Design d’ Ingegno






 
 
 

Finestre e porte finestre: come orientarsi nella scelta? Scopri le nuove tecnologie

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno, Idee

Quando arrediamo la nostra casa prestiamo attenzione ai vari elementi affinché ne risulti un ambiente accogliente e piacevole. Ci dedichiamo ai dettagli, alla distribuzione ed ottimizzazione degli spazi, all’organizzazione degli arredi e degli accessori, ma sempre più persone decidono anche di dedicare la giusta attenzione per la collocazione e la tipologia degli infissi.

Meglio sempre prediligere spazi in cui i vuoti e i pieni si equilibrano – per non rendere troppo soffocante l’ambiente – e dove possibile prestate attenzione al posizionamento delle finestre e delle fonti di luce.
Se gli spazi sono piccoli, le finestre dovranno avere un ruolo centrale per illuminare la stanza e dare l’illusione di spazi maggiori, fino a decidere di ricorrere ad una porta finestra o ad una parete vetrata.

C’è chi ama guardare fuori e chi invece sente invadere la propria privacy attraverso le finestre. Per questa ragione le nuove tecnologie e le numerose opzioni di tende e tendaggi offrono una soluzione perfetta per tutti. Un vetro oscurante, una pianta oppure una tenda velata o coprente possono assecondare il nostro umore e le nostre necessità senza farci rinunciare ai benefici della luce naturale.

vecchia finestra

Come sono cambiate le finestre negli anni e cosa possiamo aspettarci oggi

Circondati da tecnologie e confort, a volte diamo per scontato le nostre finestre, eppure negli ultimi 60 anni ci sono stati molti cambiamenti importanti nella struttura, nelle prestazioni e nel modo di concepire gli infissi.

Negli ormai lontani anni ‘50, Alastair Pilkington (che era il direttore tecnico dell’omonima azienda manifatturiera del vetro Pilkington Brothers) inventò il vetro float: un sistema a galleggiamento nello stagno fuso per fabbricare il vetro più piatto ed uniforme che però nel tempo si rivelò pericoloso, poiché tendeva a rompersi in grossi pezzi taglienti.
Da qui in poi si realizzarono vetri sempre più sicuri, più elaborati, telai con maggiori capacità isolanti e così via, fino ad arrivare alle moderne finestre attuali che sono più efficienti, dinamiche, orientabili e multifunzione.

Le tipologie principali sono due: la prima riguarda le finestre a controllo solare che gestiscono la quantità di luce solare in entrata attraverso un conduttore trasparente, posizionato tra i due vetri, che può scurirsi o schiarirsi gradualmente usando l’elettricità; la seconda tipologia invece permette di controllare il calore in entrata rimanendo trasparente. In quest’ultimo caso, la finestra può essere opacizzata o scurita manualmente oppure attraverso un sistema domotico.

Pannelli scorrevoli in vetro

Cosa può fare una finestra? Ecco alcuni esempi delle tecnologie esistenti

Prima di tutto ci offrono riparo dalle intemperie, dagli occhi indiscreti e poi ci forniscono luce e calore naturale. Ci aiutano a gestire la temperatura in casa, in ufficio e (se ben posizionate ed ottimizzate) ci supportano anche nel risparmio energetico, rendendo la nostra casa più bella e più efficiente.

Futura+

La Idealcombi ha realizzato una serie di infissi innovativi e il loro modello Futura+ è stato premiato come Best Window al Build It Award 2016. Si tratta di una tipologia di finestra con una sezione vetro massimizzata, che garantisce una luce sempre naturale, unita ad un design che ne supporta la funzionalità e l’estetica per conferirle un aspetto moderno rispettando tutte le caratteristiche attuali.

Futura+ è una serie che prevede le aperture verso l’esterno, a cui si aggiunge una serie gemella Futura+i che invece ha funzioni di apertura verso l’interno e inclinata. Offrono entrambe una stessa visuale ed un gamma completa di tonalità e materiali per tutte le necessità.

Tra le sue caratteristiche troviamo il PUR, un nucleo isolante in poliuretano con elevate capacità di isolamento posto tra i profili interni ed esterni. Questa soluzione ne favorisce la manutenzione e fornisce elevate prestazioni in termini di isolamento e risparmio energetico.
Il design di questa finestra si focalizza quindi sull’ambiente, riducendo il consumo di energia ed incrementando il risparmio energetico.

sezione della tecnologia brevettata Idealcombi

Innergy

Anche l’azienda Inoutic ha introdotto una tecnologia per le finestre che ha definito la linea Innergy per ottenere alte prestazioni e vantaggi attraverso l’installazione di questi infissi. Si tratta di finestre (e porte) che si propongono come alternativa al semplice alluminio e lo fanno attraverso un alto livello di rigidità e una rilevante capacità di isolamento.

Fibre di vetro vengono impregnate in una resina di poliuretano che poi viene polimerizzata ed assume la sua forma definitiva. Combinando le prestazioni meccaniche dell’alluminio con le proprietà termoisolanti della resina, la conducibilità termica è 400 volte inferiore a quella in alluminio, mentre l’espansione termica può essere fino a 4 volte inferiore. Ciò significa anche che la struttura è più dura del normale PVC ed è più resistente anche la superficie alle intemperie, senza bisogno del rinforzo in acciaio.

A questo si aggiungono ottime prestazioni di insonorizzazione e antifurto, e le su caratteristiche le permettono di essere una buona soluzione anche per proteggere la casa anche dall’umidità.

Finestre Inoutic

FixFrame

Nel caso di FixFrame di Josko, parliamo invece di un modello che è stato premiato nel 2009 al Red Dot Product Design per le sue qualità estetiche e per la sua funzionalità. Linee semplici, cornici sottili e queste porte-finestre scorrevoli sono anche innovative.

Questo tipo di finestre ha funzioni naturalmente diverse e quindi diverse devono essere anche le prestazioni. Una porta scorrevole in vetro deve quindi poter offrire la visibilità di una finestra e la sicurezza di una porta, come accade per le serie di Josko in cui, ad esempio, le componenti tecniche scompaiono discretamente nelle pareti garantendo una visibilità a tutta superficie e quando due elementi si incontrano le giunture sono raffinate.

Incorniciate nell’alluminio, queste vetrate hanno la griglia di scorrimento che rasenta il piano su cui sono posate, senza barriere di sorta verso l’esterno. Le ante infatti si sollevano e scorrono, introducendo importanti vantaggi: l’accumulo di condensa è limitato dal triplo vetro che crea una barriera di calore, ma eventualmente non viene accumulata, perché la scanalatura protegge il pavimento.

La struttura è fatta con materiali compositi moderni e per gli insetti c’è inoltre una schermatura scorrevole a scomparsa (con la guida in alto). Infine, oltre all’opzione manuale, è possibile gestire chiusure e aperture con un sistema automatico con telecomando.

Pareti vetrate Josko

Magic

Allo stesso modo, l’azienda Magic Windows ha realizzato le Magic Series, di cui fanno parte finestre e porte-finestre scorrevoli residenziali dal design pulito e minimale che, naturalmente, propongono profili ultra sottili per massimizzare la visibilità e la luce in entrata, così come la zanzariera a scomparsa (inclusa in ogni modello) che nelle finestre si attiva estendendosi quando la finestra viene aperta e si ritrae automaticamente quando la si chiude.

Inoltre, lo scorrimento delle ante è così fluido che sembra non richiedere sforzo e i singoli pannelli sono indipendenti nel movimento e si possono realizzare in diverse grandezze (così da avere magari un’anta che sia della taglia di una porta). Sono anche tutte fornite di una tecnologia che le rende strumenti validi per l’efficientamento energetico con un telaio che è un mix di alluminio ed acciaio inossidabile per assicurare resistenza, durevolezza e sicurezza per la vostra abitazione.

Per quanto riguarda le schermature e l’efficienza energetica ci sono diverse possibilità offerte. Si possono avere vetri con schermature solari che si attivano o disattivano modulando il calore in entrata (soprattutto per regolare il calore in estate) e che garantiscono la privacy nascondendo, senza togliere luce alla stanza. In alternativa si può ricorrere alle tende tecniche, alle tende tecniche solari o a tutte e tre le soluzioni insieme secondo necessità.

Finestre e finestre scorrevoli MagicWindows

Consiglio

La personalizzazione, come sempre, è indispensabile e quindi non bisogna mai dimenticare di analizzare attentamente le esigenze di un edificio prima di decidere quale soluzione è più adatta a voi. Se dovete scegliere le vostre finestre, dunque, informatevi e documentatevi su quelli che saranno i benefici che potrete avere nel lungo termine prima di valutare la spesa iniziale.

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Salone del Mobile 2017: gli accessori e i complementi d’arredo per rendere unica la vostra casa

Pubblicato da blog ospite in Design, Design d' Ingegno

Insieme al Salone Internazionale del Mobile e il SaloneSatellite si è sviluppato anche il Salone Internazionale del Complemento d’Arredo in cui trovare le idee più trendy e le soluzioni belle per arredare la nostra casa.

Durante questa straordinaria kermesse espositiva dell’abitare, sono stati presentati numerosi prodotti di design per l’intero sistema dell’arredamento, pensati e progettati fin nei dettagli per essere a pieno titolo una parte fondamentale nella progettazione d’interni.

Gli accessori, nella moda come in casa, sono sempre più importanti nell’immagine complessiva che andremo a realizzare e spesso sono in grado di trasformare una stanza conferendole un nuovo look anche senza cambiare gli arredi.
I complementi di arredo stanno acquisendo un carattere sempre sempre più definito, con dettagli e forme che si distinguono per unicità e stile e che finiscono per rispecchiare l’animo di chi li sceglie.

