6 Gennaio 2021 / / Idee

Read Time:4 Minute

Desideri una casa ben arredata ma pensi di non esserne capace? Vorresti arredare la mensola sopra al letto oppure la credenza nell’ingresso, ma non sai da dove iniziare? Non ti preoccupare, oggi sono qui a darti una mano, ti insegnerò ad arredare qualsiasi piano d’appoggio della tua casa come una vera stylist.

Quando ricevi ospiti ti senti in imbarazzo perchè la tua casa non è in ordine, la parete attrezzata non è arredata come vorresti e quindi non la senti tua. Di conseguenza non ti senti a tuo agio al 100%. In questo articolo ti mostro come puoi realizzare autonomamente composizioni armoniche e arredare qualsiasi piano di appoggio all’interno della tua casa: una mensola, una credenza, una parete attrezzata, insomma qualsiasi piano d’appoggio con dietro un muro. 

A primo impatto può sembrare difficile arredare un piano di appoggio, ma non devi preoccuparti, anche le stylist una volta non ne erano capaci e anche io! Come primissima cosa devi volerlo (veramente), quindi impegnarti e autoconvinciti che ce la puoi fare. Successivamente devi imparare ad allenare l’occhio e memorizzare le 6 tecniche efficaci che tra poco ti vado ad illustrare.

Nulla è impossibile, basta solo volerlo. Devi avere un pò più di fiducia in te stesso e nelle tue capacità.

A differenza di una composizione sul tavolo, argomento affrontato recentemente, le composizioni su un piano di appoggio si sviluppano con un andamento lineare. È importante non lasciarsi spaventare dallo spazio che si deve riempire, soprattutto perchè non è necessario occuparlo tutto (te ne parlerò meglio più tardi). 

Ragiona come se dovessi creare tante composizioni e non come una unica. L’obiettivo infatti è quello di realizzare una serie di composizioni distanziate tra loro, disposte in linearmente lungo il piano da decorare. Partendo da questa premessa ti metti già nell’ottica giusta, cioè quella di pensare per gruppi di oggetti armonici e non come una mega decorazione che risulta impattante e anche un pò fastidiosa all’occhio.

Vorresti che i tuoi ospiti, entrando in casa tua, dicessero: “Wow, che bella casa!”?

Grazie all’applicazione di queste 6 TECNICHE sarai in grado, autonomamente, di arredare e cambiare aspetto a qualsiasi piano di appoggio di casa tua, realizzando composizioni come una vera stylist.

TECNICA #1

Palette colori

arredare piano di appoggio
Pic by Pinterest

Suddividi per colore gli oggetti che vorresti inserire nel tuo piano di appoggio e seleziona solo gli oggetti che appartengono a 2 o 3 tonalità. In altre parole, crea una palette colori che rispecchi te e la tua casa e rispettala. Troppi colori rischiano di creare caos, meglio focalizzarsi su pochi per un effetto ben riuscito.

Nell’immagine qui sopra sono stati scelti: il color avorio, nocciola e antracite.

TECNICA #2

Altezze differenti

arredare piano di appoggio
Pic by Pinterest

È fondamentale che gli elementi scelti abbiano altezze diverse. Non devi mai accostare 2 o più elementi con altezze identiche, piuttosto suddividili in più gruppi. All’opposto, se alcuni oggetti hanno un forte dislivello tra loro, raggruppa insieme tutti quelli alti e tutti quelli bassi. Attenzione però, non devono crearsi sequenze di: alto-basso-alto-basso. Troppi dislivelli creano confusione e poca armonia. La soluzione in questo caso è: alto-basso, spazio di riposo, e di nuovo un’altra composizione.

TECNICA #3

Gruppi e livelli

Pic by Pinterest

Posiziona gli oggetti leggermente sfalsati tra loro, come se ci fossero più livelli di profondità. Fare gruppo significa proprio sovrapporre gli oggetti, non troppo (deve rimanere ben visibile l’elemento dietro), e fare in modo che le decorazioni creino coesione tra loro formando una bella composizione armonica. Ricorda, l’obiettivo principale è quello di creare gruppi, se gli oggetti sono slegati tra loro non ci sarà nessun gruppo. 

TECNICA #4

Elemento singolo

arredare piano di appoggio
Pic by Pinterest

In alcuni casi, ma solo se l’oggetto è importante e caratteristico, puoi mettere da parte il discorso dei gruppi. Infatti, se l’oggetto in questione è particolare e molto decorativo, puoi considerarlo singolarmente e posizionarlo isolato da altri elementi che si sovrappongono a lui.

Riesci a vederlo nell’immagine qui sopra qual’è l’elemento singolo? Quello più caratteristico che non fa gruppo con nessun’altro oggetto?

TECNICA #5

Non riempire tutto lo spazio

Pic by Pinterest

Non è necessario riempire tutto lo spazio a disposizione, anzi se lo farai non ci sarà modo di percepire le composizioni che hai creato e il tutto diventerà caotico e perderà di armonia. Quindi distanzia i gruppi e fai in modo che si percepiscano come composizioni singole sul tuo piano di appoggio.

TECNICA #6

Aggiustamenti finali

Pic by Pinterest

Dopo aver arredato il tuo piano di appoggio allontanati, muoviti a destra e sinistra e osservalo attentamente. Come ti sembra? Si notano i vari gruppi? Se ad esempio muovendoti noti che gli oggetti sovrapposti, posizionati con la tecnica dei livelli, si distanziano troppo, allora aggiusta il gruppo avvicinando ulteriormente gli oggetti tra loro.


Come ti senti ora? Hai già voglia di metterti all’opera? Non conoscendo nel dettaglio la tua casa, ho cercato di darti delle regole universali e adattabili alle tue esigenze. Utilizza queste tecniche, ma cerca sempre di esprimere la tua personalità, soprattutto nella scelta degli oggetti. 

Se hai voglia di mostrarmi l’arredo del tuo piano di appoggio, manda una e-mail a: info@rominasita.it e ti dirò le mie impressioni e un consiglio (gratuito) su come eventualmente migliorarlo, ma tanto so già che farai un ottimo lavoro!

Nonostante i miei suggerimenti pensi di non esserne comunque capace? Non sai quale palette colori scegliere? Quali oggetti decorativi utilizzare? Io sono disponibile a darti una mano. Scrivimi oppure dai un’occhiata al mio servizio di consulenza EASY.

Ciao, alla prossima!

P.S. Seguimi anche su Instagram @rominasitablog


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L’articolo Come arredare un piano di appoggio: le 6 tecniche efficaci, come una vera stylist sembra essere il primo su ROMINA.

4 Gennaio 2021 / / Idee

Come mimetizzare e rinnovare un mobile ingombrante:

Nuovo anno, aria di rinnovamento.

Oggi vi parlo di come nascondere, trasformare e rinnovare un mobile che vi ha stancato esteticamente, ma che è ancora molto utile funzionalmente. Questo esperimento avrà ancora più successo se il mobile in questione sarà di grandi dimensioni, come un armadio o una grande libreria.

Una soluzione molto ingegnosa e creativa è quella di mimetizzarlo con la parete facendolo…scomparire, proprio come fa il camaleonte!

Rinnovare un mobile progetto

In questo modo, con un gioco ottico, trasformerete completamente la stanza, rendendola molto più omogenea, ampia; perché il mobile ingombrante risulterà meno evidente e massiccio, e più neutra; omologando il mobile alle pareti.

Questo metodo vi permetterà di portare ordine nell’ambiente, trattando l’arredo come se fosse una parete; effettuare un relooking di un vecchio armadio o libreria che svolgono ancora egregiamente la loro funzione, ma che magari non si abbinano più bene con il vostro arredamento, che avete voglia di cambiare o alleggerire.

I modi per mimetizzare il mobile possono essere svariati, dall’utilizzo della carta da parati alla pittura;  io nel caso specifico di questo intervento, anche se la superficie dell’armadio era molto liscia, ho preferito comunque la pittura; essa permette un’esecuzione più precisa del lavoro, eseguito perfettamente su misura secondo le esigenze e le dimensioni degli spazi.

La soluzione a tutte le domande è dipingere l’elemento, in questo caso un grande armadio a 6 ante, dello stesso colore della parete, in modo che questo vada a scomparire su di essa. In questo modo l’aspetto della stanza sarà completamente trasformato.

