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Salone del Mobile di Milano 2019: tutte le anticipazioni

Pubblicato da blog ospite in VDR Home Design

Il Salone del Mobile di Milano 2019 è dietro l’angolo e si cominciano a vedere molte novità interessanti. Nel post alcuni trend che sono già emersi.


Tra meno di un mese Milano aprirà le porte al mondo intero per ospitare la 58esima edizione del Salone del Mobile. L’attesa è sempre molto alta così come le aspettative, per una delle fiere che lancia i trend nel campo dell’arredo che faranno da dictat al mondo intero.

Cosa ci sarà da aspettarsi quest’anno? Vi ricordo che oltre alla fiera consueta, quest’anno è il turno della mostra biennale Euroluce. Vedremo le ultime innovazioni nel campo dell’illuminazione a livello tecnologico ma anche estetico.

Salone del Mobile di Milano 2019 ed Euroluce

Come vi dicevo, quest’anno è il turno di Euroluce e da quello che ho potuto vedere, si tratterà di un’edizione speciale. Grandi richiami al passato che però viene rielaborato in chiave contemporanea e forme organiche.

Come nel caso di FABBIAN che presenta la sua collezione SAYA.

Salone del Mobile di Milano 2019 immagini in esterno della lampada a sospensione in vetro Saya

La collezione indoor Saya è formata da lampade a sospensione disegnate da Gio Minelli e Marco Fossati. In occasione di Euroluce 2019 viene presentata in versione IP55, rendendola adatta a spazi outdoor coperti.

Il racconto di un viaggio che ci riporta a cavallo tra oriente e occidente dove l’estetica e la memoria di culture lontane si fondono con la tradizione veneziana del vetro soffiato in gabbia. La forma s’ispira ad una grande goccia di rugiada che si deposita e corre verso il basso.

La collezione si compone di sospensioni di differenti misure e in tre forme, per interno ed esterno

Salone del Mobile di Milano 2019: colori pastello e forme geometriche

Passando al settore arredo e complemento, quello che ho potuto notare è una forte tendenza alle forme geometriche. Trinagoli, quadrati e rettangoli diventano i protagonisti di arredi dall’estetica davvero importante.

Salone del Mobile di Milano 2019 e lo specchio Poudre Oval di Atelier Macramé con decori geometrici in colori pastello e base in marmo di Carrara

Come nel caso dello specchio Poudre Oval, di Atelier Macramè: uno specchio da tavolo e da parete. E’ infatti possibile appenderlo al muro proprio grazie alla sua forma e alle sue dimensioni. Sul retro troviamo un decoro geometrico nelle tonalità pastello, interamente realizzato a mano da artigiani esperti nella lavorazione dell’antica tecnica della scagliola. Il tema geometrico e le colorazioni si ispirano, come gli altri elementi della collezione alle decorazioni degli antichi portacipria.

Materiali e decori preziosi: infatti la base è in marmo bianco di Carrara.

I tappeti urbani che omaggiano Milano

Oltre ai richiami al passato, c’è anche una grande voglia di rendere omaggio al nostro Bel Paese e ai suoi luoghi meravigliosi. Dopo la collezione SAYA, è la volta della collezioni di tappeti Terrazze, nati dall’incontro tra Mohebban Milano ed Elena Caponi.

Elena Caponi nasce a Genova, ma viene adottata lavorativamente da Milano. Inizilamente fotografa, lascia questa professione per lasciare spazio a nuove avventure.

Salone del Mobile di Milano 2019 collezione di tappeti Terrazze di Mohebban Milano

Dalla sua ricerca emergono sei luoghi urbani definiti da astrazioni e colori unici, trasposti in tessuto e impunture. La cucitura diventa un legame prospettico tra il davanti e il retro; tra un primo piano e uno sfondo che è fatto di palazzi, strade e storie sempre inedite. La collezione Terrazze è un ampio collage di geometrie e sensazioni. È una descrizione urbanistica e tessile di Milano, in cui il colore è la sintesi di una percezione raccolta camminando per la città.

La natura come elemento ispiratore

L’azienda Kenneth Coponbue si lascia ispirare dalla natura e dal suo ritmo, con arredi dalle forme geometriche ed organiche. Materiali naturali e colori vividi, per un ambiente accogliente e giocoso che riflette la filosofia del brand.

Salone del Mobile di Milano 2019 e collezione di arredi di Kenneth Coponbue.

Arredi che sono il risultato dell’osservazione della bellezza organica della natura, attraverso i suoi prodotti, i materiali e le forme. Tra queste, una su tutte è particolarmente amata: il cerchio che rappresenta la vita, ne simboleggia la natura infinita dell’energia – il ciclo perpetuo del prendere e del restituire.

