Design d’ Ingegno






 
 
 

Unisci bellezza e benessere con le piante officinali in giardino

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno, Idee

L’organizzazione del giardino può essere affidata ad un tema ispirato ad una tonalità di colore oppure alla scelta di una particolare ambientazione che si vuole creare. In alternativa – ed indipendentemente dalla disponibilità degli spazi – si può scegliere di coltivare piante officinali per conciliare l’estetica alla voglia di prendersi cura della propria salute.

Siamo sempre più attenti alle cose che mangiamo, alla provenienza dei prodotti e alla qualità del cibo. Le piante officinali sono considerate dei rimedi naturali dall’erboristeria e dalla fitoterapia, utilizzate per il trattamento di disturbi come il raffreddore, il mal di stomaco, l’insonnia ecc… in virtù delle loro proprietà benefiche e terapeutiche.
La coltivazione delle piante officinali diventa dunque una soluzione intelligente per conciliare la passione del giardinaggio alla cura del nostro corpo.

Alcune piante officinali sono fortunatamente anche ornamentali. Tra queste, quelle che possiamo facilmente coltivare ci sono l’Alkekengi, l’Echinacea Purpurea e la Rosa Canina, poiché diffuse naturalmente nel nostro paese. Grazie alle loro qualità estetiche e funzionali, questi vegetali possono rendere il nostro giardino o il terrazzo un posto ancora più prezioso e speciale.

Fiori di Camomilla

Come scegliere le piante officinali più adatte alle nostre necessità?

Ogni pianta officinale ha delle caratteristiche proprie che riguardano la crescita, la fioritura e non da ultimo l’ingombro in termini di spazio. Scegliere le piante più adatte all’ambiente che abbiamo a disposizione ci permette di individuare la soluzione migliore per creare un giardino adatto alle nostre esigenze estetiche e funzionali.

Le piante officinali sono piante selvatiche diffuse in natura e in habitat specifici. Ogni territorio può avere piante medicali caratteristiche, ma alcune sono ampiamente diffuse in interi continenti. Molte volte queste piante sono così comuni che dimentichiamo quanto siano preziose (e quanto spesso ne facciamo uso inconsapevolmente all’interno di preparati farmaceutici).

Sono piante robuste che possono darci grandi soddisfazioni quando coltivate in vaso o in giardino, ma non servono cure particolari. Forse conosciamo già le loro qualità terapeutiche, ma scopriamo insieme anche le caratteristiche delle piante officinali che possiamo coltivare facilmente in giardino o in vaso come piante ornamentali.

In questo modo manterremo vivo un importante sapere ed allestiremo un giardino secondo un tema insolito come quello del benessere.

Bacche di Alkekengi

Alkekengi

L’Alkekengi è una pianta perenne che appartiene alla famiglia delle solanacee ed è presente sia in Europa che in Asia. In estate genera piccoli fiori bianchi a forma di campanella, con foglie verde chiaro e ovali. Oltre ad una bella fioritura, produce anche bacche commestibili che si sviluppano all’interno di membrane dalla caratteristica forma di calici e secondo alcuni ricordano le lanterne di carta cinesi.

Questa loro qualità rende il frutto dell’Alkekengi particolarmente decorativo, ancor più della sua fioritura. Le bacche raggiungono la maturazione a Settembre ed hanno la forma di una piccola ciliegia, di colore rosso o arancione.

Si coltiva con facilità (non a caso è un’erba spontanea che può crescere in tutta italia, soprattutto nei campi incolti, lungo le rive dei fossi e all’interno di siepi ombreggiate) e ha una base rizomatica che richiede un adeguato ingombro. Si consiglia infatti di piantarla a terra ad una distanza di circa 60cm da altri fiori.
La sua collocazione ideale è quella in cui non riceve direttamente i raggi solari, ma preferisce comunque poca ombra. Tollera temperature molto rigide le sue particolarità estetiche attraggono molto le farfalle.

In inverno la pianta sembra scomparire, per poi ricrescere in primavera, per cui è consigliato proteggerla con uno strato di pacciamatura – ovvero uno strato di foglie e scarti vegetali per mantenere più caldo il terreno, permettendo comunque all’aria di circolare – che simuli quella copertura di erbe spontanee normalmente presente in natura.
Le bacche di Alkekengi hanno proprietà diuretiche, depurative, antireumatiche ed antinfiammatorie, ma questa pianta è anche un buon integratore di vitamina C.

Fiori di Echinacea Purpurea

Echinacea Purpurea

Questa pianta appartiene alla stessa famiglia del girasole, è nativa del Nord America ed è una pianta erbacea perenne che fiorisce dalla primavera fino al termine dell’estate. Pur essendo una pianta officinale, l’Echinacea viene coltivata anche come pianta ornamentale, per via dei suoi grandi fiori violacei con petali lunghi dalla forma simile a quelli di una margherita.

È una pianta rustica che si coltiva con pochissimo sforzo. Si adatta sia ai terreni secchi che umidi e cresce persino all’ombra, ma ha bisogno di poter disporre di un efficace drenaggio, perché non tollera i ristagni. Affinché la pianta possa prosperare è importante mantenere il suo terreno sempre umido, ma non richiede altre particolari attenzioni.
La sua fioritura è un’intensa nota di colore nel terrazzo o in giardino, ma considerate che può raggiungere un’altezza di circa 120cm e quindi assicuratele tutto lo spazio necessario.

I principi attivi dell’Echinacea sono contenuti nella radice e nella parte aerea della pianta e le sue proprietà sono davvero notevoli.
La sua efficacia è ben nota in ambito medico ed è usata principalmente per rafforzare il sistema immunitario. Ricca di vitamine A, C ed E, questa pianta contiene anche sostanze che hanno un’azione antinfiammatoria, antibatterica, antivirale (perché ostacola i processi di replicazione dei virus) ed è anche un valido aiuto nei processi di cicatrizzazione e per la cura della pelle in generale.

Può essere assunta sotto diverse forme, incluse le tisane, ma facendo parte della famiglia delle Asteracee è sempre meglio controllare un’eventuale allergia all’Echinacea.

Fiore di Rosa Canina

Rosa Canina

È la specie di rosa selvatica più comune in Italia, dotata di bacche rosse e spine. I suoi fiori hanno grandi petali bianchi o rosati, un gradevole profumo delicato e sbocciano dalla tarda primavera all’estate, ma anche il frutto è una parte estremamente decorativa della Rosa Canina.

In realtà, le bacche rosse sono un falso frutto dalla consistenza carnosa che contiene al suo interno degli acheni, il vero frutto della Rosa Canina. Gli acheni sono infatti un frutto secco con un unico seme e raggiungono la maturazione a fine autunno.

Cresce nelle boscaglie e per la coltivazione in giardino non serve fare nulla di particolare. Ama l’esposizione al sole, ma cresce bene anche in ombra parziale perché molto robusta.
È un arbusto spinoso perenne con rami lunghi – ma quasi mai rampicanti – e quindi è possibile utilizzarla anche come siepe. Si adatta a qualunque tipo di terreno e necessita solo di essere annaffiata con regolarità, senza esagerare.

Si possono ricavare marmellate sia dai frutti che dai petali di Rosa Canina ed è una pianta ricca di vitamina C, tannini, carotenoidi e polifenoli che la rendono un’importante risorsa contro gli stati infiammatori dell’organismo. La Rosa Canina è ampiamente utilizzata pure in ambito cosmetico e farmacologico per la bellezza e la cura della pelle, per ostacolare la comparsa delle rughe e dei segni dell’invecchiamento epidermico in generale.

Arredo da giardino in stile fattoria francese

Conclusione

Avete creato un piccolo paradiso di salute e bellezza: godetevi frutti, fioriture e tisane scegliendo un arredamento da giardino che abbia uno stile rustico, provenzale o shabby chic.  Se amate i colori aggiungete cuscini e dettagli con tonalità pastello o fantasie floreali: in questo modo conferirete un’aspetto autentico all’insieme e se avete sufficiente spazio inserite pure un’amaca o un dondolo da giardino per assicurarvi totale relax.

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Vademecum per ristrutturare casa evitando errori: l’importanza di affidarsi agli esperti

Pubblicato da blog ospite in Design, Design d' Ingegno

Ristrutturare casa è un passo importante, sia che si tratti di piccoli interventi che di ristrutturazioni totali. Quando si decide di ristrutturare un ambiente o un’intera abitazione, si interviene su parti ed elementi che rimarranno nel lungo (e si spera nel lunghissimo) termine, apportando modifiche e migliorie alle strutture portanti, alla distribuzione degli spazi, all’efficienza energetica e – non da ultimo – all’estetica della casa.

La ristrutturazione, oltre ad una valutazione delle spese, implica la necessità di prendere delle decisioni importanti e definitive riguardo alla casa, decisioni che vanno ponderate e misurate per ottenere il maggior beneficio possibile e rendere migliore la vostra abitazione.

Ogni cambiamento è comunque un evento entusiasmante e – a seconda dell’entità della ristrutturazione – può diventare un’occasione per dare più luce ad una stanza, per realizzare nuovi ambienti, per avere prestazioni energetiche migliori, per sfruttare al meglio lo spazio a disposizione e per dare nuova vita a strutture obsolete. Piccola o grande che sia, una ristrutturazione andrà quindi a modificare inevitabilmente la nostra percezione della vivibilità della casa.

La giusta “forma mentis” per affrontare una ristrutturazione

Una ristrutturazione può trasformare una cucina angusta in un open-space moderno, può creare uno studio, una palestra o una stanza giochi per bambini nella soffitta che non stavamo usando, può rivitalizzare gli ambienti esterni o ancora rendere chic la taverna che prima non riuscivamo ad utilizzare al meglio.

Progettare di ristrutturare

Da un punto di vista funzionale, si può pensare di ristrutturare per rendere più autonoma la casa con l’ausilio di pannelli e finestre solari, si può coibentare l’intero edificio con un cappotto esterno oppure si può fare un intervento per ottenere una struttura antisismica più efficiente e moderna. Questi, naturalmente, sono soltanto alcuni degli esempi possibili ed è proprio questa la ragione per cui “fare bene” deve essere la parola d’ordine ad ogni fase del progetto.

Una ristrutturazione può portarci verso la casa dei nostri sogni più facilmente di quanto crediamo. Tuttavia, una modifica importante può diventare fonte di stress e tra costi e tempistiche non sempre ci appare come una piacevole avventura. Come si fa ad affrontare serenamente un intervento di ristrutturazione?

