La messa a valore di un immobile è una decisione che può essere affrontata con estrema tranquillità se affidata alla società rodigina Homynest, l’inquilino perfetto per i proprietari che non intendono vendere.
Oltre ad aver già acquisito appartamenti ed abitazioni a Ferrara, Padova, Rovigo, Milano e Verona, Homynest gestisce due immobili esclusivi in Umbria e sul lago di Carezza, in Alto Adige.
Sono ripresi i contatti con i proprietari
Dopo il periodo estivo, tradizionalmente dedicato alle ferie, sono ripresi i contatti con i proprietari che hanno già contattato Homynest per sottoporre i propri immobili all’affitto, ma anche alla gestione completa, nel caso in cui abbiano bisogno di interventi per i quali non si sentono di investire.
Crescita finanziaria e vantaggi per i proprietari
Dal punto di vista finanziario Homynest ha registrato un trend di crescita che ha già prodotto utili estremamente positivi negli ultimi 5 mesi e che consentirà la distribuzione dei ricavi ai proprietari che hanno scelto la gestione diretta degli immobili.
Per gli altri, invece, la sicurezza dell’affitto mensile garantito e la manutenzione continua dell’immobile rappresentano un motivo di tranquillità e libertà.
Solidità aziendale e partnership strategiche
Il successo di Homynest lo spiega Roman Sajin, che si occupa delle nuove acquisizioni:
“Come inquilini a lungo termine assicuriamo gli immobili a tutela del patrimonio del proprietario, una decisione molto apprezzata, con polizze che offrono ampie coperture per far dormire sonni tranquilli ai nostri partners”.
L’amministratore delegato Filippo Turolla ricorda la solidità dell’azienda, garantita dalla partecipazione di un primario fondo di investimento nazionale orientato all’immobiliare e al turismo.
Per Mattia Zangirolami, terzo socio fondatore di Homynest, i servizi di manutenzione ordinaria e pulizie sono plus garantiti, ma anche la contrattualistica è uno dei punti di forza:
“Più un contratto è lungo nel tempo meglio è – afferma Mattia – Partiamo da un minimo di 4+4 anni garantendo un reddito continuo al proprietario, aggiornato secondo i dati Istat sull’inflazione”.
Obiettivi di espansione
Obiettivo dichiarato è continuare ad aumentare gli immobili disponibili seguendo un piano di sviluppo nazionale strategico che porterà Homynest ad entrare nel mercato di Torino e Roma, aumentando la presenza a Milano e Verona.
Contatti Homynest
È possibile contattare Homynest senza impegno attraverso uno di questi canali:
Il bagno non è più solo uno spazio funzionale, ma un ambiente da vivere, curato nei minimi dettagli. E tra gli elementi che più di tutti riescono a coniugare estetica e praticità c’è il box doccia in vetro. Elegante, luminoso e versatile, è diventato il protagonista indiscusso dei bagni contemporanei.
Che tu stia progettando una ristrutturazione, o semplicemente cercando ispirazione per dare un tocco di freschezza alla tua zona wellness, sei nel posto giusto.
In questo articolo esploreremo le ultime tendenze, i materiali più usati, le soluzioni salvaspazio e tanti spunti per trasformare il tuo bagno in un’oasi di design e comfort.
Bagno moderno e di design: accorgimenti che fanno la differenza
Quando si parla di bagno moderno, non si tratta solo di scegliere arredi di ultima generazione, ma di creare un ambiente armonioso, funzionale e in linea con le tendenze del design contemporaneo. Per ottenere un risultato davvero d’effetto, è fondamentale partire da alcuni elementi chiave che fanno la differenza.
Spazio e ordine come priorità Uno dei tratti distintivi del bagno moderno è la sensazione di spazio e leggerezza. Anche in ambienti di dimensioni ridotte, l’obiettivo è eliminare il superfluo e valorizzare le linee pulite. Opta per mobili sospesi, sanitari dalle forme minimal e contenitori ben integrati che permettano di mantenere tutto in ordine e a portata di mano. L’effetto visivo sarà subito più ampio e arioso.
Illuminazione studiata con cura La luce è un elemento fondamentale, un bagno moderno deve essere ben illuminato, sia con luce naturale che artificiale. Oltre all’illuminazione generale, è importante prevedere luci funzionali (specchio, doccia, zona lavabo) e, se possibile, punti luce d’atmosfera per creare un effetto rilassante e sofisticato. L’uso di LED a scomparsa o di strisce luminose integrate nei mobili è una scelta molto apprezzata.
Colori neutri e materiali naturali Le palette di tendenza si muovono sui toni neutri: bianco, grigio, beige, tortora, nero opaco. Queste tonalità trasmettono eleganza e pulizia, e sono facilmente abbinabili con materiali naturali come legno, pietra e vetro. L’obiettivo è creare un ambiente caldo ma essenziale, dove ogni elemento ha un ruolo preciso e contribuisce a definire lo stile.
Rubinetteria e dettagli che catturano l’occhio I dettagli contano. Rubinetteria opaca, finiture metalliche in nero, oro o bronzo, accessori minimal e maniglie integrate: sono tutti tocchi che elevano l’estetica del bagno. Anche la scelta di uno specchio con illuminazione integrata o con forme particolari può aggiungere carattere senza appesantire lo spazio.
Tecnologia al servizio del comfort Un bagno moderno non può prescindere dalla tecnologia: sistemi di riscaldamento a pavimento, docce con funzione rain o cromoterapia, specchi anti-appannamento, sanitari smart. L’innovazione è pensata per migliorare il comfort quotidiano, riducendo i consumi e aumentando la qualità della vita.
Il box doccia in vetro come elemento centrale Infine, il box doccia in vetro gioca un ruolo centrale nel bagno moderno. Non solo per la sua funzionalità, ma perché contribuisce alla percezione di ampiezza, luminosità e pulizia. La trasparenza del vetro permette di integrare perfettamente la doccia nell’ambiente, senza creare interruzioni visive.
Bastano pochi accorgimenti mirati per trasformare anche il bagno più semplice in uno spazio moderno, elegante e accogliente.
Box doccia su misura
Quando si tratta di progettare un bagno moderno, la possibilità di personalizzare ogni dettaglio è un valore aggiunto.
I box doccia su misura rispondono proprio a questa esigenza, permettono di adattarsi perfettamente allo spazio disponibile, sia in termini di dimensioni che di forma, offrendo massima libertà progettuale. Che si tratti di una nicchia, di un angolo irregolare o di uno spazio ridotto, scegliere un box su misura significa ottimizzare ogni centimetro senza rinunciare all’estetica.
