Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO

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Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO fuocoBuondì cari amici. Di recente ha fatto molto scalpore l’inaugurazione, il 15 novembre scorso, del “più grande parco agroalimentare del mondo” a Bologna.

Il suo nome è FICO, acronimo che sta per Fabbrica Italiana Contadina. Vi invito a visitare il sito ufficiale, eatalyworld, per saperne di più su questa avventura che ha come anima e motore l’eccellenza agroalimentare italiana e l’azienda Eataly. Io oggi vorrei parlarvi di un’altra avventura, che coinvolge un aspetto che mi sta molto a cuore: il design.  All’interno del parco si trovano, infatti, cinque padiglioni, definiti “giostre”, che occupano ben 1500 mq e che promettono un’esperienza interattiva e immersiva molto intensa. Il progetto è stato firmato dallo studio milanese Limiteazero con Clonewerk, azienda leader nella realizzazione di contenuti multimediali. I padiglioni esplorano cinque temi, indicati dal patron di FICO Oscar Farinetti, attraverso i quali viene raccontata la straordinaria biodiversità del territorio italiano e l’evoluzione della relazione tra l’uomo e la natura. I “nuclei narrativi” sono: l’uomo e il fuoco, la terra, gli animali, il mare e la produzione di olio, vino e birra.

Ogni padiglione rappresenta una macchina scenica complessa, che coinvolge diversi livelli di linguaggio: emozionale, spettacolare, informativo, educativo, ludico. I due studi hanno curato ogni minimo dettaglio, dalla struttura architettonica agli arredi, dalla scenografia alla grafica, dai percorsi agli elementi multimediali e interattivi, ispirandosi alla poetica e alle cromie di un grande maestro come Bruno Munari, e alle linee essenziali e alle forme organiche di Charles e Ray EamesQuando ho visto le immagini che mi sono state gentilmente inviate, ho sgranato gli occhi di fronte alla bellezza di questo progetto, ai colori, agli spazi ampi e alla grafica accattivante.

L’uomo e il fuoco

Una palette che abbraccia tutti i colori caldi caratterizza i tre spazi circolari e avvolgenti del padiglione dedicato al fuoco, con pareti multimediali e uno scenografico fuoco-ologramma mette in scena la scoperta del fuoco.

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO fuoco

L’uomo e la terra

Il verde pervade la “giostra” che illustra l’evoluzione del rapporto tra l’uomo e la terra, dalla nascita dell’agricoltura ad oggi. Un campo di spighe a LED ondeggia nello spazio, un braccio robotico lavora la terra, e su un tavolo interattivo si possono scoprire la storia del caffè, del pomodoro, della melanzana.

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO terraAlla scoperta del design delle 5 giostre di FICO terra

L’uomo e gli animali

Luminoso, ludico, il padiglione dedicato agli animali si rivolge ai bambini ed evita il lato non sempre idilliaco che purtroppo contraddistingue il rapporto tra l’uomo e gli animali, almeno secondo le mie informazioni. Grande spazio per le api e per il gatto, assoluto protagonista di un tavolo con proiezioni olografiche (questo mi piace assai!).

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO animaliAlla scoperta del design delle 5 giostre di FICO animali

L’uomo e il mare

Forse la giostra più scenografica, e, nelle intenzioni dei progettisti, la più ecologica, visto che pone l’accento sul tema del rispetto del mare. Un’installazione – faro rivestita di monitor e sormontata da una lanterna, illustra il rapporto tra l’uomo e il mare, mentre chi vuole farsi un selfie tra le sagome di pesci e onde è invitato espressamente a farlo. Tutte le sfumature del blu accostate ai bianchi, agli ori e ai legni grezzi caratterizzano uno spazio che promette un’immersione negli abissi.

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO mareAlla scoperta del design delle 5 giostre di FICO mareAlla scoperta del design delle 5 giostre di FICO mare

Dalla terra alla bottiglia

Il quinto e ultimo padiglione invita alla scoperta del vino, della birra e dell’olio italiani. Una macina gigante invita ad azionarla per scegliere la tecnica produttiva illustrata nel monitor. Sculture di legno a forma di bottiglia tra le quali perdersi e una sagoma dell’Italia sospesa illustra la distribuzione geografica delle colture.

