5 Febbraio 2020 / / Architettura

PROGETTO: Nuovo Ospedale Universitario
LUOGO: Odense, Danimarca
TIPOLOGIA: Ospedale
ANNO: 2017 – 2022
STATO: Costruzione in corso
CONCEPT ARCHITETTONICO DEL PROGETTO: C.F. MOLLER
PROGETTAZIONE ARCHITETTONICA, STRUTTURALE, IMPIANTISTICA: ATIProject
DIMENSIONI: 250.000 mq
PREMI: The Plan Award 2019 – Categoria: Future – Hospital
BIM & DIGITAL AWARD 2018 – Categoria: Edifici Pubblici
MEDIA:

Altri video disponibili qui e qui

Il progetto del Nuovo Ospedale Universitario a Odense è un complesso organismo tecnologico e urbano al tempo stesso; dà forma e spazio al sistema di relazioni che lega pazienti, comunità locale e ambiente.

La struttura si articola attorno a quattro blocchi, ospitanti cliniche, day hospital, uffici e spazi di formazione, attraversati trasversalmente da due spine di collegamento che descrivono spazi ora inclusivi e immersi nel verde, ora aperti alla città.

La progettazione integrata del NYT OUH è sviluppata in ambiente BIM e, grazie ai processi di informatizzazione del progetto spazio, estetica e tecnologia lavorano assieme nel definire uno dei più grandi ospedali d’Europa.
Scopo del gruppo di progettazione è quello di creare una struttura sanitaria completamente integrata con il contesto sia a livello architettonico che tecnico-funzionale, ricercando la qualità e la valenza estetica dei diversi elementi studiati.

Il progetto è volto a realizzare un’opera che, mediante l’uso di materiali, soluzioni e metodi edilizi, contribuiscano alla tutela della salute, con il minimo impiego delle materie non rinnovabili e l’uso di materiali ecocompatibili. La fase progettuale è stata caratterizzata dall’individuazione di soluzioni tecniche che consentissero il rispetto del quadro economico previsto dal Cliente, degli standard qualitativi previsti e dei tempi prefissati.

Attraverso l’utilizzo di modelli informativi è stato possibile valutare la fattibilità di ogni soluzione tecnica individuata dal General Contractor (JV Odense Hospital Project Team CMB- ITINERA); L’uso innovativo delle tecnologie BIM, per tutte le discipline coinvolte nel progetto, ha permesso una gestione ottimizzata della progettazione ed un incremento di produttività ed accuratezza impossibili da ottenere con le metodologie tradizionali.

Il Nyt OUH sorgerà all’interno di un lotto di 80 ettari inserito in un contesto verde nella parte Sud-Est della città di Odense e occuperà una superficie a terra di 260.0000 mq.
Orientato su l’asse Nord Sud, il complesso ospedaliero si articola in sei sotto progetti (DP03-DP04-DP05-DP06-DP07): due spine centrali ortogonali tra di loro (DP03-DP04), alle quali sono connessi gli altri quattro blocchi (DP05-DP06-DP07-DP08).
Gli edifici si sviluppano in quattro e cinque piani fuori terra.

Il sottoprogetto DP03 ha una superficie di 60.910 mq per quattro piani fuori terra e rappresenta la spina dorsale dell’edificio che da nord a sud collega l’Università della Danimarca meridionale a Nord, con l’ingresso principale al Nyt OUH a Sud. E’ il corpo centrale e asse focale delle sinergie che si presentano dall’incontro tra ambiente di studio, ricerca e funzionamento ospedaliero; costituisce il collegamento con il DP04 e il SUND (Facoltà di Scienze della salute della Danimarca), ospitando anche funzioni rivolte al pubblico.

L’ingresso principale del Nyt OUH si trova all’estremità meridionale del DP03 e da qui, partendo dalla Hall, si sviluppa la “via” principale che corre lungo tutto il fronte Est arrivando a Nord al collegamento con l’edificio SUND. to progetto DP04 ha una superficie di 98.900 mq per cinque piani fuori terra. Al suo interno presenta reparti di trattamento tra cui: Day Hospital, Endoscopia e sale operatorie e due piani dedicati interamente alle degenze; i due corpi di fabbrica sono limitrofi al DP03, collegati con quest’ultimo mediante passerelle pedonali in acciaio, e costituiranno la zona Est-Ovest su entrambi i lati del DP03.