Uno degli aspetti più interessanti è la possibilità di personalizzare la tipologia di apertura della porta, un dettaglio che incide sia sul design che sulla praticità d’uso.
Porte scorrevoli, battenti, a libro o a saloon: ogni soluzione ha i suoi vantaggi e si adatta meglio a specifici contesti. La scelta va fatta valutando lo spazio disponibile davanti e intorno alla doccia, ma anche lo stile generale del bagno.
Optare per un box doccia personalizzato significa anche poter selezionare finiture, spessori del vetro, profili e accessori, rendendo il risultato davvero unico e in linea con il proprio gusto.
Se sei alla ricerca di ispirazioni o vuoi valutare diverse soluzioni su misura, puoi trovare qualche spunto interessantecliccando qua. Troverai idee, configurazioni e prodotti che possono aiutarti a capire quale box doccia è più adatto alle tue esigenze.
Materiali di tendenza per box doccia
La scelta dei materiali è uno degli aspetti più importanti nella progettazione di un box doccia moderno, non solo per l’impatto estetico, ma anche per la durabilità, la facilità di pulizia e la sicurezza. Oggi più che mai si punta su soluzioni che coniughino stile e funzionalità, in linea con le esigenze dell’abitare contemporaneo.
Il vetro satinato Tra i materiali più in voga per i box doccia spicca senza dubbio il vetro satinato, apprezzato per la sua capacità di garantire privacy senza rinunciare alla luce.
Si tratta di un vetro temperato sottoposto a un processo di satinatura (tramite acido o sabbiatura), che ne opacizza la superficie rendendola vellutata alla vista e al tatto. Il risultato è una lastra semi-trasparente che lascia filtrare la luce, ma attenua la visibilità, rendendola ideale per ambienti condivisi o per chi desidera un effetto soft e sofisticato.
Oltre all’estetica, il vetro satinato è molto pratico: resiste bene a graffi e macchie, è facile da pulire e trattato spesso con tecnologie anti-calcare che ne facilitano la manutenzione.
Inoltre, essendo un vetro temperato, offre un’elevata resistenza agli urti e alla variazione termica, risultando sicuro anche in caso di rottura (si frantuma in piccoli pezzi non taglienti).
Altri materiali consigliati per il box doccia Oltre al vetro satinato, esistono altre soluzioni interessanti, ognuna con caratteristiche specifiche:
Vetro trasparente: è la scelta classica per chi desidera ampliare visivamente lo spazio e valorizzare il rivestimento interno della doccia. Molto amato nei bagni minimalisti e contemporanei, spesso è disponibile anche in versioni extra-clear (vetro ultra trasparente) che eliminano il tono verdognolo tipico del vetro standard.
Vetro fumé o bronzato: opzioni più audaci e ricercate, ideali per chi vuole dare un tocco di carattere al bagno. Offrono un buon compromesso tra trasparenza e privacy, con un effetto più caldo o più grintoso a seconda della finitura.
Vetro serigrafato o decorato: perfetto per chi cerca una soluzione più personalizzata, con motivi grafici o texture opache che decorano il vetro mantenendone la funzionalità.
Strutture e profili: materiali a confronto Anche il materiale della struttura che sostiene il vetro è fondamentale, i più utilizzati sono:
Alluminio anodizzato: leggero, resistente all’umidità e alla corrosione, è spesso usato nei profili dei box doccia. Disponibile in varie finiture (cromo lucido, nero opaco, bronzo…), si integra perfettamente con qualsiasi stile.
Acciaio inox: più robusto e pesante dell’alluminio, è ideale per chi cerca la massima durabilità e un’estetica premium. Resistente al calcare e all’usura, è una scelta ideale per ambienti di design.
Ottone o metalli verniciati a polvere: meno comuni, ma sempre più apprezzati in progetti su misura o in bagni dallo stile industriale o retrò.
Qual è il materiale più adatto? La risposta dipende da diversi fattori: estetica desiderata, facilità di pulizia, budget e utilizzo previsto. In generale, il vetro temperato, in tutte le sue varianti (satinato, trasparente, fumé, ecc.) è la scelta migliore per sicurezza, estetica e igiene. Combinato con una struttura in alluminio o acciaio inox, garantisce resistenza nel tempo, facilità di manutenzione e un effetto visivo di grande impatto.
Il bagno di design
Il bagno è il luogo dove si inizia e si conclude la giornata, uno spazio personale che riflette gusto, stile e anche un certo desiderio di benessere quotidiano. In quest’ottica, sempre più persone ricercano un bagno di design. Non è solo una questione estetica, ma anche di qualità della vita. Un ambiente bello e ben progettato influisce positivamente sul nostro comfort e sul nostro umore.
La crescente attenzione verso il design si riflette anche nella scelta del box doccia, che da semplice elemento funzionale diventa un vero protagonista della stanza. Tra i modelli più apprezzati per chi vuole un effetto “wow” c’è sicuramente la doccia walk-in, una delle soluzioni più di tendenza del momento.
Doccia walk-in: essenziale, elegante, aperta
La doccia walk-in è una soluzione aperta, senza porte, delimitata solitamente da una sola parete in vetro fissa. La sua estetica è minimale, pulita, ariosa. Si integra perfettamente con l’ambiente circostante e contribuisce a creare un effetto visivo di grande respiro. Proprio per questa sua semplicità formale, è ideale per i bagni moderni, anche di dimensioni non eccessivamente grandi.
Vantaggi: estetica contemporanea e raffinata, facilità di accesso e maggiore comfort, pulizia semplice e meno ingombri visivi.
Svantaggi: possibili fuoriuscite d’acqua, richiede una progettazione accurata del pavimento, meno adatta a chi preferisce ambienti chiusi e caldi durante la doccia.
Box doccia con apertura a libro: praticità salva-spazio
Ideale per i bagni piccoli o con spazi particolari, il box con apertura a libro permette di piegare le ante su sé stesse, riducendo al minimo l’ingombro quando aperto. È un’ottima soluzione per chi vuole un box chiuso ma ha poco spazio di manovra.
Vantaggi: salvaspazio, pratico, ottimo per nicchie strette.
Svantaggi: può avere più punti di giuntura da pulire, design leggermente meno “pulito” rispetto ai modelli frameless.
Box doccia scorrevole: essenziale e funzionale
Un altro grande classico rivisitato in chiave moderna è il box doccia con apertura scorrevole. Le porte scorrono su binari, evitando l’ingombro dell’apertura verso l’esterno. Perfetto in ambienti stretti e disponibile in versioni dal design molto pulito, con profili sottili o in vetro totalmente trasparente.
