5 Agosto 2019 / / VDR Home Design

Cominciamo l’anno parlando di uno degli argomenti che vi piacciono di più: le soluzioni d’arredo per spazi ridotti. Nel post di oggi quattro idee a cui non avevi pensato.

……….

Anno nuovo, vecchie abitudini.

Quindi per darmi il giusto inizio ho pensato che prima di tutto bisogna far pulizia e organizzarsi al meglio.

Una volta fatta chiarezza, si può cominciare a pensare ai buoni propositi.

Ed eccoci arrivati al primo argomento dell’anno: come recuperare quanto più spazio possibile quando ci troviamo di fronte a piccoli spazi? Ho provato a raccogliere qualche idea.

Andiamo dritti al punto.

SOLUZIONI D’ARREDO PER SPAZI RIDOTTI #1: LE SCALE

Come posso sfruttare le scale? 

Di solito le scale nei piccoli spazi diventano un punto morto, nel senso che vengono usate proprio solo come scale.

Invece bisognerebbe sfruttarle anche in altri modi: come armadi ad esempio. Attrezzale con mensole e chiudile con ante apribili.

Recupererai un sacco di spazio utile. Se invece sono troppo piccole o ripide e non potete sfruttare il sotto scala, attrezza le pareti perimetrali con mensole e quadri.

Corridoio con pareti blu elettrico che danno su piccola scala a cassetti e pavimento in cemento

| Giacomo Ortenzi | Studio Ossigeno | Casa Vitelli |

piccoli spazi

| Interior studio: A Little Design | Photo Hey! Cheese |

Dettaglio di scala contenitore in legno che porta alla zona notte di un appartamento a più livelli.

| Jordan Parnass Digital Architecture | East Village Studios

piccoli spazi

| Madoka Aihara & Toshiyuki Yamazaki/YUUA Architects and Associates | Ph: SOBAJIMA, Toshihiro

SOLUZIONI PER PICCOLI SPAZI CONSIGLIO #2: LE NICCHIE

Le nicchie sono davvero le migliori alleate dei piccoli spazi.

Sono da utilizzare e sfruttare in ogni modo possibile, in qualsiasi stanza della casa tu le abbia. Mettici delle mensole e hai fatto.

Ti danno fastidio le mensole in vista? 

Schermale con le tende: ti aiuteranno a riporre tutti quegli oggetti grandi e piccoli che altrimenti starebbero sempre in giro per casa. Il tutto ben nascosto.

Potresti addirittura ricavarci un angolo lettura, attrezzando la nicchia con una seduta su misura.

Vasca ovale freestanding con luce da terra contemporanea e parete con nicchie attrezzate con mensole nere.

| Avocado concept |

piccoli spazi

| Interior studio: A Little Design | Photo Hey! Cheese |

PICCOLI SPAZI CONSIGLIO #3: SFRUTTARE LE PARETI LUNGHE

Per quanto piccola possa essere la tua casa, avrà sicuramente a disposizione una lunga parete.

Se le hai, devi sfruttarle per tutta la lunghezza (e l’altezza se puoi). Attrezzale con librerie modulari da progettare in base al tuo spazio, con armadi che ti permettano di contenere il contenibile.

Ci sono aziende che progettano addirittura spazi cucina integrati con spazi soggiorno, con moltissime possibilità compositive per tutte le esigenze.

Monolocale a doppia altezza con scala attrezzata ad armadio che porta alla zona notte e libreria.

| Interior studio: A Little Design | Photo Hey! Cheese |

piccoli spazi

| Madoka Aihara & Toshiyuki Yamazaki/YUUA Architects and Associates | Ph: SOBAJIMA, Toshihiro

IDEE PER SPAZI RIDOTTI #4: MOBILI MULTIFUNZIONE

Ed eccolo l’ultimo consiglio, che è anche sicuramente il più importante: scegli bene i mobili.

In un piccolo spazio sono quanto mai importanti, perché dovranno essere della misura giusta per non farlo sembrare ancora più piccolo.

E’ bene scegliere mobili che possano assolvere a più funzioni contemporaneamente. Ad esempio un letto matrimoniale contenitore, con la testata funzionale a cui poter agganciare mensole al bisogno.

Librerie a giorno e free-standing che ti aiutino a dividere gli spazi in una casa piccola, che non ti permette di costruire pareti vere e proprio.

Oppure creare una pedana (ovviamente contenitore) su cui creare la zona notte. Anche in questo case le pedane aiutano a dividere visivamente gli spazi piccoli.

Viste di dettaglio del micro appartamento caratterizzato da pedana multifunzione

| crem’8 | silvana citterio |

piccoli spazi

| Gosplan | Attic on an harbour |

Monolocale con pedana rialzata con cassetto per zona notte e zona ufficio.

| Int2architecture |

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29 Luglio 2019 / / Stili

Scopri il tuo stile d’arredo personalizzato grazie a questo post intervista con Carla del blog Amate Stanze. Finalmente capirai perché un solo stile d’arredo non ti definisce.


Scommetto che non hai ancora capito qual è il tuo stile d’arredo.

Sei appassionato di interior design e arredamento e conosci le differenze tra gli stili. Eppure fatichi a definirti in uno solo di loro.

Ti svelo un segreto: non trovi il tuo stile perché è impossibile ritrovarsi in una sola tendenza d’arredo.

Nel post di oggi approfondiamo questo e altri punti che ti permetteranno di fare chiarezza e di trovare finalmente il tuo personale ed unico stile.

Cominciamo.

scopri il tuo stile d'arredo personalizzato

Scopri il tuo stile d’arredo personalizzato con Carla di Amate Stanze

La protagonista dell’intervista di questo mese è Carla Costa, architetto e interior design blogger.

Amate Stanze è il suo blog, grazie al quale ha scoperto una dimensione a lei molto congeniale, legata alla scrittura e all’approfondimento di tematiche inerenti l’interior design e l’home decor.

Nelle pagine di Amate Stanze ti accompagna a scoprire i trend d’arredo più interessanti condividendo consigli di home styling e fai da te, ma anche idee sull’arte del ricevere e sul table setting per eventi ed il matrimonio.

Mette inoltre a disposizione la sua esperienza decennale, accumulata nel settore interior, per chi vuole rinnovare i propri spazi ma anche per chi opera nel campo attraverso corsi, consulenze e altri servizi dedicati.

Scopri il tuo stile d'arredo personalizzato con le moodboard di Carla Costa
| Moodboard di Carla Costa |

Ciao Carla e benvenuta sul mio blog! Per chi fatica a definirsi in uno stile d’arredo, quali possono essere i consigli pratici iniziali per fare chiarezza e cominciare a definire il campo?

