6 Giugno 2019 / / Idee

Arredare una terrazza scoperta in modo semplice ma con stile è un processo preciso e anche complesso. Ti mostro come fare seguendo cinque passi.


L’estate che arriva, il caldo che ti fa dimenticare quanto lo hai desiderato e ti fa già rimpiangere un po’ la frescura dei giorni passati. Ma la felicità nel poter sfruttare gli spazi all’aperto (che siano balconi mini o giardini maxi) subissa tutto il resto.

Per godere al meglio di questi spazi, bisogna che siano ben arredati ed progettati: come fare? Seguendo cinque semplici passi che ti aiuteranno a realizzare un progetto ad hoc.

Arredare una terrazza scoperta con vista sul mare greco, con divani bianchi e ulivi

Arredare una terrazza scoperta: #1 rilievo delle misure ed esposizione

Quando ho parlato di come arredare casa da zero uno dei primi punti è stato il rilievo delle misure. Può sembrare una fase difficile ed inutile ma nella realtà dei fatti è il punto più importante. Misurando ogni angolo del tuo terrazzo o balcone, prendendo nota e facendo un piccolo schizzo dello stesso ti renderai conto dello spazio effettivo che hai.

Ci sta un divano da esterni con tavolino o puoi permetterti solo qualche poltrona? Un tavolo lungo da esterni puoi permetterlo o meglio optare per un piccolo tavolo da pic-nic?

Altra nota importante è capire bene l’esposizione del tuo terrazzo: il sole quando arriva e quando va via? O è maggiormente in ombra? Questo dato ti servirà per definire le coperture da prevedere in caso di pranzi e cene all’esterno, per avere il giusto riparo da sole cocente e calore.

Arredare una terrazza scoperta: #2 definire delle zone d’uso

Ora che sai lo spazio che hai a disposizione, puoi cominciare a pensare al tipo di attività che vorrai e potrai svolgere sul tuo terrazzo. Sicuramente pranzi e cene all’esterno saranno al primo posto nella tua lista. Hai spazio anche per una piccola zona conversazione e relax, da attrezzare con divani, poltrone e amache? Vuoi anche riservarti un angolo per il barbecue e per il gioco dei bambini?

Definisci cosa vorresti fare e pianifica sulla pianta del tuo terrazzo le zone migliori da adibire a ciascuna funzione, soprattutto in base all’orientamento del sole. Questa fase ti aiuterà a fare chiarezza per il passo successivo.

guida al rilievo delle misure di casa

Step #3: fare una check-list di arredi e complementi da comprare

Ora che sai cosa vuoi e puoi fare sul tuo terrazzo o balcone, puoi definire un budget reale d’acquisto, da utilizzare per arredi e complementi. Stila una check-list di tutto quello che potrebbe servirti per arredare il tuo spazio, inserendo anche i minimi dettagli. Definisci anche un elenco di priorità utile soprattutto nel caso in cui il budget sia ristretto e tu debba arredare poco alla volta.

Comincia a definire gli arredi reali che vorresti acquistare così da cominciare a capire se col tuo budget puoi permetterti certi acquisti o se è meglio cercare delle valide alternative.

arredare una terrazza scoperta con poltrone in rattan, pergola e piante tropicali

#4: attenzione alle regole condominiali

Quando si ha una terrazza scoperta, la previsione di una schermatura è ovvia. Si può trattare di una tenda motorizzata, di una pergola, di una veranda.. le possibilità sono davvero molte, ma in ogni caso prima di fare qualsiasi cosa è bene accertarsi del regolamento condominiale o delle pratiche comunali da seguire.

In caso di tende (se abiti in condominio) ad esempio, ci sarà un modello ed un colore ben preciso a cui attenersi. Oppure in caso di pergole saranno necessarie delle pratiche da far visionare al comune di residenza. Quindi accertati bene di tutti i passi da seguire per non incappare in fastidiose multe.

Arredare una terrazza scoperta: #5 il verde

Una terrazza non è tale se non ha delle piante. Che non possono essere scelte a caso perché dovrai tenere in conto di almeno un paio di fattori. Il primo è l’esposizione della tua terrazza: in base alla luce che riceve e i momenti della giornata in cui li riceve, dovrai orientarti su piante che sopravvivono con quella luce.

Ma devi tenere conto anche del tempo che gli potrai dedicare, per evitare di vederle morte nel giro di pochi giorni. Tieni conto anche dei vasi che vorrai usare, di modo che siano in armonia con lo stile d’arredo scelto per il tuo spazio all’aperto.

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

Rispettiamo la tua privacy.

L’articolo Come arredare una terrazza scoperta in cinque passi sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

3 Giugno 2019 / / Blog Arredamento

Ok, confesso.

Quando ho comprato la cucina ho voluto risparmiare sugli accessori interni per organizzare la dispensa. Quelli della casa madre erano troppo cari e ho optato per una colonna dispensa con ripiani.

