Foto o ritratti? “Ricordi stampati”

Pubblicato da blog ospite in Decor, Design tra le Righe

Ho scoperto proprio l’altro giorno una cosa curiosa. Mi piace particolarmente il mondo della fotografia e sfogliare con le mani le foto stampate secondo me ha un sapore diverso rispetto a far scorrere file in digitale. [personalissima visione ovviamente]

flat lay photography of parts of camera

Photo by Shane Aldendorff on Pexels.com

Per farla breve vi parlo di Ricordi Stampati.

Cos’è? E’ un progetto di Settimio Benedusi, fotografo e giornalista.

A cosa punta? A ridare emozione e luce ai ricordi, riportando indietro nel tempo la fotografia: stampando i ritratti delle persone.

La cosa bella è che a scattare ci sono professionisti che solitamente inquadrano volti di celebrità e personaggi di un certo calibro.
La foto stampata diventa un ricordo e molto di più ancora. Diventa suggestione, diventa emozione, esperienza, un momento di condivisione (se nell’inquadratura non si è soli).
Trovo questa iniziativa magica. La trovate a Milano non sempre, solo in alcuni periodi. Ad esempio ora è in corso la Special Edition San Valentino 2019 fino al 17 febbraio in Via san Marco 38.
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Ispirazioni della domenica mattina

Pubblicato da admin in Charme and More, Stili

Sunday Inspirations

Una raccolta di immagini rilassanti per allietare la domenica mattina.

Fashion+Living+Lifestyle

Idee da copiare, oggetti dei desideri.

Una gallery fotografica per rilassare la mente e farsi trasportare in un sogno invernale fatto di paesaggi imbiancati dalla neve, di maglioni caldi e confortevoli, di tisane calde da sorseggiare mentre leggiamo l’ultimo libro acquistato, o facendo shopping online approfittando dei saldi invernali.

Ph via Pariswithme.com
Ph via Pariswithme.com
Ph via Tumblr
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Dreaming of traveling to a peaceful and beautiful place.

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ATMOSPHERES
Life at  The Château de Moissac

 

isabel marant, selected MYTHERESA, www.mytheresa.com , image courtesy TRENDFORTREND
Isabel Marant, selected MYTHERESA, www.mytheresa.com , image courtesy TRENDFORTREND

Affrontare il freddo con stile indossando un bel maglione caldo e comodo in tinta beige da abbinare con tutte le sfumature del vostro guardaroba invernale.

Ph via Tumblr
Ph via Tumblr

 

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Isabel Marant, selected MYTHERESA, www.mytheresa.com , image courtesy TRENDFORTREND

 

Il trend dell’autunno inverno 2018-19; lo stile “coperta” da indossare, ossia indossare ponchi, mantelle oversize e plaid in tessuti soffici e caldi.

domenica-aforismi

Ph via Pinterest
Ph via Pinterest

Delicato sogno di primavera nel cuore dell’inverno.

Buona domenica a tutti e buon riposo.

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𝐿𝑒𝓉’𝓈 𝓀𝑒𝑒𝓅 𝒾𝓃 𝓉𝑜𝓊𝒸𝒽!

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Hidden cities: perchè la periferia diventa una polaroid

Pubblicato da blog ospite in Baliz Room, News

Le periferie brutaliste di quattro grandi città si mettono in posa per Hidden Cities, il progetto  dello studio di design Zupagrafika, che ne trasforma le architetture iconiche del dopoguerra in una serie di scatti formato polaroid. 

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I quartieri protagonisti sono Marzahn di Berlino, Cheryokushki di Mosca, Thamesmead di Londra e Chomiczòwka di Varsavia. A ognuno di loro è dedicata una box con 8 scatti che ritraggono questi quartieri invisibili, rievocando lo stile delle Polaroid Type 55, un tipo speciale di pellicola che oltre alla vera e propria polaroid, ne produceva anche un negativo. 

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Ma questo non è un caso: per scoprire le fotografie di queste “città nascoste” bisogna rimuoverne il negativo, facendo acquisire al titolo del progetto un duplice significato.

