18 Giugno 2020 / / Blog Arredamento

Non bisogna essere esperti del settore per constatarlo: il gres porcellanato effetti legno è la grande tendenza del momento.

Perfetta imitazione del parquet, ottima alternativa alle piastrelle in legno naturale, il gres è un materiale versatile e all’avanguardia, che presenta ottimi vantaggi in termini di costo, manutenzione e adattabilità.

Ma prima di entrare nello specifico, partiamo dal principio: scopriamo cos’è il gres e come si realizza.

Gres effetto legno Tawney Boak Italgres

Cos’è il gres porcellanato?

Il grès, o gres, è un tipo di ceramica a pasta compatta e dura, ottenuto dall’impasto di argille, sabbia e minerali (quarzo e feldspati). Se si parla di gres porcellanato, allora bisogna aggiungere all’elenco anche una percentuale di caolino, pietra bianca impiegata nella produzione delle porcellane.

I componenti selezionati vengono macinati e atomizzati per ottenere una polvere finissima, che sarà successivamente pressata e cotta ad alte temperature per innescare un processo di vetrificazione della miscela.

Dall’operazione di cottura ne risulta un materiale resistente, non poroso, igienico e senza emissioni di particelle volatili, che darà vita a piastrelle adatte a rivestire sia gli esterni che gli interni.

Gres porcellanato: modelli, formati, trattamenti

Quanto a classificazioni, nemmeno il gres sfugge alle innumerevoli etichettature del mercato, che ne crea tante tipologie quante sono le varianti in commercio.

In base alla forma delle piastrelle, per esempio, il gres è venduto in formato quadrato o rettangolare, lastroni lunghi e stretti o forme poligonali, soprattutto esagoni, declinati in numerose dimensioni (compresi i grandi formati). Anche lo spessore diventa un fattore discriminante: oltre alla dimensione standard, esistono i cosiddetti formati spessorati (maggiori di 20 mm) e gli ultra-sottili (alti fino a 5 mm).

A seconda del trattamento, si distingue tra:

  • gres porcellanato naturale: non trattato, leggermente irregolare e ruvido al tatto
  • gres porcellanato lappato: subisce una lieve levigatura della superficie, che però non rende la piastrella lucida
  • gres porcellanato lucidato: la superficie del materiale è levigata per ottenere un effetto liscio e riflettente
  • gres porcellanato smaltato: sottoposto ad un’operazione di smaltatura, anche digitale, che riproduce l’aspetto di materiali come il marmo, il cemento, la pietra o il legno.

Gres effetto legno Walnut Tobacco Italgres

Questioni di estetica: il gres effetto legno

L’effetto legno è una speciale variante di gres porcellanato che dimostra il grado di innovazione tecnologica raggiunto nella produzione dei rivestimenti. Nella fattispecie, questo tipo di gres si pone come imitazione del legno naturale, di cui riproduce l’aspetto, i colori e le essenze.

Estremamente versatile nell’utilizzo, lo è anche nelle finiture. Al giorno d’oggi, le tipologie di gres ad effetto legno sono così tante che, in fase di avanscoperta prima e di decisione poi, ci si troverà a fronteggiare un buon numero di varianti.

Partiamo dalla distinzione più semplice, quella dei colori. I più in voga restano il beige, il marrone e il grigio, tinte classiche e senza tempo declinate in tutte le sfumature possibili. Godono di una certa fama anche i gres bianchi o neri, di particolare tendenza in ambienti moderni e minimal.

Tipi di finiture e colori per il gres effetto legno

Poi, si passa alle finiture vere e proprie. Dall’effetto naturale, che riscuote sempre un grande successo, al rustico o al decapato, il gres effetto legno ha un potere decorativo davvero eccellente. Ciò che lo rende così speciale – e apprezzato – è senza dubbio la fedeltà con cui sono riprodotte le venature, i nodi, le texture e le naturali imperfezioni tipiche della materia viva.

Il minuzioso processo di imitazione, al limite dell’iperrealismo, è tale da poter riprodurre anche essenze diverse. In fase di scelta, dunque, sarà possibile incappare in effetti rovere, noce, larice oppure olmo, proprio come se si trattasse di legno vero.

Meglio il gres o il parquet?

Ed eccoci giunti al nocciolo della questione: cosa è meglio scegliere tra gres effetto legno e parquet? Premettendo che sui gusti personali non si discute, cerchiamo di capire quali sono i vantaggi e gli svantaggi che emergono dal confronto tra i due materiali.

I vantaggi del gres effetto legno

  • alto grado di durevolezza, stabilità e immutabilità
  • ottima resistenza all’usura, all’abrasione, al calpestio, al fuoco, all’umidità
  • pulizia facile e veloce
  • manutenzione ordinaria e semplice
  • ottima adattabilità agli ambienti esterni o umidi (bagno, cucina)
  • estrema versatilità di formati, dimensioni, spessori
  • resa estetica eccezionale, anche nell’imitazione di materiali nobili come legno e marmo

Gli svantaggi del gres effetto legno

  • scarso isolamento acustico e termico
  • rigidità e freddezza della superficie
  • suscettibilità agli urti

I vantaggi del parquet

  • materia viva, naturale, autentica
  • ottimo isolamento acustico e termico
  • creazione di decori e motivi inediti
  • possibilità di ripristinare l’aspetto originale tramite levigatura
  • estetica senza tempo, sempre attuale

Gli svantaggi del parquet

  • manutenzione straordinaria da parte di personale specializzato
  • non adatto ad ambienti esterni o umidi
  • poco adatto a zone con calpestio frequente
  • scelta poco eco-sostenibile

Tirando le somme, dunque, il gres effetto legno si pone come perfetta alternativa ai pavimenti in legno naturale, a cui non ha nulla da invidiare. Anzi: c’è chi, davanti ad un lastrone di gres e di parquet, sembra non riuscire ad individuare quale sia quello vero.

Ma c’è un ultimo punto da valutare, forse il più atteso di tutti: il costo.

A conti fatti, il gres è più economico del parquet, ma per questo non meno valido. Durevole, resistente, pratico da usare e bello da vedere, non avrà forse quel calore che solo il legno può donare, ma di certo è un campione nel rapporto qualità-prezzo.

Gres effetto legno Oak Ginger Italgres

Pavimenti in gres effetto legno: come scegliere quello giusto

Che si tratti di una casa nuova o di un appartamento in ristrutturazione, quella dei rivestimenti è una scelta (quasi) per la vita. Per questo motivo, il consiglio è di affidarsi ad esperti del settore che possano, con la loro consulenza, guidare al meglio verso la soluzione più adatta alle proprie esigenze.

Uno fra tutti, Italgres, azienda portabandiera del Made in Italy che con il suo outlet di gres online propone una gamma di rivestimenti (non solo ad effetto legno!) dei migliori marchi italiani, con offerte e prezzi molto interessanti.

12 Maggio 2020 / / Blog Arredamento

L’era Covid sarà ricordata come un periodo di grande trasformazione. Trasformazione delle nostre abitudini, dei nostri comportamenti, delle regole da seguire e del modo di lavorare.

In un periodo come quello che stiamo vivendo, dove paura e incertezza hanno scosso gli animi, sono numerosi gli esempi di imprenditori che, malgrado il momento delicato, non si sono arresi e hanno deciso di convertire parte della filiera produttiva per contribuire ad un bene più grande: quello della comunità.

