8 Agosto 2019 / / Blog Arredamento

Desideri ristrutturare la tua abitazione? Realizzare una cucina/salotto open space o ristrutturare il bagno? Questi lavori ti permettono di ottenere maggior comfort nella tua abitazione ma anche di aumentare il valore dell’immobile. In questo articolo trovi alcuni esempi di ristrutturazione casa e dei consigli pratici per un lavoro perfetto.

Una ristrutturazione semplice

A volte piccoli lavori in casa possono cambiare e migliorare totalmente l’ambiente. Le piccole ristrutturazioni, inoltre, sono molto economiche ma particolarmente consigliate per abitazioni di recente costruzioni, che non presentano problemi strutturali gravi. Ad esempio, se la tua casa è stata costruita negli anni ‘80, è in buone condizioni, ma presenta degli ambienti con poca luce, e poco pratici, una ristrutturazione semplice ti può aiutare a ottenere un ambiente migliore. Potrai, ad esempio:

  • Creare un open space per permettere a maggiore luce di entrare in casa
  • Rinnovare la cucina con mobili più moderni
  • Intonacare le stanze

Rendere la tua abitazione energeticamente efficiente

Un altro tipo di ristrutturazione ti permette di ottenere un ambiente isolato e confortevole oltre che risparmiare energia. Questo tipo di ristrutturazione richiede un investimento maggiore, ma bisogna attentamente valutare lo stato attuale della tua casa. Se si tratta di una abitazione datata con infiltrazioni d’aria e ambienti freddi, potrà essere necessario:

  • Installare un cappotto esterno o interno per isolare gli ambienti
  • Ottimizzare gli impianti per renderli più efficienti
  • Sostituire gli infissi
  • Installare tende da sole

Una ristrutturazione totale

La tua abitazione è datata e poco pratica? Crea la casa dei tuoi sogni con una ristrutturazione totale. Questo tipo di progetto richiede un maggiore investimento di tempo e denaro ma i risultati possono essere sorprendenti. Non solo realizzi una casa che rispecchia le tue esigenze e il tuo stile, ma è possibile ottenere anche un’abitazione ecosostenibile, che utilizza energia in modo efficiente. Questo è possibile realizzando:

  • Un impianto fotovoltaico per produrre energia pulita
  • Stanze nelle aree più/meno colpite dal sole a seconda della loro funzione
  • Una pavimentazione in materiali naturali come il legno
  • Dei nuovi infissi isolanti e resistenti
  • Un sistema domotico per avere tutto sotto controllo

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30 Luglio 2019 / / Blog Arredamento

Spesso la scelta degli zerbini viene sottovalutata e non considerata come importante, tuttavia è dimostrato invece come i tappeti esterni la dicano lunga sia sulla cura dello spazio outdoor che sullo stile dell’abitazione, di un ufficio, di un negozio o altro. Ecco dunque una guida per scegliere gli zerbini da esterni, con tante soluzioni pratiche ed eleganti proposte.

zerbini esterni personalizzatiFoto: tuttozerbini.it

Qual è la loro funzione

La funzione dei tappeti da esterni si è decisamente evoluta nel tempo e anche in fatto di zerbini la scelta diventa sempre più accurata e precisa. La comodità degli zerbini da esterno, quando questi sono di ottima qualità, è innegabile, ma altrettanto innegabile è l’effetto che aggiungono agli spazi outdoor, considerati dei luoghi a tutti gli effetti da arredare al pari degli interni.

Un tappeto comodo consente di fruire dunque degli spazi esterni in maniera più funzionale, e può essere scelto nelle dimensioni desiderate per aumentare la sua funzione. Inoltre, sceglierlo in sintonia con l’abitazione o il negozio o l’ufficio crea un’armonia decisamente migliore, che aggiunge classe ed eleganza ad ogni contesto.

Ecco che la scelta dei tappeti da esterni può cadere su zerbini di piccole o medie dimensioni, oppure su zerbini di dimensioni tali da coprire lo spazio desiderato e dare, oltre alla funzione di decoro, anche una indubbia funzionalità, che è quella di rendere lo spazio esterno calpestabile e in grado di far raggiungere l’interno con estrema comodità.

L’utilizzo degli zerbini esterni assicura anche che la maggior parte dello sporco si fermi all’ingresso e non si accumuli sui pavimenti, per cui i loro benefici sono notevoli e non devono essere mai sottovalutati.

Zerbini da esterni: il materiale fa la differenza

Come già detto, gli zerbini da esterno sono funzionali e comodi e quindi indispensabili da posizionare in tutti gli ingressi. A costituire la differenza nella scelta è il materiale, che bisogna valutare in funzione dell’utilizzo che se ne deve fare, quindi se serve per l’esterno di un’abitazione oppure per metterlo al di fuori di negozi o centri commerciali. Ecco i materiali migliori per scegliere lo zerbino da esterno:

Cocco sintetico

Fra i materiali da scegliere troviamo il cocco sintetico, ottimo per il suo potere pulente e assorbente e per la sua eccezionale resistenza al calpestio e alle intemperie.

