Quante volte ti sei seduta davanti al computer o con il telefono in mano pensando:
“E adesso cosa pubblico?”
Credimi, ci sono passata anche io.
Trovare idee per i contenuti, all’inizio, non è così facile e immediato, soprattutto quando hai mille cose da fare e vorresti che ogni post, storia o newsletter attraesse l’interesse del tuo pubblico.
Ma oggi voglio condividere con te un trucco che ho iniziato ad utilizzare diversi anni fa e che mi permette di avere un piano editoriale sempre ricco di idee.
E, ogni volta che arriva il momento di scrivere una newsletter o creare un contenuto per Instagram, ho già l’idea definita e devo solo dedicarmi alla scrittura e produzione del contenuto.
Torna indietro nel tempo
Immagina te stessa qualche anno fa, quando hai iniziato ad appassionarti all’home styling.
Quali erano i tuoi sogni?
Quali paure e pensieri ti tormentavano?
Quali problemi cercavi di risolvere?
E quali domande continuavi a farti?
Forse ti chiedevi:
“Da dove inizio per creare una casa che mi rappresenti davvero?”
“Quali sono le regole da seguire per abbinare colori e materiali?”
“Come faccio a far capire agli altri che ho talento per questa cosa?”
Adesso, pensa: quali consigli avresti voluto sentire allora?
Ora che è passato qualche anno da quelle domande, certamente adesso hai le risposte.
Ecco quelle risposte sono sicuramente utili a tutte quelle persone che si trovano nella tua stessa situazione di qualche anno fa.
Persona che ha bisogno di te, dei tuo consigli, delle tue competenze e delle tue soluzioni per arredare la sua casa.
Questo è il tuo punto di partenza per creare contenuti
Parla a quella versione di te stessa: rispondi ai suoi dubbi, guida i suoi sogni, e aiutala a superare i suoi ostacoli.
Sai perché?
Perché quella persona… è la tua cliente ideale di oggi.
Ritagliati uno slot di tempo e dedica un’ora, due ore o il tempo che ti occorre, per la stesura delle idee.
Solo delle idee, non è necessario che tu le sviluppa ora (lo farai quando sarà il momento, ovvero qualche giorno prima della pubblicazione, del giorno in cui deciderai di pubblicarlo).
Alterna contenuti legati alla tua personalità e storia professionale (le persone amano le storie!), a contenuti più formativi (idee, consigli e ispirazioni).
E ora, dove le mettiamo queste idee?
C’è un secondo passo da compiere, per fare in modo che tutte queste idee non si perdano per strada: organizzarle in uno spazio digitale.
Io ad esempio uso:
Notion, per calendarizzare i post su Instagram. Mi permette di avere tutto sotto controllo e sapere sempre cosa pubblicare e quando.
Google Fogli, per la stesura dei testi di tutte le mie newsletter. Così posso riprendere facilmente i miei vecchi testi o aggiornare contenuti che so aver funzionato bene.
Organizzare le idee ti aiuterà a essere costante nella pubblicazione e a ridurre lo stress.
Riprendere, a distanza di tempo, contenuti che ho già sviluppato e che so essere stati apprezzati, mi permette di creare nuovi contenuti esplorandoli da prospettive diverse.
Questo metodo, infatti, mi consente di generare un’infinità di idee, mantenendo freschi e interessanti i miei contenuti.
E infine, ricorda una cosa fondamentale: conoscere il tuo pubblico è indispensabile per far crescere il tuo business.
Quando sai davvero chi hai davanti, a chi ti rivolgi, riesci a creare contenuti che attirano le persone giuste, in linea con i tuoi valori.
E quelle persone?
Sono le stesse che, un passo alla volta, si trasformeranno nei tuoi clienti paganti.
Ti va di provare?
Prova questo esercizio, prova a fare una lista di tutti i tuoi dubbi, insicurezze che provavi qualche anno fa e fammi sapere se ti aiuta a sbloccarti: clicca qui e scrivimi, sono qui per ascoltarti e darti il mio supporto!
Workshop gratuito: 3 video lezioni che ti guideranno nel trasformare la tua passione per l’arredo, in un progetto professionale che ti porterà gratificazione e soddisfazione.
