3 Aprile 2026 / / La Gatta Sul Tetto

Tortona Rocks #11 riunisce esposizioni che interpretano il design come strumento critico e operativo insieme. Non oggetti isolati, ma processi, ricerche e sistemi capaci di incidere concretamente sulle condizioni del presente. 

Tortona Rocks #11

Tortona Rocks, alla sua undicesima edizione, si conferma come cuore pulsante della Milano Design Week e si esprime attraverso Design to Change Everything, una celebrazione immersiva ed a 360° del design come unico interprete del presente. 

Design to Change Everything nasce come atto di determinazione. Se la realtà appare frammentata e opaca, il design diventa una forza attiva e strutturale della società. 

Non accetta l’inerzia, non si adatta passivamente: propone alternative, apre possibilità introducendo nuovi punti di vista. 

Tortona Rocks #11 riunisce nell’ormai consolidata agorà del design Opificio 31 in via Tortona 31, esposizioni che interpretano il design come strumento critico e operativo insieme. Non oggetti isolati, ma processi, ricerche e sistemi capaci di incidere concretamente sulle condizioni del presente. In questo senso, il cambiamento non è uno slogan, è una responsabilità. È la decisione di progettare il mondo non per adattarsi a ciò che è, ma per contribuire a ciò che può diventare. 

Tortona Rocks #11, il programma

Si riconferma a Tortona Rocks #11 la presenza di IQOS con un progetto spettacolare sviluppato insieme a Devialet, eccellenza francese dell’ingegneria acustica. L’installazione Soundsorial Design si presenta come un ambiente in continua evoluzione, modellato da suoni, movimenti e interazioni umane. L’installazione si pone come esperienza immersiva per i visitatori, coronata da una capsule in edizione limitata concepita per l’evento. 

Tortona Rocks #11
Soundsorial Design – IQOS in collaborazione con Devialet

Sempre all’Opificio 31, Archiproducts Milano chiude il suo percorso curatoriale dedicato ai quattro elementi con Fòco, progetto firmato Studio Pepe. Dopo terra, acqua e aria, è il fuoco a diventare protagonista di un interior fatto di contrasti e armonie. 

L’Opificio 31 si conferma come spazio in continua trasformazione dove linguaggi diversi convivono e si contaminano. Qui trovano posto anche realtà come All’Origine Boutique, che riflette sul valore del tempo attraverso oggetti del Novecento reinterpretati in chiave contemporanea, e CANDYSLAB, che con Wild Experience porta in scena un universo pop fatto di colore, tecnologia e sperimentazione. 

L’innovazione incontra la creatività anche con Swatch, che presenta AI-DADA: un’esperienza partecipativa in cui l’intelligenza artificiale rielabora lo storico archivio del marchio per generare nuovi design di orologi personalizzati, mettendo il pubblico al centro del processo creativo. 

Nel campo dell’industrial design, Italdesign porta la propria visione multidisciplinare con un percorso che attraversa automotive, product design e robotica. Tra i progetti in mostra spicca la Honda NSX Tribute, omaggio contemporaneo a un’icona della mobilità. 

Tra le installazioni più significative emerge anche Hans Boodt Mannequins con REBEL, progetto che ridefinisce il concetto di manichino trasformandolo in presenza espressiva e identitaria, e Planika, specializzata in camini di design ad alta tecnologia, capaci di coniugare estetica minimale e innovazione. 

Nel mondo della cucina, Foroo propone un’idea di abitare contemporaneo attraverso soluzioni modulari curate nei dettagli artigianali, mentre Zeekr Design racconta il proprio processo creativo con The Art of Connection, un viaggio tra concept, prototipi e visioni future dell’automotive. 

Il tema della partecipazione è al centro di Designed by Who?, progetto curato da uau studio, che trasforma il pubblico in co-autore di un’opera collettiva in continua evoluzione. 

Non solo Tortona 31

Il percorso espositivo si estende poi oltre lo spazio Opificio 31. In via Tortona 5, Bud Brand presenta una collettiva di giovani designer giapponesi che invita a cambiare punto di vista attraverso installazioni sospese.

Maisons du Monde, con Moments of Joy, propone invece ambienti ispirati a paesaggi e suggestioni globali, trasformando la casa in un viaggio emozionale. Officine Savona – Via Savona 33

Sul fronte artistico  e pop, McDonald’s celebra quarant’anni in Italia con POOL – Ti sblocco un ricordo, mostra immersiva curata da Nicolas Ballario. Il percorso intreccia memoria collettiva e arte contemporanea attraverso installazioni interattive, tra cui una grande piscina di palline che dialoga con opere di Damien Hirst e Vedovamazzei, una macchina del tempo basata su intelligenza artificiale e un archivio di memorabilia che racconta l’evoluzione del brand nel Paese. In via Tortona 58.

