Architettura






 
 
 

Un capannone rurale trasformato in loft ad Ibiza

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Coffee Break, Interiors, Interni
L’architetto Jurjen van Hulzen ha trasformare un capannone abbandonato di 100 anni in un loft contemporaneo. Un tempo il capannone, situato in un remoto campo di montagna nella parte settentrionale di Ibiza, ospitava un laboratorio e un magazzino; oggi è stato trasformato in una foresteria. Dell’edificio originale, in pessime condizioni, sono state mantenute le pareti e parte del tetto, creando un guscio vuoto che ha consentito agli architetti di inventare i suoi elementi spaziali da zero. A complicazione però, l’edificio non aveva elettricità, acqua o sistemi fognari; così è statocreato un pozzo privato e sono stati installati pannelli solari per l’acqua calda, il riscaldamento a pavimento e l’elettricità, donando alla casa anche l’autosostenibilità.

A rural shed converted into a loft in Ibiza

Architect Jurjen van Hulzen has transformed a 100-year-old abandoned shed into a contemporary loft. Once the shed, located in a remote mountain field in the northern part of Ibiza, housed a laboratory and a warehouse; today it has been transformed into a guesthouse. Of the original building, in poor condition, the walls and part of the roof were maintained, creating an empty shell that allowed the architects to invent its spatial elements from scratch. As a complication, however, the building had no electricity, water or sewage systems; so a private well was created and solar panels for hot water, underfloor heating and electricity were installed, giving the home self-sustainability.

Via

_________________________
CAFElab | studio di architettura

Tags:

 
 

Spazio alla convivialità

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Dettagli Home Decor, Interiors, Interni

Nella ristrutturazione di questo appartamento a Madrid, lo studio Ábaton ha demolito alcune pareti divisorie per creare una zona giorno aperta e funzionale, in linea con le abitudini di una famiglia con due figli.

Situato nel quartiere di Salamanca, a Madrid, l’appartamento era caratterizzato da un eccesso di partizioni. Il progetto di ristrutturazione realizzato dallo studio Abaton , ha previsto la demolizione di molte pareti per sfruttare al massimo le potenzialità della casa, e il recupero di alcuni materiali originali come il bellissimo pavimento in legno di quercia.

La nuova distribuzione regala più spazio alla convivialità e definisce un accesso semi-nascosto alle zone più riservate e intime della casa.

La cucina si unisce in uno spazio aperto e continuo al soggiorno e all’ingresso, consentendo il passaggio fluido della luce naturale. Nel soggiorno dove a dominare sono i toni neutri, spiccano i colori brillanti di alcuni complementi d’arredo e degli oggetti d’arte presenti nella stanza.

Le camere sono considerate come piccoli rifugi tranquilli, rilassanti e indipendenti, isolati dal trambusto. Nella camera da letto principale, il camerino è proiettato come una scatola di acciaio e legno all’interno di un contenitore bianco che funge da testata del letto. Nella seconda camere da letto, invece, la testata cela un bagno privato con doccia.

 

L’articolo Spazio alla convivialità proviene da Dettagli Home Decor.

Tags:

 
 

BOLLYWOOD APARTMENT Il Cantiere

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Una casa non è un iglù
Ehi, chi si rivede ?! Lo so, lo so…non ditemi niente…è tanto, anzi troppo che non scrivo un post qui all’Iglù…la verità è che davvero difficile conciliare il lavoro e il blog e lo è ancora di più da quando sono cominciati i lavori al Bollywood Apartment; per chi si fosse perso la puntata precedente, andate a vedere qui .
Avrei voluto fare una cronostoria quotidiana del cantiere dall’inizio fino alla fine…ma non sono riuscita a mantenere la costanza per questo impegno giornaliero; oggi però mi sono detta che non è mai troppo tardi per iniziare ! Ed eccomi qui a riassumervi quello che è successo in questi 2 mesi …
Siamo partiti con le demolizioni, è stato demolito praticamente tutto!
il soggiorno
il bagno ( e la parete attrezzata per la lavanderia)

la camera da letto padronale
Questa è la pianta definitiva di come sarà l’appartamento: sono indicati i punti luce di ogni ambiente e i relativi interruttori. Rispetto al progetto iniziale ho cambiato la disposizione del letto nella camera padronale, poiché in fase di esecuzione ci siamo accorti che il letto sarebbe risultato troppo a ridosso della porta; viste le dimensioni ridotte della stanza, ho studiato un’armadiatura a ponte per ottimizzare gli spazi contenitori.
I mobili della cucina, l’armadio della nostra camera, una libreria a nicchia e alcuni sportelli saranno realizzati su misura da un falegname; ho optato per pannelli lisci, con la gola (senza quindi maniglie a vista) e molto minimalisti con finitura laccata color tortora; ci sarà un filo conduttore comune in  ogni ambiente della casa.

Il pavimento nel living e nelle camere è un parquet di rovere spazzolato formato 18 x 190 cm , con una finitura molto calda e naturale. In bagno ho scelto un unico rivestimento a terra e alle pareti, effetto pietra grigio chiarissimo.Il mobile lavabo sarà di legno, a riprendere il pavimento del soggiorno.

Per oggi mi fermo qui…ci sono tantissime cose da fare ancora, ma la casa sta cominciando a prendere vita! Oggi monteranno la scala…speriamo vada tutto liscio, incrociamo le dita….