Vantaggi: ottima soluzione per bagni lunghi e stretti, chiusura totale, buon isolamento.
Svantaggi: richiede manutenzione dei binari, meno apertura rispetto ad altri modelli.
Box doccia a battente: eleganza classica, apertura ampia
Il bos doccia con apertura a battente resta una scelta elegante e funzionale, soprattutto quando si ha spazio a disposizione. L’apertura può essere verso l’esterno o doppia (tipo saloon), per un effetto sofisticato.
Vantaggi: facile da pulire, ottimo isolamento, apertura totale.
Svantaggi: necessita di spazio frontale libero per l’apertura.
Box doccia semicircolare: morbidezza nelle forme
Perfetto per angoli e per chi desidera un design più armonioso, il box semicircolare è compatto ma visivamente più fluido. Spesso abbinato a piatti doccia ad arco, dona movimento alla stanza.
Vantaggi: ideale per spazi piccoli, design accattivante.
Svantaggi: meno spazioso all’interno rispetto a forme quadrate o rettangolari.
Le case non sono tutte uguali, si dice che ormai non abbiano più l’ingresso, ma non è così. Spesso mi imbatto nel restyling di case un pò datate che a hanno un ingresso stretto e poco luminoso a cui serve un cambiamento.
Arredare spazi grandi a volte è più semplice,
e trovare la giusta combinazione per organizzare e rendere accogliente uno spazio stretto, come l’ingresso , può sembrare davvero difficile,
ma basta qualche trucco,
eccone alcuni per rendere luminoso e accogliente un ingresso stretto:
Ingresso stretto: sfruttalo al meglio con mobili poco profondi
Una credenza poco profonda e un specchio : la combinazione perfetta per un ingresso stresso.
Un ingresso stretto circa 120 cm, può permettersi di ospitare un mobile profondo almeno 30cm, lasciando un comodo passaggio di 90 cm,
l’importante,
è evitare un mobile con ante battenti perché più scomodo da aprire quando sia ha poca profondità
meglio un mobile con ante scorrevoli o con cassetti,
Spesso mi chiedete come arredare camera da letto in modo più accogliente,
a volte non vi piace più la distribuzione dei mobili,
altre volte non vi piace più il colore delle pareti,
e altre volte ancora non vi piace più punto e basta.
La voglia di cambiare e trovare qualcosa di nuovo in casa è una situazione che molte volte ci manda in crisi,
una casa accogliente ci fa sentire in armonia e riesce a farci stare bene,
e spesso la “routine della casa” (passatemi il termine),
ha bisogno di nuovi stimoli per farci stare meglio.
La camera da letto è uno degli ambienti della casa che molti trascurano,
non solo per mancanza di soldi, ma anche per mancanza di tempo,
la tendenza è prediligere gli ambienti in cui anche gli esterni (amici, parenti, colleghi..)hanno libero accesso,
detto brutalmente, le stanze che devono restare in ordine perché vedono gli altri ,
e purtroppo,
la camera da letto tanto quanto il ripostiglio , passano in secondo tempo.
Oggi vi darò qualche dritta su come arredare camera da letto e renderla accogliente.
Come arredare camera da letto : primo step le misure
Si parte sempre dalle cose (per la maggior parte di voi) più noiose.
Il primo passo sono le misure, non ci sono alternative,
una camera da letto da 4x3mt non è la stessa di una camera da 10×5 mt , e neppure le aperture (finestre, porta finestre e porte) sono uguali,
perciò,
se state cercando idee su come arredare camera da letto , che sia da zero o che sia un restyling, la prima cosa che dovete guardare sono le misure.
Prendete un foglio di carta, una matita (non la penna perché gli errori si possono cancellare facilmente), e un metro.
Appoggiate il metro a terra e prendete le misure di ogni parete,
prendete l’altezza da terra della stanza,
disegnate le aperture della stanza (finestre, porte e porte finestre) e segnate la loro altezza , la larghezza, il verso di apertura e per le finestre l’altezza da cui partono da terra.
Segnate i punti luce e le prese ed eventuali altri ingombri.
Una volta fatto, sarete sicuri (o quasi) che la vostra percentuale di errore nello spostare i mobili esistenti , o sceglierne di nuovi da comprare, sarà molto bassa.
Uno dei primi errori del fai da te nell’arredare la camera da letto, tanto quanto come il resto degli ambienti,
è proprio quello di non prendere le misure,
oppure di non darci troppo peso.. tanto ci sta (frase tipica di che acquista i mobili a caso),
dunque evitate di farlo.
La palette colori
Avete le misure della stanza, ma abbiate pazienza,
prima di comprare i mobili o toglierne o aggiungerne di nuovi focalizzatevi sul colore.
Il colore ha un potere enorme,
è in grado di cambiare completamente l’aspetto estetico di ogni cosa.
Pensate a quando scegliete un vestito,
avete davanti a voi due modelli identici, uno nero ed uno rosso…
Il decluttering non è solo un passo preliminare da superare, ma una componente essenziale del progetto stesso.
Liberare gli ambienti dal superfluo significa creare le condizioni perché il restyling possa esprimersi al meglio. Non si tratta semplicemente di togliere, ma di fare spazio a ciò che verrà, preparando l’ambiente a una nuova forma, una nuova luce, un nuovo equilibrio.
Quando il cambiamento prende respiro
Ogni intervento di restyling ha un’intenzione precisa: valorizzare spazi, proporre nuove atmosfere, rinnovare la funzione di ogni zona.
Ma anche il progetto più curato rischia di non emergere se l’ambiente resta sovraccarico di oggetti o caos visivo. Il disordine può coprire le linee pulite, ostacolare la percezione degli accostamenti cromatici, annullare la ricerca di equilibrio.
Fare decluttering prima di iniziare significa rispettare lo spazio esistente, liberare il potenziale nascosto sotto il superfluo, e offrire alla nuova progettazione una base pronta ad accogliere cambiamenti e novità. È un gesto che dà respiro, leggerezza, e facilita l’incontro tra vecchio e nuovo.
Valorizzare senza sovraccaricare
Nel restyling ogni elemento – dai materiali alle finiture, dai colori agli arredi – dialoga per costruire un’identità coerente. Ma quel linguaggio rischia di essere smarrito quando l’ambiente è affollato da oggetti che nulla hanno a che fare con il nuovo progetto.
