14 Novembre 2019 / / BlogArredamento Aziende

Hai trovato l’armadio componibile perfetto, ti piace tutto di lui: è ora di decidere come configurarlo!

Ma quante tipologie di composizione esistono?

In questa nuova guida della serie “Come arredare casa” ci siamo concentrati su tutto quello che si può fare con gli elementi di un armadio modulare. Il contenitore per eccellenza, il guardaroba risolve moltissimi problemi di organizzazione e, se ben progettato, può ospitare al suo interno molto più che abiti, vestiti e cappotti. Può diventare molto più di un semplice “armadio per la camera”, perché gli elementi che lo compongono possono essere utilizzati per dividere un monolocale, arredare un ingresso e perfino un soggiorno.
Con questa guida imparerai a conoscere tutto quello che hai a disposizione per sfruttare al meglio lo spazio in camera con un armadio correttamente progettato.

Solo informandosi sarai in grado di comprare un armadio di qualità progettato su misura per il tuo spazio.

Leggi la GUIDA COMPLETA >>

Cosa troverò nella guida?

Scoprirai tutte le tipologie di armadi su misura, i loro vantaggi e l’uso che ne puoi fare:

  • angolari
  • a ponte
  • con terminali (smussati, aperti, libreria, appendiabiti…)
  • con cambio di profondità
  • con tv
  • divisori

 

 

 

Hai trovato la soluzione perfetta per la tua camera da letto?
Oppure hai delle esigenze particolari e hai bisogno del consiglio di un arredatore?

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Leggi anche:
Com’è fatto un armadio: tutto quello che devi sapere prima di comprarlo [guida #1]
Scorrevole o battente? Quale armadio scegliere e perché [guida #2]

8 Novembre 2019 / / BlogArredamento Aziende

Ingresso con consolle in metallo e vetro, specchio, pouf e libreria a colonna

I mobili da ingresso sono una scelta fondamentale per due ragioni: organizzazione e decor.

Di idee per l’ingresso ne troverai tante online, su Pinterest e su Instagram.
Qui trovi una guida completa per capire cosa ti serve.

Ecco di cosa parliamo:

Si dice che l’ingresso sia il nostro biglietto da visita: è il primo spazio in cui entrano gli ospiti, un’anteprima della tua casa e dell’impronta che le hai voluto dare. Pensaci: ti sei mai presentato con la barba sfatta, le calze spaiate, la felpa della palestra da un cliente, ad un colloquio di lavoro o ad un primo appuntamento…?

Scommetto di no.

Ecco, agli occhi di un ospite il tuo ingresso parla di te e del modo in cui vivi la casa. È un modo per dare a chi entra in casa tua il benvenuto che si merita. Un ingresso ordinato rispecchierà la tua personalità e ti farà sentire meglio ogni giorno, al rientro dal lavoro. Qui puoi finalmente chiudere fuori lo stress e le tensioni.

Se ti stai chiedendo come arredare l’ingresso della tua casa o del tuo appartamento, prima devi analizzare che tipo di entrata hai e quindi quanto spazio hai a disposizione: solo così potrai capire di cosa hai veramente bisogno.

Specchi rotondi e appendiabiti da terra 4 posti

Il primo consiglio è: non fossilizzarti sul classico set da ingresso preconfezionato, il mobiletto con cassetto e ganci appendiabiti.
Magari è proprio quello giusto, magari invece non lo è e puoi sfruttare lo spazio con qualcosa di più intelligente e strutturato.

Cosa ti serve nell’ingresso di casa?

Appurato quanto spazio hai e che tipo di spazio si tratta (piccolo o grande, una parete, due pareti, un angolo, una nicchia, un’intera stanza…) devi capire che cosa ti serve e come puoi far fronte alle tue esigenze usando i mobili giusti. Le opzioni che avrai sono:

 

Contenere

Scarpe, cappotti, ombrelli, il guinzaglio del cane, chiavi, valigette, cartelle, zaini, portadocumenti, attrezzature sportive (ad esempio: lo skateboard di tuo figlio, il monopattino elettrico o la bicicletta pieghevole).

In questo caso avrai bisogno di un guardaroba, una cappottiera o un vero e proprio armadio, appendiabiti, specchio o specchiera-contenitore, panca per sedersi a indossare le scarpe.

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Appendere

In un ingresso piccolo, magari non diviso dalle stanze della zona giorno, spesso c’è solo spazio per appendini, ganci e attaccapanni. Giusto il necessario per le giacche e la borsa che si usano tutti i giorni.
In questo caso avrai bisogno di appendiabiti a muro (pannelli attrezzati, ganci, pomoli), a terra o a soffitto. Se la parete e la conformazione della stanza lo consentono, potrai completare la zona appenderia con uno specchio e/o una mensola.

Vedi tutti gli appendiabiti >

 

Appoggiare

Se all’ingresso vuoi soltanto uno spazio per appoggiare borsa, portafogli, chiavi e posta, la soluzione è semplice: opta per una panca, una consolle, una piccola credenza da ingresso o per delle mensole.

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Decorare

Hai una casa ampia e devi arredare un ingresso grande. Non hai problemi di spazio e quindi non hai bisogno di organizzare l’ingresso rendendolo funzionale. In questo caso puoi concentrarti solo sull’abbellimento di questa area con elementi scultorei, un tappeto, delle poltroncine, un tavolino da ingresso o un maxi specchio scenografico.

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Che tipo di ingresso hai?

Casa senza ingresso

Succede sempre più frequentemente e non solo nei monolocali o nei bilocali. Anche trilocali e quadrilocali moderni spesso si aprono direttamente sulla zona giorno.
La soluzione ideale è sfruttare al meglio le pareti adiacenti alla porta con quello che più ti serve. Ricorda di pensare prima di comprare: vuoi contenere, appendere, appoggiare o decorare?
Puoi anche definire le pareti di questa area con un colore diverso o con una carta da parati.
Altra soluzione è creare una quinta divisoria attraverso paretine in cartongesso o, ancora meglio, una libreria bifacciale. Se lo spazio è proprio al minimo anche una semplice mensola e alcuni pomoli appendiabiti agganciati al muro faranno sicuramente un ottimo lavoro. Altro utile elemento può essere un pouf su cui sedersi per togliere le scarpe o per appoggiare la borsa.

Ecco le principali soluzioni per una casa senza un ingresso separato.

 

  • La soluzione minimal #1: l’appendiabiti (a terra, a parete, a soffitto)

Appendiabiti a piantana o a parete per appendere le giacche che si usano tutti i giorni, sciarpa e borsa. L’indispensabile contenuto in un accessorio dall’ingombro minimo. Considerato che l’avrai sempre sotto gli occhi, punta sull’estetica con un appendiabiti di design. Ce n’è per tutti i gusti, anche con illuminazione integrata.

Ingresso con due appendiabiti verticali neri a parete - Geppetto

Ingresso corridoio con due appendiabiti verticali con luce integrata - Ines

Lampada appendiabiti bianca dalla forma originale - Sipario

Appendiabiti piantana bianco in metallo - Baum

Se i metri quadri calpestabili sono limitatissimi…guarda in alto! Esistono gli appendiabiti da soffitto che, oltre a farti risparmiare spazio, sono molto belli da vedere.

Due appendiabiti grigio e giallo sospesi al soffitto - Air

Soluzione ancor più minimalista sono i pomoli attaccapanni. I ganci appendiabiti non offrono superfici di appoggio, ma fanno un ottimo lavoro con giacche, borse, sciarpe. Meglio se decorativi visto che li avrai sempre sotto gli occhi: arrederanno il tuo non-ingresso con un tocco originale.

Pomelli appendiabiti da parete a forma di bottoni bianchi - Bottone

Appendiabiti a parete in legno colorato con gancetti tondi con specchietti - Sax

Attaccapanni da muro composto da tre stecche in metallo cromato con pomoli - Trio

Appendiabiti albero bianco da muro con ganci a forma di uccellini neri - L'Albero

 

  • La soluzione minimal #2: lo specchio

Sceglilo con ganci appendiabiti integrati per unire due funzioni in una. Se non hai spazio, scegli una specchiera essenziale o un intelligente modello apribile che si trasforma in appendiabiti all’occorrenza.

Specchio lungo figura intera con inserto magnetico - Narciso

Specchio con apertura a libro che nasconde 4 appendini - Narciso

 

  • Il tris vincente: specchio, mensola, appendiabiti

Con un occhio di riguardo all’estetica, il trio specchio + mensola + appendiabiti, è sempre gradito. Da una parte giacche e borse, dall’altra portafogli, posta, chiavi e specchio per un’ultima occhiata al look prima di uscire.

Ingresso con specchio tondo con mensola in legno e appendiabiti piantana rosso - Wish

Piccolo ingresso con due mensole in vetro, specchio tondo e due pouf - Liberty

Due mensole, due specchi e due ganci appendiabiti bianchi - Diggory

Specchio rotondo con mensola e pannello attaccapanni integrati - Piers

Consolle in legno sospesa a muro con cassetto - Regolo

 

  • Ricavare un ingresso

Un angolo che non sai come usare è preziosissimo quando hai poco spazio. Basta chiuderlo con una struttura con ante, un armadio a muro su misura per ricavare un vano utilissimo dove prima non c’era niente

Armadio a muro grigio a due ante ad angolo - Tilt Angolare

Armadio a muro bianco a un'anta ad angolo - Tilt Angolare

Ingresso aperto sul soggiorno

Arredare un ingresso che dà direttamente sulla zona giorno richiede un’attenta considerazione degli spazi da dedicare all’area dell’entrata. Serve creare un’armonia stilistica tra due zone che pur avendo una funzione diversa condividono la stessa stanza. In questo caso puoi:

 

1. Dividere l’ingresso dal soggiorno

Disponi un mobile o una struttura che facciano da “filtro” o da “quinta” divisoria. L’ideale è una libreria bifacciale a scelta tra modelli bassi (perfetti dietro al divano) o librerie divisorie alte anche nei modelli pavimento-soffitto (dette anche “a montanti” o “a pali”).

Progetto di Easy Relooking di soggiorno con cucina a vista e libreria divisoria

Libreria divisoria azzurra alta a soffitto - Almond

Progetto di Easy Relooking di ingresso aperto su soggiorno diviso da libreria bifacciale

Libreria bifacciale con montanti in metallo e ripiani in legno - Airport

Libreria divisoria altezza 150 cm legno noce - Tres

Libreria di design che ricorda una scala o un compasso - Giotto

Se hai abbastanza spazio puoi pensare di creare un ingresso separandolo dal resto della stanza con un armadio divisorio. Puoi scegliere un modello molto alto o dall’altezza standard, e attrezzarlo con appendiabiti e scarpiera.

