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Illuminare correttamente la terrazza con queste idee

Pubblicato da blog ospite in Idee, VDR Home Design

Illuminare correttamente la terrazza per dare rilievo ad uno spazio che ospiterà le tue serate estive. Tante idee da cui prendere spunto.


Arredare la terrazza ed organizzarla in base alle attività che ci vorrai svolgere può sembrare difficile, ma una volta trasformato il processo in una serie di passi tutto si semplifica. Il punto che merita più attenzione però è l’illuminazione.

Senza una corretta illuminazione anche il più bello degli spazi perde di armonia e coesione e soprattutto in spazi esterni, potrebbe venir meno la praticità.

Ogni attività svolta all’esterno necessita di una fonte di luce dedicata, in grado di permettere correttamente la visione senza distorcere troppo i colori. Come sapere quante e quali tipi di luci prevedere ?

Illuminare correttamente la terrazza: la temperatura colore

Il primo punto di cui parlare è la temperatura colore della luce. Cosa significa? Le fonti luminose sono classificate anche in base al tipo di colore che restituiscono mentre illuminano. Con le luci ad incandescenza questa suddivisione aveva poco senso (in quanto tutte luci calde), mentre con le luci Led questa suddivisione è quanto mai importante.

Ci sono tre tipi di temperatura colore (espresse in Kelvin): luce bianco caldo, fino a 3300 K; luce bianco neutro, da 3300 K a 5300 K; luce bianco freddo oltre i 5300 K. La luce calda è così chiamata perché restituisce un colore arancio durante l’emissione, che ricorda le candele o le lampade ad olio. La luce bianca neutra invece è quella maggiormente utilizzata ad oggi, perché restituisce un emissione quasi uguale alla luce del sole. Infine le luci fredde (opposte alle calde) che hanno una maggior emissione di colore blu e illuminano in modo netto e tagliente lo spazio.

Generalmente per spazi esterni si scelgono luci calde che creino atmosfera, evocando le vecchie lanterne. Ma rimane pur sempre un punto a preferenza personale, da definire in base ad esigenze e alle emozioni che si vogliono suscitare.

Illuminare con più fonti luminose

Il modo migliore per pensare l’illuminazione di uno spazio esterno è differenziando le fonti luminose. Un solo tipo di luce non sarà sufficiente a garantire una corretta visione, in uno spazio così esteso e che non da possibilità di riflessione della luce. Per cui come prima idea è bene focalizzarsi su fonti che generino (quanto più possibile) una luce d’ambiente.

Puoi farlo con le ghirlande di luci a bulbo da appendere ad una parete, o con più lampade di carta da dislocare in più aree della terrazza (anche in gruppi di due o tre lampade).

Per chi ha la possibilità di agganciare una lampada ad un soffitto, esistono delle luci a sospensione perfette per gli spazi esterni. Di solito restituiscono una luce neutra molto soffusa perfetta per creare atmosfera all’esterno.

Illuminare correttamente la terrazza con ghirlande di luci, lampade di carta, lanterne e vasi da esterno illuminati
| Dall’alto a sinistra: Lights$Fun | Vasi da esterno illuminati colorati VG New Trend | Vasi da esterno illuminati ViaDurini Lighting |

Una volta che hai definito la luce generale d’ambiente puoi concentrarti su quella di “dettaglio”, che andrà a fornire illuminazione alle varie aree del tuo spazio esterno. Di solito infatti la luce generale serve ad illuminare la parte più consistente, ossia quella in cui si svolgeranno attività come il mangiare o il leggere (che richiedono un’illuminazione più potente).

Per le zone relax in cui ci si riposerà o si converserà amabilmente, puoi pensare a delle luci calde come le lanterne con le candele, in grado di dare calore mentre illuminano in modo discreto. Ma anche delle “luci da fata”, ossia le piccole catenelle di luci perfette per sottolineare un angolo speciale. Se vuoi unire due funzioni, ti consiglio i vasi da esterni illuminati.

Ne esistono più formati e con differenti tipi di luci: quelli di ViaDurini Ligthting ad esempio emettono una luce neutra in grado di illuminare molto bene una zona con divani, ad esempio. Quelli di VG New Trend invece emettono luce colorata e sono perfetti come luce d’accento da dislocare in tutta l’area.

Tu hai già pensato a come illuminare la tua terrazza?

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Arredare ed organizzare la terrazza partendo dalla moodboard

Pubblicato da blog ospite in Idee, VDR Home Design

Organizzare la terrazza partendo dalla moodboard è un modo utile per definire le zone d’attività e capire lo stile con cui arredarla.


Arredare una terrazza, piccola o grande che sia, non è mai un’impresa semplice. Può sembrarlo di primo impatto, solo che poi quando si passa alla pratica si incappa in una serie di imprevisti che non si erano calcolati.

Primo fra tutti i costi che hanno gli arredi da esterni: per avere pezzi d’arredo resistenti alle intemperie e al tempo, si deve investire una buona parte del budget. Secondo, definire esattamente cosa si vuole mettere sulla terrazza.

E’ sempre utile ragionare a priori su quelle che sono le nostre necessità quotidiane, per definire un elenco di attività che con molta probabilità trascorreremo sulla nostra terrazza. Da qui è buona conseguenza stilare un elenco dettagliato di tutti gli arredi e complementi che prevedrai di usare, così da cominciare a fare ricerche d’acquisto.

Ma dove trovare le idee per arredare le varie zone funzionali della terrazza? Un buon modo è creando una moodboard. Ti faccio vedere quella che ho realizzato io, per arredare la nostra terrazza.

Organizzare la terrazza aiutandosi con la moodboard

Se ti stai ancora chiedendo così sia la moodboard, te la spiego semplice: un collage di immagini d’ispirazione. E’ utilissima per avere ben chiaro lo stile che vuoi realizzare e per perfezionare magari la ricerca.