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO

La visita virtuale mi ha già entusiasmata…spero di poterci andare presto di persona e vedere da vicino questi cinque padiglioni e non solo.

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Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO fuocoBuondì cari amici. Di recente ha fatto molto scalpore l’inaugurazione, il 15 novembre scorso, del “più grande parco agroalimentare del mondo” a Bologna.

Il suo nome è FICO, acronimo che sta per Fabbrica Italiana Contadina. Vi invito a visitare il sito ufficiale, eatalyworld, per saperne di più su questa avventura che ha come anima e motore l’eccellenza agroalimentare italiana e l’azienda Eataly. Io oggi vorrei parlarvi di un’altra avventura, che coinvolge un aspetto che mi sta molto a cuore: il design.  All’interno del parco si trovano, infatti, cinque padiglioni, definiti “giostre”, che occupano ben 1500 mq e che promettono un’esperienza interattiva e immersiva molto intensa. Il progetto è stato firmato dallo studio milanese Limiteazero con Clonewerk, azienda leader nella realizzazione di contenuti multimediali. I padiglioni esplorano cinque temi, indicati dal patron di FICO Oscar Farinetti, attraverso i quali viene raccontata la straordinaria biodiversità del territorio italiano e l’evoluzione della relazione tra l’uomo e la natura. I “nuclei narrativi” sono: l’uomo e il fuoco, la terra, gli animali, il mare e la produzione di olio, vino e birra.

Ogni padiglione rappresenta una macchina scenica complessa, che coinvolge diversi livelli di linguaggio: emozionale, spettacolare, informativo, educativo, ludico. I due studi hanno curato ogni minimo dettaglio, dalla struttura architettonica agli arredi, dalla scenografia alla grafica, dai percorsi agli elementi multimediali e interattivi, ispirandosi alla poetica e alle cromie di un grande maestro come Bruno Munari, e alle linee essenziali e alle forme organiche di Charles e Ray EamesQuando ho visto le immagini che mi sono state gentilmente inviate, ho sgranato gli occhi di fronte alla bellezza di questo progetto, ai colori, agli spazi ampi e alla grafica accattivante.

L’uomo e il fuoco

Una palette che abbraccia tutti i colori caldi caratterizza i tre spazi circolari e avvolgenti del padiglione dedicato al fuoco, con pareti multimediali e uno scenografico fuoco-ologramma mette in scena la scoperta del fuoco.

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO fuoco

L’uomo e la terra

Il verde pervade la “giostra” che illustra l’evoluzione del rapporto tra l’uomo e la terra, dalla nascita dell’agricoltura ad oggi. Un campo di spighe a LED ondeggia nello spazio, un braccio robotico lavora la terra, e su un tavolo interattivo si possono scoprire la storia del caffè, del pomodoro, della melanzana.

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO terraAlla scoperta del design delle 5 giostre di FICO terra

L’uomo e gli animali

Luminoso, ludico, il padiglione dedicato agli animali si rivolge ai bambini ed evita il lato non sempre idilliaco che purtroppo contraddistingue il rapporto tra l’uomo e gli animali, almeno secondo le mie informazioni. Grande spazio per le api e per il gatto, assoluto protagonista di un tavolo con proiezioni olografiche (questo mi piace assai!).

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO animaliAlla scoperta del design delle 5 giostre di FICO animali

L’uomo e il mare

Forse la giostra più scenografica, e, nelle intenzioni dei progettisti, la più ecologica, visto che pone l’accento sul tema del rispetto del mare. Un’installazione – faro rivestita di monitor e sormontata da una lanterna, illustra il rapporto tra l’uomo e il mare, mentre chi vuole farsi un selfie tra le sagome di pesci e onde è invitato espressamente a farlo. Tutte le sfumature del blu accostate ai bianchi, agli ori e ai legni grezzi caratterizzano uno spazio che promette un’immersione negli abissi.

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO mareAlla scoperta del design delle 5 giostre di FICO mareAlla scoperta del design delle 5 giostre di FICO mare

Dalla terra alla bottiglia

Il quinto e ultimo padiglione invita alla scoperta del vino, della birra e dell’olio italiani. Una macina gigante invita ad azionarla per scegliere la tecnica produttiva illustrata nel monitor. Sculture di legno a forma di bottiglia tra le quali perdersi e una sagoma dell’Italia sospesa illustra la distribuzione geografica delle colture.

