25 Dicembre 2020 / / Design

La maggior parte delle persone che compra casa è consapevole che dovrà ristrutturarla. Acquistare e ristrutturare è un’operazione ormai diffusa.

Infatti il patrimonio edilizio italiano è ormai abbastanza datato, oltre l’80% delle case ha più di trent’anni. E non è mai stata ristrutturata.

Ma un’operazione del genere raddoppia le difficoltà per chi la affronta.

Se devi acquistare e ristrutturare in questo articolo ti farò vedere quali sono gli aspetti su cui devi concentrarti e come non prendere degli abbagli.

mailling list per ristrutturare casa

Mi capita spesso di parlare con persone che stanno per acquistare una casa da ristrutturare. E sono arrivato alla conclusione che tutti affrontano questo passo senza sapere bene in cosa si stanno avventurando. Come soldati mandati al fronte allo sbaraglio.

C’è chi non ne vuole sapere di agenzie immobiliari convinto che “ma perché devo dare il 3% all’agenzia che non fa nulla”…sottostimando in modo pericoloso la complessità del mercato immobiliare.

C’è chi invece si affida ciecamente alle agenzie immobiliari, senza sapere che (purtroppo) la maggior parte delle agenzie immobiliari non svolge bene il proprio lavoro. Che come quello di noi tecnici è di tutela dei propri clienti (nel suo caso due clienti: chi vende e chi compra).

Le persone infatti pensano (giustamente) che siano le agenzie immobiliari a doversi occupare di verificare che l’immobile sia in regola prima di metterlo sul mercato.

E allo stesso modo (stavolta sbagliando) pensano che le agenzie siano anche in grado di dare le giuste indicazioni sulla ristrutturazione che dovranno fare.

Ma la realtà è che la maggior parte delle agenzie immobiliari non esegue nemmeno le più basilari verifiche urbanistiche sull’immobile, finendo per mettere in vendita immobili con gravi abusi.

E allo stesso modo non è in grado di dare corrette informazioni sulle ristrutturazioni (o preferisce non farlo).

Spesso mi viene riferito di agenti che dichiarano cifre per ristrutturare nettamente al di sotto dei reali costi di mercato.

Certo, ognuno fa il suo gioco…è più facile venderti una casa se sai che dovrai spendere pochi soldi per ristrutturarla.

Ma tu devi avere le informazioni giuste per decidere se acquistare o meno un immobile. E un costo realistico di ristrutturazione è un parametro fondamentale…

Quindi se stai per comprare una casa da ristrutturare, ecco le tre cose su cui devi focalizzare la tua attenzione:

  1. Da chi stai acquistando (il proprietario o degli intermediari)
  2. La conformità della casa che stai acquistando
  3. La fattibilità e i costi dei lavori di ristrutturazione

In questo articolo ti darò delle regole chiare per aiutarti a non commettere errori. Partendo da una riflessione su come cercare gli immobili da acquistare.

DOVE TROVI UN IMMOBILE DA ACQUISTARE? AGENZIA O INTERNET

Acquistare: dove trovi una casa?

Ho appena espresso un’opinione poco lusinghiera sulle agenzie immobiliari. Ma nonostante ciò affidarsi a loro, e lasciar perdere il fai da te, in caso di compravendita è l’unica via da seguire.

Perché comunque le agenzie immobiliari fanno un lavoro prezioso, che non si limita a mettere in contatto compratori e venditori.

Invece c’è una cosa di cui puoi andare sicuro: i venditori non dicono mai tutta la verità sul proprio immobile.

Nemmeno alle agenzie immobiliari e alle volte nemmeno ai notai…

Cercano di tacere i problemi dei loro immobili a meno che non vengono messi alle strette: a partire da eventuali abusi fino a problemi “tecnici” tipo infiltrazioni, danni o lavori condominiali da pagare.

Chi fa così ignora che poi tutto quello taciuto potrebbe ritorcerglisi contro anche dopo molti anni (c’è un’ampia giurisprudenza di atti annullati o risarcimenti a carico di venditori).

Anche per questo un’agenzia immobiliare in grado di scremare le case invendibili da quelle vendibili è fondamentale.

Lo so che l’idea di risparmiarsi il 3% di commissione sul costo della casa è allettante, ma il gioco non vale la candela.

Un po’ come per le imprese “chiavi in mano”, 9 volte su 10 può andare tutto liscio…ma quella volta che va male sono dolori. E non puoi sapere se capita a te.

Il fai da te potrebbe costarti molto di più in problemi da risolvere o cause legali dopo l’acquisto.

Ad ogni modo la presenza di un’agenzia immobiliare non ti esonera dal fare tutto il possibile per tutelarti.

Vediamo quindi quali sono le verifiche che devi fare e i documenti che devi pretendere dal venditore quando decidi di acquistare una casa da ristrutturare.

COSA VA FATTO PER NON PRENDERE FREGATURE: GUIDA COMPLETA ALL’ACQUISTO E RISTRUTTURAZIONE DI UNA CASA

Acquistare e ristrutturare: una guida completa

Come dicevamo sono due le cose su cui devi concentrati quando cerchi una casa da acquistare e ristrutturare:

  • la verifica della conformità urbanistica ed edilizia dell’immobile;
  • la fattibilità e il costo della ristrutturazione.

In realtà ce ne sarebbe anche una terza: cioè devi cercare di sapere tutto il possibile sull’immobile in cui si trova l’appartamento che ti interessa.

Spendiamo qualche parola su tutti questi aspetti.

1. Verifica urbanistica/catastale immobile

verifica urbanistica prima di acquistare casa

Questo è il tasto dolente della quasi totalità degli immobili italiani.

Abusi più o meno gravi sono diffusi in modo capillare.

Dalla semplice parete spostata per allargare il bagno a veri e propri ampliamenti abusivi (ad esempio le verande…).

E il problema è che spesso i proprietari di casa che hanno fatto gli abusi non ne sono consapevoli.

Recentemente mi è capitato di dover fare un progetto in una casa che era stata condonata.

I proprietari, nel lontano 1980, avevano fatto un ampliamento abusivo. E grazie al condono del 1985 sono riusciti a mettere tutto in regola.

Ero convinto fosse tutto a posto, ma quando vado a verificare gli ambienti interni scopro che la divisione era completamente diversa dalla pianta depositata in Comune.

Si trattava comunque di un abuso non grave. Ma quando l’ho detto ai proprietari sono caduti dalle nuvole: erano convinti che potessero fare tutte le modifiche che volevano dentro casa senza dover fare pratiche edilizie.

E come loro lo sono la maggior parte delle persone in Italia.

Per questo verificare la conformità edilizia e catastale dell’immobile prima di fare un’offerta è importante.

Perché se scopri degli abusi dopo che hai acquistato hai poche alternative:

  • Chiedi l’annullamento dell’atto in caso di abuso insanabile
  • Sistemi tutto a tue spese e chiedi al vecchio proprietario di rimborsarti queste spese
  • Sistemi tutto a tue spese e non riesci ad ottenere nessun rimborso
  • Ti tieni l’abuso.

È inutile che ti dica come le opzioni più diffuse sono le ultime due.

Certo, se poi ti ritrovi nel primo caso…sai che possono venire a demolirti casa, o un pezzo di casa, in qualsiasi momento.

Spero di averti spaventato abbastanza in merito all’importanza della conformità degli immobili.

Adesso vediamo in cosa consistono queste verifiche e chi le deve fare.

Verifica di conformità urbanistica

In soldoni questa verifica accerta che la casa, o l’appartamento, come è nella realtà dei fatti corrisponde a come è negli atti depositati in comune.