Capita molto spesso di raccogliere moltissime immagini che però sono in contrasto tra di loro, per realizzazione o per tipo di decorazione. Se raccogliendo le (massimo) dieci immagini ti rendi conto che ce ne sono un paio che litigano tra loro, scegli quella che davvero senti potresti traslare nei tuoi spazi.

Da li raffina la ricerca individuando le idee che combaciano con le tue dimensioni reali e i tuoi gusti.

organizzare la terrazza soperta utilizzando la moodboard
| 1- fun.it.online | 2- Ikea | 3 – designmag | 4- Hitta Hem | 5- archindugio.wixsite.com | 6- westwing | 7- ideadesigncasa |

Nel nostro caso disponiamo di una terrazza di ben 35 mq, per cui non abbiamo problemi particolari a organizzare più aree funzionali. Al momento sappiamo che vogliamo una zona per pranzare e una per chiacchierare, una zona barbecue e una zona più pratica, in cui ci sono i bidoni della spazzatura.

Al momento abbiamo già un piccolo divano fatto di pallet e un tappeto da esterno, per cui ho tenuto conto di questi dati quando ho cominciato la mia ricerca. Il risultato lo vedi qui sopra: sette immagini che ti danno l’idea di come vorrei che risultasse alla fine la nostra terrazza.

Dall’animo eclettico, come il resto di casa nostra. Vorrei sfruttare la grande parete che abbiamo appendendo dei cesti di vimini che conto di trovare in un mercatino delle pulci. Magari aggiungendo qualche stampa o qualche quadro. Il tutto sarà appeso o con washi-tape o con i ganci adesivi invisibili, perché avendo il cappotto non è possibile forare.

Li sotto ci sarà il nostro divano di pallet, a cui aggiungeremo qualche poltrona e magari un dondolo. Per definire la zona conversazione il tappeto è l’ideale perché sancisce dei limiti precisi all’interno di un’area più ampia. Tavolini bassi, candele e lanterne non potranno mancare.

Avendo molto spazio a disposizione non c’è bisogno di usare i tavoli pieghevoli, per cui ci piacerebbe avere un tavolo grande, da almeno otto persone, da tenere al di fuori. Così da poter organizzare pranzi, cene ed aperitivi sotto le stelle. I tavoli in ferro sono i migliori, ma per motivi di costi è meglio optare per quelli in plastica. Sono comunque durevoli e ultimamente la ricerca estetica ha fatto passi da gigante.

Per finire, avremo l’area barbecue e l’area verde. Per il barbecue ovviamente si tratterà di un modello di quelli elettrici e movibili, così da spostarlo all’occorrenza. Vorremmo schermarlo con delle rastrelliere (da appoggiare alla balaustra del balcone) su cui far crescere delle rampicanti: risultato pratico ed estetico insieme. Mi raccomando se anche stai pensando alla zona cucina sulla terrazza, controlla sempre prima il regolamento condominiale, per evitare spiacevoli inconvenienti.

L’area verde oltre a decorare, creare un oasi di relax e depurare l’aria, ci servirà anche per celare la zona dei bidoni della spazzatura. Utilizzando scaffali da esterno e vasi autoportanti ad incastro è possibile creare delle schermature piacevoli alla vista oltre che funzionali. E poi a chi non piace l’angolo delle spezie?

La tua moodboard come sarà?

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La biancheria da letto giusta per dormire bene in estate

Pubblicato da blog ospite in Idee, La Gatta Sul Tetto

Per dormire bene in estate, è importante scegliere la biancheria da letto giusta. Perfetti i tessuti in fibre naturali, lavorati in trame leggere e resistenti allo stesso tempo.

La biancheria da letto giusta per dormire bene in estate

Finalmente la pazza primavera 2019 sta per finire. Ora che il caldo sta per arrivare, insieme alle temute notti torride, è il momento di tirare fuori dall’armadio la biancheria da letto per l’estate. Dopo un rapido controllo, mi rendo conto che alcune lenzuola sono un po’ consumate e che il look in generale è un po’ datato. Questo probabilmente accade alla maggior parte di voi. Forse il cambio di stagione è il momento giusto per rinnovare il look della camera da letto, e per scegliere la biancheria adatta per l’estate. La qualità e la tipologia del tessuto è fondamentale per un riposo confortevole, e per ogni stagione è importante selezionare fibre e lavorazioni adeguate.

I tessuti adatti per l’estate

Il cotone è indubbiamente la fibra più indicata per i mesi estivi, sia per l’abbigliamento che per la biancheria da letto. Il cotone è un tessuto naturale che fa respirare la pelle e aiuta ad assorbire il sudore; più morbido del lino, può essere più o meno leggero, a seconda della lavorazione.

Nel nostro armadio non devono quindi mancare almeno 4 parure complete in cotone leggero, in voile o percalle.

La biancheria da letto giusta per dormire bene in estate

Il voile di cotone è un tessuto dalla trama leggera e velata, ma resistente. Perfetto per le notti più afose, visto che risulta fresco e asciutto al contatto. Più consistente del Voile, il cotone percalle è un tessuto pregiato: liscio e setoso al contatto, dona sensazioni di leggerezza e freschezza.

Il mio consiglio è quello di acquistare biancheria da letto di qualità, morbida e leggera, e allo stesso tempo resistente ai numerosi lavaggi. In estate, infatti, per forza di cose siamo costretti a cambiare spesso le lenzuola e le federe, per via del sudore.

Vi avevo già parlato della qualità dei materiali e della lavorazione di Dramin’101, azienda italiana leader nella produzione di piumoni in piuma d’oca, ma forse non vi avevo presentato anche le parure letto. 

In catalogo potete trovare le lenzuola in leggerissimo voile di cotone, perfetto per le notti più calde, oppure in cotone percalle, da completare con le federe abbinate e il pratico lenzuolo di sotto con gli angoli.

