! Oggi, vi saluto con un velocissimo post su un piccolo appartamento di Parigi, arredato con gusto e in maniera estremamente intelligente sia per la scelta dei colori tenui che rendono gli spazi ampi, nonostante i pochi metri quadri a disposizione e la distribuzione degli spazi che rendono l’appartamento estremamente comodo da vivere ogni giorno. Insomma, lo spazio perfetto per una città perfetta come Parigi! Siete d’accordo’

Tags:

 
 

 
 

 
 
 

 

NO EXPO

Pubblicato da blog ospite in Una casa non a caso

no expo

Gli animali si pascono, l’uomo mangia; solo l’uomo intelligente sa mangiare.

Bentrovati!

Ritorno a scrivere sulle pagine del Blog dopo la breve pausa estiva. Il nostro soggiorno presso la Comunità monastica di Bose, prima, e a “U Jazzu” di Marianna, poi, mi ha dato la possibilità di riflettere su tanti aspetti della mia vita.

In un suo Wapp Marianna, parlando del suo “U Jazzu”, mi scrive: “penso che questa piccola casa, ereditata dai miei, abbia un suo pregio singolare, una sua “grande bellezza”, e l’ha ereditata proprio dalla modestia delle intenzioni dei miei, e non certo dal mio lavoro di manutenzione nel tempo, ed è quello di stabilire dei legami d’intesa e d’affetto con le persone. Chiunque passa da qui torna a casa propria con un sentimento nuovo, con un punto di vista migliorato sul mondo, ha una consapevolezza maggiore su quello che realmente serve per vivere a questo mondo.”

Rientrando nella quotidianità vengo inevitabilmente investito dalla vita che percepisco sempre più delirante. Tra le tante questioni sociali in atto, ritrovo il fenomeno Expo 2015 che sembra avere inebetito tutti. Giornali, social e radio non parlano d’altro. Mi ha inquietato constatare che anche il mondo cattolico si è mobilitato e partecipa al banchetto collettivo perché nelle sue scelte, come spesso fa, preferisce percorrere la via più larga e dritta anziché quella più scomoda e tortuosa. La pastorale si è piegata ai temi dell’Expo e perfino sui foglietti in chiesa impazza l’esibizione del logo. Leggo di iniziative editoriali che propongono riflessioni di teologi dal titolo: “Gesù era un gran cuoco”, o “Sua madre confezionava per lui piatti speciali”. Personalmente non ho mai apprezzato l’iniziativa di questa grande esposizione che trovo anacronistica, al punto di avere rifiutato le proposte culturali presentate alla mia scuola poiché non voglio collaborare nel fare diventare anche i miei ragazzi… “polli da batteria”. Mi sembra di essere tornati alla fine dell’Ottocento quando questi eventi erano di grande significato tecnico, economico e sociale mentre oggi gli si conferisce, a forza, anche un taglio etico-spirituale. Attraverso menzogne e ipocrisie, l’Expo viene indicato come portatore di valori . Mi sembra che tutti abbiano rapidamente dimenticato la corruzione che ha contaminato la preparazione di un evento che non dà la garanzia di non inquinare anche gli sviluppi futuri; si ignora la logica dominante dell’agrobusiness che è in mano alle grandi multinazionali; non si vuole vedere che lo scopo primario è quello di allestire una grande vetrina, di un magnifico spettacolo molto redditizio … naturalmente per pochi.

Mi piacerebbe scrivervi delle bellissime performance artistiche ed architettoniche che possono essere ammirate camminando attraverso i padiglioni… ma rimando questo alle numerose riviste specialistiche che se ne occupano egregiamente. Voglio scrivere, invece, un Post privo di immagini, e lasciarvi leggere ciò che Enzo Bianchi ha avuto la forza di esprimere in occasione della X Edizione del Festival dei Filosofi lungo l’Oglio il 7 giugno 2015.