Ispirazione modernismo, con velluti e colori coraggiosi

L’ultima anticipazione riguarda la collezione Capital di Domkapa. In inglese capital vuol dire (tra le altre cose) lettera maiuscola: per cui si capisce già la grandezza e l’importanza che l’azienda vuol dare a questa collezione.

Pezzi dalle forme iconiche che richiamano il grande design degli anni ’50 e ’60, rivisitati in termini di materiali e colori.

collezione Capital di Domkapa al Salone del Mobile di Milano 2019

Velluto in colori coraggiosi, oro e dettagli che rendono ogni elemento un pezzo unico.

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

Rispettiamo la tua privacy.

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Lavanderia in casa: una foto gallery per ispirarsi

Pubblicato da blog ospite in Idee, VDR Home Design

Volete anche voi la lavanderia in casa ma non sapete da dove cominciare? Prendiamo spunto da alcune immagini per visualizzare la nostra.


Un punto è chiaro: vogliamo la lavanderia in casa. Ma come la vogliamo? Dove la mettiamo? Con cosa la arrediamo?

Sono tanti gli interrogativi che si presentano quando si tratta di arredare una stanza così, che raramente si vede sulle copertine patinate delle riviste di settore. E tante sono le possibilità tra cui scegliere, per crearsi la propria lavanderia su misura.

Vi faccio vedere alcuni bellissimi esempi utili per configurare (almeno mentalmente e visualmente) la vostra stanza perfetta. Pronti?

Lavanderia in casa: una stanza a sè

Innanzitutto: dove la mettiamo questa lavanderia. Avete una stanza in più, vuota, che volete trasformare in lavanderia e stireria? Ok, allora avete già un punto di partenza perfetto.

Non avete una stanza intera? Allora le possibilità sono: la cucina, il bagno, un ripostiglio. In questi casi lo spazio si riduce drasticamente, ma non è detto che si debba per forza sacrificare funzionalità e stile.

Lavanderia in casa con scaffali in metallo, ceste porta biancheria bianche, asse da stiro appeso e lavatrice
|Image credits: El Corte Inglès |

Partiamo da chi può permettersi una stanza intera: in questo caso può non avere senso nascondere alla vista la lavatrice, dato che non ci sono altri mobili intorno e non si tratta di una stanza di rapprensentanza. Può bastare un piano in cartongesso o muratura che vi faccia da piano da appoggio per ritirare i panni appena lavati o stesi o per stirare piccoli elementi.

Cosa vi può essere utile? Se optate per degli armadi, questi dovranno avere mensole ma anche parti libere per permettervi di riporvi l’asse da stiro, il ferro e i detersivi. Oltre che i panni da stirare o quelli appena stirati. Se invece vi bastano degli scaffali aperti, allora organizzatevi con delle ceste tutte uguali, in cui riporre tutto l’essenziale. Biancheria stirata e piegata, asciugamani, detersivi. Anche un tubo appendiabiti appeso ad un mensola o a muro è molto pratico, soprattutto per appendere camicie e pantaloni freschi di stiro.

Lavanderia in casa con scaffali in metallo, ceste porta biancheria in vimini, lavatrice e asciugatrice
|Image credits: El Corte Inglès |

Lavanderia in condivisione in altre stanze

E se invece la lavanderia dovesse condividere lo spazio che so, con la cucina o il bagno? Nessun problema, lo spazio necessario è davvero poco e tutto si può mimetizzare.

Sia in bagno che in cucina è possibile aggiungere delle basi nelle stesse finiture degli altri mobili che avete, che vanno a chiudere e quindi nascondere lavatrice e asciugatrice. In questo modo saranno invisibili. Se avete spazio, sarebbe utile avere un piccolo mobile a colonna in cui inserire il cesto per la biancheria sporca e alcune mensole per i detersivi e per riporre i panni lavati, in attesa di essere stirati.

Se non avete questo spazio, basterà ritagliare una parte all’interno di un armadio dell’ingresso.

Lavanderia in casa in cucina con scala porta biancheria, stendi panni in legno e cucian rustica color tortora
| Image credits: Garden Trading |

In bagno sarà sicuramente più semplice inserire una scala ed un porta asciugamani in legno o allumino per stendere dei piccoli elementi. Scegliendo dei cesti uguali in stile ma diversi in dimensioni, riuscirete a tenere ordine e potrete tenerli anche a vista. I cesti sono un ottimo elemento decorativo.

