Architettura






 
 
 

Abitazioni minime: 2 esempi storici ma assolutamente attuali

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Design, VDR Home Design

Parliamo sempre delle micro case o abitazioni minime, ma chi sono stati i primi architetti ad affrontare la questione? Primo appuntamento con la storia.

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Ancora di micro-case, è un argomento che non smette mai di stupire. Ma avete mai pensato a chi ha cominciato ad affrontare la questione delle abitazioni minime?

Ad oggi il tema del poco spazio in cui vivere sembra quanto mai attuale; in realtà poche delle idee che vediamo in giro di questi tempi sono farina del sacco degli architetti.

Quasi tutte le idee applicate nelle micro-case derivano dalle sperimentazioni dei grandi architetti del passato, che hanno saputo vedere il futuro e dare risposte quanto mai all’avanguardia.

In questo primo appuntamento con la storia dell’architettura, vi voglio far vedere due degli esempi più incredibili: Le Cabanon di Le Corbusier e La Stanza per un uomo di Franco Albini.

ABITAZIONI MINIME #1: LE CABANON DI LE CORBUSIER

Tra il 1951 e il 1952 prende vita questa piccolissima casa per le vacanze, progettata in soli 45 minuti. Si trova tra il confine italiano e francese, su una collina che si affaccia sul mare di Roquebrune-Cap-Martin.

Occupa 3,6 metri per 3,6 metri, per un’altezza di 2,26 metri. Incredibile no? Cosa riuscireste a farci stare in così poco spazio?

Le Corbusier ci ha fatto stare tutto (o quasi): il letto, il tavolo, il bagno, l’armadio.

In fondo se ci pensate bene, in una casa di vacanza non serve molto per stare bene: il letto per dormire, il bagno, un tetto sotto cui ripararsi e la vista del mare.

abitazioni minime

Cabanon de Le Corbusier, Roquebrune-Cap-Martin
Photo : Olivier Martin-Gambier 2006
© FLC/ADAGP

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Cabanon de Le Corbusier, Roquebrune-Cap-Martin
Photo : Olivier Martin-Gambier 2006
© FLC/ADAGP

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Cabanon de Le Corbusier, Roquebrune-Cap-Martin
Photo : Olivier Martin-Gambier 2006
© FLC/ADAGP


L’architettura è il gioco sapiente, corretto e magnifico dei volumi sotto la luce. (Le Corbusier)
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La cucina non c’è perché Le Corbusier si faceva da mangiare in un bar nelle vicinanze, però il grande tavolo per lavorare non poteva mancare.

Concepita come il più bel regalo di compleanno per la moglie Yvonne, incarna la realizzazione dei sogni di semplicità e solitudine dell’architetto.

Ogni centimetro della casa si basa sul modulor, sistema di proporzioni basato sulla geometria della sezione aurea e sullo studio degli spazi necessari all’uomo per muoversi e vivere degnamente.

Il tocco finale? Le opere d’arte realizzate da Le Corbusier stesso.

abitazioni minime

Cabanon de Le Corbusier, Roquebrune-Cap-Martin
Photo : Olivier Martin-Gambier 2006
© FLC/ADAGP

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Cabanon de Le Corbusier, Roquebrune-Cap-Martin
Photo : Olivier Martin-Gambier 2006
© FLC/ADAGP

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Cabanon de Le Corbusier, Roquebrune-Cap-Martin
Photo : Olivier Martin-Gambier 2006
© FLC/ADAGP

ABITAZIONI MINIME #2: LA STANZA PER UN UOMO DI FRANCO ALBINI

Questa seconda abitazione ha ancor di più dell’incredibile, se pensiamo all’anno in cui è stata concepita. Siamo nel 1936, in occasione della VI Triennale, tema decorazione.

Tra le varie mostre dell’epoca, c’era la Mostra dell’Arredamento che proponeva soluzioni ai problemi dell’arredamento moderno; la serializzazione degli elementi d’arredo e all’organizzazione dello spazio. La trasformabilità degli arredi e l’esclusione di materiali da costruzione di pregio.

Tra i vari progetti, ne spiccava uno per la sua audacia e avanguardia: la stanza per un uomo di Franco Albini.

