24 Gennaio 2026 / / Coffee Break

Y House, progettata da Saunders Architecture a Calgary, in Alberta (Canada),
è una residenza che sa affrontare con rigore e sensibilità il tema
dell’abitare contemporaneo immerso nel paesaggio.
Qui l’architettura non cerca di imporsi, ma si lascia guidare dal luogo,
traducendo topografia, orientamento e viste in una forma chiara, riconoscibile
e profondamente coerente.

La geometria come bussola

La caratteristica pianta a “Y” non è mero formalismo estetico, ma una risposta
razionale al territorio. Le tre ali dell’edificio agiscono come cannocchiali
ottici: ognuna punta verso un orizzonte specifico — l’Anna Lake, le praterie
sconfinate e le vette innevate — catturando la luce solare in diversi momenti
della giornata.
Ne deriva un organismo architettonico che sembra “ruotare” sul paesaggio,
adattandosi alle sue condizioni invece di contrastarle.

Questa configurazione consente anche una distribuzione funzionale estremamente
leggibile: una delle ali accoglie il garage e l’ingresso coperto, mentre le
altre due ospitano gli spazi privati e la zona notte, affacciati sulle viste
più suggestive.
Al centro, come fulcro della casa, si colloca l’area
giorno con living, cucina e pranzo, uno spazio aperto e continuo che dialoga
costantemente con l’esterno grazie alle ampie superfici vetrate.

Il Contern come pelle viva

L’acciaio Corten trasforma la casa in un organismo in divenire. La naturale
patina di ossidazione protegge il materiale e riduce la manutenzione della
facciata, una qualità particolarmente significativa in un contesto climatico
severo come quello dell’Alberta. Il colore caldo e terroso del Corten
contribuisce inoltre a radicare visivamente l’edificio nel paesaggio,
rafforzando il senso di continuità tra architettura e natura.
Le grandi vetrate, distribuite con attenzione, amplificano questa relazione,
trasformando il paesaggio in una presenza costante all’interno della casa.

Progettare con il paesaggio, non contro

Y House è particolarmente interessante perché dimostra come la forma
architettonica possa nascere direttamente dall’ascolto del luogo traducendo
vincoli e opportunità del sito in un’architettura misurata, poetica e
profondamente contemporanea.
Per chi come noi si occupa di progettazione
residenziale, studiare progetti come questo significa riflettere su come
l’architettura possa essere al tempo stesso espressiva, sostenibile e
intimamente connessa al luogo in cui nasce.

Y House, architecture as a dialogue with the landscape


Y House, designed by Saunders Architecture in Calgary, Alberta (Canada),
is a residence that addresses the theme of contemporary living immersed in the
landscape with both rigor and sensitivity.
Here, architecture does not seek to impose itself, but allows itself to be
guided by the site, translating topography, orientation, and views into a
clear, recognizable, and deeply coherent form.

Geometry as a compass

The distinctive Y-shaped plan is not mere formal aestheticism, but a rational
response to the territory. The building’s three wings act like optical
telescopes, each pointing toward a specific horizon — Anna Lake, the vast
prairies, and the snow-covered peaks — capturing sunlight at different moments
of the day.
The result is an architectural organism that appears to “rotate” within the
landscape, adapting to its conditions rather than opposing them.

This configuration also allows for an exceptionally clear functional layout:
one wing accommodates the garage and covered entrance, while the other two
house the private areas and bedrooms, oriented toward the most evocative
views.
At the center, as the heart of the home, lies the living area with lounge,
kitchen, and dining space — an open and continuous environment that maintains
a constant dialogue with the outdoors thanks to large glazed surfaces.

Corten as a living skin

Corten steel transforms the house into an evolving organism. The natural
oxidation patina protects the material and reduces façade maintenance, a
particularly valuable quality in a harsh climate such as that of Alberta.
The warm, earthy tones of the Corten further anchor the building visually to
the landscape, reinforcing a sense of continuity between architecture and
nature.
The large windows, carefully distributed, enhance this relationship,
transforming the surrounding landscape into a constant presence within the
home.

Designing with the landscape, not against it

Y House is especially compelling because it demonstrates how architectural
form can emerge directly from listening to the site, translating constraints
and opportunities into an architecture that is measured, poetic, and deeply
contemporary.
For those of us engaged in residential design, studying projects like this
means reflecting on how architecture can be simultaneously expressive,
sustainable, and intimately connected to the place in which it is conceived.

Immagini VIA

24 Gennaio 2026 / / ChiccaCasa

Adv| Questo articolo è sponsorizzato da Exagon Shop.

Rinnovare il bagno in una casa del Novecento è spesso il passaggio più delicato di tutta la ristrutturazione.
Hai pavimenti originali in graniglia, terrazzo veneziano, segato di marmo, palladiana o marmo, materiali pieni di carattere e memoria. Ti chiedi come inserire elementi nuovi senza rovinare l’equilibrio della casa.
Come evitare un bagno fuori contesto? Come usare materiali contemporanei in grado di tenere testa al pregio di una casa d’altri tempi?

Qui trovi una guida completa per creare un bagno vintage moderno, coerente, elegante e destinato a durare.

