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Come arredare una cabina armadio in mansarda: tre soluzioni

Pubblicato da blog ospite in Design, VDR Home Design

Le mansarde son tanto belle e affascinanti, ma sono altrettanto difficili da arredare soprattutto quando si tratta di cabine armadio. Nel post di oggi tre progetti per arredare una cabina armadio in mansarda.

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Quanto ci piacciono le mansarde eh? Tutti (più o meno) ne subiamo il fascino, perché il tetto spiovente con le travi in legno magari, dà subito quel tocco di intimità.

Il problema delle mansarde sta nell’arredarle: i mobili standard difficilmente si adattano in ogni parte della casa, soprattutto dove ci sono i punti bassi. Le altezze talvolta sono proprio minime, ancor più basse di quello che le aziende di mobili forniscono. Il risultato? Tanti angoli della casa che rimangono inutilizzati, perché il pensiero dei mobili su misura ci spaventa.

Mettiamo il caso che la nostra camera sia proprio in un piano mansardato. Come creare una zona armadi o cabina armadio che tenga conto delle altezze reali e ne sfrutti tutta la lunghezza?

In questo post vi porto l’esempio pratico di casa nostra, che ha un piano mansardato di tutto rispetto. Altezza massima 3,73 mt e altezza minima 1,04 mt, con una lunghezza di 5,15 mt. Quindi niente male per la parete da dedicare agli armadi. Ma i ragionamenti e le scelte che vedrete oggi sono applicabili a tutte le altre altezze e larghezze. Il punto di partenza è decidere: armadi chiusi o cabine armadio a giorno? 

Noi abbiamo optato per la seconda scelta e abbiamo trovato tre soluzioni.

ARREDARE UNA CABINA ARMADIO IN MANSARDA: CON PANNELLI IN OSB E ACCESSORI DA NEGOZIO

Iniziamo con la soluzione che richiede più manualità e predisposizione al fai-da-te. Partendo dal disegno della parete, ho tracciato una riga a metà della larghezza della parete, a circa 2,58 mt. Per calcolare la larghezza dei pannelli ho lasciato un po’ di margine: facendo i pannelli larghi esattamente come la parete poi è impossibile montarli e si correrebbe comunque il rischio di doverli rifilare. Ho così ottenuto due pannelli larghi 252 cm (con uno scarto di circa 11 cm).

In altezza i pannelli saranno da 125 cm, arrivando ad un’altezza totale di 250 cm. Ben oltre le dimensioni standard degli armadi disponibili in commercio. Ma queste misure derivano anche dai pannelli pretagliati esistenti in commercio, come quelli di Leroy Merlin in compensato multistrato di pioppo (spess. 18 mm). Abbiamo scelto lo spessore di 18 mm perché è quello richiesto dai ganci per i tubi appendiabiti e le mensole che ho trovato.

Questi pannelli di solito sono forniti in diverse finiture: potete scegliere se prenderli grezzi per poi pitturarli o applicargli la carta da parati. Mediamente un pannello in compensato grezzo, da 125 x 252 costa circa € 53. Ci sono anche i pannelli di OSB se volete un look più industriale e meno formale (come abbiamo deciso di fare noi). Anche qui spessore 18 mm, con dimensioni 125 x 250 cm. Il prezzo scende notevolmente: circa € 29 a pannello.

A noi serviranno 4 pannelli di cui due da tagliare in sito. Come li fisseremo? Con listelli di legno da 4 cm x 2 cm di spessore e lunghi 2 mt. Li fisseremo a parete (circa due listelli verticali per pannello, ma si possono mettere anche in orizzontale per dare maggior rigidità) e poi avviteremo i pannelli ai listelli.

arredare una cabina armadio in una mansarda

Tubi appendiabiti, ganci per le borse e reggimensole sono dell’azienda Display Online, la linea di prodotti Kode.02. Ho scelto arredi per negozio perché sono i più flessibili e si prestano a mille configurazioni, in base alle necessità. Se avete dubbi su come si progetta un armadio, leggete questo post!

Per le mensole: l’azienda ha in catalogo mensole in vetro, ma se vi sembra scomodo per la facilità con cui si sporca potete optare per le classiche mensole in legno (per i loro supporti lo spessore massimo deve essere di 8 mm, quindi dovrete farle tagliare su misura).

Costo totale? Con ripiani in vetro, € 1800 circa. Senza ripiani in vetro, € 1400. 

ARREDARE UNA CABINA ARMADIO IN MANSARDA: CON IKEA

Se non siete per il taglia e monta, allora un’opzione sicuramente da valutare è Ikea, con il suo sistema di armadiature a giorno Elvarli. I moduli esistono in due larghezze (40 cm e 80 cm) e due altezze (216 cm e 126 cm). Sono ovviamente liberamente affiancabili e componibili, cosa che vi permetterà di adattare i moduli allo spazio che effettivamente avete. All’interno ci sono i mille accessori per cui Ikea si distingue: tubi appendiabiti, mensole, cassetti, librerie. Tutto questo vi permetterà di cucire addosso a voi l’armadio che vi serve.

arredare una cabina armadio in una mansarda

| Image credits: Ikea|

Io ho scelto tutti moduli da 80 cm, in totale 5. Due alti 216 cm e 3 altri 126 cm. Lunghezza totale circa 4,05 cm. Li ho attrezzati con 4 tubi appendiabiti, 6 cassetti e il resto a mensole. Ê un armadio pensato per due persone adulte, con la possibilità di avere a disposizione sia abiti invernali che estivi, scarpe e accessori. Noi abbiamo a disposizione già altre cassettiere, motivo per cui in questi progetti non sono state aggiunte.

Costo totale: € 1400 circa.

arredare una cabina armadio in una mansarda

ARREDARE UNA CABINA ARMADIO IN MANSARDA: CON CONFORAMA

Finiamo con una soluzione classica che sta spopolando moltissimo in questi ultimi tempi. Montanti di alluminio con attacco a parete che arrivano a 3 mt di altezza. Si possono tagliare, quindi sono perfetti per una situazione del genere. Per il nostro progetto ne servirebbero 6. Questi montanti possono essere attrezzati davvero con la massima libertà: cassetti, mensole in vetro, mensole in legno, tubi appendiabiti..

arredare una cabina armadio in una mansarda

Anche qui date sfogo ai vostri bisogni e necessità. Il mio consiglio è di farvi un disegnino della parete con le misure corrette e poi abbozzare i vari pezzi di cui avrete bisogno per la vostra cabina. Solo così sarete effettivamente in grado di configurare l’armadio che fa per voi, senza dimenticare nessun dettaglio. Questa soluzione è di Conforama ed è davvero flessibile: si adatta a mille soluzioni diverse. Come elemento divisorio tra due stanze, come piccola zona studio. Insomma tutto quello che la fantasia vi suggerisce.

