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Arredamento online sotto il Sole…

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Venerdì 6 agosto 2010 qui sul blog di ArredaClick…un anno esatto dalla chiusura estiva delle scorso anno ed è divertente “riscoprire” il post dello scorso anno evidenziando però quanto siamo cresciuti in 12 mesi.
Da domani 7 agosto fino a lunedì 23 gli uffici di ArredaClick rimarranno chiusi ma, come dice il titolo del post, la vendita di arredamento online non va in vacanza perchè il nostro sito continua ad informare, calcolare preventivi e a rendere accessibili le nostre collezioni: sempre di più poi, con Smartphone, Wifi, chiavette ed Ipad, la rete diventa veramente accessibile anche sotto il Sole!
Anche durante i giorni di chiusura il sistema riceve normalmente gli ordini ed i pagamenti e viene offerta assistenza via mail di base: a partire dal 24 agosto riprenderà l’usuale Servizio Clienti in tutti i suoi aspetti.
Un’occhiata quindi ad ArredaClick di agosto 2010 ripetto ad agosto 2009:
Il catalogo.
Ad oggi su ArredaClick ci sono 8 reparti con Soggiorno, Salotto, Tavoli e Sedie, Complementi d’Arredo, Camera da Letto, Arredobagno, Giardino e Progettazione 3D; 40 categorie merceologiche per un totale di 1.888 prodotti disponibili letteralmente in decina di migliaia di configurazioni.
La tecnologia.
Abbiamo investito tanto quest’anno: un nuovo server per servire in modo efficace molti più visitatori, strumenti e procedure per presentare campionari digitali sempre più realistici ed affidabili, un continuo aggiornamento dei software e del sito per migliorarne usabilità e navigabilità per gli utenti.
Il Servizio Clienti Estero.
Da poco più di 4 mesi lo staff Estero sta lavorando alla traduzione totale dei contenuti in lingua inglese e francese: il design e l’arredo italiano facilmente accessibili in tutto il mondo con Servizio Clienti in lingua offerto da un team specializzato nell’arredamento d’interni.
Poche ore alla chiusura…un caloroso ringraziamento a tutti i nostri clienti e lettori: “ci vediamo” a fine agosto con tutto il nostro entusiasmo per le numerose idee e progetti che andremo ad implementare.
Buone vacanze!

Catalogo materassi: la nuova collezione

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Negli ultimi tempi abbiamo lavorato molto sul catalogo materassi e siamo lieti di presentare la nuova collezione.
Si tratta di prodotti di qualità, molto versatili, ideali per soddisfare ogni tipo di esigenza.
Sono inoltre personalizzabili grazie ad un’ampia gamma di rivestimenti: anallergici e antibatterici, climatizzati e termoregolanti.
Per tutti i materassi della nuova collezione sono stati realizzati dei video esplicativi visibili nelle schede prodotto e sul nostro canale Youtube.
Dal catalogo materassi vi proponiamo, ad esempio, il materasso a molle indipendenti Maxim Plus qui presentato con il rivestimento sfoderabile termoregolante Lifestyle Plus.
Appartiene alla nuova collezione anche il materasso anallergico in schiuma Boreal qui raffigurato con rivestimento anallergico Motive.
Ecco infine il materasso anallergico Latex Natura, in lattice di Helvea Brasiliensis 100% vegetale disponibile con rivestimento climatizzato termoregolante Climatech.
Alla prossima!

Tavolini da salotto: forme e materiali, estetica e funzionalità

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Tavolini, tavolini, tavolini,… ma quanti ce n’é?!
Tanti, tantissimi… tutti diversi da guardare, osservare, ammirare, scegliere per stupirsi, giocarci, specchiarsi, innamorarsi.
I tavolini da salotto sono il complemento d’arredo in cui, forse, più si intravede la sincera essenza della nostra personalità ed il vero carattere dell’arredamento della nostra casa.
Diversi i materiali, le forme ed i colori per poter personalizzare e caratterizzare il tavolino che fa per noi e da cui trarre abbinamenti classici o sorprendenti, sfarzosi o minimalisti, usuali o bizzarri.
Tavolini da salotto in legno, laccati, o in ferro nelle forme più tradizionali, quadrati, rettangolari o rotondi, dalle linee barocche o essenziali.

