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La stanza da bagno in Italia, un amore che sta finendo secondo le statistiche di Instapro

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Le notti non finiscono all’alba nella vita ma talvolta l’amore si, e quello degli italiani per la stanza da bagno sembra non essere piu’ forte come in passato. Questo e’ quanto emerge dall’analisi interna effettuata da Instapro sulle richieste effettuate nel 2018 per ristrutturazioni di case e bagni.

Il 40% delle richieste di ristrutturazione, su case e appartamenti in media di 95 mq, non include il bagno, mentre le richieste per interventi specifici al bagno sono state solo il 18% del totale.

Mettendo a confronto i dati nazionali con gli altri paesi europei in cui Instapro è presente, la differenza risulta essere piuttosto rilevante: in Olanda, le percentuali di ristrutturazione casa che includono anche lavori sul bagno sono dell’80%, mentre le richieste di intervento specifiche sul bagno sono il 65% del totale. Per i cugini francesi le percentuali si fermano solo al 70 e 38%.

Differenze importanti tra i diversi stati europei, e seppur in piccola parte il concorso indetto da Instapro in collaborazione con Iperceramica mette mano proprio a questa disparità. Una bella iniziativa per rimettere gli italiani in contatto con il loro amore, ed è sempre un buon proposito.

Il concorso è iniziato il 2 Maggio, fino al 31 sarà possibile partecipare postando la foto del proprio bagno tanto bisognoso di una ristrutturazione alla pagina www.instapro.it/concorsi/vinci-bagno-nuovo.

Da quel momento ha inizio la votazione , aperta a tutti, che andrà a selezionare i 12 candidati per la vittoria finale decretata dalla giuria d’onore. Condividendo la propria foto e la propria storia, i concorrenti possono raccogliere voti e guadagnarsi il passaggio in finale.

Il premio, e’ un’allettante ristrutturazione del valore massimo di 6.000 euro per il proprio bagno. Se il vostro bagno non è poi così male, potete sempre votare e apprezzare tutti quelli in gara.

 

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Il cuscino Tediber è davvero incredibile

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Per  la qualità del nostro riposo la scelta del cuscino non va mai sottovalutata: non si tratta di un semplice accessorio ma determina il benessere di schiena e collo. Ecco la mia esperienza con il cuscino Tediber.

Tediber, azienda di cui abbiamo già avuto occasione di parlarvi, è una startup francese nata nel 2015 dall’idea di tre amici alla ricerca del materasso perfetto. I tre, da sempre sostenitori del diritto di ognuno al sonno di qualità, hanno fondato Tediber per fornire materassi, cuscini e piumini di qualità ad un costo accessibile, grazie alla vendita esclusivamente on line e quindi senza alcun intermediario. Inoltre, se i prodotti non soddisfano le proprie aspettative, Tediber offre ben 100 giorni di prova gratuita prima di procedere alla restituzione del prodotto!

Ma come è fatto il cuscino Tediber?

Il cuscino, disponibile in diverse misure, è rivestito da una fodera bianca cucita a mano. I materiali sono tutti naturali, dal cotone del rivestimento all’imbottitura, realizzata con piumino e piume d’oca di origine francese. Tediber garantisce che nessun animale è spiumato vivo appositamente per fabbricare il cuscino e che le piume provengono da animali destinati al consumo alimentare. I componenti sono certificati OEKO-TEX® Standard 100 (sistema di controllo e certificazione indipendente e uniforme a livello internazionale per le materie prime, i semilavorati e i prodotti finiti del settore tessile), il che garantisce che nel guanciale non sono presenti sostanze tossiche nocive per la nostra salute. La sterilizzazione ad alta temperatura rende inoltre il cuscino ipoallergenico, mentre l’immersione di piume e piumino nell’olio di Neem garantisce l’assenza di acari. La sua manutenzione è semplice, basta infatti lavarlo in lavatrice a 40°C e ritorna come nuovo.

 

La mia esperienza con il nuovo cuscino Tediber

Acquistare nel sito di Tediber è semplice e veloce, basta infatti registrarsi e selezionare i prodotti da mettere nel carrello, poi, una volta concluso il pagamento, si definisce già la data di consegna. La merce arriva a casa dopo pochi giorni e l’imballaggio è curato in ogni dettaglio. I cuscini, ognuno nel proprio cartone personalizzato Tediber, sono infatti custoditi all’interno di una bellissima borsa in tessuto avvolta da una carta velina blu con sopra una cartolina che illustra tutte le caratteristiche del cuscino.