Mettiamo da parte la fretta

Se pensate di trovare una soluzione veloce, state probabilmente rischiando di pentirvene. Qualunque sia il tipo di intervento, grande o piccolo, la fretta è sempre cattiva consigliera. State dando una seconda opportunità alla vostra abitazione, attraverso modifiche su cui – idealmente – non dovrete più mettere mano.
Non vale la pena di avviare procedure sbrigative solo per togliervi il pensiero: organizzatevi invece in modo da avere la situazione sotto controllo, affidandovi a professionisti validi.

Prendetevi il giusto tempo per valutare con cura prima di decidere, perché si parla della vostra casa e si rischia di incorrere in spiacevoli sanzioni o in tecnologie e materiali obsoleti, non adatti al tipo di ristrutturazione che serve a voi.
Inoltre, avere un quadro dettagliato degli adempimenti burocratici da svolgere e di come sarà davvero il risultato finale, vi darà un’idea più definita delle tempistiche a cui potrete andare incontro, aiutandovi nella gestione degli impegni per la messa in opera del progetto.

Vietato fare da se

Informarsi aiuta ad orientarsi tra le varie scadenze e ad essere anche più consapevoli di ciò che succede. Affrontate quindi un passo alla volta e non abbiate fretta di bruciare le tappe, il risultato finale vi ripagherà della vostra pazienza. Sappiamo benissimo che si tratta di un’attività che comporta un gran dispendio di risorse economiche e di energie personali, ma niente paura: basta sapere come muoversi.

Esperti per la ristrutturazione della casa

Le normative e le esigenze di oggi possono richiedere il coinvolgimento di diversi professionisti anche per un intervento che ci appare “piccolo”. La soluzione è perciò quella di investire anzitutto il vostro tempo alla ricerca di uno studio tecnico che abbia al proprio interno un team di ingegneri, architetti e geometri su cui contare: sarà poi il capo commessa a fungere da vostro interlocutore, come tecnico referente responsabile, coordinando i lavori.

Pronti all’azione!

Come procedere? Anche se non avete competenze tecniche avete di certo in mente cosa volete ottenere. I dettagli, i materiali e le tecnologie vi verranno consigliati da un esperto che vi guiderà nella scelta.

Ad oggi è possibile scegliere tra molti materiali e molte opzioni diverse, da valutare anche in base al vostro budget e al tipo di intervento che intendete fare. Informatevi sui pro e i contro di ogni scelta, tenendo presente i vantaggi o gli svantaggi a lungo termine. In questo modo potrete decidere che tipo di investimento fare e – con un progetto definito – avrete anche un quadro abbastanza chiaro delle tempistiche di consegna del lavoro finito.

In corso d’opera potreste imbattervi in piccoli o grandi imprevisti, ma niente panico: avere un progetto ben definito ed un team di professionisti a cui affidarsi consente di apporre facilmente e velocemente le (eventuali) modifiche necessarie.

Cosa aspettarsi

Noi di Design D’Ingegno ci rendiamo conto che il mondo dell’edilizia e della progettazione si rinnova più velocemente che in passato, generando confusione e perplessità nei non addetti ai lavori. Per questa ragione i nostri clienti vengono supportati e seguiti dal nostro team di esperti dalla stesura del progetto alla fine dell’intervento.

Ristrutturazione di un'abitazione

Attraverso una comunicazione continua, il cliente è consapevole delle varie opportunità, viene aggiornato sulle novità e può trovare la soluzione giusta per plasmare il suo progetto sul proprio budget, traendone il maggior beneficio.
Comprendere il valore dei materiali e delle competenze che si andranno ad utilizzare, vi garantisce una maggiore serenità nell’affrontare la ristrutturazione come una piacevole avventura.

Informarsi su quali siano i vari passaggi da seguire e le documentazioni richieste per l’intervento che vi riguarda è fondamentale per non perdersi negli iter burocratici. È anche vero che la parte cartacea può essere un grattacapo e se uno studio o una società di professionisti di settore è in grado di occuparsi anche delle questioni che riguardano i documenti e i permessi necessari per voi sarà un prezioso aiuto, giusto?

Una squadra vincente

Come si riconosce un team di esperti quando si parla di edilizia? Si tratta di un gruppo di professionisti le cui competenze consentono di elaborare e realizzare un progetto di intervento o di ristrutturazione edile. Ogni esperto partecipa al progetto collaborando attivamente e mettendo a disposizione le sue conoscenze e la sua esperienza. I settori possono essere molti, perché numerosi possono essere gli interventi di ristrutturazione possibili.

Ecco una lista delle tipologie di esperti che possono essere richiesti per una ristrutturazione.

Per la fase progettuale:

  • un geometra per l’ottenimento dei permessi necessari allo svolgimento dei lavori
  • un architetto per la redazione del progetto architettonico sia della parte esterna dell’edificio sia degli interni
  • un interior designer per la scelta della distribuzione interna degli spazi e delle finiture interne
  • un light designer per la progettazione illuminotecnica
  • un ingegnere edile per la progettazione strutturale
  • un direttore dei lavori che controlla la qualità delle opere eseguite
  • un coordinatore della sicurezza che redige il piano di sicurezza nei cantieri
  • tecnici specializzati per l’analisi energetica, la progettazione termotecnica di riscaldamento e climatizzazione, l’efficientamento energetico e la progettazione acustica.

Per la fase di svolgimento dei lavori:

  • muratori per le opere murarie
  • piastrellisti per la realizzazione di pavimenti e posa dei rivestimenti
  • cartongessisti per la realizzazione di pareti e controsoffitti in cartongesso
  • imbianchini per il tinteggio e la rasatura delle pareti
  • parquettisti per la posa di pavimenti in parquet
  • elettricisti per la realizzazione dell’impianto elettrico
  • idraulici per l’installazione dell’impianto termico ed idraulico

Lavori di ristrutturazione

Conclusione

I lavori di ristrutturazione vanno ben orchestrati per procedere senza intoppi e, come avete visto, scegliere dei professionisti con le giuste capacità è l’unico modo di ottenere il risultato sperato. Immaginate la vostra casa e fidatevi di tecnici ed esperti che sappiano guidarvi passo passo nelle scelte, realizzando per voi il lavoro migliore. Noi di Design D’Ingegno abbiamo validi collaboratori, competenze, creatività ed energia per aiutarvi a rendere la vostra casa come l’avete sempre sognata.

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Efficienza energetica: ecco quello che c’è da sapere

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno, Idee

Rendere green l’edilizia e l’energia sta diventando sempre meno una novità e sempre più una necessità. Da un lato si aprono tantissime opportunità per la ricerca e per l’uso di materiali mai esplorati prima e dall’altro si evita di ricorrere alle vecchie risorse, con prestazioni ormai obsolete rispetto alle ultime tendenze dell’abitare.

L’efficienza energetica è un obiettivo che coinvolge l’ambiente e riguarda tutta l’Europa. È stato stimato che gli edifici pubblici, quelli commerciali e le abitazioni private consumino circa il 40% di tutta l’energia in circolazione (ovvero più delle industrie e dei trasporti). Ciò significa che i nostri edifici sono responsabili per circa il 36% delle emissioni di anidride carbonica dell’intero continente.

Questo ha portato ad una sensibilizzazione dell’Europa verso la riduzione dei consumi energetici e dell’impatto delle emissioni di anidride carbonica. Per questo la ristrutturazione degli edifici già esistenti è un tassello importante verso la creazione di un nuovo modo di pensare l’edilizia.

Effetto delle linee guida europee

Le linee guida europee saranno la norma dal 2020 e per fare ciò è necessario far decollare il settore delle costruzioni ecocompatibili. La chiave di tutto è l’innovazione e la ricerca, perciò sono sempre di più le aziende che offrono soluzioni per i vari aspetti che riguardano l’abitare, i consumi energetici e le costruzioni. Più della metà di queste novità riguardano 4 ambiti in particolare:

  1. Efficientamento energetico, per i sistemi di riscaldamento, di ventilazione e di aria condizionata
  2. Integrazione sempre maggiore tra edifici (vecchi e nuovi) e l’uso delle energie rinnovabili
  3. Isolamento termico realizzato con tecniche moderne per migliorare l’efficienza energetica degli edifici
  4. Ottimizzazione dei consumi con illuminazioni green, a basso consumo e con un minimo impatto ambientale

Tutte queste tecnologie contribuiscono a creare città sempre più attente alla natura ed anche più salutari per chi vi abita e vi lavora.

Zero Energy homes

Quali sono i punti chiave di questa evoluzione?

Non è semplice intervenire su edifici già esistenti, ma quella che sembra una spesa all’inizio, diventa un investimento con il passare del tempo e alla fine si rivelerà un vantaggio in termini di consumi, costi e qualità dell’abitare. Ogni problema ha già delle soluzioni efficaci e le nuove ricerche produrranno sistemi e materiali con prestazioni sempre più elevate.

Riscaldamento

Per quanto riguarda il riscaldamento, l’ottica è quella di ottenere una migliore qualità interna dell’aria con il giusto grado di umidità e calore in modo da ottimizzare consumi e risorse, attingendo magari da ciò che viene prodotto in casa.
Le tecnologie che si occupano di depurazione dell’aria incorporano strumenti come luci ultraviolette e sostanze chimiche fotoattive che permettono di riutilizzare grosse quantità dell’aria presente all’interno degli edifici, riducendo così i costi per ottenere calore o aria fredda rispetto ai sistemi tradizionali.

Un’altra soluzione su cui molti puntano per il riscaldamento riguarda invece il solare termico e il sistema ad irradiamento, in cui il calore e la luce del sole vengono deviati per riscaldare un edificio, mentre in estate vengono usati per aspirare più aria fredda per la ventilazione.

Pannelli fotovoltaici applicati alle facciate di edifici

Isolamento

L’isolamento di un edificio contribuisce notevolmente all’efficienza di un impianto di riscaldamento perché consente di trattenere e rilasciare calore nel modo più opportuno.
Alcuni materiali esistono da tempo e vengono semplicemente perfezionati, come accade per i moduli isolanti in cemento (ICF, Insulating Concrete Forms) che utilizzando un mix di cemento e polistirolo riescono ad incastrarsi formando un muro senza bisogno di giunture attraverso cui potrebbe passare l’aria.

Sono strutturati per garantire il massimo comfort sia in inverno che in estate, offrendo un elevato potere termoisolante. Inoltre, sono concepiti per evitare le condensazioni interstiziali o superficiali, permettendo così alte prestazioni energetiche.

In alternativa, ci sono dei pannelli isolanti strutturali (SIP, Structural Insulated Panels) con un sistema di coibentazione comunemente definito “a sandwich” per la sua caratteristica stratificazione di materiali. Essi possono da un lato venire integrati all’interno di diversi materiali, tra cui gesso, lamiere, plastica e schiume. Creano dunque un isolamento in cui l’aria viene intrappolata tra due materiali che fungono da barriera, ottenendo in questo modo un effetto uniforme per tutta la superficie.