Gli accessori servono a conferire personalità, a rendere più fresco e luminoso un ambiente e anche a rinnovare facilmente gli spazi secondo le stagioni.
Quello che è emerso, nel complesso, in questa 56° edizione del Salone del Mobile è che sembra non esserci più la tendenza a selezionare specifici toni di colore per una stagione o a seguire il trend di un singolo designer in quanto “personaggio” all’interno della manifestazione.

Salone del Mobile 2017, photo Rossana Caviglioli

Ora il meccanismo è piuttosto quello di mettere in luce solo il singolo prodotto (sia esso un arredo o un complemento) per quella che è la sua unicità e versatilità, in modo da adattarsi perfettamente alle esigenze di ogni cliente.
Anche il complemento d’arredo diventa quindi sartoriale e flessibile, per una sorta di personalizzazione del design.

Altrettanto importante è l’attuale concetto di eleganza: una caratteristica che viene sempre più spesso elaborata con uno stile che oscilla tra il minimalismo e la funzionalità, attento alla qualità (soprattutto) artigianale e dove possibile anche integrato con le nuove tecnologie.

Il lusso viene definito dai materiali pregiati e dai dettagli raffinati e preziosi, mentre non manca mai uno sguardo al passato. E il passato verso cui sempre più frequentemente si guarda è quello degli anni Cinquanta, reinterpretandone lo spirito, le forme e le tonalità.

Salone del Complemento d'arredo 2017

4 soluzioni per rendere unica la vostra casa

Tra decine e decine di proposte è davvero difficile scegliere le soluzioni migliori, ma queste mi hanno colpito per tanti motivi e spero che vi saranno di ispirazione e guida per arredare la vostra casa.

Flabello

Gli specchi bifronte da tavolo sono stati realizzati dallo studio Lanzavecchia + Wai per l’azienda Gallotti&Radice. Questi piccoli oggetti scultorei hanno la duplice funzione di specchio e divisorio, ma si ispirano ai ventagli e i flabelli (ventagli cerimoniali) egiziani ed etruschi.

I Flabelli sono progettati in tre diverse forme e dimensioni per essere utilizzati da entrambi i lati dello specchio – che è fatto in cristallo – ed esaltano la bellezza delle caratteristiche acidature artigianali. Le dimensioni e la piccola base in legno o in ottone ne facilitano lo spostamento e sono un raffinato elemento ad edizione limitata.

Flabello progettato dallo studio Lanzavecchia & Wai

Beosound

Sembra un’installazione artistica invece è la nuova creazione della nota azienda Bang&Olufsen presentata alla settimana del design di Milano, ma che se sarà in vendita dall’autunno, con possibilità di personalizzazione.

Progettato dal designer Øivind Alexander Slaatto, questo speaker modulare è una vera perla in termini di prestazioni. La sua forma esagonale è una scelta ispirata alla natura in cui l’esagono compare in elementi come gli alveari, i fiocchi di neve, i cristalli di quarzo, e altri.
La sua modularità lo rende espandibile secondo gusti e necessità, perché Beosound sarà personalizzabile nella grandezza, nella forma e nel colore. Ogni modulo svolge una funzione sia come altoparlante che come amplificatore o come ammortizzatore acustico e può essere messo insieme in combinazioni e dimensioni infinite, in base anche al genere di prestazione che vogliamo ottenere.

Beosound è infatti un dispositivo in grado di assorbire le onde sonore anche da spento e quindi di migliorare l’esperienza di ascolto della musica e, in generale, dell’acustica della stanza.

Beosound di Bang&Olufsen collezione 2017

Calliope

Una collezione di lampadari ispirati in parte alla calligrafia giapponese e in parte alle tradizionali lampade cinesi di cui mantengono l’impostazione con una nappa al di sotto dei globi di luce. Disegnata da Marcel Wonders per l’azienda britannica Wonderglass, questa soluzione presenta un tratto delicato con una combinazione di forme (e di elementi mobili come la nappa finale) e può essere installata singolarmente o in gruppi di lampadari secondo l’effetto desiderato.

Calliope è un lampadario creato con vetro di Murano soffiato artigianalmente per dare forma a delle serie di “bolle” che sembrano sollevarsi leggere come l’aria e luminose come solo il vetro sa essere.

L’antica cultura asiatica sposa la nobile tradizione veneziana della lavorazione del vetro e ne risulta un oggetto con una modularità che richiama più ad un senso di appartenenza che non ad una geometria. Nel complesso, quindi, il design risulta classico e contemporaneo allo stesso tempo, con un tocco innegabile di eleganza.

Lampadario Calliope di Wonderglass

Edge

Si tratta di una collezione che in realtà fu presentata già lo scorso anno per l’edizione 2016 del Salone del Mobile. A proporre la porta Edge – e a proporla ancora ampliata – è azienda Lualdi in collaborazione con Marco Piva. La caratteristica principale di questa porta è il suo design, in grado di creare volume in un corpo solitamente bidimensionale.
Questa stessa proprietà della porta viene applicata in questa edizione del Salone anche ai pannelli progettati per la boiserie, introdotta quest’anno nella collezione Edge. Piva interpreta la porta come un elemento flessibile ed innovativo, capace di espandersi alle superfici circostanti in funzione decorativa e di rivestimento.

L’effetto volumetrico ottenuto dal taglio del pannello, come fosse una cornice nella cornice, viene quindi trasmesso ora anche sulle boiserie e i rivestimenti modulari a parete, generando un delicato disegno a rilievi e geometrie che giocano con luci e ombre.

Lualdi, collezione Edge porte e boiserie

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Come arredare gli spazi esterni? Ecco la Top 5 delle soluzioni outdoor al Salone del Mobile 2017

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno, Idee

La settimana del Salone del Mobile sta per giungere al termine, ma quali sono le novità? Tantissime e come sempre ogni azienda propone innovazioni, design rinnovati e nuove proposte, ma come orientarsi? Abbiamo pensato allora di proporvi delle selezioni per settore, a partire dal mondo outdoor.

Gli spazi esterni sono un vero tesoro per l’abitazione, perché ci permettono di stare all’aperto senza rinunciare del tutto all’intimità domestica. Mi riferisco naturalmente a quegli ambienti con una metratura sufficiente per accogliere arredi ed elementi naturali, siano essi piccoli e grandi giardini, portici o ampie terrazze.

Quali sono le 5 soluzioni outdoor più interessanti?

Sono tanti gli stili e le idee presentate al Salone del Mobile 2017 e sicuramente tra queste soluzioni potrete trovare quelle che in grado di rispondere alle vostre necessità e i vostri gusti. Ogni collezione è fatta di tanti elementi e dettagli che la rendono unica e preziosa, ma possono anche essere una fonte di ispirazione per arredare gli spazi esterni di casa.
Ecco quindi alcuni esempi di arredo esterno che secondo me meritano la nostra attenzione per il loro design:

1. Outdoor pratico

L’azienda italiana Talenti ha presentato al Salone del Mobile due collezioni: la prima è la Soho Collection, realizzata dal designer internazionale Marco Acerbis, mentre la seconda è la Cottage Collection, creata da Ramon Esteve.

Soho è anzitutto una collezione che punta all’essenza delle linee senza rinunciare alla ricercatezza della texture e degli accostamenti tra materiali diversi. L’attenzione per i dettagli si nota subito e il design ha un carattere delicato ed equilibrato nei moduli decorativi e nella distribuzione dei materiali stessi.

L’aspetto che caratterizza questa collezione è sicuramente il “reticolo” nella parte degli schienali e dei braccioli: all’interno della struttura in alluminio verniciato si alternano con regolarità le corde verticali, unite tra loro con degli inserti orizzontali in legno. Questo gioco di materiali crea così una rete elegante e visivamente morbida che si ispira al mondo della nautica.

I cuscini si appoggiano dunque su dei materiali naturali, garantendo una seduta confortevole e sempre ben areata. Il design gioca sull’alternanza tra vuoti e pieni, tra la bidimensionalità della struttura ed il volume dei cuscini, generando un risultato che è comodo, pratico e resistente.

Talenti, collezione Soho

Cottage è invece una collezione che guarda al passato, con poltrone dalle ampie sedute e schienali alti, ispirate alle dimensioni di quelle in legno che si trovavano comunemente sotto il portico dei Ranch americani nel Far West.
Il design di questa collezione mantiene l’idea delle proporzioni generose, ma lo stile rustico dell’epoca è stato reinterpretato ricercando la sintesi formale del mobile contemporaneo.

Anche qui convivono materiali diversi, ognuno con una propria funzione, ma gli equilibri delle parti rendono questa poltrona confortevole e comoda: alluminio e fasce in plastica costituiscono la struttura, mentre la corda avvolge i braccioli minimal.

Schienale e seduta sono sempre forniti di cuscini e nel complesso il design è molto semplice e gradevole per adattarsi a qualunque tipo di esterno.

Talenti, collezione Cottage

2. Outdoor romantico

A volte basta un dettaglio per fare la differenza ed è proprio questo il principio della linea Clea, realizzata dal designer Matteo Nunziati per Coro. Questa poltrona per esterni ha una struttura leggera ed essenziale in acciaio inox ed alluminio verniciato, ma tutto il resto del design è fatto dai morbidi cuscini.

Le imbottiture sono in Dryfeel, che garantiscono la massima morbidezza e sicurezza in termini di umidità e muffe, mentre il rivestimento sfoderabile è costituito da una vasta gamma di tessuti da esterno nei colori e fantasie più attuali.
Tantissime combinazioni permettono un gioco di cromie che può rendere Clea adatta a qualunque gusto ed ambiente. La struttura di questa seduta è slanciata ed elegante, ma soprattutto vibrante di varie tonalità e avvolgente nelle forme.

