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Trend: brass and gold revival

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa
In realtà, quando l’anno scorso si vociferava che gli anni ’80 e ’90 sarebbero tornati in voga nel mondo dell’interior design, un po’ ho temuto.
Negli ultimi anni, per la mia gioia, abbiamo assistito al coming back dei fantastici anni ’50 e ’60, con il vintage in primo piano su tutte le riviste di interior e decòr. Non sono mancati i richiami agli anni ’20 e ’30, in primis per i rivestimenti (le metro tiles sono un esempio lampante) e poi per il trend del recupero di squisiti mobiletti in legno appartenenti alla fase pre-guerra (quando la formica non aveva ancora preso piede in Italia).

Poi però, quando ho iniziato a spulciare le nuove collezioni 2018, ho capito che dal matching dell’influenza retrò con i must have degli anni ’80/’90 non potevano che manifestarsi prodotti interessanti.

Prendi l’ottone e l’oro ad esempio. La casa dei miei, arredata nel 1990 ne è costellata. Ci sono elementi luccicanti quasi in ogni stanza.
Ebbene sono proprio loro i protagonisti di uno nei nuovi trend. 
Brass and gold, per illuminare un ambiente con dettagli preziosi. La svolta è nelle forme: più moderne e definite rispetto a quelle del ventennio scorso.
Un elemento del genere può avere un impatto sorprendente su un interno. 

Ecco quattro delle mille ragioni per cui amare questo 90’s revival:

1. Hanno un aspetto lussuoso e glamour. 
Conferiscono un tocco di pregio e ricercatezza ad un ambiente minimal ed evidenziano le finiture negli edifici più sontuosi.


2. Stanno bene con il bianco.
In un mood total white aggiungere un tocco caldo e brillante è una scelta sensata. Evidenzia i dettagli e crea un’atmosfera femminile ed incantevole.


3. Brillano di “luce propria”.
Non letteralmente, ma quasi. Sono ottime superfici riflettenti, in grado di concedere un po’ di luminosità anche alle stanze più buie. Questi materiali, inoltre, sono ottimi amici dei colori scuri! 

4. Danno un senso alle superfici incomplete. 
Di certo questo ritorno è perfettamente in accordo con due concetti orientali che si sono diffusi a macchia d’olio ultimamente. Mi riferisco al wabi-sabi ed al kintsugi
Il wabi sabi è il culto della bellezza imperfetta espressa, nel mondo dell’architettura, dalle superfici in decadenza che raccontano attraverso i loro segni una storia. Un accessorio prezioso, combinato con una parete grezza ne evidenzia le imprecisioni e motiva la scelta di non averle volute correggere.

Il kintsugi, è l’arte del riparare le ceramiche rotte, unendo i cocci con oro o argento liquido o in alternativa collanti arricchiti con polvere d’oro. Il risultato finale è un oggetto di decòr unico che conserva la sua storia.

Ti è venuta voglia di fare shopping per inserire un po’ di brass&gold anche in casa tua?
Questa è la mia top 10 di prodotti a tema, scovati su ArtissimaLuce, uno shop sempre al passo con i trend, con il quale ho iniziato una collaborazione qualche mese fa. Puoi acquistare questi oggetti di design direttamente dal banner nella colonnina a destra di questo sito! 

Qual è il tuo preferito?

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Trend: brass and gold revival

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In realtà, quando l’anno scorso si vociferava che gli anni ’80 e ’90 sarebbero tornati in voga nel mondo dell’interior design, un po’ ho temuto.
Negli ultimi anni, per la mia gioia, abbiamo assistito al coming back dei fantastici anni ’50 e ’60, con il vintage in primo piano su tutte le riviste di interior e decòr. Non sono mancati i richiami agli anni ’20 e ’30, in primis per i rivestimenti (le metro tiles sono un esempio lampante) e poi per il trend del recupero di squisiti mobiletti in legno appartenenti alla fase pre-guerra (quando la formica non aveva ancora preso piede in Italia).

Poi però, quando ho iniziato a spulciare le nuove collezioni 2018, ho capito che dal matching dell’influenza retrò con i must have degli anni ’80/’90 non potevano che manifestarsi prodotti interessanti.

