15 Ottobre 2019 / / VDR Home Design

Arredare una mansarda è una sfida non semplice, per le tante complicanze a cui si può andare incontro. Ti faccio vedere qualche idea.


Hai visto la mansarda e ti sei innamorato.

Non hai resistito al fascino della casa col tetto spiovente e l’hai comprata (o quanto meno stai pagando il mutuo).

Solo che poi arredarla è tutta un’altra storia.

Come arredare una mansarda senza spendere una fortuna?

Voglio farti vedere delle idee davvero super.

Pronto?

arredare una mansarda con Ikea
Ikea

Arredare una mansarda: si comincia con la cucina

Arredare una cucina in mansarda non capita spesso, ma se capita non è semplice.

La prima cosa di cui tenere conto è l’altezza minima della mansarda, che non dovrebbe andare sotto i 150 cm. Questa misura è necessaria per definire il tipo di attività che ci potrai svolgere.

Se hai meno di questa misura potrai solo chiudere lo spazio con cassetti e armadiature su misura, ma poco altro. E’ davvero impensabile svolgere una qualsiasi attività avendo sempre la schiena piegata.

Per cui se hai più di questa altezza, allora puoi pensare di attrezzare la parte più bassa della mansarda con una cucina.

Ovviamente potrai attrezzarla solo con le basi, perché difficilmente potrai inserire dei pensili. I pensili in commercio hanno altezze standard che mal si adattano alle quote digrandanti di un tetto mansardato.

Nulla ti vieta però di inserire mensole di differenti lunghezze o piccoli cubi contenitore da appendere come più preferisci.

arredare una cucina in mansarda solo con le basi in laccato nero
shokodesign
arredare una mansarda open space con parquet di pino e arredi bianchi e neri
essahouz.com

Sfrutta la parte più alta per inserire mezze colonne nelle quali mettere forno e lavastoviglie (si, si può avere anche più alta). Ma anche per avere degli spazi contenitivi in più che in cucina non guastano mai.

Imbianca la parete dietro la cucina con un colore a contrasto rispetto al resto, che si accordi però al colore degli arredi. Creerai un punto focus che attirerà l’attenzione, facendo gravitare il resto attorno alla cucina.

E’ un’idea di cui tenere conto soprattutto quando devi arredare una mansarda open space.

Arredare una mansarda open space

arredare una mansarda open space
studio di design d’interni OOOOX

Se ti trovi ad avere cucina e soggiorno nello stesso ambiente, sarà difficile riuscire a separare i due ambienti. Ci sono tanti piccoli trucchi che ti possono aiutare.

Il primo è sfruttare gli arredi per creare delle divisioni funzionali. Puoi ad esempio porre il divano con lo schienale verso la cucina, che guarda verso la TV o il camino. Si creerà una divisione ed un passaggio che contribuirà a separare le zone.

Anche i tappeti sono degli ottimi alleati nel creare perimetri virtuali. Sceglili delle giuste dimensioni, di modo che riescano a contenere tutti gli arredi di una certa zona, o quanto meno le loro parti anteriori.

Le librerie a vista senza schienale sono un’ottima soluzione. Puoi farle fare su misura in base alle altezze digradanti che hai, oppure scegliere le soluzioni con montanti pavimento-soffitto.

Delle librerie ad altezza un metro invece sono ottime soprattutto per delimitare l’ingresso ed avere un punto su cui appoggiare borse, chiavi e scarpe.

L’illuminazione artificiale nelle mansarde è quanto mai importante. Anche se hai delle velux che garantiscono una corretta illuminazione, il pericolo buio è dietro l’angolo. Se hai una mansarda con le travi e non sono imbiancate in bianco, i punti luce devono essere strategici.

Scegli luci neutre e aggiungi luci a parete e a terra dove puoi. Sfrutta le travi o il soffitto digradante facendo arrivare le luci a soffitto dove ne hai bisogno. Dovrai fissare il cavo della luce a soffitto, creando il percorso desiderato, ma ti assicuro che ne vale la pensa ed è comodo.

Arredare la camera da letto in mansarda

La stanza della casa che è più facile trovare in mansarda è proprio la camera da letto.

Come li progetto gli armadi?

Questo è il più grande cruccio legato a questo tipo di ambiente. Le altezze digradanti, la paura di dover spendere tanto e avere comunque poco spazio.

Ti capisco.

Noi abbiamo la camera in mansarda e davvero ci siamo scervellati per creare una stanza bella ma funzionale. Noi abbiamo optato per una cabina armadio a vista, con tubi appendiabiti in acciaio e mensole in vetro (trovi il link al progetto sopra).

Nella parte spiovente ci sono dei cassettoni a tutta parete in cui riponiamo maglioni, biancheria e piccoli oggetti di uso quotidiano.

camera da letto in mansarda con tetto e pareti bianche e letto in legno chiaro
eengoedverhaal.nu

Il trucco sta proprio qui: plasmarti in base alla conformazione della tua stanza. Se la parte spiovente è abbastanza alta puoi anche porre il letto lì e lasciare il resto per armadi e cassettiere. Se invece non hai abbastanza altezza per evitare di dare testate, allora attrezza la parte più bassa con cassettiere e librerie.

Per gli armadi non c’è bisogno di ricorrere a quelli su misura. Ikea l’anno scorso ha lanciato la serie Platsa che ti permette di arrivare oltre i 3 mt. Si tratta di moduli componibili liberamente aggregabili in altezza.

In questo modo potrai comporre la tua armadiatura proprio in base allo spazio che hai.

Noi lo abbiamo usato per la cameretta e ci ha permesso di sfruttare al massimo ogni centimetro.

camera da letto con tetto spiovente e librerie sotto finestra
cocolapindesign.com
appendiabiti per tetto mansardato
Zebedee.co

L’azienda Zebedee ha inventato un appendiabiti davvero speciale, adatto a chi vive in case con tetti mansardati. Si adatta a qualsiasi pendenza e ti permette di sfruttare anche gli angoli più angusti.

Geniale.

Ma le idee sono molte di più

Ovviamente gli spunti per poter arredare una mansarda sono infiniti.

Ci sono tantissime idee da fare nostre ed adattare a quella che è la nostra situazione.

Hai trovato utili questi spunti? Tu come hai arredato la tua mansarda? Fammelo sapere nei commenti!

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

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10 Ottobre 2019 / / VDR Home Design

Devi cambiare i pavimenti ma non vuoi dare fondo al conto corrente? Ecco qui la mia lista di pavimenti economici da interno di cui prendere nota.


Sei convinto che per cambiare pavimento tu debba spendere una fortuna?

Ti sbagli.

Ormai la scelta per i rivestimenti per gli interni è così ampia che è davvero possibile scegliere e trovare il giusto compromesso.

Voglio aiutarti a far chiarezza indicandoti alcuni dei miei pavimenti economici da interno.

Pronto?

soggiorno in stile scandinavo con poltrone in tessuto grigio e verdi e grande lampada da terra nera
Photo by Toa Heftiba on Unsplash

ALCUNE PREMESSE SUI PAVIMENTI ECONOMICI DA INTERNO

E’ vero che ci sono dei pavimenti economici da interno con prezzi eccezionali, ma a questo devi aggiungere alcune note.

Innanzitutto tieni a mente che dovrai comprare almeno il 15% in più di materiale, perché quando si posa un pavimento bisogna tenere conto degli scarti che si generano (dovuti alle irregolarità degli ambienti).

La posa è un altro dato sensibile ed importante: se scegli pavimenti come il laminato ed il vinilico allora potresti riuscire a cavartela da solo.

In caso di pavimenti come il grés invece la posa potrebbe essere più delicata e diventare quindi un fattore di incisione notevole sulla spesa totale.