Per iniziare a prendere coscienza dei propri gusti e cominciare a definire il proprio stile consiglio di iniziare a cercare l’ispirazione dedicando del tempo a sfogliare riviste, libri, blog ecc. prendendo nota di tutto ciò che ti colpisce.

E’ poi importante cominciare a porsi alcune domande:
– Che casa ti piace? Pensa alla casa che hai sempre sognato: la tua casa dei sogni può essere minimal, funzionale o ancora raffinata, accogliente, ecc.
– Qual è il tuo stile di vita? Pensa al lavoro fai, a quali sono i tuoi hobby e in che modo i tuoi ambienti devono rispondere alle tue esigenze.
Solo trovando il giusto bilanciamento tra questi due aspetti potrai trovare uno stile che sia in armonia con la tua personalità.

Pensi che un solo stile d’arredo possa definire ciascuno di noi? O i risultati migliori si hanno mixandone due o tre?

Uno dei motivi per cui spesso è difficile individuare il proprio stile è che la maggior parte delle persone ha gusti ed esigenze che possono essere soddisfatti solo attraverso un mix di due o più stili.

Per questo credo che i risultati migliori si ottengano mixando due o tre stili al massimo. Pochissime persone hanno infatti uno stile unico e puro. Alla maggior parte di noi piacciono alcuni elementi specifici di diversi stili.

Spesso però la difficoltà, ma anche la parte più stimolante del mio lavoro, è capire come assemblarli per creare uno stile davvero personale evitando di adattarsi ad uno solo stile senza sentirsi mai a proprio agio.

Scopri il tuo stile d'arredo personalizzato con i progetti di Carla Costa
| Progetti di Carla Costa |

Pensi sia importante individuare uno schema cromatico del proprio stile?

Certo, nella ricerca del proprio stile è fondamentale comprendere quali sono i colori che ci fanno stare meglio in modo da essere a proprio agio in ogni ambiente della nostra casa.
Per farlo bisogna individuare il proprio personale schema dei colori, in quanto ogni gruppo di colori risveglia sensazioni ed emozioni diverse. Ecco alcuni consigli su come iniziare:

  • Lasciati ispirare da un oggetto che ami particolarmente, per scegliere 2-3 colori che ti fanno sentire a tuo agio.
  • Raccogli le idee in un diario o in una tavola dei colori: procurati un quaderno o un pannello da appendere su cui raccogliere in un collage immagini e materiali (tratte da riviste, cataloghi, fotografie, tessuti, fiori, ecc.). Un po’ alla volta emergeranno delle tendenze e dei colori predominanti che rappresenteranno i tuoi gusti.
    Infatti è proprio il lavoro preliminare molto utile che invito a fare anche durante i miei corsi dedicati alla creazione della moodboard.

Quale stile ti rappresenta di più?

Personalmente mi piacciono le linee sinuose ma pulite; pertanto uno stile classico molto essenziale con qualche dettaglio retro è lo stile che più mi rappresenta.

Amo infatti anche riutilizzare e ridipingere vecchi mobili o oggetti in legno per dar loro nuova vita. 

Per quanto riguarda il mio lavoro però sono molto attenta allo studio delle preesistenze e all’ascolto dei desideri del committente per offrire un progetto in linea con il “suo” stile, che andremo a definire insieme. Cerco di rendere gli ambienti accoglienti e confortevoli, armonizzando le parti tra loro e lavorando molto sul corretto abbinamento dei colori, sulla luce e sui dettagli.

Ti va di dare qualche consiglio utile ai nostri lettori che vogliono rinnovare la loro casa?

Un consiglio che amo dare è quello di cercare di individuare i punti deboli ed i punti di forza della propria casa. Per rinnovare uno spazio non è infatti sempre necessario stravolgere quello che si ha a disposizione.

Anzi, spesso ciò che ci sembra un limite del nostro spazio può rivelarsi un’inaspettata fonte di ispirazione da cui partire, per modificare un ambiente e renderlo più armonioso e accogliente.

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25 Luglio 2019 / / Architettura

Per cambiare un pavimento che non ci piace più non bisogna demolire. Si può rivestire un pavimento esistente con tante opzioni. Te le spiego nel post.


Quanto costa in tempo e soldi rifare completamente pavimento?

E’ davvero difficile convincersi ad imbarcarsi in un lavoro di ristrutturazione del genere, se non c’è un’esigenza di vita o morte.

Fortunatamente non è più necessario grazie alle tante opzioni possibili che ti permettono di posare un nuovo pavimento su quello esistente.

Ce ne sono almeno 5 di cui ti voglio parlare oggi, per darti tutti gli strumenti per scegliere in modo facile e veloce.

#1 Rivestire un pavimento esistente con la resistenza del laminato

Il laminato è sicuramente uno dei materiali più conosciuti del campo, grazie alle sue caratteristiche di resistenza e facilità di posa. E’ stato uno dei primi materiali a vedere la luce, per quanto riguarda la posa su pavimenti già esistenti.

Dalla sua ha il vantaggio di riprodurre molto fedelmente un parquet: infatti più lo spessore del laminato aumenta, maggiore è la fedeltà nella riproduzione della trama.

Prima di posare qualsiasi rivestimento, occorre sgrassare il pavimento esistente (o carteggiarlo se è legno) e verificarne la planarità.

  • di solito formato da 4 strati: carta di controbilanciatura, pannello di fibre di legno e resine ad alta densità (da supporto e stabilità), una carta stampata che riproduce l’effetto del legno e la pellicola protettiva che da durezza e resistenza.
  • La posa di solito è flottante: i listoni sono dotati di alette che permettono l’incastro di un elemento con l’altro, senza dover incollare nulla al pavimento esistente (previa interposizione di una guaina isolante)
  • lo spessore del laminato non scende sotto i 7 mm. Per questo motivo sarà necessario limare porte e finestre per garantire una corretta apertura e chiusura dei serramenti
  • esistono differenti tipi di laminati con diverse resistente al calpestio e all’usura. Sii sicuro di scegliere quello adatto al tuo utilizzo
  • per la posa in ambienti umidi verificare di scegliere un laminato adatto allo scopo. Non tutti infatti sono adatti.
Corridoio con pareti bianche e rivestire un pavimento esistente con il laminato
Photo by Erick Palacio on Unsplash

#2 rivestire usando la flessibilità del vinilico

Se il laminato ha uno spessore troppo elevato per te, che sei alla ricerca di qualcosa di più flessibile, allora il vinilico è la scelta giusta.

Questo pavimento è una sottile lamina di PVC di spessore che varia tra 2 / 4 mm (in base alla posa) e ti permette di posare velocemente, lasciando intatto tutto il resto.