Prendi l’ottone e l’oro ad esempio. La casa dei miei, arredata nel 1990 ne è costellata. Ci sono elementi luccicanti quasi in ogni stanza.
Ebbene sono proprio loro i protagonisti di uno nei nuovi trend. 
Brass and gold, per illuminare un ambiente con dettagli preziosi. La svolta è nelle forme: più moderne e definite rispetto a quelle del ventennio scorso.
Un elemento del genere può avere un impatto sorprendente su un interno. 

Ecco quattro delle mille ragioni per cui amare questo 90’s revival:

1. Hanno un aspetto lussuoso e glamour. 
Conferiscono un tocco di pregio e ricercatezza ad un ambiente minimal ed evidenziano le finiture negli edifici più sontuosi.


2. Stanno bene con il bianco.
In un mood total white aggiungere un tocco caldo e brillante è una scelta sensata. Evidenzia i dettagli e crea un’atmosfera femminile ed incantevole.


3. Brillano di “luce propria”.
Non letteralmente, ma quasi. Sono ottime superfici riflettenti, in grado di concedere un po’ di luminosità anche alle stanze più buie. Questi materiali, inoltre, sono ottimi amici dei colori scuri! 

4. Danno un senso alle superfici incomplete. 
Di certo questo ritorno è perfettamente in accordo con due concetti orientali che si sono diffusi a macchia d’olio ultimamente. Mi riferisco al wabi-sabi ed al kintsugi
Il wabi sabi è il culto della bellezza imperfetta espressa, nel mondo dell’architettura, dalle superfici in decadenza che raccontano attraverso i loro segni una storia. Un accessorio prezioso, combinato con una parete grezza ne evidenzia le imprecisioni e motiva la scelta di non averle volute correggere.

Il kintsugi, è l’arte del riparare le ceramiche rotte, unendo i cocci con oro o argento liquido o in alternativa collanti arricchiti con polvere d’oro. Il risultato finale è un oggetto di decòr unico che conserva la sua storia.

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In realtà, quando l’anno scorso si vociferava che gli anni ’80 e ’90 sarebbero tornati in voga nel mondo dell’interior design, un po’ ho temuto.
Negli ultimi anni, per la mia gioia, abbiamo assistito al coming back dei fantastici anni ’50 e ’60, con il vintage in primo piano su tutte le riviste di interior e decòr. Non sono mancati i richiami agli anni ’20 e ’30, in primis per i rivestimenti (le metro tiles sono un esempio lampante) e poi per il trend del recupero di squisiti mobiletti in legno appartenenti alla fase pre-guerra (quando la formica non aveva ancora preso piede in Italia).

Poi però, quando ho iniziato a spulciare le nuove collezioni 2018, ho capito che dal matching dell’influenza retrò con i must have degli anni ’80/’90 non potevano che manifestarsi prodotti interessanti.

Prendi l’ottone e l’oro ad esempio. La casa dei miei, arredata nel 1990 ne è costellata. Ci sono elementi luccicanti quasi in ogni stanza.
Ebbene sono proprio loro i protagonisti di uno nei nuovi trend. 
Brass and gold, per illuminare un ambiente con dettagli preziosi. La svolta è nelle forme: più moderne e definite rispetto a quelle del ventennio scorso.
Un elemento del genere può avere un impatto sorprendente su un interno. 

Ecco quattro delle mille ragioni per cui amare questo 90’s revival:

1. Hanno un aspetto lussuoso e glamour. 
Conferiscono un tocco di pregio e ricercatezza ad un ambiente minimal ed evidenziano le finiture negli edifici più sontuosi.


2. Stanno bene con il bianco.
In un mood total white aggiungere un tocco caldo e brillante è una scelta sensata. Evidenzia i dettagli e crea un’atmosfera femminile ed incantevole.


3. Brillano di “luce propria”.
Non letteralmente, ma quasi. Sono ottime superfici riflettenti, in grado di concedere un po’ di luminosità anche alle stanze più buie. Questi materiali, inoltre, sono ottimi amici dei colori scuri! 