Questi atti sono il permesso di costruire (o licenza edilizia) e tutte le modifiche fatte nel corso degli anni con altri procedimenti edilizi (DIA, SCIA, CILA).

Ponendola in modo banale: la pianta depositata in Comune deve corrispondere alla pianta reale.

Ma considera questa affermazione un’estrema semplificazione delle cose.

Ci sarebbero mille altre cose da dire in proposito, a partire da quali atti fanno realmente fede per stabilire lo “stato legittimo” dell’immobile.

E non è una cosa di cui tu puoi pretendere di avere la competenza. E nemmeno di verificare da solo.

Anche perché le verifiche andrebbero estese anche alla conformità di strutture ed impianti.

Non è uno scherzo.

Verifica di conformità catastale

Questa è più semplice da fare rispetto alla verifica urbanistica…ed è quella di cui di solito si accontentano agenzie immobiliari e notai.

Cioè si tratta di verificare che la piantina catastale e lo stato reale della casa coincidano.

Però attenzione ad un aspetto: ciò che conta sono gli atti presenti al Comune, non quelli del catasto.

Una piantina catastale non può attestare la conformità edilizia di un immobile. In gergo si dice che le planimetrie catastali non sono probatorie. Cioè non provano nulla.

Se la piantina catastale è uguale allo stato reale della casa ma la pianta depositata in Comune è diversa…c’è un abuso.

E ti assicuro che capita spesso che la planimetria catastale sia conforme mentre non lo sia quella del Comune: in passato (e ancora oggi) molte persone pensavano fosse sufficiente cambiare la planimetria catastale come conseguenza di una ristrutturazione.

Purtroppo è falso.

Quindi la piantina catastale deve essere conforme sia allo stato dei luoghi che agli atti depositati al Comune.

Chi fa la verifica urbanistico/catastale?

La verifica di conformità urbanistico-catastale è una relazione. E ti dico subito che non è una relazione obbligatoria per legge da allegare alle compravendite.

Si tratta solo di uno strumento di tutela per l’acquirente. (E in parte anche per il venditore…).

In fondo chi vorrebbe comprare una casa con degli abusi?

Detto ciò farla non è banale.

Bisogna come prima cosa fare il rilievo dell’immobile. Poi bisogna rintracciare tutte le pratiche edilizie, anche con accessi agli atti presso gli archivi comunali. E infine bisogna confrontare le cose.

Si tratta di un lavoro che può fare solo un tecnico. Anche perché interpretare le pratiche edilizie non è banale.

E naturalmente questa cosa ha un costo. Che non è irrisorio perché il tecnico che prepara la relazione assevera quello che scrive. E se assevera qualcosa di falso ne risponde personalmente e penalmente.

Una relazione di conformità urbanistica non dovrebbe mai costare meno di 1.500€. A salire a seconda della complessità del caso.

So che in giro ci sono professionisti che svendono questo servizio per poche centinaia di euro. Ognuno è libero di fare come meglio crede ma sulla veridicità di una relazione fatta per pochi euro non ci metterei la mano sul fuoco.

Chi la paga?

Questa domanda, se fossimo in uno Stato civile non avrebbe senso di esistere: naturalmente deve pagarla il venditore. Cioè l’attuale proprietario di casa.

Dovrebbe essere suo interesse non rifilare una sòla al compratore.

E poi una volta fatta vale per tutte le visite che verranno fatte all’immobile.

Però siamo in Italia e molti proprietari di casa si rifiutano di farla. Anzi, direi quasi tutti. Tanto un fesso che compra casa senza interessarsi della conformità lo trovano…

Di certo che sia la persona interessata all’acquisto a doverla pagare è assurdo: chi spenderebbe migliaia di euro per rischiare di venire a sapere che la casa a cui è interessato ha degli abusi e quindi non può comprarla?

E poi cosa dovrebbe fare questa persona interessata a comprarsi una casa: pagare una relazione di conformità per ogni immobile che visita?

Alla fine spenderebbe più di relazioni di conformità che per l’acquisto della casa…

Se fossi in te eviterei di prendere in considerazione immobili che non hanno una relazione di conformità urbanistica.

Lo so che così ti ritroverai a scartare il 90% degli immobili…però non averla è pur sempre un rischio.

mailling list per ristrutturare casa

2. Visura ipotecaria immobile

La visura ipotecaria di un immobile è come la sua carta di identità.

Pensa se acquisti una casa e dopo qualche anno sbuca fuori una persona che, atti alla mano, accampa diritti sulla casa che hai pagato a caro prezzo?

Sembra una situazione assurda ed inverosimile…ma non lo è.

L’atto di proprietà non è sufficiente per stabilire con certezza se l’immobile che ti interessa è di proprietà della persona che lo sta vendendo.

Lo so, sembra una supercazzola però è così.

Come sai gli immobili spesso passano di padre in figlio per questioni ereditarie. E ci potrebbero essere eredi che potrebbero vantare diritti sull’immobile che stai comprando.

Ma non solo: ci potrebbero essere ipoteche sull’immobile non chiuse, e quindi potrebbe presentarsi una banca o addirittura Equitalia a richiedere la casa che hai acquistato spendendo centinaia di migliaia di euro.

Quando acquisti una casa devi essere sicuro che il venditore abbia tutti i diritti sull’immobile e che nessun altro abbia diritti di nessun tipo sullo stesso immobile.

Questo si fa con una visura ipotecaria.

La possono fare tutti perché gli atti sugli immobili sono pubblici. Quindi puoi farla anche tu autonomamente.

Però spezziamo una lancia a favore delle Agenzie Immobiliari: su questo sono mediamente preparate.

In fondo non devono chiedere il permesso al proprietario di casa per farla e costa relativamente poco (qualche decina di euro).

Si richiede agli Uffici di pubblicità immobiliare (prima chiamate Conservatorie del registro immobiliare) e consente di conoscere, oltre al reale proprietario dell’immobile, se ci sono ad esempio contestazioni sulla proprietà dell’immobile, se ci sono ipoteche di qualsiasi natura (giudiziarie, legali o per mutui), se ci sono pignoramenti, se ci sono servitù di qualsiasi tipo (la più comune è la servitù di passaggio per i terreni senza sbocco su strada pubblica).

Tutte notizie che immagino vorresti sapere prima di comprare una casa…

3. Informati sull’edificio in cui si trova l’appartamento

Naturalmente questo vale se stai per acquistare una casa in condominio…

Sono varie le verifiche che dovrebbero essere fatte sull’edificio in cui si trova l’appartamento che ti interessa:

  • Verifica urbanistica
  • Lavori fatti/in corso d’opera/futuri
  • Problematiche note

Verifica urbanistica

Ti starai chiedendo “che c’entra la verifica urbanistica se ho già quella dell’appartamento?”

Hai ragione…ma dalla verifica dell’appartamento emerge se l’appartamento è in regola o meno.

Però ci possono essere abusi nell’edificio che esulano da quelli del singolo appartamento.

Ad esempio mi è capitato di trovare edifici con piani interi non presenti nei progetti depositati presso gli archivi comunali.

Oppure con torrini scale in copertura che si sono trasformati in mega attici.

Lo scopo della verifica urbanistica sull’edificio non è andare casa per casa a rompere le scatole alla gente per vedere se hanno fatto abusi.

In ogni edificio ci sono abusi di vario genere e quelli dentro le singole proprietà non ti interessano.

