13 giugno 2019 / / +deco

Ciao,

Come state? A Roma siamo passati in poche ore dall’indossare maglioni di lana a 30 gradi .

Ho dovuto mettere via la roba invernale e tirare fuori abiti estivi e sandali in fretta.

Ho comunque approfittato dell’occasione per buttare via qualcosa; come la maggiorparte delle persone, per qualche oscura ragione, tengo cose che non metto. Probabilmente mi metto la metà dei vestiti che possiedo: il resto è nel mio armadio perchè mi piace abbastanza per buttarlo ma non abbastanza per indossarlo, evidentemente.

Inoltre non ho uno specchio a figura intera realistico, il che rende le decisioni più lente. Il lungo specchio che ho in camera mi fa sembrare più bassa e più larga (almeno spero). A volte, quando ho bisogno di una visione onesta del mio corpo, mi guardo nello specchio dell’ascensore!

Flos ha recentemente lanciato uno specchio alto 205 cm adatto proprio a questo scopo, La Plus Belle ideato da Philippe Starck. E’ lungo ed ovale con una striscia di luci led incorporata nel bordo e un diffusore ottico in silicone opale. La cornice in alluminio è disponibile in oro lucido, bronzo lucido e fumé. La Plus Belle aggiungerebbe carattere e una luce d’ambiente in qualsiasi ingresso o corridoio.

E voi, ce lo avete il giusto specchio per specchiarvi bene?


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31 maggio 2019 / / +deco

Seguo Vito Nesta da qualche anno ed il suo mondo, attraverso la sua creatività, mi è diventato familiare.

E’ un mondo familiare ed esotico, il chiaro risultato di numerosi stimoli.

Nato in Puglia, laurato a Firenze e adottato da Milano, Vito Nesta è un viaggiatore insaziabile, una di quelle persone che vive il concetto di viaggiare e per cui viaggiare significa esplorare. Può trovare ispirazione in viaggi lontani o anche solo vagando per le strade della città in cui vive: il segreto è voler scoprire nuove cose, a curiosità ti porterà a trovare qualcosa di magico anche dietro l’angolo.

Gli ho fatto una piccola intervista e Vito, come sempre, è stato un gentleman.

Nei tuoi design si rispecchiano le molteplici ispirazioni che accumuli
viaggiando e un’immaginario esotico che spazia nel tempo. Hai un archivio di immagini ed oggetti, libri o altro che fungono da ispirazione?

Ho un grande archivio fatto di materiali che provengono da tutti i viaggi che faccio. Mi piace tanto girare per mercati, mercatini, perdermi per le strade di una città che non conosco e spesso mi imbatto in vecchi rigattieri, vecchie librerie e li, forse le attiro, trovo sempre delle cose meravigliose. Frequento molto anche le aste dove acquisto antiche incisioni, libri e tutto quello che mi colpisce.
Tutto poi può diventare fonte di ispirazione, ad esempio una mia collezione di piatti Natsumi per il mio brand Grand Tour, sono una mia reinterpretazione dei decori delle ante di un vecchio armadio.

A quale, fra i tuoi design e progetti, sei più affezionato e perché?
Sono affezionato, più o meno a tutti i miei progetti perché ognuno di questi ha da raccontare una storia, la mia e quella del progetto stesso. Alcuni però mi hanno dato maggior soddisfazione e ci sono più affezionato. Di solito però sono più legato agli ultimi progetti perché, come quando nasce un bambino, hanno bisogno di più attenzioni.

Nella tua recente mostra “Musica da Viaggio. Vito Nesta nelle stanze di Giuseppe Verdi”  curata da Annalisa Rosso e sponsorizzata da Bonaudo, presso le meravigliose stanze di Giuseppe Verdi del Grand Hotel et de Milan, hai dato nuovamente prova della tua raffinata sensibilità cromatica. Come è nata l’idea di queste installazioni site-specific? 
Dopo aver visitato per la prima volta il Grand Hotel e la sala Verdi, due anni fa circa, mi sono follemente innamorato di quel luogo. Mi sono promesso che se avessi dovuto presentare la mia prima mostra personale sarebbe dovuto accadere lì e solo lì. Il Grand Hotel è un luogo denso di storia, ricco di avvenimenti carichi di significato che hanno segnato i suoi oltre centocinquanta anni di esistenza; ci son passate tantissime personalità ed ognuno di loro ha lasciato una traccia. Con “Musica da Viaggio” ho cercato di raccontarne alcune, ad esempio con la collezione di piatti Grand Hotel de Milan che raccontano Milano attraverso la mia reinterpretazione di materiali storici sulla città di Milano che si trovano in giro per le stanze dell’Hotel oppure con due vasi canopi realizzati da Ceramiche Gatti che riprendono due statue iconiche dell’Hotel, una dedicata all’abolizione della schiavitù in Brasile e l’altra un moro che tiene una grande lanterna.Il tutto è stato poi contornato da un’installazione in scala architettonica, utilizzando le pelli in una gamma di colori eleborate ad hoc, prodotte da Bonaudo, azienda leather nella realizzazione di pelli di alta qualità che ha sponsorizzato l’intero progetto.

