Design d’ Ingegno






 
 
 

La Preston House: una casa ispirata alla celebre onda di Hokusai

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno, Interiors

Un lavoro di architettura è sempre qualcosa di livello sartoriale: è generalmente misurato nel gusto secondo le richieste del cliente, strutturato in modo da assecondare il budget previsto ed impreziosito dalla competenza dell’architetto attraverso la scelta di determinati materiali e di specifiche soluzioni.

Quando poi tutto questo sposa una bella dose di libertà e creatività, ne esce un edificio notevole come quello della Preston House, in California, progettato dall’architetto Mario Romano.

La casa è un raffinato progetto che trae ispirazione da un’opera antica dell’arte giapponese e si integra ottimamente con il luogo in cui è stata edificata.
La California, ricca di luce e di colori, diventa così la sede più adatta per accogliere questo progetto architettonico e lo fa diventando parte del progetto stesso in un rimando di forme e tonalità che contribuiscono a rendere questa abitazione un vero e proprio ibrido tra arte e architettura.

La nascita del progetto

L’ispirazione per il design di questa casa nasce da un’antica e famosa xilografia del pittore giapponese Hokusai (1760-1849) dal titolo “La Grande Onda di Kanagawa” ( Kanagawa oki nami ura ).

È la prima e la più celebre stampa tra quelle che compongono la serie intitolata “Trentasei vedute del Monte Fuji” ( Fugaku sanjūrokkei ) e raffigura una grande onda tempestosa che minaccia alcune imbarcazioni nel mare al largo di una zona corrispondente all’odierna prefettura di Kanagawa. Sullo sfondo della stampa si vede il Monte Fuji e nella composizione della xilografia viene appunto catturato l’istante in cui l’onda forma una spirale quasi perfetta il cui centro passa per quello dell’immagine, dando la possibilità di scorgere la montagna sacra del Giappone.

Il mare è naturalmente l’elemento predominante dell’opera e si estende per tutta la scena. Allo stesso tempo, la forma del Monte Fuji viene riproposta all’interno delle varie onde e la ripetizione delle forme è ancora più evidente nella superficie dell’acqua, la quale presenta una fitta trama di piccoli riccioli (uguali all’increspatura della grande onda principale).
Un’altra caratteristica che salta subito agli occhi è poi la scelta di usare solo i colori bianco e blu sia per la grande onda che per la montagna sacra.

È possibile rileggere tutto questo nella Preston House, dalla scelta di creare un tetto che riflette il cielo, con l sua luminosità (bianca) e le sue gradazioni di blu, frazionandolo attraverso le onde metalliche proprio come accade nella modularità della stampa.

Naturalmente anche gli interni sono pensati per riflettere la poesia e la simbologia della casa, dando forma ad un edificio con un forte carattere artistico.

La Grande Onda di Kanagawa di Hokusai

La Preston House

Quasi tutti gli edifici progettati da Mario Romano hanno tra loro dei punti in comune che si possono evidenziare nell’attenzione per gli elementi modulari, nella forte presenza del segno e delle linee, nella chiara fascinazione per la forma dell’onda e della curva in generale.

La sua è una sensibilità che deriva dall’essere sia un architetto che un artista. Per questa ragione la casa ha molti punti in comune con un’opera pittorica, con elementi e materiali che accolgono le innovazioni ed aprono nuove prospettive e possibilità all’architettura.

Il tetto

Il tetto curvo della Preston House si increspa per tutta la facciata con tante onde e le numerose strisce di metallo curvato rendono l’illusione di tante pennellate di colore. Queste centinaia di strisce di alluminio sono state tagliate su misura e riflettono l’ambiente circostante creando anche un effetto di distorsione.

La facciata in alluminio è tuttavia posta a pochi centimetri dalla superficie impermeabile della reale struttura del tetto. Ciò permette di avere due importanti vantaggi: anzitutto la ventilazione tra uno strato e l’altro delle strisce di metallo consente di evitare l’accumulo di umidità e la formazione di muffa, mentre dall’altro contribuisce alla dispersione del calore in eccesso dalla casa favorendo la ventilazione anche per la casa stessa.

L’abitazione

L’edificio è di circa 530 mq e la sua costruzione si basa anche su algoritmi che hanno reso le forme complesse del progetto una struttura funzionale. La casa conta 6 camere da letto (al secondo piano), 5 bagni, la zona living con i salotti e la sala da pranzo, ma la cucina è posta al centro della casa, come fulcro dell’abitazione.
Questa villa così unica è in vendita per oltre 4 milioni di dollari e grazie alle nuove start up di successo sorte nella zona, il prezzo non è affatto fuori mercato. Lo stesso Romano, parlando di questa sua realizzazione, ha detto:

“È davvero un incrocio fra arte e scienza. Niente di tutto questo poteva essere fatto senza la potenza di elaborazione del computer che aiutasse a costruire e ricostruire.”

Un’altra specifica caratteristica della Preston House è l’uso di materiali innovativi come il Simowood, un materiale che esteticamente appare simile al legno, ma che possiede la flessibilità della plastica.
Il Simowood è fatto con buccia di riso pressata unita ad una specifica termoplastica ed è stato utilizzato sia all’ingresso esterno che nelle rifiniture interne come alcuni pavimenti e le scale che richiamano di nuovo il motivo dell’onda e del tratto pittorico allo stesso tempo.

Interni della Preston House

Curiosità

Il suo design così fortemente legato alle tecnologie e ai software è in realtà pensato per interpretare e dare una perfetta collocazione a quelli che Mario Romano considera i fruitori ideali di questa casa: le famiglie.

La casa tenta quindi di inserirsi in maniera armoniosa con l’ambiente, pur essendo un’abitazione all’avanguardia, e forse è questa sua dualità fra la tradizione e la sperimentazione che riesce davvero a renderla un perfetto trait-d’union fra arte ed architettura.

Retro con piscina della Preston House

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Domotica e futuro: come le nuove tecnologie e le start up cambieranno la nostra vita

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno, Interiors

La domotica è innegabilmente il futuro delle nostre case. Le nuove tecnologie e le ricerche ci porteranno sempre più verso le smart cities e la presenza costante della Rete nella nostra vita quotidiana.

Questo fa parte dell’Internet delle Cose che nel tempo cambierà totalmente il nostro modo di vivere e lavorare. Le case con impianto domotico ci offrono la possibilità di facilitare la nostra quotidianità rendendola anche più conveniente e confortevole.
Possiamo, ad esempio, controllare se abbiamo chiuso o no la porta di casa dopo essere usciti e se necessario farlo da remoto attraverso lo smartphone; oppure possiamo farci leggere le news e le email da strumenti come Alexa – l’assistente vocale di Amazon Echo – mentre siamo ai fornelli a cucinare, senza quindi rinunciare a niente.

Come cambieranno le nostre vite con l’Internet delle Cose?

A seguito di ricerche recenti, gli esperti di Business Insider affermano che il numero delle case intelligenti è destinato a crescere dagli 83 milioni del 2015 a 193 milioni nel 2010. Nella proiezione sono inclusi anche gli elettrodomestici smart (come le lavatrici, le asciugatrici, i frigoriferi ecc…), i sistemi di sicurezza (sensori, monitor, videocamere, sistemi di allarme) e strumenti smart per gestire il riscaldamento e le luci.

