I letti contenitore sospesi sono la nuova e sorprendente proposta di Twils, azienda italiana produttrice di imbottiti. Belli, pratici e di design.
Indubbiamente sono bellissimi. Sono i letti contenitore sospesi proposti da Twils, azienda italiana basata a Cessalto, in provincia di Treviso. Un’azienda familiare giovane e dinamica che ha fatto della qualità artigianale e della sartorialità il suo cavallo di battaglia. I letti coordinati con biancheria e complementi sono il fiore all’occhiello del catalogo.
Letti contenitori sospesi, una soluzione pratica ed estetica
Ora di aggiunge un’altro fiore all’occhiello: si tratta di A-Box, una particolare soluzione tecnica brevettata per i letti contenitore. In pratica il contenitore è nascosto nella struttura del letto, ma non solo. La lettera A sta infatti per Air, e si riferisce al fatto che il letto “galleggia” grazie ai sottili piedini di appoggio arretrati rispetto al profilo. Grazie a questo stratagemma, il letto appare sospeso al di sopra del pavimento.
Oltre all’effetto leggerezza, questa soluzione è pratica per le operazioni di pulizia, consentendo anche il passaggio di un robot aspirapolvere. La praticità si estende al contenitore, che può arrivare fino ai 500 litri, nei modelli di letto più grandi. Eppure, questo spazio, di solito molto ingombrante, praticamente non si vede. Il risultato sono letti dalle proporzioni armoniose e dal design accattivante, e una camera da letto pratica e di stile.
Twils, hand made e sartorialità
Twils nasce a Cessalto, in provincia di Treviso, nel 1982, da un’intuizione che si rivelerà vincente: coordinare letto, biancheria e tessuti dei rivestimenti. La ditta, fondata dal babbo, passa nel 2007 in mano ai quattro figli, che la ribattezzano TWILS, dalle iniziali dei loro nomi. Tiziano, Wilma, Luisella e Simone, purtroppo recentemente scomparso, iniziano a collaborare con rinomati designer e creano le divisioni Twils e Twils Lounge. Grazie alle cuciture rigorosamente eseguite a mano e alla qualità certificata dei materiali, l’azienda entra nell’olimpo delle eccellenze del Made in Italy.
Milano è il cuore economico dell’Italia e non è un caso che moltissime persone si trasferiscano qui proprio alla ricerca di nuove opportunità lavorative. D’altronde, Milano è anche la capitale della moda, la città del design e della finanza, dove hanno sede numerose aziende d’internazionale.
Soprattutto dopo l’Expo 2015, Milano ha conosciuto un vero e proprio boom tanto da raggiungere quota 3,2 milioni di abitanti, diventando così la sesta città europea più popolosa. Tuttavia, trovare casa a Milano può essere molto difficile.
Bisogna, inoltre, considerare che andare a vivere a Milano è un cambiamento importante, anche per quanto riguarda lo stile di vita.
Cercare casa o stanze in affitto sui portali giusti
La prima cosa da fare se si vuole cercare casa a Milano è dare uno sguardo sui portali di annunci. Infatti, qui, si trovano molte case e anche stanze in affitto. Ovviamente, ci si può rivolgere anche a delle agenzie immobiliari, ma bisogna mettere in conto che i costi da sostenere sono sicuramente elevati, mentre se si ha un budget più ristretto, una buona soluzione è appunto consultare un sito per trovare delle stanze a Milano, una soluzione tipica degli studenti, ma preferita anche dai lavoratori, soprattutto se si è alla prima esperienza.
Quali sono le zone migliori per prendere casa a Milano
Ci sono alcune zone di Milano che sono decisamente convenienti: ovviamente, è bene valutare anche la distanza della casa dalla sede di lavoro. Un quartiere trendy, dove si trovano alcuni appartamenti in affitto a prezzi convenienti, èChinaTown, dove la strada più conosciuta è via Paolo Sarpi. Si tratta di una zona vicina a Porta Nuova e al Parco Sempione, piena di negozi. Un altro quartiere moderno è quello della Bicocca che si sviluppa vicino all’Arcimboldi e che offre prezzi decisamente più a buon mercato. Anche se non è una delle zone più centrali, è comunque una zona ben servita dai mezzi pubblici.
Se si viaggia spesso per lavoro o per rientrare nella propria città, allora può essere utile scegliere una casa nella zona Centrale. Qui, infatti, c’è la stazione e due linee della metro e, quindi, ci sono numerosi collegamenti per raggiungere vari punti sia in città che nelle altre regioni.
Sebbene la zona della stazione Centrale non sia tanto apprezzata perché è considerata un quartiere di passaggio, tanto che nel week end è letteralmente vuota, si tratta di un’area interessata da una grande operazione di riqualificazione e in cui si stanno aprendo numerosi uffici e spazi per il co-working.
Calcolare i costi per vivere bene a Milano
Prima di partire per Milano è bene cercare di calcolare con una certa accuratezza quanto costano gli affitti per una casa o una stanza. Ovviamente, molto dipenderà dalla posizione, dalla metratura e dalle condizioni dell’immobile.
