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La ristrutturazione di una fattoria newyorkese

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Siamo fatti per cambiare. Cambia la famiglia. Cambia il lavoro, cambiano le relazioni sociali e anche i luoghi che abitiamo. Cambiano le nostre case, con cambiamenti sostanziali come una ristrutturazione, oppure piccole modifiche quasi impercettibili nel tempo. Questo post è dedicato alla ristrutturazione di una fattoria di coloni olandesi, a New York {l’avresti detto che a New York esistono ancora le fattorie?}. Rievoca il passato con le sue ampie stanze ristrutturate mantenendo l’origine della struttura e si adatta alla contemporaneità dei nuovi proprietari Paul Denoly and Nick Blainee, fondatori di Hawkins New York, sito dedicato alla casa. Ho amato il loro restauro, rispettoso  eppure personale e con tocchi di discreta originalità. 

Una ristrutturazione richiede per forza di cose un cambiamento radicale e impegnativo della struttura-cassa. Ma possiamo anche evolvere le nostre abitazioni in maniera meno dispendiosa e con piccoli accorgimenti. Lo vedrai da questa meravigliosa casa.

LA STORIA

L’acquisto di una fattoria nel nord dello stato di New York nel 2011 ha dato loro l’opportunità di combinare e perfezionare la loro estetica. Costruita nel 1750 dai coloni olandesi, la proprietà secolare stava crollando.
Denoly e Blaine hanno lavorato con artigiani locali per riportare in vita la casa, ripristinando la struttura in pietra originale.

restauro

fattoria ristrutturata

“Amiamo gli aggiornamenti semplici “, afferma Blaine. “In inverno, aggiungiamo cuscini di lana e sedie a strati con le pellicce islandesi”.

GLI INTERNI

Una volta che la struttura del luogo è stata ripristinata, la coppia si è rivolta agli interni. Ispirato dalle pareti in legno dei coloni, Blaine ha progettato una versione moderna semplificata per le pareti del soggiorno.

design

ristrutturazione

Paul e Nick hanno testato non meno di sei sfumature di rosa prima di accordarsi sulla tonalità perfetta. Per i pavimenti, hanno scelto piastrelle in cemento colorato in uso in Messico nella gamma di colori del rosa, del blu e dei grigi.

Alcuni amici hanno contribuito alla ristrutturazione posando le tessere in modo casuale, e hanno intenzionalmente saltato la stuccatura in modo che i bordi si usurassero nel tempo.

La catasta di legno aggiunge fascino rustico del soggiorno, dove la coppia ha sostituito le pareti e restaurato il camino in pietra e mattoni originali. Un progetto in continua evoluzione, la casa è un laboratorio vivente.

design

“Nel processo di ripristino delle porte originali, ci siamo innamorati della stratificazione di pittura avvenuta negli anni”, dice Blaine, “quindi le abbiamo lasciate in questo modo.”

“Giochiamo con i prototipi e li testiamo in casa”, dice Blaine. “Quando lanciamo un nuovo colore nel programma di biancheria, lo spostiamo da una stanza all’altra per assicurarci che si adatti alla nostra gamma di colori.”

Per la loro collezione Versa Vase, Paul e Nick hanno provato diverse sagome sulla mensola del camino, sul tavolo della colazione e sul tavolino da caffè, eliminando quelli che non sembravano una buona partita. “Sappiamo che qualcosa va bene quando ci piace vivere insieme”, afferma Paul.

restaura casa antica

SCHEDA DEI CAMBIAMENTI

Il restauro di questa fattoria mi è piaciuto molto anche perché offre uno spunto per chi desidera cambiare e aggiornare la propria casa con piccoli accorgimenti. Ecco la mia lista

Piccoli cambiamenti che fanno la differenza:

  • il colore {delle pareti, degli arredi, delle tende..} è un grande alleato perché rappresenta un cambiamento facile, economico e veloce
  • i tessili per tutte le stanze: cambiarli a seconda delle stagioni {usando il lino d’estate e la lana d’inverno per esempio}, della moda e dell’umore
  • inserire oggetti contemporanei e vintage, come nel caso delle mensole della cucina di Paul e Nick
  • cambiare l’illuminazione scegliendo lampadari, abat jour, applique, originali
  • inserire tocchi originali, come la catasta di legna
  • per la cucina esporre con ordine utensili ed elettrodomestici di design

Cosa ti piacerebbe cambiare della tua casa? e come?

