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3 Novembre 2022 / / Dettagli Home Decor

Anima Liquida Living, una boiserie moderna e funzionale firmata antoniolupi

Firmata antoniolupi, Anima Liquida Living è la nuova boiserie moderna e funzionale con piano d’appoggio nascosto e adatta a tutta la casa.

Una quinta scenica

La collezione Anima Liquida Living si presenta come una quinta scenica che si accosta alla parete sovrapponendovi una superficie in legno in diverse essenze o laccata, un fronte elegante e continuo interrotto unicamente da tagli verticali che ne segnano la modularità. Il mobile offre anche un pratico piano d’appoggio nascosto dall’altezza delle ante che sporgono e lo schermano alla vista. La boiserie/contenitore va incontro a qualsiasi esigenza e viene proposta nella versione con moduli a terra o sospesi in diverse larghezze, altezze e profondità tra cui la versione da 40 cm che permetterà ad Anima Liquida di esplorare anche la zona living e altri ambienti della casa.




Un elemento trasversale per tutta la casa

Gli elementi della collezione Anima Liquida Living creano un dialogo tra tutti gli ambienti della casa. Inoltre, grazie alle numerose finiture e misure, sono trasversali a qualsiasi stanza.

Le molteplici finiture, cromie e dimensioni disponibili, contribuiscono a instaurare un trait d’union virtuoso ed elegante, come nello stile di antoniolupi, con le altre superfici ed elementi che arredano e caratterizzano gli spazi abitativi.


Illuminazione integrata nei mobili

Una sapiente illuminazione a LED è integrata nel contenitore e crea suggestive armonie nell’ambiente. Le illuminazioni integrate dei mobili per la zona living consentono di armonizzare le luci con gli spazi. Così facendo la luce non è solo un accessorio esterno, ma diventa parte integrante dell’arredamento. Il risultato è una estetica armoniosa, accogliente ed elegante.

Al piano d’appoggio viene applicato un contenitore in legno, o mensola, che accoglie gli oggetti e integra un’illuminazione a LED.

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3 Novembre 2022 / / Dettagli Home Decor

Appartamento di montagna dal gusto contemporaneo

Nel cuore di un’affascinante località di sport invernali in Tirolo, Austria, destilat Design Studio ha liberato un appartamento di montagna su due livelli dal classico stile alpino chic per fare spazio ai gusti moderni di una giovane famiglia.

Obbiettivo del progetto, rendere questo appartamento di 200 mq più arioso grazie a materiali “leggeri” e ottimizzare gli spazi in modo ottimale. Per farlo è stato necessario un totale restyling.

Le travi in ​​legno scuro, che conferivano un senso di pesantezza allo spazio, sono state schiarite. Così facendo, le travi ora si integrano perfettamente nel design degli interni in modo decisamente più discreto. La cucina è il fulcro della zona giorno open space posta al piano inferiore e si affaccia verso il living. La cucina è composta da un blocco terrazzo fuso in un unico pezzo. La sua cornice in legno annerito, attraverso la tradizionale tecnica giapponese Shou Sugi Ban, offre spazio per la famiglia e gli amici, ma anche molto spazio contenitivo. Al termine della cucina si trova il grande tavolo da pranzo. Nel living, proprio di fronte al divano, una stufa a legna dal look moderno separa visivamente lo spazio dalla zona cucina.

Appartamento di montagna firmato destilat Design StudioAppartamento K firmato destilat Design Studio

Anche la scala, che collega la zona giorno alla zona più privata di questo appartamento di montagna, è completamente nuova. Per accentuare il gusto contemporaneo la struttura è in metallo cementato nero. La scala sembra fluttuare nella stanza come fosse un elemento a sé stante.

Appartamento K firmato destilat Design StudioAppartamento di montagna dal gusto contemporaneo Appartamento di montagna dal gusto contemporaneo

La camera matrimoniale così come le camerette sono tutte dotate di bagno privato. Inoltre, la camera matrimoniale dispone di un comodo divano posto sotto la finestra.

I mobili in terrazzo e rovere affumicato dal design semplice e lineare hanno spesso una duplice funzione. Le armadiature inserite sono quasi incassate nella parete e prive di maniglie. Scelta, questa, che ha permesso ai progettisti di sfruttare al meglio lo spazio disponibile e dare una chiara impressione di ordine e calma.

