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Come organizzare il ripostiglio

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa

Qualche giorno fa ho indetto un sondaggio online. La domanda era: “trovi più difficile tenere in ordine l’ingresso o il ripostiglio?” Su IG stories il risultato è stato chiaro. Il ripostiglio ha battuto l’ingresso 80% a 20%.

Io sono d’accordo con la maggior parte di coloro che hanno partecipato. Anche per me la stanza più difficile da tenere in ordine è il ripostiglio. 
Temiamo che un ospite ne apra la porta per sbaglio e, poiché spesso ci entriamo per prendere frettolosamente un oggetto, non badiamo molto alla forma.
Ci rendiamo conto che qualcosa non va solo quando non riusciamo a trovare quello che ci serve, anche se siamo convinti che sia proprio nel ripostiglio.

Ecco come evitare che il Caos si impossessi di questa zona della casa.

La funzione dello stanzino è di “contenere” oggetti di uso quotidiano e di “custodire” quegli utensili che utilizziamo solo ogni tanto.
Quello che non può assolutamente mancare in un ripostiglio è uno scaffale.

Paragrafo 1: organizzare lo scaffale

Scegli uno scaffale a ripiani regolabili, in modo da poter spostare le mensole in base alle dimensioni di ciò che devono contenere.


La parte inferiore: cose grandi che usi spesso
Si trova sotto la prima mensola e spesso l’appoggio è direttamente il pavimento. Lo spazio tra quest’ultimo ed il primo ripiano deve essere abbondante. Qui infatti riporrai gli oggetti più grandi e/o più pesanti, come l’aspirapolvere, il secchio per lavare i pavimenti, le confezioni delle bottiglie d’acqua, il sacco delle patate o le scorte di legna (durante l’inverno). Non vanno qui gli oggetti pesanti che usi raramente.

I ripiani centrali: dispensa, prodotti per la pulizia
Nella parte centrale dello scaffale, vanno le scorte di cibo ed i prodotti per la pulizia della casa e della persona. 
Se hai più confezioni dello stesso prodotto alimentare, metti davanti quelle da consumare prima e dietro, quelle che scadono dopo.
Sistema i prodotti per la pulizia della casa a sulla porzione di ripiano più vicino alla porta, in modo che tu possa raggiungerli ogni giorno comodamente.

La parte superiore: cose che usi solo occasionalmente
Nelle mensole che si trovano più in alto puoi riporre l’ombrellone per il mare, l’albero di Natale, il trolley e tutti quegli oggetti che usi solo per brevi periodi dell’anno, e che in tutti gli altri mesi non ti servono. Anche se sono grandi, o pesanti, dovrai fare solo una volta il sacrificio di portarli giù.
Raggruppa insiemi di cose in scatole etichettabili. Quella nell’immagine è Knarnvik di IKEA, ricavata da materiale di riciclo e munita di coperchio.

Sfrutta lo spazio al meglio
Sii ordinato: non addossare gli oggetti l’uno sull’altro, ma crea delle file mantenendo un certo spazio tra tra le cose, così da non creare l’effetto domino ogni volta che togli qualcosa da un ripiano. 
Dai un posto ad ogni cosa e mantienilo sempre. Puoi utilizzare le soluzioni IKEA, super funzionali e salvaspazio.

Paragrafo 2: se lo scaffale non basta

Lascia una parete libera: potrai sistemarci la scopa, il mocio e la scala a pioli. 
Sfrutta una parete oppure un pannello laterale dello scaffale per appendere una pegboard (quella nell’immagine fa parte della collezione Skadis di IKEA) alla quale potrai agganciare utensili e scatoline in cui riporre gli oggetti più piccoli.


Paragrafo 3: decluttering obbligatorio


La chiave per mantenere l’ordine nel ripostiglio è il decluttering, ovvero l’eliminazione del superfluo, da effettuare periodicamente.
Una volta al mese è tassativo: devi togliere dallo scaffale tutto ciò che non ti serve.
Imposta un promemoria sul telefono, ogni mese per il mese successivo, in modo da ricordarti sempre di fare decluttering. Se lo fai spesso, sarà poco faticoso e, presto, entrerà a far parte della tua routine e ti sembrerà un lavoro assolutamente normale.
Ne puoi approfittare per pulire le mensole. Parti dall’alto: sposta gli oggetti grandi e rimuovi i più leggeri per pulire il ripiano. Valuta tu cosa rimettere a posto e cosa togliere. Procedi così per tutti i ripiani.
Considera che puoi regalare o portare al mercatino dell’usato gli oggetti in buono stato che non ti servono più.
Porta in cucina i prodotti che si avvicinano alla scadenza e tienili in vista, per essere sicuro di consumarli in breve tempo.
Rabbocca i detersivi ed i saponi in modo da svuotare i flaconi e getta via spugne e stracci consumati.