Cocco naturale

Realizzato con fibra 100% naturale, offre una valida barriera contro lo sporco ed è facile e pratico da manutenere con un semplice aspirapolvere. È ideale per attività a traffico medio basso e indicato per ambienti rustici e storici.

Ricciolo di vinile

Ottimo è anche il ricciolo di vinile, di facile posa e che non necessita di sottofondo in gomma, altamente resistente ai raggi UV e ideale per produrre zerbini personalizzati.

Chicco di riso

Si tratta di una fibra sintetica resistente alle intemperie, allo schiacciamento e ai raggi UV. Lo zerbino in chicco di riso è dotato di sottofondo in gomma naturale e mantiene il suo aspetto e la sua funzione a lungo nel tempo. Di facile manutenzione e pratico da pulire, basta un getto d’acqua oppure l’aspirapolvere per mantenerlo perfetto.

25 Luglio 2019 / / Blog Arredamento

Se ti stai chiedendo come scegliere il futon, allora devi sapere che non sono poche le info da studiare, anche se non si tratta di nulla di complesso. Innanzitutto, le operazioni di scelta non sono poi tanto diverse da quelle relative ai comuni materassi occidentali, e il motivo è presto detto: dettagli come la qualità dei materiali e lo spessore del materasso possono fare (e fanno) tutta la differenza del mondo. Per questo motivo, conviene partire da una breve premessa sui materassi giapponesi, e in seguito studiare tutti i fattori da analizzare per acquistare il materasso giapponese perfetto per il tuo caso.

Materasso futon matrimoniale srotolato a terra

Che cosa è

Prima di leggere la nostra guida all’acquisto, ti conviene capire esattamente di cosa stiamo parlando. A tal proposito, noi ti consigliamo di approfondire il vasto mondo dei “materassi che si arrotolano” sul sito futon.it: un ricco contenitore di notizie, di curiosità e di guide su questi complementi giapponesi così amati anche in Italia. In questa sezione, invece, ci limiteremo a fornire una breve ma esaustiva definizione. La traduzione dal giapponese è – come detto – “materasso che si arrotola”: si parla di un complemento dalla storia molto antica, realizzato in strati di cotone vergine cardato, del tutto privo di elementi artificiali. In Occidente siamo soliti utilizzare altri materiali insieme al cotone cardato, ma questo avremo modo di scoprirlo fra poco.

Come sceglierlo
Esistono alcuni aspetti preponderanti che vanno presi in analisi, e che approfondiremo uno ad uno nei paragrafi a seguire. Intanto è fondamentale valutare lo spessore del materasso giapponese, perché da esso dipende il grado di comfort e la durezza del complemento. In secondo luogo, non vanno sottovalutati i già citati materiali che compongono l’imbottitura del materasso, ancora una volta per una questione di comodità. Poi troviamo altri elementi che in realtà appartengono a tutti i materassi, ma che diventano decisivi anche in questo caso, come ad esempio la taglia. Pronto per cominciare?

Spessore del materasso

Leggendo la guida all’acquisto del futon sul sito futon.it emerge in primo luogo tutta l’importanza dello spessore, come detto per una questione di comfort. Qui è il caso di dire che esistono delle grandi differenze fra i materassi giapponesi e quelli pensati per l’Occidente. Nel primo caso lo spessore è piuttosto ridotto, e si attesta intorno agli 8 centimetri, ma in Italia i materassini di questa misura vengono usati più che altro per la pratica del massaggio shiatsu. Nel secondo caso, invece, le medie partono da circa 11 centimetri e possono tranquillamente superare i 20. Il nostro consiglio è di optare per un materasso giapponese con uno spessore pari ad almeno 14 centimetri, perché così potrai contare su un complemento più morbido.

Considera che non c’è nulla di male nell’acquistare un materasso con uno spessore più basso, ma non devi farti prendere dalle ansie. Cosa vogliamo dirti? Che un futon più spesso è comunque un futon originale, quindi non andrai ad intaccare lo stile d’arredo della tua camera da letto, se ti piace il look giapponese. Semplicemente, optando per uno spessore maggiore, potrai garantirti una maggiore morbidezza e quindi un grado di comfort più alto. Noi occidentali, infatti, non siamo abituati a dormire su materassi poco spessi, mentre i giapponesi hanno questa abitudine da secoli.

Materiali e strati

Poco sopra ti abbiamo accennato all’importanza dei materiali, e anche qui troviamo alcune differenze fra materassi giapponesi e i modelli progettati per il mercato nostrano. Consultando l’approfondimento sul futon occidentale di futon.it, ecco cosa scopriamo: in questi tipi di materassi non si trovano soltanto gli strati in cotone vergine cardato, ma anche altre lastre, come quelle realizzate in lattice o in fibra di cocco. La funzione di questi inserti è, ancora una volta, una questione di comfort: i suddetti strati aggiuntivi, difatti, hanno lo scopo di rendere il materasso più comodo.