Se devi rivestire un pavimento esistente, attenzione allo spessore del pavimento: se scegli dei rivestimenti con spessore superiore ai 7 mm dovrai limare porte e finestre e di solito si tratta di operazioni da far fare ad un artigiano. Quindi attenzione in caso tu abbia porte e serramenti in alluminio: rischieresti di non poter fare nulla se non cambiarli.

Infine presta grande attenzione alle classi di usura e assorbenza di liquidi dei pavimenti che scegli. Per ogni materiale ci sono delle severe regolamentazioni che indicano i livelli di resistenza dei materiali e dei relativi ambienti di utilizzo.

PAVIMENTI ECONOMICI DA INTERNO: IL LAMINATO

Sicuramente questa è la prima scelta di cui parlare quando si tratta di economicità.

La grande alternativa al parquet è proprio il laminato. Esteticamente piacevole e con prestazioni tecniche sempre migliori, il laminato è diventato una delle prime scelte quando si parla di pavimenti da interno economici.

Disponibile in un numero pressoché infinito di finiture, ha anche la possibilità di avere la superficie goffrata per meglio riprodurre al tatto la superficie del legno.

I vantaggi del laminato sono davvero tanti: è resistente all’abrasione, non scolorisce nel tempo perché non è fotosensibile, è antistatico, è facile da pulire e mantenere, è compatibile col riscaldamento a pavimento.

I contro? E’ poco flessibile, non tutti i tipi di laminato sono adatti alle zone umide, dura meno rispetto al legno vero, essendo una stampa non ha l’aspetto naturale del legno nelle sue irregolarità.

I prezzi variano dai € 5 ai € 30 al mq.

SI CONTINUA CON I PAVIMENTI IN PVC

Il PVC altro non è che il PoliVinilCloruro, cioè un polimero estremante versatile e molto utilizzato in edilizia. Si può modellare come si vuole e per questo è possibile imitare qualsiasi tipo di materiale.

Dei pavimenti in PVC fanno parte anche i vinilici, altro tipo di pavimento economico da interno estremamente utilizzato di questi tempi.

Un fattore chiave di questi pavimenti è sicuramente la posa: si possono posare in modo autonomo, in quanto di solito la posa è adesiva o a click. Nel primo caso i listoni o le piastrelle arrivano già preincollati e non rimane quindi che posarli.

Attenzione però al sottofondo: verifica che sia perfettamente in bolla, per evitare buchi e rigonfiamenti nel vinilico una volta posato.

Anche lo spessore di questi pavimenti è un grande pregio: di solito non si va sopra i 5 mm, fattore di cui tenere conto se state rivestendo un pavimento esistente.

Ma quali sono i pro? E’ naturalmente resistente all’acqua ed impermeabile, è riciclabile al 100%, i listoni si possono tagliare con un cutter, è estremamente flessibile.

Tra i contro di questo materiale c’è il costo maggiore rispetto al laminato, la scarsa naturalezza e fedeltà nella riproduzione di materiali come pietra e legno e la difficoltà nell’eliminare la colla dal sottofondo.

I prezzi variano dai € 12 ai € 40 al mq.

CONCLUDIAMO CON IL GRES PORCELLANATO

Non poteva certo mancare in un post di questo tipo la menziona al materiale per eccellenza: il grès porcellanato. Ti consiglio questo mio post in cui ti spiego per filo e per segno tutte le sue caratteristiche e le differenze, così da non avere più dubbi.

Lo sappiamo tutti che il grès è una delle prime scelte quando si tratta di pavimenti da interno perché è altamente resistente all’usura e ai colpi, così come ai liquidi e alle macchie.

Inoltre è disponibile in un numero infinito di colori e decori, così come di formati. E’ sempre più facile trovare in commercio formati extra-large che permettono di rivestire anche intere pareti.

Con i formati rettificati infine è possibile ridurre al minimo anche le fughe, uno dei peggiori difetti di questo materiale. Anche lo scarso calore nel riprodurre materiali come il legno è uno dei contro più comuni.

I prezzi del grès variano dai € 10 ai € 40 al mq.

A TE LA SCELTA

Ho cercato di farti una panoramica abbastanza ampia di quelli che sono per me i migliori pavimenti economici da interno. Alcuni di questi ti permetteranno anche di posarli da solo, dandoti al fai-da-te e risparmiando ancora di più.

Tu quali hai scelto o sceglieresti? C’è qualche altro materiale che manca alla lista secondo te?

Ti aspetto nei commenti!

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3 Ottobre 2019 / / Architettura

In cerca di qualche consiglio per l’illuminazione della cucina? Nel post di oggi ti spiego cos’è la temperatura colore e come scegliere le fonti luminose.


Sono sicura di una cosa.

Nella tua cucina hai più fonti luminose, ma non è detto che
siano sufficienti per svolgere al meglio tutte le attività legate a questo
ambiente.

Quante volte ti sei arrabbiato perché mentre tagliavi e
preparavi ti facevi ombra da solo? Quante volte ti sei detto: devo comprare un
led da mettere sotto i pensili perché mi sembra di giocare a nascondino?

Si. La progettazione dell’illuminazione in cucina è quanto mai fondamentale, ma molto poco considerata.

Nel post di oggi cerco di darti qualche consiglio utile.

Cominciamo.

consiglio per l'illuminazione della cucina rustica
Maisons du Monde – BURTON Lampada a sospensione in metallo dorato e vetro 34 cm

Illuminazione
della cucina con luce calda o fredda?  

Facciamo una piccola digressione parlando di alcune caratteristiche
della luce.

Lo sai che la luce ha un suo colore?

Le diverse fonti luminose restituiscono differenti tonalità
visibili nella loro emissione: la cosiddetta temperatura colore. Ci sono
tre tipi di temperatura colore (espresse in Kelvin): luce bianco
caldo
, fino a 3300 K; luce bianco neutro, da 3300 K a 5300 K; luce
bianco freddo
 oltre i 5300 K. La luce calda è così chiamata perché
restituisce un colore arancio durante l’emissione che ricorda le candele o le
lampade ad olio. La luce bianca neutra invece è quella maggiormente utilizzata
ad oggi perché restituisce un’emissione quasi uguale alla luce del sole.
Infine, le luci fredde (opposte alle calde) che hanno una maggior emissione di
colore blu e illuminano in modo netto e tagliente lo spazio.

La scelta della temperatura colore in molti casi è
abbastanza soggettiva, ma dipende sempre dall’ambiente in cui vanno inserite.

L’illuminazione della cucina è importante che renda fedelmente i colori e che dia sostegno allo svolgimento delle preparazioni. Per cui la luce migliore rimane la luce neutra, a led ovviamente.

cucina con isola industriale in ferro e rovere con pareti nere
Maisons du Monde – ELLIOT Applique in metallo effetto ruggine L 90 cm – PARK AVENUE Lampada a sospensione stile industriale in metallo effetto anticato 48 cm

Qualche
consiglio per l’illuminazione della cucina: facciamo chiarezza tra Watt e Lumen

Quando scegli le lampadine guardi solo i Watt vero?

Lo so perché è quello che facciamo tutti. In realtà i Watt non ti danno indicazioni sulla quantità di luce che ti serve, ma ti danno informazioni sulla potenza della fonte luminosa (cioè sull’energia consumata).

L’unità di misura che dovrebbe interessarti è il Lumen. Cos’è?

Indica la quantità di flusso luminoso emesso da una fonte illuminante. Ecco perché ti deve interessare così tanto.

Attenzione però: non sempre c’è correlazione diretta tra Watt e Lumen. Mi spiego meglio.

