15 Settembre 2019 / / +deco

Ho sempre pensato che il mio anno comincia a Settembre e non a Gennaio.

Credo negli anni scolastici, probabilmente perché da sempre vado in vacanza ad Agosto e a Settembre mi sento mentalmente stimolata e ispirata, pronta a cominciare un nuovo periodo della mia vita.

Sto leggendo l’autobiografia di Michelle Obama che ha un titolo potente, “Becoming”. Nella prefazione, spiega perché ha deciso di scrivere un libro e dice: “C’è ancora molto che non so sull’America, sulla vita, su quello che il futuro porterà. Ma conosco me stessa.”

Ecco, così mi sento: a mio agio con me stessa, con i miei difetti e i miei pregi, con i miei punti di forza e le mie vulnerabilità. Mi ci è voluto molto tempo per arrivare a questo punto e tanto sforzo nel varcare limiti, anche piccoli e anche quando ero terrorizzata.

Come Michelle chiarisce: “Anche quando non è bello o perfetto. Anche quando è più reale di quello che vorresti che fosse. La tua storia è quello che hai, quello che avrai per sempre. E’ qualcosa da possedere.”

Ed è per questo che dovremmo cercare di renderla allegra ed interessante, assumendo qualche rischio e collocando sempre le cose nella giusta prospettiva.

Buon anno a tutti voi ❤❤❤

Nella foto in alto Gurnard’s Head, in Cornovaglia. Nella foto in basso alberi a Caprera, Sardegna. Entrambe le foto sono mie.

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27 Agosto 2019 / / +deco

Sono tornata all’anormale normalità di Roma dopo 2 settimane in Inghilterra. Sono tornata ispirata e con un mente energica (ne parliamo nel prossimo post) ma con un corpo che necessità almeno una settimana di dieta. Sebbene in Gran Bretagna sia aumentata la coscienza e l’abilità culinaria, la carne è sempre un ingrediente largamente consumato e la maggior parte delle persone la consuma almeno -dico almeno– una volta al giorno. Sento il bisogno di tornare alla mia dieta quasi-vegetariana, ad una dieta più gentile con il mio corpo e l’ambiente.

Ridurre drasticamente il consumo di carne dovrebbe essere la risposta ovvia per chi, come me, si sente indignato per quello che sta succedendo in Amazzonia adesso.

Non è questo il luogo per ulteriori spiegazioni, ci sono abbondanti documenti -trattati scientifici, documentari, articoli- che provano perchè l’agricoltura animale è uno, se non il primo, fattore inquinante oggigiorno.

Per tornare ad un argomento più consono con la linea editoriale di +deco, vorrei finire il mese con i collage di Anastasia Savinova.

I collage qui di seguito sono parte della serie intitolata Genius Loci. Come spiegato sul sito di Anastasia Savinova, “ogni lavoro è composto da numerose fotografie di costruzioni e forme del paesaggio che sono originali e autentiche dell’area presa in considerazione. Queste opere sono in equilibrio fra documentario e finzione, fra spazi effettivi ed immaginari, e diventano custodi della memoria e spiriti del posto”.

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27 Luglio 2019 / / +deco

Quando vivevo a Londra, i caffè in formica erano abbastanza comuni, sopratutto nei quartieri più popolari; erano generalmente aperti fino alle due del pomeriggio e servivano colazioni all’Inglese o semplici sandwich (prosciutto e formaggio e simili), ovviamente accompagnati da fumanti tazze di tè.

Quando sono comparsi negli anni Cinquanta, questi caffè hanno introdotto un nuovo concetto di catering: un’alternativa ecomica, semplice ai ristoranti ma non così impersonale e veloce come i fast-food.

Erano nuovi e volevano sembrare nuovi. Non sorprende che abbiano scelto per i loro arredi la Formica, un materiale relativamente nuovo facile da pulire e resistente al calore.

Questi posti mi hanno sempre comunicato una sensazione di intimità e familiarità, così, quando ho scoperto che Child Studio aveva decorato un nuovo posto a Kings Cross a Londra chiamato Humble Pizza, definito spesso il Formica Cafè, ero molto curiosa di vederlo.

Humble Pizza è un’esplosione di rosa ma quello che noti di più è un certo feeling anni Cinquanta. In qualche modo il rosa pallido rende l’ispirazione anni Cinquanta senza tempo. La formica rosa copre muri, tavoli, il bancone e una sottile lista di legno di ciliegio divide i pannelli di formica.

Il pavimento a mosaico e qualche lampada di vintage di Poul Henningsen, Jacques Biny e Luigi Massoni completano il look esuberante di questo locale.