Voi dove l’avete la lavanderia?

| Image credits: Norsu Home |

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Cos’è lo stile d’arredo massimalista: principi ed idee

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Cos’è lo stile d’arredo massimalista: alla scoperta di un trend nuovo e misterioso, con questi semplici principi ed esempi da cui prendere spunto.


Mentre il minimalismo continua ad essere uno degli stili più amanti
nel campo dell’interior design, fa capolino il suo esatto opposto: il Massimalismo. E vi starete chiedendo: cos’è ‘sto massimalismo?

È uno stile che si ispira al barocco, sia nei colori che nei decori, che nella decorazione degli interni. Ambienti pieni di oggetti, pieni di colore, pieni di carattere. Sono per persone che non hanno paura di esagerare ed amano alla follia le tonalità sature e non vogliono avere stanze vuote.

Ma quali sono i principi di questo stile?

Cos’è lo stile d’arredo massimalista: sì ai colori forti e ai decori coraggiosi

Cos'è lo stile d'arredo massimalista: interno con carta da parati floreale fucsia, sedia in vimini, tavolo basso laccato lucido bianco, vado di fiori in allumimio e tappeto rosso e blu
| Image credits: Farrow&Ball |

Cominciamo con i colori: qui nessuna tinta è messa al bando, anzi. La parola d’ordine è: osare. Osate quei colori che sognavate ma che non avete mai avuto il coraggio di proporre all’imbianchino. Ovviamente per non perdersi ed evitare di avere un effetto un po’ carnevalesco, vi consiglio di scegliere al massimo 5 colori all’interno del vostro schema colori.

In questo primo esempio ci sono il
fucsia, il malva, il verde mela, il verde oliva e un colore neutro come
il grigio perla. In questo stile non c’è da preoccuparsi di usare un
solo colore saturo per stanza, da smorzare coi neutri. Come vedete la
bellissima ed audace carta da parati a tema floreale si accompagna ad un
tappeto intrecciato a mano in un carico color malva.

Un grande mazzo di fiori equilibra l’insieme ed armonizza col tema della carta, sia come colori che come figure.

Alluminio, fibre naturali, legno laccato lucido e oro: quanti elementi in un solo ambiente! L’importante è che tutti gli oggetti siano in armonia tra loro, cosi da creare un insieme equilibrato.

Cos'è lo stile d'arredo massimalista: interno con carta da parati floreale a fondo blu, quadri a tema Giappone, tavolo da caffè rotondo con piano in marmo verde, vaso trasparente con fiori bianchi e tappeto rosso
| Image credits: Farrow&Ball |

Siete amanti dell’Oriente ma anche degli arredi moderni anni ’50?
Tutto può convivere. Un bellissimo tavolino moderno col piano in marmo e
un vaso contemporaneo, sono i protagonisti di un soggiorno con una
carta da parati blu a tema floreale che ricorda un po’ il Giappone. I
quadri a terra hanno lo stesso tema, mentre il tappeto è più di
ispirazione marocchina.

I colori sono sempre il tratto d’unione in un ambiente così sofisticato: blu scuro, blu chiaro, rosa scuro e beige.  Ma anche le texture e i materiali: legno, marmo e seta.

Cos’è lo stile d’arredo massimalista: nessuna paura della carta da parati e del mix and match

Cos'è lo stile d'arredo massimalista: credenza in legno chiaro con vasi bianchi e carta da parati a tema fantastico.
| Image credits: Pixers – BehemothandLeviatan

Ma il massimalismo lo si può ottenere anche con uno schema colori abbastanza neutro, ispirato ai colori della terra. Come si ottiene il twist tipico dello stile allora? Optando per carte da parati fantascientifiche, che normalmente magari mettereste nella cameretta dei vostri figli. E poi aggiungendo accessori senza aver paura di esagerare. In fondo è proprio questa la caratteristica. Disponete gli accessori per dimensioni, equilibrando oggetti piccoli e grandi. Di solito si decora in gruppi dispari di complementi, in cui siano presenti tutte le dimensioni.

Piccolo, medio e grande. Sottile, spesso e alto. Via libera a piante, quadri e libri. Vasi e candele. Cuscini e coperte. Mixate i pattern (geometrico, floreale e a tinta unita) e i tessuti e tenete sempre come filo conduttore il vostro schema di colori.

cos'è lo stile d'arredo massimalista: sofa bianco con cuscini a fantasia arancione, coperta a strisce bianche e nere, tavolini da caffè in metallo e lampada da terra
| Image credits: The Curious Department |

Mettiamo però che la vostra casa sia già arredata e vogliate portare il massimalismo al suo interno. Fate un inventario dei colori che avete in casa e cercate di uniformarli, attenendovi alla regola dei 5. Avete un colore più acceso degli altri? Bene, allora usatelo per dare carattere alla stanza usandolo negli accessori e scegliendoli con fantasie e pattern che mai avreste scelto normalmente. Accostate tra di loro fantasie diverse per creare ritmo e dare enfasi ad un divano ad esempio.

