25 Luglio 2019 / / Blog Arredamento

Amaca: quanti e quali tipi esistono e perché ci piace così tanto

Anche voi avete sempre sognato di avere un’amaca?
Io ne sono sempre stata affascinata e da piccola desideravo averne una al posto del letto.

Sono convinta di averla vista la prima volta in Peter Pan, forse ci dormivano i bambini sull’Isola che Non C’è, sta di fatto che per me divenne una sorta di ossessione che mia mamma si è puntualmente ostinata a sabotare.

Non avendo mai avuto un giardino o un terrazzo abbastanza grandi, il mio sogno è rimasto tale (fino ad oggi!).
Crescendo mi sono resa conto che forse dormire tutti i giorni in questo giaciglio pensile può non essere così piacevole come dondolarsi qualche ora in riva al mare, magari con un cocktail gelato tra le mani…ma nonostante le avversità e i sabotaggi materni, la fascinazione per questo esotico letto sospeso è rimasta sempre fortissima.

Cosa ci piace così tanto dell’amaca?
Perché anche da adulti continua ad esercitare su di noi un’attrazione magnetica? Sarà il dondolare che ci culla verso stati di relax assoluto? Sarà che ci trasporta subito verso assolate isole tropicali e acque cristalline?

Partiamo dalla sua storia e vediamo quanti e quali modelli di amaca esistono. Preparati, perché c’è solo l’imbarazzo della scelta tra amache tradizionali, freestanding, a poltrona, a letto, giganti…

Storia

Prima cosa da sapere è come si pronuncia. L’accento va sulla seconda “a” quindi: amàca.

Il termine deriva dallo spagnolo hamaca, di origine caraibica, e sembra derivi dal nome dell’albero fibroso che veniva utilizzato per tessere la tela (hamack).
Questo comodo giaciglio in rete o tela nasce nell’America del Sud e pare sia stata presto adottato da Cristoforo Colombo per far dormire più comodamente i marinai, ma soprattutto per evitare il contatto con i pavimenti sottocoperta, bagnati, sporchi e infestati da insetti e topi.

Probabilmente anche gli Indios dell’America Latina e dei Caraibi le usavano proprio per una questione igienica e di sicurezza contro animali, insetti e rettili. Anche la funzione termica non è da sottovalutare: con il caldo e l’umidità meglio stare sospesi dal suolo e su una superficie traspirante.
Sembrerebbe inoltre che le definissero “culle degli dei”: sarà per questo che continuano ad esercitare su tutti noi un enorme fascino?

La storia dell’amaca accompagna la nostra, la vediamo in dipinti, cartoni animati, film. Ancora oggi è sinonimo di relax e pace dei sensi, non a caso ne vediamo una stupenda nel capolavoro di Sorrentino “La Grande Bellezza”: una raffigurazione potente del “dolce far niente”.
Tony Servillo scena amaca Grande Bellezza

Materiali

Se le più antiche amache venivano prodotte con fibre naturali intrecciate (hamack tree, agave sisalana o Sisal) oggi ne possiamo trovare di tutti i tipi: cotone traspirante, corda, rete, stoffa.

Per esterni e campeggio ci sono materiali sintetici “tecnici” e performanti super robusti (ci sono lettini sospesi e tende-amaca studiati per resistere a temperature estreme e prodotte in poliammide, polipropilene, nylon).

Tipologie

Esistono due grandi famiglie:

    • amache autoportanti: si appoggiano a terra e hanno una struttura di sostegno o supporti in legno, metallo, acciaio

    • amache da appendere: le più tradizionali si sospendono agganciando le estremità a due sostegni che possono essere alberi, pali, rocce. Si possono fissare tramite nodi o con ferramenta idonea (ganci, moschettoni, corde…). Esistono inoltre le poltrone-amaca o sedie-amaca con aggancio a soffitto


Entrambe le tipologie possono essere portatili (le autoportanti dotate di struttura sono in realtà fisse e meno agevoli da spostare, ma ci sono autoportanti pieghevoli che sono invece facilmente richiudibili e spostabili).

Il giaciglio più essere inoltre dotato di bastoni alle due estremità. In questo modo il piano su cui ci si sdraia rimane teso. Quelle prive di bastone sono più avvolgenti e si adattano alle forme del corpo.

E tu che amaca vuoi?

Amaca da giardino

La più amata: torni a casa la sera dopo il lavoro e ti fiondi a rilassarti con un buon libro o con il semplice cinguettare degli uccellini (magari se ti doti di zanzariera è meglio).
In giardino puoi scegliere l’autoportante o quella più tradizionale appesa a due alberi.

Se la vuoi in terrazzo probabilmente la soluzione migliore è quella da terra con supporti free standing, oppure la poltrona-dondolo da soffitto.

