ArtigianaMente






 
 
 

La casa di campagna: le 7 caratteristiche fondamentali

Pubblicato da blog ospite in ArtigianaMente

Leggo che per il blog sarebbe utile avere un piano editoriale: scegliere giornate fisse in cui pubblicare i post, scrivere pezzi di una determinata lunghezza, usare parole chiave adatte al proprio target. A volte ci provo, tuttavia penso che la cosa bella di dipendere da me stessa {almeno per il blog} è stravolgere i programmi. Se mi innamoro di un oggetto o di un interno lo posto senza schemi fissi. Così come è stato per la casa di campagna di Carlos Sanchez Garcia.

Perché è semplicemente bellissima, piena di amore e buon gusto, come se ne vedono poche. Una casa di campagna, in cui regnano colori calmi e rilassanti che dialogano con un mix di mobili d’epoca provenienti da diversi periodi e con tessuti che richiamano l’Oriente. Soprattutto si può notare una stratificazione generazionale indispensabile a una casa di campagna {inglese}.

In questo periodo la casa di campagna di Carlos Garcia è uno spunto quotidiano per me.
Nonostante il mio piccolo appartamento non abbia nulla in comune con le meravigliose finiture della casa di Carlos, da lui cerco di imparare:

  • la disposizione degli oggetti nello spazio: Carlos predilige la simmetria che amo molto oppure la disposizione in piccoli gruppi, che alterna a uno spazio vuoto per, poi, inserisce un oggetto “solitario” {per esempio una lampada in pieno stile country}
  • l’abbinamento dei colori: tante cromie differenti che, nell’insieme, risultano armoniche
  • l’accostamento di tessuti diversi, nei colori e nei disegni
  • le composizioni floreali: i fiori freschi sono una prerogativa della casa di campagna, Carlos esibisce mazzi favolosi {tra i miei preferiti quelli con le dalie}.

Le 7 caratteristiche di una casa di campagna

Forse in modo particolare nella casa di campagna, il salotto, la cucina, la stanza padronale, il bagno dovrebbero essere tutti parte di una sorta di racconto, comunicando con un linguaggio comune. Aver cura di individuare stampe realizzate da artisti locali o che riproducono il paesaggio circostante, inserite oggetti legati alle vicende locali, per una casa di campagna come quella di Carlos Garcia è fondamentale: non necessariamente deve trattarsi di elementi preziosi, anche una brocca antica o un piccolo utensile impiegato per le attività agricole andrà benissimo.

1. I tessuti
I tessuti in una casa di campagna sono importanti per creare quell’atmosfera calda e confortevole che caratterizza questa tipologia di abitazione.

2. Le poltrone
Nella casa di campagna le poltrone e i divani sono imbottiti. Con fiori, colori, tessuti pesanti.

casa di campagna da ristrutturare

3. I mobili antichi
Sono quelli che solitamente fanno parte della casa, passano di generazione in generazioni. Ricordi che costruiscono la storia delle mura domestiche. 

4. Il legno
Tra i materiali, in una casa di campagna, il principale è sicuramente il legno. Dal tavolo alla madia fino alle sedie della cucina.

5. Le mensole
Per la cucina dimentica pensili e mobili chiusi, la casa di campagna ama le mensole. E anche io 😉

cucina di campagna

6. Le ceramiche
In una casa di campagna le ceramiche non possono mancare. Quello che adoro di Carlos Garcia è la capacità di unire le ceramiche rustiche a quelle più classiche. E’ bravissimo: se stai ristrutturando una casa di campagna la cosa da fare è osservare il lavoro di Carlos e “rubare” con gli occhi i suoi segreti di arredamento.

casa di campagna

7. I quadri
In una casa di campagna i quadri sono importanti {anche le vecchie stampe vengono usate molto}.Come accennavo, dovrebbero richiamare il paesaggio circostante: di solito fanno riferimento al mondo animale o floreale.  In alternativa sono molti affascinanti i ritratti di famiglia, sempre in stile rustico.

 

Ti piace la casa di Carlos Garcia? Cosa vorresti “copiare” del suo stile?

Immagini profilo Instagram Carlos Garcia Interiors

The post La casa di campagna: le 7 caratteristiche fondamentali appeared first on Artigianamente Blog – artigianato, stile & design.


 
 

La casa di campagna: le 7 caratteristiche fondamentali

Pubblicato da blog ospite in ArtigianaMente

Leggo che per il blog sarebbe utile avere un piano editoriale: scegliere giornate fisse in cui pubblicare i post, scrivere pezzi di una determinata lunghezza, usare parole chiave adatte al proprio target. A volte ci provo, tuttavia penso che la cosa bella di dipendere da me stessa {almeno per il blog} è stravolgere i programmi. Se mi innamoro di un oggetto o di un interno lo posto senza schemi fissi. Così come è stato per la casa di campagna di Carlos Sanchez Garcia.

Perché è semplicemente bellissima, piena di amore e buon gusto, come se ne vedono poche. Una casa di campagna, in cui regnano colori calmi e rilassanti che dialogano con un mix di mobili d’epoca provenienti da diversi periodi e con tessuti che richiamano l’Oriente. Soprattutto si può notare una stratificazione generazionale indispensabile a una casa di campagna {inglese}.

