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Come abbinare tavoli e sedie: le combinazioni migliori

Pubblicato da blog ospite in Design, VDR Home Design

Il centro focale della sala da pranzo sono tavolo e sedie. Ma come scegliere e abbinare tavoli e sedie per un risultato perfetto? Qui qualche idea.


Ogni stanza ha un suo focus, un elemento centrale attorno a cui ruota tutto il resto dell’arredo e che catalizza l’attenzione.

Nel caso della sala da pranzo questo focus sono il tavolo da pranzo con le sedie, da scegliere molto attentamente.

Quando si tratta di scegliere i punti focali della stanza è sempre bene riservare una parte del budget abbastanza corposa, proprio perché si tratta di pezzi che attireranno l’attenzione.

In questo modo avrete degli arredi di alta qualità, durevoli e di design.

Nel caso della sala da pranzo come si fa a scegliere? Come abbinare tavoli e sedie nel migliore dei modi senza avere risultati discordanti?

Come abbinare tavolo e sedie: stesso stile e una piccola variazione

Ma veniamo al lato pratico: vediamo come abbinare tavoli e sedie senza andare nel panico ed ottenendo il massimo.

Io ho scelto tra i numerosissimi e bellissimi prodotti unici della falegnameria Laquercia21. Situata nella campagna umbra è gestita da quattro ragazzi che sperimentano stili e forme diverse, per creare oggetti incredibili.

Mettiamo che siate per uno stile unico senza troppe concessioni all’astrazione. In questo caso andate sul sicuro e scegliete tavoli e sedie nello stesso stile. Quindi stessi materiali e stessi colori, così da avere armonia e coesione. Come nel caso del Tavolo luce ombra e della Sedia sed_09: struttura portante in ferro e piani in legno (o mdf nel caso della sedia), che creano un insieme perfettamente coordinato.

Tavolo luce ombra con struttura in ferro e piano in legno di recupero e sedia con struttura in ferro e piani in mdf e resina
|Image credits: Lorenzo Porazzini|

Volete un pizzico di brivido, ma senza esagerare? Allora facciamo una piccola variazione del punto precedente: stesso stile per tavolo e sedie ma le sedie le scegliamo in due colori diversi. Creeremo una piccola variazione nel ritmo, dando un’enfasi speciale al punto centrale della stanza.

Prendiamo il tavolo e la sedia di prima: se inseriamo la stessa sedia in un colore diverso il risultato è completamente diverso, con un tocco più personale e creativo.

Tavolo luce ombra con struttura in ferro e piano in legno di recupero e sedie con struttura in ferro e piani in mdf e resina in due versioni, una in grigio e una in verde acido
|Image credits: Lorenzo Porazzini|

Come abbinare tavolo e sedie: per i più creativi

Non sapete scegliere un solo stile perché in ognuno trovate qualcosa di speciale? Tranquilli, vi capisco. Molto probabilmente siete amanti dello stile eclettico e quindi la scelta migliore per voi è avere il tavolo in uno stile e le sedie in un altro.

Magari stili contrapposti che si bilanciano negli estremi della loro estetica.

L’esempio perfetto sono il Tavolo Trapezio, tutto in legno e dalle forme fortemente geometriche e la Sedia sed_07 second life, con struttura in ferro.

Il tavolo fa capire subito di essere di fattura artigianale, contrapposizione perfetta alla sedia che ricorda lo stile industriale con la produzione seriale. Ma attenzione: lo ricorda solo, perché la sedia è un pezzo unico ed artiginale, come tutte le realizzazioni della Falegnameria.

Tavolo Trapezio in legno massello e sedia con struttura in ferro verniciata blu e piani in legno di recupero
|Image credits: Lorenzo Porazzini|

L’ultima opzione che è la più estrema consiste nell’avere tavolo e sedie di stile diverso con le sedie in più colori. Non vi preoccupate, non avrete un effetto carnevale perché le sedie saranno armonizzate dall’essere identiche nella forma.

