15 Settembre 2021 / / VDR Home Design

Colori interni casa: trovarli non è semplice. In questo post ti do una mano a definire degli schemi senza tempo, per ogni stile e ambiente.


Colori per gli interni di casa: quali dovresti scegliere per la tua? 

Sembra una domanda banale, in fondo trovare dei colori per casa è un’azione anche futile, potresti pensare. 

Non è così: i colori hanno una profonda influenza su di noi, perché ci riportano alla mente ricordi di infanzia, ricordi felici o tristi. Se il rosso per te può essere troppo esagerato in casa, per qualcun altro potrebbe essere fonte di calma. 

Oggi voglio cercare di darti una mano facendoti vedere come poter utilizzare uno schema colori in casa e proponendotene qualcuno pronto da usare. 

Cominciamo. 

Colori interni casa: da quali elementi partire e come dosare le tonalità

Partiamo dalle basi: come determino i colori da usare? 

Ci sono diversi metodi, ma il mio preferito rimane partire dal pavimento che hai in casa. Di solito scatto una foto al pavimento e mi aiuto con programmi tipo coolors o colormind per trovare il colore dominante. 

Una volta trovato il colore dominante del pavimento, lo uso per creare degli schemi colore da poter usare in casa. Nella maggior parte dei casi si tratta di schemi colore complementari, perché sono quelli che creano maggior contrasto in un ambiente e permettono di alternare le varie tonalità tra le stanze di casa. 

Una volta che hai lo schema colore come lo gestisci nei tuoi spazi? 

Una delle regole più usate e diffuse è quella del 60-30-10. In pratica secondo questa regola bisognerebbe utilizzare il colore più importante del nostro schema per il 60% dello spazio (quindi pareti e grandi arredi come divani e armadi), il 30% dello spazio (quindi tende, tavolini caffé, piccoli arredi…) dovrebbe essere con il secondo colore più importante dello schema e il 10% (i piccoli accessori come cuscini e vasi) con l’ultimo colore dello schema.

colori interni casa in camera da letto eclettica

Di solito io creo schemi a 5 colori, quindi capita spesso che il 60% e il 30% sia diviso in due tonalità, ma non è un problema, anzi. Avere più colori ti permetterà di creare più profondità nello spazio così come di avere più libertà nel girare le proporzioni dei colori nelle diverse stanze. 

Qui puoi vedere un paio di immagini reali di interni con la proporzione 60-30-10 applicata alla palette scelta per l’ambiente in questione. Anche in questi casi ho evidenziato 5 colori e il modo in cui sono stati dosati nella stanza. 

colori interni casa in soggiorno industriale

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A questo punto però potrebbe esserci ancora dell’indecisione e dei dubbi (più che leciti). Perché i colori su schermo sono completamente differenti dalla realtà. I pigmenti che si usano per le vernici hanno una resa diversa da quelli che vedi sul PC anche grazie alla luce (naturale o artificiale) che li colpisce durante la giornata. 

L’ideale sarebbe avere dei campioni di vernice da provare sulle pareti, di modo che la luce naturale e artificiale ti faccia capire la resa, la luminosità e il modo in cui appare nell’ambiente. Non tutte le aziende danno la possibilità di comprare piccole tolle da 100ml di colore (lo fanno solo alcune aziende inglesi di vernici) e quindi non rimane che affidarsi alle classiche mazzette cartacee o ai campioni su carta in formato A5. 

Non è male, perché almeno così hai una riproduzione più fedele del colore e lo puoi inserire in una moodboard così come portartelo in giro per negozi per accostarlo alle altre finiture. 

soggiorno nordico con divano azzurro

Se vuoi avere un’idea tutto sommato realistica di come un colore apparirà sulle pareti di casa tua potresti utilizzare un simulatore colori per pareti. Ce ne sono un po’ di app da provare, come quello della Dulux, Paint Colour Visualizer. Puoi provare un loro colore su un’immagine di default oppure provarlo su una tua immagine. C’è Color Trainer di Chreon, così come ColorApp di Boero. A questo link di Living Corriere troverai un interessante articolo a proposito con tutti i link alle app. 

Anche la Sikkens ha un app dedicata a questo. La puoi scaricare sullo smartphone e puoi sbizzarrirti a provare sulle pareti di casa tua la cartella colori Sikkens, estremamente ampia e con tantissime varianti colori. 

soggiorno bianco e nero con accenti  in legno

Schemi colori senza tempo: la mia selezione per te 

Passiamo ora al lato pratico della faccenda, cioè io che ti propongo degli schemi colore presi dalla realtà. In questo modo vedrai che si comportano con certi stili e come sono stati distribuiti a livello di quantità colore, materiali e texture ed effetti pittura. 

Sì perché se hai deciso di usare il colore carta da zucchero con il malva ed il grigio perla, potresti valutare la possibilità di usare una pittura materica. Effetto calce, effetto cemento, spatolato o con decori di vario tipo e natura. Non devi per forza imbiancare tutte le pareti tinta unita di uno stesso colore, ma puoi alternarne un colore più chiaro e uno più scuro per evidenziare delle nicchie o degli elementi specifici della tua stanza. 

Potresti aver bisogno di uno smalto, perché magari quel colore andrà in cucina o su una scala, quindi un posto ad alto traffico che avrà bisogno di essere pulito spesso. 

Le palette che vedi in queste immagini si adattano bene a qualsiasi stanza di casa, con stili contemporanei, nordici, rustici ma anche industriali. 

Trovi i riferimenti Ral o Hex, che puoi convertire in NCS a tua esigenza.

Prendi ispirazione da queste immagini per capire come potresti usarle nei tuoi ambienti, come cambiare il dosaggio dei colori più chiari e più scuri per ottenere di volta in volta un effetto diverso. 

credenza con parete galleria
soggiorno open space stile industriale con dettagli vintage

Colori interni casa: hai le idee più chiare? 

Questo lungo ed intenso post ti dovrebbe aiutare a schiarirti le idee sul procedimento da seguire per fare chiarezza sui colori migliori per te e la tua casa. Il procedimento è più lungo e laborioso di quello che pensavi lo so, ma ti assicuro che ne vale la pena. 

Fai pratica con un po’ di immagini di pavimenti ed interni che vedi e prova a sperimentare diversi tipi di schemi colore. Quale funziona meglio e quale no? Che emozioni ti suscitano? 

Vedrai che con la pratica ti si affinerà anche l’occhio critico e ti sarà sempre più immediato pensare ad accostamenti colori. 

Tu come hai scelto i colori di casa tua? Ti piacciono ancora? Ti aspetto nei commenti!

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22 Marzo 2021 / / Design

Cucina componibile moderna: ormai un obbligo per le case contemporanee. Spazi fluidi e nuove abitudini ridisegnano questo spazio di lavoro.


Che rapporto hai con la cucina? 

La vivi come un luogo in cui si prepara il cibo e basta oppure la senti come una delle stanze più importanti di casa?  

Nel corso dei secoli la cucina ha vissuto fasi complesse di trasformazione, passando da luogo in cui solo chi cucinava ci passava del tempo, a stanza cuore della casa. 

Oggi la cucina e il soggiorno si fondono sempre di più, obbligando a ripensare soprattutto l’estetica degli arredi per la cucina.  

Modularità e componibilità sono le nuove parole chiave di questa parte della casa.   

Ti faccio vedere qualche esempio.  

cucina componibile moderna con isola, top in Okite e ante in melamminico grigio
D20 Doimo Cucine

Agli albori della cucina componibile moderna: gli studi di Lillian Gilbreth  

Se pensiamo alle cucine per come vengono progettate ora, ci sembra normale pensare alla disposizione più funzionale possibile, che ci permetta di risparmiare tempo e spazio percorso.  

Il triangolo di lavoro della cucina non è sempre esistito però.  

È stato teorizzato a partire dagli anni ‘20 del secolo scorso dalla psicologa del lavoro ed ingegnere Lillian Gilbreth.  

Lillian stava portando avanti una ricerca sul risparmio del movimento e questo suo studio venne presentato nel 1929 in occasione di una Women’s Exposition. Il primo riferimento a questa disposizione era “instradamento circolare”: questo il nome col quale Lillian faceva riferimento al layout ad L, in seguito chiamato triangolo di lavoro.  