Bar Adrenalina rimane sicuramente uno degli allestimenti più affascinanti della MDW 2026 e lo confermiamo anche a distanza di 10 giorni dalla design week. Il suo successo è stato così avvolgente ed immersivo che rimarrà ancora attivo per altri mesi, fino a luglio 2026.
Ph Serena Eller Vainicher
L’evento, dal titolo MoscaPartners Variations e organizzato da MoscaPartners, studio specializzato nell’organizzazione di eventi, si è tenuto nel cortile dell’Orologio di Palazzo Litta. Il tema era centrato sul concetto di Metamorfosi, e l’azienda Adrenalina, produttrice di imbottiti, ha trasformato il l’interno del BoccascenaCafé in un laboratorio di co-progettazione sonora.
All’ingresso ci accoglie una insegna in stile cyberpunk e una volta dentro, come uno scenario di Matrix, ci si presentano davanti non due, ma tre scelte.
Ph Serena Eller Vainicher
Sala rossa, sala blu o sala verde, ciascuna in linea con un mood differente. La prima, per gli incontri audaci e vivaci, la blu per una modalità rilassante ispirata all’acqua della fontana sovrastata da un possente Nettuno, e infine la sala verde in cui l’installazione site specif Listen! invita alla riflessione sull’ascolto, tema conduttore di tutto l’allestimento.
Bar Adrenalina, un concept di successo
Il progetto, firmato da Debonademeo Studio, ha visto crescere la curiosità di molti. Durante la Design week, gli imbottiti Adrenalina hanno preso vita e ogni visitatore è diventato un co-autore del prossimo prodotto dell’azienda, su un’idea di Michele Spanghero.
Perchè la sala verde si è trasformata in un teatro di ascolto catturando opinioni, interazioni, ogni fruscio, sussurro, risata.
Ph Serena Eller Vainicher
Questa esperienza ha dato origine a un vero e proprio database sonoro, che costituirà il punto di partenza di un processo creativo post-evento. I pattern acustici raccolti verranno infatti rielaborati dai designer di Adrenalina, Debonademeo Studio, con il supporto di Michele Spanghero, per definire le linee, le tracce visive e la forma di un nuovo divano.
Ph Serena Eller Vainicher
Un progetto pensato per reagire fisicamente alla presenza delle persone nello spazio, trasformando l’energia collettiva della Design Week in un prodotto industriale.
Ph Serena Eller Vainicher
Il risultato di questa co-progettazione spontanea diventerà il fulcro del format ADRENALINA INCONTRA 2026, terzo appuntamento della serie.
Quali nuove direzioni prenderà il dialogo tra suono, spazio e progetto? Sarà interessante scoprire come questo approccio potrà evolversi.
Intanto per chi non l’ha ancora assaporata da vicino, l’esperienza continua: il bar è perfettamente funzionante e sarà ancora attivo fino a fine luglio.
La cucina esterna è uno dei desideri più condivisi da chi ama vivere la casa anche negli spazi all’aperto. Che si tratti di un ampio giardino o di un terrazzo cittadino, una cucina esterna ben progettata consente di cucinare, ricevere ospiti e godersi l’aria aperta con praticità e stile.
Negli ultimi anni, le soluzioni disponibili sono diventate sempre più accessibili e versatili. In questa guida scoprirai tutto ciò che serve sapere: dai permessi agli impianti, dai materiali alle ultime tendenze.
Indice dei contenuti
Perché scegliere una cucina esterna
Dove installarla: giardino, terrazzo o portico
Permessi e normative: cosa sapere prima
Impianti: gas, acqua ed elettricità
Quali materiali sono ideali per una cucina esterna duratura?
Cucine esterne modulari e mobili
La posa: dettagli tecnici che fanno la differenza
Tendenze 2026: design e tecnologia
Le migliori cucine esterne per giardini moderni nel 2026
FAQ: le domande più frequenti
1. Perché scegliere una cucina esterna
Una cucina esterna per giardino è molto più di un barbecue sul terrazzo. È una seconda cucina a tutti gli effetti — completa di piano cottura, lavello, frigorifero, spazi contenitivi — capace di rivoluzionare il modo in cui vivi gli spazi aperti durante la bella stagione e oltre.