  • i listoni si tagliano con un cutter, rendendo possibile la stesura del nuovo pavimento anche senza l’ausilio di personale specifico
  • si tratta di un pavimento ecologico perché riciclabile al 100%è
  • a differenza del laminato è sempre resistente all’umidità ed indeformabile, per cui adatto agli ambienti umidi
  • la posa può essere flottante (come nel laminato) con posa della guaina isolante prima, oppure adesiva. In questo secondo caso è necessario dare un fondo fissativo aggrappante (o un sotto-pavimento).

#3 rivestire con la monoliticità della resina

La resina è un materiale che ha preso largamente piede nell’ambito degli interni, principalmente per lo spessore ridotto e la sua posa continua senza fughe.

E’ un derivato del petrolio e come tale non ha un aspetto naturale e materico, ma piuttosto plastico. Esiste in un numero infinito di colori e sfumature, in finitura lucida od opaca: praticamente perfetta per ogni stile.

  • è un materiale fotosensibile, per cui tende ad ingiallire e cambiare colore nel tempo
  • è atossica quindi perfetta per ambienti come la cucina
  • è senza fughe dall’aspetto monolitico. La facilità di pulizia e manutenzione è assicurata
  • esiste la versione autolivellante della resina che si “autolivella” garantendo una superficie liscia ed omogenea. Per questa sua caratteristica può essere applicata solo su superfici orizzontali. 
  • la versione spatolata viene applicata per mezzo di una spatola e formulata per non colare. Questo tipo di resina è adatta anche ad applicazioni su superfici verticali
  • La resina viene posata a colata unica quindi se si dovesse rovinare richiederebbe una nuova posatura su tutta la superficie. In caso di posa su pavimenti esistenti è fondamentale controllare lo stato del rivestimento esistente. L’umidità del fondo e le irregolarità potrebbero causarne fessurazioni.
Rivestire un pavimento esistente con la resina
Photo by Nvdu on Unsplash

#4 la matericità del micro-cemento

Ti piace l’idea del pavimento continuo senza fughe, ma il pensiero di avere in casa un materiale derivato del petrolio non ti convince.

Il micro-cemento fa per te allora.

Il microcemento infatti è composto da un polimero liquido più una miscela cementizia, quindi materiali naturali. Proprio questo dettaglio lo rende più materico e perfettamente somigliante al calcestruzzo.

  • come la resina ha uno spessore di 3 mm, che ti consente di rivestire un pavimento esistente ma senza dover modificare o limare i serramenti.
  • è perfetto per rivestire superfici verticali o orizzontali (pareti in cartongesso, camini, cucina, doccia..).
  • esiste in una vasta gamma di finiture e non ingiallisce né cambia colore
  • è resistente agli agenti atmosferici, per cui puoi posarlo anche all’esterno
  • la posa è un punto delicato, data la non facile maneggevolezza del materiale. Quindi meglio affidarsi a dei professionisti del mestiere.
  • è un materiale resistente agli urti e alle sollecitazioni, ma se l’ambiente in cui si posa è molto soggetto a calpestio ed urti, è meglio valutare attentamente. Una volta danneggiato infatti, non si può riparare, ma va rifatta la posa.

#5 la resistenza del gres

Sei un amante dei materiali classici come il gres?

Ti do una buona notizia: esiste anche il gres da 3mm, perfetto per rivestire un pavimento che hai, senza dover demolire tutto.

In questo modo coniugherai la resistenza del gres alle mille decorazioni che ti permette di avere: effetto marmo, effetto legno…

Ovviamente prima di posarlo è sempre d’obbligo verificare lo stato del pavimento esistente: deve essere solido e ben ancorato al sottofondo, asciutto e senza danni.

  • di solito è disponibile in anche grandi formati che permettono differenti tipi di risultati
  • è sottile e leggero e posato su pavimenti esistente permette di non dover modificare i serramenti esistenti
  • è estremante flessibile e resistente, perché rinforzato con la fibra di vetro
  • prima di posare le piastrelle è necessario sgrassare il pavimento esistente e passare un primer. L’operazione di posa è delicata, per cui se non hai dimestichezza meglio affidarsi una persona esperta.

Quale tra questi materiali sceglierai?

Ora che conosci tutte le opzioni e tutte le loro caratteristiche sei pronto a scegliere.

Quale tra i materiali di cui ti parlo sopra preferisci?

Ce n’era qualcuno che non conoscevi? Fammelo sapere nei commenti!

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23 Luglio 2019 / / Decor

Gli arredi in metallo di CaosCreo sono icone di semplicità, design e allegria che ti faranno cambiare idea sul metallo. Nel post di oggi te lo voglio dimostrare.


Se dico metallo tu pensi ad un industria.
Sicuramente non ti viene in mente qualche complemento d’arredo per casa tua. 

Nel post di oggi voglio sfatare proprio questo luogo comune parlandoti di CaosCreo.

Ti farò vedere solo alcuni dei suoi prodotti ma saranno sufficienti a farti vedere la flessibilità di questo materiale.

Ti consiglio di leggere fino in fondo il post, c’è un regalo che non vuoi perdere.

Cominciamo.

Quando il comodino non c’è ma la luce da notte sì.

Come nel nostro caso. Si abbiamo la camera in mansarda che è grande, ma la parete su cui poggia il letto non lo è.

Abbiamo delle cassettiere e il termosifone: resta solo lo spazio per il letto. Mettici il fatto che con i pallet l’ingombro è maggiore: il comodino salta.

E come fai a leggere?  

Bella domanda. Ad ora ho una luce notturna ma ovviamente non è sufficiente. Ci vorrebbe una luce piccola che si possa agganciare a parete ma che sia anche di design.

Qui entra in azione Lampadin@: una lampada in metallo verniciato che ricalca la sagoma di una lampadina, appunto. Ci sono due sagome: la prima si può applicare al muro mentre la seconda è magnetica.

Questa seconda silhouette ha due opzioni: puoi agganciarla a quella a parete formando una applique. Oppure puoi metterla su un qualsiasi piano da appoggio per avere una lampada da tavolo.
Ma le chicche non finiscono qui, perché si sa che Dio è nei dettagli.

Il cavo è in tessuto intrecciato rosso o bianco, fungendo da elemento di decoro e non di fastidio.

Lampadin@ arredi in metallo casocreo
| CaosCreo_Lampadin@ |

Se hai qualche centimetro in più allora puoi permetterti una lampada da tavolo vera e propria, ma sempre salva-spazio.

Come nel caso di 2.D Night: dal design puro ed essenziale, misura solo 18 cm di larghezza per 32 cm di altezza e 7 cm di spessore. Disponibile in tantissimi colori, è davvero adattabile ad ogni stile d’arredo.

2.D Night arredi in metallo casocreo
| CaosCreo_2.D Night |

Gli arredi in metallo di Caos Creo e i piccoli spazi

Quanto sono tristi le mensole che ci sono in giro?
Sono utili certo, ma di sicuro non sono un capolavoro irrinunciabile.

