15 Ottobre 2020 / / Decor

Tipi di rivestimento divani: il post che stavi aspettando per fare finalmente chiarezza tra tutte le variabili presenti. Con una sorpresa.


Quando hai scelto il tuo divano sapevi la differenza tra i diversi rivestimenti?

Perché i materiali sintetici possono essere più adatti a te che hai un animale domestico, rispetto a quelli naturali. Oppure tu che sei attento all’ambiente, sai cosa scegliere?

Per me i rivestimenti degli imbottiti (poltrone, divani e letti) sono sempre stati un mistero. Ne sapevo qualcosa, ma non tanto quanto avrei voluto.

Ecco perché tengo molto a questo post, che ti guiderà nella giungla dei materiali esistenti.

tipi di rivestimento divani: in velluto color Tiffany
https://www.brennasalotti.it/

Un post scritto a quattro mani: la realtà di Brenna Salotti

Ti svelo un segreto.

Anche se mi leggi su questo blog, mi segui sui social e ti sembro una persona super presente, io non sono per nulla social addicted.

La continua esposizione e condivisione è un lavoro duro, che da fuori sembra molto più facile di quello che è in realtà. E anche trovare le giuste aziende con cui collaborare è difficile.

Ci sono professionisti e produttori che sembrano più capaci di quanto non siano davvero e viceversa. Per questo anche su Instagram scelgo con cura le persone con cui instaurare un rapporto di lavoro e condivisione.

Perché ci tengo a farti conoscere realtà produttive solide e valide, presso le quali rivolgerti senza paura di pentirtene. Come il caso dello showroom di Brenna Salotti, che ha anche una falegnameria a Cantù.

Li ho conosciuti su Instagram appunto, e mi sono subito innamorata di quello che producono e vendono. Oltre che della simpatia e professionalità. Come loro stessi precisano:

La nostra storia è una storia di famiglia.

Il loro percorso è cominciato più di quarant’anni fa, aprendo un piccolo magazzino in zona Brianza, il primo laboratorio di tappezzeria per imbottiti d’arredo.

Nel tempo questo piccolo laboratorio è cresciuto e si è evoluto, difendendo comunque le sue radici ma rimanendo al passo con i tempi.

Grazie alle conoscenze del settore e alla passione, dal piccolo laboratorio si è passati allo spazio espositivo di Cormano e alla falegnameria di Cantù.

Uno dei punti di forza è proprio la possibilità di poter personalizzare i dettagli, usando materiali di qualità e Made in Italy, ma anche la rosa di aziende accuratamente selezionate, che amplia la gamma di complementi ed arredi proposti.

Già ti sento.

Perché ti sto parlando di loro? Ora te lo spiego.

divano ad L grigio chiaro contro parete a calce bianca con camino
https://www.brennasalotti.it/

Tipi di rivestimento dei divani: lascati guidare dall’esperienza di pluridecennale di Brenna Salotti

Chi meglio di loro potrebbe spiegarti le differenti tipologie di rivestimenti esistenti?

Però te lo spiega in formato video e non in formato scritto. Ci è sembrato molto più interessante e diverse dal solito questo formato informativo.

Anche perché, diciamoci la verità, il futuro dell’informazione è sempre più diretta verso questa strada. Quindi ora clicca sul video e prendi appunti:

Se ora non puoi vedere e ascoltare il video, ti faccio qui un breve riassunto di quello di cui si parla.

Le possibilità tra cui puoi scegliere si differenziano principalmente in tre gruppi: i tessuti naturali (cioè la scelta più ecosostenibile), quelli sintetici e il gruppo delle pelli.

divano classico in pelle

I tessuti naturali: la scelta migliore per chi è attento all’ambiente

Tra i vari tipi di rivestimento per divani, poltrone e letti, i tessuti naturali rappresentano una scelta da tenere presente. Meno impattanti a livello ambientale grazie alle loro lavorazioni meno aggressive, hanno anche molti pregi.

La traspirabilità è sicuramente uno di questi, insieme alla matericità e sensorialità che li contraddistingue. Lino, cotone, canapa e tessuti misti sono l’ideale se l’ecosostenibilità ti sta particolarmente a cuore e se non ti pesa la maggiore attenzione che dovrai prestare per tenerli puliti ed in forma.

Hai bimbi e/o animali domestici? La prossima categoria è per te.

I sintetici: a prova dei più piccoli e degli amici a quattro zampe

I materiali sintetici (penso ad esempio alla microfibra) sono da prediligere in queste situazioni.

Il fitto intreccio nella trama della struttura li rende (quasi) inattaccabili alle unghie di gatti e cani. In questo modo avrai meno ansia in casa, sapendo che il tuo bellissimo imbottito è resistente.

Non da meno il discorso pulizia: grazie ai trattamenti antimacchia ti basterà un panno umido per farli tornare come nuovi, senza bisogno di sfoderare il divano completamente per lavarlo in lavatrice. E te lo dico per esperienza: con un bimbo piccolo il divano prodotto con questo tipo di rivestimento è davvero un salva vita.

Tipi di rivestimenti per i divani: finiamo con pelle, ecopelle e finta pelle.

Chiudiamo la carrellata con alcuni dei materiali più sofisticati e ricercati.

Chi non ha sognato almeno una volta un divano in pelle? Il fascino che hanno è indiscutibile, il modo in cui completano lo stile di un ambiente è unico.

Però c’è una differenza tra pelle ed ecopelle, ad esempio.

Pelle ed ecopelle sono entrambe di derivazione animale (sì, l’ecopelle non è sintetica). Quello che cambia sono i trattamenti che questi due materiali subiscono.

La pelle può essere primo fiore, mezzo primo fiore, può subire la martellatura… insomma, ci sono tantissime variabili che ne definiscono il prezzo e la qualità. Sono informazioni da chiedere per capire anche il tipo di trattamento che subiscono.

La pelle primo fiore è quasi sempre anilina: si tratta di un trattamento di rifinizione che lascia la superficie esterna della pelle scoperta e visibile a occhio nudo. Ovviamente è un trattamento che pesa parecchio a livello ambientale ed è uno dei motivi per cui molto spesso di scelgono le ecopelli.

Le ecopelli, infatti, sono meno dannose per il nostro ecosistema, riuscendo quindi a creare un compromesso tra la bellezza del materiale ed il rispetto dell’ambiente.

La finta pelle invece è proprio una pelle sintetica, a cui però bisogna prestare un filo di attenzione. Se sei decisa ad avere un imbottito in finta pelle, controlla che sull’etichetta ci sia scritto PVC e non PU.

Le pelli PU sono tessuti impregnati di resine poliuretaniche che però hanno presentato un po’ di problemi nel tempo, come ad esempio la screpolatura del tessuto. Con le pelli 100% pvc avrai lo stesso risultato estetico, ma con meno problematiche.

Che dimensioni hanno i divani? Clicca qui

Come scegliere il colore giusto del tuo divano?

Arriviamo ora al punto che mi riguarda più da vicino.

Come scegliere al meglio il colore del divano?

E qui non c’è una risposta unica, corretta e precisa. La scelta del colore di un pezzo così importante dipende da tanti fattori. Come sempre parti dallo schema colori che hai definito per casa tua, perché lo dovrai tenere a mente e usarlo per qualsiasi scelta tu faccia.

Se hai un soggiorno piccolo e poco luminoso, la scelta migliore potrebbe essere quella di un colore neutro per il divano. In questo modo contribuirà a dare luce, senza appesantire oltre il tuo spazio. Se la stanza ha dimensioni più che buone, potresti scegliere di andare tono su tono con la parete contro la quale si poserà il divano.

Ad esempio: parete grigio tortora scuro? Divano di due toni più chiaro. O viceversa. L’effetto sarà molto gradevole ed elegante, creando armonia nel tuo soggiorno.

