28 Febbraio 2026 / / ChiccaCasa

ADV| Questo articolo è scritto in collaborazione con Cartongesso.pro, un portale dove reperire non solo tutti gli strumenti per realizzare opere in cartongesso, ma anche consigli pratici e un supporto mirato per l’installazione.

Da home stylist mi trovo spesso a lavorare su restyling a forte impatto visivo o su case completamente da arredare, partendo da zero.
In entrambi i casi, il cartongesso è uno di quegli strumenti intelligenti, duttili e strategici che, se ben progettati, fanno la differenza tra una casa “carina” e una casa pensata, risolta, personalizzata.

Il cartongesso permette di:

  • nascondere brutture strutturali o impianti poco eleganti;

  • far sembrare tutto su misura, anche con budget contenuti;

  • risolvere problemi di spazio raccontando uno stile.

Le domande che ricevo più spesso sono sempre le stesse:
Quanto costa una libreria in cartongesso? Come si realizza? Posso farla da solə o serve per forza un professionista? Regge davvero il peso dei libri?

Domande legittime, soprattutto perché chi non è del mestiere spesso non ha idea di come funzioni davvero e quanto costi una struttura in cartongesso.
Dopo aver letto questo articolo, molti di questi dubbi si scioglieranno.

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Librerie e mensole in cartongesso: vantaggi pratici ed estetici

Le librerie e le mensole in cartongesso sono una vera scelta progettuale.

I vantaggi più evidenti?

  • Costo relativamente contenuto rispetto alla falegnameria su misura;

  • altissimo livello di personalizzazione: puoi creare composizioni tailor made, calibrate sullo spazio a tua disposizione;

  • continuità visiva: il cartongesso può mimetizzarsi completamente nella parete, perché è verniciabile;

  • pulizia formale: linee pulite, volumi leggeri, zero ingombri superflui;

  • versatilità stilistica: dal minimal al nordico, dall’etnico al contemporaneo più sofisticato.

È una soluzione che, se progettata con criterio, eleva immediatamente l’aspetto di una stanza.

7 casi in cui le librerie in cartongesso sono davvero strategiche

Le offerte del mercato, come quelle presenti su Cartongesso.pro, sono numerose. Ecco una serie di contesti, in cui l’utilizzo di mensole in cartongesso, acquistabili sul loro sito, si rivela incredibilmente risolutivo.

1. Per nascondere gli split dei condizionatori

Una libreria in cartongesso può sottrarre rilevanza agli antiestetici split dell’aria condizionata.
È possibile costruire una libreria attorno allo split in modo che non sporga più rispetto alla parete, riducendo drasticamente l’impatto visivo.

Il vano può essere chiuso con una botola ispezionabile, accessoriabile con ante rivestite in paglia di Vienna o un pannello forato, per rendere lo split invisibile.

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2. Per rendere funzionale una nicchia

Una nicchia vuota è uno spazio sprecato, ma anche un’opportunità mancata di creare un punto d’interesse estetico.

Con mensole e ante in cartongesso una nicchia diventa una libreria, perfettamente integrata.

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3. Ai lati del camino

La profondità della canna fumaria crea spesso una o due nicchie laterali, sporgendo rispetto alla parete di fondo.
Sfruttarla per creare librerie simmetriche rende la parete equilibrata e scenografica.
Anche d’estate, quella parete continuerà a essere spettacolare.

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4. Nella zona TV

Il cartongesso permette di creare pareti attrezzate su misura, capaci di accogliere TV, libri, lampade e oggetti del cuore.

Il mobile TV può essere integrato nella composizione per un risultato pulito e coerente.

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5. Sopra i sideboard vintage

Chi ama lo stile nordico e il mid-century lo sa: il sideboard è un arredo iconico, che merita centralità e rispetto.

Mensole in cartongesso della stessa larghezza del sideboard, o a tutta lunghezza, se questo è inserito in una nicchia, lo inglobano nella parete, lo valorizzano e lo rendono protagonista.

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6. Nella zona home office

Sopra la scrivania, o su una parete dell’ufficio, le mensole in cartongesso permettono di organizzare libri e materiali senza rubare leggerezza allo spazio di lavoro, mantenendo ordine e funzionalità.

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7. In camera da letto

In camera da letto, le mensole e le librerie in cartongesso diventano uno strumento prezioso per rifinire e dare senso alle pareti più difficili.