Enzo Bianchi scrive così: “Vorrei collocare questa meditazione nell’attualità che stiamo vivendo. Mi riferisco alla leggerezza con cui certi battezzati e tante realtà cristiane partecipano all’evento di Expo 2015. Troppa leggerezza in questa partecipazione, che per alcuni si fa addirittura entusiasta: leggerezza dovuta ad una mancanza di discernimento di cosa realmente questo evento vuole essere, leggerezza dovuta a una “mondanità” che abita facilmente anche tra i cristiani. La mia riflessione vorrebbe dunque anche essere un richiamo alle responsabilità dei cristiani e delle chiese, affinché la speranza di cui sono portatori non sia mai annacquata, non sia contraddetta a causa del suo farsi mondana, non perda il sale che contiene e non diventi così degna solo di essere buttata via e calpestata dagli uomini. Papa Francesco, questo cristiano che sta sulla cattedra di Pietro, nel messaggio inviato ai partecipanti all’incontro “Le idee dell’Expo” (7 febbraio 2015), ha avuto la parrhesìa di mettere in guardia da una lettura meramente economica di questo evento, una lettura che guarda soltanto ai risultati economici, che ha come idolo il mercato e che, di conseguenza, chiede solo competitività, senza guardare all’esclusione e alle inequità, accettando la logica dello sfruttamento e dello scontro. Per questo ha ricordato la realtà: “C’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare, mentre lo spreco, lo scarto, il consumo eccessivo e l’uso di alimenti per altri fini del cibo sono davanti ai nostri occhi.” E la settimana scorsa è tornato sull’argomento con queste parole: “Il pianeta ha cibo per tutti, ma sembra che manchi la volontà di condividere con tutti. Bisogna preparare la tavola per tutti, e chiedere che ci sia una tavola per tutti”.

Del lungo intervento di Enzo Bianchi estrapoliamo due aspetti che spesso sono ritornati negli articoli del nostro Blog. Un primo aspetto èAvere rispetto del cibo”. Al riguardo non si può evitare il lamento, in particolare da parte di chi, come me, dopo la guerra ha conosciuto tempi di penuria, scarsità di pane, ed era indotto dall’educazione ricevuta a venerare soprattutto il pane. Si prestava attenzione a che non cadesse per terra e, se succedeva, ci si faceva il segno della croce; non lo si metteva mai a tavola collocandolo in modo non nobile: quante sberle ho ricevuto per avere disposto il pane capovolto o, una volta spezzatolo o tagliatolo, per non averlo tenuto davanti in modo ordinato! Rispetto per il cibo significa non avanzarne per capriccio o non lasciarne nel piatto, quasi per celebrare l’abbondanza o ostentare la ricchezza. Gli scarti, i cibi che finiscono tra i rifiuti sono una vergogna di tutto l’emisfero Nord del pianeta: ciò che si butta basterebbe a sfamare quel miliardo di persone che soffrono fame e miseria. Rispetto per il pane significa dunque lotta contro lo spreco, volontà di utilizzare gli avanzi e, con ulteriori trasformazioni, renderli dei cibi che stupiscono e rallegranoUn secondo aspetto èAbitare a Tavola”. La tavola, questo mobile sacro che un tempo regnava al centro delle grandi cucine, la tavola di legno massiccio capace di accogliere una decina di commensali era eloquente di ciò che si voleva vivere insieme come famiglia o come amici. La tavola alla quale “passiamo”, non da soli ma con gli altri, va abitata. Cosa voglio dire? Che la tavola richiede a ciascuno di noi di esserci con tutta la propria persona, con il corpo ma anche con lo spirito. Sappiamo quanto sia spiacevole per i commensali qualcuno che sta fisicamente a tavola ma in realtà è altrove. Oggi si sta a tavola con il giornale aperto accanto al piatto, si guarda o si legge il tablet, lo smartphone, e in molte famiglie è accesa la televisione: come siamo imbarbariti… la tavola, luogo di comunione, del faccia a faccia, dello scambio della parola, in alcuni casi è diventata il luogo della massima estraneità. E’ vero che normalmente si mangia con gli stessi commensali; è vero che in una famiglia, oggi ridotta a due o al massimo tre persone, sembra che non ci siano parole da scambiare: ma allora è meglio il silenzio che l’assordante televisione che cattura i nostri sguardi, la nostra attenzione, e a poco a poco ci rende non più desiderosi dell’ascolto di chi ci sta davanti. Stare a tavola, abitarla è un’arte ma innanzitutto il quotidiano volto contro volto dell’amato/a, del fratello/sorella, dell’amico/a, dell’altro/a che mangiando con me vive un’azione di comunione straordinaria.