In questo periodo la casa di campagna di Carlos Garcia è uno spunto quotidiano per me.
Nonostante il mio piccolo appartamento non abbia nulla in comune con le meravigliose finiture della casa di Carlos, da lui cerco di imparare:

  • la disposizione degli oggetti nello spazio: Carlos predilige la simmetria che amo molto oppure la disposizione in piccoli gruppi, che alterna a uno spazio vuoto per, poi, inserisce un oggetto “solitario” {per esempio una lampada in pieno stile country}
  • l’abbinamento dei colori: tante cromie differenti che, nell’insieme, risultano armoniche
  • l’accostamento di tessuti diversi, nei colori e nei disegni
  • le composizioni floreali: i fiori freschi sono una prerogativa della casa di campagna, Carlos esibisce mazzi favolosi {tra i miei preferiti quelli con le dalie}.

Le 7 caratteristiche di una casa di campagna

Forse in modo particolare nella casa di campagna, il salotto, la cucina, la stanza padronale, il bagno dovrebbero essere tutti parte di una sorta di racconto, comunicando con un linguaggio comune. Aver cura di individuare stampe realizzate da artisti locali o che riproducono il paesaggio circostante, inserite oggetti legati alle vicende locali, per una casa di campagna come quella di Carlos Garcia è fondamentale: non necessariamente deve trattarsi di elementi preziosi, anche una brocca antica o un piccolo utensile impiegato per le attività agricole andrà benissimo.

1. I tessuti
I tessuti in una casa di campagna sono importanti per creare quell’atmosfera calda e confortevole che caratterizza questa tipologia di abitazione.

2. Le poltrone
Nella casa di campagna le poltrone e i divani sono imbottiti. Con fiori, colori, tessuti pesanti.

casa di campagna da ristrutturare

3. I mobili antichi
Sono quelli che solitamente fanno parte della casa, passano di generazione in generazioni. Ricordi che costruiscono la storia delle mura domestiche. 

4. Il legno
Tra i materiali, in una casa di campagna, il principale è sicuramente il legno. Dal tavolo alla madia fino alle sedie della cucina.

5. Le mensole
Per la cucina dimentica pensili e mobili chiusi, la casa di campagna ama le mensole. E anche io 😉

cucina di campagna

6. Le ceramiche
In una casa di campagna le ceramiche non possono mancare. Quello che adoro di Carlos Garcia è la capacità di unire le ceramiche rustiche a quelle più classiche. E’ bravissimo: se stai ristrutturando una casa di campagna la cosa da fare è osservare il lavoro di Carlos e “rubare” con gli occhi i suoi segreti di arredamento.

casa di campagna

7. I quadri
In una casa di campagna i quadri sono importanti {anche le vecchie stampe vengono usate molto}.Come accennavo, dovrebbero richiamare il paesaggio circostante: di solito fanno riferimento al mondo animale o floreale.  In alternativa sono molti affascinanti i ritratti di famiglia, sempre in stile rustico.

 

Ti piace la casa di Carlos Garcia? Cosa vorresti “copiare” del suo stile?

Immagini profilo Instagram Carlos Garcia Interiors

The post La casa di campagna: le 7 caratteristiche fondamentali appeared first on Artigianamente Blog – artigianato, stile & design.


 
 

La casa di campagna: le 7 caratteristiche fondamentali

Pubblicato da blog ospite in ArtigianaMente

Leggo che per il blog sarebbe utile avere un piano editoriale: scegliere giornate fisse in cui pubblicare i post, scrivere pezzi di una determinata lunghezza, usare parole chiave adatte al proprio target. A volte ci provo, tuttavia penso che la cosa bella di dipendere da me stessa {almeno per il blog} è stravolgere i programmi. Se mi innamoro di un oggetto o di un interno lo posto senza schemi fissi. Così come è stato per la casa di campagna di Carlos Sanchez Garcia.

Perché è semplicemente bellissima, piena di amore e buon gusto, come se ne vedono poche. Una casa di campagna, in cui regnano colori calmi e rilassanti che dialogano con un mix di mobili d’epoca provenienti da diversi periodi e con tessuti che richiamano l’Oriente. Soprattutto si può notare una stratificazione generazionale indispensabile a una casa di campagna {inglese}.

In questo periodo la casa di campagna di Carlos Garcia è uno spunto quotidiano per me.
Nonostante il mio piccolo appartamento non abbia nulla in comune con le meravigliose finiture della casa di Carlos, da lui cerco di imparare:

  • la disposizione degli oggetti nello spazio: Carlos predilige la simmetria che amo molto oppure la disposizione in piccoli gruppi, che alterna a uno spazio vuoto per, poi, inserisce un oggetto “solitario” {per esempio una lampada in pieno stile country}
  • l’abbinamento dei colori: tante cromie differenti che, nell’insieme, risultano armoniche
  • l’accostamento di tessuti diversi, nei colori e nei disegni
  • le composizioni floreali: i fiori freschi sono una prerogativa della casa di campagna, Carlos esibisce mazzi favolosi {tra i miei preferiti quelli con le dalie}.

Le 7 caratteristiche di una casa di campagna

Forse in modo particolare nella casa di campagna, il salotto, la cucina, la stanza padronale, il bagno dovrebbero essere tutti parte di una sorta di racconto, comunicando con un linguaggio comune. Aver cura di individuare stampe realizzate da artisti locali o che riproducono il paesaggio circostante, inserite oggetti legati alle vicende locali, per una casa di campagna come quella di Carlos Garcia è fondamentale: non necessariamente deve trattarsi di elementi preziosi, anche una brocca antica o un piccolo utensile impiegato per le attività agricole andrà benissimo.