Segui queste semplici regole e vedrai, il tuo ripostiglio non sarà mai più in disordine!

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Segnaposto di Natale: stelline natural

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Non ti preoccupare, anche se non hai tempo per creare ci sono dei DIY per decorare casa a Natale super facili e veloci!
Stavolta, ti mostro i segnaposto che userò io apparecchiando la tavola, nel grande giorno. Te lo avevo accennato su Instagram: si tratta delle stelline in stile natural! 


Mi è bastato tagliare dei rami secchi. Un giretto al parco ti sarà d’aiuto per staccare la spina e per cercare il tuo materiale.
Ho tagliato i rametti in listelli di circa 12 cm, con una cesoia.

Per ogni stellina, servono cinque listelli. Quindi avrai bisogno di un ramo da 50-60 cm per ogni commensale.


Ho composto le stelle, assicurando ogni listello all’altro con della colla a caldo.
Una volta terminata una stella, ho fatto pressione con la mano per agevolare la presa della colla.



Una volta completate le stelline, ho ritagliato delle strisce di cartoncino di 12 x 1,5 cm sulle quali ho scritto i nomi dei commensali. Ho ritagliato una forma a V da ogni bordo verticale per decorarne i contorni.

Voilà, in pochi minuti i segnaposto sono pronti. E ne ho guadagnato anche una full immersion nella natura, per accaparrarmi i rametti!

Queste stelline mi piacciono per il look naturale e semplice.
Il mood botanico – natural, è di gran tendenza per il Natale 2017! I tuoi ospiti potranno portare la loro stellina a casa, ed utilizzarla come oggetto di home decor. 





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Piante selvatiche in barattolo

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I miei unici vizi sono comprare la mia rivista preferita e collezionare piante. Questa volta però le piante non sono andata a comprarle.

Ci sono delle piante selvatiche bellissime che non immagineremmo mai di poter raccogliere direttamente dal terreno, come se fossero fiori di campo.
Tutto è cominciato un sabato d’autunno, quando, durante una full immersion nella natura per la raccolta delle olive, ho notato delle piante interessanti, che mi sono promessa avrei portato a casa.
Così è stato. Ho raccolto rametti di edera e piccole calle selvatiche.
Nel frattempo, tra le tegole della cuccia dei nostri cagnoloni, spuntava una deliziosa piantina a foglie
rotonde. Ho estirpato anche questa.
Ora sono tutte e tre sul camino, accompagnate da uno styling composto dalla copertina di un vinile, dei libri vintage ed uno specchio. Ho sistemato le piantine in barattoli di vetro. Mi piace l’idea che si vedano anche bulbi e radici, che di solito sono nascosti dal vaso.

L’edera può’ restare solo per un po’ di tempo in acqua, finchè le radici non siano spuntate. Poi deve essere piantata in vaso. Questa è una varietà a foglia grande e, come per le altre specie, si riproduce per talea. Quindi, se hai un’amica che possiede una pianta di edera, basterà chiederle un rametto per iniziare a coltivare la tua piantina.

L’Hydrocotyle bonariensis, ovvero la pianta dalle foglie circolari, invece, è una pianta acquatica. Sembra una piccola pianta di loto. Da uno stesso bulbo si sviluppano vari fusti con le rispettive foglie, che si trovano quindi raggruppate in una sorta di mazzolino con piantine di diverse dimensioni.

Per la calla selvatica, invece, ho riempito il barattolo di terriccio misto a sabbia. Di questa pianta adoro le striature sulle foglie, che la rendono differente dalle calle che siamo abituati a vedere. Ha molta più personalità. Se scegli di raccoglierla, utilizza dei guanti (è velenosa e può irritare la pelle) ed assicurati di estirpare il bulbo. Io mi sono aiutata con una paletta: ho scavato un po’ e, una volta avvistato il bulbo, l’ho tirato su insieme al fusto.