Una nuovissima idea di abitazione si affaccia in occasione di questa mostra. Uno spazio abitativo minimo, pensato per un uomo single (!) e cultore del corpo.

abitazioni minime

© Fondazione Franco Albini

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© Fondazione Franco Albini

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© Fondazione Franco Albini

Già in pianta si vede la perfezione dell’organizzazione dello spazio: linoleum a quadrati bianchi, sembra quasi una battaglia navale.

In ogni quadro c’è il posto di un elemento ben preciso, che delimita lo spazio abitativo. Tantissimi elementi innovativi per l’epoca: la doccia trasparente, la grande libreria a tutta altezza in cristallo, il letto a soppalco…

Ma guardate anche gli attrezzi sportivi o l’armadio progettato al millimetro: c’è lo spazio per gli abiti lunghi, per i soprabiti, per le giacche, per le scarpe col tacco e senza… insomma, nulla è lasciato al caso.

E che mi dite della lastra di vetro con gli esercizi ginnici? Scommetto che tanti uomini di oggi potrebbero vivere senza problemi in una casa così!

abitazioni minime

© Fondazione Franco Albini

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© Fondazione Franco Albini

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© Fondazione Franco Albini

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© Fondazione Franco Albini

 

 

 

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Soggiorno in stile Feng Shui: geometria e armonia

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Easy Relooking, Interiors

Una filosofia orientale per il soggiorno di casa. Creare un’atmosfera di misticismo armonico è alla base del Feng Shui, ottimo per la salute mentale e fisica (e per riprenderci dalle feste natalizie appena passate!). Questo è quanto persegue quest’arte molto antica che si fonda sulle geometrie e offre grandi spunti per disporre in modo armonioso lo spazio abitativo.

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In genere si adotta questo metodo d’arredo per gli spazi della casa dove ci si rilassa, appunto il soggiorno in stile Feng Shui è sicuramente una soluzione d’arredo che può piacere a molti, sofisticamente ricercata e piacevole da abitare. Arredare la casa e disporre i mobili secondo quest’arte cinese taoista, è senz’altro un’idea che segue anche le tendenze multietniche sullo stile filosofico della natura.

Disporre i mobili secondo un ordine ben preciso, seguendo le energie degli elementi e della natura, offre anche positività quindi e intimità alla casa, rendendola più accogliente e vivibile.

La disposizione dei mobili per il soggiorno in stile Feng Shui

Per quanto riguarda il soggiorno, questa è la stanza generalmente più accogliente della casa, dove si ricevono amici, parenti e dove si sta insieme per trascorrere momenti felici in armonia.soggiorno-feng-shui

L’elemento più importante di ogni soggiorno che si rispetti è il divano e le poltrone, simbolo del riposo e delle ore di meritato ozio. Questi elementi devono essere sistemati nella giusta posizione secondo le regole previste dal Feng Shui.

Infatti, non devono essere frontali a porte e finestre, poiché rappresentano la via di accesso d’energia che entra in casa, che potrebbero essere un elemento di disturbo per il riposo di chi siede e si gode il divano. Che per dirla tutta anche se non scegliamo un nome taoista, l’elemento di disturbo si percepisce benissimo se divano e poltrone sono davanti a porte e finestre, ovviamente si evitano anche le correnti d’aria.

La tipologia degli elementi d’arredo

Seguire il Feng Shui non vuol dire arredare in modo particolare o esotico la casa, in questo caso il soggiorno deve essere accogliente ma non diverso da mille altri, ovvio che se seguiamo la disposizione taoista dei mobili, sicuramente avremo anche un certo gusto nella scelta.

In genere il minimalismo abbinato al comfort va benissimo insieme per l’arredo in stile Feng Shui, gli elementi importanti sono il divano appunto e/o le poltrone, un tavolinetto sullo stesso stile, e ovviamente un mobile porta Tv e altri apparecchi multimediali. Altri elementi d’arredo potrebbero essere delle lampade, qualche vaso con una pianta importante, anche come richiamo della natura e quadri o stampe d’arte moderna.

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Per le pareti del soggiorno si può scegliere il bianco candido o il beige, fino alle tinte pastello tra il verde tenue e l’azzurro appena accennato. Per l’illuminazione un bel lampadario centrale magari posto sopra il tavolino da solotto, in stile anche futurista per completare il quadro d’arredo.

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La stanza Feng Shui sarà pronta ad accogliere al meglio la famiglia e gli amici in un luogo che emana già alla vista serenità!