Tags:

 
 

Storia di un vecchio garage

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Coffee Break, Interiors, Interni

La designer londinese Ilse Crawford ha curato la ristrutturazione di questo ex garage a Milano, per la proprietaria Costanza Cecchini. Il garage è stato trasformato in una sorta di “serra” contemporanea, grazie alle tipiche piastrelle verdi marocchine zellige che gli hanno fatto guadagnare il nome di “Greenhouse Loft“. 

History of a former garage

The London designer Ilse Crawford oversaw the renovation of this former garage in Milan, for the Costanza Cecchini property. The garage has been transformed into a sort of contemporary “greenhouse”, thanks to the typical Moroccan zellige green tiles that have earned it the name “Greenhouse Loft”


Via

_________________________
CAFElab | studio di architettura

Tags:

 
 

Isolare casa: il primo baluardo contro le bollette energetiche prosciuga-stipendi

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Ristrutturazione Pratica

Nelle ristrutturazioni, soprattutto di appartamenti all’interno di condomini, non viene quasi mai presa in considerazione l’idea di isolare casa.

Quello che stai per leggere è la prima parte di un approfondimento in due articoli sull’isolamento delle case, su quanto sia importante e su come, anche se abiti in condominio, ci sono sistemi per intervenire sull’isolamento senza ricorrere al cappotto termico.

Solitamente in una ristrutturazione la parte del budget dedicato al miglioramento energetico dell’immobile (sempre che sia stato stanziata una somma a tale scopo…) viene investito nel rifacimento dell’impianto di riscaldamento, nell’installazione di condizionatori e, al massimo, nella sostituzione degli infissi.

Tutti interventi giusti e importanti ma che non riescono ad essere sfruttati al massimo in quanto trascurano completamente un aspetto essenziale per garantire il benessere in casa (e il risparmio in bolletta): l’isolamento degli elementi opachi, cioè di pareti e solai.

Oggi ti parlerò di come isolare casa può aiutarti in modo significativo ad abbattere le bollette e raggiungere un super benessere in casa.

ristrutturazionepratica.it banner

Ti sei mai fermato a guardare la vetrina di un’agenzia immobiliare? Da qualche anno di fianco ad ogni annuncio trovi la scritta “classe energetica ….” seguita da un numero, che esprime il consumo stimato espresso in Kwh/mq anno, e una lettera, compresa tra A e G. Tale cartello ti permette di capire facilmente se ti trovi di fronte ad un buon immobile o a una macchina mangia-soldi.

Tieni presente che tutti gli immobili realizzati fino agli anni ’80 solitamente sono in classe energetica G, la peggiore tra tutte, il chè significa che consumano tantissimo senza garantirti un reale benessere interno.

Per determinare di quanta energia ha bisogno il tuo immobile vengono considerati essenzialmente due aspetti:

  1. L’efficienza degli impianti installati (riscaldamento/raffrescamento)
  2. La qualità dell’involucro che racchiude tali ambienti

L’involucro di un immobile è composto da questi elementi:

  • gli infissi (finestre, balconi, tapparelle, porte di ingresso),
  • i muri che separano la casa dall’ambiente esterno ma anche dai vicini e dagli spazi comuni (i pianerottoli),
  • i solai che separano la casa sia dai vicini (sopra e sotto), da eventuali spazi non climatizzati (una cantina ad esempio), dall’ambiente esterno (ultimo piano) o dal terreno.

Affichè gli impianti super tecnologici che installerai in casa siano realmente efficienti, un requisito indispensabile è che anche l’involucro sia efficiente. Anzi, è prioritario.

COSA DICE LA LEGGE IN MERITO ALL’ISOLAMENTO DELLA CASA

Quando affronto aspetti tecnici cerco sempre di supportare le mie affermazioni con elementi tangibili. E in questo caso partiamo dai parametri di isolamento stabiliti dalla legge e che devi rispettare in una ristrutturazione se decidi di intervenire sull’isolamento.

La legge di riferimento in Italia è il d.lgs. 192/2005 relativa al “rendimento energetico degli edifici” che detta i principi generali. A questa sono stati afiancati tre decreti attuativi che invece dettano le procedure, e sono stati pubblicati nel giugno del 2015 (almeno le versioni in vigore al momento in cui scrivo questo articolo).

Per quanto riguarda l’isolamento la legge ti dice quanto dovranno isolare le pareti di casa, se decidi di intervenire, e in quali casi sei obbligato a rispettare questi valori, anche se non vorresti.

Provo a spiegare questa seconda affermazione: capita spesso, soprattutto nei condomini, che si rendano necessari degli interventi sulle facciate esterne perchè l’intonaco, dopo tanti anni, si sta staccando. Solitamente l’intervento previsto è il solo rifacimento dell’intonaco. Ma la legge ti dice che, se l’intonaco su cui stai intervenendo supera una determinata percentuale rispetto alla superficie complessiva della parete, non è sufficiente rifare l’intonaco ma devi anche adeguare l’intero immobile ai valori di isolamento previsti per legge. Ecco perchè ti ho parlato di obbligo.

Cerchiamo di capirne di più.

Interventi che richiedono il rispetto dei requisiti di isolamento

La legge individua tre tipologie di ristrutturazione a cui associa degli obblighi di rispetto di determinati parametri.