Si vive dello stesso cibo, ci si nutre nutrendo relazioni.

Tags:

 
 

 
 

 
 
 

 

Summer Book & Music Tag

Pubblicato da blog ospite in VDRHomeDesign

Buon inizio di settimana a tutti!! Come è stato il rientro al lavoro?

Il mio non molto positivo (come per molti immagino) e quindi teniamoci ancora un po’ qui l’estate e parliamo di un carinissimo tag.

Ho ricevuto una nuova nomina per un Tag, il Summer Book & Music Tag da settembreblog, che ringrazio, così come ringrazio la proprietaria del blog unacontraddizioneambulante che ha creato il tag.

L’idea di questo Tag é di far conoscere ai propri follower i libri che leggeremo in estate e una o più canzoni che ascolteremo per tutta l’estate 2015.

Le regole sono le solite:

1) Citare il creatore del tag, cioè https://unacontraddizioneambulante.wordpress.com/

2) ringraziare chi vi ha nominati.

3) Nominare cinque blog e avvisarli

4) Usare l’immagine Summer BookMusic Tag.

I libri che ho letto questa estate:

Quest’estate sono finalmente riuscita a leggere il primo romanzo del mio autore preferito in assoluto: Michael Cunningham.

Avevo già visto il film di “The Hours”, ma a me piace sempre leggere anche i libri da cui sono tratti i film.

E’ uno dei pochi casi in cui le aspettative non sono state deluse.

Il libro narra la storia di 3 donne (di cui una è Virginia Woolf) in 3 epoche diverse, ma afflitte tutte dagli stessi problemi.

Apparentemente sconnesse le une dalle altre, hanno come filo conduttore la protagonista del romanzo di Virginia, la signora Dalloway.

Il secondo libro che ho letto è il primo romanzo di Karine Lambert, molto più leggero e divertente “La casa delle donne che volevano rinunciare all’amore”.

A Parigi un’ex stella della danza classica, ormai anziana e disillusa, è proprietaria di un palazzo di appartamenti in cui fa entrare solo donne; unica regola: assolutamente vietato l’ingresso agli uomini.

Prv LAMBERT La casa delle donne_300X__exact

the hours

Mentre per la musica, ve la faccio breve perchè io vivo con la musica e se dovessi dirvi tutto quello che ascolto faremmo notte.

Un pezzo ultra-nuovo che mi ha fatto scoprire mia sorella Martina (qui trovate il suo canale youtube tra l’altro Martina Dierre) è “back to earth” del tamarrissimo Steve Aoki con i Fall out boy.

Loro li ascolto e li adoro da anni e con questa veste elettro-tamarra mi piacciono molto ;-)

Ma ci sono anche i queen of the stone age, i Pearl Jam, Fabri Fibra, Clementino….

Ecco qui le nomintaion:

1_ Fran.

2_silviawanderlust

3_iriseperiplo

4_Laciarla

5_Debbie doodle

Buona lettura :-)

Tags:

 
 

 
 

 

 

 
 
 

 

La poltrona che alleggerisce le forme

Pubblicato da blog ospite in Design, Non Solo Arredo, Stili

Nel lontano 1962, oltre 50 anni fa, il designer italiano Franco Albini curò, insieme ad un gruppo di fidati collaboratori, l’allestimento grafico e di segnaletica per la MM1, la linea 1 della Metropolitana di Milano. Quella particolare scomposizione delle forme, che nasceva proprio per alleggerirle in maniera rigorosamente analitica, ricorre ancora oggi nei tubolari che compongono l’ossatura di Tre Pezzi, una seduta che è molto di più di una semplice poltrona.