La biancheria da letto giusta per dormire bene in estate

E visto che anche i colori influenzano la percezione della temperatura, vi consiglio di scegliere il bianco o colori pastello come il rosa, l’azzurro o il verde acqua.

Infine, per completare il look estivo della camera da letto, scegliete un copriletto elegante, magari abbinato ad una coperta più pesante, nel caso di improvvisi sbalzi di temperatura. Il Gran Foulard di Dreamin’101, disponibile in rosa, grigio e azzurro, si abbina perfettamente ai colori delle lenzuola: disponetelo ai piedi del letto e la vostra stanza acquisterà subito un’atmosfera elegante e raffinata.

La biancheria da letto giusta per dormire bene in estate

I cuscini Dreamin’101

Anche la qualità dei cuscini è importante per conciliare un sonno tranquillo. Forse vi sembrerà strano, ma per dormire bene anche con il caldo, il materiale migliore per le imbottiture è la piuma d’oca. Esattamente la stessa che si usa per imbottire i piumoni che ci tengono al caldo in inverno. Come vi avevo già spiegato in questo articolo, la piuma d’oca ha molte qualità:

  • ha una funzione termoregolatrice naturale
  • è leggera
  • ha una funzione termoisolante
  • è traspirante 
  • è efficace contro le allergie. 

I cuscini in piuma d’oca di Dreamin’101 sono soffici come una nuvola pur offrendo il giusto sostegno per testa e collo. Potete scegliere il tipo e il peso dell’imbottitura, tra il formato rettangolare o quadrato, ma non solo. Pensate che gli esperti di Dreamin’101 hanno creato guanciali con caratteristiche diverse per ogni postura.

Per chi dorme a testa in su, per esempio, c’è il cuscino Soft, imbottito con il giusto mix di soffice piumino e di piumette, che contribuiscono a dare più consistenza.

Per chi dorme invece a testa in giù, il guanciale adatto è Cloud, imbottito al 100% con piumino, quindi morbidissimo.

Infine, il cuscino Royal, che offre tutta la morbidezza del piumino d’oca e il massimo confort per tutti i tipi di postura, grazie al cuore interno imbottito di piumette.

Dreamin’101 è un brand di Minardi Piume, un’azienda con oltre cent’anni di esperienza nella produzione e nella lavorazione della piuma d’oca. L’azienda è membro di EDFA (European Down and Feather Association), che tutela gli interessi dei consumatori, ma anche degli animali. Questo assicura che nessuna piuma è prelevata da animali vivi e che la materia prima è un sottoprodotto dell’industria alimentare.

Interessante la politica sui prezzi portata avanti dall’azienda, che mira ad abbattere i costi grazie alla produzione interna e alla  distribuzione diretta attraverso lo shop on line.

Se vi ho incuriositi, ecco il link al sito e allo shop di Dreamin’101.


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Il problema dell’umidità in casa e come risolverlo

Pubblicato da blog ospite in Idee, Non Ditelo all'Architetto

Grosse macchie di muffa nelle pareti, intonaco scrostato o muri fatiscenti: l’umidità può creare fastidiosi nonché pericolosi problemi per la tua abitazione. È noto infatti come non soltanto le strutture risentano della presenza della muffa e dell’umidità, ma anche l’ambiente diventa malsano per la diffusione di odori e di muffe\funghi nocivi.

Per trovare soluzioni
per l’umidità
è necessario prima capire la causa di questi e da dove
hanno inizio. Ecco le 4 principali
cause dell’umidità negli edifici:

  1. Umidità di risalita: nel momento in cui le
    strutture murarie o i pavimenti presentano una impermeabilizzazione non
    adeguata è facile per l’acqua presente nel terreno risalire per capillarità e
    intaccare le strutture. Oltre i danni estetici si parla dunque di problemi
    strutturali per cui sostituire semplicemente gli intonaci non risolve il
    problema!
    Per procedere a rintracciare i rimedi
    all’umidità di risalita
    bisogna conoscere la quantità di umidità dentro le
    murature e verificare le cause di quel fenomeno. È necessario inoltre
    accertarsi che non vi siano perdite idrauliche. Per fare ciò bisogna affidarsi
    ad un tecnico esperto specializzato che possa produrre un piano di risanamento
    come soluzione all’umidità di risalita
    e, conseguentemente, dare avvio all’eliminazione delle cause. Tra le soluzioni
    troviamo il classico taglio meccanico
    delle murature
    con inserimento di fogli impermeabilizzanti (anche se ormai
    illegale in Italia per ragioni legati agli eventi sismici); la barriera
    chimica: cioè un liquido iniettato nelle murature che crea un vero e proprio
    ostacolo per l’acqua in risalita; infine l’installazione di dispositivi
    deumidificatori all’interno della muratura.
  2. Infiltrazione laterale: ancora una volta è la
    mancanza di efficiente impermeabilizzazione la causa dell’infiltrazione
    dell’umidità. L’infiltrazione può essere generata da differenti ragioni: il
    muro non ha un’adeguata impermeabilizzazione verticale esterna oppure le
    impermeabilizzazioni non sono state applicate in modo corretto o si sono
    deteriorate nel tempo. Alcune volte la motivazione non riguarda la struttura
    bensì l’innalzamento delle falde acquifere o ad impianti idraulici guasti. In
    quest’ultimo caso la soluzione prevede la riparazione dell’impianto idraulico.
    Negli altri casi le soluzioni sono svariate. Uno dei rimedi è l’isolamente
    verticale della muratura a partire dalle fondamenta, sicuramente dispendioso e
    di difficile attuazione. Vi sono poi le iniezioni di materiale chimico isolante
    ed impermeabilizzante.
  3. Umidità da condensa: questo tipo di umidità si
    sviluppa principalmente negli angoli delle stanze o nelle pavimentazioni, cioè
    in quei luoghi che presentano i cosiddetti ponti termici con una temperatura
    diversa rispetto alle altre zone. Più grande è la differenza di temperature tra
    le zone maggiore sarà la quantità di umidità ambientale depositata.
    Strettamente collegata all’ umidità da condensa è la comparsa della muffa sui
    muri.Utilizzare però un semplice
    veleno antimuffa non risolverà il problema alla radice, dunque ancora una volta
    è consigliabile rivolgersi ad un tecnico specializzato che possa debellarne la
    causa principale analizzando la temperatura dell’aria interna, quella del muro
    e il tasso di umidità dell’ambiente. Migliorando ciascuno di questi fattori si
    riuscirà a risolvere il problema.
  4. Umidità residua da lavori edili: questo
    problema è collegato alle lavorazioni edili dove, come è normale che sia, viene
    utilizzata in grande quantità l’acqua. Se però quest’acqua non viene trattata
    in maniera opportuna, i materiali edili continueranno a trattenere tali liquidi
    e non avranno modo di asciugarsi smaltendone l’umidità residua.
    L’unico rimedio a questo tipo di problematica è individuare il problema esatto
    ed attendere la naturale deumidificazione delle pareti.