Il primo modello vero e proprio viene sviluppato negli anni ‘40, per migliorare l’efficienza tra i punti di conservazione, preparazione e cottura del cibo.  

Perché questa esigenza di ridurre i movimenti, in nome di una maggiore efficienza?  

Perché questo concetto era pensato per quelle cucine in cui un cuoco solo vi lavorava. Quindi massima efficienza e riduzione dei costi: questo il motivo che ha spinto a sviluppare questa teoria.  

In pratica questo concetto dice che ogni lato del triangolo deve misurare tra 1,2 mt e 2,7 mt e la loro somma non deve superare gli 8 mt. Niente dovrebbe intervenire sui lati del triangolo, così come non dovrebbero esserci flussi di passaggio.  

Ovviamente questa teoria è impraticabile sulla configurazione di cucine in linea e ha subito molteplici aggiornamenti con il passare degli anni. Rimane comunque un principio estremamente valido quando si tratta di progettare cucine funzionali.  

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D20 Doimo Cucine

Cucina componibile moderna: l’esempio di Doimo Cucine per la casa di oggi  

Il tempo passa ma il concetto di funzionalità in cucina non tramonta. Prima che piacevole agli occhi una cucina deve essere pratica, evitando sprechi di tempo e movimento.  

Quindi la teoria di Gilbreth rimane più che mai valida, trovando nuovi punti di riflessione.  

Le cucine in questi anni stanno diventando sempre più flessibili, allontanandosi pian piano dai moduli standard in cui sono rimaste incastrate per decenni. È sempre più consuetudine vedere una cucina che è anche soggiorno, in cui i moduli si susseguono con facilità, rendendo labili i confini di una stanza e dell’altra.  

Doimo Cucine è sicuramente uno dei rappresentanti di questo nuovo concetto di flessibilità. Il sistema D20 si fa interprete di questa riscoperta della cucina come luogo di ritrovo, di incontro e condivisione, non più quindi semplicemente posto in cui si prepara e si mangia del cibo (bisogno primario).  

D20 sta ad indicare lo spessore dell’anta di questo sistema, sistema che integra non solo i moduli standard della cucina ma anche una libreria autoportante, una boiserie e l’isola.  

Questi elementi mixati tra loro riescono a creare un continuo nella zona giorno, creando ambienti contemporanei, pratici e semplici.  

Libreria autoportante in ferro nero che divide la cucina dal soggiorno
D20 Doimo Cucine

La pragmaticità della cucina di oggi: tecnologia e minimalismo  

Non so per te, ma per me la riduzione al minimo di tutto quello che non è necessario è sempre più importante.  

E questa riduzione del rumore di fondo si vede anche nella progettazione degli arredi. La cucina diventa un luogo in cui la tecnologia dei materiali scelti viene prima di tutto. Materiali che siano resistenti, facili da pulire e sopra ogni tendenza del momento.  

In questa composizione del sistema a D20 è stato scelto l’Okite come materiale per il top. Un agglomerato di quarzo e resine che riproduce fedelmente il quarzo. È resistente ai graffi, agli urti, è impermeabile, igienico e facile da pulire.  

Per le basi e i pensili il materiale scelto è il melamminico, che permette di tenere contenuti i costi senza tralasciare il lato tecnico.  

La libreria e la boiserie sono elementi atipici per una cucina, perché di solito siamo abituati a vederli in soggiorno o in camera da letto. Qui diventano elemento di raccordo e divisione, che creando dei punti di innovazione rispetto a quello a cui siamo abituati.  

In questa composizione ad isola i fuochi sono proprio situati su quest’ultima, lasciando i forni nelle colonne. Si è cercato (come ti dicevo prima) di ridurre gli spazi tra le varie postazioni per agevolare i movimenti e ridurre i tempi morti.  

Un ultimo punto di forza è la linearità di tutto il sistema: le ante sono uguali per tutti i moduli della cucina così come la maniglia essenziale ma contemporanea. Pochi elementi ma tutti simili, che contribuiscono a creare unità e coerenza di stile.  

I materiali scelti e lo schema colori sono perfetti per interni in stile industriale, ma anche minimal o contemporaneo: grigio, nero e olmo sono finiture estremamente flessibili che si integrano molto facilmente anche in ambienti con colori più audaci.  

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D20 Doimo Cucine

Cucina componibile moderna: qual è per te il punto di forza? 

L’attenzione che prestiamo all’arredamento della cucina è sempre più alta. La cucina non è più un luogo da nascondere a chiunque, ma anzi, è il luogo della casa che vogliamo mostrare.  

Quella stanza di cui essere fieri perché ci rappresenta, perché cucinare e mangiare è un momento prezioso da condividere tra amici e parenti.  

Non più solo luogo di fatica e lavoro quindi, ma posto di aggregazione e umana vicinanza. Sempre più assisteremo a cucine che sono anche soggiorno, ma anche libreria e vetrina di noi stessi.  

Come vivi il rapporto con la cucina? Ti piace open space o preferisci che sia schermata e divisa dal resto? Fammelo sapere nei commenti! 

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27 Febbraio 2021 / / Idee

Colori per stanze poco luminose: ti spiego cosa tenere in conto quando devi scegliere i colori per casa tua, facendotene scoprire qualcuno.


Hai una stanza della casa (se non tutta casa) che riceve poca luce naturale.

Vuoi scegliere dei colori non scontati, non vuoi finire sul solito bianco. Ma la paura di usare delle tonalità troppo scure, che ti rabbuiano ancora di più la casa, è forte. 

Su quali sfumature è meglio concentrarsi? Ci sono colori da evitare? 

In realtà no, perché tutto parte dalla tua predisposizione personale verso un colore o un altro. Vediamo insieme come scegliere e quali colori prediligere.

camera da letto con parete in legno bianco gesso, piante e letto con copripiumino bianco
Annie Sloan Bedroom Chalk Paint In Old White, Honfleur,

Colori per stanze poco luminose: cosa ti fa stare bene e cosa ti disturba? 

Non esistono significati univoci per i colori. In ogni parte del mondo ci sono credenze, rituali e abitudini completamente diversi a riguardo, che fanno combaciare una certa tonalità con un certo significato. 

Il bianco, ad esempio, nei paesi di religione Cristiana è associato alla purezza e alla verginità o comunque in generale ad evento felice come il matrimonio. In certi paesi asiatici invece è associato ad un evento opposto, come la morte. 

Diciamo che in generale quando si scelgono dei colori bisogna sempre contestualizzarli: rispetto al paese in cui ci si trova, alla cultura personale di chi ha bisogno di una scelta del genere e alle caratteristiche dell’ambiente per cui si scelgono i colori. 

Se anche tu ti trovi di fronte ad una scelta di questo tipo, parti analizzando alcuni aspetti come: 

  • Quali sono i colori che proprio non sopporti? Quelli che ti fanno provare sensazioni di disagio, di agitazione, di ansia… Una volta che li hai definiti, evita tutta la gamma di colori corrispondenti. 
  • Quali sono quei colori di cui ti circondi sempre, magari anche inconsapevolmente? Prova a pensare a quando fai acquisti per te o la casa: quali sono le tonalità verso cui ti dirigi istintivamente? 
  • Quanta luce riceve casa tua? Da che direzione, per quante ore? Questo è importante per capirne l’esposizione e quindi capire se certi colori che funzionerebbero ci piacciono anche. Ad esempio, banalmente, una stanza esposta a sud (quindi colpita sempre dalla luce e con temperature anche elevate) gioverebbe dell’utilizzo di colori freddi. Che magari a te personalmente possono non piacere. Quindi come vedi si tratta sempre di una ricerca del giusto compresso.
  • Quali materiali ci sono in casa tua? Quando mi trovo a dover definire un progetto di interior e devo definire uno schema colori, mi piace partire dal pavimento. Il pavimento è la più grande superficie che abbiamo in casa e se ci abbiniamo un colore che non funziona, creiamo un ambiente pesante da vivere. 

Il colore sbagliato esalta le sfumature peggiori di un determinato materiale, creando riflessi che non ci piacciono e trasmettendo una sensazione negativa. 

Come vedi la scelta dei giusti colori è tutt’altro che facile, perché si tratta di valutare una serie di varianti tutt’altro che semplici o scontate. 