Grande armadio da ingresso grigio con appendiabiti e scarpiera - Midley Wide

Elegante armadio da ingresso rivestito in ecopelle marrone - Louisiana Pacific

 

2. Ricavare l’ingresso dalla parete attrezzata o dalla libreria

Se in soggiorno prevedi una libreria componibile puoi utilizzarla per i libri ma anche come parete attrezzata per tv. Potresti pensare di convertirne una parte in mobile da ingresso, dopotutto bastano alcuni ripiani per borse e oggetti, o un vano chiuso da ante da usare come guardaroba e scarpiera

Mobile per soggiorno con basi e mensole con guardaroba a due ante integrato - Wide

Parete attrezzata per tv con piccolo guardaroba estraibile integrato - Way 22

Guardaroba a un'anta estraibile integrato in mobile per soggiorno - Way 22

 

3. Utilizzare una credenza o una consolle

Se non hai bisogno di appenderia opta per un mobile basso che si armonizzi bene con il resto dell’arredamento, come una piccola credenza o una consolle

Libreria bassa grigia dietro al divano - Almond

Credenza da ingresso a tre ante in legno lavorato - Chiba

Credenza da ingresso a due ante in legno nodato e gambe trasparenti - Nebraska

Consolle minimal rossa in metallo - Chelsea

Consolle da ingresso con gambe in metallo nere - Party

Ingresso con scala

Con l’ampia diffusione della formula “duplex” negli appartamenti di nuova o recente costruzione, sono sempre più richieste soluzioni per arredare questa zona. Se l’ingresso non è delimitato ma si apre direttamente sul soggiorno, il consiglio è di seguire le idee che vi abbiamo dato qui sopra per il soggiorno. Se invece hai un vero ingresso o un atrio, continua a leggere.

Ingresso sotto scala con libreria in metallo e legno - Rain

 

  • Duplex con porta di ingresso sotto la scala

  • Qui ci sarà bisogno di arredare la parete adiacente alla porta, se su questa stessa parete devi mettere la parete attrezzata per il tv conviene pensare ad una soluzione onnicomprensiva che funga sia da ingresso che da mobile soggiorno. In alternativa si potrà usare un’altra parete adiacente al portoncino d’ingresso…ovviamente tutto dipende sempre dalle dimensioni a disposizione!

Progetto di soggiorno sotto scala con contenitori per ingresso e porta tv

Contenitori sospesi in legno con ante complanari - Plan

Contenitori e cassetti sospesi laccati neri - Plan

 

  • Ingresso su un atrio

    Troviamo questo genere di configurazione in villette singole, di solito di costruzione anni ’60 o ’70, dove il piano terra è tutto dedicato a stanze accessorie. Su questo tipo di entrata solitamente si aprono anche gli accessi a garage e locali vari (ripostiglio, lavanderia, taverna, sala hobby), con appartamento ai piani superiori. La stessa situazione, ma più piccola, si può trovare in fabbricati terracielo (o terratetto): anche in questo caso il piano terra è zona di passaggio ma, anche se ridotto, fornisce uno spazio ideale per lasciare scarpe, soprabiti, calzature da lavoro, biciclette, attrezzature varie.

Grande ingresso con specchio con appendiabiti posteriore - Kigo

Ingresso attrezzato con specchiera con appendiabiti posteriore e scarpiera bassa a due ante - Toledo

Set ingresso con armadietto due ante a specchio, mensola, cassetto - Cambridge F09

Ingresso con libreria colorata - Almond

Se hai abbastanza metri quadrati a disposizione puoi anche pensare di arredare completamente questa area con degli armadi.

Ingresso con armadio a 4 ante e consolle - Tilt

Grande armadio angolare grigio componibile - Oregon Pacific

Armadio scorrevole nero a tre ante poco profondo per ingresso - Midley Wide

 

  • Ingresso sotto a soppalco

    Molto diffuso nei monolocali e nei piccoli loft in stile industriale, questa soluzione non è dissimile a quella del duplex. Se sfruttata bene aiuta a ricavare spazi in più sempre utili in piccoli appartamenti mono-stanza, pied-a-terre e bilocali soppalcati. Guarda il progetto qui sotto, in cui sotto il soppalco è stato ricavato un ingresso separato con funzione di guarardoba e ripostiglio. L’arredamento si risolve facilmente con dei moduli per cabina armadio componibili.

Progetto di Easy Relooking per loft con ingresso soppalcato

Realizzazione progetto di loft con soppalco

Guardaroba all'ingresso ricavato sotto al soppalco

Progetto per ingresso sotto scala

Idea per arredare una cabina da ingresso - Joyce

Ingresso su corridoio

Tipico degli appartamenti degli anni ’60 e ’70 è il lungo corridoio su cui si aprono le porte che conducono alle varie stanze della casa (cucina, soggiorno, salotto, tinello, camere o disimpegno della zona notte che a sua volta conduce a camera, camerette, bagno). Una zona dedicata dove ci si può organizzare alla perfezione con un vero e proprio mobile da ingresso con cappottiera, scarpiera e specchiera. Se il corridoio è stretto e lungo meglio usare le pareti con mobili sospesi e dalla profondità ridotta. Se la larghezza lo consente si può pensare ad armadiature più articolate in cui ci sta veramente di tutto (compresa la lavatrice…troverai un progetto proprio qui sotto!)

 

  • Armadi per corridoio

Corridoio arredato con armadio grigio con vano aperto da appoggio - Focus Wide

Dettaglio: armadio da ingresso con cappottiera e piani di appoggio aperti - Focus Wide

Lungo corridoio con armadio bianco su misura - Focus Wide

 

  • Altre idee per un corridoio d’ingresso piccolo o stretto

Mobile con anta scorrevole a specchio che nasconde appendiabiti e contenitori a cubo - Welcome

Specchio figura intera ad angolo che ruota e nasconde ganci attaccapanni - Rimpiattino

Composizione di contenitore, mensole e specchio per ingresso piccolo - Dobby

Specchio alto con gancetti per borse e appendiabiti nascosto dietro - Toledo

Mobiletto da ingresso con scarpiera a due ribalte e guardaroba a un'anta - Cambridge F15

Ingresso lungo e stretto con mensola in vetro ad angolo e due pouf - Liberty

Corridoio lungo e stretto con libreria bianca a scala - Tyke

Appendiabiti per ingresso stretto con porta a specchio e ripiani laterali - Futura

Mobile ingresso a onda con specchio e pannello con ganci e ripiani posteriori - Zelda

Una composizione perfetta per non occupare il pavimento è quella di mensole, contenitori e appendiabiti a parete.

Progetto di Easy Relooking per ingresso su corridoio stretto e lungo

Composizione da ingresso con mensola a C in legno che integra contenitori sospesi bianchi - Plan

Boiserie in legno da ingresso con ganci appendiabiti, specchio e mensola - Tower

 

  • Casa piccolissima? Casa al mare o in montagna? Ottimizza il corridoio di ingresso con un letto a scomparsa

Può essere utilissimo in un monolocale o in un piccolo bilocale in cui, di quando in quando, ci sia la necessità di un posto letto aggiuntivo. Un letto a scomparsa che funga anche da piano di appoggio per borse, portafoglie, chiavi…ma che si trasforma in pochi secondi in un comodo giaciglio per gli ospiti. Un’idea perfetta anche per chi deve arredare una casa per le vacanze.

Progetto di Easy Relooking per piccola casa al mare

Letto singolo a scomparsa per corridoio - Slot

Letto a scomparsa aperto in corridoio - Slot

Ingresso direttamente in cucina

Se appena apri la porta ti trovi di fronte la cucina, puoi optare per il cosiddetto “terminale libreria” o con un modulo chiuso da un’anta che potrai usare per riporre giacche e borse.

Cucina da open space con libreria laterale fronte ingresso - Six 03

Open space con cucina finita lateralmente con libreria colorata - Five 04

Cucina classica moderna con libreria laterale fronte ingresso - Fourty 02

Sfruttare una nicchia all’ingresso

Può succedere che per ragioni architettoniche ci si ritrovi con un nicchia nel muro che non si sa come valorizzare. Se si trova all’ingresso puoi sfruttarla con delle mensole (a parete o agganciate ad una boiserie su cui si possono aggiungere altri elementi come dei ganci appendiabiti o delle basi contenitive).

Realizzazione di Easy Relooking con mensole in nicchia

Particolari mensole in legno e laccate a forma di cuneo - Pendola

Boiserie in legno con mensole e basi a panca - Wide

Se la profondità lo permette potresti optare per un armadio a muro su misura. All’interno è possibile allestire un guardarba, una scarpiera, un ripostiglio e perfino una lavanderia.

Ingresso con nicchia chiusa da ante su misura - Tilt Lineare

Corridoio con nicchia nel muro chiusa da porte su misura - Tilt Lineare

Corridoio con nicchia arredata con armadio su misura - Tilt

Se stai cercando una soluzione decorativa, uno specchio è sempre la soluzione perfetta in qualsiasi ingresso.

Nicchia decorativa con specchio - Déjà-Vu Mirror

Arredare un ingresso grande

Quadrato o rettangolare, un ingresso ampio pone meno problemi rispetto ad uno piccolo. Per spazi limitati bisogna ingegnarsi a trovare il mobile giusto e capire cosa ci serve veramente per non incappare nel rischio di sovra-arredare. Ma quando la casa è spaziosa e dotata di un ingresso separato dal resto delle stanze, il compito è certamente più semplice. Basta metterci tutto quello che vi serve! Se poi avete anche garage, cantina o taverna, l’ingresso perde molta della sua funzione pratica, lasciandovi liberi di mettere al primo posto il decor e l’estetica.

Via libera allora a grandi specchi, consolle dal design particolare, panche, tappeti, librerie, poltroncine e tavolini.