Mi sono pentita di non aver acquistato la colonna estraibile e la verità è che ora mi trovo in difficoltà perché l’interno del mobile (più profondo rispetto a quello dei pensili) è stracolmo di sacchetti e sacchettini.
Spesso ci sono cose che rimangono sul fondo e che non ricordo di avere. Ma il giorno in cui mi sveglio e decido di fare “quella torta al cocco che ho visto su quella rivista”…ahimè, il cocco c’è ma è del 2016, laggiù, sepolto da mille altri pacchetti e scatoline.

La colpa di questo pentimento è anche di Marie Kondo e della sua arte di “organizzare tutto tematicamente in scatole apposite” (magari anche con etichetta!), ma come darle torto quando nell’unica dispensa della cucina non ci entra più nemmeno uno spillo?

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E vogliamo parlare di quando si vuol fare una bella pulizia approfondita? Organizzare tutto in scatole e su ripiani in metallo permette di estrarre e riporre tutto velocemente, tenendo le superfici più pulite e perdendo meno tempo per risistemare barattoli e pacchetti.

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Come ho organizzato la dispensa della cucina (e non solo)

Organizzare gli spazi è fondamentale, soprattutto quando la cucina è piccola.

La mia, angolare, misura 284 x 334 cm. Non è piccolissima, ma non ho voluto i pensili e quindi un lato è completamente sfruttato con colonne, mentre l’altro è composto di sole basi con ante e cassetti. Se aggiungiamo che il lato colonne comprende ovviamente anche frigorifero, forno e microonde, i vani contenitivi veri e propri non sono molti.
Non mi pento di non aver preso i pensili (non mi piacciono e continuano a non piacermi soprattutto nel caso di cucine a vista sul soggiorno open space), ma da questa scelta estetica ne consegue che un’organizzazione puntuale degli interni è semplicemente NECESSARIA.

Quello che ho fatto per risolvere il mio problema è stato:

  1. un bel decluttering della cucina

    ho aperto tutte le ante, ho tirato fuori tutto quello che c’era dentro e ho buttato / regalato / venduto quello che non ho usato nell’ultimo anno. Tipo: una sac a poche (regalatami 3 anni fa, MAI usata); le forme per fare i biscotti (mai fatti biscotti in vita mia); il tostapane (ne avevo due!); il frullatore (ormai ho il fedele robot da cucina tuttofare)…e tanto altro (compreso il cocco scaduto e i suoi simili ormai fuori data)

  2. dividere tutto in categorie

    ad esempio: cereali, frutta secca e biscotti per colazione; conserve; pasta, riso e cereali per primi e zuppe; spezie, dadi e condimenti vari; vari tipi di olio e aceto; farine, lieviti e altri prodotti per dolci, pane e pizza; piatti, ciotole, insalatiere, taglieri, posate di uso quotidiano divise da coltelli da cucina e altri utensili, ecc…

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  4. fare una lista degli accessori indispensabili

    non solo scatole portaoggetti ma anche scaffali e cestelli per ordinare la dispensa e sistemare tutto in maniera più funzionale

Ripiani da aggiungere all’interno dell’anta della dispensa trovati su Lionshome

Ho scoperto un mondo di cestini e portatutto, piccoli ripiani super accessoriati e portabottiglie, tutti facili da aggiungere all’interno dei mobili della cucina o da appendere alle ante, utili anche in caso di dispensa bassa o angolare.
Con questi organizer anche i piatti possono essere disposti meglio, liberando tanto prezioso spazio per altri utensili, stoviglie e pentole (basta organizzarli su più livelli!).

Sinceramente quando ho iniziato la mia ricerca mi sono resa conto che sarebbe stata infinita. Il mondo degli accessori per organizzare la cucina è sconfinato, ma alla fine ho trovato molto comodo Lionshome: praticamente un motore di ricerca, ma incentrato solo su mobili e complementi per la casa.
Mi sono trovata benissimo perché ho trovato tutto senza dover saltare da un sito all’altro e ho potuto anche confrontare i prezzi senza perdere tempo.

11 indispensabili per organizzare dispensa, pensili e cassetti in cucina

Ecco gli 11 accessori da cucina di cui non posso più fare a meno.

Secondo me li devi avere se vuoi tenere ordine in cucina o riorganizzare i mobili che hai in maniera intelligente e definitiva:

  1. ripiani estraibili per una dispensa super funzionale
  2. Carrello estraibile e scaffali per dispensa trovati su Lionshome

  3. scaffale piccolo da attaccare dentro l’anta nel caso di dispensa bassa
  4. Scaffale da attaccare all’interno dell’anta, sempre su Lionshome

  5. organizer per padelle
  6. ripiani per sovrapporre i piatti
  7. Porta padelle perfetto anche per piatti!