4. Danno un senso alle superfici incomplete. 
Di certo questo ritorno è perfettamente in accordo con due concetti orientali che si sono diffusi a macchia d’olio ultimamente. Mi riferisco al wabi-sabi ed al kintsugi
Il wabi sabi è il culto della bellezza imperfetta espressa, nel mondo dell’architettura, dalle superfici in decadenza che raccontano attraverso i loro segni una storia. Un accessorio prezioso, combinato con una parete grezza ne evidenzia le imprecisioni e motiva la scelta di non averle volute correggere.

Il kintsugi, è l’arte del riparare le ceramiche rotte, unendo i cocci con oro o argento liquido o in alternativa collanti arricchiti con polvere d’oro. Il risultato finale è un oggetto di decòr unico che conserva la sua storia.

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Trend: brass and gold revival

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Negli ultimi anni, per la mia gioia, abbiamo assistito al coming back dei fantastici anni ’50 e ’60, con il vintage in primo piano su tutte le riviste di interior e decòr. Non sono mancati i richiami agli anni ’20 e ’30, in primis per i rivestimenti (le metro tiles sono un esempio lampante) e poi per il trend del recupero di squisiti mobiletti in legno appartenenti alla fase pre-guerra (quando la formica non aveva ancora preso piede in Italia).

Poi però, quando ho iniziato a spulciare le nuove collezioni 2018, ho capito che dal matching dell’influenza retrò con i must have degli anni ’80/’90 non potevano che manifestarsi prodotti interessanti.

Prendi l’ottone e l’oro ad esempio. La casa dei miei, arredata nel 1990 ne è costellata. Ci sono elementi luccicanti quasi in ogni stanza.
Ebbene sono proprio loro i protagonisti di uno nei nuovi trend. 
Brass and gold, per illuminare un ambiente con dettagli preziosi. La svolta è nelle forme: più moderne e definite rispetto a quelle del ventennio scorso.
Un elemento del genere può avere un impatto sorprendente su un interno. 

Ecco quattro delle mille ragioni per cui amare questo 90’s revival:

1. Hanno un aspetto lussuoso e glamour. 
Conferiscono un tocco di pregio e ricercatezza ad un ambiente minimal ed evidenziano le finiture negli edifici più sontuosi.


2. Stanno bene con il bianco.
In un mood total white aggiungere un tocco caldo e brillante è una scelta sensata. Evidenzia i dettagli e crea un’atmosfera femminile ed incantevole.


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Non letteralmente, ma quasi. Sono ottime superfici riflettenti, in grado di concedere un po’ di luminosità anche alle stanze più buie. Questi materiali, inoltre, sono ottimi amici dei colori scuri! 

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Il wabi sabi è il culto della bellezza imperfetta espressa, nel mondo dell’architettura, dalle superfici in decadenza che raccontano attraverso i loro segni una storia. Un accessorio prezioso, combinato con una parete grezza ne evidenzia le imprecisioni e motiva la scelta di non averle volute correggere.

Il kintsugi, è l’arte del riparare le ceramiche rotte, unendo i cocci con oro o argento liquido o in alternativa collanti arricchiti con polvere d’oro. Il risultato finale è un oggetto di decòr unico che conserva la sua storia.

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Lavori in corso: preview cucina

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa
Quanto sono felice!
I lavori in corso hanno già ampiamente superato le nostre aspettative. 
Eravamo partiti con l’idea di modificare solo il camino in cucina. Poi abbiamo deciso che una cucina senza pensili sarebbe stata perfetta. Ci siamo innamorati del modello Velia, di Lube. Il progetto prometteva bene, quindi abbiamo deciso di acquistarla! 
Eravamo già supersoddisfatti così.
Avremmo solo tolto le mattonelle del paraschizzi sostituendole con della resina bianca. 

Una mattina vado a casa e vedo una porzione di muro senza intonaco. Oltre a rimuovere le piastrelle paraschizzi, il nostro addetto ai lavori, aveva deciso di curiosare per scoprire cosa ci fosse sotto. Si intravedevano dei mattoni che dovevano avere un bel po’ di anni. Per farla breve, abbiamo deciso di “scoprire” tutta la parete e lo spettacolo che si è presentato ai nostri occhi si è rivelato sbalorditivo.