Il rivestimento in tessuto bianco con bordo blu, dona un tocco raffinato al cuscino.  Toccandolo con la mano risulta soffice e consistente al tempo stesso.  Soffrendo da tempo di una fastidiosissima ernia cervicale, che mi crea parecchi disturbi anche durante la notte, da qualche anno mi sono abituata a dormire con due guanciali, uno alto e uno basso, in modo tale da tenere più sollevata la nuca e sentire meno dolore al collo. Con il mio nuovo cuscino Tediber, mi sono trovata benissimo già dalla prima notte.

Il giorno che sono arrivati, quando li ho toccati con la mano ho pensato che mio marito non avrebbe avuto nessun problema a dormire con questo cuscino, mentre per me temevo fosse troppo morbido. Fortunatamente, dopo averlo testato la prima notte ho subito capito che nonostante la sua morbidezza la testa è ben sostenuta e il collo è rilassato.

Sono molto soddisfatta perché sono quasi due mesi che la notte non mi sveglio per il collo teso e dolorante. Personalmente posso affermare che il cuscino Tediber è davvero incredibile e lo consiglio vivamente a chiunque desideri migliorare la qualità del sonno!

 www.tediber.com/it/

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Un Airstream vintage ripensato come ufficio mobile

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Edmonds + Lee Architects di San Francisco  ha trasformato un caravan degli anni ’60 in un moderno spazio che funge da ufficio e casa mobile .

Negli ultimi il mondo del lavoro è molto cambiato. La tecnologia ha portato a nuove professioni e sempre più persone hanno iniziato a lavorare da casa. Una tendenza, questa, che sta prendendo piede in tutto il mondo. Chi ha la fortuna di poter gestire la propria attività con un computer e una connessione internet, può lavorare ovunque anche girovagando per il mondo, magari con un fantastico caravan come questo.

Progettato da Edmonds + Lee Architects, con sede a San Francisco, in collaborazione con Silver Bullet Trailer, questo Airstream è stato trasformato per un imprenditore della Silicon Valley che desiderava un ufficio pratico da utilizzare come spazio di lavoro ma anche come casa mobile. Insieme a sua figlia, designer industriale, ha acquistato il caravan in Germania. Questo raro Airstream vintage, Bambi II, ha viaggiato da Amburgo alla California, dove ha preso il nome di Kugelschiff (che si traduce in “bullet ship”) ed è stato trasformato in un perfetto ufficio mobile.

Multifunzionale e adattabile a diverse esigenze, l’interno presenta un design elegante e minimalista.  La perfetta integrazione di elementi diversi ha permesso al team di creare uno spazio flessibile in grado di adattarsi a qualsiasi esigenza. Nonostante le sue dimensioni ridotte, solo 8 mq, il caravan ha un design ottimizzato che sfrutta al massimo ogni centimetro a disposizione.

Da un lato, c’è un divano curvo con rivestimento in lana Maharam e un moderno tavolo rotondo. Sul lato opposto, invece, una scrivania regolabile in altezza che all’occorrenza si trasforma in una pratica base per il letto. Grazie al materasso ad aria, diventa un posto letto confortevole con una vista meravigliosa. Qui, il team ha installato anche armadi in rovere che nascondono attrezzature, un frigorifero, un lavandino e più spazio di archiviazione. L’alluminio verniciato bianco riveste le pareti, mentre i pavimenti sono in legno di frassino.  Il caravan è inoltre dotato di pannelli solari e un ripetitore Wi-Fi, nonché un sistema Nest intelligente.

Fotografie © Joe Fletcher

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Hotel Labos -Architettura & Marketing: tre Open Workshop gratuiti

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Invito per tre Open Workshop gratuiti di aggiornamento professionale “Hotel Labos -Architettura & Marketing”

I locali per i consumi fuori casa, la Ristorazione e il Food Retail sono in evoluzione continua dal punto di vista degli stili progettuali, delle funzioni, dei materiali e del rapporto con il mercato e il pubblico.