Questo stile è sicuramente una linea guida che io seguo nei miei progetti di interni ma che a volte rispecchia semplicemente il buonsenso e le regole base della progettazione degli ambienti e della luce, per creare un ambiente armonico e elegante!

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Un loft dallo stile newyorkese a Bruxelles

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Coffee Break, Interiors
I proprietari di questo appartamento, francesi di nascita, hanno vissuto per qualche tempo a New York, ed hanno assorbito lo stile tipico, dal mood industriale, dei loft di questa città.
Trasferirlo per ricreare l’atmosfera newyorkese in un loft a Bruxelles è stata praticamente una scelta scontata!

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NUVOLA: serramenti d’autore by ALBA DOORS

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Voglia Casa
Una finestra in legno massello o lamellare con giunzione dei profili anta e telaio con tirante in acciaio, bussole in ottone e spine in faggio incollate.
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Un modello, il cui nome implica la leggerezza del serramento, pur garantendo tutte le caratteristiche e peculiarità, tipiche della qualità dei prodotti ALBA DOORS.

Particolarità è la verniciatura all’acqua in 3 cicli con impregnante a flow-coating e fondo a spruzzo con spazzolatura e finitura all’acqua mentre il rivestimento esterno è in alluminio decorabile con laccature RAL o effetto legno.

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Questa struttura permette la separazione fra i due differenti materiali, creando un’intercapedine di pochi millimetri che consente l’eliminazione della condensa interna.
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Gres porcellanato che gioca a fingere, una tendenza inarrestabile

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Non Solo Arredo

Ne abbiamo già parlato in un nostro articolo di poche settimane fa, ma l’argomento continua ad interessarci ed in più ci si mettono anche le aziende produttrici di ceramiche per rivestimenti a sfornare idee a getto continuo!
Avevamo descritto il comportamento delle piastrelle che decidono di imitare altri materiali, con una serie di tecniche che vengono definite crossdressing: gli ultimi tempi hanno visto una inarrestabile crescita di tecniche di imitazione della pietra allo scopo di ottenere pavimenti e rivestimenti di volta in volta rugosi, scolpiti, in alcuni casi tridimensionali!

Quello che viene definito effetto pietra, o Stone Effect per gli anglofoni, è sempre il risultato di accurate lavorazioni che riscoprono e rivalutano un materiale che da sempre fa parte della storia del costruire e dell’abitare, ma oggi è anche la tecnologia a permettere dettagli una volta impensabili da riprodurre sulla ceramica.
Non si tratta mai di banali stampe ma di tecniche che riproducono anche al tatto una texture fatta di imperfezioni, rilievi, venature, il tutto sia nei toni più chiari e naturali sia nei grigi più intensi per finire all’antracite come quella di una roccia lavica.

L’interior design nel suo insieme ha ricevuto un’iniezione di linfa vitale da effetti scenografici inediti come questi, perché le piastrelle irregolari e mai una uguale all’altra assicurano giochi di pieni-vuoti e di luci-ombre potenzialmente infiniti, tali da renderle assolute protagoniste della casa.
Sono anche le infinite opportunità di abbinamenti a rendere il Crossdressing così unico ed eclettico: ce lo hanno spiegato nei dettagli presso lo showroom De Rosa, un rivenditore specializzato in pavimenti e rivestimenti e con una vastissima esposizione di gres porcellanato a Napoli. Ci hanno ad esempio illustrato le caratteristiche della splendida collezione ONE di Ceramiche Caesar, piastrelle che riescono a coniugare i toni caldi del cotto con la contemporaneità del cemento con un risultato finale elegante e naturale. Le 6 diverse tonalità che compongono la collezione con effetto cotto-cemento sanno fondere una sensazione vintage con la più attuale modernità architettonica, rivelandosi adatte non solo agli spazi residenziali ed abitativi ma anche per quelli commerciali.

Per tornare però alla pietra di cui parlavamo in apertura, si pensi poi al duplice possibile abbinamento: quello tradizionale in associazione con il legno costituisce un match del tutto originale in grado di rendere intimo, caldo ed accogliente qualsiasi ambiente; quello più moderno che si affianca alle resine o addirittura al cemento è invece l’ideale per gli amanti di uno stile metropolitano, dal gusto industrial.