Amaca matrimoniale o doppia

Soluzione maxi, l’amaca doppia o gigante ospita comodamente due persone. Non lanciarti in acrobazie perché potreste ribaltarvi in men che non si dica.
Pare esistano anche i modelli familiari per 3 o 4 persone…sinceramente io concepisco l’amaca come un angolo di relax individuale o al massimo in coppia, ma sono sicura che un pisolino all’ombra insieme ai bambini possa essere ugualmente rigenerante.

Amaca da interni

L’amaca in casa è più difficile da gestire. Dove si appende e come?
In appartamento può trovare spazio in balcone, nello studio o nella cameretta dei bambini (anche i ragazzi apprezzano). Altra opzione indoor è il salotto…ma stiamo parlando a mio parere di ambienti da rivista patinata o da Instagrammer. Anche se una valida alternativa è un’amaca o una poltrona sospesa con struttura autoportante. Comunque le ispirazioni ci sono, guarda qui sotto!

Amaca dondolo e poltrona

Ci sono quelle a sacco, i cocoon (amatissimi dai più piccoli e ideali in cameretta per costruire una “tana”) e le poltrone con aggancio a soffitto “a forma di uovo”. Solitamente possono essere in tessuto, nylon o rattan.

Amaca brasiliana

A righe o tinta unita in tela di cotone, con inserti in macramé per gli amanti dello stile boho chic.

Amaca messicana

Le migliori sono prodotte in Yucatan dove vengono tessute a mano come una volta. Sono caratterizzate da struttura a rete traspirante e sono leggerissime. Poco indicate per i bambini.

Amaca da campeggio

Non voglio entrare nei meandri del mondo outdoor, perché ne so davvero poco. La mia idea di amaca è relax a bordo piscina o in spiaggia…insomma scalate e trekking non sono il mio pane quotidiano. Mi limito a segnalare l’esistenza di modelli pazzeschi e resistentissimi, dalla semplicissima amaca da bivacco da attaccare fra due alberi, alle tende sospese, amache da 3 e 4 persone, sacchi a pelo pensili realizzati per resistere a bassissime temperature in mezzo a cime innevate.

Amaca letto

Parlando di sacchi a pelo, l’amaca può essere usata come letto. Dopotutto è la sua funzione originaria! Se intendete usarla outdoor mi affiderei ad amache come quelle appena descritte sopra: resistenti e costruite per offrire performance di alto livello. Se volete usarla in casa, optate per l’opzione matrimoniale con agganci alle 4 estremità.

Amaca da spiaggia

Se vuoi portare l’amaca in spiaggia scegli un materiale traspirante, facile da piegare e che occupi poco spazio. Attrezzati con i ganci giusti e trova l’angolo perfetto. Puoi anche optare per un modello pieghevole tipo lettino da camping. Se invece avevi in mente di stare a mollo, sappi che esistono le amache galleggianti e gonfiabili (ideali anche in piscina in alternativa al materassino).

Dove comprare un’amaca?

La citazione tratta da I Simpson è d’obbligo: “…c’è “Amica Amaca” sulla quinta, “Amaca Magò”, “Hai mica un’amaca”. Ah già, ora che ci penso sono tutti nel DISTRETTO DELLE AMACHE!!!”

Nel mondo reale il mio consiglio è di comprare l’amaca online. I siti sono tantissimi, partendo dai grandi colossi (Amazon, ebay) fino ai portali specializzati, quindi potete trovare amache economiche e vere e proprie Rolls Royce delle amache.
Io preferisco i siti specializzati perché spesso tra questi si trovano piccole aziende che prestano maggiore attenzione alla qualità dei materiali e ai processi di produzione. Ad esempio Tropilex, da cui ho comprato la mia, si rifornisce da tessitori tradizionali colombiani e indiani, dona l’1% delle vendite a organizzazioni no profit che si dedicano alla salvaguardia ambientale ed ha certificazioni FSC® per il legno e OEKO-TEX® per i tessuti.

Misure ce ne sono di tutti i tipi. Non esiste uno standard, a meno che non siate dei puristi e non vogliate un’amaca tradizionale intrecciata a mano nello stile dei Maya…allora credo che lo standard fosse quello di un letto singolo. Oltre alle dimensioni controlla anche il peso massimo consentito, ma non ti preoccupare, ci sono anche quelle per orsi!


Foto di Chris Favero

17 Luglio 2019 / / Architettura

Il giardino inglese ha un fascino incontestabile, e richiama alla memoria parchi dalle vedute spettacolari e immensi prati verdi. Ecco come realizzarlo in pochi passi.

Come realizzare un giardino inglese

Il giardino inglese è naturale, romantico, apparentemente semplice. E’ adatto a chi desidera un bel prato e a chi ama dedicarsi alla coltivazione di fiori e ortaggi. Elegante e al tempo stesso discreto, ha il pregio di valorizzare gli edifici circostanti.