Rinnovare un mobile
Rinnovare un mobile
Rinnovare un mobile

Come ho realizzato io la mimetizzazione di un mobile in un mio lavoro

Nel mio caso si trattava di uno studiolo/camera degli ospiti, con delle pareti arancioni molto evidenti e questo grande e utile armadio, parecchio invasivo e non adatto esteticamente ad una zona giorno.

C’era bisogno di nasconderlo, ma come fare? Mimetizzazione! Così abbiamo deciso. Con l’aiuto di raffaella di Im-materia, che ha eseguito il lavoro, di realizzare una boiserie dipinta sulla parete, che coinvolgesse l’armadio; in modo anche da ridimensionare lo spazio e le altezze.

Abbiamo accuratamente scelto i colori, freschi ed eleganti, che si abbinassero bene con le poltrone color tortora e i mobili in legno; così la magia si è realizzata.

Per la parete dell’armadio abbiamo scelto un verde patina e un tortora, collegati da un righino color marsala, mentre per le altre tre pareti è stato scelto un grigio tortora chiarissimo appena accennato; via l’arancione che appiattiva e appesantiva un po’ tutto.

L’ambiente alla fine è risultato più elegante, omogeneo, coerente e spazioso, per un meraviglioso gioco di illusione ottica.

Rinnovare un mobile progetto
Rinnovare un mobile

L’articolo Come trasformare, “nascondere” e rinnovare un mobile proviene da Architettura e design a Roma.

2 Gennaio 2021 / / Decor

Auguro a tutti voi un buon inizio anno e felice 2021! Quest’anno iniziare con i buoni propositi è un must. In questo post trovate qualche suggerimento per vivere la propria casa in maniera funzionale e rilassante.

Home office ergonomico

Anche nel nuovo anno 2021 molti continueranno a lavorare da remoto. Le richieste di progettazione che sto ricevendo ultimamente per ottimizzare gli spazi a casa e creare uno spazio dedicato al lavoro, ne è una conferma. Ho parlato in questo post, di come creare un angolo studio e home office. Qui di seguito qualche suggerimento d’arredo.

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Un soggiorno accogliente

Il divano è un elemento molto importante per un soggiorno accogliente. assicurati di avere il divano confortevole e di dimensione giusto per la tua famiglia.

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Dormire bene

il nostro corpo ha bisogno di dormire almeno 8 ore al giorno. Quindi assicurati di avere il letto giusto per un riposo migliore.

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Dedicare del tempo a se stessi

2020 è stato un anno stressante e tanti di noi siamo arrivati alla conclusione di voler dedicare del tempo per il relax. Una spa nella propria casa potrebbe essere la soluzione ideale. Basta una vasca ed alcuni elementi per creare un’atmosfera rilassante anche a casa.

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Vacanze nel giardino

Se hai un balcone, un terrazzo oppure un giardino, curarlo e arredarlo per poter trascorrere del tempo all’aperto è un must.

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L’articolo Felice 2021, propositi per l’anno nuovo proviene da Design ur life blog.

31 Dicembre 2020 / / Idee

È il momento più atteso dell’anno.

Che siate del settore arredamento, grafica, moda o meno, tutti aspettiamo con curiosità di sapere quali saranno i colore Pantone dell’anno. Molto spesso si attende l’annuncio per capire se effettivamente sarà un colore che tutti noi potremo utilizzare.

C’è sempre l’impressione che i colore Pantone siano un po’ scollati dalla realtà quotidiana. In realtà la scelta dei colori si basa su analisi sociologiche e trend mondiali, che servono a tracciare la rotta internazionale.

Vediamo quali sono i colori del 2021.

Giallo e grigio sono i colore Pantone 2021: scopriamoli da vicino

Esatto, per il 2021 i colori scelti sono due.

Pantone 17-0647 Illuminating, un giallo carico e vibrante e Pantone 17-5104 Ultimate Gray, un grigio neutrale.

Il Pantone Institute ha definito questa accoppiata “un matrimonio di ottimismo e forza”.

Una scelta che ha lasciato tutti senza parole, perché ogni anno ci si aspetta una proposta azzardata, ma non come quella di quest’anno.

Innanzitutto è la prima volta che un colore neutro come Ultimate Gray viene selezionato come colore dell’anno; ma la scelta di queste tonalità è stata frutto di analisi accurata e lunga, che vuole ridare conforto e speranza in questo periodo travagliato.

Se ripensiamo al colore annunciato per il 2020, Classic Blue, ci possiamo leggere anche un filo di premonizione. Classic Blue è stato il colore scelto per annunciare il nuovo decennio e con lui una nuova epoca di cambiamenti.

Sicuramente non erano questi i cambiamenti e le rivoluzioni che ci si aspettava, ma non si può dire che non abbia fatto centro.

Quindi ora speriamo tutti che questi due colori ci accompagnino verso un futuro roseo e sereno.

“L’unione di un colore duraturo come Ultimate Gray con un giallo vibrante come Illuminating esprime un messaggio di positività e di fermezza allo stesso tempo”, questa la dichiarazione di Leatrice Eiseman, direttore esecutivo dell’Istituto Colore Pantone.

colore pantone dell'anno

Consigli pratici e abbinamenti con i colore Pantone del 2021 giallo e grigio

Per una perfetta riuscita nell’uso di questi colori in casa, c’è da tenere conto di alcuni punti:

Il grigio scelto da Pantone è si un colore neutro, ma che applicato su grandi superfici può risultare comunque scuro. Quindi se l’ambiente in cui andrete ad inserirlo riceve poca luce naturale rischiate di farlo sembrare ancora più buio.

Bisogna assicurarsi che la luce artificiale garantisca il giusto illuminamento, per non affaticare gli occhi. Piuttosto che usarlo a tutta parete, in queste situazioni, potete creare decorazioni a righe, a rettangoli, oppure imbiancando di grigio solo una fascia nella parte bassa della parete. In questo modo darete slancio alla parte alta della stanza, facendola sembrare più alta.

colore pantone grigio
colore pantone grigio
colore pantone grigio
colore pantone grigio
colore pantone grigio

Il giallo sicuramente contribuisce a schiarire il grigio, ma va usato con parsimonia nelle zone notte. Questo perché il giallo è il colore più stimolante per il sistema nervoso e rischierebbe di non conciliare correttamente il sonno.

A questo scopo, potete inserire del blu avio, del carta da zucchero e del verde scuro nel tuo schema di colori. Sono abbinamenti vincenti che riportano calma in uno schema che prevede colori altamente energetici.

Consigli pratici per utilizzare questi colori in casa: dalle pareti agli accessori

Anche se possono sembrare colori “eccessivi” sotto alcuni aspetti, vedrete che si tratta solo di una paura dettata da non molti esempi concreti a riguardo.

Uno degli utilizzi più frequenti dell’accoppiata grigio e giallo si vede in case dallo stile rustico e industriale. Il grigio è una base perfetta per interni che hanno caratteristiche architettoniche marcate.

Permette di inserire un tocco di colore (anche su vasta scala) che non è mai invadente e non storpia la natura costruttiva dell’ambiente in cui si inserisce.

Un grande divano grigio insieme a una coppia di poltrone gialle, il tutto unito da un tappeto grigio con accenti gialli; in questo modo si crea un punto focale che darà risalto ad un grande soggiorno con camino ad esempio, o con vista mozzafiato.

Anche in cucina si può pensare di utilizzare questi colori. Magari in colonne dispensa a tutta altezza, da alternare in grigio e giallo. Potrebbe essere un elemento di alterazione del ritmo, in una cucina total white.

Camera da letto o cameretta in toni neutri? Questi due colori sono la tua scelta migliore per dare carattere e creare un ambiente equilibrato e armonico.

Come inserirli?

Nei tessili del letto, con un copripiumino grigio e dei cuscini gialli e grigi.

Oppure con delle decorazioni a parete che diano importanza a una zona che deciderete voi.

La parete su cui poggiano le testate dei letti, oppure la zona studio. Delle righe verticali, dei cerchi o degli esagoni o ancora dei rettangoli orizzontali in cui appendere quadri o specchi.