  8. cestello con maniglia per condimenti e spezie
  9. organizer per carrello dispensa estraibile (piccolo ma potente, soprattutto se si trova vicino ai fuochi diventa lo spazio perfetto per condimenti e spezie più utilizzati)
  10. contenitori per bustine di tè, sacchetti di farina, biscotti, succhi
  11. contenitori per caffè, capsule e cialde
  12. contenitore per sacchetti della spesa da appendere all’anta
  13. portabottiglie di vino
  14. sembra inutile…ma il portalattine è un salvaspazio eccezionale!

  15.  

Ultimo consiglio!

Ho organizzato le cose in modo da avere:

  • davanti e ad un’altezza confortevole quelle che uso con più frequenza (riso, cereali e pasta, più tutto il necessario per la colazione)
  • dietro e in alto quelle che uso solo ogni tanto e a lunga conservazione
  • in basso ho messo alimenti in scatola, che uso raramente
  • olio, aceto, spezie e condimenti li ho messi in contenitori con maniglia all’interno del carrello nelle vicinanze del piano a induzione

Se non si fosse capito fare torte e biscotti non è tra le mie attività preferite, quindi farine, lieviti, cacao, cocco & co. sono stati confinati ai piani alti, ma ben conservati in scatole con chiusura, per evitare farfalline e altri attacchi esterni.
Insomma, con i giusti accessori anche la dispensa e la cucina più piccole possono essere riorganizzate in maniera smart e diventare spazi più vivibili. La mia personale conclusione è che l’ordine fa venire voglia di “fare cose”, cucinare e forse sfornare anche qualche biscotto!

Dopo questo mega decluttering mi sento (quasi) come lei 🙂
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1 Giugno 2019 / / Case e Interni

L’interior design è soggetto alle mode. E’ difficile, però, adeguare il nostro budget ai desideri indotti dalle tendenze dell’arredamento. Ecco che oggi parliamo di Up-cycling, cioè il recupero, ma anche la personalizzazione degli oggetti per renderli belli e funzionali ed arredare la nostra casa in modo economico con stile.

Se vuoi semplicemente una casa più bella perché te ne meriti una, senza rovinare il conto in banca, puoi scoprire che è sorprendentemente facile. In questo post ci sono nove cose che puoi fare abbastanza rapidamente che costano molto poco.

Viviamo in un mondo che è in costante cambiamento. Se una volta comprare di seconda mano sembrava riservato soltanto a chi aveva poche risorse economiche, ora è universalmente accettato che riciclare e riutilizzare vecchi mobili ed oggetti non è solo intelligente, ma anche eco-compatibile, oltre che essere un ottimo modo per risparmiare. [fonte immagine di apertura qui]

Insomma riusare, recuperare, riciclare è diventato “cool” ed è sicuramente il modo giusto per avere qualcosa di originale e personale nel proprio arredamento.

Arredi tutti nuovi non necessariamente fanno una bella casa. Noi come progettisti d’interni pensiamo che le case migliori siano quelle che hanno un mix di oggetti e mobili, come una lampada vintage, un tavolo ereditato o il tappeto della tua infanzia. Queste sono le cose che aggiungono carattere e vita ad una stanza.

Questi pezzi recuperati portano facilmente una nota in stile “vissuto” shabby chic, vintage, boho chic o persino industriale nell’arredamento della nostra casa.

Un po’ di immaginazione può fare molto, ma ecco alcune foto da cui prendere ispirazione per ottenere un’estetica più contemporanea e fresca anche con elementi recuperati.

La magia del bianco

Se dopo numerosi traslochi oppure nella casa in affitto ti ritrovi con un accozzaglia di mobili, di stili ed epoche differenti, prova a dipingere tutto di bianco. Una mano di vernice bianca o neutra, crea immediatamente un insieme armonioso, anche nel più eterogeneo gruppo di arredi e complementi.

Puoi dare la vernice in modo uniforme come avviene nello stile scandinavo oppure dare un look shabby chic con la tecnica che imita l’usura.

La vecchia testata in noce scuro della nonna, la sedia anni ’70, il tavolo senza particolare charme, la cassettiera in legno di pino anonima, assumeranno tutti un aspetto più fresco con una mano di vernice chiara e verranno uniti gli uni agli altri grazie all’uniformità del colore.

Ma ricorda: in un ambiente total white, c’è bisogno di un tocco più scuro per dare profondità.

  [guarda tutta la casa qui]
 

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Mix & match di sedie

Una tendenza molto attuale prevede di creare una zona pranzo con un tavolo semplice e alcune sedie recuperate in soffitta o acquistate per pochi soldi nei mercatini dell’usato, purchè una diversa dall’altra. Le sedie spaiate possono essere di diversi materiali (legno, metallo, plastica…), di diverse epoche e anche provenienze differenti. L’importante è che si riescano ad amalgamare perfettamente.