Avresti mai pensato di poter coltivare indoor piante belle e selvatiche?
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DIY: come trasformare brocche di vetro in vasi di ceramica

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L’idea per questo DIY mi è venuta (tanto per cambiare) nella cantina delle meraviglie. Stavo facendo un sostanzioso decluttering ed ho trovato vari contenitori di vetro. Guardandoli, ho pensato che se fossero stati di ceramica, li avrei tenuti…
Al che, mi è balenato in mente il solito pensiero: “E se li verniciassi per farli sembrare di ceramica?”.

Ecco l’occorrente per questo DIY :

– un rullo di silicone o un pennello medio
– chalk paint per il fondo (scegli il colore che più si addice alla tua casa)
– pennello piccolo
– colore secondario ( puoi scegliere una pittura acrilica oppure una chalk paint)
– acqua
– oggetti di vetro

La chalk paint è una vernice a base gessosa realizzata seguendo le antiche ricette dei falegnami.
Aderisce perfettamente ad ogni superficie anche senza primer. La utilizzo molto spesso nei miei restyling e nei progetti fai da te.

Per imitare alla perfezione “l’effetto ceramica” non dovevo assolutamente lasciare segni. Considerando la forma irregolare degli oggetti da dipingere, alcuni dei quali presentavano anche molte scanalature, ho deciso di facilitare il lavoro diluendo la pittura.

Ho aggiunto dell’acqua alla vernice formando un composto piuttosto liquido.
Se diluisci la chalk paint, ricordati sempre di farlo in un contenitore a parte e non direttamente nel barattolo!
Dopo aver lavato ed asciugato con cura i contenitori, ho steso il composto passando una sola volta su ogni punto. Ho lasciato asciugare prima di procedere ad una nuova mano.
Ho ripetuto fino a raggiungere una copertura intensa ed uniforme. Sono bastate 3 mani ed un po’ di pazienza, per un risultato soddisfacente.


Fatto ciò, ho utilizzato una vernice acrilica dorata per dare personalità ad alcuni dei “nuovi” contenitori.
Ho disegnato delle righe verticali su una brocca ed un motivo etnico sull’altra.
Per la bottiglia, invece, ho usato un cotton fioc per creare dei pois.
Non badare a sbavature ed imprecisioni: sono segni di autenticità.

Il risultato mi piace molto. Sembrano davvero di ceramica!
Ho utilizzato le brocche e il vaso come basi per le composizioni green, mentre la bottiglia è diventata un candle holder. Se usi il color oro su uno sfondo a tua scelta, potrai sfruttare le tue fake-ceramiche anche per gli styling natalizi!

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Industrial feminine

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L’ambientazione è quella di un capannone dismesso. Pareti grezze, mattoni a vista, pavimento in cemento e ampie vetrate interrotte da griglie di ferro. Gli arredi, invece, sono usurati e di seconda mano, caratterizzati da metallo, tubi idraulici, pelle e legno grezzo. 
Lo stile industriale ha tratti marcati e forti, non convenzionalmente abbinati alla figura femminile.
Ma tu come definiresti un essere umano in grado di gestire una casa, dei figli, un lavoro, una storia d’amore e qualche impegno extra ogni giorno dell’anno, se non con l’aggettivo “forte”?
Scordati i loft per uomini single. Ecco una serie di tips per interpretare in chiave femminile lo stile industriale.

1. Let it shine!
Aggiungi tocchi preziosi alle tuo stanze. Puoi utilizzare dettagli colo bronzo o oro, come ad esempio profili per mobili o tubi di rame.
Resterai in tema con il mood e allo stesso tempo lo renderai più glamour.

2. Aggiungi note di colore
Scegli tinte scure o tenui che si sposino bene con i materiali grezzi. Puoi tinteggiare una parete oppure rinnovare un mobile di seconda mano cambiandogli colore. Gli arredi ed i materiali grezzi risalteranno e la tua stanza ne guadagnerà in fascino.