Armadio da ingresso a due ante con pannello laterale appendiabiti - Focus Wide

Grande ingresso con consolle, specchio, libreria e pouf - Westin + Emerald

Ingresso ampio con poltroncina, specchio e appendiabiti a soffitto - Janeiro + Air

Ingresso quadrato con pouf e libreria in metallo di design - Arsenal

Ingresso piano terra con poltroncina e tavolini - Edith + Icaro

Ampio ingresso rettangolare con armadio a due ante e panca - Tilt

Atrio di ingresso con tappeto, poltrona design e librerie bifacciali - Naviglio

Idee: ingressi di casa dal mondo

  • Ingresso giapponese

    Si chiama Genkan (玄関) ed è tra i nostri preferiti. Infatti nasce dalla pratica di non calpestare il pavimento di casa (solitamente legno e in alcuni casi tatami) con le scarpe per 3 ragioni: non portare sporcizia e polvere all’interno; dividere nettamente il dentro dal fuori, anche a livello spirituale; non rovinare i preziosi tatami fatti in paglia di riso. Il genkan è un’area separata, solitamente più bassa rispetto al vero pavimento dell’abitazione e alcune volte separata nettamente attraverso porte scorrevoli (fusuma o shoji a seconda della posizione)

Esempio di ingresso in stile giapponese

  • Ingresso scandinavo tradizionale

    In nord Europa si usa molto avere un ingresso separato dal resto per ovvie ragioni legate al clima. Fuori la temperatura può essere estrema, per cui la tradizione prevede una porta di accesso a un piccolo atrio, a volte dotato di bagnetto di servizio, antibagno o ripostiglio in cui lasciare scarpe e soprabiti bagnati da neve e pioggia. Le tendenze attuali sono più stilose, ma rimane spesso il guararoba a muro (o una nicchia ben attrezzata con ripiani e ganci) e gli attaccapanni tattici collocati vicino al termosifone

Esempio di ingresso in stile nordico

  • Ingresso country all’inglese (la mudroom)

    Spostandosi nel mondo anglosassone, l’ingresso inglese nelle case tradizionali comprende una mudroom. Come per il resto del mondo nordico, un posto dove – ce lo dice il nome, mud = fango – lasciare vestiti, scarpe e galosce (gli amatissimi wellies grondanti di pioggia e fango

Esempio di ingresso in stile british

Perché abbiamo scelto queste idee dal mondo? C’è una cosa che le accomuna e che crediamo sia fondamentale: togliere le scarpe e lasciarle all’ingresso! Un’ottima pratica per una casa più pulita, per l’igiene, per il comfort dentro casa e per la salvaguardia dei pavimenti (soprattutto in parquet).

Vuoi copiare queste soluzioni? Per l’ingresso all’orientale puoi decidere di creare uno spazio all’ingresso rivestito con un pavimento diverso, magari più resistente e lavabile. Per lo stile nordico, opta per panche, ceste o cassettoni in cui lasciare scarpe e cappotti. Se lo spazio e il budget te lo permettono, puoi creare una zona separata con pareti in cartongesso o armadi a muro su misura.

 

Hai trovato la soluzione perfetta per arredare il tuo ingresso piccolo, grande, aperto o separato che sia?
Oppure hai delle esigenze particolari e hai bisogno di un progetto?

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Easy Relooking (Best of Houzz 2016 – 2017 – 2018 – 2019) è lo studio di progettazione di Elisa Monico, ingegnera e interior designer. Grazie alla partnership puoi progettare casa e arredarla con noi, con un arredatore a disposizione e la migliore assistenza post-vendita. Scopri di più >

19 Settembre 2019 / / BlogArredamento Aziende

Sei alla ricerca di un armadio per la camera da letto e ti trovi di fronte al dilemma: BATTENTE O SCORREVOLE?

Come capire quale modello fa al caso tuo? Meglio uno o l’altro?


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L’armadio è un pezzo fondamentale dell’arredamento della zona notte e non è certo un mobile che si cambia spesso. Rappresenta una spesa che incide sul budget ma è anche uno tra gli arredi basilari di cui non possiamo assolutamente fare a meno. Un armadio “ragionato” prima di comprarlo si rivelerà un prezioso alleato per una migliore organizzazione della camera da letto, ma anche del resto della casa. Già, perché se si progettano bene dimensioni e interni questo mobile può diventare multifunzione: un guardaroba per abiti ma anche uno spazio in cui riporre biancheria, borse, scarpe, valigie e il cambio di stagione.

La grandezza della camera influisce sicuramente sulla scelta tra armadio scorrevole e armadio battente. Ma tra i vari fattori ci sono anche l’altezza del soffitto, il modo in cui si usa l’armadio, le esigenze progettuali personali…per questo motivo è molto importante conoscere tutte le caratteristiche che contraddistinguono e differenziano queste due tipologie di armadiatura.

Solo informandosi dei vari pregi e difetti sarà possibile comprare un armadio di qualità rispettando il proprio budget

Cosa troverò nella guida?

Scoprirai:

  • prezzi
  • differenze di utilizzo
  • profondità e altezza
  • flessibilità progettuale
  • estetica
  • pulizia

Insomma, tutto quello che devi sapere per scegliere consapevolmente l’armadio perfetto per le tue esigenze specifiche.


Cosa fare prima di comprare un armadio?

Come riconoscere se stiamo facendo un acquisto che vale i soldi che ci chiedono?

Un armadio non si compra tutti i giorni e rappresenta una spesa che incide fortemente sul budget destinato all’acquisto dei mobili. Ma è un arredo semplicemente FONDAMENTALE, non possiamo fare a meno di lui e visto che ci aspettiamo duri tutta la vita…meglio comprarne uno fatto per durare (e possibilmente per sopportare anche uno o due traslochi, che non si sa mai).

L’armadio è il contenitore più capiente che abbiamo a disposizione in tutta la casa ed è quello che custodisce i nostri beneamati vestiti, le scarpe, le borse, la biancheria…insomma, un mega scrigno che ha la doppia funzione di organizzare e proteggere tutta la nostra roba. Non per niente l’armadio si chiama anche guardaroba!
Per questo motivo è importante sapere com’è fatto un armadio. Quali sono le parti che lo compongono, come sono realizzate, che modelli di ante esistono e quali possibilità di personalizzazione mi offrono?

Solo conoscendo tutti questi dettagli sarà possibile comprare in maniera consapevole un prodotto di qualità, in linea con il proprio budget.

Leggi la GUIDA COMPLETA >>

Cosa imparerò dalla guida?

Nel video e nella guida testuale scoprirai:

  • quali sono i componenti di un armadio, quindi com’è fatto
  • come sono fatti i pannelli che lo compongono, comprese le ante
  • quanti e quali tipi di finiture esistono per struttura e ante
  • quali sono le potenzialità progettuali delle varie tipologie costruttive in commercio
  • quali sono i tipi di ante, quanti e quali sistemi di apertura esistono

Conoscere tutte queste cose ti servirà a sapere quali sono le informazioni da chiedere prima di comprare un armadio. Saprai distinguere un armadio di qualità da uno di bassa gamma e potrai quindi decidere in maniera più oculata come spendere il tuo budget.

3 Maggio 2019 / / Architettura

Meglio i mobili in laminato o i mobili in impiallacciato? Quali sono i vantaggi, gli svantaggi e le caratteristiche di questi materiali? Leggi il nostro articolo per trovare risposte alle tue domande. Cerchiamo di capire cosa sono i laminati, cosa significa “impiallacciatura” e riassumiamo le principali differenze tra questi pannelli rivestiti, sempre più presenti nelle case moderne.

 

Che cos’è il laminato (nei mobili)?

Il laminato è un rivestimento composto da strati di carte impregnate di resine termoindurenti (melaminiche e fenoliche), applicati su un pannello di MDF, truciolato o tamburato e sottoposti a una pressione più o meno elevata. È conosciuto anche come fòrmica dal nome della società americana, la Formica Products Company, che lo brevettò come sostituto della mica. Il laminato più diffuso ha uno spessore di circa 0,6 mm, anche se non è raro imbattersi in laminati di 1,2 mm o in pannelli autoportanti di 2 cm, detti compatti. Se lo spessore del pannello può variare a seconda della tipologia, quello che resta pressoché costante è la sua stratificazione interna.

Di norma, i laminati sono composti da 3 strati. Procedendo dalla superficie al cuore del pannello, si trovano:

  • l’overlay, ovvero un film in pura cellulosa impregnato di resina melaminica con funzione protettiva
  • un foglio decorativo su cui sono riprodottii motivi e i colori visibili sul pannello
  • il kraft, ovvero una stratificazione di fogli di carta robusti e resistenti impregnati di resine fenoliche.

Ogni elemento ha una funzione ben precisa e contribuisce a definire la qualità del materiale. Se la pellicola è indispensabile per creare uno strato di protezione da calore, graffi o liquidi, il foglio decorativo risulta altrettanto importante per nobilitarne l’aspetto. Infatti, a parità di disegno, una stampa accurata restituirà un pannello più fedele all’originale ed esteticamente più gradevole.

I tipi di laminato

In commercio esistono diversi tipi di laminato, classificati a seconda della procedura di lavorazione o dei fogli decorativi applicati. Prima di tutto, in base alla lavorazione si parla di:

  • HPL (acronimo dell’inglese High Pressure Laminate), ovvero un pannello ottenuto dalla forte pressione dei fogli con presse piane abbinate ad alte temperature, ciò che rende il materiale molto resistente
  • CPL (acronimo dell’inglese Continuous Pressure Laminate), ovvero un pannello sottoposto ad una pressione minore ma costante con presse a rullo (chiamate calandra)
  • CHPL (acronimo dell’inglese Continuous High Pressure Laminate), un pannello di nuova generazione sottoposto a pressione continua in calandra per ottenere un laminato molto simile a quello ad alta pressione

In base al materiale del foglio decorativo utilizzato, si possono ottenere diversi tipi di laminato, tra cui:

  • laminato melaminico: pannello di legno rivestito con fogli di carta impregnati di resina melaminica, che può essere verniciata in superficie
  • laminato polimerico, in cui del materiale sintetico (PVC) è applicato sul supporto di legno. Il foglio plastico viene riscaldato, stirato, adeso alla superficie e ripiegato lungo i bordi affinché il rivestimento interessi la totalità del pannello. Grazie alla capacità di stiratura, che differenzia i polimerici da altri tipi di laminato, questo materiale è impiegato nella produzione dei rivestimenti 3D
  • laminati di nuova generazione come il Fenix NTM® e il PET

Cos’è il laminato Fenix NTM®? Si tratta di un tipo di laminato ottenuto da lavorazioni nanotecnologiche e composto di resine acriliche fissate sul pannello con polimerizzazione a freddo. Quanto a caratteristiche, il Fenix NTM® è opaco e liscio, anti-impronte digitali e si ripara termicamente. Questa proprietà permette di riparare piccoli graffi o segni con l’ausilio del calore per riportare la superficie del laminato ad uno stadio pressoché originale. Impiegato per fabbricare top da cucina eleganti e resistenti, il Fenix NTM® non imita l’effetto legno, ma è proposto in una gamma di colori neutri e di tendenza: scale di grigi, nero, bianco, beige, tortora.
Il PET, invece, è una materiale plastico molto resistente e setoso al tatto, completamente riciclabile, igienico e privo di emissioni tossiche. Costituisce una vera e propria evoluzione delle foglie polimeriche.