Quello che deve emergere dalla verifica urbanistica dell’edificio sono i macro-abusi:

  • Piani non dichiarati
  • Ampliamenti non dichiarati
  • Prospetti differenti

Devi conoscere queste cose non tanto perché la casa che stai per acquistare possa avere qualche tipo di problema se ci sono…ma perché prima o poi qualche ente potrebbe svegliarsi e dire al condominio “sistemate tutto”. E chiaramente saranno i condòmini a pagare…(quindi anche tu)

Oppure, se il condominio vuole fare lavori sull’edificio, devi sapere che non potete sfruttare le detrazioni fiscali perché la “conformità urbanistica” è un requisito indispensabile per accedervi.

E se decidete comunque di tentare la fortuna e chiedere le detrazioni fiscali anche in presenza di abusi…devi sapere che potrebbero venire a richiedertele con gli interessi.

Spesso le informazioni sulla conformità dell’edificio vengono inserite dentro le relazioni di conformità fatte per il singolo appartamento.

Nel caso non ci fossero…chiedi spiegazioni e non dare per scontato che sia tutto a posto.

Lavori

Il proprietario deve dirti se in passato l’edificio ha subito lavori di ristrutturazione, se sono stati già appaltati dei lavori, o se sono in corso di discussione altri lavori.

Chiaramente per i lavori passati non puoi pretendere che il proprietario sia la memoria storica del condominio, però alcune indicazioni dovrebbe essere in grado di dartele.

A te serve saperlo per avere quante più informazioni possibili sull’edificio.

Ad esempio, se hanno già fatto il cappotto non è il caso di essere informato?

Lo stesso vale per lavori in corso d’opera o già appaltati, oppure per lavori di cui si sta discutendo nelle assemblee condominiali.

In questi ultimi casi ti serve per sapere se dovrai sostenere delle spese aggiuntive in futuro.

E se il proprietario non sa darti una mano, c’è sempre l’amministratore, che dovrebbe sapere vita, morte e miracoli dell’edificio.

Problematiche ricorrenti

Scoprire le problematiche dell’edificio in cui si trova l’appartamento che ti interessa è difficile, se non abiti già al suo interno.

L’attuale proprietario potrebbe esserti di aiuto, ma difficilmente verrà a dirti cose che potrebbero farti desistere dall’acquisto.

E anche se chiami un tecnico di tua fiducia a dare un’occhiata, sarà difficile che riesca a darti una mano concreta.

Molte cose sono nascoste e si possono sapere solo vivendo dentro l’edificio.

Una situazione che mi capita spesso di riscontrare è la mancanza dello sfiato in copertura della colonna fecale e di un pozzetto sifonato alla sua base.

I problemi derivanti sono che i bagni puzzano e che dalla colonna fecale potrebbero arrivare rumori come rombi di motore.

Ma finché non vivi nel palazzo non lo puoi sapere…(a meno che non vai sul tetto a controllare…)

Questo è un esempio, ma potrebbero essercene molti altri come infiltrazioni, cantine che si allagano, etc…

Come fare a scoprirli?

Devi chiedere…al portiere, al proprietario, a qualche inquilino che incontri per le scale, all’amministratore, all’agente immobiliare…

Non è semplice, però è utile.

4.     Come valutare i lavori da fare

Acquistare e ristrutturare: valutare i lavori

Siamo arrivati alla parte che probabilmente ti interessa di più.

Cioè in questa casa che vuoi comprare…quanto ti costerebbe fare i lavori di ristrutturazione?

Ritengo impossibile, oltre che bugiardo, darti dei prezzi come se fossimo al mercato. Prima di arrivare alla stima dei lavori da fare sono necessari un rilievo e un progetto.

In ogni caso cerchiamo di darci alcuni criteri che possano esserti di aiuto.

 La prima cosa che devi stabilire sono, a grandi linee, i lavori da fare.

Certo, durante un sopralluogo riesci a concentrarti soprattutto sull’estetica della casa…difficilmente ti metti a guardare gli impianti…anche perché immagino che tu non abbia grandi competenze in merito.

Ma siccome non credo tu sia uno sprovveduto, immagino non sarà difficile per te intuire molte cose.

Quello che devi guardare durante il sopralluogo sono:

  • Distribuzione interna
  • Bagni
  • Cucina
  • Impianto elettrico
  • Impianto di riscaldamento
  • Infissi

Cosa di queste cose non va? Cosa è da rifare secondo te?

Io ti do i miei soliti consigli alla buona. Quelli che ho ripetuto in tanti articoli.

Posto che la distribuzione interna è una cosa personale (ma raramente ho trovato case con più di vent’anni avere una distribuzione interna decente), per tutto il resto diamo una regola:

Qualsiasi impianto che abbia più di 30 anni deve essere rifatto.

La stessa cosa vale per gli infissi.

Non ti parlo di porte interne, pavimenti e pitturazioni, perché si tratta di finiture legate a gusti personali.

Potrebbero benissimo piacerti pavimenti in piastrelle coi fiori degli anni ’70, mentre a me viene l’orticaria solo a guardarle…

Certo se l’impianto del bagno è vecchio dovrai buttarle quelle vecchie piastrelle…ma questo è un altro discorso.

Detto tutto ciò, una volta individuati alla buona gli interventi da fare, quanto ti costa farli?

Se chiedi all’attuale proprietario di casa ti dirà “la casa è in ottime condizioni, non ci sono lavori da fare”.

Se chiedi all’agente immobiliare ti dirà “c’è qualche lavoretto da fare ma la casa è stata ristrutturata da poco, non ci deve spendere molto”.

Se chiedi ad un’impresa, che furbescamente hai portato al sopralluogo per farti dare un consiglio, la risposta che ti darà è standard. Senza nemmeno guardare i lavori da fare e senza chiederti le tue aspettative, moltiplicherà la superficie indicativa della casa per una cifra variabile tra 300 e 500 €/mq e ti darà la risposta.

Se invece dell’impresa ti sei portato un tecnico al sopralluogo, potrebbe darti la stessa risposta dell’impresa, o più probabilmente raddoppiare o triplicare la cifra.

A chi credere?

Se ti interessa fare una stima non dico precisa ma molto vicina alla realtà in modo autonomo, basandoti su prezzi medi di ristrutturazione a seconda della tipologia di opere da eseguire, nel mio manuale “Ristruttura la tua casa in 7 passi” trovi tutte le indicazioni necessarie per farlo.

In ogni caso ti voglio dare una indicazione di massima anche qui.

Quello che devi fare, per non trovarti in difficoltà, è metterti nell’ottica peggiore, cioè quella in cui spendi di più.

E quindi in cui devi ristrutturare tutto quanto.

(Che poi ti assicuro che è la cosa da fare per la quasi totalità delle case.)

In quest’ottica una ristrutturazione completa costa almeno 800 €/mq.

Più iva e solo di lavori. Cioè opere edili, impiantistiche e finiture (piastrelle, infissi, porte, sanitari, pitturazioni…).

A questa cifra devi aggiungere il costo del tecnico (obbligatorio in ristrutturazioni complete) e quello degli arredi.

E ti sottolineo che stiamo parlando di almeno.

Non sono cifre che mi sono inventato ma che puoi trovare anche in alcune statistiche.

E questo con buona pace di chi spaccia ristrutturazioni a 249 €/mq o a 500 €/mq.

Se ti sembra troppo e “a questo punto me la costruivo nuova la casa”, tieni presente una cosa.

Costruire una nuova casa mediamente costa, di soli lavori, 1.500€/mq.

Di questa cifra circa 1/3 sono i costi delle strutture, quindi 500€/mq.

Rimangono 1.000€/mq per tutte le altre opere edili (muri, massetti, pavimenti, infissi, etc.) e impiantistiche.