Scorri la gallery e prendi ispirazione ↓

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Fonti: 1, 2, 3, 4, 5, 6

Piastrelle bagno vintage e rivestimenti senza tempo

La situazione più frequente tra i miei clienti è questa: decidono di mantenere i pavimenti originali che spesso si trovano nelle case anni 50, 60 o 70, ma il bagno è quasi sempre da rifare.
Una delle domande più frequenti è: che pavimento accosto a graniglia, marmo, cementine e altri materiali pregiati, nella ristrutturazione del bagno?

La risposta parte da una regola semplice: non imitare ciò che già esiste.

Meglio stare alla larga, da:

✘ effetto legno ;
✘ effetto marmo ;
✘ piastrelle stampate che “copiano” il motivo della graniglia o altri materiali autentici.

L’accostamento non reggerebbe e il materiale “effetto qualcosa” apparirebbe, per quanto ben fatto, molto posticcio, rispetto al pavimento già esistente. L’estetica generale della casa verrebbe penalizzata.
Se ami davvero il terrazzo veneziano, puoi sceglierne uno vero, consapevole del costo più impegnativo, ma anche della sua straordinaria durata nel tempo.

Se invece cerchi alternative più contemporanee ma coerenti, ecco le soluzioni più riuscite.

1. Resina colorata + piastrelle a fantasia

Un pavimento in resina colorata dialoga benissimo con rivestimenti a fantasia retrò.
Oppure il contrario: pavimento decorato e pareti continue, in resina.
È una scelta grafica, caratterizzante e in linea con un bagno moderno, ma con dei richiami vintage.

2. Zellige a tutta altezza + graniglia opaca

Le zellige rettangolari e lucide, posate fino al soffitto, creano profondità e riflettono la luce.
Abbinate a una graniglia nuova con finitura opaca, restituiscono un bagno raffinato e senza tempo.

3. Boiserie a mezza altezza + carta da parati in fibra di vetro

Una soluzione elegante e poco vista.
La boiserie protegge, la carta veste. Insieme funzionano benissimo nelle case del Novecento, soprattutto se ami un’estetica colta o un’atmosfera anni ‘30 – ‘40.

4. Fughe in contrasto

Sulle pareti, le classiche metro tiles o piastrelle quadrate, che siano bianche o colorate, assumono tutto un altro aspetto con una fuga in contrasto colorata. Questo è un ottimo modo per dare carattere a piastrelle essenziali preesistenti o per creare un effetto grafico inaspettato.

Mobile bagno vintage moderno

I mobili da bagno sono gli elementi che più di tutti raccontano chi sei e che bagno vuoi.
Qui la domanda giusta non è “è di moda?”, ma: è compatibile con l’architettura della casa e con il mio stile personale?

Una selezione di mobili lavabo che trovi su Exagon Shop

1. Mobili lavabo freestanding dall’anima retrò

Perfetti per un mood anni ’20–’40, oggi esistono modelli di lavabi freestanding contemporanei che permettono combinazioni cromatiche audaci.
Hanno una forte presenza scenica e funzionano benissimo con zellige lucide o piastrelle a fantasia, proprio perché spesso hanno finiture opache.
Sono iconici i modelli Catino di Ceramica Cielo o Stripe di Ceramica Globo.

2. Mobile bagno sospeso cannettato

Il cannettato è una di quelle pochissime tendenze da seguire per un bagno vintage moderno.
Il cannettato crea movimento e aggiunge texture e profondità. I modelli sospesi alleggeriscono visivamente l’ambiente.

Questa tipologia di mobile lavabo dialoga bene con tanti diversi tipi di rivestimento e dà ritmo all’ambiente richiamando il mood dinamico tipico dei bagni anni ‘50-’60-’70, che erano tutt’altro che monotoni.

3. Mobili stondati sospesi

Anche questa tendenza è super compatibile con il retrò.
Gli arredi stondati danno immediatamente un altro sapore allo spazio: alleggeriscono, ammorbidiscono, rendono il bagno più accogliente. Personalmente spero di vederne sempre di più sul mercato, perché le linee morbide funzionano meglio di quanto pensiamo.

4. Mobili super semplici, ma colorati

Sì al minimal, anche in un bagno dal taglio vintage. A patto, però, che ci siano colori.

Un mobile dalle linee essenziali può funzionare benissimo se diventa una macchia cromatica capace di dialogare con pavimenti, rivestimenti o sanitari.
È una soluzione che mantiene il progetto pulito, ma evita l’effetto anonimo. Perfetta se ami l’ordine visivo, ma non vuoi rinunciare al carattere.

5. Mobili vintage o in stile vintage reinterpretati

Qui puoi davvero divertirti.
Un sideboard mid-century, un mobile vintage rivisitato o usato come base lavabo può trasformare completamente il bagno.

È una scelta più personale, meno standard, ma spesso anche la più riuscita. Se ami i progetti unici e non ti spaventa sperimentare, buttati nel DIY: con le giuste accortezze tecniche, il risultato può essere straordinario.

Box doccia vintage: come creare un effetto retrò?