Costo totale della mia composizione (con mensole in legno che sono più costose)? € 2.400 circa. 

arredare una cabina armadio in una mansarda

 

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I negozi di vintage e modernariato a Milano: i 5 da non perdere

Pubblicato da blog ospite in Stili, VDR Home Design

Appassionati di modernariato e antiquariato, ho pensato questo post apposta per tutti noi. Se abitate a Milano e provincia vi sarete chiesti più volte quali sono i negozi di vintage e modernariato a Milano che meritano di essere conosciuti. Eccovi accontentati. 

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So che modernariato e antiquariato non sono una passione di tutti. A molti non piace avere in casa o in ufficio un pezzo d’arredo “vecchio”, segnato dal tempo e dall’uso. Molto probabilmente perché non riescono a vedere la bellezza che sta nel “vissuto” di quell’oggetto. Un oggetto di antiquariato o modernariato è proprio come noi: un sopravvissuto alle difficoltà del tempo, che testimonia il suo passaggio attraverso le epoche storiche con i segni che possiamo leggergli addosso.

Io personalmente mi emoziono moltissimo a vedere un arredo progettato e prodotto, ad esempio, negli anni ’50. All’epoca erano pezzi geniali, rivoluzionari. Hanno cambiato il nostro modo di vivere e hanno dato vita ad una miriade di aziende (come Ikea) che hanno trasformato quella genialità in un patrimonio mondiale, alla portata di tutti.

Trovare questi pezzi originali però non è facile, perché ci sono moltissimi negozi (quindi attenzione) che si spacciano per negozi di vintage e modernariato, ma in realtà propongono riedizioni attuali di quegli stessi oggetti. Che può anche andar bene, ma bisogna essere coscienti di quello che si ha davanti.

E quindi mi son detta: ma quali sono davvero i negozi di vintage e modernariato a Milano che bisogna conoscere e amare? Quelle mecche che ogni design addicted deve stalkerare su Instagram e Facebook?

Eccovi accontentati.

NEGOZI DI VINTAGE E MODERNARIATO A MILANO: MAURO BOLOGNESI

negozi di vintage e modernariato a Milano

Mauro Bolognesi | Ripa di Porta Ticinese 47 |

Cominciamo con uno dei negozi più vicini geograficamente alla zona in cui abito io. Siamo in Ripa di Porta Ticinese 47, proprio sui bellissimi Navigli di Milano. Mauro Bolognesi ha questo lungo negozio che affaccia sul Naviglio, pieno di oggetti per la maggior parte di design nordico.

Dunque qui troverete arredi dalle forme pulite ed essenziali, senza tempo. Una gran varietà di essenze di legno, rigorosamente in uso negli anni ’50-’60-’70. Ma anche poltrone in velluto, palette cromatiche davvero attuali (azzurro, blu..), e ancora specchi e oggetti di decoro senza tempo. Amanti del design nordico siete avvisati: rischiate di non uscirne più.

NEGOZI DI VINTAGE E MODERNARIATO A MILANO: CARROZZERIA900

negozi di vintage e modernariato a Milano

Carrozzeria900 | Via Padova 29 |

Spostiamoci verso Via Padova 29, la zona nord di Milano. Qui troviamo Carrozzeria900un luogo quasi magico, nascosto all’interno di un cortile di un condominio tipico di Milano. Si passa dal caos delle grandi strade meneghine, alla pace e alla quiete di questa ex-officina, ora negozio di modernariato e design.

Il negozio è di Mauro che ha trasformato una passione in una vera e propria professione. Oggetti scelti con cura, trattati davvero con moltissima attenzione.

200mq di esposizione in cui sembra di essere stati catapultati in un parco giochi: così tanti oggetti unici che è difficile scegliere quale sia il più bello. Una vera e propria meta di pellegrinaggio se cercate quell’oggetto speciale, in grado di raccontare quel qualcosa di voi che non sapreste come esprimere altrimenti.

NEGOZI DI VINTAGE E MODERNARIATO A MILANO: MAGAZZINO 76

 

negozi di vintage e modernariato a Milano

Magazzino 76 | Via Padova 76 |

Da Via Padova 29 facciamoci una camminata e andiamo verso Via Padova 76. All’interno di un cortile troverete Magazzino 76:  uno spazio espositivo di arredi di modernariato e design, ospitato all’interno di un vecchio magazzino. Entrate e vi sembrerà di fare un bellissimo viaggio nel tempo: arredi e oggetti che vanno dall’inizio 900 ai primi anni ’80. Arredi di design italiano e internazionale, ma anche pezzi unici. Tutti gli oggetti esposti sono ricercati quotidianamente da appassionati e professionisti e poi restaurati in un locale adiacente.

Girando per i due piani del negozio, vi sembrerà di sognare: pezzi storici ad un palmo dal vostro naso. Pronti da portare a casa, se spazio e finanze lo permettono.

Ma Magazzino 76 è anche location per eventi legati al mondo del design, in collaborazione con la Salumeria del Design (come ad esempio “Le Pulci pettinate”).

NEGOZI DI VINTAGE E MODERNARIATO A MILANO: MODERNARIATOMILANO

negozi di vintage e modernariato a Milano

ModernariatoMilano | P.le Susa 10 |

Scendiamo verso Piazzale Susa 10, nell’ultima mecca del design del post di oggi. ModernariatoMilano by spazio900 è stato fondato nel 1993 da Adriano Albini ed Enza de Iuliis (galleristi) e continuano tutt’oggi con questo luogo che è un vero e proprio punto di incontro per tutti gli amanti del design e del modernariato.

Uno show room pieno di pezzi unici, particolari, d’autore. Una delle realtà più assortite per quanto riguarda gli arredi e gli oggetti di vintage design, per tutti quelli come me che sono alla ricerca di pezzi degli anni ’50, ’60, ’70.

Se volete fare un giro, ricordatevi che le visite sono solo su appuntamento. Ne rimarrete impressionati.

