9 Marzo 2021 / / La Gatta Sul Tetto

Wabi Sabi è una parola giapponese che indica la capacità di vedere la bellezza nella semplicità, negli oggetti umili e imperfetti. Più che uno stile di decorazione, il Wabi Sabi è una filosofia di vita.

Wabi Sabi

Sicuramente avrete già sentito parlare di Wabi Sabi, la filosofia di origine giapponese che esalta la capacità di apprezzare la bellezza delle cose semplici e imperfette. La parola infatti è composta da due termini che indicano, rispettivamente:

Wabi: la capacità di accontentarsi di meno e trarre piacere dall’ordinario.

Sabi: Il dono del tempo, invecchiare con grazia e dignità.

Da qualche anno questa filosofia è stata adottata come stile d’arredo anche in Occidente. Va detto che il Wabi Sabi ha trovato da noi un terreno fertile, grazie alla diffusione, dalla fine degli anni ’90, dello stile Shabby chic. Tuttavia, ci sono notevoli differenze tra i due stili. Mentre lo Shabby chic a volte è sovraccarico, il Wabi Sabi è caratterizzato dal tipico minimalismo di matrice giapponese.

L’antica arte del kintsugi

Questa filosofia ha influenzato diverse pratiche artistiche giapponesi come l’ikebana, l’haiku (una forma di componimento poetico), la ceramica, il giardinaggio o la cerimonia del tè. Ma soprattutto il kintsugi, l’arte di ricomporre oggetti con materiali preziosi.

Wabi Sabi
Kintsugi-Credits

L’imperfezione è evidenziata piuttosto che nascosta, esaltando la bellezza dell’originale e dandogli una nuova vita. L’estetica Wabi-Sabi può essere descritta come imperfetta, impermanente e incompleta. La bellezza degli oggetti  risiede nella loro semplicità, nella loro umiltà e nella loro essenza grezza. Una scelta di vita che incoraggia ad essere selettivi nelle scelte, privilegiando pochi oggetti, ma più duraturi e di qualità superiore. Gli oggetti Wabi Sabi trasmettono così una sensazione di serenità e di connessione con l’oggetto stesso.

Arredare un interno Wabi Sabi in 6 passi

Il design d’interni ha abbracciato questa filosofia, con schemi di colore che oscillano verso i bianchi, i grigi e i toni della terra. I materiali e le finiture richiamano la natura e le sostanze umili, come legno, lana, argilla, carta grezza, bambù, lino, pietra, fibre intrecciate e metalli. Nelle versioni occidentali, troviamo finiture in cemento, carte da parati e piastrelle con effetti materici e rustici.

Wabi Sabi
Wabi Sabi
carta da parati Rebel Wall

Per arredare un interno in stile Wabi Sabi seguite questi sei passi:

  • Utilizzate materiali naturali e grezzi 
  • Scegliete oggetti semplici e imperfetti o che sono stati esposti alle intemperie.  L’asimmetria e i difetti di finitura sono apprezzati. Conservate e valorizzate pochi e significativi cimeli di famiglia.
  • Rimuovere l’eccesso: dimenticare l’enfasi visiva e accumulativa. Conservate solo il necessario, né più, né meno.
  • Privilegiate i colori naturali, come i toni della terra, i grigi e i bianchi.
  • Superfici materiche: recuperate il senso del tatto attraverso le texture, come i nodi nel legno, le venature nella pietra, le trame nei tessuti. 
  • Non tralasciate i dettagli decorativi. Anche se fanno parte della categoria del superfluo, aiutano a rendere più caldo, accogliente e personale l’ambiente. Naturalmente devono essere scelti con parsimonia e richiamare la natura, come dei rami in vasi d’argilla, conchiglie, piante, pietre. 
4 Marzo 2021 / / Idee

Sembra semplice da dire, ma arredare casa per molti è un vero dilemma

“mi piace lo stile industrial , ma anche quello vintage” ,

“vorrei il parquet, ma amo la resina”,

“la cucina la voglio calda e accogliente ma adoro l’effetto metallico”,

Insomma,

Come fare per arredare casa e non sbagliare?

Chi mi conosce sa che per me non esistono regole, ci sono solo alcuni aspetti da considerare e consigli pratici da seguire.

Arredare casa : di cosa tener conto?

Per arredare casa, la prima cosa da fare è

1) preparare un elenco di tutti i generi che ci piacciono, proprio come fosse la lista della spesa, ed eliminare man mano quello quello che ci convince meno,

In che modo?

Prendiamo per esempio lo stile shabby, quali sono gli aspetti di questo genere che vi piacciono? Tutti? Insomma c’è qualcosa che cambiereste?

Mobili dall’ effetto “sciupato “?

Colori tenui?

E dello stile industriale? Siete convinti di volere tubi a vista, mixare ferro, cemento e legno e mattoni a vista ?

O che ne dite dello stile moderno ? Tutto liscio, lucido , definito, un po’ freddo?

Qualcuno starà pensando “ma io voglio una casa che possa mixare tutti gli stili che mi piacciono “

Niente paura,

è la conclusione a cui giungono in molti, per questo è meglio fare un elenco, eliminare ciò che non convince e poi partire con le scelte.