Schema colori monotono, con pareti bianche e arredi che seguono la stessa scia? Potresti inserire il divano in un colore forte e coraggioso, come il verde sottobosco, il rosso, il terracotta o il rosa cipria. Diventerà immediatamente il protagonista della stanza.

Arredare con il rosa? Certo!

Cosa ne pensi di tutte queste informazioni?

Io e tutto il gruppo di Brenna Salotti ce l’abbiamo messa tutta per darti le informazioni corrette per poter scegliere al meglio.

Certo, il discorso è ampio e articolato e un solo post non può spiegarti tutto. Però diciamo che le basi sono buone e già così potrai cominciare a districarti nel lungo e tortuoso percorso verso la scelta dei tuoi arredi.

Io sono qui per aiutarti nella scelta, ma ti consiglio davvero di andare a trovare sui social e dal vivo (se puoi) lo showroom di Cormano di Brenna Salotti.

Ne varrà la pena.

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1 Ottobre 2020 / / Idee

Arredare un ufficio in casa: ormai è diventato quasi un elemento immancabile nelle nostre case. Vediamo come realizzarlo all’atto pratico, grazie ai consigli di Giulia.


Il post di oggi è speciale, perché non l’ho scritto io.

E’ stato realizzato grazie alla collaborazione con Giulia, autrice e creatrice di LoquaceMente, blog che parla di casa, organizzazione e convivenza.

Arredare un ufficio in casa non è semplice, specialmente nel 2020. Quest’anno siamo stati tutti forzati a vivere l’ambiente domestico anche come ambiente lavorativo.

In quante abbiamo avuto difficoltà a distinguere i diversi momenti della giornata? Eccomi, sono la prima!

Il tavolo della cucina è diventato la scrivania di lavoro, ma anche l’area pranzo e lo spazio per i compiti e quello per giocare a scala quaranta, generando il caos nella casa come nella nostra mente.

Per questo è importante capire come arredare un ufficio in casa, senza confondere gli ambienti e il loro utilizzo.

persona che lavora al pc dall'ufficio di casa

Arredare un ufficio in una casa piccola

Se la tua casa è piccola e non hai a disposizione grandi spazi, puoi trovare delle soluzioni utili e pratiche.

Lavorare da casa non soltanto significa avere il piacere lavorare dal letto o dal divano – confesso che ogni tanto lo faccio! – ma, almeno per me, è ideale per poter passare più momenti con le persone che amo e guadagnare il tempo che prima perdevo per spostarmi.

Quindi, per poter lavorare da casa senza confondere gli ambienti domestici da quelli lavorativi, ho dovuto reinventare gli spazi, piccoli, del mio appartamento.

Ecco tutti i miei consigli!

1. Sedia

Scegli una sedia comoda, dovrai passarci ben 8 ore della tua giornata!

A me piace l’idea di avere una sedia che mi faccia stare seduta comoda, ma che non rovini l’estetica della casa. Una sedia bianca girevole, con schienale che sostiene la tua colonna ed elementi cromati come questa qui può essere l’ideale.

Le sedie della cucina, se sono comode ed ergonomiche, possono andare bene comunque. Per un sostegno in più puoi optare per un poggiaschiena da sedia, che ti aiuti a mantenere la posizione corretta.

E addio mal di schiena!

scrivania bianca con mensole bianche e pc

2. Scrivania

Ok, è vero, non tutti possiamo permetterci di mettere nella nostra piccola casa anche una scrivania. Però esistono delle opzioni molto comode, come le consolle allungabili, che quando non usi per lavorare possono essere un ottimo elemento d’arredo!

Ti consiglio di appoggiare la tua consolle allungabile al muro, e di scegliere un bel tappeto che riprenda la palette di colori della tua sedia e scrivania. Poi potrai sbizzarrirti a decorarla con qualche accessorio!

Non hai lo spazio per una consolle?

Non ti preoccupare, non ce l’ho nemmeno io. Ecco che il tavolo della cucina diventa davvero la mia scrivania. Per non impazzire, ho deciso che un lato del tavolo è quello su cui lavoro, l’altro quello in cui mangio.

E quando vado in pausa pranzo tolgo sempre tutto, così da avere una bella superficie sgombra da ritagli di lavoro, per staccare la mente come si deve.

Casa piccola? Guarda questa selezione di mini scrivanie per il tuo ufficio
arredare un ufficio in casa

3. Piante

Circondati di piante e di verde, ti farà stare più tranquilla e concentrata, allontanandoti un po’ dalle faccende domestiche. Scegli delle piante che ti piacciano e che ti facciano sentire a tuo agio, vedrai che il tuo umore e lo sfondo per le tue video-chiamate cambieranno tantissimo!

Non serve che tu vada dal fioraio a comprare un banano enorme, puoi anche scegliere qualche piccola pianta grassa che renda l’ambiente un po’ più naturale.

Piante facili da accudire? Leggi qui

4. Mensole e cassetti

L’idea di lasciare appunti, pc e documenti vari in giro per la casa ti alletta? Ferma tutto!

Non circondarti di cose che ti ricordino l’ufficio, perché farai molta più fatica a “staccare”. Scegli un posto, che sia un cassetto, una mensola o anche sotto il divano (se proprio non hai spazio!) per riporre tutte le cose che usi quando lavori.

In questo modo non avrai una casa più ordinata, ma sarà anche più facile dimenticare il lavoro una volta chiuso il pc.

arredare un ufficio in casa con vista dalla finesra

5. Luci

Scegli la luce frontale e naturale, se puoi. Ogni tanto ti farà bene guardare fuori dalla finestra e prenderti un momento di relax!

Se lo spazio che hai in casa non te lo permette, ti consiglio di posizionare la tua scrivania contro il muro, così da limitare lo sguardo a pc e nient’altro e selezionare una o più lampade che illuminino la scrivania e la tastiera. Meno avrai modo di vedere ciò che succede in casa, più sarai concentrata.

E se ami gli ambienti rilassanti, qualche candela accesa e profumata ti aiuterà a mantenere la concentrazione, senza dimenticare il relax.

6. Bonus: Colore

Se hai modo di arredare un ufficio in casa, o anche se vuoi utilizzare, come faccio io, gli spazi della tua casa sia per la vita personale che quella d’ufficio, non dimenticare il colore.

Sicuramente avrai arredato la tua casa basandoti su una palette che ti piaccia: prendila, mantienila e giocaci con tutti gli elementi d’arredo per il tuo spazio lavoro.

Vedrai che riuscirai a renderlo personale e unico!

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24 Settembre 2020 / / Stili

Arredamento anni ’70 ’80: cosa ti viene in mente? Al bando le case di nonne e zie. Qui una selezione di pezzi per la tua casa.


Se dico anni ’70 e ’80, cosa ti viene in mente?

Quasi sicuramente la casa di qualche nonna o zia che ti è rimasta impressa nella memoria. Quanto erano ingolfate di arredi e complementi quelle case?

Quanta voglia di trasmettere benessere e opulenza c’era, in certe scelte d’arredo? Una cosa è certa. Too much era sicuramente una delle parole chiave di quegli anni.

Però se prese a piccole dosi, alcune scelte di stile possono integrarsi benissimo anche oggi.

Vediamo quali.

Arredamento anni '70 '80 con carta da parati a tema esagonale
Mindthegap

Arredamento anni ’70 ’80.  Un ripasso degli elementi chiave

Effettivamente quali erano i punti cardine degli interni di quei decenni?

Cominciando dai pavimenti mi verrebbe da dire due cose, principalmente. La moquette nei toni del marrone o del beige, soprattutto nelle stanze di rappresentanza come il soggiorno. Anche nelle camere non era difficile vederla, per quel senso di pace e accoglienza che comunque da.