E PER FINIRE IL MERCATO DEI NAVIGLI

negozi di vintage e modernariato a Milano

Mercato dei Navigli

E finiamo con l’appuntamento che tutti i design addicted conoscono e non perdono: il Mercato dei Navigli. Ogni ultima domenica del mese, lungo il Naviglio Grande, da Viale Gorizia fino al ponte di Via Valenza, due chilometri di oggetti di modernariato e antiquariato.

Si va dalle lettere delle vecchie insegne, ai mobili (veri) in stili industriale, al design italiano degli anni ’50 e ’60. Ma ci trovate anche chicche del design internazionale, sedie e cassette della frutta, vestiti e scarpe. Basta girare per le vie adiacenti al Naviglio e cercare con occhio attento quelle gemme esposte (e a volte anche nascoste) tra le bancarelle.

E ovviamente alcuni dei negozi visti sopra partecipano.

 

 

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Cambiare piastrelle e pavimenti senza rompere, con le piastrelle adesive

Pubblicato da blog ospite in Idee, VDR Home Design

Avete un bagno datato, a cui magari siete anche affezionati, ma che ha fatto il suo tempo. Oppure il paraschizzi della cucina: ci sono le cementine, così belle… Ma come si fa a cambiare piastrelle e pavimenti senza rompere? Con le piastrelle adesive.

……….

Qualche tempo fa ero alla disperata ricerca di qualche soluzione piovuta dal cielo che mi desse una possibilità di cambiamento abbastanza radicale, ma senza costarmi un patrimonio. Il tutto perché tra poco ci spostiamo nella casa nuova ed è bellissima… ma, c’è un ma. Le piastrelle dei bagni.

Proprio non ci siamo. Partiamo dal fatto che sono molto difficile in termini di gusti di piastrelle, quindi che non mi piacessero le scelte fatte da altri era abbastanza ovvio. Siccome non c’è né il tempo ne il budget per tirare su tutto il pavimento e rifare tutto, come si fa?

Come si possono cambiare piastrelle e pavimenti senza rompere tutto? E mi son trovata davanti la risposta: con le piastrelle adesive. 

CAMBIARE PIASTRELLE E PAVIMENTI SENZA ROMPERE SI PUÒ, CON TILESKIN

Ed a questo punto che mi sono imbattuta sul sito di Tileskin. Si tratta di un’azienda italiana che propone queste sottili laminazioni adesive che possono facilmente sostituire le piastrelle che avete già in casa.

Quindi nessun lavoro di muratura, niente polvere e macerie. E non c’è da aspettare per settimane prima di poter tornare a farsi una doccia in casa propria. Ma chi ha inventato queste piastrelle adesive? Questa innovativa laminazione adesiva è stata ideata, prodotta e testata dall’imprenditore Aldo Cami, che opera nel settore delle tecnologie grafiche adesive da oltre 30 anni.

cambiare piastrelle e pavimenti senza rompere

Image credits: Tileskin

Se andate sul sito vedrete che i colori e le finiture sono davvero tante, una più bella dell’altra. Si va dalle tinte unite, ai decori geometrici alle super trend cementine. Dipende dai vostri gusti e dai colori che avete in casa. I formati disponibili sono 15×15, 20×20, 30×30, 20×25.

E come si puliscono? Ma vanno bene per la doccia e il paraschizzi della cucina? Ma quanto durano? Le risposte sono molto facili, a tutte le vostre domande. Si puliscono come fossero normali piastrelle, perché sono resistenti all’acqua e ai vapori.

Esistono 5 versioni, in base all’uso che dovrete farne. Si va dalle laminazioni puramente decorative in finitura opaca o lucida, alla finitura “heat resistant”, progettata per resistere al calore delle pentole e dei fuochi della cucina. Ma c’è anche la finitura “smell trap” pensata per assorbire gli odori, che vengono catturati per diminuire nel corso del tempo; e per finire la finitura “no slip” pensata proprio per i pavimenti, quindi antiscivolo.

cambiare piastrelle e pavimenti senza rompere

Image credits: Tileskin

Volete vedere come starebbe la collezione delle cementine nella vostra cucina? No problem. C’è l’app di Tileskin proprio per questo. Volete sapere quanto durano? Fino a 5 anni e potete rimuoverle facilmente, in qualsiasi momento e senza danni per i rivestimenti sottostanti.

 

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Perché arredare una casa con mobili su misura?

Pubblicato da blog ospite in Interiors, VDR Home Design

Arredando casa ci siamo trovati tutti nella situazione di voler farci far un mobile su misura per sfruttare al massimo quel determinato angolo di casa. Però l’idea dei costi ci ha fatto cambiare idea. Eppure arredare una casa con mobili su misura non è sempre sinonimo di grandi spese.

Arredare casa secondo il proprio gusto e il proprio stile è il desiderio di ognuno: stile moderno oppure classico e di antiquariato, stile country oppure shabby chic, prendendo spunto dal nord Europa.

Di combinazioni per l’arredamento ce ne sono davvero tante: spesso è difficile riuscire a trovare mobili che rispecchino perfettamente quello che si cerca o che si adattino agli ambienti della casa. I grandi marchi o le grandi fabbriche producono mobili in serie di qualità più o meno buona, ma intervenire su di essi per apportare modifiche è impossibile o richiede costi davvero elevati per il tipo di intervento.

Ecco allora che scegliere un arredamento su misura, realizzato da una falegnameria artigianale, può rappresentare la soluzione ideale.

I VANTAGGI DELL’ARREDARE CASA CON MOBILI SU MISURA

La scelta di arredare su misura però, viene spesso scartata a priori, forse perché la si considera un po’ troppo costosa. In realtà arredare casa con mobili su misura non comporta poi un investimento così copioso e può rappresentare una soluzione economica in grado di ottimizzare al meglio gli spazi.

Quest’ultimo aspetto è proprio quello di cui tenere conto quando ci si domanda per quale motivo rivolgersi ad una falegnameria artigianale per mobili su misura piuttosto che ai grandi rivenditori per quelli tradizionali, in stock e con misure standard.

arredare una casa con mobili su misura

Image credits: Bucefalo Arredamenti

arredare una casa con mobili su misura

Photo Credits: Bucefalo Arredamenti

arredare una casa con mobili su misura

Image credits: Bucefalo Arredamenti

I mobili su misura (che siano una boiserie, una libreria o un armadio) aiutano a realizzare un ambiente che sia calibrato e studiato appositamente sulle proprie esigenze, senza il rischio di disperdere spazi vitali; in questo modo si ha la possibilità di ricavare più spazio di quello realmente a disposizione, ottimizzando ogni angolo della casa.