Le prime aziende ad investire in questo settore sono state Amazon, Nest (di proprietà di Alphabet, casa madre di Google), Apple, August e Philips. Tuttavia, altre importanti compagnie si sono presto aggiunte alla lista delle aziende che offrono servizi domotici: Notion, Control4, SmartThings (Samsung), Savant, Innit, Ecobee, SistemaCasa, Somfy, Loxone e molti altri ancora.

Naturalmente, questo mercato decollerà sempre più con l’abbassamento dei costi e con la maggiore consapevolezza da parte del pubblico dei reali benefici che può apportare al nostro modo di vivere. Dalla casa smart il passo successivo sarà quello della smart city che punta a diventare un unico grande organismo di efficienza e comfort.

Principali vantaggi e svantaggi della domotica

Il primo e più ovvio beneficio è quello derivato dal risparmio di tempo: se gli elettrodomestici sono connessi tra loro si possono svolgere più operazioni facendo risparmiare del tempo ai residenti.
L’altro rilevante vantaggio è invece quello legato ai consumi. Gli apparecchi smart connessi all’Internet Delle Cose contribuiscono ad ottimizzare l’uso e quindi a risparmiare energia e denaro nel lungo termine.

Tra gli svantaggi c’è sicuramente l’impatto iniziale con i costi, poiché i sistemi domotici sono generalmente più costosi degli impianti tradizionali e ciò vale anche per i componenti, come ad esempio le luci al LED rispetto alle lampadine normali.
È dunque importante precisare che i costi delle apparecchiature e strumenti smart stanno gradualmente diminuendo, facendoci supporre che in futuro saranno convenienti anche per il consumatore medio.

Smart flat

Cosa significa avere una casa domotica?

Scegliere di rendere la propria casa domotica significa fare un investimento importante i cui frutti arriveranno con il passare del tempo. Ci sono molte variabili ed aspetti che vanno considerati per valutare quale sia la soluzione più adatta alle vostre specifiche necessità. Esistono infatti due principali tipologie di sistemi:

Domotica per l’intera casa

Riguarda impianti più costosi ma che hanno più caratteristiche e connettività, soprattutto per quello che riguarda gli home theatre. Questo tipo di impianti richiede un cablaggio personalizzato ed un lavoro di programmazione che può richiedere in alcuni casi diverse settimane.

Sistemi di controllo della sicurezza

Questi sono invece focalizzati su una specifica funzione che riguarda la sicurezza, anche se alcuni offrono la possibilità di implementazione per diventare più simili ad un sistema di domotica totale. In questo caso non si tratterà di strumenti per la gestione della casa altrettanto complessi e strutturati, ma si tratterebbe comunque di una soluzione abbordabile ugualmente gestibile con apposite App.

I rivenditori sono in grado di selezionare i prodotti e componenti più adatti e compatibili con le vostre necessità e questo allo scopo di garantisce sicurezza nel risultato e nelle prestazioni dell’impianto. I costi, infine, variano in base alla combinazione tra la tipologia di controller, la qualità e il numero delle parti hardware e dal lavoro di programmazione necessario, poiché le case possono essere anche molto diverse tra loro.

appartamento domotico

Le start up più innovative

La domotica è in continua crescita ed evoluzione, per questo, le aziende migliori saranno quelle che più delle altre riusciranno a rispondere ai bisogni reali delle persone. A questo proposito, la rivista Wired ha stilato una lista delle start up più promettenti in Italia e all’estero:

  • Domotica Undici: questa start up ha inventato dei dispositivi quasi invisibili chiamati “End Points”. La loro funzione è quella di modulare i consumi per rispondere a tante più esigenze dell’utente quanto maggiore è il loro numero.
  • Mind: questa azienda crea una rete di sensori per raccogliere ed apprendere le informazioni che riguardano la presenza, la temperatura, la luminosità e i consumi, adattandosi autonomamente (ovvero senza richiedere una continua programmazione) allo stile di vita di ognuno.
  • Morpheos: ha creato Momo, un robot discreto (integrato in una lampada) che rileva le temperature domestiche e configura le stanze in base all’umore delle persone, utilizzando sistemi di intelligenza artificiale. Momo rileva la temperatura, l’umidità, le luci, i movimenti, la presenza di fumo (per attivare manovre di sicurezza) e molto altro.
  • Sesto Senso: brevettato da ENEA, si tratta di un sistema multisensoriale in grado di monitorare e ottimizzare i consumi energetici di abitazioni e uffici assicurando temperatura e illuminazione ideali sia in estate che in inverno. Può attivare o disattivare autonomamente luci, elettrodomestici, tapparelle e schermature solari nella casa; inoltre, attraverso un’analisi qualitativa della CO2, avvisa anche se occorre aprire le finestre per arieggiare i locali.
  • Iooota: questa start up ha invece creato Jarvis, una piattaforma tecnologica capace di controllare in modo semplice e diretto dei parametri importanti come il risparmio energetico, il controllo dei consumi, le inefficienze, la sicurezza degli spazi ecc… Allo stesso tempo è in grado di intervenire in attivandosi prontamente in caso di incendio, perdite di gas e allagamenti.
  • Nuvap: ha realizzato N1, la prima “black box” di casa specifica per il monitoraggio delle principali fonti inquinanti che con il tempo possono nuocere alla salute della famiglia. La tecnologia Nuvap è brevettata a livello internazionale e – a seconda delle versioni – N1 monitora costantemente fino a 26 parametri ambientali, tra cui il monossido di carbonio, le polveri sottili, il metano, l’inquinamento elettromagnetico, il wifi, il gas radon, la radioattività, l’inquinamento acustico, l’inquinamento dell’acqua (filtri esterni), la temperatura, l’umidità e la presenza incendi.
  • Leapin Digital Keys: questa azienda si rivolge ai produttori di serrature ed ha sviluppato un software che permette di aprire le porte tramite smartphone. Per tutelare la sicurezza degli utenti, la chiave di accesso ha un grado di crittografia pari a quella militare e può avere una durata variabile, cambiando spesso o mai, in base alla volontà del proprietario.
  • Celestial Tribe LTB: creatrice di Muzo, un dispositivo che applica una tecnologia anti-vibrazione ed una di mascheramento dei rumori che riduce queste fonti di disturbo rendendo l’ambiente più piacevole e rilassante. Inoltre, Muzo è un ottimo strumento di gestione e di analisi del sonno.

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10 bellissimi fiori gialli per dare luce al giardino

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno, Idee

Finalmente sta arrivando la Primavera e sarà ancora più bello quando si inizieranno a vedere i balconi, le finestre e i giardini in fiore. Ci sono molti modi per organizzare uno spazio verde e uno di questi è la selezione per colore.

Tutti i fiori, per loro stessa natura, ravvivano gli ambienti con la loro vivacità e a volte basta davvero poco per dare vitalità ad un giardino, un portico, un terrazzo o un semplice davanzale. Alcuni colori però sono più brillanti di altri, creando così l’illusione di una sorta di luminosità nel vostro spazio verde.

Il giallo, in particolare, è un colore caldo, carico di positività ed energia, ottimo per risvegliarci dopo l’Inverno e darci una sferzata di buon umore. Creare un giardino con uno schema a base di questo colore è molto utile per quegli spazi che sono piccoli ed ombrosi, poiché il giallo, più di ogni altra tonalità è capace di riflettere la luce e darà al giardino la sensazione di un ambiente più ampio.

Fiori gialli

Come progettare la composizione con fiori gialli?

Tenete sempre presente che organizzare il giardino o il terrazzo con un particolare colore a tema non significa creare un design completamente monocromo, perché potrebbe risultare sgradevole e noioso col passare del tempo.