Giardino inglese, storia e caratteristiche

Prima della nascita del giardino inglese, le ville e i palazzi degli aristocratici europei avevano giardini all’italiana o alla francese. Seppur differenti, questi giardini avevano molti tratti in comune: entrambi erano progettati per esaltare l’opera dell’uomo, come artista capace di piegare la natura ai propri desideri. Furono le idee illuministe sulla natura ad ispirare ad alcuni paesaggisti inglesi un’idea più romantica della natura. Per questo tutti gli elementi geometrici come i parterre, le balaustre, le siepi, furono sostituiti con prati verdeggianti e gruppi di piante collocati ai bordi di immensi prati. Oltre al prato, nel giardino inglese non devono mancare alberi, pergole, uno specchio d’acqua o un ruscello, panchine dissimulate nel verde e bordure miste.

Come realizzare un giardino inglese

Il giardino inglese è apparentemente semplice e selvaggio, ma in realtà è frutto di un’attenta progettazione: seppure privo di uno schema geometrico, esso è costruito intorno a percorsi sinuosi che collegano zone ben definite, in modo da creare differenti vedute. 

Per avere un giardino inglese tuttavia, non è necessario possedere una tenuta nel Kent. Rispettando poche regole basilari è possibile realizzarlo anche a casa vostra. Vediamo come:

Il prato protagonista

Protagonista indiscusso del giardino all’inglese è sicuramente il prato. Per ottenere un bel prato verde e uniforme, si può procedere con la semina o con la posa di zolle precoltivate. In questa fase, a meno che non siate esperti, vi consiglio di rivolgervi a giardinieri qualificati, che sappiano preparare il prato adatto alle caratteristiche del terreno e al clima della vostra regione. Avere un bel prato in giardino ha molti vantaggi: aiuta a mantenere la frescura, è perfetto come solarium o come area giochi per i bambini.

Come realizzare un giardino inglese

Bordure miste: i fiori adatti e come disporli

Un altro elemento caratteristico del giardino inglese, nella variante in stile “cottage”, sono le bordure miste. Per ottenere bordure perfette, è necessario piantare un mix di arbusti verdi e piante da fiore dai colori diversi. Le bordure vanno collocate ai bordi del prato e dei sentieri, e devono avere un aspetto naturale: per questo non è necessario delimitarle con dei cordoli.

Collocate sullo sfondo arbusti verdi che raggiungano almeno il metro di altezza: questo stratagemma ha lo scopo di far risaltare le fioriture. Disponete poi i fiori di media altezza e i più piccoli in primo piano, avendo cura di alternare le specie in base ai colori.

Le specie più adatte sono quelle rustiche e spontanee, da scegliere in base al clima e all’esposizione dell’aiuola. 

Per le bordure ombreggiate, scegliete l’Anemone giapponese, l’Aquilegia, la Campanula grandiflora, la Digitalis purpurea.

Per le aiuole in pieno sole, le piante adatte sono la Bella di notte, la lavanda, l’ortensia, tutte le Marghrite come l’Echinacea, la Gerbera, la Cosmea.

Pergole, arredo e altri elementi 

Gli elementi artificiali, in questo tipo di giardino, vanno inseriti con parsimonia, per non guastare l’effetto “natura selvaggia”.

Disponete qualche panca in legno o ferro battuto, di foggia classica, ai bordi del prato, meglio se sotto un albero. L’angolo con tavolo e sedie va collocato preferibilmente sotto una pergola o un gazebo, che serviranno da sostegno per le immancabili rose rampicanti.

Se avete abbastanza spazio, potete creare uno stagno artificiale, circondato di piante acquatiche. Nella variante “cottage” del giardino inglese sono presenti anche alberi da frutto, piante aromatiche e una zona dedicata all’orto.

Vi suggerisco di progettare il giardino elencando tutte le aree che intendete attrezzare, e di collocare tali aree in un ordine apparentemente casuale, collegandole con percorsi sinuosi, in terra battuta o ghiaia. Cercate di evitare il più possibile le linee rette e realizzate le “passeggiate” ai bordi del giardino, in modo da lasciare al prato più spazio possibile.

Manutenzione del giardino inglese

Questa tipologia di giardino è indubbiamente molto elegante e suggestiva, ma, come tutti i giardini, ha bisogno di cure costanti. Del resto, lo stesso vale anche per le piante che abbiamo in casa e sul terrazzo. Potete informarvi sul costo dei giardinieri nella vostra zona per la manutenzione e decidere di conseguenza. Meglio affidare potature, concimazioni e innaffiature a persone esperte, così da non compromettere la bellezza del vostro giardino.

Qui trovi tutti gli articoli sugli spazi esterni.