Ad esempio, una stanza per studenti universitari ha un prezzo che va dai 300 ai 650 euro al mese, mentre un appartamento che dista qualche fermata della metro da Piazza Duomo ha un costo che va dagli 800 ai 1.100 euro al mese. Il prezzo può essere ancora maggiore se ci si avvicina al centro mentre si può risparmiare qualcosa se si cerca un appartamento situato in periferia. Ovviamente, se ci si allontana dalla zona centrale della città si risparmierà sull’alloggio, ma bisognerà organizzarsi al meglio con i trasporti pubblici, sia per andare al lavoro, sia per sbrigare le faccende quotidiane o per godersi il tempo libero. Scegliere una stanza in appartamento in condivisione consente un buon risparmio, ma se si desidera la privacy è meglio optare per altre soluzioni.
La pietra naturale è uno dei materiali più antichi utilizzati per costruire edifici. Questo è il primo articolo dedicato ad una serie sulla pietra naturale nell’edilizia.
La pietra si può definire come un frammento proveniente da una roccia caratterizzate da durezza, compattezza e assenza di elementi metallici. Il nome deriva dal latino petra.
Dalle pietre derivano i sassi, i ciottoli, ovvero sassi levigati dall’acqua, e la ghiaia, composta da frammenti più piccoli. Sono pietre le pietre preziose e semi-preziose, ma nel nostro ambito quelle che ci interessano sono quelle da costruzione. Ne esistono di svariati tipi, ognuna con le sue caratteristiche fisiche ed estetiche, ma prima di affrontare la parte tecnica, vediamo un po’ di storia.
La pietra naturale nella storia
Oltre al legno, la pietra è il materiale più antico utilizzato per la costruzione di abitazioni, luoghi di culto o sepolture. L’uomo scopre le qualità della pietra nel Paleolitico, ben 3 milioni di anni fa, e la utilizza per creare utensili vari, suppellettili, statuine. A partire dal neolitico, era che segna l’inizio della vita sedentaria, l’uomo avverte la necessità di costruire ripari stabili. Compaiono costruzioni megalitiche come i dolmen o costruzioni in pietra a secco di forma tronco conica come i nuraghi in terra sarda. Delle abitazioni rimane ben poco, anche perché spesso si trattava di capanne costituite da una base in pietra con una copertura realizzata con materiali fragili, come fibre naturali, terra, pelli di animali, legno.
Rappresentazione di una capanna di Terra Amata secondo la ricostruzione di Henry De Lumley
Tuttavia, lo straordinario esempio del villaggio di Skara Brae, nelle Isole Orcadi, in Scozia, deve farci riflettere sulla reale diffusione e livello tecnico delle abitazioni in pietra in epoca preistorica.Il suo buono stato di conservazione è sicuramente dovuto alle caratteristiche ambientali favorevoli, ma possiamo immaginare che esistessero strutture simili anche in altri luoghi del mondo. Il villaggio, scoperto per caso negli anni venti del secolo scorso, risale al neolitico, e fu costruito intorno al 3100 a.C. Le case erano scavate nel terreno e avevano muri in pietra a secco, diverse stanze, arredamento in pietra che comprendeva armadi, giacigli, un focolare al centro e perfino un rudimentale bagno collegato ad un sistema di drenaggio.
La pietra rimase il materiale di costruzione prediletto da tutte le civiltà antiche, dagli Egizi fino ai Romani. Per l’edilizia monumentale veniva impiegato il marmo, già allora molto ricercato. La Grecia, del resto, era ricca di cave di pregiati marmi bianchi, come il Pentelico, usato per costruire il Partenone. Greci e Romani introdussero la tecnica del mosaico, realizzato con ciottoli o con tessere di marmo, per rivestire pavimenti e pareti.
Il Partenone nell’Acropoli di Atene, 447 a.C.Pavimento della basilica di Santa Maria in Cosmedin, VI sec., Roma. Credits
La pietra è utilizzata nel Medioevo per costruire castelli, chiese, monasteri e palazzi nobiliari, mentre i meno abbienti dovevano accontentarsi di legno e terra. Fu un periodo nel quale si utilizzavano le materie prime più accessibili, motivo per cui le pietre da costruzione provenivano dalle cave in prossimità. Questo ha favorito la nascita di villaggi e città “monocolore”, secondo la colorazione della pietra locale.
Acropoli di Arpino, Arpino (Fr), Italia
A partire dal Rinascimento la pietra perde importanza come materiale strutturale, e viene mano a mano sostituita dal laterizio. Il suo ruolo diviene puramente decorativo, per rivestire facciate, strade, pareti e pavimenti.
Rivestimento con marmo lavorato a bugnato in forma di diamante, Palazzo dei Diamanti, progettista Biagio Rossetti, 1493, Ferrara.
Oggi si parla tanto di pietra ricostruita o di biopietra per le costruzioni sostenibili. La pietra naturale non può essere considerata un materiale ecologico, visto che le cave deturpano il paesaggio. Tuttavia, la pietra ricostituita ricavata dagli scarti di lavorazione, o l’utilizzo di pietre dal forte potere isolante, come la pietra pomice, possono contribuire alla salvaguardia dell’ambiente.
Classificazione commerciale delle pietre naturali
In Italia la classificazione commerciale delle pietre è regolata dalle norme UNI-8458. In base alla classificazione commerciale le pietre vengono denominate “prodotti lapidei”, e si dividono in 4 gruppi, definì in base alla durezza, lucidabilità, origine e composizione:
Marmi: rientrano in questo gruppo tutte le rocce cristalline, compatte e lucidabili, prevalentemente costituite da minerali di durezza 3 o 4 sulla scala di Mohs come calcite, dolomie e serpentino. Rientrano in questa categoria i marmi veri e propri, tutti i calcari e le rocce sedimentarie lucidabili ad eccezione del travertino, le brecce, le puddinghe, l’onice e l’alabastro.