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Dalla teoria alla pratica: quattro colori perfetti per ogni stanza

Passiamo al lato pratico: quali colori usare se hai una casa poco luminosa? 

Quello che mi sento di consigliarti è di determinare prima lo stile d’arredamento che fa per te. Ogni stile d’arredamento rappresenta una determinata epoca storica, che è a sua volta definita da determinati colori. Quindi sapere qual è la corrente estetica che più ti rappresenta ti aiuta anche a definire i colori e le tonalità più nelle tue corde. 

Ti piace lo stile nordico? Allora i colori neutri e pastello fanno per te, perché nei paesi del Nord Europa la luce è poca e tutto serve per intrappolarla e far sembrare gli spazi luminosi e ampi.

Ti piace lo stile moderno? Rosso scarlatto, blu elettrico e verde scuro saranno i colori che senti più vicini. 

Una volta che hai definito il tuo stile, hai anche capito una gamma di colori tra cui muoverti. Rosa chiaro, beige o grigio perla? Azzurro o giallo pastello? 

Questo può sembrare un piccolo passo, ma in realtà nasconde in pratica la gran parte del lavoro. 

Io ho selezionato per te quattro colori irresistibili, praticamente a prova di qualsiasi stile. Il primo colore che ti propongo è un bianco effetto gesso, polveroso, caloroso e perfetto per chi ama lo stile rustico e classico. Un bianco che non trasmette distaccamento e freddezza ma anzi, comunica dolcezza e intimità.

Seguono due tonalità di rosa polvere, con un sottotono lieve di nero che smorza il senso di fanciulezza e delicatezza che di solito il rosa comunica. 

Tutti questi colori sono flessibili per tutta casa, se adeguatamente combinati con altre tonalità che permettano l’alternanza dei colori nelle varie stanze. 

Il bianco è un colore poliedrico che permette l’abbinamento con praticamente ogni tipo di schema colori. Anche il rosa polvere si presta bene agli abbinamenti col grigio ferro e l’oro, ma anche con il marrone ed il nero. L’ultimo colore che ti voglio far vedere è una splendida tonalità a metà tra il verde ed il blu. Un colore formulato apposta per infondere calma e serenità, laddove ci sia bisogno di una forte dose di sensazioni di questo tipo.

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Colori per stanze luminose: la scelta è potenzialmente infinita

I colori di cui ti ho parlato in questo post sono solo alcuni esempi tra i mille possibili. Esistono infatti tantissime altre sfumature di bianco, più o meno caldo, così come di grigio chiaro o scuro ma anche di giallo. 

La parte più difficile è sicuramente trovare la giusta tonalità che ti permetta di dare un tocco di colore senza però scurire e rimpicciolire visivamente l’insieme. 

Una volta che hai definito il tuo schema di cinque colori, se possibile ordina dei piccoli campioni colore da provare sulle pareti per vedere come risulta la vernice in base alle diverse fonti luminose. E ricorda: nella realtà ogni colore che ti piace è più scuro di quello che pensi. 

Ora che siamo alla fine di questo post spero tu abbia le idee un po’ più chiare e che tu sia pronto a cominciare a fare chiarezza tra quelle che sono le tue esigenze. 

Se però il percorso dovesse risultare difficile, contattami: lo faremo insieme. 

colori per stanze poco luminose: blu petrolio pastello
 Woodchip and Magnolia

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12 Febbraio 2021 / / Decor

Carta da parati per testata letto: tu la metteresti? Forse no, perché non riesci a visualizzarla, ma con questi esempi cambierai idea.


Come hai scelto la testata del letto in camera?

Senza neanche stare a pensarci troppo immagino, perché tanto arriva insieme al letto.

Vero?

Invece la testata del letto non deve per forza essere scelta in abbinata con il letto matrimoniale perché può essere progettata a parte per creare un punto focale nella stanza.

Un valido strumento è la carta da parati. Ti faccio vedere sei opzioni davvero uniche.

Cominciamo.

Carta da parati per testata letto: di che materiale?

Non esiste un solo tipo di materiale per realizzare le carte da parati sai?

Le possibilità sono davvero tantissime, in base al budget che hai, lo stile che vuoi raggiungere e la stanza in cui andrai ad applicarla. Ci sono le carte in tessuti naturali come il lino o la seta, estremamente preziose ma anche più delicate da mantenere.

Ci sono quelle su carta, forse il formato più tradizionale che a tutti noi viene in mente. Ci sono quelle in TNT, metà con fibre sintetiche e metà con fibre naturali.

Queste sono sicuramente le più facili da accudire nel tempo perché più semplici da pulire, ma a livello sensoriale sono meno pregiate di quelle in fibre naturali ad esempio.

L’idea di un qualcosa che viene incollato permanentemente sulla parete ti crea ansia?

Prima di tutto va detto che le carte da parati contemporanee non hanno nulla a che vedere con quelle di trent’anni fa, ad esempio. Esistono prodotti che stesi sulla carta fanno sciogliere la colla aiutandone la rimozione. Quindi non si tratta più di una scelta così invalidante.

Però se ancora non sei convinta, ci sono addirittura le carte da parati adesive. Sì, tipo le figurine: stacchi il retro, cominci a posarne un piccolo angolo, man mano srotoli e vai avanti.

Di solito sono anche riposizionabili e vengono via facilmente se sei una persona che cambia spesso idea o se semplicemente sei in affitto.

Ora che hai visto quante alternative ci sono, che ne dici di vedere qualche idea pratica per usare queste carte da parati per la testata del letto?

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Carta da parati in camera da letto: decorare ed enfatizzare

Uno dei primi punti che ho imparato sull’interior design una volta fuori dall’università è stata: creare un punto focale.

Cosa vuol dire?

Vuol dire che per ogni stanza che arredi devi capire quale vuoi che sia il punto di attenzione che si noti subito. Quel luogo della stanza verso cui tutti gli altri arredi verteranno e determinerà anche il layout della stanza.

In camera potrebbe essere proprio la parete dietro al letto, da rendere importante in diversi modi. Scegliendo un letto con una testata ampia e alta ad esempio, oppure creando una parete galleria con quadri, specchi e oggetti di decoro.

Ma anche con la carta da parati: quale materiale migliore?

Le fantasie e i colori disponibili sul mercato sono davvero infiniti e facendo una buona scelta potresti trovare sicuramente quella più adatta a te.

carta da parati per testata letto rosa e bianca effetto pennello
Feathr, Enlighted Love

Definisci il tuo stile e il tuo schema di colore

Non mi stancherò mai di dirlo: se non sai cosa ti piace non riuscirai ad arredare casa in modo soddisfacente.

Pensaci un attimo: se non sai cosa preferisci come fai a scegliere arredi e complementi per casa? Non farti prendere dall’ansia di arredare tutta casa in una settimana.

Non solo ti stresserai da morire finendo per comprare cose a caso, ma alla fine ne sarai anche delusa. Perché quello che hai scelto tutto insieme non sta bene, perché non ti senti casa tua “il tuo nido”, perché manca qualcosa.

Mindthegap

Fai un passo indietro e comincia a cercare immagini stile per stile, annotati i colori e i materiali ricorrenti, escludi gli stili che non ti piacciono e approfondisci il discorso di quelli che invece ti emozionano.

Pian piano il quadro diventerà più chiaro e comincerai a vedere all’orizzonti schemi di colori ricorrenti, forme di arredi sempre più familiari e pattern ripetuti.

A questo punto definisci un tuo schema colori da tenere sempre presente in qualsiasi scelta farai per casa tua.

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Mindthegap

Carta da parati per testata letto: quale stile scegli?

Una volta che hai chiaro il tuo stile e i colori che più ti rappresentano puoi cominciare a cercare una carta da parati che sia nelle tue corde per dare risalto alla tua parete dietro al letto.

Se ad esempio ami lo stile classico, potresti scegliere una carta a lievi motivi materici come il marmo oppure con disegni che riprendano le architetture classiche più famose.

Lo stile boho-chic è più simile ai tuoi gusti? Allora magari una carta con colori vividi che ricordano i giardini tropicali fa per te. Con decori di uccelli esotici e giardini zen.