Quando ristrutturi completamente una casa, l’unica cosa che non tocchi sono appunto le strutture, che già esistono. Oltre al muro di tamponamento esterno (anche se in un appartamento mi è capitato di rifare anche buona parte di questo muro).

Quindi come costi ci troviamo. Anzi, con 800€/mq sono stato anche un po’ basso.

mailling list per ristrutturare casa

Naturalmente stiamo parlando di una ristrutturazione di qualità buona, sia a livello di impianti che di finiture. Di quelle che non danno problemi a partire dal giorno dopo la sua conclusione.

Lo so che ti aspettavi molto di meno e come te lo aspettano tutti.

E sei libero di credere a chi dice che con 15.000€ si ristruttura tutta casa.

Però, giusto per darti una statistica, negli ultimi due anni il 55% delle persone che ha ristrutturato casa, ha sforato il budget preventivato.

E il 30% di queste persone l’ha sforato di più del 25%.

(fonte Houzz – 2020)

Ristrutturare casa ha un costo che prescinde da quello che tu ritieni giusto.

Quindi se devi farti i conti per acquistare e ristrutturare, è meglio che te li fai bene.

TRE PRINCIPI INVIOLABILI PER CHI ACQUISTA E RISTRUTTURA CASA

L’articolo è stato lungo e spero di averti dato alcune indicazioni utili.

Sarebbe stato possibile approfondire ancora di più, ma non è questo il posto.

Vorrei chiudere riassumendo i tre principi che devono guidarti nell’acquisto di una casa da ristrutturare:

  1. La casa deve essere in regola. Niente abusi
  2. Valuta attentamente anche l’edificio in cui si trova l’appartamento
  3. I costi di ristrutturazione vanno stimati per eccesso

Se sarai fermo su questi principi non avrai sorprese col tuo acquisto.

Se invece vuoi approfondire veramente come pianificare e gestire la ristrutturazione della casa che acquisterai c’è il manuale “Ristruttura la tua casa in 7 passi”.

Al suo interno trovi il processo amministrativo-edilizio corretto per ristrutturare casa.

L’unico corretto e che non trovi spiegato da nessuna parte.

mailling list per ristrutturare casa

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24 Dicembre 2020 / / Design

Oggi vi presento un’opportunità straordinaria per trasformare la vostra abitazione, renderla più moderna e accogliente grazie… Alla sostituzione degli infissi. Molti credono che questo intervento abbia un risvolto esclusivamente funzionale, o che debba essere realizzato solo in caso di usura. In realtà, gli infissi possono essere considerati elementi di design nel vero senso della parola, al pari degli altri componenti dell’arredamento.

Attualmente, sostituire gli infissi può essere davvero conveniente, anzi… Gratuito. Il merito è del Superbonus 110%. Ecco di cosa si tratta.

Cos’è il Superbonus 110%

Il legislatore non è nuovo alle agevolazioni fiscali per il comparto edilizio. Da qualche anno, mette a disposizione detrazioni IRPEF per tutta una serie di interventi. Tuttavia, di recente si è letteralmente superato, e ha predisposto un’agevolazione che permette di detrarre dall’IRPEF il 110% della spesa. Esatto, a certe condizioni, è possibile recuperare più di quanto è stato speso!

Di base, questa agevolazione è accessibile solo per chi interviene pesantemente sull’immobile, realizzando lavori specifici, ad alto efficientamento energetico, detti trainanti. Il riferimento è, tra gli altri, alla posa del cappotto termico e all’installazione di un impianto di riscaldamento ad alta efficienza.

Tuttavia, se contestualmente a questi interventi se ne realizzano altri, è possibile ottenere l’agevolazione anche per questi ultimi. L’unica condizione è che, nel complesso, tutti gli interventi determinino un aumento di almeno due classi di efficienza energetica.

E qui entrano in gioco gli infissi!

La sostituzione degli infissi, infatti, è uno dei pochi interventi “leggeri” che consenta un concreto miglioramento delle condizioni energetiche. 

Ecco che, grazie al Superbonus 110% è possibile sostituire gli infissi in maniera completamente gratuita.

Badate bene, dovrete rispettare dei tetti di spesa, che variano in base alle caratteristiche dell’immobile (es. villetta unifamiliare vs condominio). Per i dettagli, però, vi rimando alla guida alle detrazioni fiscali sugli infissi di Famm Infissi, che è molto completa e in grado di fugare ogni dubbio.

Come funziona il Superbonus 110%

Il funzionamento dell’agevolazione è tutto sommato intuitivo, sebbene il legislatore abbia inserito alcune novità a vantaggio del contribuente.

Di base, il meccanismo per godere dell’agevolazione è il seguente. Il contribuente commissiona il lavoro, eseguendo un bonifico parlante (ovvero compilato secondo determinate regole, in modo che la sua funzione non sia fraintendibile), accede al bonus e inizia… A detrarre. Nella fattispecie del Superbonus 110% dividerà la spesa in cinque quote, e inserirà ciascuna quota in ogni dichiarazione dei redditi. In tal modo, recupererà la spesa effettuata (anzi di più) nel giro di cinque anni. 

Tuttavia, come dicevo, le novità non mancano. Il contribuente può usufruire di un’opzione particolare, la quale gli permettono non già di recuperare la somma spesa, bensì di…. di non spenderla affatto. Ovvero, ottenere uno sconto il fattura. 

Molto banalmente, potrete decidere di cedere il credito, ossia la possibilità di detrarre, a una banca o direttamente all’impresa che realizza gli interventi. In questo modo riceverete direttamente uno sconto in fattura, che in questo caso “scende” direttamente a zero.

Un’opportunità, questa, per chi non vuole aspettare cinque anni o per chi, banalmente, non è “capiente” dal punto di vista dell’IRPEF. Pensiamo per esempio ai titoli di partita IVA forfettaria, ai disoccupati o a chi deve (bontà sua) corrispondere una IRPEF troppo bassa, inferiore alla quota da detrarre. Senza questa opzione, risulterebbe escluso dal bonus!

Sia chiaro, banche e imprese non sono tenute ad accettare il credito derivante dall’agevolazione. E’ una facoltà che possono assumere o rifiutare. Tuttavia, sono numerose le banche e le imprese edili che accettano questo onore, e che quindi possono fare al caso vostro.

Insomma, il Superbonus 110% è un’opportunità da cogliere, se volete sostituire gli infissi e rivoluzionare l’aspetto della vostra abitazione.

L’articolo Sostituzione degli infissi a costo zero con il Superbonus 110% proviene da Architettura e design a Roma.

24 Dicembre 2020 / / Design

Molte persone hanno bisogno delle giuste indicazioni per la scelta della cucina idonea alla propria casa. Ecco perciò degli ottimi suggerimenti per quanto concerne i modelli di design, opzione valida ma di cui bisogna ben considerare alcune caratteristiche.

Cucina di design: cosa vuol dire?

Bisogna chiarire che, quando si parla di modelli di cucina di design, si fa riferimento a delle soluzioni che tengono conto non soltanto della forma. Infatti il design, così come insegnano coloro che lo hanno creato oltre 100 anni fa, comporta che si trovi un equilibrio ben bilanciato tra la funzione e la forma. Il che vuol dire che le cucine di design non solo sono molto belle, ma risultano essere anche estremamente funzionali per qualsiasi tipo di utente.

Oltre a dover precisare che sono la risposta ideale per quel che riguarda le prestazioni e anche la versatilità. Basti pensare ai materiali che vengono usati e che corrispondono a quelli più innovativi. La cucina di design è contemporanea e va comunque a ben adattarsi in casa. Il tutto ricordando che è importante far sposare al meglio il lato estetico con quello funzionale.