L’importanza di
informarsi, leggere e contattare tecnici professionisti del settore è
fondamentale per la risoluzione dei problemi legati all’umidità. A sua volta
porre rimedio a tali problematiche derivanti dalla presenza di umidità, sia
essa di risalita, da condensa, da infiltrazione o residua, porterà a degli
ambienti più sani e dunque ad una salute migliore, non solo per gli edifici, ma
anche per l’uomo.

L’articolo Il problema dell’umidità in casa e come risolverlo proviene da Architettura e design a Roma.

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Weekend: Idee & Suggerimenti

Pubblicato da admin in Charme and More, Idee

Una gallery fotografica e alcuni link interessanti da cui farsi ispirare durante il weekend.

Fashion + Living +Lifestyle.

Spunti  e dettagli di stile per vivere l’estate.

Ovunque voi andiate e qualsiasi cosa facciate vi auguro un incantevole weekend.

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La stagione calda è l’occasione ideale per sfoggiare un maxi dress in cotone, perfetto per una giornata di shopping o per un weekend fuori porta.

Vestito a portafoglio in cotone di BLUEBLUEUS

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Shopping bag in cotone riciclato realizzata a mano secondo criteri etici e sostenibili nel sud dell’India e colorate in Francia. Perfette per dire no alla plastica. CaeliDeco

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In città e in spiaggia la borsa di vimini è un mai senza dell’estate che si abbina sia con gli outfit da giorno che da sera.

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Buon weekend a tutti.

FirmaFellinSMALL

*Questo post contiene link affiliati.
 

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Come arredare una terrazza scoperta in cinque passi

Pubblicato da blog ospite in Idee, VDR Home Design

Arredare una terrazza scoperta in modo semplice ma con stile è un processo preciso e anche complesso. Ti mostro come fare seguendo cinque passi.


L’estate che arriva, il caldo che ti fa dimenticare quanto lo hai desiderato e ti fa già rimpiangere un po’ la frescura dei giorni passati. Ma la felicità nel poter sfruttare gli spazi all’aperto (che siano balconi mini o giardini maxi) subissa tutto il resto.

Per godere al meglio di questi spazi, bisogna che siano ben arredati ed progettati: come fare? Seguendo cinque semplici passi che ti aiuteranno a realizzare un progetto ad hoc.

Arredare una terrazza scoperta con vista sul mare greco, con divani bianchi e ulivi

Arredare una terrazza scoperta: #1 rilievo delle misure ed esposizione

Quando ho parlato di come arredare casa da zero uno dei primi punti è stato il rilievo delle misure. Può sembrare una fase difficile ed inutile ma nella realtà dei fatti è il punto più importante. Misurando ogni angolo del tuo terrazzo o balcone, prendendo nota e facendo un piccolo schizzo dello stesso ti renderai conto dello spazio effettivo che hai.

Ci sta un divano da esterni con tavolino o puoi permetterti solo qualche poltrona? Un tavolo lungo da esterni puoi permetterlo o meglio optare per un piccolo tavolo da pic-nic?

Altra nota importante è capire bene l’esposizione del tuo terrazzo: il sole quando arriva e quando va via? O è maggiormente in ombra? Questo dato ti servirà per definire le coperture da prevedere in caso di pranzi e cene all’esterno, per avere il giusto riparo da sole cocente e calore.

Arredare una terrazza scoperta: #2 definire delle zone d’uso

Ora che sai lo spazio che hai a disposizione, puoi cominciare a pensare al tipo di attività che vorrai e potrai svolgere sul tuo terrazzo. Sicuramente pranzi e cene all’esterno saranno al primo posto nella tua lista. Hai spazio anche per una piccola zona conversazione e relax, da attrezzare con divani, poltrone e amache? Vuoi anche riservarti un angolo per il barbecue e per il gioco dei bambini?

Definisci cosa vorresti fare e pianifica sulla pianta del tuo terrazzo le zone migliori da adibire a ciascuna funzione, soprattutto in base all’orientamento del sole. Questa fase ti aiuterà a fare chiarezza per il passo successivo.

guida al rilievo delle misure di casa

Step #3: fare una check-list di arredi e complementi da comprare

Ora che sai cosa vuoi e puoi fare sul tuo terrazzo o balcone, puoi definire un budget reale d’acquisto, da utilizzare per arredi e complementi. Stila una check-list di tutto quello che potrebbe servirti per arredare il tuo spazio, inserendo anche i minimi dettagli. Definisci anche un elenco di priorità utile soprattutto nel caso in cui il budget sia ristretto e tu debba arredare poco alla volta.

Comincia a definire gli arredi reali che vorresti acquistare così da cominciare a capire se col tuo budget puoi permetterti certi acquisti o se è meglio cercare delle valide alternative.

arredare una terrazza scoperta con poltrone in rattan, pergola e piante tropicali

#4: attenzione alle regole condominiali

Quando si ha una terrazza scoperta, la previsione di una schermatura è ovvia. Si può trattare di una tenda motorizzata, di una pergola, di una veranda.. le possibilità sono davvero molte, ma in ogni caso prima di fare qualsiasi cosa è bene accertarsi del regolamento condominiale o delle pratiche comunali da seguire.