Sono dedicati a questi temi i prossimi corsi dell’innovativo ciclo “Hotel Labos” per architetti e imprenditori, condotti dai docenti specializzati dei Master internazionali “HoReCa Workshop – Architettura & Marketingdi Milano Business School.

I corsi sono gratuiti e riservati a 35 professionisti, ammessi secondo disponibilità. Si svolgono dalle 13.45 alle 18.45 in centro a Milano.

 

Sabato 25 maggio 2019

Ristoranti e Food Retail – Architettura & Marketing

Dalle richieste del mercato ad un locale di successo: come creare o ristrutturare un piccolo spazio o un grande format. Il rapporto strategico tra imprenditore e progetto.

Andrea Langhi, architetto specializzato

 

Sabato 29 giugno 2019

Food Retail – Architettura & Marketing

Osservare con gli occhi del cliente: funzionalità ed espressività dei progetti di nuovi luoghi d’acquisto e di consumi alimentari. Focus sull’innovazione nel mercato USA

Daniele Tirelli, Presidente Retail Institute of Italy

 

Sabato 20 luglio 2019

Luce e Illuminazione – Architettura & Marketing

La luce per allestire nella progettazione di locali pubblici e spazi retail

Matteo Fiore, architetto e lighting designer

 

Opinioni partecipanti, foto e iscrizioni su: www.hotel-labos.it

 

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Nuova linea outdoor per WILSON & MORRIS

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Per il 2019 WILSON & MORRIS lancia una nuovissima linea di pitture per gli ambienti outdoor.

La palette composta da 39 colori è disponibile in una sola finitura: EmulsionSilox Outdoor, una idropittura a base di resine acrilsilossaniche in dispersione acquosa e pigmenti inorganici resistenti alla luce e agli agenti atmosferici ad elevata idrorepellenza.

Queste pitture, dopo aver utilizzato il fissativo Silox Primer W&M, possono essere applicate su supporti murari nuovi e/o già pitturati seguendo le indicazioni riportate dall’azienda.

39 colori per gli ambienti outdoor. 39 modi di rinnovare gli spazi e liberare l’immaginazione anche all’esterno. La palette punta su tonalità neutre e sui colori della terra.

Wilson & Morris anche per la nuova linea da esterni punta sul concetto di esperienza e di emozione. Una narrazione unica ed esclusiva che si cela dietro ad ogni sfumatura come unica dovrebbe essere la storia di ogni casa.

Il colore di Wilson & Morris permette oggi di trasformare anche le superfici esterne e gli spazi outdoor come terrazze, verande, balconi in luoghi armonici da vivere e da personalizzare.

Per maggiori informazioni  www.wilsonmorris.it

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Affitti delle casa in Italia: lo stato dell’arte del mercato immobiliare

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È vero che gli affitti delle case sono diminuiti oppure c’è stato un aumento? Qual è la situazione nel mercato immobiliare italiano? 

La risposta è in un’infografica ricca di dati, realizzata da Soluzioni Salvaspazio, brand di riferimento per l’arredamento in ogni tipo di appartamento.

Questa infografica, dal titolo Quanto costano gli affitti nelle città italiane? Mostra le tendenze attuali e illustra le differenze di prezzo degli affitti fra regione e regione, ma anche fra città capoluogo e città di provincia.

Lo scenario che emerge pone in risalto un lieve aumento negli affitti, + 3,5% nell’ultimo anno, con notevoli differenze fra singole città, non solo Nord e Sud, come ci si aspetterebbe.

In quali regione conviene affittare casa?

Le informazioni contenute nell’infografica, aggiornate al 2018, sono utili sia per chi cerca un appartamento in affitto, sia per chi desidera mettere in affitto una casa; la situazione è in costante mutamento, se pensiamo che a Siena gli affitti sono aumentati del 9,7%, a Verona del 9,5%, mentre a Chieti sono scesi del 14,3% e a Venezia del 12%.

Riguardo alle regioni, Sardegna, Lazio e Lombardia sono in cima alla classifica delle più costose in media, a cui va aggiunta la Valle d’Aosta, che è un po’ un caso a parte, con 15,53 € richiesti al mq (il calcolo è stato effettuato su case di 100 mq).

Tra le regioni più economiche, non sorprende trovare Sicilia, Molise e Calabria, mentre le città con gli affitti più alti in assoluto sono Milano, Firenze e Roma.