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18 Giugno 2019 / / Idee

Quando si parla di fioriture generose ed estive, non si può non pensare direttamente a lei. L’umile ma sempre attraente Lantana camara. Una pianta impossibile da non avere in Giardino, se si vogliono ottenere, in poco tempo e senza troppi sforzi, grandi macchie vivaci, allegre e fiorite.
Senza quasi nulla chiedere in cambio, viste le pochissime cure che richiede, la Lantana camara è decisamente una pianta da considerare un “grande classico” del nostro Giardino mediterraneo, nonostante le sue origini sudamericane.
La cosa che più amo e che sono sicura vi farà optare per adottarne subito qualcuna? E’ in assoluto una delle piante più amate dalle farfalle e in quasi tutti i parchi botanici dedicati alle farfalle, le lantane occupano un posto d’onore all’interno della loro alimentazione. Provate a piantarne un paio e ne vedrete delle belle! I loro fiori sono un richiamo irrestibile per le coloratissime farfalle e i bambini impazziranno nel vederle volteggiare ovunque ;-)))

“Conosciuta anche come “pianta dell’aurora” e “salvia di montagna”, questa arbustiva perenne dalla fioritura generosa è ideale per decorare giardini mediterranei, coltivandola preferibilmente insieme a degli agrumi.
Le sue infiorescenze globose hanno la particolarità di mutare più tonalità di colore durante il periodo della fioritura: da sfumature di rosso all’arancio, dal bianco al giallo, dal rosa al bianco, regalando così uno spettacolo multicolor ad aiuole e balconi.
In vaso diventa una splendida ricadente, perfetta da appendere ad una ringhiera o sotto un porticato; le sue foglie molto aromatiche rilasciano un odore forte, alquanto sgradevole per le zanzare: è quindi una preziosa alleata per allontanare questi fastidiosissimi insetti durante le afose serate estive.”
Io come sapete sono sempre più felice della mia collaborazione con SOULGREEN e quasi mi dispiace pensare che stiamo per concludere questo nostro primo progetto insieme! Sono ormai troppo affezionata alla loro/nostra idea di trasmettere e tramandare un amore sincero e virtuoso per le Piante. Sono davvero riconoscente perchè raccontare di loro è sempre in secondo piano rispetto al parlarvi ogni volta di una pianta diversa. Scoprendo io per prima, insieme a voi, ogni volta un dettaglio in più, una caratteristica diversa, ma sempre stupefacente, delle piante che mi permettono di accogliere nel nostro Giardino, frutto della loro Speciale Selezione.
Ancora una volta ho avuto un ottimo pretesto per fare giardinaggio, insegnare ai miei bimbi qualcosa in più sulla Natura, sulle tecniche migliori di rinvaso e abbiamo avuto la scusa per allestire anche una piccola sopresa! Un cestino pugliese e rigorosamente handmade, carico di Colore che regala immediata allegria, non solo a noi, ma anche a tutte le Farfalle che vorranno giocare con noi quest’Estate e che accoglieremo a braccia aperte!!!

Post scritto in collaborazione con SOULGREEN.

13 Marzo 2019 / / Dettagli Home Decor

La manutenzione di un giardino dove predomina il verde si basa su diversi interventi periodici all’anno ben mirati. Taglio regolare del prato da metà primavera a fine estate; potatura meccanica delle siepi ogni due mesi, a eccezione di quelli invernali; in autunno, raccolta delle foglie che cadono dagli alberi.  In realtà c’è qualcosa da fare in ogni mese dell’anno, ma soprattutto in primavera e autunno è importante prestare maggiore attenzione al giardino.

Per la cura e la manutenzione del giardino non occorre essere un esperto giardiniere ma per ottenere un buon risultato, il consiglio è di affidare questo lavoro alle mani di un professionista.

Sapevi che è possibile assumere i giardinieri per occuparsi del tuo giardino tutto l’anno? Diversi giardinieri propongono infatti un “abbonamento” al fine di programmare in anticipo i lavori necessari per il giardino e risparmiare sul costo totale.

Dalla progettazione alla manutenzione, dalla potatura alla semina, dalla rimozione delle erbacce alla cura delle malattie degli alberi e delle piante, il giardiniere svolge tutti questi compiti sfruttando le sue competenze e con gli attrezzi giusti. Una soluzione indubbiamente vantaggiosa se vuoi mantenere sempre in ordine e ben curato il tuo giardino.

Per godere di spazi verdi belli tutto l’anno, la cura del prato è senza dubbio quella che merita più attenzione, anche se spesso viene sottovalutata. Il prato necessita infatti di una manutenzione costante e un bravo giardiniere saprà prendersene cura al tuo posto o consigliarti delle alternative se necessarie.

Quando il giardino è vissuto anche dai nostri amici a quattro zampe, mantenere sempre bello un prato naturale diventa un’operazione davvero impossibile così, per ovviare al problema, l’alternativa è di scegliere un prato artificiale, perché non solo necessita di poca manutenzione ma è anche resistente allo strappo.  E’ una soluzione adatta anche in presenza di bambini, infatti, test di qualità garantiscono la sua atossicità e la sicurezza in caso di cadute.

Prato sintetico: costi e vantaggi

I prezzi del prato sintetico dipendono dalla dimensione, dai materiali e dalla manodopera necessaria per la posa. Per calcolarli con precisione è necessario chiedere un preventivo agli esperti. In generale, il prezzo va da 55 a 110 € al mq, incluso la posa.