I led ad esempio hanno un consumo Watt molto basso ma emettono tanta luce. Nelle lampadine ad incandescenza invece il flusso emesso corrisponde ai Watt della lampada. Ti consiglio la lettura del post di puntowatt.com che approfondisce e spiega al meglio tutto questo discorso.

Quando acquisti le tue luci tieni d’occhio tutti i parametri di cui ti ho parlato, di modo da effettuare scelte ponderate.

Si certo, ma come so di quanti Lumen ha bisogno la mia cucina?

Hai ragione ed ora ti rispondo. La quantità di flusso luminoso dipende da molti fattori quali: la forma della stanza, la sua misura, l’altezza del tetto, le attività che ci svolgerai… Quindi come vedi non c’è una risposta univoca e precisa. Ci sono delle indicazioni di massima a cui attenersi però. Sul sito lampadadiretta.it trovi un bell’articolo con tutti i parametri di cui tenere conto.

Diciamo che per la cucina avrai bisogno di circa 200-500 lumen per metro quadrato.

consiglio per l'illuminazione della cucina nera lineare
Ikea – SKURUP Lampada a sospensione, nero, 38 cm

Come
illuminare la cucina: i consigli pratici

Ora che sai tutta la teoria importante di cui tenere conto, possiamo passare al lato pratico.

Le cucine di solito quando vengono progettate hanno di
default un punto luce a soffitto, di solito in posizione centrale rispetto alla
stanza.

Questo punto luce da solo serve a ben poco, perché restituisce una luce d’ambiente generale che crea molte ombre e non ti offre quella luce puntuale di cui avrai bisogno.

Per cui se ti trovi nella situazione per cui non puoi effettuare lavori di ristrutturazione, tranquillo. Ci sono altri rimedi.

Potrai aggiungere altre fonti luminose alla cucina, da integrare a quella che hai. La luce sotto i pensili è molto utile perché ti consente di avere un’illuminazione accessoria di dettaglio. Puoi aggiungere degli strip led o dei piccoli faretti tondi da incollare sotto i tuoi pensili.

Un’altra idea molto carina è quella di applicare a parete (se hai spazio a sufficienza) delle lampade con bracci regolabili sia in altezza che profondità. Questa è una soluzione davvero pratica se usi molto la cucina e hai bisogno di fonti luminose regolabili in base alle esigenze.

Oltra alla zona di preparazione del cibo, anche la zona
cottura
necessita di illuminazione puntuale accessoria. Le cappe
tradizionali verticali rispetto al piano cottura hanno già una luce integrata.

Se hai scelto un altro modello di cappa ricordati di
aggiungere un punto luce (meglio se direzionabile) anche qui.

Se invece puoi mettere mano strutturalmente alla tua cucina, ti consiglio di non predisporre un solo punto luce centrale. Molto meglio progettare l’illuminazione della cucina con faretti a led, magari da incassare in un controsoffitto in cartongesso.

Potrai far realizzare un unico ribassamento per tutto l’ambiente oppure creare dei ribassamenti strategici rispetto a particolari punti della cucina.

In questo modo avrai un’illuminazione della cucina molto più
omogenea e potente, che potrai integrare facilmente con delle luci accessorie.

cucina micro laccata bianco opaco
Ikea – OMLOPP Illuminazione sottopensile a LED, bianco, 60 cm
Cucina in stile rustico Verde sottobosco
Ikea – SKURUP Lampada a sospensione, nero, 38 cm
consiglio per l'illuminazione della cucina a tutt'altezza bianca lucida e noce
Unsplash

Qualche
conclusione

Come hai potuto leggere fino a qui, l’illuminazione della
cucina è un argomento davvero ampio e complesso.

Ho cercato di darti le informazioni necessarie da avere per
predisporre un’illuminazione che ti possa semplificare lo svolgimento delle tue
attività quotidiane.

So che la progettazione della cucina è alquanto spaventosa e
stressante e voglio rassicurarti. Il mio lavoro è quello di renderti il
processo facile e quindi sono qui per aiutarti.

Contattami se stai arredando la cucina o hai in progetto di farlo e insieme troveremo la soluzione migliore.

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

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25 Settembre 2019 / / Idee

Facciamo chiarezza sui materiali dei mobili moderni, per avere sott’occhio tutto quello che c’è da sapere per scegliere. Nel post tutte le informazioni che stavi cercando.


Voglio aiutarti ad avere chiarezza.

Oggi hai a disposizione la più ampia scelta per quanto riguarda i mobili di casa. Ma sai davvero come scegliere?

Gli arredi di casa dovrebbero essere scelti in base a molti criteri, tra cui proprio i materiali con cui sono costruiti. Questo infatti è un fattore che determina la loro durata nel tempo oltre che il prezzo.

Nel post di oggi ti voglio aiutare, spiegandoti un po’ cosa c’è dietro alla produzione dei mobili.

Cominciamo subito.

materiali dei mobili moderni in un soggiorno minimal in bianco e nero

I materiali dei mobili moderni: tutte le possibilità

Il primo punto di cui parlare è sicuramente la struttura dei mobili stessi. Infatti non sono tutti uguali, come potrai ben immaginare.

Quanti tipi di materiali si possono usare per produrre un arredo?

Ci sono diverse scelte, ti elenco e ti spiego quelle più usate.

  • Truciolare: si tratta di un pannello composto da trucioli (cioè gli scarti delle lavorazioni del legno) che vengono legati tramite colle e pressati. Ci sono differenti tipi di pannelli truciolari, come ad esempio quelli in cui i trucioli sono legati col cemento invece che con la colla. I più famosi sono sicuramente i pannelli OSB: li riconosci dalle lamelle di legno (lunghe e strette) ben visibili (dette strand), che sono legate tra loro con colle e pressate.
  • Compensato: fa parte dei pannelli multistrato. Il tronco dell’albero viene “sfogliato”, cioè si producono più fogli sottilissimi di legno. Questi fogli vengono sovrapposti tra loro incrociando le fibre del legno, aumentando la resistenza del pannello. Sai perché si chiama compensato? Perché incrociando le venature dei fogli si compensano le resistenze delle fibre del legno, che non sono uguali in tutta la loro estensione.
  • MDF: il medium density fiberboard è un pannello composto da fibre di legno finissime, legate tra loro tramite resine. Questi pannelli possono essere LDF (low density), MDF o HDF (high density). Si tratta di un pannello più pesante del truciolare e anche più resistente.
  • Legno massello: si tratta di una rarità, ma è comunque un opzione ancora esistente. In questo caso il mobile (o una parte di esso) è ricavato direttamente dal tronco dell’albero. Ne consegue che manterrà quelle che sono le caratteristiche tipiche del legno: colore, venature, odore e sensibilità tipica di questo materiale.
materiali dei mobili moderni in una consolle in noce

Oltre i materiali della struttura: le finiture degli arredi

Ora che sai come è composta la struttura interna dei mobili, devi conoscere anche le finiture esterne.

Si, perché qualità e prezzo degli arredi sono dati non solo dal materiale scelto per la struttura, ma anche quello scelto per la finitura esterna.