Anche il parquet a cassettoni diritti era super diffuso. Anzi, di solito era facile trovare la combinazione dei due elementi: moquette in soggiorno e zone di passaggio e parquet a cassettoni nelle camere. E te lo dico per esperienza, perché nella prima casetta in cui ho vissuto con i miei genitori era proprio così.

Qualche dritta sulla posa del parquet? Clicca qui

Alle pareti (soprattutto negli anni ’70) una delle scelte più in voga era la carta da parati. In colori saturi e anche scuri, a pattern geometrici ed un po’ optical. Quante volte nelle case di zie & co ti sei imbattuta in un’infilata di stanze con carte di ogni tipo?

Poi per toglierle però erano guai.

Le essenze di legno dei mobili sono cambiate nel corso di questi ventenni. Si è passati da essenze scure (il teak ad esempio), dalla radica, a essenze più chiare come il frassino. Le forme degli arredi invece si sono fatte sempre più tonde, grazie soprattutto ai materiali plastici che hanno svolto il ruolo di padroni della scena.

Alcune icone di design quegli anni?

Ti piacciono le icone del design? Allora leggi questo post su Albini

La lampada Eclisse di Artemide, la Ball Chair, la lampada Nesso e lo stile Memphis, solo per citarne alcuni.

Una grande presenza di materiali come il poliuretano, il vinile, il cuoio. C’era una grande sperimentazione di forme e materiali contrastanti, così come colori vivaci e accostamenti a dir poco azzardati.

Lampada Nesso di Artemide
Lampada Nesso di Artemide

Dal passato al presente: usare gli stili iconici per dare un twist a casa tua

Ora ti starai domandando: bene, dopo aver percorso la strada dei ricordi, come inserisco degli arredi così in casa mia?

Comincio col dirti che i complementi anni ’70 e ’80 sono davvero esagerati. Sia nei colori, che nelle forme. Quindi è meglio evitare di creare un total look con più pezzi. Scegli un paio di elementi che vuoi inserire in un certo ambiente e abbinali al preesistente.

Potresti optare per un tappeto anni ’80 e una lampada anni ’70, per ravvivare il soggiorno, magari coprire un pavimento pessimo e creare un colpo d’occhio immediato.

Se invece hai una parete un po’ spoglia, magari in camera o dietro al divano, perché non appendere dei quadri di quei decenni? Ispirati alle space age o perché no, alla disco dance.

Hai voglia di qualcosa di più forte? Allora perché non inserire una carta da parati optical per dare quel colpo di colore che ti mancava.

Arredamento anni ’70 ’80: la mia selezione di pezzi

Non poteva mancare la mia selezione di arredi ispirati proprio agli anni ’70 e ’80. Ho provato a immaginarmi un soggiorno ravvivato da questi temi e mi è subito venuta tanta allegria. Ma mi sono anche ricordata di alcuni episodi di quando ero bimba, in cui guardavo certi pezzi e proprio non riuscivo a capirne la bellezza.

Il primo pezzo degno di nota è la carta da parati di Mindthegap: “The Mysterious Traveller Taj Mahal”. Bellissima e materica, al punto che sembra di essere di fronte a una parete intarsiata con pietra, marmo e terrazzo veneziano. Se la accosti ad arredi dalle forme semplici e in legno chiaro, riesci a controbilanciarne la vitalità.

La credenza in legno di mango di Cult Furniture è perfetta: forme essenziali, dettagli preziosi e tanto spazio contenitivo. Perfetta all’ingresso ma anche vicino alla zona pranzo, da decorare in modo semplice ma d’effetto con piante, vassoi e libri.

Le sedie non potevano mancare, visto il mio amore spassionato per questo complemento. La sedia Melvin di Sweetpea & Willow diventerà sicuramente il punto nevralgico del tuo spazio. Grande, comoda e accogliente è perfetta sia in soggiorno, che in camera, per un piccolo angolo lettura.

Chiudiamo la carrellata con tre complementi decorativi: la splendida lampada Nesso, che non ha bisogno di presentazioni (a proposito, ti ho raccontato di averne trovate due bianche nella casa di montagna?), il tappeto pieno di energia di KSL Living e una stampa di Mint & May che fa subito strobo e discodance.  

Arredamento anni '70 '80 la mia moodbaord
Stampa: Mint & May | Tappeto: KSL Living | Credenza: Cult Furniture | Sedia: Sweetpea & Willow

Cosa ne pensi di questo ritorno al passato?

Ora che ti ho raccontato un po’ dì questi tempi passati e che ti ho detto come inserirli in un contesto contemporaneo, sono curiosa di conoscere il tuo punto di vista.

Ti piaceva lo stile di quegli anni? Inseriresti complementi di questo tipo in casa tua? Per entrambe le risposte, per quale motivo?

Ti aspetto nei commenti!

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3 Agosto 2020 / / Interiors

Esempi di riqualificazione di aree industriali: il tabacchificio di Brescia. Quando sinergia e rete sul territorio riescono a valorizzare risorse dimenticate


Quante aree industriali abbandonate ci sono in Italia?

Quante di queste sono monumenti e quindi patrimonio culturale? Meriterebbero tutte una seconda vita, invece di essere lasciate al degrado e alla dimenticanza.

Ogni tanto succede che ci siano imprenditori illuminati, dalla visione ampia e futuristica, che riescono a compiere un piccolo miracolo.

È il caso dell’ex Tabacchificio di Brescia che è tornato a splendere col nome di La Tabaccaia.

Te ne parlo ora.

esempi di riqualificazione di aree industriali ex tabacchificio di Brescia esterno
Creative-Cables_Tabaccaia

Ex tabacchificio di Castrezzato: dal passato al futuro

Quando ho visto le foto del progetto di riqualificazione finito, mi sono innamorata del luogo.

Impossibile non succedesse e impossibile non capiti anche a te appena vedrai le foto. Ho quindi voluto scavare un pochino più a fondo per conoscerne meglio la storia e capire chi effettivamente avremmo dovuto ringraziare per tutto questo.

Grazie ad un bellissimo articolo del Giornale di Brescia (che ti invito a leggere), ho scoperto che questa struttura è stata costruita tra il 1933 ed il 1934. Ci hanno lavorato ben 300 persone fino al 1956, anno in cui la struttura ha chiuso.

L’ex tabacchificio negli anni è diventato anche filanda e consorzio, fino a che è subentrato lo stato di abbandono assoluto, tra erbe, muri pericolanti e senzatetto che vi cercavano riparo.

esempi di riqualificazione di aree industriali La Tabaccaia esterno con sedia Lady B ed installazione site specific
SCAB Design_Tabaccaia

Arriviamo nel 2017, quando c’è il punto di svolta. Giordano Agosti con la sua AJ group rileva la struttura, pronto a traghettarla verso il suo nuovo destino. Agosti è a capo anche della Ristorent, azienda che si occupa di noleggio di attrezzature per catering.

La società di Agosti comincia i lavori di messa in sicurezza, consolidamento e di recupero della struttura. Si arriva al fatidico 2020 che obbliga a fermare il cantiere per qualche mese. Ma Agosti non si perde d’animo e decide di utilizzare il cortile esterno della struttura, in queste sere d’estate.

Un open air aperto a tutti anche solo per concedersi una pausa, sorseggiare un buon bicchiere di vino, cenare degustando le numerose e differenti proposte culinarie offerte dallo street food, dal bistrot e dall’osteria, che ospiterà grandi nomi della ristorazione italiana.

La Tabaccaia esterno con tavoli e sedie Lady B
SCAB Design_Tabaccaia

Esempi di riqualificazione di aree industriali. Lo spazio vivo e polifunzionale de La Tabaccaia

In questi 10.000 mq riparte un’estate dai ritmi volutamente più lenti, deputato alla condivisione e agli incontri. Uno spazio che proporrà tante attività, nate dalla collaborazione con aziende e attività presenti sul territorio.