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO

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La visita virtuale mi ha già entusiasmata…spero di poterci andare presto di persona e vedere da vicino questi cinque padiglioni e non solo.

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Il suo nome è FICO, acronimo che sta per Fabbrica Italiana Contadina. Vi invito a visitare il sito ufficiale, eatalyworld, per saperne di più su questa avventura che ha come anima e motore l’eccellenza agroalimentare italiana e l’azienda Eataly. Io oggi vorrei parlarvi di un’altra avventura, che coinvolge un aspetto che mi sta molto a cuore: il design.  All’interno del parco si trovano, infatti, cinque padiglioni, definiti “giostre”, che occupano ben 1500 mq e che promettono un’esperienza interattiva e immersiva molto intensa. Il progetto è stato firmato dallo studio milanese Limiteazero con Clonewerk, azienda leader nella realizzazione di contenuti multimediali. I padiglioni esplorano cinque temi, indicati dal patron di FICO Oscar Farinetti, attraverso i quali viene raccontata la straordinaria biodiversità del territorio italiano e l’evoluzione della relazione tra l’uomo e la natura. I “nuclei narrativi” sono: l’uomo e il fuoco, la terra, gli animali, il mare e la produzione di olio, vino e birra.

Ogni padiglione rappresenta una macchina scenica complessa, che coinvolge diversi livelli di linguaggio: emozionale, spettacolare, informativo, educativo, ludico. I due studi hanno curato ogni minimo dettaglio, dalla struttura architettonica agli arredi, dalla scenografia alla grafica, dai percorsi agli elementi multimediali e interattivi, ispirandosi alla poetica e alle cromie di un grande maestro come Bruno Munari, e alle linee essenziali e alle forme organiche di Charles e Ray EamesQuando ho visto le immagini che mi sono state gentilmente inviate, ho sgranato gli occhi di fronte alla bellezza di questo progetto, ai colori, agli spazi ampi e alla grafica accattivante.

L’uomo e il fuoco

Una palette che abbraccia tutti i colori caldi caratterizza i tre spazi circolari e avvolgenti del padiglione dedicato al fuoco, con pareti multimediali e uno scenografico fuoco-ologramma mette in scena la scoperta del fuoco.

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO fuoco

L’uomo e la terra

Il verde pervade la “giostra” che illustra l’evoluzione del rapporto tra l’uomo e la terra, dalla nascita dell’agricoltura ad oggi. Un campo di spighe a LED ondeggia nello spazio, un braccio robotico lavora la terra, e su un tavolo interattivo si possono scoprire la storia del caffè, del pomodoro, della melanzana.

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO terraAlla scoperta del design delle 5 giostre di FICO terra

L’uomo e gli animali

Luminoso, ludico, il padiglione dedicato agli animali si rivolge ai bambini ed evita il lato non sempre idilliaco che purtroppo contraddistingue il rapporto tra l’uomo e gli animali, almeno secondo le mie informazioni. Grande spazio per le api e per il gatto, assoluto protagonista di un tavolo con proiezioni olografiche (questo mi piace assai!).

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO animaliAlla scoperta del design delle 5 giostre di FICO animali

L’uomo e il mare

Forse la giostra più scenografica, e, nelle intenzioni dei progettisti, la più ecologica, visto che pone l’accento sul tema del rispetto del mare. Un’installazione – faro rivestita di monitor e sormontata da una lanterna, illustra il rapporto tra l’uomo e il mare, mentre chi vuole farsi un selfie tra le sagome di pesci e onde è invitato espressamente a farlo. Tutte le sfumature del blu accostate ai bianchi, agli ori e ai legni grezzi caratterizzano uno spazio che promette un’immersione negli abissi.

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO mareAlla scoperta del design delle 5 giostre di FICO mareAlla scoperta del design delle 5 giostre di FICO mare

Dalla terra alla bottiglia

Il quinto e ultimo padiglione invita alla scoperta del vino, della birra e dell’olio italiani. Una macina gigante invita ad azionarla per scegliere la tecnica produttiva illustrata nel monitor. Sculture di legno a forma di bottiglia tra le quali perdersi e una sagoma dell’Italia sospesa illustra la distribuzione geografica delle colture.