Coro, collezione Clea

3. Outdoor caratteristico

La collezione Kilt, di Ethimo, punta ad essere raffinata ed originale allo stesso tempo. Essenziale nelle forme snelle e minimali, questa sedia per esterni è realizzata da Marcello Ziliani e racchiude nella sua semplicità importanti caratteristiche che la rendono speciale.

Il design di Kilt si ispira alla Scozia e – più precisamente – all’abbigliamento tipico delle Highlands. Questa collezione sembra svilupparsi come un’evoluzione più delicata di Knit (sempre di Ethimo), in cui già il tessuto-corda diventava struttura e decorazione al tempo stesso. È inoltre facilmente impilabile ed è resistente agli agenti atmosferici.

Questa sedia deve le sue forme alla famosa fascia di tessuto che si avvolge attorno alla vita dei fieri abitanti scozzesi (il kilt), eppure lo schienale si avvolge attorno alla seduta quasi allo stesso modo, se non fosse per il fatto che si trova ad esserne ben separato.
Questo design che omaggia la cultura scozzese vanta un forte carattere ed una ricchezza di intrecci che riescono a valorizzare qualunque spazio esterno in cui verrà collocato.

Ethimo, collezione Kilt

4. Outdoor tra passato e futuro

L’azienda Emu, partecipa invece al Salone del Mobile con due collezioni molto diverse: una che si ispira al passato e una che guarda al futuro.

Nef è la seduta progettata da Patrick Norguet, una seduta dalle forme ampie ed avvolgenti, con un intreccio di corde tese a creare un sottile reticolo intorno alla struttura di alluminio. Il risultato è una poltrona da esterni accogliente e confortevole.

Il design è leggero e geometrico, con un chiaro richiamo alle tradizionali poltroncine da giardino degli anni ‘70, realizzate in vimini e con il tipico schienale largo a “coda di pavone”.
Allo stesso modo, Nef ci trasmette le medesime sensazioni di protezione e confort, mentre il reticolo ci permette comunque di vedere e di sentire ciò che accade intorno.

Per questa collezione sono stati utilizzati materiali vari e gli elementi che la compongono hanno diverse dimensioni e proporzioni (il gruppo dining, lounge e gli schienali a diverse altezze).

Emu-collezione-Nef

Cool-là è invece opera dello studio Chiaramonte-Marin e con questo simpatico gioco di parole ci da subito l’idea del tipo di seduta che ci aspetta. Qui mancano gli elementi naturali e la seduta è nel complesso una struttura dal design estremamente moderno ed armonioso.

Nonostante le apparenze, non è un vero e proprio dondolo, perché non ne ha la stessa ampiezza di movimento, ma non è nemmeno un semplice divano poiché si muove seppure poco. È un moderno ibrido che ci accoglie come un rifugio (proteggendoci dal sole diretto) e ci coccola come una culla.

La sua struttura è in acciaio, con il sedile in lamiera stirata – creando una rete sottile, ma estremamente resistente alle forze e alle intemperie – ed una copertura in poliestere. I cuscini sono naturalmente una vostra aggiunta in totale libertà e secondo i gusti.

Emu, collezione Cool-là

5. Outdoor moderno

La collezione Blau dello Studio Gandiablasco è realizzata interamente in alluminio, con un design lineare, fluido e leggero. Creata dal designer Fran Silvestre, questa collezione si propone di sviluppare la tradizione dell’arredamento per esterni legandosi all’architettura e al modo di abitare tipici del Mediterraneo, con una forte attenzione alla luce e alla continuità fra interno ed esterno.

La struttura è realizzata con un sistema di assemblaggio di profili estrusi in alluminio ed è fatta utilizzando una soluzione per il raccordo che congiunge e nasconde i perni che fissano i profili.
Blau comprende una serie di oggetti diversi dal design raffinato: poltrone, divani, sedie, sdraio, sgabelli, poggiapiedi, tavoli e una lampada a forma d’albero. Tutti insieme costituiscono un set completo di arredi per esterno la cui struttura portante è concepita da pezzi ortogonali, mentre i sedili hanno una geometria più curva, che ricorda le sedie in tela da esterni.

L’uso della lamiera perforata consente alla luce di attraversare gli arredi, ma non permette all’acqua di depositarsi sulla superficie orizzontale. Il loro aspetto, inoltre, cambia in base all’angolo da cui si guardano e il loro stile è versatile e facilmente integrabile in qualsiasi ambiente.

Gandiablasco, collezione Blau

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Feng Shui per principianti: 5 step per attirare la fortuna

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno, Stili

A tutti noi piace l’idea di poter contare su un pizzico di fortuna in più nella vita e come avevamo già visto nel nostro blog, il Feng Shui ha per scopo principale proprio quello di accrescere il benessere in casa favorendo il fluire della buona sorte.
Ricordiamoci, ovviamente, che queste non sono tradizioni e filosofie che fanno miracoli, ma possono invece diventare uno spunto interessante per rinnovare gli ambienti guidandoci nella riorganizzazione degli spazi.

Il Feng Shui fornisce le linee guida per disporre gli elementi in modo tale da rievocare le forze della natura e della mitologia cinese dei quattro animali celesti. Esso prende infatti dal mondo animale la sua simbologia delle forze naturali e così, attraverso la Teoria dei Quattro Animali, vengono interpretate e gestite le quattro direzioni, le quattro stagioni, i quattro elementi base della natura e così via.

Come propiziare la fortuna?

Per attirare la fortuna è necessario quindi rispettare i parametri indicati nel Feng Shui e le relazioni tra le forme, i colori, i materiali e l’orientamento degli arredi. Immaginiamo allora che questo sia possibile e vediamo come può cambiare l’aspetto di una stanza se cambiamo il modo in cui concepirla.
Le relazioni tra gli elementi naturali implicano una comunicazione energetica tra gli elementi all’interno di un’abitazione, poiché secondo la disciplina del Feng Shui è nel flusso continuo di energie positive che si muove la prosperità.

Come attirare le energie positive? Ecco i 5 step

Le energie positive si attirano “risvegliando” la forza di ogni elemento dell’arredo (siano essi in legno, metallo, ceramica, tessuto, pietra ecc..) e grazie alla risonanza che questa forza ha in rapporto agli elementi della natura.

In un certo senso, quindi, le energie positive vengono “attivate” in base alla loro collocazione e alla loro essenza materiale. Per ottenere questo sono necessari 5 passaggi da affrontare nell’organizzazione di un ambiente domestico.

1. Eliminare le negatività

La negatività può risiedere in diverse variabili di un arredo, inclusa la sua collocazione. Vanno quindi evitate le disposizioni a “L” perché creano simbolicamente una “freccia negativa” nella stanza. Dove non sia possibile mutare la disposizione si può sempre neutralizzare la negatività di questa forma posizionando una pianta alla fine della “freccia” o anche appendendo un lampadario sferico o con sfere in cristallo per dissipare la carica negativa.

Secondo quest’arte millenaria, i quadri che rappresentano mari in tempesta o burrascosi sono di cattivo auspicio, perciò è meglio sostituirli con paesaggi che offrono un’immagine serena e romantica dell’acqua.
Se avete dipinti o modellini e soprammobili a forma di barca, ricordate che vanno sempre posizionati come se le navi stessero entrando e non uscendo dalla stanza. Questo perché nel Feng Shui la barca rappresenta le opportunità che quindi non devono sfuggirci!

Non dovrebbero nemmeno esserci troppe porte e finestre nella stanza, poiché generano un flusso caotico dell’energia Ch’i (nota anche come “energia vitale”) che nel tempo diventa dannoso e di cattivo auspicio.

Dipinto tema mare per studio

2. Rispettare la natura delle cose

Ogni elemento dell’arredo deve poter attivare le sue potenzialità energetiche in rapporto con la stanza stessa e questo accade rispettando la sua essenza e l’ambiente in cui viene inserito, proprio come accade in natura.
Ad ogni punto cardinale corrisponde uno dei quattro elementi della natura: al Nord corrisponde l’acqua, al Sud corrisponde il fuoco, ad Est e Sud-Est si associano il legno e le piante, ad Ovest e Nord-Ovest si abbinano i metalli e a Nord-Est e Sud-Est, infine, corrisponde l’elemento terra.

Se volete attenervi più strettamente a questa scienza antica, secondo il Feng Shui alcuni elementi attirano il benessere, ma sono soprattutto I Quattro Animali Celesti a necessitare di una specifica collocazione nella casa:

Dragone

Tartaruga

Elefante

Cane Leone o Cane Fu

La Tartaruga dovrebbe essere posizionata nell’angolo a Sud-Est di una stanza e il Dragone sul lato Est. L’Elefante, invece, non ha una collocazione precisa (purché la sua proboscide non venga mai rivolta verso un uscio), mentre i Cani-Leone cinesi hanno un ruolo protettivo ed andrebbero quindi messi ai lati della porta d’ingresso di una stanza.

Lo specchio è invece l’elemento per eccellenza, usato ovunque per dare una sensazione di spazi più ampi del reale e, secondo il Feng Shui, utilizzare uno specchio che rifletta il tavolo da pranzo raddoppierà simbolicamente il cibo e sarà beneaugurante per propiziare abbondanza e fortuna. Questo ovviamente vale anche per aumentare la luminosità di una stanza ed aiuta pure nel guidare l’attenzione verso ciò che vi è riflesso, contribuendo a mettere in evidenza qualcosa che volete mettere in risalto.