Il decluttering agisce allora come un filtro indispensabile: elimina il superfluo, libera le superfici, valorizza la struttura architettonica e gli elementi distintivi. Come togliere un velo che impediva alla luce di entrare, permette a pareti, texture e dettagli di risplendere e di raccontare una nuova storia.
Questa pulizia non è una rinuncia, ma una scelta consapevole, che permette di costruire un progetto che parla chiaro, che comunica con forza e coerenza. Lo spazio che si crea non è vuoto, è pieno di potenzialità.
Fare spazio per armonizzare gli ambienti
Un aspetto fondamentale del restyling è la continuità tra gli ambienti. Se il decluttering viene fatto stanza per stanza, si facilita una visione d’insieme più armoniosa. Liberare spazi significa anche uniformare il linguaggio visivo e funzionale, costruire un filo conduttore che unisce e valorizza ogni zona della casa.
Spesso, in case vissute, si osserva una discontinuità: stanze che raccontano storie diverse, con livelli di ordine e cura variabili. Il decluttering iniziale è la chiave per armonizzare questi racconti e favorire un progetto che sia coerente e funzionale, evitando quel senso di disorientamento che il disordine genera.
Oggetti scelti per un nuovo respiro
Non si tratta di eliminare tutto, ma di fare spazio a una selezione consapevole. Ogni oggetto – bello, utile o affettivo – deve trovare il suo posto in un contesto rinnovato, dove possa dialogare con lo stile e con lo spazio circostante.
Il decluttering diventa così parte integrante della progettazione, un momento di rifinitura e consapevolezza che aiuta a mantenere l’equilibrio tra estetica e funzionalità. Aiuta a scegliere con cura, a evitare accumuli futuri e a preservare la freschezza del nuovo ambiente nel tempo.
Il gesto quotidiano che sostiene il progetto
Liberare spazio prima del restyling non è solo un’azione una tantum. È anche un invito a instaurare abitudini nuove, pratiche di ordine che aiutano a mantenere viva la bellezza e la funzionalità della casa rinnovata.
Quando ogni cosa ha il suo posto, facilmente raggiungibile e coerente con l’uso quotidiano, il comfort si moltiplica senza sforzo. Il decluttering diventa così un gesto silenzioso, che accompagna la vita di tutti i giorni e sostiene il valore del progetto nel tempo.
Il ruolo emotivo del decluttering nel restyling
Fare spazio non riguarda solo l’ordine esteriore, ma anche una sorta di liberazione interiore.
Spesso, accumulare oggetti è legato a ricordi, abitudini o emozioni che possono appesantire l’ambiente e la mente. Il decluttering diventa quindi un momento di riflessione che aiuta a mettere in chiaro ciò che è davvero importante, a fare pace con il passato e a prepararsi per il cambiamento.
Questa dimensione emotiva del processo non va sottovalutata: restituire respiro alla casa significa anche creare uno spazio mentale più libero, che favorisca benessere, creatività e serenità. Un progetto di restyling che parte da qui è un progetto che nasce con un equilibrio profondo.
Un investimento duraturo nel valore della casa
Infine, il decluttering prima del restyling non è solo un vantaggio estetico o funzionale, ma anche economico. Spazi ordinati, armoniosi e ben progettati aumentano la percezione di qualità e cura, valorizzando la casa nel tempo.
Che si tratti di viverci o di rivenderla, il valore percepito cresce.
Investire tempo e attenzione nel decluttering significa dunque mettere le basi per un restyling di successo, capace di mantenere la sua efficacia e bellezza anche negli anni a venire.
Il decluttering come fase preparatoria al restyling
In molti progetti di restyling, Decluttering Lab Milano entra in gioco nella fase che precede lo styling vero e proprio. Il loro intervento si concentra nel creare le condizioni ottimali affinché la progettazione d’interni possa esprimersi appieno.
Liberare gli ambienti dal superfluo, mettere ordine con metodo e sensibilità, significa offrire allo stylist o all’interior designer una base coerente, funzionale e pulita, pronta ad accogliere nuovi equilibri estetici e funzionali.
Questo tipo di collaborazione si traduce in un lavoro più fluido, in ambienti più armonici e in risultati che durano nel tempo. Perché un restyling efficace parte sempre da uno spazio che ha ritrovato la sua essenza.
Creare un’area esterna confortevole e utilizzabile è l’obiettivo principale della progettazione moderna dei giardini, e questo risultato si ottiene stabilendo zone d’ombra funzionali ed esteticamente gradevoli, specialmente per l’uso durante i mesi più caldi.
Una pergola risponde perfettamente a questo scopo, agendo come un’efficace soluzione architettonica che va oltre la semplice protezione solare, creando un ambiente distinto e riparato che può essere considerato una vera estensione della casa.
L’atmosfera generale di questo nuovo spazio sarà determinata dalla struttura della pergola, che può essere in legno per fornire una sensazione calda e naturale che si integra con il verde, oppure in metallo, il quale offre un aspetto più contemporaneo.
Poiché la struttura ha un impatto così significativo, scegliere tra le migliori pergole da giardino è una decisione progettuale fondamentale che imposta il carattere e lo stile della vostra nuova oasi di pace.
Come progettare la copertura perfetta
Una volta scelta la struttura della pergola, bisogna pensare a un’altra decisione importante: la copertura, la quale non servirà solo a creare zone d’ombra, ma anche a definire l’atmosfera dello spazio sottostante.
Una tipologia di copertura molto apprezzata prevede l’utilizzo di piante rampicanti per creare una tettoia naturale, con opzioni come il gelsomino, il glicine con i suoi grappoli di fiori pendenti, la vite americana con le sue foglie autunnali colorate, o la bouganville.
Questa opzione rende la pergola parte integrante del giardino e crea un’ombreggiatura dinamica che modifica la sua densità e il suo aspetto nel corso delle stagioni.
L’altra categoria è rappresentata dalle coperture in tessuto, che offrono maggiore flessibilità e controllo, ad esempio, tende retrattili o pannelli mobili che permettono di regolare la quantità di ombra necessaria nei diversi momenti della giornata. In alternativa, per un ambiente più rilassato, si possono utilizzare semplici teli leggeri drappeggiati per creare un’area confortevole e informale, particolarmente adatta per un angolo dedicato al relax.
L’arredamento: tra natura e design
Con la struttura e la copertura definite, la pergola si è ormai trasformata in una stanza a cielo aperto pronta per essere arredata.
Questo è il momento di infondere personalità allo spazio, pensandolo con la stessa cura di un ambiente interno per renderlo davvero accogliente e funzionale.