Se l’essenza dei vari legni contrastano o i colori sono troppo differenti, puoi anche pensare di dare una mano di vernice. Se ami il colore le sedie dipinte in tonalità diverse, ti faranno ottenere un risultato allegro e giocoso. Con una sola tonalità di colore, ma in gradazione, otterrai qualcosa di assolutamente originale.

Se invece ami i colori neutri, sedie diversissime tutte bianche o grigie o nere ti faranno avere una zona pranzo, che tutti vorrebbero copiare. In particolar modo una palette di colori chiari e neutri, con alcuni accenti scuri, ti aiuterà a dare profondità e rendere più interessante l’insieme.

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Il famoso pallet

Lo vediamo ormai spesso tra i blog e le riviste di interior design, il riutilizzo creativo dei pallet in legno, in origine destinati al trasporto delle merci, è una delle principali tendenze del Up-cycling. Sono green e versatili (perchè modulari) e gli amanti del fai-da-te li utilizzano in molti modi differenti: tavolini su ruote, base di un letto o di un divano, scrivanie ecc. Insomma, non mancano le ispirazioni, leggi anche: 8 idee per arredare con i pallet.

[fonte qui]

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Vecchi mobili

Abbinare mobili rustici, old style, vintage ad elementi più contemporanei è una delle tendenze più attuali. In questo modo renderanno unico il tuo ambiente, lontano dall’immagine perfetta e stereotipata di un catalogo di arredamento. Parliamo di armadi, credenze, cassettoni, comodini…

Tutti questi mobili (soprattutto quelli di poco pregio) se non sono in buono stato, possono cambiare aspetto con la vernice. Giocando con la finitura, si ottiene il look desiderato!   
   

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Vecchie porte e persiane

Abbiamo imparato dallo stile provenzale a recuperare le vecchie persiane per creare testate per i letti o pannelli decorativi in soggiorno.

Le vecchie porte possono servire per gli stessi scopi, ma anche come piani per tavoli e scrivanie (bastano due cavalletti). Con un po’ di carteggiatura e verniciatura si possono ottenere appendiabiti per l’ingresso, portafoto, lavagne, pannelli decorativi…

Insomma non trascuriamo anche questi elementi, generalmente destinati alla discarica, che con poco aiutano a dare personalità ad ogni ambiente. Trova altre ispirazioni qui: 12 nuovi usi per vecchie porte.

[fonte qui]

Vecchie finestre

Come per le porte e persiane, anche le vecchie finestre possono trovare nuovi ed originali usi nelle nostre case.

Uno dei più interessanti è quello di utilizzarle come pareti divisorie trasparenti, che richiamano le belle pareti vetrate di tipo industriale così di moda ultimamente.

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Vecchie valigie e bauli

Portano con sé l’idea del viaggio e il loro aspetto vissuto non è meno interessante. Ci trasformano immediatamente in avventurosi globetrotters e sono perfetti da usare in camera da letto, come in soggiorno.

[guarda tutta la casa qui]

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Dipinti e manifesti

Non cercare di trovare un Van Gogh tra i quadri e le stampe venduti nei mercatini! E’ sufficiente che ti piaccia il paesaggio o la scena e che la cornice sia bella (sì sì puoi usare anche la cornice vuota). Posizionali sul muro o sul pavimento, si animeranno di nuova luce nella tua stanza.

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Collezioni

Non occorre molto per creare una piccola collezione che aggiunga personalità e carattere ad un angolo della tua casa, come un insieme di specchi, vasi, tazze, bottiglie di vetro o altri oggetti che attirino l’attenzione.

Si comprano per poco nei mercatini dell’antiquariato o di seconda mano. Basta semplicemente scegliere un tema comune, come il colore per esempio.
   

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Anna e Marco – CASE E INTERNI

31 Maggio 2019 / / Blog Arredamento

Non è facile scegliere la zanzariera giusta per proteggere la propria casa, specie in un mercato sovraffollato di marchi con diversi modelli, tecnologie e meccanismi. Ma le nostre zanzariere plissettate SharkNet hanno un grande vantaggio che le differenzia dalle zanzariere generiche: la rete IdroScreen è dotata di un brevetto all’avanguardia, del tutto made in Italy a partire dalla scelta del materiale, per garantirvi sicurezza e funzionalità.

Il motivo del successo delle nostre zanzariere plissettate sta nel materiale scelto per realizzarle. Mentre le comuni zanzariere sono realizzate in plastica o polietilene, i nostri prodotti sono interamente realizzati in poliestere idrorepellente. Le prime differenze si avvertono già a livello estetico: mentre quelle convenzionali hanno una superficie liscia, spesso nemmeno avvertibile, la zanzariera plissettata IdroScreen si presenta come una rete pieghettata, da qui la definizione di plissettata (plissé), che fa sì che si possa aprire e chiudere “a fisarmonica”.