Specchi nella sala da pranzo

3. Trovare la giusta collocazione

È fondamentale rispettare il rapporto tra gli elementi e l’orientamento in base alle direzioni in cui si trovano. Ogni direzione ha poi un suo elemento di rinforzo che la rappresenta: a Nord è consigliata la presenza di acqua anche sotto varie forme quali dipinti, acquari, soprammobili e così via; a Sud invece dovrebbe essere collocato il caminetto (se ne avete uno) oppure un qualsiasi altro elemento che può richiamarlo, come le candele, il legno e altri decori. Ad Est e Sud-Est vanno posti gli oggetti in legno e le piante, inclusi i libri da esse ricavati, mentre ad Ovest e Nord-Ovest dovreste posizionare tutto ciò che è fatto di metallo: statue, porta candele, cornici e così via.
A Nord-Est e Sud-Ovest, infine, risuona maggiormente l’energia della terra, per cui in queste aree vanno collocati gli elementi in vetro, ceramica, cristallo e altri minerali.

Inoltre, lo schema dei Quattro Animali Celesti (il dragone, la tartaruga, l’elefante e il cane Fu o cane-leone) e dei quattro elementi va ripetuto il più possibile. Se avete sufficiente spazio, ad esempio, l’ideale sarebbe organizzare il salotto in modo da avere un sofà, una poltrona a due sedute e una poltrona singola per creare un ampio spazio per sedersi e comunicare oltre a ricavare anche uno posto centrale per il tavolino da té.

Ottomana in pelle trapuntata

4. Scegliere le forme della serenità

Le forme dovrebbero richiamare il numero 4 oppure la sfericità. Nel primo caso si evocano i quattro animali celesti, i quattro elementi della natura e così via, mentre nel secondo caso, le forme sferiche aiutano a dissipare le energie negative, facendole scorrere via.
Ad esempio, sempre nel caso del salotto, il tavolino da té potrebbe avere una forma quadrata o rettangolare per richiamare il prezioso numero 4 che ricorre nella simbologia dei quattro animali celesti.

In generale, non è necessario focalizzarsi su un solo tipo di sagoma da ripetere ovunque, poiché se lo spazio è ridotto potrebbe rivelarsi scomodo e rischioso disporre troppi angoli in giro. Per ovviare al problema, nel caso del tavolino da té è sufficiente sostituirlo con un’ottomana dalla forma rettangolare che renderebbe l’ambiente più “soft”.
Ricordiamoci comunque che mescolare le forme è per il Feng Shui altrettanto importante, poiché il quadrato rappresenta la terra, il rettangolo simboleggia il legno, i triangoli incarnano il fuoco e le forme ovali rappresentano il metallo.

Luce in una cucina luminosa

5. Armonizzare i colori

Anche i colori si armonizzano con i quattro punti cardinali e quindi ad ogni direzione corrisponde un colore in grado di accrescerne le energie positive.

  • A Nord vanno scelti i toni del blu e del nero, ma anche i metalli o le colorazioni metalliche sono beneauguranti perché in grado di attivare l’essenza dell’acqua.
  • A Sud le tonalità da rispettare sono quelle calde del rosso, il rosa, l’arancione, ma anche le sfumature di verde che si collegano alle piante e quindi al legno, con cui si fa tradizionalmente il fuoco.
  • Ad Est e Sud-Est vi è ancora una forte presenza dell’energia della natura e quindi i colori da preferire sono quelli del verde e del marrone, che richiamano la terra.
  • Ad Ovest e Nord-Ovest utilizzate invece ancora il blu, il grigio, il bronzo e l’oro perché ricordano i colori dei metalli.
  • A Nord-Est e Sud-Ovest destinate tutte le sfumature del marrone, un leggero dorato, i colori ruggine e senape.

In generale, i colori dalle tonalità ricche ed intense sono ottime per le aree comuni della casa ed il rosso in particolare è rinvigorente ed energizzante secondo il Feng Shui. La stessa cosa vale anche per il blu e il viola scuro, molto forti ma utilizzabili con parsimonia e sapienza.

Non dimentichiamo inoltre l’importanza della luce, un elemento centrale anche nelle disposizioni e nel design d’interni prettamente occidentale. Nel Feng Shui l’illuminazione attiva le energie positive, perciò avere più fonti di luce accresce le possibilità a nostro favore e le buone vibrazioni.

Parete in blue scuro per il soggiorno

Consiglio extra

Va benissimo rispettare queste indicazioni per propiziare la fortuna, ma non dimenticate che si tratta della vostra casa e come tale necessita del vostro tocco personale. A volte basta solo mettere un elemento che amiamo in una posizione di rilievo, in bella vista. In questo modo, entrando in una stanza, noteremo subito quel qualcosa che ci piace molto e questo ci predisporrà verso sensazioni positive ogni volta che ci troviamo a passare lì.

Scegliete pure gli arredi e i decori che preferite, poiché non è obbligatorio inserire oggetti e simboli portafortuna cinesi, ma se volete attirare la prosperità e il benessere in casa con il Feng Shui, quello che conta davvero è rispettare i principi della forma e del posizionamento. Quindi buona fortuna a tutti!

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Coltiva le piante giuste contro gli insetti molesti

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno, Idee

È finalmente arrivata la primavera e questo è solitamente il periodo in cui chi ha sempre curato il giardino (o comunque le piante in terrazzo o in veranda) trova massima soddisfazione nell’esporre le proprie piante in fiore. Coltivare una pianta è un piacevole hobby senza età, ma se abbiamo poco spazio o se viviamo in un condominio, forse è meglio evitare gli eccessi, per la nostra salute e per il quieto vivere con gli altri.

Questa esplosione di colori, di fiori e di profumi può infatti diventare un vero problema per la gestione degli insetti che ne vengono naturalmente attirati. Come fare allora per limitare il transito di insetti come vespe, zanzare e api?

Sicuramente non serve rinunciare al “pollice verde”, ma si può invece selezionare la tipologia di piante con cui abbellire il nostro balcone, veranda o giardino per tenere lontani gli insetti molesti e pericolosi.

Repellenti naturali

A differenza dei pesticidi e degli insetticidi che sono dannosi per noi e per la natura, è preferibile ricorrere all’aiuto di quelle piante che per natura riescono ad essere degli ottimi repellenti per quegli insetti che sono spesso un problema per gli orti come per la nostra salute e quella dei nostri cari anche a 4 zampe.

Le piante più efficaci sono a loro volta decorative – e in alcuni casi anche commestibili – per cui scegliere di coltivarle può migliorare la qualità della vita durante tutta la bella stagione.

Gli insetti più temuti e indesiderati sono gli afidi, le mosche, i tafani, le zanzare, i pappataci, le api e le vespe. Alcuni di questi non sono un problema quando ci troviamo in spazi aperti, ma gli ambienti ridotti del terrazzo e della casa possono favorire situazioni spiacevoli come le punture di insetti che tutti preferiremmo evitare.

Trifoglio

Le piante che ci proteggono da afidi ed altri parassiti

Le piante che fungono da repellenti per gli insetti sono anche tra le più comuni e semplici da coltivare. La loro particolarità è quella di riuscire a tenere alla larga diversi tipi di insetti: mosche, vespe, tafani, zanzare, afidi, pappataci, falene e moscerini che con la bella stagione invadono le nostre case, i giardini e gli orti.

Borragine

Questa pianta tiene lontani i parassiti e regala splendide fioriture di colore blu-viola a forma di stella. È caratterizzata anche da una peluria che ricopre le foglie e da cui probabilmente deriva il suo nome (in latino “burra” significa “lana grezza”). Ricca di preziosi principi attivi benefici per la salute può essere impiegata sia in cucina che in ambito cosmetico e medicinale.

Trifoglio

Provate a coltivare in giardino sia quello classico che la varietà a fiori rossi: vi aiuterà a tenere lontani gli afidi dai fiori e li proteggerà per tutta l’estate.

Camomilla

Tradizionalmente utilizzata per le sue proprietà rilassanti contro l’insonnia e lo stress, ma anche come antidolorifico per combattere nevralgie, mal di testa, dolori mestruali e cervicali, la camomilla è anche un ottimo anti-parassitario naturale.

Tagete

Queste variopinte margherite arancioni e gialle sono facilissime da coltivare e possono tollerare qualunque condizione ambientale, producendo una copiosa quantità di fiori fin dall’inizio dell’estate. La sua dote antiparassitaria è quella di rilasciare nel terreno una sostanza tossica per i neomatodi, parassiti che attaccano le radici delle piante fino a distruggerle.

Geranio

Le piante che ci proteggono da zanzare e moscerini

Nel caso di zanzare e moscerini non esiste una grossa pericolosità quanto piuttosto un notevole fastidio. Le zanzare possono essere un vero tormentone estivo ed avere un alleato in giardino o in terrazzo può servire a fare la differenza.

Lavanda

Erba aromatica profumata e molto apprezzata per le sue proprietà curative in campo cosmetico, fitoterapico ed aromaterapico. Questa pianta ornamentale è altrettanto facile da coltivare, ed è efficace contro mosche e zanzare che non amano l’intenso profumo emanato dai fiori e dalle foglie della lavanda.

Basilico

Ricco di moltissimi sali minerali e vitamine, anche questa pianta, come la lavanda, ha un odore particolarmente sgradito a mosche e zanzare ed è ottima da tenere per poterla utilizzare in cucina.

Geranio

Un fiore molto decorativo e molto presente nei giardini e nei terrazzi, ma tra le piante repellenti per insetti questo è forse il più efficace contro le zanzare.