Il giallo è infatti un colore molto stimolante ed una presenza eccessiva di questa tonalità potrebbe suscitare più agitazione che piacevolezza. Dato che lo scopo di un giardino a base di giallo è quello di ravvivare e dare serenità, la formula ideale necessita di un giusto bilanciamento delle nuances.

In questo modo è possibile far si che vengano “illuminate” le aree più scure e sia dato anche maggior rilievo ad alcune piante, distribuendo i fiori gialli in maniera strategica. Inoltre, questa tonalità di fiori si presta benissimo per accompagnarsi a diverse tipologie di colori, forme e consistenze, ad esempio in contrasto con il verde intenso delle piante sempreverdi.

Esistono varie sfumature di giallo tra cui poter scegliere per creare le composizioni più belle: si può andare dal giallo acceso fino al lime, dal giallo ambrato ad una combinazione di questi. Raggruppando diverse combinazioni di giallo si può ottenere un effetto molto intenso, ma visivamente è molto più piacevole quando ci si limita a non più di due sfumature. Inoltre, due diverse zone di giallo forniscono un bilanciamento che previene il sovraccarico visivo.

Royal Botanic Garden

I 10 fiori gialli consigliati

Naturalmente la composizione finale dovrà rispecchiare il vostro gusto, ma queste 10 tipologie di fiori hanno caratteristiche particolari che li rendono adatti per creare un bellissimo giardino sui toni del giallo.

  1. Girasoli: fiori annuali grandi ed appariscenti, la cui caratteristica più nota è quella di girare sempre il capolino, ovvero l’infiorescenza, verso il sole. Quella che vediamo, infatti, è un insieme di fiori disposti secondo un preciso schema a spirale che ci appare come un unico grande fiore.
  2. Rudbeckia: pianta erbacea perenne e annuale che cresce bene in tutti i terreni ben drenati e al sole. Fiorisce da Luglio ad Ottobre, a seconda della specie e ne esistono alcune con i petali screziati di rosso (come la Rudbeckia bicolor).
  3. Emerocallide: detta anche Bella di Giorno, è una pianta rustica adatta ad ogni tipo di terreno ed esposizione. Non richiede cure particolari ed i suoi fiori, grandi e simili a quelli del giglio, si trovano alla sommità di steli eretti, rigidi e senza foglie. I fiori durano un solo giorno, ma essendo prodotti in grande quantità, il periodo di fioritura si prolunga per parecchie settimane.
  4. Thunbergia Alata: nota anche come Susanna dagli occhi neri, è una pianta rampicante in grado di raggiungere anche i tre metri di estensione; produce fiori larghi fino a cinque centimetri, formati da una corolla color porpora e cinque lobi estesi dal colore giallo e arancio, con il centro marrone.
  5. Coreopsis: pianta di campo dalla lunga fioritura e simile alla Margherita. Sopporta bene sia il freddo intenso che il caldo sahariano e i suoi colori vanno dal giallo brillante all’arancio, spesso con una punta rosso scuro alla base dei petali.
  6. Rosa Graham Thomas: rosa inglese molto amata, dall’aspetto raffinato e dai petali giallo-oro, ha una doppia fioritura in estate e in autunno. I suoi fiori hanno una grande quantità di petali fittamente distribuiti ed una gradevolissima ed intensa profumazione.
  7. Narciso (giallo): ha un’abbondante fioritura che (a seconda delle specie) può andare da fine Febbraio a metà Maggio. Il fiore, giallo o bianco, è spesso odoroso ed ha una caratteristica forma a trombetta, con sei petali che formano la corolla. Si tratta di una pianta facile da gestire, con una fioritura dai colori caldi e luminosi.
  8. Iris (giallo): pianta da giardino molto resistente e facile da curare, purché le si eviti il ristagno idrico. Se ne trovano in natura di molti colori, addirittura di piú tonalitá nello stesso fiore. Le nuances del viola e del blu sono le piú diffuse ma ormai è facile trovarne di gialle, arancioni e addirittura rosse. La sua caratteristica principale è l’intricata forma del fiore, con tre petali che si stagliano verso l’altro e tre che penzolano verso il basso, spesso di colore diverso.
  9. Viola del pensiero (gialla): piccola pianta erbacea con fiori molto decorativi che possono essere di diversi colori a seconda della varietà: viola, gialli, blu o multicolori. Preferisce la luce diretta del sole, poiché non teme il caldo, ma nemmeno le temperature molto basse. Fiorisce all’inizio della Primavera fino all’Estate.
  10. Enotera Macrocarpa (gialla): nota anche come Primula del Missouri, genera grandi fiori profumati dal colore giallo-dorato a partire dalla tarda Primavera fino all’Estate. È un fiore di campo la cui bellezza dura a lungo e facile da curare.

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Settimino: come sfruttare questa piccola risorsa di casa

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno

Quante volte vi capita di avere l’impressione che in casa non ci sia abbastanza spazio per riporre le vostre cose? È una sensazione molto comune e credo che questo sia uno dei grandi misteri dell’umanità che rimarranno irrisolti!

La verità è che nel tempo cambiano le nostre necessità, acquistiamo cose nuove, ne buttiamo altre e altre ancora continuiamo a conservarle negli anni. I mobili invece hanno una permanenza generalmente molto più stabile nella nostra casa e quello che ieri ci bastava oggi ci costringe magari a stipare gli oggetti.

Cambiare l’arredamento con regolarità è roba da vip, ma qualche piccolo trucco c’è e ne gioverà anche l’aspetto della nostra abitazione. Stiamo ovviamente parlando di risolvere piccole eccedenze in casa, poiché raggiungere un’ottimizzazione degli spazi efficace al 100% richiede uno studio degli ambienti ed un restyle adeguato che possa sfruttare al meglio lo spazio che avete a disposizione.

Se avete bisogno di un intervento di questo tipo, noi di Design D’Ingegno siamo a vostra disposizione per trovare la soluzione più adatta alle vostre esigenze, mentre se avete solo un piccolo problema di disordine potete ricorrere alla soluzione del Settimino o Settimanale.

Settimanale in legno naturale

Il Settimino

Il Settimino (o Settimanale) è un mobile poco ingombrante che può aiutarci a ricavare più spazio in poco tempo. Le sue dimensioni e la sua struttura lo rendono estremamente versatile per qualunque ambiente della casa e ci permette quindi di utilizzarlo ovunque secondo necessità.

Si tratta semplicemente di una cassettiera tipicamente alta e non molto larga per contenere piccole cose. Fornita di sette cassetti (ma recentemente i cassetti possono essere anche sei o cinque), si tratta di un contenitore “strategico” con sette scomparti, pensati per essere appunto uno per ogni giorno della settimana.

Rispetto alle sue origini, il Settimino può essere oggi utilizzato per diversi scopi ma è sempre un valido supporto per il mantenimento dell’ordine in casa. Naturalmente, questo non ci consente di accumulare in eterno e fare invece di tanto in tanto le classiche “pulizie di Pasqua” può semplificarci il lavoro o perfino farci sentire meglio.

Settimino antico

Breve Storia del Settimino

La sua origine risale al 1800, un secolo che ha conosciuto una vera esplosione di stili e di mobili rispetto al passato. A questo periodo appartengono infatti lo stile Impero, lo stile della Restaurazione, il Luigi Filippo, lo stile Neogotico, quello Neo-Rinascimentale, l’Eclettico e il Moresco.