Porzioni pitturate con uno sfacciato verde oliva aggiungono interesse allo spazio e definiscono le funzioni dello spazio.

Le due menti creative dietro il Child Studio, Chieh Huang e Alexey Kostikov (nella foto in basso), hanno preso ispirazione dalla storia della zona in cui Humble Pizza si trova, una zona fulcro di tanta creatività alternativa negli anni Settanta e Ottanta, indossolubilmente legata al quelo genio punk che era Vivienne Westwood.

Evidentemente volevano creare un posto dove la gente ama intrattenersi, leggere ed essere energinazzata dal cibo e dall’ambiente.

A mio avviso, sono riusciti benissimo a creare un posto che sia intimo e familiare, come quelli che piacciono tanto a me ma anche un posto che non puoi non voler fotografare.

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Fotografie per gentile concessione di Child Studio.

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10 Luglio 2019 / / +deco

Questa Adventure Cat Tent di Tinker Trading in quattro e quattro otto è finita in alcune varianti colore e comprensibilmente. E’ molto carina, pratica, tenera e non costa una fortuna come alcune proposte design che si vedono in giro.

Il fatto che è sollevata da terra, facilita le pulizie e può essere facilmente transformata in un’amaca. La copertura in tessuto può essere lavata in lavatrice.

Se invece preferisci costruirtela tu una cuccia per gatti, leggi il mio vecchio post per avere delle idee.

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1 Luglio 2019 / / +deco

Abbiamo parlato più volte del fatto che amo le cose vecchie per la loro qualità e per la storia che si portano dietro.

Gli appartamenti molto moderni e spogli non fanno per me.

C’è però un’eleganza contemporanea che sfrutta il fascino di materiali naturali, ispirazioni dal passato, la sartorialità immobiliare e che non stanca mai. E’ il ben fatto con gusto.

Questo appartamento a Varsavia, arredato da Marta Chapkra di Studio Colombe, ne è perfetto esempio. A dire il vero, tutto il lavoro di Studio Colombe ne è esempio.

Il pavimento in legno a spina di pesce e una sofisticata scelta di colori fa da sfondo a pezzi ricercati. La scelta dei colori murali, tutti chiari, non è banale. Il bianco è declinato in molte sfumature, non è mai semplicemente bianco. I tessuti inseriscono colore e struttura.

La cucina, su misura come molti degli arredi, è particolare ma sobria. L’inserzione di tondi in legno, la divisione in riquadri, i due colori, il backsplash in marmo sono tutti elementi vincenti.

Le cornici a muro, piccole e discrete, aggiungono interesse senza predominare la scena.

In questo appartamento mi ci trasferirari domani senza cambiare nulla. Raramente mi capita di dire una cosa del genere ma in questo caso c’è quell’equilibrio fra qualità e gusto che mi conquista ed il fatto, non scontato, che sembra una casa comoda, piena di armadi e spazi da vivere facilmente.

Se vuoi vedere altri spazi belli e ben fatti, guarda la casa ricavata in una vecchia chiesa in Australia e la ristrutturazione di una vecchia stalla a Londra.

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21 Giugno 2019 / / +deco

La seduta Filicudi è entrata prepotentemente nella mia lista dei desideri. E’ elegante, Mediterannea e con una forma accattivante

Disegnata da Marcantonio Raimondi Malerba, uno dei più promettenti designer del momento, Filicudi Chair è prodotta dal divertentissimo marchio Qeeboo.

La sedia prende il nome dalla bellissima Filicudi, una delle isole delle Eolie, su cui crescono ovunque tantissimi fichi d’India.

La seduta è fatta di politilene e la base è in metallo; è perfetta per interni ed esterni, in tutte le sue versioni: nera, bianca, verde balsamo e verde intenso.

Come la Nemo di Fabio Novembre prodotta da Driade, è stato amore a prima vista.

Devo assolutamente averne una, grazie al cielo ha un prezzo ragionevole!

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13 Giugno 2019 / / +deco

Ciao,

Come state? A Roma siamo passati in poche ore dall’indossare maglioni di lana a 30 gradi .

Ho dovuto mettere via la roba invernale e tirare fuori abiti estivi e sandali in fretta.

Ho comunque approfittato dell’occasione per buttare via qualcosa; come la maggiorparte delle persone, per qualche oscura ragione, tengo cose che non metto. Probabilmente mi metto la metà dei vestiti che possiedo: il resto è nel mio armadio perchè mi piace abbastanza per buttarlo ma non abbastanza per indossarlo, evidentemente.

Inoltre non ho uno specchio a figura intera realistico, il che rende le decisioni più lente. Il lungo specchio che ho in camera mi fa sembrare più bassa e più larga (almeno spero). A volte, quando ho bisogno di una visione onesta del mio corpo, mi guardo nello specchio dell’ascensore!