Milano Bedding: dai divani di lusso alla produzione di mascherine lavabili

Tra le aziende italiane che ora producono mascherine, un marchio spicca tra tanti: Milano Bedding. Lombarda di nome e di fatto, la società nasce nel 1996 dall’esperienza di Kover e in poco tempo diventa leader nel settore degli imbottiti, in Italia e all’estero.

Fin dalla sua fondazione, il brand si è distinto per il connubio costante di design, tecnologia e comfort, da cui sono nati modelli di eccellente qualità. Una qualità altissima, apprezzata in tutto il mondo, che non interferisce con quella costante ricerca di soluzioni innovative che porta Milano Bedding a migliorarsi continuamente.

La qualità del sonno, insieme a quella della seduta, sono princìpi cardine della produzione brianzola, che culmina nella creazione di una gamma di trasformabili confortevoli e tecnologicamente avanzati, caratterizzati da meccanismi di apertura e chiusura rapidi, intuitivi e sicuri.

È un Made in Italy di grande valore quello proposto nello stabilimento di Desio, dove si trova il cuore pulsante della produzione: divani, divani trasformabili, poltrone, letti e materassi, a cui ora si aggiunge la realizzazione di mascherine in tessuto lavabili e riutilizzabili.

Mascherine in tessuto lavabili Milano Bedding

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Queste mascherine sono realizzate in pelle ovo bianca, un morbido tessuto 100% cotone a tenuta di piuma con particolari caratteristiche di permeabilità. Possiedono il certificato OEKO-TEX 100, che esclude la presenza di sostanze nocive o tossiche.

Disponibili in confezioni da 20 pezzi, le protezione facciali sono proposte nel modello ad uno strato, più leggera, e a due strati, più filtrante. Esistono in due taglie, una per gli adulti (18 x 8 cm) e una per i bambini (15 x 8 cm).

Sono acquistabili online sul sito store.milanobedding.com e consegnate a domicilio in tutta Italia (per gli altri Paesi, è necessario contattare il Servizio Clienti).

Come usare le mascherine di Milano Bedding

Al pari di quelle chirurgiche, le mascherine di Milano Bedding sono dotate di due elastici laterali da fissare dietro le orecchie. Prima di riutilizzarle, è consigliato un lavaggio ad acqua ad alta temperatura (90°).

Da sapere:

Queste mascherine sono realizzate nel rispetto del D.L. n. 18 del 17/03/2020, che ne autorizza la produzione e la distribuzione. Non sono però considerate presidi medico-chirurgici: ricordiamoci quindi di seguire le regole anti-Covid e le raccomandazioni igieniche indicate dal Ministero della Salute.

Mascherina lavabile per adulti di Milano Bedding

21 Gennaio 2020 / / Blog Arredamento

A cosa si pensa quando si parla di consolle allungabili? Case piccole, problemi di spazio, tavoli di emergenza… e chissà cos’altro. Sono associazioni legittime, certo, ma che rischiano di relegare tutte le consolle estensibili alla stregua di mobili multifunzione adatti solo ai mini appartamenti.

Ebbene, esiste un rovescio della medaglia. Forse non tutti lo sanno, ma alcuni tavoli consolle nascono con l’obiettivo opposto: permetterti di organizzare pranzi o cene con tavolate lunghissime e tanti, tantissimi posti a sedere.

Impossibile? No, se ti affidi a una consolle con allunghe incorporate come Plutone.

Consolle con porta prolunghe

Realizzata da Ve.Ca., società italiana leader nel settore arredo dal 1976, Plutone non è un mobile 2 in 1 qualsiasi. È un campione di trasformismo, capace di passare da semplice consolle di 90 cm a tavolo che si allunga fino a 6 metri.

E questo è solo uno dei 7 buoni motivi per cui ti consigliamo di sceglierla.

1 – Tavolo o consolle? Entrambi!

Prima casa, trasloco, rinnovo dei locali. Almeno una volta nella vita capita di dover ragionare su quali siano gli arredi migliori per lo spazio che si ha a disposizione. Tra le tante decisioni che si è chiamati a prendere, c’è anche quella che vede la scelta tra consolle e tavolo aggiuntivo. Se la virtù sta nel mezzo, perché non optare per un mobile che incarni, allo stesso tempo, l’uno e l’altra?

Prendiamo Plutone: da chiusa, la consolle funziona alla perfezione come complemento d’arredo per l’ingresso o la zona giorno. Da aperta, assume le sembianze di un tavolo da pranzo molto lungo, pensato per ospitare numerosi commensali.

Tavolo consolle lunghissimo

2 – Grande la consolle, piccolo l’ingombro

Oltre al piano lunghissimo, il punto di forza di Plutone è il sistema che consente di incorporare le allunghe nella struttura. In un’ottica di ottimizzazione dello spazio, le estensioni del piano vengono sistemate l’una accanto all’altra nella gamba porta prolunghe. Al vantaggio pratico se ne aggiunge uno estetico: in tinta, le allunghe “spariscono” dalla vista mimetizzandosi alla perfezione all’interno del mobile.

Non bisogna poi negare che l’ingombro ridotto resta una delle caratteristiche salienti del prodotto: larga 90 cm e profonda 70 cm, la consolle può essere riposta anche in un piccolo disimpegno. In attesa della successiva cena tra amici, si intende.

3 – Da XS a XL: la consolle allungabile per 20 posti o più

Dimentica il celeberrimo “aggiungi un posto a tavola”: con Plutone si possono accogliere fino a 26 ospiti. Nel modello extra-large, il piano della consolle arriva a 590 cm di lunghezza, una dimensione importante per un modello che, in partenza, misura poco meno di un metro.

Schema tecnico della consolle allungabile per 26 posti

4 – Una consolle semplice da aprire e facile da richiudere

Plutone ha un sistema di allungamento telescopico intuitivo e sicuro. Niente ribalta né apertura a libro: per aumentare la lunghezza del tavolo basta spostare le gambe verso l’esterno e appoggiare le prolunghe sui binari scorrevoli.

Ogni allunga è indipendente, misura 52 cm e si fissa a quelle vicine tramite tasselli in legno. Potrai dunque scegliere se utilizzare tutte le prolunghe per raggiungere l’estensione massima, oppure fermarti a una lunghezza intermedia. In questo caso, riuscirai ad adattare la misura del tavolo al numero preciso di posti che prevedi di apparecchiare.

5 – Non solo per il soggiorno: quando la consolle è versatile

Se, per motivi di spazio, il living non può accogliere una tavolata di 20 persone, nulla vieta di utilizzare la consolle altrove. Design e funzionalità ne fanno un complemento versatile, capace di trovare la sua collocazione in un open space o in una grande taverna.

Al di fuori dell’ambito domestico, Plutone risulta particolarmente vincente in contesti lavorativi, sale in coworking o locali affittati per organizzare il compleanno dei bambini.

6 – Finiture a scelta per una consolle personalizzabile

Ami incondizionatamente il color legno o sei un adepto dello shabby chic? Qualunque sia il tuo gusto, Plutone offre una gamma di 12 finiture che permettono di personalizzare la consolle in base ai propri gusti. Si spazia dal classico bianco, proposto in 3 varianti, agli evergreen rovere e noce. Non mancano proposte contemporanee come l’effetto cemento, ideale per consolle inserite in ambienti moderni o industrial.