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Il suo nome è FICO, acronimo che sta per Fabbrica Italiana Contadina. Vi invito a visitare il sito ufficiale, eatalyworld, per saperne di più su questa avventura che ha come anima e motore l’eccellenza agroalimentare italiana e l’azienda Eataly. Io oggi vorrei parlarvi di un’altra avventura, che coinvolge un aspetto che mi sta molto a cuore: il design.  All’interno del parco si trovano, infatti, cinque padiglioni, definiti “giostre”, che occupano ben 1500 mq e che promettono un’esperienza interattiva e immersiva molto intensa. Il progetto è stato firmato dallo studio milanese Limiteazero con Clonewerk, azienda leader nella realizzazione di contenuti multimediali. I padiglioni esplorano cinque temi, indicati dal patron di FICO Oscar Farinetti, attraverso i quali viene raccontata la straordinaria biodiversità del territorio italiano e l’evoluzione della relazione tra l’uomo e la natura. I “nuclei narrativi” sono: l’uomo e il fuoco, la terra, gli animali, il mare e la produzione di olio, vino e birra.

Ogni padiglione rappresenta una macchina scenica complessa, che coinvolge diversi livelli di linguaggio: emozionale, spettacolare, informativo, educativo, ludico. I due studi hanno curato ogni minimo dettaglio, dalla struttura architettonica agli arredi, dalla scenografia alla grafica, dai percorsi agli elementi multimediali e interattivi, ispirandosi alla poetica e alle cromie di un grande maestro come Bruno Munari, e alle linee essenziali e alle forme organiche di Charles e Ray EamesQuando ho visto le immagini che mi sono state gentilmente inviate, ho sgranato gli occhi di fronte alla bellezza di questo progetto, ai colori, agli spazi ampi e alla grafica accattivante.

L’uomo e il fuoco

Una palette che abbraccia tutti i colori caldi caratterizza i tre spazi circolari e avvolgenti del padiglione dedicato al fuoco, con pareti multimediali e uno scenografico fuoco-ologramma mette in scena la scoperta del fuoco.

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L’uomo e la terra

Il verde pervade la “giostra” che illustra l’evoluzione del rapporto tra l’uomo e la terra, dalla nascita dell’agricoltura ad oggi. Un campo di spighe a LED ondeggia nello spazio, un braccio robotico lavora la terra, e su un tavolo interattivo si possono scoprire la storia del caffè, del pomodoro, della melanzana.

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO terraAlla scoperta del design delle 5 giostre di FICO terra

L’uomo e gli animali

Luminoso, ludico, il padiglione dedicato agli animali si rivolge ai bambini ed evita il lato non sempre idilliaco che purtroppo contraddistingue il rapporto tra l’uomo e gli animali, almeno secondo le mie informazioni. Grande spazio per le api e per il gatto, assoluto protagonista di un tavolo con proiezioni olografiche (questo mi piace assai!).

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L’uomo e il mare

Forse la giostra più scenografica, e, nelle intenzioni dei progettisti, la più ecologica, visto che pone l’accento sul tema del rispetto del mare. Un’installazione – faro rivestita di monitor e sormontata da una lanterna, illustra il rapporto tra l’uomo e il mare, mentre chi vuole farsi un selfie tra le sagome di pesci e onde è invitato espressamente a farlo. Tutte le sfumature del blu accostate ai bianchi, agli ori e ai legni grezzi caratterizzano uno spazio che promette un’immersione negli abissi.

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Dalla terra alla bottiglia

Il quinto e ultimo padiglione invita alla scoperta del vino, della birra e dell’olio italiani. Una macina gigante invita ad azionarla per scegliere la tecnica produttiva illustrata nel monitor. Sculture di legno a forma di bottiglia tra le quali perdersi e una sagoma dell’Italia sospesa illustra la distribuzione geografica delle colture.