Le architetture ritratte, appartenenti al periodo modernista, infatti, sono state ignorate per lunghi anni nel dopoguerra, fino a sparire completamente dai radar, rimanendo invisibili e nascoste nelle pieghe delle città in espansione. 

Il progetto Hidden Cities, oltre ai fondatori di Zupagrafika David Navarro e Martyna Sobecka, ha coinvolto anche Peter Chadwick, autore di This Brutal World, e il fotografo Alexander Veryovkin. Un team multidisciplinare che ha lavorato per catturare la bellezza di queste architetture dimenticate,  e allo stesso tempo per richiamare l’attenzione su paesaggi urbani che oggi hanno ancora tanto da raccontare. 

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Ritratti fotografici di Zhang Jingna che sembrano quadri classici

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Ritratti fotografici che sembrano quadri di Zhang Jingna

Zhang Jingna è una giovane fotografa cinese capace di trasportare nei suoi ritratti fotografici le pose, le atmosfere e la perfezione di un dipinto classico

Nata a Pechino nel 1988, Zhang Jingna attualmente vive e lavora a New York ed è famosa per i suoi bellissimi ritratti fotografici. Cresciuta a Singapore, da ragazza faceva parte della nazionale di tiro al bersaglio. Fortunatamente però la sua vena artistica ha avuto il sopravvento e nel 2008 si è diplomata in Fashion Design portando avanti al tempo stesso la sua passione per la fotografia.

Fin dall’inizio della sua carriera è stata richiesta da numerosi brand del lusso per i suoi lavori commerciali. Oggi la sua attività si divide fra la fotografia di moda e la fotografia artistica. Le sue foto sono regolarmente pubblicate sulle più importanti riviste di moda internazionali come Vogue, Elle e Harper’s Bazaar. Zhang Jingna ha anche esposto le sue fotografie artistiche in diverse mostre personali e nel 2018 è stata selezionata da Forbes fra gli artisti under 30 più influenti.

Ritratti fotografici ispirati all’arte

Il segno distintivo di Zhang Jingna è la perfezione. Ogni dettaglio di ogni sua immagine è minuziosamente controllato tanto che sembra di guardare dei quadri e non delle fotografie. Grazie alla sua passione per l’arte classica questa giovane fotografa ha sempre avuto l’inclinazione a creare immagini che dessero le stesse emozioni che si provano di fronte a un quadro.

“Quando ero alla scuola d’arte ho visto il dipinto The Lady of Shalott di John William Waterhouse e ho pensato che era così bello ed emozionante; ero davvero commossa da tanta bellezza e ho sempre desiderato creare qualcosa che potesse suscitare lo stesso tipo di sensazione.”

Le immagini di Zhang Jingna si ispirano ai grandi fotografi di moda come Peter Lindbergh ma anche ai pittori preraffaelliti proprio come John William Waterhouse. In particolare nella sua serie personale più famosa, “Motherland Chronicles“, ispirata ai dipinti romantici dell’epoca preraffaellita, troviamo bellissime donne misteriose e tormentate dalla pelle candida, circondate da fiori e da elementi naturali.

• LEGGI ANCHE: Sølve Sundsbø le mille facce della bellezza

Motherland Chronicles #47 – Womb, 2014

Fotografia artistica: ritratti come quadri di Jingna Zhang

Fotografia artistica: ritratti come quadri di Jingna Zhang

Jingna Zhang - Ritratti fotografici ispirati alla pittura preraffaellita

Jingna Zhang - Ritratti fotografici ispirati alla pittura preraffaellita

Jingna Zhang – Ritratti fotografici ispirati alla pittura preraffaellita

Jingna Zhang ritratti artistici come quadri

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Tokyo Nights, notti metropolitane sotto una pioggia di neon

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L’immaginario di Blade Runner diventa reale nella serie “Tokyo Nights”, fotografie notturne di Tokyo scattate dall’art director Liam Wong

Un mondo immerso nel buio, la pioggia che batte ininterrotta, insegne, cartelloni pubblicitari , luci al neon che lampeggiano e illuminano il paesaggio di colori fluorescenti. La bellezza di un set cinematografico nella realtà quotidiana di una grande metropoli. E’ quella catturata dalle fotografie della serie Tokyo Nights (TO:KY:OO) che ci mostrano scorci urbani surreali, pullulanti di vita e di colori.