Gli altri quattro blocchi, chiamati Cluster (DP05-DP06-DP07-DP08), si raggruppano in quattro quadranti attigui ai due corpi di fabbrica principali (DP03-DP04).
Il Cluster DP05 si trova nel quadrante Nord-Ovest e consiste di 3 corpi e quattro piani fuori terra per una superficie totale di circa 24000 mq. All’interno si trova il BUP – Reparto psichiatrico infantile (reparto, ambulatorio, uffi¬cio e palestra).
Il Cluster DP06 si trova nel quadrante Sud-Ovest e consiste di 3 corpi e quattro piani fuori terra per una superficie totale di circa 20000 mq. All’interno ospita principalmente il Pronto Soccorso (FAM) ed i servizi ad esso interconessi (zone per i malati critici, aree per i pazienti acuti e ambulatori diagnostici).
Il Cluster DP07 si trova nel quadrante Sud-Est e consiste di 3 corpi e quattro piani fuori terra e un piano interrato, per una superficie totale di circa 20000 mq. Comprende principalmente strutture per ufficio e ambulatori relativi ai seguenti dipartimenti: Gastroenterologia, Nuerologia, Oculistica, Ortopedia, Medicina infettiva, Neruchirurgia.
Il Cluster DP08 si trova nel quadrante Nord-Est e consiste di 3 corpi e quattro piani fuori terra e un piano interrato, per una superficie totale di circa 27000 mq. Ospita i dipartimenti di Ematologia, Oncologia e Radioterapia, Medicina Nucleare, Farmacia Ospedaliera. Per quanto riguarda gli aspetti architettonici delle facciate esterne, una delle principali caratteristiche del progetto è la differenziazione dei diversi livelli dell’edificio, sia usando materiali diversi (facciata continua, rivestimento in corten, pannelli sandwich in cemento, facciata a cellule in vetro e alluminio) che accentuando un particolare orientamento (orizzontale e verticale) degli elementi della facciata.

Questa idea è stata sviluppata e rafforzata, aggiungendo una terza dimensione e un design più dinamico alla facciata, grazie all’estrusione di diversi elementi di rivestimento rispetto al filo esterno. L’uso del corten non è continuo su tutta la facciata e ha una configurazione dinamica che toglie monotonia dalla facciata, e la rende uno spazio più umano, più facile da percepire, da individuare e con cui relazionarsi. Inoltre, la disposizione del rivestimento è legata alla funzionalità e al comfort degli spazi interni.

L’ospedale è inteso come spazio pubblico, luogo di cure e spazio domestico, e la facciata è uno degli elementi che aiuta a comprendere e distinguere tutte queste diverse funzioni. La struttura portante dell’intero complesso ospedaliero sarà realizzata mediante un telaio tridimensionale con elementi in cemento armato prefabbricato e semi prefabbricato. L’uso innovativo delle tecnologie BIM applicate a tutto campo, per tutte le discipline coinvolte nel progetto, nonché gli strumenti di condivisione che il BIM offre, fruibili da tutti gli attori coinvolti nell’opera, hanno permesso una gestione ottimizzata della progettazione ed un incremento di produttività e accuratezza impossibili da ottenere con le metodologie tradizionali.

Il workflow è organizzato in base alle particolari esigenze di un progetto ad elevata complessità ed estensione, in modo che modello BIM e level of Information fossero più facilmente fruibili e verificabili in continuo a livello di coerenza e correttezza. Elemento chiave nella progettazione e nello sviluppo del Nyt OUH è stato quello di assicurare percorsi idonei per i pazienti, pensati per le necessità sia del malato che dei familiari e del personale ospedaliero.
Alla base del dimensionamento e della scelta del design interno c’è oltre ogni cosa l’attenzione al paziente e al suo buon progresso; si prevede, infatti, che questo contribuisca in modo significativo ad un funzionamento più efficiente e razionale dell’ospedale stesso.

Scopri il progetto completo sul sito di ATIProject

4 Febbraio 2020 / / Architettura

Esportare conoscenze e competenze architettoniche e ingegneristiche nel panorama sempre più globalizzato è il nostro punto di forza per l’affermazione a livello internazionale.

La creazione di realtà sempre più interconnesse ha infatti portato all’omogeneizzazione del mercato della progettazione. Ciò si riflette, infatti, sia sul Mercato Unico Europeo che a livello extraeuropeo. Se da un lato i sistemi di procurement adottano sempre più canoni standardizzati, come ad esempio l’Offerta Economicamente più vantaggiosa, dall’altro l’affermazione di sistemi digitali come il BIM diventa sempre più parte integrante delle richieste dei vari committenti. La qualità, l’unicità e il contenuto sono quindi centrali in tale affermazione e costituiscono la base comune su cui le valutazioni vengono espresse. Questo comun denominatore a livello normativo e strumentale permette di esaltare i nostri di punti di forza, come testimoniato sempre più dai risultati raggiunti.

know-how-italiano

La formazione universitaria italiana è tra le più riconosciute a livello mondiale, i professionisti del settore si distinguono in modo ancor più evidente in un contesto che tende a livellarsi verso il basso, il Made in Italy continua ad essere universalmente riconosciuto come carattere distintivo di qualità. Nel contesto attuale abbiamo quindi deciso di adottare questi punti di forza per internazionalizzare l’offerta. La sfida è ambiziosa ma i presupposti e i risultati ci stanno dando ragione. ATIProject ha aperto nel 2017 una sede a Belgrado che oggi conta 25 professionisti del settore, nel 2018 è stata la volta di Copenaghen e quest’anno Parigi. Lavoriamo già in molti paesi esteri: Danimarca, Germania, Francia, Svizzera, Serbia, Sudan, Nigeria, Ghana, Cambogia, Vietnam per citarne alcuni. I confini esistono solo per chi se li pone.