Anziché riempirlo con mobili casuali, è utile decidere la sua vocazione principale: se l’idea è quella di un’area conviviale, si può allestire un salotto da esterno completo di divani e poltrone realizzati in materiali resistenti alle intemperie, arricchendo l’insieme con un tappeto per esterni che delimiti visivamente l’area e aggiunga un tocco di comfort; se invece lo spazio è destinato a pranzi e cene all’aperto, un tavolo capiente con sedie comode ne diventerà il protagonista indiscusso. Per un’idea più originale e personale, si potrebbe creare un angolo dedicato esclusivamente al relax e alla lettura, utilizzando un grande daybed, una poltrona sospesa o anche solo dei materassi da terra con cuscini colorati.
L’illuminazione è l’elemento finale che permette di estendere la vita della pergola anche dopo il tramonto; catene luminose a luce calda, lanterne a LED da appoggiare a terra o lampade di design per esterni possono creare un’ambientazione suggestiva e funzionale.
Aggiungere piante in vaso di diverse altezze all’interno del perimetro della pergola aiuterà infine a sfumare i confini tra architettura e giardino, creando un’oasi perfettamente integrata e pronta per essere vissuta.
Nel cuore di ogni progetto abitativo, il tavolo da pranzo rappresenta molto più di un semplice elemento funzionale: è il fulcro architettonico attorno al quale si articola l’intero ecosistema domestico.
Per architetti e designer, la sua selezione costituisce un momento cruciale del processo progettuale, dove convergono considerazioni estetiche, ergonomiche e spaziali in un equilibrio complesso e raffinato.
La sfida progettuale non risiede solo nell’individuare un pezzo dal valore estetico, ma nel calibrare con precisione millimetrica il rapporto tra forma e funzione, tra presenza scenica e discrezione funzionale.
In un contesto dove gli spazi abitativi si fanno sempre più fluidi e polifunzionali, il tavolo da pranzo assume il ruolo di elemento cardine capace di definire gerarchie spaziali, modulare flussi di movimento e caratterizzare l’identità stilistica dell’ambiente.
Il tavolo da pranzo è un elemento d’arredo che può essere caratterizzato da un design essenziale oppure da linee più ricercate, essere fisso o allungabile, avere una forma rettangolare, quadrata, rotonda oppure ovale.
La scelta del modello ideale dipende da numerosi fattori, come lo stile dell’arredamento, la grandezza dell’ambiente, le esigenze di spazio e la funzionalità desiderata. Vediamo quindi come scegliere il tavolo da pranzo giusto per ogni esigenza.
Le diverse tipologie di tavoli da pranzo
I tavoli da pranzo possono essere realizzati in diversi materiali, come il legno, il vetro, il metallo o la plastica, e avere forme e design completamente differenti.
Ne è un esempio la vasta scelta di tavoli Deghi dove ogni prodotto è realizzato con soluzioni totalmente differenti per adattarsi al meglio ai gusti e alle esigenze dei clienti. Ogni forma e ogni materiale ha le sue caratteristiche, che possono influenzare sia l’estetica che la funzionalità del tavolo.
Il legno, ad esempio, è un materiale caldo e accogliente, che si adatta bene a tutti gli stili di arredamento. Il vetro, invece, è un materiale elegante e raffinato, che dona leggerezza e luminosità all’ambiente. Il metallo è un materiale resistente e durevole, che conferisce un tocco moderno e industriale al tavolo. La plastica, infine, è un materiale leggero e versatile, che permette di realizzare tavoli da pranzo dal design innovativo e originale.
Oltre al materiale, un altro aspetto da considerare nella scelta del tavolo da pranzo è la forma. I tavoli da pranzo possono essere infatti rettangolari, quadrati, rotondi o ovali.
Ogni forma ha i suoi vantaggi e svantaggi, che vanno valutati in base allo spazio disponibile e al numero di persone che si desidera ospitare.
I tavoli rettangolari sono i più diffusi e versatili, poiché possono essere posizionati sia al centro della stanza che contro una parete.
I tavoli quadrati sono ideali per ambienti piccoli e per chi desidera un tavolo compatto e funzionale.
I tavoli rotondi favoriscono la convivialità e la comunicazione tra i commensali, ma richiedono più spazio rispetto ai tavoli rettangolari o quadrati.
I tavoli ovali, infine, sono un compromesso tra i tavoli rettangolari e quelli rotondi, poiché offrono una maggiore capacità di ospitare persone senza occupare troppo spazio.
Infine, un altro elemento da considerare nella scelta del tavolo da pranzo è la possibilità di optare per un modello fisso o allungabile.
I tavoli fissi sono più stabili e robusti, ma non permettono di aumentare la loro capacità in caso di necessità. I tavoli allungabili, invece, offrono una maggiore flessibilità, poiché possono essere facilmente estesi per ospitare più persone
Il tavolo da pranzo per la cucina
Il tavolo da pranzo per la cucina deve essere pratico e funzionale, ma anche resistente e facile da pulire.
In genere, si preferiscono i modelli in legno o in metallo, che sono più robusti e durevoli rispetto a quelli in vetro o in plastica. Inoltre, è consigliabile optare per un tavolo da pranzo di forma rettangolare o quadrata, che si adatta meglio agli spazi ridotti delle cucine moderne.
Per quanto riguarda le dimensioni, il tavolo da pranzo per la cucina deve essere proporzionato alla grandezza dell’ambiente e al numero di persone che lo utilizzeranno quotidianamente.
In genere, si consiglia di scegliere un tavolo da pranzo che permetta di avere almeno 60 cm di spazio a disposizione per ogni commensale, in modo da garantire una seduta comoda e confortevole.
Se lo spazio a disposizione è limitato, si può optare per un tavolo da pranzo allungabile, che permette di aumentare la sua capacità in caso di necessità.
In alternativa, si possono scegliere dei modelli con piani d’appoggio integrati o con cassetti, che offrono una maggiore funzionalità senza occupare troppo spazio.
Il tavolo da pranzo per il soggiorno
Il tavolo da pranzo per il soggiorno deve essere un elemento d’arredo che si integra armoniosamente con lo stile e il design dell’ambiente. In genere, si preferiscono i modelli in legno o in vetro, che conferiscono eleganza e raffinatezza al soggiorno. Inoltre, è possibile scegliere tra diverse forme e dimensioni, in base allo spazio disponibile e al numero di persone che si desidera ospitare.
Se il soggiorno è ampio e spazioso, si può optare per un tavolo da pranzo di grandi dimensioni, che diventa il protagonista dell’ambiente e offre una maggiore capacità di ospitare persone. In alternativa, si può scegliere un tavolo da pranzo di forma rotonda o ovale, che favorisce la convivialità e la comunicazione tra i commensali.