Graniti: tutte le rocce fanero-cristalline, compatte e lucidabili, formate soprattutto da minerali di durezza 6 a 7 sulla scala di Mohs (ad esempio quarzo e feldspato). Comprende tutte le varietà di granito, gabbro e sienite; i basalti, i porfidi; la diorite e alcune rocce metamorfiche di origine vulcanica come lo gneis.
Travertino: roccia calcarea sedimentaria ricca di cavità, compatta, lucidabile o non lucidabile in base alla varietà.
Pietre: tutte le rocce non lucidabili indipendentemente dalla loro origine, durezza e composizione mineralogica. Vi rientrano materiali molto diversi, come l’arenaria, i tufi, l’ardesia, la quarzite. In questa classificazione le rocce sono suddivise in:
rocce tenere e/o poco compatte: tufi e rocce sedimentarie clastiche
rocce dure e/o compatte: rocce magmatiche effusive e pietre a spacco come ardesia, gneiss, quarziti.
Caratteristiche delle pietre naturali
Conoscere le caratteristiche delle pietre naturali è importante per scegliere il prodotto lapideo adatto al progetto. Per questo, vanno consultate le schede tecniche che accompagnano il prodotto prescelto.
Oltre all’aspetto e al colore, sono molto importanti fattori come l’igroscopicità (attitudine ad assorbire l’umidità), la gelività (resistenza al gelo) e la resistenza al fuoco.
Inoltre, vanno considerati fattori come la durezza, la divisibilità, ovvero la tendenza a spaccarsi in alcuni punti, la durevolezza e l’aderenza alle malte.
Infine, un fattore molto importante è la lavorabilità, ovvero la possibilità di creare manufatti e finiture utilizzando diverse tecniche e attrezzature. Gli interventi previsti sono la spaccabilità, la segabilità, la scolpibilità e la lucidabilità.
Nella seconda parte analizzeremo la genesi delle pietre, per imparare a distinguerle e a individuare le loro caratteristiche principali.
Grande, luminosa, questa casa a Madrid esprime l’essenza dello stile classico reso attuale grazie all’intervento dello studio Studio Galan Sobrini Architect.
Casa Almagro è la tipica casa d’epoca costruita in stile haussmanniano, il “bourgeois parisien”, per intenderci. Soffitti alti, modanature e stucchi, una pletora di stanze, stanzette e stanzini, camini e quant’altro. Si tratta di case dotate di un certo fascino e di prestigio, ma spesso poco adatte alle esigenze della vita contemporanea. Per questo lo studio Studio Galan Sobrini Architect è stato incaricato di attualizzare l’appartamento, sia dal punto di vista funzionale che estetico. Vediamo il risultato del loro intervento.
L’intervento funzionale
La casa si estende su 375 m2, ed è situata nell’emblematico quartiere di Almagro a Madrid. Nonostante l’ampia superficie, la casa risulta buia e poco funzionale, per via del frazionamento dello spazio. Gli architetti hanno dapprima formulato una nuova distribuzione degli spazi, al fine di rendere l’appartamento più funzionale. Per aumentare l’apporto di luce naturale, soprattutto nel dedalo di disimpegni, i progettisti hanno fatto ricorso a vetrate e porte a vetri.
L’appartamento si divide un due parti distinte: una zona di rappresentanza e una zona più intima, dove sono collocati la cucina, i servizi e le stanze. La zona dedicata ai figli è divisa in spazi diversi, dall’area giochi, che si affaccia sulla cucina attraverso un’apertura vetrata, si accede alle camerette.
lavanderialavanderiacucina che si affaccia sul salotto dei figlisalotto dei figli con area giochi
La zona di rappresentata è contrassegnata da porte a vetri in stile classico e comprende un soggiorno diviso in due parti da una parete centrale con camino. Da una lato il salottino più intimo, dall’altro quello per gli ospiti, dallo stile mid century. Gli architetti hanno demolito il tramezzo così da ampliare al massimo la zona giorno. Abbiamo poi una sala da pranzo con un mini lavello e attrezzature per la preparazione dei cocktail.
salotto di rappresentanza salotto di rappresentanzasalottino salottino
Una casa a Madrid classica e contemporanea
Lo studio Galan Sobrini Architect ha lavorato per imprimere uno stile personale, moderno e ricercato a questo appartamento dall’aspetto classico. La cura dei dettagli, la scelta dei materiali, l’uso sapiente del colore hanno trasformato la casa in un esempio riuscito di classico contemporaneo. La sfida era di mantenere l’essenza della casa pur attualizzando lo stile, per questo il canovaccio di base conserva le modanature, le maniglie e pomelli, gli stucchi ai soffitti. Le porte sono state replicate in stile classico, tranne le diverse vetrate dal design moderno che suddividono gli spazi nella zona servizi.
tavolozza bianca, nera e legno chiaro in cucina
Il colore dominante è il bianco, contrastato dal nero e riscaldato dal rovere del parquet. La carta da parati è utilizzata con parsimonia, per ricordare il passato senza sovraccaricare gli ambienti. Motivi rigati nella zona servizi, fiori nelle camere da letto.
camera da lettocamera da lettostanza figli stanza figlibagno padronalebagno padronale
L’arredo è il risultato di un sapiente mix tra mobili moderni e classici, stemperato da alcuni pezzi rustici e di provenienza esotica. Poche e ben studiate le opere d’arte, tra fotografie d’autore in bianco e nero e dipinti astratti.
bagno zona rappresentanzaangolo barsala da pranzo dall’angolo barsala da pranzo
Il risultato è una casa non solo pratica e funzionale negli spazi, ma dotata di un linguaggio coerente, curata nelle finiture e nei dettagli, che la rendono uno dei progetti più riusciti dello studio.