I materiali a cambiamento di fase (PCM, Phase-Change Materials) utilizzano invece un principio termico diverso per creare isolamento: assorbono o rilasciano il calore nel momento in cui cambiano il loro stato da solido a liquido e viceversa. In sostanza, solidificano o si sciolgono in base alla temperatura interna della stanza, bilanciandola.

PCM, Therma Cool

Illuminazione

L’illuminazione è sempre più orientata al risparmio energetico senza perdere in qualità. Ormai si consigliano soprattutto luci a LED (Light Emitting Diode), ovvero diodi ad emissione luminosa, che generano luce mediante semiconduttori anziché utilizzando un filamento o un gas. Grazie alla loro elevata capacità di illuminazione, le lampade al LED possono perfino sostituire quelle fluorescenti, consumando però molta meno energia e garantendo quindi anche un risparmio economico.

I LED richiedono circa un decimo dell’energia delle lampadine a incandescenza e circa la metà di quelle delle lampade fluorescenti compatte (CFL) che sono standard in Europa. Inoltre durano almeno 40 volte più a lungo. I LED generano calore, ma non lo disperdono come le normali lampadine. In questo modo la potenza usata viene così impiegata al meglio per l’illuminazione e la loro temperatura consente di installarli a contatto con legno, plastica e tutti quei materiali che temono l’eccessivo calore.

Esistono perciò anche delle lampade OLED (Organic Light Emitting Diode) con diodi integrati. La loro dimensione sottile gli permette di essere incorporati in materiali da costruzione quali mattonelle e materiali di vetro trasparenti che consentono il passaggio della luce del sole di giorno e illuminano di notte.

OLED, lighting windows panels

Edifici autosufficienti

Gli edifici autoalimentati sono uno dei nuovi trend più ambiti ed attesi nel mercato dell’edilizia. L’obiettivo è quello di creare intere comunità e poi città con costruzioni autosufficienti ed eco-compatibili. Strutture efficienti consentiranno di produrre sufficiente energia per coprire i fabbisogni dell’abitazione, incanalando gli eccessi affinché vengano re-distribuiti nella rete energetica.

Per ciò che riguarda l’energia solare ed eolica, sono entrambe soluzioni promettenti ed entrambe possono essere implementate. Alcuni grattacieli, ad esempio, potrebbero ospitare delle turbine eoliche sul tetto, sfruttando le correnti costanti che si trovano in alto e generando così l’energia per alimentare buona parte del fabbisogno energetico dell’intero edificio.

L’energia solare è invece una fonte più utilizzata anche nelle declinazioni del solare termico. Le celle potrebbero essere implementate su le vaste superfici delle pareti, utilizzando anche moduli trasparenti come quelli che vengono applicati in apposite finestre e vetrate.

Chibb House, Karen Steenwinkel

Tutto ciò ha prodotto una crescente attenzione sulle pratiche edilizie e sempre più materiali ed applicazioni innovative raggiungeranno le nostre città per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente che – non dimentichiamolo mai – ci ospita.

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Poco tempo per il giardino? Scegli i cactus e libera la fantasia

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno, Idee

Il giardinaggio è un hobby che può regalare grandi soddisfazioni, che rilassa, che ci educa all’attesa e alla pazienza, ma non è per tutti. Non è solo una questione di avere o non avere il pollice verde, ma la vita di oggi spesso ci impedisce di trovare tempo per tutte le cose che vorremmo fare.

Anche voi avete poco tempo da dedicare allo spazio esterno, ma vi piacerebbe più verde intorno? La soluzione migliore è quella di ricorrere ad un design che faccia leva su qualcosa di poco impegnativo ma decorativo allo stesso tempo: abbandonate quindi l’idea di curare dei graziosi Anemoni fragili e delicati per lasciarvi invece conquistare dalle forme stravaganti dei cactus.

Certamente, non sono adatti per essere raccolti in un mazzolino, ma sono piante ornamentali molto apprezzate e che richiedono poca manutenzione. Non dimentichiamo poi che molti cactus hanno delle fioriture bellissime e colorate che non hanno nulla da invidiare agli altri fiori.

Pascale land design, HGTV

I Cactus

Queste piante perenni vengono comunemente chiamate “piante grasse”, ma la loro definizione corretta è invece quella di “piante succulente”, poiché fornite di accumuli di acqua all’interno dei tessuti per resistere in ambienti aridi.
Hanno forme e dimensioni molto diverse tra loro e la principale caratteristica è sicuramente quella di non avere foglie, ma spine.

Una volta crescevano spontaneamente solo nel continente Americano, dal Canada alla Patagonia, e solo una specie era nativa anche in Africa, Sri Lanka e Madagascar. Nei secoli però sono state naturalizzate anche in altre parti, Italia compresa, e con alcuni accorgimenti possono essere coltivate senza troppi problemi.

I fiori del Cactus sono grandi rispetto al fusto e alle foglie ed alcuni hanno persino una fioritura notturna, perché vengono impollinati da insetti notturni o da piccoli animali come i pipistrelli.

Giardino con cactus in stile deserto

Curare i cactus

Il Cactus è una pianta che notoriamente non necessita di essere innaffiata con costanza e regolarità, per questo si adatta molto bene a vivere in casa di chi non ha sufficiente tempo da dedicare al giardino.
Il ciclo vitale del Cactus prevede una crescita estiva ed una fase di stasi vegetativa in inverno. Alcune specie riescono a resistere fino a -15°C, ma ce ne sono anche di così delicate da non sopravvivere a temperature inferiore ai 15°C.

Quando acquistate un Cactus valutate con attenzione le caratteristiche della specie che vi interessa, in modo da trovare quella in grado di sopravvivere alle temperature di casa vostra.
Queste piante, grazie alla loro scorta d’acqua, vivono bene in ambienti ricchi di sole e affinché il cactus cresca in maniera uniforme occorre posizionare la pianta in modo che riceva il sole su ogni lato (o nel caso ruotarla se si trova in un vaso).

Il supporto ideale è costituito da un terreno leggero e drenante, costituito soprattutto da terra e sabbia, che non deve essere mai pressato ma può invece essere decorato con ciottoli, ghiaia, sabbia, selciato e pietre colorate per aggiungere vivacità al giardino.

Sappiate infine che i Cactus vanno rinvasati o rimessi a dimora (se si trovano nel terreno) almeno una volta all’anno, in primavera, per garantirne la corretta crescita e favorirne la salute.
Nella stagione calda la pianta va annaffiata ogni qualvolta il terreno risulti secco in superficie, circa una volta a settimana, mentre nel periodo invernale non va annaffiata quasi mai. Ottimo, vero?

Fioritura di cactus, fiori rossi

Idee giardino

Adesso che abbiamo individuato la pianta ideale per chi non ha tempo di dedicarsi regolarmente al giardino, possiamo pensare a tutti i dettagli. Innanzi tutto definite lo spazio da dedicare ai cactus e alla sua esposizione. Considerate la collocazione migliore per il benessere della pianta: un punto in cui riceva sole a sufficienza e in cui il terreno sia adeguatamente drenante per le sue necessità.

Stabilite come dovrà essere il tipo di aiuola su cui saranno inseriti, se cercate qualcosa di minimal vi consiglio di arricchire la superficie con un qualche rivestimento drenante. Scegliete quindi le fioriere da utilizzare e i ciottoli o il materiale più adatto per decorare la superficie del giardino armonizzandola con i colori degli eventuali arredi e dell’ambiente esterno.

I giardini realizzati con Cactus e piante succulente sono solitamente caratterizzati da uno stile essenziale, quasi Zen. L’ambiente è pulito e minimal, ma questo non significa affatto dover fare rinunce. Qui di seguito trovate alcuni esempi di giardini facili da realizzare:

Echinopsis subdenudata in fiore

Mix pungente

Se amate i giardini floridi e rigogliosi, provate a puntare sulla quantità e sulle forme. Create una serie di gruppi con diverse tipologie di Cactus, anche molto diverse tra loro, ed organizzate questi gruppi in modo che sembrino uno scorcio selvaggio. Potete orientarvi su uno schema in cui le piante fiancheggino un piccolo percorso fatto di pietrisco e se avete anche grandi rocce da aggiungere come decorazione, esse contribuiranno a conferire alla composizione un aspetto molto naturalistico.

In generale, i Cactus più grandi (ma non solo) riescono a crescere bene anche su terreni irregolari, adattandosi quindi con estrema facilità. Anche questo dettaglio può diventare fonte di ispirazione per la progettazione di un giardino, in cui l’aspetto (finto) selvaggio diventa chic.

I gruppi di specie possono quindi avere una disposizione che sembri casuale, spontanea, oppure possono seguire determinate forme e disegnare la superficie con una texture che si crea naturalmente grazie ai dettagli propri di ogni specie.

Giardino di cactus e piante grasse a schema ordinato

Giardino Minimal

In alternativa ad un design ricco ed elaborato, il cui punto di forza è un’alta densità di piante e sfumature di colore, si può invece pensare ad uno stile più lineare e sobrio, incentrato sulla pienezza di forme e di toni.

Rientrano in questa categoria tutti quei design in cui l’aspetto complessivo del giardino è dato dal rapporto tra la natura e la creazione artificiale, in cui però tutto viene piegato alla creatività e allo stile attraverso la ricerca e la pianificazione.

Più semplicemente, si può realizzare un giardino minimal ricorrendo ad elementi come pietre e ciottoli colorati o naturali che non sono solo una decorazione marginale. Le superfici dell’aiuola giocano alla pari con le forme e i fiori dei cactus e possono dare vita a design fatti di linee, colori e texture che funzionano in un equilibrio fortemente astratto.

In questo modo si gioca davvero con il design: i ciottoli, il selciato, le ghiaie o le sabbie diventano delle sorte di campiture di colori e sfumature che dialogano con le piante in un equilibrio quasi pittorico, riducendo al minimo la presenza delle piante. I Cactus diventano così dei punti focali incorniciati dal giardino in composizioni o in appositi vasi che ne esaltano la bellezza.

Minimal garden design con rocce e cactus

Mini-giardino o mini-cactus

Esiste inoltre tutto un micro-mondo legato ai mini Cactus. Queste piante così naturalmente ostili per via delle numerose spine, sono anche tanto amate per le loro qualità decorative ed è facile trovarne diverse specie (ma questo vale anche per molte altre piante succulente) in formato mini.