Per quanto riguarda lo stile, il tavolo da pranzo per il soggiorno può essere classico, moderno, rustico o industriale, in base al gusto personale e all’arredamento della stanza.
In genere, si consiglia di scegliere un tavolo da pranzo che abbia lo stesso stile degli altri mobili del soggiorno, in modo da creare un ambiente armonioso e coerente.
Il tavolo da pranzo per il living
Il tavolo da pranzo per il living deve essere un elemento d’arredo che si adatta alle diverse esigenze di spazio e funzionalità della zona giorno.
In genere, si preferiscono i modelli in legno o in metallo, che offrono una maggiore resistenza e durata nel tempo. Inoltre, è possibile scegliere tra diverse forme e dimensioni, in base allo spazio disponibile e al numero di persone che si desidera ospitare.
Se il living è ampio e spazioso, si può optare per un tavolo da pranzo di grandi dimensioni, che diventa il protagonista dell’ambiente e offre una maggiore capacità di ospitare persone. In alternativa, si può scegliere un tavolo da pranzo allungabile, che permette di aumentare la sua capacità in caso di necessità.
Per quanto riguarda lo stile, il tavolo da pranzo per il living può essere classico, moderno, rustico o industriale, in base al gusto personale e all’arredamento della zona giorno. In genere, si consiglia di scegliere un tavolo da pranzo che abbia lo stesso stile degli altri mobili del living, in modo da creare un ambiente armonioso e coerente.
La scelta del tavolo da pranzo giusto dipende da numerosi fattori, come lo stile dell’arredamento, la grandezza dell’ambiente, le esigenze di spazio e la funzionalità desiderata.
In ogni caso,
è importante scegliere un tavolo che sia pratico, funzionale e resistente, ma anche elegante e raffinato, in modo da valorizzare l’ambiente e offrire un comfort ottimale ai commensali.
Oggi, proteggere le superfici interne di abitazioni e ambienti professionali, è una scelta che coniuga estetica, funzionalità e durata nel tempo. I muri, in particolare, sono tra gli elementi più soggetti a usura, schizzi, graffi o abrasioni dovuti a un utilizzo quotidiano intenso o alla semplice disposizione degli arredi.
Esistono diverse soluzioni, efficaci e versatili, che permettono di prevenire questo tipo di deterioramento. Dalle finiture lavabili ai rivestimenti murali, fino ai pannelli in materiali tecnici come le lastre in plexiglass su misura; queste opzioni offrono risposte mirate a seconda dell’ambiente, delle esigenze funzionali e dello stile desiderato.
Cucina: protezione efficace e personalizzabile per pareti esposte
La cucina è uno degli ambienti più dinamici della casa e, di conseguenza, anche uno dei più esposti all’accumulo di umidità, grasso e schizzi. Le pareti vicino ai fornelli, al lavello o al piano di lavoro vengono facilmente colpite da residui alimentari o vapore, mettendo a rischio la pulizia e l’integrità delle superfici murarie. Per questo motivo, è fondamentale adottare soluzioni protettive capaci di unire estetica, praticità e resistenza.
Tra le opzioni più apprezzate spiccano i pannelli paraschizzi in plexiglass, una soluzione moderna e altamente personalizzabile. Rispetto ad altri materiali come piastrelle, vetro o resine, il plexiglass offre diversi vantaggi: è più leggero, facile da installare e sostituire, e richiede interventi meno invasivi. La sua superficie liscia e non porosa lo rende particolarmente igienico e semplice da pulire, qualità indispensabili in un contesto come la cucina.
Un ulteriore punto di forza del plexiglass è la sua versatilità estetica: oltre alla versione trasparente, che protegge senza alterare l’aspetto delle pareti sottostanti, è disponibile anche in una vasta gamma di colori, finiture lucide o satinate, e persino effetti decorativi o stampati, perfetti per chi desidera un elemento di design oltre che funzionale. La possibilità di realizzazione su misura, permette inoltre di adattare il pannello a ogni configurazione, anche in presenza di prese, angoli o moduli irregolari.
Per un approfondimento sui diversi modelli, vantaggi pratici e consigli di posa, è possibile consultare questa guida sui paraschizzi in plexiglass per cucina, con esempi di finiture e idee utili.
In alternativa, si possono considerare soluzioni come piastrelle in ceramica o rivestimenti in resina, che però comportano lavori più strutturali e meno flessibili in caso di modifiche future. Per chi cerca una protezione pratica, elegante e facilmente removibile, i pannelli in plexiglass rappresentano una scelta intelligente e di lunga durata.
Studio e ufficio: proteggere i muri da urti e sfregamenti
Anche negli ambienti professionali, le pareti sono frequentemente soggette urti e sfregamenti causati dallo spostamento di sedie, dalla disposizione ravvicinata di scrivanie o dalla presenza di arredi che appoggiano direttamente ai muri. Queste sollecitazioni ripetute, se non gestite, possono lasciare segni evidenti, scolorimenti o abrasioni che compromettono l’aspetto ordinato dello spazio.
Una soluzione efficace e poco invasiva consiste nell’applicazione di pannelli proteggi muro o fasce paracolpi, progettati per fungere da barriera protettiva nelle aree più esposte. In questo contesto, il plexiglass si distingue per la sua trasparenza, che consente di proteggere senza nascondere o modificare l’estetica esistente, e per la sua resistenza agli urti e all’usura. Disponibile anche in varianti opache, colorate o satinate, è ideale per chi desidera un effetto più visibile o integrato con l’arredo.
Un’opzione particolarmente utile è rappresentata dai battisedia in plexiglass, pannelli sottili da applicare all’altezza dello schienale delle sedie, ideali per evitare segni e graffi causati dal contatto continuo. Per una protezione più ampia, si possono installare fasce orizzontali a mezza altezza lungo tutta la parete, oppure pannelli verticali in corrispondenza di punti critici come angoli o corridoi di passaggio.
Nel valutare l’intervento, è consigliabile considerare l’altezza del mobile o della sedia, la frequenza di utilizzo dell’area, e lo stile dell’ambiente. L’installazione è rapida, spesso eseguibile senza opere murarie, e garantisce una protezione duratura che riduce i costi di manutenzione, come tinteggiature frequenti o ripristini localizzati. In spazi dove l’immagine è importante – come sale riunioni, studi medici, reception o home office – il plexiglass rappresenta una soluzione pratica, sobria e professionale.