A partire dal Settecento, infatti, i ricchi e i potenti avevano sempre più necessità legate al loro modo di vestire e con il passare del tempo e delle mode l’abbigliamento diventava più vistoso e lussuoso.
Al contrario, il concetto d’igiene era ancora molto lontano dal nostro e fu quindi nell’Ottocento che gli ebanisti arrivano a creare dei cassettoni a sette cassetti (i Settimini appunto), più idonei al contenimento della biancheria da indossare giornalmente, visto che era diffusa la convinzione secondo cui un cambio frequente di camicie e biancheria fosse sufficiente alla propria igiene.

Soluzioni in formato settimanale: come sceglierlo?

Il Settimino oggi si presta per essere inserito non solo in camera, ma anche in salotto, in cucina, nello studio, nell’ingresso e – se avete sufficiente spazio – anche in bagno. Se si tratta della camera, essendo questa la sua collocazione originaria, sarà facile aggiungerlo alla stanza, poiché previsto nei coordinati arredo.

In tutti gli altri ambienti, la sua suddivisione in piccoli scomparti ci permette di organizzare le piccole cose con più facilità e basta scegliere il giusto design perché tutto sia in armonia con il resto dell’arredamento.

Il Settimino può quindi diventare un pratico porta documenti della casa (per le bollette, le cartelle mediche e tutto il resto) e potete posizionarlo sia nello studio che nell’ingresso.
In questo caso il modello ideale potrebbe avere un design moderno, come quello della linea Dodo: un settimino che però ha 5 cassetti anziché 7 con i frontali in vetro a specchio che lo rendono adatto anche ad essere inserito in un contesto con mobili dallo stile antico per effetto contrasto.

Settimino per studio o ufficio

Nel salotto invece, potete scegliere lo stile in base al vostro arredo e giocare sul design mantenendo però un fil-rouge tonale con il resto dell’arredamento. Se avete un arredo di tipo contemporaneo potete utilizzare una soluzione simile al modello Cemi 2 con 6 cassetti, di Napol: facile da collocare anche negli spazi più piccoli grazie al suo profilo curvo.

Settimino Cemi 2

Se invece avete un arredo più eclettico, potete sbizzarrirvi con le proposte più originali, magari ad effetto metallico (tipo quelli in foglia d’oro o argento) come Vogue Santarossa, o con rivestimento in finta pelle e con effetto pitonato, o ancora con decori e dettagli particolari.

Ne esistono alcuni che sono intarsiati e perfino dipinti a mano, davvero bellissimi. Se non volete badare a spese, ci sono addirittura dei settimini realizzati con pitture pregiate, come il settimino Renoir di Castagnetti 1928: una cassettiera in stile country laccato con fregi e poesie scritte a mano.

Settimino Renoir dipinto a mano


 
 

Idee e suggerimenti per una casa al femminile

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno, Stili

Arredare la casa ispirandosi alla femminilità, può aiutare ad aggiungere luminosità e vitalità agli ambienti. Quando un designer progetta un ambiente lo fa anzitutto elaborando quegli elementi e selezionando quei dettagli che possono garantire la migliore vivibilità e piacevolezza per chi vi abita, seguendo il budget fornito.

A questo si aggiunge qualcosa di personale: un gusto per certe tonalità, una particolarità nella texture, una visione d’insieme che segue un trend oppure che evoca qualcosa o un sentimento. Ma cosa significa esattamente? Il tocco personale di chi progetta uno spazio ci racconta qualcosa che va oltre le sue competenze e che ci descrive invece una parte della sua personalità, incluso il suo essere uomo o donna.

Quali sono le caratteristiche di un design femminile?

Ci sono diversi modi per esprimere la femminilità in un ambiente ed è quindi possibile fare dei cambiamenti nel design d’interni di una abitazione ricorrendo a degli espedienti estetici che ci fanno subito pensare al classico “tocco femminile”.
Dimenticate gli stereotipi, perché un design femminile ha molto a che vedere con le varietà di toni, le forme degli arredi, le tendenze più glamour, l’uso di accostamenti e contrasti, la scelta accurata dei materiali, dei motivi, delle texture e la sensibilità.

A mio parere, un design può dunque ritenersi “femminile” quando riesce ad essere comunicativo, evocativo ed emozionale. Naturalmente, il carattere femminile di una stanza ha sempre una sua riconoscibilità e questo perché alcune scelte ed alcuni accostamenti – sia tonali che concettuali – possiedono una particolare sensibilità di tratti e di composizione che ci fanno subito pensare al tocco di una donna.

Qualche esempio? Uno stile fra tanti, molto in voga di recente, è lo Shabby Chic: fortemente femminile ed elegante, con quell’attenzione ai dettagli che rendono un arredo o un oggetto solo apparentemente vecchio e trasandato, ma è invece frutto di elaborazioni ed accorgimenti per bilanciare e dosare ogni parte in un perfetto equilibrio che spicca per la sua delicata eleganza.

salotto con cucina a vista in stile Shabby Chic

Un arredamento femminile non deve necessariamente essere adottato in ogni spazio della casa, ma può essere sufficiente ricorrere all’uso di colori chiari sulle pareti, di richiami a quelle stesse tonalità sui tessuti, giocando con fantasie particolari come l’animalier, con gli abbinamenti di colori e tra gli accessori e i pavimenti.
Tenete a mente che il termine “femminile” non deve essere considerato una limitazione per gli uomini, poiché simboleggia più che altro uno stato d’animo, un sentimento, ed è quindi un’idea piuttosto che una caratteristica fisica.

Scegliere i colori più femminili

Non si parla soltanto di aggiungere tocchi di rosa qua e là, perché il fascino femminile si esprime anche attraverso l’utilizzo di tonalità delicate e tenui, attraverso i colori pastello o ricorrendo a sfumature particolari. La caratteristica che ne determina il grado di femminilità sta nel modo in cui viene gestita la colorazione di un ambiente: dando risalto ai tono su tono, mettendo in evidenza i colori soft e dando vitalità a quegli angoli della casa generalmente più “statici”, cui si presta solitamente poca attenzione.

Le donne però vanno oltre l’essere dolci e tenere. È vero che molti ambienti femminili tendono a trasmettere un senso di calma e serenità, ma si può anche di optare per look diversi, facendo accostamenti con colori accesi o scuri (o addirittura contrastanti) per dare maggior peso ad un ambiente e fare in modo di creare interesse visivo per un particolare punto della stanza.

I colori molto chiari si sposano perfettamente con i marroni scuri, i blu intensi e naturalmente con il nero. D’altra parte una stanza femminile è spesso ricca di vivacità e per fare ciò si può ricorrere ad abbinamenti che richiamano lo stile Pop oppure prendono ispirazione dal mondo della moda.

Pastel colour living

Forme e linee che evocano femminilità

Le linee morbide e curve sono notoriamente associate alla femminilità, poiché evocano dolcezza, ma si possono anche creare dei deliziosi contrasti di geometrie, come accade negli ambienti moderni che sono generalmente lineari. Un classico esempio di forme femminili è dato da gli stili di arredamento tradizionali e romantici che, possedendo di norma varie rifiniture e decorazioni graziate o elaborate, risultano chiaramente femminili nell’aspetto.

Si può anche scegliere di giocare con le forme e questo è possibile facendo accostamenti tra gli elementi rigidi e quelli morbidi presenti nell’arredamento di tutta la casa. Uno stile femminile consente inoltre di attingere a vari temi per arredare: si può andare dallo stile Bohemien a quello elegante, dallo stile moderno a quello provenzale, dal rustico al contemporaneo e così via.

