30 Ottobre 2019 / / Architettura

La terrazza a tasca può essere la soluzione ideale per aggiungere uno spazio all’aperto e aumentare la luminosità di una stanza collocata nel sottotetto. Ecco cosa bisogna sapere per realizzarla. 

terrazza a tasca

Se abitate in una mansarda sprovvista di balcone, se state pianificando di recuperare il sottotetto o di aumentare la luminosità di ambienti dotati di lucernaio, la terrazza a tasca potrebbe essere l’ideale.
Questa soluzione ha diversi vantaggi. Da un lato, aumenta il valore e l’attrattività della casa, dall’altro, gli ambienti guadagnano in funzionalità e confort. 

Poiché si tratta di un’opera di edilizia straordinaria, per realizzarla è necessario ottenere autorizzazioni e permessi, e il progetto deve rispettare le normative vigenti. Vediamo cos’è una terrazza a tasca e cosa bisogna sapere per realizzarla. 

Cos’è una terrazza a tasca e come si costruisce 

Una terrazza a tasca si ricava in un tetto a spiovente. In pratica si tratta di una terrazza incassata nel tetto, delimitata da parapetto e spallette perimetrali e il cui interno non è visibile dal basso.

La profondità della terrazza dipenderà dalla pendenza della falda del tetto: più la pendenza sarà elevata, minore sarà lo spazio a disposizione.
Per costruirla è necessario rimuovere una parte della copertura, conservandone, verso l’esterno, una porzione sufficiente per il parapetto. Si procede poi con la costruzione delle spallette in muratura che delimitano il terrazzo. Le spallette possono essere realizzate anche con infissi su misura, per un risultato più leggero e luminoso.

terrazza a tasca

In questa fase si predispongono gli elementi tecnici come l’impianto elettrico per eventuali luci all’esterno e il pozzetto per lo scarico dell’acqua. 

E’ molto importante che ogni parte dell’opera sia ben impermeabilizzata e dotata di un isolamento termico a regola d’arte. Il pavimento del terrazzo deve essere inclinato verso l’esterno, così da convogliare l’acqua piovana verso il pozzetto. Quest’ultimo sarà collegato al pluviale più vicino. 

Per finire, si passa alle finiture: intonaco per esterni sulle spallette e sul parapetto, scossaline in rame o acciaio, pavimentazione del terrazzo, posa dei serramenti e finiture della stanza interna. 

Costi, fattibilità e permessi 

Interessante la terrazza a tasca, ma ora vi chiederete quanto può costare, se è possibile realizzarla in condominio, e quali sono i permessi necessari. 

Per avere tutte le risposte a questi importanti quesiti, vi consiglio di rivolgervi a diverse imprese edili, per avere vari preventivi, e ad un tecnico per verificare la fattibilità.
I costi per realizzare l’opera dipendono da moltissime variabili e ogni contesto deve essere valutato dopo un accurato sopralluogo. 

terrazza a tasca

Per quanto riguarda i permessi e le normative da rispettare, occorre distinguere il caso dell’abitazione in condominio da quello della casa unifamiliare.
Nel secondo caso, è sufficiente presentare una pratica edilizia (una SCIA o un permesso di costruire, secondo i casi). La pratica va presentata dal tecnico incaricato all’ufficio tecnico del Comune o allo Sportello unico dell’edilizia secondo le disposizioni previste dal DPR 380/01 (Testo unico dell’Edilizia). Potrà essere necessario ottenere altri permessi, nel caso in cui l’area in cui si trova l’immobile è sottoposta a vincoli paesaggistici o se lo stesso è inserito, nel Piano Regolatore Generale, in zona omogenea A (centro storico). 

terrazza a tasca

Nel caso dell’abitazione in condominio, l’iter potrebbe essere più complesso, per via del regolamento condominiale, che potrebbe porre limiti all’esecuzione di opere che impattano sulle parti comuni. Poi c’è la possibile opposizione dei condomini, che di fatto non impedisce la realizzazione dell’opera, ma che potrebbe dare il via a contenziosi legali non certo piacevoli. 