Con essa infatti Albini ha proposto una rilettura in chiave postmoderna della classica bergère, scomponendone e “scarnificandone” la struttura con la rimozione di tutto il superfluo. Ciò che è rimasto è un elemento di arredo dalla nitida geometria, pezzi a sé stanti ma ciascuno con una sua funzione ben definita (la seduta, morbida e profonda; il poggiaschiena, avvolgente e confortevole; ed il poggiatesta a mezzaluna).
Il tutto per enfatizzare i concetti sia estetici che funzionali dell’intero progetto, per una poltrona la cui presenza scenica è sbalorditiva.

Un design asciutto ed essenziale ma non per questo meno confortevole, che il marchio di arredamento Cassina ripropone oggi nel suo catalogo all’interno della collezione “I Maestri“, per testimoniare il valore di una seduta mitica ed ancora attuale, ed omaggiare il nome ed il genio di un designer del quale detiene ancor oggi i diritti.

ShareThis

Tags: ,

 
 

Great News! Sono arrivati i tessuti d’arredo online

Pubblicato da blog ospite in ArredaClick, BlogArredamento Aziende, Decor

Se la notte porta consiglio, l’estate di ArredaClick porta sempre grandi novità…già, non ci fermiamo mai!
È nato un nuovo reparto che arricchisce e completa la nostra vastissima gamma di arredi per la casa e complementi, frutto di lunghi mesi di lavoro di digitalizzazione del campionario (in cui siamo, modestamente, espertissimi) e selezione di colori, trame, fantasie…insomma, finalmente i nostri Tessuti d’Arredo al metro sono online!

Divano rivestito in tessuto Gennai Delavé (colore 05), cuscini fantasia in Carrie Design e Brady Design (colore 15/1).

Divano rivestito in tessuto Gennai Delavé, cuscini fantasia in Carrie Design e Brady Design.

Cosa potete trovare nel reparto Tessuti d’Arredo

La palette, studiata e coordinata, offre la possibilità di abbinare nuance delicate, giocare con i contrasti o lasciarsi ispirare da accostamenti originali e di tendenza.
Dai più resistenti tessuti in tinta unita, melange e delavé, passiamo a tessuti fantasia optical, aztechi, orientali, fino alle greche zig-zag ispirate al celebre pattern reso immortale dallo stilista Missoni.

Tessuto Caleb lavorazione canneté su cuscini (colore 24 e 23) e divano (colore 29).

Tessuto tinta unita Caleb lavorazione canneté, per cuscini e divano.

Tessuto geometrico Momoka (colore 6).

Tessuto geometrico Momoka.

Il trend del nordic design trova spazio attraverso rivestimenti in colori solidi e neutri, superfici volutamente stropicciate di tessuti no-stiro o texture materiche, quasi grezze, di tessuti colorati misto lana o effetto feltro.

Cuscini in tessuto Tsubasa Naturale (colore 17).

Cuscini in tessuto Tsubasa Naturale.

Per gli amanti dello stile country e shabby chic non mancano i rivestimenti per un arredamento in 100% cotone e lino, le righe tartan e i tessuti scozzesi declinati in tonalità neutre, calde o in delicati colori pastello.

Cuscino tartan in tessuto Goro (colore 4) e letto in Gennai Delavé (colore 13).

Cuscino tartan in tessuto Goro e letto in Gennai Delavé.

Se siete alla ricerca del massimo della funzionalità i tessuti d’arredo antimacchia, la microfibra, gli ignifughi e i tessuti idrorepellenti sono la scelta giusta: per divani facili da pulire, per un pratico lettino imbottito per una cameretta o per le sedie della sala da pranzo.
Gessati, tessuti pied de poule e trame che ricordano il famoso effetto spigato del British tweed, incontrano i gusti di chi è alla ricerca del rivestimento ideale per un divano formale, un letto dall’eleganza maschile o raffinate sedute di rappresentanza.
Le ambientazioni romantiche possono invece contare su tessuti effetto merletto, pregiati velluti d’arredo, ciniglia e delicati bouclé.

Letto in velluto Hana (colore 95), cuscino in velluto Hana (colore 24), cuscini pied de poule Kaori (colore 51).

Prezioso velluto Hana per il letto capitonnè e il cuscino, abbinati a due cuscini pied de poule in tessuto Kaori Optical (colore 51).

Quanti e quali tessuti?