I benefici concreti sono molteplici:
Qualità della vita: cucinare, mangiare e ricevere all’aria aperta migliora il benessere quotidiano.
Valore immobiliare: una cucina esterna ben progettata è un investimento che accresce il valore della proprietà.
Risparmio energetico: durante i mesi caldi, cucinare fuori riduce il surriscaldamento degli ambienti interni.
Spazio di socialità: il cooking outdoor è per definizione uno spazio condiviso, che favorisce convivialità e ospitalità.
2. Dove installarla: giardino, terrazzo o portico
La posizione è la prima decisione da prendere, e condiziona tutto il resto — dalla tipologia di cucina agli impianti necessari.
Cucina esterna in giardino
È la soluzione con più libertà progettuale. Puoi optare per una cucina in muratura, stabile e permanente, oppure per una cucina modulare su ruote, riposizionabile nel tempo. In giardino è più facile gestire gli scarichi interrati e il collegamento all’impianto del gas domestico.
Cucina esterna sul terrazzo
Richiede soluzioni più compatte e componibili. Prima di procedere, verifica sempre:
Il regolamento condominiale (in particolare per l’uso di fuochi o barbecue a gas)
Il carico strutturale del solaio
Le normative locali per le opere su aree condominiali o visibili dall’esterno
Sotto un portico
È la posizione ideale. La copertura protegge la cucina da pioggia, grandine e raggi UV diretti, prolungandone la durata e migliorando l’esperienza d’uso in ogni stagione. Un portico ben orientato permette anche di cucinare nelle giornate fresche, estendendo la stagionalità della cucina esterna.
Consiglio pratico: qualunque sia la posizione scelta, privilegia una zona ben ventilata, facilmente raggiungibile dalla cucina interna e lontana da materiali infiammabili.
3. Permessi e normative: cosa sapere prima
Uno degli aspetti che genera più dubbi è quello burocratico. La risposta dipende da tre fattori: tipologia di cucina, collocazione e contesto abitativo.
In contesti condominiali, se la cucina è collocata su un terrazzo pertinenziale, gli impianti sono a norma e la struttura non è visibile dall’esterno, l’installazione potrebbe essere consentita senza autorizzazioni formali. Verifica sempre con il tuo Comune e con un tecnico abilitato prima di avviare i lavori.
4. Impianti: gas, acqua ed elettricità
Una cucina esterna moderna richiede tre impianti fondamentali. Affidarsi sempre a professionisti certificati è non solo consigliato, ma obbligatorio per legge.
Gas
Hai due opzioni principali:
Collegamento all’impianto domestico: tubazioni interrate in giardino o canalette a vista sul terrazzo. Soluzione definitiva e più sicura nel lungo periodo.
Bombole a GPL: pratiche per cucine mobili e temporanee, non richiedono opere murarie ma vanno gestite con attenzione (stoccaggio, sostituzione, normativa).
Acqua
Indispensabile per il lavello e la pulizia generale. Richiede la predisposizione di carico e scarico. Lo scarico deve raggiungere la colonna fognaria con una pendenza minima dell’1% per garantire il deflusso corretto.
Elettricità
La normativa italiana prevede che terrazzi, portici e giardini superiori ai 10 mq dispongano già di almeno una presa e un punto luce. Per qualsiasi ampliamento o nuova installazione, ogni cavo e dispositivo deve avere un grado di protezione IP44 o superiore, necessario per resistere a umidità, pioggia e agenti atmosferici.
5. Quali materiali sono ideali per una cucina esterna duratura?
La scelta dei materiali è forse l’elemento più critico per la longevità di una cucina esterna. L’esposizione agli agenti atmosferici — escursioni termiche, umidità, raggi UV, pioggia — richiede materiali specifici, molto diversi da quelli usati per le cucine da interno.
cucina da esterno Aura di Arredo3
Per i piani di lavoro (top)
Lapitec (pietra sinterizzata) Materiale completamente naturale, antibatterico, impermeabile. Resiste a macchie, calore intenso e raggi UV senza alterare colore o texture. È tra le scelte più indicate per chi vuole un top di qualità senza manutenzione.