1. I tessuti
I tessuti in una casa di campagna sono importanti per creare quell’atmosfera calda e confortevole che caratterizza questa tipologia di abitazione.

2. Le poltrone
Nella casa di campagna le poltrone e i divani sono imbottiti. Con fiori, colori, tessuti pesanti.

casa di campagna da ristrutturare

3. I mobili antichi
Sono quelli che solitamente fanno parte della casa, passano di generazione in generazioni. Ricordi che costruiscono la storia delle mura domestiche. 

4. Il legno
Tra i materiali, in una casa di campagna, il principale è sicuramente il legno. Dal tavolo alla madia fino alle sedie della cucina.

5. Le mensole
Per la cucina dimentica pensili e mobili chiusi, la casa di campagna ama le mensole. E anche io 😉

cucina di campagna

6. Le ceramiche
In una casa di campagna le ceramiche non possono mancare. Quello che adoro di Carlos Garcia è la capacità di unire le ceramiche rustiche a quelle più classiche. E’ bravissimo: se stai ristrutturando una casa di campagna la cosa da fare è osservare il lavoro di Carlos e “rubare” con gli occhi i suoi segreti di arredamento.

casa di campagna

7. I quadri
In una casa di campagna i quadri sono importanti {anche le vecchie stampe vengono usate molto}.Come accennavo, dovrebbero richiamare il paesaggio circostante: di solito fanno riferimento al mondo animale o floreale.  In alternativa sono molti affascinanti i ritratti di famiglia, sempre in stile rustico.

 

Ti piace la casa di Carlos Garcia? Cosa vorresti “copiare” del suo stile?

Immagini profilo Instagram Carlos Garcia Interiors

The post La casa di campagna: le 7 caratteristiche fondamentali appeared first on Artigianamente Blog – artigianato, stile & design.


 
 

La casa di campagna: le 7 caratteristiche fondamentali

Pubblicato da blog ospite in ArtigianaMente

Leggo che per il blog sarebbe utile avere un piano editoriale: scegliere giornate fisse in cui pubblicare i post, scrivere pezzi di una determinata lunghezza, usare parole chiave adatte al proprio target. A volte ci provo, tuttavia penso che la cosa bella di dipendere da me stessa {almeno per il blog} è stravolgere i programmi. Se mi innamoro di un oggetto o di un interno lo posto senza schemi fissi. Così come è stato per la casa di campagna di Carlos Sanchez Garcia.

Perché è semplicemente bellissima, piena di amore e buon gusto, come se ne vedono poche. Una casa di campagna, in cui regnano colori calmi e rilassanti che dialogano con un mix di mobili d’epoca provenienti da diversi periodi e con tessuti che richiamano l’Oriente. Soprattutto si può notare una stratificazione generazionale indispensabile a una casa di campagna {inglese}.

In questo periodo la casa di campagna di Carlos Garcia è uno spunto quotidiano per me.
Nonostante il mio piccolo appartamento non abbia nulla in comune con le meravigliose finiture della casa di Carlos, da lui cerco di imparare:

  • la disposizione degli oggetti nello spazio: Carlos predilige la simmetria che amo molto oppure la disposizione in piccoli gruppi, che alterna a uno spazio vuoto per, poi, inserisce un oggetto “solitario” {per esempio una lampada in pieno stile country}
  • l’abbinamento dei colori: tante cromie differenti che, nell’insieme, risultano armoniche
  • l’accostamento di tessuti diversi, nei colori e nei disegni
  • le composizioni floreali: i fiori freschi sono una prerogativa della casa di campagna, Carlos esibisce mazzi favolosi {tra i miei preferiti quelli con le dalie}.

Le 7 caratteristiche di una casa di campagna

Forse in modo particolare nella casa di campagna, il salotto, la cucina, la stanza padronale, il bagno dovrebbero essere tutti parte di una sorta di racconto, comunicando con un linguaggio comune. Aver cura di individuare stampe realizzate da artisti locali o che riproducono il paesaggio circostante, inserite oggetti legati alle vicende locali, per una casa di campagna come quella di Carlos Garcia è fondamentale: non necessariamente deve trattarsi di elementi preziosi, anche una brocca antica o un piccolo utensile impiegato per le attività agricole andrà benissimo.

1. I tessuti
I tessuti in una casa di campagna sono importanti per creare quell’atmosfera calda e confortevole che caratterizza questa tipologia di abitazione.

2. Le poltrone
Nella casa di campagna le poltrone e i divani sono imbottiti. Con fiori, colori, tessuti pesanti.

casa di campagna da ristrutturare

3. I mobili antichi
Sono quelli che solitamente fanno parte della casa, passano di generazione in generazioni. Ricordi che costruiscono la storia delle mura domestiche. 

4. Il legno
Tra i materiali, in una casa di campagna, il principale è sicuramente il legno. Dal tavolo alla madia fino alle sedie della cucina.