Infine, a seconda dell’effetto estetico ottenuto, in commercio si trovano:

  • laminati colorati, lucidi o opachi
  • laminati in finto legno: il più celebre della famiglia, è disponibile in moltissime varianti, che spaziano dalle essenze più scure a quelle più chiare
  • laminati materici: riproducono fedelmente la texture del cemento, della pietra, del marmo o dei materiali tessili, restituendo l’impressione di porosità o irregolarità

Dettaglio di un tavolo con piano in legno laminato effetto ossidato

Caratteristiche tecniche del laminato

Come per tutti i materiali, le caratteristiche del laminato possono cambiare a seconda del tipo di pannello, ma i vantaggi superano di gran lunga gli svantaggi. Se ne stai valutando l’acquisto, il consiglio è di scegliere un laminato HPL, considerato dagli esperti come il migliore del gruppo. In particolare, il laminato ad alta pressione presenta le seguenti caratteristiche tecniche:

  • durezza, compattezza e omogeneità
  • buona resistenza agli urti, alle sollecitazioni meccaniche e ai graffi; ottima resistenza all’usura
  • impermeabilità e resistenza all’umidità, alle infiltrazioni e al vapore
  • resistenza al calore, ma non a quello elevato (il limite si aggira intorno a 180° per l’HPL)
  • resistenza alle macchie e al calcare
  • ottima igiene e antistaticità
  • praticità di utilizzo
  • ricchezza cromatica e resa estetica gradevole, soprattutto nel caso dell’effetto legno o pietra
  • stabilità alla luce e resistenza alla luce solare (questo è dovuto alla natura sintetica della stampa)
  • durata di vita lunga
  • manutenzione rapida e limitata

Tra i principali svantaggi del laminato si annovera il colore rossastro delle resine fenoliche, che nel caso di laminati molto chiari potrebbe risultare leggermente visibile (ad eccezione dei pannelli di nuova generazione). A partità di materiale, il laminato lucido è meno resistente ai graffi (gli addetti ai lavori lo paragonano al laccato).

Mobili in laminato

In virtù delle sue molteplici caratteristiche, il laminato è sempre più spesso usato nel settore dell’arredo. L’ottima resistenza, l’ecletticità estetica, la grande praticità e il prezzo abbordabile ne fanno il materiale ideale per la produzione di mobili bagno, top per la cucina, ante per pensili, piani per tavoli da pranzo.
Il laminato HPL è in assoluto la scelta migliore per le superfici orizzontali sottoposte a sollecitazioni severe, come appunto il piano della cucina. Il laminato stratificato HPL ne rappresenta l’evoluzione. Oltre ad averne ereditato le caratteristiche, questo materiale ha perfezionato la sensibilità al calore e l’impermeabilità, doti che lo rendono particolarmente apprezzato nelle cucine moderne. Non resta che citare nuovamente il laminato Fenix NTM®: dati l’impatto estetico notevole, la resistenza all’usura e la capacità di auto-rigenerazione (sì, proprio come le fenici!), non è difficile immaginare il motivo della sua scalata verso l’Olimpo dei migliori materiali per i top da cucina.

I laminati in PVC o PET, invece, sono preferibilmente applicati su superfici verticali che non subiscono particolari sollecitazioni. Nel caso delle ante, i fogli polimerici giocano un ulteriore asso nella manica: il rivestimento tridimensionale. Si tratta di una speciale tecnica di lavorazione delle foglie polimeriche, che in seguito a riscaldamento e stiratura, sono applicate su tutta la superficie lignea, rivestendo i bordi ed eventuali irregolarità del pannello (come nel caso delle ante bugnate o a telaio). In virtù di queste caratteristiche, il laminato polimerico è un’alternativa ottima (e meno costosa) al laccato.

Ecco qualche esempio di mobili in laminato:

Esempio di un mobile bagno in laminato

Esempio di un tavolo da pranzo con piano in laminato

Esempio di una cucina con top in laminato effetto materico

Manutenzione: come pulire un top in laminato?

Come abbiamo visto, il laminato è un materiale resistente e duraturo, rapido da pulire e di facile manutenzione. Basta seguire pochissimi accorgimenti per garantire ai mobili in laminato una lunga vita e un aspetto sempre impeccabile. Ecco un piccolo esempio pratico.

Per la pulizia ordinaria, è sufficiente utilizzare un panno morbido (la microfibra è perfetta), imbevuto in acqua e sapone neutro da strofinare dolcemente sul piano. In alternativa si può usare anche l’aceto, ottimo per sciogliere il calcare in modo naturale ed ecosostenibile. L’importante è ricordarsi di strizzare il panno e asciugare bene la superficie trattata perché ristagni di acqua potrebbero, alla lunga, creare piccoli e antiestetici rigonfiamenti nei punti di giuntura. Rimuovi macchie di vino o caffè immediatamente, quando sono ancora liquide, per prevenire la formazione di aloni sul piano della cucina.
Non utilizzare pagliette, creme abrasive o detersivi in polvere, soprattutto sui laminati lucidi, perché rischieresti di graffiarli irrimediabilmente e di rimuovere la pellicola protettiva. Evita anche l’uso di acetone, trielina, ammoniaca o detergenti aggressivi che potrebbero danneggiare l’omogeneità e la lucentezza del colore. Non utilizzare il top come piano di taglio né per appoggiare pentole molto calde, perché nonostante la sua resistenza, il materiale potrebbe danneggiarsi.
Nel caso di laminati polimerici, è sconsigliato l’uso di getti di vapore durante la pulizia.

Che cos’è l’impiallacciato?

Partiamo da una semplice definizione: impiallacciare significa rivestire una superficie lignea con sottilissimi fogli di vero legno nobile. Questa operazione di falegnameria, chiamata impiallacciatura, può essere applicata su pannelli di varia natura: truciolato, compensato, multistrato, MDF, truciolare o tamburato, giusto per citare i più comuni.
Utilizzata fin dal Rinascimento, l’impiallacciatura era conosciuta con il nome di lastronatura, una tecnica che consisteva nel ricoprire legno di scarso valore con lastre di essenza di circa 6 millimetri. L’evoluzione della tecnologia e l’introduzione di macchinari sempre più precisi hanno permesso di perfezionare le tecniche di taglio fino ad ottenere fogli di pochi decimi di millimetro, usati anche per impiallacciare superficie curve.
Ecco nel dettaglio le fasi di cui si compone la moderna impiallacciatura del legno:

  • scortecciatura e taglio: è la prima operazione di lavorazione del legno, in cui il tronco è privato della corteccia e di eventuali irregolarità. Il blocco così ottenuto è porzionato in blocchi più piccoli e sottoposto ad una prima e grossolana rifilatura. Successivamente, il legno subisce un’operazione di vaporizzazione per allentare le fibre e garantire una qualità di taglio ottima
  • tranciatura: si tratta della vera e propria fase di creazione dei piallacci. I blocchi di legno sono sottoposti ad un’operazione di taglio che può avvenire con lame o laser. Si tratta di una fase determinante, poiché la direzione di taglio (transversale o longitudinale) definisce l’orientamento delle fibre e il disegno visibile sui tranciati. Oltre alla tranciatura, esiste una tecnica chiamata sfogliatura: in questo caso, il taglio viene effettuato con movimento rotatorio, alle volte anche sul tronco tondo. I piallacci così ottenuti sono più grandi, ma la loro resa estetica è meno pregiata
  • essiccazione: una volta tagliati, i piallacci sono essiccati, stirati, spianati e accorpati in più fogli (detti pacchi)
  • impiallacciatura: è la vera e propria fase di creazione del legno impiallacciato. I piallacci sono ulteriormente rifiniti, accostati tra loro e incollati sul supporto ligneo.

Come abbiamo visto, l’impiallacciatura si basa sull’utilizzo di legno nobile per rivestire mobili meno pregiati ed ottenere una resa estetica davvero impagabile. A questo proposito, per classificare i legni impiallacciati ci si riferisce a:

  • l’orientamento delle fibre del legno, per cui si distinguono piallacci fiammati, rigati e misti
  • la disposizione dei tranciati, che a seconda del loro accostamento creano pattern di fiammature e venature parallele o asimmetriche (si parla di disposizioni “a correre”, “a libro” o “baciata”)
  • il tipo di essenza: nazionali o esotiche, tra le essenze impiallacciate più diffuse ci sono il noce (nazionale e canaletto), l’ulivo, il mogano, il frassino, l’olmo, il rovere, il palissandro, il ciliegio, l’acero, la betulla, l’ebano, il tanganika. A questi si aggiungono i legni di recupero come quello riciclato dalle Briccole della laguna di Venezia
  • le laccature e le tinture: l’impiallacciato può essere naturale, verniciato, laccato, tinto (sono noti il rovere e il frassino tinti grigio o wengé)

Piccolo chiarimento
Finora abbiamo considerato i piallacci come fogli ricavati dal tronco degli alberi, ma bisogna precisare che non sono i soli. Ne esistono altri due tipi: i piuma e la radica. Gli impiallacciati piuma sono ottenuti dalla tranciatura della porzione di tronco da cui dipartono i rami. La radica, invece, è una massa legnosa molto fibrosa, che si trova in prossimità delle radici. Particolarmente apprezzata per l’intricato gioco di venature, la radica di noce è in assoluto la tipologia più celebre.

Caratteristiche tecniche del legno impiallacciato

Ecco, in breve, le principali caratteristiche del legno impiallacciato:

  • buona impermeabilità e stabilità
  • resistenza ai graffi, al calore e alla luce *
  • manutenzione rapida e pulizia facile
  • ottima ecosostenibilità
  • ricca gamma di essenze, colori e motivi
  • unicità, calore e aspetto tipici del vero legno
  • costi contenuti rispetto al massello

* Precisazione:
trattandosi di un rivestimento in vero legno, l’impiallacciato potrebbe presentare, nel corso degli anni, le tipiche e lievi variazioni che interessano i materiali naturali. Uno fra tutti, il cambiamento cromatico, che si accentua in caso di prolungata esposizione alla luce diretta del sole.

L’impiallacciato nei mobili

In virtù del pregio e dell’eleganza che lo caratterizzano, l’impiallacciato è diventato uno dei principali materiali utilizzati nel mondo dell’arredo e della produzione di mobili di qualità eccellente. Per quanto riguarda l’ambito domestico, è possibile integrare arredi impiallacciati in qualsiasi ambiente della casa:

  • in sala da pranzo, con tavoli o sedie
  • in soggiorno, con credenze e buffet
  • in camera da letto, sottoforma di armadi o strutture per il letto
  • in cucina, come ante per pensili, cassetti e cassettoni
  • in bagno, come mensole e piani per il lavabo

Esempio di un tavolo con piano in legno impiallacciato

Esempio di una parete attrezzata con piano impiallacciato in legno riciclato

Esempio di mobile bagno con piano per lavabo in legno impiallacciato

Tra gli arredi in legno impiallacciato possiamo annoverare anche mobiletti intarsiati, in cui piallacci di dimensioni ridotte sono utilizzati per creare disegni e motivi decorativi di forte impatto. In Italia, i mobili in stile Maggiolini sono un vero e proprio punto di riferimento per gli estimatori del genere.