I mini cactus sono innegabilmente molto carini da vedere e le dimensioni ridotte li rendono una soluzione pratica per iniziare a familiarizzare con queste piante partendo da piccole quantità. Esistono tantissime possibilità di combinazioni con altri cactus o con altre piantexerofite e non – per realizzare composizioni caratteristiche e particolari, da tenere in vaso.

Composizione in vaso di mini cactus

Quella dei Cactus è davvero una soluzione facile da gestire e molto decorativa. Utilizzateli per spazi grandi e piccoli, seguendo i vostri gusti e semplificando la gestione del giardino a poche mosse. Risparmiate tempo senza rinunciare al vostro angolo di verde!

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Garden Design: come si progetta un giardino?

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno, Idee

Nelle riviste di giardinaggio sembra tutto facile e meraviglioso. Giardini luminosi e lussureggianti, ambienti accoglienti, spazi ottimizzati ed impreziositi da piante e fiori bellissimi. Ma come si fa a creare un design che sia veramente adatto per i nostri spazi outdoor?

La pianificazione è tutto: avere un quadro preciso delle metrature a disposizione e del futuro ingombro di ogni pianta ci permetterà di organizzare al meglio il nostro giardino, qualunque sia il vostro stile. Inoltre, indipendentemente dalla dimensione e dalla forma dello spazio esterno, potete decidere di organizzare un design che segua forme circolari, ovali, rettangolari, ellittiche ecc…

Una volta definito un piano organizzativo (anche sommario) dovreste valutare quale sia il reale spazio di movimento di cui avrete bisogno, non solo per curare il giardino stesso, ma anche per poterne fruire.
Se avete abbastanza posto per mettere un tavolo e delle sedie, tenete conto dell’ingombro dell’arredo e dell’area necessaria per muovervi. Stessa cosa se inserite divani, poltroncine, oppure elementi per il barbeque e per cucinare all’aperto.
A questo aggiungete eventuali ornamenti e decori per esterni. Ogni cosa deve avere il suo spazio senza penalizzare qualcos’altro, così da evitare anche di caricare troppo l’ambiente del giardino.

Giardino con pavimentazione chiara

Le Piante

Un’ottima idea è quella di partire dal perimetro. Più grandi sono le piante che volete (o potete) posizionare, più profonda dovrà essere l’aiuola che preparerete. Di norma considerate anche che le piante più piccole vanno messe davanti a quelle più alte, per dare visibilità ad ogni elemento.

Se invece non volete ricorrere agli arbusti, ma vi piace l’idea di avere del verde anche in altezza, le piante rampicanti andranno benissimo e non richiederanno aiuole profonde. Ciò vale anche per i giardini piccoli, in cui le recinzioni sono un importante elemento a vista e quindi sta a noi decidere se nasconderle oppure esaltarle se si tratta di siepi o steccati.

Qualora sia presente una pavimentazione o un selciato, questo influenzerà la scelta delle tonalità del giardino. Ad esempio, il grigio e il bianco – anche quando si tratta di pietre e mattonelle distribuite in maniera non geometrica – si prestano per l’organizzazione di un design in stile country francese, mentre i colori molto scuri si adattano meglio ad un design più moderno e lineare.

Giardino verticale con vasi

Per orientarvi nella scelta dei fiori rapportati alla pavimentazione, potete fare riferimento ad uno schema orientativo degli abbinamenti più frequenti in materia di outdoor (ma ovviamente no n sono una regola fissa):

  • il grigio e bianco si abbinano molto bene con fioriture nelle tonalità del viola o semplicemente bianche, ma trattandosi di colori neutri non ci sono in realtà delle vere limitazioni;
  • i colori molto scuri si sposano soprattutto con i colori forti, intensi, come il rosso, l’arancione e il giallo;
  • i toni dorati e caldi nella pavimentazione, invece, si combinano meglio con fiori dai toni delicati come ad esempio il rosa, il color lavanda e i giallini più tenui.

Per qualunque abbinamento abbiate in mente, ricordate sempre di armonizzare le varie combinazioni di fiori e piante con l’uso di arbusti (grandi o piccoli) e cespugli sempreverdi. Questo è fondamentale per spezzare gli eccessi di colore ed armonizzare la visione d’insieme, perciò si consiglia solitamente di iniziare distribuendo i sempreverdi per primi, usandoli come punti di riferimento per i fiori che inserirete successivamente.

Pavimentazione scura per il giardino

Una volta che avrete definito l’impostazione del giardino, potete piantare i fiori colorati ed organizzarli per un massimo di 5 o 6 varietà, a meno che non disponiate di uno spazio davvero molto ampio.
Al momento della scelta valutate inoltre i tempi di fioritura. In questo modo avrete sempre qualche fiore durante l’anno e il vostro giardino apparirà sempre vivo e vitale.

Arredi da giardino

Gli arredi da giardino devono essere scelti non solo in base al loro ingombro fisico ma anche in base alla quantità di spazio necessaria per fruirne. Esistono tante soluzioni per i giardini di tutte le taglie e dunque è meglio non rischiare di rimanere delusi in un ambiente troppo ad incastro.

Pensate quindi con attenzione a quella che volete sia la destinazione d’uso del vostro giardino: vorreste che fosse uno spazio di ritrovo? Un luogo in cui far giocare i bambini? Un posto in cui isolarsi o rilassarsi per ritrovare la tranquillità? Questo è un punto importante che è bene chiarire fin dall’inizio della vostra pianificazione.

Gli ornamenti da giardino vanno collocati con attenzione e in relazione alle piante, altrimenti non si armonizzeranno veramente con l’ambiente circostante.

Panca perimetrale da giardino

Ottimizzare le piccole metrature

La soluzione più ovvia è quella di dare libero sfogo alla verticalità. Le aiuole a spirale che si sviluppano verso l’alto sono quindi una buona idea per massimizzare lo spazio del giardino e creare una struttura che è anche decorativa.

In questo modo, l’acqua scivola giù più facilmente, creando così un ambiente più umido in basso. Al contrario, nel centro – che è anche la parte più alta – la terra rimane più asciutta. È bene allora sfruttare questa diversificazione posizionando le piante secondo le loro caratteristiche e necessità.

Giardino a spirale Philly Permaculture

Uno stagno artificiale conferisce di solito un aspetto molto naturalistico, ma richiede un lavoro di manutenzione continuativo ed attento, perchè può facilmente diventare un ricettacolo maleodorante di insetti.

A questo scopo esistono specifici prodotti che servono a mantenere costante il livello di pulizia dell’acqua, senza danneggiare le piante, e in questo modo, grazie anche al supporto di un sistema elettrico di ricircolo, l’acqua non rimane del tutto stagnante e ciò renderà perfetto il vostro stagno.
Si consiglia solitamente di cambiare settimanalmente circa il 15% dell’acqua, così da non sovraccaricare troppo i sistemi di filtraggio dello stagno artificiale ed assicurarsi che i prodotti specifici per l’igiene non perdano la loro efficienza.

Le grandezze possono essere variabili, in base alla disponibilità di spazio, e possono essere sia installate nel terreno che in un vaso apposito, così da essere inserite anche in ambienti ridotti. In ogni caso, tutti gli stagni artificiali danno sempre un bell’effetto scenografico, molto pittoresco.

Piccolo stagno artificiale da giardino

Le idee potrebbero essere tante, ma una pianificazione attenta resta sempre lo strumento migliore per avere un giardino perfetto, semplice o complesso che sia. Individuate un punto di focale da trasformare nel centro del giardino. Può essere il tavolo con le sedute, una fontana, un piccolo angolo in cui posizionare decori di pregio… quello che preferite. Infine, non trascurate mai l’aspetto della manutenzione e il vostro spazio esterno sarà un vero angolo di paradiso.

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Carta da parati: guida alla scelta per dare nuova vita alla tua casa

Pubblicato da blog ospite in Decor, Design d' Ingegno

La carta da parati è una soluzione, alternativa alla pittura d’interni, per decorare il soffitto e le pareti di casa. Può diventare un accessorio di rilievo e definire il carattere di un ambiente in due modi: coordinandosi con gli arredi in modo da incorniciare ed armonizzare tutti gli altri elementi, oppure bilanciando i vari arredi, soprammobili e tendaggi grazie ad uno stile creato con il contrasto.

Alcuni la detestano e altri la amano: ma perché? Innanzi tutto la carta da parati è un elemento molto antico e per centinaia di anni fu solo un privilegio per nobili e ricchi. Ciò accadeva perché la carta necessitava di essere sostituita ogni volta che si rovinava o si macchiava ed era costosa anche per via della sua lavorazione artistico-artigianale, che poteva renderla preziosa al pari di un arazzo.

Perché si sceglie la carta da parati?

La carta da parati, infatti, fu un’alternativa agli arazzi che venivano appesi alle pareti fino all’epoca medievale e dal 1300 in poi divenne sempre più un vezzo decorativo in cui rappresentare scene pittoriche complesse o graziosi motivi modulari, tutti rigorosamente realizzati a mano. O quasi.
La carta da parati è stata scarsamente collegata alle arti decorative, eppure veniva solitamente lavorata attraverso la stampa di incisioni e xerigrafie di pregio. Tuttavia, la sua natura effimera e facile da sostituire non fu forse sufficientemente apprezzata.

Wallpaper design di MrPerswall

L’utilizzo della stampa venne in aiuto a questa pratica e dopo un susseguirsi di ripensamenti e di ritorni in auge la carta da parati riacquista il suo ruolo nell’arte di arredare la casa. In Francia e in Gran Bretagna furono leader europei nel realizzare carta da parati e la rivoluzione industriale la rese più economica e accessibile, anche alla classe media.

La carta da parati fu per tanto tempo soltanto uno sfondo, pur avendo sempre un ruolo vitale nell’arredamento di una stanza, influenzando anche la scelta degli altri elementi.
Di solito era disegnata in modo da imitare qualcos’altro: arazzi, velluti, drappeggi di seta, legno e decorazioni pittoriche, così nel XIX secolo aveva finito per diventare la soluzione più economica per decorare le pareti, senza rinunciare all’eleganza, almeno finché non divenne accessibile anche per la classe operaia. A quel punto però perse fascino agli occhi dei ceti abbienti, ma aveva dimostrato di poter sopravvivere alle mode per secoli.

Wallpaper design per il salotto

Carta da parati: si o no?

Più recentemente, ebbe un nuovo boom negli anni ‘70 , portando nelle case di tutto il mondo la moda della carta da parati. Si rovinava facilmente, spesso veniva ricoperta da altra carta o rimossa, per cui non era ancora un bene durevole. E forse non lo sarà mai, proprio per permetterci di cambiare e di rinnovare una stanza con facilità.