Anche qui le possibilità sono tantissime, ti parlo delle più usate oggi:

  • Melamminico: è una carta decorativa utilizzata come rivestimento per pannelli di legno. La carta viene applicata sul supporto tramite impregnazione di resine sintetiche.
  • Laminato: si tratta di fogli molto resistenti su cui vengono stampati motivi decorativi, come il legno o le pietre. Possono essere lisci o ruvidi, per imitare al tatto la natura propria di certi materiali. Anche i fogli di laminato vengono incollati ai pannelli di legno tramite resine.
  • Impiallacciato: sono sottilissimi fogli di legno ricavati proprio dal tronco. La venatura o fiammatura dell’impiallacciato dipende dal tipo di pianta e dal modo in cui il tronco viene tagliato prima di essere sfogliato.
  • Laccatura lucida o opaca: ci sono differenti tipi di laccatura. Quella diretta (la più economica) consiste nel verniciare il mobile direttamente con vernici poliuretaniche. Quella al poliestere utilizza appunto colori poliuretanici che ricoprono perfettamente la superficie conferendole spessore (si danno di solito almeno 5 mani). In questo modo il mobile è più resistente agli urti, ha superficie omogenea e planare (a differenza della laccatura diretta). In base al tipo di laccatura finale (opaca o lucida) si effettuano differenti passaggi di levigatura e spazzolatura.
dettaglio di un soggiorno con tappeto rotondo beige e nero, tavolo ovale in legno massello e piante sullo sfondo

Che altro c’è da sapere sui mobili dei materiali moderni?

Più che sui materiali, c’è da fare qualche altra precisazione sui dettagli. Tutto nella costruzione di un mobile ne definisce durabilità e qualità.

Il modo in cui i pannelli sono giuntati ad esempio. Le varie parti di un mobile sono di solito “spinate” tra loro. Cioè si hanno dei fori sui bordi dei pannelli che vengono tenuti insieme da piccoli tubicini di legno (se hai montato mobili Ikea sai di cosa parlo), che si chiamano appunto spine.

Il taglio dei singoli elementi dei mobili: di solito i bordi dei mobili (soprattutto i frontali) hanno angoli di 90°. Nei mobili personalizzati e di media-alta qualità è possibile avere anche profili a 45°. Questo è un dettaglio di cui tenere conto perché è molto difficile da realizzare sia in fase di produzione pannello che di finitura finale.

Gli spessori dei mobili: in base alla funzione dell’arredo corrispondono spessori maggiori. Più la parte del mobile assolve a funzioni di carico e staticità importanti (come ad esempio i fianchi e le basi / cappelli degli arredi), maggiore dovrebbe essere lo spessore del pezzo.

Diciamo che in linea di massima gli spessori ad oggi utilizzati vanno dagli 8 mm ai 30 mm.

Ed infine la ferramenta: cerniere, pistoni, binari.. tutto quello che ti viene in mente e che fa funzionare il tuo mobile. La migliore ferramenta è quella in acciaio e di solito è anche costosa.

Diffida da pezzi che costano poco: quasi sicuramente non sono sicuri e dopo pochi utilizzi si rompono. Per arredi che usi tutti i giorni, soprattutto in presenza di bambini, questo è un dettaglio davvero da non trascurare.

Sei soddisfatto ora?

A questo punto dovresti avere tutte le informazioni che cercavi. Il processo ed il modo con cui i mobili sono prodotti dovrebbe esserti più chiaro e i dubbi ridotti a zero.

E’ davvero molto importante conoscere questi dettagli al fine di fare delle scelte ponderate e commisurate alle tue reali esigenze (anche di budget).

E ora dimmi: sapevi tutti questi dettagli? Quale di questi punti ti ha colpito di più? Ti aspetto nei commenti!

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L’articolo Tutto quello che devi sapere sui materiali dei mobili moderni per non avere più dubbi sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

17 Settembre 2019 / / Architettura

Laminato o grès porcellanato: scelta ardua da fare perché non si conoscono bene le differenze tra i due materiali. La guida definitiva è qui.


I due rivestimenti del momento non potrebbero esserti più sconosciuti. 

Li vedi in ogni negozio e magari stai anche cercando di capire quale dei due faccia per te. 

Il problema vero è che la maggior parte delle volte la scelta viene fatta su principi estetici che riguardano la finitura della doga / piastrella e sul suo formato. 

Invece laminato e grés sono profondamente differenti e la scelta dovrebbe partire proprio dalle loro caratteristiche fisiche. 

In quest post ti spiego le differenze.

Cominciamo. 

laminato o grès porcellanato

Le differenze sostanziali tra laminato e grès: come sono fatti

Partiamo proprio dalle basi. Come sono fatti laminato e grès?

Il laminato è un materiale multistrato così composto:

  • carta di controbilanciatura
  • pannello di fibre di legno e resine ad alta densità
  • carta stampata che riproduce l’effetto del legno
  • pellicola protettiva (overlay)

Questi strati sono uniti tra loro tramite un processo di pressofusione. Lo strato interno del laminato (cioè la parte in fibre di legno) può essere in HDF o MDF. L’HDF viene usato per i pavimenti di alta qualità (i pannelli HDF hanno differenti gradi di resistenza). Quelli con MDF invece vengono usati per i pavimenti di bassa qualità.

Il grès invece si ottiene tramite sinterizzazione (trattamento termico che rende le polveri indistinguibili) di argille, sabbia e quarzi che vengono ridotte in polveri sottilissime (atomizzazione) e pressate tra loro.

Il grès porcellanato può essere naturale o smaltato.

Quello naturale ha aspetto marmorizzato quindi simile al marmo naturale, ma con la resistenza propria del grès. In questo tipo di grès non viene effettuata la smaltatura, quindi le colorazioni possibili sono minori.

La colorazione è in massa, cioè il colore viene aggiunto nella fase di atomizzazione: ne consegue che il colore è uno solo per tutta la piastrella (se la si taglia si vede che la piastrella è composta da un unico blocco).

E’ sempre resistente alle abrasioni ed impermeabile, ma è un po’ più delicato rispetto al formarsi di macchie. Questo perché non c’è la smaltatura che chiude i pori propri del materiale, impedendo allo sporco di entrare.

Il grès porcellanato smaltato invece, subisce il processo di smaltatura che rende possibili infiniti numeri di colori e decori. Se tagliassimo la piastrella in verticale potremmo distinguere due parti: il supporto, che dà la resistenza alla piastrella e lo smalto, che dà l’aspetto estetico ed è lo strato che si usura.

Monocottura o bicottura?

Un ultima distinzione riguarda il modo in cui il gres viene cotto.

Che differenza c’è tra monocottura e bicottura?

Semplice. Nel monocottura si ha una sola “infornata” sia per il supporto che per lo smalto. Nel bicottura c’è una cottura per il supporto e una per lo smalto.

Le piastrelle monocottura sono più resistenti e vanno bene anche per l’esterno; le bicottura sono più delicate e fragili e di solito vengono utilizzate solo per i rivestimenti verticali.

Laminato o grès porcellanato: resistenza all’usura e allo scivolamento

Una nota molto importante va fatta in merito alla resistenza all’usura e allo scivolamento di questi materiali.

Presta molta attenzione alle indicazioni che trovi sulle scatole di laminati e grès, per essere sicuro di scegliere in base alle tue esigenze.

Per quanto riguarda l’usura dei laminati, la normativa Europea individua 6 classi di utilizzo. Si va dalla AC1 (utilizzo domestico moderato) alla AC6 (utilizzo commerciale pesante). Le prime tre classi sono per l’ambito domestico e si dividono in utilizzo moderato / medio / pesante. Stessa cosa per le altre classi che però sono dedicate agli utilizzi commerciali.

Nel grès oltre alla resistenza all’usura si aggiungono le caratteristiche anti-sdrucciolo. Cioè la capacità della piastrella di non farti scivolare. E’ indicata con “R” sull’imballo (in relazione all’angolo di inclinazione con cui una persona fisica che cammina sul piano inclinato non è più in grado di mantenere l’equilibrio).

Per quanto riguarda la resistenza all’usura sono indicate 5 classi PEI: si va dalla I per ambienti con traffico leggero per arrivare alla V, per ambienti con traffico intenso.

Pro e contro del laminato

Veniamo alla parte spiccia del discorso, quella dove ti parlo dei pro e dei contro del laminato. Nel blog trovi altri due articoli che parlano di questo rivestimento. Li ho linkati sopra, dacci un occhio per approfondire il discorso.