Ed è proprio il legame col territorio la forza propulsiva del progetto, ospitando differenti esperienze, diventando incubatore di idee e startup, promotore di cultura e coscienza ambientale.

Anche il progetto di arredo e allestimento dello spazio vede protagoniste due grandi aziende della realtà Bresciana: Creative-Cables per l’illuminazione e SCAB Design per le sedute.

esempi di riqualificazione di aree industriali La Tabaccaia esterno con sedia Lady B ed installazione site specific
SCAB Design_Tabaccaia

L’area del bistrot è stata infatti arredata con la seduta Lady B, in tecnopolimero (un materiale resistente ai raggi UV e agli agenti atmosferici, nonché leggero ma robusto) ed in vari colori terra. La poltrona fuori scala Lisa Lounge Club con il suo tavolino, invece, è l’oggetto cult di una installazione site-specific.

Tutti questi prodotti sono di SCAB Design, che è proprio di Brescia. Un’azienda che ha come valori fondanti stile, qualità, produzione 100% italiana e rispetto dell’ambiente.

esempi di riqualificazione di aree industriali ex tabacchificio di Brescia esterno
Creative-Cables_Tabaccaia

La parte dell’illuminazione è firmata Creative-Cables. Un’azienda giovane che però si è fatta conoscere subito ed in tutto il mondo. Il prodotto di punta è molto semplice: un cavo elettrico, come quello utilizzato in qualsiasi lampada, lampadario o elettrodomestico, che viene ricoperto in oltre 250 combinazioni colore-tessuto, utilizzando la stessa tecnologia alla base delle produzioni di passamaneria. Quindi da componente elettrico a elemento di design.

Per La Tabaccaia hanno proposta EIVA, il primo portalampada cablabile e riaccessibile in classe IP65 al mondo. Diverse possibili combinazioni per lampade da esterno colorate, durevoli, pratiche e funzionali. Il set-up illuminotecnico è stato seguito da CroVal.

SCAB Design Lady B

Riqualificare aree industriali, valorizzando il territorio e sfruttando il design

Questo progetto di riqualificazione è davvero splendido esempio sotto più punti di vista. Prima di tutto perché sono riusciti a riportare in auge un pezzo splendido di architettura industriale, permettendo a tutta la comunità di poterne godere.

In secondo luogo, perché si è dimostrato che creando sinergia e rete tra le differenti realtà del territorio si può creare qualcosa di unico, che valorizza un paese stupendo come il nostro. Più aziende che lavorano insieme per dare vita ad uno spazio in cui è possibile passare del tempo di qualità.

Tutto questo mentre si sta seduti su elementi d’arredo di assoluta qualità, frutto di ricerche e scelte di design di un’azienda innovativa ed internazionale. Così come le luci: la rappresentazione di un progetto che è nato da poco, ma ha le carte in regola per diventare un’icona.

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31 Luglio 2020 / / Idee

Home personal shopper: chi e cosa fa questa nuova figura professionale. In questo post un’analisi dettagliata di tutto quello che devi sapere.


Ti piacerebbe avere un consulente personale per arredare casa?

Sì, parlo proprio di un personal shopper come Carla Gozzi ed Enzo Miccio. Solo che invece di avere a che fare con vestiti, borse e scarpe, avrebbe per le mani letti, tavoli, sedie, ma anche lenzuola e quadri.

Esiste infatti la figura dell’Home Personal Shopper anche in Italia, anche se è ancora poco conosciuta.

Nel post di oggi voglio spiegarti bene cosa fa precisamente, perché dovresti rivolgerti a queste professioniste e per quali motivi.

Cominciamo.

bottiglie azzurre in vetro e in ceramica su credenza bianca
Kaboompics

Da dove nasce la figura dell’home personal shopper? Qualche cenno sulle origini

Delle origini di questa figura professionale non si ha una traccia certa dell’origine. Si sa che è nata in Inghilterra e negli Usa, dove anche la pratica dell’Home Staging è molto più radicata.

Il mondo dell’edilizia e dell’architettura è differente in quei paesi rispetto che in Italia. C’è più differenziazione e rispetto delle diverse attività che ogni professionista svolge. Ti faccio un esempio: una volta che un architetto ed un ingegnere edile hanno finito di costruire o ristrutturare un edificio, non è strano che si rivolgano ad un interior designer o ad un home personal shopper per definire tutto il progetto di arredamento e home styling.

È quindi quasi sicuro che questa figura professionale sia nata per supportare queste attività, nella ricerca di determinati pezzi di arredo. Rivolgendosi infatti ad una persona formata e competente nel campo si risparmia in tempo ma anche in soldi.

Perché l’Home Personal Shopper è in grado di trovare una selezione di complementi che siano in linea con un determinato stile e budget, senza dover perdere settimane in ricerche online (magari anche infruttuose).

home personal shopper che lavora alla scrivania con agende e quaderni
kaboompics

L’Associazione Nazionale Home Personal Shopper: obiettivi e mission

Veniamo ora all’Italia.

In Italia di questa figura si è cominciato a parlare nel 2012, quando è nato il primo sito con lo scopo di riunire tutti i professionisti del settore interior (sia architetti che interior designer) che oltre alle loro competenze, offrivano anche questo servizio.

Negli anni la situazione è cambiata ed il network non rispecchiava più le nuove esigenze dei professionisti, così come dei clienti. Quindi da semplice sito “raccoglitore” il network è diventato una vera e propria Associazione di Categoria.

La prima in Italia per questa professione: un traguardo importante, che mira a far emergere e valorizzare quella per ora è ancora vista come una funzione accessoria e non come vera professione. Grazie all’Associazione sarà possibile avere una formazione continua in questo campo, formarsi per diventare un esperto del settore.

AHPS vuole dare il giusto valore a quella che è una professione a tutti gli effetti, promuovendone l’attività sul territorio italiano anche attraverso i vari canali social inerenti.

Passiamo all’atto pratico della faccenda: cosa fa per te un HPS?

Già ti sento.

Sì ok, tante belle parole. Ma ancora non ho capito perché mi dovrei rivolgere ad un home personal shopper.

Ci sono tanti motivi per cui potresti rivolgerti ad un HPS. Potresti essere un’azienda del settore design e arredamento che vuole una figura formata nel campo, che la aiuti a promuovere i suoi articoli presso clienti e showroom.

Potresti essere un architetto alle prese con mille cantieri, che non ha proprio voglia di seguire la parte interior. Ecco che un Home Personal Shopper potrebbe supportare la fase di sviluppo contract suggerendo dei pezzi speciali che fai fatica a trovare.

Infine, potresti essere un cliente alle prese con l’arredo di casa propria. Hai quasi tutto in casa ma ancora ti sembra che manchi quel non so che. Non riesci a definire cosa, ma in soggiorno ed in camera vorresti aggiungere magari una carta da parati, o forse cambiare il tavolo. O forse solo le luci.

Un HPS ti aiuterà in tutti questi casi, chiacchierando con te prima di qualsiasi intervento, per cercare di capire i tuoi bisogni, i tuoi gusti, il tuo budget. È importante anche capire cosa non ti piace, verso quali stili sei più orientato, per cominciare a delineare una linea d’azione.

Solo poi seguono le famose moodboard e le shopping list.

E per finire: shopping assistito o per conto proprio?

Ovviamente un home personal shopper ti fornirà un elenco di pezzi che meglio rispondono alle tue richieste.

A questo punto ti si presentano due scelte: continuare lo shopping in totale autonomia, seguendo le indicazioni d’acquisto ricevute dall’HPS, oppure fare shopping assistito.

Cosa vuol dire?

Significa che l’hps può affiancarti in ogni fase dell’acquisto, dalla richiesta di preventivo fino alla finalizzazione dell’ordine. Per aiutarti a capire le diverse possibilità di scelta ma anche per aiutarti a compiere una scelta, quando l’ansia comincia a bussare.