Tuttavia, la capacità di resistere al deterioramento è ormai decisamente migliorata rispetto al passato e anche pulirle è diventato un procedimento più gestibile rispetto alle tipologie di un tempo.

Il fattore design viene al primo posto e c’è sempre una crescente attenzione ai materiali ed ai pattern possibili, garantendo un’ampia scelta di qualità e naturalmente costi. Inoltre, può essere una soluzione interessante per la personalizzazione di una stanza, dato che non è necessario applicare carta da parati su ogni muro, ma si può avere un risultato di grande effetto anche con una sola parete, che poi è anche uno dei trend attual.

Le pareti decorate si relazionano con tutti gli altri elementi dell’ambiente e il modo in cui lo fanno racconta molto di noi e dell’atmosfera che amiamo. Non a caso quest’anno è tornata di moda, anche attraverso eventi come il Salone del Mobile di Milano, in cui si è parlato di nuovo perfino di carte da parati realizzate a mano, proprio come avveniva in origine.

Wallpaper design for bedroom

Come si applica?

Per l’applicazione della carta da parati è sempre meglio chiedere l’intervento di un professionista tappezziere, ma se avete una buona manualità potete provare a seguire i passaggi di routine:

  • Ripulire la parete da residui di precedenti tappezzerie e da rilievi o altri danni alla superficie.
  • Utilizzare una colla in base al peso della carta che si vuole applicare.
  • Controllare se esiste un eventuale rapporto nel disegno per organizzare la posa dei fogli.
  • Tagliare il telo della tappezzeria eccedendo di qualche centimetro rispetto all’altezza della parete.
  • Stendere la colla sul foglio di carta da parati e lasciarla riposare per qualche minuto prima della posa.
  • Assicurarsi che il telo sia esattamente verticale ed applicare la striscia dall’alto verso il basso.
  • Correggere irregolarità e bolle intervenendo con un rullo per appiattire a dovere la carta incollata.
  • Posizionare a fianco la striscia successiva avendo cura di far combaciare correttamente la decorazione.

Se siete appassionati del “fai da te”, vi invito a consultare questo articolo per eseguire la corretta posa della carta da parati.

Wallpaper design for the dining room

Caratteristiche tecniche della carta da parati

La carta da parati può essere fatta di materiali differenti ed adattarsi quindi a diverse esigenze. Esistono 3 tipologie principali, che corrispondono allo standard in commercio:

Cellulosa naturale

La carta ricavata dalla cellulosa, pur essendo naturale, è un materiale dotato di buona resistenza e che quindi può durare a lungo se correttamente curata e pulita. Inoltre, si presta per essere colorata in molti modi dalla tinta unita alle fantasie più originali.

Vinile

La carta da parati in cellulosa viene rivestita di uno strato di pvc che la rende impermeabile e quindi facilmente lavabile. Questa caratteristica la rende quindi adatta per essere installata anche in ambienti notoriamente umidi come bagno e cucina.

TNT

Il “tessuto non tessuto” può essere realizzato con il lino, il cotone, la seta o la iuta. Adatto alle superfici lisce come quelle del cartongesso, facile da applicare e necessita di poca manutenzione. Grazie alle fibre, la carta da parati lascia passare l’umidità e permette alle pareti di respirare.

Carta da parati di Belleri tende, collezione Palazzo

In base alla finitura si possono poi trovare carte da parati in rilievo o con una texture consistente al tatto, ad esempio cerate o vellutate. Ma non è tutto. Le nuove tecnologie hanno permesso di creare carte da parati innovative ed estremamente funzionali.

Carta da parati personalizzabile

Le tecniche a getto d’inchiostro permettono di stampare immagini digitali ad alta risoluzione, assecondando in pieno la fantasia di ogni designer e permettendo di realizzare rivestimenti per interni unici e personalizzabili.
L’azienda internazionale MrPerswall, ad esempio, realizza carta da parati con fantasie che possono anche essere personalizzate, permettendo di scegliere combinazioni, motivi o addirittura  di proporne e crearne di prorpri. In questo modo si possono quindi ottenere prodotti su misura per il gusto di ogni cliente.

Cusomized wallpaper design, MrPerswall UK

Carta da parati fotovoltaica

Il Technical Research Centre of Finland (VTT) ha creato nel 2015 dei pannelli fotovoltaici decorativi così sottili da poter essere utilizzati anche come carta da parati oltre che per gli esterni della casa. Questi pannelli flessibili possono aderire facilmente alle pareti e quelli realizzati finora sono decorati con circuiti a forma di foglia in modo da risultare gradevoli anche nell’aspetto.

Vengono applicati sulla normale carta da parati e sfruttano la luce solare che proviene dall’esterno per poter alimentare piccoli dispositivi presenti in casa, come cellulari, umidificatori e lampadine al LED.
All’interno dei pannelli si trovano gli elettrodi e gli strati di polimeri per catturare la luce, ma i pannelli sono anche riciclabili, rispettando così l’ambiente.

Pannelli fotovoltaici flessibili da interni, VTT

Carta da parati a LED

Già nel 2004 l’azienda Meystyle aveva realizzato una carta da parati che poteva illuminarsi con le luci a LED. Queste vengono integrate nello spessore della carta senza aggiungere millimetri e l’unico prerequisito è la presenza di una presa elettrica sulla parete da decorare.

Ogni LED viene incorporato manualmente ed ogni rotolo di carta da parati è collegato all’altro in una tecnologia intuitiva di connettori metallici che non richiede allacci a vista tra un telo e l’altro. Grazie a questo sistema di connessione invisibile, la carta da parati può essere messa in posa da qualunque professionista del settore.

I LED hanno due tonalità di bianco – una più calda e una più fredda – e ad un voltaggio sufficientemente basso da risultare sicuro e rispettoso dell’ambiente.

LED wallpaper Chandelier by Meystyle

Immagina come potrebbero essere le tue pareti

Quando si tratta di scegliere come decorare pareti e soffitti il principio base è quello che riguarda la “coerenza delle sensazioni“, ovvero: cosa voglio trasmettere e con quale intensità? I colori, le forme, le sfumature e i disegni possono trasformare la nostra casa dandole una personalità ancor prima di avervi messo qualunque altro dettaglio e possono aggiungere forza e stile in ambienti già arredati. Divertitevi ad esplorare le possibili combinazioni per ravvivare le pareti di casa.

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Letto a baldacchino: tuffo nel passato o salto nel futuro?

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno, Idee

Il letto a baldacchino, nell’immaginario collettivo, è solitamente associato ad arredi particolarmente sontuosi, dallo stile antico. Ci fa subito pensare a storici palazzi nobili, a ricche ville dei secoli scorsi e che oggi spesso ci sembrano strutture eccessive.

Nel lontano passato, il baldacchino è stato per molto tempo una struttura decorativa presente nelle cerimonie ecclesiastiche, nelle cattedrali e nelle sale di rappresentanza dei potenti (ma il baldacchino mobile per accompagnare lo spostamento di figure importanti era consuetudine ben più antica e radicata in Oriente). Nel Trecento e nel Quattrocento la sua presenza si è estesa alle camere e il sontuoso letto a baldacchino è diventato un elemento principesco, per impreziosire la struttura stessa del giaciglio ed ostentare la propria ricchezza.

Tecnicamente si tratta di una serie di drappi sostenuti da 4 aste o da un telaio, sui cui lati ricadono frange e tendaggi con varie funzioni. In oriente la sua struttura e l’uso di tessuti appositi consentiva, ad esempio, di proteggere il giaciglio dagli insetti, mentre in occidente, a partire dal periodo del Medioevo e del Rinascimento, veniva utilizzato per isolare il letto dal resto della stanza, proteggendo il sonno e la privacy di personalità importanti.

Nei secoli però è diventato sempre più soltanto un ornamento, per evidenziare lo stato sociale di chi ne possedeva uno e per definire gli spazi nella camera da letto aggiungendo note di colore e decorazioni, fino ad arricchirsi delle forme barocche nel Settecento. In questo periodo divenne più alto, più ristretto in cima e con tende allargate verso il basso, per poi scomparire dai fastosi palazzi (e non solo) cadendo temporaneamente in disuso.

Letto a baldacchino cinese antico, Arredamenti Bianco

In effetti, anche oggi esistono molte varietà di letti a baldacchino, ma il loro design è stato completamente rivisitato e adattato alle esigenze più moderne, mantenendo comunque una propria caratterizzazione “romantica” e chic.

Il letto a baldacchino ha un suo fascino particolare e non è affatto solo un elemento antiquato e fiabesco come molti credono. Ci sono, invece, tante soluzioni e design differenti per poterlo inserire in qualunque stile di arredo. Perfino catene di mobili low cost hanno un catalogo ricco di proposte a prezzi convenienti.
Minimal, esotici, orientali, contemporanei, i nuovi letti a baldacchino rappresentano oggetti di design con caratteristiche estetiche precise. Ci sono quelli con tende e drappeggi dai colori caldi, con testiere rivestite in velluto, intarsiate, ma anche proposte più lineari e dalle linee pulite, alcuni realizzate con materiali di riciclo oppure arricchiti da dotazioni tecnologiche di ultima generazione.
Ecco quindi 6 soluzioni possibili con linee accattivanti ed abbinamenti eleganti, per “sognare in grande”.

Letto a baldacchino principesco

Alcuni design ripropongono volutamente la sontuosità dello stile Barocco, con strutture in cui sono presenti lunghe e morbide tende a caduta (raccolte agli angoli), la copertura superiore in tessuto e una mantovana lungo tutto il perimetro.

Pur essendo fortemente ispirato al passato, questo letto Princess appare comunque leggero e delicato, grazie all’uso di tessuti delicati e sottili che si sostituiscono alla pesantezza dei broccati e dello stile antico.

L’effetto è quello di un romantico letto principesco, ma le decorazioni, i motivi sulle stoffe e la leggerezza delle trame conferiscono alla biancheria del letto una sensazione piacevole e un design compatibile con molti stili contemporanei.

Letto Princess, su Edilportale

Letto a baldacchino etnico

La collezione Sheherazad di Maison Du Monde è invece ispirata agli originali letti a baldacchino orientali con richiami etnici nelle linee arabescate e nei colori dei tendaggi. Il letto è in acciaio, con decori fatti di curve e riccioli su pediera e testiera, mentre sulla sommità vi è una struttura a quattro volute (sempre in metallo) che unisce morbidamente i quattro angoli nel centro, permettendo una duplice organizzazione delle tende.