E in bagno? Scegliete il mobile del lavabo grigio e giocate con i rivestimenti e i decori a parete colorati. Una carta da parati piuttosto che delle piastrelle gialle e grigie.

colore pantone 2021 grigio e giallo in cameretta
colore pantone in cucina
colore pantone in cucina
colore pantone nell'home office
colore pantone in bagno

Giallo e grigio: sono i tuoi colori dell’anno?

Ora che avete una panoramica più ampia su questi colori, avendo capito perché sono stati scelti e avendo visto come si possono usare, potreste essere pronti per accoglierli nella vostra casa.

Illuminating e Ultimate Gray sono due colori che non lasciano spazio alle mezze misure. O si amano o si odiano, ma sicuramente sono da rivalutare anche solo per le motivazioni che ce li hanno fatti trovare sotto l’albero.

L’articolo Giallo e grigio: i colore Pantone del 2021 per arredare proviene da Architettura e design a Roma.

30 Dicembre 2020 / / Idee

Read Time:3 Minute

Com’è il tuo living? Ti piace o pensi che manchi qualcosa? Aree incomplete, personalità, carattere, utilizzo sbagliato di una specifica funzione, ecc… Nell’articolo di oggi ho deciso di concentrarmi nella zona del divano, in particolare voglio mostrarti 10 idee carine e semplici da realizzare, per decorare la parete dietro al divano. 

Quando tutti i giorni entri in casa e vedi quella parete così spoglia e priva di personalità sopra al divano, provi un leggero senso di insoddisfazione. Pensi che manchi qualcosa ma non sai di preciso cosa, vorresti fare qualcosa ma non sai come intervenire. Non hai tempo di fare ricerca su Pinterest e per questo ti ritrovi a rimandare questo momento e a continuare a provare questo leggero senso di amarezza quando ti rivolgi verso il divano. Questa cosa, a lungo andare, ti fa provare sensazioni negative e non ti fa stare bene. È fondamentale sentirsi soddisfatti e soprattutto sereni all’interno della propria casa.

Quindi agisci subito e non protrarre nel tempo questo piccolo compito, ovvero decorare la parete dietro al divano. Più lo rimandi e più ti sembrerà difficoltoso da portare a termine. Vedrai poi, quando lo avrai fatto, come ti sentirai bene!

Non rimandare ciò che puoi fare oggi e sentiti bene nella tua casa.

Sono qui per aiutarti e per dirti che la tua ricerca l’ho fatta io! Ho selezionato 10 idee, quelle che per me sono le più significative e carine per decorare la parete dietro al divano. Spero ti piacciano e buona visione 😉

IDEA #1

Elemento unico

parete divano

Può essere un grande quadro o specchio. Per un effetto scenografico di grande impatto, in un unico elemento esprimi i tuoi gusti e la tua personalità. Quindi sceglilo consapevolmente, che ti piaccia davvero e posizionalo al centro del divano.

IDEA #2

Gallery wall dalla palette delicata

parete divano

Vuoi decorare la parete ma in maniera soft? Allora crea una Gallery Wall in nuance con il tono della parete, quasi come se si mimetizzasse. In questo modo la decorazione risulterà gradevole e delicata.

IDEA #3

Gallery wall audace

parete divano

Se sei amante dei contrasti di colore allora puoi osare con una gallery wall che contiene tonalità forti, attenzione però a non utilizzare troppi colori, per evitare un effetto troppo Arlecchino.

In questo articolo ti racconto come creare una gallery wall armonica

IDEA #4

Decorazioni murarie

parete decorata

Decora la parete con la pittura, seleziona un motivo geometrico (facile da realizzare) e replicalo sull’intera parete. Una decorazione semplice da realizzare ma di grande effetto.

IDEA #5

Mensole

parete divano

Idea pratica e carina è quella di allestire una o più mensole decorate con cornici e/o oggetti vari decorativi. Ho in programma di scrivere un articolo in cui rivelo qualche tecnica di styling per arredare una mensola.

IDEA #6

Visual display

parete divano

Soluzione alternativa e di tendenza è quella di utilizzare poster, stampe o pagine di riviste e appenderli singolarmente in maniera alternativa. Ad esempio con grucce appendiabiti,  cartelline con pinze o scotch. 

IDEA #7

Mix cornici e oggetti

mix cornici e oggetti
mmiwall

Una gallery wall intervallata da oggetti decorativi. Una soluzione audace che esprime la propria personalità all’interno delle nostre case.

IDEA #8

Colore protagonista

parete divano

Per dare maggior risalto alla parete principale del living, valorizzala con un colore strong e il divano, se appartenente ad una tonalità in contrasto, diventerà il protagonista della stanza.

IDEA #9

Finta boiserie

boiserie

In questa foto di esempio immagina che ci sia un divano al posto del letto. Realizza una finta boiserie con una mensola poco profonda e lunga tutta la parete. Inoltre, proprio come in questa immagine di esempio (immagina che ci sia un divano al posto del letto), dipingi con 2 colori differenti la parte sopra e quella sotto. Consiglio di scegliere una tonalità neutra una delle 2 parti (meglio quella superiore). 

Per qualche ulteriore spunto leggi anche l’articolo: pareti dipinte a metà.

IDEA #10

Mensole creative

mensole creative

Mensole di forme differenti dalla classica lineare sono un’ottima soluzione per decorare la parete dietro al divano. Arredano molto e allo stesso tempo risultano un’idea originale.

Ecco svelata la mia selezione delle 10 idee per decorare la parete dietro al divano. In base all’idea che deciderai di sviluppare tieni sempre in considerazione del contesto, cioè delle caratteristiche del tuo living: palette colori, forme, stili e seleziona le decorazioni per la parete in funzione di esse.

Quale tra queste è più in linea col tuo stile? Raccontamelo qui sotto nei commenti.

Forse potrebbe interessarti anche questo articolo: Come arredare la zona TV

Ciao e alla prossima!

Seguimi anche su Instagram per ulteriori consigli 😉

P.S. Se pensi di non riuscire da solo e credi di aver bisogno di un piccolo consiglio personalizzato, posso darti una mano io! Dai un’occhiata alla consulenza EASY.


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30 Dicembre 2020 / / Idee

A breve cominciano i saldi e perchè non approfittarne?

Quelli dopo Natale sono i miei preferiti, sarà perchè sono nata a Gennaio e ho ancora regali da scegliere!

Comunque se volete sfruttare l’occasione di fare un pensierino carino vi consiglio i saldi sull’ e-commerce della mia amica Emy, grafica per passione, dove potete trovare magliette, shopper e tazze, già in saldo.

Testimonial ufficiale!!

Le grafiche sono bellissime e soprattutto sono fatte con il cuore, sono uniche, originali, ironiche e io le adoro, come adoro lei che è una persona davvero speciale. Trovo che sia estremamente intelligente e significativo per noi stessi concretizzare in qualche modo le nostre passioni, mostrarle agli altri…condividerle.

Ma ora bando al romaticismo e parliamo di cose serie, stasera io e lei scherzavamo sui saldi post Natale e sui regalini da fare per la Befana, cercavamo idee e quella perfetta per il periodo l’ha avuta lei… TISANE DETOX!!!

Eh già, d’inverno, con il freddo, chiusi in casa con il lock down e gonfi di cibo natalizio una tisana detox come regalo dalla Befana ci starebbe tutto!

Una tazza con dentro un sacchettino di una buona tisana o di biscotti fatti con le nostre mani, potrebbe essere un bellissimo regalo da trovare nella calza della Befana.

Io intanto ho già cominciato con le tisane detox!!

Per la mia solita deviazione professionale però aggiungo: meglio se la tisana la prendiamo o la regaliamo in una tazza bella, come quelle disegnate da Noemi; perchè nelle tazze belle anche le tisane sono più buone. Io le adoro, ve ne sono di sensibili e romantiche, ironiche e rock, iconiche, poetiche impossibile non innamorarsene, andate a dare un’occhiata QUI.

Dunque, buona tisana detox in tazza speciale a tutti; forse a Capodanno brinderemo alle 21.30 tutti con quella, chissà; l’importante è che nel nostro cuore continui a battere sempre la passione per le cose e la speranza, il senso dell’amicizia, il gusto per il bello e il senso dell’ironia. Questo è il mio augurio per l’anno nuovo.

L’articolo Saldi, amicizia, tazze bellissime e molto altro proviene da Architettura e design a Roma.