Appartamento K firmato destilat Design Studio

Il design degli interni pensato da destilat Design Studio per questo appartamento di montagna, presta particolare attenzione all’acustica e all’illuminazione dei vari ambienti. I punti luce sono infatti utilizzati anche per dare risalto all’estetica dei diversi materiali presenti: le pareti ruvidamente screziate e morbidamente rivestite, il legno annerito e smaltato, i tessuti vellutati e le superfici metalliche fredde. Il tutto regala allo spazio un’atmosfera intima e suggestiva.

Fotografo: Monika Nguyen

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2 Novembre 2022 / / Blogger Ospiti

Un impianto di biogas è un’infrastruttura che permette di produrre energia da fonti rinnovabili.
Difatti, dai processi che avvengono al suo interno si ottiene sia il biogas, un combustibile che può essere adoperato per generare elettricità, riscaldare gli ambienti o produrre acqua calda sanitaria, sia il biometano, un gas estremamente puro, di origine biologica, che può avere i medesimi impieghi del classico metano.

Naturalmente, dall’installazione di un impianto di biogas si possono ottenere numerosi vantaggi: proprio per questo, oltre a essere ampiamente adottato su larga scala – ad esempio per l’approvvigionamento energetico pulito nel settore agricolo e industriale – è spesso installato anche in ambito domestico, dove può assicurare la produzione di energia green a partire da fonti rinnovabili.

Ma per comprendere come funziona l’impianto di biogas, com’è fatto e quali sono i benefici che può apportare a livello ambientale, energetico ed economico, è necessario puntare l’attenzione sull’elemento che alimenta l’intero processo: la biomassa.

Che cos’è la biomassa

Con il termine biomasse ci si riferisce a quelle sostanze di origine biologica, sostenibili e rinnovabili, che provengono da scarti di diversa natura.

Sono forme di biomassa, ad esempio, i residui dell’industria agricola o agroindustriale, i materiali vegetali originati da colture e potature, ma anche gli scarti di attività forestali o della lavorazione del legno, come foglie, rami e residui da segheria.

Tra gli altri esempi di biomassa è inoltre possibile annoverare i reflui civili e le deiezioni degli animali, oltre ai rifiuti organici urbani provenienti dalla raccolta differenziata.

Le biomasse, all’interno di opportuni impianti di biogas, possono essere sottoposte a un processo di valorizzazione che nel giro di qualche settimana le converte in combustibile adoperabile per finalità energetiche.

Com’è fatto un impianto di biogas

Un impianto di biogas è formato da apposite aree di stoccaggio, all’interno delle quali le biomasse vengono trattate e private di eventuali impurità.

Il prodotto viene quindi prelevato e condotto, attraverso un reticolo di tubi, nel cosiddetto digestore, una vasca sigillata ermeticamente nella quale viene miscelato, riscaldato e sottoposto alla fermentazione da parte dei microrganismi.

In questa fase ha origine il biogas, che viene accumulato nella parte superiore della vasca o conservato all’interno di opportuni serbatoi di stoccaggio esterni, i gasometri. Il biogas può essere successivamente distribuito mediante gasdotti, tramite appositi camion-cisterna o sottoposto ad ulteriori procedure di raffinazione, dalle quali si ottiene il preziosissimo biometano.

Come viene prodotto il biometano: la reazione anaerobica

Le tecniche di trasformazione della biomassa negli impianti di biogas si avvalgono di processi basati sulla digestione anaerobica, una reazione che avviene in assenza di ossigeno e che prevede la degradazione delle biomasse a opera di enzimi e microrganismi.

Questi ultimi, in particolare, attraverso un processo a più fasi, danno il via alla fermentazione della biomassa, attraverso la quale le sostanze complesse in essa contenute vengono tramutate in biogas, che è composto prevalentemente da metano e anidride carbonica e in parti minori da ossido di carbonio, idrogeno e azoto.

Dalla procedura di raffinazione del biogas grezzo – o upgrading – e in particolare dall’epurazione del prodotto dall’anidride carbonica e da altre sostanze di scarto, è possibile ottenere il biometano, che oggi rappresenta un elemento estremamente strategico in quella che è la lotta globale ai cambiamenti climatici.

Quali opportunità offre il biometano?

Il biometano, così come il prodotto da cui ha origine, è un combustibile che ha un ruolo molto importante in quel processo finalizzato a conseguire la sostenibilità in ambito energetico.