Ambienti pubblici e spazi ad alta frequentazione: praticità, igiene e resistenza
In contesti come scuole, ambulatori, mense aziendali o aree comuni di edifici pubblici, le pareti sono costantemente esposte a sollecitazioni meccaniche, urti accidentali e contatto diretto con persone e oggetti. Il passaggio frequente di utenti, studenti o pazienti rende questi spazi particolarmente vulnerabili all’usura e all’accumulo di sporco. Mantenere un ambiente ordinato, sicuro e facilmente sanificabile diventa quindi una priorità, anche in relazione alle normative igienico-sanitarie vigenti.
Per questi motivi, l’uso di pannelli protettivi in plexiglass rappresenta una soluzione strategica e funzionale. Il materiale, resistente e facile da pulire, può essere applicato come rivestimento parziale (fasce paracolpi) o totale, a seconda delle esigenze progettuali. La superficie liscia e impermeabile del plexiglass impedisce l’assorbimento di sporco o liquidi, consentendo una pulizia frequente anche con detergenti disinfettanti, senza comprometterne la resa estetica.
In ambito scolastico, ad esempio, le fasce murali in plexiglass installate nei corridoi o all’altezza dei banchi proteggono efficacemente dai segni lasciati da zaini, scarpe o materiali scolastici. In sale d’attesa di ambulatori o centri medici, i pannelli trasparenti o opalini consentono di proteggere le pareti mantenendo un’atmosfera luminosa e accogliente. Lo stesso vale per mense, refettori o spazi di distribuzione pasti, dove è fondamentale rispettare standard elevati di igiene.
Un ulteriore vantaggio è la personalizzazione: i pannelli possono essere tagliati su misura e adattati a nicchie, corridoi o superfici irregolari. È possibile anche stampare grafiche o loghi direttamente sul plexiglass, rendendolo parte integrante della comunicazione visiva dell’ambiente (segnaletica, decorazioni murali, infografiche educative, ecc.).
Infine, rispetto ad altri materiali come laminati o rivestimenti in metallo, il plexiglass offre una combinazione unica di economicità, rapidità di installazione e leggerezza, rendendolo ideale anche per interventi rapidi o temporanei.
Vantaggi del plexiglass rispetto ad altri materiali
Quando si sceglie un rivestimento protettivo per pareti e superfici, è utile valutare caratteristiche come peso, facilità di installazione, personalizzazione, resistenza agli urti e aspetto estetico.
Di seguito una comparazione fra plexiglass e le soluzioni più diffuse:
Materiale
Peso
Facilità di installazione
Personalizzazione
Resistenza agli urti
Manutenzione e pulizia
Estetica e finiture
Plexiglas
Molto leggero (≈1,2 g/cm³)
Rapida: biadesivo, viti o distanziali
Elevata: trasparente, colorato, opaco, stampe UV su misura
Alta: resistente fino a 180 J/m
Semplice: detergenti diluiti, no abrasivi
Molto versatile: lucido, satinato, effetti decorativi
Vetro
Pesante (≈2,5 g/cm³)
Lavorazioni e montaggio più complesse
Discreta: limitata a
Bassa: si incrina e frantuma
Più delicata: prodotti specifici, attenzione ai graffi
Elegante ma uniforme: trasparente o acidato
Ceramica
Medio–alto (≈2,3 g/cm³)
Muratura o collanti speciali
Bassa–media: colori e formati standard
Media: buona contro graffi, meno contro impatti
Pulizia agevole ma stuccatura da curare
Ampia varietà cromatica e formati
Resine
Medio (≈1,1 g/cm³)
Applicazione a strati; tempi di asciugatura
Media: pigmenti e finiture superficiali
Media: dipende dalla formula
Richiede prodotti neutri; possibile ingiallimento
Finitura continua: lucida o opaca
Laminati
Leggero (≈1,3 g/cm³)
Montaggio con profili o adesivi
Limitata: dimensioni standard, poche texture
Bassa–media: sensibile a urti
Facile, ma bordi esposti possono sfilacciarsi
Texture e disegni riprodotti, ma piatti
Perché scegliere il plexiglass?
Leggerezza e maneggevolezza: riduce i tempi e i costi di trasporto e posa.
Estrema flessibilità estetica: infinite varianti di colore e finitura, compresi effetti retroilluminati o stampati.
Alta resistenza meccanica: ideale in ambienti ad alto passaggio o soggetti a urti accidentali.
Installazione non invasiva: perfetto sia per interventi temporanei sia per progetti permanenti, senza opere murarie complesse.
Manutenzione minimal: basta un panno in microfibra con acqua tiepida e detergente neutro.
Consigli per l’installazione e la manutenzione
Installare pannelli in plexiglass è un intervento semplice ma che richiede qualche accortezza per ottenere un risultato preciso, duraturo ed esteticamente curato. Ecco alcuni consigli pratici da seguire prima, durante e dopo il montaggio.
Come prendere le misure
Utilizza un metro rigido o laser per rilevare altezza e larghezza dell’area da coprire.
Se la superficie è irregolare o presenta ostacoli (prese, interruttori, spigoli), realizza una dima in cartone o carta kraft da fornire al produttore.
Ricorda di sottrarre 2-3 mm dai bordi per facilitare l’inserimento del pannello senza forzature.
Tipi di fissaggio
A seconda della destinazione d’uso e dell’effetto estetico desiderato, puoi scegliere tra diverse modalità di montaggio:
Biadesivo ad alta tenuta (tipo VHB): ideale per superfici lisce e installazioni invisibili. Attenzione: è permanente, non rimuovibile senza danneggiare la parete.
Viti con distanziali: soluzione stabile e moderna, consente anche di rimuovere facilmente il pannello per pulizia o sostituzione. Disponibili in finitura cromata, satinata o nera.
Guide a incastro o profili in alluminio: indicate per rivestimenti continui o modulari, spesso utilizzati in ambienti pubblici.
Suggerimento: pulisci accuratamente la parete prima dell’installazione e verifica che sia asciutta e uniforme.
Pulizia e manutenzione
Il plexiglass è molto semplice da mantenere, ma è importante seguire alcune buone pratiche:
Usa panni morbidi in microfibra e detergenti neutri diluiti in acqua tiepida.
Evita alcol, solventi, ammoniaca o prodotti abrasivi, che potrebbero opacizzare o graffiare la superficie.
Per rimuovere impronte o aloni, puoi usare una soluzione a base di acqua e sapone neutro, seguita da un panno asciutto e pulito.
