18 Febbraio 2026 / / A forma di casa

Negli ultimi anni mi sono resa conto che molte domande sull’abitare non riguardano direttamente l’arredo, ma il modo in cui ci sentiamo negli spazi che viviamo ogni giorno. Da qui nasce la mia curiosità per il design biofilico: un approccio che mette al centro il rapporto tra casa, ambiente, natura e benessere.

Non si tratta di qualcosa da acquistare o di uno stile da imitare, ma di come luce, materiali, ritmo e presenza naturale possano influenzare in modo concreto la qualità della nostra vita quotidiana. Non chiede di creare una giungla urbana, ma di progettare spazi che dialoghino con i sensi e con il modo in cui abitiamo il tempo.

Il design biofilico, in inglese biophilic design, affonda le sue radici nel concetto di biofilia, introdotto dal biologo Edward O. Wilson. La biofilia descrive l’attrazione innata dell’essere umano verso i sistemi naturali e le forme di vita. Non è una visione romantica, ma una base biologica: il nostro corpo riconosce e ricerca ambienti con cui può entrare in relazione.

A partire da questa intuizione, studiosi e progettisti, tra cui Stephen Kellert, hanno iniziato a interrogarsi su cosa accade quando viviamo quasi esclusivamente in ambienti artificiali, separati dalla luce naturale, dai cicli stagionali e dai materiali vivi. Il design biofilico nasce come risposta a questa distanza, reintegrando la natura negli spazi abitati non come ornamento, ma come presenza strutturale.

Non è uno stile riconoscibile a colpo d’occhio, ma un modo di pensare la casa come sistema vivo, capace di sostenere chi la abita in modo naturale.

design biofilico

Un cambio di sguardo sull’abitare

Il design biofilico non è una moda green né un’estetica da replicare: è una risposta progettuale a un disagio quotidiano, spesso normalizzato. Passiamo gran parte della nostra vita in ambienti chiusi come case, uffici, mezzi di trasporto progettati per essere efficienti, ma raramente pensati in relazione ai nostri ritmi naturali. La luce è spesso uniforme, le superfici neutre, le stagioni entrano poco. La casa è diventata un luogo multifunzione, sovraccarico di ruoli, che richiede adattamento continuo.

C’è una differenza sostanziale tra quella che potremmo definire una casa statica e una casa biofilica. Mentre la prima si affida a luci artificiali fisse e piatte che ignorano il passare delle ore, la casa biofilica cerca di assecondare il ritmo del sole, lasciando che la luce naturale guidi il nostro orologio interno. Se in una casa asettica dominano spesso la plastica e i materiali inerti, freddi al contatto, un approccio biofilico predilige materiali vivi come il legno, la pietra o il lino: superfici che rispondono al tatto e che il nostro sistema nervoso riconosce come sicure.

Al contrario di un arredamento pensato come un ordine estetico statico, il design biofilico si pone l’obiettivo di essere vissuto, puntando alla riduzione dello stress quotidiano.

biophilic design

Piccoli gesti per portare il design biofilico nella vita quotidiana

Il design biofilico non richiede interventi radicali né trasformazioni immediate, ma spesso inizia da scelte minime che riguardano il modo in cui occupiamo lo spazio e ascoltiamo i nostri sensi. Si tratta di smettere di gestire la casa e iniziare finalmente ad abitarla, lasciando che l’ambiente accompagni i nostri gesti invece di interferire con essi.

Ecco tre esempi pratici da cui iniziare per cambiare il modo di vivere tua casa:

1. Riconnettiti con il ritmo del tempo

La luce naturale è il nostro primo legame con il mondo esterno. Osserva come la luce entra nelle tue stanze durante la giornata: prova a liberare un davanzale o a togliere una tenda troppo pesante che scherma inutilmente il sole. Un gesto biofilico molto potente è quello di assecondare l’imbrunire: evita di accendere subito le luci accecanti al tramonto, lasciando che il corpo percepisca il naturale passaggio verso la sera.

2. Scegli materiali naturali

Il nostro cervello si rilassa quando tocca superfici che restituiscono sensazioni reali. Cerca di inserire in casa elementi che sappiano invecchiare invece di restare immutabili: un vassoio in legno grezzo, un cuscino in canapa, una superficie in ceramica artigianale. Questi materiali non sono solo decorativi, ma presenze che reagiscono al tatto e al tempo, creando un ambiente che il corpo riconosce come accogliente.

3. Crea zone di protezione e di apertura

In natura cerchiamo istintivamente due condizioni: il “rifugio” per riposare e la “prospettiva” per osservare. Prova a ripensare la funzione delle tue stanze in base a questo: crea un angolo lettura che ti faccia sentire protetta, magari con le spalle a una parete e una luce soffusa, e organizza la tua zona lavoro in modo che lo sguardo possa spaziare lontano, preferibilmente verso una finestra, per permettere alla mente di rigenerarsi durante le pause.

design biofilico

Conclusione

Il design biofilico non ci chiede di trasformare la casa in un manifesto verde, né di inseguire una perfezione da catalogo. Ci invita piuttosto a rallentare lo sguardo e a osservare come viviamo davvero gli spazi che abitiamo ogni giorno. A chiederci se la casa ci sostiene, se ci accompagna, se ci permette di vivere con più naturalezza.

Se leggendo queste parole hai sentito il desiderio di guardare i tuoi spazi con occhi nuovi, ma non sai da dove iniziare per trasformarli, possiamo farlo insieme. A volte basta un cambio di prospettiva o un piccolo intervento mirato per trasformare una casa che non senti allineata con te, in un ecosistema che ti rigenera. Se vuoi ritrovare questo equilibrio tra le tue pareti, puoi prenotare una consulenza: analizzeremo insieme la luce, i percorsi e i materiali del tuo abitare per rendere la tua casa il luogo che ti sostiene davvero.