25 Dicembre 2020 / / Design

La maggior parte delle persone che compra casa è consapevole che dovrà ristrutturarla. Acquistare e ristrutturare è un’operazione ormai diffusa.

Infatti il patrimonio edilizio italiano è ormai abbastanza datato, oltre l’80% delle case ha più di trent’anni. E non è mai stata ristrutturata.

Ma un’operazione del genere raddoppia le difficoltà per chi la affronta.

Se devi acquistare e ristrutturare in questo articolo ti farò vedere quali sono gli aspetti su cui devi concentrarti e come non prendere degli abbagli.

mailling list per ristrutturare casa

Mi capita spesso di parlare con persone che stanno per acquistare una casa da ristrutturare. E sono arrivato alla conclusione che tutti affrontano questo passo senza sapere bene in cosa si stanno avventurando. Come soldati mandati al fronte allo sbaraglio.

C’è chi non ne vuole sapere di agenzie immobiliari convinto che “ma perché devo dare il 3% all’agenzia che non fa nulla”…sottostimando in modo pericoloso la complessità del mercato immobiliare.

C’è chi invece si affida ciecamente alle agenzie immobiliari, senza sapere che (purtroppo) la maggior parte delle agenzie immobiliari non svolge bene il proprio lavoro. Che come quello di noi tecnici è di tutela dei propri clienti (nel suo caso due clienti: chi vende e chi compra).

Le persone infatti pensano (giustamente) che siano le agenzie immobiliari a doversi occupare di verificare che l’immobile sia in regola prima di metterlo sul mercato.

E allo stesso modo (stavolta sbagliando) pensano che le agenzie siano anche in grado di dare le giuste indicazioni sulla ristrutturazione che dovranno fare.

Ma la realtà è che la maggior parte delle agenzie immobiliari non esegue nemmeno le più basilari verifiche urbanistiche sull’immobile, finendo per mettere in vendita immobili con gravi abusi.

E allo stesso modo non è in grado di dare corrette informazioni sulle ristrutturazioni (o preferisce non farlo).

Spesso mi viene riferito di agenti che dichiarano cifre per ristrutturare nettamente al di sotto dei reali costi di mercato.

Certo, ognuno fa il suo gioco…è più facile venderti una casa se sai che dovrai spendere pochi soldi per ristrutturarla.

Ma tu devi avere le informazioni giuste per decidere se acquistare o meno un immobile. E un costo realistico di ristrutturazione è un parametro fondamentale…

Quindi se stai per comprare una casa da ristrutturare, ecco le tre cose su cui devi focalizzare la tua attenzione:

  1. Da chi stai acquistando (il proprietario o degli intermediari)
  2. La conformità della casa che stai acquistando
  3. La fattibilità e i costi dei lavori di ristrutturazione

In questo articolo ti darò delle regole chiare per aiutarti a non commettere errori. Partendo da una riflessione su come cercare gli immobili da acquistare.

DOVE TROVI UN IMMOBILE DA ACQUISTARE? AGENZIA O INTERNET

Acquistare: dove trovi una casa?

Ho appena espresso un’opinione poco lusinghiera sulle agenzie immobiliari. Ma nonostante ciò affidarsi a loro, e lasciar perdere il fai da te, in caso di compravendita è l’unica via da seguire.

Perché comunque le agenzie immobiliari fanno un lavoro prezioso, che non si limita a mettere in contatto compratori e venditori.

Invece c’è una cosa di cui puoi andare sicuro: i venditori non dicono mai tutta la verità sul proprio immobile.

Nemmeno alle agenzie immobiliari e alle volte nemmeno ai notai…

Cercano di tacere i problemi dei loro immobili a meno che non vengono messi alle strette: a partire da eventuali abusi fino a problemi “tecnici” tipo infiltrazioni, danni o lavori condominiali da pagare.

Chi fa così ignora che poi tutto quello taciuto potrebbe ritorcerglisi contro anche dopo molti anni (c’è un’ampia giurisprudenza di atti annullati o risarcimenti a carico di venditori).

Anche per questo un’agenzia immobiliare in grado di scremare le case invendibili da quelle vendibili è fondamentale.

Lo so che l’idea di risparmiarsi il 3% di commissione sul costo della casa è allettante, ma il gioco non vale la candela.

Un po’ come per le imprese “chiavi in mano”, 9 volte su 10 può andare tutto liscio…ma quella volta che va male sono dolori. E non puoi sapere se capita a te.

Il fai da te potrebbe costarti molto di più in problemi da risolvere o cause legali dopo l’acquisto.

Ad ogni modo la presenza di un’agenzia immobiliare non ti esonera dal fare tutto il possibile per tutelarti.

Vediamo quindi quali sono le verifiche che devi fare e i documenti che devi pretendere dal venditore quando decidi di acquistare una casa da ristrutturare.

COSA VA FATTO PER NON PRENDERE FREGATURE: GUIDA COMPLETA ALL’ACQUISTO E RISTRUTTURAZIONE DI UNA CASA

Acquistare e ristrutturare: una guida completa

Come dicevamo sono due le cose su cui devi concentrati quando cerchi una casa da acquistare e ristrutturare:

  • la verifica della conformità urbanistica ed edilizia dell’immobile;
  • la fattibilità e il costo della ristrutturazione.

In realtà ce ne sarebbe anche una terza: cioè devi cercare di sapere tutto il possibile sull’immobile in cui si trova l’appartamento che ti interessa.

Spendiamo qualche parola su tutti questi aspetti.

1. Verifica urbanistica/catastale immobile

verifica urbanistica prima di acquistare casa

Questo è il tasto dolente della quasi totalità degli immobili italiani.

Abusi più o meno gravi sono diffusi in modo capillare.

Dalla semplice parete spostata per allargare il bagno a veri e propri ampliamenti abusivi (ad esempio le verande…).

E il problema è che spesso i proprietari di casa che hanno fatto gli abusi non ne sono consapevoli.

Recentemente mi è capitato di dover fare un progetto in una casa che era stata condonata.

I proprietari, nel lontano 1980, avevano fatto un ampliamento abusivo. E grazie al condono del 1985 sono riusciti a mettere tutto in regola.

Ero convinto fosse tutto a posto, ma quando vado a verificare gli ambienti interni scopro che la divisione era completamente diversa dalla pianta depositata in Comune.

Si trattava comunque di un abuso non grave. Ma quando l’ho detto ai proprietari sono caduti dalle nuvole: erano convinti che potessero fare tutte le modifiche che volevano dentro casa senza dover fare pratiche edilizie.

E come loro lo sono la maggior parte delle persone in Italia.

Per questo verificare la conformità edilizia e catastale dell’immobile prima di fare un’offerta è importante.

Perché se scopri degli abusi dopo che hai acquistato hai poche alternative:

  • Chiedi l’annullamento dell’atto in caso di abuso insanabile
  • Sistemi tutto a tue spese e chiedi al vecchio proprietario di rimborsarti queste spese
  • Sistemi tutto a tue spese e non riesci ad ottenere nessun rimborso
  • Ti tieni l’abuso.

È inutile che ti dica come le opzioni più diffuse sono le ultime due.

Certo, se poi ti ritrovi nel primo caso…sai che possono venire a demolirti casa, o un pezzo di casa, in qualsiasi momento.

Spero di averti spaventato abbastanza in merito all’importanza della conformità degli immobili.

Adesso vediamo in cosa consistono queste verifiche e chi le deve fare.

Verifica di conformità urbanistica

In soldoni questa verifica accerta che la casa, o l’appartamento, come è nella realtà dei fatti corrisponde a come è negli atti depositati in comune.

Questi atti sono il permesso di costruire (o licenza edilizia) e tutte le modifiche fatte nel corso degli anni con altri procedimenti edilizi (DIA, SCIA, CILA).

Ponendola in modo banale: la pianta depositata in Comune deve corrispondere alla pianta reale.

Ma considera questa affermazione un’estrema semplificazione delle cose.

Ci sarebbero mille altre cose da dire in proposito, a partire da quali atti fanno realmente fede per stabilire lo “stato legittimo” dell’immobile.

E non è una cosa di cui tu puoi pretendere di avere la competenza. E nemmeno di verificare da solo.

Anche perché le verifiche andrebbero estese anche alla conformità di strutture ed impianti.