Credits: Photo by Irene Taddei

16 Gennaio 2020 / / Blog Arredamento

La vita all’interno di un’abitazione è scandita da tempi e ritmi ben precisi, da luci e complementi d’arredo: è il luogo personalissimo dove ciascuno di noi si sente a proprio agio e dove passa la maggior parte del tempo. La buona qualità dell’aria che si respira nelle stanze così come quella dell’illuminazione dei vari ambienti sono elementi imprescindibili per far sì che la casa risulti accogliente. In particolare il pianeta delle luci deve essere preso in considerazione con grande attenzione, facendo ricerca nel campo dello stile, per una buona performance finale nelle stanze deputate al riposo. Soprattutto quelle dove studiano e dormono bambini e ragazzi.

La soluzione migliore, che consente anche un alto livello di personalizzazione, è quella di ricorrere a luci Led (acronimo di light emitting diode): garantiscono una lunga durata, un basso impatto ambientale e la possibilità di regolare e direzionare il flusso di illuminazione. Innanzitutto occorre valutare la posizione e l’orientamento stesso della stanza, per capire quanta illuminazione di tipo naturale e in che punti possa entrare. La fase della progettazione è molto importante, niente deve essere lasciato al caso, ecco perché sarà utile affidarsi al team di Arena Luci. Se l’esposizione durante il giorno alla luce naturale e diretta del sole risulta scarsa, allora ci saranno maggiori problematiche da “correggere” in fase di progettazione: nel caso in cui l’ambiente risulti troppo buio, visto che i ragazzi utilizzano la stanza per dormire e riposarsi ma anche per lo studio e la lettura, si dovranno utilizzare fonti luminose ad hoc. I Led, di facile applicazione, possono andare anche a illuminare determinati scorci e angoli della stanza che sarebbero altrimenti risultati inutilizzabili perché “nascosti”.

L’illuminazione è un presidio di sicurezza

Il letto, il divano e la scrivania sono punti di riferimento imprescindibili nella progettazione della stanza di bambini e ragazzi. Qui la luce rappresenta anche un presidio di sicurezza: faretti e plafoniere, spesso incastonati nel controsoffitto di cartongesso (effetto cielo di stelle), risultano eleganti o sbarazzini ma soprattutto sono irraggiungibili. I lampadari e tutta una serie di lampade a sospensione possono invece rappresentare un pericolo: occorre evitare che i più piccoli si arrampichino e cadano nel tentativo di raggiungerli oppure urtino su mobili e altri oggetti. Con i faretti Led si potranno poi creare rilassanti giochi di luce dal sicuro impatto scenico. Potranno scintillare come tanti piccoli frutti incastonati nei rami di un albero sulla parete dell’angolo-giochi oppure brillare dentro le nuvole sul soffitto sopra al letto, per propiziare sonni profondi. Piccoli punti luce Led, sfumati, potranno essere un valido ausilio per i bambini che hanno paura del buio e fanno fatica a prendere sonno. Il dettaglio delle mensole luminose, molto apprezzate dai ragazzi, completa poi lo scenario di una camera da letto accogliente e ricca di soluzioni intelligenti. A seconda dell’orario e dell’attività che si sta per intraprendere, con le luci Led sarà possibile regolare la gradazione dell’illuminazione. Per le ragazze, è sempre più diffuso un dettaglio di tendenza: il filo di luci Led sul quale appendere, con delle simpatiche mollette, le foto di viaggio e quelle con le amiche per una parete “parlante”.

15 Gennaio 2020 / / Blog Arredamento

Cosa succede a casa vostra se si rompe qualcosa a cui tenete? Magari finisce dritto nella spazzatura, accompagnato dai vostri occhi lucidi e colmi di rimpianto. Forse era il ricordo della vacanza perfetta, oppure un oggetto regalatoci tanti anni fa da una persona tanto amata che ora non è più nella nostra vita. Sia quel che sia, quell’oggetto ora è da buttare. O forse no. Forse potremmo diventare esperti (o anche solo amanti e cultori, perché no!) del fai da te: immaginate un angolo a casa vostra o, a seconda dello spazio, magari una vera e propria stanza, o ancora, e più classicamente, una parte di garage adibita a angolo per il bricolage. Non sarebbe bellissimo avere a disposizione un set intero di adesivi e colle per il DIY, degli attrezzi tutti vostri, ordinati e ben riposti, un ampio piano di appoggio per intraprendere moltissimi progetti? Da dove partire? Ma dall’allestimento di questo angolo, ovviamente.

Quali passi per ottenere un angolo per il fai da te perfetto

Punto numero uno: l’illuminazione.