Una volta ottenuto il nulla-osta dell’assemblea condominiale, si procede come vi ho spiegato poco sopra.
Per quanto riguarda i bonus per le detrazioni fiscali, è ormai confermata la proroga per le ristrutturazioni edili per tutto il 2020. Si potrà quindi fare richiesta per ottenere la detrazione del 50% delle spese sostenute, fino a un limite di €96.000. 

Come recuperare il sottotetto e creare una mansarda


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15 Ottobre 2019 / / Idee

Arredare una mansarda è una sfida non semplice, per le tante complicanze a cui si può andare incontro. Ti faccio vedere qualche idea.


Hai visto la mansarda e ti sei innamorato.

Non hai resistito al fascino della casa col tetto spiovente e l’hai comprata (o quanto meno stai pagando il mutuo).

Solo che poi arredarla è tutta un’altra storia.

Come arredare una mansarda senza spendere una fortuna?

Voglio farti vedere delle idee davvero super.

Pronto?

arredare una mansarda con Ikea
Ikea

Arredare una mansarda: si comincia con la cucina

Arredare una cucina in mansarda non capita spesso, ma se capita non è semplice.

La prima cosa di cui tenere conto è l’altezza minima della mansarda, che non dovrebbe andare sotto i 150 cm. Questa misura è necessaria per definire il tipo di attività che ci potrai svolgere.

Se hai meno di questa misura potrai solo chiudere lo spazio con cassetti e armadiature su misura, ma poco altro. E’ davvero impensabile svolgere una qualsiasi attività avendo sempre la schiena piegata.

Per cui se hai più di questa altezza, allora puoi pensare di attrezzare la parte più bassa della mansarda con una cucina.

Ovviamente potrai attrezzarla solo con le basi, perché difficilmente potrai inserire dei pensili. I pensili in commercio hanno altezze standard che mal si adattano alle quote digrandanti di un tetto mansardato.

Nulla ti vieta però di inserire mensole di differenti lunghezze o piccoli cubi contenitore da appendere come più preferisci.

arredare una cucina in mansarda solo con le basi in laccato nero
shokodesign
arredare una mansarda open space con parquet di pino e arredi bianchi e neri
essahouz.com

Sfrutta la parte più alta per inserire mezze colonne nelle quali mettere forno e lavastoviglie (si, si può avere anche più alta). Ma anche per avere degli spazi contenitivi in più che in cucina non guastano mai.

Imbianca la parete dietro la cucina con un colore a contrasto rispetto al resto, che si accordi però al colore degli arredi. Creerai un punto focus che attirerà l’attenzione, facendo gravitare il resto attorno alla cucina.

E’ un’idea di cui tenere conto soprattutto quando devi arredare una mansarda open space.

Arredare una mansarda open space

arredare una mansarda open space
studio di design d’interni OOOOX

Se ti trovi ad avere cucina e soggiorno nello stesso ambiente, sarà difficile riuscire a separare i due ambienti. Ci sono tanti piccoli trucchi che ti possono aiutare.

Il primo è sfruttare gli arredi per creare delle divisioni funzionali. Puoi ad esempio porre il divano con lo schienale verso la cucina, che guarda verso la TV o il camino. Si creerà una divisione ed un passaggio che contribuirà a separare le zone.

Anche i tappeti sono degli ottimi alleati nel creare perimetri virtuali. Sceglili delle giuste dimensioni, di modo che riescano a contenere tutti gli arredi di una certa zona, o quanto meno le loro parti anteriori.

Le librerie a vista senza schienale sono un’ottima soluzione. Puoi farle fare su misura in base alle altezze digradanti che hai, oppure scegliere le soluzioni con montanti pavimento-soffitto.

Delle librerie ad altezza un metro invece sono ottime soprattutto per delimitare l’ingresso ed avere un punto su cui appoggiare borse, chiavi e scarpe.