In genere queste lastre vengono inserite in posizione centrale, e possono anche fungere da supporto per la schiena, come nel caso dei filamenti di cocco. Il motivo? Consentono al cotone cardato di schiacciarsi in misura minore. Chiaramente la presenza di questi strati aggiuntivi rende molto complesso arrotolare il materasso, quindi si parla di complementi adatti per una sistemazione fissa sul letto. Questa è un’altra differenza piuttosto importante, se si mettono a confronto i futon all’occidentale e quelli prettamente giapponesi.

Cotone biologico e certificazioni

Un approfondimento a parte lo merita il materasso giapponese biologico, anche perché spesso l’etichetta “bio” non è poi tanto chiara, e viene di frequente fraintesa. Nella guida al futon bio di futon.it si spiega chiaramente quanto segue: per biologico si fa riferimento ai materiali che provengono da coltivazioni di cotone bio. In altre parole, da coltivazioni che seguono i ritmi imposti dalla natura, e che non fanno uso di pesticidi e di altri agenti di questo tipo, come i concimi chimici. Purtroppo non è semplice distinguere un futon 100% cotone da un complemento in cotone biologico, però ci vengono in aiuto le apposite certificazioni.

Taglia
In tal caso ci sarebbe ben poco da aggiungere, perché si parla di un argomento comune a tutti i materassi. Quando arredi la tua zona notte, infatti, devi stabilire la taglia che meglio si adatta ai tuoi desideri e al tuo caso. Ad esempio, se hai intenzione di dormirci insieme al tuo partner, dovrai ovviamente optare per una misura matrimoniale. Se invece lo userai per i tuoi bambini, potrai scegliere un complemento con una taglia ridotta.

Futon singolo con testiera in legno

Tipologia d’utilizzo
Abbiamo deciso di chiudere questa guida su come scegliere il futon concentrandoci su un altro aspetto importante, ovvero la tipologia di utilizzo. Quando acquisti questo materasso, difatti, devi partire da un’idea chiara sull’uso che ne farai. Per farti un esempio, un modello occidentale con uno spessore un po’ più basso (intorno agli 11 centimetri) potrebbe essere la scelta migliore per il letto degli ospiti. Se invece desideri un complemento da usare per i massaggi, allora ti conviene optare per un materassino con uno spessore intorno ai 6 centimetri. Lo stesso discorso vale se intendi portarlo spesso con te, dunque se hai l’esigenza di arrotolarlo in tutta comodità. Infine, puoi anche considerare la possibilità di acquistare un divano futon.

Divano letto futon kanto

23 Luglio 2019 / / Blog Arredamento

Le case sono sempre più intelligenti ed ecosostenibili grazie alle continue innovazioni sia in edilizia che domotica. Ecco, quindi, alcune novità del settore da cui prendere spunto per innovare la tua abitazione.

Sistemi domotici per sicurezza e comfort

La domotica è oggi sempre più alla portata di tutti. Grazie agli incentivi statali e ai costi accessibili, è facile realizzare un sistema domotico in casa per la sicurezza ma anche il comfort.
Esistono diversi sistemi che ti permettono di automatizzare diversi aspetti.
Puoi installare particolari luci in ogni stanza in modo da poterle facilmente accendere con comandi vocali o semplicemente tramite smartphone.

Se vuoi aumentare la sicurezza della tua abitazione, installa le telecamere di sicurezza intelligenti, tramite cui potrai monitorare l’intera casa, anche da remoto. Queste possono essere collegate a infissi intelligenti, con serrature che possono essere aperte o chiuse da un semplice tasto. Inoltre, parlando di infissi, un aiuto interessante sono le tende da sole o altre tipologie di oscuranti intelligenti. Questi si possono automaticamente chiudere quando il sole batte sulla tua abitazione. Un meccanismo semplice come questo ti permette di mantenere le stanze fresche e risparmiare energia.

Pannelli solari per energia pulita

Negli ultimi anni i pannelli solari sono sempre di più elementi essenziali per abitazioni private e fonte di ispirazioni per opere di grandi dimensioni che coinvolgono diversi paesi. Si legge spesso, infatti, di progetti innovativi che hanno come scopo l’installazione di pannelli solari in aree estese, come nel Mar del Nord o nel deserto.
Perché non installare un impianto fotovoltaico nella tua casa?
I pannelli solari producono energia pulita per la tua abitazione, ma oggi è sempre più frequente l’installazione dei pannelli solari termici. Questi dispositivi convertono le radiazioni solari in energia termica che viene utilizzata per riscaldare l’acqua e gli ambienti della tua abitazione. I costi di questa tipologia di pannelli può essere leggermente più alto dei pannelli solari classici, ma vedrai subito notevoli risparmi in bolletta.

15 Luglio 2019 / / Blog Arredamento

Avere un bel giardino, curato e arredato, serve a valorizzare la propria abitazione. Con l’arrivo dell’estate è fondamentale potersi garantire uno spazio outdoor che doni la giusta zona di ombra e che vi permetta di concedervi un momento di relax anche nelle ore in cui il sole è ancora alto. Per arredarlo adeguatamente non serve molto, bastano solo piccoli accorgimenti e alcuni elementi essenziali come: tavoli, sedie o gazebo. Se non sai quale di questi ultimi scegliere, approfondisci qui e scegli quello perfetto per il tuo giardino.

