8 Luglio 2026 / / La Gatta Sul Tetto

Scopriamo il progetto di ristrutturazione L’oasi di Ines, curato dallo Studio Paradisiartificiali, che ha trasformato un appartamento milanese al quarto piano di una casa di ringhiera.

Poco lontano dallo scalo ferroviario di Porta Romana, resiste ancora una cosiddetta “casa di ringhiera”, tipologia abitativa tipica della Milano ottocentesca. A quei tempi c’era la necessità di accogliere gli abitanti del contado che si trasferivano in città per lavorare nelle fabbriche. Tutta la periferia di Milano, che allora cominciava appena fuori le mura spagnole, si popolò di caseggiati con all’interno cortili che ricalcavano le corti delle cascine lombarde. Spesso a piano terra c’erano laboratori artigiani, rimesse, e in alcuni casi perfino orti e pollai.

Ed è proprio da un piccolo pollaio in fondo al cortile di questa casa di ringhiera che comincia la nostra storia.

L’osasi di Ines, tra galline e pittori astrattisti americani

Al quarto piano dello stabile si trova l’appartamento di soli 36 mq ristrutturato da Paradisiartificiali, uno studio che si distingue per il suo approccio particolare al progetto. Abbiamo già pubblicato un altro progetto su queste pagine, e lo faremo con una certa regolarità, perché questo approccio ci piace, e molto.

Ci piace come ogni elemento del progetto, ogni dettaglio, ogni scelta, rispecchi il mondo intimo del committente. Gli spazi ristrutturati dallo studio milanese corrispondono al significato ancestrale della parola “casa”. Quella che per i romani era solo una capanna, diventa luogo simbolico dell’abitare lo spazio che ci appartiene intimamente.

oasi di ines

Per Lisa, la proprietaria dell’appartamento era importante evocare l’atmosfera del cortile, con i panni stesi e il profumo del bucato, le finestre aperte sui ballatoi, il rumore delle stoviglie proveniente dalle cucine, con i gatti che sono di tutti e di nessuno. E con le galline del pollaio di Ines, la più anziana del condominio, che ha curato le sue “bambine” fino a quando ha potuto, per lasciarle in “eredità” proprio a Lisa, che oggi è tra gli organizzatori di un programma didattico del Comune sulle realtà rurali rimaste in città. 

oasi di ines

Delle oasi, appunto. Ecco perché L’oasi di Ines. Che nell’appartamento è evocato in modo sublime nella zona cucina-sala da pranzo, e non poteva essere altrimenti. Le piastrelle da 10X10 cm sono un’opera dell’illustratore Pavel Zhovba, dal titolo The chicken sisters, in omaggio alle galline dell’oasi.

oasi di ines

Nella parte più intima della casa, invece, il cortile con i suoi odori, i suoi rumori e l’allegro disordine visivo lascia spazio alla calma indotta dall’arte. Ma per bilanciare il sovraccarico dei sensi occorreva il rigore dell’artista astratto americano Ellsworth Kelly. Ed ecco l’idea geniale: riprodurre una galleria di opere dell’artista sulle pareti del bagno, utilizzando semplici piastrelle colorate 10×10.

I prodotti che vedi nelle foto:

Cucina e sala da pranzo: sedie Pelleossa by Miniforms, design Francesco Faccin

Set di tazze by Beatrice Carolina, design Beatrice Carolina Gambato

Soggiorno: tappeto Greta by Kasthall, tavolino Soda by Miniforms, design Yainnis Ghikas, lampada Portofino by Servomuto, sedia Bertoia 420C by Knoll, design Harry Bertoia

Bagno: specchio Stand oval by ex.t design, design Norms Architects

Camera da letto: tappeto Diamond strawberry by Golran, design Bertjan Pot, lampade Exago by Forestier, design Anon Pairot, comodino Clessidra by Riva 1920, design Mario Botta, biancheria da letto by Society-Limonta

Crediti

Progettisti: Studio Paradisiartificiali        

Fotografo: Fabio Bascetta

Stylist: Veronica Leali

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7 Luglio 2026 / / Dettagli Home Decor