I mattoni e le pietre sono stati ripuliti ed i tubi che si intravedevano sono stati nascosti. Adoro osservare i mattoni. Ognuno è unico ed ha una tinta diversa dal successivo. Queste mura sono un concentrato di autenticità!


Sotto quell’intonaco, per anni è stato sepolto questo magnifico arco antico. I mattoni sono davvero meravigliosi e, chissà, quante storie racconterebbero, se potessero.
Questa parete è capitata davvero “a fagiolo”. Per la nuova cucina, che abbiamo ordinato prima di questa scoperta, avevamo studiato una conformazioe “open”.

La parte sospesa della cucina sarà composta da un solo pensile, una cappa di design e una mensolatura ad angolo. Con questa conformazione potremo godere al meglio della vista dei mattoni. Per proteggere questi ultimi, installeremo una lastra di vetro trasparente come paraschizzi.

Per recuperare spazio, abbiamo inserito nel progetto due armadietti da posizionare sotto la finestra. Si tratta di un mobile su misura, munito dello stesso top presente sul resto della cucina.



Abbiamo scelto un grigio medio come colore di base, incorniciato da dettagli neri e retrò.
Ecco un assaggio del modello che ci ha rubato il cuore (immagine di repertorio Lube).


Se pensi che ti abbia già svelato tutte le news della cucina ti sbagli!
Ce n’è una che ti svelerò subito, ed un altra per la quale dovrai aspettare ancora un pò.

La prima vera sorpresa di questo ambiente è stato il soffitto. Era già particolare di suo, poichè si tratta di un soffitto a voltine. Il nostro caro addetto ai lavori, ci ha proposto di liberarlo dagli strati di vernice ed intonaco che lo nascondevano e noi, chiaramente abbiamo colto la palla al balzo, estusiasti.
Sono certa che eliminare tutti i residui di intonaco sia stato molto impegnativo. Inizialmente si presentava così.


Adesso, che il lavoro sul soffitto è quasi terminato, alzando lo sguardo è questo lo spettacolo che ci si presenta.


Non so come descrivere l’emozione che provo entrando in cucina adesso. Queste superfici hanno centinaia di anni ed è meraviglioso toccarle e averle davanti ogni giorno.
Il merito è soprattutto di chi sta lavorando alla Casetta! 

Cosa ne pensi di queste anticipazioni?

 Se ti va di continuare a seguire i lavori in corso, puoi seguire l’hashtag #Casettaprep su Instagram.
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Heart shaped festoon

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa

Ogni tanto ho voglia di immergermi in un progetto craft. È un ottimo antistress e mi permette di distrarmi totalmente dalla vita reale almeno per qualche minuto. 

Per San Valentino non potevo risparmiarmi. Ho trovato dei cartoncini colorati di meravigliose tinte soft e ho deciso di acquistarli per farne una ghirlanda di cuori 3d.
Un DIY facilissimo che puoi copiare per allestire uno scenario festoso da abbinare ad una cena a lume di candela.



Ecco come si realizza.

Ingredienti:
– cartoncino 
– forbici
– matita
– formina per biscotti
– spago
– colla 


Per prima cosa ho disegnato alcune sagome su ogni foglio colorato. Ho quindi ritagliato i cuoricini.



Per ogni elemento della ghirlanda sono necessari due cuori. Per unirli l’uno con l’altro e creare l’effetto 3d basta praticare un taglio su ogni sagoma. Per ogni coppia, un cuore deve avere un taglio che va dalla punta fino al centro e l’altro, un taglio che vada dalla punto di congiunzione dei due semicerchi al centro.
Incrociando i due cuori, si fisseranno da soli l’uno all’altro grazie ai tagli.

Per legare tra loro i cuori tridimensionali, basta passare un po’ di colla stick sulla giunzione delle sagome ed appoggiare lo spago. Per assicurarti che i cuori non cadano, fai passare il filo dietro il taglio, come nell’immagine qui sotto.


Ho provato a sospendere il festone sia in orizzontale che in verticale. E devo dire che mi piace in entrambe le versioni. 


È semplice e carino. In più se, come me, soffri di A N S I A perenne, ti aiuterà a staccare la spina e rilassarti! 