Calendula

Adatta per contrastare la presenza di afidi, zanzare e altri insetti nocivi, questa pianta è soprattutto nota per le sue proprietà lenitive, antinfiammatorie ed antidolorifiche, ma è anche un fiore ornamentale che sboccia in primavera e in estate con colori giallo-arancio intensi.

Citronella

Ingrediente base della maggior parte delle formulazioni anti-zanzare che si trovano in commercio e la sua forza sta nell’intensa profumazione pungente che ricorda molto quella del limone e che allontana le zanzare. È un’erba perenne che cresce sotto forma di cespuglio e per questo maggiormente consigliata per il giardino.

Erba gatta

Richiede pochissime cure ma è molto efficace per tenere alla larga le zanzare. La soluzione migliore è quella di collocarla in modo strategico, in modo da non disperdere il suo odore con le correnti e creare invece delle sorte di barriere contro le temute zanzare.

Alloro

Le piante che ci proteggono da vespe e calabroni

Questo genere di insetti è più difficile da allontanare, ma alcune delle piante che funzionano per le zanzare e gli altri parassiti sono efficaci anche per queste specie.

Alloro

Pianta rustica sempreverde tipica del Mediterraneo che si adatta facilmente pure ai climi più freddi e può essere coltivata in qualsiasi tipo di terreno. Molto ricco di vitamina C, le sue foglie sono utilizzate in cucina e possono essere raccolte tutto l’anno.

Assenzio romano

È una pianta erbacea tra le poche ad essere repellente per insetti come vespe e calabroni. Piantarlo in vaso o ai bordi delle colture fornisce una barriere naturale contro l’invasione di questi temuti insetti.

A queste varietà vanno poi naturalmente aggiunte le altre specie già citate per gli altri insetti infestanti, come la citronella, la calendula e i gerani.

Calendula

Le piante che ci proteggono dalle api

È bene tenere consapevoli che le api sono insetti preziosi per le piante a causa delle loro funzioni di impollinazione, mentre le vespe sono un beneficio per il giardino in quanto si nutrono di insetti parassiti. Ciò significa che generalmente in natura i fiori e le piante non allontanano le api e le vespe, ma piuttosto le attirano. Tuttavia ci sono alcune varietà di erbe e piante possono contribuire a tenerle lontane.

Le piante repellenti sono tendenzialmente le stesse che respingono anche altri insetti, come la citronella, il geranio e l’alloro, ma anche l’albero della canfora può essere un valido aiuto (se naturalmente avete un giardino).

Ricordate infine che le api si nutrono del nettare della lavanda, dei fiori di rosmarino, basilico e molti altri, perciò prima di scegliere una pianta valutate bene quali sono gli insetti che volete tenere a distanza dalla vostra abitazione.

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Vasca o doccia? 7 soluzioni per unirle

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno

A volte è una banale questione di spazio, altre è invece una scelta di stile fatta in base alla tipologia di arredamento che si è scelto, altre volte ancora è un compromesso con il proprio compagno o compagna, ma se dipendesse solo da noi quale delle due sceglieremmo?

È ormai quasi scientificamente assodato che al mondo esistano un “team pro vasca” da bagno e un “team pro doccia”. La preferenza per l’una o per l’altra soluzione è sostanzialmente legata alla funzionalità e si può naturalmente oscillare tra l’una e l’altra possibilità secondo le proprie esigenze.

Perchè scegliere la vasca?

La vasca da bagno è considerata la soluzione più tradizionale per lavarsi. Già i Greci e i Romani la utilizzavano – in pietra o in metallo – e dopo così tante centinaia di anni un bel bagno riesce ancora a farci sentire bene.
Esistono due principali tipologie di vasca, la cui forma e struttura è legata alla posizione assunta da chi la utilizza: avremo quindi quelle per stare seduti e quelle per stare sdraiati.

La prima tipologia può avere anche un sedile ed è tendenzialmente di forma circolare e profonda. Questo genere di vasca è molto comune nei paesi orientali, mentre alla seconda tipologia appartengono le vasche lunghe e meno profonde che sono tipicamente occidentali.

Da un punto di vista prettamente pratico, la sua comodità è legata alla possibilità di concedersi trattamenti rilassanti per il corpo: in molti amano accompagnare il bagno con sali ed essenze che favoriscono il benessere anche mentale. Più semplicemente, si può rimanere immersi in acqua calda ed ottenere comunque un buon livello di rilassamento, magari con un gradevole sottofondo musicale.

Di contro, fare il bagno ci fa consumare più acqua e richiede tempi maggiori in contrasto con i ritmi frenetici a cui siamo ormai abituati oggi. Forse anche per questa ragione molti lo scelgono solo come opzione occasionale, come un momento per dedicarsi a se stessi.

Vasca da bagno

Perché scegliere la doccia?

La doccia ha invece un non so che di moderno e dinamico: i suoi pregi sono certamente il fatto di essere veloce e comoda, tanto che è ormai una routine quotidiana (o quasi) per molti di noi. I tempi rapidi ci fanno tendenzialmente risparmiare più acqua rispetto al bagno (purché la doccia sia veramente breve) e le sue dimensioni, di solito, non occupano nemmeno molto spazio nel bagno.

Non lasciatevi però ingannare dall’idea che esista una connessione diretta tra doccia e la modernità. Questo strumento è infatti antico quanto la vasca da bagno: le sue origini risalgono all’antica Grecia e all’Egitto, ma è vero che la doccia come la intendiamo noi fu inventata nella seconda metà dell’Ottocento.
Anche in questo caso è possibile fare una suddivisione fra le due tipologie strutturali principali: il vano doccia e il box doccia.

La prima si riferisce alle docce installate su vasche preesistenti o su pavimentazioni opportunamente inclinate per garantire il deflusso dell’acqua. In questo caso il soffione è solitamente regolabile in altezza e dotato di un tubo flessibile che permette di muovere ed orientare il getto come preferiamo.

La seconda riguarda invece quelle strutture a se stanti chiuse da una tenda o più comunemente da paratie apribili o scorrevoli che chiudono e proteggono completamente lo spazio della doccia. Questa soluzione prevede a sua volta due tipologie di soffioni: fissi e mobili. Vi può essere infatti un soffione regolabile con cornetta oppure uno fisso dall’alto, ma recentemente hanno preso sempre più piede i getti verticali disposti in corrispondenza di tutto il corpo, come accade nelle docce per idromassaggio.

box doccia

La soluzione combinata

La soluzione che combina l’una e l’altra è già cosa nota ed è spesso adottata per conciliare le esigenze e le abitudini di tutti. È sicuramente comodo poter disporre di entrambe secondo necessità e non è insolito trovare bagni in cui sono presenti sia una vasca che un box doccia separati.

Possono trovarsi in due punti ben distanziati del bagno oppure essere contigui per necessità di spazio, ma di fatto sono entrambi una comodità e spesso si rinuncia ad uno dei due – che solitamente è la vasca – perché i nuovi trend edilizi vanno dai bagni spaziosissimi a quelli piuttosto piccoli (se paragonati alle tipologie di qualche decina di anni fa) e con ambienti ottimizzati.

La versione che io credo possa accontentare tutti è probabilmente quella del vano doccia all’interno della vasca. Ciò permette di fruire di entrambe le soluzioni ottimizzando gli spazi, magari riducendo un po’ le classiche lunghezze della vasca, e di rendere il bagno full optional.

Ci sono diversi modi per combinare le due cose e poi non dimentichiamo che il posizionamento di finestre, la scelta delle rubinetterie, delle paratie, delle tende impermeabili e dei rivestimenti giocheranno un ruolo fondamentale per il risultato estetico finale.

7 combinazioni di vasca e doccia a cui ispirarvi

Vediamo allora le opzioni possibili per coniugare il “team vasca” e il “team doccia”. Si va dal semplice al lusso e tutto cambia in base ai dettagli e alle dimensioni. Ecco perché queste 7 soluzioni per l’arredo bagno vi aiuteranno a trovare quello che fa per voi.

Classica

La versione più classica di questa combinazione prevede l’uso della tenda impermeabile. La forma della vasca è irrilevante e può essere anche angolare. Potete utilizzare rubinetterie comuni oppure scegliere qualcosa di più particolare e raffinato. Tutto dipende dal rivestimento che sceglierete e dal tipo di tenda che intendete abbinarvi.
Vi piace circondarvi di colore? Utilizzatelo per vivacizzare l’ambiente con una tenda che abbia tonalità e fantasie primaverili, ma per evitare di rendere la stanza troppo caotica, cercate di orientatevi su piastrelle dai toni e dai decori abbastanza neutrali (salvo casi particolari, come accade negli arredamenti tematici) che possano abbinarsi con fantasie brillanti senza appesantire il design. Ne risulterà un grazioso effetto brit urban, ma il carattere qui è pura libertà: sbizzarritevi!

Combo bathtub and shower classic

Contemporanea

Questo tipo corrisponde ad una sorta di classico rivisitato, in cui la tenda è sostituita dall’uso di paratie in vetro che chiudono tutti i lati, lasciando solo lo spazio nella parte superiore per il ricircolo di aria e vapore. I pannelli in vetro sono predisposti per essere sicuri in caso di rottura e possono essere trasparenti o meno. In quest’ultimo caso si può scegliere un tipo di lavorazione che nasconde la visuale come una tenda, ma che può essere a tutto lato o parziale secondo i gusti.
Le paratie possono avere un’apertura a sportello o scorrevole, secondo l’ampiezza del bagno, per cui è una soluzione che si adatta bene anche dove gli ambienti sono ridotti. In più, la superficie in vetro è pratica da pulire e da asciugare rispetto alla tenda, contribuendo a facilitare la manutenzione del bagno.