Un esempio è rappresentato da un ambiente quale la cucina che, specialmente nelle case moderne, ha sempre spazi molto limitati; realizzare una cucina su misura può aiutare a far entrare tutto ciò che occorre. Analogamente, anche in un ambiente come la camera da letto, se non si ha molto spazio a disposizione, si può pensare ad una struttura a ponte oppure ad un armadio su misura con letto a scomparsa.

Quando si compra o si ristruttura una casa bisogna adeguarsi a spazi già esistenti: ricorrere a soluzioni in stock dei grandi marchi può essere un problema. Alcuni ambienti della casa come ad esempio la mansarda, richiedono necessariamente un arredamento con mobili su misura: il tetto a spiovente, infatti, rende difficile la ricerca di mobili che vadano ad incastrarsi in uno spazio così particolare.

arredare una casa con mobili su misura

Bucefalo Arredamenti

arredare una casa con mobili su misura

Bucefalo Arredamenti

L’arredamento su misura è realizzato generalmente da falegnamerie artigianali, da veri esperti del settore e della cultura artigiana.

Al giorno d’oggi, poiché l’architettura moderna prevede spazi dalle forme e dal numero di metri quadri al di fuori dello standard, i mobili su misura rappresentano la soluzione ideale e la possibilità di personalizzare gli ambienti della casa seguendo il proprio gusto e le proprie esigenze. Farsi costruire da falegnamerie artigianali alcuni mobili o l’intero arredamento su misura, senza cedere alle offerte della grande distribuzione, è una pratica sempre più comune, se si considera che i mobili su misura, essendo realizzati da artigiani, garantiscono alta qualità e una lunga durata nel tempo.

Quando si sceglie di rivolgersi ad una falegnameria artigianale, inoltre, si riscontrano numerosi vantaggi: l’ampia scelta del modello, delle dimensioni, del materiale, delle rifiniture o del colore, la creazione di un pezzo unico di arredamento, che rispecchi esattamente i propri gusti. Se invece ci si rivolge a mobili di grandi marchi o grandi fabbriche, i prezzi possono risultare a volte più bassi, ma il prodotto che si trova è standard e non è personalizzabile.

Bucefalo Arredamenti, falegnameria artigianale Roma, vanta una lunga cultura artigiana e realizza librerie, boiserie, camere da letto, complementi di arredo, e armadi moderni su misura con uno studio personalizzato e al centimetro di ogni ambiente della casa.

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Passione micro-casa, velluto e marmo sono i protagonisti indiscussi

Pubblicato da blog ospite in Interiors, VDR Home Design

Era da un po’ che mancava la rubrica delle micro case, quelle piccole si, ma bellissime. Che a guardarle sembrano nascondere metri alla vista. In questa micro-casa, velluto e marmo sono i protagonisti dello spazio.

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Dalle piccole case si può davvero imparare molto. Si sa che è il bisogno che aguzza l’ingegno, perché quando si ha poco a disposizione bisogna tirarne fuori il massimo. Siccome nei prossimi mesi cambieremo casa ci aspettano grandi cambiamenti, ma il budget ahimè, è quello che è.

E quindi mi sento un po’ come i cani di tartufo: alla disperata ricerca di idee super furbe ma che non comportino un esborso da prelievo del sangue. Mi sono detta: quale modo migliore se non prendendo spunto dai progetti delle micro-case?

Anche perché è da un po’ che non ne parliamo e devo essere sincera, un po’ mi mancava. Ho trovato tanti progetti che son sicura vi piaceranno, perché mixano bene le idee smart, con l’estetica, con il budget. Come i progetti dello studio di architettura polacco Hilight: sono sicura che ve ne innamorerete.

POLONIA + MICRO-CASA, VELLUTO E MARMO SONO I PROTAGONISTI

I giovani architetti di questo studio si distinguono ovviamente per il loro approccio 2.0: molto social e presenti online, sono assolutamente protagonisti in ogni fase del progetto. Ma soprattutto sono attenti alle spese e al budget, che non è un dettaglio da poco. Perché se non ci sono limiti di spesa è chiaro che le soluzioni mirabolanti siano facili da scegliere.

Eppure loro riescono a mettere insieme le necessità, come nel loro progetto per l’appartamento P14.  Un bilocale che risponde in pieno alle tendenze del momento, con tessili in morbido velluto, piani in marmo e mobili dalle forme semplici ed essenziali. Tutte le pareti perimetrali sono state sfruttate al centimetro con mobili a giorno che integrano anche le porte.

In questo modo lo spazio centrale rimane libero per il passaggio, contribuendo a far sembrare lo spazio più grande di quello che è in realtà.

micro-casa, velluto e marmo sono i protagonisti

Image credits: Hilight Architects

micro-casa, velluto e marmo sono i protagonisti

Photo credits: Hilight Architects

micro-casa, velluto e marmo sono i protagonisti

Image credits: Hilight Architects

Nessuna concessione ad accessori o forme organiche per questo appartamento; una morbida geometria che permette di tirare fuori il massimo da una piccola casa. Luci come tagli all’interno dei rivestimenti a parete, che illuminano senza essere invasive.

Il grigio scaldato dal rovere cenere è il tratto comune di tutta la casa; qui e la il verde smeraldo da un tocco di brio ad insieme altrimenti molto razionale. E poi si sa che il velluto fa subito calore, casa, accoglienza. Oltre al marmo e al velluto, in questo appartamento troviamo un’altra grande tendenza del momento: una grande cucina monolitica, che diventa tutt’uno con il soggiorno. Ante senza maniglie, in cui basi e pensili sembrano dei blocchi unici. Un locale scenografico, da tenere in mostra e in cui spendere tanti bei momenti.

micro-casa, velluto e marmo sono i protagonisti

Photo credits: Hilight Architects

micro-casa, velluto e marmo sono i protagonisti

Image credits: Hilight Architects

micro-casa, velluto e marmo sono i protagonisti

Image credits: Hilight Architects

Gli stessi concetti li troviamo nella camera, dai colori chiari e dai tessuti accoglienti e nel bagno. Una piccola zona studio ha trovato posto in camera, vicino alla finestra. Rivestimenti a parete che si integrano con la scrivania e le mensole creando un piccolo angolo lavoro perfetto, in cui lo spazio è raddoppiato dallo specchio di fondo.