Linee e forme, infine, non riguardano solo i profili delle cose, ma sono ampiamente usate nelle stampe dei tessuti o nelle lavorazioni delle superfici. Le più femminili e le più gettonate sono chiaramente le stampe floreali, quelle animalier e i moduli decorativi graziosi. Infine, per mettere in evidenza le forme si può ricorrere all’aggiunta di numerosi dettagli come nappe, maniglie, nastri, ricami e bordature, riuscendo così a creare ed arricchire con fantasia, aggiungendo quel pizzico di femminilità che fa la differenza.

Bohemian style living

Materiali e tessuti per un arredamento femminile

I materiali più frequentemente utilizzati per ottenere uno stile femminile sono sicuramente quelli raffinati ed eleganti, perché tutte le donne adorano essere glamour e alla moda. Tuttavia, anche i materiali e i tessuti soffici sono considerati molto femminili. Solitamente si parla di ambienti ed arredi dall’aspetto lussuoso, con punti luce creati magari dalla cristalleria, dagli specchi e dall’uso di vari metalli.

Questo genere di spazi ha sempre un carattere molto marcato che li rende particolarmente accoglienti e affascinanti. In pratica anche gli arredi tendono adessere seducenti, proprio come una donna!

La morbidezza, inoltre, può essere evocata grazie all’uso di particolari tessuti e fantasie, con texture che si possono anche percepire al tatto, oppure ricorrendo a sedute e tappeti che hanno una consistenza rilevante in modo da richiamare il senso di morbidezza desiderato. In questo i tappeti e le tende, con le loro numerose varianti, sono davvero un valido elemento per rendere più femminile una stanza, insieme alle cornici e all’uso di inserti preziosi che servono ad abbellire un ambiente.

Feminine furnishing

Un pizzico di caos ed imprevedibilità

Noi donne abbiamo un’innata capacità di cambiare, di adattarci e di lasciarci coinvolgere dai mutamenti e le trasformazioni. Siamo piene di risorse e spesso possediamo pure una certa dose di imprevedibilità che può diventare un nostro punto di forza. Quando, ad esempio, una donna decide di cambiare il proprio taglio di capelli non sta solo adottando un nuovo look, ma sta cambiando qualcosa nella sua vita. Vi è familiare questa situazione?

Proprio per tale ragione, le geometrie casuali e le asimmetrie sono spesso frutto di una scelta femminile. La casualità e l’imprevedibilità di accostamenti, purché mantengano comunque una certa qualità estetica, ci suggeriscono infatti un animo libero e deciso. Sono abbinamenti frutto di un estro creativo e – ovviamente – con un carattere molto femminile.

In questa tipologia di decori femminili rientrano sicuramente anche quelli che ricreano un cosiddetto “caos organizzato”: ovvero un ambiente che appare falsamente caotico (e in un certo senso “vissuto”), ma che in realtà è stato attentamente elaborato ed organizzato.

Colour contrast bedroom

Conclusioni

Qualunque siano gli elementi femminili che vi piacciono e che vorreste inserire in casa vostra, non lasciatevi limitare dagli stereotipi e scegliete quegli elementi decorativi che meglio si accordano con la vostra personalità, per aggiungere fascino, dolcezza ed un prezioso tocco femminile alla vostra abitazione.

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Expo Casa 2017: la fiera dell’abitare

Pubblicato da blog ospite in Design, Design d' Ingegno

A ben guardare, c’è sempre qualche piccolo lavoretto da fare in ogni casa: può essere un elemento dell’arredo da sostituire o da riparare, un rivestimento da cambiare o sistemare, uno spazio da rinnovare oppure semplicemente un ambiente da riorganizzare. In certi casi si tratta solo di piccoli interventi, altre volte sono cose più importanti (magari strutturali) e altre volte ancora può essere solo la voglia di cambiare un po’, con l’aiuto di qualche piccolo accorgimento.

Solitamente non è facile orientarsi tra le mille offerte e le numerose aziende che forniscono prodotti e servizi per la casa, per questo le varie fiere dedicate a questo settore diventano un importante punto di incontro per chi è alla ricerca della giusta soluzione, permettendo di toccare con mano e relazionarsi con differenti espositori e con i loro prodotti.

In questo la fiera di Expo Casa è certamente un punto di riferimento di grande rilievo, in grado di accentrare oltre 500 distributori in 21.000m² e che quest’anno più che mai si apre alle novità e alle nuove collaborazioni.

Expo Casa

Expo Casa 2017

La XXXV° edizione di Expo Casa avrà luogo come sempre a Bastia Umbra, presso Umbriafiere, e in questa ultima edizione crescono i saloni tematici che verranno distribuiti nei 6 padiglioni a disposizione per l’evento.

Expo Casa sarà fruibile dal 4 al 12 Marzo con tantissime soluzioni per l’edilizia, la ristrutturazione, l’arredamento, il risparmio energetico e due importanti novità: ci saranno ben 9 saloni tematici per permettervi di trovare davvero tutto quello che vi serve

  • Arredo: le soluzioni per l’area living e l’area notte con arredamento contemporaneo, moderno e di design, mobili classici e in stile country.
  • Arredo bagno: l’evoluzione del nuovo ambiente bagno attraverso vasche, docce, sanitari, illuminazione, rubinetteria, termoarredo, colore, materiali e rivestimenti.
  • Complementi: tantissimi complementi d’arredo, decorazioni ed oggettistica, casalinghi, tessile, illuminazione, artigianato artistico.
  • Eco&sostenibile: le migliori soluzioni, le tecnologie e le architetture per raggiungere l’efficienza energetica in casa, ma anche termoidraulica e costruzioni sostenibili.
  • Edilizia: tanti materiali edili ed attrezzature, finiture, infissi e serramenti, isolanti, rivestimenti e il settore specializzato nella sicurezza.
  • Fuoco: tutto ciò che serve per il riscaldamento e l’arredamento, le tecnologie, gli impianti e i sistemi, le caldaie, i rivestimenti e la fumisteria.
  • Vivere il verde: idee per l’arredamento outdoor, il giardinaggio, le piante, i semi, le soluzioni per l’orto in casa, ma anche Pet&Garden.
  • Performance artistiche: la novità per scoprire il bello, la qualità, le nuove idee e le ispirazioni. Qui trovate le espressioni dei migliori artisti, tra antico e contemporaneo.
  • Piazza Tecla: un innovativo spazio di relazione, informazione e confronto dedicato a performance, lezioni magistrali, speakers’ corner, seminari, workshop e presentazioni aziendali.

Expo Casa 2017

Le grandi novità di Expo Casa

I visitatori verranno accolti da una nuova formula espositiva che è stata introdotta sulla base di un prestigioso progetto triennale di collaborazione tra Epta Confcommercio Umbria e una delle istituzioni di Alta Formazione artistica più attive e dinamiche d’Italia: l’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia.

Per siglare questa partnership, troverete un’imponente porta d’ingresso di sei metri, color giallo-arancio, appositamente realizzata dall’architetto Pietro Carlo Pellegrini, mentre l’esterno dei padiglioni sarà trasformato da spettacolari giochi di luce attraverso l’istallazione “imMateriale” progettata dall’Accademia.
All’interno le novità continuano con i vari spazi tematici e con un ricco programma culturale che verrà proposto in Piazza Tecla insieme alle performance artistiche.