Possono valorizzare una nicchia dietro la testata del letto, trasformandola in un fondale architettonico discreto ma ricercato; oppure completare in modo armonioso la parete dell’armadio, rendendo l’insieme più equilibrato e meno monolitico.

Anche sopra o intorno a un comò, soprattutto se antico, vintage o di famiglia, il cartongesso svolge un ruolo chiave: smorza il contrasto tra passato e presente, alleggerisce la composizione e introduce una nota di modernità.

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Come è composta una libreria in cartongesso: strumenti e possibilità

Una libreria in cartongesso non è solo cartongesso. È un sistema.

Gli elementi principali sono:

  • guide metalliche, che costituiscono la struttura;

  • mensole cave in cartongesso, che si incastrano sulle guide;

  • rinforzi per mensole con anta, fondamentali per fissare in modo solido il telaio della zona da chiudere;

  • staffe di supporto a scomparsa, indispensabili per mensole a sbalzo o carichi importanti;

  • botole (gli sportellini che chiudono un vano).

A questi si aggiungono: tasselli, viti, viti autofilettanti, livella, trapano e punte, carta vetrata, stucco, rete microforata per le giunzioni, ed eventualmente silicone.

Posso mettere mensole in cartongesso in bagno?

Sì. Negli ambienti ad alto tasso di umidità si utilizza cartongesso idrorepellente (verde), resistente all’umidità e adatto ad ambienti come bagno e lavanderia.

Posso mettere mensole in cartongesso sopra la cucina al posto dei pensili?

Sì, ma con consapevolezza. In cucina si può usare cartongesso ignifugo (rosso), anche con illuminazione LED integrata.

Come realizzare una libreria in cartongesso?

Prima ancora di parlare di trapani, viti e pannelli, c’è una parola che viene prima di tutto: progettazione.
Una libreria in cartongesso non si improvvisa, e non è mai solo una sequenza di mensole: è un piccolo progetto architettonico che deve dialogare con la parete, con gli arredi esistenti e con ciò che dovrà contenere.

Il primo passo è tradurre il progetto sulla parete.
Si può fare con del nastro adesivo di carta o con un disegno a matita preciso, segnando ingombri, altezze, pieni e vuoti.

Solo a questo punto si passa al montaggio vero e proprio: le guide metalliche vengono fissate una alla volta, seguite dalle mensole, dagli eventuali rinforzi e dalle ante o botole ispezionabili.

Se non sai come disporre le mensole, è impossibile sapere dove servono staffe di supporto, quali mensole devono essere rinforzate o quali vani ospiteranno carichi più importanti.
Proprio qui, nel fai da te, nascono gli ostacoli più comuni.

Una volta completata la struttura, si passa alla fase più delicata: la stuccatura delle giunzioni.
È il momento in cui la libreria smette di sembrare una costruzione tecnica e inizia a diventare parte della parete.

Un consiglio pratico, spesso sottovalutato: evita vani troppo piccoli o troppo stretti.
Spazi eccessivamente ridotti rendono difficile lavorare con spatola e mano, complicano la stuccatura e rischiano di compromettere la qualità della finitura finale.

In cartongesso, come nel design d’interni in generale, la semplicità ben studiata è sempre una scelta vincente.

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Libreria in cartongesso: misure e profondità dei ripiani

Nel mondo dell’interior design le proporzioni non sono un dettaglio: contano, anzi, comandano. Sono loro a determinare l’equilibrio visivo di una parete e, di conseguenza, la buona riuscita di un progetto.

Quando si progettano mensole o librerie in cartongesso, la scelta dello spessore e della profondità dei ripiani va calibrata con attenzione, tenendo conto non solo delle dimensioni della parete, ma anche degli altri elementi presenti nella stanza e, soprattutto, di ciò che la libreria dovrà inglobare: una TV, un mobile basso, un camino, un sideboard.

Ecco perché una visione d’insieme preventiva è fondamentale: progettare una libreria senza considerare il contesto rischia di creare volumi sproporzionati o soluzioni poco funzionali.

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Generalmente:

  • le mensole in cartongesso hanno un’altezza di 5,3 cm o 7,5 cm;

  • la profondità può variare indicativamente da 5 a 24 cm.

Questi numeri vanno sempre interpretati alla luce del progetto complessivo.

Le mensole in cartongesso sono robuste? Come si fissano?

Le mensole in cartongesso riescono a reggere i libri?
Sì, se la struttura è correttamente progettata e rinforzata. Non è il cartongesso in sé il punto debole, ma l’assenza di una progettazione tecnica.