Il colore sarà solo una variazione nel ritmo della composizione.

L’ultimo esempio sono il Tavolo Stalagmite che con la sua struttura rimanda alle splendide formazioni naturali ed è un pezzo preziosissimo, caratterizzato da incalcolati pezzi di legno differenti l’uno dall’altro. Mettere sedie tutte uguali nella forma, come le Blocco 55, ma diverse nel colore semplifica la complessità del tavolo. Ultima chicca: il punto in comune dato dalla trasparenza dei piani.

Tavolo Stalagmite con struttura composta da pezzi di legno differenti e piano in vetro temperato e sedia Blocco 55 con struttura in legno e piani in plexiglass
|Image credits: Lorenzo Porazzini|

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Tre progetti di riqualificazione dello studio Basaglia Rota Nodari: recuperare la bellezza

Pubblicato da blog ospite in Architettura, VDR Home Design

Riportare il vecchio al suo stato di splendore e valorizzare quello che già c’è, l’obiettivo dei tre progetti di riqualificazione dello studio Basaglia Rota Nodari.


Tre progetti diversi tutti nella provincia di Bergamo, un solo filo conduttore: recuperarne la memoria, renderli accoglienti e riconoscibili al primo sguardo.

Diversi per natura storica e per destinazione d’uso, i tre protagonisti degli interventi sono ora usciti dall’anonimato e comunicano perfettamente chi sono e cosa contengono.

Grazie al lavoro di riordino estetico e funzionale dello studio Basaglia Rota Nodari, hanno ora una nuova identità e dignità.

Tre progetti di riqualificazione dello studio Basaglia Rota Nodari : la fornace Parietti

Viste esterne della Fornace Parietti con il camino in mattoni rossi e la nuova struttura esterna bianca
| Studio Basaglia Rota Nodari | Clara Buoncristiani PR Boutique |

Un vecchio opificio ottocentesco in evidente stato di degrado, con le strutture originali coperte di terra ed erbacce. Cosi si presentava la fornace, abbandonata e precaria.

Da subito lo studio decide di non imitare la struttura originale, ma di creare un’architettura contemporanea da far dialogare con quella storica. Un intervento che ha voluto recuperare la memoria storica di un edificio proto-indudstriale che ha significato lo sviluppo di un’intera comunità.

Il pavimento originale in cotto, l’antico sistema di ventilazione e alcuni coperchi in ghisa dei comignoli di sfiato, la ristrutturazione di camino e pareti di mattoni secondo tecniche antiche, tutto è stato riportato alla sua veste antica con minimi interventi estetici.

Tre progetti di riqualificazione dello studio Basaglia Rota Nodari : la falegnameria Adda

Falegnameria Adda prima dellìintervento di riqualificazione con dettaglio dell'ufficio e della zona espositiva delle porte
| Falegnameria Adda Prima |

Come comunicare i valori di qualità, rigore professionale, estetica e funzionalità di una falegnameria con oltre mezzo secolo di storia? Attraverso un progetto di razionalizzazione degli spazi, che ha reso ancora più affascinante lo showroom.

La parte espositiva è diventata ben visibile dall’esterno, con quattro vetrine protette ma ben visibili che fanno da richiamo verso quello che succede all’interno.

All’interno quinte scorrevoli bianche e ordinate riprendono il rigore formale dell’esterno e a memoria storica è rimasta la zona di accoglienza dei clienti.

La Falegnameria Adda dopo la riqualificazione, con le quinte scorrevoli bianche che sostenogno le porte e la zona di accoglienza clienti.
| Falegnameria Adda Dopo | Clara Buoncristian PR Boutique |

Tre progetti di riqualificazione dello studio Basaglia Rota Nodari : il BricoOK

| BricoOk prima e dopo |

In questo caso il lavoro di riqualificazione ha riguardato la facciata esterna, con un progetto di architettura site-sprecific. L’obiettivo: comunicare calore, accoglienza, rigore e competenza attraverso il rigore dell’intervento.