Pro:

  • disponibile in svariati colori e finiture 
  • si può posare su pavimenti preesistenti
  • è compatibile con il riscaldamento a pavimento
  • per un migliore isolamento acustico è consigliabile inserire il materassino fonoassorbente al di sotto delle lastre
  • la posa di solito è flottante, quindi senza dover incollare nulla al pavimento esistente.
  • è più resistenti ai graffi e al calpestio rispetto al parquet
  • non cambia colore nel tempo
  • la pulizia e la manutenzione sono facili
  • i prezzi variano dai € 5 al mq fino ai € 30 al mq (tieni conto che dovrai ordinare un 15% di materiale in più come scarto)

Contro:

  • spessore: non si va sotto i 7 mm.
  • se scegli laminati di bassa qualità la durata nel tempo e la resistenza sono molto minori
  • può capitare che il laminato faccia rumore quando lo si calpesta, anche se è stato frapposto il materassino
  • non ha l’aspetto naturale del legno, essendo una stampa che riproduce il materiale
  • non tutti i laminati sono adatti alle zone umide
  • poco flessibile

Pro e contro del grès porcellanato 

Ed eccoci alla disquisizione circa vantaggi e svantaggi del grès. In questo modo avrai un quadro davvero completo e potrai scegliere al meglio, secondo le tue esigenze.

Pro:

  • estremamente resistente all’abrasione e all’usura
  • impermeabile
  • il grès porcellanato smaltato è resistente alle macchie causate da detergenti ed alimenti acidi (quello naturale no)
  • è disponibile in un numero pressoché infinito di colori e decori (sempre quello smaltato)
  • esistono anche formati extralarge che permettono la posa con fughe ridotte al minimo
  • i prezzi sono più economici rispetto al legno ad esempio. Si va dai € 10 al mq fino ai € 40 al mq

Contro:

  • presenza seppur minima di fughe
  • non ha il calore di materiali come il legno
  • nei grès di bassa qualità la riproduzione di materiali come pietre e cemento può essere deludente
  • scarso potere di isolamento acustico

Laminato o grès porcellanato: a te la scelta 

Siamo arrivati alla fine di questo lungo ma doveroso post.

Hai finalmente le idee chiare? Sai ora qual è il materiale che va meglio per te?

Spero di averti convinto del fatto che certe scelte non possono essere solo estetiche ma devono tenere in conto fattori cruciali come la durata e la resistenza.

Se hai ancora dubbi non farti problemi: contattami e li scioglieremo senza stress.

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

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12 Settembre 2019 / / Decor

Le decorazioni in metallo da appendere esistono eccome e sono leggere, originali e creative. Sono prodotte dal brand italiano Origami Steel e te ne parlo nel post di oggi.


Il metallo è uscito dal suo ruolo di materiale grezzo di costruzione.

Si è ingentilito diventando protagonista di molte collezioni italiane di arredi e complementi d’arredo. Oggetti talmente raffinati e delicati che non penseresti mai siano di metallo.

Voglio farti dare una sbirciata all’interno del mondo di Origami Steel.

Pronto?

LE DECORAZIONI IN METALLO DA APPENDERE DI ORIGAMI STEEL

Origami Steel è un’azienda 100% Italiana, che si concentra proprio sulla lavorazione del metallo al fine di produrre oggetti per il decoro casa.

Ma li produce con un occhio di riguardo all’ambiente, stando attenta al processo produttivo e alla qualità e riciclabilità dei materiali.

Il risultato lo vedrai tra poco: tantissime collezioni in cui l’unicità e l’allegria sono le parole d’ordine. Tutti i complementi sono ovviamente in metallo, ma è talmente fine che in molti oggetti si può anche flettere, per rispondere a delle particolari esigenze.

L’ORIGINALITÀ CHE TI MANCAVA IN CASA

Un primo pezzo che merita sicuramente attenzione è l’orologio analogico CLOCK Can’t wait. Riprende la forma dei vecchi cucù, ma ne rielabora il concetto trasformando un elemento classico in un pezzo attuale.

Snello e leggero, è disponibile in moltissimi colori. In qualsiasi punto della casa tu decida di metterlo non puoi sbagliare: è davvero un passepartout.

Hai bisogno di un attaccapanni originale, ma non vuoi i soliti ganci?

Ho la risposta per te.

Si chiamano HOOK Steel tree e Fantasy Tree Dark. E sono quello che il nome dice: alberi in metallo. Si appendono a parete e diventano appendiabiti, piegando leggermente le foglioline della chioma.

Puoi configurarli come meglio preferisci ed oltre a essere funzionale, sono anche decorativi.

In particolare HOOK Steel Tree non è solo appendiabiti. Può anche essere un supporto per le tue piante rampicanti, basta metterlo in vaso o nel terreno.

decorazioni in metallo da appendere orologio clock can't wait di Origami Steel
Orologio clock can’t wait di Origami Steel
Origami Steel, Supporto decorativo  Steel Tree duo
Origami Steel, Supporto decorativo Steel Tree duo
Hook Steel Tree Origami Steel
Hook Steel Tree Origami Steel
Origami Steel, Supporto decorativo  Fantasy Tree Dark
Origami Steel, Supporto decorativo Fantasy Tree Dark
Supporto decorativo Caterpillar
Supporto decorativo Caterpillar

A TUTTO DECORO CON I PICCOLI COMPLEMENTI IN METALLO

La gamma dei prodotti di Origami Steel non finisce qui. C’è tutta una serie di piccoli elementi che sono davvero irresistibili e offrono mille soluzioni d’uso.

Ad esempio MAGAZINE Leaf: un piccolo porta bigliettini da visita o tovagliolini, in acciaio lucido Mirror. Un piccolo capolavoro che contribuirà a portare unicità nei tuoi ambienti.

L’ultima collezione ti cui ti voglio parlare si chiama SPIKEY Funny Decors. Sono sicura che i piccoli di casa impazziranno per questi pezzi.

Perché?

Perché sono piccoli elementi decorativi che riprendono le sagome degli animali più conosciuti. Anche questi elementi sono in metallo non trattato, ecosostenibile e riciclato.

Come li usi? Li puoi inserire nei tuoi vasi per dargli un tocco in più, puoi usarli come segnaposto a tavola (ricordi che il metallo è così leggere da potersi flettere?).

Ma puoi usarli anche come segnalibro. Insomma, le possibilità sono davvero infinite. Tu devi solo scegliere forma e colore e poi al resto ci pensa la fantasia.

decorazioni in metallo da appendere, MAGAZINE Leaf
Origami Steel, Porta biglietti da visita o tovagliolini Magazine Leaf Bonsai
SPIKEY Funny Decors elementi decorativi in metallo con forme di animali
Origami Steel, Piccoli Decori Baby Spikey Mix
Origami Steel, Piccoli Decori  Baby Spikey Coccinella tavola
Origami Steel, Piccoli Decori Baby Spikey Coccinella tavola
Decorazione a parete appendiabiti
Decorazione a parete appendiabiti

HAI VISTO QUANTA CREATIVITÀ DA UN SEMPLICE ELEMENTO COME IL METALLO?

Cosa ne pensi di Origami Steel e dei suoi prodotti allegri ed originali?

Immaginavi che un elemento come il metallo potesse trasformarsi in qualcosa di così leggero e decorativo?

E se sei rimasto piacevolmente stupito, al punto da voler prendere qualcuno di questi pezzi, ho una sorpresa per te. Ho uno sconto del 50% sull’acquisto di qualsiasi elemento della loro collezione.

Che aspetti?