La cucina di design è il cuore della casa?

Sempre di più sono coloro che scelgono una cucina di design di ultima generazione. Una cucina che possa unire molto bene la bellezza alle performance elevate è qualcosa di molto interessante. Ecco perché, anche se ad un prezzo maggiore, in molti preferiscono optare per modelli del genere rispetto a quelli più tradizionali ma che non sempre sono funzionali.

Una cucina che abbia queste caratteristiche può realmente diventare il cuore di qualsiasi abitazione, avendo un ruolo da protagonista.

Se fino a qualche tempo fa la cucina era visto quasi come un semplice ambiente di “lavoro”, oggi le cose cambiano. Il design di tanti modelli permette di avere a disposizione delle caratteristiche molto vantaggiose. Le cucine dal design ricercato sono una richiesta sempre più elevata da parte di gran parte degli utenti. D’altronde la cucina è sempre più un ambiente multifunzionale e fluido, a tratti anche occasione d’incontro per i membri di una famiglia.

Alcune caratteristiche delle cucine di design

Va precisato che l’estetica è un elemento importante, ma non fondamentale per una cucina. I materiali, per esempio, lo sono senza dubbio di più: si pensi a delle cucine in acciaio inox con dettagli in legno o vetro, top in marmo e tutta una serie di materiali innovativi. Questi non solo fungono da elementi molto pratici e comodi, ma sono semplici da personalizzare.

Oltre a dover parlare di un altro elemento, ovvero l’ergonomia. Questa ha una funzione cruciale se si pensa che gli spazi delle case moderne impongono cucine di dimensioni più ridotte. Il che vuol dire che vanno progettate proprio per offrire massime prestazioni in spazi minimi. Tutto va dunque ben organizzato, facendo in modo che gli attrezzi siano a portata di mano.

Va anche precisato che la cucina oggi viene considerata come un autentico “ristorante domestico”. Sempre di più sono coloro che amano cimentarsi ai fornelli, per cui bisogna essere in grado di offrire ai clienti dei prodotti semplici da usare e che si sposino con le loro esigenze. Devono, per esempio, poter accogliere elettrodomestici moderni e che garantiscano prestazioni elevate.

Dunque è sempre bene optare per idee pratiche, come i piani cottura a induzione di ultima generazione, ma anche forni smart che seguono la cottura e frigoriferi intelligenti. Insomma, la cucina diventa così una vera e propria macchina pensata per preparare tanti tipi di pietanze.

L’articolo Perché scegliere una cucina di design proviene da Laura Home Planner.

24 Dicembre 2020 / / Design

Le finestre a scomparsa, oltre ad essere eleganti, offrono numerosi vantaggi, come la praticità e una maggiore luminosità degli ambienti.

finestre a scomparsa

Affinché una casa risulti sempre bella e accogliente è importante calibrare al massimo il livello di luminosità all’interno dei vari ambienti che la compongono. La luminosità, infatti, è decisiva per quanto riguarda sia la cifra estetica che l’impatto visivo nel complesso: è uno dei principali elementi che si mettono a fuoco entrando per la prima volta in un appartamento. Per rendere una casa più luminosa è possibile innanzitutto ricorrere alle finestre a scomparsa. Vediamo come sono fatte, quali vantaggi offrono e quali sono i materiali migliori per la loro realizzazione.

Come funzionano e come procedere all’installazione

Quando si parla di finestre a scomparsa si fa riferimento a una particolare tipologia di finestre ad anta scorrevole, il cui inserimento all’interno dell’appartamento consente di risparmiare centimetri importanti e – soprattutto – di ottenere un surplus di luminosità. Che cosa le caratterizza? Il fatto di non poter essere aperte nella modalità ‘classica’, dunque tirando verso l’interno della stanza, ma di possedere un’anta che scorre in senso longitudinale verso la parete su dei binari paralleli. Si ottiene in questo modo, specie nel caso in cui si tratti di finestre di grandi dimensioni, una grande maneggevolezza. Il gesto di far scorrere la finestra risulta sempre pratico, in più rende l’infisso leggero. Queste soluzioni di design stanno diventando sempre più diffuse soprattutto all’interno di contesti abitativi con una connotazione moderna. Ad ogni modo, prima di procedere con l’installazione, ci si dovrà assicurare che la parete possa accogliere la finestra e che dunque rispetti parametri ben precisi in relazione a spessore e solidità.  

Tipologie e materiali delle finestre a scomparsa 

Per quanto riguarda gli aspetti legati alla progettazione degli ambienti, sarà corretto precisare come le finestre a scomparsa risultino particolarmente adatte per dare su terrazze e giardini. Oltre ad assicurare una pratica apertura verso la zona outdoor della casa, consentiranno di beneficiare di un surplus di luce grazie all’ampia vetrata. Le finestre a scomparsa, ad ogni modo, potranno comunque essere inserite con successo anche in ambienti interni: potranno, per esempio, separare in maniera elegante e con un taglio minimal la cucina dal salotto.  

Di finestre a scomparsa esistono molte tipologie differenti, cerchiamo di fare ordine indicando quelle più diffuse e apprezzate in ambito domestico. Al momento dell’acquisto si potrà scegliere tra finestre con una o due ante, con o senza cornice, provviste di scorrimento parallelo ma anche con inferriate e persiane. La scelta del numero di ante scorrevoli dipenderà naturalmente dagli spazi a disposizione (bisogna inserire due controtelai dentro il muro). Importante decidere anche in merito alla cornice: in mancanza di quest’ultima si potrà ottenere una finestra a doppia scomparsa che si mimetizzerà con la parete. Per quanto riguarda l’inserimento di inferriate e persiane per gli infissi a scomparsa, si tratta di una scelta in grado di innalzare il livello di sicurezza con un’azione deterrente.  

Infine uno sguardo ai materiali ai quali ricorrere per le finestre a scomparsa: generalmente si tratta di legno, alluminio e pvc. Il legno rappresenta una soluzione ottimale sia per donare una cifra estetica classica che sotto l’aspetto dell’isolamento termico e acustico. Da sottolineare il fatto che sarà necessaria una manutenzione attenta e costante. Per quanto riguarda l’alluminio viene spesso scelto per l’alta resistenza agli urti, la sua versatilità e la ridotta necessità di manutenzione. L’aggiunta del taglio termico consente di migliorare le proprietà di isolamento. Infine il pvc, resistente al fuoco e capace di durare a lungo nel tempo. Da sottolineare che i i costi degli infissi in pvc sono inferiori rispetto a quelli degli altri materiali. 

I vantaggi offerti agli ambienti di casa 

Mentre facciamo mente locale sul fatto che la  la sostituzione degli infissi rientra nel bonus casa, sarà utile raccogliere in un elenco tutti i vantaggi che l’inserimento delle finestre a scomparsa è in grado di assicurare all’abitazione in termini di qualità della vita e di comfort. Per prima cosa i vantaggi sono dal punto di vista estetico, poiché le finestre a scomparsa possono risultare estremamente eleganti e dare un tocco moderno all’appartamento. Sono sicure, visto che non tirando l’anta verso l’interno della casa si limitano i pericoli (al tempo stesso risparmiando centimetri preziosi e da ‘reinvestire’). Queste aperture sono estremamente luminose e durevoli nel tempo, migliorando la vivibilità della casa. Infine le ante a scomparsa possono contribuire a donare un senso di ampiezza e continuità tra ambienti differenti (ricordate però di tenere sempre puliti i binari per uno scorrimento senza ostacoli). 