Ci sono poi le carte e tema materico che hanno come soggetto le lamiere, piuttosto che il cemento o l’effetto pittorico spatolato. Alcune sono sicuramente più eleganti e meno impattanti rispetto ad altre, ma tutte garantiscono un effetto di ingrandimento visivo della stanza, oltre che di immediato senso di completezza.

Quasi tutti i siti di carte da parati ti danno la possibilità di fare arrivare a casa un campione della carta, così che tu possa vederne i colori dal vivo e valutare meglio la scelta alla luce del giorno e della sera.

camera da letto con letto grigio in stile contemporaneo e carta da parati con edifici storici
Mindthegap
carta da parati rosa con animali neri
Ellajames

Carta da parati in camera da letto: per te è si o no?

La carta da parati non è sicuramente una scelta per tutti perché intimorisce e perché se ne sa molto poco.

In altri paesi del mondo ha una tradizione molto più radicata e quindi viene quasi spontaneo usarla. In Europa, nonostante la tradizione dei grandi palazzi signorili che vedeva un largo uso della carta (o meglio dei tessuti damascati), se ne vede sempre meno.

Un po’ perché le ultime tendenze d’arredo sono sempre più votate al minimalismo e alla semplicità e un po’ perché non ci si pensa subito.

Eppure l’effetto di cambiamento che si ottiene è pazzesco, soprattutto quando si hanno letti sommier o pochi arredi e si vuole riempire lo spazio.

Tu hai usato la carta da parati per la testata del letto? La useresti? Fammelo sapere nei commenti!

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22 Gennaio 2021 / / Idee

Hai mai comprato dei regali personalizzati per la casa? Io l’ho fatto con Wanapix, un e-commerce dedicato che coniuga qualità e velocità.


Personalizzare.

Questa è la parola chiave degli ultimi anni. Personalizzare qualsiasi cosa: dal cuscino alla cucina, passando per il divano e le porte.

Forse perché si tratta dell’unico modo che conosciamo per distinguere prodotti in serie che altrimenti non avrebbero altro da dire. E probabilmente neanche ci rappresenterebbero più di tanto.

Il fatto di avere un oggetto personalizzato per sé stessi o la propria casa ci dà quella piacevole sensazione che si tratta di qualcosa che nell’intero mondo abbiamo solo noi.

Conosco un sito in cui puoi personalizzare anche i cuscini per casa tua.

Te ne parlo ora.

Wanapix: l’e-commerce della personalizzazione coniugata con l’alta qualità

Non è facile trovare un sito in cui sia facile poter personalizzare elementi di diverso tipo. Soprattutto siti che abbiano una vasta gamma di grafiche non scontate, con colori flessibili per i diversi tipi di esigenze.

Wanapix è un’azienda spagnola fondata nel 1984, che ha cominciato con lo sviluppo tradizionale delle foto, per poi approdare nel campo della personalizzazione dei regali.  Nella loro sede spagnola ricevono gli ordini, li producono e ne controllano la qualità.

cuscini e coperta personalizzati Wanapix in giallo senape, bianco e nero e colori pastello

Quello che mi ha colpita piacevolmente è prima di tutto la facilità di navigazione del sito. Già ad un primo colpo d’occhio si capisce tutto quello che possono offrire. Tramite il menù in alto puoi navigare per macrocategorie; oppure puoi scoprire nella home page gli articoli in promozione o maggiormente venduti.

Proprio navigando tra le macrocategorie ti si aprirà un mondo: perché non ci sono solo le classiche tazze da tè. No: qui ci trovi asciugamani da personalizzare, così come giochi in scatola da far fare come preferisci.

Avresti mai pensato ad Indovina chi fatto solo per te? Oppure Uno?

Hai un amico chitarrista? Fagli un plettro personalizzato.

Il problema a questo punto diventa un altro. Non perdere ore e ore scoprendo mille articoli diversi, uno più curioso dell’altro.

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Regali personalizzati per la casa: ti racconto la mia esperienza

Se leggi il blog da un po’ lo sai che sono appassionata di oggetti di decoro per casa, in particolare i cuscini.

E qui arriva il bello (per me, un po’ meno per il mio compagno).

I cuscini sono nella sezione decorazione (decorazione d’interni) e già qui ti trovi di fronte ad una prima scelta. La forma del cuscino: quadrato? Tondo? Per la cervicale? In similpelle?

Una volta che hai definito questo primo step, non ti resta che scegliere la grafica che più ti piace. Volendo puoi anche caricare una tua grafica, di modo da avere un cuscino completamente personalizzato. I formati cuscini quadrati disponibili sono: 35 x 35, 45 x 45, 55 x 55. Arrivano tutti con l’imbottitura e puoi scegliere tra diversi tipi di rivestimento.

divano grigio scuro su parete beige e marrone, con cuscino senape e grigio

Io per il mio soggiorno ho scelto cuscini da 45 x 45 cm, in due grafiche diverse ma con colori comunque coerenti con lo schema colori che ho in casa. Non ho aggiunto frasi o foto mie per personalizzare ulteriormente la federa, ma nulla ti vieta di farlo.

Stessa cosa per le coperte o i guanciali. Oltre ai cuscini io ho preso una coperta con dei mici, ma in questo caso ho aggiunto il nome del mio piccolo (che è un amante dei gatti). La qualità dei materiali è ottima, così come la stampa e quindi l’effetto finale di cuscini e coperta.

Prima di procedere con l’acquisto potrai vedere l’anteprima della tua personalizzazione, per essere sicuro che la scritta non venga tagliata o che le foto scelte non siano troppo grandi, piccole o sfuocate.

Riuscire a selezionare solo due cuscini è stata un’impresa difficile, perché ci sono davvero molti template a disposizione. Quello che ti consiglio è tenere sempre a mente lo schema colori che hai usato per casa tua, di modo da riuscire a scegliere solo quei modelli che rientrano nella tua gamma stilistica.

Puoi anche variare le dimensioni dei cuscini, così da poterli accostare tra loro creando volume e interesse visivo nella composizione.

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Cosa vuoi personalizzare? Dai sfogo alla fantasia

Ti serve qualche quadro per casa? O qualche gioco per i bimbi?

Puoi farlo sempre qui. Io ho preso un tavolino in legno per Seba, con i supereroi sul piano del tavolo ed il suo nome. Inutile che ti dica quanto gli è piaciuto.

Avendo tutto su un’unica piattaforma è davvero semplice tenere sott’occhio quello che hai ordinato, come si coordina tutto insieme e se ti serve altro.

Ci trovi addirittura le mascherine, che puoi fare come vuoi tu. Visto che di mascherine non ce ne sono mai abbastanza, sicuramente è un punto di cui tenere conto.

Le spese di trasporto sono gratuite oltre i € 50 ed avviene per mezzo di corriere espresso.

tavolino quadrato in legno con grafica personalizzata

Hai mai comprato regali personalizzati per la casa? Raccontami la tua esperienza

Devo dirti la verità.

Io non avevo mai comprato oggetti personalizzati per casa mia, perché avevo sempre trovato siti con grafiche un po’ così così. Purtroppo io ho una fissa con la grafica, sono un po’ esigente e quindi sicuramente questo mi ha sempre frenato in passato.

Però in questo caso sono rimasta stupita e ancora di più quando ho ricevuto tutto quello che ho ordinato. Tessuti morbidi al tatto, facili da lavare e a prova di bimbo.

Tu hai mai ordinato regali personalizzati per casa tua? Come ti sei trovato? Ti aspetto nei commenti.

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8 Gennaio 2021 / / Idee

Pattumiera di design per la cucina? Esistono molti modelli funzionali e belli da vedere. Ti faccio conoscere Brabantia.


Diciamoci la verità.

Quando si comprano le pattumiere per casa lo si fa sempre con scarsa attenzione. Tanto poi la nascondo, tanto non esistono pattumiere belle da vedere…

Queste sono solo alcune delle frasi che bazzicano in testa riguardo questo argomento. In realtà esistono modelli di pattumiera che sono veramente di design, ma non solo per il fatto di essere piacevoli alla vista.

Sono anche funzionali e igieniche, pensate per rispondere alle richieste più esigenti.

Oggi ti racconto di Brabantia, ti meraviglierà.

Pattumiera di design per la cucina: sai già cosa ti serve?