Come pulire il legno impiallacciato

La manutenzione dei mobili in impiallacciato è tanto semplice quanto quella del laminato. Trattandosi però di vero legno, è bene rispettare qualche accortezza in più per godere a lungo della sua qualità e della sua bellezza.
Per la pulizia ordinaria è sufficiente munirsi di un panno morbido, inumidito con acqua e ben strizzato. Sono da evitare spugnette o panni abrasivi e detergenti non idonei. Prima di pulire, assicurati di aver spolverato la superficie da trattare; passa il panno umido seguendo le venature del legno e infine asciuga accuratamente.

Impiallacciato o laminato: le differenze

Dopo aver chiarito cos’è il laminato, di cosa è fatto l’impiallacciato e le rispettive caratteristiche, non resta che riassumere quali sono le principali differenze tra i due materiali. Se non sai dove orientarti o cosa scegliere, prima di affrontare un acquisto definisci le tue esigenze, le tue aspettative e un orizzonte di spesa da rispettare. Se ti trovi nella condizione di dover scegliere tra un mobile in laminato e un arredo in impiallacciato, puoi valutare questi elementi:

  • il rivestimento: il laminato è ricoperto di materiale sintetico, mentre l’impiallacciato è rivestito in vero legno
  • l’aspetto: l’impiallacciato preserva le caratteristiche autentiche del legno (colore, venature, sfumature), mentre il laminato ne imita, seppur magistralmente, l’effetto
  • la varietà di gamma: entrambi i materiali presentano una gamma di colori e texture ricca e variegata. I pannelli in legno laminato possono riprodurre anche effetti materici come la pietra, il marmo o il cemento; l’impiallacciato, invece, si limita alle essenze più celebri, ma si declina sia in versione naturale che laccata
  • il prezzo: il legno impiallacciato è sensibilmente più costoso rispetto ai pannelli in laminato (ad eccezione dei laminati di nuova generazione come il Fenix NTM®, che hanno un costo più elevato)
  • la manutenzione: i pannelli in laminato sono di facile manutenzione, mentre gli impiallacciati richiedono trattamenti specifici per il vero legno
  • la resistenza: in linea generale, il laminato è più resistente rispetto al legno impiallacciato (il PVC, però, non possiede una grande resistenza al calore)
  • bordi postformati: più che di una differenza, si tratta di una caratteristica da conoscere in fase di scelta. Il pannello subisce un’operazione di postforming, lavorazione che permette di ottenere una base leggermente arrotondata su cui applicare carta melaminica. Il rivestimento viene fatto aderire alla superficie del pannello, bordi compresi, con un’operazione di piegatura a caldo. Questo processo garantisce una resa estetica gradevole, senza giunture a vista, ed è impiegato soprattutto per rivestire linee morbide e curve.
    In alternativa, il pannello può essere rifinito con bordi applicati sullo spessore. In questo caso, il materiale utilizzato agisce sulla resistenza del piano, dell’anta o del cassetto a cui viene aggiunto. Comunemente, i bordi dei pannelli lignei sono realizzati in materiale plastico come il PVC o l’ABS; tra i due, l’ABS risulta più resistente ad urti, graffi, sollecitazioni meccaniche, all’esposizione alla luce e a diverse temperature.

Certificazioni e Norme di Legge

Come per tutti i pannelli a base di legno, la produzione dei laminati e degli impiallacciati è controllata e certificata da normative europee. Le regolamentazioni internazionali definiscono gli standard produttivi e qualitativi che i pannelli lignei devono rispettare, i test di laboratorio da superare e l’elenco delle caratteristiche che il prodotto deve possedere per poter essere lavorato e trasformato per il cliente finale.
Per quando riguarda i laminati HPL o HPDL (sigla che sta per High-Pressure Decorated Laminates), sono due le norme di riferimento: ISO 4586 e EN 438. Quest’ultima, in particolare, classifica il laminato in base alla destinazione d’uso (utilizzo interno o esterno, per superfici orizzontali o verticali, e via dicendo).
Ultima ma non meno importante, la celebre normativa UNI EN 13986 certifica che i pannelli a base di legno appartengano alla classe E1 (a bassa e limitata emissione di formaldeide, materiale che – allo stato gassoso – diventa nocivo per la salute). Prima di valutare un acquisto, è prudente informarsi sulla conformità dei pannelli alla normativa vigente.

Per approfondire
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diotti.com è una società specializzata nella vendita di arredamento italiano personalizzabile e su misura, realizzato su commessa. Si pone come obiettivo la volontà di offrire, ai propri clienti, un’esperienza di interni completa e fruibile su più fronti, in autonomia o seguiti da professionisti, online o in showroom.
Nonostante la recentissima pubblicazione (il sito è attivo da poche ore!), quella di diotti.com è una storia dal sapore (e dal sapere) antico, radicata nella conoscenza del materiale, del prodotto e della fabbricazione artigianale.

Tuttavia, come la medaglia ha due facce, anche diotti.com ha due anime: da un lato c’è la tradizione brianzola, che ha fatto del classico mobilificio il suo emblema, e dall’altro l’online, che con ArredaClick ha rivoluzionato il modo di comprare e acquistare gli arredi per la propria casa.

Un po’ di storia: Arredamenti Diotti A&F e i mobili artigianali

storia arredamenti diotti a&f

Dirlo sembra anacronistico, ma diotti.com nasce nel 1911, fondata dalla famiglia di cui porta il nome. Vanta dei trascorsi da bottega artigianale, prima specializzata nella produzione di sedie in legno, poi nella realizzazione di mobili per tutti gli ambienti della casa. È una storia comune a quella di tante famiglie lombarde che, nel secolo scorso, hanno fatto della falegnameria, e della Brianza, i loro punti fermi.

Con il passare degli anni, la bottega si è trasformata in un laboratorio più grande, poco distante dalla sede originaria, capace di ospitare macchinari, una zona di carico, un magazzino e uno showroom. La vera svolta avviene alla fine degli anni 60, quando è chiara la necessità di disporre di uno spazio espositivo di dimensioni maggiori. Nel 1968, dunque, apre al pubblico lo showroom di Lentate sul Seveso, ancora oggi sede e quartier generale della società.

Per più di mezzo secolo, Diotti A&F è stato un punto di riferimento nel settore dell’arredo e dei mobili su misura, ed ha servito l’intero territorio lombardo non solo in showroom, ma anche attraverso un corredo di servizi di presa misure, installazione e montaggio effettuati da tecnici professionisti.

2008: ArredaClick, l’e-commerce, i mobili online

ArredaClick è stato il primo e-commerce di arredamento personalizzabile e acquistabile online in Italia. Facendo tesoro dell’immediatezza e dell’accessibilità del web, ha saputo creare un modello di distribuzione e vendita di mobili e complementi davvero innovativo, in grado di offrire una gamma di prodotti di qualità eccellente e Made in Italy.

Personalizzazione, trasparenza e prezzo competitivo: ecco alcuni dei valori su cui è stato fondato ArredaClick. Quanto alla possibilità di personalizzazione, ogni prodotto in catalogo è stato sviluppato per essere adattato per dimensioni, finiture e colori alle proprie esigenze.
A differenza di molti negozi online, ArredaClick ha fatto di un Campionario Digitale affidabile la sua punta di diamante: questo ha permesso a molti clienti, in Italia come in Europa, di non macinare chilometri per rendersi di persona nella sede di Lentate, ma di poter acquistare comodamente da casa, in qualsiasi momento, 7 giorni su 7.

All’estrema libertà di personalizzazione si aggiungono la trasparenza e i prezzi competitivi: ogni fase della Configurazione ha sempre mostrato il costo delle opzioni scelte, affinché il cliente potesse ritrovare nel carrello un prezzo coerente con le preferenze selezionate (va da sé, la vera pelle è notoriamente più costosa del tessuto!).

Se già conoscevi ArredaClick, come vedi, nulla è cambiato… a parte il nome! Puoi continuare ad utilizzare il sito come uno strumento per la tua creatività e rubare qualche idea dal suo Blog.
Invece, se non ti sei mai imbattuto in uno dei suoi 6.000 prodotti, non temere. Puoi ancora leggere e farti un’idea delle opinioni e recensioni lasciate dai clienti; nel corso degli anni, a partire dal 2008, ne sono stati serviti più di 35.000!

Cosa troverai sul sito diotti.com (e non solo)

diotti. com scheda prodotto per personalizzazione

Su diotti.com potrai usufruire di tutti i servizi di ArredaClick: un ampio catalogo di prodotti da personalizzare, l’acquisto rapido e sicuro, la consegna a domicilio con corrieri specializzati e una squadra di arredatori pronti ad assisterti in caso di necessità. L’ordine può essere inoltrato al telefono o online, basta creare un account e il gioco è fatto.

Puoi navigare liberamente per categoria, oppure fare una ricerca precisa in alto a destra, da ogni pagina. La gamma di prodotti è davvero ricca, e spazia da mobili per il soggiorno a divani e poltrone, dai letti all’arredo bagno, senza dimenticare la cucina. A questo proposito, sai che puoi addirittura comporre e personalizzare la tua cucina online?

Se ti piace l’idea di rendere il tuo arredo unico, ma preferisci essere consigliato da un esperto o visualizzare di persona alcune delle numerose proposte, recati nello Showroom di Lentate sul Seveso. È sufficiente programmare la visita e fissare un appuntamento compilando un semplice form.

Per qualsiasi informazione, non esitare a contattare il Servizio Clienti!


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ArredaClick diventa diotti.com

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Annuncio alla popolazione: il sito ArredaClick, da oggi, diventa diotti.com.
Non stiamo decretando la chiusura del primo e solo e-commerce di mobili personalizzabili, che dal 2008 ad oggi è stato il punto di riferimento per chi desiderava acquistare online arredi su misura e componibili. Stiamo celebrando un momento di trasformazione, in cui a cambiare è il nome, non i valori.

Cos’è diotti.com?

diotti.com è una storica azienda specializzata nella distribuzione di arredi italiani personalizzati, nata dall’incontro di Arredamenti Diotti A&F e ArredaClick, rispettivamente icone di tradizione e innovazione. Ha alle spalle un’eredità centenaria, raccolta dal 1911 nel laboratorio artigianale dell’omonima famiglia, da sempre operante sul territorio brianzolo. Conoscenza del prodotto e saper fare, ben presto diventati punti cardine dell’attività produttiva e distributiva, sono stati messi al servizio del mondo digitale.

Modificato nella forma, diotti.com non lo è nella sostanza. Al contrario, l’esperienza di acquisto si arricchisce: avrai sempre la possibilità di arredare casa dal portale, acquistando in autonomia o consigliato dalla nostra squadra di arredatori professionisti. Oppure, potrai recarti nello Showroom per valutare di persona l’esposizione di mobili per il soggiorno, il salotto, la camera, senza dimenticare l’ampia selezione di tavoli e sedie per la sala da pranzo, l’arredo bagno, i complementi e una speciale sezione dedicata alle cucine.