Gres porcellanato Robusto, facile da pulire e disponibile in un’ampia gamma di finiture — incluse quelle che imitano pietra, cemento o legno. È ideale anche per i pavimenti della zona cottura. Marchi come Laminam e Abitum producono lastre ad alte prestazioni pensate specificamente per l’outdoor.
Dekton Superficie ultracompatta di ultima generazione, disponibile in finiture eleganti ed estremamente resistente all’abrasione, agli agenti chimici e alle temperature estreme.
Per le strutture e i componenti
Abimis – cucina da esterno Atelier
Acciaio inox certificato Usato anche in ambito nautico, è resistente a cloro, salsedine e sbalzi termici. Può essere verniciato per personalizzare l’estetica. La finitura spazzolata è particolarmente apprezzata perché nasconde i graffi nel tempo.
Alluminio Leggero, anticorrosivo e completamente riciclabile. È il materiale prediletto dalle cucine esterne di nuova generazione, anche perché consente lavorazioni precise e finiture di alta qualità.
Metallo zinco-magnesio Sempre più usato nelle strutture outdoor premium per la sua eccezionale resistenza alla corrosione, superiore anche all’acciaio inox nelle condizioni più difficili.
Legno marino multistrato Per chi ama un’estetica calda e naturale. Viene trattato con gli stessi processi usati per le barche, rendendolo resistente all’umidità e agli sbalzi termici. Richiede però una manutenzione periodica più attenta rispetto ai materiali metallici.
Regola d’oro: evita tutti i materiali non certificati per uso esterno. Ante in MDF, strutture in truciolare o top in marmo non trattato si deteriorano rapidamente se esposti alle intemperie.
6. Cucine esterne modulari e mobili
Non vuoi intervenire con opere murarie? Le cucine esterne modulari sono la risposta. Composte da blocchi componibili e indipendenti, sono perfette per terrazzi, piccoli giardini e per chi desidera flessibilità nel tempo.
Norma – cucina da esterno modulare e componibile di RODA
Caratteristiche principali:
Funzionano spesso a bombola GPL (nessun allaccio fisso al gas)
Richiedono comunque l’allaccio all’acqua e alla corrente elettrica
Molti modelli si richiudono completamente, proteggendo elettrodomestici e accessori
Sono facilmente riconfigurabili o ampliate nel tempo
Il limite: alcune cucine modulari entry-level usano materiali non sufficientemente resistenti per un uso outdoor intensivo. Prima di acquistare, verifica sempre la certificazione dei materiali per uso esterno.
7. La posa: dettagli tecnici che fanno la differenza
Un’installazione eseguita con cura garantisce sicurezza, durata e un risultato estetico ottimale. Ecco gli elementi tecnici fondamentali da non trascurare:
Pavimento livellato: il suolo deve essere piano, solido e privo di cedimenti.
Materiali antiscivolo: il gres è la scelta più sicura — garantisce presa anche quando è bagnato.
Pendenza per il deflusso: il pavimento deve avere una pendenza del 2% verso l’esterno per evitare ristagni d’acqua pericolosi.
Montaggio in bolla: ogni modulo o blocco deve essere perfettamente livellato. Anche una leggera inclinazione compromette la stabilità e l’apertura delle ante nel tempo.
Distanza di sicurezza: prevedi almeno 50 cm di spazio libero attorno ai fuochi e verifica le distanze minime da pareti e materiali combustibili previste dalle normative.
8. Tendenze 2026: design e tecnologia
Il mercato delle cucine esterne è in forte evoluzione. Ecco le tendenze che dominano il 2026:
Design a scomparsa e architettonico Le cucine esterne si ispirano sempre più all’architettura. Geometrie essenziali, forti verticalità e un’estetica che dialoga con il giardino come elemento architettonico integrato — non come un accessorio posizionato in un angolo.