Non avete un colore acceso? Allora sceglietene uno che dialoghi bene con le altre tonalità, aiutandovi con la ruota dei colori.

Facciamo un esempio: le tonalità dominanti in casa vostra sono i marroni e gli arancioni? Allora scegliete il colore che sta dal lato opposto a queste tinte sulla ruota, che è il blu. Il cotrasto è assicurato.

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Come abbinare il living coral: sei combinazioni vincenti

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Come abbinare il living coral di Pantone eletto colore dell’anno 2019. Sei combinazioni vincenti per ogni stile e gusto, per accontentare tutti.


Lo si aspetta quasi come il Natale il momento in cui Pantone annuncerà quello che secondo loro sarà il colore che la farà da padrone nell’anno a venire. Anche se quasi sempre è si tratta di colori che alla maggior parte di noi non piacciono, vogliamo comunque sapere loro cosa ci diranno.

Ci prende quest’ansia da curiosità che poi (almeno per me) rimane sempre un po’ delusa. Non so mai esattamente cosa mi aspetto, ma sicuramente non i colori che decidono loro. Che poi sia chiaro, si tratta di decisioni prese sulla base di valutazioni scrupolose che tengono conto di più aspetti. Si va dalla moda, alla cucina, alla grafica. Quindi il lifestyle a 360°.

Il colore del 2019 è il Living Coral, un rosso schiarito con l’aggiunta di una punta di giallo che lo rende aranciato e vivace. Ma come declinarlo in casa e come usarlo in combinazione con altri colori?

Come abbinare il Living Coral: idee e combinazioni vincenti

 Dall'alto a sinistra: lampada in carta Wild Wood Paper Lampshade Pink Lemonade Ombre - Carta da Parati Wisteria Wallpaper Coral by Pearl Lowe - Poltrona e Pouf Audrey Coral - Stampa con cornice Pink Paradise - Cuscino tinta unita Spira Klotz - Cuscino fantasia Coral Varese - Cuscino fantasia Malini Aztec Diamond Fabric
| Dall’alto a sinistra: lampada in carta Wild Wood Paper Lampshade Pink Lemonade Ombre – Carta da Parati Wisteria Wallpaper Coral by Pearl Lowe – Poltrona e Pouf Audrey Coral – Stampa con cornice Pink Paradise – Cuscino tinta unita Spira Klotz – Cuscino fantasia Coral Varese – Cuscino fantasia Malini Aztec Diamond Fabric |

Ci sono tanti modi in cui poter portare in casa questo colore vivace e delicato, simbolo di ottimismo e positività. Ad esempio con dei cuscini in fantasia oppure con delle stampe. Ma anche delle splendide lampade in carta. Tutti dettagli che possono essere cambiati in base alla stagione e alle preferenze.

Ma quali sono i colori vincenti con cui abbinare questo colore? Vi propongo sei combinazioni adatte a tutti i gusti tra cui scegliere.

Abbinare il living coral: bianco, beige, grigio, azzurro, verde e oro

Immagini di soggiorni in cui viene abbinato il living coral ad altri colori come il bianco, il grigio, i beige, l'oro, il verde e l'azzurro
| Dall’alto a sinistra: Laskasas – Essential Home – Dekoria GmbH – DelightFULL – BrabbuDesign |

L’abbinamento sempre vincente è quello col bianco. Una combo leggera e luminosa, adatta alle zone giorno (dove la luce non è mai troppa) ma anche alla cucina o al bagno. Insieme al grigio l’eleganza è la parola chiave: il formalismo del grigio viene smorzato dal Living Coral che con la sua vivacità accende ogni ambiente.

Il beige e l’oro creano interni dal sapore un po’ retro, anni ’50. Linee geometriche e un tocco urban jungle per ambienti che possono anche essere in stile eclettico, se non sapete decidere verso quale stile virare.

Ed infine il verde smeraldo e l’azzurro: due colori che enfatizzano la natura calda e vivace di questo colore, essendo due perfetti colori freddi che fanno da contraltare in uno schema di colori complementari.

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Cos’è un letto sommier, come sceglierlo e perché farlo

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Cos’è un letto sommier? Si tratta di un letto matrimoniale con contenitore. Vediamo in questo post perché sceglierlo e come.