3. Usa i tessuti per ammorbidire l’ambiente
I tessili sono alleati preziosi della decorazione di interni. Sono elementi soffici e deformabili che scaldano l’ambiente anche dal punto di vista percettivo.
Un pavimento vuoto è meno interessante di un pavimento vestito da un tappeto. Usa cuscini, coperte e decorazioni in stoffa per creare contrasto con la rigidità dei materiali non rifiniti, tipici dello stile industriale.


4. Mescola con lo stile nordico
Linee pulite, pareti candide e mobili minimal, insieme a tanto legno: in breve, sono queste le caratteristiche fondamentali dello stile nordico. Gli spazi sono leggeri ed i mobili sono disposti in modo da creare ambienti ariosi e funzionali.
Puoi inserire arredi scandinavi oppure adottare un mood scandinavo (luminoso ed essenziale) ed ammobiliarlo con pezzi industrial.

Non perdere l’ispirazione! Trovi queste ed altre immagini di interni industriali femminili nella mia bacheca Pinterest, in continuo aggiornamento! 



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Mobili antichi + black & white: così puoi portare gli arredi della nonna nella nuova casa

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa

Nel corridoio dell’appartamento dei miei genitori fa da padrone una credenza di legno antica. Oltre ad essere bellissima, ha un profumo intenso. Sarò del tutto fuori di testa, ma non ho paura di confessarti che mi capita spesso di annusare la struttura esterna.  L’odore è caldo e ricorda vagamente quello dell’incenso. Quando le ante si aprono, poi, si percepisce molto più nitidamente. Mi fa pensare al Natale, all’odore delle Chiese, ai negozi di antiquariato e alla sensazione che si prova quando sei molto vicino ad una lampadina accesa.

Ci sono mobili che devono restare con noi perché hanno una storia e significano qualcosa, tuttavia abbinare un pezzo di antichità con un ambiente attuale può risultare tutt’altro che semplice.

Quanti arredi fatti a mano da un bravo falegname decenni fa, dopo essere stati utilizzati per tanto tempo sono stati reclusi in soffitta perchè ritenuti out?

Male, male!
Ci sono almeno 3 motivi per cui dovresti scegliere di esporre un pezzo antico nella tua casa:
Gli anziani vanno rispettati. Quante storie ti racconterebbe se potesse parlare. Ti direbbe di quando un artigiano l’ha costruito, di quando è stato portato nella sua prima casa e di chi ha conosciuto. Gli oggetti vissuti non sono semplici “cose”. Si lasciano osservare ed aprono le porte dell’immaginazione verso mondi e realtà diverse.
Le cose di una volta durano di più. Per meglio dire, le cose, una volta, erano fatte a mano. Una o più persone si dedicavano per giorni alla realizzazione di un singolo elemento d’arredo. Ogni dettaglio era definito con cura come la scelta dei materiali per le strutture. Non sono sicura che la mia cassettiera di truciolato resterà intatta fino a che la mia pronipote sarà adulta, ma non posso escluderlo. Se la mia cassettiera fosse in legno massello, potrei quasi scommetterci!
Scalda l’ambiente e lo caratterizza. Per te, rappresenta un legame o un colpo di fulmine. Chi entra nella tua casa, invece, vede un pezzo unico, un elemento che attribuisce al tuo nido un’identità. La “casa”, d’altronde per manifestare la sua appartenenza ed essere accogliente deve far mostra delle bandiere chi la vive. 
Il metodo più semplice per far risaltare il tuo mobile antico in un mood moderno è abbinarlo con il balck&white.
Il bianco ed il nero si definiscono “non colori”. Sono in grado di evidenziare le forme rendendole pure e di condurre lo sguardo sull’elemento più pigmentato. In altre parole, il tuo mobile d’altri tempi diventerà il punto focale della stanza!

Il contrasto optical, è sempre di moda e difficilmente annoia. Se il bianco ed il nero sono ben dosati, questo abbinamento può rivelarsi elegante e sofisticato. 

Questo trucchetto, ti permetterà di tenere con te il mobile che hai ereditato dalla prozia, o quello che hai adocchiato al mercatino e hai comprato senza pensarci troppo. 

Lasciati ispirare dalle immagini per scegliere la nuova collocazione del tuo mobile antico!