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3 Settembre 2019 / / Architettura

Tra i pannelli di legno economici per gli arredi c’è anche il melaminico. Che però non è un pannello. Facciamo chiarezza su questo materiale con questo post.


Quanta confusione hai in testa sui differenti materiali che compongono un mobile?

Sai effettivamente perché ci sono cucine che costano pochissimo e altre che costano di più?

Penso di no ed è per questo che ho deciso di scrivere questo primo post dedicato ai pannelli di legno economici per gli arredi. In particolare ti voglio parlare del melaminico. Ne hai sentito parlare?

Ti spiego perché è una valida scelta nell’acquisto dei tuoi mobili e perché non dovresti evitarlo a priori.

Cominciamo.

pannelli di legno economici melaminici in cucina e soggiorno

Pannelli di legno economici per i mobili: facciamo chiarezza

Un primo punto a cui tengo e su cui voglio fare chiarezza è che il melaminico non è un pannello.

Mi spiego.

Il melaminico è una carta decorativa utilizzata come rivestimento per pannelli di legno (ma è una definizione molto ampia). La carta viene applicata sul supporto tramite impregnazione di resine sintetiche (termoindurenti, ottenute per policondensazione con la melamina). Da qui il nome “melaminico” ed il termine nobilitato (cioè la nobilitazione del pannello grezzo a mezzo dell’applicazione del rivestimento).

Quindi: c’è un pannello in legno a cui viene applicata la carta melaminica.

Ci sei fin qui?

La differenza sostanziale rispetto al laminato ad esempio, sta nelle caratteristiche fisiche stesse del materiale. Ma anche nella scelta del pannello di legno usato per costruire il mobile stesso.

Pannelli di legno economici: quanti tipi ne esistono?

I mobili in legno massello sono delle rarità.

Come li riconosci? Perché hanno un costo decisamente elevato, perché hanno un peso notevole. E perché di solito gli arredi in massello hanno l’aspetto naturale ed accogliente del legno, riconoscibile anche al tatto.

Quindi ora cosa si usa per costruire gli arredi?

La risposta è ampia ed articolata. Infatti in base alla fascia di prezzo in cui si posizionano i produttori di mobili, possiamo riconoscere differenti metodi costruttivi.

I materiali più usati sono sicuramente il truciolare (di bassa qualità), il compensato (media qualità) e l‘MDF (alta qualità). Sono tutti ricavati partendo dal tronco di legno, ma ognuno di essi sfrutta i “lavorati” del legno in modo diverso. Anche lo spessore del pannello varia in base alle differenti fasce di prezzo: si va da pannelli di 1,5 cm di spessore fino a pannelli di 2 cm.

A questi pannelli vengono poi applicati i rivestimenti superficiali che ne concludono la produzione. Nel caso di supporti di più bassa qualità i rivestimenti di solito sono i laminati o i melaminici. Nei supporti di alta qualità si possono avere anche impiallacciature e laccature lucide ed opache.

pannelli di legno economici melaminici usati per la cucina, con doppia finitura grigio ferro e rovere naturale

Pro e contro dei pannelli rivestiti col melaminico

pannelli di legno economici melaminici usati per i mobili del soggiorno in rovere tinto

A questo punto dovresti avere più chiarezza rispetto ai modi con cui vengono costruiti i mobili.

Perché però ti dovresti fidare nello scegliere arredi in melaminico?

Ci sono tanti motivi per cui questo tipo di finitura è assolutamente affidabile.

Una nota va fatta rispetto all’emissione di formaldeide, punto decisamente controllato in Italia.

La formaldeide è cancerogena se inalata in grandi quantità e viene emessa durante il processo di impastamento delle fibre di legno con colle e resine. In Italia il settore arredi rientra ampiamente nella classe E1 che è la più restrittiva (quindi a bassa emissione). Molto produttori di arredi si stanno addirittura impegnando ad emetterne ancora meno.

Ma veniamo ai punti salienti.

Pro dei pannelli melaminici

  • resistente alle abrasioni
  • naturalmente adatto ai luoghi umidi come cucina e bagno
  • insensibile alla luce solare, non cambia colore nel tempo
  • adatto al contatto con gli alimenti (se opportunamente trattato)
  • resistente al calore
  • disponibile in un numero quasi illimitato di decori e colori
  • facile da pulire con un panno morbido e un detergente neutro
  • economico rispetto ad altri tipi di finiture

Contro dei pannelli melaminici

  • la riproduzione di materiali come il legno può apparire poco naturale perché la trama risulta ripetuta e quindi omogenea e poco diversificata
  • ha meno resistenza nel tempo rispetto al laminato, soprattutto per quanto riguarda i graffi e le fessurazioni
  • spessore minore del pannello rispetto a quelli rivestiti in laminato o altre finiture
  • usando detersivi aggressivi si rischia di macchiare e quindi rovinare irrimediabilmente il pannello
pannelli di legno economici rivestiti con  carta melaminica ed usati in un bagno bianco

Compreresti una cucina in melaminico ora?

A questo punto dovresti avere un quadro un po’ più completo di questo materiale e del processo di produzione che si cela dietro agli arredi.

Sapevi tutte queste cose? Quale passaggio ti ha colpito di più? Fammelo sapere nei commenti!

Se vuoi avere una consulenza sulla cucina che vuoi comprare e vuoi essere sicuro della scelta non esitare a contattarmi. Ti guiderò nell’acquisto migliore per te.

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5 Agosto 2019 / / Idee

Cominciamo l’anno parlando di uno degli argomenti che vi piacciono di più: le soluzioni d’arredo per spazi ridotti. Nel post di oggi quattro idee a cui non avevi pensato.

……….

Anno nuovo, vecchie abitudini.

Quindi per darmi il giusto inizio ho pensato che prima di tutto bisogna far pulizia e organizzarsi al meglio.

Una volta fatta chiarezza, si può cominciare a pensare ai buoni propositi.

Ed eccoci arrivati al primo argomento dell’anno: come recuperare quanto più spazio possibile quando ci troviamo di fronte a piccoli spazi? Ho provato a raccogliere qualche idea.

Andiamo dritti al punto.

SOLUZIONI D’ARREDO PER SPAZI RIDOTTI #1: LE SCALE

Come posso sfruttare le scale? 

Di solito le scale nei piccoli spazi diventano un punto morto, nel senso che vengono usate proprio solo come scale.

Invece bisognerebbe sfruttarle anche in altri modi: come armadi ad esempio. Attrezzale con mensole e chiudile con ante apribili.

Recupererai un sacco di spazio utile. Se invece sono troppo piccole o ripide e non potete sfruttare il sotto scala, attrezza le pareti perimetrali con mensole e quadri.

Corridoio con pareti blu elettrico che danno su piccola scala a cassetti e pavimento in cemento

| Giacomo Ortenzi | Studio Ossigeno | Casa Vitelli |

piccoli spazi

| Interior studio: A Little Design | Photo Hey! Cheese |

Dettaglio di scala contenitore in legno che porta alla zona notte di un appartamento a più livelli.

| Jordan Parnass Digital Architecture | East Village Studios

piccoli spazi

| Madoka Aihara & Toshiyuki Yamazaki/YUUA Architects and Associates | Ph: SOBAJIMA, Toshihiro

SOLUZIONI PER PICCOLI SPAZI CONSIGLIO #2: LE NICCHIE

Le nicchie sono davvero le migliori alleate dei piccoli spazi.

Sono da utilizzare e sfruttare in ogni modo possibile, in qualsiasi stanza della casa tu le abbia. Mettici delle mensole e hai fatto.

Ti danno fastidio le mensole in vista? 

Schermale con le tende: ti aiuteranno a riporre tutti quegli oggetti grandi e piccoli che altrimenti starebbero sempre in giro per casa. Il tutto ben nascosto.