P.s. Qual è la versione che preferisci? Sospeso in verticale o, come un festone in orizzontale? Scrivilo in un commentino qui sotto!

Project, pics and styling by ChiccaCasa, Federica Del Borrello
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Ad ogni stanza (mansardata) la sua luce

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa, Idee

Le mansardine mi hanno sempre affascinata. Quei soffitti spioventi creano un ambiente intimo ed ospitale. E poi, mi piacciono quei ripostigli con le mini-porte: a volte collegano una stanza con un’altra, come dei passaggi segreti!


Arredarle è tanto divertente quanto impegnativo. La struttura obliqua delle pareti rende necessario scegliere mobili bassi, soluzioni su misura e sistemi intelligenti per massimizzare gli spazi. 
Un aspetto da non trascurare in una mansarda è la luce. Sì, perchè i soffitti bassi restringono visivamente gli ambientii. Per renderli più ariosi non c’è nulla di più efficace della luce naturale!
Spesso tendiamo a trascurarla, ma la scelta delle tende gioca un ruolo importante in quest’ambito.

Le tende adatte per i vasistas degli attici sono quelle a rullo oppure quelle a pacchetto. Io non avevo idea che ne esistessero di così tante tipologie in commercio, credevo fossero più o meno tutte uguali. Poi, cercando sul web una tenda a rullo per la mia cucina, ho scoperto il sito di Velux, un’azienda specializzata in finestre per mansarde. Spulciando le pagine dello shop online mi si è letteralmente aperto un mondo!
Esistono tecnologie in grado di programmare l’apertura e la chiusura delle tende, sistemi che proteggono l’attico dal calore estivo e una vasta gamma di tessuti, anche abbinabili tra loro per garantire che ogno stanza riceva la quantità di luce adatta alla sua funzione.

I materiali sono adorabili e le texture super trendy. 
Stanza per stanza, ecco la mia selezione di tende per la mansarda.

La zona giorno necessita di una buona luce che, però, deve restare piuttosto tenue, per addolcire le ore di relax  in salotto. La tenda giusta per questo ambiente è semi – trasparente. Ho scelto una tenda a pacchetto, posizionabile liberamente sulla lunghezza della finestra. Il tessuto che preferisco qui è ispirato alla natura e diffonde una luce calda senza tratenerne troppo l’intensità. Si apra il sipario, questo è Bombay beige!

In camera da letto, la tenda deve essere in grado di lasciare spazio al buio, per i pisolini pomeridiani o per concedersi qualche ora di sonno in più nei giorni di riposo, anche quando fuori il sole splende alto.
L’ideale è una tenda oscurante, che protegga non solo dalla luce, ma anche dalle temperature esterne. Si tratta del modello Blackout di Velux, che grazie ad una superficie riflettente respinge i raggi solari e permette di risparmiare energia.
Il mio colore preferito per questo prodotto? Una tinta di azzurro desaturato, molto vicino al colore dell’anno 2017, Denim Drift.

Credo che la luce abbia influenza sulle idee e sulle emozioni. Quando sono in un ambiente luminoso sono più creativa e produttiva. Ecco perchè, per la zona studio ho selezionato una tenda a rullo filtrante e total white. 
Da sostenitrice della filosofia “lagom”, accendo la luce solo quando fuori è buio. Le tende filtranti reiscono a mantenere la privacy, ma, allo stesso tempo, permettono alla luce di passare.

Il ruolo della tenda è super-imoportante nella stanza da bagno. Qui la luce serve tanto quanto la privacy. La scelta perfetta è lun sistema notte e giorno: la combinazione di due tessuti su una stessa tenda a rullo. Il primo, plissettato e filtrante, permetterà all’ambiente di essere pieno di luce. Il secondo, coprente, manterrà una certa riservatezza. Nella mia stanza da bagno ideale, le tinte sono neutre e riposanti. Per questo ho scelto una delicata sfumatura di grigio per il tessuto oscurante.

Sul sito, sono presenti un sacco di tinte e pattern per personalizzare le tende e completare le finestre Velux. Ce n’è per tutti i gusti!



Questo post è stato scritto in collaborazione con Velux.

