1 Dicembre 2019 / / Blog Arredamento

Siamo nell’era della smart home, in cui i vantaggi della rivoluzione tecnologica e digitale migliorano costantemente il nostro ambiente domestico rendendolo al contempo sempre più ecosostenibile.

Tra gli strumenti protagonisti del processo d’innovazione che stanno attraversando le abitazioni si annoverano senza dubbio i termostati smart, che permettono tanto di tenere sotto controllo quanto di regolare a distanza la temperatura di tutti gli ambienti.

Questi dispositivi, infatti, possono essere controllati anche attraverso smartphone e tablet, garantendo in questo modo un utilizzo mirato delle risorse energetiche. Il tutto è reso possibile da specifiche app che, sfruttando la connessione Wi-Fi, garantiscono il controllo da remoto delle apparecchiature. I vantaggi principali dell’utilizzo di un termostato smart, allora, sono rappresentati dalla possibilità di limitare il consumo energetico quando non si è in casa o di fare in modo che il dispositivo provveda a riattivare il riscaldamento per l’ora del rientro.

Ovviamente, un termostato smart può essere parte integrante di un sistema di domotica e interagire al meglio con la centralina e con i sensori ambientali.

Come scegliere il migliore termostato smart

Il mercato, attualmente, offre un’ampia gamma di soluzioni smart tra cui i consumatori possono scegliere. Per essere certi di optare per proposte sicure e all’avanguardia è sufficiente rivolgersi ad aziende dalla grande esperienza nel settore, come per esempio Ariston.

Il termostato wifi Ariston Cube S Net, per esempio, è un dispositivo innovativo di ultima generazione e di dimensioni contenute, che include numerose nuove funzionalità. Il design è moderno ed accattivante, così da permettere al mezzo una facile integrazione nello stile di casa. Presenta un’interfaccia intuitiva e immediata, con interfaccia touch e display ben visibile, dove sono riportate tutte le informazioni necessarie. È dotato del sistema di connettività Ariston NET, che gli permette di essere connesso non solo con i dispositivi dell’utente, ma anche con la rete, attraverso cui il termostato ha accesso alla temperatura esterna per adattare al meglio quella dell’ambiente domestico. È un dispositivo che può essere collegato anche con l’apposito centro assistenza, al fine di comunicare eventuali malfunzionamenti e consentire un intervento risolutivo da remoto o pianificare un intervento in loco rapido ed immediato. Cube S Net, inoltre, opera in modo naturale con le caldaie Ariston Alteas e Genus e Clas, prodotti concepiti per essere interamente compatibili tra loro.

Perché scegliere un termostato smart

Scegliere un termostato smart implica un risparmio economico ed una comodità di utilizzo senza precedenti. Il termostato smart, come altri dispositivi, rientra nella normativa sull’efficientamento energetico delle abitazioni e consente, dunque, di accedere ai corposi sgravi fiscali previsti dalla legge.

Oltre al risparmio per l’installazione, fino al 65%, il termostato smart consente di risparmiare sull’energia necessaria al riscaldamento della casa in modo consistente, se abbinati a una caldaia a condensazione in sostituzione di un impianto con caldaie convenzionali. Il risparmio energetico, ovviamente, non riguarda il solo nucleo familiare ma si riflette sulle emissioni di CO2 nell’ambiente. Impiegare dispositivi che migliorano la qualità della vita e preservano l’ambiente è importante per il futuro del pianeta e dei nostri figli.

29 Novembre 2019 / / Blog Arredamento

Da bambini, sarà capitato a tutti di creare un nascondiglio segreto nella cameretta o in un angolo dell’abitazione. Coperto da un lenzuolo o barricato dietro a cuscini, quel rifugio domestico ha sempre racchiuso il fascino di un luogo inaccessibile ai grandi dove passare, indisturbati, ore e ore a disegnare o leggere.

Una volta cresciuti, con gli impegni che aumentano e il tempo che manca, non sarebbe fantastico poter rivivere quel ricordo e ricavare, nella propria casa, una stanza segreta per evadere dalla routine quotidiana?

Niente panico. Per creare passaggi segreti e locali nascosti non servono sistemi ingegneristici o corridoi labirintici alla Indiana Jones! La soluzione è semplice: basta arredare le pareti scegliendo una porta libreria con apertura a bilico.

porta libreria segreta

Cos’è una porta a bilico (per di più con libreria integrata)?

La porta a bilico è un modello di porta pivotante o girevole che, per aprirsi, ruota attorno a perni laterali a scomparsa. Si differenzia dalle classiche porte battenti o scorrevoli per il sistema di apertura non vincolato a binari né a telai murati.

La porta libreria è uno speciale modello di porta invisibile che integra la funzionalità dei serramenti salvaspazio all’intelligenza degli arredi multifunzione. Ciò che la rende unica è il suo design, simile all’aspetto di un mobile a ripiani ricavato in una nicchia.

porta libreria a bilico

7 buoni motivi per utilizzare una porta libreria segreta

Elegante, pratica, mimetizzata: la libreria nascondi porta presenta parecchi vantaggi. Se ti alletta l’idea che anche la tua casa abbia il suo passaggio segreto (o per dirla in stile fantasy, il suo portale spazio-temporale), dai un’occhiata alle 7 ragioni per scegliere una porta-libreria.

porta libreria segreta

1 – Creare un passaggio nascosto

Il vero motivo per cui si sceglie di installare una porta con finta libreria (ma da usare come una vera scaffalatura) è per rendere una stanza inaccessibile a chi non ne conosce l’esistenza. In altre parole, questa libreria magica permette di celare l’accesso a un locale che si desidera mantenere segreto.

Nella pratica, la porta nascosta può essere utilizzata per separare lo spazio in maniera discreta, per ricavare una stanza blindata, un ufficio domestico, una personale biblioteca con libri da collezione… o per organizzare un angolo relax dove riposare e ricaricare le energie prima che i bambini tornino da scuola!

2 – Soluzione salvaspazio

A livello tecnico, l’ingombro di una porta a bilico verticale è inferiore a quello di una normale porta battente. Può essere quindi utilizzata in numerosissimi ambienti, tanto spaziosi quanto ristretti.
In termini di ottimizzazione, l’assenza di un vano porta tradizionale permette di sfruttare la parete interamente, per tutta la lunghezza, quando il battente è chiuso. I ripiani integrati nelle ante, dal canto loro, riducono al minimo lo spazio occupato in profondità. Per rendersene conto, è sufficiente paragonare l’ingombro della porta a quello di una libreria a parete che, per quanto poco profonda o ultra sottile, non sarà mai a filo muro.