Il risultato finale si avvicina sia alla Fornca Parietta che all’architettura residenziale, con il cemento a impasto rosso, steso in fasce orizzontali e regolari e ampie finestrature bianche.

Un effetto smart che incuriosce il cliente e lo invita ad entrare, grazie ad una tipologia costruttiva che riprende la tradizione architettonica e rende l’edificio amico.

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Come scegliere le pareti da imbiancare: un’infografica pronta all’uso

Pubblicato da blog ospite in Colori, Idee, VDR Home Design

I colori sono stati scelti e gli abbinamenti anche. Come scegliere le pareti a cui applicare i vostri abbinamenti? Seguendo alcune semplici dritte la scelta è davvero facile.

……….

Siete stati bravissimi e avete fatto tutti i compiti a casa: l’inventario dei colori di pavimenti e arredi, la scelta dei giusti colori che mettono d’accordo i vostri gusti e quello che già esiste in casa.

Ora: quale colore mettiamo dove? Avete portato a termine le parti più difficili del lavoro, non vorrete mica mollare ora? Non potete semplicemente distribuire colori in base alla fantasia. Ci sono delle semplici regole da tenere a mente che vi semplificheranno davvero la vita.

Con questa infografica poi, non si può sbagliare.

COME SCEGLIERE LE PARETI DA IMBIANCARE: UN’INFOGRAFICA PER AIUTARVI

Le infografiche sono davvero le migliori alleate quando si tratta di spiegare alcuni concetti e aiutare a memorizzarli. Sono di facile lettura e anche stampate funzionano da promemoria eccezionali.

come scegliere

Eccola qui allora: sei semplici esempi che vi fanno vedere i risultati che si ottengono in base alle pareti che si scelgono di imbiancare. I colori carichi come il rosso vanno bene per una o due pareti per stanza al massimo, di solito la parete focus. Se invece imbiancate il soffitto di un colore scuro la stanza vi sembrerà molto più bassa del normale e poco luminosa.

Le righe orizzontali allargano visivamente, mentre quelle verticali allungano. Siete amanti dei colori neutri e pastello? Allora potete dipingere le pareti tutte dello stesso colore, perché questi toni non assorbono la luce eccessivamente e non creano distorsioni visive.

Da ultimo: soffitto a righe e parete di fondo colorata. L’effetto ottico di maggior profondità è servito.

Quale opzione scegliete?

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A pranzo nella serra De Kas tra vetro, mattoni e natura

Pubblicato da blog ospite in Architettura, News, VDR Home Design

Facciamo un salto ad Amsterdam per ammirare un progetto stupendo e nel frattempo andare a pranzo nella serra De Kas. Tra mattoni e natura.


Sono anni che c’è una città europea che continua a sfuggirci, per tanti fattori (soprattutto quello economico, sono sincera): Amsterdam. La immagino cosmopolita ma intima, romantica ma anche un po’ matta.

Con i suoi colorati edifici sui canali e la contemporaneità che abbraccia la storia. Ogni tanto mi capita di vedere qualche progetto mirabolante e la frustrazione sale ancora di più. Come in questo caso, a cui si aggiunge il fatto che si parla di cibo (molto buono), un edificio di inizio ‘900 ed un progetto di riqualificazione straordinario.

Sto parlando del ristorante De Kas, gestito, sognato e fortemente voluto dallo chef Michelin Gert-Jan Hageman e progettato dallo studio di Piet Boon.