22 Dicembre 2020 / / Design

The deer in the fog © Kristina Makeeva | Photography for Future

Photography for Future è una start-up no-profit che propone stampe di premiati fotografi di cui il 100% dei ricavati sarà destinato a sostenere un progetto di riforestazione in Brasile

Il 2020 era partito come anno di svolta per la corsa contro il cambiamento climatico, tuttavia l’emergenza sanitaria ha stravolto le vite in giro per il mondo causando conseguenze devastanti e messo in pausa l’attenzione verso i danni provocati per mano dell’uomo.

Nonostante le difficoltà, Photography for Future è nata e dopo pochi mesi è già una realtà di cui molti ne parlano. Photography for Future è una giovane start-up no-profit su base volontaria nata a Milano, la quale si impegna nella vendita di stampe per sostenere un progetto di riforestazione in Brasile. Ogni foto acquistata aiuta a piantare fino a 80 alberi! 

La galleria collabora con fotografi di talento, tra cui alcuni del National Geographic, i quali condividono la stessa missione dell’organizzazione. Le foto sono divise in tre categorie: Wildlife, Natura e Viaggi e sono disponibili in diversi formati; più grande è la foto più alberi si piantano. Una volta acquistata la stampa la galleria invierà un certificato che attesta quanti alberi sono stati piantati a tuo nome. Le foto sono bellissime, trasmettono una tranquillità adatta sia in un ambiente casalingo si in un luogo di lavoro.

Ocean mood © Savin Scherer | Photography for Future

Ocean mood © Savin Scherer

Un team di volontarie tutto al femminile

Il team di PFF è tutto al femminile e le ragazze che lavorano behind-the-scenes condividono la missione di aiutare l’ambiente tornare al suo stato originario e mostrare ai donatori la bellezza e vulnerabilità della natura attraverso le stampe.
Photography for Future ha scelto di essere una galleria online in quanto nata in piena pandemia, il web è stato un mezzo necessario per farsi strada ed entrare nelle case degli italiani. Tuttavia, la scelta del suo format sta anche nella necessità di trasmettere il suo nobile messaggio anche al di fuori dell’Italia. Infatti, al giorno d’oggi, la galleria ha diversi clienti in giro per l’Europa e per gli Stati Uniti e spera di crescere ancora di più nei mesi successivi.

Flamingo sunset © Kristina Makeeva | Photography for Future

Flamingo sunset © Kristina Makeeva

Il team di questa giovane start up si affida al suo partner Onlus WeForest, il quale si occupa di piantare gli alberi in loco. PFF ha deciso focalizzare la sua missione nella foresta atlantica del Brasile in quanto negli ultimi anni è stata una delle zone più deforestate specialmente per la produzione di soia. Oggigiorno solo il 7% della foresta è rimasto. La foresta è un punto critico per la biodiversità che oggi è a rischio; grazie alle donazioni, Photography for Future è in grado non solo di aiutare la foresta a riacquistare la sua superficie distrutto per mano dell’uomo ma inoltre promuove la mitigazione dei cambiamenti climatici, contribuisce alla riduzione dell’inquinamento e assicura accesso ad acque più pulite necessarie come mezzo di sostentamento per le popolazioni e la fauna che risiedono nella foresta.

King © Enrico Fossati | Photography for Future

King © Enrico Fossati

Quali sono gli obiettivi di Photography for Future per il nuovo anno?

Il team ha in programma una mostra informativa che si terrà a Milano nella primavera del 2021. L’evento ha come scopo quello di mettere alla luce la gravità della deforestazione, gli effetti su scala globale e mostrare come il fenomeno è strettamente influenzato dalla nostra vita quotidiana. In pochi mesi queste giovani donne hanno mostrato che con grinta e dedizione si possono raggiungere obiettivi prefissati e fare il loro piccolo in una società che necessita di essere consapevole. La galleria continuerà nella sua missione stimolando il ritorno alla semplicità attraverso i suoi scatti e fondare il concetto di natura e sostenibilità.
Per saperne di più visita il sito web o vai sul profilo Instagram.

Amongst giants © Zach Doehler | Photography for Future

Amongst giants © Zach Doehler

At the edge of the earth © Giancarlo Gallinoro | Photography for Future

At the edge of the earth © Giancarlo Gallinoro | Photography for Future

In copertina: The deer in the fog © Kristina Makeeva

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20 Dicembre 2020 / / Design

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Sempre più sono le persone che scelgono di decorare la propria casa, i propri ambienti e le proprie pareti con pannelli, piuttosto che con pittura o carta da parati. L’uso di questi elementi, che nell’ultimo periodo ha ricevuto una notevole spinta e sta diventando un’alternativa sempre più apprezzata, permette di conferire all’ambiente un che di elegante, raffinato e allo stesso tempo moderno e unico. Sono inoltre prodotti molto comodi perché non necessitano di manutenzione particolare e hanno normalmente una lunga durata.

La scelta del pannello più adatto alle nostre esigenze dipende da numerosi elementi e il punto forte nell’utilizzo di questo tipo di prodotti sta proprio nella vasta scelta che ci si pone davanti: abbiamo diverse tipologie che variano per materiale, colore, finiture, stili, trame e caratteristiche; avremo quindi l’opportunità di scegliere un elemento che si adatti alle caratteristiche della nostra casa e del suo arredamento e che al contempo sia personalizzato e unico.

I pannelli fresati

Oggi ci concentriamo sui pannelli fresati e sull’effetto che questi avranno sull’arredamento.
L’utilizzo di questi particolari elementi all’interno degli ambienti è una scelta che risulta molto raffinata e non scontata, conferiscono un’ atmosfera di elegante impatto. Pur nella loro semplicità quasi minimalista delle linee, riescono a impreziosire l’ambiente in cui si trovano riuscendo a dare un tocco ricercato e di design.

Il loro uso si sta facendo sempre più diffuso eppure l’effetto non è mai scontato o “già visto”, questo soprattutto per la loro gradevole versatilità di utilizzo, di stile, di trame e di colore: ognuno potrà scegliere una particolare tipologia di pannello che rispecchi il proprio gusto e che abbia affinità con il resto dell’arredo.

Quali camera scegliere per i pannelli fresati?

Le camere che vengono scelte maggiormente per l’utilizzo di questo particolare elemento decorativo sono perlopiù soggiorni o studi, anche se in realtà sono prodotti che possono essere declinati per quasi tutti gli ambienti, modificandone stile e caratteristiche; la funzionalità può essere puramente decorativa ed estetica o può assolvere anche a funzioni di altro genere.

Per fare qualche esempio più pratico, i panelli fresati risultano particolarmente eleganti se posti sulla parete dietro la TV, esaltando quindi uno spazio centrale nell’ ambiente; possono essere utilizzati dietro a una serie di mensole, quasi a voler separare quell’angolo rispetto al resto, sottolineandone la presenza.

Colori interessanti sono quelli che esaltano ancora di più la finezze delle forme, perciò colori chiari sul tono del beige o colori decisi che contrastino con gli altri elementi di arredo dell’ambiente circostante, come pannelli fresati in legno che mantengano il colore scuro originario.

L’utilizzo di questi particolari prodotti è sicuramente più indicato per ambienti moderni, dalle finiture semplici e dai colori soffusi. Se siete alla ricerca di un elemento decorativo che abbia queste caratteristiche e che impreziosisca i vostri interni, i pannelli fresati sono la scelta giusta. Permetteranno un istantaneo cambio di stile in ogni ambiente risultando discreti ma d’impatto, eleganti ma con carattere.

L’articolo L’uso dei pannelli fresati per impreziosire gli interni proviene da easyrelooking.