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO

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Il suo nome è FICO, acronimo che sta per Fabbrica Italiana Contadina. Vi invito a visitare il sito ufficiale, eatalyworld, per saperne di più su questa avventura che ha come anima e motore l’eccellenza agroalimentare italiana e l’azienda Eataly. Io oggi vorrei parlarvi di un’altra avventura, che coinvolge un aspetto che mi sta molto a cuore: il design.  All’interno del parco si trovano, infatti, cinque padiglioni, definiti “giostre”, che occupano ben 1500 mq e che promettono un’esperienza interattiva e immersiva molto intensa. Il progetto è stato firmato dallo studio milanese Limiteazero con Clonewerk, azienda leader nella realizzazione di contenuti multimediali. I padiglioni esplorano cinque temi, indicati dal patron di FICO Oscar Farinetti, attraverso i quali viene raccontata la straordinaria biodiversità del territorio italiano e l’evoluzione della relazione tra l’uomo e la natura. I “nuclei narrativi” sono: l’uomo e il fuoco, la terra, gli animali, il mare e la produzione di olio, vino e birra.

Ogni padiglione rappresenta una macchina scenica complessa, che coinvolge diversi livelli di linguaggio: emozionale, spettacolare, informativo, educativo, ludico. I due studi hanno curato ogni minimo dettaglio, dalla struttura architettonica agli arredi, dalla scenografia alla grafica, dai percorsi agli elementi multimediali e interattivi, ispirandosi alla poetica e alle cromie di un grande maestro come Bruno Munari, e alle linee essenziali e alle forme organiche di Charles e Ray EamesQuando ho visto le immagini che mi sono state gentilmente inviate, ho sgranato gli occhi di fronte alla bellezza di questo progetto, ai colori, agli spazi ampi e alla grafica accattivante.

L’uomo e il fuoco

Una palette che abbraccia tutti i colori caldi caratterizza i tre spazi circolari e avvolgenti del padiglione dedicato al fuoco, con pareti multimediali e uno scenografico fuoco-ologramma mette in scena la scoperta del fuoco.

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO fuoco

L’uomo e la terra

Il verde pervade la “giostra” che illustra l’evoluzione del rapporto tra l’uomo e la terra, dalla nascita dell’agricoltura ad oggi. Un campo di spighe a LED ondeggia nello spazio, un braccio robotico lavora la terra, e su un tavolo interattivo si possono scoprire la storia del caffè, del pomodoro, della melanzana.

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO terraAlla scoperta del design delle 5 giostre di FICO terra

L’uomo e gli animali

Luminoso, ludico, il padiglione dedicato agli animali si rivolge ai bambini ed evita il lato non sempre idilliaco che purtroppo contraddistingue il rapporto tra l’uomo e gli animali, almeno secondo le mie informazioni. Grande spazio per le api e per il gatto, assoluto protagonista di un tavolo con proiezioni olografiche (questo mi piace assai!).

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO animaliAlla scoperta del design delle 5 giostre di FICO animali

L’uomo e il mare

Forse la giostra più scenografica, e, nelle intenzioni dei progettisti, la più ecologica, visto che pone l’accento sul tema del rispetto del mare. Un’installazione – faro rivestita di monitor e sormontata da una lanterna, illustra il rapporto tra l’uomo e il mare, mentre chi vuole farsi un selfie tra le sagome di pesci e onde è invitato espressamente a farlo. Tutte le sfumature del blu accostate ai bianchi, agli ori e ai legni grezzi caratterizzano uno spazio che promette un’immersione negli abissi.

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO mareAlla scoperta del design delle 5 giostre di FICO mareAlla scoperta del design delle 5 giostre di FICO mare

Dalla terra alla bottiglia

Il quinto e ultimo padiglione invita alla scoperta del vino, della birra e dell’olio italiani. Una macina gigante invita ad azionarla per scegliere la tecnica produttiva illustrata nel monitor. Sculture di legno a forma di bottiglia tra le quali perdersi e una sagoma dell’Italia sospesa illustra la distribuzione geografica delle colture.

Alla scoperta del design delle 5 giostre di FICO

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CARTE DA PARATI MODERNE: Idee per rifare il make up alla casa in 6 mosse

Pubblicato da blog ospite in Home Lacò

selezione carte da parati moderneOggi parliamo di carte da parati.

Alzi la mano chi non ha in casa una parete o un angolo di cui non è pienamente soddisfatto. Tra le domande che mi fanno più spesso c’è quella su come rendere meno anonimo un angolo della casa, una camera, un ingresso o come dargli più stile. Oggi vi darò qualche consiglio su come rifare il make up a questi ambienti attraverso l’uso della carta da parati, perché so che non è una cosa facile ma voglio assicurarvi che non è impossibile ed è molto, molto divertente.