Siamo ormai a Settembre, le ferie sono finite quasi per tutti ed è arrivato il momento di tornare al lavoro. Molti di noi continueranno a usufruire dello smartworking, come dai primi mesi del 2020, mentre altri torneranno in ufficio.
Lo smartworking, rispetto a lavorare in ufficio, ha i suoi pro e i suoi contro: tra le cose positive c’è il fatto di poter lavorare ovunque ci sia una connessione internet, di potersi alzare la mattina senza il pensiero di dover affrontare la sfida del traffico e dei mezzi pubblici.
Tra gli aspetti negativi ci sono la mancanza di interazione sociale e la sottile sensazione di non essere mai completamente fuori dal posto di lavoro. La facilità dello stare a casa e di poter accendere il computer in qualsiasi momento, ha reso gli orari di lavoro effimeri, senza contare che in molti si sentono meno in diritto di prendersi giorni di malattia e di ferie.
Avere uno spazio smartworking o un ufficio ben organizzato, vi aiuterà a facilitare il lavoro e a mantenere bassi i livelli di stress psicofisico.
Uno spazio smartworking funzionale
A chi ha la fortuna di avere una stanza in più, e prevede un allungamento significativo del periodo smartworking, consiglio di adibire questo locale a uso ufficio. Avere uno spazio smartworking separato dal resto degli ambienti, è importante proprio perché aiuta a mantenere lo stesso orario di lavoro dell’ufficio.
Posizionate la scrivania in modo da poter vedere la porta della stanza: il nostro cervello arcaico ha bisogno di sentirsi al sicuro e di tenere la situazione sotto controllo per evitare di subire un “attacco a sorpresa”.
Munitevi inoltre di una sedia da ufficio comoda, ergonomica, che sostenga la spina dorsale durante le lunghe ore passate al computer.
Anche utilizzare i giusti colori è importante sia per mantenere viva l’attenzione e trasmettere energia nelle giornate grigie, ma anche per rimanere concentrati e che aiuti a non distrarvi troppo.
Vi consiglio una palette semplice e non troppo elaborata, ad esempio con il nero e il bianco di base, per mantenere il giusto ordine e rigore, abbinati a un terzo colore energico come il giallo, il rosso o il verde.
Se invece non avete una stanza da adibire allo smartworking, cercate di creare comunque uno spazio dedicato, in cui accedere negli effettivi orari di lavoro.
Organizzare al meglio l’ufficio
Si parla da anni di quanto sia importante lo stato di fatto di un ufficio o di un posto di lavoro per mantenere alto il morale dei dipendenti, oltre a contribuirne alla produttività. I vostri dipendenti passano almeno 8 ore al giorno in questo luogo ed è giusto renderli luoghi confortevoli e rilassanti.
Da evitare il bianco assoluto: è provato infatti, che negli uffici acromatici la produttività tenda a diminuire, favorendo invece l’assenteismo.
Se il vostro ufficio è organizzato con un open space, cercate di evitare i cubicoli stile anni ’80, che creano isolamento e poca coesione tra i dipendenti; favorite invece il gioco di squadra, con postazioni operative condivise e un grande tavolo per il brainstorming e la condivisione di idee.
Create delle zone “franche” separate, adatte ai momenti di relax e alle pause pranzo. Ottimo per queste zone è il colore verde, vitale e rilassante, abbassa i livelli di competizione e trasmette il senso di unione.
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Al giorno d’oggi, il bagno non è più esclusivamente un luogo dedito al benessere e alla cura della persona, ma diventa un ambiente elegante e di design al pari di tutte le altre zone della casa.
Per arredare un bagno in stile moderno, oltre a sanitari, accessori e mobili, è necessario seguire determinate dritte e suggerimenti che garantiscano la realizzazione di un ambiente elegante e di classe, oltre che funzionale.
5 regole per un bagno moderno ed elegante
Per realizzare un bagno moderno ed elegante è necessario seguire delle regole fondamentali per la buona riuscita dell’ambiente.
1. Non appesantire e riempire troppo l’ambiente
Anche se in commercio si può trovare una vasta gamma di mobili bagno dal design moderno, è importante limitare la scelta a quelli effettivamente necessari, soprattutto se il bagno è di dimensioni particolarmente ridotte, altrimenti si rischia di acquistare articoli che poi non si saprà dove mettere. Oppure lo spazio sarà così saturo che non ci sarà quello necessario a muoversi con comodità e il tutto risulterà poco funzionale.
2. Organizzare degli spazi contenitivi pratici
Per evitare di creare disordine e confusione con tutti gli accessori da bagno che il benessere e l’igiene personale richiedono, è bene disporre di tutti i cassetti, armadietti e mensole necessari per dare collocazione ad ogni cosa, poiché prodotti ma anche strumenti elettronici e non, non devono assolutamente rendere l’ambiente disordinato.