Una fonte di luce, naturale o artificiale che sia, è ovviamente fondamentale per qualunque attività, ma per quanto riguarda il fai da te diventa ancora più importante: prima di tutto perché è assai probabile che ci si trovi a maneggiare attrezzi pericolosi, come trapani o frese, oppure colle che rischierebbero di attaccarci le dita, necessitando di solventi per essere rimosse. In secondo luogo, la luce è fondamentale perché è possibile che ci si trovi a che fare con pezzi piccoli, lavori di fino, quindi la luminosità dell’ambiente diventa fondamentale. Luce, quindi, e bella forte, sui nostri progetti.

Punto numero due: non un piano di appoggio grande, ma un grande piano di appoggio

Probabilmente non abbiamo chissà quanto spazio a disposizione per il nostro angolo del fai da te: ovviamente tutti sappiamo che, più è ampio il piano d’appoggio, più possibilità abbiamo di lavorare con la massima comodità possibile, il massimo ordine, la massima pulizia. Qualora però non disponessimo di un grande spazio, ecco che la qualità fondamentale del nostro tavolo da lavoro dovrà essere la robustezza. Non dovremo mai aver paura di rovinarlo, mai dovrebbe farci pensare che quel dato attrezzo potrebbe graffiarlo. Robustezza, prima di ogni altra qualità: perché robustezza significa affidabilità.

Punto numero tre: ogni cosa al suo posto

Il segreto per avere tutto in ordine è quello di dotarsi di scaffalature metalliche e rastrelliere per attrezzi. Non importa davvero quanto spazio abbiate a disposizione, questi oggetti sono disponibili in svariate misure, dalla più piccola alla più gigantesca che possa venirvi in mente. Ora, perché le scaffalature sarebbe meglio che fossero metalliche? Prima di tutto, la resistenza: umidità e infiltrazioni d’acqua le farebbero un baffo, a differenza di quanto accadrebbe con il legno. Secondo, la resistenza: pensate che, in commercio, esistono scaffalature metalliche in grado di reggere fino a 1.000 chili per scaffale. Mica male, giusto? Unica accortezza: ricordate di disporre gli oggetti e gli attrezzi che usate più frequentemente sui ripiani più accessibili, così da non dover impazzire ogni volta che un nuovo lavoro avrà inizio.

2 Gennaio 2020 / / Blog Arredamento

L’arredamento è un’arte che può rivelare personalità e passioni: è importante ritagliare del tempo per fare una casa bella e accogliente, dal sicuro impatto di design. Tra gli ambienti più congeniali all’ispirazione, con quell’aura innata di relax che porta con sé, c’è la veranda. Quando si ha la fortuna di possederla la sensazione sarà di potersi sempre rifugiare in un luogo isolato dal mondo esterno, con un occhio attento all’illuminazione degli spazi, magari ricreando le atmosfere tipiche dello stile provenzale. Nel nome di una regione della Francia affascinante e celebre per i colori e gli sconfinati campi di lavanda. Curiosi di scoprire quanto costa una veranda in stile provenzale? Vi rimandiamo all’articolo di riferimento di Infissi Lombardia per approfondire l’argomento relativo al costo di una veranda al metro quadro.

Uno spazio che rappresenta un viaggio

Scegliere di arredare la propria veranda in stile provenzale denota eleganza e romanticismo. Per allestire e decorare in modo funzionale e all’ultimo grido questo ambiente, l’ideale sarà avere a disposizione uno spazio chiuso in modo da poterlo sfruttare anche durante la stagione fredda. E, in tal caso, si avranno anche maggiori possibilità di scelta e personalizzazione. Cannes, Nizza, Antibes sono solo alcune delle tappe che è possibile percorrere in quello che è a tutti gli effetti un viaggio ideale da compiere restando nella propria veranda in stile provenzale.

Semplicità delle forme e dei materiali sono l’Abc di questo stile che si caratterizza per il suo essere floreale e fresco, ricercato e allo stesso tempo classico. Lo stile provenzale è infatti sostanzialmente una rivisitazione di quello classico: trovare e ringiovanire qualche vecchio mobile dimenticato in cantina sarà il primo passo per rendere una zona della casa solare e piacevolmente personalizzata. Nessuna spesa eccessiva, massimo risultato: la creazione di un piccolo ritaglio di Francia. Che potrà rispecchiarsi anche nell’arredo dell’intera casa, tra stampe floreali e tinte pastello.