Chiude il circuito Haier con Inside the Experience, un percorso immersivo che esplora il rapporto tra tecnologia e spazio domestico, mostrando come la casa del futuro possa diventare sempre più intuitiva, connessa e centrata sulle esigenze quotidiane. In Via Bergognone 26

DOVE E QUANDO
Dal 20 al 26 aprile
Opificio 31, Via Tortona 31
Via Tortona 58
Via Tortona 5
Officine Savona – Via Savona 33
Via Bergognone 26

Sito ufficiale Tortona Rocks

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Guida ufficiale al Fuorisalone
2 Aprile 2026 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

Ristrutturazione casale di campagna: gli interni scuri diventano un’arte e la pietra racconta la storia

Esistono progetti di architettura che non cercano di stupire a prima vista, ma che conquistano lentamente, strato dopo strato, come la storia stessa degli edifici che trasformano. È esattamente questo il caso della ristrutturazione casale di campagna nella regione ceca di Vysočina, firmata dallo studio Plus One Architects. Un intervento che ha saputo fare degli interni scuri il suo punto di forza, della pietra la sua memoria e della luce uno strumento calibrato di benessere domestico. 

Un casale in pietra con due secoli di storia 

La storia di questo casale di campagna inizia intorno al 1820, quando venne avviata la costruzione del nucleo principale dell’edificio, poi completata verso la fine del XIX secolo. Immerso nel paesaggio dolcemente collinare della Vysočina, il casale si affaccia sulla strada di accesso con una sobria facciata in pietra e cancelli in legno da fienile — dettagli che raccontano immediatamente l’identità rurale e autentica del luogo.

di un casale di campagna ristrutturato nella regione di Vysočina, Repubblica Ceca

La famiglia dell’investitore acquistò la proprietà nel 1993 e iniziò un lungo e paziente processo di restauro degli esterni. Nel 2020 fu il turno del piano terra, ristrutturato con cura e attenzione ai materiali originali. Il passo successivo fu affidare allo studio Plus One Architects la conversione del piano superiore, una mansarda dal potenziale enorme ma ancora tutto da esprimere. 

Progetto ristrutturazione casale: interni scuri come scelta, non come limite 

Quando si parla di progetto ristrutturazione casale, il rischio più comune è quello di inseguire la luminosità a tutti i costi, aprendo finestre, schiarendo pareti, uniformando tutto in una palette neutra e rassicurante. Plus One Architects ha fatto esattamente il contrario, e il risultato è sorprendente.

Finestre incassate con persiane nel progetto ristrutturazione casale in pietra di Plus One Architects
Zona privata con interni scuri e parete in pietra a vista nella mansarda del casale di campagna ristrutturato

 

Le architette Petra Ciencialová e Kateřina Průchová hanno scelto una palette scura e materiali grezzi per la zona privata della mansarda, creando un’atmosfera che punta esplicitamente alla riduzione delle distrazioni visive. «I toni profondi non sono un effetto scenografico, ma uno strumento di calma», spiegano le progettiste. Un approccio che richiama filosofie abitative come l’hygge scandinavo o il wabi-sabi giapponese, ma che trova una propria identità originale nel dialogo con la tradizione costruttiva locale.

nuove finestre tetto nel progetto ristrutturazione casale di campagna

La luce naturale non è stata eliminata, ma governata. Gli interventi sulla struttura del tetto hanno permesso di inserire nuove finestre nelle aperture originali della parete in pietra, portando la luce in profondità nella planimetria in modo indiretto e morbido. A causa del rialzo del pavimento — necessario per uniformare le altezze dell’intero piano — le finestre risultano parzialmente incassate rispetto al livello interno, lasciando visibili solo i telai superiori. Le persiane aggiunte completano il sistema, consentendo una regolazione fine della privacy e del grado di connessione con il paesaggio esterno.

Ristrutturazione casale in pietra: la memoria dell’edificio come elemento di design

Uno degli aspetti più riusciti dell’intero progetto è il modo in cui la parete in pietra originale è stata preservata e valorizzata come protagonista dello spazio. In un progetto di ristrutturazione casale in pietra, la tentazione di coprire o uniformare le superfici irregolari è spesso forte. Qui invece la pietra grezza rimane a vista, diventando non solo un riferimento storico ma un vero e proprio elemento decorativo e tattile, capace di dialogare perfettamente con la palette scura degli interni.