Potresti addirittura ricavarci un angolo lettura, attrezzando la nicchia con una seduta su misura.

Vasca ovale freestanding con luce da terra contemporanea e parete con nicchie attrezzate con mensole nere.

| Avocado concept |

piccoli spazi

| Interior studio: A Little Design | Photo Hey! Cheese |

PICCOLI SPAZI CONSIGLIO #3: SFRUTTARE LE PARETI LUNGHE

Per quanto piccola possa essere la tua casa, avrà sicuramente a disposizione una lunga parete.

Se le hai, devi sfruttarle per tutta la lunghezza (e l’altezza se puoi). Attrezzale con librerie modulari da progettare in base al tuo spazio, con armadi che ti permettano di contenere il contenibile.

Ci sono aziende che progettano addirittura spazi cucina integrati con spazi soggiorno, con moltissime possibilità compositive per tutte le esigenze.

Monolocale a doppia altezza con scala attrezzata ad armadio che porta alla zona notte e libreria.

| Interior studio: A Little Design | Photo Hey! Cheese |

piccoli spazi

| Madoka Aihara & Toshiyuki Yamazaki/YUUA Architects and Associates | Ph: SOBAJIMA, Toshihiro

IDEE PER SPAZI RIDOTTI #4: MOBILI MULTIFUNZIONE

Ed eccolo l’ultimo consiglio, che è anche sicuramente il più importante: scegli bene i mobili.

In un piccolo spazio sono quanto mai importanti, perché dovranno essere della misura giusta per non farlo sembrare ancora più piccolo.

E’ bene scegliere mobili che possano assolvere a più funzioni contemporaneamente. Ad esempio un letto matrimoniale contenitore, con la testata funzionale a cui poter agganciare mensole al bisogno.

Librerie a giorno e free-standing che ti aiutino a dividere gli spazi in una casa piccola, che non ti permette di costruire pareti vere e proprio.

Oppure creare una pedana (ovviamente contenitore) su cui creare la zona notte. Anche in questo case le pedane aiutano a dividere visivamente gli spazi piccoli.

Viste di dettaglio del micro appartamento caratterizzato da pedana multifunzione

| crem’8 | silvana citterio |

piccoli spazi

| Gosplan | Attic on an harbour |

Monolocale con pedana rialzata con cassetto per zona notte e zona ufficio.

| Int2architecture |

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29 Luglio 2019 / / Stili

Scopri il tuo stile d’arredo personalizzato grazie a questo post intervista con Carla del blog Amate Stanze. Finalmente capirai perché un solo stile d’arredo non ti definisce.


Scommetto che non hai ancora capito qual è il tuo stile d’arredo.

Sei appassionato di interior design e arredamento e conosci le differenze tra gli stili. Eppure fatichi a definirti in uno solo di loro.

Ti svelo un segreto: non trovi il tuo stile perché è impossibile ritrovarsi in una sola tendenza d’arredo.

Nel post di oggi approfondiamo questo e altri punti che ti permetteranno di fare chiarezza e di trovare finalmente il tuo personale ed unico stile.

Cominciamo.

scopri il tuo stile d'arredo personalizzato

Scopri il tuo stile d’arredo personalizzato con Carla di Amate Stanze

La protagonista dell’intervista di questo mese è Carla Costa, architetto e interior design blogger.

Amate Stanze è il suo blog, grazie al quale ha scoperto una dimensione a lei molto congeniale, legata alla scrittura e all’approfondimento di tematiche inerenti l’interior design e l’home decor.

Nelle pagine di Amate Stanze ti accompagna a scoprire i trend d’arredo più interessanti condividendo consigli di home styling e fai da te, ma anche idee sull’arte del ricevere e sul table setting per eventi ed il matrimonio.

Mette inoltre a disposizione la sua esperienza decennale, accumulata nel settore interior, per chi vuole rinnovare i propri spazi ma anche per chi opera nel campo attraverso corsi, consulenze e altri servizi dedicati.

Scopri il tuo stile d'arredo personalizzato con le moodboard di Carla Costa
| Moodboard di Carla Costa |

Ciao Carla e benvenuta sul mio blog! Per chi fatica a definirsi in uno stile d’arredo, quali possono essere i consigli pratici iniziali per fare chiarezza e cominciare a definire il campo?

Per iniziare a prendere coscienza dei propri gusti e cominciare a definire il proprio stile consiglio di iniziare a cercare l’ispirazione dedicando del tempo a sfogliare riviste, libri, blog ecc. prendendo nota di tutto ciò che ti colpisce.

E’ poi importante cominciare a porsi alcune domande:
– Che casa ti piace? Pensa alla casa che hai sempre sognato: la tua casa dei sogni può essere minimal, funzionale o ancora raffinata, accogliente, ecc.
– Qual è il tuo stile di vita? Pensa al lavoro fai, a quali sono i tuoi hobby e in che modo i tuoi ambienti devono rispondere alle tue esigenze.
Solo trovando il giusto bilanciamento tra questi due aspetti potrai trovare uno stile che sia in armonia con la tua personalità.

Pensi che un solo stile d’arredo possa definire ciascuno di noi? O i risultati migliori si hanno mixandone due o tre?

Uno dei motivi per cui spesso è difficile individuare il proprio stile è che la maggior parte delle persone ha gusti ed esigenze che possono essere soddisfatti solo attraverso un mix di due o più stili.

Per questo credo che i risultati migliori si ottengano mixando due o tre stili al massimo. Pochissime persone hanno infatti uno stile unico e puro. Alla maggior parte di noi piacciono alcuni elementi specifici di diversi stili.

Spesso però la difficoltà, ma anche la parte più stimolante del mio lavoro, è capire come assemblarli per creare uno stile davvero personale evitando di adattarsi ad uno solo stile senza sentirsi mai a proprio agio.

Scopri il tuo stile d'arredo personalizzato con i progetti di Carla Costa
| Progetti di Carla Costa |

Pensi sia importante individuare uno schema cromatico del proprio stile?

Certo, nella ricerca del proprio stile è fondamentale comprendere quali sono i colori che ci fanno stare meglio in modo da essere a proprio agio in ogni ambiente della nostra casa.
Per farlo bisogna individuare il proprio personale schema dei colori, in quanto ogni gruppo di colori risveglia sensazioni ed emozioni diverse. Ecco alcuni consigli su come iniziare:

  • Lasciati ispirare da un oggetto che ami particolarmente, per scegliere 2-3 colori che ti fanno sentire a tuo agio.
  • Raccogli le idee in un diario o in una tavola dei colori: procurati un quaderno o un pannello da appendere su cui raccogliere in un collage immagini e materiali (tratte da riviste, cataloghi, fotografie, tessuti, fiori, ecc.). Un po’ alla volta emergeranno delle tendenze e dei colori predominanti che rappresenteranno i tuoi gusti.
    Infatti è proprio il lavoro preliminare molto utile che invito a fare anche durante i miei corsi dedicati alla creazione della moodboard.

Quale stile ti rappresenta di più?

Personalmente mi piacciono le linee sinuose ma pulite; pertanto uno stile classico molto essenziale con qualche dettaglio retro è lo stile che più mi rappresenta.

Amo infatti anche riutilizzare e ridipingere vecchi mobili o oggetti in legno per dar loro nuova vita. 

Per quanto riguarda il mio lavoro però sono molto attenta allo studio delle preesistenze e all’ascolto dei desideri del committente per offrire un progetto in linea con il “suo” stile, che andremo a definire insieme. Cerco di rendere gli ambienti accoglienti e confortevoli, armonizzando le parti tra loro e lavorando molto sul corretto abbinamento dei colori, sulla luce e sui dettagli.