Cupola geodetica trasparente per giardino di casa

Tavoli, sedie ed alti elementi di arrendo sono certamente importanti, ma disporre di una buona copertura negli spazi outdoor è fondamentale. Per questo spesso si decide di optare per una tendostruttura.

Cos’è un gazebo e quali sono le sue caratteristiche

Con il termine “gazebo” generalmente ci si riferisce ad un chiosco da giardino la cui struttura può essere realizzata in diversi materiali, ad esempio ferro, legno o alluminio e ricoperto con coperture rimovibili in stoffa o tessuto PVC impermeabile.

Disporre di un buona tensostruttura da giardino è davvero importante. Si tratta di un elemento di arredo utilissimo, funzionale e adatto a diverse esigenze; ma soprattutto è in grado di donare il giusto tocco di design allo spazio esterno della nostra abitazione. Di solito vengono comodamente fissati a terra, anche senza bisogno di un basamento in cemento e possono rivelarsi molti utili non solo durante le tranquille serate estive, ma anche in caso di feste, barbecue o come copertura per piscine.

Perché è importante avere una buona tendostruttura? Perché è utile che ci sia un elemento che protegga dall’umidità durane le ore serali e che consenta di avere una zona ombreggiata nelle ore di sole. L’area in cui verranno inseriti il tavolo e le sedie dovrebbe essere coperta e un buon gazebo potrebbe essere l’alternativa perfetta.

Durante il giorno, quando il sole batte costantemente sulle zone all’aperto, è necessario disporre di una zona di ombra. Non solo per proteggere i vari elementi di arredo, ma per consentirvi di trascorrere piacevolmente il vostro tempo in giardino. La scelta di un gazebo come copertura outdoor si rivelerà azzeccata anche durante le ore serali, quando questo elemento vi difenderà dall’umidità e vi permetterà di poter disporre dei led, necessari per poter trascorrere le vostre serate in famiglia.

Una tendostruttura per esterno potrebbe essere la scelta ottimale anche per fare da copertura ai mezzi di trasporto in assenza di un garage. Si tratta di elementi smontabili e soprattutto personalizzabili in ogni aspetto.

Quale tipologia di gazebo scegliere?

Esistono varie tipologie di gazebo da esterno: a base rettangolare, esagonale o quadrata. Ciascuna delle scelte dovrà ovviamente adattarsi al resto dell’arredo che è già presente nel vostro spazio outdoor e non solo. È importante creare un giusto compromesso tra il contesto esterno e l’abitazione interna, cercare di creare una sorta di continuità negli stili e nel design, evitando che i due spazi siano troppo discordanti tra di loro.

Scegliere un gazebo in ferro battuto conferirà al giardino un’atmosfera decisamente romantica. Il metallo viene trattato per resistere alle intemperie. Le rifiniture possono essere naturali, brunite o anticate per ricreare un ambiente raffinato e ricco di stile. Un gazebo in legno si adatta invece in contesti più rustici e semplici, richiama il fascino del vintage e si adatta meglio alla natura. Infine, si può prendere in considerazione anche la possibilità di acquistare un gazebo in plastica.

Gli amanti del design potranno optare per qualcosa di più originale, uno dei trend del momento: le cupole geodetiche da giardino. Si tratta di un elemento di arredo da giardino che racchiude in sé la funzionalità, il senso estetico e vantaggi come la possibilità di instaurare un microclima stabile al suo interno. La totale personalizzazione della struttura renderà il vostro outdoor uno spazio davvero suggestivo.

E voi quale preferirete avere nel vostro giardino?

9 Luglio 2019 / / Blog Arredamento

Come arredare al meglio uno studio medico professionale?

L’arredamento di un ambiente è qualcosa a cui dover prestare un’attenzione particolare, perché gli elementi d’arredo sono importanti mezzi di comunicazione. Comunicano, a chi visita gli ambienti, quali sono i propri gusti, lo stile della persona si rispecchia anche nei componenti d’arredo e, nel caso di uffici o studi specialistici, come quelli medici, possono dare già dal primo impatto, una sensazione di professionalità ed esperienza che rassicura i pazienti.

In uno studio medico, ancora prima di curare il paziente, bisogna farlo con l’aspetto dell’ambiente di lavoro, rendendolo accogliente e pulito, non solo dal punto di vista igienico, ma anche estetico.
Per arredare uno studio medico bisogna tenere conto della specializzazione professionale che deve essere svolta in esso e della categoria di pazienti che verranno visitati, come anziani, adulti o bambini: in quest’ultimo caso, il tipo d’arredo e gli spazi devono essere realizzati su misura.

Arredare uno studio medico: distribuzione delle aree

La suddivisione delle aree di uno studio medico prevede principalmente due zone: una nella quale effettuare le visite, l’altra nella quale i pazienti vengono accolti. Solitamente, in questa seconda area, si trova anche l’accettazione, dove il personale collaboratore del medico si occupa di ricevere i pazienti. A prescindere dalla specializzazione o dal tipo di paziente, è fondamentale che l’ambiente trasmetta sicurezza già a primo impatto.