I costi iniziali del prato sintetico sono superiori rispetto a quello tradizionale, ma se viene posato correttamente e si sceglie un materiale di qualità, il prato dura almeno 10 anni.

I vantaggi? Non occorre irrigarlo, concimarlo e riseminarlo in primavera. Inoltre, non si forma il fango quando piove, nessun insetto indesiderato e in estate il manto erboso risulterà più fresco rispetto a quello naturale. Durante l’inverno il prato finto non si danneggia, la neve si scioglie naturalmente e il ghiaccio si rimuove facilmente.

La posa del prato sintetico non è difficile e non richiede un intervento invasivo, ma se ti affidi ad un professionista potrai ottenere prezzi più vantaggiosi e un risultato più duraturo, con una maggiore resa estetica.

Inoltre, per risparmiare ulteriormente, da quest’anno il prato sintetico può essere incluso nel Bonus verde!

Bonus Verde: cos’è e chi sono gli aventi diritto

Prorogato per tutto il 2019, è una detrazione fiscale al 36% nel limite massimo di 5.000 euro, delle spese sostenute per gli interventi di sistemazione di giardini, balconi e terrazzi di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze e recinzioni, nonché la realizzazione di impianti di irrigazione e pozzi. Sono inoltre comprese le spese per la realizzazione di coperture verdi e giardini pensili.

Il bonus Verde spetta a privati e condomini che a partire dal 1 gennaio 2019 ed entro il 31 dicembre 2019, sostengono spese per la sistemazione del verde, il recupero del verde di giardini di interesse storico, la fornitura di piante o arbusti, la riqualificazione di prati, le grandi potature, la sostituzione di una siepe e il rifacimento di impianti di irrigazione.

L’articolo Spazi verdi belli tutto l’anno proviene da Dettagli Home Decor.

11 Marzo 2019 / / Architettura

Finalmente arriva la primavera! Le giornate si allungano, il sole diventa più caldo e la natura si risveglia: quale miglior occasione per fare un po’ di giardinaggio? Che tu decida di mettere alla prova il tuo pollice verde o di affidarti a giardinieri professionisti, non farti cogliere (giusto per stare in tema) impreparato. Scopri quali sono le cose da fare in giardino nel mese di marzo, con alcuni consigli pratici e un piccolo approfondimento sul Bonus Verde.
Prato camminamento bordato da fiori

Sistemare il giardino in primavera: viva il fai da te!

Prendersi cura del giardino in primavera è il primo passo per godere di uno spazio verde sano e rigoglioso anche durante l’estate. Se è buona norma fare manutenzione tutto l’anno, l’arrivo di marzo inaugura la grande stagione dei lavori di sistemazione, concimazione, potatura e semina delle aree verdi.

  1. Rimuovi i teli protettivi che hai utilizzato durante l’inverno. Controlla che umidità e condensa non abbiano creato muffe, cambia i vasi se sono diventati troppo piccoli, elimina le foglie secche e prepara le piante riproducibili per talea.
  2. Occupati della potatura delle piante e degli arbusti prima del risveglio primaverile. Elimina i rami che non ricevono abbastanza luce; una potatura corretta stimola la nascita di nuove gemme, la fioritura e la produzione di frutti. Secondo gli esperti, marzo è il mese perfetto per potare le rose.
  3. Prepara le aiuole fiorite: elimina le erbe infestanti avendo cura di rimuovere completamente le radici. Smuovi bene il terreno e rompi le zolle per ossigenare la terra. Scegli la forma dell’aiuola e crea una bordatura decorativa utilizzando sassi, mattoni o paletti. Ricorda di scegliere piante adatte all’esposizione (sole pieno, mezzo sole o ombra).
  4. Concima il terreno prima della ripresa vegetativa per assicurare all’apparato radicale il giusto apporto di nutrienti. Scegli il concime più adatto alle caratteristiche della vegetazione, preferendo i concimi naturali e organici a quelli chimici (soprattutto se poi coglierai e mangerai i frutti delle piante!).
  5. Rigenera il prato. Controlla lo stato in cui versa il tappeto erboso dopo l’inverno (sì, anche i prati si stressano!). Esegui un taglio basso per arieggiare il terreno, concima la terra e procedi alla risemina delle zone diradate quando le temperature superano i 10 gradi. Scegli un miscuglio di sementi uguale a quello già radicato.
  6. Metti a dimora i bulbi estivi e interra quelli primaverili, che sono fioriti in casa. Abbi cura di piantarli ad una profondità almeno doppia rispetto al loro diametro e annaffiali per stimolare le radici. Tra le bulbose estive da piantare tra marzo e aprile troverai i gladioli, le dalie, i gigli, le calle e gli agapanthus.
  7. Semina i fiori che sbocceranno in estate. Ecco cosa puoi seminare all’aperto quando marzo è mite: bocca di leone, delphinium, ipomea e calendula. Se proprio non riesci ad aspettare la fioritura estiva, compra piantine di fiori primaverili come le primule, le violette, le margherite, la lobelia e alcune varietà di anemoni.