 

Tratto da Domino Magazine e personalizzato

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Casa vacanze: raccolta funky vintage per il mare

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Hai visto che titolo? Ci sono ben tre termini in inglese sebbene non lo conosca affatto. Però descrivono con facilità il contenuto di questo post, che è una mini raccolta delle cosette giuste per quest’estate {magari approfittando dei saldi}. Troverai prodotti funky di ispirazione vintage come i lampadari a fronde di palma e le tavole da surf pronte per essere appese alle pareti come in una vera e propria casa vacanze sul mare. 

casa vacanza estate

casa vacanze al mare

La radio dal sapore vintage sarà sicuramente in grado di rendere speciale il tuo caffè mattutino nella casa delle vacanze, la puoi trovare su Amazon; favoloso il parasole in palma di Madam Stolz per rendere stiloso il tuo terrazzo fronte mare; le ciabattine in paglia bellissime per tutta l’estate sono di Polly Plum.

casa vacanze design

Nudo stilizzato {super ironico} per il tappetto antiscivolo di Need Supply Co.; i sottobicchieri con le conchiglie applicate sono un’idea sfiziosa per l’aperitivo in riva al mare, li trovi da Pretty Wire; il lampadario con paglia frusciante è di Shop Candelabra; questa bellissima madia perfetta per una casa di vacanze al mare l’ho vista su Wallpaper.

estate casa

I piatti di quest’ultimo collage sono del sito milanese La Double J.; mentre il surf {anche per abbellire una parete della casa al mare} è di No solo surf; la decorazione da parete pensata per la cameretta dei più piccoli è di St. Frank.

Che ne dici sei pronto per arredare le tua casa delle vacanze con elementi vintage originali? Ti piace questo stile?

 

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Vieni con me, nella Venezia del Cannaregio

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Lontana dal classico itinerario che dalla Ferrovia porta a Piazza San Marco, rispetto alla quale resta a sud, la Venezia del Cannaregio appare una città tranquilla meno turistica e affollata del solito. Cannaregio è un sestiere, l’equivalente del “quartiere” di qualsiasi altra città italiana. Venezia è straordinaria anche nella toponomastica.

I nomi dei luoghi sono diversi da quelli comuni.

Di piazza ce n’é una sola, Piazza San Marco, tutte le altre si chiamano campi perché un tempo erano ricoperte da prati; le vie prendono il nome calle {di origine spagnola} per indicare le lunghe strettoie tra una casa e l’altra.

I sestieri sono i quartieri. A Venezia se ne contano sei: tre a destra del Canal Grande – che i veneziani chiamano anche Canalazzo perché è il più grande della città – e tre a sinistra.

Il Cannaregio è il quartiere che ho visitato con la mia famiglia una domenica di aprile. La sorella di mio marito ci ha regalato e organizzato questa splendida giornata per alleggerire mente e cuore. Un pensiero che mai potrò dimenticare.

Del Cannaregio il primo luogo visitato è stato il Ghetto. Il più antico della storia, brutta storia. Il Ghetto è stato una di piazza chiusa, con due porte che venivano chiuse la sera. Questo dal 1516 fino all’avvento di Napoleone.

Credo sia stato drammatico viverci.

Qui troviamo i palazzi più alti di Venezia. Non potendo abitare in nessun altro luogo, man man che le famiglie ebree crescevano si andò costruendo un piano sopra l’altro.

Il centro della piazza del Ghetto, con la fontana e la sinagoga con le caratteristiche cinque finestre ad arco. A Venezia ci sono ben 5 sinagoghe, 3 in funzione.

La parola ghetto è utilizzata a partire dall’inizio del XVI secolo e deriva dal veneziano “ghèto”, che significava fonderia {il luogo dove si “gettava” il metallo}. Infatti il termine in un primo tempo designava il quartiere delle fonderie a Venezia, che era quello dove si erano stabiliti gli ebrei.

Senza camminare eccessivamente siamo andati a visitare la chiesa della Madonna dell’Orto che ospita un bellissimo quadro del Tintoretto {le cui spoglie ora riposano nella cappella absidale della navata sinistra} pieno di simboli, dalla civetta, all’edera. Siamo passati davanti alla casa in cui visse, in Campo dei Mori. Dove nei muri sono incastonate le statue dei Mori.

All’interno della chiesa c’é anche la statua della Madonna, una donnona enorme che incute un po’ di soggezione.  La statua venne scolpita da Giovanni De Santi, su committenza del parroco di Santa Maria Formosa, il quale, non trovandola di suo gradimento, la rifiutò quando era ancora in corso di realizzazione.