Flos ha recentemente lanciato uno specchio alto 205 cm adatto proprio a questo scopo, La Plus Belle ideato da Philippe Starck. E’ lungo ed ovale con una striscia di luci led incorporata nel bordo e un diffusore ottico in silicone opale. La cornice in alluminio è disponibile in oro lucido, bronzo lucido e fumé. La Plus Belle aggiungerebbe carattere e una luce d’ambiente in qualsiasi ingresso o corridoio.

E voi, ce lo avete il giusto specchio per specchiarvi bene?


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31 Maggio 2019 / / +deco

Seguo Vito Nesta da qualche anno ed il suo mondo, attraverso la sua creatività, mi è diventato familiare.

E’ un mondo familiare ed esotico, il chiaro risultato di numerosi stimoli.

Nato in Puglia, laurato a Firenze e adottato da Milano, Vito Nesta è un viaggiatore insaziabile, una di quelle persone che vive il concetto di viaggiare e per cui viaggiare significa esplorare. Può trovare ispirazione in viaggi lontani o anche solo vagando per le strade della città in cui vive: il segreto è voler scoprire nuove cose, a curiosità ti porterà a trovare qualcosa di magico anche dietro l’angolo.

Gli ho fatto una piccola intervista e Vito, come sempre, è stato un gentleman.

Nei tuoi design si rispecchiano le molteplici ispirazioni che accumuli
viaggiando e un’immaginario esotico che spazia nel tempo. Hai un archivio di immagini ed oggetti, libri o altro che fungono da ispirazione?

Ho un grande archivio fatto di materiali che provengono da tutti i viaggi che faccio. Mi piace tanto girare per mercati, mercatini, perdermi per le strade di una città che non conosco e spesso mi imbatto in vecchi rigattieri, vecchie librerie e li, forse le attiro, trovo sempre delle cose meravigliose. Frequento molto anche le aste dove acquisto antiche incisioni, libri e tutto quello che mi colpisce.
Tutto poi può diventare fonte di ispirazione, ad esempio una mia collezione di piatti Natsumi per il mio brand Grand Tour, sono una mia reinterpretazione dei decori delle ante di un vecchio armadio.

A quale, fra i tuoi design e progetti, sei più affezionato e perché?
Sono affezionato, più o meno a tutti i miei progetti perché ognuno di questi ha da raccontare una storia, la mia e quella del progetto stesso. Alcuni però mi hanno dato maggior soddisfazione e ci sono più affezionato. Di solito però sono più legato agli ultimi progetti perché, come quando nasce un bambino, hanno bisogno di più attenzioni.

Nella tua recente mostra “Musica da Viaggio. Vito Nesta nelle stanze di Giuseppe Verdi”  curata da Annalisa Rosso e sponsorizzata da Bonaudo, presso le meravigliose stanze di Giuseppe Verdi del Grand Hotel et de Milan, hai dato nuovamente prova della tua raffinata sensibilità cromatica. Come è nata l’idea di queste installazioni site-specific? 
Dopo aver visitato per la prima volta il Grand Hotel e la sala Verdi, due anni fa circa, mi sono follemente innamorato di quel luogo. Mi sono promesso che se avessi dovuto presentare la mia prima mostra personale sarebbe dovuto accadere lì e solo lì. Il Grand Hotel è un luogo denso di storia, ricco di avvenimenti carichi di significato che hanno segnato i suoi oltre centocinquanta anni di esistenza; ci son passate tantissime personalità ed ognuno di loro ha lasciato una traccia. Con “Musica da Viaggio” ho cercato di raccontarne alcune, ad esempio con la collezione di piatti Grand Hotel de Milan che raccontano Milano attraverso la mia reinterpretazione di materiali storici sulla città di Milano che si trovano in giro per le stanze dell’Hotel oppure con due vasi canopi realizzati da Ceramiche Gatti che riprendono due statue iconiche dell’Hotel, una dedicata all’abolizione della schiavitù in Brasile e l’altra un moro che tiene una grande lanterna.Il tutto è stato poi contornato da un’installazione in scala architettonica, utilizzando le pelli in una gamma di colori eleborate ad hoc, prodotte da Bonaudo, azienda leather nella realizzazione di pelli di alta qualità che ha sponsorizzato l’intero progetto.

Musica da Viaggio”ha restituito un pezzo di storia della città senza relegarlo alla musealità ma anzi offrendo una nuova visione.