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  • Showroom: poi programmare la tua visita compilando questo form
  • Condizioni Generali: leggi tutto quello che c’è da sapere prima, durante e dopo l’acquisto
  • Per qualsiasi informazione, consulta la pagina Domande Frequenti o contatta il nostro Servizio Clienti
  • Se non conoscevi ArredaClick, non preoccuparti: puoi ancora leggere ed affidarti alle opinioni e recensioni dei nostri clienti. Ne abbiamo serviti davvero tantissimi, circa 35.000, in tutta Europa.


Pc, tablet, smartphone sono ormai parte integrante della nostra vita quotidiana. Sempre più persone lavorano da casa (o si portano a casa il lavoro). Una cosa è certa: chi per il tempo libero, chi per studio o lavoro, tutti abbiamo bisogno di un angolo computer in soggiorno con una scrivania, una consolle oppure un mensolone su cui poter organizzare un’area attrezzata da piccolo home office.

Progetti e idee per una postazione pc in salotto

Magari sei tra i fortunati ad avere una stanza adibita a studio o un home office, se non è così allora avrai bisogno di una postazione per il computer nella zona giorno.

Richieste di progetti per un angolo computer in soggiorno sono costanti, in particolare nelle grandi città dove moltissimi single e coppie vivono in monolocali e bilocali. Anche le nuove costruzioni impongono una riorganizzazione delle aree della casa, perché le famiglie scelgono sempre più spesso la formula del trilocale (cucina e soggiorno in open space, 2 camere, 1 o 2 bagni). Nelle case tradizionali e nei grandi appartamenti degli anni 60 e 70 esisteva spesso “lo studio” ma nei trilocali moderni un ambiente dedicato è oggi impensabile, a meno che non si trasformi – almeno temporaneamente – la cameretta in home office.

#1: scrivania a penisola

Per rispondere alle esigenze di case dagli spazi ridotti l’arredamento si deve adeguare con soluzioni versatili e salvaspazio, alternative ai soliti standard: la scrivania non deve per forza avere 4 gambe, si può fissare alla parete e deve offrire un’ampia flessibilità. L’esempio perfetto è la scrivania a penisola di questo progetto.

Plan scrittoio è l'ideale per sfruttare l'angolo del soggiorno con un piano a penisola

In questo progetto il committente desiderava un angolo home office in soggiorno.

Questi scrittoi sono pensati per essere integrati a mobili soggiorno perfettamente abbinati. La componibilità è stata studiata proprio per andare incontro a chi per ragioni di spazio deve integrare più funzioni all’interno dello stesso mobile.

Esempi di come utilizzare queste soluzioni:

Scrittoio alto a penisola Hyperion

Scrittoio Plan integrato in mobile soggiorno

#2: una vera e propria scrivania attrezzata per un pc

Se hai spazio non rinunciare a creare il tuo personale angolo da dedicare ai tuoi dispositivi elettronici e strumenti tecnologici. In questo caso c’è solo l’imbarazzo della scelta. Il nostro consiglio è una scrivania super attrezzata con foro passacavi e copri cavi per evitare il disordine e mantenere uno spazio ordinato e presentabile, visto che si trova in soggiorno o in salotto.

#3: postazione pc sospesa

Ecco un altro progetto in cui abbiamo sfruttato i moduli di una parete attrezzata per ricavare un angolo studio-lavoro. In questo caso la postazione pc è ricavata da una mensola con schienali a protezione della parete e mensole superiori.

Se preferite arredi non coordinati alla parete attrezzata, potete optare per altre soluzioni come consolle a parete o mensole apribili.

Consolle sospesa per pc Kosmos

Mensola apribile Riddle

#4: angolo pc integrato a mobile tv

Qualsiasi parete attrezzata componibile che si rispetti comprende sicuramente dei moduli ideati per creare una zona dedicata a studio e lavoro al computer. Nel progetto qui sotto la parete attrezzata e il mensolone porta computer sono perfettamente integrati. La postazione risulta così completa di pensili contenitore e piccola libreria.

#5: libreria con postazione per pc

Le librerie componibili sono la soluzione perfetta per integrare tutte le funzionalità che cercate in un unico mobile per il soggiorno. Oltre a poter essere trasformate in pareti attrezzate porta tv, le librerie modulari possono integrare scrivanie, scrittoi, ripiani profondi adatti ad ospitare un angolo dedicato al lavoro o allo studio

Libreria a montanti con scrittoio integrato Airport

Scaffale componibile Bagel con ripiano porta pc

Libreria componibile su misura Almond a ponte con scrivania

#6: ricavare un angolo studio in una nicchia

Può accadere di trovarsi con nicchie che non si sa mai come utilizzare. In questo caso sono bastate poche mensole e un armadio a muro su misura per ricavare una zona studio nel piccolo soggiorno con cucina a vista.

Progetto di un monolocale con angolo studio in nicchia

L'angolo studio è stato ricavato da una rientranza, attrezzata con ripiani

#7: una consolle dietro al divano

Se il divano è a centro stanza, lo usi per separare la zona living dalla cucina o per delimitare un’area di passaggio o un ingresso, puoi posizionare una consolle proprio dietro allo schienale. Puoi completarla con una sedia o un pouf in base allo spazio che hai a disposizione. A seconda della profondità del mobile potrai usarlo per un pc fisso o per un portatile. Se vuoi davvero una soluzione perfetta opta per una consolle su misura in larghezza ed altezza, in modo da rispettare le proporzioni del divano. Il tocco in più: una lampada da tavolo di design e una pianta.

#8: uno scrittoio per un angolo computer di classe

Se hai tanto spazio in soggiorno, magari con una zona dedicata solo alla libreria, alla lettura, allo studio e al lavoro, la scelta diventa più semplice. Non dovendo scendere a compromessi con metri e centimetri puoi optare per la soluzione ideale: un vero e proprio scrittoio, moderno o di design, perfetto per definire la tua “area tecnologica”.

#9: consolle fissa o allungabile

La profondità di una consolle standard si aggira tra i 35 e i 50 cm, ma tutto dipende dal modello e dallo stile. Le consolle allungabili possono essere più profonde perché contengono le prolunghe e i meccanismi. Semplici nella forma e sempre più spesso adornate da gambe dal design spettacolare, questi mobili sono diventati fondamentali nelle case moderne, in particolare i modelli trasformabili ed estensibili. Il vantaggio di questa soluzione è che puoi usarla come arredo “di bellezza” quando non ti serve per lavorare, e trasformarlo in scrivania da pc solo se necessario. Se il piano si apre o si allunga, ancora meglio!

#10: un piccolo home office in sala

Se hai uno spazio vuoto abbastanza capiente puoi pensare di attrezzarlo con un piccolo home office completo di postazione pc, ripiani e armadietti. Nel progetto qui sotto l’angolo computer è stato addirittura ricavato all’ingresso.

#11: mensola porta computer o laptop

Un’altra valida soluzione è una semplice mensola o un piccolo scaffale. Una soluzione relativamente low cost (dipende dal materiale che scegli!) e che occupa il minimo spazio. Perfetta se lavori con laptop o tablet, per pc fissi controlla bene dimensioni e peso.

Quale sedia scegliere per la postazione pc in salotto

La risposta è: dipende. Dipende da quante ore usi il computer e di conseguenza da che tipo di supporto hai bisogno.

Lavori da casa

Se la tua postazione è in realtà il tuo home office allora meglio optare per una sedia da ufficio ergonomica. Non sarà esteticamente in linea con il resto della zona giorno, ma non puoi rischiare di rovinarti la schiena lavorando 8 ore al giorno su una seduta non adeguata.

Usi la postazione per studiare

Tu – o i tuoi figli – usate l’angolo pc per studiare o fare i compiti. Anche in questo caso l’ideale sarebbe una sedia da ufficio, ma non è strettamente necessaria se punti su uno sgabello o una sedia ergonomica. L’obiettivo è favorire una postura corretta.

Usi il pc poche ore a settimana

Se la zona computer è usata saltuariamente o qualche ora nell’arco della settimana, puoi puntare molto di più sull’estetica. In ogni caso, non dimenticare il comfort. La postura davanti a laptop portatili e pc è sempre poco naturale, quindi una buona seduta può aiutare a scongiurare fastidi al collo, alla cervicale e alla zona lombare. Una poltroncina con braccioli è sempre la più indicata.

Spero di averti aiutato con i suggerimenti che hai trovato in questo articolo. Hai visto che, come sempre, anche in una casa piccolissima è possibile creare un angolo computer in soggiorno o una postazione pc in salotto…perfino all’ingresso di casa. Basta cercare e organizzare al meglio gli spazi, anche i più impensati.

Non dimenticare gli angoli, spesso impiegati male o semplicemente ignorati. Una nicchia nella parete, un ingresso, un disimpegno: se hai bisogno di un angolo computer per lavorare, studiare, giocare, non disperare ma guardati intorno e individua le aree della casa con maggiori potenzialità. Poi, immagina cosa puoi farci e comincia a cercare quello che ti serve: una mensola? degli scaffali componibili o una parete attrezzata modulare? uno scrittoio o una vera scrivania da lavoro? o magari la soluzione è un piccolo porta pc dal design curato?

Il decalogo ANTI-mal di schiena

  1. 1. usare sedie convenzionali quando si lavora al pc è una delle principali cause di disturbi muscolo scheletrici, meglio optare per sedie da ufficio o sedie ergonomiche o a seduta attiva
  2. 2. la postura ideale è la neutral position della colonna vertebrale: mantenere in verticale l’asse collo schiena per non sovraccaricare nessun punto
  3. 3. il tuo peggior nemico è la staticità, stabilisci delle pause in cui alzarti per sgranchire le gambe e muoverti, mentre sei al telefono approfitta per alzarti dalla sedia e camminare o fare dei piccoli esercizi (alzarsi sulle punte dei piedi, ruotare collo, spalle, tronco, flettere le gambe in avanti e indietro)
  4. 4. una seduta “attiva” con opportuni sistemi di oscillazione e che permette il cambio di posizione è l’ideale
  5. 5. ogni tanto fermati e fai caso alla postura che stai mantenendo: sei troppo in avanti col collo? sei troppo indietro e stai inarcando la zona lombare? hai le gambe accavallate? siedi sul bordo della sedia? cosa fanno i piedi? le spalle sono troppo rigide? Questo ti aiuterà a capire di cosa hai bisogno: occhiali? una seduta con supporto lombare? una sedia con braccioli? un poggiatesta?…
  6. 6. se passi tanto tempo davanti agli schermi scegli una sedia ad altezza regolabile e ricorda che la posizione degli avambracci rispetto al corpo deve essere di 90°
  7. 7. i piedi attivano il flusso di ritorno del sangue verso il cuore e le gambe lavorano come un sistema di “pompaggio”, ma quando non camminiamo questo diventa più difficoltoso: un poggiapiedi regolato alla giusta altezza può aiutare
  8. 8. la lordosi lombare (una leggera curvatura in avanti) è normale, non è possibile stare completamente dritti con la schiena e anzi potrebbe essere origine di dolori
  9. 9. se lo schermo del pc è troppo basso alzalo con appositi supporti per evitare di sforzare troppo gli occhi
  10. 10. bevi! Acqua, si intende. Con i caffè meglio non esagerare!