I mobili e i colori dominanti

L’outdoor potrà essere impreziosito da alcuni dettagli colorati, come cascate di gelsomini o un pergolato ricoperto di glicine: è la ricetta dell’atmosfera tipica dei giardini francesi. Appesi qua e là potranno fare bella mostra di sé tanti oggetti di design facili da realizzare, che daranno un tocco ancor più intimo e personale. Un bollitore potrà così diventare uno scacciapensieri e andare a decorare un lato dell’ambiente. Così come sarà possibile trasformare una ‘ex’ forma per torte in una simpatica lavagna. Oppure una vecchia padella si potrà convertire in un delizioso orologio a muro dal sapore rustico: un crossover shabby chic in piena regola. La pittura ha reso spesso omaggio alle atmosfere della Provenza, attraverso gli occhi dei grandi pittori impressionisti. Che hanno legato per sempre certi colori a un concetto di stile ricercato: ok dunque al lilla della lavanda, al bianco e all’ocra. Con richiami al verde che si rispecchia nella vegetazione, all’azzurro invecchiato e ai toni del viola. Con una regola aurea: armonia e sobrietà in ogni spazio. Come sfruttarlo? Si potrebbe adibire l’intera area a ‘zona pranzo’, con un bel tavolo di legno e quattro-sei sedute di ferro battuto. Ma la veranda in stile provenzale saprà interpretare anche i bisogni dei più intellettuali, regalando un raffinato angolo da lettura dove posizionare libreria e sedie a dondolo.

L’intreccio con la natura

Abbiamo parlato della presenza di un intreccio forte con la natura, ecco perché la scelta di inserire piante e fiori nella veranda è senza dubbio di cruciale importanza. Il rosmarino, re delle piante aromatiche, ma anche il timo e la salvia potranno fare bella mostra di sé negli ormai sempre più apprezzati secchielli di latta. Da tenere in sospensione oppure come punti di colore nell’intero ambiente. Anche un annaffiatoio – meglio sempre se in latta – potrà diventare un ottimo portafiori, da riempire di colorati gelsomini per decorare il davanzale o magari il centrotavola. Una cascata di bouganville potrà poi incorniciare al meglio l’esterno e richiamarsi anche nei colori dei tessuti utilizzati nell’ambiente: i motivi floreali freschi, solari e dal tratto familiare si intrecceranno alla perfezione con l’anima più profonda di questo stile di respiro rustico. Che è anche un modo di vivere, ispirato alla bellezza di una vita in mezzo alla natura. Il tutto in un perfetto dialogo con ceramiche ornamentali provenienti da questa splendida terra, le quali vanno ad attingere ad alcuni temi-icona raccontando la bellezza delle distese di lavanda ma anche gli ulivi e le cicale.

26 Novembre 2019 / / Blog Arredamento

Oggi sono varie le tipologie di porte scorrevoli disponibili in commercio. Ce ne sono di vari materiali e dimensioni, ma anche di adatte per l’installazione all’esterno del muro, che consentono di posizionare questo tipo di porta anche dove non c’è lo spazio all’interno della parete. I modelli di alcune aziende sono poi particolarmente decorativi e permettono di dare quel tocco di originalità che ci aiuta a costruire uno stile del tutto personale all’interno della nostra abitazione. Spesso poi le porte scorrevoli si utilizzano per una vera e propria esigenza, dettata dallo spazio a disposizione o dall’assenza di una vera e propria parete in cui aprire la porta.

Porte salvaspazio

Questa è di certo la peculiarità principale che tutti conoscono delle porte scorrevoli; le si può infatti utilizzare negli ambienti in cui il movimento di apertura di una porta a battente potrebbe risultare eccessivamente “ingombrante”. La porta scorrevole invece, che rimane vicina alla parete o che addirittura vi penetra, è perfetta come accessorio salvaspazio. Ci sono poi anche molti altri vantaggi, si pensi ad esempio a necessità particolari, come suddividere in due un ambiente, come ad esempio un corridoio o il living, per creare un vero e proprio ingresso. In queste situazioni le porte scorrevoli non sono solo pratiche, ma anche molto decorative e permettono di creare un effetto originale e piacevole.

Molto decorative

La proposta oggi disponibile in commercio permette di posizionare in casa accessori decisamente molto belli dal punto di vista estetico e ben progettati. Si pensi ad esempio alle porte scorrevoli in vetro, disponibili con diverse finiture o anche con decorazioni colorate. Sono anche perfette per soluzioni all’interno di uffici open space, in cui suddividere gli spazi. La trasparenza del vetro infatti consente di diffondere la corretta luminosità anche agli ambienti che non affacciano verso l’esterno se non con piccole aperture, garantendo una perfetta abitabilità.
Porte scorrevoli in vetro fumé con binario a soffitto

Installazione

Le porte scorrevoli più classiche si installano creando nella parete laterale all’apertura uno spazio in cui fari rientrare la porta stessa. Chiaramente è necessario avere a disposizione una parete sufficientemente ampia, ma che sia anche completamente priva di impiantistiche, come ad esempio cavi dell’impianto elettrico. Non sempre tale soluzione è disponibile in casa, per questo oggi in vari casi le porte scorrevoli si installano con un binario posto all’esterno della parete, che corre invece sul muro, all’altezza della porta. Questo tipo di soluzione è decisamente piacevole e permette di posizionare una porta scorrevole, in vetro o in altro materiale, anche dove prima tale possibilità era totalmente preclusa. In commercio ci sono poi porte scorrevoli a filo parete, che decorano la stanza e rendono l’apertura decisamente originale. Oppure porte in vetro con profili in legno o alluminio, che danno quel tocco speciale ad ogni ambiente. Di particolare effetto scenico sono le porte scorrevoli doppie a scomparsa, che permettono di suddividere al meglio un ambiente, quando necessario, per poi riaprirlo nel momento in cui si vuole godere di tutto lo spazio disponibile senza interruzioni. Chiaramente è necessario avere a disposizione uno spazio sufficientemente ampio per questo tipo di installazione.