Se invece non ne vuoi sapere e vuoi affidare tutto al HPS, puoi farlo: nessuno te lo vieta! Chiederà per te i preventivi, insieme valuterete le migliori opzioni.

Visto quante possibilità?

agenda planner con rose rosse

Scommetto che ora qualche pensiero sull’home personal shopper lo stai facendo

Ora che ti ho aperto il mondo degli home personal shopper, spero di averti incuriosito al punto da volerne sapere di più.

Se mi segui sui social lo sai che io sono Home Personal Shopper e quindi tutti i miei clienti godono di questo servizio comunque. Vai a dare un occhio al sito dell’Associazione per capire meglio cosa facciamo e leggere i post che scriviamo.

Ma anche per scoprire quali sono le splendide aziende partner che ci accompagnano in questo splendido percorso.

Ti aspetto nei commenti per sapere se conoscevi già questa professione oppure la hai scoperta ora.

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10 Luglio 2020 / / Idee

Comodini sospesi moderni: una selezione di cinque pezzi per te che vivi in una casa piccola ma vuoi comunque design e funzionalità. A prezzi accessibili.


Ce li hai i comodini in camera?

Perché si può anche stare senza, te lo assicuro. Noi ad esempio in camera non li abbiamo e sfruttiamo il letto fatto con i pallet. Appoggiamo le nostre cose sui ripiani del pallet e abbiamo finito.

Però se hai la camera piccola e non spazio per i comodini tradizionali come si fa? Dove appoggi i libri, l’acqua e tutto quello che ti fa compagnia la sera a fianco del letto?

Ho selezionato 5 pezzi speciali per te che vivi in una casa piccola.

Eccoli.

Comodini sospesi moderni: il design originale di CaosCreo

Se mi leggi da qualche tempo, conosci già l’azienda tutta italiana CaosCreo con sede in provincia di Milano (San Giuliano Milanese).

Producono complementi d’arredo in metallo dal design semplice, originale, accessibile e adatto ad ogni ambiente. Pezzi anche ironici se vogliamo, capaci di sdrammatizzare il più complicato degli interni.

In particolare, ti voglio parlare di due loro prodotti: la lampada / comodino da parete She.en e il comodino / mensola Claude et Claudette.

She.en è una lampada sì, ma anche un comodino. La luce si proietta inferiormente verso la mensola e superiormente, filtrando attraverso un taglio, in un raggio luminoso a parete. Arriva con 3 filtri colorati in dotazione, che possono essere usati da soli o insieme per creare differenti atmosfere sensoriali.

Claude e Claudette sono due simpatiche mensole a forma stilizzata di nuvola, che ti porteranno subito “il cielo in una stanza”. Perfette per appoggiare i tuoi oggetti essenziali per la notte, sono anche estremamente raffinati da vedere.

Entrambi i modelli sono disponibili in versione destra e sinistra ed in più colori.

Comodini per chi ha casa piccola. Poco spazio ma tanta funzionalità

Vivi in una casa piccola? Questo non vuol dire arrendersi ad avere tutto per terra.

Bisogna solo armarsi di pazienza e cercare le giuste soluzioni, oppure leggere il mio blog e trovare quello che stavi cercando.

Il comodino di cui sto per parlarti è geniale. Oltre ad essere davvero piccolo (misura infatti 40 cm di profondità per 20 cm di altezza e larghezza) accorpa in sé anche la funzione di illuminazione. NIT Black Wall Lamp è progettato dal designer Goula Figuera e prodotto dall’azienda di illuminazione spagnola Faro Barcelona.

In pratica è un cerchio di metallo piegato, di cui una metà si fissa a parete e una metà funge da mensola e portalampada. Ecco qui risolto il problema per te che non avevi spazio a sufficienza per comodino e lampada da tavolo. Con questo comodino ti hanno risolto il problema.

Vuoi qualcosa di piccolo sì, ma che abbia più stile e classe?

Allora il comodino sospeso moderno Inga a specchio di My Furniture fa per te. Dotato di sistema di fissaggio a parete invisibile, è completamente specchiato e con i bordi smussati. La maniglia è nascosta sotto il cassetto, così da garantire un aspetto pulito al comodino.

Puoi decidere tu la configurazione di questo elemento: è liberamente aggregabile a parete, anche a due o tre moduli, in composizione verticale o orizzontale.

Potresti usarlo in camera, così come all’ingresso o in bagno: ovunque il bisogno di spazio contenitivo si faccia sentire.

comodini sospesi moderni a specchio
My Furniture Inga

Comodini sospesi moderni: le infinite composizioni di Woodendot

Chiudo la selezione di comodini con un pezzo speciale, dell’azienda Woodendot e con il loro comodino Alba.

Alba in spagnolo ha lo stesso significato che in italiano, la luce del giorno che comincia. È stato chiamato così perché i due pezzi frontali del prodotto simulano il sole e la luna che si riflette nell’acqua all’alba di un nuovo giorno.

Si tratta di un prodotto estremamente flessibile e versatile, che può essere utilizzato come comodino con contenitore a scomparsa ma anche come ripiano da parete con contenitore a scomparsa. Quindi non necessariamente da usare in camera, ma ovunque in casa tu senta il bisogno di posizionarlo.

Alba è composto da tre pezzi piatti di compensato e da una staffa metallica che viene fissata al muro. La disposizione di questi pezzi dà la possibilità di nascondere gli oggetti dietro i pezzi verticali, perché c’è una separazione tra di essi. Inoltre, c’è un foro nascosto nella base che permette di inserire i cavi per caricare smartphone, tablet…

La vera particolarità di questo comodino è la possibilità di poterlo configurare in 10.000 opzioni differenti grazie alla moltitudine di forme e finiture disponibili.

I pezzi inferiori sono disponibili in quattro forme diverse e quelli anteriori in due, ma tutti insieme alla base del tavolo sono disponibili in sei diverse finiture, tutte combinabili tra loro.

Quindi è praticamente impossibile avere lo stesso comodino di qualcun altro.

Comodini sospesi moderni in compensato e laccato in camera con parete bianca e letto in legno
WOODENDOT Albe

Visto quante possibilità ci sono anche per chi vive in una casa piccola?

Come ti dico sempre, vivere in poco spazio non deve diventare sinonimo di castigo e rinuncia. Certo, le ricerche dei pezzi giusti richiedono più tempo, perché devi capire cosa ci sta nel poco spazio che hai.

Devi trovare elementi che siano poco profondi oltre che poco larghi. Ma che ti permettano di avere comunque dello spazio contenitivo e che siano di buona qualità. Ecco: non rinunciare alla qualità in nome di qualche centinaio di euro in meno.

Ti assicuro che dopo pochi mesi te ne pentirai. La qualità ripaga sempre negli anni e nelle caratteristiche positive che ti aiuteranno a trasformare il tuo spazio in una vera casa.

Ora dimmi: quale dei cinque comodini sospesi potresti davvero comprare per casa tua? Ti aspetto nei commenti!

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4 Luglio 2020 / / Decor

Mobili color cemento: la tendenza per te che ami lo stile industriale ma non vivi in un loft. Una selezione di otto pezzi per l’interno e l’esterno.


Il cemento fa subito stile industriale.

New York, Londra, i grandi fabbricati industriali. Ma anche i mattoni, il ferro, quello stile industriale un po’ mascolino e grezzo che tanto ci piace in questi anni.

Però rivestire un pavimento in cemento è una scelta importante, perché se ci si affida ad un’impresa che ha poca esperienza, che lavora male o che usa materie prime scadenti, i problemi sono dietro l’angolo.

Come fare a portare un po’ di questo affascinante materiale in casa?

Te lo dico subito.