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In sintesi: una libreria in cartongesso è robusta quanto è intelligente il progetto che la sostiene.

Mensole in cartongesso e fai da te: idee, progetti facili ed errori da evitare

È meglio farla da soli o chiamare un professionista?

Le capacità tecniche di un professionista sono insostituibili, soprattutto quando il progetto è complesso. Un professionista può garantire finiture precise e meno preoccupazioni.
Detto questo, se scegli mensole su misura, lavori su un progetto semplice e hai una buona manualità, il fai da te è una possibilità concreta e soddisfacente.

Come costruire una libreria in cartongesso step by step?

Se vuoi cimentarti con il fai da te, seguire un tutorial affidabile può davvero facilitarti le cose.
Sul sito di Cartongesso.pro trovi guide passo passo pensate proprio per chi vuole avvicinarsi al cartongesso in modo consapevole, anche senza essere un professionista.

Come evitare crepe o finiture brutte sul cartongesso?

Qui si gioca la partita più delicata. Alcune regole d’oro:

  • utilizzare sempre rete microforata sulle giunzioni;

  • non risparmiare su stucco e tempi di asciugatura;

  • carteggiare con pazienza e precisione;

  • rifinire anche il laterale della mensola, se questa è montata a sbalzo ( sospesa senza laterali e non inserita in una nicchia);

  • evitare vani eccessivamente piccoli, che rendono difficoltose le operazioni di stuccatura e rifinitura.

Nel cartongesso, la fretta è la nemica numero uno della buona riuscita.

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Progetti facili da cui partire

Se sei alle prime armi, punta su:

  • mensole sospese fluttuanti ed equidistanti;

  • mensole in nicchia, già delimitate;

  • librerie dal design semplice, senza troppi incastri o dislivelli.

La semplicità è sempre una scelta elegante e anche più indulgente con gli errori.

Quanto costa una libreria in cartongesso e dove comprare il materiale?

Il costo di una libreria in cartongesso non può prescindere da quello dell’installazione, che include la manodopera e varia in base al professionista, alla città e alla complessità del progetto.

Se, però, vuoi farti un’idea chiara e immediata del costo del materiale, puoi consultare Cartongesso.pro, un e-commerce interamente dedicato al cartongesso.

Le mensole, configurabili e pronte da installare, sono acquistabili sul loro sito e puoi aggiungere al carrello anche staffe, binari, stucco e tutto l’occorrente necessario per il tuo progetto.

In più, come anticipato, trovi tutorial estremamente chiari che rendono il fai da te più accessibile, soprattutto se hai già una buona manualità.

Le librerie e le mensole in cartongesso non sono una scorciatoia, ma una scelta progettuale consapevole.
Quando misure, proporzioni e struttura dialogano tra loro, il risultato è una parete che sembra nata così: integrata, elegante, risolutiva.

Come sempre, non è il materiale a fare la differenza, ma come lo si pensa prima ancora di usarlo.

28 Febbraio 2026 / / ChiccaCasa

Due divani in salotto: sogno o possibilità? Si possono mettere due divani in un salotto piccolo o di medie dimensioni?
Una coppia di divani nel living è molto più elegante e differenziante rispetto al solito divano angolare, ma è una scelta che va ponderata, in base ai propri spazi e ai propri desideri.

Non sempre, infatti, lo spazio è sufficiente. Al contrario, a volte la scelta di due divani anziché un solo divano può essere utile per creare una separazione tra due ambienti, come living e ingresso o living e zona pranzo.

Se vuoi scoprire se questa soluzione fa per te, qui trovi tutte le misure utili, idee di disposizione e di abbinamento e qualche ispirazione.

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Perchè una coppia di divani crea un salotto elegante?

Non prenderla come una verità assoluta: si crea un ambiente elegante ovunque ci siano equilibrio e armonia.

Una coppia di divani:

  • si guarda;

  • crea uno spazio di relazione;

  • invita alla conversazione.

Meglio un divano angolare o due divani lineari, nel living?

Tra un grande divano angolare e una coppia di divani (laddove ci siano spazio e vantaggio progettuale per l’una o l’altra soluzione) c’è una differenza di intenti.
Il divano angolare è pensato per gli abitanti della casa, per gli amanti delle serate davanti alla tv.
Una coppia di divani lineari, invece, accoglie e crea uno spazio per le chiacchiere, i racconti, le giornate in compagnia.

Immagina di entrare in casa di una coppia di amici. Ti accomoderesti piu volentieri sul loro divano con chaise longue o in un salotto con due divani lineari?