E poi esistono in misure standard da adattare allo spazio che hai a disposizione.

Le mensole Claudette invece sono leggerissime, grazie allo spessore ridotto del metallo e sono anche molto romantiche. Riprendono la sagoma delle nuvole e sono disponibili in due misure, due versioni e tantissimi colori.

Sono ideali sopra la testata del letto quando hai poco spazio ai lati per riporre i tuoi oggetti della buonanotte.
Ma anche nelle camerette dei più piccoli, per portare un po’ di cielo nella loro stanza.

Claudette arredi in metallo casocreo
| CaosCreo_Claudette |

Il carattere all’ingresso che ti manca

L’ingresso di casa tua racconta al mondo la tua predisposizione d’animo verso il prossimo. Dice eloquentemente quanto ti piace aprire le porte di casa tua agli amici e ai conoscenti.

Insomma, è il biglietto da visita tuo ma anche della tua casa.

Qual è l’elemento che proprio non può mancare?

Ovviamente l’appendiabiti. A me sarebbe piaciuto poterne averne uno di quelli da terra, di quelli che non sai se è una scultura o un pezzo d’arredo.

Che fa sentire gli ospiti benvoluti, perché c’è spazio per le loro giacche, i loro cappotti, le loro borse e anche i loro caschi.

Come ad esempio l’Appendiabiti Roger, composto da 3 moduli disposti a 360 gradi e uniti tra di loro con un rapido raccordo a vite. Spiritoso e dal design giovane, è sicuramente un pezzo da poter avere in casa.

Appendiabiti Roger arredi in metallo casocreo
| CaosCreo_appendiabiti Roger |

Ti ho convinto un po’?

Penso proprio che a questo punto tu ti sia un po’ ricreduto sul metallo e le sue applicazioni. Grazie agli arredi in metallo di Caos Creo hai visto quanto sia flessibile e come si presti perfettamente ad ambienti dal design giovane, ma anche a piccoli spazi.

Hai visto qualcosa che ti piace e vorresti comprarlo?

Ho quello che stavi cercando: uno sconto del 50% sui prezzi di questi prodotti, per 30 giorni a partire da oggi.

Cosa aspetti?

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18 Luglio 2019 / / Idee

Girare il mondo scambiando casa con qualcun’altro dall’altra parte del mondo. Si può fare ed è un fenomeno in crescita. E’ chiamato Home Swap e oggi ti spiego cos’è e come funziona.


Andresti in vacanza scambiando casa con qualcun’altro?

Ti sembra impossibile, non lasceresti mai la tua casa a qualcuno che non conosci. Subito ti sale un senso di diffidenza e di fregatura dietro l’angolo.

Questo fenomeno esiste, si chiama Home Swap, ed è molto diffuso in tutto il mondo.

Viaggiare in qualsiasi parte del mondo avendo la possibilità di alloggiare in una casa realmente vissuta. Entrare in contatto con la cultura quotidiana di qualcuno che ha deciso di aprirti le porte di casa sua.

Pagare solamente il costo del viaggio per avere a disposizione un punto di partenza e arrivo unico nel suo genere.

Ma come funziona l’Home Swap?

Home Swap: cos’è e come funziona. L’esperienza di Chiara

Oggi non ti parlo dell’Home Swap con frasi riportate da qualche altro sito.

Ti faccio entrare nel vivo dell’esperienza grazie alle parole di Chiara che è una “professionista” delle vacanze con l’Home Swap. Sono ormai 15 anni che lei e famiglia girano il mondo proprio grazie allo scambio casa.

Chi è Chiara?

Chiara è un insegnante di francese con la passione dei viaggi. Come ti dicevo, lo fa da 15 anni ormai insieme al marito e ai suoi tre (grandi) figli.

Appassionata di lingue, viaggi ed interni, ha trovato nell’Home Swap il giusto mezzo per far collimare tutti questi punti.

Home Swap: cos'è e come funziona.

Ciao Chiara e benvenuta sul blog! Come hai scoperto l’home swapping e perché hai deciso di cominciare questa esperienza?

Ho scoperto l’home swapping credo da un sito o da un giornale, non ricordo precisamente.

Per molto tempo gli ho strizzato l’occhio senza mai approfondire. Con tre figli piccoli il tempo era poco e accantonavo sempre l’idea.

Poi un giorno, proprio in virtù del fatto che spostarsi con tre figli diventava sempre più costoso, d’accordo con mio marito (se non si è entrambi convinti è meglio lasciar perdere), abbiamo deciso di provarci e ci siamo “lanciati” in questo mondo meraviglioso e sconosciuto ai più!

In tutti i tuoi anni di Home Swapping, quali sono stati i pregi e i difetti di fare vacanza così?

Pochi sono stati i difetti e moltissimi i pregi durante tutti questi anni di home swapping.

Direi l’unico difetto – se così vogliamo chiamarlo – è che trattandosi di vacanze in casa (altrui ) devi comunque pulire, cucinare, badare insomma alla casa e non essere servito come in un hotel.

Dipende un po’ da come si vuole vivere la vacanza: si può anche godere della comodità di avere una casa ma andare sempre a mangiar fuori…ognuno se la vive come vuole!

I pregi sono talmente tanti che cercherò di riassumere il tutto in una frase: arricchimento personale e cultura a costo zero.

Conosci nuove persone (proprietari almeno via mail e vicini di casa durante lo scambio), curiosi nelle case altrui (se ami l’interior decor è fantastico), ascolti la loro musica o sbirci nella loro biblioteca; visiti i luoghi ascoltando i suggerimenti dei tuoi ospiti che sono spesso i migliori, parli le lingue, godi della comodità di abitare una casa (spesso la prima casa) con tutto ciò che comporta e non case in affitto anonime e spesso sguarnite.

Educhi i tuoi figli al rispetto della cosa altrui (giocate pure con i giochi dei bambini che abitano la casa ma poi si rimette tutto a posto) e molto altro ancora.

Home Swap cos'è e come funziona. Vacanza in un trullo

Come funziona praticamente l’home swapping? C’è un sito di riferimento da cui partire?

Sì, ci sono vari siti che si occupano di scambio casa. Io sono da anni su Homelink Italia, ma c’è Home exchange, love home swap..

Si paga una quota annua per l’iscrizione, si pubblicano le foto della casa o delle case che decidi di dare in scambio, compili il format richiesto con tutte le info sulla casa (distanze dai negozi, luoghi di interesse, posti letto, elettrodomestici..) e aspetti che le persone ti contattino o tu contatti loro.

Per me la fase di ricerca della casa, è già VACANZA! Inizio col guardare le foto delle case e a sognare di andarci, contatto i proprietari (scrivendo in lingua straniera ma anche in italiano visto che in Italia comunque ci sono tante case in offerta) e lentamente inizia a delinearsi davanti a te la tua prossima vacanza.