A partire da questa edizione ci saranno sempre più innovazioni ed originalità da conoscere, con un occhio sempre attento alla bellezza, al confort e alla sicurezza, senza tralasciare l’aspetto tecnologico, la sostenibilità ed il risparmio energetico. Proprio per questo motivo il claim di quest’anno è “Beyond the walls – verso nuovi mo(n)di dell’abitare” e sarà anche il titolo della mostra che accoglierà i visitatori all’entrata.

Cambia così il concetto di esposizione, ora più accattivante, grazie al contributo ideativo del direttore Paolo Belardi e dei docenti dell’Accademia perugina. Il nome di questo progetto collaborativo è “Open Minds” ed andrà avanti fino al 2019 per cambiare il modo di relazionarsi con i visitatori ed offrire un riferimento valido per le nuove tendenze del mercato e del gusto dell’abitare.

Piazza Tecla

Altra grande novità di Expo Casa è Piazza Tecla: un’area pensata come uno scrigno che mette in evidenza le potenzialità delle costruzioni in legno e che – allo stesso tempo – sarà riservata ad eventi ed incontri d’eccezione per offrire un ricco e stimolante programma culturale.

Quest’area è frutto della collaborazione tra Accademia di Belle Arti ed Epta, società di servizi della Confcommercio Umbria. Qui interverranno tante grandi aziende italiane, illustri operatori e professionisti del settore con preziosi seminari, ma non solo.

Ci sarà spazio anche per gli studenti della stessa Accademia di Belle Arti, del Conservatorio Francesco Morlacchi di Perugia e dell’Istituto Italiano Design, che realizzeranno performance ispirate ai temi della casa.

A questi si aggiungono i giovani ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Civile ed Ambientale che si cimenteranno in Speakers Corner dedicati alle ricerche applicate riguardanti gli aspetti energetici, strutturali e costruttivi della casa.

In sintesi

Expo Casa è un’occasione unica per chi ama il design ma anche per curiosi e professionisti di settore. Sono 9 giorni per confrontarsi, rimanere aggiornati, trovare il giusto complemento d’arredo, scegliere i migliori materiali e fare il restyling di ogni spazio ed ambiente.
Il pubblico avrà inoltre l’opportunità di godersi lo spazio relax della fiera con annessa emeroteca per consultare importanti riviste del settore che partecipano a questa edizione.

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White in The City alla Milano Design Week 2017: il Bianco è in città!

Pubblicato da blog ospite in Design, Design d' Ingegno

Ci sono mille modi per raccontare il Bianco. Ci sono tantissime simbologie nel mondo che vi associano sensazioni ed eventi anche diametralmente opposti tra di loro eppure sono in un certo senso complementari, perché pochi colori hanno così tante sfumature emozionali come il bianco.

L’incredibile versatilità e potere del bianco fa sempre parlare di sè e questo che per anni è stato erroneamente definito un “colore non colore” è ancora oggetto di dibattiti e bizzarramente conteso tra chi lo acclama come baluardo di purezza e chi ne addita il senso di vuoto latente.

Cenni simbolici legati al colore bianco

Dimenticate solo per un attimo la grafica e il design, dimenticate codici e pantoni. Nella vita reale il bianco ci comunica tante cose: nel mondo occidentale esso annuncia la purezza di una sposa, l’animo immacolato di un bambino, mentre in alcune culture orientali, come in quelle induiste ad esempio, questo colore è sinonimo di lutto e di morte, ma il bianco è in alcuni casi anche l’assenza di colore.

Ha sempre un ruolo estremo e la sua forza è anche legata alla quotidianità. Qualche esempio banale? Quante volte guardando una parete bianca ci è venuta voglia di ridipingerla di un altro colore, di arricchirla con mensole, mobili o anche solo qualche foto o dipinto. Il bianco viene spesso inteso come uno spazio vuoto da riempire e da valorizzare, eppure non è solo questo.

White in The City, white living

Creatività e libertà

Pensate infine a quando, ad esempio, qualcuno vi dice: “ti lascio carta bianca”. Chi vi offre questa possibilità intende farvi capire che siete liberi di scegliere, fare, cambiare, elaborare, costruire e creare secondo le vostre capacità, competenze ed inclinazioni. Il bianco diventa in questo modo anche il colore della libertà e della creatività.

Ti lascio carta bianca”: immaginate cosa ha significato questa frase nella vostra vita. Non vi si lasciano mille strumenti a disposizione, ma infinite possibilità da scoprire e plasmare a vostro piacimento.
È il delirio della fantasia e dell’euforia per un nuovo momento totalmente creativo (in qualunque ambito) ed ecco perché credo che questa frase basti per riassumere in pieno il significato più intimo del bianco e tutta la sua energia in netto contrasto con il senso di purezza, di tranquillità e benessere che è in grado di trasmetterci.

Per me quello del bianco è il senso delle opportunità da definire, cesellare e sfumare sulla base di noi stessi e della realtà. Lasciare una “carta in bianco” però (e c’è sempre un forte dualismo nel bianco, come vedete!) lasciare un foglio non scritto, non completato, non utilizzato è un’assenza. Fortissima.

Il bianco è allo stesso tempo creazione e nulla. È forza vitale, luce e modernità. È tante cose insieme ed ogni sua declinazione cromatica e simbolica verrà approfondita durante il prestigioso evento di White in The City.

White in The City

Questo progetto avrà luogo durante uno degli eventi più importanti dell’anno: la Milano Design Week 2017 che si tiene dal 4 al 9 Aprile. White in The City coinvolge vari ambiti della creatività, che vanno dal design all’architettura, dalle arti visive alla moda, perciò la sua collocazione non può che essere quella del “quartiere di Brera”, ovvero uno dei punti focali della settimana del design.

Distribuito in diverse importanti location della città di Milano, si parlerà del bianco applicato al vivere, all’abitare, al contemplare alla scoperta di tutti i modi in cui questo colore può trasformare un ambiente quotidiano regalandoci benessere.

White in The City occuperà quindi la Pinacoteca di Brera, l’Accademia di Belle Arti di Brera, Class Editori Space, la ex chiesa di San Carpoforo e Palazzo Cusani. In queste meravigliose sedi si troveranno le installazioni architettoniche, gli ambienti, piccoli accessori, ma anche oggetti di uso quotidiano realizzati dai maestri del design e da grandi architetti, tutto dedicato ed ispirato all’uso del bianco in equilibrio tra arte e design.

White in the City, white patio

Cos’è White in The City?

Lo scopo di questo progetto è quello di creare una nuova consapevolezza che permetta di scegliere il bianco in virtù di tutte le sue qualità. Il direttore artistico e curatore di White in The city è Giulio Cappellini, supportato dai Oikos Srl che sponsorizza l’evento.

Il fondatore e presidente di “Oikos il colore del benessere” è Claudio Balestri e grazie al suo spiccato interesse per le innovazioni e l’arte nasce la sua proposta di dedicare al Bianco un meritato approfondimento, con una visione sviluppata su più ambiti. L’idea è stata perciò maturata e sviluppata con collaboratori quali Cappellini, noto e stimato designer di fama mondiale.

Gli architetti e designer coinvolti nel progetto – oltre a Giulio Cappellini – saranno: Stefano Boeri, David Chipperfield, Daniel Libeskind, Aires Mateus Associados, Marco Piva, Patricia Urquiola, Studio Zaha Hadid – Patrick Schumacher, 5+1AA, Alfonso Femia Gianluca Peluffo, Alberto Apostoli, Carla Baratelli – Studio Asia, Caberlon Caroppi Italian Touch Architects, Raffaella Laezza Underarchitecture, Studio Mamo, Jasper Morrison, Studio Rotella, Studio Svetti e Vicky Syriopoulou.