L’area dedicata ai pazienti in attesa, laddove gli spazi lo consentano, deve anche ospitare l’accettazione e il bancone presso il quale vengono svolte le funzioni di front-office e accoglienza. Il bancone deve avere una superficie abbastanza ampia, in modo che se i pazienti avessero bisogno di adagiare i loro documenti o firmare ricevute e moduli, possano farlo senza difficoltà.
Per abbellire il bancone ed evitare di conferirgli un aspetto sterile, si può mettere una pianta o, nel caso di piccoli pazienti, si può provare a tranquillizzarli con un cestino di caramelle.

La sala d’attesa vera e propria, ossia quella dove i pazienti si accomodano fisicamente aspettando di essere visitati, deve avere uno stile semplice, minimalista, con delle sedute comode possibilmente allineate alle pareti, in modo tale che i pazienti possano facilmente conversare tra loro durante l’attesa. Si può posizionare un tavolino basso al centro della stanza sul quale riporre materiale informativo da leggere, oppure delle riviste e, se lo spazio è ristretto, si può optare per delle mensole a muro o una libreria, per ospitare libri e riviste.

Se si desidera intrattenere i propri pazienti viziandoli un po’, quale metodo migliore dell’installare un distributore di snack e bevande. Se si tratta di uno studio medico dietologo o nutrizionista, si possono per esempio inserire alimenti sani, come porzioni di frutta o simili, ma se lo spazio non fosse sufficiente, bisognerebbe almeno mettere a disposizione un distributore d’acqua.

Arredare uno studio medico: anche le pareti hanno la loro importanza

Le pareti bianche e spoglie riportano alla mente già l’idea di un ospedale o di una sala operatoria, quindi, per il concetto espresso prima, cioè quello di tranquillizzare il paziente e farlo sentire a proprio agio, è bene dare carattere allo studio, personalizzandole. Si può dare un tocco di ospitalità e calore, applicando dei quadri, dei paesaggi, delle fotografie e un angolo vuoto può prendere vita posizionandovi una pianta.

Per quanto riguarda il colore delle pareti, come già detto, il bianco sarebbe da escludere, ma solo se queste si presentano spoglie. Il bianco o la scelta di tinte tenuti, può invece dare una sensazione di pulito e professionalità con il giusto arredamento. Si può dare il via libera alla fantasia, invece, nel caso di uno studio medico pediatrico, colorando le pareti con fiori, alberi, farfalle o personaggi dei cartoni animati.

Nel caso di uno studio pediatrico, a differenza degli altri casi, il mobilio deve comunque prevedere delle sedute, dei tavoli e tutto quello che è previsto in un normale studio medico, ma preferibilmente con colori vivaci e figure amate dai bambini, per dare loro tranquillità e farli stare sereni.
Si possono, per esempio, mettere a disposizione dei giochi riposti in uno scaffale o delle mensole, disporre le sedute e i mobili in modo tale da lasciare un grande spazio centrale, magari posizionandovi un materassino formato da tessere di puzzle in gomma morbida.
Bisogna anche pensare ai bisogni dei più piccoli, quindi è bene equipaggiare lo studio con strumenti di uso comune per gli infanti, come scalda biberon, fasciatoio, ecc.

Lo studio medico: la luce come elemento d’arredo

A prescindere dalla tipologia di studio medico che si desidera arredare, c’è un elemento che deve essere curato nello stesso modo, in tutti i casi: l’illuminazione. Non si tratta solo di luce artificiale, ma si parla anche di luce naturale, sfruttando la presenza di finestre e porte a vetri.
Qualora lo studio non disponga di finestre che lascino entrare la luce naturale, è necessario allora utilizzare delle luci artificiali, a patto che queste non siano troppo forti. La luce bianca, unita alla scelta del giusto arredamento, limita l’effetto ”asettico” e può aiutare a creare delle zone sulle quali concentrare maggiormente l’attenzione dei pazienti, grazie anche al sapiente utilizzo di specifiche strip LED flessibili.
Se si dispongono delle lampade, nel caso di uno studio pediatrico, bisogna fare attenzione che queste vengano posizionate in punti alti, così da non essere raggiunte dai più piccoli, anche durante i loro giochi, in modo da scongiurare spiacevoli incidenti.

Studio medico professionale: arredare l’ambulatorio

Passando al cuore pulsante di uno studio medico, ossia l’ambulatorio, l’ambiente dove fisicamente viene svolta la visita, questo deve presentare una scrivania, preferibilmente di dimensioni piuttosto grandi, dotata di un computer con annessa una stampante. La sedia per il medico deve essere ergonomica, mentre dall’altro lato si possono posizionare delle sedute più semplice per i pazienti, ma comunque comode e accoglienti.