Non è uno scherzo.

Verifica di conformità catastale

Questa è più semplice da fare rispetto alla verifica urbanistica…ed è quella di cui di solito si accontentano agenzie immobiliari e notai.

Cioè si tratta di verificare che la piantina catastale e lo stato reale della casa coincidano.

Però attenzione ad un aspetto: ciò che conta sono gli atti presenti al Comune, non quelli del catasto.

Una piantina catastale non può attestare la conformità edilizia di un immobile. In gergo si dice che le planimetrie catastali non sono probatorie. Cioè non provano nulla.

Se la piantina catastale è uguale allo stato reale della casa ma la pianta depositata in Comune è diversa…c’è un abuso.

E ti assicuro che capita spesso che la planimetria catastale sia conforme mentre non lo sia quella del Comune: in passato (e ancora oggi) molte persone pensavano fosse sufficiente cambiare la planimetria catastale come conseguenza di una ristrutturazione.

Purtroppo è falso.

Quindi la piantina catastale deve essere conforme sia allo stato dei luoghi che agli atti depositati al Comune.

Chi fa la verifica urbanistico/catastale?

La verifica di conformità urbanistico-catastale è una relazione. E ti dico subito che non è una relazione obbligatoria per legge da allegare alle compravendite.

Si tratta solo di uno strumento di tutela per l’acquirente. (E in parte anche per il venditore…).

In fondo chi vorrebbe comprare una casa con degli abusi?

Detto ciò farla non è banale.

Bisogna come prima cosa fare il rilievo dell’immobile. Poi bisogna rintracciare tutte le pratiche edilizie, anche con accessi agli atti presso gli archivi comunali. E infine bisogna confrontare le cose.

Si tratta di un lavoro che può fare solo un tecnico. Anche perché interpretare le pratiche edilizie non è banale.

E naturalmente questa cosa ha un costo. Che non è irrisorio perché il tecnico che prepara la relazione assevera quello che scrive. E se assevera qualcosa di falso ne risponde personalmente e penalmente.

Una relazione di conformità urbanistica non dovrebbe mai costare meno di 1.500€. A salire a seconda della complessità del caso.

So che in giro ci sono professionisti che svendono questo servizio per poche centinaia di euro. Ognuno è libero di fare come meglio crede ma sulla veridicità di una relazione fatta per pochi euro non ci metterei la mano sul fuoco.

Chi la paga?

Questa domanda, se fossimo in uno Stato civile non avrebbe senso di esistere: naturalmente deve pagarla il venditore. Cioè l’attuale proprietario di casa.

Dovrebbe essere suo interesse non rifilare una sòla al compratore.

E poi una volta fatta vale per tutte le visite che verranno fatte all’immobile.

Però siamo in Italia e molti proprietari di casa si rifiutano di farla. Anzi, direi quasi tutti. Tanto un fesso che compra casa senza interessarsi della conformità lo trovano…

Di certo che sia la persona interessata all’acquisto a doverla pagare è assurdo: chi spenderebbe migliaia di euro per rischiare di venire a sapere che la casa a cui è interessato ha degli abusi e quindi non può comprarla?

E poi cosa dovrebbe fare questa persona interessata a comprarsi una casa: pagare una relazione di conformità per ogni immobile che visita?

Alla fine spenderebbe più di relazioni di conformità che per l’acquisto della casa…

Se fossi in te eviterei di prendere in considerazione immobili che non hanno una relazione di conformità urbanistica.

Lo so che così ti ritroverai a scartare il 90% degli immobili…però non averla è pur sempre un rischio.

mailling list per ristrutturare casa

2. Visura ipotecaria immobile

La visura ipotecaria di un immobile è come la sua carta di identità.

Pensa se acquisti una casa e dopo qualche anno sbuca fuori una persona che, atti alla mano, accampa diritti sulla casa che hai pagato a caro prezzo?

Sembra una situazione assurda ed inverosimile…ma non lo è.

L’atto di proprietà non è sufficiente per stabilire con certezza se l’immobile che ti interessa è di proprietà della persona che lo sta vendendo.

Lo so, sembra una supercazzola però è così.

Come sai gli immobili spesso passano di padre in figlio per questioni ereditarie. E ci potrebbero essere eredi che potrebbero vantare diritti sull’immobile che stai comprando.

Ma non solo: ci potrebbero essere ipoteche sull’immobile non chiuse, e quindi potrebbe presentarsi una banca o addirittura Equitalia a richiedere la casa che hai acquistato spendendo centinaia di migliaia di euro.

Quando acquisti una casa devi essere sicuro che il venditore abbia tutti i diritti sull’immobile e che nessun altro abbia diritti di nessun tipo sullo stesso immobile.

Questo si fa con una visura ipotecaria.

La possono fare tutti perché gli atti sugli immobili sono pubblici. Quindi puoi farla anche tu autonomamente.

Però spezziamo una lancia a favore delle Agenzie Immobiliari: su questo sono mediamente preparate.

In fondo non devono chiedere il permesso al proprietario di casa per farla e costa relativamente poco (qualche decina di euro).

Si richiede agli Uffici di pubblicità immobiliare (prima chiamate Conservatorie del registro immobiliare) e consente di conoscere, oltre al reale proprietario dell’immobile, se ci sono ad esempio contestazioni sulla proprietà dell’immobile, se ci sono ipoteche di qualsiasi natura (giudiziarie, legali o per mutui), se ci sono pignoramenti, se ci sono servitù di qualsiasi tipo (la più comune è la servitù di passaggio per i terreni senza sbocco su strada pubblica).

Tutte notizie che immagino vorresti sapere prima di comprare una casa…

3. Informati sull’edificio in cui si trova l’appartamento

Naturalmente questo vale se stai per acquistare una casa in condominio…

Sono varie le verifiche che dovrebbero essere fatte sull’edificio in cui si trova l’appartamento che ti interessa:

  • Verifica urbanistica
  • Lavori fatti/in corso d’opera/futuri
  • Problematiche note

Verifica urbanistica

Ti starai chiedendo “che c’entra la verifica urbanistica se ho già quella dell’appartamento?”

Hai ragione…ma dalla verifica dell’appartamento emerge se l’appartamento è in regola o meno.

Però ci possono essere abusi nell’edificio che esulano da quelli del singolo appartamento.

Ad esempio mi è capitato di trovare edifici con piani interi non presenti nei progetti depositati presso gli archivi comunali.

Oppure con torrini scale in copertura che si sono trasformati in mega attici.

Lo scopo della verifica urbanistica sull’edificio non è andare casa per casa a rompere le scatole alla gente per vedere se hanno fatto abusi.

In ogni edificio ci sono abusi di vario genere e quelli dentro le singole proprietà non ti interessano.

Quello che deve emergere dalla verifica urbanistica dell’edificio sono i macro-abusi:

  • Piani non dichiarati
  • Ampliamenti non dichiarati
  • Prospetti differenti

Devi conoscere queste cose non tanto perché la casa che stai per acquistare possa avere qualche tipo di problema se ci sono…ma perché prima o poi qualche ente potrebbe svegliarsi e dire al condominio “sistemate tutto”. E chiaramente saranno i condòmini a pagare…(quindi anche tu)

Oppure, se il condominio vuole fare lavori sull’edificio, devi sapere che non potete sfruttare le detrazioni fiscali perché la “conformità urbanistica” è un requisito indispensabile per accedervi.

E se decidete comunque di tentare la fortuna e chiedere le detrazioni fiscali anche in presenza di abusi…devi sapere che potrebbero venire a richiedertele con gli interessi.

Spesso le informazioni sulla conformità dell’edificio vengono inserite dentro le relazioni di conformità fatte per il singolo appartamento.

Nel caso non ci fossero…chiedi spiegazioni e non dare per scontato che sia tutto a posto.

Lavori

Il proprietario deve dirti se in passato l’edificio ha subito lavori di ristrutturazione, se sono stati già appaltati dei lavori, o se sono in corso di discussione altri lavori.

Chiaramente per i lavori passati non puoi pretendere che il proprietario sia la memoria storica del condominio, però alcune indicazioni dovrebbe essere in grado di dartele.

A te serve saperlo per avere quante più informazioni possibili sull’edificio.