E vi dirò: le graniglie in bagno non sono così male 🙂

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Le differenze tra laminato e vinilico: guida pratica alla scelta

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Per cambiare l’aspetto di un pavimento che non ci piace non è necessario rimuovere tutto e posare da zero. Ci sono soluzioni più pratiche e veloci, ma quali sono le differenze tra laminati e vinilici? Come scegliere?

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Qualche anno fa quando ci si trovava in presenza di pavimenti vecchi e decisamente brutti, si decideva con molta fatica di cambiarli. Era più facile (soprattutto in termini economici) coprirli con tappeti e quanti più oggetti possibile.
Per il semplice fatto che la sola scelta possibile era quella di tirare su tutto e posare il nuovo rivestimento. Ma in caso di abitazioni abitate voleva dire in pratica fare un trasloco e non poter stare in casa anche per un mese.

Capite benissimo che si trattava di un’idea assolutamente scomoda, da molti punti di vista. E poi ad un certo punto, quasi come fossero dei supereroi, sono arrivati i pavimenti in laminato. 

Diciamoci la verità: ancora oggi sono un mistero. Non è ben chiaro di cosa siano fatti, come si posino.. e perché costino così poco. Ma le meraviglie non sono finite qui. Ora esistono anche i pavimenti vinilici. Va be, cerchiamo di fare chiarezza e capire quali sono le differenze tra laminati e vinilici per fare la giusta scelta.

LE DIFFERENZE TRA LAMINATI E VINILICI: I PUNTI FONDAMENTALI PER UNA GIUSTA SCELTA

Comincio subito dicendovi che ovviamente la grandissima differenza tra i parquet, le ceramiche e i laminati o vinilici sta ovviamente nella struttura. Mentre nel parquet si utilizza vero legno, che cambia colore nel tempo (reazione naturale della pianta alla luce) e che richiede più attenzioni nel tempo, gli altri due pavimenti sono costituiti da materiali più “semplici” e durevoli. Stessa cosa per i pavimenti in gres e ceramica.

differenze tra laminato e viniliico

Cominciamo dal laminato: è di solito fomato da 4 strati; una carta di controbilanciatura, un pannello di fibre di legno e resine ad alta densità che da supporto e stabilità, una carta stampata che riproduce l’effetto del legno e la pellicola protettiva che da durezza e resistenza.

Uno dei contro del laminato è lo spessore: proprio a causa della sua struttura, non si va sotto i 7 mm. Quindi, anche se ha il vantaggio di potersi posare su pavimenti già esistenti e non perfettamente in bolla, richiede comunque la limatura di porte e finestre.

Più lo spessore aumenta, più aumenta il realismo del laminato nel riprodurre il legno. I lati positivi rispetto al parquet sono ovviamente la più alta resistenza al calpestio, il fatto che trattandosi di una stampa il “legno” non cambia colore e la grande facilità nella pulizia. La posa di solito è flottante: i listoni sono dotati di alette che permettono l’incastro di un elemento con l’altro, senza dover incollare nulla al pavimento esistente.

Guardate questi tre laminati che ho trovato su Leroy Merlin: si va dai 7 mm del laminato Breyten di Artens, agli 8 mm del laminato tortora di Artens ai 10 mm del laminato Authentic. 

differenze tra laminato e vinilico

Laminato Breyten di Artens | Lamianto Tortora di Artens | Laminato Authentic

Se però come me vorreste cambiare look a casa e pavimento ma senza toccare porte e finestre, allora dovete optare per il vinilico. Questo pavimento è una sottile lamina di PVC di spessore che varia tra 2 e 4 mm (in base alla posa) e quindi vi permette di posare velocemente, lasciando intatto tutto il resto.

Essendo così sottile i listoni si tagliano facilmente con un cutter; quindi davvero ancora più semplice del laminato. Inoltre si tratta di un pavimento ecologico perché riciclabile al 100%. Un altro vantaggio è la resistenza all’umidità. che lo rende indeformabile perché impermeabile e quindi maggiormente adatto a bagni e cucine (non tutti i laminati invece si possono usare nelle aree umide).

La posa può essere flottante come per il laminato, oppure adesiva. Tutto dipende da quanto poco spessore volete aggiungere in casa e l’effetto finale che vi interessa raggiungere (a spessori maggiori corrispondono risultati realistici migliori).

 Tra i miei preferiti ci sono ovviamente quelli a effetto legno, come il vinilico adesivo Ceruse di Artens (2mm) o il Softnat sempre di Artens (2mm).

differenze tra laminato e vinilico

| Vinilico adesivo Ceruse di Artens 2 mm | Vinilico adesivo Softnat di Artens 2 mm |

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Post fiera: le 6 tendenze del Salone del Mobile 2018

Pubblicato da blog ospite in Interiors, VDR Home Design

La fiera del Mobile è ormai passata, ma le tendenze del Salone del Mobile 2018 ancora no. Anzi, sono più presenti e attuali che mai. Vediamo le sei tendenze che presto vedremo nelle nostre case.

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La fiera e il Fuorisalone sono ormai un ricordo, ma non le novità e le tendenze del Salone del Mobile 2018. Tante le idee da cui prendere spunto e che sicuramente cominceremo a vedere sia nelle nostre case, che nei giornali d’arredo. Molte sono tendenze che vediamo già da un po’ nel campo della decorazione di casa, semplicemente rese pubbliche e disponibili su larga scala.

Ne ho trovate sei di tendenze del Salone del Mobile che si possono ben adattare ai nostri gusti e alle nostre case: dai colori e le forme anni ’70, agli oggetti di decorazione che strizzano l’occhio all’oriente, passando per le mini cucine. Tutto quello che più ci piace insomma per rendere le nostre case belle e un po’ alla moda, ma che parlino sempre di noi.

Le tendenze del Salone del Mobile: colori e forme anni ’60 e ’70

Cominciamo subito con un trend che potrebbe non piacere a tutti. Se vi capita di sfogliare riviste di arredo e decoro casa non sarà sicuramente una novità, il revival di forme e colori anni ’60 e ’70. 

Forme che strizzano l’occhio allo spazio e alla scoperta dello stesso, che in quegli anni era una vera e propria fissa. Poltrone e specchi tondi, dai materiali un po’ audaci e sperimentali. Accostamenti di colori scuri e forti come il senape, il bordeaux, il petrolio. Arredi e accessori davvero coraggiosi, che ci catapultano subito negli anni delle Charlie’s Angels e Hazzard.

tendenze del Salone del Mobile

| Courtesy Salone del Mobile.Milano | Agrippa ph_ Alessandro Russotti | Fiam ph_Diego Ravier | Adrenalina ph_Alessandro Russotti |

Le tendenze del Salone del Mobile: colori pastello, velluto e arredi sensoriali

Niente paura: se a voi gli anni ’70 e affini fanno venire la pelle d’oca (i ricordi della casa della nonna sono dietro l’angolo), potete consolarvi con i colori pastello. 