Anche le dimensioni godono di una certa varietà: la collezione comprende, oltre al modello extra-large, due consolle allungabili fino a 380 e 485 cm.

Consolle aperta e allungabile fino a 6 metri

7 – Una consolle Made in Italy, robusta e di qualità

Plutone è un prodotto 100% italiano, realizzato negli stabilimenti marchigiani di Ve.Ca. L’azienda, che fa di serietà, qualità e solidità i suoi stendardi, è da sempre impegnata nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni innovative e funzionali, in linea con le tendenze estetiche della clientela nazionale e internazionale.

Una robustezza di valori, questa, che si concretizza in prodotti sicuri e resistenti dall’ottimo rapporto qualità-prezzo. Ne sono la prova le gambe in acciaio che assicurano stabilità quando il piano della consolle è allungato.

Consolle che diventa tavolo: cosa resta da sapere?

Tra i tavoli consolle moderni, Plutone è uno degli esempi più lampanti di come un mobile salvaspazio aiuti a semplificare la vita di tutti i giorni. Solidità, resistenza, funzionalità, versatilità… Alle qualità che abbiamo elencato, vorremmo aggiungerne un’altra: la praticità di acquisto.

Il sito vecaetagere.com offre una vastissima gamma di consolle allungabili, realizzabili anche su misura e disponibili in numerosi materiali e colori. Tutti i prodotti, comprese le esclusive consolle da esterno, sono acquistabili online in qualche clic. Sicuro, facile e veloce, il processo d’acquisto permette di ordinare la consolle in qualsiasi momento e di riceverla comodamente a casa, un vero vantaggio in termini di tempo e comodità.

E se hai una cena imminente da organizzare, niente panico: il mobile viene spedito già montato e pronto all’uso.

20 Gennaio 2020 / / Blog Arredamento

Anno nuovo, vita nuova… e sulla lista dei buoni propositi torna l’immancabile quanto temuto decluttering. Tenere in ordine la casa dovrebbe essere un gesto naturale, una coccola per sé e un gesto d’amore per la propria abitazione. Ma cosa fare quando l’appartamento è piccolo, la cantina manca e non c’è spazio extra dove archiviare gli innumerevoli oggetti che gravitano tra il salotto e la camera dei ragazzi? Semplice: si affitta un deposito provvisorio.

Esempio di self storage con depositi sicuri

Cosa sono i self storage?

Traducibili con magazzino fai da te, i self storage sono depositi da affittare per un periodo di tempo limitato, che può variare da poche settimane a diversi mesi. Hanno l’aspetto di un box e fungono da veri e propri luoghi di archiviazione dove privati o aziende possono riporre effetti personali, documenti, merci o attrezzature.

Tutti i vantaggi dei magazzini in affitto

I vantaggi offerti da un deposito provvisorio non sono da sottovalutare, anzi. Primo fra tutti, c’è il risparmio economico. La società di self storage BoxUp, per esempio, formula preventivi su misura adottando la formula “si paga quello che si occupa”. In altre parole, il cliente sceglie il box più adatto alle sue esigenze pagando per la superficie effettiva; se in termini di spazio non è soddisfatto, può chiedere di cambiare soluzione. Esistono depositi molto piccoli (di circa un metro cubo), veri e propri magazzini XXL o soluzioni intermedie di 2, 10 o 15 m³. Per dare un’idea delle dimensioni, un box mini può accogliere comodamente 3 valigie o 4 scatole.

Anche la durata del contratto è flessibile. Si può partire con un mese e prorogare l’affitto per il periodo utile a conservare le gomme invernali o a terminare una ristrutturazione. Va da sé, noleggiando un deposito per il tempo strettamente necessario non si spreca denaro, né si è obbligati ad acquistare un garage. Un gran risparmio di soldi ed energie, non c’è dubbio.

In termini di pulizia, i depositi temporanei si pongono su un altro livello rispetto a cantine o soffitte. I box sono puliti, asciutti e protetti da infiltrazioni, e questo è un vero sollievo. Ammettiamolo, non ci sarebbe nulla di più terribile che lasciare scatole e sacchetti in balia di polvere, perdite e umidità!

Ultime ma non meno importanti, la sicurezza e l’accessibilità. Se non si conosce il servizio, è legittimo pensare che un deposito temporaneo non sia propriamente sicuro. Ma sfatiamo il mito: i self storage sono dotati di sistema di videosorveglianza, allarme e vigilanza e ad ogni box è associato un codice identificativo noto solo all’affittuario. L’accesso al deposito è dunque esclusivo e, come nel caso di BoxUp, garantito tutti i giorni dell’anno, 24h su 24.

Quando utilizzare un deposito provvisorio?

Traslochi, rinnovo locali, ristrutturazioni. Se ci sei passato, sai di cosa parlo! Organizzare gli spostamenti o coordinare i lavori non è sempre facile, e può capitare di dover trovare agli arredi una sistemazione temporanea. I self storage servono anche a questo: depositare i mobili in un luogo sicuro prima di sistemarsi nel nuovo appartamento. Ma non temere, non bisogna per forza trovarsi nel tumulto di un trasloco per poter usufruire del servizio.

Nel quotidiano, infatti, i self storage vengono affittati da un pubblico davvero molto ampio. In ambito commerciale, aziende e professionisti in proprio li utilizzano come magazzino secondario per stoccare articoli o riconvertire attività commerciali basate sul dropshipping.

I privati, invece, ne fanno un uso più variegato. C’è chi trasforma il deposito nella dépendance di una casa troppo piccola e chi, come gli studenti fuori sede o i viaggiatori seriali, approfitta dei prezzi vantaggiosi per lasciare in custodia trolley, libri, indumenti di ricambio o attrezzature da campeggio.

Non meno importante, in molti considerano gli storage come depositi stagionali. All’arrivo dell’autunno, i box diventano il luogo ideale dove mettere al sicuro attrezzi per il giardinaggio o mobili da esterno. Al ritorno della primavera, si convertono in magazzini per il guardaroba invernale, gli sci e le gomme da neve.

Facciamo ordine: cosa mettere in un self storage

La chiave del successo dei self storage? L’autonomia. Del resto, la parola self è di per sé piuttosto evocativa: il Cliente gode della libertà di organizzare il suo deposito come meglio crede.

Come per tutti i contratti, esistono regolamenti che specificano cosa è permesso depositare e cosa è vietato detenere nello spazio affittato. Ogni società applica le proprie regole, ma in linea generale gli accorgimenti richiesti agli utenti sono gli stessi. Per citare nuovamente l’azienda dell’hinterland milanese, BoxUp vieta di depositare materiali pericolosi come esplosivi e prodotti infiammabili, o deperibili.

A parte poche ma doverose limitazioni, i box sono in grado di accogliere veramente qualsiasi cosa. Insieme ai beni di piccole dimensioni, contenuti in scatoloni o riposti su scaffali, possono essere depositati oggetti ingombranti come attrezzature sportive o strumenti per hobbistica.