Ma, osando un po’, possiamo prediligere tavolini da salotto inconsueti, imprevedibili, singolari, originali: complementi di puro design per un arredamento innovativo. Sono i tavolini realizzati in materiali nuovi ed accattivanti come il vetro, l’acciaio, la pietra, ma anche pratici e volutamente provocatori come il metacrilato e perfino il tessuto. Materiali nuovi, ma non solo: la forma diviene protagonista, espressione di una mirata ricerca all’essenzialità: ecco allora tavolini ovali, sagomati, a forma di spirale, di fiore, di scacchiera..
Tavolini da salotto di ogni tipologia e per ogni funzione…
Fissi, per chi ama la stabilità, girevoli, per chi ama giocare col movimento delle forme creando combinazioni di linee e colori, su ruote, per chi ama la flessibilità e la comodità di un tavolino “sempre a portata di mano”.
Tavolini pensati anche per la case in cui lo spazio è più prezioso, per chi sceglie il design ma non può o non vuole rinunciare alla praticità: tavolini alzabili ed apribili, che con un semplice movimento divengono tavoli da pranzo e tavolini contenitore che divengono comodi vani portaoggetti.

Tavoli da giardino: la freschezza dell’estate

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Se c’è una cosa che mi ricorda l’estate, che evoca i suoi profumi e i suoi colori, dopo il mare e la spiaggia, è il pensiero di un tavolo all’aperto, in giardino o sul terrazzo, per sorseggiare aperitivi chiacchierando con le amiche, per cenare al tramonto respirando l’aria arancione, per festeggiare il caldo e le vacanze con party notturni e gioiosi.

Il tavolo da giardino è ciò che più mi fa pensare a un piacevolissimo paradosso: alla freschezza dell’estate. Certo, lo so, l’estate è calda, ma ci sono dei momenti preziosi in cui si riesce a godere di un’aria che non esiste per tutto il resto dell’anno: l’atmosfera fresca del crepuscolo appena sceso, l’aria pungente della sera e della notte, la tregua dell’ombra di un ombrellone, di un gazebo, di un pergolato.

E perchè ci sono cose che soltanto d’estate sono piacevolmente fresche: bevande dai mille colori, frutta dolce e gustosa, gelati. E ovviamente, sotto a ogni pergolato, dentro a ogni gazebo, accanto a ogni ombrellone c’è un tavolo con un cocktail, con un contenitore per il ghiaccio e una bibita, con centrotavola pieni di frutta.

Il messaggio implicito è che se desideriamo creare un angolo di relax fresco e riposante, se vogliamo creare un rifugio che d’estate risulti accattivante e invidiabile, l’outdoor avrà bisogno di un tavolo. Anche piccolo per le occasioni più intime, se lo spazio è poco, ma deve esserci. E ovviamente nulla eguaglia l’effetto di un tavolo grande, per tanti ospiti e per tante cose buone, da mangiare e da bere.

Dunque quadrati, rettangolari o rotondi, l’importante è che all’esterno i tavoli ci siano, con un’attenzione particolare ai materiali: fibre naturali o sintetiche, metallo o laminato ad esempio, sono ideali per resistere all’incuria del tempo e delle intemperie e per essere rimessi a nuovo con pochi gesti.

Il tavolo Estate in metallo verniciato esprime esattamente il mio concetto evocativo della bella stagione a partire dal nome. Disponibile in diverse misure e forme, è l’ideale per resistere ai temporali estivi.


Il tavolo Icaro in rattan e piano in vetro si adatta a tutte le occasioni: a quelle più raccolte nella sua dimensione più piccola, a quelle più festose una volta allungato nella sua massima estensione. Ideale per trasmettere un senso di freschezza naturale.

Il tavolo 234 in laminato è invece una soluzione easy, adattissima all’aperitivo del tramonto o a una colazione mattutina guardando il cielo appena diventato azzurro.


Il tavolo Cetra in legno teak con piano in lamiera d’acciaio, con il suo intelligente sistema di allungamento, è il tavolo perfetto per cene all’aperto con tanti ospiti.