  1. Ristrutturazione importante di tipo 1: in caso di rifacimento dell’impianto di riscaldamento (o raffrescamento) e intervento su oltre il 50% dell’involucro di casa;
  2. Ristrutturazione importante di tipo 2: in caso di intervento su oltre il 25% dell’involucro di casa e di rifacimento dell’impianto di riscaldamento (o raffrescamento) (NB: questa seconda condizione non è obbligatoria per rientrare in questo caso);
  3. Riqualificazione energetica: in caso di intervento su meno del 25% dell’involucro di casa e/o di rifacimento dell’impianto di riscaldamento (o raffrescamento) (NB: vale anche se non si verificano entrambe le condizioni).

Facciamo tre esempi per chiarire:

1.Se cambi totalmente o parzialmente l’impianto di riscaldamento/raffrescamento e contemporaneamente decidi di isolare una porzione importante dell’involucro di casa tua (ad esempio isolando le pareti esterne e cambiando gli infissi) ricadi nel primo caso.

2.Se decidi di isolare una parte dell’involucro (ad esempio solo i prospetti a nord) che supera il 25% dell’involucro complessivo (compensivo dei solai eh!) ricadi nel secondo caso. Anche se non tocchi gli impianti.

3.Se cambi totalmente o parzialmente l’impianto di riscaldamento/raffrescamento ricadi nel terzo caso. Se isoli solo una parte dell’involucro, per meno del 25%, ricadi nel terzo caso.

In tutti gli altri casi non hai obblighi. Quindi se decidi di non toccare impianti o involucro non devi fare niente (ma in una ristrutturazione seria è una cosa plausibile?).

A queste tre tipologie di ristrutturazione individuate dalla legge sono legati dei precisi obblighi.

La legge da molto risalto agli aspetti impiantistici, diversificando in modo sostanziale i requisiti prestazionali da raggiungere nelle le tre casistiche individuate, però anche per l’involucro fornisce delle indicazioni importanti. Vediamole rapidamente concentrandoci solo sugli aspetti legati all’involucro “opaco” (muri e solai).

Se invece vuoi sapere qualcosa di più in merito agli infissi puoi leggere questo primo articolo sulla sostituzione degli infissi (fa parte di una guida in cinque parti che ho pubblicato poco tempo fa).

I requisiti che l’involucro deve rispettare (se isoli casa)

Tutte tre le tipologie di ristrutturazione individuate dalla legge richiedono che gli interventi che deciderai di fare sull’involucro rispettino due requisiti principali:

  1. Dentro la muratura o sul solaio non si deve formare condensa: spesso la causa di macchie di umidità o di rovina di pitture e intonaci (e quindi di clima poco salubre negli ambienti) è proprio la presenza di acqua nelle pareti che non sono state correttamente progettate (pensa che fino oltre gli anni ’80 questo aspetto non veniva minimamente preso in condierazione);
  2. Le murature e i solai devono rispettare dei valori di isolamento ben precisi che sono tabellati.

Tali valori di isolamento sono individuati con un dato fisico: la trasmittanza.

La trasmittanza, dicendola alla buona, è quanto calore passa da una parte all’altra di un elemento edilizio. Meno calore un muro o un solaio fanno passare, migliore è l’isolamento che garantiscono; quindi valori più bassi significano maggiori prestazioni.

I valori di trasmittanza sono tabellati, vediamoli rapidamente.

Isolamento, trasmittanza, zone climatiche

L’Italia è una nazione con un clima molto vario: tra la Valle d’Aosta e Lampedusa c’è un abisso. Quindi la legge ha individuato delle zone climatiche, con condizioni più o meno omogenee, a cui applicare gli stessi requisiti. Sarebbe assurdo isolare una casa di Palermo come una casa di Aosta.

Per mostratele ti faccio vedere un’immagine che ho già utilizzato in uno degli articoli della serie dedicata alla sostituzione degli infissi che ho pubblicato qualche tempo fa:

Isolamento delle pareti: zone climatiche

Come vedi il territorio italiano è per la maggior parte in zona D e in zona E. Le zone più calde hanno le lettere A e B e le più fredde la lettera F.

Sulla base di questa suddivisione sono stati dettati dei limiti di trasmittanza per le varie zone: cioè devi valori sopra i quali gli elementi dell’involucro, se decidi di isolare, non devono salire. Naturalmente dove fa più freddo è richiesto un isolamento maggiore e di conseguenza i valori limite di trasmittanza sono più bassi.

Oltre a dividere l’Italia in zone climatiche la legge fornisce dei valori di trasmittanza limite differenti a seconda della funzione del singolo elemento, dividendo tra:

  • Trasmittanza di pareti verticali verso l’esterno e verso ambienti non riscaldati
  • Trasmittanza di solai superiori verso l’esterno o verso ambienti interni non riscaldati
  • Trasmittanza di solai inferiori (pavimenti) verso l’esterno e verso ambienti non riscaldati
  • Tramisttanza di muri e solai verso ambienti riscaldati

Ecco i valori:

Trasmittanza di pareti verticali verso l’esterno e verso ambienti interni non riscaldati (vani scala, box auto, depositi, etc.)
Isolamento delle pareti per muri verso l'esterno
Solai superiori (succielo) verso l’esterno e verso ambienti interni non riscaldati (vani scala, box auto, depositi, etc.)
isolamento solai verso l'esterno
Solai inferiori (pavimenti) verso l’esterno e verso ambienti interni non riscaldati (vani scala, box auto, depositi, etc.)
Isolamento pavimento
Muri e solai verso verso ambienti interni riscaldati (altri appartamenti)
isolamento verso locali riscaldati

Come vedi, e come è normale che sia, le prime tre tabelle riportano valori più bassi rispetto all’ultima, perchè si tratta di condizioni più sfavorevoli (ambienti non riscaldati): l’ultimo caso solitamente è soddisfatto senza alcun isolamento.