3 – Apertura facile e intuitiva

Le porte nascoste si aprono facilmente e senza sforzo tirando, spingendo o ruotando i pannelli a seconda dei modelli. Per preservare il massimo della segretezza, è bene scegliere un modello senza maniglie. I sistemi di apertura più avanzati prevedono serrature magnetiche e cerniere nascoste, dettagli che rendono la porta letteralmente invisibile.

Inoltre, il connubio tra apertura facilitata e minimo ingombro fa sì che le porte a bilico (comprese quelle con libreria) possano essere impiegate per agevolare le persone diversamente abili.

4 – Nessun lavoro di muratura

La posa delle porte con libreria non prevede alcuna opera muraria. A differenza di quelle a scomparsa, che richiedono un intervento di demolizione della parete, le porte a bilico verticale non necessitano l’installazione di controtelai interni. Infatti, il loro movimento è vincolato alla presenza di due perni, a soffitto e a pavimento.
Di conseguenza, le porte nascoste si fondono in totale armonia nella parete e sono compatibili con la maggior parte dei muri, anche in cartongesso.

5 – Insonorizzazione, resistenza, materiali di qualità

Quelle con libreria sono porte nate per nascondere e proteggere. Efficaci contro gli occhi indiscreti, le quinte girevoli con scaffalatura lo sono anche contro i rumori molesti. E non mi riferisco all’apertura silenziosa, controllata da cerniere di ultima generazione che ne garantiscono la movimentazione fluida e in sicurezza, ma piuttosto alla composizione delle ante.

Le migliori porte a libreria sono realizzate con materiali polimerici dalle proprietà isolanti, perfetti per insonorizzare un ambiente di piccole dimensioni.

6 – Estetica impeccabile

Veniamo al dunque: le porte libreria sono belle, oltre che pratiche. Contemporanee, essenziali, discrete: hanno tutte le carte in regola per soddisfare le richieste degli appartamenti moderni, a dir poco esigenti quando si tratta di estetica.

Il design, curato nei minimi dettagli, tende al minimalismo: maniglie assenti o incassate, pannelli in continuità con le pareti e installazione a filo muro, per una resa elegante e raffinata.

7 – Prezzo giustificato

Sarò sincera: il prezzo di una porta libreria può essere importante, di gran lunga superiore a quello di una tradizionale porta a battente. Bisogna però considerare che il costo è giustificato da fattori come la qualità dei materiali impiegati, la praticità di utilizzo, la funzionalità e l’impatto estetico che una porta nascosta ha nell’ambiente domestico. In una parola: impareggiabili.

Inoltre, il nome “porta libreria” suggerisce che la soluzione comprende non uno, ma due elementi: una porta e una libreria, perfettamente utilizzabile per riporre volumi (leggasi: non servirà acquistare scaffali o mensole aggiuntivi).

Ultimo ma non meno importante, il vantaggio economico. Se stai ristrutturando casa e prevedi di intervenire anche sulle porte, ricorda che potresti avere diritto alle agevolazioni fiscali previste per legge.

porta nascosta da libreria

Scegliere la migliore porta libreria: chiedi agli esperti

Come visto, la porta libreria è un arredo innovativo ed elegante, perfetto per creare una stanza o un passaggio segreto senza ricorrere a grandi opere murarie. Se l’idea fa al caso tuo, ma vorresti essere guidato nella scelta, il consiglio è di rivolgerti a dei veri professionisti.

L’azienda Porte Italiane, leader nel settore da 50 anni, è a disposizione per proporti una soluzione originale e di qualità per creare un angolo di pace nella tua casa.

26 Novembre 2019 / / Blog Arredamento

Oggi sono varie le tipologie di porte scorrevoli disponibili in commercio. Ce ne sono di vari materiali e dimensioni, ma anche di adatte per l’installazione all’esterno del muro, che consentono di posizionare questo tipo di porta anche dove non c’è lo spazio all’interno della parete. I modelli di alcune aziende sono poi particolarmente decorativi e permettono di dare quel tocco di originalità che ci aiuta a costruire uno stile del tutto personale all’interno della nostra abitazione. Spesso poi le porte scorrevoli si utilizzano per una vera e propria esigenza, dettata dallo spazio a disposizione o dall’assenza di una vera e propria parete in cui aprire la porta.

Porte salvaspazio

Questa è di certo la peculiarità principale che tutti conoscono delle porte scorrevoli; le si può infatti utilizzare negli ambienti in cui il movimento di apertura di una porta a battente potrebbe risultare eccessivamente “ingombrante”. La porta scorrevole invece, che rimane vicina alla parete o che addirittura vi penetra, è perfetta come accessorio salvaspazio. Ci sono poi anche molti altri vantaggi, si pensi ad esempio a necessità particolari, come suddividere in due un ambiente, come ad esempio un corridoio o il living, per creare un vero e proprio ingresso. In queste situazioni le porte scorrevoli non sono solo pratiche, ma anche molto decorative e permettono di creare un effetto originale e piacevole.

Molto decorative

La proposta oggi disponibile in commercio permette di posizionare in casa accessori decisamente molto belli dal punto di vista estetico e ben progettati. Si pensi ad esempio alle porte scorrevoli in vetro, disponibili con diverse finiture o anche con decorazioni colorate. Sono anche perfette per soluzioni all’interno di uffici open space, in cui suddividere gli spazi. La trasparenza del vetro infatti consente di diffondere la corretta luminosità anche agli ambienti che non affacciano verso l’esterno se non con piccole aperture, garantendo una perfetta abitabilità.
Porte scorrevoli in vetro fumé con binario a soffitto

Installazione

Le porte scorrevoli più classiche si installano creando nella parete laterale all’apertura uno spazio in cui fari rientrare la porta stessa. Chiaramente è necessario avere a disposizione una parete sufficientemente ampia, ma che sia anche completamente priva di impiantistiche, come ad esempio cavi dell’impianto elettrico. Non sempre tale soluzione è disponibile in casa, per questo oggi in vari casi le porte scorrevoli si installano con un binario posto all’esterno della parete, che corre invece sul muro, all’altezza della porta. Questo tipo di soluzione è decisamente piacevole e permette di posizionare una porta scorrevole, in vetro o in altro materiale, anche dove prima tale possibilità era totalmente preclusa. In commercio ci sono poi porte scorrevoli a filo parete, che decorano la stanza e rendono l’apertura decisamente originale. Oppure porte in vetro con profili in legno o alluminio, che danno quel tocco speciale ad ogni ambiente. Di particolare effetto scenico sono le porte scorrevoli doppie a scomparsa, che permettono di suddividere al meglio un ambiente, quando necessario, per poi riaprirlo nel momento in cui si vuole godere di tutto lo spazio disponibile senza interruzioni. Chiaramente è necessario avere a disposizione uno spazio sufficientemente ampio per questo tipo di installazione.