2)fare un secondo elenco , quello più importante , che riguarda le proprie esigenze

  • single ?
  • coppia?
  • famiglia numerosa?
  • figli grandi o piccini?
  • animali in casa?
  • smart working?
  • quanto tempo trascorrete in ogni stanza?
  • chi cucina?
  • zona relax?
  • vi piace la compagnia e siete soliti invitare parenti ?
  • studio, stanza degli ospiti, quali sono le esigenze oltre a quelle abituali ?

l’elencazione potrebbe essere molto lunga o brevissima ,

non tutti abbiamo uguali necessità.

Arredare casa: mix and match

Siete tra quelli che hanno deciso che lo stile della propria casa sarà un mix and match, insomma vi piace l’idea di mescolare tra vari generi?

Bene, ecco qualche consiglio :

  • Non esagerare

va bene mischiare , ma atteniamoci ad un paio di tendenze,

  • Non fare di testa propria

per quanto riviste e social possano aiutare, spesso, non essendo del mestiere, il rischio è di creare confusione, quindi,

se volete ottenere un buon risultato, affidatevi a qualcuno che ne sa più di voi in fatto di arredi, tendenze..

  • Fissate un budget

questo è fondamentale per capire quali materiali utilizzare e con quali finiture.

Dunque ,

lo stile mix and match, lo dice il termine stesso “mescola” più generi per crearne uno unico ed inconfondibile,

il proprio.

In questa prima parte della mia guida per arredare casa, vi darò qualche dritta sui vari generi che si possono mischiare bene tra di loro.

Mix & Match: classico e moderno

Questo tipo di stile, spesso è sinonimo di “risparmio economico”,

infatti,

per arredare casa in questo modo, vengono spesso utilizzati mobili già in uso, magari ereditati, come vecchi tavoli, madie, sedie antiche, comò d’epoca,

in sostanza mobili di cui disponiamo , che non dobbiamo comprare, ma ai quali daremo nuova vita.

Uno dei rischi di questa scelta però, è il sovraffollamento della casa,

nel senso che,

disporre di molti mobili e volerli utilizzarli tutti si può, dipende però da quanto spazio abbiamo a disposizione.

Se consideriamo una casa dalle misure “normali” (che poi la normalità non si sa mai qual’è)

allora, é meglio verificare come sistemare ogni pezzo a disposizione, per evitare di dar vita ad un ambiente confusionario e disordinato.

Fortunatamente però, chi ama questo mix tra classico e moderno ha un vantaggio rispetto ad altri generi,

Spesso infatti,

I mobili antichi, d’epoca o comunque datati, possono svolgere funzioni diverse rispetto a quelle d’origine ,

Prendiamo ad esempio un comò ,

Quante volte vi è capitato di trovarlo in una sala da pranzo come fosse una credenza per tovaglie?

e nell’ ingresso di casa? Per abbellire e per riporre sciarpe, chiavi, borse

Un baule?

A volte i baule vengono riutilizzati come tavolini davanti ad un divano,

Oppure come porta scarpe in ingresso,

insomma, come si sente dire spesso, un pezzo classico o antico , trova sempre il suo posto in casa,

Perciò,

Con un po’ di creatività ed eleganza si può creare uno stile mix & match d’effetto.

Arredare casa : vintage e pop

Appassionati degli anni ’50 e ’60?

Vi piacciono i mobili in legno vintage ma anche i colori sgargianti?

Lo stile vintage -pop è pronto per entrare nelle vostre case.

contrasti cromatici, forme “abbondanti ” che si mischiano alle linee pulite del design di altri tempi, un mix tra plastica e legno,

Sto parlando di una delle tendenze più trasgressive dell’ interiordesign,

Chi vuole adottare questo stile per la propria casa è disposto ad esagerare,

Anche in questo caso però meglio non abbondare con i pezzi di design, ne tanto meno con i colori,

Meglio focalizzarsi su pochi elementi e concentrarsi su un paio di tonalità di colore ,

evitando così l’effetto mercatino dell’ usato.

Come creare un effetto wow?

Il living è l’ambiente che più si presta alle ambientazioni,

Questo perché è il luogo del relax, degli incontri, spesso il punto focale della casa.

Per adottare questo genere potete scegliere tra divani e poltrone “formose” e colorate, abbinate a madie in legno lucido con piedi alti,

Carta da parati con decori geometrici che fanno da sfondo ad uno scrittoio in legno la cui seduta è un pouf dai colori sgargianti

in sostanza è come immaginare la casa dei nonni degli anni ’60 dai colori un po’ “spenti” rallegrata con pezzi dal design chiassoso

Occhio alle dimensioni però,

Lo stile pop è ingombrante in tanti aspetti.

Industrial e shabby chic ?

Vi piace lo stile shabby ma non vi piacciono tutte le sue sfumature?

Insomma volete uno stile consumato, non troppo romantico e un pò ruvido?

Industrial shabby è la parola d’ordine.

Per creare questo stile è necessario abbandonare un pò del romanticismo dello stile shabby,

no a fiori, merletti, e tonalità pastello ,

quello che serve per un mix perfetto ?