La seconda osservazione da fare è la notevole differenza di trasmittanza da rispettare tra le varie zone climatiche: più la zona è fredda minore è la trasmittanza limite, che nella sostanza significa uno spessore dell’isolante maggiore.

Ma tutto quello che abbiao detto finora credo che, agli occhi di un non addetto ai lavori, possono essere solo numeri senza grande valore…a cosa corrisponde una trasmittanza di 0,26 w/mqk? Quanto isolamento serve?

Facciamo qualche esempio per capire meglio.

ristrutturazionepratica.it banner

ESEMPI DI ISOLAMENTO E PRESTAZIONI RAGGIUNGIBILI

Prima di mostrarti gli esempi voglio farti una premessa: i sistemi di isolamento possibili sono infiniti così come le loro applicazioni. E questo vale a maggior ragione nel caso di ristrutturazioni, dove è necessario ingegnarsi per rispondere a situazioni di volta in volta differenti e spesso non prevedibili.

Quindi prendi tutto ciò che stai per leggere come un tentativo di aiutarti a comprendere quanto isolamento ti serve per riuscire a rispettare le prescrizioni di legge (e di conseguenza anche a stare bene in casa).

Isolamento delle pareti verticali

Come hai potuto vedere nelle tabelle che ti ho inserito poco sopra, l’isolamento di una parete deve essere uguale sia verso l’ambiente esterno che verso altri ambienti non riscaldati.

Per ambienti non riscaldati si intendono quelli dove solitamente non è previsto l’impianto di riscaldamento: vani scale, locali tecnici, etc. Se l’appartamento affianco al tuo non è abitato o al tuo vicino piace vivere al freddo e al gelo e non accende mai il riscaldamento, non hai l’obbligo di rispettare i valori prescritti (a meno che non sia tu a volerlo naturalmente…)

Prenderemo come ipotesi di partenza una tipologia di parete non isolata molto diffusa fino agli anni settanta, realizzata con la tecnica detta a “cassa vuolta”: cioè composta da una fila di laterizi esterni di spessore solitamente variabile tra 12 e 25 cm, una camera d’aria, anche questa di valore variabile, e una fila di laterizi interni dello spessore di 8cm.

Partedo da questa parete vedremo quanto isolante serve per raggiungere le prestazioni di isolamento minime richieste dalla legge.

La parete esterna a cassa vuota

 

isolare casa: il muro non isolato

 

muro esterno non isolato

A sinistra trovi uno schizzo del muro di cui stiamo parlando, mentre a destra vedi quali sono le prestazioni di questa parete, calcolate con un software professionale. Non fare caso a tutti i numeri ma solo a quello che ho cerchiato in rosso:

Trasmittanza = 0,826 W/mqK

Decisamente sopra i valori minimi previsti per legge per una parete perimetrale verso l’esterno, anche per le zone climatiche più calde che richiedono prestazioni minori.

Vediamo ora quanto isolante ci vuole per far rientrare questa parete nelle previsioni di legge.

La parete esterna isolata per le zone D ed E e quella per la zona C

Ho provato a simulare due casi: uno per le zone D ed E ed un altro per la zona C (che è quella dove opero io…).

isolare casa: il muro isolato

L’isolante che ho ipotizzato è uno dei più utilizzati (anche se probabilmente, per vari aspetti, non il migliore): il polistirene espanso. Per farti capire possiamo assimilarlo al polistirolo.

isolamento zona C
Parete isolata nella zona C
isolamento zona D e E
Parete isolata nelle zone D ed E

Come vedi ho posizionato l’isolante all’esterno, come se fosse un cappotto termico: questa è sicuramente la miglior soluzione tecnica perchè consente di risolvere facilmente i ponti termici.

Però se abiti in condominio non è sempre perseguibile, soprattutto se gli altri condomini non hanno la minima intenzione di spendere soldi per l’isolamento. In ogni caso non credere che tu non possa lo stesso isolare lo stesso la tua casa in modo efficace. Nella seconda parte di questa guida ti mostrerò un caso pratico in cui ho affrontato proprio un problema come questo.

Tornando a noi, come puoi leggere, per rientrare nei limiti di legge, gli spessori non sono certo limitati:

  • Se la casa fosse in zona D ed in zona E, per raggiungere i valori minimi di legge avresti bisogno di almeno 10cm di isolamento
  • Se la casa fosse in zona C, per raggiungere i valori minimi di legge avresti bisogno di almeno 7cm di isolamento

Isolamento dei solai

Per quanto riguarda i solai abbiamo già detto che la legge prevede tre casi distinti:

  • Solai che dividono appartamenti riscaldati (uguale ai muri che dividono appartamenti riscaldati) -> solitamente sono tutti i solai dal primo al penultimo piano dell’edificio;
  • Solai di copertura che dividono dall’esterno o da ambienti non riscaldati -> i solai dell’ultimo piano ma anche quelli che dividono da un sottotetto o da un terrazzo superiore;
  • Solai di calpestio che dividono dall’esterno, da locali non riscaldati, dal terreno -> i solai al piano terra, i solai su loggiati.