25 Novembre 2019 / / Blog Arredamento

Manca poco più di un mese a Natale. Le giornate si accorciano, il freddo si fa sentire… e i più nostalgici non fanno che ripensare a quei pomeriggi estivi passati, tra una nuotata e l’altra, a bordo di meravigliose piscine interrate.

Ambasciatrici di una certa idea di lusso, le moderne vasche da esterno hanno tutte le carte in regola per trasformare il giardino in un piccolo angolo di paradiso. Curate nei minimi dettagli e realizzate con materiali di pregio, assumono un valore estetico tale da essere considerate dei veri e propri complementi d’arredo dal design contemporaneo.

L’originalità delle piscine interrate più belle è causa del loro successo. Le pagine dei cataloghi si popolano di vasche dalle forme particolari, anche su misura, corredate da così tanti accessori che le soluzioni personalizzate stanno diventando il nuovo standard. Non resta che chiedersi quale sia la piscina migliore in cui immergersi…

Lasciamo a te la scelta! Ecco una selezione di 7 piscine interrate di design, progettate e realizzate da iBlue Piscine, a cui non potrai resistere.

1 – Le piscine in mosaico: quando il rivestimento è decorativo

Il mosaico è uno dei materiali più di tendenza tra i rivestimenti delle piscine contemporanee. È particolarmente apprezzato per l’eleganza delle sue tessere, personalizzabili per motivi e colori. Le tinte di maggior tendenza restano il blu e l’azzurro, ideali se si vuole rendere l’acqua ancora più cristallina.

I plus di una piscina con fondo a mosaico? Si pulisce facilmente, ha un’ottima durata nel tempo ed è un impareggiabile simbolo di lusso e raffinatezza.

piscina interrata in mosaico

2 – Praticità ed estetica delle piscine con copertura

Quando si dice piscina esterna è inevitabile parlare di protezione. E se si tratta di piscine di design, l’argomento si fa ancor più delicato.

La copertura è l’elemento fondamentale per proteggere la piscina quando non viene utilizzata. E, poiché anche l’occhio vuole la sua parte, i modelli più attuali si adattano alle tendenze moderne. Una volta chiusi, teli e pannelli si integrano perfettamente nella struttura della vasca, garantendo così una resa estetica impeccabile.

piscina esterna con copertura

3 – Piscine con doccia dal design funzionale

Chi l’ha detto che una bella piscina interrata non possa essere anche pratica? Ne sono l’esempio le piscine con doccia a bordo vasca, vera sintesi tra funzionalità e gusto.

Oltre ad essere utili, le colonne doccia sono utilizzate come gradevole elemento decorativo. Il loro aspetto, minimalista e accattivante, è studiato nei minimi dettagli per assecondare lo stile della piscina e fondersi discretamente nell’ambiente in cui sono inserite.

piscina esterna con doccia

4 – Design al servizio del divertimento: le piscine con trampolino

La piscina con trampolino riesce a combinare divertimento e stile. Come? Integrando alla vasca una piccola piattaforma per tuffi dall’aspetto minimalista.

A differenza dei classici trampolini, quelli di design sono caratterizzati da forme sinuose, ricurve o arcuate e sono realizzati con materiali innovativi ed esclusivi, resistenti all’usura e alle sollecitazioni.

piscina moderna con trampolino

5 – Le piscine interrate con scala alla romana: tra antico e moderno

La piscina con scala romana è apprezzata da coloro che vogliono immergersi in acqua in maniera graduale. Ottima alternativa alla scaletta laterale, la scala interna ha il vantaggio di consentire a più persone di scendere in vasca contemporaneamente, in sicurezza e senza sforzo.

Dal punto di vista estetico, i gradini integrati nella struttura – ottimi anche per sedersi a prendere il sole – conferiscono alla piscina un aspetto di indiscussa ricercatezza.

piscina con scala alla romana

6 – Quando il relax è massimo: le piscine esterne con idromassaggio

L’idromassaggio è l’accessorio numero uno delle piscine di design. Bocchette regolabili e getti d’acqua sono tutto ciò che serve per creare una piccola spa in giardino, utile per ricaricare le batterie dopo una giornata stressante.

L’idromassaggio delle piscine interrate può essere integrato nella vasca principale, in un angolo, o dislocato in una vasca secondaria, solitamente rotonda e di dimensioni inferiori.

piscina con idromassaggio

7 – Le piscine illuminate: giochi di luci colorate in giardino

Lo sai che i colori possono influenzare umori e stati d’animo? A dirlo è la cromoterapia che, comunemente impiegata nell’arredamento o nella moda, riceve una risposta positiva anche dal mondo delle piscine.

Il vantaggio di illuminare la vasca con luci blu, verdi, rosse o viola è duplice. La piscina potrà essere utilizzata per una suggestiva nuotata al chiaro di luna e creerà in giardino un’atmosfera d’incanto.

piscina di design illuminata

Piscine interrate moderne: mini guida alla scelta

Prima di scegliere una piscina interrata, ci sono importanti fattori che dovresti considerare. Abbiamo raccolto, in pillole, i principali.

I materiali

La qualità di una piscina interrata passa anche dai materiali con cui è realizzata. Oltre a considerare la materia principale, ovvero quella che costituirà la struttura della vasca, non dimenticare di informarti sulle tipologie di rivestimento, pavimentazione e bordo più adatti alle tue esigenze.