Tokyo Nights fotografie notturne di Liam Wong

L’autore,  Liam Wong è un art director scozzese di origini cinesi che si è trasferito a Montreal per lavorare alla Ubisoft, una delle più grandi agenzie di sviluppo di videogame. Liam non è un fotografo professionista ma il suo progetto Tokyo Nights è diventato comunque virale grazie a Instagram. “Amo catturare momenti reali e trasformarli in qualcosa di surreale” scrive come motto sul sito web e, a proposito della sua serie Tokyo Nights (TO:KY:OO),  racconta:

“Nel 2015 ho comprato la mia prima reflex in occasione di un viaggio a Tokyo. Arrivato in Giappone, ho fotografato varie parti di Tokyo raramente avventurandomi lontano dai luoghi turistici. Poi una notte pioveva, la città ha preso vita e io sono rimasto catturato dalla bellezza di Tokyo di notte.”

L’associazione estetica di questi scatti con il film Blade Runner è immediata, per l’ambientazione metropolitana e notturna, per il tipo di composizione, i colori e i contrasti. Liam Wong ha trasferito in questi scatti il suo amore per i videogame, il cinema, la fantascienza e il cyberpunk.
Come attrezzatura da fotografo, Liam utilizza una Canon 5D Mark III con filtri e gel colorati e in postproduzione lavora con Adobe Lightroom e Photoshop per ottenere questi bellissimi effetti surreali.

Tokyo Nights fotografie notturne di Liam Wong

In questi scatti il fotografo riesce a trasmettere l’atmosfera e la bellezza di una metropoli unica nel suo genere, che l’ha affascinato sin dal primo momento:

“Sono cresciuto a Edimburgo, una città relativamente piccola con un castello su una rocca al centro della città. Le metropoli sono così estranee per me che sono sempre affascinato dall’architettura e dalla frenesia. I miei quartieri preferiti di Tokyo sono Shinjuku, Shibuya e Akihabara. Hanno tutti una vibrazione unica e si riempiono di vita la notte.”
Intervista su FreeTypography

• LEGGI ANCHE: The Blue Moment, la magia del crepuscolo fotografata a Hong Kong

Tokyo Nights fotografie notturne di Liam Wong

Tokyo Nights fotografie notturne di Liam Wong

“Minutes to Midnight” © Liam Wong

Tokyo Nights fotografie notturne di Liam Wong

Tokyo Nights fotografia notturna di Liam Wong

“Purple Rain” © Liam Wong

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Il mondo in miniatura di Tatsuya Tanaka

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Mondo in miniatura di Tatsuya Tanaka

Tatsuya Tanaka dà vita a un mondo in miniatura creato col cibo o con oggetti di uso comune e grazie alle sue foto è diventato una web celebrity

Il fotografo e art director giapponese Tatsuya Tanaka grazie alla sua fantasia ha creato un intero mondo in miniatura, scene in cui le situazioni ordinarie e le attività quotidiane di ciascuno di noi vengono rappresentate in scala con l’aiuto di cibi e oggetti di uso comune.

La rappresentazione di questi mondi in miniatura si fonda su uno slittamento semantico degli oggetti utilizzati, dettato dalla creatività e dall’ironia del fotografo. Tatsuya Tanaka utilizza cotton fioc, spazzolini da denti, dischi in vinile, quaderni o i cibi più disparati, dai broccoli alle ciambelle, e li trasforma sia nella scala dimensionale sia nella funzione, stravolgendone l’essenza e il significato. La copertina lucida di un block notes si trasforma in una piscina; i popcorn diventano i fogli accartocciati di uno scrittore in crisi creativa; le crocchette di pollo fritte sono delle rocce impervie su cui arrampicarsi pericolosamente…