L’illuminazione artificiale nelle mansarde è quanto mai importante. Anche se hai delle velux che garantiscono una corretta illuminazione, il pericolo buio è dietro l’angolo. Se hai una mansarda con le travi e non sono imbiancate in bianco, i punti luce devono essere strategici.

Scegli luci neutre e aggiungi luci a parete e a terra dove puoi. Sfrutta le travi o il soffitto digradante facendo arrivare le luci a soffitto dove ne hai bisogno. Dovrai fissare il cavo della luce a soffitto, creando il percorso desiderato, ma ti assicuro che ne vale la pensa ed è comodo.

Arredare la camera da letto in mansarda

La stanza della casa che è più facile trovare in mansarda è proprio la camera da letto.

Come li progetto gli armadi?

Questo è il più grande cruccio legato a questo tipo di ambiente. Le altezze digradanti, la paura di dover spendere tanto e avere comunque poco spazio.

Ti capisco.

Noi abbiamo la camera in mansarda e davvero ci siamo scervellati per creare una stanza bella ma funzionale. Noi abbiamo optato per una cabina armadio a vista, con tubi appendiabiti in acciaio e mensole in vetro (trovi il link al progetto sopra).

Nella parte spiovente ci sono dei cassettoni a tutta parete in cui riponiamo maglioni, biancheria e piccoli oggetti di uso quotidiano.

camera da letto in mansarda con tetto e pareti bianche e letto in legno chiaro
eengoedverhaal.nu

Il trucco sta proprio qui: plasmarti in base alla conformazione della tua stanza. Se la parte spiovente è abbastanza alta puoi anche porre il letto lì e lasciare il resto per armadi e cassettiere. Se invece non hai abbastanza altezza per evitare di dare testate, allora attrezza la parte più bassa con cassettiere e librerie.

Per gli armadi non c’è bisogno di ricorrere a quelli su misura. Ikea l’anno scorso ha lanciato la serie Platsa che ti permette di arrivare oltre i 3 mt. Si tratta di moduli componibili liberamente aggregabili in altezza.

In questo modo potrai comporre la tua armadiatura proprio in base allo spazio che hai.

Noi lo abbiamo usato per la cameretta e ci ha permesso di sfruttare al massimo ogni centimetro.

camera da letto con tetto spiovente e librerie sotto finestra
cocolapindesign.com
appendiabiti per tetto mansardato
Zebedee.co

L’azienda Zebedee ha inventato un appendiabiti davvero speciale, adatto a chi vive in case con tetti mansardati. Si adatta a qualsiasi pendenza e ti permette di sfruttare anche gli angoli più angusti.

Geniale.

Ma le idee sono molte di più

Ovviamente gli spunti per poter arredare una mansarda sono infiniti.

Ci sono tantissime idee da fare nostre ed adattare a quella che è la nostra situazione.

Hai trovato utili questi spunti? Tu come hai arredato la tua mansarda? Fammelo sapere nei commenti!

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

Rispettiamo la tua privacy.

L’articolo Arredare una mansarda non è mai stato così facile con queste idee sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

13 Dicembre 2018 / / Interiors

Le mansarde sono belle ma difficili da arredare, soprattutto se si ha poco budget. Noi siamo riusciti ad arredare la camera in mansarda a budget ridotto.


Come fare ad arredare una camera in mansarda senza andare in bancarotta? E’ davvero molto difficile trovare armadi alti abbastanza, da permettere di sfruttare appieno le diverse altezze di queste tipologie abitative. 

O sono troppo bassi o sono troppo alti e il risultato è un sacco di spazio sprecato. Anche il letto può diventare un tasto dolente: se i punti più bassi della mansarda sono troppo bassi, si rischia di sbattere la testa quando ci si alza. 

Nel progettare la nostra camera, abbiamo pensato a più soluzioni, tutte fai-da-te a basso costo, dato il budget davvero risicato. In totale abbiamo speso intorno ai €4oo. Volete vedere com’è venuta?