Un dato illuminante sul trend attuale è quello della percentuale complessiva di case in affitto in Italia, il 27,7%, perché è il più alto dal 2012, segno che qualcosa sta cambiando nelle abitudini e nelle necessità degli italiani.

Infatti la percentuale di case di proprietà è del 72,3%, il più basso dal 2010: l’Italia resta sempre uno dei Paesi in cui la maggior parte delle famiglie è proprietaria della casa in cui vive, ma gradualmente qualcosa sta cambiando anche qui.

Per chi affitta un immobile la situazione è leggermente migliorata, tenuto conto delle ampie differenze che abbiamo visto: il dato medio di 808 € mensili per l’affitto rende l’idea solo in parte, visto il costo di un affitto (nonché il costo della vita in genere) in Calabria non può essere paragonato alla Lombardia.

Tuttavia, può accadere di trovare appartamenti a buon prezzo anche a Torino, Perugia e Bari, per citare realtà molto diverse, oppure a Reggio Emilia e Novara, più economiche di molte altre città del Settentrione.

L’esigenza di vivere in una casa in affitto nasce da molteplici fattori: un trasferimento per lavoro, un cambiamento a livello familiare, motivi di studio o la scelta di vivere in un luogo diverso da quello in cui si è nati. Allo stesso tempo, le case che si affittano oggi hanno metrature diverse da quelle del passato, perché a volte si preferisce un appartamento più piccolo per arredarlo a piacimento sfruttando tutto lo spazio a disposizione.

In questo modo si riesce a risparmiare senza rinunciare a un buon livello di qualità della vita.

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Ripristino della facciata: le pitture MaxMeyer per i Bricoleur più esigenti

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La primavera è il momento ideale per svolgere lavori di ripristino della facciata e di tutte le parti in muratura che subiscono l’aggressione degli agenti atmosferici durante la stagione invernale. MaxMeyer propone una gamma di idropitture semplici da applicare

MaxMeyer – il marchio di Cromology Italia che si rivolge, con una gamma dedicata, agli appassionati di fai da te – presenta le pitture per esterni.

Con l’arrivo della bella stagione si torna ad utilizzare l’esterno della casa e i difetti estetici di facciate e altre parti in muratura saltano subito all’occhio. Così, la primavera, grazie anche al clima più mite, diventa il periodo ideale per effettuare i lavori di ristrutturazione e manutenzione degli edifici.

Per la tinteggiatura delle facciate e di tutti gli elementi in muratura in esterno, MaxMeyer ha sviluppato una gamma di pitture estremamente efficaci:

  1. Resistenti alla muffa;
  2. Facili da applicare;
  3. Elevato potere riempitivo e mascherante;
  4. Idrorepellenti: le pitture MaxMeyer al quarzo e acrilsilossanica garantiscono una buona resistenza agli agenti atmosferici e agli sbalzi di temperatura;
  5. Con proprietà elastomeriche: la pittura acrilsilossanica, grazie all’additivo elastomerico, contribuisce a contenere l’eventuale formazione di crepe;
  6. Resistenza nel tempo: le pitture MaxMeyer aderiscono perfettamente al muro, sono estremamente resistenti e garantiscono un’elevata durata nel tempo.

 QUARZO FINE E QUARZO RIEMPITIVO MAXMEYER

Quarzo Riempitivo è la pittura per esterni MaxMeyer:

  1. Ideale per esterni poco esposti al sole
  2. A elevato potere riempitivo e mascherante
  3. Che, grazie agli speciali preservanti, garantisce una protezione preventiva dalla formazione di alghe e funghi
  4. Colorabile a tintometro per ottenere qualsiasi colorazione desiderata

Quarzo fine – la pittura per esterni MaxMeyer ideale per imbiancare le pareti esterne della casa. Quarzo fine di MaxMeyer si contraddistingue per:

  1. Potere mascherante
  2. Finitura opaca
  3. Facilità d’uso
  4. Applicabilità su superfici nuove e già tinteggiate
  5. Disponibile in colore bianco

PITTURA ACRILSILOSSANICA E ACRILICA LISCIA MAXMEYER

Acrilsilossanica – la pittura per esterni MaxMeyer garantisce:

  1. Elevato potere riempitivo e mascherante
  2. Ottime proprietà idrorepellenti, grazie all’additivo contenuto al suo interno, che lo rende ideale per un’elevata durata nel tempo
  3. Prevenzione nella formazione di crepe, grazie all’additivo elastomerico
  4. Alta adesione al supporto
  5. Colorabile a tintometro per ottenere qualsiasi colorazione desiderata

Acrilica liscia – la pittura per esterni MaxMeyer che si contraddistingue per:

  1. Elevata lavabilità
  2. Ottima adesione
  3. Elevato potere mascherante
  4. Disponibile in colore bianco

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Una casa con gli interni disegnati dal colore

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In Sicilia, sull’isola di Lipari, una casa con gli interni disegnati dal colore: il blu delle barche da pesca con il rosso ed il giallo. Non è la solita casa eoliana che ti aspetti neppure la solita casa in cui la mano dell’ architetto è preponderante: semplicemente è una casa su tre livelli articolata per integrarsi con il mare.

In questo progetto l’ Architetto Fabrizio Miccò, appassionato di mare, propone la sua visione di un’ abitazione che si affaccia sull’ arcipelago delle Eolie.

La casa di 70 metri quadri, di cui 17 dedicati al soppalco che ospita la camera da letto, si sviluppa su due livelli, oltre alla terrazza di 50 mq. Gli ambienti sono piccoli ma misurati con un attenzione alle viste sia interne che esterne. Il risultato della ristrutturazione è uno spazio essenziale, ricco di luce e personalizzato in maniera gioiosa.

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Inspired in Barcelona: oltre 10.000 visitatori per il meglio del design catalano al Fuorisalone

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Alla MDW 2019, una grande mostra ha raccontato al pubblico internazionale il talento creativo di Barcellona e la sua capacità di produrre un design di eccellenza, in cui si armonizzano funzionalità, emozione e i valori della capitale mediterranea. 

Una parete sinuosa di moduli in cotto, ritmata da anse arredate con sedute outdoor e vasi riempiti con erbe aromatiche: ecco il “biglietto da visita” di “Inspired in Barcelona: Mediterranean Design”, il progetto – promosso da Catalonia Trade & Investment, Ajuntament de Barcelona e organizzato da BCD Barcelona Centre de Disseny con la partecipazione di Habitat Cluster Barcelona – che ha portato alla Milano Design Week il meglio del design catalano.

Dal monumentale portone del palazzo ottocentesco di via Dante 14, infatti, si poteva scorgere l’iconica installazione curata da Emiliana Design Studio e realizzata da Ceramica Ferrés, ideata per anticipare i temi “Warm, Diverse, Open ed Emotional” attraverso i quali la mostra – articolata in due differenti sezioni -, ha trasmesso a oltre 10.000 visitatori lo spirito più autentico di Barcellona, con il suo inimitabile lifestyle e la straordinaria vivacità creativa.

Sì, perché la capitale mediterranea è un territorio sempre più affermato come distretto di riferimento mondiale nel settore design e se la scultorea scenografia di ingresso ha “acceso” la sua energia progettuale, i circa 100 prodotti di 50 aziende, presentati nei due ambiti espostivi, l’hanno fatta letteralmente esplodere: dalle mattonelle per la pavimentazione urbana agli sgabelli tipici da bistrò per gli spazi esterni, sedute per le aree lounge di uffici e alberghi, lanterne ricaricabili da usare nel proprio giardino, complementi per la sfera domestica, sino a materiali, tessuti e finiture per interni, è stato ricreato un vero e proprio spaccato concettuale della città e dei suoi valori.

Da un lato, l’allestimento curato da Emiliana Design Studio per BCD – Barcelona Centre de Disseny ha delineato in modo astratto, attraverso un percorso tra prodotti di differenti tipologie, gli spazi urbani, pubblici e residenziali. Brand celebri in tutto il mondo – come Nanimarquina, Kettal, Santa & Cole, Vibia, Mobles 114, BD Barcelona -, affiancati a marchi meno conosciuti e a un collettivo di giovani designer, hanno infatti tracciato la mappa di una Barcellona ricca di contrasti, sempre in equilibrio  tra tradizione e innovazione, concretezza e originalità, capace di rivisitare il linguaggio mediterraneo, senza perderne le regole decorative, le forme essenziali, i colori.