Mondo in miniatura di Tatsuya Tanaka

Free climbing, un paesaggio in miniatura fatto col cibo

“Tutti prima o poi devono aver pensato che i broccoli e il prezzemolo possono sembrare una foresta di alberi o che le foglie che galleggiano sulla superficie dell’acqua possono sembrare piccole barche. Eventi quotidiani visti da una prospettiva in miniatura possono portarci molti pensieri divertenti. Volevo prendere questo modo di pensare ed esprimerlo attraverso le fotografie, così ho iniziato a mettere insieme il Miniature Calendar. Queste fotografie ritraggono principalmente figure in stile diorama occupate in attività quotidiane.”
Tatsuya Tanaka

Ciascuna scena ha come protagonisti le figurine tridimensionali della Preiser di cui Tanaka possiede ormai una collezione di oltre 10.000 pupazzetti, accuratamente catalogati e divisi in base alla dimensione. Poi aggiunge accessori vari, come modellini di automobili o piccoli oggetti di arredamento. Alla fine ogni immagine riesce sempre a sorprendere e a strappare un sorriso.

• LEGGI ANCHE: Foodscapes, i paesaggi commestibili di Carl Warner

Mondo in miniatura di Tatsuya Tanaka

Paesaggi creati col cibo e con oggetti di uso comune

Il gioco è quello di guardare le cose con uno sguardo non convenzionale e trovare similitudini fra oggetti a scala diversa per creare scene irreali ma verosimili. Tatsuya Tanaka generalmente impiega un paio d’ore per ogni piccolo diorama. Sceglie e dispone i personaggi del suo mondo in miniatura e i vari accessori del caso. Poi si occupa delle luci. Dopo lo scatto ritocca la foto e la posta sui vari account social.

Tatsuya Tanaka è incredibilmente prolifico e la sua fantasia sembra inesauribile. Lavora al suo progetto Miniature Calendar fin dal 2001, e condivide (quasi) ogni giorno sul suo sito questi piccoli diorami che ormai sono oltre 2.500! Grazie alla sua costanza nel pubblicare uno scatto dopo l’altro, in breve tempo ha raggiunto un’enorme popolarità grazie ai social e alle condivisioni in rete dei suoi mondi in miniatura. Su Instagram ormai ha quasi 1.5 milioni di follower.

Ha pubblicato anche diverse raccolte fotografiche con i suoi micro mondi: Miniature Life, Miniature Life 2 e Small Wonders. Se credete che sia facile realizzare questi mondi in miniatura e vi viene voglia di dire “potrei farlo anch’io”, date un’occhiata a questo video e vi ricrederete subito!

Mondo in miniatura di Tatsuya Tanaka

Miniature Calendar: Campionati di nuoto!

Mondo in miniatura di Tatsuya Tanaka

Il blocco dello scrittore…

Mondo in miniatura di Tatsuya Tanaka

Moto GP

Mondo in miniatura di Tatsuya Tanaka

Lezione di aerobica

Mondo in miniatura - diorami di Tatsuya Tanaka

Un mondo in miniatura (sottomarino) e molto pulito!

Mondo in miniatura - diorami di Tatsuya Tanaka

Un fantastico swing… sui ravioli cinesi!

Mondo in miniatura di Tatsuya Tanaka

Micro mondi di Tatsuya Tanaka: c’è anche la palestra!

Mondo in miniatura di Tatsuya Tanaka

Abbey Road, un tributo alla celebre copertina dei Beatles

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Abandoned places

Pubblicato da blog ospite in +deco, Design

Sono sicura che qualcun’altro l’ha fatto prima ma nessuno ha fotografato luoghi abbandonati in un modo così poetico come Roman Robroek. I colori di queste immagini sono delicati e caldi, un vivido contrasto con il clima di negligenza e mistero emanato da questi spazi.

Mi chiedo dove Roman Robroek  trovi questi luoghi così affascinanti e pieni di storia e come faccia ad entrarci!

Molti sarebbero set  perfetti per servizi di moda.

Guarda il suo sito per vedere altre immagini divise in categorie (intrattenimento, case, hotel, industria, medico, militare, religione, sport, trasporti) e guarda Steve Mc Curry per altre stupende foto con meravigliosi colori.