La forma e le dimensioni

Criteri di scelta imprescindibili, si determinano in base alle esigenze pratiche e allo spazio disponibile. Oltre ai modelli classici (rettangolare, rotondo, ovale) esistono piscine dalla forma libera o strana (come quella a fagiolo), perfette per aggirare ostacoli fisici presenti in giardino. Per le dimensioni, invece, è indispensabile determinare non solo lunghezza e larghezza, ma anche la profondità della vasca.

Gli accessori

Trampolino, idromassaggio o riscaldamento? Quando si parla di accessori per piscina, non ci sono regole da seguire. La scelta dovrebbe essere dettata dall’uso che fai della vasca, dalle attività che ti piace svolgere, dello spazio e del budget a disposizione. Un esempio? Se ami nuotare ma non puoi installare una piscina olimpionica in giardino, potresti scegliere di integrare in vasca un sistema per il nuoto controcorrente.

L’impianto di filtrazione

Il sistema di sanificazione delle moderne piscine interrate si basa su due sistemi: lo skimmer e lo sfioro. Nel primo caso, la pulizia è affidata a prese che aspirano l’acqua e la inviano ad appositi filtri. Nel secondo, l’acqua fuoriesce oltre il bordo della vasca per finire in un serbatoio dove viene filtrata. Poiché i sistemi prevedono performance e costi diversi, è bene chiedere la consulenza di un esperto prima di procedere ad un eventuale acquisto.

5 Novembre 2019 / / Blog Arredamento

Tutti ne parlano, pochi sanno di cosa si tratta veramente.

Iniziamo con una definizione. Coworking indica la situazione in cui più persone usufruiscono dello stesso ambiente di lavoro mantenendo separate le proprie attività professionali.

Ciò che rende speciale questa filosofia del lavoro è la sua sede, situata in grandi open space arredati con mobili da ufficio moderni come quelli proposti dall’azienda Quadrifoglio Group. Scrivanie operative, tavoli in stile industrial, sedie e sgabelli ergonomici, librerie colorate, poltroncine e divanetti ultra comodi fanno dell’ambiente di lavoro uno spazio positivo e dinamico, dove a intense ore passate davanti al PC corrispondono altrettante occasioni di svago e aggregazione.

arredamento coworking quadrifoglio

5 buone ragioni per scegliere il coworking

Spazi aperti, tante persone e poca riservatezza: le premesse per scegliere uno spazio in coworking non sembrano delle migliori… Eppure, sempre più professionisti finiscono per adottare uno stile di lavoro condiviso, fuori dalle mura di casa.

Le ragioni principali? Flessibilità, legami professionali e libertà di creare la propria work routine.

1 – Flessibilità oraria

Gli orari di lavoro flessibili sono la caratteristica saliente del coworking. I professionisti possono organizzare la giornata lavorativa senza vivere la costrizione delle canoniche “8 ore in ufficio”. Nella pratica, freelance e lavoratori autonomi noleggiano una scrivania a giornata in base alle necessità, agli impegni o alle scadenze.

La flessibilità non riguarda solo la quotidianità di chi lavora ma anche, e soprattutto, l’orario di apertura delle strutture ricettive. Esistono coworking che restano aperti da mattina a sera, altri che permettono di lavorare nel weekend e alcuni che garantiscono il servizio 24 h / 24, 7 giorni su 7.

2 – Ambiente stimolante

Gente che va, gente che viene e ogni giorno un nuovo vicino di scrivania. È l’essenza del coworking: creare un ambiente professionale stimolante e dinamico, con lo scopo di aumentare la produttività personale e promuovere un modo di lavorare non convenzionale.

Coworking non significa solo condividere una scrivania. I momenti di relax, trascorsi in aree specifiche, diventano preziose occasioni per scambiare quattro chiacchiere e ricaricare le batterie in vista di un intenso pomeriggio di lavoro.

Passi la condivisione, ma la privacy? I rumori? Il problema può essere risolto con sistemi come LightSound, un prodotto di design che integra illuminazione e pannelli fonoassorbenti per diminuire il riverbero tipico degli spazi aperti.

3 – Networking di professionisti

Condivisione di spazi = condivisione di idee. Un ambiente di lavoro in open space permette di stringere collaborazioni, aumentare i contatti in agenda e favorire lo scambio di informazioni.

Fare rete con altri professionisti è di vitale importanza per chi, lavorando dal suo piccolo ufficio domestico, rischierebbe di rimanere isolato. Il senso di appartenenza a un gruppo che si crea in un coworking, però, è ben diverso dalla classica relazione che si stringe tra colleghi. Le istruzioni sono chiare: aiuto e supporto non si negano a nessuno, ma ognuno lavora per sé.

4 – Prezzi contenuti e offerte mensili

Il noleggio di una scrivania in coworking è meno costoso dell’affitto di un ufficio. Niente mobili da comprare, nessuna bolletta da pagare: tutto è condiviso, e quindi è più economico.

I prezzi di una postazione in coworking sono calcolati in base al numero di giorni per cui si noleggia la scrivania, ma esistono formule e abbonamenti mensili che permettono di risparmiare sulla tariffa giornaliera con dei forfait. Orientativamente, i prezzi mensili degli spazi in coworking in una città come Roma vanno dai 150 € per una scrivania semplice ai 550 € per un’isola con 4 postazioni PC.

Con le formule easy o basic, di norma, la postazione non è riservata e viene assegnata quando si arriva nell’open space (hot desking). Invece, per chi avesse la necessità di mantenere lo stesso posto (colleghi che collaborano ad un progetto, gruppi di lavoro appartenenti alla stessa società), esiste la possibilità di prenotare una scrivania dedicata pagando un supplemento.

5 – Formazione ed eventi

Non solo lavoro! Le sale in coworking più all’avanguardia ospitano eventi e organizzano incontri professionali o ludico-ricreativi, anche gratuiti.

Per le società si tratta di un momento di condivisione con i clienti, utile per sponsorizzare il proprio marchio o estendere il proprio bacino di utenza.

Per i professionisti diventa un’occasione per partecipare a corsi di formazione, assistere a sessioni di consulenza con esperti del settore o, semplicemente, condividere un aperitivo culturale con i membri della community.

A chi si rivolge il coworking?

I principali adepti del coworking sono freelance o startupper che preferiscono lavorare in un ambiente condiviso piuttosto che a casa.

Benché la maggior parte dei clienti sia costituita da professionisti singoli, sta crescendo sensibilmente il numero delle società che decidono di condurre la loro attività dall’open space di una città europea.