A pranzo nella serra De Kas, un sogno ad occhi aperti

Il ristorante sorge in quella che era una serra municipale del 1920, caratterizzata da un imponente camino di mattoni rossi che giace placido a fianco di edifici vetrati.

esterno del ristorante De Kas con struttura vetrata e camino di mattoni

Il sogno dello chef era di avere un ristorante in una serra vetrata che ruotasse intorno alle sue coltivazioni e così è stato. Nel ristorante tutto è all’insegna del rapporto tra uomo e natura: le enormi vetrate che fanno fare un bagno di cielo e sole agli ospiti, mentre fuori la natura segue il suo ciclo. I piatti sono a chilometro zero, utilizzando verdure, spezie e fiori che arrivano direttamente dagli orti esterni.

interno del ristorante De Kas con dettaglio dei tavoli e delle sedie

Anche gli arredi rafforzano questa visione, in particolare le sedie fornite da KennethCoponbue. Le poltroncine modello Linea sono in rattan intrecciato a mano che con le sue irregolarità, fa pensare alla mano di un artigiano esperto all’opera in una delle arti tradizionali del sud-est asiatico.

Da solo questo ristorante meriterebbe un viaggio ad Amsterdam, che dite?

a pranzo nel ristorante De Kas ex serra municipale

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La storia del terrazzo alla veneziana tra passato e presente

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La storia del terrazzo alla veneziana si perde nella notte dei tempi e non smette di affascinare. Le ultime tendenze lo vedono grande protagonista del 2019


Il terrazzo alla veneziana cos’è? Vi starete chiedendo. Si tratta di una pavimentazione storica diffusa soprattutto nell’area della laguna veneta, ma che trae le sue origini già nell’antica Grecia.

Le piastrelle di terrazzo sono composte da granulati di marmo tenuti insieme da calce di ciottolo (o cemento), graniglia fine e cocciopesto. Lo si trova nei palazzi storici di Venezia, quello originale, ma ultimamente ne esistono versioni nuove che ne celebrano la storicità.

Magari le avete anche viste ma non sapevate che fossero proprio queste piastrelle, anche perchè ultimamente sono davvero di tendenza. Ma non solo piastrelle: il decoro terrazzo ha invaso tutti gli oggetti di design e non.

La storia del terrazzo oggi, tra decor e arredo

storia del terrazzo
Dall’alto a sinistra | Carta da parati UnikNordic | Stampa NoirGalleryDecor | Tessuto SpoonFlower |Decalcomania KennaSatoDesign | tappeto GildedLivingHome | Federa AnnyWho|

Eccola qui una selezione di sei oggetti per casa che io ho trovato davvero carini. Tutti elementi facilmente utilizzabli al di là dello stile che avete, perché non hanno colori particolarmente accessi o impegnativi.

Cominciamo con la carta da parati e la decalcomania murale, presente in più varietà di colori. Se dovessi scegliere, penso che opterei per la decalcomania che è semplice da mettere e togliere ed è meno impegnativa della carta (che di solito richiede uno specialista che la applichi). Però c’è da dire che anche la carta è davvero sofisticata ed elegante.

Se però di decorazione a terrazzo ne volete giusto un accenno, allora il quadro (venduto con o senza cornice) è perfetto. Il giusto mix di colore e bianco, luminoso e rilassante. Perfetto per un ufficio o una zona notte.

Il tessuto è la scelta giusta se volete cucirvi da voi tende, cuscini o accessori vari perché non trovate quello che dite voi. E che ne dite del cuscino e del tappeto? Quanto starebbero bene nella cameretta dei nostri piccoli?

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Arredare un soggiorno rettangolare o quadrato: qualche idea

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Veniamo al lato pratico della mia professione: come arredare un soggiorno rettangolare o quadrato. Come disporre i mobili? Come separare le zone d’uso?


Quando avete dovuto arredare il vostro soggiorno, da cosa siete partiti? Dalle dimensioni della stanza, dalle funzioni d’uso che prevedevate di dare alla stanza? O semplicemente dal sentimento della giornata?

Immagino sia stata l’ultima opzione, per cui nessuna meraviglia se ogni sei mesi vi trovate a spostare mobili nella speranza di trovare la quadratura del cerchio.