18 Dicembre 2020 / / Design

Il design nasce sul finire del 1800 come ideazione e progettazione di oggetti destinati alla produzione in serie. Questa fu una concezione direttamente collegata alla rivoluzione industriale dell’epoca e ai cambiamenti tecnologici e sociali cui le società del mondo occidentale andavano incontro in quel periodo. Il design è sempre stato oggeto di diatriba tra gli studiosi del settore: tra chi lo vede come qualcosa di realmente rivoluzionario, e chi invece pensa sia soltanto la produzione in serie associata alla vita quotidiana delle persone. Ciononostante il design resta qualcosa di rivoluzionario comunque perché è riuscito, grazie ai suoi creativi, a dare una lettura completamente nuova a oggetti che sarebbero rimasti sempre uguali a se stessi per sempre. Il design infatti rappresenta in qualche modo i cambiamenti che avvengono nella società e nel modo di guardare il mondo.

I cestelli del ghiaccio come opere d’arte

In quest’ottica l’artista Fausto Roma attraverso la Collezione HEL si fa interprete di creazioni uniche, di elevato valore artistico: i cestelli del ghiaccio. AGA DESIGN fa mostra di queste opere attraverso il sito. I cestelli del ghiaccio creati da Fausto Roma sono acquistabili attraverso il sito di AGA Design con un countdown per il mese di dicembre 2020. La Collezione HEL restituisce alla semplicità dei cestelli del ghiaccio un valore artistico che veicola il simbolico e l’ancestrale, quasi come a costituire degli antichi totem. I cestelli del ghiaccio di Fausto Roma sono creazioni per gli amanti del lusso e dell’arte. La complessità stessa insita nel concetto di design na fa qualcosa di particolare al tempo stesso. Dal concetto di design infatti sono nate diverse declinazioni tra cui quella di brand design, experience design e visual design. In questo senso il design assume visuali complesse e quanto mai variegate, che lo rendono un concetto sempre più inafferabile. Da queste contraddizioni e visuali mescolate deriva la cifra artistica dei cestelli del ghiaccio di Fausto Roma. Le sue creazioni sono infatti delle opere dall’alto contenuto artistico e simbolico, e ciò le rende uniche nel suo genere. Nonostante la storia del design italiano riguardi soprattutto il mobile e il complemento di arredo, non mancano i settori come quello dell’illuminazione o della creatività in senso lato, che continuano a generare novità e gradimento presso il grande pubblico. Per questo l’artista Fausto Roma, di fame internazionale, con i suoi cestelli del ghiaccio ha scelto di reinterpretare oggetti di arredo che richiamano il lusso e la contemporaneità ma che al tempo stesso volgono lo sguardo al passato e a forme di arte quasi dimenticate. Il design ha da sempre sposato tecniche innovative e stili diversi, proprio per rendersi interprete di oggetti presenti nella quotidianità delle persone ma con la prospettiva sempre rivolta al futuro.

L’articolo Design e arte nei cestelli del ghiaccio di Fausto Roma proviene da Architettura e design a Roma.

18 Dicembre 2020 / / Design

In esclusiva per gli iscritti alla newsletter, la guida per le tendenze bagno 2021, un utile punto di partenza per il vostro progetto di rinnovamento.

Tendenze bagno 2021

In esclusiva per gli iscritti alla newsletter, una piccola guida che spero vi sarà utile nel caso abbiate intenzione di rinnovare il vostro bagno nei prossimi mesi. Visto che si tratta di un intervento impegnativo, spesso è difficile scegliere tra i colori, i materiali, i mobili, gli apparecchi sanitari e la rubinetteria, creando un insieme armonioso. Conoscere in anticipo le tendenze può essere un utile punto di partenza per il vostro progetto. Ecco una piccola anticipazione degli argomenti che troverete nella guida:

Il bagno come rifugio

La parola d’ordine, nel mondo degli interni, per il 2021 è armonia. Pochi selezionati colori, semplicità, materiali naturali per fare del bagno un ambiente caldo e confortevole, un’oasi di relax per dedicarsi a se stessi.

A causa della crisi pandemica, il concetto di casa è cambiato. Non è più solo il luogo dove ci si rilassa, si passa il tempo con la famiglia e si ricaricano le batterie per il quotidiano. In realtà, oramai la casa svolge molti ruoli extra: via via palestra, scuola, ufficio, sala riunioni in videocall. Il bagno, necessariamente, sfugge a questa logica, assumendo il ruolo di luogo intimo, nel quale tutte le preoccupazioni quotidiane sono bandite. Oggi più che mai, i piccoli momenti di piacere che possiamo concederci tra le mura domestiche sono un’ancora cui aggrapparsi, e un bagno accogliente, funzionale e confortevole è fondamentale per regalarci un po’ di serenità. Il bagno nel 2021 sarà il nostro rifugio.

Tendenze bagno 2021, i colori

Scegliere i colori del bagno è sempre un po’ complicato. Si tratta di una decisione importante, perché tali colori ci accompagneranno per molto tempo. Un valido aiuto ce lo possono fornire le anticipazioni sulle tendenze nel design e nel lifestyle. Si possono prendere idee e ispirazioni, così da evitare di stancarsi o di avere un bagno non in linea con i gusti contemporanei. Scoprite i colori per le tendenze bagno 2021.

Tendenze bagno 2021

Rivestimenti e arredo

Per i rivestimenti, continua la contrapposizione tra grandi e piccoli formati che già aveva caratterizzato gli anni passati. Le grandi lastre in grès porcellanato dominano il mercato, e le finiture più ricercate sono le pietre naturali, il marmo e il legno. Nei piccoli formati, piastrelle a motivo geometrico o floreale, e l’ormai onnipresente “terrrazzo”,  si confermano come la migliore scelta per chi desidera un bagno decorativo o in stile retrò.

Tendenze bagno 2021

L’ arredobagno nel 2021 propone mobili compatti dalle linee essenziali, sia con lavabi integrati che da appoggio. Il design pulito non significa neccessariamente che lo stile sia minimalista, tutt’altro. I giochi materici e cromatici, i piccoli spunti decorativi e le citazioni dell’estetica anni ‘60 o degli stili del passato, come l’Art Déco, regalano ad arredi e accessori un tocco eclettico e contemporaneo.

Docce, vasche e rubinetterie

Il box doccia walk in è di grande tendenza, mentre i piatti doccia e le vasche in materiale tecnico vanno per la maggiore, e hanno ormai quasi del tutto sostituito quelli in ceramica. Per quanto riguarda le vasche, grande risalto per i modelli free standing . 

Lo stile e i colori della rubinetteria nel 2021 seguono le tendenze generali, con il nero protagonista assoluto, inserti in marmo  e design essenziale con un tocco decorativo e citazioni Art Dèco.

Tendenze bagno 2021, la Spa in casa

La Spa in casa è la nuova frontiera dell’ambiente bagno. Oggi è possibile installare soluzioni “all in one” prefabbricate, con una spesa contenuta e senza affrontare lavori di ristrutturazione. Saune, Hammam, cromoterapia, idromassaggio, da oggi sono a portata di mano e sempre a disposizione.

Tendenze bagno 2021

Come fare per avere la guida tendenze bagno 2021

Per poter scaricare la guida tendenze bagno 2021, è sufficiente iscriversi alla newsletter mensile. Tutti gli iscritti potranno scaricarla direttamente nella newsletter che avrete ricevuto oggi nella casella e-mail.

Ecco il link per iscriversi: newsletter mensile lagattasultetto design blog.

Buona lettura!