Può sembrare una domanda retorica e scontata, ma in realtà (come per ogni altra cosa) prima di acquistare impulsivamente bisognerebbe farsi qualche domanda.

Di quanti contenitori avrai bisogno? Carta, vetro, indifferenziato, umido? Oppure ti bastano solo un paio di pattumiere perché le altre sono fornite dal comune?

Dove li metterai?

Hai posto all’esterno, in giardino o in balcone? Oppure dovrai tenerle in casa, in una zona adibita solo a questo?

Quanto grande ti serve? Da 10, 15, 30 litri? Se parliamo del contenitore per l’indifferenziato allora quello da 30 litri potrebbe essere l’ideale, soprattutto se hai una famiglia numerosa. Anche per la carta e il vetro potresti aver bisogno di una pattumiera grande, perché si tratta di materiali voluminosi.

Magari per l’umido potresti pensare ad una pattumiera da 15 litri, insieme ad una piccola pattumiera da tavola, comoda soprattutto quando si è in tanti a mangiare.

Sono sicura che non avevi pensato a tutte queste variabili. E non finisce qui!

Sì, perché le pattumiere non si aprono tutte allo stesso modo. Ci sono quelle a pedale, igieniche e comode se non ti piace l’idea di aprire con le mani il coperchio. Oppure quelle con il coperchio che scorre verso l’interno o all’indietro, senza mai toccare il contenuto della pattumiera.

Infine, ci sono quelle che si aprono con sistema push-pull… Insomma, hai solo l’imbarazzo della scelta.

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Touch bin, da tavola e da incasso: la pattumiera di design che avrei voluto per la mia cucina

Ti dico la verità.

Se avessi conosciuto prima Brabantia quasi sicuramente non avrei preso le pattumiere dell’Ikea che ho ora. Perché al momento dell’acquisto mi sembravano ideali, salvo poi accorgermi nel tempo di quanto fossero scomode.

Come ti dicevo più su, le ho comprate un po’ d’istinto senza effettivamente sapere se sarebbero andate bene. Risultato: ora abbiamo sul balcone quattro pattumiere (bianche) gigantesche, di cui due inutilizzate (senza contare quella dell’umido). Chiaramente mi portano via spazio, oltre al fatto che devono essere pulite regolarmente perché si trovano all’aperto.

Se tornassi indietro ne prenderei tre soltanto: per la plastica, l’umido e l’indifferenziato. Per il resto delle raccolte noi abbiamo i contenitori del comune, quindi non abbiamo altre esigenze particolari.

Sul sito di Brabantia la scelta è davvero ampia ma ci sono alcuni pezzi che hanno attirato la mia attenzione. Bo Touch Bin rientra a pieno titolo nella categoria “Pattumiera di design per la cucina”, anche perché è fatta talmente bene che nasconderla è quasi un peccato.

Ha un contenitore interno da 36 lt, perfetto per chi deve raccogliere rifiuti grandi o in grandi quantità. È estraibile, basta toglierlo per svuotarlo e pulirlo (che non è un dettaglio da poco). L’apertura è soft touch: sfiori il coperchio e si apre e si chiude silenziosamente.

Ha i piedini, quindi rimane sollevata da terra rendendo estremamente facili le pulizie di casa. Non da ultimo, è regolabile in altezza ed è disponibile in tantissimi colori (tipo il verde pino, il bianco avorio…)

pattumiere da incasso in plastica
Sort&Go, Brabantia

Il secondo sistema che mi è piaciuto appena l’ho visto è il Sort & Go. Si tratta di due pattumiere da 12 litri ciascuna, da incasso. Arrivano con la struttura di fissaggio, pronte da fissare alle ante delle basi della tua cucina. La struttura sorregge il peso delle pattumiere, senza andare ad incidere sull’anta del mobile. Il coperchio può rimanere aperto, se hai bisogno di riordinare e pulire velocemente.

Anche in questo caso i colori tra cui scegliere sono davvero carini, per cui anche nel caso in cui ti rimanessero a vista non sarebbe un grande problema.

cucina senza pensili, in rovere e top bianco con utensili per pulizia
Brabantia

Infine, l’ultima pattumiera che mi è piaciuta un sacco è quella piccola da tavolo. Si tratta di un piccolo contenitore da 22 cm per 12, con manico in acciaio, che ti può venire in soccorso mentre stai preparando da mangiare. Pensa a quando peli e affetti le verdure: non so te, ma io ho sempre vicino un piatto o simile dove raccogliere bucce, semi e simili.

Questa piccola pattumiera serve proprio a questo, raccogliere pezzi che altrimenti ti resterebbero in giro, obbligandoti a metterci il doppio per sistemare la cucina alla fine. Puoi anche usarla a tavola, se hai tanti invitati e vuoi un contenitore nel quale mettere i tovaglioli usati, ad esempio.

Potrebbe essere molto utile anche in cucine senza pensili, diventando anche un contenitore per piccoli oggetti che non vuoi rimangano a vista. Potresti averne un paio da usare in base alle necessità.

Una volta che hai finito la svuoti facilmente e la metti in lavastoviglie, igienizzata e pronta a tornare in pista.

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Avresti mai detto che esiste un design bello ed efficiente anche per questi pezzi?

Mai accontentarsi di pezzi trovati di fretta che non ti convincono.

Te lo dico per esperienza personale, perché molte volte quando si tratta di casa propria si sente l’esigenza di vedere tutto pronto e finito. Perché non si sa, ma è così. È solo poi con l’esperienza quotidiana che vengono fuori tutte le magagne.

Oggetti e arredi delle misure sbagliate, dei colori sbagliati, dei materiali sbagliati. Eppure, la soluzione è semplice: prendersi il tempo di scegliere, valutare le alternative. Come nel mio caso: sono sicura che se mi fossi presa più tempo per fare le mie ricerche ora non avrei il balcone invaso da pattumiere che non uso e non mi servono.

Qual è la tua esperienza in merito? È capitato anche a te di prendere decisioni avventate di cui ti sei pentita? Raccontamela nei commenti!

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28 Dicembre 2020 / / Design

La lampada da parete spesso viene sottovalutata nell’arredamento di casa. Eppure ha un potenziale ampio nella valorizzazione degli spazi.


Una lampada da parete può essere la scelta ideale per rafforzare le luci ambientali, creare una zona lavoro o essere una luce d’accento. Acquistare la luce migliore non è sempre semplice, vista la presenza in commercio di così tanti modelli, ma grazie a questo approfondimento lo si potrà fare senza grossi problemi.

L’aggiunta di una lampada da parete in un corridoio, in una stanza o in un’area esterna all’abitazione può rendere meglio illuminato il passaggio in quell’area.

Le lampade da parete di design Artemide o di altre marche ad esempio, sono note per essere delle vere e proprie opere d’arte moderna. Oltre ad illuminare al meglio l’ambiente, sono anche un oggetto di arredamento che impreziosisce l’ambiente dove è installata.

Vediamo quali sono, passo per passo, le considerazioni da fare prima di acquistare una lampada da parete.

lampada da parete bianca su spazio loft con scala e parapetto vetrato

Pianificazione

La prima cosa da fare, quando si ha la necessità di acquistare una lampada da parete, è pianificare al meglio le proprie necessità.

Lo stile della stanza, la presenza di altre fonti luminose e le azioni che si andranno a compiere in quell’ambiente sono fattori che possono precludere o meno l’acquisto di una lampada.

Partire con il pianificare tutte queste informazioni e necessità, è fondamentale per compiere la scelta più idonea e non pentirsi successivamente dell’acquisto.

applique da parete regolabile in alluminio con sgabello in ferro e legno
Atilla Taskiran – Unsplash

Posizione

Il secondo punto da considerare, che si può dire anche uno dei più importanti, è sicuramente quello della posizione.

Posizionare la luce nel posto più idoneo, deve tenere conto della presenza di mobilia o di altri oggetti di arredamento. Oggetti che potrebbero interrompere la luce e quindi rendere poco utile l’installazione di una luce a parete.

Quando si vuole provare la posizione di una lampada, si può eseguire un collegamento temporaneo della stessa e verificare se la posizione prescelta è idonea oppure meno. Per non andare a creare situazioni pericolose, è sempre bene farsi dare una mano dal proprio elettricista di fiducia.