  • la mascolinità dello stile industriale per pareti e pavimenti con mattoni a vista e cemento
  • il tocco retrò di complementi d’arredo , con una poltrona bergère e delle ceramiche adagiate su un tavolino
  • tessuti naturali per cuscini e tende
  • ferro, tubi a vista, colori scuri che si mischiano a tonalità chiare

Arredare casa in stile etnico e ..

Quanto ci manca viaggiare? scoprire culture nuove e portare un “pezzo ” del nostro ultimo viaggio in casa?

Ecco,

lo stile etnico ci permette di essere in luoghi lontani , di mischiare la nostra cultura a quella degli altri e di immaginare di essere in posti unici in cui abbiamo lasciato una parte di noi .

Questo stile si può mischiare a qualsiasi altro genere presente in casa,

ovviamente però,

come per tutti i mix & match, deve esserci un senso ,

quindi, non basta appendere una maschera africana o metter un nargilè in vetrina.

Per far si che lo stile etnico si introduca in casa , bisogna aver passione per i colori, per il legno, per i materiali naturali in genere, per tutte le cose artigianali.

Come fare allora?

Scegliere gli elementi giusti è indispensabile,

Arredare casa con un mix in stile etnico cosa vuol dire?

Innanzitutto dire etnico è generico,

quando si parla di etnia , si parla di un gruppo di persone che hanno in comune la stessa cultura, gli stessi linguaggi, religioni, costumi,

perciò,

non è detto che ci piacciano tutti i generi e i costumi di una sola etnia,

magari amiamo l’Africa e la Cina,

o più semplicemente ci piace viaggiare e ci piace avere in casa un pezzo per ogni luogo visitato,

per questo motivo la scelta d’inserire complementi d’arredo che trovano la giusta collocazione è importante.

Il consiglio vi do , è quello di studiare bene l’involucro , la scenografia della vostra casa, ovvero le pareti,

meglio privilegiare i colori neutri e dare un tocco di etnico ad una sola parete, magari con una carta da parati che rievoca i luoghi a cui vogliamo ispirarci,

oppure con dei colori che lo caratterizzano , ma sempre e soltanto in maniera minima,

questo perché è importante che si crei armonia con tutto il resto .

Per quanto riguarda l’arredamento ci sono due strade da seguire,

la prima è quella di arredare un solo ambiente della casa in questo stile, come ad esempio una parte della zona living, la camere o il corridoio,

l’altra è quella di osare,

in fine dei conti , come vi ho detto, arredare casa con uno stile mix & match vuol dire creare un genere unico e proprio,

l’importante è che ci faccia star bene, che sia di nostro gusto e che ci faccia stare in armonia.

Nel prossimo articolo di questa” guida per arredare casa” vi darò qualche dritta su come disporre i mobili e scegliere le dimensioni .

L’articolo Arredare casa: la guida facile da seguire per scegliere il proprio stile proviene da Laura Home Planner.

3 Marzo 2021 / / +deco

Una nuova avventura per Child Studio!

Il duo creativo inglese Child Studio ha collaborato con il brand Britannico Floor_Story per creare una collezione di tappeti colorati ispirati alla Bauhaus, un movimento artistico sviluppatesi in una scuola d’arte in Germania fra il 1919 e il 1933. La collezione, 19-19, prende il nome dall’anno di inizio di questo periodo e consiste in 6 tappeti di lana e seta tessuti a mano, chiamati come alcune delle piu’ influenti artisti e designer donne della Bauhaus.

Come Alexy Kos e Che Huang, fondatori di Child Studio, spiegano:

“L’estetica Bauhaus e’ spesso percepita come austera e inesorabile, ma noi siamo sempre stati affascinati dal ricco e fantasioso uso del colore negli interni e nelle grafiche prodotte dagli artisti associati a questo movimento. Cerchiamo sempre di inserire colore nei nostri interni e il progetto rappresentava un’opportunita’ per raccontare una storia esclusivamente attraverso l’uso astratto di geometria e colore.”

La collezione e’ stata fotografata dentro il Isokon Building di Londra, progettato dall’architetto Wells Coates. Molti dei fondatori e delle figure chiavi della Bauhaus, come Walter Gropius, László Moholy-Nagy e Marcel Breuer, hanno vissuto in questo palazzo modernista fra le due guerre. Gli interni rivestiti in legno fanno da set perfetto per la nuova avventura di Child Studio, i bellissimi tappeti di Floor_Story.

Foto di Felix Speller & Child Studio, cortesia di Child Studio.

The post Una nuova avventura per Child Studio appeared first on Plus Deco – Interior Design Blog.


arredare la camera da letto in stile boho chic

Arredare la camera da letto da letto in stile boho-chic, io l’ho fatto!

Ma di cosa stiamo parlando esattamente? Lo stile boho-chic è perfetto per le anime irrequiete ed un po’ ribelli, artistiche e sognatrici, di certo non amanti del minimalismo. Si tratta di uno stile che non ha esatte linee guida e dunque può essere abbastanza complesso da realizzare, poiché si può cadere nell’errore di creare un ambiente disordinato e incoerente; cosa che capita con gli stili eclettici a chi non è pratico.