18 Dicembre 2020 / / Architettura

TECA HOUSE di Federico Delrosso riceve la menzione d’onore Best of Year Awards 2020, il premio della
prestigiosa rivista USA Interior Design

Teca House, l’iconico progetto dell’architetto Federico Delrosso ispirato alla Glass House di Philip Johnson, immerso nella natura delle colline Biellesi, riceve la menzione d’onore – nella categoria Residential Landscape – del premio annuale Best of Year Awards 2020 indetto dalla prestigiosa rivista americana Interior Design. La premiazione in digitale si è tenuta lo scorso 9 Dicembre.

Best of Year Awards

Concepito con un approccio minimal-naturalista, Teca House è un edificio contemporaneo che consiste nel recupero di un piccolo fabbricato rustico nella splendida cornice delle colline di Biella. Si basa su un intervento di inversione compositiva, che porta all’esterno, smaterializzandolo, un piccolo volume rustico preesistente dando vita ad una nuova funzione sul territorio.

Best of Year Awards
Best of Year Awards

L’edificio ha una superficie di circa 80 mq che si estende di altri 50 aprendo le pareti vetrate scorrevoli che circondano interamente il volume. La flessibilità del progetto, rende questo spazio, ideale per riunioni od ospitare un cocktail di lavoro ma è anche un rifugio intimo per la lettura o yoga. Può anche trasformarsi in una foresteria per gli ospiti occasionali del padrone di casa e di sua moglie. Teca House è stato concepito come un prezioso contenitore culturale, un landmark con l’intento di creare nuove possibilità di relazione con territorio biellese. 

Best of Year Awards
“In questo progetto la Teca custodisce l’uomo e le sue emozioni. Un punto di vista privilegiato e poetico, una totale immersione nella natura, quasi come se il fruitore fosse sospeso nel vuoto. Contestualmente essa lavora in negativo: lo sguardo è infatti rivolto dall’interno all’esterno, ad indicare la centralità dell’essere umano” dichiara Federico Delrosso.

L’impianto murario rurale diventa il basamento, la connessione con il territorio dal quale nasce il nuovo intervento, leggero e trasparente: una struttura in calcestruzzo che si apre verso il paesaggio con due grandi ali orizzontali ed una pelle di vetro completamente apribile che ne racchiude il volume. L’impianto architettonico nasce per favorire i corretti apporti solari: la conformazione dei solai che si protendono allungati oltre la teca di vetro hanno lo scopo di proteggere dall’irraggiamento solare estivo, favorendone invece quello invernale.

Best of Year Awards

Le sofisticate soluzioni architettoniche e strutturali, pur non visibili esternamente, hanno consentito di integrare l’edificio con soluzioni e materiali altamente performanti volte all’eliminazione e correzione dei ponti termici. L’impiantistica affiancata agli interventi di isolamento portano l’edificio in classe energetica A4


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Photo credits: Matteo Piazza

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17 Dicembre 2020 / / Blogger Ospiti

Il miglior tavolo da pranzo per te sarà quello che funziona per il tuo budget, è solidamente costruito, si adatta al tuo spazio e ha uno stile che amerai per anni. Ci sono alcuni fattori fondamentali che dovresti considerare quando ne scegli uno per il tuo soggiorno.

In primo luogo, diffidare di cedere alle tendenze, un buon tavolo dovrebbe durare almeno dai cinque ai dieci anni. Se scegli qualcosa di troppo funky o ultra moderno, con troppi dettagli strani, un giorno potresti svegliarti e chiederti cosa stavi pensando al momento del suo acquisto. I gusti delle persone cambiano negli anni, così come le tendenze. Optare per una soluzione semplice e robusta è sempre la scelta vincente.

Insieme alla convenienza e uno stile senza tempo – come quello del brand Cattelan -, stabilità e ottima manifattura sono importanti da cercare quando si ispezionano i tavoli nei negozi di mobili.

Ecco alcuni consigli utili per scegliere il tavolo perfetto per il tuo ambiente.

La regola numero uno: il tuo tavolo da pranzo deve adattarsi alla tua zona pranzo

Ma un tavolo da pranzo è un mobile ingannevolmente grande, e per prima cosa bisogna tenere conto dello spazio circostante.

Oltre all’ingombro del tavolo, avrai bisogno di almeno un metro di spazio libero su tutti i lati per sederti comodamente su una sedia e muoverti nell’area circostante. Quindi, che faccia parte di uno spazio multiuso o di una sala da pranzo separata, inizia misurando la lunghezza e la larghezza dell’area che puoi dedicare a questo pezzo di arredamento. Quindi sottrarre circa due metri per lato da queste due misurazioni per ottenere una lunghezza e una larghezza target del tavolo da pranzo.

A questo punto pensa al suo utilizzo, se sarà impiegato anche per i pranzi quotidiani, o sarà uno spazio conviviale dedicato solo alle cene con gli amici. Questa è una variabile importante in quanto il “peso visivo” di un mobile può davvero influenzare la sua grandezza in una stanza. Potrebbe tecnicamente adattarsi, ma sembrerà enorme se è un pezzo scuro o ingombrante o se è troppo vicino ad altri mobili.

Se hai poco spazio, considera come opzione i tavoli estendibili; questi ti consentono di personalizzare il tavolo per diverse esigenze di intrattenimento e dimensioni delle feste.

Occhio alla forma del tavolo

I tavoli quadrati e rettangolari sono i più comuni, quindi troverai il maggior numero di scelte con stili, dimensioni e opzioni estensibili. Ma un tavolo rotondo o ovale può darti un po’ più di spazio per muoverti poiché taglia gli angoli ma ha comunque una buona superficie.

Qualunque sia la disposizione del tuo soggiorno, un tavolo rettangolare resta sempre un grande classico e soprattutto un prodotto versatile ed adattabile ad ogni occasione, sia per pochi commensali che per una ricorrenza speciale in cui il numero di invitati è maggiore.

Se il rettangolare può apparire una scelta troppo classica, a questo punto si può giocare con l’estetica e il design del tavolo, anziché con la sua forma vera e propria. Un esempio perfetto in questo contesto è una referenza del catalogo Cattelan Tavoli, il modello Skorpio, disegnato dal designer Andrea Lucatello. Realizzato con base in acciaio verniciato trasparente, in più soluzioni di colore; piano in cristallo 15 mm trasparente con bordi bisellati inversi, e si distingue per un design moderno ma al contempo raffinato che si sposa con vari tipi di ambientazione.

Presta attenzione ai supporti del tavolo

La base, di solito le gambe, un piedistallo o un cavalletto, può influire sul numero di persone che puoi adattare a un tavolo. Quando vedi un tavolo di persona, siediti per vedere se le tue gambe colpiscono le gambe del tavolo. Verifica di avere abbastanza spazio per le ginocchia quando ti muovi fino in fondo e se riesci ad incrociare le gambe sotto il tavolo. Il telaio che regge il piano del tavolo spesso può ridurre lo spazio di manovra.

Se vuoi essere più flessibile con i tuoi ospiti, fai attenzione alla larghezza delle gambe e a dove esse sono posizionate.

Con un piedistallo o un tavolo a cavalletto, hai più flessibilità per aggiungere più persone al tavolo. Una base centrale, come quella in acciaio del modello Skorpio di Cattelan Tavoli, è l’opzione migliore per la comodità dei commensali.

I tavoli a cavalletto possono darti flessibilità lungo i lati del tavolo, ma possono limitare lo spazio alle estremità di esso. Guarda attentamente quanto spazio c’è tra il bordo del tavolo e il punto in cui sono attaccati i supporti del cavalletto per assicurarti che ci sia spazio per le ginocchia.