Dall’altro, il layout espositivo di CODIC – Col.legi de Dissenyadores d’Interiore i Decoradors de Catalunya per Habitat Cluster Barcelona si è offerto invece come un laboratorio sperimentale complementare, dove i visitatori hanno potuto respirare le finiture, i materiali più innovativi, i tessuti per l’arredamento e gli accessori indispensabili per completare un progetto, sempre improntati alla matrice comune di “mediterraneità”.

Tre differenti step espositivi, insieme a un centinaio di prodotti e il coinvolgimento di 50 brand, sono stati quindi chiamati a sintetizzare in un’unica grande mostra la complessità culturale della capitale catalana e la sua straordinaria vocazione al design, che ha catalizzato alla Milano Design Week l’attenzione di un’ampia platea internazionale.

www.inspiredinbarcelona.com

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Primo studio Ipsos dedicato al tema della plastica

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Alla vigilia di una nuova era Plastic Free, Ipsos presenta, per la prima volta, un dossier di dati interamente dedicato al tema della plastica realizzato grazie all’analisi di numerosi studi e indagini di mercato condotte dall’Istituto su tematiche quali CSR e sostenibilità ambientale.

  • Negli ultimi 4 anni, +65% crescita di acquisizione di conoscenza qualificata sui temi ambientali da parte dei cittadini.
  • Oltre 1 italiano su 3 pensa sia dovere delle aziende offrire risposte concrete per la riduzione dell’uso della plastica nelle confezioni dei prodotti venduti.
  • Il 77% degli italiani ritiene che le aziende non stiano facendo abbastanza per la sostenibilità.
  • Il 77% degli italiani considera la riduzione delle emissioni e l’impatto ambientale l’ambito più importante su cui si devono concentrare le politiche di responsabilità sociale delle aziende.
  • Il packaging è ritenuto il primo fattore di sostenibilità su cui viene valutato un brand (dal 41% degli italiani).
  • Il 53% degli italiani dichiara di acquistare prodotti realizzati con materiali riciclati.

La questione ambientale e, in particolare, la riduzione dell’utilizzo della plastica, è protagonista indiscussa del dibattito pubblico degli ultimi mesi. Ipsos, società leader in Italia nei servizi di ricerca di mercato, durante il convegno “The third moment of truth: il packaging sostenibile è il nuovo tsunami?” ha presentato i dati della sua ricerca.

I dati raccolti misurano il grado di crescente consapevolezza delle persone sullo stato di salute del pianeta e delineano le aspettative dei consumatori nei confronti delle aziende in tema di impatto ambientale. Emerge con forza come il plastic-free rappresenti un’opportunità unica da cogliere e una scelta strategica per le aziende.

La nuova consapevolezza ambientale del cittadino

È indubbio che sia cresciuta negli ultimi tempi una forte presa di coscienza collettiva sulle tematiche legate all’ambiente, tanto che ben l’80% degli italiani dichiara di avere il timore di essere alle soglie di un vero e proprio disastro ambientale. Una conseguenza a comportamenti e gesti quotidiani per i quali nessuno si sente assolto: il 74% della popolazione italiana pensa infatti di aver contribuito personalmente alle isole dei rifiuti negli oceani.

Cresce la convinzione che ogni singolo individuo incida fortemente sull’ambiente. Sempre più spesso le persone adottano uno stile di vita attento e rispettoso, sono sensibili all’impatto ambientale delle proprie scelte di consumo, quindi più inclini al sacrificio personale (risparmio della carta, riciclo di oggetto di uso comune in plastica) e disposte ad affrontare anche il sacrificio economico.

Il 20% degli italiani dichiara di adottare abitualmente comportamenti sostenibili mentre un altro 50% si considera comunque aperto nei confronti di una condotta più attenta. Solamente un 13% si dichiara scettico o addirittura indifferente (17%).

Allarme plastica

Il 50% degli italiani pensa che sia un problema molto serio, mentre il 46% lo ritiene “solo” un problema, che esiste ma può essere risolto (per il 26%) oppure che esiste perché ora la plastica non è adeguatamente riciclata (per il 20% degli italiani). C’è, infine, solo l’1% che considera il dibattito sulla plastica frutto di allarmismi inutili e il 2% che non lo vive come preoccupazione (2%).