Lo scultore sistemò provvisoriamente nell’orto della propria casa la statua di pietra tenera, incompiuta. Di lì a poco la moglie dello scultore si accorse che la statua emanava strani bagliori durante la notte: la notizia si diffuse presto in tutta la città e il luogo divenne meta di pellegrinaggi.

In seguito al verificarsi di alcuni miracoli e al conseguente aumento della venerazione popolare, il vescovo di San Pietro di Castello indusse il De Santi a spostare la statua all’interno della sua casa o di una chiesa per evitare forme improprie di culto. L’artista l’offrì dunque ai frati di San Cristoforo, che all’epoca gestivano la chiesa.

Abbiamo pranzato Da a’ Marisa, trattoria che propone specialità di pesce tipiche di Venezia. Menù fisso – tra baccalà mantecatto, lasagne di pesce e baicoli veneziani per chiudere in bellezza – lungo un canale largo che perde nel mare. Chiacchiere, risate, folklore.

E poi abbiamo vagabondato, come piace a me. A caso, guardando a destra e sinistra, in alto e in basso, per annusare la quotidianità. Con il sole caldo e l’aria fresca tra i capelli, ottima stagione la primavera per visitare le città.

A Venezia gli occhi non hanno tregua: architettura, anse, canali, simboli che solo qui, vita quotidiana tra panni stesi da un muro all’altro e bacari. E’ un città sorprendente, ogni volta.

Bella domenica di aprile, quella passata a Venezia. Da ripetere.

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Campeggi contemporanei

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Fuori piove, a dirotto. Sogno un tempo e uno spazio differenti senza avere un reale desiderio di allontanarmi da casa. Sogno una tenda nel bosco, un rifugio per rilassarmi. L’ho trovo veramente, in uno dei “campeggi contemporanei”.

A contatto con la natura e l’estetica straordinaria del design. Pare quasi impossibile, eppure un posto per vacanza così esiste davvero. Si trova in California, sulla costa del nord. Si chiama Mendocino Grove ed è uno di quelli che a me piace definire “campeggi contemporanei”. Perché unisce il desiderio di vivere in semplicità, a contatto con l’ambiente, con le nostre comodità e il desiderio di “bello”.

Forse può sembrare contraddittorio o forse si tratta solo un gioco di equilibrio, che ci permette di godere della bellezza della natura circondati dalla bellezza delle costruzioni umane.

Situato su un promontorio boscoso che si affaccia sullo splendido oceano pacifico e circondato da vaste bellezze naturali, il boschetto del Mendocino è ora aperto per le prossime stagioni.

La proprietà dispone di 60 tende in stile safari {classiche e familiari} dotate di tutti i moderni comfort e servizi.
Letti riscaldati, piumoni, coperte di lana, lenzuola di cotone fresco, bottiglie d’acqua calde e lanterne. E ogni tenda ha un terrazzo con sedie in pelle per rilassarsi e ammirare la bellezza della foresta.

Andrò mai in California? Al momento non ne ho l’intenzione. Al momento sogno.

 

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Dove hai nascosto la pattumiera?

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Ci sono oggetti della quotidianità che, più di altri, possono trasformarsi in vittime della moda e delle abitudini.
La pattumiera è tra questi: brutta Cenerentola della cucina e del bagno {per lo più}, l’abbiamo nascosta in ogni modo. In angoli defilati al riparo da occhi curiosi oppure in armadi da aprire soltanto all’occorrenza. Oggi il design, che altro compito non ha che di rendere belli e funzionali gli oggetti della nostra vita, ha cambiato le pattumiere. 

Quello che abbiamo sempre relegato in un armadio, può apparire bellissimo. Finalmente anche la pattumiera ha acquistato una sua dignità.

Poi, a pensarci bene, il discorso è sempre lo stesso: sono i dettagli a fare la differenza e la pattumiera può rappresentare un ottimo dettaglio che crea un ambiente piacevole con un intento funzionale.

Un cestino per raccogliere i rifiuti non è comodo solo in cucina {dove funge da vera e propria pattumiera}, ma può essere utile in bagno, nello studiolo, nella cameretta del nostro piccolo. Se avesse un brutto aspetto rovinerebbe l’estetica della stanza.

Se, invece, scegliamo una pattumiera di design e del colore giusto non abbiamo più bisogno di nasconderla.

… che ne dici: ti sembra ancora che la pattumiera sia un oggetto tanto brutto da dover essere nascosto?