Ad esempio, se hanno già fatto il cappotto non è il caso di essere informato?

Lo stesso vale per lavori in corso d’opera o già appaltati, oppure per lavori di cui si sta discutendo nelle assemblee condominiali.

In questi ultimi casi ti serve per sapere se dovrai sostenere delle spese aggiuntive in futuro.

E se il proprietario non sa darti una mano, c’è sempre l’amministratore, che dovrebbe sapere vita, morte e miracoli dell’edificio.

Problematiche ricorrenti

Scoprire le problematiche dell’edificio in cui si trova l’appartamento che ti interessa è difficile, se non abiti già al suo interno.

L’attuale proprietario potrebbe esserti di aiuto, ma difficilmente verrà a dirti cose che potrebbero farti desistere dall’acquisto.

E anche se chiami un tecnico di tua fiducia a dare un’occhiata, sarà difficile che riesca a darti una mano concreta.

Molte cose sono nascoste e si possono sapere solo vivendo dentro l’edificio.

Una situazione che mi capita spesso di riscontrare è la mancanza dello sfiato in copertura della colonna fecale e di un pozzetto sifonato alla sua base.

I problemi derivanti sono che i bagni puzzano e che dalla colonna fecale potrebbero arrivare rumori come rombi di motore.

Ma finché non vivi nel palazzo non lo puoi sapere…(a meno che non vai sul tetto a controllare…)

Questo è un esempio, ma potrebbero essercene molti altri come infiltrazioni, cantine che si allagano, etc…

Come fare a scoprirli?

Devi chiedere…al portiere, al proprietario, a qualche inquilino che incontri per le scale, all’amministratore, all’agente immobiliare…

Non è semplice, però è utile.

4.     Come valutare i lavori da fare

Acquistare e ristrutturare: valutare i lavori

Siamo arrivati alla parte che probabilmente ti interessa di più.

Cioè in questa casa che vuoi comprare…quanto ti costerebbe fare i lavori di ristrutturazione?

Ritengo impossibile, oltre che bugiardo, darti dei prezzi come se fossimo al mercato. Prima di arrivare alla stima dei lavori da fare sono necessari un rilievo e un progetto.

In ogni caso cerchiamo di darci alcuni criteri che possano esserti di aiuto.

 La prima cosa che devi stabilire sono, a grandi linee, i lavori da fare.

Certo, durante un sopralluogo riesci a concentrarti soprattutto sull’estetica della casa…difficilmente ti metti a guardare gli impianti…anche perché immagino che tu non abbia grandi competenze in merito.

Ma siccome non credo tu sia uno sprovveduto, immagino non sarà difficile per te intuire molte cose.

Quello che devi guardare durante il sopralluogo sono:

  • Distribuzione interna
  • Bagni
  • Cucina
  • Impianto elettrico
  • Impianto di riscaldamento
  • Infissi

Cosa di queste cose non va? Cosa è da rifare secondo te?

Io ti do i miei soliti consigli alla buona. Quelli che ho ripetuto in tanti articoli.

Posto che la distribuzione interna è una cosa personale (ma raramente ho trovato case con più di vent’anni avere una distribuzione interna decente), per tutto il resto diamo una regola:

Qualsiasi impianto che abbia più di 30 anni deve essere rifatto.

La stessa cosa vale per gli infissi.

Non ti parlo di porte interne, pavimenti e pitturazioni, perché si tratta di finiture legate a gusti personali.

Potrebbero benissimo piacerti pavimenti in piastrelle coi fiori degli anni ’70, mentre a me viene l’orticaria solo a guardarle…

Certo se l’impianto del bagno è vecchio dovrai buttarle quelle vecchie piastrelle…ma questo è un altro discorso.

Detto tutto ciò, una volta individuati alla buona gli interventi da fare, quanto ti costa farli?

Se chiedi all’attuale proprietario di casa ti dirà “la casa è in ottime condizioni, non ci sono lavori da fare”.

Se chiedi all’agente immobiliare ti dirà “c’è qualche lavoretto da fare ma la casa è stata ristrutturata da poco, non ci deve spendere molto”.

Se chiedi ad un’impresa, che furbescamente hai portato al sopralluogo per farti dare un consiglio, la risposta che ti darà è standard. Senza nemmeno guardare i lavori da fare e senza chiederti le tue aspettative, moltiplicherà la superficie indicativa della casa per una cifra variabile tra 300 e 500 €/mq e ti darà la risposta.

Se invece dell’impresa ti sei portato un tecnico al sopralluogo, potrebbe darti la stessa risposta dell’impresa, o più probabilmente raddoppiare o triplicare la cifra.

A chi credere?

Se ti interessa fare una stima non dico precisa ma molto vicina alla realtà in modo autonomo, basandoti su prezzi medi di ristrutturazione a seconda della tipologia di opere da eseguire, nel mio manuale “Ristruttura la tua casa in 7 passi” trovi tutte le indicazioni necessarie per farlo.

In ogni caso ti voglio dare una indicazione di massima anche qui.

Quello che devi fare, per non trovarti in difficoltà, è metterti nell’ottica peggiore, cioè quella in cui spendi di più.

E quindi in cui devi ristrutturare tutto quanto.

(Che poi ti assicuro che è la cosa da fare per la quasi totalità delle case.)

In quest’ottica una ristrutturazione completa costa almeno 800 €/mq.

Più iva e solo di lavori. Cioè opere edili, impiantistiche e finiture (piastrelle, infissi, porte, sanitari, pitturazioni…).

A questa cifra devi aggiungere il costo del tecnico (obbligatorio in ristrutturazioni complete) e quello degli arredi.

E ti sottolineo che stiamo parlando di almeno.

Non sono cifre che mi sono inventato ma che puoi trovare anche in alcune statistiche.

E questo con buona pace di chi spaccia ristrutturazioni a 249 €/mq o a 500 €/mq.

Se ti sembra troppo e “a questo punto me la costruivo nuova la casa”, tieni presente una cosa.

Costruire una nuova casa mediamente costa, di soli lavori, 1.500€/mq.

Di questa cifra circa 1/3 sono i costi delle strutture, quindi 500€/mq.

Rimangono 1.000€/mq per tutte le altre opere edili (muri, massetti, pavimenti, infissi, etc.) e impiantistiche.

Quando ristrutturi completamente una casa, l’unica cosa che non tocchi sono appunto le strutture, che già esistono. Oltre al muro di tamponamento esterno (anche se in un appartamento mi è capitato di rifare anche buona parte di questo muro).

Quindi come costi ci troviamo. Anzi, con 800€/mq sono stato anche un po’ basso.

mailling list per ristrutturare casa

Naturalmente stiamo parlando di una ristrutturazione di qualità buona, sia a livello di impianti che di finiture. Di quelle che non danno problemi a partire dal giorno dopo la sua conclusione.

Lo so che ti aspettavi molto di meno e come te lo aspettano tutti.

E sei libero di credere a chi dice che con 15.000€ si ristruttura tutta casa.

Però, giusto per darti una statistica, negli ultimi due anni il 55% delle persone che ha ristrutturato casa, ha sforato il budget preventivato.

E il 30% di queste persone l’ha sforato di più del 25%.

(fonte Houzz – 2020)

Ristrutturare casa ha un costo che prescinde da quello che tu ritieni giusto.

Quindi se devi farti i conti per acquistare e ristrutturare, è meglio che te li fai bene.

TRE PRINCIPI INVIOLABILI PER CHI ACQUISTA E RISTRUTTURA CASA

L’articolo è stato lungo e spero di averti dato alcune indicazioni utili.

Sarebbe stato possibile approfondire ancora di più, ma non è questo il posto.

Vorrei chiudere riassumendo i tre principi che devono guidarti nell’acquisto di una casa da ristrutturare:

  1. La casa deve essere in regola. Niente abusi
  2. Valuta attentamente anche l’edificio in cui si trova l’appartamento
  3. I costi di ristrutturazione vanno stimati per eccesso

Se sarai fermo su questi principi non avrai sorprese col tuo acquisto.

Se invece vuoi approfondire veramente come pianificare e gestire la ristrutturazione della casa che acquisterai c’è il manuale “Ristruttura la tua casa in 7 passi”.

Al suo interno trovi il processo amministrativo-edilizio corretto per ristrutturare casa.