5. Le mensole
Per la cucina dimentica pensili e mobili chiusi, la casa di campagna ama le mensole. E anche io 😉

cucina di campagna

6. Le ceramiche
In una casa di campagna le ceramiche non possono mancare. Quello che adoro di Carlos Garcia è la capacità di unire le ceramiche rustiche a quelle più classiche. E’ bravissimo: se stai ristrutturando una casa di campagna la cosa da fare è osservare il lavoro di Carlos e “rubare” con gli occhi i suoi segreti di arredamento.

casa di campagna

7. I quadri
In una casa di campagna i quadri sono importanti {anche le vecchie stampe vengono usate molto}.Come accennavo, dovrebbero richiamare il paesaggio circostante: di solito fanno riferimento al mondo animale o floreale.  In alternativa sono molti affascinanti i ritratti di famiglia, sempre in stile rustico.

 

Ti piace la casa di Carlos Garcia? Cosa vorresti “copiare” del suo stile?

Immagini profilo Instagram Carlos Garcia Interiors

The post La casa di campagna: le 7 caratteristiche fondamentali appeared first on Artigianamente Blog – artigianato, stile & design.


 
 

Un b&b da una scuola degli anni ’20: abitare in vacanza

Pubblicato da blog ospite in ArtigianaMente, Interiors

Abitare in vacanza, non è banale. In questa prospettiva un luogo di ristoro non lo concepiamo più come mera appendice del viaggio ma si trasforma in parte stessa del viaggio. In particolare quando entriamo nel mondo dei bed and breakfast, in grado di esprimere la personalità di chi li gestisce. Sull’Altopiano dei Sette Comuni una scuola degli anni ’20 è stata trasformata in b&b: La Scuola Guesthouse, così si chiama, domina il piccolo villaggio di Lusiana, tra Marostica e Asiago. Un luogo per tornare bambini.

bed and breakfast

 

b&b

Valeria e il marito hanno creato un ambiente favoloso, un mondo a sè. All’indietro. Che insieme è un omaggio ai genitori insegnanti.

Le stanze del bed & brekfast

Le stanze del b&b sono dedicate alle materie scolastiche: la geografia, le scienze, e una dedicata anche alla maestra. Tutto arredato amorevolmente, con cura e tanta passione. Molti pezzi sono stati trovati in giro per l’Italia. Le immagini de La Scuola parlano un linguaggio che sembra provenire dal passato: un’esperienza unica nel mezzo del Veneto, circondati da disegni d’epoca e colori sbiaditi. Deliziosamente retrò.

Camera Geografia

bed and breakfast

Camera Storia e Lettere

Camera Scienze

Camera della maestra

Il bed & breakfast è una struttura privilegiata per andare oltre a ciò che vuoi visitare. In cui il rapporto umano ha un ruolo privilegiato, un’occasione per nutrirsi dell’ospitalità di sconosciuti che, per un momento, entrano a far parte della dimensione “viaggio” e della tua vita.

In un bed and breakfast del Conero, immerso tra colline di girasole e rocce a picco sul mare, mio marito e io abbiamo deciso di sposarci. Non solo la leggerezza della vacanza, ma vivere l’ospitalità amichevole di Diletta {così si chiama la proprietaria del b&B La Madonnina} che ha reso tutto più magico: l’accoglienza è un valore di noi uomini – a volte tanto miseri – fondamentale per la nostra vita.

LA SCUOLA GUESTHOUSE 
via Campana 20 – 36046 Lusiana (Vicenza), Italy
Tel. +39.0424.066244 Mob. +39.333.3792859
info@locandalascuola.com

The post Un b&b da una scuola degli anni ’20: abitare in vacanza appeared first on Artigianamente Blog – artigianato, stile & design.

Tags:

 
 

Idee per la casa: Sicilian Mood

Pubblicato da blog ospite in ArtigianaMente, Stili

La Sicilia terra d’ispirazione. Per Dolce&Gabbana da sempre, dalle origini del loro marchio fino alla sfilata ambientata a Palermo lo scorso luglio che è stata un inno al folclore e all’artigianato siciliani, come il famosissimo carretto, le teste di moro, le ceramiche e il teatro dei pupi. Ecco cosa dovrebbero fare le grandi aziende e le griffe. Promuovere la propria terra, con le sue tradizioni e peculiarità. E così la Sicilia è diventata fonte di ispirazione per tante idee per la casa. Che io apprezzo molto. 

A cominciare dagli elettrodomestici Smeg: chi non ama il loro design anni ’50? Il frigorifero bombato, il frullatore, il tostapane? Proprio dalla collaborazione con Dolce&Gabbana è nata la linea Sicily is my love. 

idee per la casa

idee casa

Anche gli elettrodomestici servono per arredare casa.


Made a Mano è un’azienda che adoro e seguo su Instagram, perché parte dalla tradizione del territorio distinguendosi per il design contemporaneo. Fondata nel 2001 dall’imprenditore nelle arti ceramiche Rosario Pirrinello, detto “il sarto della pietra lavica”, Made a Mano realizza ceramiche con argille da pietra lavica dell’Etna. Le piastre poi vengono decorate dai maestri della ceramica di Caltagirone.

Ho selezionato i decori che mi piacciono di più.

Le contemporanee

idee per la casa

Le tradizionali

idee regalo per casa

Immagini Made a Mano

Della Sicilia adoro i vasi antropomorfi. Cambiano a seconda dalle mani dell’artigiano che crea questi meravigliosi vasi: questo è il bello dell’artigianato, non è mai uguale a se stesso. Accanto alla linea comune della tradizione si innesta il carattere e l’unicità della persona.. I più radicati sono le teste di moro, nati da una bellissima leggenda.