8 Ottobre 2019 / / Blog Arredamento

Il ferro da stiro è un prezioso alleato nella vita di tutti i giorni, poiché consente di eliminare le pieghe dai tessuti sottoposti a lavaggio. Si tratta in effetti di uno degli elettrodomestici di cui non è possibile fare a meno. Di solito, nelle case degli Italiani si trovano ferri da stiro con serbatoio interno, indicati per le sessioni di stiratura brevi, poiché il vano per l’acqua ha una capienza ridotta, o ferri da stiro con serbatoio esterno, che possono essere con caldaia o senza caldaia.

Quest’ultimi, detti anche generatori di vapore, sono l’ideale per i grandi lavori di stiratura, poiché il serbatoio ha una capienza elevata ed il vapore viene emesso in grande quantità, il che permette di eliminare in maniera rapida anche le pieghe più persistenti. Tuttavia, in commercio è possibile trovare un’altra tipologia di ferro da stiro che può dimostrarsi estremamente utile per facilitare la vita di tutti i giorni. Scopriamo di che cosa si tratta.

Ferro da stiro verticale: che cos’è e a cosa serve?

Nella vita quotidiana può capitare di dover rinfrescare i capi da indossare, in modo da avere un aspetto sempre impeccabile. Infatti, anche se i panni stirati vengono riposti con cura, si possono formare delle antiestetiche pieghe in alcuni punti del tessuto, che rischiano di compromettere l’effetto d’insieme. In questi casi, invece che ristirare per intero l’indumento, può risultare utile avvalersi di un ferro da stiro verticale.

Si tratta di un particolare tipo di ferro che non necessita dell’asse da stiro e che sfrutta il vapore per eliminare le grinze. In commercio è possibile trovare una vasta gamma di modelli, ma non tutti sono effettivamente validi. Per avere a disposizione un apparecchio in grado di garantire performance impeccabili è bene puntare alla qualità, che, di norma, viene garantita dai brand più prestigiosi, che negli anni hanno dimostrato serietà ed affidabilità.

Tra tutti si distingue Philips che ha progettato un ferro da stiro verticale all’avanguardia, che consente di stirare in senso verticale ed orizzontale, così da ottenere risultati ottimali senza sforzo. Il vapore penetra delicatamente nei tessuti, in modo da evitare il rischio di bruciature.

Inoltre, questo apparecchio è in grado di rimuovere gli odori e di eliminare i batteri che si possono depositare sui capi, così da poter disporre di indumenti sempre freschi, come appena lavati e stirati. Non bisogna dimenticare, infine, che grazie al design compatto questo apparecchio è facile da riporre in valigia e da portare in viaggio.

Tutti i vantaggi del ferro da stiro verticale

Il ferro da stiro verticale è diventato un elettrodomestico indispensabile, in quanto assicura una serie di importanti vantaggi. Prima di tutto non necessita di un piano di appoggio in fase di stiratura, il che significa maggiore praticità. Inoltre, occupa poco spazio e può essere facilmente riposto anche nelle abitazioni piccole. A ciò si aggiunge anche il fatto che questa particolare tipologia di ferro da stiro non stanca il braccio e la spalla in fase di stiratura, poiché si distingue per il peso ridotto e per l’eccellente maneggevolezza.

In più i ferri da stiro verticali si scaldano rapidamente, non danneggiano i capi delicati e garantiscono consumi contenuti. Ovviamente, come precisato poco sopra, non tutti i modelli disponibili sul mercato sono in grado di garantire prestazioni elevate. Per questa ragione è importante in fase di scelta non agire d’istinto e valutare con attenzione le soluzioni disponibili.

3 Ottobre 2019 / / Blog Arredamento

La pulizia è importante quanto l’ordine e il design in un luogo di lavoro, specie quando viene visitato anche da clienti e professionisti esterni alla propria attività commerciale, commerciale e turistica. Tenere gli ambienti puliti è quindi, innanzitutto, un obbligo sociale e legale collegato alla sicurezza dei luoghi di lavoro ma anche una necessità logica: in un ambiente pulito si lavora meglio, clienti e visitatori si sentono a proprio agio, viene valorizzato il design esterno e interno delle sedi aziendali o commerciali. Lo strumento più adatto per tenere grandi ambienti interni ed esterni puliti è l’idropulitrice professionale, ne parliamo nei prossimi tre paragrafi.

