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Design e funzionalità dei condizionatori senza unità esterna

Pubblicato da Eleonora Caseri in Blog Arredamento

Con il caldo e l’afa non vedete l’ora di godervi un po’ di fresco, installando un condizionatore o climatizzatore, ma non potete perché abitate in un centro storico ed è vietato, o trovate che l’unità esterna sul balcone sia proprio un pugno nell’occhio? La soluzione giusta sono i condizionatori senza unità esterna, che, fra la miriade di proposte che offre il mercato, stanno sempre più affermandosi, grazie all’evoluzione della tecnologia e al miglioramento del design.

Perché scegliere condizionatori senza unità esterna

Sono molte le ragioni che possono condurre a questa scelta:

  • Mancanza di spazio esterno, come un balcone, o uno spazio aperto sufficientemente ampio, necessario per alloggiare l’unità esterna;
  • Regolamenti condominiali o vincoli architettonici che vietano di installare apparecchi sulla facciata esterna dell’edificio;
  • Personale senso estetico, perché l’unità esterna del condizionatore avrà anche la sua funzione, ma di certo bella non è.

Condizionatori senza unità esterna: cosa sono

I condizionatori senza unità esterna sono macchine che racchiudono nella stessa struttura le funzioni dell’unità esterna ed interna. Che cosa significa esattamente?

Il condizionatore tradizionale è composto da un’unità interna, o evaporante, detta anche split, che distribuisce l’aria negli ambienti, fresca in estate e calda in inverno, e un’unità esterna, o condensante, che è il cuore dell’impianto, perché contiene il motore.

Questa, in genere, è piuttosto voluminosa, ingombrante e rumorosa, e necessita di ampio spazio aperto per svolgere efficacemente il suo lavoro. I due elementi devono essere installati in modo da essere collegati fra loro, quindi si posizionano al di qua e al di là della stessa parete, uniti da condutture in rame, che attraversano la parete stessa, il che comporta un’installazione complessa e opere murarie di una certa importanza.

I condizionatori senza unità esterna comprendono in un solo apparecchio sia l’unità evaporante sia quella condensante e possono essere portatili o fissi.

Quelli portatili possono avere varie dimensioni e presentano un design essenziale, così da adattarsi a ogni esigenza di arredo, sono forniti di rotelline e possono essere facilmente trasportati da un ambiente all’altro. Sono dotati di un tubo di plastica flessibile da cui fuoriesce l’aria calda prodotta durante il funzionamento, che va posto all’esterno, per esempio fuori da una finestra.

Per quanto riguarda i condizionatori senza unità esterna fissi, questi comunicano con l’esterno attraverso due semplici fori da praticare sulla parete, all’interno dei quali va posta una griglia pieghevole.

All’interno dell’abitazione avrete dunque un apparecchio compatto, di dimensioni maggiori rispetto al solo split del condizionatore tradizionale: mediamente le misure si aggirano intorno a 90 cm di larghezza, 51 cm di altezza e 23 cm di profondità, mentre all’esterno nulla andrà a deturpare l’aspetto dell’edificio, poiché i fori si integrano perfettamente allo stile di qualsiasi facciata.

Condizionatori senza unità esterna fissi: installazione

L’installazione dei condizionatori senza unità esterna fissi è simile a quella dei condizionatori tradizionali, ma è più semplice e più veloce. Occorre seguire i seguenti passaggi:

  • Decidere la posizione, che potrà essere in alto o in basso e ovunque sulla parete, purché rispetti le distanze minime dal soffitto e dai muri perimetrali, indicate nelle istruzioni di montaggio, che variano in base alle dimensioni dell’apparecchio; dovrà anche essere posto a distanza dagli altri elettrodomestici presenti nell’ambiente;
  • Fissare la staffa di supporto in dotazione nella parete, in corrispondenza della posizione prescelta;
  • Praticare nella parete due fori con diametro di circa 16 cm, attraverso i quali avverrà lo scambio d’aria da e per l’esterno;
  • Inserire all’interno dei fori le griglie pieghevoli, anch’esse in dotazione.

Anche se il lavoro di installazione è abbastanza semplice, è bene affidarsi sempre a professionisti, per eseguirlo ad opera d’arte e per praticare i fori senza rischiare di danneggiare il muro o eventuali impianti inseriti nella parete.

Condizionatori senza unità esterna: caratteristiche

Per quanto riguarda le prestazioni e le caratteristiche dei condizionatori e dei climatizzatori senza unità esterna, queste sono paragonabili a quelle degli apparecchi tradizionali. Potete scegliere quindi fra diverse opzioni:

  • Condizionatore “a freddo”, con la sola funzione di raffreddare l’aria;
  • Condizionatore “a caldo”, cioè dotato di pompa di calore, che consente anche di riscaldare l’aria;
  • Condizionatore “on-off”, che all’accensione eroga la massima potenza per raggiungere la temperatura desiderata in breve tempo, per poi spegnersi totalmente e riavviarsi ogni volta che c’è una variazione di gradi interni: questo comporta notevoli sbalzi di temperatura e alti consumi energetici;
  • Condizionatore “inverter”, che immette aria fredda o calda con gradualità, secondo le reali necessità dell’ambiente, mantenendo costante la temperatura senza spegnersi mai: ha un costo d’acquisto superiore ma consente un notevole risparmio energetico;
  • Varie funzionalità aggiuntive, secondo i modelli: deumidificatore, ventilatore, ionizzatore, filtraggio dell’aria, timer, modalità sleep, comandi a distanza wi-fi;
  • Possibilità di collegare al monoblocco uno split supplementare per climatizzare un ambiente vicino (climatizzatore “dual”).

Condizionatori senza unità esterna: pro e contro

Riassumendo, i condizionatori senza unità esterna presentano vari aspetti positivi:

  • Ingombro ridotto;
  • Tutela architettonica dell’edificio;
  • Facile e rapida installazione;
  • Manutenzione più agevole;
  • Risparmio energetico;
  • Nessuna emissione d’aria verso il suolo pubblico;
  • Vasta disponibilità di modelli e funzionalità;
  • Ampia scelta per quello che riguarda il design.

I primi esemplari di condizionatori senza unità esterna presentavano problemi di rumorosità, dato che il motore è inserito all’interno della casa, ma il rapido progresso della tecnologia e l’uso di materiali insonorizzanti hanno permesso di raggiungere risultati eccellenti sotto questo profilo su vari modelli.

Anche per quello che riguarda il design, la ricerca ha messo a punto apparecchi compatti, sottili, dalle linee eleganti e raffinate, tanto da farli diventare dei veri complementi d’arredo, che danno personalità all’ambiente e possono soddisfare ogni esigenza estetica.