Affresco autentico strappato da muro: l’arte nella propria casa

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L’affresco è un tipo di pittura muraria di antichissima tradizione e bellezza che diventa oggi un complemento d’arredo unico ed elegante.
Arredaclick propone l’affresco autentico strappato da muro, un’occasione imperdibile per portare l’arte nella propria casa.
L’affresco viene realizzato completamente eseguito a mano da artisti professionisti di riconosciuto talento pittorico seguendo la tecnica tradizionale: il colore viene steso sull’intonaco fresco in base all’esecuzione della giornata. Una volta asciutto, si esegue lo strappo dal muro, un procedimento cui ricorrono i restauratori per salvare e restaurare affreschi originali. Il dipinto viene quindi trasferito su una tela, che verrà poi fissata ad un telaio di legno. La cura meticolosa nella realizzazione e l’attenzione rivolta alla massima resa dei particolari fanno di ogni affresco un’autentica opera d’arte unica e di pregio.
Il catalogo di affreschi offre una ricca gamma di soggetti, che spaziano dai disegni d’autore ai fiori e nature morte, dai paesaggi ai trompe l’oeil per approdare alla sezione dei moderni con i capolavori artistici e i miti del cinema del XX secolo. Ogni affrescatore è specializzato in uno specifico ramo pittorico in modo da garantire un’altissima qualità su tutta la gamma dei soggetti.
Ampio spazio è dedicato alle riproduzioni dei capolavori della storia dell’arte italiana ed europea, che contribuiscono ad incrementare il valore artistico dell’affresco, proponendo inoltre una alternativa di pregio alle classiche stampe.
Particolare attenzione meritano le riproduzioni delle opere di Gustav Klimt, come ad esempio i visi. I dipinti del pittore austriaco, ad esempio, vengono arricchiti con la decorazione a foglia oro, che conferisce la medesima luminosità e preziosità degli originali.
Gli affreschi autentici strappati da muro sono ideali per ogni ambiente della casa, dal soggiorno alla camera da letto, dall’ingresso alla cucina, e per ogni stile d’arredo, dal classico al moderno, dall’arte povera al minimalismo.
Alla prossima!

Buon compleanno ArredaClick

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Siamo felici e desiderosi di condividere ma stringati al tempo stesso…c’è veramente tanto da fare!
Il 16 giugno 2008 iniziava ufficialmente il lavoro per ArredaClick, entrando in un “piccolo” ufficio con un paio di PC, esperienze precedenti e tanta tanta volontà…e grazie ai risultati ottenuti quell’ufficio siamo riusciti a farlo diventare “troppo piccolo” con una certa rapidità.
Ora sono passati 2 anni esatti e siamo una decina di ragazzi e ragazze veramente appassionati al proprio lavoro: i PC si sono moltiplicati esponenzialmente come le nostre esperienze che si sono ampliate anche grazie ai nuovi membri della squadra…la “tanta tanta volontà” di cui parlavamo però è rimasta la stessa :-)
In occasione di questo 2° compleanno ci fregiamo di condividere con voi i primi risultati di un’indagine sulla soddisfazione della clientela (campione le forniture spedite nel maggio 2010):
Quali sono le ragioni per cui hai acquistato su ArredaClick?
- La comodità d’acquisto 31%
- Il risparmio economico 88%
- I prodotti proposti 38%
Ti ritieni soddisfatto della scelta?
- Sono molto soddisfatto 88%
- Sono abbastanza soddisfatto 13%
- Penso di non essere soddisfatto 0%
Quale o quali sono gli aspetti determinanti per la tua risposta precedente?
- il Servizio Clienti pre-vendita 31%
- la Consegna 63%
- il Servizio Clienti post-vendita 13%
- la Qualità dei Prodotti 94%
Pensi che in futuro tornerai a visitarci o raccomanderai ArredaClick a qualcuno?
- Sicuramente 81%
- E’ probabile 19%
- Non penso 0%
Siamo lusingati…grazie grazie e ancora grazie.
Alla prossima!

Librerie minimali: una piacevole contraddizione

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Le librerie se definite “minimali” lasciano albergare in sè una leggera contraddizione: la libreria per definizione non può essere minimale o almeno non risponde solitamente ai canoni dettati da questo stile oggi così in voga.

La libreria infatti è un arredo pensato appositamente per contenere il più possibile e per tenere in ordine soprattutto i libri; ma l’effetto finale di una libreria, quello che poi dovrebbe entusiasmare tutti gli assidui lettori appassionati, non è proprio quello che ci si aspetterebbe da un arredo minimal: il solo fatto di riempirsi e di mostrare tanti oggetti in una sola volta, trasforma la libreria in un oggetto anti-minimale. Soltanto una libreria chiusa da ante potrebbe non sfiorare questo concetto, ma potrebbe anche non assomigliare più a una libreria.

Tuttavia, ci sono librerie che mostrano un’anima minimale, non tanto per l’effetto finale che avranno una volta riempite, ma nelle linee con cui sono state concepite. Minimali intrinsecamente, minimali perchè rispondenti a regole e dettami particolari.

Il minimalismo prevede l’essenzialità: soltanto ciò che è strettamente necessario, senza fronzoli, senza giri di parole. Linee pulite, regolari, dalla precisione geometrica; colori neutri, mai troppo accesi; materiali leggeri visivamente, come il vetro, o trattati in modo da risultare riflettenti e quindi da ampliare lo spazio visivo ancor di più.