Difatti, trattandosi di prodotto che nasce da sostanze organiche, pulite e rinnovabili, aiuta a ridurre la dipendenza da fonti fossili, riducendo il quantitativo di emissioni climalteranti generate dal settore dell’energia.

Inoltre, si ottiene da un processo che si basa prevalentemente sul recupero di prodotti destinati allo scarto, aderendo perfettamente ai principi dell’economia circolare. Senza contare il contributo che può apportare nella riduzione di sostanze organiche disperse nell’ambiente, le quali, oltre a rappresentare un’importante fonte inquinante, sono piuttosto onerose da gestire.
Infine, dalla produzione del biometano è possibile ottenere il digestato, un residuo ricco di macro e micro elementi nutritivi dall’elevato potere concimante.

2 Novembre 2022 / / Casa Poetica

Organizzare l'armadio - Casa Poetica

Si dice che gli abiti raccontino tanto di chi li indossa, ma ti assicuro che  organizzare l’armadio la dice molto più lunga.

L’armadio racchiude un modo di essere e di apparire ma, molto spesso, narra una storia vera e propria, più o meno conosciuta.

Decidere di organizzare l’armadio significa (anche) affrontare questa storia e, ahimé, anche gli scheletri che sovente si cerca di nascondere in fondo all’ultimo cassetto.



Perché organizzare l’armadio

Ogni tanto si decide di dare una bella riordinata al guardaroba, il cambio stagione è una delle occasioni più gettonate, perché i vestiti si sono accumulati, i cassetti si chiudono male e tutto è un gran casino.

Può essere un’azione che ti piace fare, molto più di frequente è una cosa che rimandi il più possibile.

In maniera spicciola si può dire che è un lavoro domestico di routine.

In realtà è molto, molto di più di questo.



Le azioni base per organizzare l’armadio

Bene o male , ormai si conoscono le operazioni da eseguire per avere un guardaroba super wow.

– Grucce adeguate al capo

Più strutturate per i capi spalla, più sottili per camicie e abiti.

Le grucce appese tutte nella stessa direzione.

– Capi suddivisi per categoria

Abiti con abiti, giacche con giacche pantaloni con pantaloni…

In seconda battuta si possono creare delle sotto categorie, in base a come si vogliono posizionare: per sfumatura di colore, per lunghezza, per tipologia di tessuto…

– Capi piegati

Piegare sempre suddividendo per categoria, magari utilizzando la piegatura in verticale, che permette di sfruttare al massimo lo spazio.



Parola d’ordine: decluttering

Tutto quello scritto sopra è molto bello e utile, ma a nulla serve se prima non viene fatto un buon e consapevole (parola azzeccatissima) decluttering.

Lo so che quando dico che bisogna fare una giusta cernita dei vestiti in molte vengono colte da malore, ma è solo attraverso questo procedimento che l’armadio avrà un senso.

Cosa voglio dire?

Analizzare con spirito critico quello che c’è nel guardaroba permettere di mettere a fuoco se stesse, il proprio percorso e strutturarlo con una certa coerenza.

Fare decluttering nell’armadio mette in evidenza gusti ben precisi, quanto venga valorizzato il gusto personale, lo stile di vita, la fisicità e quanto spazio venga lasciato per quello che non si indossa da tempo.

Svuotare completamente l’armadio, suddividere i capi per tipologia e raggrupparli in un unico punto, consente una visione completa di tutto quello che si ha (che a volte è una sorpresa).

Lo stato dei capi racconta quando vengano usati (sono consumati? Hanno ancora il cartellino? Sono ricoperti di polvere? Stanno appesi – e quindi nascosti- sotto altri 3 capi?)

Quali sono i colori, i tessuti, le vestibilità che si indossano più frequentemente?



Organizzare l’armadio in modo coerente

Se presti attenzione a questi elementi e sei onesta con te stessa, otterrai un guardaroba coerente con ogni aspetto del tuo essere. In questo modo sarà molto più semplice organizzare l’armadio con ciò che è realmente importante.

Se vuoi scoprire come fare decluttering  consapevole, c’è il mio corso online.





Se vuoi imparare a organizzare in maniera impeccabile il tuo armadio, partecipa al mio corso.





Cover Photo by Priscilla Du Preez on Unsplash.