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IL PROBLEMA
Hai da poco comprato casa e da sempre hai adorato l’idea di poter vivere in un open space. Adesso, che in quell’appartamento ci vivi per davvero, ti sei reso conto che l’organizzazione degli spazi è a dir poco vitale. Hai deciso di fare un passo indietro e stai cercando idee per separare gli ambienti senza muri, pareti o cartongesso (il solo pensiero di intraprendere lavori di muratura ti terrorizza). Scartati séparé e divisori mobili, la soluzione che cerchi deve essere su misura per te, originale, funzionale e, perché no, non definitiva.

LA SOLUZIONE
Due parole: librerie divisorie.

Sì, dividere gli ambienti della casa con una libreria è possibile (ed è anche molto di tendenza). Non ti ho convinto? Leggere per credere.

 

Cosa troverai in questo articolo:

  • Librerie divisorie: che cosa sono?
  • Scegliere la migliore libreria: bifacciale o a montanti?
  • Come separare cucina, soggiorno, sala da pranzo e ingresso
  • Le librerie divisorie che amiamo: foto e immagini per farti ispirare
Libreria divisoria di design Loft

 

Libreria per separare gli ambienti Elisabeth

Cos’è una libreria divisoria?

Innanzitutto, un po’ di chiarezza. In generale, l’espressione “librerie divisorie” è utilizzata per indicare un particolare modello di libreria che separa gli ambienti. Ecco da cosa e come riconoscerle:

  • la struttura è aperta o semiaperta, e nella maggior parte dei casi è costituita da facce accessibili da due lati; queste librerie “a scaffale” non hanno schienale né fondo, e sono conosciute anche con il nome di librerie a giorno, bifacciali, double face o bifrontali
  • la struttura può essere autoportante: in questo caso, non è richiesto fissaggio a parete o a soffitto, poiché la libreria rimane ben stabile sul pavimento; il vantaggio maggiore delle librerie da centro stanza è che non richiedono alcun posizionamento contro il muro (sono dette anche free-standing) *
  • la struttura è un vero e proprio elemento divisorio, e come tale è utilizzata per organizzare o delimitare gli spazi; la funzione di separazione ha, nel tempo, assunto un ruolo di primaria importanza, al punto che queste librerie sono dette anche “passanti”, “separé”, “separa stanza” o “dividi ambienti”

* Attenzione: non tutte le librerie divisorie sono anche autoportanti. Esistono modelli detti “con fissaggio a soffitto” che richiedono, come dice il nome, di avere un punto a cui ancorarsi. Prima di scegliere una libreria, assicurati che rispecchi al 100% le tue esigenze e che possa adattarsi alla configurazione dell’ambiente, soprattutto per quanto riguarda il suo posizionamento.

Librerie per separare gli ambienti: quale scegliere?

Proprio come le librerie classiche, anche quelle divisorie assumono forme e stili diversi a seconda del designer che le progetta o dell’artigiano che le realizza. Tendenzialmente, però, possiamo dividerle in due grandi famiglie: le librerie bifacciali e le librerie a montanti.

La libreria bifacciale è il mobile separatore per eccellenza. Può essere costituita da moduli fissi o essere realizzata su misura, motivo per cui è particolarmente adatta sia per delimitare ambienti piccoli che open space di grandi dimensioni. Il sistema di scaffalature di queste librerie a mensole può raggiungere altezze e larghezze importanti, svilupparsi in verticale o in orizzontale, ed essere attrezzato con gli accessori più diversi: ante o sportelli per ottenere nicchie, cassetti e scrivanie integrate per creare un angolo studio.

LIbreria divisoria bassa in metallo Crosser

 

Grande libreria separatore Dexe

 

Libreria a scaffale bianca Note

La libreria a montanti è una libreria divisoria costituita da pali e ripiani. È conosciuta anche come libreria terra cielo, e questo perché sfrutta tutto lo spazio disponibile in altezza, dal pavimento al soffitto. I montanti metallici funzionano come dei sistemi modulari, e come tali restituiscono una libertà compositiva eccellente (perfetta se devi organizzare un ambiente unico, come un open space).

Perché scegliere una libreria-separatore con fissaggio pavimento-soffitto? Innanzitutto, per la sua funzionalità: è pratica, occupa poco spazio in profondità ed è visivamente leggera. E poi, ammettiamolo, è praticamente impossibile resistere al fascino del design minimalista contaminato da un tocco di stile industrial (che fa tanto loft newyorkese).

Libreria a palo Tokyo

 

Librerie separa stanza: 8 idee ambiente per ambiente

Eccoci arrivati al nodo cruciale della questione: come dividere gli ambienti della casa senza muri, pareti o cartongesso, utilizzando solamente delle librerie separa stanza. Dopo la piccola panoramica sui modelli di maggior tendenza, non ci resta che passare ai fatti. Di seguito troverai esempi, soluzioni e idee per organizzare gli spazi in modo originale e funzionale – e perché no, risparmiando! Inizieremo dalla zona giorno, spesso divisa tra cucina, soggiorno, salotto e sala da pranzo, passeremo dalla zona notte e concluderemo con un approfondimento sull’ingresso.

Separare la cucina dal soggiorno

“Come posso dividere la cucina dal soggiorno?”. Il tuo progetto è chiaro: vuoi chiudere una cucina a vista senza intraprendere lavori di muratura, né perdere la luminosità nella stanza.
Hai a disposizione diverse soluzioni, da valutare in base allo spazio e all’effetto che vuoi ottenere. Te ne proponiamo due: la prima utilizza una libreria con fissaggio a soffitto, che alterna scaffali e moduli chiusi. Questa idea è ottima se hai bisogno di spazi contenitivi dove riporre provviste o utensili (in questo caso, il confine tra libreria e parete divisoria è labile). La seconda, invece, è una libreria bifacciale a ponte, adatta per coprire grandi larghezze. Più impattante e scenografica della prima, questa idea funziona, a tutti gli effetti, come una vero muro: la struttura integra un spazio vuoto per passare da un ambiente ad un altro.

Libreria per separare la cucina dal soggiorno Bagel

 

Libreria tra cucina e soggiorno Almond

Dividere sala da pranzo e salotto

Disponi di una cucina separata, ma la zona giorno corrisponde ad un unico ambiente?
Anche in questo caso, puoi utilizzare una libreria-separatore per riorganizzare gli spazi. Se vuoi mantenere una certa continuità visiva, puoi optare per delle librerie a montanti. Il loro impatto visivo è minimo, ma quanto a design sono impareggiabili. Discrete e funzionali, sono perfette per delimitare una piccola zona pranzo (con tavolo, sedie e tappeto) all’interno di un ambiente più ampio. In alternativa, puoi considerare una soluzione autoportante, anche di piccole dimensioni, da posizionare a centro stanza.

Libreria con fissaggio soffitto-pavimento Airport

 

Libreria a pali Airport

Separazione tra zona giorno e notte

Che tu viva in un monolocale o in un open space, potresti avere bisogno di dividere la zona notte dal resto dell’appartamento.

In alternativa alle classiche pareti divisorie mobili, puoi sfruttare a pieno le potenzialità di una libreria aperta, sia in versione scaffale che in versione bifacciale, per nascondere letto, comò e comodini. Il segreto sta nell’alternare gli spazi pieni e nel creare un effetto vedo-non-vedo funzionale e adatto alle tue esigenze. Se scegli un modello che non integra ante né pannelli, non temere: nulla ti vieta colmare i vuoti mettendo in mostra tutti i tuoi libri!

Libreria dividi ambienti Almond

 

Libreria divisoria moderna Almond

Dividere l’ingresso dal soggiorno

Oltre ad essere sempre più piccole, le case moderne hanno spesso piante aperte. Il risultato: zero corridoio, zero disimpegno.

Se non c’è l’ingresso, o se è aperto sul soggiorno, è bene crearne uno. Puoi utilizzare una libreria a giorno per delimitare una sorta di corridoio, ed evitare così di entrare direttamente nel living. Hai molti libri e preferisci una soluzione a tutta altezza, lunga o stretta? Oppure hai bisogno di un mobile divisorio basso, su cui appoggiare qualche oggetto? Ancor prima di scegliere la tua soluzione, chiarisci quali sono le tue esigenze: come vedi, le idee per creare un ingresso in un open space non mancano.

Libreria a giorno di design Tres

 

Libreria per creare un ingresso Direct

 

Riassumendo

In questo articolo hai scoperto che dividere due ambienti senza lavori è possibile, soprattutto se scegli di farlo con una libreria bifacciale. Ricapitoliamo in breve cosa puoi separare, cosa puoi creare e quali sono i principali vantaggi di utilizzare una libreria come elemento divisorio in un ambiente unico o in un open space.

Cosa puoi dividere con una libreria séparé

  • due ambienti: senza ombra di dubbio, le soluzioni più comuni sono quelle in cui cucina e soggiorno si trovano in un ambiente unico, piccolo o grande che sia. Seguono a grande richiesta le idee per separare sala e cucina, sala da pranzo e salotto, zona giorno e zona notte
  • un solo ambiente: un salotto molto grande, un open space, una cucina a vista… in pratica, puoi posizionare una libreria autoportante bifacciale ovunque tu voglia. Benché sia la zona giorno a richiedere più attenzione, si può ricorrere all’uso di una libreria divisoria anche nella cameretta di due ragazzi. È un’ottima soluzione per far convivere due fratelli in una stessa camera, assicurando loro tutto lo spazio e la privacy di cui hanno bisogno. Ricorda, però, in un caso come in un altro, di scegliere una libreria adatta all’ambiente, per continuare a muoverti agevolmente nella stanza.