Certe volte dopo un paio di mail ci si mette già d’accordo, altre volte ci si scrive per mesi finché si giunge ad un accordo da entrambe le parti. Esiste un “accordo di scambio” da compilare tra le due parti, in cui si scrive il periodo prescelto, se in simultanea o in differita, ci si mette d’accordo su come avere le chiavi, sulle pulizie finali, scambio auto…

E’ possibile usufruire delle case disponibili in home swapping senza dare la propria per il medesimo scopo?

Non credo proprio. Chi si iscrive ai siti di scambio casa ha lo stesso scopo, quello di fare vacanza. Da un week end a mesi, non importa.

E’ possibile tuttavia, all’interno dello stesso sito, dare l’opzione di “scambio giovani” e cioè di poter ospitare nella propria famiglia un ragazzo straniero per un periodo e mandare nelle sua il proprio figlio (in contemporanea o in altro periodo).

Qual è la casa che più ti ha sorpreso positivamente?

In tutti questi anni ho davvero soggiornato in case meravigliose: vuoi per posizione, per bellezza di arredi, per comodità o per fascino.

Il trullo di Alberobello con le stanze nei vari coni, la tenuta di un veterinario di cavalli nella Loira con piscina e cerbiatti in giardino, la mansarda sui tetti di Parigi di due editori, la villetta a Londra col suo giardino, la villa sulla collina di Boston di un musicista professore di Harvard e della moglie editorialista di un quotidiano.

La villa con auto inclusa (è possibile anche fare lo scambio auto) alle porte di San Francisco.

Quella che più ci portiamo nel cuore è una casa sul mare nel Connecticut, tra New York e Boston, con spiaggia privata, scambio auto e vista su uno dei fari classificati della zona! Non tanto per i 10 giorni passati in un luogo meraviglioso e con dei vicini di casa altrettanto meravigliosi e disponibilissimi, ma per come è nato questo scambio.

Due anni prima mando copia/incolla della mail a tantissime case della zona, offrendo le mie due case che ho iscritto nel sito e dopo qualche giorno mi risponde una signora, dicendomi che lei non vorrebbe venire nelle due case sopracitate, ma nella mia prima casa.

Mi stupisco di questa richiesta e le chiedo il motivo. Lei mi risponde che 30 anni prima lei, suo marito e i tre figli piccoli, avevano vissuto esattamente nel mio paesino alle porte di Torino per motivi lavorativi. E che sognavano di tornarci da tanto tempo….

Mi chiede se posso fare uno strappo alla regola e considerare l’ipotesi di dare loro la mia prima casa. Ci penso due minuti e poi le do l’ok!

L’anno dopo la coppia viene da noi per una settimana e ci accavalliamo per un giorno. Trascorriamo una serata all’insegna delle lacrime, delle risate, di ricordi e di buon vino.

L’anno dopo noi siamo andati nella loro favolosa casa ma non ci siamo più incrociati. Ci scriviamo ancora oggi e speriamo di rivederci un giorno!

Ecco, questa è stata di sicuro l’esperienza più arricchente di questi anni di scambi casa, quella che ci porteremo nel cuore!

Qual è il più grande insegnamento che hai tratto da questa esperienza?

Ricevi come vorresti essere ricevuto, accogli con spirito ospitale ed aperto a nuove conoscenze, coltiva i rapporti prima e dopo, perché ogni viaggio in scambio casa è non solo fisico o geografico, è soprattutto un bagaglio di esperienze, di culture e persone!

E come scriveva S.Agostino “Il mondo è un libro, e chi non viaggia legge solo una pagina” a cui aggiungerei: chi NON SCAMBIA, legge solo una pagina!

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

Rispettiamo la tua privacy.

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10 Luglio 2019 / / Decor

Quanto è difficile avere un giardino rigoglioso? Con queste piante da appartamento che necessitano di poche cure hai la soluzione.


Quanto è sopravvissuta la tua ultima pianta?

Ti capisco bene dato che la mia ultima pianta in fiore è durata si e no qualche mese. E vedrai questo risultato ripetersi, se ti ostini a scegliere le piante sbagliate.

Infatti ci sono determinate specie di piante da prediligere, soprattutto se hai poco tempo o sei sbadato, che sopravvivono a tutto.

Te ne parlo oggi.

Piante da appartamento che necessitano di poche cure: le specie per tutta la famiglia

Le piante hanno un quantitativo di benefici non indifferenti. Tra i più importanti, il fatto che ci permettano di scaricare lo stress e tornare in pace col mondo.

Il verde è l’ambiente in cui siamo nati come specie e verso la quale tendiamo sempre. Per cui perché non condividere la cura delle nostre amiche verdi con tutta la famiglia?

Prendendocene cura un giorno a testa saremo sicuri di non dimenticarcele e anche il carico di doveri sarà più leggero.
Quali sono le piante per tutta la famiglia?

  • Aloe: adatta sia all’esterno che all’interno, è una rilevatrice dello stato dell’aria. Se sulle foglie vedete comparire macchie marroni, vuol dire che l’aria non è pura. Amante della luce diretta, ha bisogno di acqua solo quando il terreno è secco.
  • piante aromatiche: questi arbusti si adattano bene anche ai vasi ed ai balconi piccoli. L’esposizione al sole dipende dal tipo di pianta. Ma come regola generale scegliete un buon terriccio ed innaffiate spesso.
  • Cactacee: decisamente le più semplici da curare, con la loro scarsa necessità di acqua. Non esponetele a luce troppo forte o deperiranno.
  • Yucca: con la sua chioma rigogliosa ti riempirà casa. Resisterà alle tue dimenticanze perché necessita di poca luce e poca acqua.
  • Ananas: la prossima volta che lo compri, metti in vaso il ceppo di foglie e aspetta che metta radici. Per veder crescere la pianta ci vorranno anni, ma non è difficile da seguire. Necessita di tanta luce e acqua regolarmente.
Piante da appartamento che necessitano di poche cure: aloe, aromatiche, cactacee, yucca, ananas

Le piante da appartamento da evitare

Questo punto è sottovalutato da molti, soprattutto chi ha bimbi o animali. Si sa che tendono a mettere tutto in bocca, per cui è doveroso essere sicuri di portare in casa specie che non nuocciano alla salute.

Ce ne sono 8 a cui non penseresti mai, perché sei abituato a vederle in appartamento.

Vuoi sapere quali sono?