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Vintage interior di 3 instagrammers famose

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Ho trovato qualcosa che vale la pena di essere condiviso: 3 fantastici esempi di vintage interior, interpretati in modo differente da tre instagrammers famose. Il vintage secondo Laura Liebt, orientale a Berlino, è l’incontro fra passato e mondo nordico. L’interior vintage di Alessandra Sorrentino è fatto di dettagli di vita, di quotidiano con stile, mentre quello di Valeria Maggiora è elegante e sofisticato. 

Tre donne che esprimono una forte personalità e una grande carica creativa e tanto stile, naturalmente.

LAURA LIEBT

Ho conosciuto il profilo di Laura per puro caso mentre mi divertivo a saltellare qua e là su Instagram. Mi ha colpita l’atmosfera delle sue fotografie, quasi di un film anni settanta, un po’ fumosa. Successivamente ho scoperto che si tratta di una fotografa. La sua casa riflette la sua creatività professionale.

L’appartamento berlinese che condivide con il compagno è un mix di elementi retrò e linee nordiche. La cucina è stanza che prefisco.

interior

vintage

interior

interior retro

vintage

ALESSANDRA SORRENTINO

Quello di Alessandra è stato uno dei primi blog di moda vintage {Rosaspina Vintage} che ho cominciato a seguire nel 2009. All’epoca viveva a Torino, ora a Londra sempre con i suoi favolosi maine coon. Il suo è un interior vintage di carattere quotidiano, orientato agli anni ’50, di dettagli semplici ma zuppi zeppi di buon gusto. Tutt’altro che una semplicità banale.

VALERIA MAGGIORA

Valeria l’ho conosciuta nel mio viaggio a Torino. E’ titolare di Melissa Erboristeria, un luogo bellissimo fatto di erbe, creme naturali, peeling per il corpo al limone e olio di oliva e pastiglie Leone ovviamente. All’ombra della Mole Antonelliana.

La casa è stata recensita da Elle: ogni stanza è sofisticata ed elegante come i suoi outfit.  Chi non conosce i suoi “dialoghi” con Diego allo specchio d’oro della camera da letto con le pareti carta da zucchero?

… tu quale stile vintage preferisci?

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I disegni geometrici ad alto tasso di design

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Un post per animi forti, amanti del design. Dal carattere maschile e deciso come lo sono le figure geometriche quando le contrapponiamo alla delicatezza e alla sensualità dei fiori. Amo le une e gli altri, la scelta tra geometrie e motivi floreali dipende soltanto dall’umore. E dallo stile da conferire alla stanza.

Con il gioco dei disegni geometrici puoi caratterizzare un ambiente richiamando epoche precise – come gli anni ’60 oppure determinati ambienti {per esempio alcuni hotel berlinesi, nel restauro, hanno mantenuta intatta l’atmosfera della vecchia DDR}.

Dal retrò senza nostalgia, si massa serenamente alla contemporaneità. I disegni geometrici, meno nostalgici dei fiori anche in versione vintage, hanno una maggiore propensione al tempo presente e al tempo futuro.

design

interior design

disegni geometrici

Geometria e colore si abbinano benissimo. Le immagini che ho scelto mi sono piaciute anche per questo motivo. E poi sono varie: mostrano differenti possibilità interpretative. Con un pizzico di coraggio, creando stanze fuori dal comune.

interni

Pur strizzando l’occhio al passato, i disegni geometrici hanno sempre un piglio moderno che ci aiuta a svecchiare gli ambienti rendendoli più maschili.

L’ultima immagine mi ha fatto impazzire. La semplicità dei colori, disposti però geometricamente rendono tutto particolare mentre il “goldtouch” dà un tocco di eleganza.

… tu preferisci i fiori oppure le geometrie?

Le immagini AD Spagna

 

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I tappeti rotondi di Tammy Kanat

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Più che tappeti sono opere di artigianato artistico, come le chiamiamo noi italiani. Opere di fiber art, come le chiamano forse più propriamente gli anglosassoni {che fanno sempre tendenza soprattutto nel mondo del web} indicando un particolare uso di intrecci tessili. Le creazioni di Tammy Kanat sembrano tele astratte, uniche. 

Dopo 12 anni come designer di gioielli, Tammy ha dirottato il suo talento artistico sui tessuti. Il viaggio nel mondo della tessitura è iniziato nel 2011, quando si è iscritta al famoso Australian Tapestry Workshop per imparare e perfezionare la complessa abilità della tessitura di arazzi. Amo molto questi esempi di creatività che fluisce da un ambito all’altro con estrema naturalezza dando risultati scenici.

fiber art

La mostra di Tammy del 2014, “The Spirit”, consisteva nella wall art, vasi e sculture tessute a mano che l’hanno resa un’artista tessile intuitiva e originale.