In questo articolo approfondiamo solo il caso del solaio di copertura. Comunque le riflessioni che faremo sullo spessore dell’isolamento valgono anche per i pavimenti verso locali non climatizzati

Solaio-base di copertura

solaio copertura non isolato

copertura non isolata

I solai di copertura, così come quelli intermedi, dal secondo dopoguerra in poi sono stati realizzati quasi sempre con la tecnologia del latero-cemento (ancora la più diffusa): cioè dei travetti in cemento intervallati da mattoni forati di alleggerimento il tutto ricoperto da una soletta in calcestruzzo di pochi centimetri.

Nel caso di coperture piane sopra questo solaio spesso veniva messo solo un massetto, detto di pendenza, per far defluire le acque e una guaina a protezione. Che è il caso che vedi qui sopra.

Nel caso di tetti a falde il massetto non c’era ma spesso si usavano le tegole sopra la guaina.

Comunque solitamente non era previsto nessun isolamento e, come puoi vedere, siamo ben lontani dai valori richiesti per legge, infatti la trasmittanzza risulta essere:

tramittanza = 0,862 w/mqK

Vediamo un’ipotesi di isolamento.

La copertura isolata per le zone D ed E e quella per la zona C

Anche in questo caso ho provato a simulare due casi: uno per le zone D ed E ed un altro per la zona C (che è quella dove opero io…).

solaio isolato

Come vedi in questo caso abbiamo previsto semplicemente di inserire uno strato isolante sopra al massetto e sotto la guaina. In realtà ci sarebbero molte cose da dire in merito a questa soluzione: nella maggior parte dei casi è necessario inserire altri strati per garantire sia la perfetta ipermeabilità della copertura che la non formazione di macchie di umidità all’interno degli ambienti sottostanti. Però noi concentriamoci solo sullo spessore dell’isolante, che anche in questo caso è polistirene.

Isolante nelle zone D ed E
Solaio isolato nelle zone D ed E
Copertura isolata nella zona C
Solaio isolato nella zona C

I risultati sono questi:

  • Nelle zone C (più calde) “bastano” 8 cm di isolante per rientrare nei parametri previsti per legge. Arriviamo infatti ad una trasmittanza di 0,309 W/mqK a fronte di un valore massimo accettato di 0,33 W/mqK
  • Nelle zone D ed E (più fredde) servono almeno 13 cm di isolante per rientrare nei parametri di legge. Arriviamo ad una trasmittanza di 0,22 W/mqK a fronte di limiti pari a 0,26 (zona D) e 0,22 (zona E)

In questo caso ti ho fatto vedere ancora una volta un isolamento posizionato sopra al solaio, quindi all’esterno. Ma se hai un appartamento all’ultimo piano e i condomini non vogliono isolare il tetto (solitamente la scusa è “tanto a noi non serve”) ci sono comunque altre soluzioni.

ISOLARE E’ VERAMENTE COSI’ IMPORTANTE?

Guardando le notizie che ti propinano tutti i giorni su giornali e telegiornali relativamente all’inquinamento non puoi non pensare che le principali cause non siano le auto (maledetti diesel!) e le industrie.

La realtà è che non è affatto così: la principale fonte di inquinamento ambientale sono le case in cui viviamo tutti noi.

Guarda l’immagine qui sotto che paragona l’inquinamento da PM10 nel 2005 e nel 2015:

Fonti di inquinamento

Questo grafico è preso da un articolo pubblicato sul sole 24 ore e ci dice che se nel 2005 poco più di un quarto dell’inquinamento da PM10 era dovuto alle emissioni residenziali, nel 2015 questa percentuale è salita a oltre la metà. E questo con l’inquinamento complessivo diminuito sensibilmente e di conseguenza quello residenziale aumentato.

I motivi? Certamente impianti che hanno dieci anni di più sulle spalle, in fondo la sostituzione di vecchi impianti di riscaldamento non è stata così importante come si può credere. Ma non solo.

Infatti negli ultimi dieci anni si è diffuso in modo capillare anche l’utilizzo del condizionatore, prima scarsamente diffuso, che ha influito sull’inquinamento complessivo.

La soluzione quindi è installare impianti più efficienti?

Sicuramente è una risposta valida ma pensaci bene: i veri motivi per cui devi tenere acceso un termosifone o un condizionatore per tante ore quali sono? Che fa tanto freddo o tanto caldo? Certo…ma perchè fa tanto freddo o tanto caldo?

Perchè l’isolamento di casa tua non è efficace.

La prima causa dell’inquinamento ambientale è la scarsa qualità edilizia con cui sono state realizzate la maggior parte delle abitazioni costruite negli anni del boom economico italiano, dagli anni quaranta agli anni settanta del secolo scorso. Probabilmente una di quella in cui abiti tu.

Potrebbe anche non fregartene nulla dell’inquinamento ambientale, però pensa che a maggior inquinamento corrispondono maggiori consumi, con il prezzo dell’energia che è in costante aumento. Quindi bollette più care. Molto più care.

E pensa che realizzando un buon isolamento abbinato ad un impianto efficiente la tua casa potrebbe passare da un’energivora classe energetica G ad una virtuosa classe energetica B o anche A nelle migliori delle ipotesi, anche se abiti in condominio.