3. Curare i dettagli
Quella di curare i dettagli è una regola strettamente estetica. Un bagno moderno ed elegante,per essere tale, richiede un design ben definito e curato. Lo stile, le finiture, le forme e i colori devono essere abbinati in modo armonioso e, soprattutto, non deve essere trascurata la cura dei dettagli. Si tratta di piccoli accessori di design capaci di esaltare al massimo il valore estetico dell’ambiente.
4 Stile e funzionalità di pari passo
Anche se si desidera un bagno moderno ed elegante, è importante non trascurare mai la funzione principale di questo ambiente: la praticità di utilizzo. Arredare un bagno con classe ed eleganza, infatti, non vuol dire necessariamente che questo non possa essere anche pratico e comodo da vivere. Quindi, è importante non trascurare mai la funzionalità e la praticità per un maggior valore estetico.
5 L’importanza di una buona illuminazione
La luce naturale è un fattore fondamentale per il valore estetico di un bagno. Un ambiente illuminato risulta, infatti, da un punto di vista visivo, più pulito e ordinato e queste caratteristiche sono essenziali. Proprio per questo motivo, è importante non riservare tutte le zone della casa con una buona illuminazione esclusivamente alle camere da letto o alla zona living.
Se non è proprio possibile sfruttare la luce naturale per il bagno, è necessario optare per un efficiente luce artificiale. Una buona idea, per esempio, è quella di utilizzare una fonte luminosa posta dietro lo specchio. Questa consentirà di curare il viso con grande praticità e, inoltre, si tratta di una soluzione capace di rendere l’ambiente più accogliente e caldo.
Identificato con i ruggenti anni Venti, l’Art Déco è uno stile eclettico e controverso, in bilico tra kitsch e raffinatezza, che affascina ancora oggi.
L’Art Déco si sviluppa in Francia a partire dagli anni Venti e in breve tempo si diffonde in tutto il mondo. Per la precisione, più che di uno stile si tratta di un’estetica che riflette un preciso stile di vita. L’Art Déco è l’atmosfera opulenta e frenetica del Grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald. L’ Art Déco si associa al jazz e ai musical di Hollywood, ai transatlantici e ai motori rombanti, ai grattacieli di New York e Chicago e all’edonismo decadente della Repubblica di Weimar. Il nome deriva dall’abbreviazione della dicitura “Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes” (Esposizione internazionale di arti decorative e industriali moderne) che si tenne a Parigi nel 1925. Una manifestazione che ne segna l’apice, cui segue un lento declino, fino al superamento negli anni Quaranta. Tuttavia, oggi assistiamo ad un revival dell’Art Déco che, lungi dall’essere un fenomeno passeggero, dura ormai da qualche anno.
Siamo nel 1919 e il mondo intero cerca di lasciarsi alle spalle l’evento più drammatico che l’umanità abbia mai conosciuto: la Grande Guerra. Oltre a milioni di vite, a imperi e a governi, la guerra mondiale pose fine alla Belle Epoque, caratterizzata dalla fiducia nel progresso. Questi stravolgimenti ebbero un profondo riflesso nelle arti, primo su tutti la scomparsa dell’Art Nouveau. In realtà questo stile era già stato messo in discussione dalle avanguardie artistiche sviluppatesi a cavallo del 1910. Tra questi, L’Espressionismo di Kirchner e Munch, il Cubismo di Picasso, l’Astrattismo di Kandinskij, il Futurismo di Marinetti e Boccioni o il Neoplasticismo del movimento De Stijl fondato da Theo Van Doesburg e Piet Mondrian.
Maurice Jallot, disegno per una sala da pranzo, presentato all’EXPO di Parigi del 1925
Anche l’Art Déco si sviluppa a partire dal 1910, che pare essere l’anno cardine tra l’Ottocento e il Novecento. Agli esordi si propone come uno stile d’avanguardia, moderno e proiettato verso il futuro, fautore di un’estetica che si distacca dagli stili del passato. Tra i precursori, troviamo la figura poliedrica e visionaria di Paul Poiret, considerato il padre della moda moderna. Poiret infatti abolisce pizzi e corsetto e crea abiti fluidi, stravaganti ed eccentrici. Amante delle arti, fonda la Scuola di Arti Decorative “Martine”, dal nome di una delle sue figlie, e realizza arredi, accessori e tappezzerie. Il suo stile è caratterizzato dalla semplificazione dei motivi floreali, dalla predilezione per le forme geometriche, simmetriche e spigolose, e dall’utilizzo di materiali lussuosi e ricercati.
Paul Iribe, disegni di moda per Les Robes de Paul Poiret, 1909
Un altro precursore può essere individuato nella figura di Louis Cartier, che nel 1913 crea una linea di gioielli dalle linee innovative, ispirata all’antico Egitto. Un cenno meritano anche Joseph Maria Olbrich e il suo Palazzo della Secessione Viennese, e Josef Hoffmann con il suo Stoclet Palace a Bruxelles. Entrambi appartenenti alla Secessione Viennese, movimento che esprime le istanze dell’Art Nouveau, sembrano anticipare, nelle opere citate, i criteri estetici dell’Art Déco.