Il materiale delle zanzariere plissettata

Il poliestere è infatti una fibra nota per la sua resistenza agli agenti chimici e fisici e per il suo grado di tenacità. È un materiale elastico e indeformabile: è resistente all’usura, non si deforma al calore nella stagione torrida, resiste al gelo e alle condizioni atmosferiche più avverse e non si restringe nemmeno con frequenti lavaggi.

Per questo motivo, il poliestere permette anche un tipo di lavorazione tramite un procedimento meccanico non possibile con altre fibre. Siamo l’unico produttore di zanzariere plissettate a non acquistare da fornitori esterni la rete, ma a produrla in prima persona grazie alle nostre macchine plissettatrici. Una rete più economica non potrebbe mai superare i rigidi standard qualitativi previsti dalla nostra filiera produttiva. Per questo, nel corso del tempo, la nostra zanzariera plissettata necessiterà di pochissima manutenzione.

Un altro grande punto a favore delle nostre zanzariere plissettate è che possono essere adattate a qualsiasi finestra e ambiente domestico. Nel nostro catalogo abbiamo a disposizione tantissimi modelli: con montaggio frontale, da incasso, bilaterali, con apertura frontale e altro ancora, tra i quali è impossibile non trovare il modello perfetto per i tuoi infissi. Ogni modello è interamente personalizzabile dal punto di vista estetico, per potersi armonizzare al meglio con lo stile della casa. Potete anche scegliere la tonalità della zanzariera, e se rifinirla in alluminio o addirittura renderla metallizzata su un lato in modo da riflettere il sole.

Sono veloci da installare e facili da utilizzare, anche se lo spazio utilizzabile tra l’eventuale finestra e ciò che la circonda è minima. Sono sufficienti a malapena due centimetri di spazio per installarla a casa tua. Inoltre, possono essere adattate anche a spazi di ampie dimensioni, in quanto riescono a coprire dal 30% al 65% di spazio in più.

Le differenze tra una zanzariera plissettata e una semplice zanzariera

La differenza estetica comporta anche un grande vantaggio funzionale: le zanzariere plissettate possono essere aperte e chiuse anche solo per metà, a differenza delle zanzariere tradizionali a molla o tagliola, quindi non sei costretto ad aprirle completamente. Ne consegue che sono più sicure da utilizzare per bambini e anziani poiché, anche se sfuggono dalle mani, non scattano con violenza.

Senza contare che questo meccanismo ha un costo perché soggetto a facili rotture, quindi il risparmio delle altre zanzariere è solo apparente. Puoi dire addio alle reti di dubbia qualità senza certificazione che rischiano di essere sostituite dopo pochi mesi. Sono molti e scrupolosi i test e i controlli di qualità da superare per poter ottenere le certificazioni e le garanzie necessarie a rendere un prodotto in regola, e le nostre sono certificate da enti come la Camera di Commercio di Roma e sono vendute in 27 Paesi in tutto il mondo. Questo perché la nostra zanzariera è progettata per durare.

Sulla questione sicurezza le nostre zanzariere plissettate non sono seconde a nessuno. Infatti, sono facilmente distinguibili rispetto a quelle convenzionali, e nessuno potrà correre il rischio di non vederla sbatterci contro. Che è il motivo per il quale gli altri produttori vi applicano discutibili adesivi e stampe. Questo problema non è da sottovalutare: pensate ad un bambino che, correndo, impatta in velocità sulla zanzariera cadendo a terra. Riflettere sulla sicurezza dei vostri famigliari prima di procedere all’acquisto. Impossibile, poi, inciampare sulle zanzariere plissettate SharkNet. La guida inferiore ha infatti l’altezza di appena 4mm, facilmente calpestabili anche da un passeggino.

Anche la manutenzione non sarà più un problema per te. Le nostre zanzariere plissettate richiedono una cura minima: essendo realizzate in un materiale innovativo lavabile dotato di trattamento anti-sporco, non trattengono la polvere all’interno delle trame della rete, ma scivola via. In questo modo non sarai costretto a cambiare la tua tenda regolarmente perché impresentabile! Basta infatti strofinarle con un panno umido per farle tornare a splendere, senza ricorrere a oli e sostanze grasse. L’unica tua preoccupazione sarà quella di pulire e lubrificare la guida bassa ogni 3 mesi, per rimuovere la polvere che finisce naturalmente per depositarsi nella scanalatura.

E dimentica anche l’obbligo di richiedere continuamente assistenza, perché le nostre zanzariere plissettate sono studiate per durare a vita. Dalle alte temperature ai temporali più violenti, la rete IdroScreen resiste senza il rischio di danneggiamenti. Da non sottovalutare anche la resistenza al tempo forte: le nostre zanzariere plissettate sono testate per resistere al vento fino a 38 km/h e certificata dal 2006 per la resistenza al vento classe 2. Inoltre, essendo idrorepellente, resterà asciutta anche con il temporale più violento. Ma non temere che possa limitare la luce: le nostre zanzariere tengono alla larga polvere e intemperie, fatta eccezione per la luce solare! La rete IdroScreen lascia infatti filtrare il sole, in modo che tu e la tua famiglia possiate godervi le belle giornate in mansarda senza avere la preoccupazione delle punture d’insetto.