Attenzione: prima di prenderti cura del giardino, assicurati che il pericolo di gelate sia davvero scampato e osserva i primi segnali che indicano la ripresa vegetativa. Il segreto sta tutto nel rispetto dei ritmi della natura!
Attrezzi da giardinaggio

Idea bonus: la preparazione del giardino in primavera passa anche dagli arredi. Rispolvera vecchie sdraio in legno o realizza un divanetto da esterno utilizzando pallet e cuscini colorati non ti serve molto per creare un angolo relax immerso nel verde!

Quanto costa un giardiniere professionista?

Non avere il pollice verde non significa dover rinunciare all’incanto di un giardino fiorito. Se non te la senti di prenderti cura delle piante, o semplicemente non sai come fare a progettarne un’area verde, puoi rivolgerti a chi ha fatto del giardinaggio il suo lavoro. La manutenzione di un giardino privato ad opera di un professionista, e ancor di più la sua creazione da zero, ha dei prezzi superiori rispetto al fai da te. Le tariffe (calcolate ad ore o a
metro quadro) variano a seconda degli interventi previsti nel progetto. Ecco una piccola tabella riassuntiva con alcune indicazioni sul costo dei giardinieri:

PREZZI INDICATIVI E TARIFFE DEI GIARDINIERI

manutenzione e interventi di base 10 – 25 € (all’ora)
progettazione giardini da 280 € a 4.000 €*
potatura piante 50 – 120 € (per pianta, in base all’altezza)

* fonte: www.habitissimo.it (il prezzo dipende dall’impresa a cui ci si rivolge, i prezzi variano da impresa a impresa e dal tipo di professionista selezionato, sia giardiniere o architetto paesaggista)

Ricorda che si tratta di prezzi indicativi, che possono variare in base a dove vivi, alla metratura del giardino e alla tipologia di intervento richiesto. Altri fattori che incidono sul preventivo sono la durata dei lavori, l’uso di strumenti specifici e il grado di esperienza del professionista.

Chiedere l’aiuto di un giardiniere, però, ha anche i suoi vantaggi. Per tutto il 2019, chi intraprende lavori di manutenzione del verde può godere delle agevolazioni del Bonus Verde. Consulta il sito dell’Agenzia delle Entrate per trovare tutte le informazioni utili (come richiederlo, quali spese vi rientrano, la percentuale di detrazioni fiscali).

13 Febbraio 2019 / / Idee

Vi avevo promesso, su Instagram, che presto vi avrei parlato di alcune piantine che abbiamo scelto di regalare ai bimbi, per cominciare ad insegnare loro quanto sia bello e interattivo prendersi cura di un essere vivente (che non sia il solito triste pesce rosso!).
In nostro aiuto sono arrivati gli amici di YOUGARDENER, un team appassionato e fortissimo di veri amanti delle piante, che hanno messo su un sito ricco delle migliori varietà e specie, grazie anche al supporto logistico di una rete di vivaisti eccellenti e riconosciuti per l’alta qualità delle piante che producono.
Abbiamo scelto varie piante che man mano vi mostrerò, ma tra queste alcune spiccano per originalità e livello di interazione possibile con i bambini.
Oggi ad esempio vi parlo della falsa Rosa di Gerico, il cui vero nome è Selaginella lepidophylla, che conosciuta anche come pianta della resurrezione, è capace di dar vita ad un vero e proprio spettacolo super affascinate per i bimbi.
Pianta tipica del Medio Oriente, si dice sia stata importata dalla Terra Santa, per via delle sue proprietà magiche.
La sua caratteristica principale è di richiudersi completamente nel momento in cui si trova a vivere un periodo di siccità, per poi riaprirsi e sbocciare come fosse un fiore non appena riesce a recuperare qualche goccia d’acqua o anche solo più umidità nell’aria che respira.
Inutile dirvi quanto tempo i bimbi sono rimasti ad osservare la pianta sperando si aprisse immediatamente dopo averle dato da bere!!!

La procedura per cominciare a prendersi cura di lei infatti è molto semplice.
Basterà riempire con mezzo centimetro d’acqua tiepida un sottovaso o un piattino, facendo attenzione che si bagnino bene tutte le sue radici e aspettare di guardare cosa succede.
Dopo che l’acqua sarà stata completamente assorbita potrete tornare ad ammirare il processo con cui ritornerà a chiudersi su se stessa, decidendo successivamente di aspettare un po’ lasciandola disidrata o ricominciare l’intero esperimento. Qui la scusa del pollice nero non esiste, ve lo assicuro!

Altra sua caratteristica non da poco è il suo profumo molto particolare di bosco e la sua capacità di catturare i cattivi odori, motivo per il quale l’abbiamo posizionata, dopo varie indecisioni, proprio in cucina ;-).