L’unico corretto e che non trovi spiegato da nessuna parte.

mailling list per ristrutturare casa

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23 Dicembre 2020 / / Idee

Read Time:6 Minute

Il Natale si avvicina e ho voluto scrivere questo ultimo articolo dedicato al Natale raccontandoti del momento più importante del Natale, ovvero il momento di condivisione in cui tutta la famiglia è riunita intorno al tavolo per gustare un ottimo, e lunghissimo pasto. Oggi ti parlo di come rendere speciale questo momento suggerendoti alcune tips su come preparare la tavola delle feste in stile scandinavo.

Quest’anno vivremo un Natale molto diverso dai soliti, questo evento storico senza precedenti sta condizionando le nostre vite in maniera indelebile. Dobbiamo cercare però di trarne il meglio e prenderla come occasione per apprezzare i semplici gesti che appartengono alla quotidianità e che solitamente si danno per scontati. Valorizziamo quindi al massimo ogni attimo passato in famiglia, anche al di fuori del contesto natalizio.

Prima di entrare nello specifico della decorazione della tavola, partiamo con una breve introduzione. 

Cos’è?

La tavola delle feste è uno dei momenti più importanti e conviviali del Natale. A Natale è tradizione sedersi a tavola con la propria famiglia e consumare un pasto tutti insieme. Questo pasto può avvenire la sera della Vigilia di Natale (24 dicembre) o a pranzo del giorno di Natale (25 dicembre).

Come si festeggia in Italia il Natale?

Fino a qualche decennio fa, le tradizioni erano ben definite: nel centro e sud Italia si festeggiava il cenone della Vigilia, mentre al nord era d’obbligo il pranzo di Natale. Ma oggi le tradizioni si sono un pò mescolate.

Per la cena della Vigilia si usa mangiare pesce o comunque piatti di magro. Per il pranzo di Natale, invece, largo a ogni tipo di abbondanza culinaria. Molte famiglie festeggiano entrambi gli eventi, ma ognuno ha una propria preferenza personale.

Cena della Vigilia

Spesso la cena della vigilia di Natale è più importante del pranzo di Natale, perché la Santa Messa viene celebrata a mezzanotte e durante la notte vengono consegnati i doni.

Cosa si mangia alla vigilia di Natale? La tradizione è quella di preparare una cena “di magro”, cioè senza carne, quindi a base di pesce. In molte regioni è tradizione mangiare l’anguilla o il capitone, ma trovano ampio spazio anche tutti i tipi di crostacei; nel nord Italia sono diffusi cibi non proprio locali, ma ghiottissimi, come il caviale, le ostriche o il salmone affumicato.

Tradizionalmente i regali si aprono dopo cena, al ritorno dalla messa di mezzanotte. Questa soluzione è perfetta se festeggi con adulti, ma se in famiglia ci sono bimbi piccoli è meglio aspettare e scegliere di festeggiare il giorno di Natale. Babbo Natale arriva di notte e al risveglio i più piccoli potranno dedicarsi alla tanto attesa apertura dei doni.

Pranzo di Natale

È uno dei più importanti pasti associati al Natale e può durare anche per ore! Per il pranzo di Natale il menù deve, per tradizione, essere ricchissimo: una lunga lista di antipasti, primo piatto (qui a Modena sono d’obbligo i tortellini in brodo) e poi un trionfo di secondi come arrosti, cappone (cucinato per il brodo dei tortellini), zampone con fagioli (sempre tradizione modenese), infine frutta secca, dolci natalizi, caffè, ammazzacaffè e chi più ne ha più ne metta! Praticamente quando finisci è quasi ora di cena. 

C’è chi preferisce la cena della Vigilia e chi il pranzo di Natale. Poi ci sono gli alternativi che fanno anche il pranzo della vigilia di Natale e la cena di Natale!

Fatta questa piccola premessa passiamo alla parte pratica, ovvero come preparare la tavola delle feste, in stile scandinavo, per rendere davvero speciale il vostro momento in famiglia.

A differenza di una cena informale tra amici, la tavola delle feste deve essere più elegante e raffinata. Il Natale è un’occasione che si ripete solo una volta all’anno e quindi la tavola deve essere all’altezza di questo evento speciale e magico.

Iniziamo!

Ecco qui i miei 6 suggerimenti fondamentali per preparare la tua tavola delle feste in stile scandinavo e la tua famiglia ti dirà: “wow, che bella tavola!” (con gli occhi a cuore!)

SUGGERIMENTO #1

Equilibrio e armonia

tavola delle feste stile scandinavo
Pic by Pinterest

Regola fondamentale per qualsiasi tavola, non deve essere n’è troppo vuota per sembrare asettica, ma neanche troppo piena per lasciare spazio alle pietanze e non sovrastare esteticamente il cibo, ma anzi valorizzarlo.

SUGGERIMENTO #2

Fondale neutro

tavola delle feste
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Personalmente preferisco che la tovaglia sia in tinta unita o con una trama leggera. E’ necessario che la base non vada a interferire visivamente con i tanti elementi che andranno ad appoggiarsi su di essa.

SUGGERIMENTO #3

Palette colori

tavola delle feste
Pic by Pinterest

Come in ogni progetto deve esserci un’idea e se c’è un’idea c’è anche una palette colori.

Definisci 3 colori (potresti ad esempio prendere ispirazione dal tuo albero di Natale) e scegli gli elementi della tavola in funzione di essi. È importante che all’interno della palette ci sia un tono neutro per ammorbidire eventuali contrasti e garantire un tocco di eleganza. Ad esempio puoi scegliere: bianco, verde e oro.

SUGGERIMENTO #4

Table setting

Pics by Pinterest

Non sono di certo la regina del galateo, però mi piace che la tavola sia bella e funzionale. Non mi piacciono le apparecchiate troppo “costruite”, ma neanche quelle troppo essenziali. Personalmente la tavola delle feste la allestirei così:

  • piatto piano
  • piatto piccolo (per l’antipasto)
  • cucchiaio e coltello (con lama rivolta verso il piatto, mi raccomando) sulla destra
  • forchetta e forchettina da antipasto sulla sinistra
  • posata da dolce, solo se necessaria, nella parte alta del piatto
  • calice
  • segnaposto

Ti starai chiedendo: e il piatto fondo? Il piatto fondo arriverà direttamente dalla cucina con dentro il primo caldo.

SUGGERIMENTO #5

Segnaposto

Pics by Pinterest

È importante e bello valorizzare la presenza di ogni persona presente in questo momento di gioia e condivisione, regalando a loro un piacevole segnaposto realizzato con cura dalle nostre mani. Così, in un’unica mossa, risolviamo anche il problema che si presenta ogni volta…e cioè non sentirai più dire la domanda: “dove mi siedo?“

Qui ci si può davvero sbizzarrire, se ad esempio desideri fare come me, scegli un rametto verde con legato un biglietto col nome del commensale. 

  • Il rametto può essere di rosmarino, ulivo, eucalipto o abete. Scegli in base alle tue disponibilità, oppure a ciò che il tuo vivaio di fiducia ti offre.
  • Il laccetto può essere in juta, in tessuto o in lana, naturalmente in palette coi colori scelti all’inizio.
  • il biglietto o tag deve contenere il nome dell’ospite e può essere della forma che desideri. Ho preparato un template con Canva che puoi personalizzare e stampare. Lo trovi nel bottone qui sotto!
Template by Romina Sita

Ecco qui un template realizzato con Canva. Ho preparato 5 forme di tags, ognuna con 5 font differenti tra loro. Così puoi scegliere quello che preferisci. Lo puoi aprire, personalizzare coi nomi dei tuoi ospiti, stampare, ritagliare e utilizzare per decorare i tuoi segnaposto. Insomma, con questo template non hai più scuse!

Oppure, se pensi di non avere tempo o troppa dimestichezza col computer, puoi stamparli tutti bianchi e scrivere i nomi a mano. Saranno sicuramente molto belli anche scritti a mano!

segnaposto vuoti
Template by Romina Sita

SUGGERIMENTO #6

Centrotavola

centrotavola
Pics by Pinterest

Per concludere un bel centrotavola decorativo in stile natalizio. Può essere lineare o puntiforme, cioè come dei mini centrotavola disposti allineati al centro e longitudinali alla tavola. Sicuramente questa soluzione è più adatta per chi ha una tavola non tanto profonda (parlo del lato corto) da non lasciar spazio a un centrotavola più importante. 