Colori neutri e finiture opache Il bianco, il cemento, il grigio antracite e le terre calde dominano la palette 2026. Le finiture opache sono preferite a quelle lucide perché nascondono meglio i segni dell’uso e si integrano con i materiali naturali del giardino.
Sostenibilità come standard Strutture in alluminio riciclabile, finiture a polveri atossiche prive di metalli pesanti, materiali monomaterici per facilitare il riciclo a fine vita. La sostenibilità non è più un differenziale, è un requisito.
Accessori smart Prese USB integrate, illuminazione LED perimetrale, rubinetti a sensore, controlli digitali del piano cottura. La cucina esterna si connette al comfort tecnologico della casa.
Modularità totale La componibilità è il fil rouge di tutte le collezioni 2026: cucine che si adattano allo spazio, al budget e che possono crescere nel tempo aggiungendo moduli.
9. Le migliori cucine esterne per giardini moderni nel 2026
Ecco una selezione delle cucine esterne più interessanti presentate nel 2026, da brand italiani di riferimento per il design outdoor.
Tikal – Talenti Outdoor Living (design Nicola De Pellegrini / Anidride Design)
Ispirata all’architettura monumentale della città Maya di Tikal, questa collezione porta nell’outdoor una forte identità architettonica. Le geometrie essenziali e la verticalità delle strutture conferiscono allo spazio esterno un carattere netto e riconoscibile.
Materiali: strutture in metallo zinco-magnesio, acciaio inossidabile e alluminio con trattamenti speciali per esterni ad alta resistenza termica e atmosferica. I piani di lavoro sono in gres porcellanato di grande formato con effetto cemento.
Punto di forza: equilibrio tra architettura, natura e funzionalità. Interamente Made in Italy.
Ideale per: giardini di design contemporaneo dove la cucina esterna è un elemento architettonico protagonista.
Aura – Arredo3
Prima cucina esterna del brand Arredo3, Aura nasce per arredare sottoportici, terrazzi e aree all’aperto riparate con uno spirito compatto, lineare e sostenibile.
La forma è semplice e pulita, con un dettaglio distintivo: il piedino dalla geometria più morbida, che spezza il ritmo altrimenti rigoroso della composizione. Disponibile in configurazione a isola o a parete con tre o quattro basi.
Materiali (tutti sostenibili, riciclati o riciclabili):
Struttura, frontali, basamento e piedini in alluminio (recuperabile al 100%)
Piani di lavoro in Laminam o Abitum (lastre ceramiche ad alte prestazioni)
Cerniere in acciaio inox ad alta resistenza ad umidità, salsedine e sbalzi termici
Lavello e piano cottura in acciaio inox professionale
Ideale per: chi cerca una cucina esterna con forte coscienza ambientale senza rinunciare all’estetica.
Pluripremiata (Archiproducts Design Award 2018, ADI Index 2019), Frame Kitchen è disponibile in versione outdoor grazie a un trattamento di cataforesi che previene la formazione di ruggine e garantisce un’elevata resistenza agli agenti atmosferici.
Palette cromatica: 20 finiture colore suddivise in metal essentials e metal design, dalle tonalità più delicate ai colori più intensi.
Configurazioni: 2 o 3 moduli (128 o 188 cm di larghezza) con top in acciaio inox Barazza.
Equipaggiamento disponibile: Teppanyaki elettrico, grill elettrico da appoggio, piani cottura a gas, barbecue integrato a gas in inox (cottura senza fumo, alta tecnologia).
Sostenibilità: realizzata quasi esclusivamente con elementi monomaterici in metallo 100% riciclabile e finiture a polveri atossiche prive di metalli pesanti.
Ideale per: chi vuole massima libertà cromatica e una cucina esterna certificata per le sue performance tecniche.
Presentata alla Milano Design Week 2026, Rossena Outdoor porta all’esterno il linguaggio sofisticato di SCIC. Il progetto firmato Ballabeni & Catellani Studio combina estetica geometrica, funzionalità e performance in un unico prodotto.
Punto di forza: il top modulare permette l’uso di materiali e finiture differenti nella stessa composizione, mentre terminali e dettagli pensati ad hoc conferiscono alla cucina un’estetica raffinata e non standardizzata.