Dove si svolge il lavoro condiviso?

Le attività in coworking si svolgono in open space e locali dotati dei principali comfort. A prima vista, ciò che rende unico l’ambiente è la presenza di numerose postazioni di lavoro. Che si tratti di scrivanie operative o di tavoli in stile loft, la parola d’ordine è una: condivisione.

Gli open space più organizzati prevedono aree ristoro, bar, zone relax o conversazione, servizi indispensabili come la connessione wi-fi e l’aria condizionata o facoltativi come il noleggio di un armadietto, l’utilizzo di una stampante o di una casella postale.

Alcuni spazi in coworking mettono a disposizione sale riunioni e micro uffici chiusi da pareti divisorie, la soluzione ideale per chi ha la necessità di isolarsi in vista della consegna di un progetto.

arredamento ufficio open space quadrifoglio

Il coworking in Italia: qualche dato

Le statistiche non mentono: la cultura del coworking sta aumentando anche in Italia. Gli spazi di lavoro condiviso sono più numerosi al Nord (Lombardia e Veneto primeggiano), area geografica che vede Milano come capitale indiscussa del coworking.

A più di un milione di italiani è già capitato di noleggiare una postazione condivisa. Gli utenti sono principalmente lavoratori autonomi o in partita Iva, seguiti da startupper e dipendenti di piccole aziende. La parità di genere non è ancora stata raggiunta: gli uomini superano numericamente le donne costituendo più del 50% dei coworkers italiani.

29 Ottobre 2019 / / Blog Arredamento

Mancano meno di due mesi al 25 dicembre.

Sai cosa significa?
È ufficialmente aperta la corsa ai regali di Natale!

Di fronte allo shopping natalizio, ognuno reagisce a suo modo. C’è chi si fa prendere dal panico da pacchetto, chi non ha idee e aspetta la Vigilia per svaligiare i negozi e chi, più risoluto, non sbaglia mai puntando su regali per la casa utili e originali.

Un esempio? I piccoli elettrodomestici, ovvero la nutrita famiglia di apparecchi elettronici di dimensioni ridotte che cuocendo, sminuzzando, scaldando o aspirando al posto nostro, contribuiscono a semplificare la vita di tutti i giorni.

Che siano potenti e tecnologicamente avanzati, non c’è dubbio. Ciò che li rende davvero speciali – per non dire indispensabili in cucina – è il loro design: moderni o vintage, mini frigo, frullatori, robottini, macchine per il caffè si trasformano in bellissimi oggetti da collezione. Da regalare a Natale, ovviamente.

Idea regalo per la mamma: il robot da cucina

La mamma è sempre la mamma… e come non renderla felice con un robot da cucina multifunzione che cuoce prelibati manicaretti al posto suo? Meno tempo passato ai fornelli, più tempo libero per lei!

robot da cucina multifunzione

Idea regalo per il papà: la macchina per il caffè espresso

Sai che il suo passatempo preferito è stare seduto in poltrona, con il giornale sulle gambe e un espresso fumante in mano. Non lascerà facilmente quella poltrona se gli regalerai una personale macchina per il caffè.

macchina per il caffé vintage

Idea regalo per la sorella: l’estrattore di succo

Va a correre, ama i cibi sani, non sgarra mai con le calorie. È l’identikit della perfetta sorella salutista, che detesta i lunghi pasti di Natale. Il regalo perfetto per lei è un estrattore a freddo, ideale per preparare succhi multivitaminici e bevande sane.

estrattore di succhi a freddo

Idea regalo per una coppia di amici: il mini frigo

Si sono appena trasferiti nella casa nuova. Lei ha una passione smodata per lo stile retrò, lui va pazzo per gli elettrodomestici colorati. Forse, con un piccolo frigo vintage, li accontenterai entrambi…

mini frigo colorato vintage

Idea regalo per la suocera: il robot aspirapolvere

Temi il suo giudizio, ma in fondo le vuoi un gran bene. Questo Natale, stupisci tua suocera con un robot aspirapolvere e lavapavimenti che pulisce anche gli angoli più remoti della casa.

robot aspirapolvere lavapavimenti

Guida al riciclo: dove si buttano i piccoli elettrodomestici?

Ricorda che mixer, tostapane e microonde non sono rifiuti ordinari. Sono classificati come RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e il loro smaltimento è regolamentato da leggi nazionali che ne promuovono il recupero e il riciclo.

Se non sai dove buttare un elettrodomestico rotto o vecchio, puoi rivolgerti:

  • ad un’isola ecologica o al centro di raccolta del tuo comune
  • ad un grande negozio di elettronica.

In virtù del sistema Uno contro Zero pubblicato nel Decreto Ministeriale 121/2016, gli esercizi commerciali con superficie maggiore di 400 mq sono tenuti a ritirare il tuo elettrodomestico gratuitamente e senza obbligo di acquisto, a patto che l’apparecchio misuri meno di 25 cm e che non costituisca fonte di contaminazione.

16 Ottobre 2019 / / Architettura

Non dovrebbe essere più un mistero per nessuno. I temi ambientali sono – finalmente – di interesse generale e pubblico. Tutti i settori industriali hanno cominciato ad occuparsene e anche quello dell’interior design e dell’arredamento non poteva essere da meno.

È nato un intero filone di arredamento ecologico, che da un lato strizza l’occhio al tema della riduzione delle emissioni – soprattutto in fase produttiva – e dall’altro prova a svolgere un ruolo attivo nel miglioramento delle condizioni ambientali.

Non basta però più scegliere mobilio riciclabile. Un’altra forma di arredamento ecologico è rappresentata dai giardini verticali. L’Italia rappresenta tra l’altro un’eccellenza nel settore del verde verticale annoverando tra le proprie fila aziende come GreenHabitat.it e Planeta srl.

Proprio di questo ci occuperemo nel corso della guida di oggi. Parleremo di giardini verticali come soluzione di arredamento ecologico, sia per gli interni che per gli esterni, senza nasconderci poi dietro un dito su una questione altrettanto fondamentale: il giardino verticale permette anche di raggiungere vette impensabili con soluzioni di stile e di moda, che altri tipi di arredo non possono neanche pensare di ottenere.

Che cosa sono i giardini verticali?