Depositi in affitto: il nuovo modo di vivere lo spazio

Lo abbiamo visto, i self storage stanno trasformando il modo di organizzare i propri beni e percepire lo spazio personale. Un tempo impensabile, l’affitto di un deposito temporaneo è diventata una pratica comune e diffusa, forte della flessibilità e dell’affidabilità che garantisce. E non c’è da stupirsi che, a fronte della costruzione di abitazioni sempre più piccole e dell’impulso all’acquisto che caratterizza la nostra società, il fenomeno sia destinato a crescere.

29 Novembre 2019 / / Blog Arredamento

Da bambini, sarà capitato a tutti di creare un nascondiglio segreto nella cameretta o in un angolo dell’abitazione. Coperto da un lenzuolo o barricato dietro a cuscini, quel rifugio domestico ha sempre racchiuso il fascino di un luogo inaccessibile ai grandi dove passare, indisturbati, ore e ore a disegnare o leggere.

Una volta cresciuti, con gli impegni che aumentano e il tempo che manca, non sarebbe fantastico poter rivivere quel ricordo e ricavare, nella propria casa, una stanza segreta per evadere dalla routine quotidiana?

Niente panico. Per creare passaggi segreti e locali nascosti non servono sistemi ingegneristici o corridoi labirintici alla Indiana Jones! La soluzione è semplice: basta arredare le pareti scegliendo una porta libreria con apertura a bilico.

porta libreria segreta

Cos’è una porta a bilico (per di più con libreria integrata)?

La porta a bilico è un modello di porta pivotante o girevole che, per aprirsi, ruota attorno a perni laterali a scomparsa. Si differenzia dalle classiche porte battenti o scorrevoli per il sistema di apertura non vincolato a binari né a telai murati.

La porta libreria è uno speciale modello di porta invisibile che integra la funzionalità dei serramenti salvaspazio all’intelligenza degli arredi multifunzione. Ciò che la rende unica è il suo design, simile all’aspetto di un mobile a ripiani ricavato in una nicchia.

porta libreria a bilico

7 buoni motivi per utilizzare una porta libreria segreta

Elegante, pratica, mimetizzata: la libreria nascondi porta presenta parecchi vantaggi. Se ti alletta l’idea che anche la tua casa abbia il suo passaggio segreto (o per dirla in stile fantasy, il suo portale spazio-temporale), dai un’occhiata alle 7 ragioni per scegliere una porta-libreria.

porta libreria segreta

1 – Creare un passaggio nascosto

Il vero motivo per cui si sceglie di installare una porta con finta libreria (ma da usare come una vera scaffalatura) è per rendere una stanza inaccessibile a chi non ne conosce l’esistenza. In altre parole, questa libreria magica permette di celare l’accesso a un locale che si desidera mantenere segreto.

Nella pratica, la porta nascosta può essere utilizzata per separare lo spazio in maniera discreta, per ricavare una stanza blindata, un ufficio domestico, una personale biblioteca con libri da collezione… o per organizzare un angolo relax dove riposare e ricaricare le energie prima che i bambini tornino da scuola!

2 – Soluzione salvaspazio

A livello tecnico, l’ingombro di una porta a bilico verticale è inferiore a quello di una normale porta battente. Può essere quindi utilizzata in numerosissimi ambienti, tanto spaziosi quanto ristretti.
In termini di ottimizzazione, l’assenza di un vano porta tradizionale permette di sfruttare la parete interamente, per tutta la lunghezza, quando il battente è chiuso. I ripiani integrati nelle ante, dal canto loro, riducono al minimo lo spazio occupato in profondità. Per rendersene conto, è sufficiente paragonare l’ingombro della porta a quello di una libreria a parete che, per quanto poco profonda o ultra sottile, non sarà mai a filo muro.

3 – Apertura facile e intuitiva

Le porte nascoste si aprono facilmente e senza sforzo tirando, spingendo o ruotando i pannelli a seconda dei modelli. Per preservare il massimo della segretezza, è bene scegliere un modello senza maniglie. I sistemi di apertura più avanzati prevedono serrature magnetiche e cerniere nascoste, dettagli che rendono la porta letteralmente invisibile.

Inoltre, il connubio tra apertura facilitata e minimo ingombro fa sì che le porte a bilico (comprese quelle con libreria) possano essere impiegate per agevolare le persone diversamente abili.

4 – Nessun lavoro di muratura

La posa delle porte con libreria non prevede alcuna opera muraria. A differenza di quelle a scomparsa, che richiedono un intervento di demolizione della parete, le porte a bilico verticale non necessitano l’installazione di controtelai interni. Infatti, il loro movimento è vincolato alla presenza di due perni, a soffitto e a pavimento.
Di conseguenza, le porte nascoste si fondono in totale armonia nella parete e sono compatibili con la maggior parte dei muri, anche in cartongesso.

5 – Insonorizzazione, resistenza, materiali di qualità

Quelle con libreria sono porte nate per nascondere e proteggere. Efficaci contro gli occhi indiscreti, le quinte girevoli con scaffalatura lo sono anche contro i rumori molesti. E non mi riferisco all’apertura silenziosa, controllata da cerniere di ultima generazione che ne garantiscono la movimentazione fluida e in sicurezza, ma piuttosto alla composizione delle ante.

Le migliori porte a libreria sono realizzate con materiali polimerici dalle proprietà isolanti, perfetti per insonorizzare un ambiente di piccole dimensioni.

6 – Estetica impeccabile

Veniamo al dunque: le porte libreria sono belle, oltre che pratiche. Contemporanee, essenziali, discrete: hanno tutte le carte in regola per soddisfare le richieste degli appartamenti moderni, a dir poco esigenti quando si tratta di estetica.

Il design, curato nei minimi dettagli, tende al minimalismo: maniglie assenti o incassate, pannelli in continuità con le pareti e installazione a filo muro, per una resa elegante e raffinata.

7 – Prezzo giustificato

Sarò sincera: il prezzo di una porta libreria può essere importante, di gran lunga superiore a quello di una tradizionale porta a battente. Bisogna però considerare che il costo è giustificato da fattori come la qualità dei materiali impiegati, la praticità di utilizzo, la funzionalità e l’impatto estetico che una porta nascosta ha nell’ambiente domestico. In una parola: impareggiabili.

Inoltre, il nome “porta libreria” suggerisce che la soluzione comprende non uno, ma due elementi: una porta e una libreria, perfettamente utilizzabile per riporre volumi (leggasi: non servirà acquistare scaffali o mensole aggiuntivi).

Ultimo ma non meno importante, il vantaggio economico. Se stai ristrutturando casa e prevedi di intervenire anche sulle porte, ricorda che potresti avere diritto alle agevolazioni fiscali previste per legge.

porta nascosta da libreria

Scegliere la migliore porta libreria: chiedi agli esperti

Come visto, la porta libreria è un arredo innovativo ed elegante, perfetto per creare una stanza o un passaggio segreto senza ricorrere a grandi opere murarie. Se l’idea fa al caso tuo, ma vorresti essere guidato nella scelta, il consiglio è di rivolgerti a dei veri professionisti.

L’azienda Porte Italiane, leader nel settore da 50 anni, è a disposizione per proporti una soluzione originale e di qualità per creare un angolo di pace nella tua casa.

25 Novembre 2019 / / Blog Arredamento

Manca poco più di un mese a Natale. Le giornate si accorciano, il freddo si fa sentire… e i più nostalgici non fanno che ripensare a quei pomeriggi estivi passati, tra una nuotata e l’altra, a bordo di meravigliose piscine interrate.