Arredare la camera in mansarda, spendendo poco

Vi dico la verità: quando abbiamo comprato casa, il pensiero di arredare QUELLA camera mi ha dato non poca ansia. Soffitto altissimo, tanto spazio potenziale per gli armadi.. ma pochissimo budget. Non vedevo come avremmo fatto, nel breve periodo. 

arredare la camera in mansarda
| Il progetto|

Poi si sa che la necessità aguzza l’ingegno.. e mi sono venute in mente un po’ di idee, non facilissime da realizzare, ma che ci avrebbero consentito di risparmiare. La prima su tutti: la struttura del letto fatta con i pallet. 

Avendo già il materasso, ci mancava solo quella. Per fortuna noi siamo riusciti a recuperare i pallet (quelli da 80 x 120 cm) gratuitamente, per cui non c’è stata spesa. Solo olio di gomito per scartavetrarli e dipingerli (noi abbiamo dato solo il fondo).

arredare la camera in mansarda
|Prima e Dopo|

I precedenti proprietari ci hanno lasciato dei cassettoni bassi, per cui anche questa voce di spesa è stata eliminata (anche perché i cassetti hanno costi piuttosto elevati). Ci rimaneva da pensare all’armadio. 

Abbiamo escluso gli armadi chiusi classici e abbiamo optato per un armadio aperto, stile cabina. I tubi appendiabiti li abbiamo comprati su Amazon, così come le staffe reggi mensole in vetro. Originariamente volevamo ricoprire la parete con l’OSB, ma poi abbiamo deciso di andare direttamente a parete. I tubi appendiabiti sono a 120 cm di distanza, ma potete fare anche di più per i vestiti lunghi. 

arredare la camera in mansarda
|Prima e Dopo|

Il tappeto è un regalo, anche se originariamente avevamo pensato di mettere il tappeto di stracci che sto realizzando. Ma penso che andrà in cameretta 😉 

Il resto è tutta questione di accessori e contenitori per tenere ordine nella cabina armadio ovviamente, ma anche nella camera in generale. Mi raccomando, quando li scegliete attenetevi allo schema colore originale, per avere coesione e armonia. 

L’articolo Arredare la camera in mansarda: prima e dopo sembra essere il primo su VHD.

1 Novembre 2018 / / Architettura

Uno dei maggiori confort che ciascuno di noi vorrebbe ottenere nella propria abitazione è una infnita fonte di luce naturale. Le grandi aperture sulle pareti in voga oggigiorno, possono adempiere molto bene a questo compito, ma quando si entra in una mansarda e non solo, la prima cosa che ci colpisce non è l’illuminazione proveniente dai lucernari nella copertura?

LUCERNARI

Le dimensioni di queste finestre per tetti possono essere differenti e variano a seconda dello spazio a disposizione e dall’inclinazione della copertura. Scegliere da soli può essere una soluzione ma è ovvio che un serio professionista potrà progettare nei dettagli questa tipologia di apertura; consigliando i materiali per il telaio, il vetro, gli eventuali oscuranti e tutto ciò che meglio si adatta per raggiungere il risultato ottimale studiato su misura per ogni progetto.

Una finestra di questo genere, oltre a far entrare più luce naturale nelle varie stanze, renderà gli ambienti più confortevoli, permettendo di recuperare aree inutilizzate del sottotetto e creare degli spazi-gioco per bambini, dei piccoli loft o delle camere per ospiti o semplicemente “rendere vivo” un corridoio o un ingresso.

Alcuni accorgimenti possono rendere ancor più piacevole la combinazione tra questi infissi e il luogo in cui vengono inseriti. Sicuramente l’utilizzo di colori neutri aumenta la luminosità dello spazio e rende ancor più gradevole la sensazione di ampiezza all’interno di una stanza.

Organizzare e sfruttare le travi a vista, per appendere oggetti, lampade, amache…può essere utile quando ogni cm è indispensabile per arredare al meglio.

Infine, creare dei balconi per sfruttare al meglio la superficie e aumentare lo spazio vivibile, è sicuramente un buon modo di investire per garantire comfort in casa.