Giardini verticali
I giardini verticali, come d’altronde segnala la locuzione, sono giardini che invece che essere disposti sfruttando lo spazio orizzontale, sfruttano pareti verticali, tanto interne quanto esterne.

Grazie a importanti migliorie tecnologiche e strutturali, oggi questi giardini possono essere installati semplicemente in qualunque tipo di ambiente e soprattutto senza troppe complicazioni.

Le migliorie tecnologiche inoltre permettono – tramite la stabilizzazione – di avere vegetazione che non ha bisogno di grossa manutenzione e che è dunque adatta anche a chi vuole un giardino verticale in casa pur non avendo il proverbiale pollice verde.

Che tipo di soluzioni esistono

In realtà ci sono moltissime soluzioni che si basano sul concetto di giardino verticale:

  • Inserti a muro: che permettono di decorare una parete verticale anche in spazio ridotto. Ci sono quadri e pannelli, soluzioni da alternare ad altri tipi di rivestimenti e anche delle soluzioni più particolari;
  • Orti verticali: che riescono a coniugare la necessità e la voglia di arredo con la funzionalità di un orto disponibile in casa, anche in città e anche magari in un monolocale dagli spazi particolarmente angusti;
  • Muschio: i muschi e licheni nordici sono una soluzione che in Italia, almeno fino all’arrivo della stabilizzazione, era impossibile mantenere. Oggi invece con la stabilizzazione si possono scegliere muschi nordici di praticamente ogni genere e risma, senza che ci siano – ancora una volta – preoccupazioni sulla manutenzione e sulla sopravvivenza delle vegetazione.

Ci sono, per capirci, tutti gli strumenti per permettere ad un bravo arredatore o architetto di interni di rivalutare e rivoluzionare uno spazio, anche con pochi elementi, per una soluzione che oltre allo stile, offre anche tanto alla funzionalità di una casa, di un’azienda, di un ufficio o di una struttura ricettiva.

Che vuol dire stabilizzazione e perché può essere la chiave per un buon giardino verticale

La stabilizzazione è un processo che permette di rendere la vegetazione inerte, pur mantenendola viva e reale. Tramite questa procedura le piante e la vegetazione utilizzata nei giardini verticali smette di crescere, non ha più bisogno di complessi sistemi di irrigazione e riesce a sopravvivere anche in condizioni ambientali ostili.

Un ulteriore strumento a disposizione di chi vuole dare sfogo alla propria creatività oppure offrire ai propri clienti delle soluzioni innovative e di arredamento ecologico.

È arredamento ecologico, perché impatta sulla qualità degli ambienti

Perché parliamo di arredamento ecologico quando ci riferiamo al verde verticale? Perché la vegetazione, tanto all’interno che all’esterno:

  1. Abbatte i livelli di CO2, rendendo dunque l’aria più respirabile e contribuendo al miglioramento delle condizioni climatiche generali;
  2. Stabilizza l’umidità: limitando la proliferazione dei parassiti e rendendo gli ambienti più vivibili;
  3. Assorbe formaldeide: un pericolosissimo agente che viene utilizzato nella verniciatura dei mobili e che viene dimezzato già in pochi giorni di presenza di un’adeguata quantità di verde;
  4. Assorbe l’inquinamento sonoro: un buon giardino verticale può avere un grosso impatto sui rumori e suoi suoni che attaccano gli ambienti cittadini. Un inquinamento di cui ci occupiamo ancora troppo raramente.

Casa con arredamento ecologico

Loft con lichene

Cucina con polemoss

Cucina con muschio

9 Ottobre 2019 / / Architettura

Inutile negarlo, la salvaguardia dell’ambiente è diventata una questione prioritaria. La tutela del pianeta passa non solo dai piccoli gesti, ma anche da scelte eco-sostenibili capaci, negli anni, di diminuire l’impatto sull’ambiente che ci circonda. Sempre più spesso, scegliamo cosa mangiare, come viaggiare e cerchiamo alloggi altamente efficienti per ridurre i consumi di energia e i costi che ne derivano.

È proprio sulla scia di questa filosofia green che, negli ultimi decenni, il settore delle costruzioni ha professato un vero e proprio cambio di rotta, facendo dell’edilizia sostenibile il suo cavallo di battaglia.

La definizione di edilizia sostenibile

Cos’è l’edilizia sostenibile? Con questo termine si intende una disciplina volta a progettare e realizzare edifici eco-sostenibili ed eco-compatibili, costruiti nel rispetto dell’ambiente, dei suoi abitanti e delle sue risorse.

Detta anche green building, l’edilizia verde lavora a stretto contatto con la bioarchitettura e le sue applicazioni: l’architettura ecologica (che mira a progettare edifici sostenibili e poco inquinanti), l’architettura bioclimatica (che utilizza gli elementi naturali come fonte di energia principale) e l’architettura organica (che promuove la coesistenza armoniosa tra uomo, costruzione e natura).

Esempio edilizia sostenibile

Le origini dell’edilizia sostenibile: un po’ di storia

L’edilizia sostenibile non è una disciplina moderna, né contemporanea. Le sue origini sono talmente antiche che risalgono ai primi tentativi dell’uomo di costruire abitazioni di fortuna per sfuggire ai predatori o garantirsi un riparo per la notte.

Queste rudimentali dimore erano costruite con materiali naturali come legno o paglia, facili da reperire e presenti in grandi quantità. Le tecniche di costruzione, benché solo abbozzate, nascondevano già la necessità di assecondare la morfologia del territorio per trarne il miglior vantaggio. In fondo, non sono queste le basi dell’odierna edilizia sostenibile?

Il XX secolo celebra il genio di Frank Lloyd Wright, fondatore dell’architettura organica. Tra le sue opere spiccano la celebre Casa sulla Cascata e le Prairie Houses, dove è evidente la volontà di far convivere in armonia il sistema ternario uomo, edificio e natura.

L’architettura organica di Wright favorisce la nascita di discipline affini. Una di queste è l’arcologia, fondata negli anni ’60 da Paolo Soleri proprio per coniugare architettura ed ecologia. L’obiettivo dell’italo-americano riguardava la possibilità di realizzare edifici autosufficienti, ad alta densità abitativa, capaci di creare e preservare al loro interno una micro ecologia. Un progetto fantascientifico e utopistico per l’epoca? Forse, ma non distante dalle moderne costruzioni ecofriendly.