Quando però si riesce a raggiungere il giusto equilibrio tra vintage e moderno; tra i molti colori, tessuti, trame, complementi e fantasie, allora si realizzano ambienti unici, di infinito carattere, che non saranno mai uguali a nessun altro. Ambienti ricchi di vita, di storie, di emozioni, in cui ogni oggetto ha qualcosa da raccontare; ed è questo lo stile che inaspettatamente ci permette di inserire cuscini e o coperte personalizzate con le foto delle persone che amiamo, o le inziali dei nostri cari con grandi lettere di legno sulla testata del letto, come ho fatto io.

La parola Boho-chic deriva dall’unione dell’abbreviazione della parola Bohèmien (boho), che si riferisce allo stile di vita di artisti e intellettuali un po’ ai margini alla fine dell’800. Come stile d’arredo nato spontaneamente è comunemente associato allo stile Hippie degli anni ’60 e ’70, colorato e irriverente. Nonostante dunque le sue origini risalgano a tempi passati, il boho-chic si è affermato nella cultura contemporanea solo a partire dagli anni 2000.

Fin dalle origini è sicuramente associato a concetti di anticonformismo, ribellione, libertà, creatività e non si può dire che sia uno stile per tutti.

arredare la camera da letto in stile boho chic

Ma vediamo più in dettaglio quali sono gli aspetti che lo caratterizzano:

arredare la camera da letto in stile boho-chic

Mix & Match

Un “miscuglio di arredi e complementi vintage, moderni, artigianali; ognuno con una storia: recuperati, regalati, autoprodotti. Impossibile trovare in questo stile, due ambienti anche solo lontanamente simili. Si tratta di un arredamento carico di sentimenti, emozioni, personalità…e oggetti… questo non c’è dubbio! Poco adatto ai minimalisti!

Riciclo creativo

Il riciclo creativo, che io adoro, è perfetto per gli amanti dello stile bohemien; si tratta di dare nuova vita a vecchi oggetti creando complementi unici. Io personalmente per arredare la camera da letto una poltrona realizzata con il legno di vecchi bancali dell’azienda Arredopallet che trovo bellissima. Ho impreziosito questa seduta davvero originale con cuscini colorati e di diverse fantasie, tra cui quello con stampa personalizzata da Wanapix.

Dietro alla seduta un mix di specchi, anche essi di recupero e un porta-collane realizzato con un attaccapanni…anche questo è recupero creativo e riuso!

Anche una delle lampade da comodino, rigorosamente tutto spaiato, è realizzata con materiali di recupero e precisamente un barattolo di latta, dall’azienda spagnola Iliui 100% hand made.

arredare la camera da letto in stile boho chic

Tessuti e fantasie

Ho ripreso la fantasia di uno dei cuscini sulla poltrona, che ha un tessuto grezzo con frange che richiama quelle degli indiani d’America, anche per il copriletto che ho personalizzato sempre su Wanaprix con una foto di Matteo, perfetta per l’occasione a mio parere. Pur essendoci dei richiami che rendono l’interno armonico e coerente i tessuti e le fantasie si sovrappongono e si mixano, come avviene sul letto. Le tende a motivo chevron, altro pattern che richiama gli indiani d’America, sono declinate in un colore molto contemporaneo: un turchese/ottanio ripreso sulla parete dietro al letto e dai mobili pensili sulla scrivania.

Colore

Sicuramente il colore è un altro elemento caratterizzante dello stile boho-chic che pervade ogni cosa, dai mobili agli arredi. Io per arredare la camera da letto ho mixato mobili in legno chiaro e scuro, due comodini spaiati uno azzurro e uno bianco e dei cubi pensili sempre azzurri. Le case e gli ambienti per cui si sceglie questo stile, sono sempre molto colorate e piene di vita.

Una delle cose sempre presenti in un arredamento boho-chic è il colore dei tessili: pattern colorati che richiamano spesso gli stili di diversi paesi, dal Marocco, all’India al Nord America, in un mix di geometrie e forme organiche.

arredare la camera da letto in stile boho chic

Il verde

In questo stile è spesso presente anche il verde e la natura, trattandosi di una tendenza tra le più vitali e ricche di energie. Nello stile boho-chic le piante fanno parte dell’arredamento; io ho scelto una pianta ricadente davvero perfetta per decorare senza ingombrare troppo.

Stampe e composizioni alle pareti

Le pareti di un ambiente in stile boho-chic non sono mai spoglie!

Si possono creare composizioni di specchi come ho fatto o di altri piccoli oggetti e cornici di varie dimensioni. Si possono decorare le pareti con stampe, teli, foto, quadri, specchi e tutto ciò che ci detta la nostra fantasia, io ho optato per delle grandi lettere di legno sulla testata del letto e una riproduzione di un quadro di Klee preso su Posterlounge, nella zona scrivania che riprende i colori degli azzurri scelti per la camera.

Lo stile boho-chic richiedere carattere, creatività e coraggio…siete pronti per cominciare?!

complementi

L’articolo Stile boho-chic per arredare la camera da letto proviene da Architettura e design a Roma.