Cosa puoi creare con una libreria divisoria

  • 2 ambienti in 1: dividi parte dell’open space e ricavane un soggiorno e una zona pranzo; puoi fare la stessa cosa separando la cucina dalla sala
  • un angolo lettura: sfrutta la superficie di un salotto grande per delimitare un angolino tutto tuo, in cui leggere, riposare o conversare con gli amici. Gli ingredienti segreti sono tre: la tua poltrona preferita, un tavolino e una lampada a pavimento
  • un angolo studio: per necessità o per zelo, poter disporre di uno spazio in cui lavorare da casa è un grande vantaggio. In questo caso, non ti serve necessariamente disporre di una libreria dividi ambienti a tutta altezza: puoi scegliere un modello basso, che alterni mensole, moduli chiusi e spazi contenitivi
  • un ingresso: se la casa non ha corridoio né disimpegno, puoi utilizzare una libreria a mo’ di muretto divisorio tra ingresso e soggiorno. Anche in questo caso, opta per un modello basso: questo ti permetterà di posizionare sul piano della libreria un grazioso svuota tasche, qualche cornice e i tuoi souvenir delle vacanze

I vantaggi di usare le librerie come pareti divisorie

  • puoi dividere uno o più ambienti senza erigere muri né ricorrere a pareti di cartongesso
  • puoi separare in modo non definitivo (ovvero hai la possibilità di spostare mensole e libreria se cambi idea o devi traslocare)
  • puoi agire sull’organizzazione della casa in modo originale e funzionale, anche per creare spazi in cui dedicarti ai tuoi hobby o alla tua privacy
  • puoi separare senza schermare la luce che entra dalle finestre né bloccare il ricambio di aria
  • puoi creare delle soluzioni su misura, quasi al centimetro (ricorda che la libreria deve adattarsi a te, e non tu alla libreria!)
  • puoi sfruttare degli elementi architettonici preesistenti: colonne, pilastri e pareti (è il tipico posizionamento delle librerie interparete)

Ultimo ma non meno importante, i vantaggi estetici e quelli funzionali. Dividendo in modo parziale, le librerie séparé garantiscono la continuità visiva tra gli ambienti, un dettaglio importantissimo per non intaccare l’armonia generale della tua abitazione o, peggio ancora, restituire un senso di oppressione. Ricorda che le librerie senza schienale sono accessibili da entrambi i lati (si chiamano librerie bifacciali proprio per questo motivo), il ché aumenta in maniera esponenziale la funzionalità di questi mobili divisori.

 

Non solo idee: foto e immagini delle nostre librerie dividi ambienti preferite

Libreria divisorio per ingresso Almond

Libreria separatore per ufficio Almond

Libreria bifacciale dal design minimalista Hudson

Libreria a giorno componibile Lodge

Libreria separa ambienti Loft

Libreria che separa due ambienti Loft

Libreria divisoria autoportante Crosser

Libreria divisoria bianca Fun

Libreria divisoria moderna Domino

Libreria che separa gli ambienti Section

Libreria divisorio per stanza Matassa

 

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8 Febbraio 2019 / / BlogArredamento Aziende

Cos’è il letto sommier? Quanto misura? Quali sono i modelli più richiesti? Se anche per te la definizione di “sommier” è piuttosto oscura, sei nel posto giusto. Nell’articolo troverai informazioni utili su questo particolare letto senza testiera, spesso dotato di contenitore, il vero alleato salvaspazio delle camere piccole. Scopriremo quali sono i meccanismi di alzata che ne regolano l’apertura e faremo un piccolo approfondimento sulle dimensioni e le misure più comuni.

In questa mini guida vediamo:

  • Letto sommier: significato
  • I meccanismi di apertura: alzata semplice e doppia
  • Letti sommier: modelli e dimensioni

Letti sommier: cosa sono?

Cosa significa “letto sommier”?

Si tratta di un letto senza testiera, spesso dotato di un ampio contenitore in cui riporre cuscini, coperte, biancheria e molti altri accessori.

Lo spazio contenitivo è collocato sotto il materasso, ed è reso accessibile da un meccanismo che permette di sollevare il piano di riposo in pochi pratici gesti. I sommier moderni nascono da un bisogno pratico: ottimizzare gli spazi sfruttando fino all’ultimo centimetro la superficie occupata dal letto. Difatti, l’uso del contenitore non comporta un ingombro maggiore, bensì un uso intelligente della profondità del letto stesso.

Letto sommier in legno Freeport

Letto sommier contenitore Cinnamon

I meccanismi di apertura del letto sommier

Come abbiamo visto, il sommier è un letto senza testiera che, nella versione più moderna, è dotato di box contenitore. Il motivo del suo successo è evidente. La base del letto, che è cava, mette a disposizione un pratico vano in cui collocare numerosi oggetti. Lo spazio è generoso, ma l’ingombro è ridotto al minimo: infatti, la superficie occupata dal contenitore corrisponde a quella del letto.

Nella versione con box, l’accesso al vano interno è resa possibile da sistemi di apertura pratici ed innovativi. In commercio ne esistono tre: il meccanismo ad alzata semplice, quello a doppia alzata e il meccanismo ad alzata laterale. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

  • letto sommier con alzata singola: è il meccanismo più comune, che permette di sollevare il piano rete con un solo gesto. Il movimento di apertura è verticale e, una volta sollevato, il materasso resta fermo in posizione diagonale. Il riassetto del letto è altrettanto semplice: basta accompagnare delicatamente il piano rete verso il basso, fino a farlo appoggiare al giroletto.
  • letto sommier con alzata doppia: è un meccanismo innovativo, dotato di pistoni idraulici che permettono la movimentazione del piano rete in due tempi. In questa tipologia di sommier, il materasso si alza in verticale e in seguito assume una posizione orizzontale. L’apertura avviene in maniera rapida, senza sforzo e in totale sicurezza, e accedere al vano interno è davvero semplicissimo. I vantaggi dei meccanismi a doppia alzata non finiscono qui. Il piano di riposo del letto contenitore si alza tutto, svelando completamente lo spazio sottostante. Inoltre, l’alzata orizzontale permette di portare il materasso ad un’altezza utile per rifare il letto comodamente, senza piegare la schiena.
  • letto sommier con alzata laterale: è il meccanismo di apertura dei letti singoli e ad una piazza e mezza. Permette di accedere lateralmente al vano interno, un dettaglio che favorisce il posizionamento del letto contro il muro o sotto un armadio a ponte.

Esempi di letto sommier con alzata singola e doppia alzata

Letto sommier singolo ad alzata laterale

Letto sommier: misure e modelli

Per quanto riguarda le misure, i sommier offrono una gamma dimensionale ricca e variegata. Qui sotto troverai alcune dimensioni indicative, che potrebbero variare a seconda dei modelli e dei produttori. In generale, se vuoi farti un’idea, le misure dei letti sommier sono le seguenti:

 LETTO SOMMIER / SOMMIER CONTENITORE
MISURE STANDARD INDICATIVE
Letto Sommier Singolo cm 80 / 90 / 100 / 110 x 200
cm 90 / 100 x 210
cm 100 x 220
Letto Sommier Una Piazza e Mezza cm 120 x 200
cm 130 x 200 / 210 / 220
Letto Sommier alla Francese cm 140 x 190 / 200
Letto Sommier Queen Size cm 150 x 190
Letto Sommier Matrimoniale cm 160 x 200 / 210 / 220
Letto Sommier Matrimoniale Large cm 170 x 200 / 210 / 220
Letto Sommier King Size cm 180 x 200 / 210 / 220
cm 190 x 200 / 210 / 220
Letto Sommier Rotondo Ø cm 220 / 230 / 260

Letto sommier 1 piazza e mezzo Etienne

Letto sommier rotondo Record

Il letto sommier è il salvaspazio per eccellenza.

Nella versione con box può essere addirittura utilizzato come piccolo armadio, e questo in virtù della funzione contenitiva che lo caratterizza.

Ma cosa rende un sommier diverso da un comune letto con contenitore?

La sua struttura: il giroletto privo di testiera permette di risparmiare preziosi centimetri in profondità e di posizionare il letto in centro stanza. A sostegno di questa ipotesi, bisogna ricordare che il design dei moderni letti sommier è davvero impeccabile: il giroletto è curato nei minimi dettagli, e accorgersi della presenza del vano contenitore è quasi impossibile.

I tipi di giroletto esistenti sono davvero tantissimi e la scelta di un modello a scapito di un altro è spesso dettata da motivi di spazio. Se non si hanno molti centimetri attorno al letto, i sommier in legno o con giroletto slim sono l’opzione migliore, poiché riducono l’ingombro perimetrale e agevolano la circolazione nella stanza. Tuttavia, se non hai particolari esigenze di spazio (o se sei un fautore dell’arte per il gusto dell’arte), sappi che esistono dei letti imbottiti senza testiera davvero originali, alcuni addirittura romantici. Tra gli esempi più lampanti non mancano grandi basi con lavorazione capitonné, oppure coperte da gonne o mantovane (rivestimenti tessili che scendono fino a terra nascondendo i piedini del giroletto).

Letto sommier salvaspazio con giroletto slim e piedini alti
Letto sommier imbottito con giroletto arrotondato

Letto con copri sommier a mantovana

 

Un’alternativa al posizionamento in centro stanza?

Collocare il sommier contro il muro e utilizzare la boiserie* al posto della testiera. Una variazione sul tema consiste nel ricoprire il muro con pannelli imbottiti e rivestiti. Sono elementi decorativi davvero funzionali, spesso usati nella cameretta dei bambini o nella camera dei ragazzi. Oltre ad essere utilizzati come testiera (dietro al letto, quindi), questi pannelli possono essere impiegati su più pareti per creare schienali e protezioni laterali. Per non parlare della resa scenografica che danno… impagabile.

 

* Da sapere:

quando si parla di boiserie per letto ci si riferisce ad un sistema di pannelli modulari e componibili, utilizzati per creare testiere su misura e personalizzate. Per saperne di più, dai un’occhiata all’articolo Cos’è la boiserie per letto.

Letto sommier matrimoniale con boiserie Beat P17

Letto sommier singolo con pannelli imbottiti Tamia

Riassumendo:

In questo articolo abbiamo scoperto cosa sono i letti sommier, quali sono i meccanismi che ne regolano l’apertura ed elencato le misure più comuni in commercio. Ora non ci resta che fare un breve riassunto delle ragioni per cui vale la pena di optare per un letto sommier!

Sommier matrimoniale capitonné More&Plus

Scegli un letto sommier se:

  • sei alla ricerca di un letto originale, da posizionare in centro stanza
  • ti affascina l’idea di poter integrare al piano di riposo una testiera su misura e personalizzata
  • stai cercando un’alternativa al classico divano letto: in questo caso, i sommier singoli possono fare al caso tuo

Scegli un sommier contenitore se:

  • devi arredare una camera matrimoniale piccola e devi risparmiare centimetri in profondità
  • vuoi disporre di uno spazio contenitivo in più ma i cassetti sotto-letto non rispondono alle tue esigenze
  • cerchi un modello di letto che si possa rifare senza sforzo (i sommier contenitore ad alzata orizzontale sono i veri best seller)

Ora che sai tutto sui letti sommier, che ne dici di conoscere anche gli altri modelli? Ecco i nostri approfondimenti:

Letto singolo
Letto ad una piazza e mezza
Letto alla francese
Letto matrimoniale
Letto king size

Vuoi saperne di più sui materassi? Nella guida “Come scegliere il materasso” puoi scoprire le caratteristiche dei modelli a molle tradizionali o indipendenti, in memory o lattice.

Hai bisogno di un consiglio per arredare al meglio la camera da letto? Non sai quale sommier scegliere? Clicca qui sotto e chiedi aiuto ai nostri arredatori.

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