Potete infatti scegliere di posizionare i tendaggi solo lungo il bordo, per chiudere il giaciglio sui lati, oppure metterle in modo che si aprano a partire dal centro delle volte del baldacchino scendendo fino al letto. Il colore dei tessuti ha qui un ruolo fondamentale per definire lo stile della stanza, adattandolo così al vostro arredamento senza alcuna difficoltà.

Letto a baldacchino Sheherazad di Maison Du Monde

Letto a baldacchino raffinato

Il letto Plaza fa parte della collezione Noir di Cattelan Italia ed ha una struttura il cui design è minimal, mentre le quattro colonne del baldacchino sono le vere protagoniste. Ognuna parte dal basso con una sequenza di morbide rotondità dalle dimensioni varie che richiamano in qualche modo le colonne tortili del Brunelleschi. Questo tipico vezzo Barocco della torsione è qui ripreso nei contorni e nella plasticità con cui la colonna si sviluppa, anche se qui le linee si slanciano verso l’alto e il design è moderno grazie anche alla scelta del materiale.

Le colonne di metallo sono lucide e luminose, vero fulcro del letto, tanto che il tessuto diventa un decoro marginale che può essere ridotto anche ad un solo elemento. Il design è elegante e raffinato, con un’estetica che lo rende una sofisticata rivisitazione dell’originale antico.

Letto Plaza, collezione Noir di Cattelan

Letto a baldacchino contemporaneo

La collezione Hollywood di Medea offre uno stile del baldacchino assolutamente essenziale, quasi una cornice. Qui non ci sono decori o dettagli, ma solo linee e luce grazie alla superficie lucida del metallo di cui è fatta la struttura.

Negli angoli in alto sono previsti anche dei ganci discreti per le tende, anche se non si percepisce una mancanza, perché il design sembra già essere completo così. Nella struttura sono comunque compresi una testiera ed una pediera di tessuto imbottito con forme geometriche.

Un design tipicamente contemporaneo che però lascia un discreto margine alla personalizzazione con tende, cuscini e biancheria per il letto.

Collezione Hollywood di Medea arredamenti

Letto a baldacchino moderno

Fresco, colorato e moderno è invece il letto a baldacchino Jasmine di Domus Arte. Il design qui è altrettanto essenziale, ma la colorazione aggiunge un importante tono di vivacità e la struttura è ampia e solida.

Le finiture sono eseguite solo con vernici naturali e biocompatibili per rispettare l’ambiente, mentre gli incastri creano una forma caratteristica con l’incrocio delle assi nella parte superiore. Al posto della classica struttura quadrata, combinata con un incrocio centrale costituito dalle quattro volute che partono dagli angoli, il design viene semplificato e sintetizzato in un incrocio diretto, rinunciando alla bordatura rettangolare superiore.

In questo modo lo stile di questo letto assume un carattere informale e giovane, arricchito solo dalla grande testata che può essere rivestita con diverse soluzioni, in abbinamento alle possibili colorazioni della struttura stessa.

Letto a baldacchino Jasmine, di Domus Arte

Letto a baldacchino tecnologico

Il concept del letto tecnologico HiCan fu presentato nel 2007, ma è ancora un modello da sogno, perché rientra nella categoria degli arredi di lusso. Oggi viene infatti proposto sul mercato una nuova versione di questo letto a baldacchino hi-tech e il suo design è stato adattato e rifinito per poter essere inserito in diversi tipi di interni e contesti architettonici di pregio.

Questo baldacchino non ha niente a che vedere con il passato ed è piuttosto un abitacolo tecnologico pieno di funzioni e comfort in cui poter anche dormire. È un rifugio multifunzione basato su software ed applicazioni open source, una soluzione che sembra venire dal futuro per coccolarci.

È dotato di un innovativo sistema audio con altoparlanti invisibili, di applicazioni web multi-piattaforma, un sistema di tende automatizzate, il supporto per varie console di gaming, televisione e proiettore HD con home theatre.
Le finiture possono essere personalizzate e la struttura esterna è in Adamantx, un materiale innovativo italiano – come del resto è italiano anche HiCan – che si abbina con varie tipologie di rivestimenti interni per l’abitacolo.

Letto a baldacchino tecnologico e di lusso Hi-Can

Esistono quindi modelli e stili per tutte le tasche, rendendo il letto a baldacchino un elemento più versatile di quanto si creda. È pur sempre una struttura letto che può essere interpretata con differenti design e il fatto che si sviluppi in verticale è un vantaggio anche negli spazi ridotti, perché non crea ingombro nella stanza.

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Alla ricerca dello spazio perduto? Scegli un arredamento multitasking

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno, Idee

Abbiamo arredato la nostra casa con gusto, abbiamo scelto i mobili, la tappezzeria ed abbiamo impreziosito i locali con dettagli e cose che parlano di noi. Tantissimi sono gli oggetti che ci circondano: dai libri alle foto, dagli Svarowski ai vasi di fiori, dai giocattoli ai vari souvenir delle vacanze e così via. Giorno dopo giorno la nostra casa si riempie di vita e di cose, ma non sempre abbiamo lo spazio che vorremmo.
A volte può essere sufficiente anche solo un nuovo acquisto, un regalo, un cambiamento in casa ed è facile ritrovarsi intrappolati nell’arduo compito di trovare la giusta collocazione alle piccole o grandi novità nella nostra abitazione.

Non deve stupirci nemmeno se perfino un evento calcolato e programmato – come può essere l’arrivo di un bambino, di un nuovo animale domestico o la ristrutturazione e il cambio di arredi di uno dei locali della casa – può presentare degli imprevisti, costringendoci a calcolare nuovamente gli spazi e a definire una diversa organizzazione dei vari elementi presenti in una stanza.

arredamento con scomparti extra

Come si fa a creare più spazio?

La soluzione è generalmente una sofferta selezione per decidere cosa dovremmo confinare in soffitta e cosa relegare in cantina, per poi pentirsi magari a distanza di tempo. È sicuramente successo a molti di noi e se non disponiamo di grandi metrature, i cambiamenti rischiano di procurarci più stress del dovuto, senza farci godere appieno della novità.

Tuttavia, nella maggior parte dei casi, per rimediare basta ricorrere a semplici soluzioni che solitamente è possibile integrare nell’arredamento già presente, per essere pronti ad accogliere a cuor leggero dei nuovi oggetti e ricordi in casa.

Ogni stanza ha naturalmente le sue dinamiche ed ogni stile di arredamento ha i suoi limiti estetici da rispettare. Alcuni dettagli, però, possono essere semplicemente aggiunti, come succede per mensole e ripiani, a patto ovviamente di non rendere l’ambiente troppo carico e soffocante.
Qui di seguito trovate una serie di idee che potete applicare anche a casa vostra secondo le diverse necessità e budget: lasciatevi ispirare oppure chiedeteci qualche consiglio se avete esigenze particolari.

Boiserie libreria a tutta parete

Una parete fluida

Se avete una porta collocata al centro della parete la soluzione migliore sarebbe quella di usare tutto lo spazio dal pavimento al soffitto per installare un mobile libreria con vari scomparti, in modo da sfruttare lo spazio in altezza anche sopra la porta.
Questa soluzione può essere un’ottima scelta pure se volete creare una divisione non troppo netta tra due ambienti comunicanti, come l’angolo cottura e il salotto.

Il design della parete Motus, realizzata da Vittore Niolu per Scavolini, è moderno ed vibrante, con vari scomparti per organizzare gli oggetti e per equilibrare gli elementi al suo interno.
Si tratta di una parete attrezzata a spalla, ovvero realizzata con lo stesso principio delle librerie. È infatti composta di colonne che possono essere montate l’una accanto all’altra da terra ed ogni colonna è costituita da ripiani e da spalle a cui possono essere aggiunti schienali posteriori oppure ante secondo la sua funzione.

In questo modo, da un lato all’altro della parete attrezzata può esserci permeabilità o chiusura, in base anche alla tipologia di moduli utilizzati nel mobile stesso. Il vantaggio di questa soluzione sta nel fatto che si possono creare più aree contenitive senza invadere troppo l’area calpestabile della stanza e quindi lascia una maggiore libertà nell’utilizzare lo spazio rimanente.

Mobile libreria a parete di Scavolini

Una poltrona vuota

Le poltrone e i divani – grandi o piccoli che siano – sono un elemento immancabile nelle nostre case e quindi rientrano in quel genere di arredi la cui funzionalità può e deve essere sfruttata. Possono ad esempio essere un modo per spezzare la continuità di una parete attrezzata oppure fungere loro stessi da spazio contenitivo.

Questo è già possibile con i divani contenitore che sotto le sedute prevedono aree capienti in cui riporre oggetti o cuscini e coperte extra. Inoltre, la soluzione di una seduta fornita di scomparti per riporre oggetti non è certo una cosa nuova e sono diverse le proposte che nel tempo hanno tentato di rendere accattivante una combinazione di funzionalità e design per poter garantire una seduta confortevole ed uno spazio utile allo stesso tempo.

Hollow Chair è una poltrona ideata da Judson Beaumont e la cui caratteristica principale è quella di avere una linea e delle forme assolutamente classiche. A ciò si contrappone la cavità dei braccioli e della parte sottostante la seduta per cui è veramente possibile utilizzare questo scomparto per posizionare molti oggetti pur avendoli sempre a portata di mano.

Sembra perfetta per la stanza dei ragazzi o per lo studio, ma se avete un salotto compatibile con uno stile che in fondo è un po’ giocoso, potete anche collocarla nella zona giorno ed utilizzarla per tenere libri e riviste.

Poltrona Cava di Judson Beaumont

Una super credenza

La cucina ha solitamente una composizione già ottimizzata secondo l’ambiente in cui viene inserita e non sempre è possibile aggiungere elementi ulteriori in questa stanza. Tuttavia, le credenze sono un tipo di arredo che può essere collocato anche nella sala da pranzo o in salotto, perché di norma possiede un aspetto discreto ed ordinato.

Questo mobile è forse il “segreto di Pulcinella” in fatto di recupero spazi ed è inoltre sufficiente apporre semplici modifiche  – compatibilmente con il design e lo stile – o scegliere modelli già predisposti per ricavare ulteriore spazio.
Se infatti si aggiungono pochi centimetri (circa 15-20 cm al massimo) alla profondità standard dell’ingombro di questo genere di arredo è possibile collocare dei piccoli ripiani sulle ante, simulando in un certo senso quella che è la capacità contenitiva di un comune frigorifero.

In questo modo, sfruttando la verticalità del mobile, anche le ante diventano spazio adatto per riporre alimenti, barattoli e bottiglie. Più è alto il mobile, dunque, più cose può contenere. Naturalmente la capienza delle ante è limitata ad una certa categoria di contenitori e potete invece lasciare gli stipetti per le cose più ingombranti.