Musica da Viaggio”ha restituito un pezzo di storia della città senza relegarlo alla musealità ma anzi offrendo una nuova visione.

Che consiglio daresti ai nuovi designer?
Il consiglio che darei ai nuovi designer è quello di avere tanta pazienza e perseveranza. Questo lavoro è diventato tanto, molto difficile e non è semplice raggiungere dei risultati nell’immediato. L’importante è porsi degli obbiettivi e perseguirli difendendo il proprio sogno.

The Enchanted Mountain collection for Imarika
Ike and Koi carpets
Corteo for Les Ottomans
Esotica for F.lli Majello
La mostra “Musica da Viaggio. Vito Nesta nelle stanze di Giuseppe Verdi” al Grand Hotel et de Milan (fotografia di Gaetano del Mauro).
La mostra “Musica da Viaggio. Vito Nesta nelle stanze di Giuseppe Verdi” al Grand Hotel et de Milan (fotografia di Gaetano del Mauro).
Vito Nesta nelle stanze del Grand Hotel et de Milan (fotografia di Gaetano del Mauro).

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14 maggio 2019 / / +deco

Sliding into the cold, rough North Atlantic Ocean, there is a unique semi-submerged restaurant called Under near Lindesnes, in Norway

C’è un ristorante chiamato Under vicino Lindesnes, in Norvegia che sembra essere scivolato nelle acque fredde e impetuose dell’Oceano Atlantico.

Appoggiato in un incredibile scenario, Under offre ai suoi ospiti un unico punto di vista a 5 metri e mezzo sotto il mare e un menu semplicemente accattivante.

Il ristorante, progettato da Studio Snøhetta in collaborazione con le maestranze locali, è perfettamente integrato nella costa e a proprio agio in un angolo battuto dai cambi d’umore del tempo.

Lo stile è essenziale; la luce rarefatta che viene dalle grandi finestre affacciate sul profondo oceano e un condominio di pesci è la vera decorazione.

Guarda il video on You Yube dove lo chef Nicolai Ellitsgaards spiega la filosofia di Under e non potrai che voler trovare il modo di prenotare un tavolo.

Immagini per gentile concessione di Under.

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17 aprile 2019 / / +deco

Ero a Milano la settimana scorsa e come al solito ho visto molte bellissime cose ma anche la riconferma di alcune tendenze.

Questa è la mia lista di trend per la casa del 2019, dedotta da questa edizione de ISaloni.

DIVANI TONDEGGIANTI

Avevo già previsto che i divani tondeggianti sarebbero stati un grande trend nel 2017 ma probabilmente allora il mondo non era ancora pronto per questo cambiamento. Ci è voluto un pò prima che il mercato e la gente si aprisse a questa nuova tendenza. A

Al Salone del Mobile quest’anno Adrenalina , un marchio tutto orgogliosamente italiano, aveva per me i migliori esempi: fatti bene, comodissimi e originali.

Bigala di Roberto Giacomucci è un nido perfetto e viene anche con una presa elettrica e attacco usb e un tavolino.

Bixib di Luca Alessandrini cambia prospettiva a seconda dell’angolo in cui la guardi; la base è fatta di un sensuale mix di seta e bioresina.

LAMPADE DA MURO

Le lampade da muro che offrono illuminazione d’ambiente -quelle che probabilmente ti ricordi da casa di tua nonna- sono tornate di moda.

Si presentano oggi con nuovi geometrici, sexy design e con nuove efficienze.

Sono perfette in corridoi ed ingressi.

Nemo ha due modelli che mi piacciono molto, lineari ma d’effetto.

Wall Shadows di Charles Kalpakian:

E Tubes di Charles Kalpakian:

WICKER CHAIRS

Nel 2019 vedremo il ri-affermarsi di materiali naturali, specialmente il legno.