Se ne sente parlare molto ultimamente, ma non è davvero molto chiaro cosa siano e cosa abbiano di diverso: sono i letti sommier.

Ma cos’è un letto sommier e perché dovremmo sceglierlo per la nostra camera da letto?

Cos’è un letto sommier, guida veloce alla scoperta

Il letto sommier altro non è che un letto con contenitore. La scelta perfetta per chi deve arredare una casa piccola e deve ottimizzare lo spazio, sfruttando ogni centimetro disponibile.

Particolarmente utili nella progettazione razionale dei piccoli spazi sono i letti sommier senza testata per la camera da letto.

Oltre ad avere un comodo contenitore, vi consentiranno di risparmiare almeno dieci cm, cioè quelli della testata. Esistono sia i matrimoniali classici larghi 160 cm, che quelli alla francese larghi 140 cm.

Letto matrimoniale sommier alla francese aperto, di colore grigio chiaro
| letto sommier tomasucci matrimoniale |

Esistono altre due varianti di questo letto, in base al modo in cui si alza la rete. La versione classica prevede che la rete si alzi da un lato solo, ruotando secondo un angolo di 90°. Di solito si alzano verso il lato corto (quello che appoggia verso la testata per intenderci), ma esistono versioni che si alzano anche verso il lato lungo.

Letto matrimoniale sommeri avorio con meccanismo di apertura easy up
| Letto matrimoniale sommier con meccannismo di apertura easy up |

C’è poi una seconda versione più attuale con meccanismo a doppia alzata. Attraverso l’uso di pistoni idraulici il letto si alza orizzontalmente, rendendo molto più comodo sia il rifacimento del letto stesso che il recuperare gli oggetti riposti al suo interno.

Insomma si tratta di letti che coniugano praticità e stile e che si adattano a mille progetti d’arredo diversi.Come ad esempio mettendo delle piccole mensole sul muro sopra al letto per riporre luci e libri, oppure decorando la parete con quadri. Ma potreste anche metterlo al centro della stanza, per un effetto scenografico.

Se avete esigenze particolari di dimensioni e colori su misura, su Duzzle.it potete farlo. Potete anche aggiungere una testata in coordinato se non potete farne a meno e se avete spazio a sufficienza in camera.

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Mobili della lavanderia: funzionalità e organizzazione le parole chiave

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I mobili della lavanderia vanno scelti con cura per creare una zona di lavoro funzionale ed organizzata. Due progetti fatti con l’ausilio di LionsHome.


Se potessi avere una stanza in più in casa, da adibire a qualsiasi cosa, vi direi che ci vorrei fare una lavanderia. Lo so, lo so: tra tutte le scelte che si potevano fare, proprio questa.

Però diciamoci la verità: quanto è scomodo avere la lavatrice in un posto, stendere i panni in un altro angolo e stirare dove c’è spazio? Non sarebbe stupendo avere un’intera stanza, tutta dedicata a questa funzione?

Sfatiamo un altro mito: per avere un locale lavanderia ci vuole una mega stanza. Vi farò vedere oggi due opzioni diverse di mobili della lavanderia, una versione small e una large.

Come sapete io sono una assoluta promotrice degli acquisti online, per i mille vantaggi che ci sono. Ho scoperto da poco questo sito con un catalogo immenso di arredi e oggettistica per la casa, LionsHome e mi sono divertita un po’ ad immaginare due scenari diversi.

Ve li faccio vedere.

MOBILI DELLA LAVANDERIA PER UNA MICRO AREA DI LAVORO

Moodboard per mobili della lavanderia in una piccola stanza, con mobile coprilavatrice, colonna per lavatrice e cesti portabiancheria

Mettiamo che voi abbiate un piccolo spazio in bagno e lo vogliate attrezzate con dei mobili che vi aiutino a mimetizzare la lavatrice ma al contempo vi diano un minimo di spazio per gestire detersivi e biancheria. In questo esempio che vi faccio vedere serviranno solo 129 cm di larghezza, se scegliete il mobile base con cassettiera, lavatoio e mobile copri lavatrice.

Altrimenti potete optare per la colonna: se non avete l’asciugatrice potete riempire la parte sopra di mensole, così da riporre detersivi e panni sporchi.

A completamento ovviamente i cesti portabianchieria. Io li preferisco chiusi, per tenere al sicuro odori vari e tenere lontana la polvere. Ma c’è anche la possibilità del cesto a tre scomparti, per aiutarvi a risparmiare tempo nel dividere i panni da lavare.