INFORMAZIONI UTILI.
La detrazione fiscale per la riqualificazione energetica degli edifici, con la sostituzione di infissi, comprese le finestre per tetti, è pari al 50%, fino a un valore massimo di 60.000 euro e valida per tutto 2018 con la condizione che siano rispettati i requisiti di trasmittanza termica.

Chi desidera sostituire vecchie finestre per tetti con finestre a risparmio energetico può eseguire i lavori senza chiedere alcun tipo di permesso. L’importante è che gli infissi sostituiti siano della stessa dimensione di quelli precedenti. E’ necessaria la certificazione degli infissi da parte del produttore che può rilasciarla dopo l’avvenuto montaggio.

 

27 Settembre 2018 / / Architettura

Se si decide di trasformare un sottotetto in una mansarda, si possono mettere in pratica alcune accortezze per renderla più luminosa possibile, per creare uno spazio gradevole e accogliente. Si tratta in particolare di sfruttare la luce naturale che filtra dalle finestre, ottimizzando gli spazi e massimizzando comfort e vivibilità.

Finestre e luce naturale

I tipici soffitti bassi delle mansarde restringono gli ambienti, che hanno quindi bisogno di essere resi più ariosi, ed a questo scopo non c’è nulla di più valido della luce naturale. Per portare in mansarda la luce naturale si deve ricorrere alle finestre per tetti, e bisogna scegliere finestre di qualità, che ottimizzino la luce proveniente dall’esterno e aggiungano fascino e valore allo spazio.

Laddove non fosse comunque sufficiente la luce naturale, ci sono dei piccoli trucchi che aiutano a dare luminosità agli ambienti. In particolare, si possono utilizzare il bianco e i colori chiari per gli interni, perché il bianco riflette maggiormente la luce. Si possono, ad esempio, dipingere di bianco le pareti e il soffitto, preferire pavimenti chiari, dare il bianco anche alle travi di legno a vista, se presenti.

Arredi minimali e specchi

Bianchi, o comunque chiari, devono essere anche mobili, arredi e infissi – e anche questo regala luce agli spazi, contribuisce all’illusione ottica. La tipica struttura obliqua delle pareti di una mansarda rende necessario scegliere mobili bassi che non occupano molto spazio visivo, arredi su misura e altri sistemi per ottimizzare gli spazi.

Il consiglio è quello di preferire un arredamento minimale, con linee pulite che aumentano la sensazione di luminosità, che armonizzano i volumi architettonici e assecondano le pendenze del tetto. Anche gli specchi aiutano molto, perché riflettono la luce e danno la sensazione di essere in ambienti più grandi, quindi aggiungerli alle pareti e agli arredi è sicuramente un’ottima idea.

Con le giuste finestre – come, ad esempio, quelle proposte dal brand Sidel – e gli altri accorgimenti indicati, lo spazio ottenuto risulterà infine sicuramente accogliente, gradevole, invitante. La nostra mansarda offrirà un ambiente curato esteticamente e contraddistinto da luminosità ed eleganza.

18 Settembre 2018 / / Architettura

Come si arreda una cameretta in mansarda? Vi faccio vedere il progetto che abbiamo pensato per la nostra, a budget contenuto.

……….

Come ormai saprete bene, abbiamo cambiato casa ed avuto un bimbo. Un sacco di novità insomma, per essere solo a settembre di questo 2018. E in questi cambiamenti ci sono due variabili abbastanza complicate, che oltretutto si presentano insieme. Arredare una mansarda e arredare una cameretta. Mettete insieme le due cose e il livello di difficoltà diventa incalcolabile.

Che mobili scelgo per sfruttare al meglio l’altezza della mansarda? Quanti armadi mi serviranno per il neonato che poi diventerà adolescente? Dove li trovo dei mobili che si trasformino nel tempo?

Dopo aver spremuto le meningi per mesi su queste e altre duemila domande, siamo arrivati ad una soluzione pratica ed economica che ci permettesse di realizzare una cameretta che resistesse alla crescita del nostro piccolo.