Il vimini vivrà una nuova gloria e le sedie di vimini torneranno ad arredare le nostre case ma in nuove, divertenti, forme.

Lisetta di Elena Salmistraro per Bottega Intreccio è affascinante e funky allo stesso tempo. I quattro cuscini, poi, in quattro differenti toni sono il tocco di classe.

Fratelli Boffi 5610/C LUI 5-A più che una poltrona è un trono.

Viene in diverse finiture.

CERAMICHE VERSATILI

Le ceramiche versatili possono essere mischiate e combinate per ottenere dei disegni unici, o quasi.

Le ceramiche versatili sono generalmente monocromatiche e si trovano di diverse misure. L’idea viene (ancora una volta) dal passato; basti pensare ai pavimenti di fine Ottocento o inizio Novecento.

Queste ceramiche possono essere associate per colore o forma e possono essere montate orizzontalmente o verticalmente in alcuni casi.

Micro ad esempio offre una varietà di ceramiche e mosaici micro che possono essere liberamente accostati; vengono poi venduti in blocchi.

Visita il sito di Micro per capire in pieno la varietà di possibilità che questi prodotti ti offrono.

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7 aprile 2019 / / +deco

E’ quasi quel periodo dell’anno, Martedì comincia la cinquattotesima edizione del Salone del Mobile.

Come al solito, indosserò il mio accredito stampa, andrò a Milano, vivrò l’evento e ne scriverò.

Quest’anno non starò tanto -solo due lunghi folli giorni- ma come sempre percorrerò circa 100 chilometri fra la fiera e il FuoriSalone.

Ogni anno, segretamente, cerco qualcosa di diverso, qualcosa di originale, gente interessante, nuovi modi di usare i colori, tendenze che devono ancora affermarsi. Questa volta, cercherò di individuare i pezzi che saranno in futuro dei classici.

Se non lo fai ancora, segue la pagina Facebook o Instagram di +deco per aggiornamenti in tempo reale del Salone del Mobile e FuoriSalone e leggi +deco blog per leggere notizie e pensieri sull’evento di interior design più eccitante d’Europa.

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25 marzo 2019 / / +deco

Questo è senza dubbio uno dei più affascinanti ed interessanti progetti che ho visto di recente.

Mi piace tutto di questo appartamento: i colori, i materiali, il livello di personalizzazione, lo spazio.

The Beldi, originariamente una fabbrica di scarpe, è un loft situato a Shoreditch , un vivace quartiere nell’est di Londra.

L’appartamento è stato progettato da una coppia di architetti, marito e moglie, Chan e Eayrs , titolari dello studio omonimo.

Il duo si concentra su un progetto per volta e ristruttura solo case proprie, non hanno clienti esterni e viveno nel cantiere durante tutta la fase. In questo modo riescono a realizzare esattamente quello che hanno in mente, senza compromessi. Dal 2004 hanno ristrutturato 4 proprietà che affettuosamente chiamano homes.

Lavorare come interior designer o architetto a volte non è così eccitante come ci si immagina. La parte creativa va di pari passi con un’enorme dose di contrattazione: con il cliente, i fornitori, gli artigiani, a volte addirittura anche con i vicini. Si contratta per fare quello che si ha in mente, si contratta per rimanere in budget, per avere più budget, si discute quando le cose non vengono ben o si discute perchè le cose non arrivano in tempo.

L’altra settimana sono andata alla presentazione di un progetto dello studio cinese Neri e Hu patrocinato da Elle Decor Italia. L’architetto italiano venuto come portavoce dello studio sottolineava che il loro lavoro è un continuo tira e molla con il committente per convincerlo della necessità di una spesa o l’essenzialità di un’idea.

E Neri e Hu è uno studio di fama internazionale che si può permettere di dire “o così o nulla”.

Per la maggiorparte di noi, fare le proprie case è l’opportunità migliore per realizzare la propria idea senza interferenze, budget permettendo; non è un caso che tre quarti degli spazi che vedete pubblicati sulle riviste sono case proprie.

The Beldi è disponibile come location o come casa vacanze su Airbnb.

Guarda un post precedente di +deco per altre immagini di interni verdi.