Spero di potervi mostrare presto altre foto della piantina completamente aperta, ma nel frattempo se volete provare ad adottarne una anche voi potete trovare la Rosa di Gerico qui.
Io intanto vi saluto con un… arrivederci al prossimo verdissimo Post ;-)))) !!!

Post scritto in collaborazione con YOUGARDENER.

5 Dicembre 2018 / / Architettura

Il giardino d’inverno offre riparo alle piante e può diventare quella stanza in più da dedicare al giardinaggio o al relax che abbiamo sempre sognato.

Giardino d inverno come realizzarlo in poche mosse

Chi ha la fortuna di possedere una terrazza abbastanza ampia o un giardino, sia che abiti in città o in campagna, può pensare di installare una piccola serra e creare il proprio giardino d’inverno, vera e propria oasi verde nel grigiore invernale.

Dall’orangerie alla serra

I primi giardini d’inverno risalgono al periodo del Rinascimento, quando i progressi nell’arte vetraria permisero la costruzione di edifici dotati di ampie vetrate, che lasciavano entrare i raggi del sole, riscaldando l’ambiente anche durante i mesi freddi.

Poiché questi ambienti si usavano per ricoverare le piante d’agrumi, in Italia presero il nome di “limonaie” in Italia, di “orangerie” in Francia, e  di Orangery nel Regno Unito, dove vennero costruite le prime serre in ferro e vetro, come il celebre palazzo di vetro nei Kew Gardens.

Giardino d inverno Key Gardens Palm House

Key Gardens, Palm House, la prima costruzione in ferro e vetro di grandi dimensioni

Le caratteristiche del giardino d’inverno

Il giardino d’inverno è una struttura in cui la superficie vetrata è maggiore di quella opaca (muratura, legno, ferro): può essere ricavato nella veranda, come vi spiego in questo articolo, oppure può essere una struttura autoportante, come un gazebo, un pergolato o una serra, separata o semplicemente addossata all’abitazione. L’importante è che il giardino d’inverno sia esposto a sud e che sia dotato di serramenti apribili per la circolazione dell’aria. Può essere utilizzato semplicemente come ricovero per le piante, oppure può essere arredato e riscaldato per potervi trascorrere momenti piacevoli. In entrambi i casi, trattandosi di una serra a copertura stabile, sarà necessario ottenere il permesso di costruire, rilasciato dal proprio comune di residenza.

Giardino d inverno addossato

Le eleganti orangerie di Unopiù

Per chi desidera creare il proprio giardino d’inverno con una struttura autoportante, si raccomanda di scegliere aziende con comprovata esperienza, che forniscano garanzie sulla qualità dei prodotti. Per esempio, mi hanno molto colpita le bellissime serre della collezione Floralia di Unopiù. Eleganti, con profili sottili e lineari color grafite, stanno benissimo sia in giardini classici che moderni, sia nella versione addossata all’edificio sia in quella free standing.

Giardino d inverno free standing

Realizzate in ferro zincato verniciato a polvere, hanno la copertura in resistente policarbonato, texturizzato per garantire l’adeguata ombreggiatura in estate. Inoltre, i pannelli vetrati si aprono a compasso, per poter arieggiare senza perdere spazio all’interno: questo stratagemma permette di sfruttare le pareti per montare delle mensole per le piante più piccole.

Giardino d inverno serra unopiù

Stile, qualità e maestria artigiana d’altri tempi

Unopiù è un’azienda fiore all’occhiello del Made in Italy, che proprio nel 2018 festeggia il 40° anno d’attività. Specializzata nella produzione di arredi , complementi e strutture per esterni, Unopiù è diventato, grazie allo stile raffinato, alla qualità delle materie prime e alla maestria artigiana delle lavorazioni, il principale brand di riferimento nel settore, in Italia e in Europa.


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1 Ottobre 2018 / / ChiccaCasa



In ambito botanico questo è l’anno del kokedama. Una tradizione giapponese che vuole le piante più piccole, poste in una sfera di terra e muschio, anziché in vaso. Questa nuova veste delle piante è impazzata su web, diventando una vera e propria tendenza! Sono la prima ad ammettere di essermene innamorata sin dalla prima foto vista su Pinterest!

Puoi comprarli dal fioraio!
Sono composti da una sfera di terricci speciali e uno strato esterno di muschio, attaccato alla terra attraverso vari giri di spago.

Puoi agganciarli al soffitto e lasciarli sospesi, o appoggiarli su un piano (la prima versione è la mia preferita!).
I kokedama sono perfetti per le baby plants ed hanno davvero un grande potere decorativo!

Per innaffiarli basta immergerli per un po’ in un contenitore, per poi strizzarli delicatamente. Originale, non trovi?

Ma che si fa se la piantina del kokedama cresce troppo o appassisce? 
No, non devi necessariamente buttare tutto il pacchetto!
Segui queste istruzioni, per cambiare la piantina al tuo kokedama.