All’interno di questo ambiente è anche importante predisporre uno schedario, oppure un mobile adibito a svolgere queste funzioni, nel quale inserire raccoglitori, cartelle cliniche, ecc. Si possono disporre anche degli armadietti per contenere, per esempio, dei farmaci, oppure nei quali riporre strumenti e attrezzature da lavoro. L’ideale per questi ultimi, è che possano essere chiusi a chiave.

L’ambulatorio deve anche ospitare il classico lettino per le visite. Oggi vengono utilizzati stendendovi delle lenzuola di carta usa e getta e gran parte di questi dispongono di un rullo nei quali applicare i rotoli di carta, in modo da sostituire il lenzuolo con facilità tra un paziente e l’altro. Il resto degli strumenti e delle macchine presenti, varia in base al tipo di studio medico.

Anche nell’ambulatorio è importante scegliere la giusta illuminazione. Qui, di solito, si preferisce l’uso di luci artificiali, non solo con delle lampade a soffitto o da tavolo, ma soprattutto delle lampade specifiche per le visite, così da poter lavorare in modo corretto e professionale.

Anche in questo ambiente è possibile personalizzare le pareti. Solitamente si usa mettere dei quadri a gusto personale o delle foto, mentre nel caso di uno studio pediatrico, sarebbe ideale rendere il tutto più fiabesco per tranquillizzare i più piccini e, inoltre, tenere sempre un barattolo con delle caramelle o gli immancabili lecca-lecca, come premio per i bambini che sono stati bravi.

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3 Luglio 2019 / / Blog Arredamento

Spesso quando si ristruttura una casa si fa un errore di cui poi ci si può pentire a lungo: risparmiare sull’arredamento del bagno.
A volte si pensa infatti che essendo una stanza che si usa più che altro per necessità e in cui non si “vive” la casa, anche la scelta di articoli di bassa qualità non influisca nella buona riuscita della casa.
Niente di più sbagliato!

Arredo bagno di qualità, le differenze

Quando ci si affida a professionisti del settore, le differenze si vedono. Innanzi tutti i materiali di alta qualità garantiscono una migliore riuscita dei pezzi, che dureranno di più nel tempo oltre a dare un aspetto più elegante alla tua casa.
Inoltre, in questo caso la possibilità di scelta è davvero ampissima. Modelli di lavabi, wc, mobili, vasche o box doccia e di ogni tipo di complemento di arredo bagno andranno ad adattarsi perfettamente alle esigenze degli spazi della tua casa.

Arredo bagno online

Se ritieni di non avere abbastanza tempo per andare in giro alla ricerca di tutti i complementi di arredo necessari al tuo bagno, niente paura, i professionisti del settore si trovano anche on line!
Diversi infatti sono gli e-commerce di arredo bagno su cui potrete scegliere i migliori pezzi per arredare al meglio il vostro bagno, come maisonplus.com. Esperienza e serietà garantiranno al tuo bagno una lunga durata ed un aspetto bellissimo, grazie ad un arredamento che può andare dal classico al moderno a seconda dei tuoi gusti e dell’arredamento del resto della casa.

25 Giugno 2019 / / Blog Arredamento

Rinfrescare la casa d’estate è una scelta rigenerante, ma è determinante assicurarsi che l’operazione non risulti troppo dispendiosa in termini di costi e consumi.
Dotare gli interni del vostro appartamento di un impianto di condizionamento merita tutta una serie di considerazioni, essenziali per garantirsi una scelta conveniente.
Un impianto obsoleto, o poco efficiente, può incidere in maniera spropositata sulle bollette energetiche.
Chi pensa di procedere con l’installazione di un condizionatore cerca risposte esaustive sui costi dell’impianto e sui relativi consumi.

Il modello adeguato consente di risparmiare sui consumi

Il primo nodo da sciogliere è la valutazione del modello da collocare, per questo è necessario chiedersi se si sta acquistando quello giusto, considerando le necessità effettive e raffrontandole con le potenzialità del sistema di condizionamento che si intende acquistare.
Un aiuto reale per garantirsi la scelta perfetta ci arriva dai professionisti di settore, in grado di guidarci verso la soluzione adeguata.
La scelta dei condizionatori per casa ruota attorno ad un discreto numero di proposte, da scegliersi fra impianti fissi, ovvero i classici condizionatori a parete, che considerano l’installazione di un condizionatore dual split o trial split, oppure un più semplice condizionatore senza unità esterna.

Fatta chiarezza sul modello non resta che assicurarsi l’impianto ad un prezzo ragionevole, per questo è estremamente utile consultare i prezzi dei condizionatori, comparando cifre, qualità e caratteristiche, valutando ad esempio la proposta del condizionatore Samsung Maldives.
Per il posizionamento di un condizionatore fisso è inoltre necessario assicurarsi l’intervento di un installatore serio e preparato, che esegua un lavoro a regola d’arte senza compromettere la qualità del condizionatore, e garantendo le migliori prestazioni dell’impianto stesso.