Il prezzo per queste zanzariere plissettata è un vero e proprio investimento che si ripagherà sicuramente nel corso del tempo, senza considerare che, godersi la propria casa nella massima tranquillità e sicurezza, è una questione impagabile.

Shark-Net l’unica e vera zanzariera plissettata brevettata in tutto il modo e interamente Made in Italy.
Affidabilità e sicurezza di un prodotto più unico che raro!

30 Maggio 2019 / / Charme and More

Durante l’estate il portico, la veranda, il giardino o anche il balcone possono essere trasformati in salottini dove rilassarsi all’ombra o dove trascorrere piacevoli serate sotto le stelle da soli o in compagnia.

Gli spazi esterni alla casa, per coloro che hanno la fortuna di poterne disporre, se arredati con gusto, con mobili e accessori che uniscono la bellezza alla funzionalità possono essere trasformati in  vere e proprie stanze all’aperto da sfruttare in svariate occasioni.

 Ecco una gallery fotografica dalla quale trarre spunto con idee e ispirazioni per rendere l’outdoor rilassante e comodo.

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Portico con arredi in vimini dalle sfumature calde e naturali e pavimento in pietra in perfetta armonia con la natura circostante.

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Una rigogliosa e lussureggiante zona di verde, un angolo di puro relax con zone d’ombra e piante rampicanti.

Una tavola rotonda per momenti conviviali con gli amici durante le sere d’estate o per gustarsi in tutta tranquillità una fresco cocktail leggendo un libro.

Un progetto di Auquer Prats Arquitectes.

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Un tripudio di colori e di soffici cuscini dove trascorrere momenti di relax all’ombra della bouganville stesi su una comoda “dormeuse” in ferro battuto dal gusto bohèmien.

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Una comoda area salotto sotto il portico.  Un divano in legno con morbidi cuscini,  un tavolino con le ruote, sedie a sdraio e lanterne per illuminare le serate.

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Per gli amanti del mare e dell’ atmosfera marinara ecco un portico  in stile coastal, nei toni del bianco e dell’azzurro diviso in zona pranzo e salotto.

Ph via 

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L’articolo Estate sotto il portico; idee d’arredamento. proviene da Charme and More.

29 Maggio 2019 / / ChiccaCasa

In tutta la mia vita credo di aver fatto più prove che belle copie, ecco perché ho scatole zeppe di piccoli gomitoli colorati.
“E adesso che ci faccio?” mi sono chiesta tante volte, davanti all’ennesimo rimasuglio di filo.
Bene, ecco tre idee per utilizzare gli scarti dei tuoi lavori!


Mezzelune con frangia

Superfacili e veloci da realizzare, questi semicerchi ti tolgono dalle scatole (letteralmente) un paio di filati diversi. Uno, più spesso e robusto, per lavorare la mezzaluna all’uncinetto, e l’altro, più leggero e sottile, per le frange.
Lavora il semicerchio come se stessi lavorando ad un cerchio (schema qui sotto). Ricordati, però, di cominciare ogni giro con l’aumento.
Quando hai finito, se vuoi, esegui un giro di punto basso intorno a tutto il perimetro. Per le frange, basta inserire uno o più ritagli di filo in ogni maglia della base. Alla fine, pareggia le lunghezze, come farebbe un bravo hair stylist. A proposito, ti insegno un trucco che puoi usare con i fili di cotone più sottili: pettina le frange per renderle più voluminose!


Pom pom

Sono sicura che lo sai già come si fa un pom pom, ma chissà se lo fai con un forchettone di legno!
Ebbene si, dopo anni di craft e di pom pom making, ho deciso che il metodo più adatto a me è proprio quello della forchetta a due denti. Ecco come faccio: avvolgo il filo attorno alla forchetta, facendo un rotolino bello spesso. Poi faccio passare una nuova porzione di filo al centro, tra i denti della forchetta. Faccio, quindi un nodo attorno al rotolino e stringo forte, ma forte forte! Tengo stretto il nodo e intanto faccio uscire il rotolino dalla forchetta, allora, fermo il nodo (assicurandomi che sia stretto al massimo) e faccio un doppio nodo.
A questo punto, taglio i bordi arrotondati del fiocco che ho appena ottenuto, e lo passo tra le mani, dandogli una forma arrotondata. Alla fine, con le forbici, modello la palla di filo, affinché sia quasi perfettamente sferica.