Credenza con spazio extra

Una cassettiera da té

Un altro punto strategico della zona living, e più precisamente del salotto, è sicuramente il tavolino da tè. Questo elemento è sempre più spesso apprezzato come contenitore e ne esistono molte versioni, con scomparti a vista, con ceste e scomparti a cassetto.

Comodo per riporre piccoli oggetti e non solo, in base alle sue variabili di design e allo stile in cui rientra potete avere un diverso spazio a disposizione e ripiani più o meno capienti. Di fatto si tratta di un arredo che in ogni caso viene utilizzato al 100%, a partire dalla sua superficie.

È una soluzione molto versatile che può essere inserita anche in ambienti ridotti. In alternativa al tavolino da tè potete comunque optare per un’ottomana a bauletto che possa fungere da contenitore, ma la separazione a scomparti è secondo me da preferire, perché rende più facile la gestione degli oggetti.

Tavolino da tè con cassetti

Un letto – comò

Anche in camera da letto, non è sempre facile trovare nuovi spazi oltre i soliti armadi, comò e comodini. Se la stanza è sufficientemente ampia si può pensare di aggiungere una cassapanca in fondo al letto, oppure (o in aggiunta) esistono strutture letto fornite di cassettoni anche per il matrimoniale.

Gli scomparti possono essere posizionati in fondo, ai lati oppure tutto intorno e questa è una soluzione che ben si adatta a numerosi stili. Ci risparmia ulteriori ingombri dello spazio calpestabile ed è una valida alternativa al classico letto contenitore.
I cassetti ci consentono anche qui di suddividere meglio la biancheria o gli altri oggetti in essi riposti, perciò questa è un’ottima soluzione anche per tenere più ordinata la stanza con facilità.

In alcuni casi anche la testiera si può trasformare in un ripiano utile per non riempire troppo il comodino (e chi ama leggere libri al letto prima di dormire può capire molto bene di cosa parlo), ma le varie opzioni si possono naturalmente combinare secondo il proprio gusto.

Letto contenitore con cassetti

Un caro vecchio sottoscala

Se avete un’abitazione disposta su due livelli, avere una scala può essere un comodo vantaggio. In base a come è disposta la vostra casa, il sottoscala può essere adibito a diverse funzioni ed è uno spazio a volte sottovalutato.

Può diventare un angolo studio per il computer, può essere uno spazio per accogliere una cucina (naturalmente su misura), un armadio oppure un classico ripostiglio. Il sottoscala può essere una vera comodità per recuperare centimetri preziosi.

Le soluzioni possibili prevedono mobili con cassettoni, librerie, stipetti e scaffali. Insomma non esistono regole e le possibilità sono davvero tante, più o meno articolate.

Mobile sottoscala

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Dove lo metto? 7 proposte di design per gli appendiabiti

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno, Idee

Quando arrivano ospiti l’appendiabiti si riempie velocemente e a volte non è nemmeno sufficiente. Tra indumenti e accessori vari, questo complemento d’arredo è più utile ed importante di quanto si pensi. Per questa ragione, a meno che non sia tarda primavera oppure estate, abbiamo bisogno di trovare un posto temporaneo a giacche, sciarpe, cappotti, borse, cappelli, giubbini e soprabiti. Quante volte vi è capitato?

Bisogna anzitutto calcolare l’ingombro, valutare la tipologia di appendiabiti, lo spazio a disposizione, trovare la giusta collocazione e poi naturalmente considerare l’estetica dell’ambiente in cui è inserito. È una delle prime cose che ci accoglie all’ingresso di un‘abitazione e solo prestando la giusta attenzione nello scegliere il modello adatto a noi avremo la possibilità di rendere da subito la nostra casa bella ed accogliente per tutte le occasioni.

Questo complemento non è solo pensato per essere decorativo come può accadere ad esempio per una lampada da tavolo che magari usiamo poco, ma è invece un nostro piccolo alleato tutti i giorni per tenere in ordine la casa.

Orientarsi tra stili e design

Quando si valuta un design se ne valuta non solo la bellezza, ma pure il valore aggiunto che una linea, una forma e una decorazione possono dare ad un oggetto per renderlo più comodo e funzionale.

Nel caso di un appendiabiti valutiamo anzitutto la sua funzione in base agli spazi: abbiamo un ingresso che rimane ben separato dalle altre stanze? Non abbiamo un vero ingresso e la porta di entrata si apre direttamente (o quasi) sul salotto? Abbiamo una stanza o un’area che funge da disimpegno?
Se l’appendiabiti è costantemente a vista, è chiaro che l’importanza della sua qualità estetica e del suo ingombro (anche se solo a parete) è direttamente proporzionale allo stile dell’arredamento in cui viene inserito, mentre se si trova in una zona che sia in un certo modo separata, può essere più carico di opzioni e scomparti funzionali.

Appendiabiti DIY

Qui di seguito trovate diverse idee che possono aiutarvi a scegliere il genere di appendiabiti più adatto alle vostre necessità:

Upcycle Fetish

Questo genere di appendiabiti è per ciclisti incalliti o per chi ama circondarsi di uno stile stravagante. Ideato dall’artista Andreas Scheiger, questo progetto è nato ispirandosi al quadro di Picasso intitolato “Testa di Toro”. Tutte le parti sono state recuperate da vecchie biciclette il cui sellino e manubrio è stato montato su un ovale di legno.

Questo tipo di riciclo è sicuramente ottimo per l’ambiente e creativo, ma il suo design è molto particolare e la sua funzionalità scarsa. L’ingombro di ogni appendiabito è minimo (avendo solo due ganci-manubrio), per cui le opzioni d’uso sono due: potete utilizzarlo per una seconda casa, in cui non andate spesso e in cui l’appendiabiti è poco usato; oppure potete usarlo come decoro ed impegnare buona parte della parete con ironia, ma è necessario essere dei “fieri cacciatori ecologisti” per apprezzarlo.

Upcycle fetish di Glandis

Leaf Hooks

I designer Meike Langer ed Hiroshi Kawano hanno collaborato nella realizzazione di queste “foglie-gancio” che non sono solo un appendiabiti da parete, ma anche un grazioso e delicato decoro.
Le foglie, dal design essenziale e pulito, sono state create per l’azienda italiana EX.T e si ispirano ai movimenti leggeri delle foglie di un albero. Si tratta di singole foglie da disporre liberamente a parete e fatte con sottili fogli di metallo.

Le Leaf Hooks sono quindi una presenza discreta e si armonizzano perfettamente con ambienti moderni e minimal grazie alle loro colorazioni tenui che le rendono estremamente decorative e poco ingombranti. Potete scegliere voi come distribuire le foglie e quante installarne, perciò questa soluzione è molto versatile ed ottima per qualunque tipo di collocazione (a vista o meno).

Leaf Hooks di Ex.T

Yokohama

Alla stessa categoria ornamentale appartengono gli appendiabiti dell’azienda Ferrovivo. La linea Yokohama, infatti, ha una particolare eleganza di forme legata a motivi floreali e naturali, ripresi e proposti come fossero degli stencil da parete.

Esistono diverse soluzioni disponibili, ognuno con dettagli, grandezze e tonalità diverse (si chiamano Antigua, Milano, New York, Boston, Vienna.. solo per citarne alcune, ma l’azienda produce un totale di 28 modelli, tutti molto graziosi). Ogni modello è sviluppato per inserirsi con stile e fantasia senza ingombrare.

Pur trattandosi di appendiabiti pensati per essere installati in verticale, sono in realtà modelli a parete che si sviluppano dal basso verso l’alto e per alcuni modelli è possibile il posizionamento orizzontale.
In questo modo potete organizzare liberamente la parete secondo lo spazio a disposizione e potete combinarlo con altri complementi anche in camera. Il suo stile con un carattere in parte urban e in parte liberty si adatta a molti tipi di arredamento, accordandosi con arredi che vanno dall’antico al moderno grazie alle numerose scelte di colore.

Realizzati in metallo con rivestimento a pittura epossidica, sono una scelta dalle linee fresche e moderne, che arreda senza occupare molto spazio in casa.

Yokohama di Ferrovivo

Coat Frame

Questo appendiabiti semplice ed elegante è realizzato in bamboo e in acciaio, richiamando le strutture classiche come un’eco, ma rivelando invece uno stile povero e delicato. Con la sua essenzialità di forme si avvicina molto ai canoni di bellezza estetica orientale, soprattutto Giapponese, dove “meno è meglio”.

Il suo design minimal si sposa con ambienti contemporanei semplici e non solo moderni, ma nel complesso sembra un complemento d’arredo fatto artigianalmente. Prodotto dall’azienda WeDoWood, consiste in tre file di appendini – disposte due in alto e una in basso – incorniciati da un riquadro in bamboo che ne definisce lo spazio.

I singoli pioli di Coat Frame possono essere orientati fuori dal riquadro per appendere gli abiti e reindirizzati verso la parete per evitare inutili sporgenze quando non in uso, garantendo sempre un aspetto ordinato.

Coat Frame di WeDoWood

Kadou

Se cerchiamo invece fra i tradizionali appendiabiti da terra, uno dei più originali è probabilmente quello realizzato da Rysuke Fukusada per Bonaldo. Il risultato di questa collaborazione è un complemento d’arredo che racchiude qualità e funzioni che di norma non vediamo in questo genere di elementi.

Kadou è un affascinante ibrido, una chimera del design che con linee semplici ed eleganti riesce ad essere quasi una pianta d’arredamento, ma può diventare una fonte di luce con la sua base illuminata (nella versione chiamata Kadou Light) e – non da ultimo – è anche un moderno appendiabiti da collocare praticamente ovunque.
Questa soluzione colpisce davvero per la sua grande versatilità: il nome giapponese Kadou significa “arte dei fiori” e come una composizione arreda la casa con classe, con una qualità estetica che è propria solo dei soprammobili più raffinati.

La base di questo appendiabiti è realizzata in polietilene colorato ed è disponibile nelle tonalità bianco, grigio antracite, tortora e bronzo. I cinque rami sono invece fatti di metallo verniciato e li potete scegliere in diversi toni.
Le sue qualità cambiano con la sua destinazione d’uso, ma certamente non è un elemento della casa da tenere discretamente in corridoio o nell’ingresso.

Kadou di Bonaldo

Ponoq

Estremamente semplice e modulare, l’appendiabiti realizzato da Karl Andersson & Söner è di certo una proposta diversa dal solito e dal design molto moderno. Così minimal da risultare quasi meccanico, l’aspetto di questo appendiabiti possiede una qualità insolita: la capacità di scomparsa.