Diciamo che il progetto d’interni di una stanza all’inizio è molto “ingegneristico”: bisogna prendere le misure della stanza, capire cosa andremo a farci e chi lo farà. L’esposizione della luce e i nostri particolari bisogni. Solo dopo questa analisi si può veramente passare alla fase d’attacco.

Voglio darvi una mano facendovi vedere le due forme più comuni di soggiorno: quadrato e rettangolare. Ci troverete dei principi base che sono validi per qualsiasi tipi di soggiorno.

Arredare un soggiorno rettangolare o quadrato: la prima ipotesi

Prima di tutto una nota. Io ho considerato un soggiorno che ingloba la sala da pranzo, anche perché ormai le due stanze non esistono più in modo indipendente. Anzi, avrei dovuto considerarlo unito alla cucina, ma per semplicità progettuale ho voluto tenere le due parti separate.

Arredare un soggiorno rettangolare o quadrato

Questo soggiorno misura sei metri per quattro, quindi di tutto rispetto. Come vedete la stanza si divide principalmente in due aree: conversazione e pranzo. La zona pranzo è ovviamente disposta vicino alla cucina, per praticità funzionale.

Per la parete Tv e libreria si è sfruttata la parete lunga, di modo da avere quanto più spazio contenitivo possibile. L’ingombro della libreria è ridotto al minimo, per non disturbare il corridoio di passaggio verso la zona notte. In linea di massima il mobile Tv non dovrebbe stare di fronte alle finestre, per evitare riflessi e riverberi. In questo caso non utilizzando la parete lunga si sarebbe sprecato tantissimo spazio, utile per tenere lo spazio in ordine.

Un grande divano modulare è protagonista della stanza. Il bello è che si può liberamente configurare in base alle esigenze. I tappeti aiutano a definire le aree. Mi raccomando le dimensioni: devono essere grandi abbastanza da inglobare del tutto (o quasi) gli arredi soprastanti.

Arredare un soggiorno rettangolare o quadrato

Arredare un soggiorno rettangolare o quadrato: la seconda ipotesi

Il soggiorno quadrato è davvero molto comune e di solito manda anche facilmente in panico, perché finestre e porte spezzano le pareti. Soprattutto in ambienti piccoli può diventare difficile capire che tipi di arredi scegliere.

Teneteli staccati dalle pareti per far sembrare la stanza più grande e privilegiate i piccoli pezzi d’arredo da comporre a piacere. In questo modo riuscirete a sfruttare tutti i centimentri.

Arredare un soggiorno rettangolare o quadrato

In questo caso la parte destra della stanza è dedicata alla zona conversazione e tv. La Tv avrebbe potuto essere anche tra le due finestre: in questo modo però lo spazio sarebbe risultato sacrificato, potendo inserire solo un divano e una piccola poltrona (oltre alla brevissima distanza tra seduta ed elettrodomestico). In questo modo invece è possibile inserire elementi grandi ed accoglienti.

Non la solita parete precomposta per la Tv, ma un mobile basso e mensole libere per sfruttare al meglio la parete.

La zona pranzo è vicina alla cucina e c’è ancora spazio per inserire una credenza bassa utile per riporre piatti, bicchieri e biancheria della casa.

Arredare un soggiorno rettangolare o quadrato

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Quanto misura un divano due o tre posti e come scegliere

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Dovete scegliere il divano per casa vostra ma non sapete da dove cominciare. Quanto misura un divano due o tre posti? Come fare la scelta giusta.


Ma quante dormite abbiamo fatto sul divano? Quanti pranzi e cene al volo spesi sul nostro caro compagno, stanto attenti a non sporcarlo?

Se c’è un elemento in casa che assomiglia ad un migliore amico, quello è il divano. Comodo e accogliente, deve essere scelto attentamente. Anche perché deve essere ergonomico per non rovinare schiena e parte alta del corpo. Io dico sempre che sul divano non bisognerebbe darsi propriamente un budget, perché è come per la cucina: meno spendi, meno hai.