Tammy ha ottenuto riconoscimenti internazionali attraverso i social media per il suo lavoro vibrante: da allora ha prodotto commissioni per clienti locali e internazionali.

Crede che la tessitura sia un’arte in continua evoluzione e senza tempo, un modo incantevole per condividere ciò che la circonda.

tappeti

tappeti in stile boho

L’artista è capace di portare il lavoro con ago e fili colorati a livelli alti, e non soltanto per le doti tecniche, ma anche per la capacità di trasformare i tessuti che sceglie come tele, in opere che funzionano contemporaneamente come quadri, come tappeti e come racconti tattili e cromatici.


Gli accostamenti di colori sono davvero una mirabile fonte di ispirazione.
A me piacerebbe molto usare questi lavori come tappeti, per la sensazione di calore e morbidezza che so mi darebbero camminandoci sopra a piedi nudi. Tu come li useresti?

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Ristrutturazione: da scomoda scala a piccolo bar

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Nelle case anglosassoni non manca quasi mai un piccolo spazio dedicato al bar. Amo il bar in generale. Quello in casa ancora di più, per la sensazione di amicizia e di chiacchiere rilassate che emana. Su Design*Sponge poco tempo fa ne ho notato una bella ristrutturazione in cui una scomoda scala è stata trasformata in bar. Una soluzione interessante, guarda.

Conosco bene le stranezze di una vecchia casa. Quella bellissima dei miei nonni ha cucine accanto a camere da letto, bagni a metà scala, le finestre che vibrano al passaggio delle automobili. Che bei ricordi, quanti segni di una vita che è andata cambiando nel tempo. 

Anche la casa di Design*Sponge, che ho scelto oggi per questo post, è un’abitazione storica. Meredith Perdue e Michael Cain, i proprietari, vivono in questa casa in legno costruita nel 1750 a South Portland, nel Maine.
La coppia ha lavorato per la sua ristrutturazione in modo da renderla adatta alle abitudini del giorno d’oggi.

Mentre lavoravano per “aprire” la loro sala da pranzo e la cucina, erano di fronte a una scala chiusa che non poteva essere rimossa. L’idea geniale è stata quella di impiegare lo spazio della scala per creare un piccolo bar.

ristrutturare

ristrutturare casa

La coppia ama intrattenere, quindi costruire un bar incorporato nel difficile spazio  delle scale era perfetto per la loro casa. Il bar integrato ora offre ripostiglio, scaffalature e una bellissima area di transizione dal soggiorno alla sala da pranzo. Il bancone in marmo e il colore si abbinano alla cucina, facendo sembrare il bar un’estensione della cucina stessa. Una splendida ristrutturazione per questa vecchia casa, con un preventivo online è possibile anche farsi un’idea dei costi.

progetto ristrutturazione

Lo spazio non solo è ben organizzato, ma esteticamente bello. Mi piace l’uso del blu per le ante e le mensole, che interrompe il bianco dando movimento alla parete. Bello anche il marmo, un materiale sempre raffinato. Lo sceglierei volentieri per la mia cucina. Un domani.

Di queste immagini apprezzo anche gli abbinamenti cromatici dei libri. Un’attenzione in più che rende l’insieme davvero piacevole.

E ora la parola a te: che ne pensi di questa ristrutturazione?

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Gli interni di una casa realizzata con amore

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Più che un home tour questo è un diario fotografico. Dalla Svezia meridionale. Un insieme di immagini che ritraggono interni creativi e pieni di ispirazione dal fascino senza tempo. Oggetti belli, semplici e utili per la vita. Ho adorato questa casa realizzata con amore, cura e ricca di dettagli da Jeska & Dean Hearne, marito e moglie sui generis.

Le loro esperienze molteplici li porta a collaborare e lavorare nei settori dell’interior design, della grafica e del prodotto, dello styling, della fotografia, della scrittura, della guida professionale e dello sviluppo del marchio. Il loro sito The Future Kept {a cui appartengono le immagini} fa parte di una nuova avventura nel loro viaggio, attraverso la vita insieme. Da non perdere, sembra di viaggiare con loro.

Mi sto convincendo che i migliori interior stylist siano soprattutto quelle persone dalla vita molto stimolante e dallo sguardo libero sul mondo.

Gli interni

Ho subito adorato questi interni che mi trasmettono amore per una semplicità ricercata e una curiosità positiva, fatta di viaggi e spirito di osservazione.

E poi non resisto al giallo senape, con la sua luminosità discreta. Tu che ne pensi?

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