Soggiorno con tavolo in color cemento e sedie in velluto rosa, circondato da piante
Limited Abode

Mobili color cemento: un tocco di stile industriale in casa

Lo stile industriale sta impazzando ormai da diversi anni, complici anche le grandi catene di distribuzione come Maisons du Monde. Questi spazi ampi e alti, resi accoglienti e sofisticati dai materiali grezzi hanno un che di affascinante e irresistibile.

Il ferro scaldato dal legno lasciato naturale è una combinazione immancabile in qualsiasi interno in stile industriale, così come il cemento. Ma il cemento anche da solo è un elemento in grado di conferire grande unicità agli ambienti.

Se però stai pensando che sia difficile da abbinare, sto per dimostrarti che non è così. Già il suo colore è di base abbastanza neutro, quindi con gli accostamenti con le altre tonalità avrai pochi problemi (con il rosa, il verde, il marrone…) .

Per quanto riguarda la sua texture granulare e grezza, il cemento tira fuori il meglio se è abbinato a materiali sofisticati e preziosi come il velluto, l’oro, il marmo. Il contrasto tra materiali esalterà i pregi di entrambi, creando un insieme multi-sensoriale.

Soggiorno e ingresso. Arredare con stile e un tocco rock

Scegli con coraggio i complementi e gli accessori che caratterizzeranno le due parti di casa tua che più ti rappresenteranno agli occhi del mondo. Non aver paura di andare troppo in là, perché potrai sempre bilanciare con qualcos’altro.

Prendi ad esempio la consolle per ingresso dell’immagine qui sotto. L’ingrombro è minimo, il che la rende perfetta anche per chi non ha un vero e proprio ingresso ma vuole comunque attrezzare una piccola parte di parete con pochi ma giusti accessori all’entrata di casa.

Bastano 30 cm ed un paio di piani d’appoggio, sui quali riporre degli svuotatasche, dei cesti per le scarpe, le coperte, le riviste e delle belle piante. Completa lo styling con uno specchio per controllare che sia tutto in ordine e il tuo piccolo ingresso è a posto.

In questo caso il mobile color cemento è stato abbinato ad una carta da parati tridimensionale effetto mattone, che in un piccolo spazio contribuisce ad allargare visivamente lo spazio.

Mobili color cemento in una consolle d'ingresso con gambe in ferro
Melody Maison

In soggiorno un tavolo con piano color cemento è un ottimo protagonista della scena, abbinato a delle splendide poltroncine in velluto rosa, che ingentiliscono le linee dure del tavolo.

Il verde è sempre un alleato da inserire in qualsiasi progetto d’interni. Ricorda che noi siamo nati in mezzo alla natura, è l’elemento al quale tendiamo e che ci fa stare meglio.

Lo sai che se in una foto c’è un elemento naturale ed uno particolarmente strano, la tua mente escluderà quello naturale in favore di quello strano? Questo perché la mente umana da per scontata la natura, in quanto nostro primo habitat indispensabile.

Mobili color cemento in ufficio, in bagno, nei complementi…

Le potenzialità di questo materiale non finiscono qui. Puoi inserirlo davvero ovunque, ad esempio all’interno di un pavimento effetto legno. Ma non alternando i listoni e il grés effetto cemento tra cucina e soggiorno, come ormai si vede fare dappertutto.

Scegliendo delle piastrelle esagonali in legno scuro, che hanno all’interno un cuore di cemento. Piastrelle in grés davvero preziose, che creeranno un effetto tappeto in casa. Sarà quasi un peccato coprire un pavimento del genere con tessili di qualsiasi tipo.

Piastrelle in grés esagonali in legno scuro e cemento
WOW Design

Devi attrezzare il tuo angolo ufficio?

Cosa c’è di meglio di una scrivania dalla forma lineare e pulita, spaziosa e tutta da organizzare? Con gambe in legno chiaro e piano liscio in color cemento, è la compagna perfetta di chi ama lo stile nordico e vuole un angolo Home Office semplice ma non banale.

scrivania con piano color cemento
einrichten-design.de

Da completare con una lampada da tavolo che ti permetta di avere la giusta quantità di luce, magari in stile un po’ moderno. Una lampada che all’occorrenza potrai spostare in soggiorno o perché no, in camera da letto.

einrichten-design.de

Infine, la finitura cemento a pavimento sta bene anche in bagno, in accoppiata con il marmo. Due materiali differenti tra loro ma che insieme riescono ad esaltare i reciproci pregi, creando un ambiente sia sofisticato che contemporaneo.

Non troppo classico e non troppo modaiolo. Il giusto compromesso per un bagno che vuole essere minimal ma chic, con la vasca freestanding che ormai è d’obbligo.

Ovviamente se hai abbastanza spazio.

WOW Design

Finiamo con gli spazi all’aperto

Potevo non parlarti forse degli spazi all’aperto? Il cemento è uno dei materiali più usati quando ci si sposta all’esterno. Vuoi per le sue caratteristiche fisiche, vuoi perché il suo aspetto ruvido ben si lega con il verde della natura e il legno.

Sono tante le aziende che sfruttano questo elemento per produrre arredi veri e propri, così come rivestimenti per il pavimento o piccoli complementi.

Ed è proprio di questi ultimi che ti parlerò tra poco. Vasi di medie e piccole dimensioni con cui decorare i tuoi spazi esterni, per portare quell’ultimo tocco industriale anche fuori xasa.

Gisela Graham London

Possono essere i classici vasi da appoggio, decorati con motivi a rilievo per dare un po’ di classicità e preziosità in più al cemento, quasi fosse di ceramica.

Oppure possono essere i tanto di moda vasi da appendere nelle corde e agganciare qui e là nei balconi e nei giardini. Ma puoi anche fare un mix dei due, dislocandoli in varie posizioni nei tuoi spazi.

Gisela Graham London

Ti è piaciuta questa selezione di mobili color cemento?

Hai visto come è possibile arredare in stile industriale senza dover per forza portare in casa ferro e mattoni?

Come ti dico sempre devi capire quale è il tuo stile personale e apportare quelle piccole modifiche che ti permetteranno di adattare quello che vedi in Internet e sulle riviste alle tue abitudini.

E se hai visto qualcosa che ti piace ma non sei ancora abbastanza sicura di come potrebbe stare in casa tua non ti preoccupare: contattami e lo capiremo insieme!

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11 Giugno 2020 / / VDR Home Design

Stile boho chic in casa: da cosa deriva questa tendenza d’arredo, come capirla meglio e come riuscire a declinarne le idee in casa a tuo piacimento.


Apri Pinterest e lo vedi. Apri Instagram e c’è anche lì.

Sembra quasi una persecuzione questo stile boho-chic dei miei stivali. Che poi, cosa vuole dire esattamente?

Da dove arriva questa tendenza d’arredo che sta invadendo bacheche e feed di tutto il mondo?

Nel post di oggi sono andata alla ricerca di risposte per queste e altre domande. Cercherò di svelarti un po’ di consigli pratici per tradurre in altrettanti modi reali lo stile boho-chic in casa tua.

Pronta?

Partiamo dalle basi: cosa vuol dire bohèmien 

Chi erano i bohemien?

I bohème erano artisti, poeti e attori che a fine del ‘900 vivevano una profonda crisi tra loro stessi in quanto artisti ed individui, e la società, che non capiva ed apprezzava il valore delle loro opere.

Ne risultavano comportamenti autodistruttivi (alcolismo ad esempio) e ribelli, al fine di provocare la società stessa.

Il termine bohème venne usato per la prima volta in Francia nel XIX secolo quando i vari artisti cominciarono a frequentare i bassifondi ed i quartieri gitani.

Ma perché si dice stile boho?

È uno stile che esprime libertà e anticonformismo, proprio come gli artisti del tempo. Che racconta lo spirito di chi vive lo spazio senza una regola precisa. A questo termine si è poi aggiunto l’aggettivo francese chic, che vuole un po’ ingentilire tutto l’insieme.