Ambasciatrici di una certa idea di lusso, le moderne vasche da esterno hanno tutte le carte in regola per trasformare il giardino in un piccolo angolo di paradiso. Curate nei minimi dettagli e realizzate con materiali di pregio, assumono un valore estetico tale da essere considerate dei veri e propri complementi d’arredo dal design contemporaneo.

L’originalità delle piscine interrate più belle è causa del loro successo. Le pagine dei cataloghi si popolano di vasche dalle forme particolari, anche su misura, corredate da così tanti accessori che le soluzioni personalizzate stanno diventando il nuovo standard. Non resta che chiedersi quale sia la piscina migliore in cui immergersi…

Lasciamo a te la scelta! Ecco una selezione di 7 piscine interrate di design, progettate e realizzate da iBlue Piscine, a cui non potrai resistere.

1 – Le piscine in mosaico: quando il rivestimento è decorativo

Il mosaico è uno dei materiali più di tendenza tra i rivestimenti delle piscine contemporanee. È particolarmente apprezzato per l’eleganza delle sue tessere, personalizzabili per motivi e colori. Le tinte di maggior tendenza restano il blu e l’azzurro, ideali se si vuole rendere l’acqua ancora più cristallina.

I plus di una piscina con fondo a mosaico? Si pulisce facilmente, ha un’ottima durata nel tempo ed è un impareggiabile simbolo di lusso e raffinatezza.

piscina interrata in mosaico

2 – Praticità ed estetica delle piscine con copertura

Quando si dice piscina esterna è inevitabile parlare di protezione. E se si tratta di piscine di design, l’argomento si fa ancor più delicato.

La copertura è l’elemento fondamentale per proteggere la piscina quando non viene utilizzata. E, poiché anche l’occhio vuole la sua parte, i modelli più attuali si adattano alle tendenze moderne. Una volta chiusi, teli e pannelli si integrano perfettamente nella struttura della vasca, garantendo così una resa estetica impeccabile.

piscina esterna con copertura

3 – Piscine con doccia dal design funzionale

Chi l’ha detto che una bella piscina interrata non possa essere anche pratica? Ne sono l’esempio le piscine con doccia a bordo vasca, vera sintesi tra funzionalità e gusto.

Oltre ad essere utili, le colonne doccia sono utilizzate come gradevole elemento decorativo. Il loro aspetto, minimalista e accattivante, è studiato nei minimi dettagli per assecondare lo stile della piscina e fondersi discretamente nell’ambiente in cui sono inserite.

piscina esterna con doccia

4 – Design al servizio del divertimento: le piscine con trampolino

La piscina con trampolino riesce a combinare divertimento e stile. Come? Integrando alla vasca una piccola piattaforma per tuffi dall’aspetto minimalista.

A differenza dei classici trampolini, quelli di design sono caratterizzati da forme sinuose, ricurve o arcuate e sono realizzati con materiali innovativi ed esclusivi, resistenti all’usura e alle sollecitazioni.

piscina moderna con trampolino

5 – Le piscine interrate con scala alla romana: tra antico e moderno

La piscina con scala romana è apprezzata da coloro che vogliono immergersi in acqua in maniera graduale. Ottima alternativa alla scaletta laterale, la scala interna ha il vantaggio di consentire a più persone di scendere in vasca contemporaneamente, in sicurezza e senza sforzo.

Dal punto di vista estetico, i gradini integrati nella struttura – ottimi anche per sedersi a prendere il sole – conferiscono alla piscina un aspetto di indiscussa ricercatezza.

piscina con scala alla romana

6 – Quando il relax è massimo: le piscine esterne con idromassaggio

L’idromassaggio è l’accessorio numero uno delle piscine di design. Bocchette regolabili e getti d’acqua sono tutto ciò che serve per creare una piccola spa in giardino, utile per ricaricare le batterie dopo una giornata stressante.

L’idromassaggio delle piscine interrate può essere integrato nella vasca principale, in un angolo, o dislocato in una vasca secondaria, solitamente rotonda e di dimensioni inferiori.

piscina con idromassaggio

7 – Le piscine illuminate: giochi di luci colorate in giardino

Lo sai che i colori possono influenzare umori e stati d’animo? A dirlo è la cromoterapia che, comunemente impiegata nell’arredamento o nella moda, riceve una risposta positiva anche dal mondo delle piscine.

Il vantaggio di illuminare la vasca con luci blu, verdi, rosse o viola è duplice. La piscina potrà essere utilizzata per una suggestiva nuotata al chiaro di luna e creerà in giardino un’atmosfera d’incanto.

piscina di design illuminata

Piscine interrate moderne: mini guida alla scelta

Prima di scegliere una piscina interrata, ci sono importanti fattori che dovresti considerare. Abbiamo raccolto, in pillole, i principali.

I materiali

La qualità di una piscina interrata passa anche dai materiali con cui è realizzata. Oltre a considerare la materia principale, ovvero quella che costituirà la struttura della vasca, non dimenticare di informarti sulle tipologie di rivestimento, pavimentazione e bordo più adatti alle tue esigenze.

La forma e le dimensioni

Criteri di scelta imprescindibili, si determinano in base alle esigenze pratiche e allo spazio disponibile. Oltre ai modelli classici (rettangolare, rotondo, ovale) esistono piscine dalla forma libera o strana (come quella a fagiolo), perfette per aggirare ostacoli fisici presenti in giardino. Per le dimensioni, invece, è indispensabile determinare non solo lunghezza e larghezza, ma anche la profondità della vasca.

Gli accessori

Trampolino, idromassaggio o riscaldamento? Quando si parla di accessori per piscina, non ci sono regole da seguire. La scelta dovrebbe essere dettata dall’uso che fai della vasca, dalle attività che ti piace svolgere, dello spazio e del budget a disposizione. Un esempio? Se ami nuotare ma non puoi installare una piscina olimpionica in giardino, potresti scegliere di integrare in vasca un sistema per il nuoto controcorrente.

L’impianto di filtrazione

Il sistema di sanificazione delle moderne piscine interrate si basa su due sistemi: lo skimmer e lo sfioro. Nel primo caso, la pulizia è affidata a prese che aspirano l’acqua e la inviano ad appositi filtri. Nel secondo, l’acqua fuoriesce oltre il bordo della vasca per finire in un serbatoio dove viene filtrata. Poiché i sistemi prevedono performance e costi diversi, è bene chiedere la consulenza di un esperto prima di procedere ad un eventuale acquisto.

5 Novembre 2019 / / Blog Arredamento

Tutti ne parlano, pochi sanno di cosa si tratta veramente.

Iniziamo con una definizione. Coworking indica la situazione in cui più persone usufruiscono dello stesso ambiente di lavoro mantenendo separate le proprie attività professionali.

Ciò che rende speciale questa filosofia del lavoro è la sua sede, situata in grandi open space arredati con mobili da ufficio moderni come quelli proposti dall’azienda Quadrifoglio Group. Scrivanie operative, tavoli in stile industrial, sedie e sgabelli ergonomici, librerie colorate, poltroncine e divanetti ultra comodi fanno dell’ambiente di lavoro uno spazio positivo e dinamico, dove a intense ore passate davanti al PC corrispondono altrettante occasioni di svago e aggregazione.

arredamento coworking quadrifoglio

5 buone ragioni per scegliere il coworking

Spazi aperti, tante persone e poca riservatezza: le premesse per scegliere uno spazio in coworking non sembrano delle migliori… Eppure, sempre più professionisti finiscono per adottare uno stile di lavoro condiviso, fuori dalle mura di casa.