Esistono in commercio moltissime carte da parati floreali, geometriche, tinta unita, carte da parati moderne e anni 70, e poi ancora, lavabili, adesive, effetto pelle e persino antisismiche…

Con l’aiuto di qualche consiglio “vincente” a cui ispirarvi, potrete velocemente ottenere un effetto “WOW”.

Trova un focus, attorno al quale organizzare colori, tessuti o oggetti. Per rifare il make up alla parete dietro al divano bastano pochi dettagli, il giusto mix fra carta da parati e qualche oggetto. Il “focus” può essere anche uno stile, per esempio lo stile minimal o il black&white; qualsiasi sia il tuo focus, prendi appunti, raccogli immagini e informazioni su come realizzare un progetto perfetto attorno al tema che hai scelto.
Tempo fa ho letto che arredare è un pò come organizzare un viaggio, bisogna prendersi del tempo per organizzarlo. Non pensate di dovere scegliere tutto subito, prendete confidenza con lo spazio che volete modificare. Esistono molte applicazioni e programmi che possono essere d’aiuto, Pinterest è una vera e propria miniera d’oro per chi cerca ispirazione. Un ‘idea potrebbe essere quella di rivestire solo una parte della parete, quella superiore, come nel caso dell’immagine che ha una carta da parati colorata e spiritosa e sotto la sempre bella “piastrella bianca diamantata”.
In questa immagine mi sono voluta divertire, perchè combinando colori, pattern, texture e materiali succedono cose incredibili. In ogni caso la scelta iniziale della carta da parati, come della tapezzeria e degli oggetti, sicuramente sarà istintiva e vicina al gusto personale. Prendete ispirazione dalle belle immagini che ci sono sul web ma senza farvi troppo condizionare, adattando le proprie ispirazioni e trovando lo stile che parli di te. Questa carta da parati sembra un vestito ed è una delle mie preferite.
Osserva la parete o l’angolo che vuoi rivestire da altre angolazioni. Se trovi una parete che fa da sfondo come nell’immagine (per esempio in una sala o in fondo ad un corridoio o in bagno), puoi decidere di rivestire solo una delle due pareti impostando quella più “lontana” come una “scenografia”. La luce e la profondità di una stanza sono fattori importantissimi che bisogna considerare quando si arreda casa o si vuole usare una carta da parati.
Recuperate o acquistate dei campioni di grandi dimensioni: 50×60 sarebbe perfetto altrimenti potete unire più campioni in A4; I campioni grandi sono importanti perchè le fantasie di certe carte da parati vanno viste per intero, in questo modo si può osservare meglio il disegno e capire se resisterà al passaggio delle mode.
Le strisce verticali o orizzontali fanno sembrare le stanze più alte o più larghe a seconda di come vengono posizionate. Un ingresso piccolo e stretto con una carta a righe verticali e dai colori tenui, donerà maggiore leggerezza all’ambiente, mentre una carta dai colori scuri e con una fantasia decisa può distogliere l’attenzione dalle dimensioni di ambiente un pò angusto.

Vi lascio ad una carellata di immagini che ho selezionato. Vi consiglio di andare a curiosare sul blog di cartadaparatideglianni70, all’interno troverete moltissimi utili consigli sul mondo delle carte da parati, come applicarle, come sceglierle e alla sezione carta da parati moderna ci sono le mie preferite.

Carte da parati a pois, colorati, dorati, argentati
Il bianco e nero è sempre una garanzia perchè riducendo la gamma dei colori si può ottenere una palette monocromatica rigorosa e minimalista.

Carte da parati decò

Le carte da parati moderne sono la mia passione… In questo caso l’idea è quella di applicarle anche in bagno.

In sala si può osare con carte da parati dai colori vivaci. Vi consiglio di cercare di coordinarla con cuscini, tende o divani e creare equilibrio fra le cose che possedete o che acquisterete e la carta da parati; potete farvi consigliare se avere dei dubbi.

 

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Apparecchiare la tavola: le regole da conoscere e infrangere

Pubblicato da blog ospite in VDR Home Design

Cerchiamo di capire una volta per tutte quali sono le mille regole da imparare per apparecchiare una tavola super glamour. E per infrangerle tutte.

……….