Le idee d’arredo proseguono anche qui 


Ho trattato questo argomento anche qui 
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Textures scandinave su carte da parati

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa
Sono sempre stata affascinata dalle carte da paratiRicordo la prima volta che da bambina mi sono trovata davanti una parete tappezzata di fioriL’ho fissata a lungo. Mi piaceva. 
 Ho sempre pensato che nella Casetta ci sarebbe stata almeno una parete rivestita 
In questo periodo stiamo scegliendo l’arredamento, stanza per stanza. Ci sediamo a tavola insieme e sfogliamo cataloghi cartacei o online. Andiamo in giro per casa a misurare e valutare gli spazi 
 Annotiamo su un taccuino la wishlist, un articolo dopo l’altroFatto questoio raccolgo immagini e lavoro alle moodboard. Ci impegnamo a curare ogni dettaglio per realizzare il nostro sognoavere una casa bellafunzionale e confortevole.  



Io me la cavo abbastanza bene con l’immaginazioneRiesco a visualizzare idealmente un ambiente partendo dalle singole immagini dei prodottiFaccio un po‘ faticainvece a scegliere e combinare le tintespecialmente per le paretiC’è da dire che i colori sono percepiti diversamente a seconda della luce. Su ogni parete della Casetta c’è una luce differente 

 Evviva i negozi online che permettono di ordinare campioni dei prodotti! 

 L’unica soluzione per ovviare al problema “percezione dei colori a seconda della luce” è avere un campione da avvicinare al muro in modo da comprendere se sta bene o no. 
 Io l’ho fatto. Ho acquistato dei ritagli delle carte da parati che  più mi piacevano su Carta da parati degli anni 70 e sono arrivati in men che non si dica.  Mi sono orientata su delle carte da parati moderne. 
Trovo che abbiano dei motivi davvero interessantiche possono sposarsi bene con il tipo di arredo che abbiamo in mente. Sono fondamentalmente motivi geometricicontaminati dallo stile scandinavo. 
 Ho composto delle moodboard, con materiali e colori diversi, le quali ci saranno d’aiuto nella scelta dell’arredamento e degli accessori da combinare ad una parete rivestita. 
 La parete in questione si trova al primo piano ed ospiterà una libreria, vicino alla quale abbiamo progettato una zona studio. Ci sarà anche spazio per una piantaaccanto alla libreria! 


Protagonista della prima moodboard è Hermodche presenta un pattern disegnato da Arne Jacobsen (architetto e designer, autore di diverse icone di design) in persona! 
Al bianco+verde eucalipto della carta da parati ho abbinato del legno medio che rappresenta lo scaffale. Haggiunto un tocco di color cuoio e del legno chiaro per i complementi. 
Dulcis in fundo, un ramo d’ulivoper indicare la pianta che meglio si abbinerebbe a questa combinazione. 
  

Un’altro articolo che mi piace un sacco è Herringbone, con il suo contrasto black and white ed il motivo a lisca di pesce 
Si tratta di un pattern apertoche contribuisce ad allargare visivamente gli spaziSta bene con i mobili vintage quanto con il contemporaneo 
Abbinerei Herringbone ad una libreria in legno medio ed inserirei accessori neri e complementi grigio bluSceglierei del legno chiaro per la scrivania, per illuminare le tinte scure. Per questo mood ho scelto un arbusto di conifera (credo si abbini bene al motivo di Herringbone). 

 Anche se sono una persona che si annoia facilmente dei colori, Remix mi sta dando del filo da torcere. Un pattern geometrico che avvicina tinte fredde che sfumano dal verdeblu all’ottanioImmagino già la parete, dal sapore retrò, la libreria di legno ed un angolo lettura con una seduta color cuoio ed un tappeto ottanioAggiungerei delle stringhe in finta pelle scura come maniglie per le ante della libreria 
  

Harlequin prende ispirazione dall’omonimo personaggio. Per fortuna però, I rombi sono solo di due coloribianco verde menta. Le linte chiare rendono benissimo insieme a pezzi vintage. La vedrei bene con uno scaffale in legno grezzo, molto chiaroAggiungerei accessori bianchi e grigi, un tappeto avorio che richiami i centrini della nonna ed un cactus per completare il mood. 
  