Un aggettivo che arriva dalla moda, campo dal quale peraltro questa tendenza vede le sue origini. Quindi libero e anticonformista sì, ma con un occhio di riguardo all’estetica e a ciò che è bello da vedere.

Stile boho chic in casa: passiamo al lato pratico

Passiamo però al lato pratico della faccenda. In fondo sei qui per questo, no?

Come si traducono tante belle parole in pratica? Come li porti libertà e anticonformismo in casa tua? In prima battuta ricordandoti che questa tendenza esprime e racconta al 100% lo spirito di chi vive lo spazio senza una regola precisa.

Non ci sono regole legate a colori da usare o stili d’arredo di partenza di cui tenere conto. All’interno del tuo spazio ci devono essere solo elementi che ti piacciono, che ti raccontano, che sono una parte di te.

Usare colori caldi e saturi per creare spazi avvolgenti

stile boho chic in casa in una sala da pranzo nei toni del bianco e del beige con lampade in rattan
Maisons du Monde

Passando in rassegna un po’ di immagini di interni in questo “stile”, ti accorgerai presto che ci sono due correnti di pensiero.

Quelli che osano con colori saturi e scuri, creando ambienti carichi di emozioni e sentimento. Interni che ricordano l’India, piuttosto che il Marocco o la Spagna. Piccoli angoli di mondo all’interno delle mura domestiche.

Oppure ci sono quelli che preferiscono stare più legati ai colori della terra, optando per il color terracotta e tutti i suoi affini. Queste tonalità, spesso raffrescate dal bianco, hanno lo splendido vantaggio di riuscire a modernizzare e alleggerire ambienti molto rustici con pavimenti in cotto ad esempio o appartamenti dai pavimenti particolarmente scuri.

Qui sta a te capire qual è il tuo schieramento. Definisci prima le caratteristiche fisiche di casa tua: quanta luce riceve, i colori di partenza di infissi, pavimenti e arredi già esistenti e poi confronta questi dati con i colori papabili che ami.

Stile boho chic in casa: usare texture e tessuti

Maisons du Monde

Proprio perché lo stile bohémien si ispira anche alle lontane culture orientali, le texture non possono mancare. Geometriche e floreali, in un perfetto mix di colori neutri e vividi.

Alternando poi tessuti a trama piatta e a trama grossa (come il velluto ed il cotone) creerai anche una variazione nella decorazione, che ti darà un’enfasi speciale al divano o al letto ad esempio.

Se sei un amante del minimal sicuramente inorridirai per quello che sto per scrivere. Perché oltre a quanto ho appena scritto, nello stile boho non è raro vedere questi complementi adorni di frange, perline e ricami.

L’arte prima di tutto: creala, comprala ed esponila

Relooking di un bilocale di 45mq in stile scandi-boho scandinavo

Essendo questo lo stile ispirato agli artisti, l’arte non può mancare. Anzi, è una delle parti principali di tutto il discorso.

Sei un’artista e crei da sola le tue opere? Quale migliore occasione che esporle nella tua stessa casa. Possono essere sia quadri che piccole o grandi statue, non importa.

L’importante è che ci siano opere frutto della creatività umana all’interno dei tuoi spazi.

Dove li puoi mettere?

Nella parete dietro il divano o dietro il letto, per creare una splendida parete galleria di quadri e specchi. Oppure intorno alla Tv, per darle un po’ più di bellezza.

Ma anche sulle mensole, intervallando stampe e piccoli oggetti decorativi.

stile boho chic in casa con decorazione a parete in sala da pranzo
Maisons du Monde

Stile boho chic in casa: materiali naturali e tanto verde

Relooking di un bilocale di 45mq in stile scandi-boho scandinavo

Ed eccoci qui agli ultimi punti che riguardano questa tendenza d’arredo, più che stile vero e proprio.

I materiali sono un punto davvero importante a cui fare attenzione. Nessun materiale sintetico o industriale dovrebbe entrare in un ambiente di questo tipo. O quanto meno, dovrebbero essercene il meno possibile.

I materiali da prediligere sono quelli naturali come il vimini, il rattan, il bambù, il lino, il cotone. Li puoi utilizzare anche negli spazi interni, nelle lampade ad esempio, ma anche nelle sedute.

Utilizzandoli all’interno (le fibre naturali) non si scoloreranno come all’esterno e avranno una vita più lunga.

Le piante (vere possibilmente) sono un altro punto importante: ogni casa in stile boho chic dovrebbe esserne piena. Per un ambiente gitano in piena regola, che faccia subito pensare a paesi lontani, le nostre amiche verdi sono essenziali.

E se anche tu ti senti un pollice nero, ti lascio qualche mi post al riguardo:

5 piante facili da tenere in casa

guida completa alle piante da appartamento

vasi in stile boho chic nei colori della terra con cardi essiccati
Maisons du Monde

Hai le idee più chiare?

Lo so, di informazioni te ne ho date tante, ma avrei potuto scriverne ancora di più. Magari ci farò un secondo post in cui approfondisco altri punti.

Però come primo approccio a questo stile direi che può andare bene. Hai le idee più chiare? Riesci a definire meglio cosa rientra all’interno del boho-chic e cosa no?

E se hai ancora qualche dubbio scrivimi, li risolveremo insieme!

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23 Maggio 2020 / / VDR Home Design

Arredamento e arte: la guida ragionata che stavi aspettando, con tutto quello che devi sapere per valorizzare i tuoi acquisti. Scritta da Chiara Fedele.

Mi chiamo Chiara Fedele, sono un’interior designer, e oggi sarò ospite di Valentina per parlarti di arredamento e arte.

In pratica ti spiegherò come creare equilibrio tra questi due elementi, come valorizzare il tuo arredamento con tocchi artistici e le regole per esporre l’arte nel migliore dei modi.

In questo articolo parlerò di arte facendo riferimento sia a dipinti, che fotografie, grafiche, ma anche sculture… insomma qualsiasi cosa sia in grado di trasmetterti un’emozione, portare con se un messaggio o un concetto. Non vi è alcuna necessità di spendere importanti somme di denaro per poter definire un oggetto “arte“.

Altro aspetto molto importante: acquista un oggetto artistico per le emozioni che è capace di trasmetterti, per il suo significato, e non basarti necessariamente sulla zona di casa nella quale andrai a collocarlo, riflettendo se riuscirai ad abbinarlo o meno.

Vedrai che con i consigli che ti presenterò tra poco, troverai le strategie che più si adattano al tuo caso per creare dialogo tra il tuo arredamento e il lavoro artistico che hai scelto.

Iniziamo subito!

soggiorno bianco e blu in cui arredamento e arte coesistono perfettamente

Arredamento e arte: le 5 regole fondamentali

  • Luce: il posto migliore dove potrai esporre i tuoi oggetti artistici è sicuramente il luogo di casa maggiormente esposto alla luce naturale. Ma una luce artificiale di sostegno sarà comunque indispensabile: prediligi i binari a faretti direzionabili creando un angolo di 30 gradi con l’oggetto che vuoi illuminare. In alternativa opta per l’effetto wall-washer (cioè docce di luce), illuminando la parete retrostante.
  • Proporzioni: un quadro, per esempio, non può essere né troppo piccolo, né troppo grande per la parete che lo ospita!
  • Regola della linea mediana: immagina una linea che divide orizzontalmente la parete a 5/8 da terra e colloca i quadri a 3/8 della loro altezza sopra questa linea e i 5/8 della loro altezza invece sotto. 
  • Percorso: la nostra vista funziona come quella di un cannocchiale, ovvero vediamo in maniera sommaria tutto l’insieme, fino a concentrarci ad un’unica piccola cosa. Ecco perché è fondamentale curare sia tutto lo spazio, o stanza che ospita l’opera d’arte che vogliamo esporre, curando sempre di più i dettagli man mano che ci avviciniamo a quest’ultima. 
  • Punto focale: l’oggetto d’arte che vuoi esporre costituirà l’accento di tutto l’arredamento attirando lo sguardo di tutti gli ospiti. Per questo motivo evita la confusione almeno in questa zona e prediligi pochi ma ottimi arredi. 
Parete in mattoni bianchi con quadro cubista a sfondo arancione in cui è spiegata la regola della linea mediana

Arredamento e arte: un equilibrio di colori

E’ molto probabile che l’opera d’arte che hai scelto di acquistare si componga dei tuoi colori preferiti.