Su A forma di casa continuo a raccontare modi di abitare più consapevoli, fatti di piccoli cambiamenti e scelte sensibili. Puoi tornare qui o esplorare gli altri articoli della sezione Abitare ogni volta che senti il bisogno di rimettere al centro il tuo modo di vivere la casa.

L’articolo Design biofilico: abitare in relazione con la natura proviene da A forma di casa.

18 Febbraio 2026 / / La Gatta Sul Tetto

Nel panorama degli armadi compattabili, Fantin propone soluzioni che uniscono progettazione tecnica, ricerca estetica e flessibilità compositiva. 

Armadi Compattabili
Modello Binaria

Gli armadi compattabili rappresentano una tipologia di prodotto che da decenni rappresenta uno dei pilastri dell’azienda Fantin. Una gamma sviluppata attraverso progetti capaci di coniugare rigore funzionale e un’identità estetica ben definita, valorizzata dalla tavolozza Fantin, composta da 35 finiture. 

Una proposta cromatica completa che, insieme all’elevata modularità e alla ricca dotazione di accessori, consente di configurare ogni armadio con estrema libertà e precisione, adattandolo a qualsiasi contesto architettonico. 

Armadi compattabili, i modelli

Nel panorama degli armadi compattabili, Fantin propone soluzioni che uniscono progettazione tecnica, ricerca estetica e flessibilità compositiva. 

Tutto ha inizio nel 1995 con il modello Jordan, dal quale prende forma l’intera famiglia dei compattabili Fantin. Disegnato da Dorino Fantin, si tratta di un sistema di archiviazione  apprezzato ancora oggi per la robustezza e per la fluidità dei movimenti. Il suo iconico timone di manovra, consente la movimentazione di moduli fino a sei metri di lunghezza, rendendolo un riferimento nel settore. 

Modello Jordan

Ma il sistema ha continuato ad evolversi e ad adattarsi alle esigenze contemporanee. Nel 2013 Salvatore Indriolo ha firmato tre modelli di armadi che ancora oggi sono un caposaldo contemporaneo dell’azienda

Vela, ad esempio, introduce un approccio architettonico rigoroso e contemporaneo: fronti verticali continui scanditi da maniglie a tutta altezza, che diventano al tempo stesso segno distintivo ed elemento ergonomico. Pensato per studi professionali e ambienti di lavoro, il sistema Vela può essere utilizzato anche come elemento freestanding bifacciale, ideale per organizzare e definire open space sia professionali sia domestici, grazie all’elevata libertà compositiva di ogni modulo. 

Modelo Vela

Con Discovery, Fantin rilegge invece il linguaggio più tecnico degli armadi compattabili tradizionali, mantenendo il caratteristico “timone” di manovra e reinterpretando il tutto in chiave più attuale e formale. Il risultato è un sistema che bilancia design sobrio e grande capacità di contenimento, con superfici lineari che ne facilitano l’inserimento sia in aree di servizio sia in contesti più rappresentativi, come showroom e spazi commerciali. 

Armadi Compattabili
Modello Discovery per HIT technopark di Amburgo

Binaria si distingue per un dettaglio progettuale preciso: la maniglia è ricavata direttamente dalla volumetria del frontale, definendo un carattere discreto ma deciso. Le proporzioni essenziali ne amplificano la versatilità, mentre nella versione con ponte il sistema assume una dimensione quasi architettonica, capace di dialogare con lo spazio e di strutturarlo in modo funzionale. 

La biblioteca del monastero benedettino di Arezzo

Una curiosità! Per la Biblioteca Moderna del monastero bendettino Camaldoli Poppi, in provincia di Arezzo, lo studio Menichetti i+ Caldarelli ha scelto proprio Discovery e Binaria.

I due modelli si sono rivelati perfetti per organizzare gli spazi dedicati alla conservazione di oltre 35.000 volumi, tra pergamene, manoscritti, libri e registri della comunità. Questo è stato il coronamento del progetto che ha unito presente e passato con eleganza, stile e sobrietà. 

Fantin, eccellenza Made in Italy dal 1968

Completiamo il nostro excursus raccontando l’azienda. Fantin è stata fondata nel 1968 a Bannia di Fiume Veneto, nel cuore di una delle principali aree industriali italiane ed europee. È un’azienda 100% Made in Italy a conduzione familiare specializzata nella progettazione e produzione di arredi e soluzioni in metallo. 

Da oltre cinquant’anni il metallo è al centro del suo sapere produttivo, interpretato come sintesi di qualità, bellezza, solidità, funzionalità e sostenibilità. Le collezioni Fantin nascono da una costante attività di ricerca e sviluppo, in un equilibrio virtuoso tra industria e artigianato, innovazione tecnologica ed estrema cura del dettaglio. 

Armadi Compattabili
Modello Vela

Il design essenziale proposto dall’azienda è un equilibrio intelligente tra estetica e versatilità, dando vita ad arredi funzionali e trasversali, adatti a contesti domestici, professionali e industriali. Le collezioni, personalizzabili grazie a una palette di oltre 60 finiture, nascono con l’obiettivodi creare ambienti in cui le persone possano sentirsi a proprio agio, esprimendo identità e creatività. 

L’intero ciclo produttivo è gestito internamente, garantendo flessibilità progettuale e soluzioni su misura, anche per il contract. Una visione fortemente orientata alla sostenibilità guida ogni scelta: materiali 100% riciclabili, vernici atossiche, filiera corta e prodotti pensati per durare nel tempo, riducendo l’impatto ambientale. 

Per info: Fantin sito ufficiale.