Risultato?

Consumi a picco, bollette abbattute e comfort in casa ai massimi livelli.

Nella tua ristrutturazione non devi sottovaluare l’isolamento di muri e solai.

ristrutturazionepratica.it banner

L’articolo Isolare casa: il primo baluardo contro le bollette energetiche prosciuga-stipendi sembra essere il primo su RistrutturazionePratica | Il sistema scientifico per ristrutturare.

Tags:

 
 

Abitare fra i portici

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Dettagli Home Decor, Interiors, Interni

A Cremona, oggi, di una vecchia strada restano solo gli archi, il pozzo e un’atmosfera romantica, se non famigliare.

Ristrutturato dallo studio AltaDimora, l’obbiettivo principale voleva essere quello di mettere in evidenza i dettagli estremamente unici presenti all’interno dell’appartamento, in particolare valorizzare i mattoni faccia a vista ed il granito delle colonne attraverso luci mirate che fanno risaltare le superfici materiche.

Per l’ambiente è stato scelto un tono neutro che fa da sfondo al ritmo della composizione architettonica, mentre gli arredi sono accomunati dalla stessa tonalità di grigio per distinguersi solo tramite le differenti qualità materiche.

L’articolo Abitare fra i portici proviene da Dettagli Home Decor.

Tags:

 
 

Cementine che passione!

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Decor, Dettagli Home Decor

Per pavimenti e pareti esistono molte soluzioni decorative ma le piastrelle effetto cementine oggi sono diventate una vera e propria tendenza che sta conquistando tutti.

Le mattonelle di inizio ‘900, chiamate cementine, un tempo erano composte da cemento e polveri di marmo uniti a ossidi colorati, e proposte in tinte unite o con i caratteristici decori a motivo floreali o geometrico. Disegni che oggi vengono rivisitati ma in gres porcellanato, in alcuni casi con una finitura ruvida e dall’effetto invecchiato, in altri liscia e lucida.

Resistenti e facili da pulire, le moderne cementine sono disponibili in molte forme, colori e decori, risultando la scelta ideale per chi desidera aggiungere un tocco retrò all’ambiente.

Terratinta Group, azienda fondata nel 2017 e attiva nella produzione di piastrelle in ceramica e grés porcellanato di alta gamma per pavimenti e rivestimenti, amplia la collezione SARTORIA con ROMANZA, una novità prodotto che conquisterà i tanti che non sanno resistere al fascino delle cementine.

Romanza è una linea di rivestimenti dove il decoro e il colore rosso che predomina riportano l’accento sul calore del “cotto moderno”, in un dialogo tra tonalità calde e fredde dal quale originano patterns originali.

L’effetto “cementina”, grazie anche alla combinazione con un materiale accogliente per eccellenza, il legno, è ciò che contraddistingue Romanza, una linea capace di rievocare le atmosfere tipiche delle grandi case e castelli delle favole, le case di campagna dei nonni.

Sartoria di Terratina Group

Sartoria è il capitolo di Terratinta Group nato nel 2018 con l’obiettivo di esportare in tutto il mondo la qualità manifatturiera e il design italiani. Più che una collezione, un vero e proprio progetto ideato per coloro che cercano il dettaglio artigianale, il colore, la decorazione, il piccolo formato. Dal rivestimento in pasta bianca al porcellanato, i prodotti della collezione Sartoria offrono diverse combinazioni pensate per spazi grandi e piccoli e con un design semplice e sofisticato, in grado di restituire percezioni materiche trasversali a più stili.

L’articolo Cementine che passione! proviene da Dettagli Home Decor.

Tags:

 
 

Sei eventi da vedere al Fuorisalone di Milano 2019, quartiere per quartiere

Pubblicato da blog ospite in Architettura, VDR Home Design

Invece delle solite guide zona per zona, vi faccio un breve riassunto di quelli che sono i sei eventi da vedere al Fuorisalone di Milano 2019.


Sono sempre stata una persona dalla noia facile, una di quelle che quando vede una e-mail di millemila righe le prende lo sconforto. Leggo con l’acceleratore per arrivare al succo del discorso. Andavo in fondo alle pagine dei libri per scoprire il finale e quindi capire se valesse la pena finire di leggerlo, quel libro.

Oppure: su wikipedia per leggere la trama della serie successiva di un telefilm che in Italia è uscito ottant’anni dopo. Insomma, avete capito. Vi potete immaginare ora che sono diventata mamma di un pupo di sette mesi, questa necessità di sintesi quanto si sia ingigantita.

Per cui l’idea di ammorbarvi anche quest’anno (potete ringraziarmi dopo) con post dedicati singolarmente al Fuorisalone per ogni quartiere di Milano, proprio non m’è venuta. Piuttosto ho voluto fare un riassunto di quegli eventi che secondo me meritano e che sarebbe bello vedere.

Sono sei e sono distribuiti nei vari quartieri. Eccoli.

Eventi da vedere al Fuorisalone di Milano 2019: zona Tortona

Cominciamo con le aree che sono geograficamente più vicine a dove abito io, quindi l’ordine è per come li vedrei io questi eventi.

Tra le tante esibizioni, installazioni e showroom che ci sono nell’area dietro alla stazione di Porta Genova ce n’è una firmata Ikea. L’evento si chiama “FEEL HOME with IKEA. Living with sound and light.” e avrà luogo tutte le sere dalle ore 20 alle ore 24.