Credits rooms’ pics: Zona giorno, Camera da letto, Studio, Bagno
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Il salotto al piano di sopra: moodboard reveal

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa, Decor

Sono pronta a svelarti le nostre scelte per il salotto al piano di sopra!

Adesso, questa stanza è piena di tubi, mattoni e piastrelle. Ci sono fori nelle pareti ed attrezzi qua e là.  Presto, però sarà una zona relax + angolo studio. Te ne parlo procedendo per gradi.


Perchè un salotto al piano di sopra?
Il soggiorno al piano terra racchiuderà sala da pranzo ed un piccolo divano. 
Il piano superiore si apre su un ampio spazio lumioso, attorno al quale si sviluppano la stanza da letto, il bagno e la lavanderia. Abbiamo pensato di sfruttare questo spazio per organizzare un salotto che possa ospitare una zona tv ed un comodo divano a quattro posti ed uno studio aperto sul living.

La funzione della stanza
Il divano è grande abbastanza per ospitare me e la mia dolce metà, sdraiati a guardare una serie tv a fine giornata, e capiente al punto giusto, per riunire tutta la famiglia a guardare la partita.
Lo studio sarà composto dalla scrivania e da una libreria formata sia da mensole sia da armadietti. La volevamo proprio così. Gli armadietti servono a tenere nascosti gli oggetti che non sono belli da tenere a vista. Le mensole, invece, sorreggeranno portadocumenti e libri.
Qui lavorerò ai post sul blog, studierò e farò progetti per il futuro. Da qui partiranno milioni di idee!
Dulcis in fundo: la stufa a pellet sarà collocata proprio in questa stanza. Ne approfitteremo per godere al meglio dei momenti di relax, davanti al fuoco acceso.

Lo stile
Abbiamo scelto un mood minimal per tutta la casa. I toni sono neutri ed i materiali naturali fanno da padrone. L’abbondanza di legno massello scalda l’ambiente e lo rende accogliente. 



Non vedo l’ora che sia pronta! Non ho mai avuto uno spazio adibito esclusivamete alla scrittura finora. Lo facevo sul tavolo della cucina oppure in sala da pranzo. La zona tv, invece è attesa soprattutto dalla mia dolce metà, che finora, non aveva uno posto comodo, nella Casetta, per guardare le sue serie preferite e, soprattutto, le partite di calcio!
Ecco l’elenco dei prodotti che abbiamo scelto per creare questo look.

Il living
1. Wilson & Morris, Duck Egg 2010. Un delicato verde salvia, riposante e dal sapore vintage. Ricoprirà, fino a metà altezza, la parete dietro il divano.
2. Divano Clyde, 4 posti. Il rivestimento sarà in velluto, in una chiara sfumatura di grigio.Ti avevo parlato qui della mia passione per i divani cicciotti e qui del mio amore nei confronti dei divani in velluto. Clyde ha esaudito entrambi i desideri!
3. Edilkamin, stufa a pellet Cherie Up, acciaio. Non è stato facile, ma alla fine siamo riusciti ad arrivare ad una scelta. Il merito, è della mia dolce metà. Ha scelto lui questo modello, che ha trovato anche la mia approvazione! 
4. Tappeto Lodge, Maisons du Monde. Un intreccio di iuta e cotone con piccole frange laterali che ne esaltano il look natural. Richiamerà la tinta del legno dell’home office legando visivamente gli ambienti.
5. Mobile TV Cannè Contemporain, Woodjam. Dal look scandinavo, questo mobile tv ha rubato i nostri cuori. La struttura è in legno di mango mentre le ante scorrevoli sono contraddistinte da un intreccio di giunco. 

L’home office
A. Libreria Danube, Maisons du Monde. Le venature a vista ci hanno affascinati! Questa libreria è interamete realizzata in legno di quercia ed ha una struttura dal design minimal. Non è meravigliosa?
B. Scrivania Ghost, Maisons du Monde. Anche la scrivania è in quercia, come la libreria. Sorretta da due strutture a cavalletto, il piano ha una comoda cornice che mi impedirà di far cadere tutto giù, come faccio sempre!
C. Sedia Clyde, Maisons du Monde. Ero già innamorata della versione in pelle, ma quando ho visto il nuovo rivestimento in velluto, non ho resistito. Il colore poi, verde eucalipto, è uno dei miei preferiti e si intona con il colore della parete dietro il divano.