Filosofia progettuale: rispondere alle esigenze di chi vive gli spazi outdoor con la stessa cura e attenzione riservata agli interni — una “cucina da esterno” che non scende a compromessi sul piano del design.
Ideale per: chi desidera una cucina esterna che sia la naturale estensione dell’interno casa, con personalizzazione spinta.
10. FAQ: le domande più frequenti sulla cucina esterna
Quanto costa una cucina esterna?
Il range è ampio. Le cucine modulari entry-level partono da circa 2.000–4.000 €. Le cucine esterne di design italiano di alta gamma (come quelle descritte sopra) si posizionano generalmente tra i 10.000 e i 30.000 €, inclusa la posa. Una cucina in muratura personalizzata può superare queste cifre in base alla complessità del progetto.
Quali sono le migliori cucine esterne per giardini moderni?
Nel 2026, le soluzioni più interessanti per giardini moderni puntano su materiali tecnici ad alta resistenza (alluminio, zinco-magnesio, gres), design architettonico e modularità. Tikal di Talenti, Frame Kitchen di Fantin e Rossena Outdoor di SCIC sono tra i riferimenti più solidi per chi cerca qualità Made in Italy e design contemporaneo.
Quali materiali sono ideali per una cucina esterna duratura?
Per le strutture: alluminio, acciaio inox certificato, metallo zinco-magnesio. Per i piani di lavoro: Lapitec, Dekton, gres porcellanato. Evita MDF, truciolare e qualsiasi materiale non certificato per uso outdoor.
La cucina esterna può restare all’aperto tutto l’anno?
Sì, a patto di scegliere materiali certificati per uso outdoor e — idealmente — di posizionarla sotto un portico o in una zona riparata. Molte cucine modulari dispongono di coperture integrate che proteggono gli elettrodomestici quando non sono in uso.
Serve un permesso per installare una cucina esterna?
Dipende dalla tipologia. Le cucine mobili e prefabbricate non richiedono generalmente autorizzazioni in abitazioni indipendenti. Le cucine in muratura potrebbero richiedere un permesso di costruire. In contesto condominiale, verifica sempre il regolamento prima di procedere.
Posso installare una cucina esterna sul terrazzo di un condominio?
In molti casi sì, soprattutto se si tratta di un terrazzo pertinenziale, la cucina non è visibile dall’esterno e gli impianti sono a norma. Consulta il regolamento condominiale e, in caso di dubbio, un tecnico abilitato.
Qual è la manutenzione richiesta?
Minimal per i materiali tecnici (alluminio, gres, acciaio inox): basta pulire con acqua e detergente neutro. Maggiore attenzione richiedono le strutture in legno marino (trattamento annuale con oli o vernici specifiche). In inverno, proteggi le parti meccaniche (rubinetti, cerniere) e svuota i tubi dell’acqua per evitare danni da gelo.
Conclusione
Progettare una cucina esterna richiede metodo, ma non è mai stato così accessibile come oggi. Valuta con cura la posizione, gli impianti e i materiali — queste tre variabili determinano il 90% del risultato finale. Poi scegli il design che parla al tuo gusto e al tuo spazio: il mercato del 2026 offre soluzioni per ogni contesto, dal terrazzo compatto al grande giardino di rappresentanza.
Il risultato? Uno spazio che arricchisce la tua casa, semplifica la vita quotidiana e diventa il cuore della convivialità all’aperto — stagione dopo stagione.
In occasione della Milano Design Week 2026, Altreforme ha presentato LOVE&RELOVE, il nuovo servizio sartoriale che ridefinisce il concetto di arredo contemporaneo. Un progetto che supera la semplice personalizzazione per introdurre una nuova idea di design: oggetti pensati per evolversi nel tempo, adattarsi ai cambiamenti e durare più a lungo.
Con LOVE&RELOVE, il brand italiano specializzato in arredi di alta gamma in alluminio propone una visione innovativa del lusso sostenibile, trasformando il rapporto tra persone e oggetti in un dialogo continuo.