In caso di tende (se abiti in condominio) ad esempio, ci sarà un modello ed un colore ben preciso a cui attenersi. Oppure in caso di pergole saranno necessarie delle pratiche da far visionare al comune di residenza. Quindi accertati bene di tutti i passi da seguire per non incappare in fastidiose multe.

Arredare una terrazza scoperta: #5 il verde

Una terrazza non è tale se non ha delle piante. Che non possono essere scelte a caso perché dovrai tenere in conto di almeno un paio di fattori. Il primo è l’esposizione della tua terrazza: in base alla luce che riceve e i momenti della giornata in cui li riceve, dovrai orientarti su piante che sopravvivono con quella luce.

Ma devi tenere conto anche del tempo che gli potrai dedicare, per evitare di vederle morte nel giro di pochi giorni. Tieni conto anche dei vasi che vorrai usare, di modo che siano in armonia con lo stile d’arredo scelto per il tuo spazio all’aperto.

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Organizzare la dispensa in cucina: idee per mobili, armadi e colonne

Pubblicato da Eleonora Caseri in Blog Arredamento, Idee

Ok, confesso.

Quando ho comprato la cucina ho voluto risparmiare sugli accessori interni per organizzare la dispensa. Quelli della casa madre erano troppo cari e ho optato per una colonna dispensa con ripiani.

Mi sono pentita di non aver acquistato la colonna estraibile e la verità è che ora mi trovo in difficoltà perché l’interno del mobile (più profondo rispetto a quello dei pensili) è stracolmo di sacchetti e sacchettini.
Spesso ci sono cose che rimangono sul fondo e che non ricordo di avere. Ma il giorno in cui mi sveglio e decido di fare “quella torta al cocco che ho visto su quella rivista”…ahimè, il cocco c’è ma è del 2016, laggiù, sepolto da mille altri pacchetti e scatoline.

La colpa di questo pentimento è anche di Marie Kondo e della sua arte di “organizzare tutto tematicamente in scatole apposite” (magari anche con etichetta!), ma come darle torto quando nell’unica dispensa della cucina non ci entra più nemmeno uno spillo?

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E vogliamo parlare di quando si vuol fare una bella pulizia approfondita? Organizzare tutto in scatole e su ripiani in metallo permette di estrarre e riporre tutto velocemente, tenendo le superfici più pulite e perdendo meno tempo per risistemare barattoli e pacchetti.

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Come ho organizzato la dispensa della cucina (e non solo)

Organizzare gli spazi è fondamentale, soprattutto quando la cucina è piccola.

La mia, angolare, misura 284 x 334 cm. Non è piccolissima, ma non ho voluto i pensili e quindi un lato è completamente sfruttato con colonne, mentre l’altro è composto di sole basi con ante e cassetti. Se aggiungiamo che il lato colonne comprende ovviamente anche frigorifero, forno e microonde, i vani contenitivi veri e propri non sono molti.
Non mi pento di non aver preso i pensili (non mi piacciono e continuano a non piacermi soprattutto nel caso di cucine a vista sul soggiorno open space), ma da questa scelta estetica ne consegue che un’organizzazione puntuale degli interni è semplicemente NECESSARIA.

Quello che ho fatto per risolvere il mio problema è stato:

  1. un bel decluttering della cucina

    ho aperto tutte le ante, ho tirato fuori tutto quello che c’era dentro e ho buttato / regalato / venduto quello che non ho usato nell’ultimo anno. Tipo: una sac a poche (regalatami 3 anni fa, MAI usata); le forme per fare i biscotti (mai fatti biscotti in vita mia); il tostapane (ne avevo due!); il frullatore (ormai ho il fedele robot da cucina tuttofare)…e tanto altro (compreso il cocco scaduto e i suoi simili ormai fuori data)

  2. dividere tutto in categorie

    ad esempio: cereali, frutta secca e biscotti per colazione; conserve; pasta, riso e cereali per primi e zuppe; spezie, dadi e condimenti vari; vari tipi di olio e aceto; farine, lieviti e altri prodotti per dolci, pane e pizza; piatti, ciotole, insalatiere, taglieri, posate di uso quotidiano divise da coltelli da cucina e altri utensili, ecc…

  3. credits

     

  4. fare una lista degli accessori indispensabili

    non solo scatole portaoggetti ma anche scaffali e cestelli per ordinare la dispensa e sistemare tutto in maniera più funzionale

Ripiani da aggiungere all’interno dell’anta della dispensa trovati su Lionshome

Ho scoperto un mondo di cestini e portatutto, piccoli ripiani super accessoriati e portabottiglie, tutti facili da aggiungere all’interno dei mobili della cucina o da appendere alle ante, utili anche in caso di dispensa bassa o angolare.
Con questi organizer anche i piatti possono essere disposti meglio, liberando tanto prezioso spazio per altri utensili, stoviglie e pentole (basta organizzarli su più livelli!).

Sinceramente quando ho iniziato la mia ricerca mi sono resa conto che sarebbe stata infinita. Il mondo degli accessori per organizzare la cucina è sconfinato, ma alla fine ho trovato molto comodo Lionshome: praticamente un motore di ricerca, ma incentrato solo su mobili e complementi per la casa.
Mi sono trovata benissimo perché ho trovato tutto senza dover saltare da un sito all’altro e ho potuto anche confrontare i prezzi senza perdere tempo.

11 indispensabili per organizzare dispensa, pensili e cassetti in cucina

Ecco gli 11 accessori da cucina di cui non posso più fare a meno.