Infine, dobbiamo al grande maestro Auguste Perret, noto come colui che ha sdoganato il cemento armato in architettura, il primo edificio che mostra le linee del nuovo stile. Si tratta del Théâtre des Champs-Élysées a Parigi, costruito nel 1913 secondo i dettami del maestro, che aspirava a concretizzare uno “stile disadorno” che ponesse fine agli eccessi dell’Art Nouveau.
Auguste Perret, Théâtre des Champs-Élysées, Parigi, 1913. Credits Coldcreation
Si incomincia a parlare di uno “stile Moderno”, ma lo scoppio della Grande Guerra congela il mondo per 4 lunghi anni. Nel 1919, il nuovo stile raccoglie e trasforma le istanze rimaste inespresse da tutti i movimenti di avanguardia che avevano animato il panorama artistico nei primi due decenni del secolo. Lo “stile ruggente”è ormai pronto per il suo trionfo.
Sedia rossa e blu, design Gerrit Thomas Rietveld, 1918, oggi prodotta da Cassina.
Caratteristiche del gusto Art Déco
Gli elementi decorativi dell’Art Déco si ispirano all’antico Egitto, alle civiltà precolombiane, alla Cina, ma anche ai movimenti di avanguardia già citati. Va detto che non si tratta di uno stile monolitico, in quanto esprime istanze estetiche a volte in contrasto e in continua evoluzione. Agli esordi rigoroso e dagli accenti classici, si trasforma in uno stile opulento e sontuoso, per ritornare alle forme pure negli anni Trenta, avvicinandosi alle istanze razionaliste. In linea di massima i suoi tratti caratteristici sono:
l’uso di forme a zig-zag, di scacchiera, cerchi, ventagli, disposti a ripetizione e stilizzate, così da creare motivi astratti;
l’uso spregiudicato del colore, con il nero e l’oro in prima linea;
l’uso della simmetria, in contrasto con le linee sinuose e asimmetriche dell’Art Nouveau;
Mobili massicci spesso realizzati con combinazioni di forme e di materiali differenti. Appaiono linee mai viste prima, decisamente d’avanguardia. Predominanza di forme arrotondate e delle finiture lucide a lacca;
l’uso di materiali pregiati, dalla radica ai legni esotici, ebano e palissandro in primis, avorio, pelli di animali esotici, metalli come il bronzo ma anche l’acciaio inox;
lavorazioni ricercate come l’intarsio, il mosaico, la cesellatura, vetrate elaborate;
Creatività senza limiti, quasi a sfiorare il kitsch;
L’architettura privilegia proporzioni monumentali, volumi geometrici semplici e composizioni simmetriche e articolate, ed è spesso arricchita di bassorilievi e statue di foggia squadrata e spigolosa, alte vetrate.
Motivi decorativi geometrici a ripetizione
I mobili e gli accessori, le vetrate e le decorazioni sono per la maggior parte pezzi unici e si collocano a metà strada tra l’arte e l’artigianato. Appare evidente che l’Art Déco è uno stile che si adatta perfettamente alle esigenze della ricca borghesia, anche se con il tempo si diffuse una versione più economica, che comprendeva oggetti realizzati con materiali più modesti. I pezzi d’arredo più gettonati erano le poltrone, i pouf, più rari i divani, le madie, le petineuse e i tavolini. Tra i complementi, spiccano i lampadari e le lampade da parete, oltre agli specchi e ai tappeti.
Opera emblematica rimane ancora oggi il padiglione creato da Jacques-Émile Ruhlmann all’expo parigina del 1925. Il decoratore francese concepisce una fastosa villa chiamata “La casa del collezionista”, che divenne l’icona del nuovo stile. Si tratta di un’opera d’arte totale che univa architettura, design d’interni, mobili, scultura, pittura e oggetti d’arte in un insieme unico.
Aneddoto: alla stessa esposizione erano presenti Le Corbusier e Pierre Jeanneret con il loro padiglione Esprit Nouveau, che negava in toto le istanze dell’Art déco. Del resto, gli stili non si susseguono nella storia in modo netto, e spesso coesistono in una stessa epoca.
Diffusione nel mondo
L’Art Déco fu il primo stile a diffondersi in tutto il mondo, soprattutto nelle città coloniali del Nord Africa, in Asia e nei paesi del Commonwealth. Esempi notevoli si trovano a Shangai, nel quartiere Bund, e a Miami, nel cosiddetto distretto Art Déco. Tra gli edifici più significativi, spiccano due grattacieli di New York, ovvero l’Empire State Building e il Chrysler Building e il Il Carbide & Carbon Building a Chicago. Negli anni Trenta, lo stile evolve in una versione più epurata, complice anche la crisi economica che imperversa in tutto il globo. Nella seconda parte di questo articolo analizziamo questa evoluzione con due esempi significativi: lo stile transatlantico o Streamline Moderne, sviluppatosi negli Stati Uniti, e il Gruppo Novecento, in Italia.
Chrysler Building, New York, 1928Carbide & Carbon Building, Chicago, 1929
I quadri aiutano a dare carattere allo spazio, oltre che rappresentare ed esprimere la nostra personalità. In questo articolo vediamo alcuni schemi per ricreare le cosiddette “Gallery wall”, ovvero composizioni di quadri che possono arredare la parete dietro il letto, una parete del soggiorno, quella della scala, oppure la parete dove è collocata una madia, magari all’ingresso di casa.