Se hai voglia di seguire i lavori in corso, segui l’hashtag #Casettaprep su Instagram!

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Back to black per la lampada da scrivania

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa
Il nero è di gran moda nel mondo dell’interior. è tornato in pista in una veste del tutto nuova. 

Dettagli black sono utilizzati per delineare arredi e contornare geometrie architettoniche.
Il nero diventa il discreto filo conduttore di un ambiente, il quale acquisisce carattere ed eleganza.
Pochi tocchi: sottili, ma marcati.
Il risultato? Un mood sofisticato e glam.

L’home office acquisisce una marcia in più con questo innovativo uso del nero!

In senso orario 1. 2. 3. 4. 5. 6.

Ho selezionato una serie di lampade da collocare sulla scrivania per ricreare questo stile nel tuo studio.
Si tratta di lampade da tavolo con strutture sottili, raffinate e, ovviamente, total black.

La novità è che puoi acqusitarle tutte direttamente da ChiccaCasa! Sì, perchè è in atto una nuova collaborazione: ArtissimaLuce è il primo affiliato di questo blog.  Potrai curiosare tra centinaia di prodotti cliccando sul banner nella colonna qui a destra e scegliere la tua preferita. Non ci sono solo luci, ma anche mobili e complementi firmati da brand del calibro di Normann Copenhagen, Kartell e Valsecchi.

Nella mia top 10, ci sono loro! Una serie di delicatissime lampade da tavolo da collocare in contesti scandi, vintage o eclectic.


1.Faro, Link1 55€ 2.Artemide, Dalù 72€ 3.Ideal Lux, Lumi 4.Eglo, Tarbes 21€ 104,92 5.Nemo, Panama 224€ 6.Fabbian, Aèrostat 265€ 7.Globo Lighting, Wilo 73€  8.Normann Copehagen, Cap 376€ 9. Martinelli Luce, Delux 429€ 10.Luceplan, Ascent 318€ 

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Tour di una casa storica in Svezia

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa, Interiors

Non sarai mica stufo di entrare virtualmente in appartamenti svedesi? 

É più forte di me. Sono i miei preferiti. Lo stile minimal e la presenza di complementi dall’aria vissuta, mi colpiscono sempre. In questo home tour, però, c’è un terzo elemento che mi ha fatta innamorare: l’età della casa, che corrisponde a 116 anni. 

Har,
è una cittadina Svedese, non molto distante dalla capitale. Idungatan è una stradina piena di edifici costruiti all’inizio del secolo scorso. Qui sorge la splendida abitazione, protagonista di questo tour virtuale.
L’arredo di un perfetto connubio tra pezzi vintage ed arredi in stile scandinavo. Un mix che va ad evidenziare le caratteristiche storiche della casa.

Gli styling che rendono onore alle componenti originali di un edificio storico mi rendono un sacco felice! I pavimenti, gli stucchi e le porte, non dovrebbero mai essere modificate, se la casa ha più di 50 anni. Si perderebbero pezzi della sua storia ed il suo fascino ne risentirebbe.

Piccola parentesi.
Io sono il classico esempio di chi predica bene e razzola male. Ho coperto il pavimento originale della Casetta, che ha molto più di mezzo secolo, ma me ne sono pentita un attimo dopo. Se potessi tornare indietro, di certo non lo rifarei. 

Ma torniamo al nostro appartamento svedese.

I mobili sono semplici e la disposizione ariosa. La palette è costituita da colori naturali. L’unica tinta di spicco è il blu, declinato in più di una sfumatura. Blu, sono le piastrelle vintage del pavimento in cucina; di una sfumatura più chiara è la stufa in ceramica (bella da togliere il fiato), coetanea della casa, ma spostata qui solo recentemente. Nella stessa nuance, sono i comodini della camera da letto. 


Le stanze sono semplici ed accoglienti.
Goditi questa chicca!


Qual è la tua stanza preferita?


PIC SOURCE: historiska hem
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