La collezione include più di 60 tessuti che differiscono per lavorazione, fantasia e composizione di filati. Ogni tessuto è disponibile in un’ampia gamma di tonalità e versioni, per un totale di oltre 700 colori tra tinta unita, mélange, fantasie geometriche.

Provenienza e qualità

Tutti i tessuti provengono da produttori italiani e sono sottoposti a test specifici, come ad esempio quelli previsti dal metodo Martindale che mette alla prova la resistenza all’usura, alla rottura, al pilling, ai cambiamenti di colore e di peso.
Questo test viene attuato tramite il vero e proprio sfregamento meccanico della superficie tessile ed è per questo che il risultato delle performance è misurato indicando il numero di cicli (es: Martindale 20.000) a cui viene sottoposto il tessuto prima che uno dei sintomi dell’usura si manifesti. Altri test sono invece eseguiti a mano da operatori specializzati.

Cosa potete fare con i tessuti al metro

Con i tessuti d’arredo al metro (ogni pezza ha un’altezza di 140 cm) potete rivestire divani, poltrone, letti imbottiti, cuscini decorativi e arredi con mantovane e gonne.
Se avete voglia di un restyling low cost del soggiorno, del salotto o della camera da letto senza investire in nuovi mobili; se vostra figlia di 16 anni proprio non sopporta più il lettino romantico a fantasia Sanderson…tra i nostri tessuti troverete sicuramente un’ottima soluzione per modernizzare o stravolgere completamente il look dei vostri ambienti.
I tessuti sono spediti accuratamente imballati e consegnati ovunque vi troviate.

Tags:

 
 

Stile urbano contemporaneo per un appartamento spagnolo

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break, Interiors, Stili

Quest’appartamento a La Rioja in Spagna è stato ristrutturato seguendo uno stile urbano contemporaneo; è stato riportato a vista il pilastro in cemento armato, sono state utilizzate piastrelle cementine con decoro desaturato nei toni del grigio e del nero ed infine il resto dell’appartamento è stato pavimentato con una resina grigia, ideale per ottenere un effetto omogeneo nella pavimentazione.

Via

_________________________
CAFElab | studio di architettura
Tags: ,

 
 

La Gallina Matta- tessili di qualità

Pubblicato da blog ospite in Cappello a Bombetta, Decor

Lo ammetto, ricevo moltissime richieste di post sponsorizzati. Nella maggior parte dei casi, a rischio di sembrare snob, rifiuto cordialmente. Perché vi dico questo? Non perché me la voglia tirare, ma perché mi fa piacere ogni tanto parlare del dietro le quinte del lavoro di bloggers, con le sue luci e le sue ombre ( le luci sono tante, tante di più, vi assicuro!).
La verità è che sempre più spesso, con il crescere dell’offerta, le Aziende si stanno rendendo finalmente conto di quanto siano importanti i blog a livello di social e pubblicità; quanto possano dare in termini di contenuti innovativi. Altrettanto spesso dimenticano, o lo ignorano deliberatamente non so, che dietro a un computer e a un blog c’è una creativa che lavora, che si impegna, che sacrifica del tempo e che per questo merita non solo di essere adeguatamente retribuita – quanto e come è un tema assai delicato che non tratterò oggi – ma almeno considerata nella sua identità.
Invece spesso le Aziende si limitano a invii email a pioggia, senza alcuna ricerca, sperando che in questo modo qualcuno abbocchi. E di sicuro accade.
Io ho scelto un modo diverso di affrontare i “famigerati post sponsorizzati”: primo non li demonizzo: se sono fatti con onestà intellettuale e creatività sono un modo per scoprire e far scoprire realtà, magari aziende piccole ma meritevoli, che non potrebbero avere risalto su altri canali; possono diventare occasione di incontri interessanti e creare opportunità di sperimentare nuove tecniche, mettersi alla prova o, semplicemente, creare styling per belle fotografie. Che per me è sempre una gioia.
I miei post sono sempre ispirati a questa filosofia. Se il prodotto non mi piace, non è nelle mie corde o non c’entra nulla con quello che faccio dico di no. In caso contrario sono più che disponibile a chiacchierare con chi mi fa una proposta stimolante, che mi permetta di creare o mostrare cose belle a chi mi segue.
Sono  sicura che voi che mi seguite non vi aspettate dalla Bombetta nulla di meno!