Si rimuove lo sporco profondo senza troppa fatica
Le idropulitrici professionali sono nate per favorire la pulizia e l’igienizzazione profonda di pavimenti e superfici di grandi dimensioni, interne ed esterne. Il getto d’acqua è sempre molto potente, calda o fredda grazie all’aggiunta di detersivi o detergenti specifici riporta a nuovo i pavimenti e le pareti, soprattutto quelle lucide che oltre a rafforzare la luminosità degli ambienti danno un senso di ampiezza e importanza. Parleremo fra poco dei tanti tipi di idropultrici professionali che esistono ma aldilà del modello, l’elemento utile è che permettono di rimuovere lo sporco profondo senza troppa fatica, si utilizza la forza meccanica invece che quella fisica, si riesce a rimuovere lo sporco più profondo con una sola passata o talvolta con due senza dover usare scopettoni, secchi e stracci; un risparmio fisico, di tempo ed energie importanti.

Esistono tanti tipi di idropulitrici
Esistono diversi tipi di idropulitrici professionali, ognuna adatta al tipo di ambiente di lavoro e al pavimenti o superficie da trattare. Esistono idropulitrici industriali, specifiche per fabbriche, officine, capannoni produttivi o di magazzinaggio. Ci sono idropulitrici che possono essere usati all’esterno anche per pulire cortili, mattonelle lisce o ruvide caratterizzate da grandi fughe. Le idrupulitrici possono essere di grandi o piccole dimensioni, alcune facilmente trasportabili, per ambienti molto grandi, interni o esterni, esiste la possibilità di installare idropulitrici ad impianto fisso. Si distinguono anche le idropulitrici ad acqua calda o fredda, per usi speciali adatti o adattabili a tanti settori, pensiamo ad esempio agli studi professionali, ai negozi, agli alberghi che hanno necessità di avere questo particolare macchinario che deve essere non solo efficiente nella pulizia ma anche maneggevole e in grado di essere conservato senza occupare troppo spazio.
 
L’uso di acqua calda e fredda, insieme ad accessori collegati specifici è da collegare alle necessità e ai risultati richiesti. L’acqua calda igienizza e rimuove lo sporco profondo, riesce a sciogliere grasso e residui oleosi anche senza uso di spatole speciali, inoltre il vapore acqueo assorbe e elimina buona parte delle impurità rendendo un pavimento lucido e igienizzato. Anche i macchinari ad acqua fredda consentono di rimuovere lo sporco incrostato, soprattutto quello proveniente dall’esterno che si deposita su macchinari, veicoli, porte o portoni esterni. La tipologia di motore, alimentazione elettrica e grandezza è collegata alla potenza dello spruzzo d’acqua e alla velocità della pulizia.

Si possono anche noleggiare con soluzioni e assistenza tecnica h-24
Le idropulitrici professionali sono macchinari specifici, il loro acquisto incide sul bilancio dell’azienda o dell’attività ma è indispensabile per il mantenimento della pulizia ambientale e un ambiente può anche essere modificato e ristrutturato nel medio tempo creando la necessità di cambiare il tipo di macchinario. Per questo, esiste oltre all’acquisto con chiavi in mano anche la possibilità di noleggiare con diverse soluzioni le idropulitrici professionali oppure di usufruire dell’usato garantito per avere a disposizione macchinari di qualità risparmiando. Sono garantiti insieme all’acquisto e al noleggio, l’assistenza tecnica attiva h24, soluzioni finanziarie personalizzate, possibilità di acquistare detergenti o accessori collegati compatibili.

20 Settembre 2019 / / Blog Arredamento

Il bagno è ormai uno degli spazi più preziosi della casa. È qui che si sviluppano le idee più innovative e di tendenza di designer e architetti che solo fino a poco tempo fa vedevano questa stanza semplicemente come uno spazio di servizio.
Guai a definire oggi il bagno in questo modo o a pensare che non ci sia niente oltre quello che si vede. Ogni scelta di design ha la sua storia che nasconde una atmosfera ben precisa, una diversa e importante personalità della casa e di chi la abita. Sì, perché la casa e gli arredamenti rispecchiano i suoi abitanti, esattamente come la scelta di un abito che racconta molto della personalità di chi lo indossa.
Ogni stagione ha le proprie tendenze, questo non è un segreto. Ciò che a volte risulta difficile è unire con armonia i propri gusti con ciò che il mondo del design definisce di tendenza in quel preciso momento. Per farlo però, basta essere minimalisti, essenziali. Scelta che nell’arredo bagno di Arcshop, così come negli altri, risulta essere la mossa vincente. Questo perché l’essenziale è eleganza.