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Scegliere gli arredi per la tua casa: ecco gli errori da evitare

Pubblicato da Eleonora Caseri in Blog Arredamento, Idee

Per arredare nel modo giusto la tua casa non hai necessariamente bisogno di un professionista, ti basterà avere chiari alcuni punti e qualche regola d’oro per evitare errori comuni.
Il punto di partenza sono gli spazi, è in base a questi che dovrai scegliere i colori delle pareti, i mobili e tutto ciò che acquisterai (o realizzerai) per trasformare la tua casa donandole personalità e carattere.
Passiamo però ora a quelli che sono gli errori che dovrai evitare se desideri scegliere gli arredi giusti per la tua casa.
Creare ambienti monocromatici. Uno spazio total white o total black renderà l’atmosfera in un caso asettica e nell’altro pesante. Dovrai cercare di scegliere pezzi di design che abbiano carattere ma che non siano dello stesso colore, il consiglio è optare per il tradizionale tono su tono che fa sempre il suo bell’effetto.
Scegliere gli arredi con distrazione. Dovrai scegliere i singoli elementi, che siano mobili o complementi di arredo più piccoli, con estrema cura, senza fretta, pensando a quelli che sono i tuoi gusti ma anche lo stile della casa. Questo perché un elemento che stona con il resto dell’arredamento rischia di rendere poco accogliente l’intera casa.
Utilizzare colori diversi in una stanza. Ogni stanza ha un’anima, per questo è indispensabile che racconti qualcosa di sé e delle persone che la abitano. Per farlo dovrai scegliere colori che si addicano perfettamente gli uni con gli altri, che creino un equilibrio cromatico e che rendano l’ambiente elegante e ricco di stile. Più semplicemente dovrai scegliere una palette di colori invece di tinte diverse che rischierebbero di non risultare piacevoli insieme. Se lo farai per tutta la casa o soltanto per una stanza, sarai tu a sceglierlo.

La scelta degli arredi

Scegliere gli arredi della tua casa non è così semplice. La scelta infatti dipende da molti fattori come lo spazio, i colori, lo stile del resto dell’arredamento.
Prima ancora dei complementi di arredo è necessario capire a chi affidarsi. È importante rivolgersi a professionisti del settore come Barzotti che con i suoi 40 anni di esperienza propone prodotti di qualità che si fondono perfettamente con le esigenze dei clienti e degli ambienti.
Lo shopping online è diventata ormai una consuetudine per comodità e per convenienza, per questo sono sempre di più quelli che la scelgono come modalità di acquisto. Barzotti offre ai suoi clienti la possibilità di scegliere i suoi migliori prodotti (pavimenti e rivestimenti, arredo bagno, cucine, termoarredo, stufe, wellness, camini, arredo da esterno e da giardino) direttamente online sul sito ufficiale, così come nel suo showroom in provincia di Teramo.
Una volta ben chiaro a chi affidarsi è necessario scegliere gli arredi in base allo stile del resto dell’arredamento, perché una scelta sbagliata può portare a una sbagliata immagine degli spazi. Questo principio vale sia per i modelli che per le nuance dei mobili e di tutti gli altri elementi che decidi di
acquistare per la tua casa.

Qualche segreto sull’arredamento

Se hai deciso di arredare la tua casa ti farà comodo sapere qualche segreto per raggiungere risultati perfetti, proprio come desideri.
Uno di questi è legato alla scelta dei quadri. Fai attenzione all’altezza a cui si appendono. La regola sarebbe quella di appenderli a 160 cm da terra, assemblandoli per dimensione e colore, magari se fosse possibile sarebbe meglio scegliere una sola parete. Questo vale per i quadri, ma anche per le foto.
L’illuminazione ha la sua importanza. È necessario che tu sappia che la luce cambia profondamente la percezione della casa, per questo dovrai pensare all’inizio dei lavori alla disposizione delle luci, quindi punti luce, plafoniere e lampade.

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L’accessibilità secondo i principi del Design for All

Pubblicato da Eleonora Caseri in Blog Arredamento

È nato negli anni Sessanta del secolo scorso, ma si è saputo rinnovare con nuove tecnologie e una forte spinta alla sostenibilità. Parliamo del Design For All, ovvero la “filosofia” della progettazione accessibile mirata ad eliminare ogni tipo di barriera architettonica e di ostacolo alla vita indipendente. In Italia, a partire dagli anni Novanta, si passa dal concetto di “progetti speciali” pensati per persone fragili, ad un concetto più globale, quasi “olistico”, che porta alla nascita dell’Inclusive Design o Universal Design o, infine, Design for All. Un’architettura di qualità che non deve avere solo elevate caratteristiche estetiche, ma anche di fruibilità, sicurezza, autonomia e, non ultime, modalità alternative di utilizzo, in base a esigenze e condizioni che possono cambiare nel corso della vita. Questi parametri dovrebbero essere prioritari soprattutto nella progettazione di ambienti urbani, ma possono essere applicati con ampi margini di efficacia anche negli ambienti domestici privati.

Un esempio su tutti: un mini ascensore che, con un ingombro minimo e un investimento contenuto, rappresenta un’ottima soluzione per superare le barriere architettoniche di un’abitazione, ma anche di piccoli condomini, uffici o negozi. Ostacoli che non riguardano solo anziani e disabili, ma anche mamme con passeggini o persone che hanno subito un infortunio e che, seppure temporaneamente, hanno una mobilità ridotta.

Funzionalità, tecnologia e design sono i “plus” dei mini ascensori domestici oggi in commercio. Come gli ultimi e innovativi Armonico e Dinamico di KONE Motus, che si caratterizzano per funzionalità e design e possono essere personalizzati in base alle esigenze e agli elementi strutturali dell’edificio, ma anche all’estetica degli spazi interni. Un mix di legno, laminati e acciaio rende confortevole ed elegante la cabina, mentre la parte in vetro dona ampiezza e luminosità.

Dinamico è una piattaforma elevatrice che funziona anche in spazi minimi. È adatto sia come montacarichi per disabili, sia più in generale per rendere case e spazi pubblici più comodi e pregiati. È dotato di una tecnologia “soft-start”, per garantire il massimo comfort, e del meccanismo di discesa automatica di emergenza.

La combinazione di diversi materiali, come legno, acciaio e vetro, rende i mini ascensori dei veri elementi di arredo. Non è raro, infatti, che nei moderni progetti di arredamento di interni, in fase di costruzione di nuove abitazioni, questi impianti domestici vengano ormai previsti per migliorare l’accessibilità, la comodità e l’eleganza degli spazi abitativi. E proprio su questi principi nasce la linea di KONE Motus per il trasporto verticale.

Il mini-ascensore ha alcune caratteristiche che lo distinguono dall’ascensore, anche se la funzione e i vantaggi sono simili.

Per un mini-ascensore le dimensioni minime richieste sono 120 cm per larghezza e 95 cm per profondità, in modo da consentire l’accesso anche ad una sedia a ruote. La portata minima è 250 kg (circa 3 persone), anche se esistono impianti di capienza maggiore, con
portata fino a 600 kg.