Partiamo col dire perché dovreste rispettare uno schema compositivo per appendere i quadri: la mancanza di allineamenti può generare disordine e incoerenza. Quando vediamo composizioni con cornici di stili e dimensioni diverse che funzionano – sebbene non lo notiamo a prima vista – si nasconde uno schema preciso che consente un effetto finale armonico.
Prima di acquistare cornici e stampe, decidete dove andranno collocate per capire quali sono adatte allo spazio a disposizione. Le dimensioni delle cornici che generalmente si trovano in commercio e partendo da formati non troppo piccoli, sono: 21×30, 30×40, 40×50, 50×70 e 60×90.
Schemi compositivi con assi
I seguenti schemi sono validi sia per quadri intesi come dipinti, sia per poster, che per fotografie.
Asse inferiore/superiore
Il primo schema prevede un allineamento dei quadri secondo un asse inferiore immaginario. È adatto per collocarli sopra la parete del divano o sopra il letto, essendoci al di sotto un arredo, ma va bene anche se avete un lungo corridoio.
Allo stesso modo si può seguire un asse superiore.
Asse centrale
Altra idea per appendere i quadri è immaginando una linea centrale che divida due file di quadri. Per far percepire questo asse, la distanza tra le cornici al di sopra e quelle al di sotto deve essere uguale.
via topquadros.comvia oliveetoriel.com
Linea mediana
Schema simile, prevede di allineare i quadri secondo una linea che passi per la metà del quadro stesso. Usando cornici di dimensioni diverse, i bordi superiori e inferiori saranno sfalsati, ma l’asse nascosto conferirà un risultato ordinato e armonico.
Oltre agli schemi appena visti, ecco altre idee particolari per ricreare delle Gallery wall.
Uniti
Questo schema prevede di disporre quadri o foto allineati su due file ma stavolta collocando le cornici a contatto tra loro, anche lateralmente.
via westelm.com
Spirale
Per lo schema a spirale posizionate i quadri a parete partendo da uno centrale – il più grande e rilevante – e appendendo gli altri tutto intorno seguendo, appunto, una forma immaginaria a spirale.
Diagonale
Per chi vuole appendere i quadri lungo la parete della scala, l’allineamento sarà secondo un asse parallelo all’inclinazione della scala stessa. Per individuare tale inclinazione, prendete un’altezza dal primo gradino e riportatela sull’ultimo; unendo questi punti avrete la vostra linea.
Via posterjack.caMelissa Arlena Photography
Spigolo
Una soluzione interessante per decorare le pareti con i quadri, è quella di sfruttare uno spigolo libero della casa e usando questa linea già presente come un asse di simmetria.
IkeaPh. Sébastien Hamelin
Se desiderate una progettazione ottimale degli spazi della vostra casa, consultate il sito https://zeumadesign.com/.
Jotun lancia la cartella colori 2023 per gli interni. La palette si chiama Stories ed è declinata in tre cartelle molto ispiranti.
LADY, la linea di vernici di alta qualità dell’azienda norvegese Jotu, lancia la nuova cartella colori per il 2023. Intitolata STORIES, la cartella colori presenta tre palette ispiratrici che aiutano a creare spazi personalizzati con atmosfere uniche.
“È tempo di nuove scelte, e le migliori scelte di colore avvengono quando si segue il cuore”.
Lisbeth Larsen, responsabile globale del colore di Jotun
Negli ultimi tempi il ruolo della casa, e ciò che ci aspettiamo da essa, è cambiato. Da luogo in cui si tornava per riposarsi, la casa è diventata un luogo di lavoro, di gioco, di riposo e di aggregazione. La nuova cartella colori Jotun LADY riflette questo aspetto, incoraggiandoci a lasciare che la casa esprima ciò che conta di più per noi. Scegliere i colori che ispirano, qualunque sia la causa. Fare un passo indietro e seguire il proprio cuore.
Tre bellissime storie a colori e tante nuove tinte
“I colori hanno un potere intrinseco di esprimere le nostre virtù e di creare un buon ambiente per la nostra vita.” Così dice Lisbeth Larsen, responsabile globale del colore di Jotun. In collaborazione con il team internazionale di Jotun, ha sviluppato ancora una volta una cartella colori stimolante con tavolozze e tonalità che riflettono i tempi in cui viviamo.
I colori di cui ci circondiamo hanno sempre un significato, sia per ciò che dicono di noi, sia per come arricchiscono l’atmosfera della casa. La cartella colori 2023 ci regala tonalità senza tempo e nuovi colori che rimandano ad atmosfere positive e creative. I colori di ciascuna tavolozza si arricchiscono a vicenda e possono creare combinazioni cromatiche uniche.
Serene Presence
La tavolozza Serene Presence infonde la serena energia grazie ai pastelli morbidi che si stemperano in un piacevole gioco di luci fresche e luminose. I toni arancioni sorprendono sempre con una buona dose di energia calda e positiva, mentre la lavanda aggiunge un tocco di freschezza.
La casa deve essere un luogo in cui le batterie vengono caricate. Un luogo dove la mente trova riposo e il tempo si ferma. I colori sono molto importanti per l’ambiente sensoriale di una stanza: creano l’atmosfera e ci mettono allegria. La palette SERENE PRESENCE ci offre colori audaci, ottimisti e avvolgenti. Gli spazi aperti, pieni di luce e di piante, creano un’atmosfera ariosa e lussureggiante in cui il tempo si ferma. Calmanti, dolci e meditativi, questi ambienti ci permettono di lasciar andare le sfide della vita quotidiana e di puntare i riflettori su noi stessi.