Salvia, rosa cipria, azzurro. Colori rilassanti che creano atmosfere più “reali” e facilmente replicabili in casa nostra. Tappeti in velluto, pouf in materiali che ci invitano a toccarli. Arredi invitanti e sensoriali, dalle forme comode, per ambienti familiari e da usare quotidianamente.

tendenze del Salone del Mobile

| Courtesy of Salone del Mobile.Milano | Nanimarquina Tappeti Sciade ph_Alessandro Russotti | Magis ph_Alessandro Russotti | Mazalli ph_Luca Fiammenghi | Vitra ph_Alessandro Russotti | Kettal ph_Alessandro Russotti

Le tendenze del Salone del Mobile: passione oriente

Il paese del sol levante e più in generale la cultura orientale non smettono mai di affascinare e ispirare le tendenze d’arredo e decorative. Tessuti preziosi dai colori importanti come l’oro, il verde smeraldo, il rosso rubino. Decori imponenti che si vedono sia sui tessuti d’arredo come i tappeti, che sui materiali da rivestimento.

Basta un piccolo dettaglio per portare in casa l’atmosfera di lanterne rosse o del piccolo Buddha. Arredi e accessori sensuali, che possono anche spaventare un po’ per l’audacia e l’esagerazione che a volte li contraddistingue.

tendenze del Salone del Mobile

| Courtesy Salone del Mobile.Milano | Forest ph_Luca Fiammenghi | Rugs Society ph_Luca Fiammenghi | Alchymia ph_Diego Ravier

Legno e marmo: i grandi protagonisti del Salone 2018

Sono proprio questi due materiali i grandi protagonisti del Salone del Mobile 2018. Nessun nuovo materiale quindi ma solo una reinterpretazione attraverso nuovi colori e nuove sfumature. Impiallacciati scuri, quasi rustici. Marmi dai toni inusuali come il nero e il grigio. Soprattutto nelle cucine li abbiamo visti presenti in gran misura. Tanto marmo per i top delle cucine, sempre più rigorose e monolitiche nelle forme. Ambienti facilmente integrabili con i soggiorni, per ambienti unici come vogliono le tendenze delle case costruite negli ultimi anni.

Ma marmo anche per i paraschizzi, per i tavolini da caffè e per i tavoli da pranzo. Un materiale prezioso che viene reinterpretato in ambienti moderni. Il legno: essenze dal sapore orientale, che vengono cucite su arredi quasi scultorei. Colori scuri, come vogliono gli ultimi trend del momento (non mancano infatti le tanto modaiole cucine nere).

tendenze del Salone del Mobile

| Courtesy Salone del Mobile.Milano | Elam ph_Saverio Lombardi Vallauri | Haecker ph_Saverio Lombardi Vallauri | Leicht ph_Saverio Lombardi Vallauri | Kreoo Scarlett, Dora, Bubbles |

Le tendenze del Salone del Mobile: cucine dalle forme lineari

Poche stravaganze per le cucine esposte in questo Salone del 2018. Tanto rigore, forme semplici e pulite per ambienti quasi monolitici. Anche le maniglie delle ante di basi e pensili scompaiono, quasi per non dare fastidio. Colori il più delle volte scuri, impreziositi da materiali nobili come il marmo o i legni pregiati. Cucine che non sono quasi più solo cucine, complice anche la tecnologia che ormai le contraddistingue. Non si tratta più delle cucine di tanti anni fa, da tenere nascoste dal resto della casa: sono ambienti di cui andare fieri e che sono parte integrante del soggiorno e della zona pranzo. Grandi spazi in cui è facile cucinare, bere un aperitivo con gli amici, chiacchierare. Dei veri e propri luoghi di convivialità.

tendenze del Salone del Mobile

| Courtesy Salone del Mobile.Milano | Nolte ph_Saverio Lombardi Vallauri | Haecker ph_Saverio Lombardi Vallauri | Leicht ph_Saverio Lombardi Vallauri | TM Italia ph_Saverio Lombardi Vallauri | Haecker ph_Saverio Lombardi Vallauri | Leicht ph_Saverio Lombardi Vallauri | Stosa ph_Saverio Lombardi Vallauri | Haecker ph_Saverio Lombardi Vallauri | Leicht ph_Saverio Lombardi Vallauri |

E per finire: mini cucine per micro case

Ovviamente una fiera che si rispetti deve pur parlare di una delle tendenze più in voga degli ultimi anni: le piccole case. E’ vero, a tutti noi piace vedere in esposizione cucine mega galattiche, che si estendono per metri e metri. Ma poi nella realtà chi di noi ha così tanto spazio? I più fortunati sono quelli che hanno una parete di 3 mt, senza pilastri e ostacoli vari. Quindi in pratica le idee che maggiormente possiamo sfruttare sono quelle che parlano dell’arredo dei piccoli spazi. E all’ultimo salone non sono di certo mancate le micro cucine. In poco meno di due metri piccoli ambienti con tutto quello che serve, capaci anche di nascondersi alla vista (dettaglio super utile in monolocali, per tenere sotto controllo il caos).

E che colori!

tendenze del Salone del Mobile

| Courtesy Salone del Mobile.Milano | Scavolini ph_Saverio Lombardi Vallauri | Sanva ph_Saverio Lombardi Vallauri |

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Trend alert: arredare con il rame, per il look del mese

Pubblicato da blog ospite in Decor, VDR Home Design

E’ un dei trend più in voga degli ultimi anni, arredare con il rame. Un metallo prezioso e delicato, che si adatta ad ambienti romantici ma anche un po’ rustici. Qualche consiglio per usarlo in camera da letto.

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Il rame è un metallo antichissimo, che ha attraversato tutte le epoche storiche, senza mai davvero passare di moda. In questi ultimi anni poi, è tornato prepotentemente in voga, declinato in mille modi diversi. Trova applicazione dalle lampade, ai complementi d’arredo, alle brocche.