Il mini-ascensore arriva fino a 0,15 metri al secondo, mentre l’ascensore è più veloce. Ancora, l’ascensore da appartamento non comporta lavori per creare la “fossa” e la “testata” e può utilizzare la corrente domestica mono fase, con un consumo in linea con quelli dei comuni elettrodomestici.

Inoltre, i mini-ascensori domestici, come Armonico e Dinamico di KONE Motus, possono essere equipaggiati con seggiolino, comandi touch, telefono in cabina e con un sistema di alimentazione indipendente, utile in caso di black out.

Oltre al vantaggio di avere una casa completamente accessibile, soprattutto se è costruita su più livelli, installare un mini-ascensore è un vero investimento che aumenta nel tempo il valore dell’immobile.

Così come progettare o ristrutturare un’abitazione secondo i principi del Design For All è un investimento lungimirante. La metodologia della buona architettura sostenibile viene sostenuta da anni da Design for All Italia, nato nel 1994 come Istituto Italiano per il Design e la Disabilità (IIDD) e costituitosi poi nel 2008 come associazione indipendente.

DfA Italia è stata la prima National Member Organisation dell’EIDD, ovvero Design for All Europe, fondato a Dublino nel 1993, con il sostegno dell’Unione Europea.

“Il Design for All è partito dall'analisi della disabilità, per poi gestire le esigenze di tutti e cerca gli strumenti per promuovere gli interventi per l'adeguamento dell'ambiente a tutti – si legge nella prefazione al volume ‘Design for All. Il progetto per l’individuo reale’, curato da Avril Accolla, Vice Presidente dell'EIDD Design for All Europe e dell'IIDD Design for All Italia, con i contributi di Luigi Bandini Buti, Daniela Gilardelli e Finn Petrén – L’attualità risiede soprattutto nel fatto che non solo coinvolge nel progetto le discipline del progetto, ma anche tutte le discipline della filiera della decisione. Cerca di indirizzare all'obiettivo la decisione politica, la gestione economico-finanziara, l'opportunità sociale, il progettista, la realizzazione del progetto e la sua gestione, secondo il principio che, se viene a mancare un elemento della filiera, soprattutto la volontà politica, non sarà certo solo il progettista, pur bravo, a poter realizzare progetti inclusivi”.

Come dire, un approccio sistemico, olistico e necessariamente multidisciplinare, che sta ormai coinvolgendo quasi tutte le nuove leve dell’architettura moderna.

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Arredamento da giardino: stili e idee da sogno

Pubblicato da Eleonora Caseri in Blog Arredamento

La scelta dell’arredamento da giardino è più impegnativa di quanto si possa effettivamente pensare, visto che essendo uno spazio verde all’aria aperto, oltre ai fiori e alle piante, occorre saper scegliere con cura tutti i mobili per rendere l’ambiente vivibile. Il comfort, infatti, deve essere sempre ai massimi livelli.

Nella scelta dei complementi d’arredo per il giardino, è necessario tenere conto di tutta una serie di aspetti. Ad esempio, in presenza di cani o di altri animali domestici, le recinzioni sono di fondamentale importanza. In presenza di bambini, poi, è di prioritaria importanza saper inserire nel giardino i giochi giusti. Sotto questo aspetto, lo spazio verde per antonomasia deve diventare un vero e proprio parco giochi in miniatura.

Fatta questa premessa, in riferimento all’arredamento da giardino, cos’è che proprio non deve mai mancare?

Tavolino in pallet per il giardino

Nell’arredamento del giardino, i pallet sono il materiale per antonomasia. Quelli fatti a mano sono belli a vedersi, funzionali e conferiscono all’area verde un look particolarmente moderno. L’immancabile copertura in cera d’api ha il merito di assicurare una protezione extra. Chi ha il pallino del bricolage ed ha al tempo stesso una certa dimestichezza con vernici e trapano, può tranquillamente costruirne uno da solo.

Tavoli da esterno in teak

Per l’arredo da giardino, il teak si conferma il legno più di moda, in quanto è il top sia a livello di robustezza che di durevolezza. Proprio quello che ci vuole per allontanare la minaccia delle ammaccature, dei graffi e soprattutto delle infiltrazioni d’acqua, pericolo numero uno per i tavoli da giardino. Il fatto che il teak non sviluppi muffe, è una cosa che piace a tutti.
L’unico punto a sfavore risiede nel fatto che a fronte di un’eccessiva esposizione ai raggi solari, vede cambiare il suo colore originario da marrone a grigio. Onde evitare che il problema si palesi, urge proteggerlo adeguatamente.

Sedie per il giardino

Il rattan sintetico è il materiale perfetto per le sedie da giardino, specie se le condizioni meteo nella zona in cui si vive, non risultano poi così ottimali. Feedback positivo anche per il legno di acacia. Il vantaggio di questi materiali è triplice, visto che si evita di cambiare l’arredo del giardino con una certa frequenza, di dover aumentare i lavori di manutenzione e di spostare le sedie per metterle al riparo, nel momento in cui piove o nevica.
Questo legno flessibile, contraddistinto da fibre intrecciate, conferirà allo spazio verde quello stile retro.

Sia per i tavoli che per le sedie, il legno deve essere di qualità, perché si evitano tutti quei problemi di manutenzione dei mobili. Evitare che l’arredamento invecchi vuol dire di fatto risparmiare soldi.

Amaca nel giardino

Per chi vive il giardino come un’area di relax, l’amaca non deve mai mancare. L’importante è che sia colorata, affinché risalti, e che la tonalità risulti in linea con quella del tavolino e delle sedie.
Per ciò che concerne la sua posizione, c’è da dire che la presenza degli alberi si rivela di sicuro utile, anche se non è una conditio sine qua non. L’importante è che la zona dove l’amaca viene collocata sia particolarmente ombreggiata.
Attaccare l’amaca al muro con l’ausilio di due ganci può essere una scelta pratica, specie per gli amanti della lettura. Godersi un libro nei pomeriggi estivi è un’esperienza davvero appagante. Lo stesso dicasi per chi ama sdraiarsi sull’amaca e lavorare con il computer in giardino, lontano dallo stress.

Cuscini da tenere in giardino

Se all’interno del contesto domestico, la scelta dei cuscini è di per sé importante, nel caso del giardino lo è ancora di più, visto che conferiscono carattere ai componenti d’arredo. Occhio alle dimensioni, visto che ad esempio la taglia XXL si rivela il non plus ultra solo se le dimensioni dello spazio sono notevoli. In questo caso, godersi il fresco ristoratore sui cuscini da giardino sarà un’esperienza assai piacevole nel periodo estivo.

Gazebo in giardino

Rimanendo in tema relax, il gazebo risulta fondamentale per divertirsi in compagnia nelle splendide serate estive o per trascorrere momenti indimenticabili. L’importante è che la scelta della rampicante, del tavolino e delle sedie sia indovinata. È sempre bene optare per il legno piuttosto che per le soluzioni in plastica. Il colpo d’occhio sarà di sicuro più appagante.