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Casa a Las Rozas: quando la geometria cilindrica reinventa il vivere contemporaneo

Alle porte di Madrid, dove il paesaggio urbano cede il passo ai profili della Sierra de Guadarrama, sorge un progetto che ridefinisce il concetto stesso di abitare attraverso la forma. La casa a Las Rozas, firmata dallo studio spagnolo Fran Silvestre Arquitectos, è un esercizio di precisione compositiva che trasforma cinque volumi cilindrici in altrettanti capitoli di un racconto architettonico coerente, sospeso tra rigore geometrico e apertura totale verso il paesaggio circostante.

Un sistema di cilindri per abitare il paesaggio

Completata nel 2026 su un lotto di 2.500 metri quadrati, la residenza si sviluppa su una superficie di 370 metri quadrati organizzata attorno a cinque volumi cilindrici, ciascuno con una funzione precisa. Un cilindro accoglie la zona notte, un secondo la zona giorno, mentre un terzo integra l’accesso carrabile, il garage e l’area wellness. Un ulteriore volume ospita la piscina e i vani tecnici, mentre l’ultimo segna simbolicamente l’ingresso alla casa. Questa suddivisione funzionale, lungi dall’essere un semplice espediente distributivo, conferisce a ogni spazio un’identità autonoma, pur restando parte di un linguaggio architettonico unitario e riconoscibile.

Camminare attraverso gli ambienti della casa a Las Rozas significa attraversare una sequenza di superfici curve che orientano il movimento, ammorbidiscono i passaggi tra un ambiente e l’altro e costruiscono un dialogo costante con il paesaggio. Fran Silvestre Arquitectos rinuncia deliberatamente alla decorazione superflua, affidando l’intero progetto alla proporzione, alla precisione costruttiva e alla tensione formale tra geometrie curve e volumi ortogonali.

I cinque cilindri della casa a Las Rozas visti dall'alto

Tagli obliqui e falde: la risposta al contesto

Una delle scelte più interessanti del progetto riguarda i tagli obliqui applicati ai volumi cilindrici, una soluzione che risponde a due necessità pratiche ben distinte. Al piano terra, questi tagli permettono all’edificio di adattarsi con naturalezza alla pendenza del terreno, evitando artifici strutturali invasivi. Al piano superiore, invece, i tagli rispondono all’esigenza normativa e culturale del tetto a falde, elemento tipico dell’architettura della zona, trasformandolo però in un dispositivo capace di catturare la luce da angolazioni multiple. Il risultato è un profilo dinamico, mai statico, che smentisce l’idea stessa di cilindro come forma chiusa e autoreferenziale.

Dettaglio dei tagli obliqui sui volumi cilindrici della casa a Las Rozas

Il cortile centrale, cuore pulsante della casa a Las Rozas

Se i cilindri raccontano la funzione, è il cortile interno a raccontare l’atmosfera. I volumi ortogonali si dispongono ad angoli di 120 gradi, generando un piccolo cortile che diventa lo spazio più significativo dell’intera residenza. Qui la luce si muove sulle superfici seguendo il ritmo delle ore, modificando continuamente la percezione di scala, profondità e intimità. Non un semplice vuoto architettonico, dunque, ma un vero e proprio organizzatore dell’esperienza abitativa, capace di orchestrare la vita quotidiana dall’interno verso l’esterno.

Cortile centrale della casa a Las Rozas con pareti curve e giochi di luce

Vista sulla Sierra de Guadarrama e riferimenti scultorei

Il panorama non è un accessorio, ma un protagonista del progetto. Le aperture sono studiate per incorniciare scorci precisi sulla Sierra de Guadarrama, permettendo al paesaggio di entrare nella quotidianità degli abitanti. Ogni volume dispone di un proprio spazio esterno dedicato: alcuni beneficiano di cortili protetti dal vento e dagli sguardi, altri si aprono su ampie terrazze, costruendo una gerarchia articolata di privacy ed esposizione.