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Sandy Skoglund fotografa l’artificiosità del reale

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sandy skoglund revenge of the goldfish 1980

L’artista Sandy Skoglund fotografa immagini misteriose e bizzarre che rappresentano la complessità della vita moderna e la nostra indifferenza ai problemi del mondo

Sandy Skoglund, è un’artista concettuale americana, che vive e lavora a New York e realizza immagini surrealiste fotografando elaborate scenografie create ad hoc.
I lavori di Skoglund sono strani ed eccentrici e mettono in evidenza le idiosincrasie della società contemporanea. Come scrisse l’ex critico fotografico del New York Times Andy Grundberg, “evocano paure adulte in un contesto giocoso e infantile“.

Queste installazioni, spesso misteriose, vogliono porre l’attenzione sui temi di attualità più sentiti dall’artista. Osserviamo scene di ordinaria routine quotidiana stravolte da eventi surreali e fantastici – il più delle volte un’invasione di animali che affollano sul set – tuttavia i protagonisti delle sue foto sembrano assolutamente indifferenti a quello che accade intorno a loro, continuando sereni le loro attività come se niente fosse.

Sandy Skoglund - Gathering Paradise, 1991

Sandy Skoglund – Gathering Paradise, 1991

Tutto è artificiale e allo stesso tempo tutto è reale

L’arte di Sandy Skoglund si esprime in due fasi: l’allestimento prima e la fotografia poi. Due facce della stessa medaglia per cogliere il passaggio concettuale dalla componente reale a quella immateriale. Le sue installazioni ambientali sono accuratamente pianificate e costruite pezzo per pezzo; una preparazione lunga e laboriosa di ogni singolo elemento dell’immagine che le porta via mesi e mesi di lavoro.

Il set generalmente è monocromatico mentre gli animali sono di un colore a contrasto per sottolineare l’aspetto surreale della situazione. Le sculture presenti nelle immagini (i gatti, le volpi, i pesci…) sono fatte a mano dall’artista e tutto ciò che appare nell’immagine è artificiale e appositamente costruito e verniciato per creare uno sfondo di un colore uniforme e fare da set all’azione:  gli alberi, gli arredi, gli oggetti di scena…

• LEGGI ANCHE: Jee Young Lee tra realtà e fantasia

Sandy Skoglund - Radioactive Cats, 1980

Sandy Skoglund – Radioactive Cats, 1980

Fotografie surreali con l’ossessione degli animali

La foto che ha reso famosa Sandy Skoglund è Radioactive Cats del 1980 e rappresenta un’anziana coppia in una cucina completamente grigia invasa da gatti verdi fosforescenti di cui i due vecchi non sembrano nemmeno accorgersi. Un’altra foto celebre è Revenge of the Goldfish ambientata in una camera da letto con una donna e un bambino circondati da ben 120 pesci rossi ciascuno realizzato a mano in terracotta. La scena è piuttosto misteriosa, così come il suo titolo. Questa immagine è stata utilizzata dalla band Inspiral Carpets per la copertina del loro album del 1992 che prende il titolo dalla foto. Ma nelle fotografie surreali di Sandy Skoglund la presenza degli animali è praticamente una costante. L’artista vuole esprimere l’idea che il mondo è molto più complesso e caotico di come noi riusciamo a percepirlo:

“Dagli anni Ottanta, sono stata affascinata dagli interni e ho invaso questi interni con problemi e interruzioni di solito da parte degli animali. La presenza animale per me è il legame tra noi stessi e il mondo naturale. Guardiamo un cane e il cane ci guarda. In quel momento sappiamo che non siamo l’unica coscienza al lavoro nell’universo. Il mondo della terra è un luogo abitato, pieno di molte entità viventi che non vedono e non possono vedere la realtà nello stesso modo in cui lo facciamo noi. Questa forma di multicoscienza mi ha sempre disturbato, poiché introduce un mondo di caos che in realtà non possiamo vedere noi stessi. La realtà stessa, quindi, è il caos che è stato reso presentabile dai limiti della percezione umana. Quindi, nel mio lavoro, sto cercando di mostrare la realtà così com’è, come una rottura attraverso il tessuto della nostra coscienza umana.”
Intervista di Luca Panaro