Insomma perché anche apparecchiare la tavola ha i suoi perché e per come. Va bene, anche io fino a oggi avevo idee vaghe e confuse su cosa mettere dove e ho finalmente deciso di fare chiarezza.

Ammetto che le regole sono mille mila, però in fondo se fate mente locale all’ultimo ristorante (e dico ristorante, non fast food) in cui siete stati vi ricorderete la posizione di piatti, bicchieri e posate. Non sono messi a caso, perché tutto ha una sua logica. Cerchiamo di imparare insieme queste poche regole, per infrangerle con consapevolezza.

APPARECCHIARE LA TAVOLA: LE REGOLE DA CONOSCERE ED EVITARE

Non fraintendetemi, non voglio dire che il galateo dobbiamo buttarlo nella spazzatura. Dico solo che siccome ho deciso di dedicare il mese di novembre ai preparativi per un Natale unconventional, cioè fuori dagli schemi, tutte queste regole non servono. Ma per poter infrangere le regole in modo conscio, bisogna prima conoscerle. 

apparecchiare

H&M

apparecchiare

Image credits: Maison du Monde

Cosa dice quindi il galateo? Innanzitutto invitate tante persone quante ci stanno sul tavolo, considerando che ogni persona ha bisogno di circa di 50 cm. Anche le sedie dovrebbero essere tutte uguali: se proprio non le avete, copritele con dei copri sedia bianchi o tinta unita come la tovaglia.

Tovaglia e tovaglioli in tinte unite e neutre, quindi bando a fantasie e colori fluo. Se avete le tovaglie della nonna in lino o fiandra avete fatto centro. Piatti, posate e bicchieri tutti uguali: meglio evitare l’effetto raccattato all’ultimo minuto. Per tavole eleganti è possibile mettere anche i sottopiatti, dorati, argentati o rossi a Natale. I tovaglioli non dovrebbero mai stare sotto le posate, ma a fianco o sopra il piatto.

Le posate si mettono in base alle mani che le usano: forchette a sinistra e coltelli a destra, più vicini al piatto in base all’utilizzo. Coltello e forchetta per la frutta si mettono sopra al piatto, solo se si utilizzano.

I bicchieri si mettono in base alla punta del coltello, per acqua e vino.

IC: Maison du Monde

Image credits: Maison du Monde

Ph: Maison du Monde

Ok: ora che conosciamo le regole base, possiamo tranquillamente fare come vogliamo. Con consapevolezza. Quindi: ma perché la tovaglia? Le tovagliette singole sono tante belle e comode.. e non c’è bisogno di lavarle e smacchiarle.

Se poi fate una cena a buffet, non avrete bisogno di mettere mille posate, ma solo quelle necessarie. Potete metterne in più sulla tavola da far prendere agli ospiti quando ne hanno bisogno. Anche i bicchieri: di solito se la cena è informale nessuno si scandalizza se c’è un bicchiere solo.

Anche una tavola apparecchiata in modo semplice può fare la sua figura, senza bisogno di perdere ore a scegliere tovaglia e piatti coordinati. E che anche il vostro sia un Natale unconventional!

 

 

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La Snoopy Matt in edizione limitata

Pubblicato da blog ospite in +deco

Lo so che può sembrare un suggerimento per i miei regali di Natale (magari!) ma non posso non menzionare il fatto che Flos ha prodotto la versione opaca della luce Snoopy per celebrarne il suo cinquantesimo anniversario.

E’ un’edizione limitata di 1700 pezzi dell’iconica lampada da tavola disegnata dai fratelli Castiglioni nel 1967, identica a quella in catalogo a parte per la finitura opaca del paralume a ispirata al muso del cane più famoso della storia del fumetto.

Un oggetto del desiderio per collezionisti e amanti del design, nonchè un sicuro investimento.

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Natale, come decorare la casa

Pubblicato da blog ospite in GiCiArch

Natale si avvicinail periodo più atteso dell’anno è ormai alle porte ed è il momento per iniziare a ricercare oggetti e decorazioni per addobbare la casa. Le decorazioni natalizie sono i piccoli dettagli che trasformano le stanze in luoghi accoglienti, sono il vero cuore del Natale. Sulle pareti, in giardino o dentro casa, sulla porta, sulle finestre, riscaldano l’ambiente diffondendo la magia che caratterizza questa parte dell’anno.