Germania, 1973: la grave crisi che colpisce l’Europa porta alla luce una questione spinosa: il risparmio energetico. Il mancato approvvigionamento di petrolio e l’aumento dei prezzi obbligano i paesi occidentali a cercare fonti di energia alternative, possibilmente rinnovabili e, nel campo dell’edilizia, materiali da costruzione naturali ed eco-compatibili. Finalmente, un nuovo concetto di edilizia moderna, focalizzato sulla sostenibilità, vede la luce.

Edilizia sostenibile e bioarchittetura: i 6 principi fondamentali

Costruire abitazioni rispettose dell’ambiente ma confortevoli è tutt’altro che banale. Dalla progettazione alla chiusura del cantiere, le fasi che conducono alla realizzazione di una casa in ottica sostenibile si fondano su criteri ben precisi. Ecco i principali:

    • la relazione con la natura: è fondamentale che l’edificio rispetti e assecondi l’ambiente che lo circonda, come professato dall’architettura organica
    • l’utilizzo razionale delle risorse: poiché le risorse naturali non sono illimitate, è indispensabile limitare gli sprechi. Il riuso delle acque piovane è una delle strategie dell’architettura green
    • il risparmio energetico: la bioarchitettura utilizza tecnologie amiche dell’ambiente, capaci di aumentare la prestazione energetica dell’edificio o di ridurne drasticamente il fabbisogno esterno (come succede per gli edifici a energia quasi zero o le case passive)
    • l’esposizione ottimale: in fase di progettazione, è fondamentale definire l’orientamento dell’edificio per sfruttare al meglio la luce solare e l’ombra naturale
    • la qualità di vita e il comfort abitativo: è prioritario, per l’edilizia sostenibile, rispettare il benessere psico-fisico di coloro che vivono nell’edificio e di chi si occupa della costruzione. Emissioni dannose e ambienti insalubri non rispettano i principi dell’edilizia verde
    • la scelta dei materiali: le costruzioni green promuovono l’utilizzo di materiali sostenibili, provenienti da fonti rinnovabili o certificate (ad esempio, il legno delle foreste a gestione responsabile), riciclati e riciclabili, che riducono l’impatto ambientale anche in fase di trasporto e smaltimento

Un esempio virtuoso di edilizia sostenibile: le case ecologiche in legno

Chi dice materiali per edilizia sostenibile dice legno. E chi dice legno… dice casa ecologica! Naturale, caldo, profumato, questo materiale ultra rispettoso dell’ambiente garantisce prestazioni eccellenti e una resa estetica davvero unica nel suo genere. Pur lentamente, anche sul nostro territorio si sta diffondendo il concetto di edilizia sostenibile, ma nonostante questo sono ancora poche le aziende capaci di proporre ai clienti un’offerta capace di coniugare elevati standard qualitativi e sostenibilità.

Un esempio virtuoso è quello rappresentato dalla Rasom Wood Technology, un’azienda della Val di Fassa, nel cuore delle Dolomiti, circondata dal verde dei boschi e per questo estremamente consapevole dell’importanza e del valore di un’edilizia capace di integrarsi armoniosamente nel territorio rispettandolo e valorizzandolo.

Esempio casa in legno

Abitare in un edificio prefabbricato in legno presenta numerosi vantaggi, al punto che è quasi superfluo chiedersi se sia meglio una casa in legno o in muratura!
In termini di risparmio energetico, il legno ha un’ottima capacità di isolamento termico e acustico, dote che permette di evitare dispersioni di calore, di migliorare l’efficienza e di diminuire le spese. I consumi sono ridotti con costi d’investimento ottimali.
Il legno, inoltre, è solido, elastico e flessibile, sopporta le oscillazioni ed è indicato per la costruzione di edifici antisismici.

L’azienda Rasom Wood Technology, leader in Italia per questo tipo di costruzioni, è in grado di unire soluzioni ad impatto ambientale minimo a design ricercati anche nei minimi dettagli . La loro idea di casa è la casa del futuro! che non deve essere solamente confortevole e bella, ma anche e soprattutto in armonia con l’ambiente che la ospita. Ridurre le emissioni e l’impatto ambientale, per quest’azienda, è diventata una priorità improrogabile.
Quindi, se alcuni le considerano ancora una scommessa per il futuro dell’edilizia, per noi quella scommessa è già vinta. Provare per credere!

8 Ottobre 2019 / / Blog Arredamento

Il ferro da stiro è un prezioso alleato nella vita di tutti i giorni, poiché consente di eliminare le pieghe dai tessuti sottoposti a lavaggio. Si tratta in effetti di uno degli elettrodomestici di cui non è possibile fare a meno. Di solito, nelle case degli Italiani si trovano ferri da stiro con serbatoio interno, indicati per le sessioni di stiratura brevi, poiché il vano per l’acqua ha una capienza ridotta, o ferri da stiro con serbatoio esterno, che possono essere con caldaia o senza caldaia.

Quest’ultimi, detti anche generatori di vapore, sono l’ideale per i grandi lavori di stiratura, poiché il serbatoio ha una capienza elevata ed il vapore viene emesso in grande quantità, il che permette di eliminare in maniera rapida anche le pieghe più persistenti. Tuttavia, in commercio è possibile trovare un’altra tipologia di ferro da stiro che può dimostrarsi estremamente utile per facilitare la vita di tutti i giorni. Scopriamo di che cosa si tratta.

Ferro da stiro verticale: che cos’è e a cosa serve?

Nella vita quotidiana può capitare di dover rinfrescare i capi da indossare, in modo da avere un aspetto sempre impeccabile. Infatti, anche se i panni stirati vengono riposti con cura, si possono formare delle antiestetiche pieghe in alcuni punti del tessuto, che rischiano di compromettere l’effetto d’insieme. In questi casi, invece che ristirare per intero l’indumento, può risultare utile avvalersi di un ferro da stiro verticale.

Si tratta di un particolare tipo di ferro che non necessita dell’asse da stiro e che sfrutta il vapore per eliminare le grinze. In commercio è possibile trovare una vasta gamma di modelli, ma non tutti sono effettivamente validi. Per avere a disposizione un apparecchio in grado di garantire performance impeccabili è bene puntare alla qualità, che, di norma, viene garantita dai brand più prestigiosi, che negli anni hanno dimostrato serietà ed affidabilità.