Arcobaleni

Dulcis in fundo: gli arcobaleni, i miei preferiti. Li ho guardati e rigiardardati nelle loro evoluzioni tra le pagine di Etsy e Pinterest e solo dopo mesi, ho capito che realizzarli non era complicato come pensavo.
Quelli più celebri sono formati da più archetti di colori diversi. Io ho provato a farne alcuni singoli.
In primis, ho ritagliato delle porzioni di filo con un metodo tutto mio, ma efficace (ho avvolto il filo attorno a due pomelli, usando un dito come perno, per determinare le lunghezze, poi ho tagliato, in corrispondenza della posizione del mio dito).
Poi, usando un altro filo (se vuoi diverso da quello usato finora) ho unito tutti i fili insieme, con un nodo, vicino ai capi. Ho avvolto questo stesso filo, mantenendolo teso (questo è il segreto per la buona riuscita del progetto), tutto attorno al mazzetto di fili. Arrivata quasi alla fine, ho chiuso con un nodo. A questo punto, il manufatto ottenuto risulterà molto malleabile, tant’è che sarà facile per te modellarlo a formare un arco. Et voilà!

Insomma, che aspetti? Fai una selezione dei tuoi avanzi di filati più belli e mettiti all’opera. Ti garantisco che è davvero terapeutico! 
E io che c’ho combinato con questi piccoli e carinissimi manufatti?  
Ti ricordi il woll hanging che ti ho mostrato su Ig?


Li ho usati per decorarlo! Ho attaccato le decorazioni al wool hanging semplicemente con degli spilli, così da essere libera di cambiare accessori e disposizione tutte le volte che voglio! 

Where to buy – Clicca sul filato che ti interessa per acquistarlo!
Filato usato per il wool hanging ( sono necessari 2 gomitoli)
Filato usato per le frange bianche
Fettuccia ottanio

http://chiccacasa.blogspot.com/feeds/posts/default?alt=rss
28 Maggio 2019 / / Decor

Pattern geometrici sono la ripetizione di un motivo grafico su un piano e si prestano ad arredare ogni spazio. in questo articolo vediamo come utilizzare questi motivi in casa.

Eleganti e raffinati oppure colorati e giocosi, i pattern geometrici derivano dalla creatività dei designer oppure dall’ispirazione del passato riviste in chiave moderna. Infatti, questi motivi geometrici abbinati a tanti tipi di arredo si prestano in ogni stanza di casa.

pattern geometrici

Pattern geometrici nelle stanze di casa

Per la camera da letto i pattern da utilizzare dipendono dai vostri gusti, sopratutto, le stampe e le decorazioni devono contribuire a creare un ambiente rilassante. Potete optare per la biancheria da letto con le stampe geometriche abbinata magari alla carta da parati alle spalle del letto. Oppure, anche un tappeto da motivi geometrici è una buona idea.

Pattern geometrici

Fonte

Il bagno e i pattern geometrici

Per quanto riguarda il bagno potremmo, ad esempio, utilizzare un pattern esagonale a pavimento e rifinire le pareti con un rivestimento neutro. Oppure ancora impiegare un pattern solo su una porzione di parete, ad esempio nella zona del lavabo o della doccia. Invece, in un bagno più sobrio, possiamo utilizzare gli accessori e i complementi con i pattern geometrici per dare un pò di carattere.

Pattern geometrici

Fonte

pattern geometrici

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pattern geometrici

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Livin & Dining

Delimitare gli spazi con i pattern geometrici, sopratutto se si tratta di zona giorno con la cucina open space. Un tappeto con i pattern geometrici è perfetto per la zona giorno. Ad esempio nella zona cucina se si tratta di un open space o nella zona pranzo sotto al tavolo in modo da dividere gli spazi. Per decorare si possono utilizzare degli accessori e i cuscini colorati e con i motivi geometrici per dare il carattere allo spazio e il nostro living.

Pattern geometrici

Fonte

Pattern geometrici

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sorrento-trinket-box-blue-small-440803

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Cucina

In cucina il pattern geometrico può avere tanti utilizzi, come ad esempio gli adesivi con i motivi geometrici utilizzati come para schizzi. Oppure, gli utensili e accessori vari della cucina.

Pattern geometrici

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Pattern geometrici

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28 Maggio 2019 / / Charme and More

Etsy Finds of the Week: idee in rosa.

Note di rosa da indossare e decorare la casa declinata al femminile.