Le ragioni principali? Flessibilità, legami professionali e libertà di creare la propria work routine.

1 – Flessibilità oraria

Gli orari di lavoro flessibili sono la caratteristica saliente del coworking. I professionisti possono organizzare la giornata lavorativa senza vivere la costrizione delle canoniche “8 ore in ufficio”. Nella pratica, freelance e lavoratori autonomi noleggiano una scrivania a giornata in base alle necessità, agli impegni o alle scadenze.

La flessibilità non riguarda solo la quotidianità di chi lavora ma anche, e soprattutto, l’orario di apertura delle strutture ricettive. Esistono coworking che restano aperti da mattina a sera, altri che permettono di lavorare nel weekend e alcuni che garantiscono il servizio 24 h / 24, 7 giorni su 7.

2 – Ambiente stimolante

Gente che va, gente che viene e ogni giorno un nuovo vicino di scrivania. È l’essenza del coworking: creare un ambiente professionale stimolante e dinamico, con lo scopo di aumentare la produttività personale e promuovere un modo di lavorare non convenzionale.

Coworking non significa solo condividere una scrivania. I momenti di relax, trascorsi in aree specifiche, diventano preziose occasioni per scambiare quattro chiacchiere e ricaricare le batterie in vista di un intenso pomeriggio di lavoro.

Passi la condivisione, ma la privacy? I rumori? Il problema può essere risolto con sistemi come LightSound, un prodotto di design che integra illuminazione e pannelli fonoassorbenti per diminuire il riverbero tipico degli spazi aperti.

3 – Networking di professionisti

Condivisione di spazi = condivisione di idee. Un ambiente di lavoro in open space permette di stringere collaborazioni, aumentare i contatti in agenda e favorire lo scambio di informazioni.

Fare rete con altri professionisti è di vitale importanza per chi, lavorando dal suo piccolo ufficio domestico, rischierebbe di rimanere isolato. Il senso di appartenenza a un gruppo che si crea in un coworking, però, è ben diverso dalla classica relazione che si stringe tra colleghi. Le istruzioni sono chiare: aiuto e supporto non si negano a nessuno, ma ognuno lavora per sé.

4 – Prezzi contenuti e offerte mensili

Il noleggio di una scrivania in coworking è meno costoso dell’affitto di un ufficio. Niente mobili da comprare, nessuna bolletta da pagare: tutto è condiviso, e quindi è più economico.

I prezzi di una postazione in coworking sono calcolati in base al numero di giorni per cui si noleggia la scrivania, ma esistono formule e abbonamenti mensili che permettono di risparmiare sulla tariffa giornaliera con dei forfait. Orientativamente, i prezzi mensili degli spazi in coworking in una città come Roma vanno dai 150 € per una scrivania semplice ai 550 € per un’isola con 4 postazioni PC.

Con le formule easy o basic, di norma, la postazione non è riservata e viene assegnata quando si arriva nell’open space (hot desking). Invece, per chi avesse la necessità di mantenere lo stesso posto (colleghi che collaborano ad un progetto, gruppi di lavoro appartenenti alla stessa società), esiste la possibilità di prenotare una scrivania dedicata pagando un supplemento.

5 – Formazione ed eventi

Non solo lavoro! Le sale in coworking più all’avanguardia ospitano eventi e organizzano incontri professionali o ludico-ricreativi, anche gratuiti.

Per le società si tratta di un momento di condivisione con i clienti, utile per sponsorizzare il proprio marchio o estendere il proprio bacino di utenza.

Per i professionisti diventa un’occasione per partecipare a corsi di formazione, assistere a sessioni di consulenza con esperti del settore o, semplicemente, condividere un aperitivo culturale con i membri della community.

A chi si rivolge il coworking?

I principali adepti del coworking sono freelance o startupper che preferiscono lavorare in un ambiente condiviso piuttosto che a casa.

Benché la maggior parte dei clienti sia costituita da professionisti singoli, sta crescendo sensibilmente il numero delle società che decidono di condurre la loro attività dall’open space di una città europea.

Dove si svolge il lavoro condiviso?

Le attività in coworking si svolgono in open space e locali dotati dei principali comfort. A prima vista, ciò che rende unico l’ambiente è la presenza di numerose postazioni di lavoro. Che si tratti di scrivanie operative o di tavoli in stile loft, la parola d’ordine è una: condivisione.

Gli open space più organizzati prevedono aree ristoro, bar, zone relax o conversazione, servizi indispensabili come la connessione wi-fi e l’aria condizionata o facoltativi come il noleggio di un armadietto, l’utilizzo di una stampante o di una casella postale.

Alcuni spazi in coworking mettono a disposizione sale riunioni e micro uffici chiusi da pareti divisorie, la soluzione ideale per chi ha la necessità di isolarsi in vista della consegna di un progetto.

arredamento ufficio open space quadrifoglio

Il coworking in Italia: qualche dato

Le statistiche non mentono: la cultura del coworking sta aumentando anche in Italia. Gli spazi di lavoro condiviso sono più numerosi al Nord (Lombardia e Veneto primeggiano), area geografica che vede Milano come capitale indiscussa del coworking.

A più di un milione di italiani è già capitato di noleggiare una postazione condivisa. Gli utenti sono principalmente lavoratori autonomi o in partita Iva, seguiti da startupper e dipendenti di piccole aziende. La parità di genere non è ancora stata raggiunta: gli uomini superano numericamente le donne costituendo più del 50% dei coworkers italiani.

29 Ottobre 2019 / / Blog Arredamento

Mancano meno di due mesi al 25 dicembre.

Sai cosa significa?
È ufficialmente aperta la corsa ai regali di Natale!

Di fronte allo shopping natalizio, ognuno reagisce a suo modo. C’è chi si fa prendere dal panico da pacchetto, chi non ha idee e aspetta la Vigilia per svaligiare i negozi e chi, più risoluto, non sbaglia mai puntando su regali per la casa utili e originali.

Un esempio? I piccoli elettrodomestici, ovvero la nutrita famiglia di apparecchi elettronici di dimensioni ridotte che cuocendo, sminuzzando, scaldando o aspirando al posto nostro, contribuiscono a semplificare la vita di tutti i giorni.

Che siano potenti e tecnologicamente avanzati, non c’è dubbio. Ciò che li rende davvero speciali – per non dire indispensabili in cucina – è il loro design: moderni o vintage, mini frigo, frullatori, robottini, macchine per il caffè si trasformano in bellissimi oggetti da collezione. Da regalare a Natale, ovviamente.