Naturally Grounded
Nella palette Naturally Grounded, le calde tonalità della terra incontrano le morbide tonalità del sole. Armonie di colori rustici e terrosi per ricreare un’oasi di tranquillità ispirata alla natura. Colori naturali mai piatti, ma animati da una sottile vibrazione. Circondarsi di colori ispirati alla natura è un balsamo per l’anima, sia che si tratti delle calde tonalità della terra, dei verdi tenui o dei gialli e degli arancioni del sole. Beige dorati che si accordano perfettamente con verdi lussureggianti, calde tonalità ocra si accompagnano alle sobrie tonalità gessose della pittura a calce LADY Minerals.
Curated Living
La palette Curated Living è classica e sofisticata. Troviamo un bordeaux profondo ed elegante, selezionati accenti blu e delicati colori neutri. Tinte tradizionali che ben si accordano a proposte moderne , come il rosso o le finiture ultra opache.
Cartella colori 2023 Jotun Lady: combinazioni di colori audaci e giocose
Jotun LADY consiglia di accostare negli interni le tinte appartenenti alla stessa palette, per un risultato armonioso ed elegante. Tuttavia, è possibile combinare i colori delle diverse palette STORIES per creare la propria storia cromatica. Il segreto è creare un’atmosfera che si possa apprezzare a lungo.
Per esempio, l’elegante LADY Pure Color 20208 POETRY RED, che viene percepito come una tonalità di rosso profonda e di buon gusto, è esaltato dal delicato ed equilibrato LADY Pure Color 7038 DUSK GREEN della cartella colori SERENE PRESENCE.
La nuova cartella colori 2023 e le vernici sono già disponibili presso i rivenditori.
Per saperne di più sulla tavolozza dei colori SERENE PRESENCE.
Si avvicina il 30 settembre, data limite per l’iscrizione al concorso A’ Design Award & Competition. Non perdete l’occasione per promuovere il vostro design.
Sei un creativo e operi nel campo del design, dell’architettura, della grafica, della moda e desideri promuovere il tuo lavoro? Allora non perdere l’occasione di iscriverti al concorso internazionale A’ Design Award & Competition, hai tempo fino al 30 settembre.
Iscriversi è semplice, basta cliccare su questo link:
I risultati saranno resi noti il 15 aprile 2023, e comunicati su tutti i media partner, compreso questo blog.
A’ Design Award & Competition in breve
A’ Design Award & Competition è uno dei più importanti premi internazionali di design, ma non solo. Non si tratta di un concorso classico, limitato all’assegnazione dei premi, bensì di una piattaforma messa a disposizione dei partecipanti. Questa piattaforma fornisce strumenti di qualità per promuovere il proprio design, anche a coloro che non vengono premiati. Vediamo come è organizzato il concorso:
Scegli la tua categoria
Uno degli aspetti straordinari di questo premio è la possibilità di scegliere fra più di 100 categorie, tra le quali Good Industrial Design Award, Good Architecture Design Award, Good Product Design Award, Good Communication Design Award, Good Service Design Award, Good Fashion Design Award.
Per consultare la lista delle categorie clicca qui: category listing.
I benefits per i partecipanti
Iscrivendoti, potrai accedere ai seguenti benefits:
consulenza gratuita per ottimizzare la presentazione del tuo progetto
download gratuito delle risorse per presentare in modo ottimale il tuo progetto
certificato di partecipazione
inclusione nel BuySellDesign Network
certificazione che attesta la tua paternità dell’opera che hai presentato
accesso al Design Business Calculator
iscrivendoti, avrai l’opportunità di migliorare le tue capacità di comunicazione e presentazione del tuo lavoro e potrai utilizzare potenti strumenti di PR per promuoverti.
I vantaggi per i vincitori
Inoltre, i vincitori dei premi avranno moltissimi vantaggi, tra i quali:
kit di promozione che comprende:
trofeo in metallo stampato in 3D
l’annuario in versione digitale e cartacea
certificato di eccellenza del design
manuale che spiega passo passo come sfruttare il premio per promuoversi
pubblicazione garantita attraverso IDNNN e DXGN Networks a più di 100+ riviste tra cui Design Interviews & DM Design Magazine
preparazione e distribuzione di comunicati stampa attraverso DesignPRWire
pubblicità e visibilità attraverso la comunicazione DesignMedia
Inoltre, potrete partecipare a due eventi esclusivi:
la serata di gala conclusiva
la mostra dei progetti vincitori , sia on line che nella sede prescelta sul territorio italiano.
Una giuria internazionale selezionata e polivalente
La giuria del Good Design Award è multidisciplinare e comprende designer, accademici, imprenditori, giornalisti, blogger ed editori internazionali con un background ed un’esperienza che garantiscono una valutazione equa e autorevole. I membri della giuria non si limitano a valutare i progetti, ma partecipato attivamente al concorso, trasmettendo consigli e suggerimenti ai partecipanti.
In questa pagina puoi avere informazioni complete sulla metodologia di valutazione.
Alcuni progetti vincitori delle scorse edizioni
Ecco alcuni progetti vincitori delle scorse edizioni, che ho selezionato per aiutarti a valutare il livello degli elaborati. Clicca sulla didascalia delle foto per visualizzare il progetto e il profilo del designer.