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2 Novembre 2022 / / Dettagli Home Decor

come rimuovere diverse tipologie di macchie dal materasso

Spesso capita di dimenticare che una buona qualità del sonno dipende anche dall’igiene del luogo dove si riposa. Non è soltanto la pulizia della stanza o il cambio di lenzuola settimanale a determinare un ambiente salubre, ma anche l’igiene del materasso ricopre un ruolo fondamentale e deve essere scrupolosamente osservata anche nell’ottica di un sonno migliore e di un benessere quotidiano.

Capita non di rado che il materasso si sporchi: macchie di urina, sangue, cibo o altri liquidi possono infatti compromettere la pulizia e l’igiene del materasso, determinando così anche un’usura precoce dello stesso. In questo caso è fondamentale agire rapidamente per evitare che la macchia diventi difficile da rimuovere ed avere così un materasso come nuovo nonostante l’inconveniente.

In questa guida di Mondoflex, punto di riferimento in Lombardia per la vendita di materassi, guanciali, reti, letti e poltrone relax, andremo a scoprire come rimuovere diverse tipologie di macchie dal materasso, suggerendo rimedi low cost e di efficacia garantita.

Come togliere le macchie di sangue dal materasso?

Può accadere con molta facilità che il materasso si sporchi di macchie di sangue. Sia nel caso di flusso mestruale abbondante che in presenza di una piccola ferita o di cicatrici sul proprio corpo è possibile compromettere la pulizia del materasso con macchie che dovranno essere trattate nel più breve tempo possibile per non farle diventare impossibili da rimuovere.

Se ci si accorge per tempo del materasso macchiato di sangue sarà sufficiente rimuovere le lenzuola ed agire sulla zona interessata con un panno imbevuto nell’acqua fredda.

Qualora, invece, ci si renda conto del materasso macchiato di sangue solo dopo qualche tempo, niente paura: basterà andare in dispensa e creare una miscela con bicarbonato e limone e lasciare agire per qualche minuto, per poi tamponare con un panno e rimuovere l’eccesso di prodotto.

Altro trucco per togliere le macchie di sangue dal materasso è quello di utilizzare l’acqua ossigenata. Basterà versarne qualche goccia per poi risciacquare con un panno pulito.

In entrambi i casi, ad operazione completata, è fondamentale aspettare che il materasso sia completamente asciutto prima di coprirlo nuovamente.

Come rimuovere le macchie di pipì dal materasso?

Materassi su cui dormono bambini o anziani possono essere facilmente interessati da macchie di pipì: anche in questo caso è fondamentale capire innanzitutto se la macchia è ancora umida o se ha già fatto in tempo a seccarsi.

Nel primo caso si potrà procedere sulla zona interessata tamponandola con un panno asciutto, per poi agire nuovamente con una miscela di bicarbonato, limone e aceto o anche utilizzando un detergente per la rimozione degli odori.

Invece, nel secondo caso – ovvero in presenza di una macchia secca – per eliminare l’alone giallo di urina si potrà utilizzare sulla zona interessata ancora una volta il bicarbonato insieme ad un po’ di acqua, attendere circa dieci minuti e poi, dopo aver lasciato asciugare l’area, rimuovere il prodotto in eccesso.

Come eliminare le macchie gialle dal materasso?

Il materasso può anche sporcarsi di grasso e olio e presentare delle antiestetiche e poco igieniche macchie gialle. In questo caso, per riportare il materasso allo splendore iniziale, si dovrà utilizzare un detergente enzimatico che andrà a sciogliere le macchie di sporco. Chi vuole provare un rimedio fatto in casa può utilizzare bicarbonato di sodio, distribuendolo sulla macchia e poi aggiungendo dell’acqua fredda tramite uno spruzzino. Dopo 10 minuti rimuovete i residui di bicarbonato e il materasso sarà nuovamente pulito e igienizzato.

Come togliere le macchie di muffa dal materasso?

Chi abita in appartamenti umidi o è proprietario di seconde case utilizzate di rado, può capitare che trovi il materasso interessato da macchie di umidità e muffa. Rimuovere questa sostanza è estremamente importante in quanto può provocare allergie respiratorie e a lungo andare può essere dannosa per la salute.

Per far sì che il materasso sia igienizzato e pronto all’uso si potrà impiegare una soluzione realizzata in casa, utilizzando acqua tiepida, bicarbonato e qualche goccia di aceto bianco o limone. Questo composto potrà essere applicato sul materasso tramite uno spruzzino oppure servendosi di uno straccio inumidito, infine bisognerà strofinare la superficie fino ad eliminare completamente la macchia. Anche in questo caso, così come negli esempi indicati in precedenza, una volta conclusa l’operazione si dovrà far asciugare perfettamente il materasso prima di ricoprirlo con lenzuola e coperte.