Combo bathtub and shower contemporary

Moderna

Le linee moderne tendono a preferire gli ambienti open space e se vi piace questo genere di arredi a vista, le combinazioni con una sola paratia corrispondono ottimamente a questo stile. La chiusura parziale – che protegge l’angolo doccia senza delimitarlo – permette di fare il bagno in maniera classica, senza paraventi di sorta.
Questo sistema evita la concentrazione della condensa nell’abitacolo della doccia e favorisce la dispersione del vapore. Un compromesso esteticamente accattivante che rende agevole e fluido il passaggio e l’uso con l’una e l’altra modalità.

Combo bathtub and shower modern

A cabina ermetica

Questa tipologia prevede una chiusura ermetica dello spazio vasca-doccia con le paratie in vetro. In tale modo il vapore rimane concentrato nell’abitacolo e così anche il calore non si disperde. Le paratie chiudono quindi il box doccia e la vasca dalla base al soffitto. Le porte sono quelle a sportello e anche qui le dimensioni e le lavorazioni fatte sui vetri delle paratie fanno la differenza in termini di estetica e design.
Di sicuro ci si può sentire protetti come in un guscio, ideale per lasciar fuori lo stress e rilassarsi davvero facendo un bel bagno o la doccia. Un po’ come dire.. non disturbare!

Vasca e box doccia chiusi

Box doccia sagomato

Un’altra opzione che garantisce la massima soddisfazione sia per i fan della doccia che per i fan della vasca è quella in cui il box doccia è definito dalle paratie in una delle due estremità della vasca, delimitato però in maniera ergonomica e funzionale. Si può naturalmente scegliere tra design standard più lineari e geometrici, oppure – come in questo caso – optare per delle paratie dalla forma circolare o semicircolare che possano agevolare la possibilità di movimento all’interno dello spazio doccia.

In questo modo c’è un perimetro definito e in un certo senso anche indipendente per ognuna delle due cose: una lunghezza congrua e un comodo poggiatesta per godersi un bel bagno comodamente sdraiati, ma anche un box doccia molto simile ad uno tradizionale che consente di avere un abitacolo quasi completamente chiuso e quindi riservato.

combo bathtub and round shower

Lussuosa

La combinazione vasca e doccia può inoltre diventare una sorta di fusione, in cui ognuno dei due elementi perde parte della sua peculiarità in favore dell’altro. In questo caso si può scegliere una seducente vasca dal perimetro in vetro, di metratura ampia e confortevole sia per il bagno che per la doccia.
Le grandezze possono variare ma se si vogliono avere più parti in vetro, allora è meglio prestare attenzione nella scelta delle finiture e dei rivestimenti che a quel punto sarebbero costantemente a vista.

Per chi non ha problemi di spazio ci sono anche vasche totalmente open space con grandi soffioni a soffitto. Questa soluzione è veramente scenografica e di grande effetto, perfetta per le abitazioni di un certo pregio e sicuramente realizzabile con tantissime variabili d’effetto.

vasca in vetro e doccia deluxe

Retrò

Se amate le soluzioni originali, allora potete puntare su abbinamenti particolari o su stili ben precisi. Molto carina è la soluzione che mescola il design retrò delle vasche vittoriane con i piedini insieme alle parti in acciaio a vista. A questo si aggiungono delle paratie in vetro al posto della classica tenda e il risultato è un colorato mix di stili ben bilanciato ed accattivante.

Si possono fare davvero tante combinazioni adatte per tutte le tasche e tutte le misure. Quelli che sembrano piccoli dettagli possono fare la differenza e quindi lasciatevi ispirare per trovare la soluzione che fa per voi.

combo shower and bathtub retro


 
 

Come usare il grigio per arredare la cucina

Pubblicato da blog ospite in Design, Design d' Ingegno

C’è sempre maggiore attenzione per quello che mangiamo e per il modo in cui viene cucinato. Siamo tendenzialmente più attenti non soltanto alla linea, ma anche alla salute e abbiamo riscoperto lentamente (fosse anche solo come hobby domenicale) il piacere di cucinare.

La cucina diventa così un posto in cui vivere appieno e in cui condividere i nostri manicaretti e le sperimentazioni. Allo stesso tempo, nuovi elettrodomestici e nuove funzionalità contribuiscono a cambiare l’aspetto di questa parte della casa, creando soluzioni sempre più personalizzate per tutte le tasche e tutti i gusti.

Quali sono i nuovi trend in cucina? I grandi classici sono sempre in voga, ma spesso basta anche giocare un po’ con le sfumature per ottenere soluzioni accattivanti. Dopo gli estremi del total black e del total white, sembra che recentemente stia prendendo piede la moda di utilizzare le nuances del grigio anche in cucina.

Cucina country monocromo grigio

Perché il grigio?

Il grigio è una tonalità delicata e raffinata, seriosa quanto basta senza risultare troppo cupa. È spesso indicato per far risaltare determinati punti, elementi o materiali nella cucina, ma piace in realtà per tanti motivi.

Questo colore richiama i toni dell’acciaio, fortemente presente nelle cucine professionali, e quando si sposa con un design lineare e moderno riesce a conferire all’aspetto generale della cucina un vago richiamo a quelle in cui si muovono i grandi chef. Una bella dose di autostima e motivazione per chi sogna in grande tra i fornelli, che ne dite?

Il grigio è estremamente versatile e si adatta benissimo a stili diversi, creando abbinamenti interessanti con le forme e i dettagli più diversi fra loro. Funziona ottimamente come cornice per inserti di colore più vivaci con i design moderni e di tendenza, ma è anche un elemento di raffinatezza in combinazione con colori altrettanto soft quali il bianco o il panna. Divertitevi a giocare con le tonalità, le forme e gli abbinamenti, ma il grigio resterà sempre una garanzia di eleganza.

Trattandosi di un colore neutro, il grigio si accorda con diversi materiali e con varie texture, dai marmi agli inserti in legno, riesce a delineare e mettere in luce gli elementi della cucina come fanno il bianco o il nero, ma rimanendo sempre nella sobrietà dei mezzi toni, trasmettendo sensazioni positive.

Cucina moderna con varie sfumature di grigio

5 semplici modi per arredare la cucina con il grigio

Potete puntare sul total look oppure inserire delle tonalità di grigio in alcuni elementi della cucina. Noterete subito la differenza e la stanza assumerà un aspetto più moderno e raffinato. Se volete qualche idea potete provare alcuni dei nostri suggerimenti:

1. Total grey

Si può scegliere la via più semplice puntando su un grigio totale, magari impreziosito da maniglie con uno stile industriale, antico oppure ultramoderno. In questo caso potete decidere di utilizzare le nuances chiare o scure in base all’effetto che volete ottenere in cucina: un grigio chiaro vi aiuta a mantenere comunque una certa luminosità nell’ambiente, mentre un grigio intenso conferisce drammaticità e forza a tutta la stanza.

2. Luce e ombra

Se preferite, potete giocare sul contrasto chiaro-scuro per arricchire di sfumature la cucina senza rischiare la monotonia nel tempo. Un monocromo troppo definito potrebbe appesantire visivamente la vostra cucina, ma ricorrendo ai mezzi toni potete rendere più viva la stanza e creare dei punti focali con accostamenti di colore che siano tono su tono o con altri colori affini. Naturalmente, si può optare per contrasti anche più forti, purché misurati ed armonizzati con il resto dell’arredamento.

Cucina in grigio con contrasto di colore

 3. Insolite nuances

Quando il grigio non è solo una pittura ma è la proprietà di un materiale si possono ottenere effetti e composizioni ancora diverse. In questo caso si tratta di superfici che sono già ricche di dettagli e di qualità estetiche che le rendono una delicata soluzione per dare maggiore eleganza ad uno spazio.

In questo caso il quarzo si presta per fornire una vasta gamma di toni con cui elaborare composizioni per la cucina. Le proposte di Caesarstone, inoltre, sono superfici al quarzo facili da pulire, antigraffio, resistenti al calore e che richiedono una manutenzione davvero minima. Si tratta di quarzo non poroso che non richiede cera o altri trattamenti per rimanere intatto nel tempo. La serie Linen in particolare è un bellissimo colore “ibrido” a metà fra il grigio e il beige, assolutamente elegante.

Pianale in quarzo Caesarstone serie Linen

4. Giocate con i materiali

Create degli accostamenti con vari materiali e sfumature di grigio per ottenere tanti tipi di effetti e sottolineare precise zone della cucina. Il vetro lavorato per alcuni sportelli può essere una soluzione originale per creare di punti di luce, ma potete anche scegliere inserti e maniglie dei materiali e forme più diverse. Questo genere di abbinamenti si può applicare a stili differenti che vanno dal country al moderno ed è indicato per evidenziare le qualità proprie di ogni materiale e generare un’armonia di textures con le diverse superfici.

5. Nei punti giusti

Per arricchire una cucina con i toni del grigio si può ricorrere anche alla tipologia di rivestimenti. Piastrelle color grigio, in acciaio o in pietra possono creare effetti molto particolari e la stessa cosa vale per i pavimenti. Lo scopo in questo caso sarà quello di incorniciare i blocchi della cucina facendoli risaltare, creando uno sfondo che può essere neutro o divenire punto focale della cucina stessa, in base al genere di impatto che si vuole dare all’ambiente nel suo complesso.

cucine con rivestimenti grigio-argento

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La Preston House: una casa ispirata alla celebre onda di Hokusai

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno, Interiors

Un lavoro di architettura è sempre qualcosa di livello sartoriale: è generalmente misurato nel gusto secondo le richieste del cliente, strutturato in modo da assecondare il budget previsto ed impreziosito dalla competenza dell’architetto attraverso la scelta di determinati materiali e di specifiche soluzioni.