LA NOSTRA SOLUZIONE PER ARREDARE LA CAMERETTA IN MANSARDA

Cominciamo da un punto che può sembrare scontato ma non lo è. Le dimensioni (larghezza e altezza) della cameretta che avete in mansarda. Molto spesso le mansarde hanno altezze quasi ridicole, nel senso che sono troppo basse per rendere davvero vivibile (e arredabile) la stanza. Tenete conto che in Lombardia una mansarda per essere abitabile deve avere altezza minima di 1,5 mt e altezza media di 2,4 mt.

Ma anche l’altezza massima è un dato importante, perché sarà proprio sulle pareti più alte che troveranno posto la gran parte degli armadi e degli arredi in generale. I metri quadri minimi per una cameretta sono 9, per cui attenzione anche a questo dato.

Nel nostro caso, l’altezza massima che abbiamo è di 3,8 mt per un totale di quasi 13,5 mq. Per cui non abbiamo molti vincoli, a parte il tetto inclinato in legno.

cameretta in mansarda

Abbiamo valutato la possibilità di far fare armadiature su misura ma il budget non lo permetteva. Abbiamo perso un po’ di mesi alla ricerca di armadi più alti di 2,4 mt che non costassero una fortuna, ma non abbiamo trovato molto. Finché qualche mese fa ci siamo imbattuti in una novità di Ikea: il sistema Platsa. Si tratta di un sistema modulare componibile, con strutture disponibili in quattro altezze: 40 cm, 60 cm, 120 cm, 180 cm. Le strutture sono sovrapponibili ed attrezzabili con ante e cassetti, oppure si possono lasciare aperte come scaffali.

Potete capire quanto sia flessibile questo sistema e quanto sia perfetto per noi e per chi come noi abita in mansarda. Combinando un modulo da 180 cm, con uno da 60 cm e uno da 40 cm riusciamo ad arrivare a ben 2,8 mt di altezza! Che per un armadio è davvero notevole.

I tre moduli che vedete (due larghi 80 cm e uno largo 60 cm) sono attrezzati con tubi appendiabiti ma soprattutto cassetti ed hanno un prezzo che si aggira intorno agli € 800. Ovviamente noi per gli armadi abbiamo scelto la parete più alta, mentre su quella opposta (che ha altezza sotto trave di 1,1 mt) abbiamo pensato ad una serie di cassetti e scaffali (sempre serie Platsa). Si tratta di moduli da 40 cm di altezza sovrapposti, in cui inseriremo alcuni cassetti.

Il letto è il modello Flekke sempre di Ikea che ha due cassetti sotto e un doppio materasso, in quanto all’occorrenza può diventare letto matrimoniale. Di giorno invece funziona come comodo divano.

In tutto la spesa per una cameretta del genere è intorno ai € 1200, ma si tratta di un arredo che non necessita di essere cambiato man mano che il bimbo cresce. Al massimo si possono sostituire gli accessori interni degli armadi, ma direi che si tratterebbe di una spesa assolutamente accessibile.

 

L’articolo Cameretta in mansarda: il nostro progetto sembra essere il primo su VHD.

17 Settembre 2018 / / Architettura

Negli edifici di antica costruzione le stanze hanno un’altezza notevole, tanto che a volte si può pensare di sfruttarla costruendo un soppalco. Inoltre il soppalco costituisce un’ importantissima risorsa per moltiplicare lo spazio di un locale ed è certo un elemento di grande attualità, anche per l’utilizzo nel panorama immobiliare di loft, che prevede il recupero e il riutilizzo di edifici di tipo industriale o artigianale.

Non esistono limitazioni nell’ uso dello spazio del soppalco anche se, per caratteristiche progettuali e per ragioni di accessibilità, è preferibile disporre funzioni che non richiedano spostamenti continui. Meglio quindi un angolo lettura che uno spazio cucina, la zona notte rispetto a quella giorno.