Sfumatura di rosa antico o cipria, delicato e romantico protagonista di molti arredi e ideale per personalizzare in maniera raffinata gli ambienti di casa.

etsy-finds-pink

1.| Raffinate tazze in porcellana con preziose decorazioni oro per gustare un tè o un caffè o per essere utilizzate come porta oggetti. (SINDStudio, € 32,04)

2.| Set di biancheria da letto rosa pastello realizzato in 100% lino da lituano. Questo set è stonewashed e ammorbidito. 1 Copripiumino lino con 1 federa. (Linaraart, € 110,00)

3.| Shopping bag in cotone riciclato realizzata a mano secondo criteri etici e sostenibili nel sud dell’India e colorate in Francia. Perfette per dire no alla plastica. (CaeliDeco, € 23,00)

4.| Fioriera in alluminio. La fioriera contiene un serbatoio 1,25″ alla base diviso dal corpo principale di un disco in alluminio perforato. (YeldDesignCo, € 166,45)

5.| Giacca oversize in stile kimono realizzata a mano in 100% lino lavato naturale. Il tessuto è organico e sicuro. È stato coltivato e fabbricato in Bielorussia. (Pavietra, € 86,11)

6.| “Soul ‘s Garden”; opera d’arte nei toni del rosa e oro, riprodotta su carta spessa (senza acidi) con inchiostro d’archivio. L’opera d’arte originale è realizzata in tecnica collage con carte dipinte, vernici acriliche e spray. (BorianaM, € 27,74+)

FirmaFellinSMALL

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26 Maggio 2019 / / Coffee Break

L’Home Staging, che significa letteralmente “mettere in scena la casa”, nasce negli anni ’70 negli Stati Uniti per aiutare a vendere un immobile; si stima che, in caso di vendita di un’abitazione, un intervento di Home Staging pre-vendita consente di vendere la casa fino a otto volte più velocemente e di poter alzarne sensibilmente il prezzo.

A small apartment renovated with Home Staging

Home Staging, which literally means “staging a home”, was born in the 1970s in the United States to help sell a property; it is estimated that, in the case of the sale of a home, a pre-sale Home Staging intervention allows the house to be sold up to eight times faster and to be able to raise its price significantly.

Via

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CAFElab | studio di architettura

25 Maggio 2019 / / Ecce Home

Di recente è stato battuto all’asta da Sothebys, a New York, un quadro di Monet per quasi 111 milioni di dollari; dicono che sia il prezzo più alto mai pagato per un’opera impressionista.   Il quadro in questione non è una delle famosissime “ninfee” (pensate che gli specialisti hanno censito non meno di duecentosettantadue quadri  appartenenti alla serie) ma piuttosto uno dei cosiddetti covoni.
In realtà in questo periodo Monet esercita su di me un fascino particolare anche perché sto leggendo un libro la cui vicenda si svolge a Giverny, luogo in cui il pittore si era ritirato per dipingere.  
Il libro, che definirei un noir, come si intuisce dal titolo “Nifee nere”, è scritto da Michel Bussi  e se vi piace il  genere e siete appassionati d’arte dovete assolutamente leggerlo.
Bussi descrive i luoghi in maniera molto precisa; io  stessa, non essendoci  mai stata, ho verificato visitandoli con google street view.

Nella pittoresca cittadina della Normandia Monet aveva non solo acquistato una casa, ma fatto anche realizzare il famoso giardino d’acqua con lo stagno, tante volte rappresentato nei suoi quadri, in cui coltivava le amate ninfee e per realizzare il quale aveva fatto addirittura deviare il corso di un fiume. 
Anche gli interni della casa, una  villa piena di fascino in cui il pittore ha vissuto per 43 anni, sono accuratamente descritti nel libro. Il salottino blu, la sala da pranzo gialla, la cucina con la ceramica di Rouen e poi gli appartamenti privati di Monet, più classici e più intimi.
Ti è venuta voglia di andarci?


Recently, a painting by Monet  was sold at Sothebys in New York for almost $ 111 million ; they say it’s the highest price ever paid for an impressionist work. The picture in question is not one of the famous “water lilies” (think that the specialists have surveyed no less than two hundred and seventy two paintings belonging to the series) but rather of one of the so-called sheaves.

In this period Monet exerts a particular fascination on me also because I am reading a book whose story takes place in Giverny, a place where the painter had retired to paint.

The book, which I would call a noir, as you can guess from the title “Black water lilies”, is written by Michel Bussi and if you like the genre and you are passionate about art you should definitely read it.

Bussi describes the places very precisely; myself, having never been there, I checked with google street view.

In the picturesque town of Normandy, Monet had not only bought a house, but also built the famous water garden with the pond so often represented in his paintings in which he cultivated the beloved water lilies and to do which he had even diverted the course of a river.

Even the interiors of the house, a charming villa in which the painter lived for 43 years, are accurately described in the book. The blue living room, the yellow dining room, the kitchen with Rouen ceramics and then the private apartments of Monet, more classic and more intimate.


You want to go there, don’t you?

Foto tratte dal sito della Fondazione Monet dove puoi fare anche una visita virtuale della casa.

La facciata vista dal giardino

il ponte giapponese sullo stagno

Il giardino d’acqua

La planimetria del piano terra della casa

Il salottino Blu

 Il salone atelier

 La stanza da pranzo gialla

Un’altra immagine della stanza da pranzo gialla
La cucina
La stanza della seconda moglie Alice
La stanza di Blanche

Al di fuori della pittura e del giardinaggio non so fare niente (Claude Monet)