In questo articolo troverete tante idee per decorare la casa, ho selezionato nei vari siti web gli addobbi più interessanti e particolari per decorare la casa e la tavola di Natale, troverete decori di vario tipo, alcuni decisamente molto originali e fuori dagli schemi!




Decorazioni per l’albero dal sito http://www.amara.com

Schermata 2017-11-21 a 18.13.26Decorazioni per l’albero dal sito http://www.maisondumonde.com

Schermata 2017-11-21 a 18.16.04

Decorazioni per l’albero dal sito http://www.fermliving.com

Schermata 2017-11-21 a 18.21.14

Ghirlanda luminosa dal sito http://www.maisondumonde.com


Decorazione albero con candele dal sito http://www.amara.com

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Presepe Alessi su http://www.lovethesign.com



Segnaposto http://www.maisondumonde.com

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Portacandela Hay dal sito http://www.lovethesign.com


Decorazione tavola dal sito http://www.depot-online.com

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Set da tavola sul sito http://www.maisondumonde.com

Fonti

http://www.maisondumonde.com

http://www.depot-online.com

http://www.lovethesign.com

http://www.amara.com

http://www.fermliving.com


 
 

In tour con Creativemamy – Creativa 2017

Pubblicato da blog ospite in Nell'Essenziale
In tour con Creativemamy

Dicono che i sogni si avverano se la prima a crederci sei tu, io però ancora credo che il mio sogno si sia avverato sul serio. Invece è accaduto! Sono stata scelta per partecipare al tour CREATIVA 2017 con Creativemamy!

Sognavo da anni di essere nel team di Maria Veneziano, e quest’anno il sogno è diventato realtà. Sono stata con lei a Namur in Belgio dal 28 settembre al 01 ottobre 2017. E’ stata un’esperienza unica, mi ha lasciato un segno indelebile che mi accompagnerà per il resto della mia vita. Sono talmente grata a Maria Veneziano per questa esperienza che non riuscirò mai a  trovare parole giuste per ringraziarla.

In tour con Creativemamy Maria Veneziano

le tappe del tour Creativemamy per Creativa:

Le tappe di questo tour sono 5:

Rouen – Francia – dal 21 al 24 settembre 2017

Namur – Belgio – dal 28 settembre al 01 ottobre 2017

Barcellona  – Spagna – dal 09 al 12 novembre 2017

Metz – Francia – dal 15 al 18 febbraio 2018

Bruxelles – Belgio –  dal 08 all’11 marzo 2018

Qualche giorno fa si è conclusa anche la tappa In Barcellona, ed è stata un successo come le precedenti.

In tour con Creativemamy – Creativa 2017/18 a Namur

Creativa Namur alla quale io ho partecipato è stato un sogno… Ho raggiunto Maria In Normandia e poi siamo partite insieme per il Belgio. Appena arrivate abbiamo subito allestito lo stand e guardate che meraviglia:

In tour con Creativemamy

Lo stand era rigoglioso di creazioni fantastiche, uniche ed originali. Sono state tutte apprezzate per la originalità oltre che bellezza. Gli chandelier posizionati all’ingresso hanno reso speciale tutta la fiera.

In tour con Creativemamy creativa namur

creativemamy

In tour con Creativemamy creativa Belgio

In tour con Creativemamy Creativa 1017

In tour con Creativemamy 2017

Il tour Creativemamy: Le Creative

Le creative selezionate da Maria per questo tour sono state 12:

  • Daniela Giselli
  • Enza Pregnolato
  • Francesca Pezzola
  • Laura Tosi
  • Maria Mancini
  • Marinella Stelluto
  • Mary Vezzaro
  • Rosa Curci (io)
  • Rossella Garbin
  • Rossella Russo
  • Tiziana Acciari
  • Xoana Franchino

Ognuna ha realizzato delle creazioni studiate nei minimi dettagli, una piu bella dell’altra. I visitatori erano tutti incantati da tanta bellezza. Le mie colleghe creative sono ragazze davvero fantastiche che non finirò mai di ringraziare per questa esperienza indimenticabile!

Naturalmente non ho raccontato tutto, nel prossimo articolo del blog vi mostrerò le realizzazioni di tutte!

A presto,

Rosa

 

 

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