Altri prodotti facilmente reperibili e utili per rimuovere le macchie di diverso tipo dal materasso sono il sapone per piatti (o per bucato) insieme all’acqua, amido di mais con acqua ossigenata, acido borico, tea tree oil unito al bicarbonato, aceto bianco con acqua fredda (in parti uguali) e infine candeggina delicata.

È bene ricordare che per prevenire inconvenienti come le macchie sul materasso è fondamentale soprattutto agire a monte, adottando una protezione come il coprimaterasso e cambiando spesso le lenzuola.

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2 Novembre 2022 / / Dettagli Home Decor

Come arredare l’ufficio?

Lavorando full time otto ore per cinque giorni alla settimana, i dipendenti trascorrono tanto tempo in ufficio. Si tratta del luogo che frequentano di più, quindi è importante che sia confortevole, ben arredato, spazioso e funzionale. Oltre a disporre di un’area relax, bisogna investire nell’arredamento ufficio: in base al tipo di azienda si sceglieranno i colori dei mobili, lo stile che può essere classico o moderno. Ogni impresa ha la sua identità, che deve essere mantenuta anche nell’arredamento, in modo che si possa fare un lavoro di brand identity adeguato. Per progettare tutto questo c’è bisogno di un piano preciso, scegliere gli elementi d’arredo a caso andrà a creare solo molta confusione. Vediamo quali sono le regole che dobbiamo tenere a mente per creare l’ufficio ideale.

Impostare un budget

Prima di arredare qualsiasi ufficio bisogna stabilire il budget. Non sempre si ha la possibilità di spendere molto per elementi d’arredo costosi, per questo è fondamentale valutare il rapporto qualità/prezzo. Inoltre, un prodotto costoso non si integra sempre alla perfezione nell’arredamento che abbiamo in mente. C’è chi ad esempio utilizza mobili usati o li combina con alcuni di moderni, personalizzandoli per rendere l’ambiente più intimo. Capire in anticipo quanto possiamo spendere per gli elementi d’arredo ci aiuterà a limitare i costi e a valutare i prodotti migliori per l’ufficio in base alle nostre possibilità.

Puntare alla funzionalità

Non bisogna far caso solo all’estetica quando si arreda un ufficio, ma anche alla funzionalità dei vari elementi. Un progetto di design deve tenere in considerazione il fatto che i prodotti devono essere comodi per le persone, confortevoli, salvaspazio in alcuni casi. In base al tipo di ambiente, alla sua grandezza e caratteristiche, sceglieremo gli elementi d’arredo più adatti, che siano duraturi e resistano nel corso del tempo.

Considerare il benessere

La salute e il benessere sul posto di lavoro sono fondamentali, incidono anche sulla produttività generale dell’azienda. I dipendenti hanno bisogno di fare delle pause, non possono rimanere seduti otto ore al giorno senza mai alzarsi dalla scrivania, per questo bisogna offrire loro degli spazi in cui rilassarsi e ritrovare le energie. Ogni azienda deve offrire delle aree di lavoro strutturate e delle zone in cui i dipendenti possano trascorrere del tempo insieme, bere un caffè e poter fare una passeggiata.

consigli su come arredare l'ufficio

Valutare lo spazio

Può sembrare più facile arredare una piccola azienda rispetto ad una spaziosa e molto grande, ma non è sempre così. Quando bisogna arredare degli spazi piccoli è necessario fare diversi calcoli, acquistare mobili su misura o salvaspazio e ridurre il numero di elementi da inserire nel luogo di lavoro. Oltre a questo, non si può non considerare il flusso di lavoro e le esigenze di privacy, inserendo pannelli divisori o tecnologia all’avanguardia. Ogni azienda ha come obiettivo quello di crescere, quindi si deve valutare anche l’espansione futura che ci può essere, calcolando i vari spazi a disposizione.