CSR: la sostenibilità ambientale premia le aziende

La mutata sensibilità dell’opinione pubblica in materie ambientale fa sì che le aziende abbiano come interlocutore un consumatore più attento e sensibile al tema della sostenibilità. Le aziende sono adesso valutate anche in base ai loro comportamenti e prese di posizione su questioni legate alla tutela dell’ambiente.

Alla domanda “Chi ha la responsabilità di trovare una soluzione per ridurre la quantità di materiale utilizzato nelle confezioni di prodotti venduti”, ben il 39% pensa sia dovere delle aziende che producono e vendono prodotti di largo consumo.

Significativo del nuovo modo di vivere il rapporto con il brand è il desiderio dichiarato dal 52% degli italiani di trovare marche che permettano loro di fare la differenza nel mondo.

In quest’ottica, il ruolo delle politiche di responsabilità sociale delle imprese è determinante per accrescere il valore percepito del brand presso il suo pubblico di riferimento. Secondo Ipsos, tra gli ambiti ritenuti davvero molto importanti, spicca al primo posto proprio la riduzione delle emissioni e l’impatto ambientale (77% degli italiani), seguita dall’attenzione alle condizioni di lavoro dei propri dipendenti (50%), dal miglioramento della qualità del servizio/prodotto a beneficio dei consumatori (37%) e dagli investimenti in Ricerca&Sviluppo e innovazione (31%).

La reputazione aziendale passa quindi anche attraverso l’economia circolare, anzi ne diviene conseguenza diretta. Sono le aziende più avanti nell’implementazione di processi sostenibili ad avere la reputazione più alta. L’analisi Ipsos evidenzia infatti la crescita di fatturato, di export e di occupazione delle imprese che nel biennio 2014–2016 hanno deciso di investire nel cosiddetto fattore “Green”. Queste aziende più lungimiranti rappresentano il 52,6 % degli attori presenti nel comparto e fanno registrare un +5% di fatturato, un +16% di export e un +7% in termini di occupazione rispetto alla media delle imprese industriali che non hanno scommesso sulla sostenibilità.

Tuttavia, prevale la convinzione che le aziende chiamate a farsi carico del problema non stiano in generale ancora facendo abbastanza: lo pensa il 77% dei cittadini italiani. C’è quindi ancora molta strada da fare quindi e le possibilità e i margini di miglioramento sono davvero molto ampi.

Il packaging sostenibile: direzione plastic free, nascono nuove opportunità.

Il packaging è ritenuto oggi il primo fattore di sostenibilità su cui viene valutato un brand. Il nuovo “cittadino-consumatore” è pronto ad agire anche in prima persona quando l’imballaggio non è ecosostenibile.

Il 53% degli italiani dichiara di acquistare prodotti realizzati con materiali riciclati, il 48% di fare riutilizzo degli articoli monouso, il 41% di smettere di acquistare beni con imballaggi non riciclabili e il 24 % di smettere di andare nei negozi che usano molti imballaggi non riciclabili.

La plastica vive oggigiorno una crisi reputazionale, solo il 12% la ritiene un materiale sostenibile. La cosa cambia in maniera evidente quando la plastica, grazie alle nuove tecnologie, è gestita e trasformata in bioplastica o plastica riciclabile. Alla domanda quanto ritiene sostenibile questi materiali, rispettivamente il 47% e il 40% degli italiani si esprime favorevolmente.

Evitare l’uso della plastica nell’immaginario collettivo rimane comunque ancora parecchio difficile, soprattutto se si pensa alla vita di tutti i giorni. Dall’indagine è emerso che i prodotti realizzati con materie plastiche cui gli italiani farebbero più fatica a rinunciare sono: bottiglie d’acqua (33%), pellicole trasparenti per alimenti (27%); contenitori riutilizzabili per alimenti (16%), contenitori detersivi (14%), abbigliamento come pile e microfibre (13%); sacchetti di plastica (12%); posate monouso (12%), giocattoli (11%).

I brand possono decidere quindi di accogliere la sfida della sostenibilità, ridimensionare il proprio impatto ambientale e guardare al futuro, sostenendo il trend plastic-free oppure non innovare, rimanendo inesorabilmente indietro.

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