Piscina a sbalzo della casa a Las Rozas con vista sul paesaggio

Interno della casa a Las Rozas con vista sulla piscina e la Sierra de Guadarrama

Non stupisce che Fran Silvestre Arquitectos citi l’Omaggio a Brancusi di Andreu Alfaro come chiave di lettura del progetto: un riferimento che colloca la casa a Las Rozas in quello spazio ibrido tra architettura e scultura, dove i cilindri diventano forme abitabili plasmate dalla funzione ma animate da un fascino quasi plastico per la ripetizione, la rotazione e il taglio delle superfici.

Soggiorno minimalista della casa a Las Rozas firmata Fran Silvestre Arquitectos

Una firma riconoscibile nel panorama residenziale spagnolo

Con questo progetto, Fran Silvestre Arquitectos conferma la propria cifra stilistica: ridurre l’architettura a gesti essenziali senza mai sacrificarne la complessità spaziale. La casa a Las Rozas dimostra come la geometria possa farsi strumento non solo di ordine distributivo, ma anche di atmosfera, capace di adattarsi al terreno, catturare la luce e aprirsi verso l’orizzonte montano. Un equilibrio raro tra precisione costruttiva e fluidità spaziale, che consacra questa residenza madrilena come uno degli esempi più interessanti dell’architettura contemporanea spagnola.

La casa a Las Rozas di Fran Silvestre Arquitectos vista ingresso

La casa a Las Rozas di Fran Silvestre Arquitectos al tramonto

Casa a Las Rozas di Fran Silvestre Arquitectos, Foto Fernando Guerra

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7 Luglio 2026 / / Dettagli Home Decor

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Dexamenes Seaside Hotel: quando il passato industriale diventa lusso a picco sul mare

Sulla costa occidentale del Peloponneso, dove il vento del mare Ionio si mescola ancora oggi al profumo salmastro delle vigne, sorge uno dei progetti di rigenerazione più affascinanti del panorama architettonico greco contemporaneo. Il Dexamenes Seaside Hotel non è soltanto un hotel: è un racconto di stratificazioni storiche, un dialogo continuo tra memoria industriale e ospitalità contemporanea, firmato dallo studio ellenico K-Studio.

Una storia scritta nell’uva passa e nel vino

Per comprendere il fascino di questo luogo bisogna tornare al 1830, anno della liberazione della Grecia, quando la coltivazione dell’uva passa conobbe un’espansione straordinaria fino a diventare il principale prodotto d’esportazione del giovane Regno ellenico. Fu però la crisi del 1910 a segnare una svolta decisiva: il crollo del commercio costrinse i produttori locali a reinventarsi, e il vino divenne la nuova via di sopravvivenza economica. Nacquero così cantine e distillerie lungo la costa di Kourouta, e proprio da questa trasformazione prese vita il complesso che oggi conosciamo come Dexamenes. La sua posizione strategica in riva al mare non era casuale: permetteva alle navi di caricare direttamente il vino dalle cisterne prima di salpare verso i mercati esteri.

Il progetto di K-Studio: rispetto per la materia, leggerezza negli interventi

Quando K-Studio si è confrontato con questo complesso industriale abbandonato, la scelta progettuale è stata chiara fin da subito: preservare la forza grezza dell’esistente. I serbatoi in cemento, gli elementi in acciaio e gli annessi in pietra, rimasti pressoché intatti dagli anni ’20, raccontavano già una storia potente che meritava di essere ascoltata, non cancellata.

Vista aerea del complesso Dexamenes Seaside Hotel con le ex cisterne vinicole

La nuova tavolozza materica scelta dallo studio — cemento, acciaio, legno e vetro ingegnerizzato — dialoga con le strutture originali senza mai sovrastarle. Ogni intervento contemporaneo è stato pensato per apparire leggero rispetto alla massa imponente degli edifici storici, in un equilibrio sapiente tra rispetto filologico e visione contemporanea.