Basta un piccolo dettaglio in rame per dare quel non so che alla stanza: un’allure romantica, un’atmosfera quasi sospesa nel tempo. Ma la cosa più bella di questo metallo è la sua versatilità: sta bene davvero dappertutto.

Dalla cucina ovviamente, alla camera da letto. E infatti quando vi ho fatto scegliere tra la stanza da pranzo e la camera da letto, la scelta è stata praticamente ovvia. Avete votato in maggioranza per l’immagine di questa camera così semplice, eppure così raffinata.

Ho provato a darvi la mia interpretazione, per avere un risultato simile ma comunque sempre con il mio stile.

ARREDARE CON IL RAME IN CAMERA: UN TREND INTRAMONTABILE

arredare con il rame

Image credits: westwing

Ed eccola qui l’immagine che vi ha scaldato il cuore e l’immaginario. Vi piacerebbe avere una camera così a casa? E’ molto femminile è vero, ma non necessariamente vuol dire che sia solo per le donne. Ci sono dei dettagli rustici che fanno adattare lo stile anche agli uomini. Il parquet quasi grezzo, le pareti spoglie e dai toni grigi. Il materasso puro sul pavimento. Quello che da dolcezza sono i colori del rosa e il nostro amico rame, appunto. Ma dove li troviamo degli arredi così? E quando spenderemmo?

Bisogna dedicare un po’ di tempo alla ricerca, ma il risultato ne vale sempre la pena. Ed eccola qui la mia versione, con la moodboard riassuntiva.

arredare con il rame

arredare con il rame

Ed eccoli in elenco a partire dall’alto, gli arredi che ho trovato per voi:

1- Lampada da terra in metallo rosso rame, con pedana in legno, JYKJ, € 143,50

2- Kare 80199, tavolino Wire copper (2 pezzi), Kare, € 202,63

3- Completo per letto matrimoniale in lino, rosa polvere, Iconic Linen, € 66,92

4- Brocca vintage in rame, UKAmobile, € 50,97

5-Specchio tondo con bordo in rame, diametro 39 cm, Beldyparis, € 62

6- Oneisall, teiera con 4 tazze in ceramica bianca, € 28,99 

 

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Fuorisalone 2018: cosa vedere a Ventura Future e Ventura Centrale

Pubblicato da blog ospite in VDR Home Design

Chiudiamo il giro dei punti più interessanti di Milano in questa settimana del Design con una zona che ogni anno si rinnova nella veste e nei contenuti. Nel post di oggi vi parlo di cosa vedere a Ventura Future e Ventura Centrale.

……….

Se vi dico questi due nomi molto probabilmente non avete idea di dove siano dislocati. A dire il vero non avevate idea che fossero zone di Milano agibili ed esistenti. Perché la zona di Lambrate è un po’ un mistero, una sorta di area 51 in cui difficilmente si pensa di andare soprattutto quando si parla di design.

Da un po’ di anni a questa parte è una delle aree più attive e propositive che non smette di stupire per originalità e spunti di riflessione. Dopo otto anni di esperienza con Ventura Lambrate, quest’anno debutta Ventura Future e arriva al suo secondo compleanno Ventura Centrale. Ma dove si trovano? Il primo tra Via Paisiello 6, Via Donatello 36, Viale Abruzzi 42. Il secondo in Via Ferrante Aporti 15.

Lo spostamento di sede come continua osservazione al futuro e al cambiamento, così come la fondatrice e proprietaria di Ventura Project, Margriet Vollenberg dice:


Ciò che tutti i designer hanno in comune è che la loro casa è il prossimo futuro. In quel futuro vediamo un mondo nuovo che consiste in nuove idee, nuove estetiche, nuovi materiali.
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COSA VEDERE A VENTURA CENTRALE E VENTURA FUTURE: IL FUTURDOME, MINGARDO COLLECTIONS, EDITIONS

Nuove locations, nuovi eventi, tantissimi espositori e i migliori giovani designer del panorama contemporaneo. La scelta delle locations è uno dei punti chiave del progetto. Già a partire dalla sede: il FuturDome, originariamente punto di incontro del movimento Futurista. Ora è un museo indipendente insediato in un contesto residenziale, un posto di ricerca, sperimentazione. Al suo interno sono ospitate collezioni di design di altissimo livello.

cosa vedere a Ventura Future e Ventura Centrale

Editions collection – Credenza Design Patricia Urquiola + Federico Pepe | Editions collection – Luce Sospesa Design Federico Peri | Editions collection – Triangoli Design David / Nicolas | Mingardo collection – Elettra Design Federica Biasi | Mingardo Collection – Sedia Brugola

In Via Paisiello 6 si potranno vedere le collezioni Mingardo ed Editions. La prima è un officina fondata da Daniele Mingardo a soli 25 anni. Dalla tradizione di famiglia nasce questo marchio che produce edizioni limitate di design in metallo, anche in combinazione con altri materiali. Federica Biasi dirige la parte creativa dell’azienda e ha introdotto prodotti dal design contemporaneo con un approccio minimale ed elegante.


Una realtà artigianale che porta con sé una continua ricerca, dove artigianalità ed innovazione si legano assieme.
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 Editions invece è stata fondata nel 2016 e ha sede proprio nel FuturDome. Vengono presentate due nuove collezioni con Patricia Urquiola in occasione della MDW: una serie di mobili in cui un materiale tradizionale viene interpretato in modo innovativo e una serie di oggetti in marmo. Ma ci sarà anche la prima collezione di luci sospese (ispirate al Bauhaus) di Federico Peri.

COSA VEDERE A VENTURA CENTRALE E VENTURA FUTURE: DESIGN SCHOOL KOLDING E THE DINER

Non solo design ed estetica sono i grandi presenti della zona. Anche un’installazione artistica che punta a farci riflettere sul diventare adulti, sulla vita frenetica che ci fa dimenticare di dedicare del tempo a noi stessi e al creare relazioni umane. Crescendo si perde la capacità di non prendersi troppo sul serio, ci si dimentica di giocare. L’installazione è opera dei primi studenti che hanno frequentato il master di due anni alla Kolding School Design “Design to Play”.