Idea regalo per la mamma: il robot da cucina

La mamma è sempre la mamma… e come non renderla felice con un robot da cucina multifunzione che cuoce prelibati manicaretti al posto suo? Meno tempo passato ai fornelli, più tempo libero per lei!

robot da cucina multifunzione

Idea regalo per il papà: la macchina per il caffè espresso

Sai che il suo passatempo preferito è stare seduto in poltrona, con il giornale sulle gambe e un espresso fumante in mano. Non lascerà facilmente quella poltrona se gli regalerai una personale macchina per il caffè.

macchina per il caffé vintage

Idea regalo per la sorella: l’estrattore di succo

Va a correre, ama i cibi sani, non sgarra mai con le calorie. È l’identikit della perfetta sorella salutista, che detesta i lunghi pasti di Natale. Il regalo perfetto per lei è un estrattore a freddo, ideale per preparare succhi multivitaminici e bevande sane.

estrattore di succhi a freddo

Idea regalo per una coppia di amici: il mini frigo

Si sono appena trasferiti nella casa nuova. Lei ha una passione smodata per lo stile retrò, lui va pazzo per gli elettrodomestici colorati. Forse, con un piccolo frigo vintage, li accontenterai entrambi…

mini frigo colorato vintage

Idea regalo per la suocera: il robot aspirapolvere

Temi il suo giudizio, ma in fondo le vuoi un gran bene. Questo Natale, stupisci tua suocera con un robot aspirapolvere e lavapavimenti che pulisce anche gli angoli più remoti della casa.

robot aspirapolvere lavapavimenti

Guida al riciclo: dove si buttano i piccoli elettrodomestici?

Ricorda che mixer, tostapane e microonde non sono rifiuti ordinari. Sono classificati come RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e il loro smaltimento è regolamentato da leggi nazionali che ne promuovono il recupero e il riciclo.

Se non sai dove buttare un elettrodomestico rotto o vecchio, puoi rivolgerti:

  • ad un’isola ecologica o al centro di raccolta del tuo comune
  • ad un grande negozio di elettronica.

In virtù del sistema Uno contro Zero pubblicato nel Decreto Ministeriale 121/2016, gli esercizi commerciali con superficie maggiore di 400 mq sono tenuti a ritirare il tuo elettrodomestico gratuitamente e senza obbligo di acquisto, a patto che l’apparecchio misuri meno di 25 cm e che non costituisca fonte di contaminazione.

9 Ottobre 2019 / / Architettura

Inutile negarlo, la salvaguardia dell’ambiente è diventata una questione prioritaria. La tutela del pianeta passa non solo dai piccoli gesti, ma anche da scelte eco-sostenibili capaci, negli anni, di diminuire l’impatto sull’ambiente che ci circonda. Sempre più spesso, scegliamo cosa mangiare, come viaggiare e cerchiamo alloggi altamente efficienti per ridurre i consumi di energia e i costi che ne derivano.

È proprio sulla scia di questa filosofia green che, negli ultimi decenni, il settore delle costruzioni ha professato un vero e proprio cambio di rotta, facendo dell’edilizia sostenibile il suo cavallo di battaglia.

La definizione di edilizia sostenibile

Cos’è l’edilizia sostenibile? Con questo termine si intende una disciplina volta a progettare e realizzare edifici eco-sostenibili ed eco-compatibili, costruiti nel rispetto dell’ambiente, dei suoi abitanti e delle sue risorse.

Detta anche green building, l’edilizia verde lavora a stretto contatto con la bioarchitettura e le sue applicazioni: l’architettura ecologica (che mira a progettare edifici sostenibili e poco inquinanti), l’architettura bioclimatica (che utilizza gli elementi naturali come fonte di energia principale) e l’architettura organica (che promuove la coesistenza armoniosa tra uomo, costruzione e natura).

Esempio edilizia sostenibile

Le origini dell’edilizia sostenibile: un po’ di storia

L’edilizia sostenibile non è una disciplina moderna, né contemporanea. Le sue origini sono talmente antiche che risalgono ai primi tentativi dell’uomo di costruire abitazioni di fortuna per sfuggire ai predatori o garantirsi un riparo per la notte.

Queste rudimentali dimore erano costruite con materiali naturali come legno o paglia, facili da reperire e presenti in grandi quantità. Le tecniche di costruzione, benché solo abbozzate, nascondevano già la necessità di assecondare la morfologia del territorio per trarne il miglior vantaggio. In fondo, non sono queste le basi dell’odierna edilizia sostenibile?

Il XX secolo celebra il genio di Frank Lloyd Wright, fondatore dell’architettura organica. Tra le sue opere spiccano la celebre Casa sulla Cascata e le Prairie Houses, dove è evidente la volontà di far convivere in armonia il sistema ternario uomo, edificio e natura.

L’architettura organica di Wright favorisce la nascita di discipline affini. Una di queste è l’arcologia, fondata negli anni ’60 da Paolo Soleri proprio per coniugare architettura ed ecologia. L’obiettivo dell’italo-americano riguardava la possibilità di realizzare edifici autosufficienti, ad alta densità abitativa, capaci di creare e preservare al loro interno una micro ecologia. Un progetto fantascientifico e utopistico per l’epoca? Forse, ma non distante dalle moderne costruzioni ecofriendly.

Germania, 1973: la grave crisi che colpisce l’Europa porta alla luce una questione spinosa: il risparmio energetico. Il mancato approvvigionamento di petrolio e l’aumento dei prezzi obbligano i paesi occidentali a cercare fonti di energia alternative, possibilmente rinnovabili e, nel campo dell’edilizia, materiali da costruzione naturali ed eco-compatibili. Finalmente, un nuovo concetto di edilizia moderna, focalizzato sulla sostenibilità, vede la luce.

Edilizia sostenibile e bioarchittetura: i 6 principi fondamentali

Costruire abitazioni rispettose dell’ambiente ma confortevoli è tutt’altro che banale. Dalla progettazione alla chiusura del cantiere, le fasi che conducono alla realizzazione di una casa in ottica sostenibile si fondano su criteri ben precisi. Ecco i principali:

    • la relazione con la natura: è fondamentale che l’edificio rispetti e assecondi l’ambiente che lo circonda, come professato dall’architettura organica
    • l’utilizzo razionale delle risorse: poiché le risorse naturali non sono illimitate, è indispensabile limitare gli sprechi. Il riuso delle acque piovane è una delle strategie dell’architettura green
    • il risparmio energetico: la bioarchitettura utilizza tecnologie amiche dell’ambiente, capaci di aumentare la prestazione energetica dell’edificio o di ridurne drasticamente il fabbisogno esterno (come succede per gli edifici a energia quasi zero o le case passive)
    • l’esposizione ottimale: in fase di progettazione, è fondamentale definire l’orientamento dell’edificio per sfruttare al meglio la luce solare e l’ombra naturale
    • la qualità di vita e il comfort abitativo: è prioritario, per l’edilizia sostenibile, rispettare il benessere psico-fisico di coloro che vivono nell’edificio e di chi si occupa della costruzione. Emissioni dannose e ambienti insalubri non rispettano i principi dell’edilizia verde
    • la scelta dei materiali: le costruzioni green promuovono l’utilizzo di materiali sostenibili, provenienti da fonti rinnovabili o certificate (ad esempio, il legno delle foreste a gestione responsabile), riciclati e riciclabili, che riducono l’impatto ambientale anche in fase di trasporto e smaltimento

Un esempio virtuoso di edilizia sostenibile: le case ecologiche in legno

Chi dice materiali per edilizia sostenibile dice legno. E chi dice legno… dice casa ecologica! Naturale, caldo, profumato, questo materiale ultra rispettoso dell’ambiente garantisce prestazioni eccellenti e una resa estetica davvero unica nel suo genere. Pur lentamente, anche sul nostro territorio si sta diffondendo il concetto di edilizia sostenibile, ma nonostante questo sono ancora poche le aziende capaci di proporre ai clienti un’offerta capace di coniugare elevati standard qualitativi e sostenibilità.