Sandy Skoglund è nata nel Massachusetts nel 1946. Ha studiato arte, regia, stampa e multimedia studiando alla Sorbonne a Parigi e laureandosi all’Università dell’Iowa nel 1969. Successivamente ha conseguito altri Master in Fine Art e Pittura. Nel 1972 si è trasferita a New York cominciando a interessarsi di fotografia e sperimentando con diversi processi di stampa fotografica. I suoi lavori sono esposti in numerosi musei, gallerie e collezioni private.

sandy skoglund a breeze at work 1987

A Breeze at Work,1987

Sandy Skoglund - Fox Games, 1989

Fox Games, 1989

Sandy Skoglund - Cold War, 1999

Cold War, 1999

Sandy Skoglund - Fresh Hybrid, 2008

Fresh Hybrid, 2008

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Ray K. Metzker: fotografia sperimentale in bianco e nero

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Ray K Metzker fotografia astratta in bianco e nero

Attraverso la ricerca del momento perfetto e sperimentando continuamente in camera oscura, Ray K. Metzker ha spostato i limiti della fotografia in bianco e nero per oltre 50 anni

Ray K. Metzker è stato uno dei grandi fotografi americani, conosciuto principalmente per le sue originali sperimentazioni con la fotografia in bianco e nero. Le sue immagini giocano su forti contrasti di luci ed ombre tanto da risultare spesso quasi astratte.

Nato nel 1931, la madre gli regala la sua prima macchina fotografica a 12 anni e lui inizia a sviluppare foto nella sua cameretta. Metzker fu profondamente influenzato dai suoi studi al Chicago Institute of Design, il “New Bauhaus” americano fondato nel 1937 da Moholy-Nagy, e ciò si rivela particolarmente nello stile prettamente grafico delle sue immagini.
Per oltre 50 anni ha continuato a innovare spesso lavorando in camera oscura, seguendo solo il suo instancabile desiderio di novità. Nel corso degli anni le sue fotografie in bianco e nero hanno subito ogni tipo di trattamento: montaggi, giustapposizioni, doppie esposizioni o esposizioni multiple, senza limiti alla sua creatività.

RAY METZKER Double Exposure, NYC 1966

Double Exposure, NYC 1966

Contrasti netti e sperimentazioni in camera oscura

Grazie a un talento particolare nell’osservare la vita di strada e di cogliere con lo sguardo le situazioni più interessanti, Ray K. Metzker era in grado di catturare giochi di luci ed ombre nel momento in cui linee e piani contrapposti creavano un equilibrio effimero di positivo e negativo. Contrasti netti di bianco e nero.

Ray K. Metzker usava luci ed ombre come i suoi personali pennelli per dipingere la sua realtà con la macchina fotografica, concentrandosi su pochi elementi: pedoni solitari, ridotti a semplici silhouettes, e spazi urbani trasformati dal sole e dalle ombre, sintetizzando l’immagine per lasciare solo l’essenziale, la forma della luce.

“Prima guardo bene, con attenzione e poi uso la macchina fotografica per inquadrare, seguire e mettere a fuoco quello che si muove, il flusso delle persone che appaiono, scompaiono, vibrano.”

Una visione artistica che interpretava la realtà della vita moderna attraverso l’espressività del mezzo fotografico. Un lavoro di ricerca e sperimentazione che il fotografo portava avanti soprattutto nella camera oscura, con invenzioni formali come il ritaglio, la sovrapposizione di più negativi o le immagini multiple composte con la giustapposizione di diversi fotogrammi.
Il risultato sono immagini astratte che spesso risultano misteriose e incomprensibili a un primo sguardo portandoci a chiederci cosa stiamo realmente guardando. Ma altrettanto affascinanti e ipnotiche.

Per Metzker la fotografia era un modo di essere, un stile di vita. Non si dedicò mai alla fotografia commerciale, voleva solo la libertà di sperimentare. A partire dagli anni ’60 le sue fotografie sono state esposte in gallerie d’arte in tutto il mondo e in oltre 50 mostre personali retrospettive e pubblicate su inumerevoli libri fotografici. E’ morto nel 2014.