La libreria Chicago ad esempio è altamente essenziale: ripiani in vetro trasparente e sostegni ridotti al minimo e agganciati alla parete. Questa libreria è nata per mimetizzarsi con eleganza nell’ambiente, dando pieno risalto a libri e a oggetti e assolvendo in pieno i concetti del minimalismo.

La libreria Fifty incarna il minimalismo in un altro modo: i suoi ripiani vengono fuori dalla parete come spinti da una mano invisibile, che plasma forme sempre diverse. Il risultato è un arredo essenziale nelle linee e nell’ingombro.

La libreria Dna incarna un’altra idea: dalla forma evocativa di cui porta il nome, Dna per quanto dia vita a vere e proprie composizioni di libri piuttosto appariscenti e fantasiose, è di fatto costituita da elementi essenziali. Un sostegno centrale e ripiani a diverse altezze, con dimensioni contenute e precostituite. Ecco a cosa può dar vita un arredo concepito in modo minimale, a combinazioni irresistibili di ordine e disordine, che fanno di una casa bella anche una casa vissuta e dal sapore inconfondibile.


Letti in tessuto: cinque buoni motivi per sceglierli

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I letti rivestiti in tessuto sono elementi d’arredo adatti a contesti sia moderni che classici, perchè declinabili sia al passato che al presente: basta infatti qualche accorgimento in più per trasformare un letto in tessuto in un pezzo proveniente direttamente dall’800, mentre servono linee morbide oppure rigorosamente geometriche per rispondere ai dettami del contemporaneo o del minimale.

Quali motivi però dovrebbero spingerci a scegliere un letto in tessuto, piuttosto che un letto in ecopelle, in pelle o in legno? Ovviamente la preferenza finale è una questione di gusto, ma anche di esigenze e necessità diverse. Ecco cinque buone ragioni per orientare la scelta su un letto in tessuto.

Motivo numero uno: il letto in tessuto è nella maggior parte dei casi sfoderabile, quindi facilmente lavabile e anche semplice da rivestire con un nuovo volto. Basta un rivestimento con colori e fantasie differenti, per cambiare totalmente aspetto a tutta la stanza.

Motivo numero due: il letto in tessuto è coordinabile con gli altri tessili della stanza, perchè può essere scelto in tantissime varianti di colore e fantasia. Coperte, lenzuola, cuscini, copripiumini, tende, tappeti. Tono su tono oppure tonalità in contrasto netto, vestiranno letteralmente la camera da letto per la felicità di chi ama dettagli e particolari.

Motivo numero tre: il letto in tessuto può risultare più informale. Naturalmente verrà scelto da chi cerca un’atmosfera più easy, non senza pensare all’eleganza, ma con un tocco in più di allegria, anche grazie alla vasta scelta di colori possibili.

Motivo numero quattro: il letto in tessuto è caldo d’inverno e fresco d’estate, e si adatta quindi perfettamente all’idea di accoglienza e riposo che ci dovrebbe avvolgere proprio in un letto, anche se non ne entriamo in diretto contatto con la pelle ( per quello ci pensa la biancheria che scegliamo).

Motivo numero cinque: il letto in tessuto dona un’idea più efficace di morbidezza e abbandono, preparandoci a sonni coccolati e ristoratori.

Si tratta quindi di motivi sia di ordine pratico, che di ordine estetico, a cui ognuno sceglierà di dare la propria personale priorità.

Tra i letti che soddisfano le ragioni appena esposte c’è il letto in tessuto Apollo, che con il suo particolare aspetto trapuntato rende perfettamente l’idea della morbidezza: tuffarsi in un letto simile, sarebbe un po’ come atterrare su una nuvola.

Il letto in tessuto Clip si adatta perfettamente a un’idea di arredamento moderno non troppo formale, ma comunque elegante, con la particolare forma della sua testiera e con le linee arrotondate ma non troppo.

Il letto in tessuto Chloe ci proietta immediatamente in un altro tempo, con il suo gusto delicato e classico al tempo stesso, senza essere invadente.