Quando poi tutto questo sposa una bella dose di libertà e creatività, ne esce un edificio notevole come quello della Preston House, in California, progettato dall’architetto Mario Romano.

La casa è un raffinato progetto che trae ispirazione da un’opera antica dell’arte giapponese e si integra ottimamente con il luogo in cui è stata edificata.
La California, ricca di luce e di colori, diventa così la sede più adatta per accogliere questo progetto architettonico e lo fa diventando parte del progetto stesso in un rimando di forme e tonalità che contribuiscono a rendere questa abitazione un vero e proprio ibrido tra arte e architettura.

La nascita del progetto

L’ispirazione per il design di questa casa nasce da un’antica e famosa xilografia del pittore giapponese Hokusai (1760-1849) dal titolo “La Grande Onda di Kanagawa” ( Kanagawa oki nami ura ).

È la prima e la più celebre stampa tra quelle che compongono la serie intitolata “Trentasei vedute del Monte Fuji” ( Fugaku sanjūrokkei ) e raffigura una grande onda tempestosa che minaccia alcune imbarcazioni nel mare al largo di una zona corrispondente all’odierna prefettura di Kanagawa. Sullo sfondo della stampa si vede il Monte Fuji e nella composizione della xilografia viene appunto catturato l’istante in cui l’onda forma una spirale quasi perfetta il cui centro passa per quello dell’immagine, dando la possibilità di scorgere la montagna sacra del Giappone.

Il mare è naturalmente l’elemento predominante dell’opera e si estende per tutta la scena. Allo stesso tempo, la forma del Monte Fuji viene riproposta all’interno delle varie onde e la ripetizione delle forme è ancora più evidente nella superficie dell’acqua, la quale presenta una fitta trama di piccoli riccioli (uguali all’increspatura della grande onda principale).
Un’altra caratteristica che salta subito agli occhi è poi la scelta di usare solo i colori bianco e blu sia per la grande onda che per la montagna sacra.

È possibile rileggere tutto questo nella Preston House, dalla scelta di creare un tetto che riflette il cielo, con l sua luminosità (bianca) e le sue gradazioni di blu, frazionandolo attraverso le onde metalliche proprio come accade nella modularità della stampa.

Naturalmente anche gli interni sono pensati per riflettere la poesia e la simbologia della casa, dando forma ad un edificio con un forte carattere artistico.

La Grande Onda di Kanagawa di Hokusai

La Preston House

Quasi tutti gli edifici progettati da Mario Romano hanno tra loro dei punti in comune che si possono evidenziare nell’attenzione per gli elementi modulari, nella forte presenza del segno e delle linee, nella chiara fascinazione per la forma dell’onda e della curva in generale.

La sua è una sensibilità che deriva dall’essere sia un architetto che un artista. Per questa ragione la casa ha molti punti in comune con un’opera pittorica, con elementi e materiali che accolgono le innovazioni ed aprono nuove prospettive e possibilità all’architettura.

Il tetto

Il tetto curvo della Preston House si increspa per tutta la facciata con tante onde e le numerose strisce di metallo curvato rendono l’illusione di tante pennellate di colore. Queste centinaia di strisce di alluminio sono state tagliate su misura e riflettono l’ambiente circostante creando anche un effetto di distorsione.

La facciata in alluminio è tuttavia posta a pochi centimetri dalla superficie impermeabile della reale struttura del tetto. Ciò permette di avere due importanti vantaggi: anzitutto la ventilazione tra uno strato e l’altro delle strisce di metallo consente di evitare l’accumulo di umidità e la formazione di muffa, mentre dall’altro contribuisce alla dispersione del calore in eccesso dalla casa favorendo la ventilazione anche per la casa stessa.

L’abitazione

L’edificio è di circa 530 mq e la sua costruzione si basa anche su algoritmi che hanno reso le forme complesse del progetto una struttura funzionale. La casa conta 6 camere da letto (al secondo piano), 5 bagni, la zona living con i salotti e la sala da pranzo, ma la cucina è posta al centro della casa, come fulcro dell’abitazione.
Questa villa così unica è in vendita per oltre 4 milioni di dollari e grazie alle nuove start up di successo sorte nella zona, il prezzo non è affatto fuori mercato. Lo stesso Romano, parlando di questa sua realizzazione, ha detto:

“È davvero un incrocio fra arte e scienza. Niente di tutto questo poteva essere fatto senza la potenza di elaborazione del computer che aiutasse a costruire e ricostruire.”

Un’altra specifica caratteristica della Preston House è l’uso di materiali innovativi come il Simowood, un materiale che esteticamente appare simile al legno, ma che possiede la flessibilità della plastica.
Il Simowood è fatto con buccia di riso pressata unita ad una specifica termoplastica ed è stato utilizzato sia all’ingresso esterno che nelle rifiniture interne come alcuni pavimenti e le scale che richiamano di nuovo il motivo dell’onda e del tratto pittorico allo stesso tempo.

Interni della Preston House

Curiosità

Il suo design così fortemente legato alle tecnologie e ai software è in realtà pensato per interpretare e dare una perfetta collocazione a quelli che Mario Romano considera i fruitori ideali di questa casa: le famiglie.

La casa tenta quindi di inserirsi in maniera armoniosa con l’ambiente, pur essendo un’abitazione all’avanguardia, e forse è questa sua dualità fra la tradizione e la sperimentazione che riesce davvero a renderla un perfetto trait-d’union fra arte ed architettura.

Retro con piscina della Preston House

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Domotica e futuro: come le nuove tecnologie e le start up cambieranno la nostra vita

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno, Interiors

La domotica è innegabilmente il futuro delle nostre case. Le nuove tecnologie e le ricerche ci porteranno sempre più verso le smart cities e la presenza costante della Rete nella nostra vita quotidiana.

Questo fa parte dell’Internet delle Cose che nel tempo cambierà totalmente il nostro modo di vivere e lavorare. Le case con impianto domotico ci offrono la possibilità di facilitare la nostra quotidianità rendendola anche più conveniente e confortevole.
Possiamo, ad esempio, controllare se abbiamo chiuso o no la porta di casa dopo essere usciti e se necessario farlo da remoto attraverso lo smartphone; oppure possiamo farci leggere le news e le email da strumenti come Alexa – l’assistente vocale di Amazon Echo – mentre siamo ai fornelli a cucinare, senza quindi rinunciare a niente.

Come cambieranno le nostre vite con l’Internet delle Cose?

A seguito di ricerche recenti, gli esperti di Business Insider affermano che il numero delle case intelligenti è destinato a crescere dagli 83 milioni del 2015 a 193 milioni nel 2010. Nella proiezione sono inclusi anche gli elettrodomestici smart (come le lavatrici, le asciugatrici, i frigoriferi ecc…), i sistemi di sicurezza (sensori, monitor, videocamere, sistemi di allarme) e strumenti smart per gestire il riscaldamento e le luci.

Le prime aziende ad investire in questo settore sono state Amazon, Nest (di proprietà di Alphabet, casa madre di Google), Apple, August e Philips. Tuttavia, altre importanti compagnie si sono presto aggiunte alla lista delle aziende che offrono servizi domotici: Notion, Control4, SmartThings (Samsung), Savant, Innit, Ecobee, SistemaCasa, Somfy, Loxone e molti altri ancora.

Naturalmente, questo mercato decollerà sempre più con l’abbassamento dei costi e con la maggiore consapevolezza da parte del pubblico dei reali benefici che può apportare al nostro modo di vivere. Dalla casa smart il passo successivo sarà quello della smart city che punta a diventare un unico grande organismo di efficienza e comfort.

Principali vantaggi e svantaggi della domotica

Il primo e più ovvio beneficio è quello derivato dal risparmio di tempo: se gli elettrodomestici sono connessi tra loro si possono svolgere più operazioni facendo risparmiare del tempo ai residenti.
L’altro rilevante vantaggio è invece quello legato ai consumi. Gli apparecchi smart connessi all’Internet Delle Cose contribuiscono ad ottimizzare l’uso e quindi a risparmiare energia e denaro nel lungo termine.

Tra gli svantaggi c’è sicuramente l’impatto iniziale con i costi, poiché i sistemi domotici sono generalmente più costosi degli impianti tradizionali e ciò vale anche per i componenti, come ad esempio le luci al LED rispetto alle lampadine normali.
È dunque importante precisare che i costi delle apparecchiature e strumenti smart stanno gradualmente diminuendo, facendoci supporre che in futuro saranno convenienti anche per il consumatore medio.

Smart flat

Cosa significa avere una casa domotica?

Scegliere di rendere la propria casa domotica significa fare un investimento importante i cui frutti arriveranno con il passare del tempo. Ci sono molte variabili ed aspetti che vanno considerati per valutare quale sia la soluzione più adatta alle vostre specifiche necessità. Esistono infatti due principali tipologie di sistemi:

Domotica per l’intera casa

Riguarda impianti più costosi ma che hanno più caratteristiche e connettività, soprattutto per quello che riguarda gli home theatre. Questo tipo di impianti richiede un cablaggio personalizzato ed un lavoro di programmazione che può richiedere in alcuni casi diverse settimane.

Sistemi di controllo della sicurezza

Questi sono invece focalizzati su una specifica funzione che riguarda la sicurezza, anche se alcuni offrono la possibilità di implementazione per diventare più simili ad un sistema di domotica totale. In questo caso non si tratterà di strumenti per la gestione della casa altrettanto complessi e strutturati, ma si tratterebbe comunque di una soluzione abbordabile ugualmente gestibile con apposite App.