Una festa con Dj in cui si scoprirà la Ikea smart home: un luogo dove interagire con luci e suoni attraverso esperienze, installazioni e Dj set. Grande protagonista è SYMFONISK, nuovo prodotto sviluppato in collaborazione con Sonos per IKEA.

Si continua con il nuovo distretto 5vie

5vie art + design è il distretto che ha debuttato l’anno scorso e che si è già confermato come nuovo polo di ricerca e di design d’avanguardia. Tra le tante mostre ed allestimenti, ce ne sono due che mi hanno colpita maggiormente.

La prima è la prima antologica del designer emergente Carlo Massoud, Libanese. Il Pesce e gli Astanti avrà luogo presso l’Oratorio della Passione in Piazza Sant’Ambrogio ed avrà un taglio attuale ma al tempo stesso fanciullesco. In mostra alcuni dei suoi lavori più significativi, insieme ad altri nuovi. Massoud mira a tradurre il mondo che lo circonda in vivaci oggetti del quotidiano.

Eventi da non perdere al fuorisalone di Milano 2019: le opere di Massoud Allestimento site specific per il Fuorisalone - Arab dolls - Beirut 8
| Allestimento site specific per il Fuorisalone – Arab dolls – Beirut 8 |

Un lavoro che gioca con l’ironia ma che indaga anche il rapporto del passato sul futuro. Sarà possibile ammirare anche un’installazione sitespecific all’interno dell’oratorio, firmato a quattro mani con sua sorella. I due fratelli rileggono le icone classiche della cristianità e della liturgia ecclesiastica per coinvolgere il visitatore in un percorso intenso e
ironico, sospeso tra la fisicità degli oggetti e la tensione spirituale del contesto.

La seconda è la mostra dedicata al maestro Ugo La Pietra, Design Territoriale, Genius Loci, che esplora il suo interesse nei confronti dell’artigianato, al contempo laboratorio artistico e di design. Il risultato di questa attività ha portato alla consapevolezza del grande patrimonio che ancora contraddistingue il nostro territorio facendo nascere la tendenza sempre più evidente del “design territoriale”.

Si potrà ammirare una selezione delle collezioni di oggetti progettati da Ugo La Pietra e da altri artisti e designer e realizzati da artigiani.

Eventi da non perdere al fuorisalone di Milano Ugo La Pietra
| Cofanetto realizzato a Sesto Fiorentino da Ceranima – Itinerari – I segni zodiacali |

Eventi da vedere al Fuorisalone di Milano 2019 : il design consapevole e sostenibile al Brera Design District

Il Brera Design District festeggia i suoi primi dieci anni e sceglie come tema il design consapevole e sostenibile. Voglio segnalarvi un’installazione davvero bella, in Piazza XXV Aprile.

PRATOFIORITO è un terreno realizzato per Eataly Smeraldo, progettato dall’architetto Davide Fabio Colaci in collaborazione con gli studenti del Politecnico di Milano. E’ un giardino temporaneo con caratteristiche di leggerezza e penetrabilità che offre alla città un prato di fiori e piante che stimolano la biodiversità urbana seguendo l’evolversi della primavera. Un sistema che appartiene contemporaneamente a due realtà solitamente contrapposte: città ed energia naturale.

Pratofiorito in piazza XXV Aprile a Milano

Al Lambrate Design District si esplorano i confini del contract

Prima di tutto una digressione su cosa sia il contract: si tratta di una divisione che hanno al loro interno praticamente tutte le aziende di arredi. La divisione contract si occupa principalmente di realizzare progetti d’arredo su misura per spazi pubblici di solito legati all’ospitalità, come gli hotel. Partendo dagli arredi base delle aziende, vengono realizzati dei pezzi personalizzati per ogni progetto.

Proprio di ospitalità tratta uno degli eventi del Lambrate Design District: Social Hotel Regeneration di Simone Micheli. Gli ambienti che siamo soliti vedere negli hotel si trasformano, per incontrare le esigenze dell’uomo contemporaneo e aiutarne l’interazione. Tutti gli elementi saranno connessi ad un network principale che attirerà l’attenzione e darà differenti risposte ai visitatori, che potranno interagire dal vivo con la smart technology.

Eventi da vedere al Fuorisalone di Milano 2019 Lambrate Design District

Ventura Centrale, Lavazza e Gufram

Chiudiamo la nostra panoramica nel distretto di Ventura Centrale, per bere un buon caffè ed ammirare la collaborazione tra due icone: Lavazza e Gufram. La protagonista del Banco Desea è una macchina da caffé in edizione limitata, la Lavazza A Modo Mio Deséa Golden Touch by Gufram.

A metà tra arte e design, artigianalità e innovazione, questa macchina da caffè incarna perfettamente lo spirito del brand Gufram. Una livrea dorata la caratterizza, mentre viene valorizzata e protetta all’interno dell’hangar Ventura Centrale.

Un’opera d’arte all’interno di un coffee club molto speciale, che attrae e meraviglia il visitatore immergendoli in una scenografia inaspettata.

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

Rispettiamo la tua privacy.