Tendenze arredo bagno

Anche in questo autunno/inverno, la moda in fatto di arredo bagno è chiara. Questa stanza è la più preziosa, la più raffinata, per questo motivo ogni elemento deve essere scelto con attenzione. I mobili saranno flessibili e pensati per durare nel tempo. Ciò significa che non ci saranno sistemazioni fisse, ma sarà tutto libero di essere pensato esattamente come lo desidera chi lo vivrà ogni giorno. Mobili che potranno essere sospesi o posizionati a terra, questo non è un dettaglio che interessa queste nuove tendenze dell’arredamento.
I colori saranno accesi, tonalità come il verde smeraldo, l’azzurro, il giallo e il rosa nelle sue versioni fluo e antico. Si tratta di un nuovo ingresso nel design delle stanze da bagno che fino a poco tempo fa sembrava stonare. Eccolo che, invece, si rivela la scelta vincente.
Se non si è appassionati di colore si potrà optare per il bianco che però non sarà un total white, passato di moda, ma una leggera sfumatura di nuance che trasmetteranno una sensazione di calore, nonostante si tratti di tonalità fredde.

Il ritorno delle piastrelle

Parlare di piastrelle nel bagno, soltanto un anno fa era considerato out. Facevano pensare ai bagni coloratissimi e caotici degli anni 70 che, piacevano sì, ma restavano in quell’immaginario, lontano dagli anni alle porte del 2020, sicuramente meno audaci in fatto di mix di colori e forme.
Cos’è cambiato? Difficile a dirsi, probabilmente lo scenario. Anche perché, se è vero che le piastrelle son tornate di moda, è anche vero che si tratta di elementi minimal con colori essenziali che sono il bianco e il nero. L’unica eccezione può essere quella del verde che potrà essere scuro o smeraldo. Torna anche qui l’essenziale, come a confermare che non serve aggiungere per dare carattere a un ambiente.
La caratteristica di questo ritorno è la differenza di dimensione. Le piastrelle, infatti, possono essere di diverse dimensioni per regalare quel tocco glam e creativo a una stanza tradizionale per definizione.

2 Settembre 2019 / / Architettura

Architettura, struttura, elementi di design. Sono tutti dettagli che fanno la differenza in una casa così come in un palazzo storico, ma non sono certo gli unici. L’illuminazione gioca un ruolo determinante nel definire le linee di equilibrio di edifici e strutture, le nuove tendenze di interior design lo confermano.

Si tratta però di scelte che vanno ponderate con attenzione perché è davvero facile trasformare un elemento suggestivo come quello delle luci sui palazzi storici, in qualcosa di poco piacevole alla vista. Per evitare questo è necessario rivolgersi a un esperto di illuminazione di palazzi storici come il light designer Marco Petrucci, che ci ha indicato i 5 palazzi storici dall’illuminazione più bella e suggestiva di cui parleremo in questo articolo.
Palazzi dall’architettura già suggestiva e imponente di per sé, che con la scelta della luce giusta mostrano uno stile ancora più bello e unico.
Quali sono? Il Palazzo Klotild a Budapest, il Teatro dell’opera di Vienna, la Fortezza di San Juan de Ulua a Veracruz, il Palazzo Vetus di Alessandria, il Palazzo Venezia a Roma.
Andiamo a vedere insieme come si sviluppa la scelta dell’illuminazione in questi suggestivi palazzi storici trasformati in qualcosa di ancora più affascinante.

Quali palazzi?

Abbiamo già citato i palazzi storici dall’illuminazione più bella e suggestiva, ma qui ne parleremo nel dettaglio per capire come la scelta delle luci possa trasformarsi in un elemento a dir poco indispensabile.

Il Palazzo Klotild a Budapest ha un progetto di illuminazione che vede protagonisti proiettori con diverse aperture di fasci di luce, collocati direttamente sulla facciata. In questo modo si mette in risalto l’intera architettura del palazzo.
Una retroilluminazione impreziosisce i balconi in ferro battuto che corrono su tutti i quattro lati dell’edificio.

Nel teatro dell’opera di Vienna, in stile neo rinascimentale, sono illuminati tutti i lati, precisamente i punti luce sono oltre 470. Non solo l’illuminazione della facciata, in questo edificio viene messo in risalto anche il tetto con luci appositamente studiate.

La Fortezza di San Juan de Ulua a Veracruz, è un esempio di come anche la luce più lieve, se progettata nel dettaglio, possa rendere unico in luogo. Qui è stato deciso di posizionare batterie di proiettori remoti per l’illuminazione del complesso architettonico con luce riflessa dallo specchio d’acqua, per rispettare la costruzione e i materiali.

Il Palazzo Vetus di Alessandria ha un’illuminazione ben progettata nei minimi dettagli. Quella della facciata viene data dalle sole finestre, ci sono apparecchi a LED con ottica a lama, posti sul davanzale, che illuminano in modo uniforme stipiti e architrave delle finestre.

Il Palazzo Venezia a Roma ha una batteria di 23 proiettori con sorgenti al sodio alloggiati sotto tetto dell’antistante palazzo delle Assicurazioni Generali. Il risultato è a dir poco suggestivo.

Altri esempi di illuminazione ben progettata

Ci sono anche molti altri palazzi storici che hanno un’illuminazione degna di nota. Tra questi non si possono non citare il Grand Theatre di Tianjin, in Cina. Si tratta di un palazzo illuminato con luci a led integrate nella struttura della facciata. Il risultato è qualcosa di veramente unico.