Ti dico la mia, raccontami cosa ne pensi tu nei commenti qui sotto.
Il divano angolare, tranne in alcuni casi, mi trasmette quella sensazione di privato e invalicabile, al contrario di una coppia di divani (o, in generale, un divano lineare), che “autorizzano” anche gli ospiti ad accomodarsi e conversare.

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Parlando di estetica, c’è un’osservazione che non posso evitare di fare. In alcuni casi, l’angolo dei divani a L tende a chiudere l’ambiente, mentre due divani, posizionati perpendicolarmente, mantengono sempre uno spazio tra l’uno e l’altro. Bene, quello spazietto è fondamentale per mantenere lo spazio arioso.

Due divani separati:

  • spezzano la massa;

  • lasciano “respirare” lo spazio.

Un grande angolare è un blocco unico: comodo sì, ma spesso visivamente pesante, soprattutto in case normali (non da rivista).

Due divani in salotto: ecco a cosa fare attenzione

Per capire se questa è la soluzione giusta per te, ecco cosa devi chierderti.

  • Un divano in più mi preclude la possibilità di mettere un mobile contenitore nel living? Cosa è più importante per me?
    Per capire se c’è lo spazio per un mobile contenitore, mantenendo l’idea di avere due divani, devi considerare che davanti al mobile aperto dovrai avere circa 45 cm per stare in piedi davanti ad esso, mentre prendi e riponi gli oggetti.
    In più, davanti al mobile devi avere lo spazio necessario per passare comodamente.

  • Quanto è profonda la seduta dei divani che hai adocchiato? Questa misura cambia tutto: se non hai molto spazio puoi optare per divani profondi fino a 90 cm.

  • Multifunzionalità: divani lineari con vano contenitore o con seduta estraibile possono diventare il tuo asso nella manica per rimediare all’assenza di spazio contenitore o di poggiapiedi ingombranti.

Se mentre leggi ti stai chiedendo “ok, ma nel mio salotto ci stanno davvero?”, è normalissimo.
Le proporzioni cambiano completamente da casa a casa e spesso è difficile visualizzare il risultato finale.

Progettiamolo insieme!

Studierò il tuo stile, i tuoi colori felici e la disposizione basandomi sulle tue misure reali. Ti restituirò un progetto completo con render realistici e una shopping list in linea con il tuo budget.

scopri di più sui progetti online

Come disporre due divani (e come non farlo)?

Ci sono principalmente due possibilità di disposizione per una coppia di divani:

  • fare in modo che si guardino, frontalmente;

  • disporli perpendicolarmente, ovvero ad angolo.

Se scegli la prima strada, tra i due divani devi lasciare almeno un metro e considerare che tra ogni divano e il tavolino devono esserci 45 cm di spazio libero.
Se vuoi disporre i divani ad angolo, la regola d’oro, infrangibile, è non farli incrociare, neanche di pochissimo.

Nello schema qui sotto trovi alcune idee di posizionamento e, nella fila in basso, gli errori comuni.

  • Due divani ad angolo: puoi optare anche per misure diverse (es. un due posti e un tre posti), come anticipato, non devono mai incrociarsi.

  • Divani angolari di cui uno sotto la finestra, se l’idea ti piace e la funzionalità non viene intaccata, puoi aggiungere il secondo divano davanti alla finestra. Quest’ultimo non va mai attaccato alla parete, a meno che non sia parte di un sistema built-in.
    Se tra il divano e la finestra vuoi poter passare, devi lasciare almeno 60 cm, altrimenti puoi lasciare, oltre allo spazio per la tenda, dai 10 ai 30 cm.

  • Divani frontali: la composizione risulta più armonica se i divani sono della stessa misura.

  • Su due pareti frontali: se hai un living stretto e lungo, che abbia una larghezza di minimo 3 metri, puoi disporre due divani sulle pareti opposte. In questo caso, se lo spazio è poco, meglio optare per due modelli poco profondi (meno di 100 cm ciascuno).

  • Divano isola: la modalità più originale per sistemare due divani è quella di unire tra loro i due schienali creando un’isola centrale e bifacciale. Questo, però, richiede necessariamente un modello modulare che accomuni entrambi i divani.

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Credits: 123

Come abbinare due divani diversi?

I tuoi due divani non devono necessariamente essere uguali, ma abbinare due divani diversi potrebbe non essere la cosa più semplice del mondo.

Le regole d’oro generali sono tre.