21 Febbraio 2021 / / Case e Interni

Oggi entriamo insieme in un appartamento svedese in un palazzo di nuova costruzione, preparato ed arredato da un’agenzia immobiliare. Si tratta di un’abitazione di medie dimensioni, dall’atmosfera rilassante e accogliente. La casa, nel suo stile svedese moderno, offre alcuni spunti fai da te da copiare.

Pur mantenendo le linee pulite e sobrie, tipiche dello stile scandinavo, i materiali e le

20 Febbraio 2021 / / +deco

Sto lavorando da casa oggi. Sono qui di fronte al computer, la gattina che dorme sulle mie gambe, le sue fusa rumorose come una moka, un cielo blu e sorridente fuori dalla finestra. E’ uno di quei giorni in cui a Roma si sente il profumo della primavera nell’aria. La qualita’ della luce, la temperatura mite, i primi boccioli sugli alberi lasciano il cervello ed il cuore confusi, nella falsa illusione che la primavera e’ dietro l’angolo. Parte di me spera in latri due mesi di freddo, non sono sicura di riuscire a resistere fino alle vacanze estive con questo sole audace, la mia mente scivola in uno stato pericoloso di euforia e frivolezza che rende concentrarsi un compito difficile.

Sapete tutti che adoro de Gournay, inclusa la collezione di carte da parati di gusto cinese The Colony disegnate in esclusiva per il recentemente ristrutturato Colony Hotel a Palm Beach, Florida.

Questo murales di larga scala e’ frutto della collaborazione della maison francese con la proprietaria del Colony Sarah Wetenhall ed e’ stato ispirato dal murales che originariamente adornava la lobby dell’hotel quando e’ stato aperto la prima volta nel 1947.

Questa gioiosa carta da parati che rappresenta flaminghi, scimmie, alligatori, pantere e una flora lussureggiante e gli arredi magistralmente scelti da Kemble Interiors si combinano a perfezione, creando un look che e’ al tempo stesso coloniale, femminile, spiritoso e tropicale.

Foto di Carmel Brantley, courtesia di de Gournay.

The post Una meraviglia in stile colonico appeared first on Plus Deco – Interior Design Blog.

20 Febbraio 2021 / / La Gatta Sul Tetto

Japandi, parola che unisce i termini Japan e Scandinavian, indica uno stile d’arredo che fonde armoniosamente le caratteristiche delle filosofie hygge e wabi sabi.

Japandi
Lampada a sospensione Bouquet-design Sinja Svarrer Damkjær per Le Klint-Negdis

Sulla breccia da ormai diversi anni, lo stile scandinavo è caratterizzato da ambienti caldi e accoglienti, nei quali la natura gioca un ruolo importante. I mobili scandinavi sfoggiano linee semplici, materiali naturali ed una grande funzionalità. La filosofia che anima lo stile scandinavo contemporaneo è nata in Danimarca e viene denominata Hygge.

Japandi
Lampada a sospensione Liuku Ball, legno di tiglio-design Maija Puoskari per Mater-Nedgis
Lampada da appoggio Kizu, base in marmo di Carrara-design Lars Tornoe per New Works- Nedgis

L’arredo giapponese rappresenta l’essenza del minimalismo, dell’eleganza e della sobrietà. La ricerca della purezza estetica dà vita ad ambienti essenziali caratterizzati da linee rigorose. Forse per bilanciare tanto rigore, la filosofia wabi-sabi, che ricerca la bellezza nell’imperfezione, introduce oggetti artigianali preferibilmente fatti a mano e caratterizzati da qualche difetto.

Lampada a sospensione Formakami JH3-design Jaime Hayon per Andtradition- Nedgis

Nonostante la distanza geografica, questi due stili hanno due punti in comune: il minimalismo e l’utilizzo di materiali naturali. Lo stile Japandi innesta su queste due peculiarità un carattere sobrio ed elegante, tipico dell’estetica giapponese, coniugato ad un’estrema funzionalità di matrice scandinava.

Stile Japandi, colori sobri e materiali naturali

I colori dello stile Japandi sono sobri e contemplano una palette che va dai neutri alle tinte pastello. Il bianco, il grigio e le diverse gradazioni del marrone chiaro si possono usare senza moderazione. Per gli accenti, via libera ai verdi, ai blu o ai gialli, ma rigorosamente nelle gradazioni pastello. Da dosare con oculatezza, ma assolutamente indispensabile, l’oro, magari inserito in complementi e accessori.

Applique Spate in ottone e marmo di Carrara-design Robbie Llewellyn & Adam Yeats per Bert Frank-Nedgis
Japandi
Lampada a sospensione Tehro M, legno di tiglio- design Maija Puoskari per Mater-Nedgis

Del resto, le note di colore sono dettate dai materiali utilizzati, per lo più naturali. Il legno è il protagonista assoluto, sia dipinto che grezzo, da scegliere nelle varietà bambù, tiglio o rovere. Metallo, tessuti come lino o cotone, ceramica, pietra, carta sono gli altri materiali da privilegiare.