Meno qualità, meno durevolezza, meno comodità. Non dico di spendere cifre folli, ma neanche €200 per un divano a due posti.

La scelta del divano è tutt’altro che facile però. Già solo definire le misure è un mistero. Oggi voglio provare a schiarirvi le idee.

Quanto misura un divano due o tre posti e quale scegliere

Cominciamo facendo chiarezza sui tipi di divano che esistono: a due, tre o quattro posti. Con letto e senza, con piedini e senza. Con braccioli e senza. Modulare o compatto.

I divani a due o tre posti e senza braccioli di solito sono i migliori per gli spazi piccoli. Ridotti in larghezza e profondità si adattano bene ai soggiorni dalle dimensioni ristrette.

Ma che misure esistono? Diciamo che la larghezza della seduta di solito è di 50/60 cm per persona; nel caso del due posti la larghezza minima è di 120 / 130 cm. L’ideale per stare comodi però è non meno di 160 cm.

Se dovete scegliere un divano così piccolo, meglio sceglierlo senza braccioli di modo da avere più spazio per la seduta. Anche la profondità è un elemento importante: si va da un minimo di 70 cm ad un massimo di 100 cm.

Per i tre posti invece si va da un minimo di 160 cm di larghezza ad un massimo di 220 cm.

Oltre a questo, c’è da valutare molto attentamente se sceglierlo con o senza letto. Nel primo caso infatti, il divano potrebbe durare meno a causa dell’usura per l’apertura e chiusura del meccanismo di apertura del letto.

Per quanto riguarda la composizione dei cuscini, di solito all’interno c’è una lastra di poliuretano espanso inderformabile. Nei modelli di alta qualità viene aggiunta piuma d’oca o memory foam, per garantire una lunga durevolezza.

Una volta che avete definito modello e misure e siete pronti per scegliere, non abbiate timore di provarlo fisicamente il divano. Sedetevi sopra per valutarne comodità di seduta, durezza dell’imbottitura e comodità dei braccioli. I migliori infatti sono quelli bassi e lunghi, che permettono di sdraiarsi senza danni al collo.

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Sfruttare gli arredi nei piccoli spazi per massimizzare i metri

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Se pensate che visto che la casa che avete è micro non ci potete far nulla, state sbagliando. Potete sfruttare gli arredi nei piccoli spazi.


Se vivete in un monolocale o in un bilocale, se avete a disposizione 50 metri quadri scarsi, è giunto il momento di capire bene come massimizzare lo spazio che avete.

Non è che siccome la casa è piccola, non ci può stare dentro nulla. Ovviamente bisognerà fare un progetto più scrupoloso, fare attenzione alle misure delle stanze e capire i tipi di arredi che ci possono stare. Ma non è impossibile.

Se avete definito uno stile e dei colori, allora avete già un buon punto di partenza.

Sfruttare gli arredi nei piccoli spazi: le idee più pratiche

Cominciamo con l’ingresso: di solito nelle case piccole neanche ci sono, ma è sempre comodo attrezzare un piccolo angolo per riporre capotti, borse e scarpe. Invece dei soliti appendi abiti da terra (che occupano spazio), scegliete quelli a parete. Ce ne sono molti anche decorativi e colorati.

Un bello specchio a fianco (magari appoggiato a terra), illuminato da un faretto e lo spazio si moltiplicherà. Meglio evitare grandi mobili che occupano lo spazio, ma se proprio non potete farne a meno sceglietene uno piccolo e stretto. Con qualche cassetto giusto per riporre chiavi e varie.

Sfruttare gli arredi nei piccoli spazi
Zara Home

In soggiorno invece, specialmente se divide lo spazio con cucina e sala da pranzo, il divano di solito è il grande protagonista. La prima regola (ovviamente) è calcolare bene le dimensioni del divano. Molto probabilmente sarà un due posti e difficilmente ci sarà spazio per un secondo divano o una poltrona. In questo caso un pouf (anche grande) sarà il complemento perfetto.

