Scopriamo il progetto di ristrutturazione L’oasi di Ines, curato dallo Studio Paradisiartificiali, che ha trasformato un appartamento milanese al quarto piano di una casa di ringhiera.

Poco lontano dallo scalo ferroviario di Porta Romana, resiste ancora una cosiddetta “casa di ringhiera”, tipologia abitativa tipica della Milano ottocentesca. A quei tempi c’era la necessità di accogliere gli abitanti del contado che si trasferivano in città per lavorare nelle fabbriche. Tutta la periferia di Milano, che allora cominciava appena fuori le mura spagnole, si popolò di caseggiati con all’interno cortili che ricalcavano le corti delle cascine lombarde. Spesso a piano terra c’erano laboratori artigiani, rimesse, e in alcuni casi perfino orti e pollai.

Ed è proprio da un piccolo pollaio in fondo al cortile di questa casa di ringhiera che comincia la nostra storia.
L’osasi di Ines, tra galline e pittori astrattisti americani
Al quarto piano dello stabile si trova l’appartamento di soli 36 mq ristrutturato da Paradisiartificiali, uno studio che si distingue per il suo approccio particolare al progetto. Abbiamo già pubblicato un altro progetto su queste pagine, e lo faremo con una certa regolarità, perché questo approccio ci piace, e molto.

Ci piace come ogni elemento del progetto, ogni dettaglio, ogni scelta, rispecchi il mondo intimo del committente. Gli spazi ristrutturati dallo studio milanese corrispondono al significato ancestrale della parola “casa”. Quella che per i romani era solo una capanna, diventa luogo simbolico dell’abitare lo spazio che ci appartiene intimamente.

Per Lisa, la proprietaria dell’appartamento era importante evocare l’atmosfera del cortile, con i panni stesi e il profumo del bucato, le finestre aperte sui ballatoi, il rumore delle stoviglie proveniente dalle cucine, con i gatti che sono di tutti e di nessuno. E con le galline del pollaio di Ines, la più anziana del condominio, che ha curato le sue “bambine” fino a quando ha potuto, per lasciarle in “eredità” proprio a Lisa, che oggi è tra gli organizzatori di un programma didattico del Comune sulle realtà rurali rimaste in città.

Delle oasi, appunto. Ecco perché L’oasi di Ines. Che nell’appartamento è evocato in modo sublime nella zona cucina-sala da pranzo, e non poteva essere altrimenti. Le piastrelle da 10X10 cm sono un’opera dell’illustratore Pavel Zhovba, dal titolo The chicken sisters, in omaggio alle galline dell’oasi.

Nella parte più intima della casa, invece, il cortile con i suoi odori, i suoi rumori e l’allegro disordine visivo lascia spazio alla calma indotta dall’arte. Ma per bilanciare il sovraccarico dei sensi occorreva il rigore dell’artista astratto americano Ellsworth Kelly. Ed ecco l’idea geniale: riprodurre una galleria di opere dell’artista sulle pareti del bagno, utilizzando semplici piastrelle colorate 10×10.
I prodotti che vedi nelle foto:
Cucina e sala da pranzo: sedie Pelleossa by Miniforms, design Francesco Faccin
Set di tazze by Beatrice Carolina, design Beatrice Carolina Gambato
Soggiorno: tappeto Greta by Kasthall, tavolino Soda by Miniforms, design Yainnis Ghikas, lampada Portofino by Servomuto, sedia Bertoia 420C by Knoll, design Harry Bertoia
Bagno: specchio Stand oval by ex.t design, design Norms Architects

Camera da letto: tappeto Diamond strawberry by Golran, design Bertjan Pot, lampade Exago by Forestier, design Anon Pairot, comodino Clessidra by Riva 1920, design Mario Botta, biancheria da letto by Society-Limonta
Crediti
Progettisti: Studio Paradisiartificiali
Fotografo: Fabio Bascetta
Stylist: Veronica Leali
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