Con una manutenzione minima e l’installazione corretta, i pannelli in plexiglass mantengono a lungo la loro trasparenza, brillantezza e funzionalità, offrendo una protezione efficace e un impatto estetico gradevole.
Che tu voglia realizzare un tavolo da zero o semplicemente rinnovare un piano già esistente, scegliere le giuste gambe in ferro per tavoli fa davvero la differenza.
In questo articolo Decimus.it ci spiegherà nel dettaglio quali sono i suoi tre modelli di gambe in ferro per tavoli particolarmente apprezzati per resistenza, estetica e versatilità: la forma ad X, la forma ad Y e le gambe rettangolari.
Perché scegliere gambe in ferro per tavoli?
Le gambe in ferro sono molto più di una semplice base. Offrono una struttura solida, un design d’impatto e una flessibilità che le rende perfette per ogni tipo di piano: dal legno massello al marmo, passando per il vetro.
In particolare, sono:
Adatte a diversi stili (industriale, moderno, rustico…)
Realizzabili anche su misura
Dotate di fori per il fissaggio (pronte all’uso)
Disponibili in diverse finiture (es. nero opaco, micaceo, verniciato)
1.Gambe ad X – Design deciso e robustezza
Le gambe in ferro ad X sono ideali per chi cerca stabilità, simmetria e un tocco industriale. La loro struttura incrociata permette una distribuzione del peso eccellente e si abbina alla perfezione con piani di grandi dimensioni.
Perfette per:
Tavoli da pranzo lunghi
Ambienti dallo stile industriale o rustico
Legni spessi e pesanti
2. Gambe ad Y – Equilibrio tra eleganza e modernità
Questo design si distingue per la sua forma geometrica e lineare, che dona leggerezza al tavolo senza compromettere la stabilità. È una delle scelte preferite da architetti e home planner per ambienti contemporanei.
Perfette per:
Scrivanie, tavoli da soggiorno
Stili minimalisti o nordici
Ambienti con forte attenzione al dettaglio
3. Gambe rettangolari – Versatilità assoluta
Semplici, lineari e sempre efficaci: le gambe rettangolari sono una garanzia di adattabilità e pulizia formale. Ideali per tavoli sia domestici che professionali, offrono una base elegante e resistente.
Perfette per:
Tavoli da ufficio, cucine moderne
Ambienti professionali o contract
Chi cerca un design sobrio ma solido
Come scegliere le gambe giuste per il tuo progetto
Ecco i 4 criteri fondamentali da considerare:
Altezza (standard da tavolo: 71-73 cm; scrivania: 70 cm circa)
Montaggio facilitato (fondamentale che siano dotate di fori per il fissaggio)
Decimus consiglia: cerca sempre lavorazioni artigianali Made in Italy, ti garantiscono durata, assistenza e possibilità di personalizzazione.
Conclusione
Le gambe in ferro per tavoli rappresentano un investimento intelligente per chi desidera un arredo stabile, bello e fatto per durare nel tempo.
Scegliendo tra le forme ad X, ad Y o rettangolare potrai definire al meglio lo stile della tua casa o del tuo ufficio. E se hai già un piano, ti basta solo selezionare le gambe più adatte… il resto è questione di gusto.
Scegliere la cucina è un passo davvero importante quando si arreda casa: rappresenta una spesa considerevole, che deve durare anni e che cambia il modo in cui vivete la casa ogni giorno. Per questo, prima di sceglierne una è preferibile pensarci bene.
Se pianificate bene, infatti, potete creare una cucina non solo bella, ma anche comoda, accogliente e adatta alle vostre esigenze. Dallo stile dell’abitazione alla funzionalità, vediamo insieme tutti gli elementi da considerare per poter scegliere il modello dei vostri sogni.
Definire spazio e stile
Per prima cosa, per scegliere la cucina giusta, dovete capire bene cosa vi serve e come vivete questo ambiente; pensate a quante persone useranno la cucina, a come cucinate di solito e a quanto tempo ci passerete.
Allo stesso tempo, dovrete tener conto dello spazio che avete a disposizione, misurando tutto con precisione, così da capire quale tipo di cucina ci sta meglio. Le soluzioni sono numerose: cucine lineari, ad angolo, a forma di U, o magari con un’isola o una penisola. Simultaneamente al modello, bisogna decidere anche lo stile che volete dare alla vostra cucina.
Anche in questo caso le possibilità sono infinite: industrial, shabby-chic, classica, ecc. Tra le opzioni più gettonate ci sono sicuramente le cucine moderne di design, perfette se vi piacciono forme semplici, materiali innovativi e colori neutri.
Donare personalità con materiali e colori
Dopo aver definito questi aspetti principali, arriva il momento di scegliere i materiali e come devono essere rifiniti. Per il piano di lavoro, potete scegliere tra laminati (resistenti e disponibili in tanti colori), quarzo o gres porcellanato (molto duri e facili da pulire), oppure materiali naturali come il legno o la pietra, che danno un tocco di calore e la rendono unica.
Per le ante dei mobili, ci sono il laminato, il laccato (che può essere lucido o opaco, disponibile in tantissimi colori) e il legno, se preferite uno stile più classico o rustico. Ogni materiale ha i suoi pro e contro per quanto riguarda la durata, la resistenza e la pulizia, quindi prima di prendere una decisione conviene valutare attentamente tutti gli aspetti.
Anche i colori sono importanti: quelli chiari e neutri fanno sembrare la stanza più grande e luminosa, mentre i colori scuri o vivaci possono dare un tocco di carattere, se usati nel modo giusto. Naturalmente, la scelta delle tonalità della cucina deve tener conto anche di quelle già presenti nell’ambiente, così rendere armonico il tutto.
Come organizzare la cucina
Una cucina funziona bene soprattutto se è ben organizzata. Quindi, la scelta degli elettrodomestici è fondamentale: meglio puntare su modelli che consumano poca energia e, se vi piace un look pulito, scegliete quelli da incasso, così da nasconderli all’interno dei mobili.
Altrettanto importante è la gestione delle cose all’interno dei mobili.
Per rispondere a questa esigenza le soluzioni smart sono infinite, come cassetti che si aprono del tutto, cestelli per gli angoli, pensili con meccanismi speciali e colonne dispensa che vi aiutano a usare ogni spazio (anche quelli più piccoli), tenendo tutto in ordine e a portata di mano.
Infine,è indispensabile scegliere attentamente le luci da utilizzare in questo ambiente.
Bisogna applicare necessariamente una luce generale per tutta la stanza, delle luci più forti sui piani di lavoro e, se volete, qualche luce per mettere in risalto dei dettagli o creare una bella atmosfera.