Lanterne per il giardino

Chi desidera conferire al proprio giardino un’eleganza esotica, troverà nelle lanterne un’idea decisamente originale. Che le si appoggi sui tavolini o a terra o che le si appenda ai rami degli alberi, il risultato finale sarà splendido, specie di notte. Il sistema di illuminazione deve essere adeguato: una luce soffusa si rivela sempre ideale per trascorrere momenti tranquilli e vivaci, come una serata particolarmente romantica o un party in amicizia.

Pedana per il giardino

Funzionale e dal forte impatto visivo: queste devono essere le caratteristiche generali di una pedana da giardino, soluzione ideale per permettere agli ospiti di accedere comodamente all’area salotto, godendosela appieno.

Barbecue nel giardino

Il re delle giornate estive, dei party all’aperto è di sicuro il barbecue. In un giardino non deve mai mancare, ma solo se lo spazio c’è, e in abbondanza. In quest’occasione, realizzare un cucinino esterno nel giardino non sarebbe una cattiva idea. Anzi…

Fontana nel giardino

La fontana in giardino non ha solo una funzione decorativa, per catturare l’occhio degli ospiti, ma anche funzionale. Specie nelle estati torride, dove il contesto deve essere fresco come non mai. Anche una doccia esterna può essere ben gradita, perché con l’inizio del caldo, rinfrescarsi in maniera veloce è una necessità.

Attenzione alla copertura del giardino

La copertura è una di quelle cose che nell’arredo da giardino non deve mai mancare, che sia un ombrellone, la classica vela o il gazebo. Nelle ore serali e in quelle notturne, urge aumentare i livelli di protezione dall’umidità, specie in inverno. E quando le temperature salgono, specie nel periodo estivo, tutti vogliono avere una zona ombreggiata. Optare per le soluzioni richiudibili, assicura una gestione degli spazi in media assai più efficiente.

Cosa fare se il giardino è uno spazio di piccole dimensioni?

Anche a fronte di un ambiente ristretto, l’arredamento va curato. Anzi, a maggior ragione, visto che le operazioni risultano ancora più semplici. Puntare su cespugli e piante basse darà luogo ad uno splendido susseguirsi di alternanze e di giochi di colori unici. Per creare i giusti contrasti, sono i sassi che fanno la differenza. Sceglierli di dimensioni diverse permette di proporre dinamicità e sinuosità delle linee.
Assai utili, per creare contrasti cromatici particolarmente armoniosi, sono di sicuro i sottovasi. Quelli in legno sono quelli che più vanno per la maggiore, in quanto apportano quel sano tocco distintivo di classe e di eleganza nel giardino.

Conclusioni

Avere un giardino curato al meglio e arredato con stile, a prescindere dalle dimensioni, valorizzerà senza ombra di dubbio il proprio contesto abitativo. E, incredibile più a dirsi che a farsi, non ci vuole poi molto per arredare lo spazio verde. L’importante è farlo con gusto, tenendo conto dello stile e della funzionalità. Solo in questo modo, chi verrà accolto in questo ambiente si sentirà effettivamente a suo agio.
Per i materiali dei rivestimenti, è preferibile optare per soluzioni garden-proof, in grado di resistere alle infiltrazioni d’acqua, al sole battente e alle intemperie. Questo è ciò che ci vuole per un giardino arredato a regola d’arte.

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Ricavare uno spazio lavanderia: in quali stanze e con quali funzionalità extra?

Pubblicato da Eleonora Caseri in Blog Arredamento

Ricavare uno spazio lavanderia è il sogno di tutti coloro che desiderano avere una maggiore organizzazione all’interno delle quattro mura domestiche.

Non è affatto necessario avere una stanza appositamente dedicata all’angolo lavanderia, né tanto meno dover contare su un ripostiglio di grandi dimensioni. Una qualsiasi superficie, anche se lunga e stretta, può ospitare un reparto lavanderia funzionale ai massimi livelli, purché i dettagli siano curati al meglio.

Ad esempio, preferire colori tenui ha i suoi vantaggi, poiché lo spazio risulta maggiormente arioso e luminoso.

Quali stanze si prestano meglio a ospitare un angolo lavanderia su misura per le proprie esigenze?

Diciamolo senza indugi. Il bagno è la soluzione più pratica. Poi c’è il ripostiglio, da tenere altamente in considerazione. Pollice su anche per il corridoio. Idem per terrazzo e sottoscala.
Infine, anche la cucina, ma solo nel caso in cui ci sia un angolo nascosto. Solo in questa casistica, l’angolo lavanderia può rappresentare un’ulteriore opportunità, da considerare comunque secondaria.

Spazio lavanderia in bagno

Lo spazio lavanderia a mezza altezza in bagno risulta particolarmente diffuso in molte abitazioni. Specie in quelle dove il bagno presenta dimensioni particolarmente contenute. Il motivo? Si riesce a far coesistere la lavatrice e gli scaffali, dove riporre ogni tipo di detergente, oltre al piano di appoggio, estremamente utile per fare il bucato con la massima comodità.

Una variante leggermente diversa è quella della colonna lavanderia, che consiste nello sfruttare al meglio la superficie superiore, posizionando l’asciugatrice sulla lavatrice e ricavando, in seguito, all’interno dell’anta, la scaffalatura per posizionare ogni sorta di detersivo.

Eventualmente, per ridurre l’eccessivo ingombro causato dai mobili per la lavanderia di casa, è scelta saggia applicare alle ante dei rivestimenti a specchio. Così facendo, la percezione della superficie disponibile risulterà maggiore.

Bagno quadrato e bagno rettangolare

Avere in casa un bagno quadrato o rettangolare incide notevolmente sulle modalità di ricavo di uno spazio lavanderia.

Nel caso di un bagno quadrato, in linea di massima la disposizione degli arredi e dei sanitari è a ridosso delle pareti. Di conseguenza, si perde spazio al centro. Un buon progetto per ricavare una zona lavanderia in un bagno quadrato, pertanto, prevede di sfruttare al meglio questo spazio, ricorrendo se necessario al box doccia e, appunto, ad una parete dedicata allo spazio lavanderia.

Nel caso di un bagno rettangolare, presente soprattutto nelle abitazioni più datate, i sanitari sono disposti su una parete. Che fare in questi casi? Tenendo conto che è più difficile ricavare una zona dedicata, vale la pena sfruttare al meglio l’ingresso, separandolo con una porta scorrevole. L’organizzazione sarà efficiente ai massimi livelli.

Spazio lavanderia in ripostiglio

Un angolo adibito a lavanderia nel ripostiglio di casa può essere molto funzionale, ma soltanto a patto che la parete sia attrezzata con una struttura ad angolo, realizzata in legno.
Oltre a riuscire ad incastonare alla perfezione la lavatrice, l’intento primario è quello di ricavare scaffali dove riporre la biancheria e i detergenti.