Adoro i tessili, e sono felice quando mi contattano brand come La Gallina Matta: dietro vedo subito la passione, la voglia di far bene, di dedicare attenzioni e cure ai prodotti. L’assortimento non è  molto vasto o diversificato, ma è una realtà che ha ancora voglia di crescere e ne ha le potenzialità. La qualità e la cura del dettaglio si toccano con mano: tessuti pregiati, rifiniture perfette, con quel tocco di artiginalità Made In Italy che fa la differenza. E volete sapere la cosa più cool? Le tovagliette sono trattate in modo da essere resistenti alle macchie, e si puliscono con una semplice spugna umida. Basta avere il terrore di rovesciare il latte! Ma non diciamolo a mio figlio, mi raccomando ;)
Con una tavola così la voglia di fare colazione è garantita! 

Tovagliette Americane: La Gallina Matta
Ciotole Maison Du Monde; Bottiglietta Ikea; piatto da mercatino


Tags:

 
 

DANHERA Italy, la prima e-boutique HOME CARE Made in Italy

Pubblicato da blog ospite in Dettagli Home Decor, Idee
Home Care & Luxury Interior Fragrances.
Nasce www.danhera.com, uno store esclusivo di prodotti Made in Italy: Home Care & Luxury Interior Fragrances.
DANHERA Italy, luxury brand di Ecoline Group, debutta nell’ecommerce proponendo la sua prima “e-boutique” con una serie di collezioni eco-friendly specifiche per la cura della casa, del bucato e per l’arredo olfattivo di interni.
DANHERA Italy introduce un rivoluzionario concetto di lifestyle, in cui efficacia, purezza e glamour trovano l’equilibrio perfetto. Prodotti di altissima qualità, pensati per offrire una nuova esperienza “Home Care”. Superfici, tessuti e ambienti diventano protagonisti assoluti e beneficiano di veri trattamenti di bellezza. 


Home Care & Luxury Interior Fragrances
DANHERA Italy, insieme a preziose Fragranze Ambiente, propone i primi cosmetici per la casa e il bucato, prodotti ad alto contenuto tecnologico e dal design esclusivo, concepiti e realizzati con i migliori ingredienti nel totale rispetto dell’ambiente e della persona.

DANHERA Italy, che esprime nel nome la fondatrice Daniela Ciaffardoni e l’impronta della dea HERA, è un’intuizione che nasce per regalare nuove emozioni nella vita di tutti i giorni. Un progetto unico che nasce da oltre 30 anni di esperienza fondata sulla scienza e sulle soluzioni più innovative. La “e-boutique”, da un design di AWD Agency, è stata concepita per offrire una shopping experience semplice e immediata, in linea con i valori di qualità della Maison DANHERA Italy. Le collezioni Luxury Interior  Fragrances e Home Purity sono già disponibili nella sezione shop online al sito www.danhera.com – insieme ad una collezione BODY dedicata 100% PURE.

Home Care & Luxury Interior Fragrances.
Acquistare online i prodotti Danhera è facile e veloce, l’home page è stata ottimizzata per fornire agli utenti la migliore esperienza d’uso durante la navigazione. La struttura del menù, l’utilizzo di banner, la scelta dei colori, il posizionamento dei contenuti, tutto è stato concepito per fornire le informazioni necessarie sul brand e sulle collezioni, per trovare ed acquistare il prodotto desiderato. All’interno della scheda prodotto sono disponibili tutte le informazioni, dagli ingredienti, ai preziosi consigli d’uso, al valore aggiunto di ogni collezione. Le descrizioni sono esaustive, dettagliate e complete.

Home Care & Luxury Interior Fragrances
Il progetto di lancio e-commerce rientra nell’ottica di un forte sviluppo della Maison DANHERA Italy, accanto alla strategia retail globale che presto porterà il brand a una distribuzione nazionale e internazionale.

shop online www.danhera.com



Tags:

 
 
               

Torna su