Un soppalco abitabile rappresenta quindi un aumento della superficie lorda di pavimento, e non sempre questo è possibile.  Infatti i Regolamenti Edilizi dei comuni impongono delle indicazioni ben precise in merito, che non solo sono differenti da comune e comune, ma spesso, nell’ambito di una stessa città, variano a seconda della zona urbanistica e, a volte, anche da un edificio all’altro. E’ impossibile, pertanto, dare delle indicazioni che siano valide dovunque, ma si può fare solo una panoramica di carattere generale, rimandando poi alla consultazione della normativa locale.

La prima distinzione da fare è se si tratti di un soppalco abitabile o non abitabile.

Nel primo caso, qualora l’ampliamento sia consentito dagli indici urbanistici previsti nel Piano Regolatore, sarà possibile sfruttare questa superficie come una vera e propria stanza in più e per realizzarla bisognerà  permesso di costruire. Tra i parametri da rispettare ci saranno delle altezze minime, sia per la parte superiore che per quella inferiore, che per ambienti abitabili si aggirano, di solito, intorno ai 210 cm.

Quando le altezze sono veramente minime, il soppalco non è abitabile, ma può essere utilizzato ad esempio come ripostiglio e/o luogo dove riporre libri, giochi, scatole ben organizzate e facili da raggiungere. La sua realizzazione si configura in tal caso come un intervento di manutenzione straordinaria e, pertanto, è sufficiente una denuncia di inizio attività per eseguire le opere edili necessarie.

Uno dei vincoli contenuti di solito nei regolamenti riguarda l’ampiezza della superficie soppalcabile: in genere è espressa in percentuale della superficie totale, che non può in ogni essere coperta totalmente.

La realizzazione di un soppalco richiede ovviamente il progetto di una scala e la messa in opera di un parapetto regolamentare. Tra tutti gli elementi architettonici la scala è forse quello più ambivalente perché, certamente unisce un piano all’altro, ma in quanto elemento fisico, nella parte sottostante, essa divide fortemente.

Innumerevoli sono le possibilità costruttive e le varianti formali del soppalco. Per la realizzazione della struttura (solitamente in ferro o in legno) e del suo rivestimento si può scegliere tra diversi materiali, assoluta libertà creativa è lasciata alla ricerca della forma e all’ accostamento dei dettagli costruttivi. Scale e balaustre oltre ad essere ingredienti indispensabili, hanno un importantissimo ruolo nella definizione dell’ immagine estetica affinché sia coerente e di effetto. E’ infatti necessario studiare con attenzione il disegno della scala e della balaustra trovando corretti accostamenti di materiali, forme e colori.

10 Agosto 2018 / / Dettagli Home Decor

ristrutturazione mansarda

All’ultimo piano di un edificio storico nel centro di Stoccolma, questa mansarda di soli 46 mq è stata progettata in modo funzionale per vivere comodamente in due nel massimo comfort, ponendo la massima attenzione ai dettagli.


La mansarda è caratterizzata da soffitti alti, travi a vista in legno di quercia e, nonostante i pochi metri quadrati a disposizione, un bagno dalle dimensioni generose.

In fase di restyling per la sua messa in vendita, è stato posato un bellissimo pavimento in legno di rovere, le pareti sono state dipinte di bianco per rendere maggiormente luminosi gli ambienti e sono stati aggiunti due lucernari nella zona giorno. L’illuminazione è composta da faretti incassati a soffitto.


Entrando si accede in un piccolo open space che ospita la cucina e il soggiorno, con un tavolo da pranzo collocato vicino alla finestra per godere della vista sui tetti di Stoccolma. 

La cucina, bene attrezzata e funzionale, è caratterizzata da un piano lavoro in granito nero e un paraspruzzi a mosaico di colore azzurro.


ristrutturazione mansarda
ristrutturazione mansarda
ristrutturazione mansarda
ristrutturazione mansarda
ristrutturazione mansarda
ristrutturazione mansarda

Il corridoio vicino alla cucina, attrezzato con un piccolo guardaroba, conduce alla camera da letto e al bagno. Entrambe le stanze dispongono di una finestra tradizionale che regala tantissima luce naturale ai due ambienti.

L’arredamento della camera da letto è decisamente minimal, un grande letto matrimoniale senza testata, sopra il quale sono state appese delle vecchie cassette della frutta che fungono da contenitori.