MOBILI DELLA LAVANDERIA PER UNA VERA E PROPRIA STAZIONE DI LAVORO

Moodboard per mobili della lavanderia con colonna stireria, colonna multifunzione a due ante, pensili con ripiani a giorno, cesto portabiancheria, stendipanni da parete e mobile coprilavatrice

E qui mi sono sbizzarrita. Ho pensato: come la vorrei io la lavanderia se avessi spazio e budget? Ecco la risposta. Una vera e propria stanza dei sogni, con tutto quello che può servire, e anche di più.

Come vedete ho inserito una colonna a due ante, con asse da stiro a scomparsa e mille ripiani per detersivi e panni da stirare. A fianco un’altra colonna a due ante, multifunzione: ci potete mettere le scarpe, i cappotti, la biancheria di casa.

Per completare la composizione, il mobile coprilavatrice (che può anche essere chiuso con delle ante) con lavatoio, il mobile basso con cesto porta biancheria e due pensili al di sopra.

Con comodi ripiani a giorno per appoggiare tutto quello che può servire più spesso, un comodo specchio e una lampada.

E i panni dove li mettiamo? Ma su questo stendi panni da parete che quando non serve si richiude. Come vedete non ci sono brutture o elementi solo esteticamente piacevoli ma non funzionali: organizzazione e funzione prima di tutto.

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Come abbinare tavoli e sedie: le combinazioni migliori

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Il centro focale della sala da pranzo sono tavolo e sedie. Ma come scegliere e abbinare tavoli e sedie per un risultato perfetto? Qui qualche idea.


Ogni stanza ha un suo focus, un elemento centrale attorno a cui ruota tutto il resto dell’arredo e che catalizza l’attenzione.

Nel caso della sala da pranzo questo focus sono il tavolo da pranzo con le sedie, da scegliere molto attentamente.

Quando si tratta di scegliere i punti focali della stanza è sempre bene riservare una parte del budget abbastanza corposa, proprio perché si tratta di pezzi che attireranno l’attenzione.

In questo modo avrete degli arredi di alta qualità, durevoli e di design.

Nel caso della sala da pranzo come si fa a scegliere? Come abbinare tavoli e sedie nel migliore dei modi senza avere risultati discordanti?

Come abbinare tavolo e sedie: stesso stile e una piccola variazione

Ma veniamo al lato pratico: vediamo come abbinare tavoli e sedie senza andare nel panico ed ottenendo il massimo.

Io ho scelto tra i numerosissimi e bellissimi prodotti unici della falegnameria Laquercia21. Situata nella campagna umbra è gestita da quattro ragazzi che sperimentano stili e forme diverse, per creare oggetti incredibili.

Mettiamo che siate per uno stile unico senza troppe concessioni all’astrazione. In questo caso andate sul sicuro e scegliete tavoli e sedie nello stesso stile. Quindi stessi materiali e stessi colori, così da avere armonia e coesione. Come nel caso del Tavolo luce ombra e della Sedia sed_09: struttura portante in ferro e piani in legno (o mdf nel caso della sedia), che creano un insieme perfettamente coordinato.

Tavolo luce ombra con struttura in ferro e piano in legno di recupero e sedia con struttura in ferro e piani in mdf e resina
|Image credits: Lorenzo Porazzini|

Volete un pizzico di brivido, ma senza esagerare? Allora facciamo una piccola variazione del punto precedente: stesso stile per tavolo e sedie ma le sedie le scegliamo in due colori diversi. Creeremo una piccola variazione nel ritmo, dando un’enfasi speciale al punto centrale della stanza.

Prendiamo il tavolo e la sedia di prima: se inseriamo la stessa sedia in un colore diverso il risultato è completamente diverso, con un tocco più personale e creativo.

Tavolo luce ombra con struttura in ferro e piano in legno di recupero e sedie con struttura in ferro e piani in mdf e resina in due versioni, una in grigio e una in verde acido
|Image credits: Lorenzo Porazzini|

Come abbinare tavolo e sedie: per i più creativi

Non sapete scegliere un solo stile perché in ognuno trovate qualcosa di speciale? Tranquilli, vi capisco. Molto probabilmente siete amanti dello stile eclettico e quindi la scelta migliore per voi è avere il tavolo in uno stile e le sedie in un altro.

Magari stili contrapposti che si bilanciano negli estremi della loro estetica.

L’esempio perfetto sono il Tavolo Trapezio, tutto in legno e dalle forme fortemente geometriche e la Sedia sed_07 second life, con struttura in ferro.