Potete anche optare per i divani modulari, dalle linee pulite e senza braccioli: si confermeranno come preferite e permetteranno il diagolo da qualsiasi angolo della stanza.

Sfruttare gli arredi nei piccoli spazi
Zara Home

E per il tavolo da pranzo? Bè, se siete proprio risicati dovreste sceglierne uno a consolle. Chiusi sono larghi 50 cm ma si allungano fino a 3 metri. Se avete un po di spazio in più potete sceglierne uno di quelli tondi a gamba centrale. Sono più leggeri alla vista e lasciano spazio alle sedie.

Oltretutto occupano meno spazio e delimitano bene la zona (insieme ad un bel tappeto). L’ultima spiaggia, se non volete tavoli e sedie in bella vista? I tavoli pieghevoli da nascondere quando non in uso. Come sedie potete optare per degli sgabelli che potrete poi sfruttare in giro per casa.

E in camera che si fa?

Anche la camera da letto merita qualche pensiero. Qual è l’elemento che porta via più spazio? L’armadio. Per cui bisogna sceglierlo bene.

Innanzitutto se lo spazio è poco dovete optare per gli armadi con le porte scorrevoli. Meglio se in colori o essenze chiare, così da riflettere al massimo la luce. Considerate anche l’armadio a ponte: sfruttere doppiamente la parete su cui poggia il letto, lasciando libere le altre.

Sfruttare gli arredi nei piccoli spazi

Il letto può essere attrezzato con cassetti nella parte bassa, utili per riporre biancheria e vestiti. Se invece vi piace quello fatto con i pallet, bè allora potrete usare i ripiani per appoggiare scarpe e libri.

Ci sono ancora i letti contenitore e quelli alti, a cui si accede con la scala. Di solito sono attrezzati con mobili contenitore e piccoli armadi, perfetti in piccoli spazi.

Valutate bene la testiera: da sola occupa dieci centimentri. Potete anche non averla, magari dipingerla sulla parete. Oppure, se non potete farne a meno, sceglitene una attrezzata: che funga da scaffale o porta libri.

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Usare i mobili come elementi divisori nei piccoli spazi

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Quando lo spazio è poco tutto concorre a dividere gli ambienti in modo intelligente. Avete mai pensato ai mobili come elementi divisori?


Avete una stanza sola per mille usi diversi, quando la vivete tutto si confonde e vi viene mal di testa. Fare divisioni fisiche con pareti è impensabile sia per i costi che per lo spazio.

Ci sono dei piccoli trucchi che possono venire in vostro aiuto e che vi possono permettere di separare le zone d’uso senza dividere e senza togliere luce.

Vediamone qualcuno.

I MOBILI COME ELEMENTI DIVISORI: UN NUOVO PUNTO DI VISTA

I mobili li vediamo sempre come elementi si funzionali, ma che devono prima di tutto piacerci. Vi sarà capitato di sceglierli perché vi piacevano un sacco ma non c’entravano davvero con la vostra stanza. Vero?

Eppure prima dell’aspetto estetico, ci sono molti altri fattori da considerare: innanzitutto la qualità che cercate e quindi la durevolezza dei vostri mobili. E’ ovvio che meno spendete e meno dureranno. Poi la misura: se la stanza è piccola, allora anche i mobili lo dovranno essere. Non c’è cosa peggiore di un arredo fuori scala per far sembrare lo spazio più piccolo o più grande di quello che è.

mobili come elemento divisorio

Una volta che avete gli elementi base per le vostre stanze, potete pensare a come usarli per separare le funzioni in ambienti unici. Se ad esempio vivete in un monolocale e il divano letto vi deprime, va bene il letto matrimoniale. Potete separarlo con delle tende pesanti bianche, ecrù o grigio chiaro, sul quale magari applicare delle tasche porta oggetti. Con i binari a soffitto il gioco è fatto.