Il centrotavola deve essere in tema con i segnaposto e, a Natale, sono d’obbligo le candele, specialmente se festeggerai la cena della Vigilia.

Spero che questi suggerimenti ti siano stati utili. Raccontami come decorerai la tua tavola delle feste. Quale palette colori utilizzerai? Come realizzerai il tuo centrotavola? Ci vediamo qui sotto nei commenti.

Se pensi che questi suggerimenti possano essere d’aiuto a una tua amica o amico, inviagli questo articolo. Grazie 🙂

Ciao e alla prossima!

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20 Dicembre 2020 / / Design Ur Life

Regalo di Natale 2020 Made in Italy e artigianale è un must.

Chi mi segue sulle storie Instagram, sa che ho deciso di fare un calendario dell’avvento un pò particolare quest’anno. Quindi made in Italy e artigianale per il regalo di Natale 2020  diventa un must. Ecco qui sotto tutti i miei suggerimenti della settimana scorsa.

Alessandra Marzatico @ assiaartstudio

Alessandra ad Ottobre 2019 esce dall’ultima agenzia dove lavorava come web designer. Aveva anche cambiato da poco la casa. Tra i vari task che aveva nella lista casa, c’era quella di trovare un grande quadro per la parete del salone. Ma non trovava nulla, quindi ha iniziato a dipingere lei. Aveva iniziato a dipingere con l’unico scopo di realizzare il quadro per il suo salone. Appena fuori dal tunnel di un brutto momento, facendo una cosa apparentemente frivola, senza preoccuparsi del risultato. Ma concentrandosi solo sul piacere di provarci, si è delineata una nuova fase della sua vita. Tutti i suoi lavori sono opere autentiche originali e non riproducibili.

Design Espresso

Salvatore Borriello e Alfonso Cantile le loro strade si sono incrociate durante il periodo universitario alla facoltà di Architettura di Napoli, a metà degli anni ’90. Nel 2015 decidono di partecipare al fuori salone di Milano con il loro marchio e una collezione di prodotti d’arredo. Tutti pezzi personalizzabili, dal design essenziale, immediato e ironico. Realizzati da piccoli laboratori artigiani. Design Espresso sta crescendo, diventando sempre di più il laboratorio dove sperimentare ed esprimere la loro visione del design, seguendo il magico percorso che unisce l’idea alla sua materializzazione. La loro filosofia: Il design non salva il mondo ma contribuisce a migliorarlo.

Maria Tarantino

Vive a Bari ed è un ingegnere strutturista. Da qualche anno ha la passione per i fiori di carta crespa, ai quali ha dedicato studio e impegno. E’ diventata una seconda attività, che porta avanti con amore e cura. I suoi fiori non sono riproduzioni, fac-simili, ma ritratti tridimensionali; sono un omaggio alla Natura che è la sua fonte di ispirazione. In ciascuno di essi, c’è un pezzetto di lei, dei suoi stati d’animo, dei suoi pensieri, del suo sguardo sul mondo.

Arual Ceramics

Laura Moretti si è avvicinata al mondo di ceramica da più di dieci anni, quando al liceo artistico ha avuto il primo approccio non ludico con questo materiale. Col tempo non ha mai abbandonato la sua passione, ha creato il suo stile negli anni ispirandosi principalmente a forme e palette naturali. Grazie agli studi in ambito naturalistico che le hanno permesso di conoscere organismi dalle forme e combinazioni cromatiche interessanti, fondendole con la sua fantasia. Lavorare la ceramica, è per lei grande fonte di gioia ed è per questo motivo che da un paio di anni sta cercando di trasformare tutto ciò in una professione. Ha un shop online su Etsy.

Estsy

Lait Luce

Un’interazione tra due menti e quattro mani che pensano e creano secondo visioni e progettualità condivise e complementari s’incontrano nel progetto Lait Luce. Annalisa e Miro cercano di Illuminare ambienti spogliandosi dall’obbligata convenzione di seguire gli schemi e le mode del momento. Lait Luce sposa il Recycling design nell’ottica dell’ecosostenibilità: reinventare attraverso l’utilizzo ed il riuso di oggetti e forme inizialmente concepiti per altri scopi, ridisegnare e progettare una luce, senza mai perdere di vista le emozioni e i sentimenti.

Scaramaz

Fabrizio Crescentini, Maestro d’Arte in Ceramica, e da quasi vent’anni lavora nel suo laboratorio di Rimini. Qui è nato Scaramaz, un progetto in cui crede molto. L’idea è partita da un’esigenza: ascoltare al meglio musica, radio e video sullo smartphone. Tutto è nato da un semplice disegno, che nelle sue mani è diventato un primo modello in argilla fino alla definitiva forma in gesso. La tecnica è quella del colaggio, dove l’argilla, allo stato liquido di barbottina, viene colata dentro i loro stampi in gesso per diventare uno Scaramaz.


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19 Dicembre 2020 / / Idee

Il decluttering è fondamentale per iniziare a vivere una nuova vita e ristabilire il nostro benessere psico-fisico.

decluttering
Credits: semplice come

La parola decluttering vuol dire “riordino”; si parte dagli oggetti che non ci servono o non ci piacciono più, per poi decidere se buttarli, venderli o regalarli. Una volta finito di fare questa operazione sarete pronti per riorganizzare gli oggetti rimasti e sistemarli al meglio.

Vi servirà un po’ di tempo per farlo, ma vedrete che alla fine ne sarà valsa davvero la pena!

La prima cosa da fare è munirvi di scatole diverse: una conterrà tutte le cose da buttare, una tutte le cose da regalare, una tutte le cose da vendere.

Credits: the spruce

Ora siete pronti per cominciare a fare decluttering!

“Riordinando si mette in ordine il passato, si prende coscienza di ciò che conta davvero nella nostra vita e ciò che invece non serve”.

Marie Kondo

E ora da che parte comincio?

Partite dalle cose semplici: buttate tutto ciò che è scaduto o che non può più essere utilizzato e che sta occupando spazio prezioso! Ecco una piccola lista che può esservi utile per cominciare.

  • Dispensa e frigo: tirate fuori tutto quello che c’è nella dispensa e nel frigo e buttate tutto ciò che non si può più consumare;
  • Medicinali: fatevi un giro nel vostro armadietto dei medicinali e buttate tutti quelli che non sono più utilizzabili. Nelle farmacie ci sono dei secchi appositi per potersene liberare;
  • Cosmetici: dopo l’apertura possono restare aperti dai 6 ai 24 mesi, controllate l’etichetta sul retro. Ricordate che i cosmetici scaduti possono provocare delle reazioni cutanee. Buttate tutto!
  • Documenti: lo so, noia mortale, ma le nostre case sono sempre sommerse di carte, bollette, documenti, fatture… prenditi del tempo e seleziona; elimina tutti quelli di cui non hai più bisogno, le bollette ad esempio, devi tenerle per un massimo di 5 anni dalla scadenza, il resto lo puoi buttare! Poi prendi delle cartelline e dei faldoni e organizza quelli rimasti, creando una sezione per le bollette, documenti della casa, documenti della macchina, etc.
decluttering

Per fare decluttering ci vuole coraggio!

È arrivato il momento di selezionare i tuoi vestiti! Svuota l’armadio e mettili tutti sul letto: questo è un buon modo per rendersi conto della grande quantità che ne possediamo e realizzare che non ne usiamo neanche la metà.

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Comincia dalle cose fuori moda, quelle che non metti da una vita e quelle che “non si sa mai”, ti assicuro che non le metterai mai più! Poi passa a tutto quello che non è più della tua taglia, che sia troppo grande o troppo piccolo. 

Se i vestiti che hai deciso di eliminare sono ancora buoni, potresti allestire un mercatino a casa tua, qualche tua amica ne approfitterà e sarà un modo divertente per passare una serata in compagnia.

Se sei arrivato a questo punto hai superato la parte più dura: iniziare!

Per tenere sotto controllo la situazione ricorda la regola +1-1: se una cosa entra in casa, un’altra deve uscire! 

Hai bisogno di aiuto per il decluttering? Puoi contattarmi sul sito www.sphomecoming.it.

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