Arredare in stile Japandi

Arredare in stile Japandi significa venire a patti con se stessi, mettendo da parte la tendenza ad accumulare oggetti o a riempire le stanze di mobili. Prevedete armadi a muro e ripostigli nei quali riporre l’inevitabile zavorra di oggetti inutili, a meno che non siate già esperti di decluttering. Gli ambienti Japandi, infatti, sono caratterizzati da un mobilio minimo e da pochi oggetti di complemento.

Japandi
Lampada da appoggio Tip, colore oliva-design Jens Fager per Muuto-Nedgis

Potete abbondare con cuscini, coperte e tappeti per l’indispensabile angolo confort, mixando tessuti naturali come lana, lino, cotone o fibre vegetali.

L’importanza dell’illuminazione e del verde

L’illuminazione e il verde giocano un ruolo importantissimo nell’arredo Japandi. Il rigore e il minimalismo vanno assolutamente smorzati, pena un ambiente freddo e poco accogliente. Un’illuminazione calda e differenziata, che riesca a creare interessanti chiaroscuri nell’ambiente, si può ottenere con diversi apparecchi illuminanti.

Japandi
Lampada a sospensione Grain verde- design Jens Fager per Muuto- Nedgis
Lampada da appoggio Cambridge verde oliva- It’s About Romi – Nedgis

Lampade a sospensione collocate sui piani di tavoli e isole della cucina, alternate a lampade da appoggio per gli angoli più intimi. Per l’illuminazione generale, privilegiate lampade da terra dal design discreto, tenendo presente che la luce deve essere sempre smorzata.

Lampada da terra Bamboo Light-design Arik Levy per Forestier- Nedgis

Per completare il quadro, non lesinate con il verde: succulente, piante verdi da appartamento, qualche elegante orchidea ravviveranno l’ambiente. Utilizzate vasi di coccio e portavasi in ceramica di fattura artigianale, oppure vasetti in vetro nei quali inserire rametti, fronde e canne di bambù.

19 Febbraio 2021 / / Dettagli Home Decor

cucina vintage - deVOL Kitchen

Negli ultimi tempi, la cucina ha smesso di essere “solamente” una stanza di servizio e ha recuperato un po’ quel suo vecchio ruolo di focolare domestico, area in cui racchiudere ampia parte delle attività quotidiane. Tra impasti da preparare, piatti da cuocere, momenti di dialogo familiare e, spesso, pasti da consumare, la cucina è il centro di tanti momenti della giornata, proprio come una volta. Per chi vuole rafforzare il legame col passato ci sono tante idee e soluzioni da attuare per dare un look vintage e retrò alla propria cucina senza troppi affanni.

Come rendere vintage l’arredo della cucina

Raggiungere l’obiettivo di rendere retrò la cucina è piuttosto semplice, e rivolgendosi a negozi specializzati è possibile trovare tutte le soluzioni adatte: navigando sulle pagine del sito di Iperceramica, la più nota catena italiana per la vendita di pavimenti e rivestimenti, è possibile trovare tutto ciò che serve per un ambiente vintage, dai rivestimenti in cucina alla pavimentazione e scelta dei mobili per il bagno.

Proprio pavimenti e rivestimenti sono il primo elemento che possono caratterizzare la stanza, optando ad esempio per la posa di un rivestimento in piastrelle al di sopra del piano cottura e, in alcuni casi, anche per porzioni di una o più pareti.

cucina stile vintage
immagine iperceramica

Scendendo in dettagli più pratici, la pavimentazione della cucina deve rispondere in primis a fattori di tipo funzionale, perché è necessario sia resistente e durevole, con un tasso di assorbimento dell’acqua prossimo allo zero: in tal senso, è il sempre più versatile gres porcellanato a candidarsi come soluzione migliore, grazie alla sua capacità di coniugare la funzione estetica a quella strettamente pratica.

Questo materiale, infatti, non solo vanta spiccate qualità meccaniche, ma si rivela anche molto facile da pulire, perché non richiede trattamenti specifici – una peculiarità utilissima in cucina, zona inevitabilmente esposta a macchie più di altre.

A sottolineare il carattere vintage saranno le scelte successive, che avranno il compito di esaltare le caratteristiche estetiche e decorative e, soprattutto, l’impronta che si vuole dare all’ambiente.

cucina con dettagli vintage
immagine iperceramica

Non bisogna infatti pensare che la cucina “diventi” vintage solo attraverso l’installazione di mobili in stile retrò, perché anche l’utilizzo di piastrelle specifiche contribuisce a rafforzare l’espressione e la ricercatezza del gusto classicheggiante. Ad esempio, per le piastrelle da posare sopra il piano della cucina si può cercare una soluzione con motivi decorati che riprendano le maioliche utilizzate un tempo per rivestire tutte le pareti, utilizzando delle mattonelle con il medesimo pattern per creare una decorazione a raso sul pavimento, coniugando originalità e continuità stilistica.