L’altezza delle lampade da parete, che può variare da abitazione a abitazione, deve essere fatta con criterio e intelligenza. Può risultare molto fastidioso camminare o sostare in un ambiente con una luce all’altezza degli occhi. Solo l’esperienza e il buonsenso possono aiutare in questa decisione.

Scegliere la giusta illuminazione per la casa: la mia guida 

Compito della luce da parete

Le luci che si vanno ad applicare alle pareti possono avere diversi compiti. E proprio questo particolare può far propendere verso un particolare modello di lampada a parete o meno. Vediamo più in dettaglio alcuni degli utilizzi più comuni di lampade da parete.

applique da parete nera su soggiorno industriale
pelayo arbues-unsplash

Luci ambientali

In salotto, in un corridoio o all’interno di un salone le luci da parete possono andare a rafforzare le luci ambientali già presenti. Il loro apporto, che grazie a soluzioni come i dimmer o la domotica può essere contingentato durante le varie ore della giornata, permette di creare giochi di luce e d’ombra che rafforzano l’atmosfera che si vuole ad un ambiente.
infondere

Progettare l'illuminazione di casa: i miei consigli

Luci da lettura

L’utilizzo come luce da lettura per i modelli da parete è quasi esclusivamente delegato alla camera da letto. La loro posizione, sopra al comodino o sopra gli angoli esterni della testiera del letto, possono rendere queste luci parte dell’arredamento della stanza. Al momento dell’acquisto, è sicuramente importante verificare che si inseriscano alla perfezione all’interno del contesto.

Per non risultare di difficile utilizzo, è bene che l’interruttore per accenderle o spegnerle si trovi il più vicino possibile al letto. In questo modo, quando si avrà la necessità di accenderle o spegnerle, non ci si dovrà alzare dal proprio giaciglio.

Luci d’accento

Se dotate di un braccio snodabile o che permettano di puntare la luce in una specifica direzione, le luci da parete possono diventare una luce d’accento multiuso. Ideale sia per evidenziare un quadro o un’opera d’arte presente su una parete, possono abbellire anche una statua o un oggetto artistico nella loro vicinanza.

camera da letto comodino nero e applique a bulbo nudo
Swab Design

L’estro, la fantasia e il buon gusto sono l’unico limite al loro utilizzo

L’installazione di una lampada da parete è una soluzione perfetta per qualsiasi abitazione. Può essere un aggiunta alle luci già presenti in un ambiente o il primo passo per andare a creare un progetto di illuminazione che possa rispecchiare le proprie esigenze.

Prima di procedere all’acquisto della lampada da parete che si è scelto, è bene cercare il maggior numero di informazioni possibili e visionare fotografie e video della lampada in funzione. In questo modo, si potrà farsi un’idea più chiara di come sarà il suo apporto all’ambiente dove andrà installata.

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16 Dicembre 2020 / / Idee

Approfondiamo un po’ le soluzioni per camere da letto piccole. Cosa è un letto contenitore e quali sono i vantaggi nell’averne uno?


Se vivi o hai vissuto in una casa piccola, ti ritroverai in quello di cui ti parlerò tra poco.

Abitare in una casa mini, con una camera da letto piccola, è davvero frustrante. Per quanto ti ingegni per trovare soluzioni salva spazio e posto per contenere tutti i tuoi oggetti, purtroppo non ci sono idee miracolose.

I muri non si possono abbattere a caso o trasformare in elementi contenitivi speciali. Il punto fondamentale per chi vive in spazi piccoli è l’organizzazione al centimetro dello spazio disponibile, soprattutto in camera da letto.

Un alleato direi immancabile in situazioni del genere è il letto contenitore.

Vediamo perché.

letto contenitore in tessuto grigio perla in camera da letto con parquet
CasaArredoStudio Annalisa

Letti a contenitore: conosciamoli più da vicino

Partiamo da qualche dato tecnico e informazione pratica su questi letti.

Come dimensioni di ingombro, siamo nelle misure di un letto matrimoniale standard. Quindi tra ai 180 e i 190 cm di larghezza e i 210 cm di lunghezza. Questa dimensione può variare in base al tipo di testata che scegli per il tuo letto: quelle imbottite, ad esempio, ingombrano di più delle testate in legno.

È infatti possibile avere un letto a contenitore di differenti materiali: non è detto che tu debba scegliere per forza un letto in tessuto, perché ci sono anche dei modelli in legno fatti con questa caratteristica.

Se stai scegliendo il tuo letto e ne vedi uno che di default non ha il contenitore, prova a leggere bene nella descrizione prodotto. Molto spesso è possibile aggiungere il cassone contenitore anche a modelli che di base non ce l’hanno. In questo caso la profondità del letto aumenterà e se quel letto aveva i piedini, nella versione con cassone non ci saranno.

soluzioni per camere da letto piccole: recuperare spazio con un letto contenitore in tessuto beige in camera in stile industriale
Letto Adina
Sai cos'è il letto sommier? Leggi il post per poter rispondere a chi ti vuole mettere in difficoltà 

Sai che ci sono differenti tipologie di apertura dei letti a contenitore?

Quella più diffusa è l’apertura del letto verso il lato più corto, quello vicino alla testata. Nei nuovi modelli i meccanismi di apertura rendono i movimenti molto più fluidi e leggeri, evitando spiacevoli incidenti.

Esistono però altri due tipi di apertura: quella in cui il letto si alza parallelamente alla base contenitore e quella che vede il letto aprirsi rispetto al lato lungo del letto.

Differenti aperture possono comportare anche costi maggiori, per il tipo di meccanismi utilizzati. La scelta dipende da diversi fattori: la conformazione della stanza, la disposizione degli arredi e il numero di volte che andrai ad aprire e chiudere il letto.

Sicuramente l’apertura del letto parallelo al cassone è la più semplice quando si tratta di pulire e rifare il letto, così come a livello di praticità di utilizzo dello spazio contenitivo. Le altre due tipologie di aperture rimangono comunque agevoli nella vita di tutti i giorni, quindi quando scegli rifletti bene su quelle che sono le tue attività e abitudini quotidiane.

camera da letto in stile classico con pareti grigio scuro, luci in vetro a sospensione e letto contenitore in tessuto
letto con contenitore e apertura a ribalta
Armadi e case piccole? Guarda questi esempi 

Soluzioni per camere da letto piccole. Perché scegliere un letto contenitore?

Vorrei esaminare un po’ meglio le motivazioni per cui in una camera da letto piccola il letto contenitore è praticamente un obbligo.

Magari anche tu come me non sei proprio convinta di avere un letto del genere, soprattutto se ti fermi a pensare al momento in cui il letto lo devi disfare e rifare. Se però andiamo a fondo del discorso, i punti salienti sono anche altri.

Più si vive in una casa e più gli elementi che accumuliamo aumentano. Perché è vero che per ogni oggetto che entra uno dovrebbe uscire, ma non lo si fa quasi mai (escludendo ovviamente i decluttering di massa che si fanno puntualmente ogni anno).

Quindi man mano che aumentano gli oggetti, aumentano anche gli spazi di contenimento in cui metterli, per evitare di averli accumulati qui e là. Pensa alle scarpe, al cambio stagione (se lo fai), alla biancheria del letto e il piumone: quanto spazio portano via solo questi oggetti?

Ti dirò che per me il piumone è il pezzo della camera da letto che mi crea più problemi. Gonfio ed ingombrante, non so mai dove metterlo. E il letto contenitore che avevamo quando abitavamo in una casa più piccola in questo mi veniva in soccorso.

Ma non solo: anche gli asciugamani in più, le lenzuola di scorta e i trolley. Davvero ci stava dentro di tutto, lasciando armadi e cassetti liberi per i vestiti e gli accessori.

Se a questo aggiungi anche il sottovuoto hai fatto davvero bingo.

Vedi che alla fine i vantaggi non sono pochi?

Hai ancora qualche remora per il fattore pulizia del letto contenitore? Ti posso dire due cose. Il fondo del cassone è rimovibile per quando è il momento delle grandi pulizie; ci sono dei letti che hanno un sistema di alzata del cassone assistita per agevolare il passaggio dell’aspirapolvere, ma comunque in linea di massima il braccio snodabile dell’aspirapolvere riesci a farlo passare.