Il tavolo fa capire subito di essere di fattura artigianale, contrapposizione perfetta alla sedia che ricorda lo stile industriale con la produzione seriale. Ma attenzione: lo ricorda solo, perché la sedia è un pezzo unico ed artiginale, come tutte le realizzazioni della Falegnameria.

Tavolo Trapezio in legno massello e sedia con struttura in ferro verniciata blu e piani in legno di recupero
|Image credits: Lorenzo Porazzini|

L’ultima opzione che è la più estrema consiste nell’avere tavolo e sedie di stile diverso con le sedie in più colori. Non vi preoccupate, non avrete un effetto carnevale perché le sedie saranno armonizzate dall’essere identiche nella forma.

Il colore sarà solo una variazione nel ritmo della composizione.

L’ultimo esempio sono il Tavolo Stalagmite che con la sua struttura rimanda alle splendide formazioni naturali ed è un pezzo preziosissimo, caratterizzato da incalcolati pezzi di legno differenti l’uno dall’altro. Mettere sedie tutte uguali nella forma, come le Blocco 55, ma diverse nel colore semplifica la complessità del tavolo. Ultima chicca: il punto in comune dato dalla trasparenza dei piani.

Tavolo Stalagmite con struttura composta da pezzi di legno differenti e piano in vetro temperato e sedia Blocco 55 con struttura in legno e piani in plexiglass
|Image credits: Lorenzo Porazzini|

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Tre progetti di riqualificazione dello studio Basaglia Rota Nodari: recuperare la bellezza

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Riportare il vecchio al suo stato di splendore e valorizzare quello che già c’è, l’obiettivo dei tre progetti di riqualificazione dello studio Basaglia Rota Nodari.


Tre progetti diversi tutti nella provincia di Bergamo, un solo filo conduttore: recuperarne la memoria, renderli accoglienti e riconoscibili al primo sguardo.

Diversi per natura storica e per destinazione d’uso, i tre protagonisti degli interventi sono ora usciti dall’anonimato e comunicano perfettamente chi sono e cosa contengono.

Grazie al lavoro di riordino estetico e funzionale dello studio Basaglia Rota Nodari, hanno ora una nuova identità e dignità.

Tre progetti di riqualificazione dello studio Basaglia Rota Nodari : la fornace Parietti

Viste esterne della Fornace Parietti con il camino in mattoni rossi e la nuova struttura esterna bianca
| Studio Basaglia Rota Nodari | Clara Buoncristiani PR Boutique |

Un vecchio opificio ottocentesco in evidente stato di degrado, con le strutture originali coperte di terra ed erbacce. Cosi si presentava la fornace, abbandonata e precaria.

Da subito lo studio decide di non imitare la struttura originale, ma di creare un’architettura contemporanea da far dialogare con quella storica. Un intervento che ha voluto recuperare la memoria storica di un edificio proto-indudstriale che ha significato lo sviluppo di un’intera comunità.

Il pavimento originale in cotto, l’antico sistema di ventilazione e alcuni coperchi in ghisa dei comignoli di sfiato, la ristrutturazione di camino e pareti di mattoni secondo tecniche antiche, tutto è stato riportato alla sua veste antica con minimi interventi estetici.

Tre progetti di riqualificazione dello studio Basaglia Rota Nodari : la falegnameria Adda

Falegnameria Adda prima dellìintervento di riqualificazione con dettaglio dell'ufficio e della zona espositiva delle porte
| Falegnameria Adda Prima |

Come comunicare i valori di qualità, rigore professionale, estetica e funzionalità di una falegnameria con oltre mezzo secolo di storia? Attraverso un progetto di razionalizzazione degli spazi, che ha reso ancora più affascinante lo showroom.

La parte espositiva è diventata ben visibile dall’esterno, con quattro vetrine protette ma ben visibili che fanno da richiamo verso quello che succede all’interno.

All’interno quinte scorrevoli bianche e ordinate riprendono il rigore formale dell’esterno e a memoria storica è rimasta la zona di accoglienza dei clienti.

La Falegnameria Adda dopo la riqualificazione, con le quinte scorrevoli bianche che sostenogno le porte e la zona di accoglienza clienti.
| Falegnameria Adda Dopo | Clara Buoncristian PR Boutique |

Tre progetti di riqualificazione dello studio Basaglia Rota Nodari : il BricoOK

| BricoOk prima e dopo |

In questo caso il lavoro di riqualificazione ha riguardato la facciata esterna, con un progetto di architettura site-sprecific. L’obiettivo: comunicare calore, accoglienza, rigore e competenza attraverso il rigore dell’intervento.