+deco_the_beldi_chan_eayrs_london
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(Fotografie dal sito di Chan and Eayrs Studio)

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3 marzo 2019 / / +deco

Ormai è diventata una barzelletta, ho cercato di mettere la carta da parati Nuvolette di Fornasetti per anni ma ogni volta che la propongo ai miei clienti scelgono altro. Tutti ne riconoscono la bellezza ma la trovano troppo Sturm und Drang, troppo nostalgica o semplicemente troppo emotivamente tempestosa.

Lo capisco, anche io la userei su un muro o in un ingresso, certo non in tutta casa ma del resto lo stesso vale per tutte le carte da parati che mi piacciono.

A parte questo, Nuvolette è un scelta sicura in realtà, un classico che prescinde dalle mode e probabimente non ti stancherà mai. Ha un disegno ripetitivo anche se forte ed il fatto che è bianca e grigia la rende molto elegante.

Nuvolette è stata disegnata da Fornasetti, viene prodotta da Cole&Son e distribuita da varie parti, online e non. E’ disponibile in qualche altra variante di colore o di intensità di colore (ad esempio, più scura o sull’azzurro) ma la mia preferita rimane quella grigia qui sotto.

Ricordate di usarla in piccole dosi ma in spazi larghi abbastanza per apprezzarla, che sia una parete o muri contigui.

Altre carte da parati che ho proposto in passato ma hanno attratto e spaventato i clienti allo stesso tempo sono le Calico disegnate da Rachel e Nick Cope.

E voi che ne pensate? Tappezzereste un muro con Nuvolette di Fornasetti?

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19 febbraio 2019 / / +deco

Molte cose son state dette e molte altre parole saranno spese per Karl Lagerfield adesso che è morto, non credo che sia necessario che mi metta anch’io qui ad affermare l’ovvio.

Vorrei semplicemente rendere omaggio ad una persona incredibilmente creativa e ribadire che la creatività è alimentata dalla curiosità.

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17 febbraio 2019 / / +deco

Buonasera miei amati lettori,

Spero che stiate bene. Io non mi lamento, ho molte cose che bollono in pentola. Ho appena cominciato un nuovo progetto, la ristrutturazione di un appartamento di 140 metri quadri, fortunatamente vicino a casa.

Ho così tante idee, spero solo di poterle realizzare!

Il mio sito è quasi pronto e ve lo farò vedere presto insieme al video di presentazione della mia attività di interior design personal shopping.

Come vi dicevo, sono in periodo molto prolifico creativamente, a volte penso che dovrei aprire uno studio, dove portare avanti vari progetti in vari in collaborazione con persone che stimo, anch’esse con teste fumanti come la mia!

Nel mio studio, metterei sicuramente una Bambi Chair e una Marshmallow Chair di Kinder Modern (un negozio online che vende incredibili arredi di design per i bambini) per un pò di leggerezza anche se probabilmente sono troppo larga e lunga per usarle.

Qui di seguito vi presento una selezione di cose carine che puoi trovare su Kinder Modern e che portano varie firme. I tappeti sono perfetti anche per gli adulti.

I prezzi sono lontani da marchi come Ikea ma dovete considerare che stiamo parlando di pezzi di design che vorrai tenere anche quando i tuoi figli cresceranno e se ne andranno di casa.

Per ulteriori idee, guarda le belle stampe di Castle or i furbi arredi di Rafa Kids.

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5 febbraio 2019 / / +deco

L’hotel Fife Arms ha mille sorprese.

La prima cosa che ho notato e mi ha colpito è stato la tappezzeria murale di Aramita Campbell (Aramita, che nome meraviglioso!) nei salotti e corridoi.

Come probabilmente avete capito, sono un amante del tartan, sia nella moda che nella decorazione d’interni.

La seconda cosa che mi è saltata agli occhi sono le opere d’arte che arredano questo bellissimo hotel: che siano del Settecento o che siano pezzi d’arte contemporanea, completano ed evidenziano lo spirito di questo magico posto.

Il Fife Arms è senza dubbio uno dei più interessanti hotel nelle Highlands, Scozia. In epoca vittoriana, la proprietà era una stazione di posta; adesso conta 46 camere e suite, un bar, un ristorante ed un parco progettato da Jinny Blom, vincitrice del Chelsea Flower Show nel 2007.

Il progetto è stato firmato da Russel Stage e Moxon Architects ma chiara è la visione di Manuela e Iwan Wirth, collezionisti d’arte svizzeri al loro secondo hotel e proprietari di molte gallerie d’arte.

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Fotografie di Sim Cannetty-Clarke

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