Grazie a questa iniziativa il visitatore potrà incontrare diverse visioni, culture, artisti, architetti e designer in un contesto in cui conoscere e riconoscere la forza e le qualità del bianco.

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Le case di domani: eco e human-friendly

Pubblicato da blog ospite in Design, Design d' Ingegno

Da uno studio condotto su architetti ed esperti di smart cities emerge una realtà non molto lontana e pensata per essere una nuova reinterpretazione del tradizionale focolare domestico, arricchito con la tecnologia che oggi è sempre più possibile.

L’analisi – realizzata da Leroy Merlin in collaborazione con Doxa – mostra una tendenza a prediligere spazi dinamici, ovvero in grado di adattarsi alle varie esigenze delle attività che svolgiamo all’interno e all’esterno di casa tanto quanto alle dimensioni della abitazione stessa, per sfruttare al meglio ogni centimetro dell’abitazione.

Non stupisce quindi il grande successo che già ora riscuotono tutte quelle ingegnose soluzioni per ambienti quali monolocali super accessoriati, camper e piccoli appartamenti extra-lusso in genere. La realtà è che a nessuno piace rinunciare a qualcosa e la casa del futuro riuscirà forse a garantirci tutti i confort (giardino incluso) anche in spazi ristretti. Niente a che vedere naturalmente con il micro-appartamento che si vede nel  film de “Il ragazzo di campagna”!

L’idea è piuttosto quella di avere elementi intercambiabili, di aree non definite e convertibili, senza divisioni fisse (ma piuttosto pareti mobili), usando al meglio la luce per ottimizzare i risultati. Quest’ultima, ad esempio, potrebbe accendersi, spegnersi e regolarsi autonomamente – grazie al supporto della domotica – seguendo i nostri ritmi e i nostri bisogni.

Giardino verticale

Una casa fluida, tecnologica e dinamica: e l’ecologia?

C’è sempre maggiore attenzione verso l’ecologia, cresce il numero di chi sviluppa una coscienza ambientale e di chi impara a rispettare la natura che lo circonda. Questo accade non solo per un senso di dovere crescente nei confronti dell’ambiente, ma anche per un rinnovato interesse verso il naturale che ci permette, in genere, di apprezzare sempre più le realtà come gli agriturismi, le produzioni bio ed in generale tutte le attività che ci riportano ad avere un maggiore contatto con la natura come accadeva in passato.

Un esempio di questo nuovo modo di pensare è già evidente nella crescente richiesta di soluzioni che permettano anche in appartamento di godersi il piacere del coltivare un orto o un giardino.

Casa domotica

La tecnologia di casa

Ogni elettrodomestico sarà connesso e si relazionerà con tutta la domotica dell’abitazione. Questo è quello che ci si aspetta dalla casa del futuro e forse si finirà per rendere tecnologici anche tutti gli arredi. Vi piacerebbe?

La domotica trasforma in intelligenti le apparecchiature, gli impianti e i sistemi presenti nelle abitazioni, rendendoli parzialmente o totalmente “autonomi” nelle loro funzioni (in base al livello di tecnologia utilizzata).

Tuttavia, grazie ai progressi più recenti, si parla già di “Building Automation”, ovvero di edifici autosufficienti in grado di autoapprendere e di gestire in maniera integrata e coordinata tutte gli impianti tecnologici di casa (climatizzazione, distribuzione acqua, gas ed energia, impianti di sicurezza), le reti informatiche e quelle di comunicazione.

Lo scopo finale è naturalmente quello di migliorare la qualità dell’abitare in casa e in ufficio, facilitare la nostra vita ed aggiungere confort agli ambienti. La domotica ci proteggerà da fughe di gas rilevandole per noi, ottimizzerà e controllerà l’areazione della casa, l’illuminazione, l’irrigazione del giardino, adatterà la temperatura per il nostro benessere senza il nostro intervento e molto antro ancora, magari generando autonomamente energia.

La prima casa autonoma a Modena

Una casa “indipendente”

Nella periferia di Modena esiste già una prima casa del domani, fornita di un impianto fotovoltaico sul tetto – che si può controllare dai pannelli di controllo del seminterrato – e di uno domotico di ultima generazione. L’abitazione è in grado di riciclare la pioggia per provvedere al fabbisogno dei consumi domestici e del giardino, oltre ad essere dotata di un proprio impianto geotermico che fa circolare l’acqua in quattro pozzi e riscalda o rinfresca la pavimentazione in base alle stagioni mediante le tubature.

Tutto in questa casa contribuisce a produrre un notevole risparmio energetico rendendo l’edificio quasi completamente autonomo. La casa, inoltre, non consuma energie fossili e anche la cucina è infatti alimentata dall’energia elettrica prodotta dai pannelli solari.

Anche il materiale scelto per la costruzione è funzionale alle prestazioni della casa. L’edificio è fatto in legno di provenienza ecosostenibile e con altri materiali naturali come la lana di roccia, per garantire un isolamento termico ottimale. Le porte-finestra che si affacciano sul giardino hanno inoltre il triplo vetro con con un’intercapedine che limita al massimo la dispersione di calore.

Conclusione

Se questo è quello che ci aspetta nel domani, anche la natura ci ringrazierà, migliorerà la nostra salute – perché il nostro stile di vita sarà molto più sano – e sarà anche possibile risparmiare denaro. Ma sarà un futuro accessibile a tutti? E voi come vorreste che fosse la vostra casa del futuro?

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Grande ritorno di un’icona di stile e modernità: la nuova sedia Aeron di Herman Miller

Pubblicato da blog ospite in Design, Design d' Ingegno

La sedia Aeron venne realizzata per la prima volta più di venti anni fa, nel 1994, ad opera dei designer Bill Stumpf e Don Chadwick. Per l’epoca si trattava di un progetto di design assolutamente innovativo, in grado di dare una svolta allo standard delle sedute create fino a quel momento per l’ufficio e non solo.

Quella che realizzarono i due designer fu una sedia in tutto e per tutto moderna, con qualità particolari in grado di renderla ergonomica, dimensionabile, multifunzionale e perfino ecocompatibile. Parte della rottura col passato era infatti legata all’uso dei materiali che furono pioneristici rispetto all’utilizzo delle più classiche schiume, dei tessuti e delle pelli.

La sedia divenne brevemente una sorta di icona non solo per le sue funzionalità ma anche perché aveva un suo carattere, un suo personalissimo stile. Non fu però un caso: Bill Stumpf aveva una forte consapevolezza delle potenzialità derivate dalle applicazioni dell’ergonomia, mentre Chadwick possedeva una notevole predisposizione per l’estetica che, insieme al supporto tecnico di Herman Miller, permise la realizzazione un elemento di arredo con una struttura unica e totalmente nuova nel suo genere, dotata di un design efficace e vincente.