A differenza del bagno, però, il ripostiglio offre un vantaggio non indifferente: l’opportunità di poter contare su un angolo stireria. Trattasi di un’idea salvaspazio, ideale se si utilizza un’asse a ribalto o ancora uno stendipanni in ferro o in alluminio. Non è da scartare del tutto l’idea di uno stendipanni da parete, ove possibile.
Lo stesso dicasi per il ricorso ad un lavatoio.

Tra le soluzioni a tema più gettonate vi è la lavatrice integrata. In questo caso si risparmierebbe spazio e il reparto lavanderia risulterebbe completo come non mai!

Spazio lavanderia in corridoio

Il corridoio è prevalentemente una zona di passaggio che non sempre si presta a essere sfruttata per scopi alternativi. Tuttavia, se risulta particolarmente lungo, optare per l’allestimento di una zona lavanderia non è affatto un azzardo. Una parete finale del corridoio, ad esempio, può essere sfruttata appieno, in quanto area altrimenti inutilizzata.

Spazio lavanderia in terrazzo

Una zona lavanderia può essere ricavata anche all’esterno delle quattro mura domestiche. E il terrazzo, se le dimensioni sono particolarmente generose, è un’area che ben si adatta a questo scopo. È però fondamentale che gli elettrodomestici siano coperti magari con delle ante. Vi è sempre la minaccia degli agenti atmosferici. Guai a sottovalutarla.

Spazio lavanderia nel sottoscala

Poche sono le aree funzionali come il sottoscala. Come spazio adatto all’area lavanderia è difficile trovare di meglio. Tutte quelle aree con angoli inferiori ai 45 gradi, poiché scomode, possono essere utilizzare per collocare la lavatrice. Più distanti, l’asse da stiro e i contenitori. Questa soluzione consentirà di avere maggiore superficie libera per il bagno di casa.

Lo spazio lavanderia in cucina

L’angolo nascosto in cucina rappresenta il presupposto ideale per contare su uno spazio lavanderia estremamente funzionale. Una parete in cartongesso con l’aggiunta di ante scorrevoli o di una tenda dalla tonalità chiara è l’esempio migliore per la creazione di un angolo nascosto. In particolare, una tenda a rullo è utile per coprire la lavatrice. Lo stesso dicasi per una tenda a pacchetto.

La qualità di saper pensare a come riutilizzare tutti quegli spazi non sfruttati al meglio nella cucina è una dote che non tutti hanno. Affidarsi, perciò, ad un interior design, abile nel trovare i posti giusti, dove piazzare la lavatrice e l’asciugatrice, si rivelerà una scelta eccellente per ridefinire le aree attive in questo spazio.

Le soluzioni non finiscono qui

La lavanderia mobile su rotelle costituisce un’alternativa valevole per ogni stanza, in quanto contraddistinta dalla più totale flessibilità.
Tutto quello che è necessario per fare il bucato, contenitori per i detersivi e l’asse da stiro inclusi, può essere più o meno agevolmente trasportato su rotelle nelle varie stanze di case, in base alle necessità temporanee. In questi casi, la compattezza della struttura ha come punto di forza principale quello di raccogliere l’essenziale. Quello che ci vuole per un angolo lavanderia, progettato a regola d’arte.

Conclusioni

Per essere considerata completa, un’abitazione deve essere in grado di rispondere al meglio a tutta una serie di esigenze. La componente estetica, il design e l’arredamento non vanno di certo trascurati. Tutt’altro. L’importante, però, è che la funzionalità non venga mai meno. Ne è in gioco la routine quotidiana.
Per quanto uno spazio lavanderia non sia il top in termini estetici, lo è di sicuro a livello funzionale. Con queste soluzioni per un angolo dedicato a un’attività quotidiana di una certa rilevanza, l’ambiente domestico sarà ancora più confortevole.

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Il restyling low cost? Passa dagli adesivi murali personalizzati

Pubblicato da Eleonora Caseri in Blog Arredamento

“Tu che lavori nell’arredamento, non è che mi puoi aiutare a rinnovare casa?”
Non hai idea di quante volte mi è stata fatta questa domanda, e di quante volte questa prima richiesta sia stata completata da un “…ma non voglio spendere troppo”.

A chi chiede il mio aiuto devo prima di tutto confessare di non essere una interior designer. Ma so farmi perdonare, perché ho il grande vantaggio di veder passare ogni giorno sulla mia scrivania progetti, foto e idee che possono essere d’ispirazione.

Ultimamente c’è una cosa che mi piace consigliare a chi vuol fare un restyling low cost della casa o dei mobili. Infatti è molto più semplice ed economico di quanto si pensi: a volte basta solo cambiare colore alle pareti oppure personalizzarle con degli adesivi murali.

Se tinteggiare è impegnativo e richiede una certa preparazione, la soluzione degli stickers è veloce, originale ed è l’idea perfetta per chi vuole dare un tocco personale ad una casa in affitto.

Adesivi per personalizzare casa: 5 idee su dove metterli

Se vuoi davvero rinnovare casa con dei dettagli di stile che rappresentino la tua personalità, non ha senso comprare delle scritte o dei decori uguali a quelli degli altri, non credi?

Il mio consiglio è optare per adesivi personalizzati di qualità, stampati su materiali sicuri e resistenti, fatti per durare nel tempo.

Potrai creare scritte murali ispirate alle tue citazioni o frasi preferite. Oppure decorare il tuo angolo studio con simboli e loghi che ami. Se hai figli potrai sbizzarrirti con gli adesivi con i nomi dei bambini (qui c’è solo l’imbarazzo della scelta tra animaletti, cuoricini o stelle di Hollywood per la camera della teenager di casa).

Qui sotto trovate quelle che secondo me sono le 5 idee perfette per adesivi personalizzati unici, dedicati alle varie stanze della casa.

Per lei: il poster adesivo di design con le vostre iniziali

Stile minimal per un poster ispirato al lettering, con la sua iniziale o quella di entrambi. Bellissimo dietro il divano o all’ingresso di casa.

Per lui: il vinile preferito (o tutti quelli della sua personale playlist!)

La scelta perfetta per decorare un muro dietro la scrivania, un angolo studio o lavoro, la stanza hobby dove conserva tutti i suoi cimeli e dove si trova con gli amici per lunghe partite alla PS (c’è l’adesivo personalizzato anche per quella, comunque!)

Per la cameretta: nomi adesivi e decori per tutte le età

Scegliere il nome di tuo figlio è stata la cosa più bella, e allora mettilo bene in evidenza nella sua cameretta.

Il meglio del tuo Instagram…in formato sticker da parete

Tutte le tue foto preferite tra viaggi, serate con gli amici, momenti magici con lei o con lui. Stampale e attaccale in soggiorno, nello studio o su una parete sopra una consolle.