I rivenditori sono in grado di selezionare i prodotti e componenti più adatti e compatibili con le vostre necessità e questo allo scopo di garantisce sicurezza nel risultato e nelle prestazioni dell’impianto. I costi, infine, variano in base alla combinazione tra la tipologia di controller, la qualità e il numero delle parti hardware e dal lavoro di programmazione necessario, poiché le case possono essere anche molto diverse tra loro.

appartamento domotico

Le start up più innovative

La domotica è in continua crescita ed evoluzione, per questo, le aziende migliori saranno quelle che più delle altre riusciranno a rispondere ai bisogni reali delle persone. A questo proposito, la rivista Wired ha stilato una lista delle start up più promettenti in Italia e all’estero:

  • Domotica Undici: questa start up ha inventato dei dispositivi quasi invisibili chiamati “End Points”. La loro funzione è quella di modulare i consumi per rispondere a tante più esigenze dell’utente quanto maggiore è il loro numero.
  • Mind: questa azienda crea una rete di sensori per raccogliere ed apprendere le informazioni che riguardano la presenza, la temperatura, la luminosità e i consumi, adattandosi autonomamente (ovvero senza richiedere una continua programmazione) allo stile di vita di ognuno.
  • Morpheos: ha creato Momo, un robot discreto (integrato in una lampada) che rileva le temperature domestiche e configura le stanze in base all’umore delle persone, utilizzando sistemi di intelligenza artificiale. Momo rileva la temperatura, l’umidità, le luci, i movimenti, la presenza di fumo (per attivare manovre di sicurezza) e molto altro.
  • Sesto Senso: brevettato da ENEA, si tratta di un sistema multisensoriale in grado di monitorare e ottimizzare i consumi energetici di abitazioni e uffici assicurando temperatura e illuminazione ideali sia in estate che in inverno. Può attivare o disattivare autonomamente luci, elettrodomestici, tapparelle e schermature solari nella casa; inoltre, attraverso un’analisi qualitativa della CO2, avvisa anche se occorre aprire le finestre per arieggiare i locali.
  • Iooota: questa start up ha invece creato Jarvis, una piattaforma tecnologica capace di controllare in modo semplice e diretto dei parametri importanti come il risparmio energetico, il controllo dei consumi, le inefficienze, la sicurezza degli spazi ecc… Allo stesso tempo è in grado di intervenire in attivandosi prontamente in caso di incendio, perdite di gas e allagamenti.
  • Nuvap: ha realizzato N1, la prima “black box” di casa specifica per il monitoraggio delle principali fonti inquinanti che con il tempo possono nuocere alla salute della famiglia. La tecnologia Nuvap è brevettata a livello internazionale e – a seconda delle versioni – N1 monitora costantemente fino a 26 parametri ambientali, tra cui il monossido di carbonio, le polveri sottili, il metano, l’inquinamento elettromagnetico, il wifi, il gas radon, la radioattività, l’inquinamento acustico, l’inquinamento dell’acqua (filtri esterni), la temperatura, l’umidità e la presenza incendi.
  • Leapin Digital Keys: questa azienda si rivolge ai produttori di serrature ed ha sviluppato un software che permette di aprire le porte tramite smartphone. Per tutelare la sicurezza degli utenti, la chiave di accesso ha un grado di crittografia pari a quella militare e può avere una durata variabile, cambiando spesso o mai, in base alla volontà del proprietario.
  • Celestial Tribe LTB: creatrice di Muzo, un dispositivo che applica una tecnologia anti-vibrazione ed una di mascheramento dei rumori che riduce queste fonti di disturbo rendendo l’ambiente più piacevole e rilassante. Inoltre, Muzo è un ottimo strumento di gestione e di analisi del sonno.

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10 bellissimi fiori gialli per dare luce al giardino

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno, Idee

Finalmente sta arrivando la Primavera e sarà ancora più bello quando si inizieranno a vedere i balconi, le finestre e i giardini in fiore. Ci sono molti modi per organizzare uno spazio verde e uno di questi è la selezione per colore.

Tutti i fiori, per loro stessa natura, ravvivano gli ambienti con la loro vivacità e a volte basta davvero poco per dare vitalità ad un giardino, un portico, un terrazzo o un semplice davanzale. Alcuni colori però sono più brillanti di altri, creando così l’illusione di una sorta di luminosità nel vostro spazio verde.

Il giallo, in particolare, è un colore caldo, carico di positività ed energia, ottimo per risvegliarci dopo l’Inverno e darci una sferzata di buon umore. Creare un giardino con uno schema a base di questo colore è molto utile per quegli spazi che sono piccoli ed ombrosi, poiché il giallo, più di ogni altra tonalità è capace di riflettere la luce e darà al giardino la sensazione di un ambiente più ampio.

Fiori gialli

Come progettare la composizione con fiori gialli?

Tenete sempre presente che organizzare il giardino o il terrazzo con un particolare colore a tema non significa creare un design completamente monocromo, perché potrebbe risultare sgradevole e noioso col passare del tempo.

Il giallo è infatti un colore molto stimolante ed una presenza eccessiva di questa tonalità potrebbe suscitare più agitazione che piacevolezza. Dato che lo scopo di un giardino a base di giallo è quello di ravvivare e dare serenità, la formula ideale necessita di un giusto bilanciamento delle nuances.

In questo modo è possibile far si che vengano “illuminate” le aree più scure e sia dato anche maggior rilievo ad alcune piante, distribuendo i fiori gialli in maniera strategica. Inoltre, questa tonalità di fiori si presta benissimo per accompagnarsi a diverse tipologie di colori, forme e consistenze, ad esempio in contrasto con il verde intenso delle piante sempreverdi.

Esistono varie sfumature di giallo tra cui poter scegliere per creare le composizioni più belle: si può andare dal giallo acceso fino al lime, dal giallo ambrato ad una combinazione di questi. Raggruppando diverse combinazioni di giallo si può ottenere un effetto molto intenso, ma visivamente è molto più piacevole quando ci si limita a non più di due sfumature. Inoltre, due diverse zone di giallo forniscono un bilanciamento che previene il sovraccarico visivo.

Royal Botanic Garden

I 10 fiori gialli consigliati

Naturalmente la composizione finale dovrà rispecchiare il vostro gusto, ma queste 10 tipologie di fiori hanno caratteristiche particolari che li rendono adatti per creare un bellissimo giardino sui toni del giallo.

  1. Girasoli: fiori annuali grandi ed appariscenti, la cui caratteristica più nota è quella di girare sempre il capolino, ovvero l’infiorescenza, verso il sole. Quella che vediamo, infatti, è un insieme di fiori disposti secondo un preciso schema a spirale che ci appare come un unico grande fiore.
  2. Rudbeckia: pianta erbacea perenne e annuale che cresce bene in tutti i terreni ben drenati e al sole. Fiorisce da Luglio ad Ottobre, a seconda della specie e ne esistono alcune con i petali screziati di rosso (come la Rudbeckia bicolor).
  3. Emerocallide: detta anche Bella di Giorno, è una pianta rustica adatta ad ogni tipo di terreno ed esposizione. Non richiede cure particolari ed i suoi fiori, grandi e simili a quelli del giglio, si trovano alla sommità di steli eretti, rigidi e senza foglie. I fiori durano un solo giorno, ma essendo prodotti in grande quantità, il periodo di fioritura si prolunga per parecchie settimane.
  4. Thunbergia Alata: nota anche come Susanna dagli occhi neri, è una pianta rampicante in grado di raggiungere anche i tre metri di estensione; produce fiori larghi fino a cinque centimetri, formati da una corolla color porpora e cinque lobi estesi dal colore giallo e arancio, con il centro marrone.
  5. Coreopsis: pianta di campo dalla lunga fioritura e simile alla Margherita. Sopporta bene sia il freddo intenso che il caldo sahariano e i suoi colori vanno dal giallo brillante all’arancio, spesso con una punta rosso scuro alla base dei petali.
  6. Rosa Graham Thomas: rosa inglese molto amata, dall’aspetto raffinato e dai petali giallo-oro, ha una doppia fioritura in estate e in autunno. I suoi fiori hanno una grande quantità di petali fittamente distribuiti ed una gradevolissima ed intensa profumazione.
  7. Narciso (giallo): ha un’abbondante fioritura che (a seconda delle specie) può andare da fine Febbraio a metà Maggio. Il fiore, giallo o bianco, è spesso odoroso ed ha una caratteristica forma a trombetta, con sei petali che formano la corolla. Si tratta di una pianta facile da gestire, con una fioritura dai colori caldi e luminosi.
  8. Iris (giallo): pianta da giardino molto resistente e facile da curare, purché le si eviti il ristagno idrico. Se ne trovano in natura di molti colori, addirittura di piú tonalitá nello stesso fiore. Le nuances del viola e del blu sono le piú diffuse ma ormai è facile trovarne di gialle, arancioni e addirittura rosse. La sua caratteristica principale è l’intricata forma del fiore, con tre petali che si stagliano verso l’altro e tre che penzolano verso il basso, spesso di colore diverso.
  9. Viola del pensiero (gialla): piccola pianta erbacea con fiori molto decorativi che possono essere di diversi colori a seconda della varietà: viola, gialli, blu o multicolori. Preferisce la luce diretta del sole, poiché non teme il caldo, ma nemmeno le temperature molto basse. Fiorisce all’inizio della Primavera fino all’Estate.
  10. Enotera Macrocarpa (gialla): nota anche come Primula del Missouri, genera grandi fiori profumati dal colore giallo-dorato a partire dalla tarda Primavera fino all’Estate. È un fiore di campo la cui bellezza dura a lungo e facile da curare.

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