Se una mela al giorno toglie il medico di torno, con una parete tappezzata da Odinstarei bene per un bel po‘! Le mele stilizzate formano un motivo morbido e young. Potrei persino permettermi drivestirne solo metà di una parete scura (grigio blu.)La freschezza di Odin smorzerebbe I toni. Creerei uniformità sulla parete con una scaffalatura color mogano ed accessori neri. Mi piacerebbe che dalla mensola più alta scendesse una cascata di foglie di edera! 
  
Quale moodboard è la tua preferita? 
  
  
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Fai da te d’autunno: come sbiancare le pigne

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa, Decor

Scrivo dal divano, da sotto la copertina grigio scuro che mi accompagna da un po’ nella stesura dei post. Fuori diluvia e si è fatto sentire anche il primo freddo.
Sembra davvero che il clima autunnale abbia fatto la sua comparsa!

Quale momento migliore per un bel DIY di stagione?



Sentivo da un po’ il richiamo di questo progetto fai da te. Non vedevo l’ora di testarlo per verificare se il risultato era davvero affascinante come nelle foto che avevo trovato su Pinterest.

Si tratta dello sbiancamento delle pigne: un procedimento che porta a far sbiadire il tipico colore bruno facendole sembrare naturalmente decolorate.
Pitturarle di bianco è assolutamente diverso. Il candore delle pigne, dopo essere state trattate sembra del tutto spontaneo e non artefatto.
Puoi utilizzare le pigne per delle composizioni autunnali o delle ghirlande con cui decorare casa. Sono davvero molto scenografiche!

Ecco cosa ti occorre per sbiancare le pigne: pigne, olio, candeggina, un contenitore, un mattone, della carta di giornale e, se vuoi risparmiare tempo, anche un asciugacapelli.

Per prima cosa, lava bene le pigne. Usa dell’olio per eliminare eventuali gocce di resina, poi sciacqua ed asciuga
Una volta pulite le pigne, mettile nel contenitore. Versa lentamente la candeggina fino a coprirle del tutto.


Fai in modo che ogni pigna sia totalmente sommersa nella candeggina. 
Io le ho spinte giù appoggiando sulla superficie della candeggina un mattone e dei suoi frammenti. Puoi fare lo stesso anche tu, ma puoi anche coprire il contenitore con un piatto ed appoggiare su di esso un oggetto pesante.


Noterai che, immerse nella candeggina, alcune zone perderanno la loro tipica pigmentazione.
Trascorso un giorno, anche se il risultato non ti sembra essere soddisfacente, tira fuori le pigne e lasciale all’aperto, sulla carta di giornale per qualche ora.


 Il bianco apparirà in seguito, quando le pigne saranno tutte asciutte. Se vuoi accelerare i tempi, usa un asciugacapelli.

Voilà eccole, le tue nuove decorazioni tutte naturali.


Il bianco sporco che le veste ora è davvero poetico.

Non ti resta che scegliere come utilizzarle nell’allestimento di angolini decorativi domestici per celebrare questa stagione!

Progetto e foto di Federica Del Borrello
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Trend focus: chunky sofas (divani “cicciotti”)

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa

Ormai è risaputo. Ho una passione per i divani e dedico loro almeno un post al mese.
Sono cresciuta in una casa con dei pseudodivani in rattan, quindi ho sempre sognato di avere un vero e morbido sofà.
Quando ho messo piede nella Casetta, ho comprato Norsborg di Ikea per il soggiorno al piano di sotto e ne sono davvero felice!
Ma… la Casetta ha una struttura “all’antica”. La scalinata che porta al primo piano si apre su un grande salone ancora tutto da arredare. Sarà il living principale con la zona tv. Quindi… serve un altro divano!

C’è un grade dilemma che mi (ci) assale. Da un lato amo i divani di velluto (di cui ti ho parlato qui), dall’altro ci sono i modelli super imbottiti e senza piedini che io chiamo amorevolmente “divani cicciotti“.

Hai capito cosa intendo? Sono quelli che a guardarli sembra che non abbiano una struttura interna, quelli che ti fanno venire voglia di tuffarti a braccia aperte, quelli che sembrano delle morbide e gonfie krapfen piene di crema pasticcera.

Con questo post, lancio un appello. Troviamo un nome in italiano a questa tipologia di divani, prima che io spammi sul web la tag #divanicicciotti.
Finora il termine più plausibile e diffuso per definirli è “chunky sofas”, ovvero, “divani grossi” (“cicciotto” però. a mio parere, rende meglio l’idea).