Il risultato finale si avvicina sia alla Fornca Parietta che all’architettura residenziale, con il cemento a impasto rosso, steso in fasce orizzontali e regolari e ampie finestrature bianche.

Un effetto smart che incuriosce il cliente e lo invita ad entrare, grazie ad una tipologia costruttiva che riprende la tradizione architettonica e rende l’edificio amico.

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Come scegliere le pareti da imbiancare: un’infografica pronta all’uso

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I colori sono stati scelti e gli abbinamenti anche. Come scegliere le pareti a cui applicare i vostri abbinamenti? Seguendo alcune semplici dritte la scelta è davvero facile.

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Siete stati bravissimi e avete fatto tutti i compiti a casa: l’inventario dei colori di pavimenti e arredi, la scelta dei giusti colori che mettono d’accordo i vostri gusti e quello che già esiste in casa.

Ora: quale colore mettiamo dove? Avete portato a termine le parti più difficili del lavoro, non vorrete mica mollare ora? Non potete semplicemente distribuire colori in base alla fantasia. Ci sono delle semplici regole da tenere a mente che vi semplificheranno davvero la vita.

Con questa infografica poi, non si può sbagliare.

COME SCEGLIERE LE PARETI DA IMBIANCARE: UN’INFOGRAFICA PER AIUTARVI

Le infografiche sono davvero le migliori alleate quando si tratta di spiegare alcuni concetti e aiutare a memorizzarli. Sono di facile lettura e anche stampate funzionano da promemoria eccezionali.

come scegliere

Eccola qui allora: sei semplici esempi che vi fanno vedere i risultati che si ottengono in base alle pareti che si scelgono di imbiancare. I colori carichi come il rosso vanno bene per una o due pareti per stanza al massimo, di solito la parete focus. Se invece imbiancate il soffitto di un colore scuro la stanza vi sembrerà molto più bassa del normale e poco luminosa.

Le righe orizzontali allargano visivamente, mentre quelle verticali allungano. Siete amanti dei colori neutri e pastello? Allora potete dipingere le pareti tutte dello stesso colore, perché questi toni non assorbono la luce eccessivamente e non creano distorsioni visive.

Da ultimo: soffitto a righe e parete di fondo colorata. L’effetto ottico di maggior profondità è servito.

Quale opzione scegliete?

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A pranzo nella serra De Kas tra vetro, mattoni e natura

Pubblicato da blog ospite in Architettura, News, VDR Home Design

Facciamo un salto ad Amsterdam per ammirare un progetto stupendo e nel frattempo andare a pranzo nella serra De Kas. Tra mattoni e natura.


Sono anni che c’è una città europea che continua a sfuggirci, per tanti fattori (soprattutto quello economico, sono sincera): Amsterdam. La immagino cosmopolita ma intima, romantica ma anche un po’ matta.

Con i suoi colorati edifici sui canali e la contemporaneità che abbraccia la storia. Ogni tanto mi capita di vedere qualche progetto mirabolante e la frustrazione sale ancora di più. Come in questo caso, a cui si aggiunge il fatto che si parla di cibo (molto buono), un edificio di inizio ‘900 ed un progetto di riqualificazione straordinario.

Sto parlando del ristorante De Kas, gestito, sognato e fortemente voluto dallo chef Michelin Gert-Jan Hageman e progettato dallo studio di Piet Boon.

A pranzo nella serra De Kas, un sogno ad occhi aperti

Il ristorante sorge in quella che era una serra municipale del 1920, caratterizzata da un imponente camino di mattoni rossi che giace placido a fianco di edifici vetrati.

esterno del ristorante De Kas con struttura vetrata e camino di mattoni

Il sogno dello chef era di avere un ristorante in una serra vetrata che ruotasse intorno alle sue coltivazioni e così è stato. Nel ristorante tutto è all’insegna del rapporto tra uomo e natura: le enormi vetrate che fanno fare un bagno di cielo e sole agli ospiti, mentre fuori la natura segue il suo ciclo. I piatti sono a chilometro zero, utilizzando verdure, spezie e fiori che arrivano direttamente dagli orti esterni.

interno del ristorante De Kas con dettaglio dei tavoli e delle sedie

Anche gli arredi rafforzano questa visione, in particolare le sedie fornite da KennethCoponbue. Le poltroncine modello Linea sono in rattan intrecciato a mano che con le sue irregolarità, fa pensare alla mano di un artigiano esperto all’opera in una delle arti tradizionali del sud-est asiatico.

Da solo questo ristorante meriterebbe un viaggio ad Amsterdam, che dite?

a pranzo nel ristorante De Kas ex serra municipale

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