  • Azalea, Clivia, Calla, Oleandro, Gelsomino: ebbene si, belle da vedere ma meno da avere in casa. Foglie e fiori di queste piante causano problemi di diarrea, nausea e vomito se ingerite. Nei casi più gravi si hanno disturbi alla vista, al fegato e problemi respiratori.
  • Stella di Natale: provoca lacrimazione eccessiva, stomatiti, congiuntiviti.
  • Ficus Elastica: intossicazione da contatto o da ingestione, con irritazione cutanea e della gola.
  • Edera: se le foglie vengono ingerite, provocano nausea, diarrea, vomito e tremori.
Infografica delle piante da appartamento che hanno bisogno di poche cure

Le piante perfette per bagno e cucina

Anche per questi due ambienti un po’ difficili esistono le piante perfette. Ovviamente si tratta di piante per la maggior parte di origine tropicale, che non si spaventano dell’umidità.

Ce ne sono 7 in particolare che hanno bisogno di pochissime cure e che depurano anche l’aria:

  • Felce: amanti dell’umidità, hanno bisogno di poca luce e poca acqua.
  • Orchidea: ama gli ambienti umidi e luminosi, ma non la luce diretta. Da annaffiare preferibilmente con acqua poco calcarea, come quella piovana.
  • Aloe
  • Catcacee
  • Dracena: con la sua chioma è la pianta decorativa per eccellenza. Bisognosa di luce non diretta e poca acqua, assorbe le particelle di fumo.
  • Photos: come l’aloe depura l’aria dai compositi inquinanti. Cresce anche con poca luce e va innaffiata solo quando il terreno è secco.
  • Ficus: un’altra meravigliosa pianta che ama l’umidità ma che potrà crescere rigogliosa con scarsità di acqua e luce.

Hai le idee più chiare?

A questo punto dovresti avere le idee più chiare per quanto riguarda le piante da scegliere per casa tua. Sii onesto e definisci il tempo che tu e famiglia potete dedicare alle amiche verdi, così da comprare specie adatte a voi.

Quali tra le piante di cui ho parlato ti piacerebbe avere? Ce n’è qualcuna che ho dimenticato?

Fammelo sapere nei commenti!

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7 Luglio 2019 / / News

Continuiamo con la Milano Design Week e ci spostiamo alla scoperta degli eventi più interessanti della settimana, questa volta in zona Brera.

English version >> http://bit.ly/2nuhbcX

………..

Siamo nel pieno della settimana del design Milanese e tutto è in fibrillazione.

Girando per Milano davvero ci si rende conto del caos che c’è.

Migliaia di persone, centinaia di eventi: un continuo correre per spostarsi da un angolo all’altro della città. Non si può perdere davvero nessuno degli eventi messi in programma.

Mentre si è nel pieno della settimana, si arriva alla fine delle giornate distrutte.

Si tratta di una settimana quasi magica, direi: tutti lavorano per rendere ogni cosa perfetta, per imprimere nella mente delle persone il ricordo di Milano come grande capitale del design.

Ci sono eventi per tutti i gusti e gli stili. Dopo aver visto la ricerca di soluzioni sostenibili e i progetti dei nuovi designer, oggi è la volta dell’eleganza del design milanese.

Pronti per vedere cosa ci offre zona Brera?

MILANO DESIGN WEEK: SI CONTINUA CON LO STUDIO PEPE E WHITE IN THE CITY, ZONA BRERA

Ovviamente non poteva mancare una capatina nel quartiere più patinato e fashion di Milano: Brera. Siamo in centro sparato, dove ci sono i negozi più cool e le case storiche più invidiate.

Tra un’occhiata alle vetrine da sogno e uno sguardo alla Milano di una volta, potreste incappare in uno degli allestimenti fatti ad hoc per White in the city (qui il post dove ne parlavo).

Cinque prestigiosi punti saranno teatro di installazioni architettoniche che indagano tutti i possibili significati del colore bianco.

Accademia e Pinacoteca di Brera, Palazzo Cusani, ex chiesa di San Carpoforo e Class Editori Space; questi i luoghi da visitare per scoprire come gli architetti hanno declinato questo colore nelle loro opere.

zona Brera

Corridoio gessi Accademia di Brera – Image credits: Cosmo Laera | corte interna_ Palazzo Cusani | Pinacoteca_ LOGGIATO SUPERIORE | San Carpoforo

Direttore artistico dell’evento è Giulio Cappellini, affiancato da nomi internazionali dell’architettura e del design: Stefano Boeri, David Chipperfield, Patricia Urquiola, Zaha Hadid Architects, solo per citarne alcuni.

Rimaniamo sempre in questo quartiere, ma spostiamoci verso un allestimento davvero originale: The Visit, dello Studiopepe.

Un appartamento di inizio ‘800 a Milano, caratterizzato da un’infilata di stanze, stucchi e parquet a spina di pesce. Il sapore romantico della storia, che si incontra con la contemporaneità del design.

Una casa ristrutturata dallo Studiopepe, che riporta nel progetto tutto il complesso delle loro ispirazioni. Attraverso una visione eclettica e trasversale, prende vita un progetto che esalta l’iconicità dei grandi maestri, trasbordando la progettualità in un contesto attuale.

Un progetto fatto apposta per il Fuorisalone, con cui le progettiste Arianna e Chiara hanno voluto raccontare una favola; la favola non solo di un luogo, ma di un gesto, un rituale: il rituale della visita.

Visita come atto che implica un luogo fisico, ma anche l’esistenza delle persone ospitanti e ospitate. Un allestimento intimo, che rende questo appartamento la casa delle persone che abitano la città.


Crediamo che la #casa sia la trasposizione fisica del nostro mondo interiore. #Studiopepe
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zona Brera

Credits – Illustrations: Alberto Fiocco

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4 Luglio 2019 / / Architettura

4 materiali tecnologici per la cucina che è bene conoscere, per avere il quadro completo delle opzioni disponibili. In questo post quello che devi sapere su questi rivestimenti altamente performanti.


Penso che sarai d’accordo con me se dico:

E’ DAVVERO difficile riuscire a distinguere i differenti materiali usati per la cucina e capire quale vada meglio per te.

Bè, è proprio per questo che ho deciso di scrivere questo post in due parti. Per poter essere quanto più esaustiva possibile sulle alternative che esistono al giorno d’oggi quando si parla di cucina.

Dopo aver parlato dei materiali più conosciuti, oggi è il turno di quelli di ultima generazione. Qui troverai una lista di 4 finiture che ti aiuteranno a fare la scelta migliore per te.

#1 tra i materiali tecnologici per la cucina c’è l’intramontabile acciaio

L’acciaio è un materiale utilizzato da sempre nell’ambito delle cucine, soprattutto quelle professionali. Questo perché è un materiale altamente resistente e grazie alla presenza di cromo all’interno della sua struttura molecolare, non arrugginisce.