Spesso, anche inconsapevolmente, siamo attratti nelle scelte proprio dai colori. Ed è ancora più probabile che tu abbia scelto di arredare casa con quegli stessi colori! Questa costituisce senza ombra di dubbio la situazione più semplice. Infatti, dovunque tu deciderai di collocare il tuo oggetto artistico questo sarà in grado di creare armonia con l’ambiente intorno.

Potrebbe però anche essere che l’opera d’arte che hai scelto sia composta invece dai colori complementari (opposti) a quelli che hai scelto per la tua casa. In questo caso quello che andremo a fare, sarà un gioco di contrasti cromatici.

Mettiamo per esempio che nel tuo arredamento prevalga il colore verde e che hai acquistato un dipinto in cui i colori caldi, tra cui il rosso, ne siano protagonisti. In questo caso basterà aggiungere qualche complemento sui toni del rosso nell’ambiente in cui hai intenzione di esporre il dipinto. Potrebbe essere un vaso, qualche cuscino sul divano, un soprammobile…

E’ anche una questione di stile

Ci sono poi opere artistiche che per colori e forme si addicono più ad uno stile piuttosto che ad un altro.

Se il pezzo artistico già si addice allo stile che hai scelto per arredare i tuoi ambienti è ottimo! Ma lo potrebbe essere anche nel caso in cui non fosse già così, perché potrai andare a creare un effetto contrasto come quello che abbiamo fatto precedentemente con i colori. Anzi, il risultato in quest’ultimo caso sarà proprio quello di valorizzare sia l’arte che hai scelto di esporre che l’arredamento stesso.

Guernica di Picasso sopra ad una madia in stile moderno con divano bianco

Ecco qua, quindi, tutte le linee guida per esporre nel migliore dei modi tutti gli oggetti artistici che possediamo in casa.

Qual è il tuo caso: armonia o contrasto cromatico? Hai un lavoro artistico che si sposa con lo stile d’arredo o che farà da contrasto? Hai ancora qualche dubbio riguardo a come esporre le opere d’arte di cui disponi?

Lasciaci un commento e ti aiuteremo a risolvere la tua situazione specifica. Grazie per averci letto!

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12 Maggio 2020 / / VDR Home Design

La camera con letto a soppalco non è una scelta frequente, ma può rivelarsi vincente in molti casi. Vediamo insieme alcune soluzioni e alcuni errori.


Il letto a soppalco non è una scelta comune. 

Non viene in mente subito, neanche se vivi in una casa piccola e devi ottimizzare lo spazio.

Eppure può davvero essere un’opzione da tenere in conto, perché offre diverse possibilità.

Vediamo quali.

letto su soppalco in legno bianco con scala in legno e bagno al piano inferiore

Camera con letto a soppalco: opzioni e misure

Quando si può pensare di optare per una camera con letto a soppalco?

Quando si vive in una casa in cui gli spazi sono comunicanti e non ci sono suddivisioni, oppure quando la casa è piccola.

In entrambi i casi ottieni di suddividere lo spazio, riuscendo a creare più ambienti. Ovviamente devi avere altezze sufficienti per poter ospitare letti a soppalco già pronti in commercio o da far fare su misura.

270 cm/300 cm sono le altezze standard che si trovano in quasi tutti gli appartamenti. Con queste dimensioni riuscirai a inserire un letto a soppalco di quelli in commercio. Diciamo che con 270 cm sei un po’ risicato, nel senso che chi dorme sul letto rischia di sbattere un po’ la testa quando si alza dal letto. 

L’ideale in questi casi sarebbero i letti a soppalco che salgono e scendono, così da avere un maggior controllo delle quote.   

Come larghezza considera almeno 170/180 cm. In lunghezza 220/230 CM. 

Richiedono più spazio perché hanno una maggiore struttura intorno e sotto, che serve a sostenere il peso del letto stesso e dell’eventuale armadio sottostante o di qualsiasi altra struttura si preveda di aggiungere (piattaforma per armadi, scala, scrivania…).

Le soluzioni di Domus, Cinius e Tumidei 

A parte le proposte di Ikea che già conosci, ci sono alcune aziende italiane che producono letti a soppalco molto originali.

La prima è Cinius (che ha fatto dell’ecologia e del vivere in sintonia con la natura la sua filosofia di vita), che tra i vari prodotti a catalogo ha proprio questi letti.

Hanno una piattaforma ideale per chi vive in piccolo spazio, perché sotto ha un ampio armadio e sopra invece ha una libreria e un divano che si trasforma in letto.

Il secondo prodotto ideale anche per chi non ha soffitti molto alti, è il letto matrimoniale a soppalco elettrificato Rising. Quindi sale e scende tramite telecomando. È realizzato su misura con legno massello di faggio e a sostegno del materasso viene inserito il tatami, che è calpestabile, traspirante, facile da pulire e isolante termoacusticamente.

camera con letto a soppalco Rising di Cinius bianco con parapetto pieno
Letto Rising Cinius
letto elettrificato Rising di Cinius
Letto Rising Cinius
camera con letto a soppalco in faggio massello Cinius
Letto Rising
Pedana Soppalco Armadio Cinius
Pedana Soppalco Armadio Cinius

L’azienda Dielle Domus con il modello container realizza uno dei sogni di tutti. Avere una cabina armadio anche laddove sembrava impossibile.

Questo letto infatti ha sotto un capiente armadio, al quale si accede frontalmente oppure sollevando il letto con pistoni a gas. 

Dietro al letto c’è altro spazio contenitivo, pensato proprio per chi vive in uno spazio piccolo e deve averne quanto più possibile e a portata di mano. Quattro metri cubi di spazio recuperati, di cui 3,2 di spazio contenitivo. 

Camera con letto a soppalco Dielle Domus
Dielle Domus

L’ultima azienda di cui ti parlo è Tumidei, che con la collezione Tiramolla realizza dei piccoli capolavori del Made in Italy. 

La collezione si chiama Tiramolla per la versatilità: “comporre senza limiti, liberando la fantasia con l’utilizzo di numerose finiture”. 

In pratica grazie all’utilizzo di tubi e trafile, piani e mensole che vengono tagliati come vuoi tu (anche a disegno), potrai davvero creare il tuo unico spazio. E’ possibile stampare digitalmente le ante dei mobili personalizzandole ulteriormente, abbinandole a decorazioni murali su carte in fibra di vetro stampate con inchiostri atossici.

Insomma, tutto quello che serve per avere una stanza unica nel suo genere. 

Qualche conclusione 

Le camere con letto a soppalco sono una soluzione da tenere a mente quando lo spazio è poco e avete bisogno di aumentare le funzioni da assolvere in un unico ambiente.

Sfruttare lo spazio in verticale è la soluzione migliore quando quello tradizionale scarseggia. Tieni conto però dell’altezza della tua stanza, della comodità della scala che scegli per salire sul tuo letto e di come decidi di attrezzare la zona sotto il tuo letto. 

Infatti se hai poca altezza un divano tradizionale sarebbe scomodo perché rischierebbe di farti sbattere la testa. Meglio un futon, oppure una zona studio o una piccola cabina armadio.

Conoscevi già queste soluzioni? Quale tra queste preferisci? Fammelo sapere nei commenti!

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