L’articolo Sei eventi da vedere al Fuorisalone di Milano 2019, quartiere per quartiere sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

Tags: ,

 
 

Le 3 Migliori videocamere intelligenti per la tua casa

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Coffee Break

Installare un set di telecamere a circuito chiuso per la sicurezza domestica era fino a poco tempo fa un’opzione costosa che richiedeva cablaggi e interventi specialistici;
Oggi le telecamere WiFi hanno rivoluzionato il mercato, dando a chiunque la possibilità di creare il proprio sistema di videosorveglianza.

Sono telecamere piccole e relativamente economiche, facili da configurare, possono inviare il video direttamente in streaming sul proprio telefono o computer, possono essere integrate in un intero sistema di casa intelligente, permettendo di rispondere alla porta comodamente dal divano o controllare il proprio animale domestico.
Possono essere anche utilizzate come sistema interfonico.

Le telecamere WiFi vantano una serie di funzioni che le rendono più utili rispetto alle tradizionali telecamere a circuito chiuso utilizzate una volta per la sicurezza domestica:

  • La connessione Internet elimina la complicata configurazione del sistema di archiviazione: guarda i video su qualsiasi dispositivo e da qualsiasi luogo tu voglia, salvali in un servizio Cloud
  • L’intelligenza artificiale in alcuni modelli consente di inviare avvisi quando rumori, movimenti o persone specifiche attivano la fotocamera.
  • È possibile impostare zone dove rilevare movimenti e suoni, in modo da essere avvisati solo delle attività in determinati luoghi e non ogni volta che una macchina passa davanti casa.
  • Registrano solo quando succede qualcosa, non è più necessario scorrere ore di filmati vuoti.
  • I microfoni incorporati non solo catturano l’audio, ma ti permettono anche di parlare con chiunque sia dall’altra parte

Vediamo quali sono le migliori telecamere wifi del 2019

1 – Nest: perfette per la casa intelligente

Nest spicca tra la concorrenza per la sua ampia varietà di sistemi domestici intelligenti perfettamente integrati tra loro (termostato, serratura, rilevatore di fumo, sistema di sicurezza) e con la sua integrazione con i servizi di Google.
Funziona bene con Alexa, mentre l’integrazione con Homekit di Apple è solo parziale

Produce sia videocamere per esterni che per interni:

Nest Cam IQ Outdoor
ACQUISTA SU AMAZON

ACQUISTA SU AMAZON

Nest Cam IQ Indoor
ACQUISTA SU AMAZON

ACQUISTA SU AMAZON

La videocamera utilizza l’intelligenza artificiale per riconoscere i volti; la tua videocamere ti avviserà quando vede persone che conosce o quando individua una faccia sconosciuta.
E’ interessante la possibilità di programmarla per spegnersi non appena arrivi a casa, la tua privacy è al sicuro.

2 – Netatmo Presence – la migliore per l’ingresso di casa

Una videocamera per esterni molto elegante, progettata per sostituire la luce del portico, un proiettore luminoso e una fotocamera tutto in uno, l’installazione è alla portata di tutti.

Netatmo Presence
Netatmo presence

ACQUISTA SU AMAZON

Le videocamere Netatmo riconoscono i volti dei familiari contro estranei e possono essere impostate per registrare solo quando rilevano estranei, dispongono di ripresa notturna a infrarossi, registrano in 1080 e distinguono persone, automobili e animali fino a 20 metri di distanza.
Memorizzano tutto il filmato a livello locale e non nel cloud, è un’ottima alternativa e per chi non vuole canoni mensili di abbonamento.

Netatmo Welcome

Anche la fotocamera per interni è elegante e si integra bene in qualsiasi arredo.

Netatmo Welcome

ACQUISTA SU AMAZON

Le Netatmo sono fra le poche videocamere a integrarsi perfettamente con HomeKit di Apple.

3 – Arlo Pro: la più versatile

La vasta gamma di fotocamere Arlo offre flessibilità e personalizzazione, sono alimentate a batteria e dotate di supporti magnetici, è possibile spostarle e regolarle a piacere e con estrema semplicità.

Sono la scelta ideale per chi ha spazi più ampi o articolati da coprire
Le telecamere Arlo offrono una visione notturna a 1080p e si integrano con Alexa

Arlo Pro2
Arlo pro 2

ACQUISTA SU AMAZON

_________________________
CAFElab | studio di architettura

Tags:

 
 

Arijiju, una delle più belle case in Africa

Pubblicato da blog ospite in Architettura, Dettagli Home Decor

Descritta come una delle più belle case in Africa, Arijiju è una residenza privata nelle praterie della savana dell’ecosistema Ewaso sull’altopiano di Laikipia in Kenya.

La proprietà è stata accuratamente posizionata a sud per godere della vista mozzafiato sulle cime innevate del Monte Kenya. Ispirata all’architettura antica e agli edifici monastici, i tetti in pietra locale e le piante erbacee contribuiscono a fondersi con il paesaggio circostante.

Il ritiro offre una serie di suite dotate di letti a baldacchino, eleganti camini in pietra, profondi bagni in rame e docce interne / esterne. Le camere sono state magnificamente progettate e decorate e trasudano di lusso discreto.

L’architettura è di Alex Michaelis del londinese Michaelis Boyd e dell’architetto Nick Plewman di Johannesburg . Il design degli interni è di Maira Koutsoudakis di Life Interiors Architecture Strategic Design

L’articolo Arijiju, una delle più belle case in Africa proviene da Dettagli Home Decor.

Tags:

 
 




Torna su