Che consiglio daresti ai nuovi designer?
Il consiglio che darei ai nuovi designer è quello di avere tanta pazienza e perseveranza. Questo lavoro è diventato tanto, molto difficile e non è semplice raggiungere dei risultati nell’immediato. L’importante è porsi degli obbiettivi e perseguirli difendendo il proprio sogno.

The Enchanted Mountain collection for Imarika
Ike and Koi carpets
Corteo for Les Ottomans
Esotica for F.lli Majello
La mostra “Musica da Viaggio. Vito Nesta nelle stanze di Giuseppe Verdi” al Grand Hotel et de Milan (fotografia di Gaetano del Mauro).
La mostra “Musica da Viaggio. Vito Nesta nelle stanze di Giuseppe Verdi” al Grand Hotel et de Milan (fotografia di Gaetano del Mauro).
Vito Nesta nelle stanze del Grand Hotel et de Milan (fotografia di Gaetano del Mauro).

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14 Maggio 2019 / / +deco

Sliding into the cold, rough North Atlantic Ocean, there is a unique semi-submerged restaurant called Under near Lindesnes, in Norway

C’è un ristorante chiamato Under vicino Lindesnes, in Norvegia che sembra essere scivolato nelle acque fredde e impetuose dell’Oceano Atlantico.

Appoggiato in un incredibile scenario, Under offre ai suoi ospiti un unico punto di vista a 5 metri e mezzo sotto il mare e un menu semplicemente accattivante.

Il ristorante, progettato da Studio Snøhetta in collaborazione con le maestranze locali, è perfettamente integrato nella costa e a proprio agio in un angolo battuto dai cambi d’umore del tempo.

Lo stile è essenziale; la luce rarefatta che viene dalle grandi finestre affacciate sul profondo oceano e un condominio di pesci è la vera decorazione.

Guarda il video on You Yube dove lo chef Nicolai Ellitsgaards spiega la filosofia di Under e non potrai che voler trovare il modo di prenotare un tavolo.

Immagini per gentile concessione di Under.

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17 Aprile 2019 / / +deco

Ero a Milano la settimana scorsa e come al solito ho visto molte bellissime cose ma anche la riconferma di alcune tendenze.

Questa è la mia lista di trend per la casa del 2019, dedotta da questa edizione de ISaloni.

DIVANI TONDEGGIANTI

Avevo già previsto che i divani tondeggianti sarebbero stati un grande trend nel 2017 ma probabilmente allora il mondo non era ancora pronto per questo cambiamento. Ci è voluto un pò prima che il mercato e la gente si aprisse a questa nuova tendenza. A

Al Salone del Mobile quest’anno Adrenalina , un marchio tutto orgogliosamente italiano, aveva per me i migliori esempi: fatti bene, comodissimi e originali.

Bigala di Roberto Giacomucci è un nido perfetto e viene anche con una presa elettrica e attacco usb e un tavolino.

Bixib di Luca Alessandrini cambia prospettiva a seconda dell’angolo in cui la guardi; la base è fatta di un sensuale mix di seta e bioresina.

LAMPADE DA MURO

Le lampade da muro che offrono illuminazione d’ambiente -quelle che probabilmente ti ricordi da casa di tua nonna- sono tornate di moda.

Si presentano oggi con nuovi geometrici, sexy design e con nuove efficienze.

Sono perfette in corridoi ed ingressi.

Nemo ha due modelli che mi piacciono molto, lineari ma d’effetto.

Wall Shadows di Charles Kalpakian:

E Tubes di Charles Kalpakian:

WICKER CHAIRS

Nel 2019 vedremo il ri-affermarsi di materiali naturali, specialmente il legno.

Il vimini vivrà una nuova gloria e le sedie di vimini torneranno ad arredare le nostre case ma in nuove, divertenti, forme.

Lisetta di Elena Salmistraro per Bottega Intreccio è affascinante e funky allo stesso tempo. I quattro cuscini, poi, in quattro differenti toni sono il tocco di classe.

Fratelli Boffi 5610/C LUI 5-A più che una poltrona è un trono.

Viene in diverse finiture.

CERAMICHE VERSATILI

Le ceramiche versatili possono essere mischiate e combinate per ottenere dei disegni unici, o quasi.

Le ceramiche versatili sono generalmente monocromatiche e si trovano di diverse misure. L’idea viene (ancora una volta) dal passato; basti pensare ai pavimenti di fine Ottocento o inizio Novecento.

Queste ceramiche possono essere associate per colore o forma e possono essere montate orizzontalmente o verticalmente in alcuni casi.

Micro ad esempio offre una varietà di ceramiche e mosaici micro che possono essere liberamente accostati; vengono poi venduti in blocchi.

Visita il sito di Micro per capire in pieno la varietà di possibilità che questi prodotti ti offrono.

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