Quando la cucina è cuore della casa (e della famiglia)

La cucina, cuore pulsante della casa, stanza conviviale per eccellenza. Ma chi è lo chef di casa? Meglio scriverlo a chiare lettere con un adesivo da parete.

Come funziona la stampa di adesivi personalizzati online?

Per comprare i tuoi adesivi puoi partire da design già pronti e personalizzare solo alcuni dettagli.

Oppure puoi creare il tuo sticker da zero.

Io ho provato su www.tenstickers.it, la procedura è stata molto semplice e il risultato davvero impeccabile. Per creare i miei adesivi personalizzati è bastato:

1. caricare un’immagine
2. scegliere i colori e il taglio (c’è anche quello sagomato che eliminerà lo sfondo lasciando solo l’immagine che ti interessa stampare!)
3. indicare le dimensioni
4. inviare tutto, pagare e…aspettare di ricevere i tuoi adesivi

Rinnovare casa non significa per forza infierire sul portafogli cambiando tutti i mobili. Come abbiamo visto insieme, a volte è solo questione di dare libero sfogo alla fantasia e regalare così alla propria abitazione un tocco davvero personale e originale.

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Mobili in legno: come scegliere quelli migliori

Pubblicato da Eleonora Caseri in Blog Arredamento, Design

Il legno è da sempre considerato il re dei materiali, quello più elegante, quello più resistente. I mobili in legno regalano alla casa uno stile inconfondibile ricco di calore e classe. Non basta avere un mobile in legno per riuscire a cambiare sfumatura alla nostra casa, quello che è necessario è sapere come scegliere quelli migliori. Ogni mobile che si decide di posizionare negli ambienti domestici deve essere pensato su misura per lo stile e le dimensioni del resto della casa.
La prima regola è quella di affidarsi a rivenditori che siano professionali, che abbiano esperienza e che propongano prodotti di qualità. È il caso di Falegnameria 900 che mette a disposizione mobili in legno per ogni stanza sia pronti per l’acquisto che progettati su misura. Una realtà artigianale che sa interpretare le esigenze dei clienti e che propone loro mobili di qualità realizzati quasi totalmente in legno massello di castagno proveniente da zone boschive locali. Le materie prime sono rigorosamente selezionate e l’esperienza garantisce la soddisfazione del cliente.

Mobili in legno: scrivania per studio

Mobili in legno: i segreti per la scelta giusta

Sembra bizzarro, ma è sempre utile seguire quelli che sono i segreti per la scelta giusta dei mobili in legno. Seguire il proprio gusto è il primo segreto. Un mobile è principalmente un oggetto che acquistiamo perché ci piace sì, ma anche perché ci trasmette particolari sensazioni. Ecco perché deve essere una scelta fatta con l’istinto e poi, in un secondo momento pensata con i criteri che deve avere. Un altro segreto che renderà la scelta migliore è quello legato alla qualità. Non tutti i tipi di legno sono uguali, per questo è necessario fare attenzione a ciò che scegliamo. Il prezzo è un criterio importante, ma non deve essere l’unico perché spesso a costi troppo bassi corrisponde una qualità pessima. Per evitare di acquistare prodotti scadenti è necessario fare attenzione alla tipologia del materiale e non puntare esclusivamente al risparmio.
Funzionalità. Terzo segreto che si dovrà seguire. Ogni mobile oltre a rispondere al proprio gusto personale deve anche essere funzionale all’ambiente, ciò significa che deve avere misure e stile fatti su misura per l’ambiente in cui verrà posizionato. Da non dimenticare di controllare prima dell’acquisto la scheda tecnica per non trovarsi di fronte a brutte sorprese dovute alla nostra mancanza di attenzione.

Mobili il legno: perché sceglierli

Il legno è il re dei materiali sì, ma ci siamo mai chiesti perché? Sicuramente il fatto di essere robusto e perfetto per ogni ambiente è una prerogativa importante. Oltre a questa ce ne sono altre che spiegano senza dubbi la superiorità del legno rispetto a ogni altro materiale.
Il legno si lega perfettamente ad ambienti classici così come a quelli moderni perché sa rinnovarsi e trasformarsi in base alle esigenze della stanza.
Altro dettaglio da non sottovalutare è che si tratta di un materiale eco sostenibile e non dannoso per la salute di chi abita in casa.
Seguendo questi segreti preziosi sarà sicuramente più semplice riuscire a scegliere mobili in legno che sappiano rispondere alle nostre esigenze e a quelle dell’ambiente.

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Illuminazioni in ferro battuto: tutta la scelta Arte & Stile

Pubblicato da Eleonora Caseri in Blog Arredamento

Perché scegliere il ferro battuto per l’arredamento domestico

Quando si parla di ferro battuto si fa riferimento ad una particolare tipologia di lavorazione del ferro, definita appunto con il termine di “battitura”. La battitura del ferro è un’operazione artigianale, generalmente realizzata da mastri ferrai, fabbri o aziende specializzate, che prevede la forgiatura a caldo del metallo e la sua percussione per mezzo di incudine e martello fino ad ottenere la forma desiderata.

Con il passare del tempo il ferro battuto è divenuto un elemento essenziale per l’arredamento in ambito domestico, arrivando a coprire un gran numero di elementi d’arredo, tra cui i lampadari e le lampade in ferro battuto. Ma per quale motivo preferire il ferro battuto a qualunque altro materiale presente sul mercato?

Il primo vantaggio del ferro battuto è senza dubbio la sua versatilità, vale a dire la sua capacità di adattarsi con estrema facilità a qualunque tipo di arredamento. Provate infatti a pensare ad un soggiorno in stile industriale o ad una cucina rustica o in stile shabby chic e noterete immediatamente come questo materiale si conformi alla perfezione all’ambiente circostante.

Un’altra caratteristica importante del ferro battuto è la sua facilità di manutenzione: pulire e mantenere bello nel tempo un complemento d’arredo in ferro battuto non richiede particolari prodotti per la pulizia oppure operazioni frequenti. Sarà infatti sufficiente utilizzare un panno da inumidire in acqua calda con l’aggiunta di un po’ di detersivo per i piatti o di comune sapone di Marsiglia; diverso invece è il caso in cui il metallo sia intaccato dalla ruggine, perché in questo caso si renderà necessario l’uso di pagliette in ferro o spazzole dotate di denti in ferro.

I numerosi modelli di lampade offerti da Arte & Stile

Arte & Stile dal 2006 opera sul territorio di Bologna e dintorni per offrirvi una vasta gamma di elementi d’arredo in ferro battuto realizzati con cura per i dettagli e amore per l’artigianalità.

All’interno del catalogo troverete diversi modelli di lampade e lampadari in ferro battuto per tutti i gusti e le esigenze. Ne sono un esempio le applique, disponibili sia in versione torcia che in versione foglia oro, caratterizzate da delicati dettagli dorati che conferiscono loro un aspetto elegante e sofisticato. Molto apprezzate sono anche le applique geometriche, che conferiscono all’ambiente uno stile più sobrio e lineare, come nel caso delle lampade della linea Alfoglia.