Nuovo server: un regalo per il 2° compleanno

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Buongiorno a tutti, è un periodo un po’ frenetico per noi!
Nuovi reparti di mobili ed arredamento per la casa, la novità della Progettazione 3D, nuovi membri della squadra ed un sacco di nuovi clienti che apprezzano quello che facciamo.
Solo una settimana fa la pubblicazione della versione in inglese di ArredaClick.com, con il team Estero che ovviamente continua a lavorare per completare la traduzione e prepararsi al Servizio Clienti in lingua inglese per la clientela europea.
Ieri sera invece abbiamo spostato ArredaClick su un nuovo server professionale dedicato: in sostanza ArredaClick “girerà” su un server dalle elevate prestazioni dedicato esclusivamente al nostro sito.
Oggi, 29 maggio 2010, dopo qualche ora di “down” per il cambio del server siamo tornati online con tante novità…ci concentriamo solo su quelle che verranno “percepite” dai nostri utenti.
Ad esempio abbiamo allargato le nostre pagine: immagini più grandi e tendine più larghe per informare meglio i nostri utenti ed offrire una migliore esperienza di navigazione.
Inoltre un server così prestante permetterà al sistema di calcolare più rapidamente i preventivi ad un numero sempre maggiore di utenti.
Insomma…continuiamo ad investire molto consci di essere ormai un punto di riferimento per la vendita online di arredamento: un punto di riferimento per i clienti che ci premiano scegliendoci come partner, ed un punto di riferimento per diversi colleghi che “prendono spunto” dalle nostre iniziative ;-)
Torniamo al lavoro: i prossimi 2 giorni lavorativi saranno tutti dedicati al debugging dell’aspetto grafico ed alla riattivazione di tanti particolari utili alla navigazione…buon 2 giugno e “a presto” da tutta la squadra di ArredaClick!

ArredaClick – custom italian furniture

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Questo è uno di quei post in cui chi scrive è veramente emozionato: il lavoro diventa una passione quando ci si emoziona per l’inizio di una nuova ed importante fase.
2 anni fa ero personalmente impegnato nella programmazione di ArredaClick: la divisione in reparti, i fornitori, il software gestionale, i corrieri partner per la logistica…tanti aspetti importanti per la nascita di un progetto che aspirava a crescere, seppur nato in sordina.
Oggi 21 maggio 2010 abbiamo pubblicato la versione in lingua inglese di ArredaClick.
Qui in Area D. srl abbiamo sempre guardato all’estero come un’opportunità per portare avanti con fierezza la bandiera dell’italianità, proprio in un settore che fa parte delle “quattro A”, le eccellenze italiane (Arredamento, Abbigliamento, Automazione, Alimentare).
In seguito siamo stati stimolati dai positivissimi riscontri ricevuti dalla nostra clientela estera che si “avventurava” ad acquistare su un sito esclusivamente in lingua italiana perchè evidentemente offriamo quell’assortimento, comodità e risparmio che sono punti fermi della nostra offerta.
Pubblichiamo quindi oggi il sito in lingua inglese…funzionante in ogni sua parte e perfettamente navigabile. Nel frattempo il team Estero continua a lavorare per tradurre tutti i contenuti sviluppati dal team Italia, ma già i nostri utenti stranieri troveranno un gran beneficio in termini di uso e fruizione delle informazioni.
Ovviamente anche il Servizio Clienti telefonico e via mail verrà reso in lingua inglese.
A 2 anni dalla pianificazione iniziale di ArredaClick lasciatemi esprimere viva soddisfazione ed entusiasmo!
Proseguiamo nel nostro lavoro ora…a presto!

Sedie di design: i 50 anni della Panton Chair

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Ricorre quest’anno il 50esimo anniversario dell’icona per eccellenza delle sedie di design, la celeberrima Panton Chair di Vitra, non solo disegnata, ma fortemente voluta da Verner Panton, di cui porta degnamente il nome.

Spesso le grandi cose nascono da casi fortuiti; altrettanto spesso invece, i grandi risultati si ottengono solo dopo tempo, impegno, lavoro, soddisfazioni e delusioni. Quella della Panton Chair è una storia che meriterebbe di essere narrata nei dettagli, per diventare uno di quei racconti edificanti, epici, evoluzionistici, quelli in cui il protagonista attraversa mille peripezie per raggiungere finalmente un obiettivo, crescendo e diventando una persona migliore.

La Panton Chair è il frutto sudato e (è proprio il caso di dirlo) partorito, di un cammino lento, difficile, straordinariamente lungo, partito da un’idea geniale e concluso dal progresso che all’inizio degli anni ‘60 non era ancora pronto ad accogliere pensieri così rivoluzionari. Si comprende quindi come la Panton Chair non sia soltanto una sedia, per quanto possa essere definita La Sedia dell’era moderna, ma ha la stessa valenza di un sogno che si realizza.

Verner Panton concepisce l’idea di questa affascinantissima sedia in un tempo ormai non più precisato, forse tra il 1959 e il 1960, perso in qualche non-luogo, nelle pieghe del limite tra fantasia e realtà, come nelle favole più antiche. Il progetto del designer era quello di produrre una seduta basculante in plastica, da realizzare con un unico stampo.