Pro:

  • è 100% riciclabile
  • è biologicamente puro
  • è facilmente lavabile e quindi igienico per il trattamento dei cibi
  • ha una grande resistenza alle sollecitazioni e agli urti

Contro:

  • se pulito con detergenti aggressivi come la candeggina si danneggia in modo irreversibile
  • rischia di rendere l’ambiente asettico se non abbinato correttamente ad altre finiture
  • è un materiale freddo, che non trasmette naturalità
materiali tecnologici per la cucina come l'acciaio

#2 Il nanotecnologico Fenix

Che cos’è il FenixⓇ ? Il FenixⓇ è un materiale nanotech, che fa parte dei laminati ma non ha nulla a che spartire con quelli tradizionali. Dall’aspetto estetico gradevolissimo, si presenta setoso al tatto ed in finitura opaca.

Pro:

  • è antisettico perché trattato con speciali resine acrilico
  • è antimuffa, anti-impronta e morbido al tatto
  • non è fotosensibile
  • Se si graffia con una spugna magica Fenix torna nuovo. In caso di danni più ingenti basterà bagnare un panno con acqua calda e passarci sopra il ferro da stiro

Contro:

  • è un materiale sintetico, che non trasmette il calore dei materiali naturali
  • è disponibile in colori limitati
  • non riproduce l’effetto legno o pietra

#3 l’innovativo RespetⓇ

Il Respet: il primo pannello prodotto con resine PET riciclate al 100%.  Si parte dalle bottiglie di plastica, che vengono selezionate e purificate (tramite eliminazione dei metalli e pulizia delle stesse). Una volta tolte le etichette e i tappi, le bottiglie vengono ridotte in fiocchi che diventano dei fogli (attraverso l’estrusione dei fiocchi). 

Pro:

  • è un prodotto eco-friendly
  • è disponibile in un numero illimitato di colori e finiture
  • è resistente, trattata con verniciatura anti-ingiallente e resistente all’abrasione e agli agenti chimici
  • si adatta a superfici di varia natura e genere

Contro:

  • è ancora poco conosciuto, quindi difficile da trovare
  • è un materiale di origine plastica, che non ha la stessa sensorialità del legno o della pietra
materiali tecnologici per la cucina come la pietra sinterizzata

#4 la magia della pietra sinterizzata

Se ti stai chiedendo cosa voglia dire, te lo spiego subito. Il Lapitec® è una pietra sinterizzata: subisce un particolare trattamento termico che lo rende un materiale indivisibile (cioè che non fa polvere). E’ a tutta massa: la superficie è uguale al supporto, quindi se si sbecca non noterai differenze di colore.

Pro:

  • non ha al suo interno resine o derivati del petrolio, ed è naturale
  • è disponibile in formati enormi
  • è privo di porosità per cui non assorbe liquidi e non si macchia
  • è antibatterico, resistente all’abrasione e agli agenti chimici ed atmosferici

Contro:

  • è costoso
  • è disponibile in un numero limitato di finiture
  • non è offerto come alternativa da tutte le marche di cucine

E quindi…

Questi post avrebbero potuto essere lunghi il triplo data la quantità di materiali e finiture oggi disponibili in commercio. Io ho parlato di quei materiali che coniugano una grande estetica con notevoli prestazioni fisiche.

Quale tra questi materiali sceglieresti per la tua cucina? Fammelo sapere nei commenti!

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2 Luglio 2019 / / Architettura

La prima parte della guida più completa ai materiali usati per l’arredamento delle cucine. Imparerai tutto quello che c’è da sapere per fare la scelta migliore per te.


Questa è la prima parte della guida più completa sui materiali usati per la cucina. Troverai tutto quello che hai bisogno di conoscere sui differenti tipi di materiali, pro e contro di ciascuno così da fare la scelta migliore.

E’ importante conoscere la differenza tra un materiale e l’altro, così come tutte le opzioni a disposizione, per scegliere con cognizione di causa il migliore per te e le tue esigenze. Nel 70% dei casi le cucine vengono scelte prestando scarsissima attenzione a questo punto, che invece dovrebbe essere il primo dettaglio a cui pensare.

La domanda è: ma quanti tipi diversi di materiali esistono? Con questa guida imparerai le diverse categorie di materiali e le differenti prestazioni di ciascuno.

Chi è Valentina, aka VDRHomedesign

Ho deciso di scrivere questo post perché mi viene chiesta spesso la differenza tra un materiale e l’altro e quali siano i migliori quando si tratta di scegliere la cucina. Trovo ci sia poca conoscenza e molta confusione, soprattutto oggi in cui il ventaglio delle possibilità è pressoché infinito.

Se ti stai chiedendo perché dovresti ascoltare proprio me, bé, te lo spiego subito. Dopo 7 anni passati un una grande azienda italiana che produce arredi di alta gamma, mi è molto familiare la differenza tra le finiture.

Per questo voglio renderla semplice e condividere con te le conoscenze acquisite sul campo. Pronto?

Capitolo 1: tra i materiali usati per la cucina il più conosciuto è il legno

Chi non ama il legno? Con le sue venature e le sue sfumature rende accogliente e caloroso qualsiasi ambiente. Capace di esaltare i sensi all’istante, è perfetto per chi vuole un tocco di naturalità in casa. Vediamo però quali sono i pro e i contro di questo materiale.

Pro:

  • Una cucina in legno è naturale, grazie al ridotto contenuto di formaldeide e ai certificati di produzione secondo standard ambientali
  • Una cucina in legno è resistente grazie alle caratteristiche fisiche di resistenza alle sollecitazioni proprie di questo materiale. Se si graffia è facilmente ripristinabile ed è davvero garantita una vita.
  • Il legno si può scegliere in un numero infinito di essenze e colori, sceglili in accordo con quelli che hai già a casa
  • Puoi facilmente cambiare il colore dei tuoi pensili e rinnovare il look della cucina facilmente

Contro:

  • Le cucine in legno sono costose, proprio perché si tratta di un materiale naturale ed unico nel suo genere
  • Le cucine in legno richiedono manutenzione costante nel corso degli anni
  • Il legno è sensibile ad umidità e luce che ne possono alterare la struttura ed il colore. Quindi devi mettere in conto i trattamenti superficiali più spesso
  • Il legno è delicato da pulire: utilizza solo detergenti ad hoc, evitando quelli aggressivi (come la candeggina) che causerebbero macchie.
materiali usati per la cucina: il legno nelle basi e nel top

Capitolo 2: il vetro

Può sembrare incredibile ma le cucine possono essere prodotte con le ante in vetro. Materiale resistente e performante, si declina in mille modi differenti. Ti permetterà di avere uno stile contemporaneo e al passo coi tempi. Di solito le ante sono in vetro temperato di spessore 22 mm, installate su strutture di alluminio.