Tra tutti si distingue Philips che ha progettato un ferro da stiro verticale all’avanguardia, che consente di stirare in senso verticale ed orizzontale, così da ottenere risultati ottimali senza sforzo. Il vapore penetra delicatamente nei tessuti, in modo da evitare il rischio di bruciature.

Inoltre, questo apparecchio è in grado di rimuovere gli odori e di eliminare i batteri che si possono depositare sui capi, così da poter disporre di indumenti sempre freschi, come appena lavati e stirati. Non bisogna dimenticare, infine, che grazie al design compatto questo apparecchio è facile da riporre in valigia e da portare in viaggio.

Tutti i vantaggi del ferro da stiro verticale

Il ferro da stiro verticale è diventato un elettrodomestico indispensabile, in quanto assicura una serie di importanti vantaggi. Prima di tutto non necessita di un piano di appoggio in fase di stiratura, il che significa maggiore praticità. Inoltre, occupa poco spazio e può essere facilmente riposto anche nelle abitazioni piccole. A ciò si aggiunge anche il fatto che questa particolare tipologia di ferro da stiro non stanca il braccio e la spalla in fase di stiratura, poiché si distingue per il peso ridotto e per l’eccellente maneggevolezza.

In più i ferri da stiro verticali si scaldano rapidamente, non danneggiano i capi delicati e garantiscono consumi contenuti. Ovviamente, come precisato poco sopra, non tutti i modelli disponibili sul mercato sono in grado di garantire prestazioni elevate. Per questa ragione è importante in fase di scelta non agire d’istinto e valutare con attenzione le soluzioni disponibili.

4 Ottobre 2019 / / Architettura

Grande scala a chiocciola elicoidale bianca

Le scale a chiocciola rappresentano un elemento architettonico tanto funzionale quanto estetico. Funzionale, perché svolgono un compito fondamentale all’interno di qualsiasi edificio: quello di unire piani, comparti e aree di una medesima costruzione. Estetico, perché la presenza di una scala a chiocciola ha la capacità di trasformare l’ambiente in cui si inserisce, diventando così un elemento caratterizzante che conferisce un surplus di pregio all’intero spazio. A chi ha la necessità di razionalizzare i proprio spazi e allo stesso tempo di rinnovare gli interni, la scala a chiocciola può essere la soluzione più adatta: per questo vi suggeriamo un breve vademecum che vi aiuterà nella scelta della scala a chiocciola che fa al caso vostro.

Personalizzazione

Prima regola: la scala a chiocciola deve piacervi! I gusti sono personali ed insindacabili, sacrosanti in casa propria. La scala è un elemento che, una volta installato, vi farà compagnia per lungo tempo. Pertanto la scelta stilistica è di primaria importanza e diventa espressione di sé. Oggi c’è la possibilità di farsi realizzare una scala per interni su misura, perfettamente in sintonia con le proprie preferenze di stile. Il nostro consiglio è quello di dare un occhio alle tendenze del momento senza farsi influenzare troppo: l’aspetto della vostra scala a chiocciola dipende da voi.

Geometrie

Parliamo di geometrie: la scala a chiocciola è fondamentale laddove ci siano spazi ridotti, ma non solo. Anche quando lo spazio a disposizione è vasto, una scala a chiocciola diventa un elemento importante, meglio se nella versione elicoidale. Le forme rotondeggianti di una scala a chiocciola vanno disegnate con cura per inserirsi in armonia nell’ambiente circostante, seguendo l’andamento delle pareti e della stanza, come una pietra che si incastona alla perfezione. Un piccolo consiglio? Per esaltare le forme sinuose della vostra scala a chiocciola, utilizzate dei punti luci sparsi lungo essa: l’effetto scenografico è assicurato.

Materiali

Quale materiale scegliere? Le scale a chiocciola oggigiorno possono essere realizzate in diversi materiali: il legno, l’acciaio, il cemento, il vetro, il ferro battuto sono i più comuni. Tutti questi materiali assicurano un’ottima solidità, plasticità e al contempo possono adattarsi facilmente a qualsiasi tipo di contesto. Sono materiali che, anche combinati tra di loro, possono produrre qualsiasi stile desiderato: il legno è adatto ad uno stile più tradizionale, il cemento si sposa bene con ambienti raffinati e moderni, mentre acciaio e vetro vengono utilizzati in ambienti contemporanei e all’avanguardia. Un suggerimento: scegliere materiali di pregio e abili costruttori è la strada per ottenere scale a chiocciola che diventano delle vere e proprie opere d’arte.

Colori

Il bianco è un colore eterno che non passa mai di moda, per questo ancora oggi è molto utilizzato nella realizzazione di scale a chiocciola. Non solo: apprezzatissimi sono anche i colori di materiali naturali, quali le varie tonalità calde del legno, oppure la brillantezza dell’acciaio e del vetro. Le possibili tonalità non si fermano qui: le scale infatti possono essere tinte in tutta la gamma colore, dando spazio a creatività e personalizzazione. Il nostro consiglio? Scegliete colori tenui se siete indecisi, osate invece quando siete sicuri della vostra scelta.

A chiocciola o elicoidali?

Chiudiamo facendo una distinzione: quella tra scale a chiocciola e scale elicoidali. A prima vista possono sembrare uguali, in realtà differiscono negli elementi costruttivi. Se la scala a chiocciola infatti si sviluppa in verticale, attorno alla struttura centrale che fa da guida, la scala elicoidale ha una forma elica e non prevedere il palo centrale, risultando spesso più grande e voluminosa. Pertanto, sarà più facile inserire una scala elicoidale in uno spazio grande, mentre per i piccoli spazi consigliamo di optare per una scala a chiocciola tradizionale.

La scelta della giusta scala a chiocciola passa attraverso varie fasi e, spesso, non è facile capire come realizzarla nel modo giusto: per questo è importante affidarsi ad esperti nel settore. Il nostro consiglio è quello di preferire una soluzione artigianale e su misura, di qualità: Rizzi Scale opera nel settore da oltre 70 anni. L’azienda vicentina realizza scale di pregio in tutta Italia, con massima attenzione alla qualità, alla cura dei dettagli e alla soddisfazione del cliente: la realizzazione di soluzioni personalizzate è il punto di forza di Rizzi, che sa consigliare la proposta più adatta alle esigenze, ai gusti dei committenti e al contesto in cui si inserisce.

www.rizziscale.it