Te lo dico io che l’ho fatto per un bel po’ di tempo.

soluzioni per camere da letto piccole: letto contenitore senza testata, bianco
CasaArredoStudio Letto Azelia

Te lo dico io che l’ho fatto per un bel po’ di tempo.

Letto contenitore sì o no? Raccontami la tua esperienza

Come hai potuto leggere di letti contenitore ce ne sono molte tipologie. Potremmo far rientrare nella categoria anche quelli con struttura letto in legno, con cassetti nei lati lunghi. Strutturalmente differente da quello con cassone, anche il letto con cassetti permette di moltiplicare lo spazio contenitivo.

Che diciamocela, non è mai abbastanza se in casa si è anche solo in due a vivere. Figuriamoci se aggiungiamo animali, bimbi o entrambi.

Che tipo di esperienza hai tu con i letti di questo tipo? Ne hai mai avuto uno o lo compreresti?

Raccontami il la tua esperienza!

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30 Novembre 2020 / / VDR Home Design

Villaggio operaio di Crespi d’Adda. Da 25 anni fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, ma è conosciuto da pochi. Scoprilo qui.


Hai mai sentito parlare dei villaggi operai? 

Probabilmente no o forse di sfuggita, perché in Italia di questo fenomeno architettonico e culturale ci sono davvero poche testimonianze. E’ più facile vederli in nord Europa, dove la cultura industriale è sempre stata profondamente diversa dalla nostra. 

In Italia però è conservato uno di questi gioielli, testimoni di un tempo che fu. Il Villaggio Operaio di Crespi D’Adda, in provincia di Bergamo, è entrato a far parte del Patrimonio Mondiale Unesco nel 1995 e celebra quest’anno i suoi primi 25 anni. 

Ti va di scoprire con me qualche dettaglio in più?

Crespi d'Adda, Veduta aerea - ©Archivio Storico di Crespi d'Adda
villaggio operaio di Crespi d’Adda, Sala caldaie – ©Archivio Storico di Crespi d’Adda

Villaggio Operaio Di Crespi D’adda: testimonianza di una cultura imprenditoriale illuminata

Perché ti parlo di questo reperto di architettura industriale? 

Prima di tutto perché si tratta di uno degli innumerevoli tesori che abbiamo sul nostro territorio e di cui conosciamo poco o nulla. Secondo, perché da sempre le architetture industriali del nostro passato recente mi affascinano da che ne ho memoria. 

Materiali solidi come i mattoni, ma anche tecnologici come il ferro ed il vetro, intrecciati in forme anche insolite per uno stabilimento industriale. Le grandi campate ad arco, ma anche i grandi lucernari a shed. 

Tutti elementi che sono entrati nel nostro immaginario collettivo e impreziosiscono le tanto di moda case loft. 

Veniamo al dunque. 

villaggio operaio di Crespi d'Adda, Ingresso della fabbrica
villaggio operaio di Crespi d’Adda, Ingresso della fabbrica – ©Walter Carrera, Associazione Crespi d’Adda

Chi ha voluto questo Villaggio e perché?

SI tratta di un villaggio operaio voluto dal proprietario del cotonificio, Cristoforo Benigno Crespi, per tutte le persone impiegate nel suo stabilimento. 

Le opere di costruzione sono cominciate nel 1877 e sono finite intorno al 1920, passando nelle mani del figlio Silvio. L’architetto a capo del progetto era Ernesto Pirovano con l’ingegnere Pietro Bunati. 

La posizione del Villaggio è strategica, perché sorge vicino al fiume Adda. Lungo la strada che costeggia il fiume trovano posto la fabbrica, gli uffici e la casa padronale. Il resto degli edifici sono situati dall’altra parte della griglia, scandita da tre strade parallele alla principale.

Nel Villaggio c’erano le case per gli operai, ognuna con piccolo orto e giardino, e le case dei dirigenti. Ma  anche la chiesa, il teatro, la caserma dei pompieri, la scuola ed il cimitero (più altre strutture comunitarie).

Il villaggio cominciò a spopolarsi intorno al 1929 (quando il cotonificio smise l’attività) e tutto il villaggio rimase di proprietà di un’unica azienda fino al 1970. 
Una planimetria perfettamente distesa ed ordinata, che vedeva nettamente separate le zone residenziali, da quelle di pubblica utilità da quelle di produzione. Una progettazione che ha voluto trasformare un territorio inutilizzato in una risorsa per la comunità, creando valore e senso di unità.

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Crespi d'Adda
Crespi d’Adda, Unesco Visitor Centre e Monumento ai caduti – ©Marlin Dedaj, Associazione Crespi d’Adda

Celebrare i primi 25 anni di una preziosa risorsa nazionale ed internazionale 

Era il 5 dicembre 1995, a Berlino, quando il Villaggio Operaio di Crespi D’adda venne inserito nel World Heritage List. Questa la motivazione:

“un esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, che vide la luce in Europa e nell’America del Nord tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo, espressione della filosofia predominante tra gli industriali illuminati nei riguardi dei loro operai”.

Questa candidatura straordinaria è stata merito dell’audacia di alcuni giovani universitari, che riuniti nel “Centro Sociale Fratelli Marx” riuscirono a far capire l’importanza storica e sociale della promozione di un luogo così speciale. 

Nel 1993 elaborarono il  “progetto di rivalutazione culturale per Crespi d’Adda”, atto a proteggere il villaggio operaio da una attività di speculazione edilizia, supportata in parte anche dalla comunità. In questo progetto erano comprese attività di promozione e sviluppo culturale e turistico del Villaggio, oltre che ovviamente quella di preparazione di tutta la documentazione da presentare per fare inserire il sito nel World Heritage List. 

villaggio operaio di Crespi d'Adda, Sala caldaie - ©Archivio Storico di Crespi d'Adda
villaggio operaio di Crespi d’Adda, Sala caldaie – ©Archivio Storico di Crespi d’Adda

Tutta questa mirabolante avventura verrà raccontata in un libro che uscirà l’anno prossimo, il cui autore è Giorgio Ravasio

Voglio raccontare come andarono realmente le cose in quegli anni. Molti si sono arrogati meriti non propri e molti che osteggiarono la nomination sono poi saliti sul carro dei vincitori. Nel mentre, ai veri eroi di questa esperienza non sono mai stati riconosciuti i meriti di questo risultato incredibile. Sarà l’occasione per fare chiarezza su un periodo importantissimo della nostra storia”.

Purtroppo a causa del Covid il Villaggio non potrà festeggiare questo importante anniversario in modo adeguato. L’Associazione Crespi con l’Assessore competente Donatella Pirola ha pensato però a tutta una serie di iniziative che avranno luogo nel 2021 (si affiancheranno alle normali visite al Villaggio).

Sarà possibile ammirare mostre fotografiche, così come partecipare ad una rassegna cinematografica all’interno del Teatro del Villaggio, dibattere all’interno di un circolo letterario che avrà come argomento principe l’industria ed il lavoro.    

Crespi d'Adda, Massa di operai nella fabbrica
Crespi d’Adda, Massa di operai nella fabbrica – ©Archivio Storico di Crespi d’Adda

Villaggio Operaio di Crespi D’adda. Una perla da conoscere e tramandare 

Penso che circa questi bellissimi poli culturali ci sia sempre troppo poca diffusione della conoscenza. 

Dalla nostra storia recente c’è sempre da imparare, nel bene e nel male

In questo caso specifico però, è stupendo poter vedere i livelli di civiltà a cui si era arrivati. Progettando questo villaggio l’intenzione era quella di aver cura della vita (in senso completo) delle persone che lavoravano per il cotonificio. 

Si era già arrivati alla concezione che una vita più soddisfacente avrebbe portato a lavoratori più produttivi. 

Purtroppo nei decenni molte vittorie sono andate perse e questo anniversario potrebbe essere una splendida occasione per tornare a riflettere. 

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28 Novembre 2020 / / Design

Materiali ecosostenibili per il design: anche una piccola scelta ha un grande impatto sull’ambiente. Scopri con me come.


Il discorso ecologia ti sta a cuore?

Quanto stai attento, nella vita di tutti i giorni, a quanto consumi e ricicli? Lo sappiamo tutti ormai, l’ecosostenibilità del nostro modo di vivere è sempre più importante. 