Il box doccia è spesso il punto debole del bagno.
È lui che, più di altri elementi, può far sembrare l’ambiente cheap o fuori contesto, soprattutto nelle case del Novecento, dove ogni elemento nuovo dialoga (o stona) con materiali e proporzioni già forti.

Questo non significa che i box doccia moderni non siano adatti a un bagno vintage: al contrario, quando sono ben progettati e scelti con criterio, possono diventare discreti, eleganti e perfettamente coerenti con l’anima della casa.

Il problema nasce quando vengono inseriti senza una visione d’insieme.
La buona notizia è che esistono alternative – e interpretazioni intelligenti – capaci di trasformare la doccia da elemento disturbante a vero dettaglio di progetto.

1. Doccia walk-in con vetromattone colorato

È una scelta architettonica, prima ancora che estetica.
Il vetromattone colorato richiama direttamente le atmosfere anni ’70 e ha alcuni vantaggi molto concreti:

  • filtra la luce naturale senza chiudere visivamente lo spazio;

  • garantisce privacy totale, anche in bagni condivisi;

  • elimina completamente il problema di aloni e impronte tipici del vetro trasparente.

Richiede, al contempo, una progettazione attenta.

2. Doccia con vetro cannettato

Il vetro cannettato è una delle scelte più intelligenti se ami il retrò ma non vuoi soluzioni troppo caratterizzanti.
È senza tempo, dinamico e sorprendentemente versatile.

Perché funziona così bene:

  • è opaco e aggiunge texture al tuo bagno;

  • nasconde schizzi e calcare molto più del vetro liscio;

  • si abbina con naturalezza a zellige, piastrelle a fantasia e rivestimenti materici.

  • è facile da pulire;

  • funziona sia in versione parete walk-in che come box doccia con anta battente.

È la soluzione giusta se stai pensando: voglio qualcosa di elegante, ma non troppo appariscente.

In foto: parete doccia walk in di Exagon Shop

3. Box doccia con profili colorati

Qui il dettaglio fa la differenza.
I profili colorati, anche solo neri, cambiano completamente la percezione del box doccia.

Perché sono interessanti:

  • definiscono con una linea grafica i contorni della doccia;

  • dialogano con rubinetterie colorate, profili degli specchi e altri accessori, che puoi scegliere nello stesso colore;

  • non tendono a nascondere il box, ma lo evidenziano.

In foto: box doccia di Exagon Shop

Dal punto di vista estetico:

  • funzionano meglio con vetri trasparenti (non opachi);

  • si abbinano divinamente con piastrelle a fantasia, resina colorata o pattern grafici.

È una soluzione perfetta se ti chiedi: come posso dare carattere al box senza stravolgere tutto il bagno?

4. Doccia in nicchia

Qui ti dico la mia, senza giri di parole: la doccia in nicchia è sempre più elegante di un box doccia tradizionale, anche se non si presta a tutti i progetti.

Perché funziona così bene:

  • riduce al minimo gli elementi a vista;

  • si integra con l’architettura del bagno;

  • lascia spazio ai materiali, che diventano protagonisti.

Dal punto di vista pratico:

  • può sfruttare una rientranza esistente oppure essere creata in cartongesso;

  • richiede una buona impermeabilizzazione, soprattutto sui lati;

  • è perfetta se ami l’idea di una doccia “silenziosa”, che non ruba la scena.

In foto: box doccia di Exagon Shop

Sanitari a terra: perché no?

Nella ristrutturazione di un bagno datato capita spesso di dover sfruttare i fori di scarico esistenti dei vecchi sanitari a terra.
Oggi esistono modelli filomuro, moderni e ben disegnati, perfettamente compatibili con un bagno vintage moderno.

Sanitari colorati

Soprattutto in abbinamento con lavabi freestanding colorati, una coppia di sanitari coordinati cambia completamente la percezione del bagno.
Aggiungono carattere, vestono lo spazio e richiamano quelle vibes retrò anni ’50–’70 che rendono l’ambiente più caldo, vivo e personale.

Specchi vintage: il dettaglio che fa la differenza

Ti dico la mia, in tutta onestà.
Vuoi mettere uno specchio vintage rispetto a uno specchio futuristico retroilluminato?
Fatta eccezione per pochi modelli, uno specchio retroilluminato rischia di essere davvero troppo in contrasto con uno stile in linea con il vintage.
La retroilluminazione non basta mai, da sola. Serve sempre un secondo punto luce, vicino allo specchio.

A questo punto ha senso scegliere:

  • belle applique;

  • uno specchio in stile mid-century o vintage.

Il risultato è più autentico, più coerente e decisamente meno freddo.

Bagno vintage moderno: i must

Un bagno vintage moderno non nasce copiando il passato, ma reinterpretandolo con consapevolezza.
Pensa fuori dagli schemi, osserva case vere degli anni ’50, ’60 e ’70 e osa con i colori che ami davvero.

Il bagno giusto non segue le mode: segue la casa e i tuoi gusti.

Se vuoi trasformare queste idee in scelte concrete, qui sotto trovi alcuni dei miei servizi.

Perché un bagno riuscito non è mai casuale. È sempre una questione di visione.