Irregolarità, senso di profondità, dinamismo tramutano i rivestimenti in componenti di arredo di natura quasi scultorea!

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Un appartamento dai colori pastello a Parigi

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Coffee Break, Interiors
Questo appartamento parigino, dallo stile haussmannienne, è stato arredato in stile scandinavo, con colori pastello e cemento a vista.

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Un moderno chalet dalla forte ispirazione scandinava

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Dettagli Home Decor, Interiors
dettagli home decor

Lo studio Cargo Architecture firma il progetto di Villa Boréal un fantastico chalet caratterizzato da un design nordico e dallo stile minimal.

Perfettamente integrato nell’ambiente circostante, questo moderno chalet è situato in posizione strategica immerso in una foresta nella regione del Charlevoix, in Quebec.
Esternamente sia il tetto che parte dell’edificio è stato rivestito in metallo nero che crea un impressionante contrasto con il legno di cedro bianco che completa il rivestimento.

Villa Borèal è uno chalet spazioso e molto accogliente che coniuga sapientemente la freddezza del cemento e dell’acciaio con il calore del legno unito alla luminosità delle pareti bianche. Le finestre e le grandi aperture scorrevoli consentono il dialogo e la vista verso il bosco circostante. 

Disposto su due livelli il piano terra è stato concepito come un ampio open space dedicato alla zona giorno, mentre al piano superiore si trovano le camere da letto, tre bagni, un sala giochi e una zona lounge.

dettagli home decor
dettagli home decor
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dettagli home decor
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Villa Boréal è uno chalet contemporaneo in perfetta armonia con la natura e se vi piace potete affittarlo attraverso Airbnb, oppure villaboreale.com e altri siti web.

Fotografie di  Dave Tremblay


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Automazioni per cancelli: fughiamo qualche dubbio su costi, funzionamento ed estetica!

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Dettagli Home Decor
dettagli home decor
Che i cancelli automatici presentino degli enormi vantaggi è risaputo, e chiunque abbia già installato delle automazioni per cancelli o portoni in casa propria potrebbe testimoniare a favore di questa tesi! I cancelli automatici possono vere anche qualche inconveniente ma, scegliendo con cura il tipo di automatismo, tali inconvenienti possono essere ridotti al minimo, se non annullati completamente.
Ma quali sono gli inconvenienti di cui stiamo parlando? Il primo svantaggio dei cancelli automatici rispetto a quelli manuali riguarda probabilmente i costi: installare un cancello automatico, o dotare un cancello manuale di un apposito automatismo, ha sicuramente un costo, ma si tratta di un investimento iniziale che poi porta degli indubbi benefici (e te ne accorgi la prima volta che piove e puoi aprire il tuo cancello senza dover scendere dalla macchina inzuppandoti fino al midollo!). Per questo tipo di lavori, inoltre, solitamente si può usufruire di detrazioni fiscali che possono facilitarci dal punto di vista economico.
 
dettagli home decor
 
Qualcuno potrebbe inoltre pensare che i cancelli automatici comportino dei problemi in caso di blackout, ma anche questo timore può essere facilmente fugato: i moderni automatismi per cancelli, infatti, sono dotati di un sistema di sblocco che permette, nel caso in cui manchi la corrente elettrica, l’apertura e la chiusura manuali; in altri casi, inoltre, esiste una batteria di scorta che permette il normale funzionamento dell’automatismo anche in assenza di elettricità.
 
Esiste, infine, un ultimo inconveniente generato dagli automatismi per cancelli, che riguarda il fattore estetico. Quello che potrebbe sembrare un problema secondario, non è in realtà da sottovalutare. Proviamo a pensarci: il cancello di ingresso della nostra casa è una sorta di biglietto da visita per la nostra abitazione, è la prima cosa che i nostri visitatori vedono ed è tramite il cancello che li accogliamo. Un cancello di ingresso, quindi, spesso viene scelto in baseal proprio gusto estetico, e deve riflettere lo stile della casa e di chi ci abita. Se si mette tutta questa cura nella scelta del cancello, non si vuole certo che sia un automatismo a rovinane l’aspetto. Certi automatismi per cancelli rischiano di essere antiestetici e di stonare completamente all’interno del contesto in cui vengono inseriti. Ma non serve disperare! Se è vero che alcuni motori e automazioni presentano un design per così dire opinabile, è pur vero che alcune aziende hanno capito che anche l’occhio vuole la sua parte, e hanno quindi cominciato a studiare accuratamente il design degli automatismi che producono, in modo da trovare il giusto compromesso fra perfetta funzionalità e gusto estetico. Il risultato è un tipo di automatismo in grado di sposarsi con il contesto un cui viene inserito senza alternarne l’aspetto e lo stile.
 