Un altro esempio di prodotto è dato dai lampadari delle collezioni Alambra, Albianca, Alpetra, Alurania o Lux, i quali si distinguono innanzitutto per l’applicazione a soffitto e in secondo luogo per i numerosi bracci che ricordano lo stile degli antichi candelabri.

Se amate uno stile d’arredo più moderno e contemporaneo la linea di lampade da terra Alrustico e Goccia saranno sicuramente in grado di conquistarvi grazie alle loro linee fluide e sinuose accompagnate da bulbi che ricordano elementi della natura come fiori e piante.
A coronare l’incontro tra lo stile rustico e le colorazioni vivaci sono invece le lampade della collezione Tiffany, che si distinguono per il cappello a campana e per la delicata decorazione in vetro che si rifà alla maestosità dei mosaici. Il fascino delle lampade della linea Tiffany non si rivolge unicamente a tavole e comodini, ma anche a voi che avete bisogno di una lampada da scrivania per dare carattere ad uno studio. Per un soggiorno unico nel suo genere infine, le lampade Tiffany in stile animale, come quelle a tartaruga, sono la scelta ideale.

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Il Futon, grande alternativa ai materassi tradizionali

Pubblicato da Eleonora Caseri in Blog Arredamento

Se sei giunto fin qui, sicuramente avrai già sentito parlare del futon, il famoso materasso delle tradizioni giapponesi. E adesso vorrai scoprire nel dettaglio di cosa si tratta, e quali sono tutte le sue proprietà. Si comincia col dire che parliamo di una grande alternativa ai materassi tradizionali, dunque quelli di matrice occidentale. Di contro, c’è ancora molta confusione sul futon: alcuni pensano che si tratti di un divano, mentre altri credono che sia un semplice letto senza molle. Pur essendo vere entrambe le cose, in realtà il concetto di futon va ben oltre queste semplici definizioni.

Cosa è il futon?

Potrebbe sembrare una domanda semplice, ma non lo è per niente. Questo per via dei tanti luoghi comuni che gravitano intorno al futon, e non perché la definizione di questo complemento d’arredo sia in sé complicata. Si inizia dalla base, dunque dalla traduzione del termine “Futon”: la parola significa “letto che si arrotola”. Il set completo, stando alle tradizioni del Giappone, contempla la presenza di tre elementi. Si parla dei seguenti:

  • Shikibuton: lo shikibuton è il materasso vero e proprio. Da noi è conosciuto con il termine futon, anche se si tratta parzialmente di un errore. I giapponesi usano infatti questo termine per indicare l’intero bundle del letto, dunque il materasso insieme agli altri elementi.
  • Kakebuton: il kakebuton è il piumino o trapunta che si accompagna allo shikibuton. Si tratta anche in questo caso di una componente inclusa nel set del futon.
  • Makura: il terzo e ultimo complemento incluso nel set del futon è il makura. In questo caso si parla del tradizionale cuscino giapponese, ampio e largo, nonché dotato di una imbottitura in pula di grano saraceno.

Kit tatami e futon


Per quanto concerne il materasso (futon o shikibuton), è bene aggiungere sin da subito che la sua imbottitura è basata prettamente sul cotone vergine cardato. È un elemento che lo rende naturale al 100%, data la totale assenza di fibre di natura artificiale. Inoltre non è presente un solo strato di cotone ma diversi strati, utili per renderlo più morbido. È chiaro che esistono comunque delle differenze fra i futon giapponesi e quelli pensati per il mercato occidentale. La differenza viene data dallo spessore: massimo 6 centimetri per i primi, almeno 8 centimetri per i secondi (fino a superare i 13 cm). Lo spessore maggiore dei futon per l’Occidente viene giustificato dall’esigenza di avere un materasso più morbido, rispetto a quelli made in Japan.

Il futon: letto o divano?

Il futon, in Giappone, viene considerato come un vero e proprio materasso. Di solito, questo materasso arrotolabile viene usato in combinazione con il tatami, ovvero la tipica stuoia in paglia di riso giapponese. Il tatami più il futon danno vita alla struttura del letto usata per millenni nel Sol Levante. Qui da noi, la situazione è un po’ diversa, innanzitutto perché lo shikibuton e il kakebuton non vengono utilizzati. E poi perché è possibile sfruttare la combinazione fra futon e tatami per creare un vero e proprio divano-letto.

Poltrona Kanto

Ciò avviene usando due tatami e due futon, in questo modo: il primo tatami viene usato come schienale per il divano, mentre il secondo come basamento. Fatto questo, si prende il primo futon e lo si dispone sulla base, mentre il secondo andrà collocato lungo lo schienale del divano-futon. Come puoi vedere, questi due complementi d’arredo danno la possibilità di creare un comodissimo divano-letto. È una soluzione che si presta soprattutto per le camere con una scarsa metratura a disposizione.

Differenze fra futon occidentali e orientali

Poco più sopra abbiamo visto come i futon per il mercato nostrano siano più spessi dei cugini giapponesi. Come detto, si tratta solamente di una questione di comodità, perché le nostre schiene non sono abituate ad uno spessore così basso. Va però aggiunto che esistono anche altre differenze, soprattutto per quanto riguarda l’imbottitura. I nostri futon, infatti, alternano gli strati in fibra di cotone con alcuni strati in lattice.

Letto giapponese


Così facendo, si mantiene il carattere eco-friendly del futon, ma si aggiunge ulteriore morbidezza. Un altro materiale spesso usato per i futon occidentali è l’eco-lana, insieme alle crine di cavallo e alla fibra di soia o di cocco. Per via del maggiore spessore, poi, il materasso non può essere più arrotolato: cosa che invece è possibile fare con i futon giapponesi, in quanto decisamente più sottili dei nostri.

Tutte le proprietà del futon

A questo punto è lecito farsi una domanda: perché si dovrebbero sostituire i materassi tradizionali con i futon giapponesi? Le risposte possono essere diverse, e partono in primo luogo dalla bellezza di un complemento ideale per il design della camera da letto. In special modo quando viene utilizzato in combinazione con il già citato tatami. Poi è ovvio che i vantaggi di un futon vanno ben al di là di una mera questione estetica. Questo per via del fatto che i materassi di tradizione giapponese fanno molto bene alla salute. Intanto perché il futon è totalmente naturale, quindi non provoca allergie né dermatiti, a meno di non essere allergici al cotone. Poi fa bene anche alla schiena, in quanto si adegua alle forme della colonna vertebrale di chi lo usa.