Fare un lavoro di brand identity

Quando si arreda uno spazio di lavoro bisogna considerare le caratteristiche dell’azienda come i colori che utilizza, il logo e ciò che vuole trasmettere con questi elementi. Dai piccoli dettagli visivi si può avere una prima impressione di ciò che vuole comunicare l’attività, quindi è importante che l’impatto sia chiaro e deciso. Entrare in un’azienda arredata in stile rustico con mobili di legno e tante piatte trasmette una sensazione diversa di un’impresa che invece si presenta con colori vivaci, linee pulite e minimali. Prima di arredare l’ufficio si consiglia sempre di fare un lavoro di brand identity, in modo da presentare l’azienda al pubblico, sia offline che online, in modo coerente.

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31 Ottobre 2022 / / Coffee Break

Morton House, progettata e costruita (1979 circa) da Deirdre e Ivor Morton, questa villa rappresenta un particolare esempio di come il modernismo si è declinato all’altro capo del mondo.

A modernist retreat in the Blue Mountains

Morton House, designed and built (around 1979) by Deirdre and Ivor Morton, this villa represents a particular example of how modernism has declined on the other side of the world.

VIA

29 Ottobre 2022 / / Coffee Break

Quando si deve arredare la propria casa o ristrutturare un’abitazione oramai un po’ avanti con gli anni, un aspetto che spesso viene sottovalutato ma che, in realtà, dovrebbe essere valutato attentamente è la selezione della rubinetteria bagno. Non si tratta di semplici accessori, ma di veri e propri oggetti di arredo che sono in grado di restituire un tocco magico al design del proprio ambiente bagno.
Inoltre, la loro scelta dev’essere accurata perché i rubinetti, il doccino, il miscelatore, ecc, sono elementi che saranno utilizzati quotidianamente da tutta la famiglia oppure saltuariamente da ospiti; quindi, la selezione deve essere meticolosa anche per soddisfare il requisito dell’igiene e della cura personale. Rubinetti: tipologie e differenze Prima di addentrarci in questo ampio mondo, vediamo alcune differenze tra i rubinetti. Anticipiamo già che si tratta di differenze prettamente legate al piano della funzionalità e, di conseguenza, i modelli presenteranno anche stili diversi. Conoscere queste particolarità può aiutare nella scelta della tipologia più adatta per il proprio bagno in modo tale da poter mantenere interamente la coerenza con lo stile dell’ambiente interessato.
Premettiamo che sul mercato esistono tante tipologie di rubinetti soprattutto per quanto riguarda la zona bagno perché l’ambiente è costituito principalmente dal lavandino, dal bidet, dalla doccia o dalla vasca.
Quindi, la scelta è variegata. Iniziamo.

Miscelatore e mescolatore

La differenza tra queste tipologie è molto semplice. Un miscelatore è quel rubinetto che, nel corpo, presenta una sola manopola per regolare la temperatura dell’acqua; il mescolatore, chiamato anche rubinetto bicomando o multicomando, possiede le 2 manopole a cui quasi tutti siamo abituati.
Attraverso le manopole si andrà a miscelare acqua calda e acqua fredda fino a quando non si raggiunge la temperatura che si desidera. Queste due tipologie sono utilizzate principalmente per il lavandino. Simili ai modelli utilizzati per quest’ultimo ci sono quelli per il bidet.

Rubinetto per bidet

I modelli per il bidet sono simili a quelli per il lavandino. Si installano direttamente sul sanitario e la differenza principale con quelli per il lavabo è il rompigetto che, difatti, è orientabile per direzionare il getto. Quelli per il lavandino sono tendenzialmente fissi.

Rubinetto per la vasca

Di solito i rubinetti per la vasca presentano o un pulsante oppure un pistone, che devia alla doccetta o alla canna il flusso d’acqua affinché si possa riempire la vasca in sé. Ci possono essere diversi tipi di installazione, la scelta dovrà ricadere sul modello più coerente con lo stile del proprio ambiente bagno, facendosi aiutare anche dal proprio gusto personale, tenendo però sempre in considerazione la propria disposizione idraulica.

Rubinetto per la doccia

Questo modello presenta di norma gli stessi attacchi dei modelli per la vasca. La differenza principale sta nell’assenza dell’uscita verso la canna; di conseguenza, erogherà l’acqua solo alla doccetta oppure al soffione grazie all’utilizzo di un deviatore.
Queste sono le principali differenze. I modelli presenti all’interno del catalogo sono estremamente versatili in modo tale da potersi adattare non solo al proprio bagno ma anche alle proprie esigenze personali. Il design di ogni singolo elemento è accattivante ed è stato accuratamente disegnato e progettato.

immagine VIA

29 Ottobre 2022 / / Coffee Break

Questa villa australiana si affaccia sul lungomare di Sugarloaf Bay a Sidney, originariamente progettata dall’architetto Glynn Nicholls nel 1959, è stata recentemente rinnovata e ampliata dagli studi di architettura 8 Squared e di interior design Studio Gorman.
Il design della casa combina le caratteristiche moderniste restaurate della casa anni ’50 con le ultime tecnologie del 21° secolo.