Sono diverse anche le opzioni a disposizione di chi predilige materiali come il legno e il metallo: in questi casi, si può scegliere un evergreen parquet per la pavimentazione (o un più moderno gres porcellanato effetto legno che riproduce la texture delle essenze con le quali si realizzano le doghe dei pavimenti in legno), sempre da abbinare a pensili e credenze in eguale materiale e colorazione, per dar vita ad abbinamenti armonici ed eleganti.

cucina vintage nera - deVOL Kitchen
immagine deVOL Kitchen

Le soluzioni di arredo

A proposito di arredo, al di là della singola e personale valutazione su cosa installare – che dipende non solo da fattori estetici, ma anche dalle esigenze e dalle disponibilità di spazio della stanza – è importante badare a coniugare elementi di stile che contribuiscano a creare un effetto vintage o retrò con quelle che, per gli elettrodomestici, spesso sono scelte obbligate. Il mercato propone infatti dei modelli di frigoriferi con linee retrò, ma non ci sono le stesse opzioni per la lavastoviglie, ad esempio: quindi, per tenere il fil rouge della classicità si può puntare su elementi di arredo in legno (tavoli, sedie, credenze e simili) da integrare con superfici o complementi in metallo, generalmente satinato o opaco.

cucina retrò - deVOL Kitchen
immagine deVOL Kitchen

Il consiglio finale

A dare il tocco finale a una cucina caratterizzata da una cifra stilistica vintage possono essere recuperano elementi stilistici e decorativi recuperati direttamente dagli anni passati, prediligendo un ampio uso di legno e pietra, in misura leggermente superiore al metallo.

E così, vasi di ceramica, pentolame in rame o mobili restaurati provenienti da vecchie cucine (e non solo) possono diventare il punto di forza di un ambiente retrò, tenendo sempre a mente il consiglio di prediligere gli accostamenti armonici e i contrasti ben calibrati, per valorizzare sia i singoli elementi che il risultato complessivo.

L’articolo Cucina vintage, consigli e soluzioni per un arredo retrò proviene da Dettagli Home Decor.

23 Gennaio 2021 / / La Gatta Sul Tetto

Lo stile Luigi XVI segna il passaggio dal lezioso rococò al più sobrio neoclassicismo. Uno stile raffinato, ancora oggi sinonimo di alta qualità manifatturiera ed eleganza.

stile Luigi XVI
Belvedere nella Tenuta del Petit Trianon credits

Il Settecento è secolo decisamente dinamico, che segna il passaggio all’età contemporanea, con la fine del dominio delle grandi monarchie e l’affermarsi della borghesia. Un processo storico che affonda le sue radici nella Francia di Luigi XV e che si completa con la Rivoluzione Francese. A farne le spese furono, tra gli altri, il re di Francia Luigi XVI e la sua consorte, Maria Antonietta, giustiziati sulla pubblica piazza. Il turbolento dinamismo politico e sociale incise enormemente sui costumi, riflettendosi sulle arti, maggiori e minori. Lo stile Luigi XVI, che vide il passaggio dal rococò al neoclassicismo, fu straordinario per l’arte, l’architettura e l’alto artigianato, nonostante la sua breve durata (1774-1793).

Dal rococò al neoclassicismo

Luigi XVI salì al trono nel 1774, alla morte del nonno, il longevo re Luigi XV. A differenza del suo predecessore, grande mecenate e amante delle arti, il giovane sovrano preferiva passatempi solitari e spesso bizzarri, come la costruzione di orologi o di serrature. Lo stile Luigi XVI si sviluppò dunque indipendentemente dalla volontà del re, e fu il risultato di molteplici fattori. Va detto che il successo di questo stile è dovuto in gran parte alla regina Maria Antonietta, che investì molto nel rinnovamento di arredi e decorazioni.

Maria Antonietta a passeggio con i figli nel parco del Petit Trianon. Di Adolf Ulrik Wertmüller. Credits

Il Luigi XVI è uno stile di passaggio dal rococò al neoclassicismo. In realtà, il neoclassicismo derivato dal Rinascimento non fu mai abbandonato del tutto durante i periodi di predominanza del barocco e del rococò. Come un fiume carsico che scorre nel sottosuolo, riemerse con rinnovata vitalità dopo le scoperte di Ercolano e Pompei (1740). Gli artisti francesi di ritorno dal Gran Tour, che comprendeva appunto la visita agli scavi, contribuirono alla diffusione del nuovo gusto “alla greca”. Il repertorio ispirato alle forme antiche si saldò alle realizzazioni neoclassiche apparse già durante il regno di Luigi XV, come la casa di Madame du Barry, il Pavillon de Louveciennes (1770). 

Pavillon de Louveciennes. Credits

Gli artisti più rappresentativi di questo stile furono il pittore Jacques-Louis David, lo scultore Jean-Antoine Houdon, la pittrice, nonché ritrattista della regina Elisabeth Vigée-Le Brun, il decoratore Salembrer, mentre tra gli ebanisti spiccano Jean- Henri Riesener e Bernard van Risenburgh. Alle celebri manifatture di Gobelins, Beauvais e Aubusson, che fornivano arazzi e tappeti, si aggiungono le tele di Jouy e le sete di Lione.