Ti va di dare qualche consiglio utile ai nostri lettori che vogliono rinnovare la loro casa?

Un consiglio che amo dare è quello di cercare di individuare i punti deboli ed i punti di forza della propria casa. Per rinnovare uno spazio non è infatti sempre necessario stravolgere quello che si ha a disposizione.

Anzi, spesso ciò che ci sembra un limite del nostro spazio può rivelarsi un’inaspettata fonte di ispirazione da cui partire, per modificare un ambiente e renderlo più armonioso e accogliente.

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25 Luglio 2019 / / Architettura

Per cambiare un pavimento che non ci piace più non bisogna demolire. Si può rivestire un pavimento esistente con tante opzioni. Te le spiego nel post.


Quanto costa in tempo e soldi rifare completamente pavimento?

E’ davvero difficile convincersi ad imbarcarsi in un lavoro di ristrutturazione del genere, se non c’è un’esigenza di vita o morte.

Fortunatamente non è più necessario grazie alle tante opzioni possibili che ti permettono di posare un nuovo pavimento su quello esistente.

Ce ne sono almeno 5 di cui ti voglio parlare oggi, per darti tutti gli strumenti per scegliere in modo facile e veloce.

#1 Rivestire un pavimento esistente con la resistenza del laminato

Il laminato è sicuramente uno dei materiali più conosciuti del campo, grazie alle sue caratteristiche di resistenza e facilità di posa. E’ stato uno dei primi materiali a vedere la luce, per quanto riguarda la posa su pavimenti già esistenti.

Dalla sua ha il vantaggio di riprodurre molto fedelmente un parquet: infatti più lo spessore del laminato aumenta, maggiore è la fedeltà nella riproduzione della trama.

Prima di posare qualsiasi rivestimento, occorre sgrassare il pavimento esistente (o carteggiarlo se è legno) e verificarne la planarità.

  • di solito formato da 4 strati: carta di controbilanciatura, pannello di fibre di legno e resine ad alta densità (da supporto e stabilità), una carta stampata che riproduce l’effetto del legno e la pellicola protettiva che da durezza e resistenza.
  • La posa di solito è flottante: i listoni sono dotati di alette che permettono l’incastro di un elemento con l’altro, senza dover incollare nulla al pavimento esistente (previa interposizione di una guaina isolante)
  • lo spessore del laminato non scende sotto i 7 mm. Per questo motivo sarà necessario limare porte e finestre per garantire una corretta apertura e chiusura dei serramenti
  • esistono differenti tipi di laminati con diverse resistente al calpestio e all’usura. Sii sicuro di scegliere quello adatto al tuo utilizzo
  • per la posa in ambienti umidi verificare di scegliere un laminato adatto allo scopo. Non tutti infatti sono adatti.
Corridoio con pareti bianche e rivestire un pavimento esistente con il laminato
Photo by Erick Palacio on Unsplash

#2 rivestire usando la flessibilità del vinilico

Se il laminato ha uno spessore troppo elevato per te, che sei alla ricerca di qualcosa di più flessibile, allora il vinilico è la scelta giusta.

Questo pavimento è una sottile lamina di PVC di spessore che varia tra 2 / 4 mm (in base alla posa) e ti permette di posare velocemente, lasciando intatto tutto il resto.

  • i listoni si tagliano con un cutter, rendendo possibile la stesura del nuovo pavimento anche senza l’ausilio di personale specifico
  • si tratta di un pavimento ecologico perché riciclabile al 100%è
  • a differenza del laminato è sempre resistente all’umidità ed indeformabile, per cui adatto agli ambienti umidi
  • la posa può essere flottante (come nel laminato) con posa della guaina isolante prima, oppure adesiva. In questo secondo caso è necessario dare un fondo fissativo aggrappante (o un sotto-pavimento).

#3 rivestire con la monoliticità della resina

La resina è un materiale che ha preso largamente piede nell’ambito degli interni, principalmente per lo spessore ridotto e la sua posa continua senza fughe.

E’ un derivato del petrolio e come tale non ha un aspetto naturale e materico, ma piuttosto plastico. Esiste in un numero infinito di colori e sfumature, in finitura lucida od opaca: praticamente perfetta per ogni stile.

  • è un materiale fotosensibile, per cui tende ad ingiallire e cambiare colore nel tempo
  • è atossica quindi perfetta per ambienti come la cucina
  • è senza fughe dall’aspetto monolitico. La facilità di pulizia e manutenzione è assicurata
  • esiste la versione autolivellante della resina che si “autolivella” garantendo una superficie liscia ed omogenea. Per questa sua caratteristica può essere applicata solo su superfici orizzontali. 
  • la versione spatolata viene applicata per mezzo di una spatola e formulata per non colare. Questo tipo di resina è adatta anche ad applicazioni su superfici verticali
  • La resina viene posata a colata unica quindi se si dovesse rovinare richiederebbe una nuova posatura su tutta la superficie. In caso di posa su pavimenti esistenti è fondamentale controllare lo stato del rivestimento esistente. L’umidità del fondo e le irregolarità potrebbero causarne fessurazioni.
Rivestire un pavimento esistente con la resina
Photo by Nvdu on Unsplash

#4 la matericità del micro-cemento

Ti piace l’idea del pavimento continuo senza fughe, ma il pensiero di avere in casa un materiale derivato del petrolio non ti convince.

Il micro-cemento fa per te allora.

Il microcemento infatti è composto da un polimero liquido più una miscela cementizia, quindi materiali naturali. Proprio questo dettaglio lo rende più materico e perfettamente somigliante al calcestruzzo.

  • come la resina ha uno spessore di 3 mm, che ti consente di rivestire un pavimento esistente ma senza dover modificare o limare i serramenti.
  • è perfetto per rivestire superfici verticali o orizzontali (pareti in cartongesso, camini, cucina, doccia..).
  • esiste in una vasta gamma di finiture e non ingiallisce né cambia colore
  • è resistente agli agenti atmosferici, per cui puoi posarlo anche all’esterno
  • la posa è un punto delicato, data la non facile maneggevolezza del materiale. Quindi meglio affidarsi a dei professionisti del mestiere.
  • è un materiale resistente agli urti e alle sollecitazioni, ma se l’ambiente in cui si posa è molto soggetto a calpestio ed urti, è meglio valutare attentamente. Una volta danneggiato infatti, non si può riparare, ma va rifatta la posa.

#5 la resistenza del gres

Sei un amante dei materiali classici come il gres?

Ti do una buona notizia: esiste anche il gres da 3mm, perfetto per rivestire un pavimento che hai, senza dover demolire tutto.

In questo modo coniugherai la resistenza del gres alle mille decorazioni che ti permette di avere: effetto marmo, effetto legno…

Ovviamente prima di posarlo è sempre d’obbligo verificare lo stato del pavimento esistente: deve essere solido e ben ancorato al sottofondo, asciutto e senza danni.

  • di solito è disponibile in anche grandi formati che permettono differenti tipi di risultati
  • è sottile e leggero e posato su pavimenti esistente permette di non dover modificare i serramenti esistenti
  • è estremante flessibile e resistente, perché rinforzato con la fibra di vetro
  • prima di posare le piastrelle è necessario sgrassare il pavimento esistente e passare un primer. L’operazione di posa è delicata, per cui se non hai dimestichezza meglio affidarsi una persona esperta.

Quale tra questi materiali sceglierai?

Ora che conosci tutte le opzioni e tutte le loro caratteristiche sei pronto a scegliere.

Quale tra i materiali di cui ti parlo sopra preferisci?

Ce n’era qualcuno che non conoscevi? Fammelo sapere nei commenti!

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L’articolo Come rivestire un pavimento esistente: le 5 alternative tra cui scegliere facilmente sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.