Oppure usate delle librerie senza fondo: sono dei perfetti separatori, che lasceranno filtrare la luce.

Esiste anche la possibilità (un po’ più dispendiosa) dell’armadio autoportante. Dividerà in modo più netto, soprattutto nel caso di una camera. Il retro potete rivestirlo con della carta da parati, per mimetizzare e far sembrare l’armadio un pannello decorativo.

mobili come elemento divisorio

Se invece volete dare una divisione a sala pranzo e soggiorno potete usare dei mobili bassi che separano senza interrompere la visuale. Se a questi mobili ci aggiungete delle rotelle, potrete spostarli dove volete, in base alle esigenze.

Non c’è spazio per delle poltrone oltre al divano? Usate due sedie: avrete definito la zona soggiorno con poco sforzo.

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Tutti i segreti su come usare i colori nei piccoli spazi

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In una casa piccola tutto concorre a migliorare la vivibilità dello spazio, anche i colori. Come usare i colori nei piccoli spazi per ampliarli.


Se pensavate che, dato che la casa che avete è gia piccola, ogni colore sia uguale ad un altro, vi state sbagliando.

Soprattutto quando si ha a che fare con piccoli spazi, bisogna fare attenzione ad ogni minimo dettaglio. Anche la più apparentemente innocua scelta concorrerebbe a far sembrare ancora più sacrificato il poco spazio. Non che i colori caldi o freddi non si possano utilizzare, solo vanno scelti con parsimonia.

COLORI NEI PICCOLI SPAZI: I NEUTRI

Va da sé che la scelta migliore sono i colori neutri: sono gli alleati perfetti in ogni ambienti, figurarsi in stanza micro. Sapevate che i colori neutri nella gamma dei marroni, dei grigi, bianchi e beige trasmettono serenità?

Attenzione però che non tutti i neutri sono uguali. Anche i neutri hanno sottotoni caldi o freddi e trasmetteranno sensazioni equivalenti. Per cui pensate bene ai colori che volete usare in casa: se ad esempio avrete degli accenti rossi, allora il grigio / marrone / bianco o beige dovrà avere al suo interno del rosso, così da rimanere nella stessa gamma.

Se non volete avere tutto in toni neutri e volete che le pareti siano speciali allora optate per mobili in tonalità neutre. Anche perché enfatizzeranno gli altri colori.

colori nei piccoli spazi

COLORI NEI PICCOLI SPAZI: CALDI E FREDDI

Ok, va bene i colori neutri ma non esageriamo. Vi piacciono le dichiarazioni esplicite su chi siete e quindi dei colori coraggiosi ci vogliono.

Ma con moderazione: preferite i colori caldi? Se volete usare l’arancione, ricordatevi che il giallo è come il bianco in questa situazione. Per cui rifletterà la luce e illuminerà l’ambiente, dando profondità.

Avete cucina, soggiorno e sala pranzo in un unico ambiente? Usate rosso, arancione e giallo nei tessili e nei complementi d’arredo per definire le aree.

Qualche idea di accoppiata colore e materiale? Il rosso è perfetto con pietra e cemento; l’arancione con l’acciaio.

colori nei piccoli spazi

E i colori freddi? Trasmettono freschezza e ampiezza, facendo sembrare gli spazi più grandi. Se volete un tocco decor su una parete, le righe bianche e azzure ad esempio, sono perfette. Allungano le pareti e trasmettono serenità.

I toni freddi sono perfetti soprattutto nelle stanze che sono invase dalla luce naturale, essendone il loro perfetto contraltare.

L’ultima cosa che rimane da scegliere sono i colori da accostare: per ambienti armonici scegliete colori vicini nel cerchio cromatico. Per ambienti coraggiosi e con carattere, scegliete colori ai lati opposti del cerchio.

colori nei piccoli spazi

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