Secondo me li devi avere se vuoi tenere ordine in cucina o riorganizzare i mobili che hai in maniera intelligente e definitiva:

  1. ripiani estraibili per una dispensa super funzionale
  2. Carrello estraibile e scaffali per dispensa trovati su Lionshome

  3. scaffale piccolo da attaccare dentro l’anta nel caso di dispensa bassa
  4. Scaffale da attaccare all’interno dell’anta, sempre su Lionshome

  5. organizer per padelle
  6. ripiani per sovrapporre i piatti
  7. Porta padelle perfetto anche per piatti!

  8. cestello con maniglia per condimenti e spezie
  9. organizer per carrello dispensa estraibile (piccolo ma potente, soprattutto se si trova vicino ai fuochi diventa lo spazio perfetto per condimenti e spezie più utilizzati)
  10. contenitori per bustine di tè, sacchetti di farina, biscotti, succhi
  11. contenitori per caffè, capsule e cialde
  12. contenitore per sacchetti della spesa da appendere all’anta
  13. portabottiglie di vino
  14. sembra inutile…ma il portalattine è un salvaspazio eccezionale!

  15.  

Ultimo consiglio!

Ho organizzato le cose in modo da avere:

  • davanti e ad un’altezza confortevole quelle che uso con più frequenza (riso, cereali e pasta, più tutto il necessario per la colazione)
  • dietro e in alto quelle che uso solo ogni tanto e a lunga conservazione
  • in basso ho messo alimenti in scatola, che uso raramente
  • olio, aceto, spezie e condimenti li ho messi in contenitori con maniglia all’interno del carrello nelle vicinanze del piano a induzione

Se non si fosse capito fare torte e biscotti non è tra le mie attività preferite, quindi farine, lieviti, cacao, cocco & co. sono stati confinati ai piani alti, ma ben conservati in scatole con chiusura, per evitare farfalline e altri attacchi esterni.
Insomma, con i giusti accessori anche la dispensa e la cucina più piccole possono essere riorganizzate in maniera smart e diventare spazi più vivibili. La mia personale conclusione è che l’ordine fa venire voglia di “fare cose”, cucinare e forse sfornare anche qualche biscotto!

Dopo questo mega decluttering mi sento (quasi) come lei 🙂
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Come arredare in modo economico recuperando con stile

Pubblicato da blog ospite in Case e Interni, Idee

L’interior design è soggetto alle mode. E’ difficile, però, adeguare il nostro budget ai desideri indotti dalle tendenze dell’arredamento. Ecco che oggi parliamo di Up-cycling, cioè il recupero, ma anche la personalizzazione degli oggetti per renderli belli e funzionali ed arredare la nostra casa in modo economico con stile.

Se vuoi semplicemente una casa più bella perché te ne meriti una, senza rovinare il conto in banca, puoi scoprire che è sorprendentemente facile. In questo post ci sono nove cose che puoi fare abbastanza rapidamente che costano molto poco.

Viviamo in un mondo che è in costante cambiamento. Se una volta comprare di seconda mano sembrava riservato soltanto a chi aveva poche risorse economiche, ora è universalmente accettato che riciclare e riutilizzare vecchi mobili ed oggetti non è solo intelligente, ma anche eco-compatibile, oltre che essere un ottimo modo per risparmiare. [fonte immagine di apertura qui]

Insomma riusare, recuperare, riciclare è diventato “cool” ed è sicuramente il modo giusto per avere qualcosa di originale e personale nel proprio arredamento.

Arredi tutti nuovi non necessariamente fanno una bella casa. Noi come progettisti d’interni pensiamo che le case migliori siano quelle che hanno un mix di oggetti e mobili, come una lampada vintage, un tavolo ereditato o il tappeto della tua infanzia. Queste sono le cose che aggiungono carattere e vita ad una stanza.

Questi pezzi recuperati portano facilmente una nota in stile “vissuto” shabby chic, vintage, boho chic o persino industriale nell’arredamento della nostra casa.

Un po’ di immaginazione può fare molto, ma ecco alcune foto da cui prendere ispirazione per ottenere un’estetica più contemporanea e fresca anche con elementi recuperati.

La magia del bianco

Se dopo numerosi traslochi oppure nella casa in affitto ti ritrovi con un accozzaglia di mobili, di stili ed epoche differenti, prova a dipingere tutto di bianco. Una mano di vernice bianca o neutra, crea immediatamente un insieme armonioso, anche nel più eterogeneo gruppo di arredi e complementi.

Puoi dare la vernice in modo uniforme come avviene nello stile scandinavo oppure dare un look shabby chic con la tecnica che imita l’usura.

La vecchia testata in noce scuro della nonna, la sedia anni ’70, il tavolo senza particolare charme, la cassettiera in legno di pino anonima, assumeranno tutti un aspetto più fresco con una mano di vernice chiara e verranno uniti gli uni agli altri grazie all’uniformità del colore.

Ma ricorda: in un ambiente total white, c’è bisogno di un tocco più scuro per dare profondità.

  [guarda tutta la casa qui]
 

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Mix & match di sedie

Una tendenza molto attuale prevede di creare una zona pranzo con un tavolo semplice e alcune sedie recuperate in soffitta o acquistate per pochi soldi nei mercatini dell’usato, purchè una diversa dall’altra. Le sedie spaiate possono essere di diversi materiali (legno, metallo, plastica…), di diverse epoche e anche provenienze differenti. L’importante è che si riescano ad amalgamare perfettamente.

Se l’essenza dei vari legni contrastano o i colori sono troppo differenti, puoi anche pensare di dare una mano di vernice. Se ami il colore le sedie dipinte in tonalità diverse, ti faranno ottenere un risultato allegro e giocoso. Con una sola tonalità di colore, ma in gradazione, otterrai qualcosa di assolutamente originale.

Se invece ami i colori neutri, sedie diversissime tutte bianche o grigie o nere ti faranno avere una zona pranzo, che tutti vorrebbero copiare. In particolar modo una palette di colori chiari e neutri, con alcuni accenti scuri, ti aiuterà a dare profondità e rendere più interessante l’insieme.