Un esempio virtuoso è quello rappresentato dalla Rasom Wood Technology, un’azienda della Val di Fassa, nel cuore delle Dolomiti, circondata dal verde dei boschi e per questo estremamente consapevole dell’importanza e del valore di un’edilizia capace di integrarsi armoniosamente nel territorio rispettandolo e valorizzandolo.

Esempio casa in legno

Abitare in un edificio prefabbricato in legno presenta numerosi vantaggi, al punto che è quasi superfluo chiedersi se sia meglio una casa in legno o in muratura!
In termini di risparmio energetico, il legno ha un’ottima capacità di isolamento termico e acustico, dote che permette di evitare dispersioni di calore, di migliorare l’efficienza e di diminuire le spese. I consumi sono ridotti con costi d’investimento ottimali.
Il legno, inoltre, è solido, elastico e flessibile, sopporta le oscillazioni ed è indicato per la costruzione di edifici antisismici.

L’azienda Rasom Wood Technology, leader in Italia per questo tipo di costruzioni, è in grado di unire soluzioni ad impatto ambientale minimo a design ricercati anche nei minimi dettagli . La loro idea di casa è la casa del futuro! che non deve essere solamente confortevole e bella, ma anche e soprattutto in armonia con l’ambiente che la ospita. Ridurre le emissioni e l’impatto ambientale, per quest’azienda, è diventata una priorità improrogabile.
Quindi, se alcuni le considerano ancora una scommessa per il futuro dell’edilizia, per noi quella scommessa è già vinta. Provare per credere!

11 Marzo 2019 / / Architettura

Finalmente arriva la primavera! Le giornate si allungano, il sole diventa più caldo e la natura si risveglia: quale miglior occasione per fare un po’ di giardinaggio? Che tu decida di mettere alla prova il tuo pollice verde o di affidarti a giardinieri professionisti, non farti cogliere (giusto per stare in tema) impreparato. Scopri quali sono le cose da fare in giardino nel mese di marzo, con alcuni consigli pratici e un piccolo approfondimento sul Bonus Verde.

Foto di Quinn Kampschroer da Pixabay

Sistemare il giardino in primavera: viva il fai da te!

Prendersi cura del giardino in primavera è il primo passo per godere di uno spazio verde sano e rigoglioso anche durante l’estate. Se è buona norma fare manutenzione tutto l’anno, l’arrivo di marzo inaugura la grande stagione dei lavori di sistemazione, concimazione, potatura e semina delle aree verdi.

  1. Rimuovi i teli protettivi che hai utilizzato durante l’inverno. Controlla che umidità e condensa non abbiano creato muffe, cambia i vasi se sono diventati troppo piccoli, elimina le foglie secche e prepara le piante riproducibili per talea.
  2. Occupati della potatura delle piante e degli arbusti prima del risveglio primaverile. Elimina i rami che non ricevono abbastanza luce; una potatura corretta stimola la nascita di nuove gemme, la fioritura e la produzione di frutti. Secondo gli esperti, marzo è il mese perfetto per potare le rose.
  3. Prepara le aiuole fiorite: elimina le erbe infestanti avendo cura di rimuovere completamente le radici. Smuovi bene il terreno e rompi le zolle per ossigenare la terra. Scegli la forma dell’aiuola e crea una bordatura decorativa utilizzando sassi, mattoni o paletti. Ricorda di scegliere piante adatte all’esposizione (sole pieno, mezzo sole o ombra).
  4. Concima il terreno prima della ripresa vegetativa per assicurare all’apparato radicale il giusto apporto di nutrienti. Scegli il concime più adatto alle caratteristiche della vegetazione, preferendo i concimi naturali e organici a quelli chimici (soprattutto se poi coglierai e mangerai i frutti delle piante!).
  5. Rigenera il prato. Controlla lo stato in cui versa il tappeto erboso dopo l’inverno (sì, anche i prati si stressano!). Esegui un taglio basso per arieggiare il terreno, concima la terra e procedi alla risemina delle zone diradate quando le temperature superano i 10 gradi. Scegli un miscuglio di sementi uguale a quello già radicato.
  6. Metti a dimora i bulbi estivi e interra quelli primaverili, che sono fioriti in casa. Abbi cura di piantarli ad una profondità almeno doppia rispetto al loro diametro e annaffiali per stimolare le radici. Tra le bulbose estive da piantare tra marzo e aprile troverai i gladioli, le dalie, i gigli, le calle e gli agapanthus.
  7. Semina i fiori che sbocceranno in estate. Ecco cosa puoi seminare all’aperto quando marzo è mite: bocca di leone, delphinium, ipomea e calendula. Se proprio non riesci ad aspettare la fioritura estiva, compra piantine di fiori primaverili come le primule, le violette, le margherite, la lobelia e alcune varietà di anemoni.

Attenzione: prima di prenderti cura del giardino, assicurati che il pericolo di gelate sia davvero scampato e osserva i primi segnali che indicano la ripresa vegetativa. Il segreto sta tutto nel rispetto dei ritmi della natura!

Foto di congerdesign da Pixabay

Idea bonus: la preparazione del giardino in primavera passa anche dagli arredi. Rispolvera vecchie sdraio in legno o realizza un divanetto da esterno utilizzando pallet e cuscini colorati non ti serve molto per creare un angolo relax immerso nel verde!

Quanto costa un giardiniere professionista?

Non avere il pollice verde non significa dover rinunciare all’incanto di un giardino fiorito. Se non te la senti di prenderti cura delle piante, o semplicemente non sai come fare a progettarne un’area verde, puoi rivolgerti a chi ha fatto del giardinaggio il suo lavoro. La manutenzione di un giardino privato ad opera di un professionista, e ancor di più la sua creazione da zero, ha dei prezzi superiori rispetto al fai da te. Le tariffe (calcolate ad ore o a
metro quadro) variano a seconda degli interventi previsti nel progetto. Ecco una piccola tabella riassuntiva con alcune indicazioni sul costo dei giardinieri:

PREZZI INDICATIVI E TARIFFE DEI GIARDINIERI

manutenzione e interventi di base 10 – 25 € (all’ora)
progettazione giardini da 280 € a 4.000 €*
potatura piante 50 – 120 € (per pianta, in base all’altezza)

* fonte: www.habitissimo.it (il prezzo dipende dall’impresa a cui ci si rivolge, i prezzi variano da impresa a impresa e dal tipo di professionista selezionato, sia giardiniere o architetto paesaggista)

Ricorda che si tratta di prezzi indicativi, che possono variare in base a dove vivi, alla metratura del giardino e alla tipologia di intervento richiesto. Altri fattori che incidono sul preventivo sono la durata dei lavori, l’uso di strumenti specifici e il grado di esperienza del professionista.

Chiedere l’aiuto di un giardiniere, però, ha anche i suoi vantaggi. Per tutto il 2019, chi intraprende lavori di manutenzione del verde può godere delle agevolazioni del Bonus Verde. Consulta il sito dell’Agenzia delle Entrate per trovare tutte le informazioni utili (come richiederlo, quali spese vi rientrano, la percentuale di detrazioni fiscali).