Fu così che nacque l’Aeron Chair: una perfetta sinergia tra comfort, materiali innovativi e forme accattivanti. L’idea era stata quella di creare una sedia che potesse adattarsi perfettamente a tutte le persone, che fosse sufficientemente versatile per agevolare i movimenti restando alla propria scrivania. Sembra la sedia perfetta, ma adesso è ancora migliore.

sedia Aeron

Solo pochi mesi fa però, Don Chadwick (uno dei due designer originali) è tornato a lavorare con Herman Miller su questa seduta, riprogettandola in ogni dettaglio ed aggiungendo nuove finiture.
Si è lavorato sui materiali, sulla robustezza, sulle possibilità di regolazione e su un design che garantisse una postura ancora più sana e confortevole per creare una nuova Aeron in grado di soddisfare le esigenze di un nuovo pubblico e degli ambienti di lavoro odierni.

Si è arrivati ad ottenere, ad esempio, un migliore sostegno delle persone nelle diverse posture che adottano nel corso della giornata lavorativa. Il meccanismo oscillante, inoltre, è stato reso più raffinato con una regolazione ed una sospensione in grado di offrire prestazioni eccellenti, mentre il supporto zonale riesce a dare un comfort ancora maggiore attraverso le otto zone di tensione del sedile e dello schienale.

Ricerche recenti sulla scienza applicata alla seduta, unitamente ai progressi registrati nel campo dello sviluppo dei materiali, delle tecniche di fabbricazione e delle tecnologie hanno infatti permesso di riprogettare Aeron per permetterle di garantire prestazioni ancora migliori e grazie a questa rivisitazione di Chadwick nel 2016, la sedia è ora più agile e più sensibile alla forma e al peso del corpo, distribuendo il peso uniformemente ed avvolgendo meglio chi si siede.

Aeron Chair 2016

Il design iconico di Aeron è stato lasciato inalterato, ma i vantaggi sono cresciuti in termini di benessere: i cuscinetti regolabili sostengono la regione sacrale e lombare della colonna vertebrale per indurre una postura corretta e la capacità di aerazione del materiale della sospensione consente all’aria e al calore corporeo di fuoriuscire attraverso il sedile e lo schienale per consentire una temperatura uniforme e confortevole.

Le prestazioni sono quindi il centro di questa progettazione ed ogni funzione è pensata per essere più semplice e naturale possibile. Il meccanismo oscillante, ad esempio, offre un punto di equilibrio ottimale per dare alle persone il controllo del movimento in tutti i livelli di reclinazione. Allo stesso modo, la scelta dei materiali per la sedia Aeron è stata molto curata: la grafite permette di reinterpretare in chiave moderna la sedia originale, il carbonio è invece leggero ed equilibrato, mentre l’alluminio satinato evoca lo splendore dei dispositivi elettronici top di gamma. I colori poi sono perfettamente coordinati, le ruote sono autofrenanti per ogni tipo di superficie e poi c’è il meccanismo di bloccaggio Tilt e di inclinazione in avanti.

Dettaglio sedia Aeron

Ogni parte della struttura di questa sedia contribuisce creare una perfetta armonia. Mettetevi comodi allora, perché Aeron è tornata per voi. Per l’acquisto sia della versione classica che della nuova versione potete rivolgervi in totale sicurezza ad offique.it, garanzia di puntualità nelle spedizioni ed assistenza post-vendita, molto importante su un prodotto di questa fascia.

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Buonanotte e sogni d’oro con lo Smart Bed 360!

Pubblicato da blog ospite in Design, Design d' Ingegno

Russare è un vero incubo per chi ascolta tanto quanto per chi russa. Trattandosi di una parziale ostruzione delle vie aeree superiori (naso e gola) può ridurre la qualità della vita, favorendo l’insorgere d’ipertensione e stress legato al cattivo riposo.

Più della metà della popolazione maschile e circa di 40% di quella femminile è affetta da roncopatia (termine medico per “russamento”) con conseguenze sull’organismo tali da affliggere anche la vita diurna, perché la carenza di un riposo adeguato a lungo andare può condurre a soffrire di sonnolenza durante il giorno.

Importanza di un corretto design e delle nuove tecnologie

Sembra che per risolvere il problema – e silenziare finalmente questo fastidioso tormento acustico – un grosso miglioramento possa derivare dall’assumere una posizione corretta durante il sonno, per agevolare la respirazione.

Solitamente, per chi è abituato a dormire supino, si consiglia di tenere il tronco e la testa leggermente sollevati rispetto al resto del corpo. La posizione su un fianco, invece, risulta la migliore perché in questo modo la lingua e il palato molle non rischiamo di appoggiarsi alla gola ostruendo le vie aeree.

Immaginate quindi l’importanza di dormire su un letto che grazie al suo design e all’uso di moderne tecnologie è in grado di assecondare il nostro corpo e facilitare la respirazione per tutta la durata del riposo: questo è proprio ciò che fa lo Smart Bed 360.

Smart Bed 360, il letto che culla il tuo riposo

È stata l’americana Sleep Number a sviluppare questo nuovissimo letto che sembra aver già riscosso un enorme successo, attirando l’attenzione di molti.

Presentato al Las Vegas’ Consumer Electronics Show 2017 , questo Smart Bed è davvero unico nel suo genere, perché in grado di adattare il materasso alle diverse posizioni del corpo, di riscaldare i piedi di chi sta dormendo, di tracciare le abitudini di chi dorme ed inviare i dati ad un’app per tenere tutto sotto controllo.
In questo modo potete avere a disposizione una serie di informazioni che possono aiutarvi a migliorare la qualità del vostro riposo. Inoltre, rilevando il suono del russamento, il software si attiva subito per sollevare di pochi gradi la testa, con delicatezza, favorendo la corretta respirazione.

Un nuovo modo di dormire con lo Smart Bed 360

Questo letto intelligente può dunque rilevare intuitivamente la soluzione migliore per ogni fase del vostro riposo, adattandosi e migliorando il confort per voi e per chi vi dorme accanto.

Trattandosi di una tecnologia che si affida a moderni software è anche possibile programmarlo in modo che sia il letto stesso a svegliarvi al momento giusto. Lo Smart Bed 360 comunica e collabora armoniosamente con il vostro corpo e si attiva per il vostro benessere durante tutta la notte.

Shelly Ibach, CEO dell’azienda Sleep Number, ha commentato la presentazione di questo super letto dicendo:

Siamo entusiasti all’idea di poter svelare il futuro del riposo: lo Smart Bed 360 è un prodotto rivoluzionario che ridefinisce l’idea di ciò che le persone si aspettano dal proprio letto.

360 Smart Bed

Come funziona lo Smart Bed 360?

Lo Smart Bed è in lattice e funziona in maniera asincrona, ovvero diversificando le prestazioni tra le due metà del materasso. In questo modo viene garantito anche il totale benessere del partner, con due camere d’aria all’interno di ogni lato del letto che possono gonfiarsi e sgonfiarsi delicatamente sulla schiena o sullo stomaco in base alla posizione che viene assunta e quindi alle zone di pressione.

Il tracciamento fatto dai sensori permette di avere un monitoraggio delle vostre abitudini che consente a questo super letto di coccolarvi in ogni dettaglio. Se ad esempio vi coricate con regolarità alle 23:00, lui inizierà a scaldare l’area dei piedi già 15 minuti prima che voi andiate a dormire, accogliendovi davvero “con calore”!

Se invece vi alzate sempre intorno alle 02:00 di notte per bere un bicchiere d’acqua, il materasso accedenderà verso quell’ora le sue luci al led per illuminarvi il percorso. Inoltre, se la vostra sveglia suona regolarmente alle 07:30 lo Smart Bed 360 rileva il momento in cui, prossimi a quell’orario, vi trovate in una fase di sonno leggero, svegliandovi dolcemente.

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