Solamente sviluppando un senso critico possiamo ridurre l’eccesso dello stile di vita della nostra società.

Sì, perché per quanto ci sembre di essere minimalisti, c’è sempre qualche punto che potremmo sfoltire un po’. 

Il design sta pian piano facendo la sua parte, sviluppando materiali sempre più green che è bene conoscere, per scelte ponderate. 

Eccone qui quattro.

Materiali ecosostenibili per il design in un soggiorno con divano grigio, tappeto a righe ed erba pampa.

Materiali ecosostenibili per il design: una premessa

Qualche parola di introduzione è d’obbligo, per avere un quadro preciso del design ecosostenibile.

Cosa vuol dire design sostenibile? 

Si tratta di un design che cerca di ridurre l’impatto sull’ambiente nella progettazione di prodotti industriali. Questo si può raggiungere riciclando materiali dismessi, riusando, montando, autocostruendo e utilizzando le energie rinnovabili.

Il design sostenibile ha anche diversi principi, che sono: l’utilizzo di materiali riciclabili e di energie rinnovabili, produrre oggetti resistenti e di qualità per ridurre la quantità di rifiuti, utilizzo di pochi materiali diversi nello stesso oggetto (per facilitarne lo smontaggio), pensare a processi produttivi che permettano di ridurre i consumi. 

Ovviamente il design sostenibile ed i suoi principi si possono applicare a qualsiasi campo che entri in qualche modo in connessione col design. Quindi anche l’interior design e l’architettura. 

Non è così raro sentire parlare di case ad impatto zero, in cui si utilizzano tecnologie moderne per sfruttare al massimo le energie rinnovabili e materiali ecocompatibili. Lo stesso si può fare nella scelta di arredi e complementi per casa, informandosi sulle opzioni possibili e agendo di conseguenza.

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Ecomalta® e Respet®: le nuove frontiere del riciclo consapevole 

Hai mai sentito parlare di questi due materiali? 

Molto probabilmente no, perché sono ancora poco conosciuti e diffusi nel campo dell’arredamento d’interni. 

Alcuni grandi nomi del settore (come Euromobil e Novamobili) annoverano uno o entrambi i materiali per le finiture dei loro mobili. 

L’ecomalta è un materiale incredibile, che non contiene calce, cemento e resine epossidiche. E’ composto al 40% da inerti che arrivano da riciclo certificato, facendo la sua parte nel mantenere la nostra società un po’ più pulita. 

Quali sono i vantaggi di questo materiale? E’ traspirante, quindi lascia uscire il vapore ma non lascia entrare l’acqua, rimanendo così indeformato. E’ antistatica, ignifuga e ingeliva

Così come il Fenix, anche l’ecomalta è estremamente flessibile ma resistente. Uno degli impieghi in la si vede maggiormente sono infatti i top della cucina con lavabo integrato. Dettaglio non da poco è che si possono creare superfici continue, senza giunzioni. 

E se anche tu come me non ami particolarmente la pulizia di casa, sai cosa questo voglia dire: meno tempo da perdere nelle faccende di casa e più igiene. 

Il Respet invece si ricava dal riciclo delle bottiglie di plastica. Non solo in parte: è prodotto al 100% utilizzando resina PET riciclata.

Se l’idea che sia un materiale che arriva dalla plastica ti lascia perplesso, è solo perché non sai quanti vantaggi abbia questo materiale innovativo. 

E’ estremamente flessibile sia per le superfici lisce e dritte che per quelle curve e con forme particolari. 

Si può avere con ogni tipo di decoro: colorato lucido o opaco, effetto legno, o con pattern che decidi tu. 

Il Respet è trattato con verniciatura anti-ingiallente, per renderne il colore inalterato nel tempo. E’ resistente agli agenti chimici e all’abrasione, punti questi che lo rendono perfetto per essere scelto per la cucina, ad esempio. 

materiali ecosostenibili per il design: scala in legno con lampadari a goccia e poltrona classica

Materiali ecosostenibili naturali? Il sughero ed il bambù

Non sono solo i materiali ipertecnologici ad essere amici dell’ambiente. Ci sono altri due materiali naturali al 100% che nell’ambito degli interni vengono usati davvero poco. 

Sto parlando del sughero e del bambù, entrambi estremamente versatili e pratici. 

Il sughero si ottiene dalla corteccia della quercia da sughero (Quercus Suber). Quindi non c’è bisogno di abbattere la pianta nel suo complesso, come nel caso del legno per arredamento

Si utilizza solo la corteccia esterna della pianta, per non intaccare le funzioni vitali della stessa (cosa che avverrebbe se si toccasse la corteccia interna). Tra un’estrazione e l’altra passano circa 3-10 anni e viene fatta rigorosamente a mano. 

Questo è uno dei motivi che rendono il sughero un materiale amico dell’ambiente al 100%. Ma quali sono le sue caratteristiche principali? 

E’ impermeabile e resistente all’umidità, dettagli questi che lo rendono perfetto sia in cucina che in bagno. E’ anche un ottimo isolante termico e acustico, così come antimuffa. 

Ecco perché lo vedi spesso utilizzato come rivestimento per i pavimenti o sulle pareti. 

Finiamo con il bambù: piante sempreverdi conosciute anche con il nome di Graminacee. Ovviamente quando dico bambù ti vengono in mente paesi come la Cina ed il Giappone, ma il bambù è coltivato anche in Africa, America e sempre più anche in Europa. 

E per fortuna direi anche!

Ora ti spiego perché. Prima di tutto questa pianta assorbe 36 volte più anidride carbonica di una foresta tradizionale e anche a livello di prestazioni meccaniche non scherza per nulla. 

Nel campo dell’arredamento e delle costruzioni la specie di bambù che si utilizza maggiormente è il Moso. 

Lo sapevi che il bambù si è aggiudicato il nome di “acciaio vegetale”? Questo perché la resistenza alla tensione delle sue fibre è due volte quella dell’acciaio. La resistenza a compressione del bambù è maggiore di quella del calcestruzzo, così come la resistenza a tensione e compressione è maggiore nel bambù che nel legno. 

Per cosa la puoi utilizzare in casa? 

Per creare arredi su misura come comò, comodini, arredi particolari ma anche come parquet. Come ti ho già raccontato è estremamente durevole e resistente, ma è anche facile da pulire, anti-tarme e antimuffa.

Cosa vuoi di più? 

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Scelte consapevoli anche nei piccoli dettagli di tutti i giorni

L’essere consapevoli dei nostri modi di vivere passa anche dalle piccole azioni di tutti i giorni. 

Scegliendo ad esempio uno spazzolino in bambù, praticamente indistruttibile. Oppure cominciando ad usare i saponi solidi, che impattano davvero molto meno sul ciclo produttivo ed ambientale rispetto ai tradizionali saponi nei contenitori di plastica. 

Ti propongo alcuni prodotti belissimi ed amici dell’ambiente. 

Chi non ha un costante bisogno di contenitori nel quale stipare cibo o liquidi? Questi di Curated Pieces sono in bambù (con tappo ermetico) e sono in colori davvero irresistibili. Così non dovrai più usare sacchetti e contenitori usa e getta. 

Sottopiatti o sottopentole in plastica o carta? 

Ma no. Prediligine uno in sughero, come questo a stampa animalier, prodotto da Top Drawer, azienda che ha fatto dell’ecosostenibilità del design il suo motto

Sempre della stessa azienda ci sono questi ombrelli richiudibili prodotti al 100% con plastica riciclata. 

Le possibilità sono davvero infinite, a te la scoperta. 

Piccoli gesti per grandi cambiamenti: cosa ne pensi di questi materiali ecosostenibili per il design? 

Anche se compiere una sola scelta come questa ti sembra abbia un peso irrilevante, non è così.

Scegliendo materiali e prodotti come quelli di cui ti ho parlato oggi contribuisce a dare rilievo a tutte quelle realtà che davvero si stanno impegnando per cambiare un po’ la situazione e le coscienze. 

Pensa che con una scelta del genere contribuisci ad avere meno rifiuti, meno produzioni devastanti per l’ambiente e di conseguenza è qualcosa in più verso una Terra più sana. 

Ti sembra poco?

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

Rispettiamo la tua privacy.

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