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Il famoso pallet

Lo vediamo ormai spesso tra i blog e le riviste di interior design, il riutilizzo creativo dei pallet in legno, in origine destinati al trasporto delle merci, è una delle principali tendenze del Up-cycling. Sono green e versatili (perchè modulari) e gli amanti del fai-da-te li utilizzano in molti modi differenti: tavolini su ruote, base di un letto o di un divano, scrivanie ecc. Insomma, non mancano le ispirazioni, leggi anche: 8 idee per arredare con i pallet.

[fonte qui]

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Vecchi mobili

Abbinare mobili rustici, old style, vintage ad elementi più contemporanei è una delle tendenze più attuali. In questo modo renderanno unico il tuo ambiente, lontano dall’immagine perfetta e stereotipata di un catalogo di arredamento. Parliamo di armadi, credenze, cassettoni, comodini…

Tutti questi mobili (soprattutto quelli di poco pregio) se non sono in buono stato, possono cambiare aspetto con la vernice. Giocando con la finitura, si ottiene il look desiderato!   
   

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Vecchie porte e persiane

Abbiamo imparato dallo stile provenzale a recuperare le vecchie persiane per creare testate per i letti o pannelli decorativi in soggiorno.

Le vecchie porte possono servire per gli stessi scopi, ma anche come piani per tavoli e scrivanie (bastano due cavalletti). Con un po’ di carteggiatura e verniciatura si possono ottenere appendiabiti per l’ingresso, portafoto, lavagne, pannelli decorativi…

Insomma non trascuriamo anche questi elementi, generalmente destinati alla discarica, che con poco aiutano a dare personalità ad ogni ambiente. Trova altre ispirazioni qui: 12 nuovi usi per vecchie porte.

[fonte qui]

Vecchie finestre

Come per le porte e persiane, anche le vecchie finestre possono trovare nuovi ed originali usi nelle nostre case.

Uno dei più interessanti è quello di utilizzarle come pareti divisorie trasparenti, che richiamano le belle pareti vetrate di tipo industriale così di moda ultimamente.

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Vecchie valigie e bauli

Portano con sé l’idea del viaggio e il loro aspetto vissuto non è meno interessante. Ci trasformano immediatamente in avventurosi globetrotters e sono perfetti da usare in camera da letto, come in soggiorno.

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Dipinti e manifesti

Non cercare di trovare un Van Gogh tra i quadri e le stampe venduti nei mercatini! E’ sufficiente che ti piaccia il paesaggio o la scena e che la cornice sia bella (sì sì puoi usare anche la cornice vuota). Posizionali sul muro o sul pavimento, si animeranno di nuova luce nella tua stanza.

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Collezioni

Non occorre molto per creare una piccola collezione che aggiunga personalità e carattere ad un angolo della tua casa, come un insieme di specchi, vasi, tazze, bottiglie di vetro o altri oggetti che attirino l’attenzione.

Si comprano per poco nei mercatini dell’antiquariato o di seconda mano. Basta semplicemente scegliere un tema comune, come il colore per esempio.
   

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Anna e Marco – CASE E INTERNI

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L’innovazione tra le zanzariere di tutto il mondo

Pubblicato da blog ospite in Blog Arredamento, Idee

Non è facile scegliere la zanzariera giusta per proteggere la propria casa, specie in un mercato sovraffollato di marchi con diversi modelli, tecnologie e meccanismi. Ma le nostre zanzariere plissettate SharkNet hanno un grande vantaggio che le differenzia dalle zanzariere generiche: la rete IdroScreen è dotata di un brevetto all’avanguardia, del tutto made in Italy a partire dalla scelta del materiale, per garantirvi sicurezza e funzionalità.

Il motivo del successo delle nostre zanzariere plissettate sta nel materiale scelto per realizzarle. Mentre le comuni zanzariere sono realizzate in plastica o polietilene, i nostri prodotti sono interamente realizzati in poliestere idrorepellente. Le prime differenze si avvertono già a livello estetico: mentre quelle convenzionali hanno una superficie liscia, spesso nemmeno avvertibile, la zanzariera plissettata IdroScreen si presenta come una rete pieghettata, da qui la definizione di plissettata (plissé), che fa sì che si possa aprire e chiudere “a fisarmonica”.

Il materiale delle zanzariere plissettata

Il poliestere è infatti una fibra nota per la sua resistenza agli agenti chimici e fisici e per il suo grado di tenacità. È un materiale elastico e indeformabile: è resistente all’usura, non si deforma al calore nella stagione torrida, resiste al gelo e alle condizioni atmosferiche più avverse e non si restringe nemmeno con frequenti lavaggi.

Per questo motivo, il poliestere permette anche un tipo di lavorazione tramite un procedimento meccanico non possibile con altre fibre. Siamo l’unico produttore di zanzariere plissettate a non acquistare da fornitori esterni la rete, ma a produrla in prima persona grazie alle nostre macchine plissettatrici. Una rete più economica non potrebbe mai superare i rigidi standard qualitativi previsti dalla nostra filiera produttiva. Per questo, nel corso del tempo, la nostra zanzariera plissettata necessiterà di pochissima manutenzione.

Un altro grande punto a favore delle nostre zanzariere plissettate è che possono essere adattate a qualsiasi finestra e ambiente domestico. Nel nostro catalogo abbiamo a disposizione tantissimi modelli: con montaggio frontale, da incasso, bilaterali, con apertura frontale e altro ancora, tra i quali è impossibile non trovare il modello perfetto per i tuoi infissi. Ogni modello è interamente personalizzabile dal punto di vista estetico, per potersi armonizzare al meglio con lo stile della casa. Potete anche scegliere la tonalità della zanzariera, e se rifinirla in alluminio o addirittura renderla metallizzata su un lato in modo da riflettere il sole.