Io credo che Verner Panton avesse in mente, quando elaborò quest’idea, il processo di lavorazione delle sculture così come lo concepiva Michelangelo, secondo cui dentro ogni blocco di marmo o di pietra la statua era già presente: bastava soltanto liberarla dalla prigione di materia inanimata che la circondava.

Dal prototipo alla produzione di massa passarono 7 lunghi anni: anni di tentativi, di fatiche, di disillusioni. Ma dal 1967, da quando la Panton Chair cominciò a essere prodotta in serie con Vitra, fu da subito un enorme successo. Che ripagò tutti gli sforzi, tutte le delusioni.

I primi modelli furono realizzati in poliestere rinforzato con fibroresina; successivamente si passò alla versione in poliuretano espanso e poi a un’altra versione ancora in Luran S stampato ad iniezione. Si scoprì poi che quest’ultimo materiale col tempo tendeva a deteriorarsi. Così dall’inizio degli anni ‘80, la Panton Chair viene realizzata con il processo di stampa con schiuma poliuretanica; oggi la si realizza con il procedimento di stampa a iniezione con polipropilene completamente riciclabile, più ecologico, avanzato ed economico.

Sono ormai anni che recensisco e posto immagini di case da tutto il mondo, case eleganti, case di lusso, case da sogno, case comunque sempre bellissime. E la percentuale di quelle che non sfoggiano almeno una Panton Chair in sala da pranzo o come oggetto-scultura in qualche angolo, è veramente esigua.

La Panton Chair è un simbolo, perchè ha portato l’innovazione dei materiali nei processi produttivi e nelle case, ma anche perchè ha portata freschezza ed emozione, grazie ai suoi colori e alle sue forme sinuose, fluenti, adattabili perfettamente al corpo umano. Tanto che dal 2006 viene anche prodotta nella versione Kids per i più piccoli.

La sedia Remake si ispira proprio a lei, alla Panton Chair, celebrando degnamente quei 50 anni di storia del design che l’hanno resa, credo di poter dire, la sedia più desiderata e acquistata al mondo.

Come arredare un ingresso essenziale

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Arredare l’ingresso con gusto significa saper mettere insieme pochi elementi, tuttavia indispensabili e che portino con sè una certa estetica accattivante: in fondo l’ingresso è la presentazione ufficiale della casa e deve riuscire a proiettare chi entra in un’atmosfera accogliente ed emozionante.

E notiamo che per ingresso non si intende esclusivamente quella grande stanza in senso stretto, piena di porte, che funzionava da anticamera per l’accesso ai saloni nelle grandi ville di un tempo; e nemmeno si intende soltanto il classico corridoio, lungo e stretto, che conduce ai vari ambienti della casa.

L’ingresso a volte, soprattutto nell’abitare moderno, è soltanto un angolo, una porzione anche piccolissima di spazio, ricavato nella zona giorno di un monolocale, di un open space, di un piccolo loft. Ma se è quel luogo in virtù del quale è possibile entrare e uscire dalla casa, sempre di ingresso si tratta, per quanto esiguo possa presentarsi.

Individuiamo allora soltanto pochi elementi, quelli che davvero non possono mancare, nemmeno in un piccolo angolo, e poi mettiamoli insieme. Indispensabili risultano: l’appendiabiti, il portaombrelli e una consolle o una mensola, magari dotate di specchiera.

Giochiamo a trovare innanzitutto le accoppiate vincenti: l’appendiabiti Alta Tensione ad esempio, potrebbe sposarsi felicemente con il portaombrelli cilindrico di Kartell, per dare vita a un incontro celebrato dal design e da una ventata di informalità venata di colore.


Sullo stesso stile, potrebbero trovarsi molto bene insieme l’appendiabiti Pino e il portaombrelli Poppins.


Per uno stile invece più formale e minimale, l’appendiabiti Four Lieves potrebbe accompagnarsi con il portaombrelli Goccia.


Per completare l’arredamento del nostro ingresso, in ognuno di questi casi potrebbero essere intercambiabili la consolle Diletta o la mensola Mistica, adattabili a qualunque stile e a qualunque colore.


Sgabelli moderni: protagonisti di un piacevole disequilibrio

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Gli sgabelli sono a tutti gli effetti complementi d’arredo, proprio perchè si tratta di elementi per definizione secondari, che aiutano appunto a completare la disposizione di un ambiente come se fosse un quadro dove ogni particolare deve trovare la sua giusta collocazione e dove ogni dettaglio deve avere il suo peso equilibrante.