LOVE&RELOVE: la nuova visione di Altreforme
Il progetto nasce dall’evoluzione di Sartoria, storico servizio bespoke di Altreforme, e porta la personalizzazione a un livello superiore. Non più soltanto una scelta iniziale, ma un processo permanente che accompagna la vita dell’arredo nel tempo.
Il concept si divide in due momenti distinti ma complementari:
LOVE, la fase creativa iniziale, in cui clienti, designer e architetti collaborano con il brand per creare pezzi unici o soluzioni custom;
RELOVE, la possibilità di trasformare gli arredi esistenti attraverso nuove finiture, modifiche dimensionali, restauri o reinterpretazioni estetiche.
L’obiettivo è offrire un’alternativa concreta alla continua sostituzione degli oggetti, promuovendo invece il loro rinnovamento.
Altreforme alla Milano Design Week 2026
Per la Design Week 2026, il brand ha scelto di raccontare LOVE&RELOVE all’interno di un temporary space in Via Solferino 32, concepito come un ambiente immersivo e narrativo.
Qui il pubblico ha potuto scoprire il potenziale trasformativo del progetto attraverso una selezione di pezzi iconici, reinterpretati grazie a nuove lavorazioni, superfici e cromie. L’allestimento ha mostrato concretamente come il design possa evolversi senza perdere identità, rafforzando anzi il legame emotivo con l’oggetto.
La presenza del brand al Fuorisalone 2026 conferma ancora una volta il ruolo di Altreforme tra i protagonisti più innovativi del design italiano contemporaneo.
Il design sostenibile alla base del progetto
Alla base di LOVE&RELOVE c’è una visione responsabile della sostenibilità. Il progetto nasce infatti dalla volontà di prolungare il ciclo di vita degli arredi, contrastando la logica dell’usa e getta che domina il consumo contemporaneo.
In questo processo, l’alluminio diventa protagonista assoluto. Materiale durevole e infinitamente riciclabile, permette di intervenire sugli oggetti esistenti senza comprometterne qualità o valore estetico.
Il servizio consente infatti di:
riverniciare gli arredi;
modificare finiture e texture;
adattare dimensioni e funzioni;
restaurare elementi esistenti;
recuperare il materiale reinserendolo nel ciclo produttivo.
Una scelta che unisce libertà progettuale, innovazione e responsabilità ambientale.
L’alluminio come materia couture
Dal 2009, Altreforme interpreta l’alluminio con un approccio vicino all’haute couture. Superfici materiche, colori sofisticati, decori elaborati e lavorazioni complesse trasformano il metallo in una materia altamente espressiva.
Questa visione nasce dall’esperienza di Fontana Group, azienda leader nella produzione di componenti in alluminio per il settore automotive di lusso, con collaborazioni storiche per marchi come Ferrari e Rolls Royce.
Il trasferimento di tecnologie e know-how dal mondo automotive al design ha permesso ad Altreforme di creare collezioni dal forte impatto scenografico, diventando un punto di riferimento internazionale per architetti e interior designer.
I designer e i premi di Altreforme
Nel corso degli anni, l’azienda ha collaborato con importanti designer e archistar internazionali, tra cui Doriana e Massimiliano Fuksas, Elena Salmistraro, Marco Piva, Matteo Cibic e Serena Confalonieri.
Il brand ha inoltre ricevuto prestigiosi riconoscimenti come:
Elle Decor Design Award 2022;
Archiproducts Design Award 2022;
Archiproducts Design Award 2025.
Tra i progetti premiati spicca Otto, il separé firmato da Doriana e Massimiliano Fuksas, considerato il primo progetto di economia circolare del brand.
LOVE&RELOVE segna il futuro del design
Con LOVE&RELOVE, il brand introduce una nuova cultura dell’abitare, dove gli arredi non sono più elementi statici ma oggetti in continua evoluzione.
La presentazione alla Design Week 2026 dimostra come il design contemporaneo possa diventare più flessibile, sostenibile e personale, senza rinunciare all’estetica e alla qualità manifatturiera.
Più che una semplice collezione, LOVE&RELOVE rappresenta una nuova idea di lusso: meno legata al consumo e più orientata alla durata, alla trasformazione e al valore emotivo degli oggetti.