Sono veloci da installare e facili da utilizzare, anche se lo spazio utilizzabile tra l’eventuale finestra e ciò che la circonda è minima. Sono sufficienti a malapena due centimetri di spazio per installarla a casa tua. Inoltre, possono essere adattate anche a spazi di ampie dimensioni, in quanto riescono a coprire dal 30% al 65% di spazio in più.

Le differenze tra una zanzariera plissettata e una semplice zanzariera

La differenza estetica comporta anche un grande vantaggio funzionale: le zanzariere plissettate possono essere aperte e chiuse anche solo per metà, a differenza delle zanzariere tradizionali a molla o tagliola, quindi non sei costretto ad aprirle completamente. Ne consegue che sono più sicure da utilizzare per bambini e anziani poiché, anche se sfuggono dalle mani, non scattano con violenza.

Senza contare che questo meccanismo ha un costo perché soggetto a facili rotture, quindi il risparmio delle altre zanzariere è solo apparente. Puoi dire addio alle reti di dubbia qualità senza certificazione che rischiano di essere sostituite dopo pochi mesi. Sono molti e scrupolosi i test e i controlli di qualità da superare per poter ottenere le certificazioni e le garanzie necessarie a rendere un prodotto in regola, e le nostre sono certificate da enti come la Camera di Commercio di Roma e sono vendute in 27 Paesi in tutto il mondo. Questo perché la nostra zanzariera è progettata per durare.

Sulla questione sicurezza le nostre zanzariere plissettate non sono seconde a nessuno. Infatti, sono facilmente distinguibili rispetto a quelle convenzionali, e nessuno potrà correre il rischio di non vederla sbatterci contro. Che è il motivo per il quale gli altri produttori vi applicano discutibili adesivi e stampe. Questo problema non è da sottovalutare: pensate ad un bambino che, correndo, impatta in velocità sulla zanzariera cadendo a terra. Riflettere sulla sicurezza dei vostri famigliari prima di procedere all’acquisto. Impossibile, poi, inciampare sulle zanzariere plissettate SharkNet. La guida inferiore ha infatti l’altezza di appena 4mm, facilmente calpestabili anche da un passeggino.

Anche la manutenzione non sarà più un problema per te. Le nostre zanzariere plissettate richiedono una cura minima: essendo realizzate in un materiale innovativo lavabile dotato di trattamento anti-sporco, non trattengono la polvere all’interno delle trame della rete, ma scivola via. In questo modo non sarai costretto a cambiare la tua tenda regolarmente perché impresentabile! Basta infatti strofinarle con un panno umido per farle tornare a splendere, senza ricorrere a oli e sostanze grasse. L’unica tua preoccupazione sarà quella di pulire e lubrificare la guida bassa ogni 3 mesi, per rimuovere la polvere che finisce naturalmente per depositarsi nella scanalatura.

E dimentica anche l’obbligo di richiedere continuamente assistenza, perché le nostre zanzariere plissettate sono studiate per durare a vita. Dalle alte temperature ai temporali più violenti, la rete IdroScreen resiste senza il rischio di danneggiamenti. Da non sottovalutare anche la resistenza al tempo forte: le nostre zanzariere plissettate sono testate per resistere al vento fino a 38 km/h e certificata dal 2006 per la resistenza al vento classe 2. Inoltre, essendo idrorepellente, resterà asciutta anche con il temporale più violento. Ma non temere che possa limitare la luce: le nostre zanzariere tengono alla larga polvere e intemperie, fatta eccezione per la luce solare! La rete IdroScreen lascia infatti filtrare il sole, in modo che tu e la tua famiglia possiate godervi le belle giornate in mansarda senza avere la preoccupazione delle punture d’insetto.

Il prezzo per queste zanzariere plissettata è un vero e proprio investimento che si ripagherà sicuramente nel corso del tempo, senza considerare che, godersi la propria casa nella massima tranquillità e sicurezza, è una questione impagabile.

Shark-Net l’unica e vera zanzariera plissettata brevettata in tutto il modo e interamente Made in Italy.
Affidabilità e sicurezza di un prodotto più unico che raro!

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Estate sotto il portico; idee d’arredamento.

Pubblicato da admin in Charme and More, Idee

Durante l’estate il portico, la veranda, il giardino o anche il balcone possono essere trasformati in salottini dove rilassarsi all’ombra o dove trascorrere piacevoli serate sotto le stelle da soli o in compagnia.

Gli spazi esterni alla casa, per coloro che hanno la fortuna di poterne disporre, se arredati con gusto, con mobili e accessori che uniscono la bellezza alla funzionalità possono essere trasformati in  vere e proprie stanze all’aperto da sfruttare in svariate occasioni.

 Ecco una gallery fotografica dalla quale trarre spunto con idee e ispirazioni per rendere l’outdoor rilassante e comodo.

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Portico con arredi in vimini dalle sfumature calde e naturali e pavimento in pietra in perfetta armonia con la natura circostante.

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Una rigogliosa e lussureggiante zona di verde, un angolo di puro relax con zone d’ombra e piante rampicanti.

Una tavola rotonda per momenti conviviali con gli amici durante le sere d’estate o per gustarsi in tutta tranquillità una fresco cocktail leggendo un libro.

Un progetto di Auquer Prats Arquitectes.

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Un tripudio di colori e di soffici cuscini dove trascorrere momenti di relax all’ombra della bouganville stesi su una comoda “dormeuse” in ferro battuto dal gusto bohèmien.

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Una comoda area salotto sotto il portico.  Un divano in legno con morbidi cuscini,  un tavolino con le ruote, sedie a sdraio e lanterne per illuminare le serate.

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Per gli amanti del mare e dell’ atmosfera marinara ecco un portico  in stile coastal, nei toni del bianco e dell’azzurro diviso in zona pranzo e salotto.

Ph via 

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L’articolo Estate sotto il portico; idee d’arredamento. proviene da Charme and More.

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