Si narra che nel quartiere arabo di Palermo, la Kalsa, durante la dominazione araba, vi abitasse una bellissima fanciulla che trascorreva le giornate a curare i fiori del suo balcone. Un giorno, un giovane moro, passando sotto il balcone della fanciulla, la notò mentre accudiva le sue piante e se ne invaghì perdutamente.

Le dichiarò subito il suo amore e la bella ragazza ricambiò il sentimento. Purtroppo il giovane moro era già sposato e aveva figli e quando la fanciulla seppe che sarebbe tornato alla sua famiglia, lo uccise la notte precedente la partenza in pieno sonno.

Gli tagliò la testa e la utilizzò come vaso piantandovi del basilico, pianta regale, pianta anche dell’amore e della passione. Il giovane rimase per sempre con lei e il bellissimo vaso destò l’invidia dei vicini che così decisero di fabbricare dei vasi a forma di testa di moro.

Nelle immagine sotto, sullo sfondo {in alto a sinistra} le teste di moro sulle mensole.


Accanto ai vasi antropomorfi, ci sono anfore e altri oggetti di ceramica, che raccontano la quotidianità di un luogo sia nella forma sia nei disegni.

Anticamente quest’oggetto {sopra} era usato soprattutto come contenitore di vino, il quale era bevuto direttamente dalla fiasca, adagiando la bocca al beccuccio. E’ stato foggiato al tornio e decorato a mano, con motivi tipici del Settecento.

Il il fico d’india è una pianta tipica siciliana {del Sud in genere}, proposta sin dagli anni cinquanta dai ceramisti calatini, producendo diversi souvenir: porta candela, posacenere e piccoli vasetti.

In quest’opera il ceramista ha prodotto una cesta con l’uso di otto pale con frutti, adatta per essere usata come centrotavola, svuota tasche o portafrutta.

Ceramiche da Ceramicart


Poi ci sono i pupi che affondano le radici nelle rughe del tempo.

I pupi sono legati al teatro. L’Opera dei Pupi è un tipo di teatro delle marionette, i cui protagonisti sono Carlo Magno e i suoi paladini. Le gesta di questi personaggi sono trattate attraverso la rielaborazione del materiale contenuto nei romanzi e nei poemi del ciclo carolingio, della Storia dei Paladini di Francia e dell’Orlando furioso. Le marionette sono appunto dette pupi {dal latino “pupus” che significa bambino}.

L’Opera dei Pupi si affermò nell’Italia meridionale: nella prima metà del XIX secolo a Napoli, grazie a Giuseppina d’Errico, chiamata “Donna Peppa” e in Sicilia, tra la seconda metà del XIX e la prima metà del XX secolo.

Nel 2008 l’UNESCO ha iscritto l’Opera dei Pupi tra i Patrimoni Orali e Immateriali dell’Umanità, dopo averla originariamente proclamata nel 2001. È stato il primo Patrimonio italiano a esser inserito in questa lista.

Il puparo curava lo spettacolo, le sceneggiature, i pupi, e con un timbro di voce particolare riusciva a dare suggestioni, ardore e pathos alle scene epiche rappresentate. I pupari, pur essendo molto spesso analfabeti, conoscevano a memoria opere come la Chanson de Roland, la Gerusalemme liberata e l’Orlando furioso.

Pupi Francesco Salamanca

Trovo che siano molto belli per arredare la propria casa. Mia cugina – dopo un viaggio in Sicilia – li ha portati nella sua casa sulle Dolomiti e ne ha messi tre su una porta di legno che usa di rado. Ci stanno benissimo. Mi piacciono anche a parete. Si abbinano bene allo stile rustico e sono capaci di riscaldare e personalizzare ambienti moderni.


Nell’immaginario collettivo, e nel mio, dire Sicilia vuol dire anche coffa. Indossarla d’estate è un must e usarla come porta riviste è un’idea originale. Per una casa in stile boho chic.

Coffe Tizzini

 

 

 

The post Idee per la casa: Sicilian Mood appeared first on Artigianamente Blog – artigianato, stile & design.

Tags: ,

 
 

La casa di montagna che sogno in questi giorni difficili

Pubblicato da blog ospite in ArtigianaMente, Idee

La casa di montagna che sogno è diversa dalle case del mio paese. Di legno, sì, ma con un tetto talmente spiovente da trasformarsi, tutta, in triangolo isoscele. Oppure un cubo perso tra gli alberi per rifugiarmi con la mia famigliola. In ogni caso, con tanti vetri per guardare il bosco. Una casa di montagna nuova, sperimentale, in questi giorni mi piace pensarla. Chiedendomi: chissà se la vorrei realmente.

Perché in fondo non mi manca nulla. La mia piccola casina, con i suoi mille difetti e i suoi tratti sixty mi coccola, e anche tanto, e allora mi sorge il dubbio. Sono sicura di volerne un’altra? Non lo so.

Però di sognare non smetto mai. E’ più forte di me: non riesco a farne a meno. Immaginare qualcosa di diverso – uno dei tanti mondi possibili – tra cui una casa di montagna differente, mi piace troppo.