Pro:

  • Il vetro dona maggiore luminosità alla cucina, grazie alla sua capacità di riflettere la luce
  • E’ resistente alla muffa e agli insetti
  • E’ disponibile in una gamma vastissima di colori e finiture
  • Non si arrugginiscono e non si scollano

Contro:

  • le ante in vetro si sporcano più facilmente e vanno deterse con appositi prodotti
  • in caso di bimbi ed animali è meglio valutare la possibilità di inserire il vetro sono nei pensili
  • per quanto resistente, è molto facile che il vetro si graffi
  • Non è facilmente riparabile se si scheggia o si rovina
Materiali usati per la cucina: vetri e legno

Capitolo 3: il laccato

La laccatura è una verniciatura (di solito poliuretanica) che si effettua sui mobili e può essere opaca o lucida. L’effetto finale è eccezionale in entrambi i casi: morbido nel primo caso e ad effetto specchio nel secondo caso. Per una bellezza inimitabile sia alla vista che al tatto. Ma quali sono i pro ed i contro?

Pro:

  • Le cucine laccate donano luminosità all’ambiente e si integrano perfettamente in ogni contesto
  • Sono relativamente facili da pulire e mantenere nel tempo
  • E’ possibile riparare piccoli danni
  • Si possono scegliere in molti colori

Contro:

  • Se il danno è ingente, non sarà possibile ripararlo a meno di rifare completamente la laccatura
  • Le cucine laccate sono costose
  • Le cucine laccate sono fotosensibili, dettaglio che ne causa la variazione di colore nel tempo
  • Vanno trattate con detergenti non aggressivi né abrasivi
Materiali usati per la cucina: legno e marmo

Capitolo 4: il laminato

Quando si parla di laminato la mente pensa subito al costo inferiore. Il che non è sempre vero, perché esistono differenti tipi di laminato. Ma cos’è il laminato? E’ un rivestimento composto da fogli impregnati di resine fenoliche che si applica a pannelli lignei. Il più diffuso è il HPL (high pressure laminate) perché i fogli vengono incollati tra loro tramite una forte pressione combinata al calore.

Pro:

  • E’ igienico e antistatico
  • E’ impermeabile e resistente agli urti e alle sollecitazioni tipiche della cucina
  • E’ disponibile in un numero illimitato di finiture
  • E’ economico

Contro:

  • Se si danneggia in modo grave non si può riparare
  • Può scollarsi dopo qualche anno, per la presenza di calore molto elevato
  • E’ un materiale artificiale, che non potrà mai restituire il calore di un materiale naturale

Tiriamo un po’ le somme…

In questa prima parte ti ho parlato della resistenza negli anni del legno, della possibilità di avere cucine in vetro, di come le laccature siano splendide alla vista e al tatto e del sempreverde laminato.

Ora è il tuo turno: c’era qualcosa che non sapevi di questi materiali? O qualche punto che manca O vorresti che approfondissi? Fammelo sapere nei commenti!

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28 Giugno 2019 / / Idee

Arredare la terrazza con Ikea è possibile, un solo negozio presso cui fornirsi per risparmiare tempo e soldi. Ti faccio vedere il mio progetto.


Ikea è il più grande e più conosciuto negozio di arredi al mondo, questo lo sai. Ha reso semplice e divertente un processo che per tanti (ogni tanto anche per me, lo devo confessare) è davvero stressante. Perché diciamo la verità: girare per negozi, misurare, confrontare, cercare ancora e non essere mai soddisfatti non piace a nessuno.

Da Ikea invece è sempre una nuova scoperta: nuove idee, nuove collezioni. E poi con il famoso “effetto Ikea” siamo tutti un po’ fregati. Tante volte quando si comincia l’avventura di un progetto di arredo Ikea viene scansata, perché il fatto che sia una catena di grandi rivendita sembra svaluti i prodotti.

Ma non è così: tutto quello che trovi da Ikea è di buona qualità, col vantaggio di avere dei prezzi competitivi. Per questo ho deciso di creare la moodboard per la mia terrazza unicamente con la nuova collezione Sommar: un esplosione di colori.

arredare la terrazza con Ikea e la collezione Sommar

Arredare la terrazza con Ikea Sommar e tuffarsi nei colori

Ma l’hai vista questa nuova collezione? E’ una pura esplosione di colori. Colori puri, saturi, che a solo guardarli ti fanno sentire in vacanza. La passione del rosso, il calore del giallo, ma anche la freschezza e il relax del blu e del verde. Tutti colori scelti con cura per trasmetterti proprio tutte le sensazioni tipiche della bella stagione. Il rosso ed il giallo per darti la carica ed il blu e il verde per calmarti.

L’ho vista e m’è partita la voglia di fare una moodboard subito. Già la vedo la mia terrazza così carica di estate, che aspetta solo noi per epiche cene alla luce delle lanterne.

Come sai la nostra terrazza è molto grande e possiamo creare più zone funzionali. Una comoda zona pranzo, una zona relax e una zona barbecue. Il divano da esterno Havsten è piccolo, 179 x 94 cm ed è rialzato da terra, dettaglio importante per la pulizia. E’ in colori chiari che mi permettono di poter giocare con tutti i coloratissimi accessori della serie.

arredare la terrazza con Ikea Sommar

Il tappeto Sommar è a tessitura piatta, tipico dei tappeti da esterno. Questo li rende più igienici e quindi facili da pulire. Un tavolino da caffè in alluminio non può mancare, per appoggiare comodamente un libro o un drink. Qualche pouf sparso in giro (Otteron), in polipropilene, che all’occorrenza può diventare anche piano d’appoggio.

E poi piante per decorare lo spazio e per tenere lontane mosche e zanzare, ma anche tante lampade a sospensioni in carta per creare atmosfera. Come ti dicevo qualche settimana fa, l’illuminazione negli spazi aperti è quanto mai importante: prevedi differenti fonti luminose per le tue diverse esigenze.

Candele, lanterne, cuscini: non abbiate paura di esagerare perché sono proprio i piccoli dettagli che fanno la differenza.

E il portafoglio ringrazia…

Questo è davvero uno dei lati positivi che alla fine, nella maggior parte dei casi, mi convince a comprare da Ikea. Perché il rapporto qualità / prezzo è imbattibile e quando si tratta da arredi da esterno lo è ancora di più.

Gli arredi da esterno sono per loro natura dispendiosi perché devono essere fatti con materiali che li facciano resistere alle intemperie, nel corso degli anni. Se dai un occhio al sito e leggi i materiali di produzione ti accorgi subito che si tratta di alluminio, acciaio, polipropilene e rattan. Tutti elementi perfetti per gli spazi aperti.

Ora immagino ti starai chiedendo quanto è il budget totale per questa moodboard: bè, siamo sotto i € 1000. Che per uno spazio del genere è davvero una cifra di tutto rispetto.

E tu come arrederai il tuo spazio?

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