Scala in legno di frassino nel progetto di ristrutturazione casale di campagna in Vysočina
porta scorrevole sagomata sulla parete in pietra irregolare nel casale ristrutturato

La maestria artigianale si legge nei dettagli: la porta scorrevole della scala, ad esempio, è stata realizzata con un bordo sagomato che segue fedelmente l’andamento irregolare della parete in pietra. Un gesto piccolo ma significativo, che dimostra come il progetto non abbia cercato di domare la materia, ma di dialogare con essa.

Il materiale dominante della mansarda è il granito nero massiccio, utilizzato nel bagno e come piano del bar, che si raccorda in modo continuo con il piano di lavoro sotto il tetto inclinato. Accanto al granito, il legno massello di abete rosso riveste il soffitto, il rovere caratterizza il pavimento e il frassino è protagonista della nuova scala. Materiali naturali, duraturi, capaci di invecchiare bene e di acquisire ulteriore carattere con il tempo — esattamente come il casale che li ospita. 

Spazio sociale con interni scuri e parete in pietra a vista nella mansarda del casale di campagna ristrutturato

Spazi pensati per vivere: privacy, convivialità e benessere 

Il programma funzionale della mansarda è stato progettato per rispondere a esigenze diverse e spesso contrastanti: la necessità di privacy della zona notte, la vocazione conviviale degli spazi comuni, il comfort degli ospiti. La soluzione adottata divide l’attico in due zone distinte, collegate da uno spazio sociale centrale.

ona notte con palette scura e materiali grezzi nel progetto di ristrutturazione casale di campagna

La zona privata comprende la camera da letto e uno spazio cabina armadio, entrambi immersi nelle atmosfere dark che caratterizzano l’intera mansarda.

camera ospiti ricavata dopo la ristrutturazione casale di campagna firmata da Plus One Architects

Le camere per gli ospiti, concepite in un formato più simile a quello alberghiero, sono invece più chiare e sobrie, capaci di accogliere senza sovrastare. Lo spazio centrale, cuore pulsante del piano, ospita un bar, un’area salotto e una postazione di lavoro, rendendolo versatile e adatto tanto alla socialità quanto alla concentrazione individuale.

Area salotto della mansarda nel progetto di ristrutturazione casale di campagna con materiali naturali e toni scuri

Un palo in acciaio collocato al centro dello spazio sociale consente a un televisore rotante di essere sospeso su un gancio personalizzato — un dettaglio tecnico che diventa elemento scultoreo. L’illuminazione indiretta, ottenuta attraverso una combinazione di lampade, luce riflessa e strisce LED integrate, permette di modulare l’atmosfera in base al momento della giornata e all’umore di chi abita lo spazio, esaltando ulteriormente i toni profondi degli interni scuri.

Un approccio lento e consapevole alla ristrutturazione casale di campagna

Uno degli aspetti più preziosi di questo progetto di ristrutturazione è la filosofia che lo ha guidato. «Fin dall’inizio, i proprietari sapevano di non voler affrettare la ristrutturazione. Era importante per loro affrontarla con cura e qualità, anche se avrebbe richiesto più tempo», racconta l’architetta Petra Ciencialová. Un approccio che oggi chiameremmo slow living applicato all’architettura: la preferenza per il processo rispetto al risultato immediato, per la qualità rispetto alla velocità.

Bagno rivestito in granito nero massiccio nel progetto di ristrutturazione casale in pietra in Vysočina
Finitura in stucco decorativo scuro nel bagno del casale di campagna ristrutturato da Plus One Architects

I lavori sono stati affidati ad artigiani locali, la cui competenza e presenza sul territorio si sono rivelate decisive per la riuscita dell’intervento. La conoscenza profonda della casa da parte della famiglia ha ulteriormente affinato le scelte progettuali, rendendo ogni decisione più consapevole e radicata nella storia dell’edificio.

Il risultato non è una trasformazione radicale, ma un nuovo strato nell’evoluzione naturale del casale. Un rifugio che lavora con gli interni scuri, la materialità e la luce come strumenti di concentrazione e relax — un luogo dove la storia e il presente convivono in equilibrio, senza forzature, con la stessa pazienza con cui la pietra ha resistito a due secoli di tempo.

Progetto: Plus One Architects | Architette: Petra Ciencialová e Kateřina Průchová | Fotografie: Radek Šrettr Úlehla | Luogo: Vysočina, Repubblica Ceca

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