Un punto centrale da cui spuntano bolle che emettono una luce blu rilassante. Una leggera tenda che ci invita ad entrare ed esplorare la zona e scoprire le bolle sospese. Si toccano le bolle.. e la luce da blu diventa forte e accecante, calda e accogliente. Ed ecco che una sensazione di sorpresa, interruzione della calma ci sorprende. Ma non è ancora finita: il gioco è al suo massimo punto. Al suo punto di ebollizione e teatralità. Per finire, ci sarà l’inaugurazione del ristorante The Diner, progettato con l’architetto David Rockwell in collaborazione con il giornale Surface. La celebrazione del design Americano, in chiave contemporanea. All’interno quattro aree diverse: l’ingresso, ispirato all’Airstream; un pranzo in stile costa orientale; una stanza che rende omaggio ai commensali del Midwest e una rilassata lounge ispirata alla costa ovest.

cosa vedere a Ventura Future e Ventura Centrale

The Diner – Bar Rendering Courtesy of Rockwell Group

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Gli eventi in Zona Tortona e Municipio 5 da vedere durante il Fuorisalone

Pubblicato da blog ospite in VDR Home Design

Continuiamo col giro del Fuorisalone di Milano alla scoperta degli eventi in Zona Tortona e Municipio 5 che meritano di essere visti. Un grande primo inizio anche per un nuovo quartiere.

……….

Dura solo cinque giorni in Fuorisalone ma ne servirebbero 15 per riuscire davvero a vedere almeno la metà di tutti gli eventi che ci sono disseminati in giro per la città. Ovvio che poi non tutti meritano del tempo, perché nel marasma si sa che ci sono anche eventi che magari avrebbero potuto anche non esserci… ma insomma, il mondo è bello perché è vario.

Oggi (nel primo giorno ufficiale del Fuorisalone) ci spostiamo nella zona sicuramente più hot della settimana: Zona Tortona. Quest’anno ho scoperto una novità davvero molto interessante. Un nuovo quartiere si lancia in quel della settimana del Design con una serie di eventi fuori dal coro e lasciatemelo dire, interessanti per tutti.

Si tratta di Municipio 5: ed è da loro e dal Design + Sensibile che voglio cominciare. Largo ai giovani.

EVENTI IN ZONA TORTONA E MUNICIPIO 5: DESIGN + SENSIBILE

Vi starete chiedendo dov’è il Municipio 5, giusto? Si tratta delle vie S.Gottardo / Via Meda / Chiesa Rossa / Piazza Abbiategrasso / Conca Fallata e debutta quest’anno nel circuito del Fuorisalone con un programma davvero invidiabile, fuori dal coro.

L’iniziativa è di Massimo Caiazzo e mira all’integrazione tra uomo e ambiente umano. Rendere il design umano, a portata di individuo, per creare relazioni quotidiane più piacevoli. Attraverso una rete sociale di imprese, istituzioni, progettisti, artisti, persone con disagi fisici e psichici vengono espressi prodotti, installazioni e progetti che privilegiano il dialogo. Grandi protagonisti della zona la luce, il colore e la loro progettazione: due strumenti sensibili, in grado di riqualificare intere zone e di trasmettere emozioni nuove.                                                                                                                                       Il calendario è fittissimo e vario; spettacoli di danza, DJ set con colori a ritmo di musica, visite guidate per il quartiere, installazioni cromatiche, workshop su luce e colore. Vi consiglio di sbirciare sulla loro pagina FB per trovare gli eventi per voi!

eventi in Zona Tortona e Municipio 5

Municipio 5 | Design + Sensibile

EVENTI IN ZONA TORTONA E MUNICIPIO 5: DA VANITY FAIR A BASE MILANO

E qui ragazzi, si salvi chi può. Qui la programmazione è d’obbligo perché altrimenti il vagabondaggio senza meta è assicurato. Io ho cercato di fare del mio meglio, spero che vi possano essere utili queste indicazioni!

Cominciamo con Containerwerk: azienda tedesca che ripropone container come spazi abitativi di alta qualità e a prezzi accessibili. Al Fuorisalone ci faranno vedere come sia possibile abitare con alti standard, in un solo container. Altri due moduli invece ci faranno vedere un nuovo modo di vivere, in cui privato e professionale si fondono con la “Temporary Housing”.                                                                                                                                                 Si continua con BASE Milano: tantissimi come sempre gli appuntamenti. Si va dalla mostra “Trouble Making. Who’s making the city?” che indaga i fenomeni di massa e le reti sociali che stanno cambiando la città (a cura di Raumplan). Una vera e propria lettura di alcuni fenomeni collettivi che coinvolgono tutto il territorio.  Ma anche nuovi prototipi di servizi e prodotti: una portineria di nuova concezione, una officina interna in condivisione.. e ovviamente tutte le sere intrattenimento con ottima musica.                                                                                                                                                                                                                           Siete esausti e avete bisogno di riposare? Andate al Vanity Fair Green House, un’oasi urbana nel cuore della città. Una serra che vi ospiterà per tutto il giorno: da colazione ad happy hour. In vena di fare gli acculturati? Grazie all’Associazione Tortona Area Lab, per tutta la settimana ci saranno architour gratuiti del distretto. I tour sono organizzati da AIM – Associazione Interessi Metropolitani e vanno su prenotazione.

eventi in Zona Tortona e Municipio 5

Zona Tortona

EVENTI IN ZONA TORTONA E MUNICIPIO 5: CHIUDIAMO IN BELLEZZA COL SUPERSTUDIO SHOW

Ovviamente non si può non andare in quello che è l’evento nell’evento. Un polo di attrazione forzata che si propone come “meno fiera, più museo” per esporre ONLY THE BEST.

Del SuperStudio Show sarebbero moltissime le cose da menzionare, ma ve ne evidenzio solo quattro. Si comincia con la mostra di Nendo che presenta 10 concept basati sull’idea di movimento che nasce dalla funzione dell’oggetto, del materiale o del metodo di produzione. Continuiamo col Superloft: la casa dei sogni arredata con i migliori pezzi dell’arredo italiano, che si presenta come abitazione internazionale, traslabile in qualsiasi parte del mondo. Altra mostra degna di nota è “Design in the Age of Experience”, in cui Dassault Systèmes svelerà un’installazione che racchiude il concetto di “Design For Life” e reagisce al problema dell’inquinamento atmosferico.  Per cercare di dare una risposta a questo problema, Dassault Systèmes ha lanciato la sfida a Kengo Kuma and Associates: creare un progetto di soluzioni di design che massimizzino l’utilizzo di sistemi esistenti per la neutralizzazione dell’inquinamento.

Chiudo con “Smart City: Materials, Technologies & People”, la 2° edizione della mostra-evento sulla città del futuro ideata da Material ConneXion Italia. Curata dall’Architetto Giulio Ceppi e patrocinata dal Comune di Milano. 

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