• LEGGI ANCHE: André Kertész: fotografia contemporanea fra luci ed ombre

Ray K. Metzker - Chicago, 1957

Ray K. Metzker – Chicago, 1957

Ray K. Metzker - Early Philadelphia, 1963

Ray K. Metzker – Early Philadelphia, 1963

Ray K. Metzker - Atlantic City, 1966

Atlantic City, 1966

Ray K. Metzker - Pictus Interruptus: Mykonos, Greece, 1979

Pictus Interruptus: Mykonos, Greece, 1979

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Marilyn Minter, arte e fotografia fra sensualità e provocazione

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Marilyn Minter fotografia

Marilyn Minter, classe 1948 è una pittrice e fotografa di New York famosa per le sue immagini lussuriose, sensuali e trasgressive, al limite dell’astrazione

Nell’arco della sua lunga carriera iniziata negli anni ’60, la fotografa e artista Marilyn Minter ha esplorato la relazione fra il corpo, la sessualità e il desiderio femminile, l’erotismo e la pornografia, temi perennemente ricorrenti nei suoi scatti fotografici e nei suoi dipinti. Temi che però non sempre sono stati compresi.
Negli anni ’90 con la nascita del politically correct, mostrare immagini femminili palesemente erotiche era considerato sinonimo di maschilismo. Così la sua arte è stata fraintesa e ritenuta pornografia e Marilyn Minter è stata accusata di essere antifemminista e bandita dal mondo dell’arte. In realtà l’artista è una convinta attivista per la parità di genere e le sue fotografie provocatorie si ispirano al femminismo e alla rivendicazione del potere femminile.

Marilyn Minter fotografia

Quelle di Marilyn Minter sono immagini forti, al confine fra arte e fotografia commerciale che a volte sfiorano la pornografia ma che più spesso esasperano l’estetica della fotografia di moda e della pubblicità; non a caso l’artista ha firmato diverse campagne pubblicitarie, per Tom Ford, per M.A.C. Cosmetics o Jimmy Choo.

Luci teatrali, effetti di sfocatura esagerati ottenuti attraverso la profondità di campo, primissimi piani che fanno quasi perdere di vista il soggetto della foto tanto da risultare quasi astratti. A volte queste foto vengono manipolate digitalmente, fuse e sovrapposte insieme in Photoshop per diventare la base dei suoi quadri iperrealisti, dipinti a smalto su lastre di alluminio.

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Le più recenti bellissime immagini svelano e nascondono i soggetti avvolti nel vapore e diventano quasi astratte: primisimi piani, scatti macro, dettagli di corpi o di visi, umidi e sudati, ricoperti di glitter o gioielli, immagini sature di colori brillanti, che mettono in evidenza la bellezza, la femminilità, il glamour, ma anche le imperfezioni, risultando a volte talmente esagerate da risultare disgustose.

“Quando penso al mio lavoro, per lo più penso al paradosso che avviene quando guardiamo  queste immagini. A quanto piacere ci dia il glamour ma allo stesso tempo a come sappiamo che non appariremo mai così, che persino le modelle non sono così.  C’è questa costante distorsione che accade a tutti noi – uomini e donne – c’è un senso di fallimento. Ma allo stesso tempo tutto questo piacere.”
Artnet

Durante la sua lunga carriera Marilyn Minter ha esposto le sue opere in decine di mostre. Dopo il successo di “Marilyn Minter: Pretty/Dirty” del 2015, al momento le sue fotografie più recenti e i suoi quadri sono esposti alla Regen Project Gallery di Los Angeles fino al 23 Giugno 2018.

Marilyn Minter – Absinthe (for Parkett 100/100), 2017

Marilyn Minter, Miley Cyrus per "Planned Parenthood" (2016)

Marilyn Minter, Miley Cyrus per “Planned Parenthood” (2016)

Marilyn Minter fotografia

Marilyn Minter fotografia

Marilyn Minter fotografia

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