E allora in questi giorni difficili, in cui il mio papà è stato poco bene, mi è esploso dentro il desiderio di sognare una casa di montagna dall’architettura poco convenzionale. Almeno, dalle mie parti: credo non verrebbe nemmeno presa in considerazione eppure io la trovo estremamente interessante. Un po’ come tutti gli esperimenti in cui la magia dell’attesa si mescola alla sorpresa del risultato. Dando vita a ciò che mai avrei immaginato potesse esistere.

La casa di montagna a triangolo

arredamenti casa montagna

idee per interne case

arredamento montagna

casa di montagna

baita di montagna

La casa di montagna e le sue vetrate

case rustiche interni

casa in montagna

 

interni case in legno

La casa di montagna e un’architettura differente

case di montagna in vendita

Quando sogno a occhi aperti, sogno in grande. E tu?

Immagini Kaufmann Mercantile

The post La casa di montagna che sogno in questi giorni difficili appeared first on Artigianamente Blog – artigianato, stile & design.

Tags:

 
 

Lavorare a maglia: 8° lezione. Il cordino da usare come coulisse.

Pubblicato da blog ospite in ArtigianaMente, Idee

Il manufatto che abbiamo realizzato è un collo/cappello, un cilindro di maglia con una coulisse a una estremità, come abbiamo visto nella lezione precedente. Una variante della lavorazione permette di trasformare il collo/cappello in un berretto di lana; chi volesse applicare questa variante dovrà aspettare la prossima lezione, dopo la pausa estiva, dove farò un accenno alla lavorazione di diminuzioni e aumenti.

In questa lezione spiegherò come fare il cordino da usare come coulisse.

Ho deciso di inserire il cordino nelle lezioni perché rifinisce il lavoro rendendo il collo/cappello molto più originale e anche perché, dopo ore di lavoro passate sullo stesso manufatto, l’idea di cimentarsi in qualcos’altro viene accolta dagli allievi con un certo entusiasmo.

lavorare a maglia

In commercio esistono strumenti specifici per confezionare i cordini, per esempio la Caterinetta, un giocattolo che fu molto popolare in passato, oppure il tricotin, un piccolo apparecchio a manovella che crea cordini in modo rapido; io consiglio fortemente di imparare a farlo con i ferri perché è uno di quei manufatti che si possono fare e disfare senza troppi rimorsi.

Sebbene la lavorazione del cordino nasconda delle insidie {per esempio le maglie cadute sono difficili da recuperare}, una volta imparato sarà quel tipo di lavoro da realizzare mentre si guarda la TV o si chiacchiera con gli amici, ed è anche perfetto per spezzare la routine di lavorazioni lunghe e monotone.

Inoltre il cordino può essere utilizzato in molti modi, per esempio come rifinitura di bordi e creare accessori originali; sarà sufficiente variare filato, grandezza del ferro e aggiungere un pizzico di fantasia.

lavoro a maglia

Gli strumenti perfetti per realizzare il cordino sono i ferri a doppia punta {double point needles – dpn} ma si possono usare anche i ferri circolari. Se si possiede un solo ferro circolare ed è quello con cui si sta lavorando il collo/cappello, bisogna mettere il manufatto a riposo su un filo di scarto per liberare il ferro.

NB: consiglio di aggiungere ai propri strumenti di maglia i ferri a doppia punta, ovvero di comprare per ogni ferro circolare il suo equivalente a doppia punta. Questi ferri, oltre che per il loro uso tradizionale, cioè le piccole circonferenze, sono utili per tantissime lavorazioni, tra cui l’icord, e per il “recupero” di alcuni errori.

Il modo più semplice per imparare a fare un icord è osservare come si fa attraverso una dimostrazione dal vivo o un video tutorial come questo.

Istruzioni

Iniziare montando le maglie, 3 o 4 dovrebbero bastare, e procedere alla lavorazione: più sarà alto il numero di maglie, più il cordino sarà “cicciotto”.

Dopo aver seguito un cordino lungo 60 cm sarà sufficiente farlo passare nelle maglie a riposo del collo/cappello, sostituendo il filo di scarto, iniziando dalla seconda maglia (lasciare la prima maglia del giro sul filo di scarto).

Per finire, liberare la prima maglia dal filo di scarto facendo attenzione a non farla “cadere”, tagliare il filo del lavoro, farlo passare in questa maglia e tirare per chiuderla. Questa chiusura lascerà una piccola fessura tra l’inizio e la fine del giro che sarà invisibile con la coulisse chiusa ma decorativa con la coulisse aperta. Nascondere le codine con l’ago e rifinire, per esempio aggiungendo dei bottoni o delle perline alla coulisse.

Troverete file più esaustivi su questo argomento nel gruppo chiuso di Facebook Riprendiamo il Filo; le lettrici di Benedetta saranno le benvenute inviando una richiesta d’iscrizione e rispondendo alla domanda per l’ammissione con la frase: “Leggo Artigianamente”

Oppure, per approfondimenti, lezioni dal vero o in Chat, contattatemi privatamente:

annagreco@me.com

Lezione 9?… il collo diventa un berretto, accenni su aumenti e diminuzioni.

 

 

The post Lavorare a maglia: 8° lezione. Il cordino da usare come coulisse. appeared first on Artigianamente Blog – artigianato, stile & design.