Quando non è in uso sembra un motivo decorativo in un lungo pannello rettangolare e quando è in uso i supporti sporgono per potervi appendere gli abiti. Discreto e dal design pulito, questa soluzione è fatta per consentire ad un gran numero di possibili ganci di essere presenti senza ingombrare.
Ottima per gli spazi piccoli in casa, per una casa al mare, all’entrata come nella camera dei bambini e via di seguito. Insomma, è fatto per essere utile senza ingombrare.

Ponoq esiste in tre colorazioni (bianco, nero e rosso) e in due versioni: una a parete e una verticale da terra, con piantana. Probabilmente, la versione migliore per il rapporto estetico funzionale del prodotto è quella a muro ed è un appendiabiti fatto di metallo che, grazie alle sue linee morbide e piene, aiuta ad evitare che gli indumenti si sformino.

Ponoq di Karl Andersson

Espansiva

Infine, scopriamo come il classico possa rinnovarsi per ottimizzare le risorse. È il caso dell’appendiabiti proposto da Foppapedretti: un design semplice, con forme tradizionali, con un asse centrale e i ganci nella parte alta.

Ci ricorda subito l’appendiabiti così come lo abbiamo visto nelle nostre case per anni, anche se oggi ha linee più morbide, maggiore corposità e naturalezza anche grazie all’uso del legno.
I pomelli a cui attaccare gli abiti sono tondi, per non sformare il tessuto nel tempo, e sono in metallo per dare luminosità al prodotto. Eppure anche le cose più familiari possono stupire e la particolarità di questa soluzione sta nell’essere in grado di adattarsi senza stravolgere gli spazi.

Dotata di una rella a scomparsa, Espansiva ha una barra porta ometti che scompare all’interno della piantana quando non è in uso mentre se necessario si estende fino ad 80 cm. Questo design ci insegna che la versatilità a volte sta nei dettagli e che una grande soluzione può venire a volte dalle cose semplici.

Espansiva di Foppapedretti

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Finestre e porte finestre: come orientarsi nella scelta? Scopri le nuove tecnologie

Pubblicato da blog ospite in Design d' Ingegno, Idee

Quando arrediamo la nostra casa prestiamo attenzione ai vari elementi affinché ne risulti un ambiente accogliente e piacevole. Ci dedichiamo ai dettagli, alla distribuzione ed ottimizzazione degli spazi, all’organizzazione degli arredi e degli accessori, ma sempre più persone decidono anche di dedicare la giusta attenzione per la collocazione e la tipologia degli infissi.

Meglio sempre prediligere spazi in cui i vuoti e i pieni si equilibrano – per non rendere troppo soffocante l’ambiente – e dove possibile prestate attenzione al posizionamento delle finestre e delle fonti di luce.
Se gli spazi sono piccoli, le finestre dovranno avere un ruolo centrale per illuminare la stanza e dare l’illusione di spazi maggiori, fino a decidere di ricorrere ad una porta finestra o ad una parete vetrata.

C’è chi ama guardare fuori e chi invece sente invadere la propria privacy attraverso le finestre. Per questa ragione le nuove tecnologie e le numerose opzioni di tende e tendaggi offrono una soluzione perfetta per tutti. Un vetro oscurante, una pianta oppure una tenda velata o coprente possono assecondare il nostro umore e le nostre necessità senza farci rinunciare ai benefici della luce naturale.

vecchia finestra

Come sono cambiate le finestre negli anni e cosa possiamo aspettarci oggi

Circondati da tecnologie e confort, a volte diamo per scontato le nostre finestre, eppure negli ultimi 60 anni ci sono stati molti cambiamenti importanti nella struttura, nelle prestazioni e nel modo di concepire gli infissi.

Negli ormai lontani anni ‘50, Alastair Pilkington (che era il direttore tecnico dell’omonima azienda manifatturiera del vetro Pilkington Brothers) inventò il vetro float: un sistema a galleggiamento nello stagno fuso per fabbricare il vetro più piatto ed uniforme che però nel tempo si rivelò pericoloso, poiché tendeva a rompersi in grossi pezzi taglienti.
Da qui in poi si realizzarono vetri sempre più sicuri, più elaborati, telai con maggiori capacità isolanti e così via, fino ad arrivare alle moderne finestre attuali che sono più efficienti, dinamiche, orientabili e multifunzione.

Le tipologie principali sono due: la prima riguarda le finestre a controllo solare che gestiscono la quantità di luce solare in entrata attraverso un conduttore trasparente, posizionato tra i due vetri, che può scurirsi o schiarirsi gradualmente usando l’elettricità; la seconda tipologia invece permette di controllare il calore in entrata rimanendo trasparente. In quest’ultimo caso, la finestra può essere opacizzata o scurita manualmente oppure attraverso un sistema domotico.

Pannelli scorrevoli in vetro

Cosa può fare una finestra? Ecco alcuni esempi delle tecnologie esistenti

Prima di tutto ci offrono riparo dalle intemperie, dagli occhi indiscreti e poi ci forniscono luce e calore naturale. Ci aiutano a gestire la temperatura in casa, in ufficio e (se ben posizionate ed ottimizzate) ci supportano anche nel risparmio energetico, rendendo la nostra casa più bella e più efficiente.

Futura+

La Idealcombi ha realizzato una serie di infissi innovativi e il loro modello Futura+ è stato premiato come Best Window al Build It Award 2016. Si tratta di una tipologia di finestra con una sezione vetro massimizzata, che garantisce una luce sempre naturale, unita ad un design che ne supporta la funzionalità e l’estetica per conferirle un aspetto moderno rispettando tutte le caratteristiche attuali.

Futura+ è una serie che prevede le aperture verso l’esterno, a cui si aggiunge una serie gemella Futura+i che invece ha funzioni di apertura verso l’interno e inclinata. Offrono entrambe una stessa visuale ed un gamma completa di tonalità e materiali per tutte le necessità.

Tra le sue caratteristiche troviamo il PUR, un nucleo isolante in poliuretano con elevate capacità di isolamento posto tra i profili interni ed esterni. Questa soluzione ne favorisce la manutenzione e fornisce elevate prestazioni in termini di isolamento e risparmio energetico.
Il design di questa finestra si focalizza quindi sull’ambiente, riducendo il consumo di energia ed incrementando il risparmio energetico.

sezione della tecnologia brevettata Idealcombi

Innergy

Anche l’azienda Inoutic ha introdotto una tecnologia per le finestre che ha definito la linea Innergy per ottenere alte prestazioni e vantaggi attraverso l’installazione di questi infissi. Si tratta di finestre (e porte) che si propongono come alternativa al semplice alluminio e lo fanno attraverso un alto livello di rigidità e una rilevante capacità di isolamento.

Fibre di vetro vengono impregnate in una resina di poliuretano che poi viene polimerizzata ed assume la sua forma definitiva. Combinando le prestazioni meccaniche dell’alluminio con le proprietà termoisolanti della resina, la conducibilità termica è 400 volte inferiore a quella in alluminio, mentre l’espansione termica può essere fino a 4 volte inferiore. Ciò significa anche che la struttura è più dura del normale PVC ed è più resistente anche la superficie alle intemperie, senza bisogno del rinforzo in acciaio.

A questo si aggiungono ottime prestazioni di insonorizzazione e antifurto, e le su caratteristiche le permettono di essere una buona soluzione anche per proteggere la casa anche dall’umidità.

Finestre Inoutic

FixFrame

Nel caso di FixFrame di Josko, parliamo invece di un modello che è stato premiato nel 2009 al Red Dot Product Design per le sue qualità estetiche e per la sua funzionalità. Linee semplici, cornici sottili e queste porte-finestre scorrevoli sono anche innovative.

Questo tipo di finestre ha funzioni naturalmente diverse e quindi diverse devono essere anche le prestazioni. Una porta scorrevole in vetro deve quindi poter offrire la visibilità di una finestra e la sicurezza di una porta, come accade per le serie di Josko in cui, ad esempio, le componenti tecniche scompaiono discretamente nelle pareti garantendo una visibilità a tutta superficie e quando due elementi si incontrano le giunture sono raffinate.

Incorniciate nell’alluminio, queste vetrate hanno la griglia di scorrimento che rasenta il piano su cui sono posate, senza barriere di sorta verso l’esterno. Le ante infatti si sollevano e scorrono, introducendo importanti vantaggi: l’accumulo di condensa è limitato dal triplo vetro che crea una barriera di calore, ma eventualmente non viene accumulata, perché la scanalatura protegge il pavimento.

La struttura è fatta con materiali compositi moderni e per gli insetti c’è inoltre una schermatura scorrevole a scomparsa (con la guida in alto). Infine, oltre all’opzione manuale, è possibile gestire chiusure e aperture con un sistema automatico con telecomando.

Pareti vetrate Josko

Magic

Allo stesso modo, l’azienda Magic Windows ha realizzato le Magic Series, di cui fanno parte finestre e porte-finestre scorrevoli residenziali dal design pulito e minimale che, naturalmente, propongono profili ultra sottili per massimizzare la visibilità e la luce in entrata, così come la zanzariera a scomparsa (inclusa in ogni modello) che nelle finestre si attiva estendendosi quando la finestra viene aperta e si ritrae automaticamente quando la si chiude.

Inoltre, lo scorrimento delle ante è così fluido che sembra non richiedere sforzo e i singoli pannelli sono indipendenti nel movimento e si possono realizzare in diverse grandezze (così da avere magari un’anta che sia della taglia di una porta). Sono anche tutte fornite di una tecnologia che le rende strumenti validi per l’efficientamento energetico con un telaio che è un mix di alluminio ed acciaio inossidabile per assicurare resistenza, durevolezza e sicurezza per la vostra abitazione.

Per quanto riguarda le schermature e l’efficienza energetica ci sono diverse possibilità offerte. Si possono avere vetri con schermature solari che si attivano o disattivano modulando il calore in entrata (soprattutto per regolare il calore in estate) e che garantiscono la privacy nascondendo, senza togliere luce alla stanza. In alternativa si può ricorrere alle tende tecniche, alle tende tecniche solari o a tutte e tre le soluzioni insieme secondo necessità.

Finestre e finestre scorrevoli MagicWindows

Consiglio

La personalizzazione, come sempre, è indispensabile e quindi non bisogna mai dimenticare di analizzare attentamente le esigenze di un edificio prima di decidere quale soluzione è più adatta a voi. Se dovete scegliere le vostre finestre, dunque, informatevi e documentatevi su quelli che saranno i benefici che potrete avere nel lungo termine prima di valutare la spesa iniziale.

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