  • Entrambi con i piedini o entrambi senza. I piedini cambiano molto la percezione del divano: se uno è sollevato e l’altro no, l’insieme risulta sbilanciato. I divani con piedini risultano più slanciati e spesso stanno meglio nei salotti con due divani, ma la scelta dipende molto anche dal tuo stile personale e dal mood che vuoi creare.

  • Stessa altezza. Non devono essere identici, ma avere la stessa altezza aiuta lo sguardo a leggere i divani come parte di un’unica composizione.

  • Uno comanda, l’altro accompagna. Scegli un divano protagonista e lascia all’altro un ruolo più discreto. Quando entrambi cercano attenzione, lo spazio diventa confuso; quando c’è una gerarchia, il risultato è più armonioso.

Abbinare due divani: le forme

Giocare con le forme è uno dei modi più interessanti per costruire un salotto dinamico, equilibrato e visivamente ricco. Le combinazioni possibili sono più di quante immagini.

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  • Un divano e un daybed. Una coppia elegante e ariosa.
    Il divano struttura lo spazio, mentre il daybed introduce una nota più informale, che allegerisce la composizione.

  • Due divani a due posti senza braccioli. Essenziali, discreti e visivamente leggeri, permettono alla luce di fluire meglio nell’ambiente. L’assenza dei braccioli rende il salotto più aperto e ordinato. Questa scelta si rivela vincente nei living poco luminosi, piccoli o già dotati di molti mobili.

  • Stesso modello: due divani modulari composti in modo diverso. Una soluzione raffinata e progettuale: il linguaggio resta coerente, ma la diversa configurazione crea ritmo e movimento, evitando la rigidità della simmetria perfetta.

  • Un divano e un loveseat. Un abbinamento classico e bilanciato, ideale quando si desidera varietà senza eccessi. Il loveseat aggiunge una presenza più raccolta e intima, perfetta per rendere il living più caldo e conviviale.

  • Due loveseat. Compatti, proporzionati e versatili, sono la soluzione per collocare due sedute anche negli spazi più piccoli. Creano un’area conversazione intima, ordinata e sofisticata.

Come abbinare i tessuti e i colori di due divani diversi?

Quando entrano in gioco colore e tessuti, la regola resta sempre la stessa: creare equilibrio senza rinunciare al carattere. Anche qui vale un principio fondamentale: uno comanda, l’altro accompagna.
Serve, cioè, una gerarchia visiva, che permetta allo sguardo di orientarsi e allo spazio di risultare armonioso.

Ecco alcuni abbinamenti funzionano particolarmente bene.

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Credits: 1234

  • Uno a fantasia e uno monocolore (non per forza neutro). Il divano decorato diventa il punto focale, mentre quello monocolore stabilizza l’insieme. Il colore del secondo può riprendere una tonalità presente nella fantasia, creando continuità senza rigidità.

  • Uno colorato e uno neutro. È la combinazione più intuitiva e anche una delle più eleganti. Il divano neutro lascia spazio al colore di emergere.

  • Uno sgargiante e uno desaturato. Un equilibrio sottile ma molto sofisticato: la tonalità intensa porta energia e personalità, mentre quella più polverosa o attenuata riequilibra la scena rendendola più morbida e raffinata.

Due divani in salotto: regole essenziali da ricordare

Se stai valutando l’idea di inserire due divani in salotto, ricorda che non esiste una scelta giusta in assoluto, ma una soluzione più adatta al tuo spazio e al tuo modo di vivere la casa. Per orientarti, tieni a mente questi punti chiave:

  • due divani funzionano quando lo spazio resta arioso e ben proporzionato;

  • lascia sempre le giuste distanze per passaggi e movimenti quotidiani;

  • meglio evitare composizioni troppo chiuse o divani che si incrociano;

  • puoi scegliere modelli diversi, purché condividano altezza e linguaggio visivo;

  • se sono diversi, uno dei due divani deve guidare la composizione, l’altro accompagnare;

  • colori e tessuti devono dialogare tra loro creando equilibrio, non competizione.

Se senti che questa soluzione ti piace, ma fai fatica a capire come adattarla alla tua casa, è assolutamente normale: visualizzare proporzioni, volumi e abbinamenti senza un progetto è la parte più difficile.

Non devi fare tutto in autonomia. Con un progetto d’arredo online diamo vita al tuo living partendo dai tuoi gusti e dal budget, così puoi fare scelte sicure e creare un ambiente che ti rappresenti davvero.