High-tech restyling for a modernist villa

This Australian villa overlooks the Sugarloaf Bay waterfront in Sydney, originally designed by architect Glynn Nicholls in 1959, has recently been renovated and extended by 8 Squared architecture and interior design studios Studio Gorman.
The design of the house combines the restored modernist features of the 1950s house with the latest 21st century technologies.
VIA

28 Ottobre 2022 / / Dettagli Home Decor

Consigli per riscaldare casa risparmiando energia e denaro

In vista dell’inverno e con il caro bollette, ecco qualche prezioso consiglio per riscaldare casa risparmiando energia e denaro senza rinunciare al comfort.

Sostituire la caldaia esistente con una caldaia a condensazione

Il primo fattore da valutare è certamente la caldaia. Le caldaie a condensazione raggiungono un’efficienza più alta e garantiscono un risparmio energetico oltre che economico. Infatti i costi di riscaldamento si riducono di circa un 30%. In una caldaia tradizionale a gas l’acqua viene scaldata tramite il calore della combustione. I gas di scarico risultanti passano normalmente nella canna fumaria e vengono poi espulsi verso l’esterno. Il risultato è che l’energia contenuta nei fumi del gas di scarico viene persa. Una caldaia a condensazione, invece, sfruttail calore contenuto in questi gas di scarico, che consistono in gran parte in vapore acqueo.

Cambiare i termosifoni

I radiatori moderni permettono di riscaldare casa risparmiando energia e denaro. Infatti, oltre ad essere concepiti con un design decisamente più accattivante, sono realizzati con materiali e tecnologie in grado di potenziare i vantaggi delle caldaie a condensazione e degli impianti a bassa temperatura.

Evitate ostacoli davanti e sopra i termosifoni

Collocare tende, mobili o schermi davanti ai termosifoni o usarli come stendibiancheria  fonte di sprechi in quanto ostacola la diffusione del calore. Per riscaldare casa risparmiando energia e denaro è invece opportuno, inserire un pannello riflettente tra la parete e il termosifone, specie nei casi in cui il calorifero è incassato nella parete riducendone  spessore e grado di isolamento. Anche un semplice foglio di carta stagnola contribuisce a ridurre le dispersioni verso l’esterno.

Fare attenzione alle ore di accensione dei riscaldamenti

E’ inutile tenere acceso l’impianto termico di giorno e di notte. In un’abitazione efficiente, il calore che le strutture accumulano quando l’impianto è in funzione garantisce un sufficiente grado di comfort anche nel periodo di spegnimento.

Dotare il proprio impianto di una centralina di regolazione della temperatura

E’ indispensabile dotare il proprio impianto di una centralina di regolazione automatica della temperatura che evita inutili picchi o sbalzi di potenza. La possibilità di programmazione oraria, giornaliera e settimanale garantisce un ulteriore risparmio energetico. Anche la domotica aiuta a risparmiare: cronotermostati, sensori di presenza, erogatori elettronici permettono di regolare anche a distanza, tramite smartphone, la temperatura delle singole stanze e il tempo di accensione.

Utilizzare un sistema di contabilizzazione del calore

Consente di gestire in autonomia il riscaldamento del proprio appartamento e permette al singolo utente di risparmiare e di pagare solo in base al consumo effettivo. Per usufruirne è necessario installare dispositividi misura del calore sui radiatori o nei tubi di collegamento dell’appartamento all’impianto di riscaldamento centralizzato e valvole termostatiche nei singoli radiatori. La legge ne ha reso obbligatoria l’installazione nei condomini e negli edifici polifunzionali riscaldati da impianto centralizzato.

Installare le valvole termostatiche

Queste apparecchiature servono a regolare il flusso dell’acqua calda nei termosifoni e consentono di non superare, negli ambienti in cui sono installate, la temperatura media dell’intero appartamento, specie nelle stanze esposte a sud.

Infine, non tenete le finestre aperte quando il riscaldamento è acceso, se non per qualche minuto, giusto il tempo di cambiare l’aria.

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