Mi piacciono perchè sono comodi. Hanno una seduta profonda tanto che potrei stendere le gambe anche stando “composta” (io con le mie gambine, posso farlo), sono dotati di braccioli molto larghi che possono fungere da appoggio per riviste e quant’altro e sono abbastanza imbottiti da non avere bisogno (anche dal punto di vista estetico) di molti cuscini extra.

Sono convinta che se ne avessi uno graverebbe fortemente sulle mie attività domestiche, tuttavia, ci sarebbe un notevole incremento del numero dei post sul blog, dei pin, delle foto su IG di me con una copertina addosso, una mano sulla tastiera e l’altra che regge una tazza di tè. 

Come prospettiva non è male, anche se dovrei abbandonare l’idea di sorvolare sulle faccende domestiche.

Ecco una raccolta ultra soffice di divani cicciotti, per lasciarti sognare con me. Almeno per i tempo della gallery, concediti una pausa ed immagina di galleggiare su queste nuvolone da salotto in tutta serenità.

Pic via sfgirlbybay, Divano by Ligne Roset

Non sono tutti da abbracciare? 
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Pillole di design democratico: YPPERLIG di IKEA+HAY

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa

Ottobre è finalmente arrivato ed ora non lo dico solo perché lo aspettavo per una serie di buoni motivi, bensì perché, finalmente, la collezione YPPERLIG di IKEA è arrivata nei negozi ed è acquistabile anche online!

Aspettavo con ansia questo momento, per poter spulciare nell’intera collezione e conoscere i dettagli di ogni articolo. 

YPPERLIG è la collezione che IKEA ha disegnato e prodotto in collaborazione con il colosso danese HAY, uno dei brand di design scandinavo più noti.


Le peculiarità di entrambi i marchi si sono manifestate in ben 72 pezzi che rispondono al concetto di “democratic design” e sono derivanti da un processo produttivo costituito da tecniche innovative.




 Ancora una volta IKEA ha fatto centro. Questa collezione rappresenta la possibilità di acquistare prodotti di alto design a prezzi accessibili. Sono articoli ricercati ed intelligenti per i quali tutti gli amanti degli interni scandi hanno già perso la testa.

Le novità che hanno fatto più scalpore sono di certo il restyling della borsa blu, le sedie impilabili e la panca-daybed.


La shoppig bag è stata reinterpretata nelle textures e nei colori da HAY, ma la forma e le dimensioni sono sempre le stesse. Pronte da riempire, ecco le nuove borse, acquistabili a 0,99€ ciascuna. La mia preferita è la prima


Le sedie YPPERLIG sono state realizzate iniettando plastica fusa in uno stampo. Sono ideali sia per l’outdoor sia per l’indoor. Possono essere impilate, quindi sono perfette come sedie extra per le serate con gli ospiti o per le attività di ristorazione.


Il divano letto ha un aspetto simile ad una panca da esterni, per via dello schienale. Tuttavia, è rivestito da un tessutou lavabile grigio ed è dotato di una comoda seduta realizzata con la stessa struttura di un materasso a molle.





Questi sono solo assaggi  caratteristici della collezione, che mostra chiari accenti tipici dello stile minimal e geometrico di HAY, insieme alla bellezza della semplicità  riconducibile ad IKEA.



I prodotti che mi hanno fatto esclamare: “Era ora!” sono la lampada da terra ed il tavolo con il piano a listoni.

 La lampada da terra ha una struttura ultrasottile ed un aspetto sofisticato seppur minimal. Adoro il modo in cui aggiunge eleganza ad un ambiente.



Per quanto riguarda il tavolo (che ha panca, sgabelli e tavolini coordinati), quel piano è il più in voga in assoluto in ambito “nordic”. Spazioso e comodo, aspetta solo di essere riepito con mise en place sorprendenti, cene numerose e tutte le attività hygge che ci vogliamo godere a pieno in compagnia..


I pezzi che voglio portarmi a casa senza se e senza ma sono il vassoio quadrettato, lo specchio bianco con contenitore e lo scaffale da parete ultrasottile.



Si può dire che l’attesa è ufficialmente finita. Non ci resta che darci allo shopping più sfrenato!

Immagini appartenenti ad IKEA, salvo ove indicata altra appartenenza
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