Nella stanza da bagno il pavimento e la parete della doccia sono state rivestite con un mosaico di colore nero opaco, mentre le altre con delle piastrelle rettangolari di colore bianco.


ristrutturazione mansarda
ristrutturazione mansarda
ristrutturazione mansarda
ristrutturazione mansarda
ristrutturazione mansarda

10 Luglio 2018 / / Dettagli Home Decor

Cranes Attic

Il mini appartamento è situato nel centro storico di Genova, all’ultimo piano di un condominio che sorge al centro del quartiere del Molo vecchio che sin dal medioevo protegge il porto della città.


La casa ha una superficie abitabile di soli 40 mq suddivisi tra una zona giornocon angolo cucina, una camera da letto e un bagno.
La camera da letto è separata dal soggiorno grazie ad un mobile in osb bianco realizzato su misura e con doppia funzione: dal lato della camera contiene un armadio mentre dal lato del soggiorno va a costituire una prima rampa di una scala che, proseguendo con una seconda rampa in metallo appesa al soffitto, permette di raggiungere il terrazzo al piano soprastante, direttamente affacciato sulle riparazioni navali e le loro gru.


Cranes attic
Cranes attic
Cranes attic
Proprio il contesto dei cantieri navali ha ispirato le finiture “raw” degli arredi, con l’utilizzo dei pannelli in osb e della scala metallica, così come l’utilizzo espressivo delle travi metalliche impiegate per rinforzare il solaio dopo l’apertura del foro di uscita che connette l’appartamento e il terrazzo soprastante, prima inaccessibile. 
Queste strutture non sono state nascoste, ma bensì dipinte di bianco in netto contrasto con il soffitto grigio.


Cranes attic
Cranes attic
Cranes attic

Le grandi finestre e il lucernario rendono molto luminoso il piccolo appartamento e offrono la possibilità di godere di un splendida vista sulla città storica e il porto.


Cranes attic
Cranes attic

12 Giugno 2018 / / Dettagli Home Decor

Casa DM - arch Stefano Viganò

Un sottotetto a doppia altezza, un intervento a lavori già iniziati, una giovane famiglia che sta ristrutturando la propria casa. Il progetto di Casa DM dell’architetto Stefano Viganò è focalizzato sulla riorganizzazione dello spazio abitativo open space, mogliorandone la verticalità e preservando la disposizione dell stanze, ad esclusione dei bagni.


La zona giorno è il fulcro dello spazio, un’area conviviale organizzata attorno al camino che separa da un lato la zona pranzo e dall’altra lo studio. Lacucina a isola è caratterizzata da una pergola in ferro inserita per riequilibrare la doppia altezza. Sul lato opposto lo studio è separato dal resto dell’ambiente da un’ampia porta a quattro ante in ferro e vetro ed è dominato da una libreria che si sviluppa a tutta altezza. 
Una scala in ferro e legno collega il livello con il soppalco adibito a zona tv.
Nell’area privata della casa si trova da un lato la camera da letto principale e dall’altro quella dei bambini. Particolare attenzione è rivolta al design dei tre bagni, volutamente diversi, realizzati deliberatamente con diverse finiture in modo da poter svolgere diverse funzioni: bagno padronale, bagno per bambini e lavanderia.

Legno di abete rigenerato, rovere, ferrovetro e pietra sono i materiali scelti per il progetto volto a sottolineare la materialità di questi elementi naturali.

Casa DM - arch. Stefano Viganò
Casa DM - arch Stefano Viganò
Casa DM - arch. Stefano Viganò
Casa DM - arch Stefano Viganò
Casa DM - arch. stefano Viganò
Casa DM - srch. Stefano Viganò
Casa DM - arch Stefano Viganò
Casa DM - arch. Stefano Viganò
Casa DM - arch Stefano Viganò
Casa DM - arch. Stefano Viganò
Casa DM - arch Stefano Viganò
Casa DM - arch. Stefano Viganò
Casa DM - arch Stefano Viganò