Il futon, inoltre, è un materasso particolarmente traspirante e dotato di un’altra specifica interessante: non consente agli acari di sopravvivere sul materasso, quindi è una soluzione perfetta per chi è allergico. Fra le altre proprietà del futon troviamo il suo ruolo come vero e proprio conciliatore del sonno: rispetto ad un materasso tradizionale non possiede alcuna molla al suo interno, di riflesso evita ai campi magnetici di disturbare il nostro ciclo circadiano. È bene chiudere specificando che sul mercato esistono anche delle versioni del futon con le molle. Sono da evitare, perché si tratta semplicemente di riedizioni dei canonici materassi occidentali.

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Tatami: dal Giappone la soluzione alternativa al letto

Pubblicato da Eleonora Caseri in Blog Arredamento

Anche l’Italia sceglie i tatami, scoprendosi grande appassionata di questa soluzione tutta orientale. In fondo si parla di un complemento d’arredo dalle tradizioni molto antiche, ancora oggi facente parte della quotidianità delle famiglie giapponesi. Eppure anche le nostre non sono rimaste impassibili di fronte a questa vera e propria alternativa al letto. Alternativa per noi, perché in realtà – per secoli – il tatami è stato uno dei grandi protagonisti delle case del Sol Levante. Di riflesso, oggi ti spiegheremo cos’è il tatami e perché potrebbe diventare una soluzione interessante anche per la tua abitazione.

Cos’è il tatami e quali sono le sue caratteristiche

Spesso sentiamo parlare di tatami, perché oggi questo complemento è diventato un grande protagonista delle ultime tendenze in fatto di interior design. Altrettanto spesso, però, ci troviamo di fronte ad un grande punto interrogativo, chiedendoci di cosa si tratti esattamente. Ebbene, il tatami altro non è che una stuoia realizzata in paglia di riso, rifinita con un intreccio del medesimo materiale e poi bordata con delle fettucce di tessuto, di solito nere o rosse. La composizione del tatami merita comunque un approfondimento: nella fattispecie, all’interno di questa stuoia si trova un’imbottitura a base di paglia di riso non al “naturale”, ma trattata tramite la pressatura e la tritatura. Per quanto concerne la rifinitura esterna, come detto può essere realizzata grazie all’intreccio della paglia di riso, o in alternativa con un intreccio in giunco. Infine, le fettucce laterali possono essere fatte in lino o in cotone.

Le misure dei tatami giapponesi tradizionali

Il tatami è un pannello che in Giappone, da sempre, viene utilizzato non solamente come pavimento ma addirittura come unità di misura. Al punto che, ancora oggi, è il numero dei tatami a definire la grandezza di una camera. È ad esempio possibile parlare di camere da 8 tatami o da 6 tatami, proprio perché le suddette vengono misurate grazie al numero di queste stuoie. A tal proposito, è giusto passare alle dimensioni del tatami, partendo però da una premessa: ad oggi esistono alcuni siti web che consentono di ordinare i tatami personalizzati, con le misure desiderate dal cliente (vedi i prodotti di bio arredamento su viverezen.it).

In verità, in Giappone i tatami hanno delle misure ben definite: si parla di 85 centimetri per la base e 170 centimetri per l’altezza. Per quanto concerne lo spessore, invece, un tatami classico viene realizzato a partire da 5,5 cm. È chiaro che esistono comunque delle versioni con misure differenti, sia per quanto concerne base e altezza, sia per lo spessore. Ad ogni modo, per via della sua natura, un tatami giapponese possiede quasi sempre le misure standard riportate poco sopra. Ciò che invece potrebbe essere diverso è il metodo usato per fabbricare questi pannelli, per via di una serie di varianti regionali. A cambiare è il sistema usato per l’intreccio, ma anche le decorazioni apposte sulla stuoia.

Tatami tradizionali giapponesi

Il tatami come alternativa al letto

Finora abbiamo parlato del tatami come di pannelli usati per comporre i pavimenti delle stanze giapponesi. Questa è solo la prima sfaccettatura appartenente a queste stuoie, perché in realtà il loro scopo è duplice. Va infatti aggiunto che qui in Occidente il tatami non viene utilizzato per comporre le pavimentazioni delle stanze. C’è chi lo fa, ma si tratta di casi molto isolati. Al contrario, un gran numero di italiani ha scoperto tutta la bellezza del tatami come soluzione alternativa al letto. Chiaramente si parla di una soluzione ancora una volta ereditata dal Giappone, visto che anche nella terra del Sol Levante il tatami è stato usato in questo modo (e continua ad esserlo).

La proposta è la seguente: sostituire il classico letto in doghe con il tatami, usando dunque quest’ultimo come base per collocare il materasso. Un’accoppiata perfetta, a dirla tutta, sarebbe la combinazione tatami più futon, ovvero il tradizionale materasso arrotolabile giapponese. I motivi per i quali vale la pena di provare questa soluzione alternativa li vedremo più avanti. Qui, invece, è bene sottolineare tutto il potenziale estetico di questa scelta. La ragione è data dal fatto che il tatami possiede un fascino unico nel suo genere, e si presta alla composizione di un arredo speciale e dal gusto prettamente orientale. Non è un caso che le suddette stuoie, insieme al futon, rappresentino una passione di molti esperti che si occupano di interior design per professione.

Perché dovresti scegliere il tatami?

In primo luogo per una questione di stile, dato che le stuoie in paglia di riso consentono di dare un tocco tutto made in Japan alla tua camera da letto. Si tratta di un elemento a dir poco essenziale, se il tuo obiettivo è quello di creare un ambiente votato alla filosofia di matrice Zen. Dunque una casa che possa permetterti di sentirti a tuo agio, rilassato e orientato alla cultura green tipica di queste correnti di arredo. Sì, perché il futon è interamente realizzato con materiali eco-sostenibili, dunque non fa bene solo al design ma anche alla natura.

Ovviamente esistono altri motivi che dovrebbero spingerti all’acquisto di un tatami come alternativa al letto tradizionale. Questi motivi si trovano celati fra i vari strati di paglia di riso, contenuti all’interno della struttura della stuoia. Nello specifico, durante il processo produttivo del tatami viene incapsulata dell’aria all’interno di questi strati. Ciò rende il pannello un ottimo isolante, sia in termini acustici che termici, perché l’aria dentro al tatami non viene influenzata dalle temperature esterne. In sintesi, la stuoia in inverno appare calda e confortevole, mentre durante il periodo estivo risulta fresca e piacevole. Fra le altre cose, il tatami emana una fragranza naturale dal forte potere rilassante, quindi aiuta anche a conciliare il sonno. Infine, il tatami è addirittura in grado di purificare l’aria degli ambienti domestici.

Conclusioni

Oggi ti abbiamo spiegato cos’è e perché scegliere un tatami: una questione che tocca il tema dello stile e dell’arredo, ma che riguarda anche la comodità e la salubrità della casa. Queste stuoie in paglia organica di riso, quindi, rappresentano una soluzione ideale per chi cerca un’alternativa al classico letto con le doghe. E anche per chi vorrebbe portarsi a casa un po’ di Giappone.

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