Quanto consuma un condizionatore

Un condizionatore consuma in base all’efficienza di cui gode, qualità determinata in primo luogo dal grado tecnologico di cui è dotato, e in seconda battuta dalle condizioni in cui funziona, considerando temperatura, umidità dell’ambiente, efficienza energetica e non ultima l’esposizione più o meno diretta ai raggi solari.
Per calcolare il consumo effettivo si può utilizzare un qualsiasi misuratore di consumo di corrente.
Potenza elettrica ed efficienza energetica sono invece i valori di riferimento per valutare i consumi di un climatizzatore.
In entrambi i casi il costo chilowatt dipende anche dalle tariffe applicate dal fornitore di energia e dalla fascia oraria di consumo.

Rinfrescare casa? Facciamolo evitando sprechi
Collocare un dispositivo sovradimensionato rispetto alle effettive necessità della casa genera uno spreco energetico piuttosto elevato, per questo motivo l’acquisto di un impianto deve essere calibrato alle reali esigenze dell’unità immobiliare.
Assicurarsi l’acquisto di un moderno condizionatore inverter, specie se connotato dalla sigla A+++, consente di risparmiare sui consumi, alleggerendo la bolletta.
Per evitare sprechi non dimenticate di impostare la temperatura adeguata, perfetta quella fra i 24-26° C. In linea generale, per risparmiare, la temperatura interna non deve differire da quella esterna se non oltre gli 8 gradi.
Fate attenzione a non aprire le finestre quando il condizionatore è acceso, favorirebbe un inutile spreco. E’ quindi determinante areare i locali a condizionatori spenti.
Liberate lo spazio intorno all’unità interna, così come a quella esterna per garantire la massima circolazione dell’aria e un perfetto funzionamento senza il benché minimo sforzo, che in caso contrario sarebbe conseguenza dell’aumento dei consumi.

19 Settembre 2013 / / Blog Arredamento

Perchè il self service in cucina?

E’ un po’ come chiedersi perchè un “ristorante self service“: per cenare velocemente e risparmiando.
Tra l’altro ci sono ristoranti self service (soprattutto all’estero) dove la qualità del cibo è eccellente, e la pur limitata componente di servizio è orientata alla precisione ed alle esigenze del cliente; ci sono invece ristoranti “turistici” in zone di elevato afflusso, che magari hanno anche camerieri in livrea ma possono risultare lenti nel servizio ed anche molto costosi rispetto alla qualità offerta.

Pensiamo che in linea generale valga lo stesso per una cucina: con il “self service” si può acquistare facilmente e risparmiando.
Sul mercato ci sono certamente produttori di cucine e relativi rivenditori che possono non essere all’altezza della loro storia passata; oppure hanno giustamente dei prezzi “impegnativi“, conseguenza di alcune voci di costo legate a processi obsoleti od addirittura ormai “inutili“.

Chi fa da sè fa per tre” dice un saggio proverbio: vediamo se è applicabile anche all’acquisto di cucine componibili.


Il primo pensiero: le cucine Ikea

Che dire di Ikea, tanti la definiscono “il colosso svedese“, secondo me è “il world wide furniture maker“: innanzitutto è evidente la diffusione mondiale, con negozi e fabbriche ovunque ci sia sufficiente concentrazione di popolazione; ma soprattutto Ikea ha creato e porta avanti un’idea di design democratico, accessibile, ma spesso anche “smart” che è effettivamente internazionale per gusto e capacità di lettura.
Se a questi punti aggiungiamo i prezzi competitivi, la bellezza e fruibilità dei punti vendita, ed il fatto che il “self service” è uno dei concetti alla base del modello di business di Ikea, ecco che il primo pensiero volendo parlare di cucine componibili “self service” sono state le cucine Ikea.

Vediamo come è andata la visita all’Ikea di Corsico.
All’Ikea farsi fare un preventivo per una cucina è un’operazione piuttosto semplice e “indolore“.
Tra le cucine allestite e gli elettrodomestici esposti ci sono alcune postazioni da cui è possibile progettarsi in autonomia la propria cucina con il Planner Ikea, che però non ci convince pienamente, è un po’ complesso da usare.
Al banco informazioni prendiamo quindi appuntamento con uno dei progettisti, e dopo circa dieci minuti veniamo ricevuti da un’operatrice gentile e disponibile che ci progetta la cucina (una semplice cucina lineare con colonne separate) secondo le nostre indicazioni di dimensioni e colori. Abbiamo le idee chiare su materiali e finiture; un po’ meno sugli elettrodomestici: ma nel complesso la progettazione non richiede troppo tempo.
L’operatrice salva il progetto in un account, poi ci stampa il preventivo e alcune viste della cucina progettata: in un’oretta abbiamo il progetto della nostra cucina Ikea!

Secondo noi Ikea gode innegabilmente di un buon rapporto qualità-prezzo che deriva certamente da economie di scala “gigantesche“; inoltre la visita ad un punto vendita Ikea diventa quasi un momento di svago alla ricerca di “quell’idea in più” (che in genere si trova).