dettagli home decor
 
In conclusione, quelli che possono sembrare gli svantaggi dei cancelli automatici possono essere ovviati scegliendo con cura il tipo di automatismo eampiamente compensati dai vantaggi che un sistema automatico riesce a comportare.
A cura di
Francesca Tessarollo
www.prima-posizione.it
 
 
 

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Fenomenali poteri cosmici, in minuscoli (micro) spazi vitali…

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Interiors, VDR Home Design

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Così come esistono case e ville mastodontiche, da girare in pullman, esistono anche le case micro, ma così micro che sembrano un scherzo.

È il caso dell’appartamento di soli 20 m² in Polonia, precisamente a Bialystok, ristrutturato da Piotr Matuszek e Gosia Czarny dello studio Matuszek.

Una giovane coppia si ritrova con un vecchio appartamento della nonna, che ha un difetto: è davvero piccolo. La voglia di cominciare una vita insieme è forte e si sa, quando si è giovani si è anche un po’ incoscienti.

Anche il problema più grande si può affrontare cambiando punto di vista: nessun ostacolo è insormontabile.

UN MICRO OPEN SPACE PER UNA GRANDE COPPIA

Ecco che gli architetti stravolgono la pianta, buttando giù tutti i muri interni, non portanti.

Viene creato un open space, diviso in due parti: una “scatola” in cui trovano posto cucina, bagno e ingresso. Nel restante spazio aperto troviamo soggiorno e zona notte.

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© 2016 Matuszek Architettura.

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© 2016 Matuszek Architettura.

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© 2016 Matuszek Architettura.

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© 2016 Matuszek Architettura.

In uno spazio che in Italia non basterebbe neanche per una persona, qui ci vivono in due. Grazie a mobili essenziali e trasformabili, tutto trova posto.

Un mobile a giorno che diventa letto matrimoniale, bianco come colore dominante e legno chiaro. Non manca il tocco di personalità, anche un po’ fashion: pattern di tutti i tipi, che connotano la natura giovane dello spazio.

Non tutti i mobili sono nuovi però: c’è anche un tocco vintage, ricordo della nonna.

La bellissima cassettiera: si accorda perfettamente al resto, contribuendo a dare alla casa il giusto ricordo emotivo.

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© 2016 Matuszek Architettura.

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© 2016 Matuszek Architettura.

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© 2016 Matuszek Architettura.

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© 2016 Matuszek Architettura.

Anche il bagno è di tutto rispetto: è piccolo, ma usando le stesse piastrelle a pavimento e parete si crea l’illusione dello spazio più grande.

Proprio il caso di dirlo: due cuori e una capanna!

http://www.piotrmatuszek.pl/

 

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Eleganza postmoderna a Istanbul

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Ciao bella gente, oggi ho deciso di mostrarvi uno stile differente rispetto a quello che generalmente posto e che è più nelle mie corde, molto più classico e post-moderno.

Mi è sempre piaciuta la combinazione fra tappezzeria grigia e arredi in legno, ravvivati da dettagli neri e questa sala disegnata Escape from Sofa Studio (uno strano nome per uno studio, me ne rendo conto) è un ottimo classico ma anche originale esempio di questo mood.

La varietà di materiali compensa la mancanza di colore. Piani in marmo, tessuti grigio, elementi in legno, strutture dorate, i motivi bianchi e neri della carta da parati, i motivi binachi e grigi delle stoffe, il lucido nero di alcuni dettagli e delle luci, un tocco di ciniglia: decisamente un buon misto di duro (materiali) e morbidi (tessuti) uniti da un gamma colori semplice ma sempre di moda.

Mi piace anche il muro dell’area pranzo: non ha bisogno di quadri, ha una sua personalità a prescindere. E’ un ottimo modo per creare un punto focale che trascende le mode.

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Photos by İbrahim Özbunar.

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