Tags:

 
 

Shopping list per l’estate {home&fashion}

Pubblicato da blog ospite in ArtigianaMente, Idee

La scorsa settimana un’amica mi ha chiesto di darle qualche indirizzo per lo shopping online. Parlavamo di moda, di acquisti su siti inglesi {e annessa sicurezza}, di comodità per chi abita in piccoli paesi come i nostri {comprare in un click, per noi, è sicuramente una comodità}. Da queste chiacchiere è nato il post di oggi: una shopping list per l’estate che comprende sia l’homedecor sia il fashion.

Shopping list estiva

Gli occhiali da sole e il mobile componibile

Avere una shopping list è utilissimo per evitare acquisti sbagliati o affrettati, perché ti permette di creare abbinamenti ragionati per la casa e per l’armadio.

E’ fondamentale costruire una lista di oggetti, accessori, complementi di arredo, che abbiano una durata nel tempo. Così puoi controllare le tue spese: puoi decidere di investire su un capo o complemento importante che andrà bene anche in futuro, mentre per le cose “alla moda” {che durano una sola stagione} puoi optare per il low coast.

La shopping list è basata su:

  • il mio gusto estetico {temo potrebbe anche non piacerti}
  • gli “intramontabili” {di stile}
  • le tendenze {per un look contemporaneo}

Gli occhiali da sole e il mobile componibile

Il sole estivo, soprattutto al mare, è molto fastidioso agli occhi: non potrei rinunciare agli occhiali. I miei preferiti al momento sono quelli di Kaleos, un marchio spagnolo {gli spagnoli nella moda stanno andando forte} fresco e giovane.

Per l’arredo invece ho scelto un’icona del design: i contenitori componibili in plastica di Kartell. Belli in bagno, camera ma anche in cucina. Gli elementi contenitori grazie a una semplice e solida sovrapposizione si incastrano l’uno con l’altro senza l’aiuto di viti, né perni o di attrezzi. Nascono da questa vincente idea di Anna Castelli Ferrieri. Furono presentati al Salone del Mobile di Milano nel 1967.

shopping list

Il letto in rattan e la camicia

Il letto in rattan è favoloso per:
– la casa al mare oppure di campagna
– lo stile bohemian in città.
Quest’estate è di moda ma è altrettanto vero che questo materiale torna sempre. Un must have.

Cosa c’é di più classico della camicia?! Quest’estate possiamo divertirci: Dolce&Gabbana ha unito il fashion all’italian food creando una camicia con i gelati. Fantastica!

whist list

La clutch bag e il vaso in ceramica

La borsa estiva per antonomasia è la clutch con i colori e i dettagli che richiamano i paesi del Sud. Come il vaso di ceramica di Alessandro Iudici, uno dei miei ceramisti preferiti, che interpreta la tradizione siciliana in modo personale.
Verde acqua e azzurri sono i colori che evocano il mare: approfittiamo della bella stagione per indossarli e per vestire la casa.

decorazione casa

Il cuscino crochet e i sandali in rafia

Negli ultimi anni il crochet è tornato con furore. Abbandonati i classici lavori della nonna, si sono diffusi lavori moderni che si abbinano bene alle abitazioni contemporanee.

Ho scelto il cuscino a forma di ananas perché è un frutto esotico, pieno di sole e di vita all’aria aperta.

La rafia è estiva e i fiorellini applicati sono in tendenza: mi piacciono un sacco i sandali con il tacco largo di TopShop, versione economica delle creazioni {favolose} di Tabitha Simmons.

 

La cross body e il tappetto

Un super grande classico in versione estiva? la cross body {= borsa a spalla} Marcie di Chloé color azzurro. Sono sicura che sarà bella anche d’inverno con un cappotto marrone o grigio 😉 … un investimento, magari approfittando dei saldi.

Bello il tappetto con i rombi grigi e i tocchi di colore sugli angoli. Il fondo bianco lo rende perfetto per illuminare qualsiasi ambiente. Mi piacerebbe nel mio corridoio… non si sa mai!

 

decorazioni per la casa

Gli orecchini e il leoncino

Gli orecchini con le nappine stanno spopolando, quelli che vedi sono di H&M. Ho scelto la versione economica, perché temo che il per il prossimo anno potrebbero già annoiarmi.

Il leoncino da appendere alla parete è una decorazione bellissima per la camera dei bambini. Fino ai 6 anni. Poi facciamo scegliere a loro: credo che a casa mia Star Wars potrebbe essere preso in seria considerazione 🙁

Le ciabatte e il canovaccio

Dallo scorso anno le ciabattine da spiaggia si sono trasformate in sandalo da usare in città. Sfiziosa la versione rosa in velluto.

I canovacci di lino di Tessitura Toscana Telerie sono bellissimi. Per la qualità del materiale e per i disegni e i colori, che variano gli stili. Ce ne sono di coutry, moderne e classiche. I miei sono quelli della serie qui sotto, moderni.

La sedia a dondolo e la borsa

La paglia di Vienna è un grandioso classico che amo molto. Ricavata dal trafilato di giunco, è intrecciata fino a formare un tessuto disponibile in diverse altezze, caratterizzato da una superficie resistente, adatta a sopportare carichi anche molto elevati.

Da sempre un’icona del design, soprattutto grazie alla Thonet, quest’anno la moda ha preso in prestito questo materiale. In particolare per le borse, come la Falabella di Stella Mc Carteney.