 

L’alternativa: acquistare una cucina online

Uniamo i concetti di “self service” e “low cost” al mondo delle cucine, e aggiungiamo il fatto che lavoriamo nello stesso edificio dove opera il team di ArredaClick.com.
A questo punto non possiamo non porvi una domanda: “Avete mai pensato di acquistare una cucina online? “.

La risposta più frequente a questa domanda è un semplicissimo “No“; se posta ad operatori del settore arredamento la risposta diventa “E’ impossibile!“.
Disarmante la prima risposta del team che ha sviluppato le Cucine ArredaClick: “Perchè no!?” ; la seconda è stata una citazione di Albert Einstein “Tutti sanno che una cosa è impossibile, finchè arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa“.
In effetti abbiamo fatto qualche ricerca su Google: diversi siti si propongono per “vendita online cucine“, ma si tratta quasi sempre di vendita di “composizioni bloccate“, oppure di form che permettono l’invio di un disegno promettendo poi un preventivo relativo ad una certa marca.
Ci siamo quindi concentrati su ArredaClick, un po’ per comodità, un po’ perchè è l’unico portale ad offrire un vero sistema di configurazione della composizione e personalizzazione di colori, maniglie, accessori.

Abbiamo provato ad acquistare la stessa composizione cucina di cui abbiamo fatto il preventivo da Ikea.
Entriamo in “Scegli il Modello” e diamo un’occhiata ai 12 modelli. Le schede sono ricche di informazioni e di link informativi; alcuni di questi link si rivelano fondamentali per guidare l’utente all’acquisto, ma ci sembra che non siano messi abbastanza in evidenza…si rivela quindi fondamentale una padronanza della navigazione multi-scheda che forse viene data un po’ per scontata.
Passiamo alla sezione “Acquista la Tua Cucina“. Primo pensiero: che facciamo con tutti questi mobili? Un banner ci corre in aiuto: “Disegna la tua Cucina con YouDesign“. Scopriamo con piacere che si tratta di un planner per la progettazione: è semplice e intuitivo, e soprattutto ci fornisce una “lista della spesa” completa di link a tutti gli elementi selezionati.
Con la nostra lista alla mano troviamo quello che ci serve, ma la raccolta richiede tempo: occorre configurare ogni elemento ed aggiungerlo di volta in volta al preventivo. Perdiamo il conto del numero di click e del numero di pagine aperte in contemporanea! Configurare e acquistare pezzo per pezzo la nostra cucina lineare ha richiesto tempo, molta attenzione e buone doti di navigazione. Terminata la simulazione d’acquisto abbiamo tirato un sospiro di sollievo, ma il piccolo “interior designer” che c’è in noi ha provato anche una grande soddisfazione.
Comparato con altri preventivi che abbiamo richiesto in negozi tradizionali il prezzo finale è davvero interessante. Durante tutto il procedimento siamo stati scrutati dallo Staff ArredaClick (nostri co-inquilini di ufficio): speriamo di averli aiutati a capire cosa funziona e cosa andrebbe migliorato…i co-inquilini servono anche a questo!

Secondo noi ArredaClick gode di un rapporto qualità-prezzo imbattibile nato dalla “virtualizzazione” dello spazio di vendita e dalla snella struttura organizzativa: il cliente trova assistenza facilmente via mail o al telefono, ma può anche fare veramente tutto da solo. In pratica questo tipo di “self service” permette veramente una cucina “low cost“, pur rimanendo di qualità medio / alta.

 

I punti di forza e la scelta.

E’ evidente che ognuna delle due formule ha dei punti di forza.
Da Ikea si possono vedere dal vivo le cucine, la scelta di elettrodomestici è più ampia, gli accessori coordinati tantissimi, e volendo si può acquistare il servizio di montaggio.
Il bello di ArredaClick invece sta nel suo essere “ovunque, aperto 24 ore su 24, nel montaggio più semplice, e in un rapporto qualità-prezzo secondo noi imbattibile.

La conclusione è che si può effettivamente “far da sè” per l’acquisto di una cucina componibile e il risultato, frutto del proprio ingegno nella progettazione e del proprio lavoro per il montaggio, è sicuramente una cucina che vale di più di quello che costa.

Offline da Ikea od online con ArredaClick?
Il punto di partenza è certamente un’occhiata alle mappe, con la propria distanza da un punto vendita Ikea ad indicarci la maggiore comodità…una visita da Ikea è un “must” se è a portata di mano, mentre ArredaClick è “ovunque” e in quanto tale anche “molto comodo“; poi conta anche la nostra predisposizione per il “self service” anche per la fase di montaggio della cucina: se è marcata allora può essere in vantaggio ArredaClick che offre cucine pre-assemblate e fornisce piani e zoccoli già tagliati a misura; se invece volete delegare il montaggio ecco che può essere in vantaggio Ikea che offre il servizio direttamente (mentre con ArredaClick il cliente può cercare una squadra locale di montatori).

Che dire? Due modi intelligenti per arredare bene la propria cucina risparmiando, e quando si tratta di scegliere fra i punti di riferimento della distribuzione tradizionale e della distribuzione online, ecco che non c’è neanche bisogno di scegliere…possono essere due strade che si completano a vicenda!