Ecco allora che laddove un vuoto riesce funzionale e piacevole agli occhi, c’è la necessità di un elemento che funga da pieno per controbilanciare tale vuoto. E’ la legge dell’armonia, della stabilità, che peraltro si può anche decidere di violare apertamente.

Gli sgabelli tuttavia sono perfetti come complementi d’arredo, soprattutto in un contesto stilistico fortemente ispirato al moderno, proprio perchè possono contribuire in modo molto efficace a controbilanciare alcuni vuoti, oppure a portare volutamente la stabilità in una situazione di leggero, appena percettibile, eppure destabilizzante disequilibrio. Tanto destabilizzante quanto affascinante.

Non troppo ingombrante, ma quasi imponente nel suo profilo per definizione allungato, lo sgabello infatti è ideale per mostrarsi, ma senza esagerare, per rimanere discreto, ma anche per distinguersi. Talvolta lo sgabello è in grado anche di rendersi protagonista di un angolo di visuale, di una porzione di spazio, di una zona, proprio in virtù del disequilibrio visivo che potrebbe creare, oppure grazie a forme, colori e materiali che lo possono connotare come elemento piacevolmente fuori dal coro.

Nello stile d’arredo contemporaneo, gli sgabelli possono arrivare ad esprimere estetiche davvero sorprendenti, piene di fascino propositivo, di freschezza. Materiali vecchi e nuovi insieme, come metallo, poliuretano, policarbonato, metacrilato, creano superfici lucide, invitanti, mentre le forme più strane danno vita a fantasiose armonizzazioni, dove l’oggetto sgabello, nella sua particolarità, diventa l’elemento scatenante di una diversità che ben si sposa con un arredamento lineare, composto, a tratti minimale.

Lo sgabello Freehand di Colico Design è un esempio di questa diversità “formale”, dell’essere protagonista a causa di un’originalità squisitamente moderna, fatta di sagome fuori dal comune, di sostanza e di decorazioni di grande gusto.


Lo sgabello Geo è un altro esempio di forma curiosa, accattivante, che insieme a colori accesi e vivi, è in grado di attirare fortemente l’occhio e l’interesse.

Lo sgabello Frog si mostra come una presenza discreta fortemente caratterizzante, grazie alla sua forma minimale, ma anche ai colori disponibili che non passano certo inosservati.

Anche lo sgabello Fly non passa inosservato: la sua geometria quasi irregolare, la lucentezza del metallo cromato, la vivacità dei suoi colori lo rendono il potenziale protagonista di un ambiente minimale.

Mobili porta tv girevoli, per raccontare storie a tutti gli angoli della casa

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I mobili porta tv girevoli sono arredi assolutamente funzionali, adattabili a contesti ed esigenze molto diverse, che presuppongono usi particolari dello spazio. I porta tv girevoli creano zone perfettamente fruibili da più punti della casa, regalando così soluzioni altrimenti irrealizzabili.

La televisione ormai è un abitante della casa a tutti gli effetti; che se ne faccia un uso preponderante o un cosiddetto uso “ambientale”, cioè di sottofondo, essa è diventata volenti o nolenti parti integrante della vita quotidiana domestica, elemento immancabile come le sedie o il letto. Senza la tv una casa non si riesce più a chiamare tale.

E in barba ai naturalisti che vorrebbero tornare al passato delle caverne, nonchè ai critici della televisione d’oggi (che per carità potrebbe sicuramente migliorare i contenuti, ma che costituisce un mezzo di comunicazione senza pari e per questo sfruttabile in molteplici e utili maniere), io proclamo la positività della presenza indispensabile della tv in casa.

Perchè? Perchè la tv non solo fa compagnia a chi abita solo, non solo è un mezzo di contatto con la realtà, ma è anche il nostro principale cantastorie. Colori, suoni, immagini riempiono così i nostri salotti, le nostre cucine, le nostre camere. Folle di gente entrano in casa nostra, se noi vogliamo farle entrare.

La tv ci racconta delle storie, quelle che sono il motore della nostra esistenza: pensateci bene, senza storie, senza racconti, senza fatti più o meno reali da apprendere e discutere, da assaporare e rivivere, cosa ne sarebbe della nostra immaginazione? La nostra vita può essere piena e densa, ma sono le storie che apprendiamo con meraviglia che la rendono speciale.

Così la tv è uno dei motori della nostra immaginazione, indipendentemente dell’uso che se ne fa, che oggi può essere il più vario grazie alle nuove tecnologie. Per questo il televisore è diventato il fulcro della casa, il classico fuoco intorno a cui la famiglia si riunisce, proprio come una volta, ad ascoltare storie.