Le caratteristiche dello stile Luigi XVI

Lo storico dell’arte Louis Réau definì lo stile Luigi XVI come ‘arte applicata al decoro della vita’, di cui la corte francese fu maestra. Pur restando decorativo e raffinato, lo stile Luigi XVI è più sobrio dei precedenti, e la caratteristica principale è data dall’abbandono parziale delle linee sinuose a favore della linea retta. Restano comunque elementi curvilinei nei raccordi e forme stondate o ovali, che conferiscono un tono aggraziato ai manufatti. Alla base dello stile vi è la ricerca di armonia e proporzione, ma l’utilizzo dei motivi dell’antichità classica non segue modelli rigidi, bensì è fonte di ispirazione per libere interpretazioni. 

stile Luigi XVI

Le decorazioni sono sempre simmetriche, e i motivi comprendono classici amorini, tralci di rose, fiaccole, conchiglie, elementi geometrici, medaglioni, grottesche, lire. I tessuti sfoggiano delicati fiorellini, arabeschi o scene di genere di ispirazione classica. I colori predominanti sono il bianco e l’azzurro, con accenti d’oro a sottolineare linee e partizioni. Molto in voga anche il rosa, il verde smeraldo e il rosso pompeiano. Il Luigi XVI è delicato, raffinato e caratterizzato da manufatti eseguiti con incomparabile finezza, tutti fattori che hanno contribuito a renderlo il più celebre e prestigioso tra gli stili di arredo.

L’arredamento in stile Luigi XVI

Lo stile Luigi XVI non apporta sostanziali novità per quanto riguarda l’arredo, ma si traduce in un sostanziale restyling dei mobili esistenti. I piedi a forma di S lasciano spazio a gambe tronco-piramidali o tronco-coniche, diritte e sottili, spesso scanalate. I mobili sono realizzati in legni esotici, come il mogano o l’ebano, oppure dipinti in bianco o in colori pastello. Non mancano esempi di decorazioni in lacca con motivi orientali, ereditati dallo stile Luigi XV.

Gli arredi in primo piano restano le sedute, la cui varietà si era notevolmente ampliata durante il regno di Luigi XVI.  Tutti i sedili sono interessati da questa nuova tendenza:  la poltrona cabriolet, la bergère, la poltrona à la reine e la  marquise. Appaiono nuovi schienali, come lo schienale en chapeau, en médaillonen montgolfière o lo schienale traforato.

I tre nuovi schienali “en chapeau”, “à mÉdaillon” e “à montgolfière”. Credits
stile Luigi XVI
Sedia disegnata per il Belvedere della Tenuta del Petit Trianon. Credits

Tra le novità, i tavolini Guéridon, elementi di piccole dimensioni spesso dotati di un cassettino, utilizzati per il gioco della “bouillotte”, oppure dotati di rotelle per il servizio a tavola. L’invenzione di questo mobile si deve alla scoperta degli affreschi di Pompei, che ne testimoniano l’uso fin dall’antichità.

stile Luigi XVI

Gli appartamenti di Maria Antonietta a Versailles

La regina Maria Antonietta lasciò un’impronta indelebile a Versailles, per quanto riguarda lo stile d’arredo. Amante della moda, oltre al suo guardaroba la regina rinnovò i suoi appartamenti, riadattandoli nel nuovo stile. Oltre al Grand Appartement, che serviva per lo più per la vita pubblica, Maria Antonietta disponeva di alcune piccole stanze per uso privato, nelle quali si ritirava per riposare, leggere, dipingere o ricevere gli amici più intimi. Sono proprio queste stanze, la cui decorazione fu curata personalmente dalla regina, a rispecchiare lo stile Luigi XVI in modo fedele.

La stanza più famosa è il Cabinet Doré, trasformato da Maria Antonietta nel 1784, grazie all’architetto Richard Mique, che vi montò una boiserie con decori oro su fondo bianco. L’arredo e gli accessori appartenevano alla regina, come pure la splendida commode che potete vedere sulla sinistra, sormontata da preziosi vasi della manifattura di Sèvres.

stile Luigi XVI
Chateau de Versailles – Cabinet dore de Marie-Antoinette. Credits

Il sontuoso verde del cabinet doré cede all’azzurro cielo che caratterizza le tappezzerie del Cabinet de la Meridienne, un delizioso boudoir di forma ottagonale.

stile Luigi XVI
Cabinet de la Meridienne, Versailles. Crédits.

L’appartamento privato comprendeva anche una biblioteca, dotata di alti armadi a vetri, una sala da biliardo ubicata al secondo piano, e una sala da bagno straordinaria. Le pareti sono rivestite dalle boiserie realizzate dai fratelli Rousseau, il pavimento in marmo, restaurato, è originale. La sala è dotata di una vasca con rubinetti, di un bidet, di sedie, di una consolle e di un lettino sormontato da un ciel de lit.

stile Luigi XVI
Chateau de Versailles – petit appartement de la Reine, rez-de-chaussee – salle de bains – lit a la polonaise. Credits.
17 Gennaio 2021 / / Case e Interni

Gusto e ricercatezza per questa casa colorata e accogliente, con molte ispirazioni retrò che aiutano ad arredare con creatività e anche spendendo poco. La casa dell’home tour di oggi appartiene alla home stylist e blogger svedese Johanna Flyckt Gashi. Fotografato da Lina Östling, il cottage di famiglia nella Svezia meridionale, è stato arredato utilizzando un meraviglioso mix di preziosi