Il percorso dell’ospite: dalla reception al cuore del Dexamenes Seaside Hotel

L’accesso al Dexamenes Seaside Hotel avviene dalla strada adiacente, dove un padiglione d’ingresso si innesta sugli edifici originali delle cisterne. Pareti divisorie in vetro accompagnano l’ospite verso una lastra di cemento e l’area reception, sotto una tettoia in compensato lamellare che filtra la luce diurna e regala calore alle ore serali. Da qui il percorso prosegue attraverso una boutique dal gusto minimalista fino al cortile centrale, dove i resti industriali del sito definiscono un’atmosfera sospesa tra passato e presente.

Taverna con cucina a vista negli annessi in pietra del Dexamenes Seaside Hotel

Le camere ricavate dalle antiche cisterne

Il cuore dell’hotel è costituito da due imponenti blocchi in cemento, ciascuno composto da due file di dieci ex serbatoi per la conservazione del vino, ognuno di circa cinque per sei metri. K-Studio ha trasformato questi spazi in camere con bagno privato e patio ombreggiato, mantenendo intatti tombini, tubature e la patina originale delle pareti interne. All’interno, una struttura in acciaio nero organizza i trenta metri quadrati disponibili, mentre il vetro testurizzato lascia filtrare la luce dalla zona notte fino al bagno.

Cisterna in cemento e vasca d'acqua nel cortile del Dexamenes Seaside Hotel by K-Studio

Camera ricavata da un'ex cisterna nel Dexamenes Seaside Hotel by K-Studio

 

Tra i due blocchi, un ex cortile industriale è diventato un giardino interno silenzioso, animato da una vasca poco profonda che cattura la luce e rinfresca l’aria nelle ore più calde. I fusti d’acciaio che un tempo componevano il logo dell’hotel si ergono ora dall’acqua come sculture, mentre vitigni e ribes locali crescono lungo i bordi, aggiungendo ombra e vita al paesaggio.

Dexamenes Seaside Hotel: vista mare e nuovi volumi sopraelevati

Le cisterne che si affacciano direttamente sulla spiaggia offrono ai letti ampie vetrate scorrevoli e patii coperti che incorniciano il tramonto, mentre una passeggiata sopraelevata collega le camere alla battigia. Anche i due annessi in pietra originali sono stati recuperati: oggi ospitano ristoranti, eventi culturali e la taverna dell’hotel, con cucina a vista e tavolo comune per degustazioni.

Camera del Dexamenes Seaside Hotel con vista diretta sul mare

Patio coperto del Dexamenes Seaside Hotel affacciato sulla spiaggia

La crescita del progetto non si è fermata: i silos gemelli accolgono oggi eventi dedicati a benessere, arte e gastronomia, mentre sopra le cisterne di cemento è nato un nuovo livello con otto camere aggiuntive. L’ispirazione, secondo K-Studio, arriva dalla sensazione di trovarsi sui tetti delle cisterne durante i lavori, dove cielo e mare sembravano fondersi in un’unica linea d’orizzonte. Sottili tubi metallici e calde assi di legno compongono questa struttura leggera, sormontata da una tettoia che pare fluttuare sopra il volume in cemento sottostante.

Un modello di rigenerazione per il design contemporaneo

Il Dexamenes Seaside Hotel rappresenta oggi un caso studio imprescindibile per chi si occupa di recupero del patrimonio industriale applicato all’ospitalità di lusso. K-Studio dimostra come sia possibile restituire dignità e nuova vita a un patrimonio produttivo dismesso, senza tradirne l’anima, ma anzi amplificandone il fascino attraverso un intervento contemporaneo rispettoso e poetico.

 della scheda progetto finaleFacciata del Dexamenes Seaside Hotel vista dalla spiaggia di Kourouta

Scheda progetto

  • Nome: Hotel sul mare Dexamenes
  • Ubicazione: Spiaggia di Kourouta, Amaliada, Grecia
  • Superficie: 2.760 mq
  • Architettura: K-Studio
  • Fotografie: BREBA, Claus Brechenmacher e Reiner Baumann

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