Il dondolo vintage da mettere nel patio per un’atmosfera vacanziera. Aggiungi tante piante verdi, anche succulente, e vedrai che l’effetto “wow” non mancherà.

Il tappetto per le sedie e il costume da bagno

Un tappetto elastico con cui rivestire le sedie. Un’idea geniale che mi è piaciuta tantissimo, non solo per il design ma perché il “tappetto” è realizzato a mano dalle donne siriane. Un pezzo d’arte, un pezzo d’artigianato etnico. Progetto di Ragamuf.

L’anno scorso H&M aveva prodotto un bikini a merletti rosa. Me lo sono lasciata scappare. Poi ho scoperto che la catena svedese si è ispirata ai bikini dell’ex ballerina classica Marysia Dobrzanska Reeves. E quello che ti mostro qui è proprio di Marysia, brand diventato famoso tra le celebrity. A parte questo {che mi interessa poco} trovo che questi costumi siano chic. Dureranno parecchi anni.

Ed eccoci all’ultima coppia home/fashion. Fatta di frutta. Ananas, angurie, meloni, pesche, ciliegie, fragole: d’estate ovunque.

I piatti con spicchi di anguria e profili d’oro irresistibili per un party in giardino.  Come le slippers a righe e la ciliegina ricamata.

Cosa dire? L’estate ama esibirsi e a noi piace. Vero?

The post Shopping list per l’estate {home&fashion} appeared first on Artigianamente Blog – artigianato, stile & design.

Tags:

 
 

Lavorare a maglia: 7° lezione. Il collo/cappello – Chiudiamo il Cerchio

Pubblicato da blog ospite in ArtigianaMente, Idee

Il collo-cappello è un cilindro di maglia con una coulisse a una estremità, che può essere usato sia come collo, con la coulisse aperta, sia come cappello con la coulisse chiusa: lavorarlo con i ferri circolari è veramente semplice, anche per un principiante. Oggi imparerai come si fa.

Con le misurazioni del campione e la misura della testa possiamo decidere quante maglie montare.
Per esempio: se abbiamo un campione di 10 cm per 20 maglie e una circonferenza cranica di 30 cm, per avere la giusta misura è necessario montare 60 maglie. Nel caso specifico ci interessa soprattutto la misurazione in larghezza {numero di punti/maglie} in quanto per l’altezza {numero di giri/ferri} ci si può regolare indossando il manufatto in corso d’opera.

Cosa importante, per ottenere la corretta taglia del cappello è prendere la misura della circonferenza testa NON nel punto più ampio ma un poco più in alto (come nella foto  foto 7/1): in questo modo eviteremo che il cappello sia troppo largo e scivoli sugli occhi.

Dopo aver montato le maglie si può cominciare la lavorazione del collo/cappello.

A questo punto del lavoro si arriva anche a un passaggio critico, ovvero la “chiusura del cerchio”  necessaria per poter eseguire la lavorazione in tondo.

Sebbene la lavorazione circolare comporti moltissimi vantaggi, per esempio di non dover fare alcuna cucitura sul manufatto e di poterlo provare man mano che si lavora, questo primo passaggio, indicato in inglese come join in the round, è un momento delicato e per un principiante è ad alto rischio di errore.

Per riuscire nell’impresa bisogna fare attenzione principalmente a due cose:

  • Chiudere in cerchio senza torcere il lavoro al momento dell’unione delle due estremità
  • Gestire la lunghezza del cavo dei ferri circolari con una circonferenza del manufatto che potrebbe essere inferiore al cavetto. I due metodi per farlo sono la tecnica del magic-loop, o più semplicemente, i suggerimenti di questo video.

Come sempre vi invito a leggere anche le dispense {riportate alla fine del post} dove troverete questi e altri suggerimenti per “chiudere il lavoro in tondo”.

Una volta “chiuso il cerchio” consiglio di lavorare, sempre e comunque, un giro al dritto e solamente dal secondo giro in poi proseguire come segue: lavorare i primi 20 cm a coste 2×2, questa texture molto elastica, che ricorda il cannolè, sarà il bordo del collo/cappello; dopodiché iniziare a lavorare la texture prescelta  e continuare fino a quando il cappello non sarà della lunghezza desiderata.

Essendo questo manufatto un collo/cappello e non un berretto, entrambe le estremità resteranno aperte; una sarà delineata dai punti di avvio, mentre dall’altra parte, quando avremo finito, sarà sufficiente aggiungere la coulisse facendola passare tra i punti dell’ultimo giro, ed è quello che vedremo nel dettaglio nella lezione n.8.

Per darvi il tempo di lavorare il collo/cappello la prossima lezione sarà pubblicata con un intervallo più lungo rispetto alle precedenti.

Troverete file più esaustivi su questo argomento nel gruppo chiuso di Facebook Riprendiamo il Filo; le lettrici di Benedetta saranno le benvenute inviando una richiesta d’iscrizione e rispondendo alla domanda per l’ammissione con la frase: “Leggo Artigianamente

Oppure, per approfondimenti, lezioni dal vero o in Chat, contattatemi privatamente annagreco@me.com

Prossima lezione? Il cordino – icord – semplice, utile e versatile


LE DISPENSE

lavorare a maglia

 

The post Lavorare a maglia: 7° lezione. Il collo/cappello – Chiudiamo il Cerchio appeared first on Artigianamente Blog – artigianato, stile & design.

Tags:

 
 




Torna su