Quando gli spazi in casa sono ampi, aperti, quando le funzioni degli ambienti si compenetrano in un unico luogo, questo centro che è la tv potrebbe non trovare più la sua collocazione ideale: visibile magari solo dal divano, diventa inguardabile dalla cucina, che fa parte dello stesso ambiente, oppure diventa difficile da vedere dal tavolo da pranzo, sempre facente parte dello stesso living.

Ecco che ci vengono in aiuto in questi casi proprio loro, i porta tv girevoli: arredi polifunzionali, in qualche modo salvaspazio, regolabili secondo le esigenze e soprattutto discreti, non invadenti nell’effetto estetico globale.

Individuando i punti strategici di ambienti grandi come living e open space, i porta tv diventano i mezzi per potersi riunire intorno al fuoco ovunque ci si trovi. E per poter ascoltare tutte le storie che si desidera sentire e vedere, cucinando, oppure mangiando oppure ancora rilassandosi in poltrona.

Il porta tv girevole Panel 90°, con tutto il suo stile estetico, è in grado di ruotare il televisore fino a 90°, consentendone la visione da almeno due angolazioni diverse.

Il porta tv Vision oltre che girevole, è regolabile anche in altezza, in modo da essere visibile anche da posizioni differenti: seduti sul divano, seduti a tavola o in piedi al piano di lavoro della cucina.

Il porta tv Vision rotondo e girevole irrompe invece nell’arredamento di una zona giorno, diventandone protagonista e creando allo stesso tempo un’alcova privilegiata per la fonte principale delle nostre storie quotidiane.

Divani in pelle: atmosfere d’altri tempi

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Un divano in pelle è capace di rendersi protagonista assoluto di un salotto, semplicemente per definizione. Anzi: il divano in pelle è il salotto, per antonomasia, per elezione. Per diritto.

Il concetto stesso di salotto nasce dal divano in pelle: forse non è proprio un’affermazione storicamente corretta, ma risulta vera e vivida nell’immaginario comune.

Soprattutto se pensiamo a quei luoghi, talvolta un po’ fumosi e un po’ sfocati, ma proprio per questo profondamente affascinanti, da cui il salotto ha preso il suo nome: i salotti erano luoghi eletti, posti in cui personaggi spesso poi diventati celebri si riunivano per parlare, per creare, per respirare arte. Quando ancora non sapevano di essere in procinto di divenire patrimonio culturale dell’umanità.

Era il Settecento, ma anche l’Ottocento. Dentro i salotti è stata scritta la Storia, ad esempio quella delle rivoluzioni, dall’eclatante e cruciale Rivoluzione Francese del 1789, a quelle meno conosciute ma ugualmente radicali, come quella napoletana del 1799.

Dentro i salotti sono stati inventati nuovi stili di vita: nei salotti si fumava, dettando un nuovo costume, si giocava e si decidevano le mode in fatto di abbigliamento.

Dentro i salotti sono state scritte poesie; dentro i salotti sono state composte e suonate, e ascoltate e assaporate le musiche tra le più belle mai scritte e udite. E chi stava lì, seduto su quei divani, forse di pelle, forse no, quelle musiche le ha sentite scaturire direttamente dalle mani del loro illustre artista. Sto parlando di Rossini, di Mozart, di Verdi.

Dentro i salotti si consumavano tutte quelle storie e quei retroscena, magari non ricordati da libri ed enciclopedie, ma che hanno sconvolto animi e vite intere: quante tresche, quanti incontri, quanti incroci e quante coincidenze. I salotti erano la vita mondana, i salotti erano tutto l’intrattenimento possibile, i salotti erano libertà.

Mi sembra di vederli, quei personaggi misteriosi che tramano, o quelli allegri che ridono e declamano poesie, dietro a una leggera cortina di fumo, seduti sul divano in pelle Dustin (che per l’occasione non mostrava certo piedini in acciaio cromato..), imponente, vissuto e quasi trascurato dalla vita che gli aleggava leggiadra intorno.


Mi sembra di sentire le note dei “Péscés de vieillesse” provenire dalle dita magistrali di un Rossini un po’ attempato, nella sua casa vicino a Parigi, mentre sto seduta su un divano in pelle come Chester.


Mi sembra di poterli immaginare, Eleonora Pimentel Fonseca e Francesco Caracciolo, mentre seduti sul divano in pelle Harrison scrivono il manifesto della fuggevole Repubblica Napoletana.



A voi non sembra di poter evocare tutto un altro mondo, tutta un’altra atmosfera proprio nel vostro “salotto”, respirando la stessa libertà, la stessa mondanità, la stessa storia di allora, con un divano in pelle come questi?