1. Libera il kokedama dagli strati di spago.


2. Apri delicatamente il kokedama in due, con le mani ed elimina la piantina e le vecchie radici.



3. Togli una porzione di terra dal cuore delle semisfere e tienila da parte.



4. Aggiungi, in rapporto 1 a 1, del terriccio universale alla terra ricavata dal kokedama. Mescola il composto ottenuto.



5. Aggiungi al composto un po’ d’acqua, impasta e fai una polpetta che possa essere chiusa all’interno delle due parti del kokedama.




6. Apri la polpetta in due e metti in sede la nuova piantina. Poi richiudi la polpetta.


7. Vaporizza le pareti interne del kokedama e poi ricomponi il tutto: avvicina le semisfere alla polpetta e tienili stretti con le mani.


8. Assicura il kokedama con dei giri di spago e nodi. E voilà, il tuo kokedama è tornato splendente!


Sul web ci sono un sacco di video ed articoli che spiegano come autoprodurre un kokedama, ma raramente si parla di come mantenerlo vivo nel tempo. Quindi, se conosci qualcuno che ha un kokedama, consigliagli questo post! 

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25 Settembre 2018 / / Idee

serre da giardinoserre da giardinoserre da giardinoserre da giardino

È in arrivo la brutta stagione ma voi non volete proprio rinunciare al vostro orto che vi permette di mangiare sano, fare conserve e, perché no, passare il tempo in maniera piacevole.

Una soluzione c’è e la potete trovare nel web: serre da giardino online.

serre da guardinoserre da giardinoserre da giardino

Ma, c’è sempre un ma, le soluzioni per quanto riguarda i materiali sono molteplici, vediamole!

Serre da giardino in vetro

Esse permettono di coltivare tutto ciò che volete ricreando le condizioni ottimali per la crescita anche quando le temperature esterne sono avverse. E non dimentichiamo la luce, indispensabile per la fotosintesi delle piante, che provenendo dal vetro antinfortunistico, permette di mantenere il giusto calore e la giusta umidità aprendo o chiudendo gli sfiatatoi.

Per l’esposizione di questo tipo di serra bisogna considerare che il sole mattutino è quello più benefico per le piante, quindi andrà messa a sud e mai sotto alberi che fanno ombra in inverno perché il sole ha meno forza in questo periodo. Se poi riusciste a riciclare l’acqua piovana, magari accostando la serra a un punto dove cade, sarebbe proprio l’ideale per il risparmio idrico.

E la manutenzione è semplice perché basterà tenere puliti i vetri, sostituirli se si rompono ed eventualmente, trattare le superfici che costituiscono lo scheletro della serra con prodotti conservanti.

serre da giardinoserre da giardinoserre da giardino

Serre da giardino in PVC

Parlando di coperture plastiche possiamo dire che ve ne sono di rigide, di semi-rigide o a film plastici. Esse sono anche resistenti, leggere, maneggevoli ed economiche però hanno una durata limitata nel tempo, spesso vanno frazionate per via delle deformazioni che subiscono e trattengono meno calore del vetro. Questo però varia in base allo spessore del materiale plastico che, più sarà rigido e più si assimilerà al vetro in quanto a caratteristiche.

serre da giardino  serre da giardinoserre da giardino

Serre da giardino in policarbonato

Serre leggere ma resistenti, più leggere del vetro e con un punto di rottura più alto (si rompe meno facilmente). Possono essere alveolari (costituite da vari pannelli) oppure compatte con lastre di spessore diverso per ottimizzare l’isolamento termico con proprietà anti UV. Ulteriori vantaggi di questo materiale sono la resistenza agli urti, la flessibilità e la garanzia contro l’ingiallimento tipico della plastica.

Anche queste serre necessitano di manutenzione e pulizia, soprattutto all’interno per evitare il proliferare di funghi e muffe. Inoltre, non bisogna trascurare di oliare tutti i cardini che di porte e sfiatatoi.

serre da giardino

Dopo questa breve panoramica sui tipi di serra in commercio, potrete coltivare i vostri ortaggi preferiti anche con delle temperature esterne non ottimali.

L’articolo Serre da giardino: i materiali proviene da Architettura e design a Roma.

17 Settembre 2018 / / Architettura

Elegante, armonioso, suggestivo: il giardino giapponese esprime il perfetto equilibrio tra l’uomo e la natura.

Daigo-ji Kyoto Giappone

Avete sempre sognato di allestire un giardino in stile giapponese, ma non sapete da dove cominciare? Ecco una piccola guida che può aiutarvi ad orientarvi e a compiere i primi passi. La prima cosa che dovete sapere, è che non è necessario disporre di spazi enormi per avere un giardino giapponese: può bastare un patio interno, un fazzoletto di terreno nel retro della casa, un’aiuola all’ingresso. Inoltre è molto più facile da realizzare e meno costoso di un giardino all’occidentale.

Tipologie di giardini giapponesi

Esistono diverse tipologie di giardino giapponese: le loro origini si perdono nella notte dei tempi, e nel corso della storia hanno subito le influenze culturali e religiose delle varie epoche.

In estrema sintesi, si possono così riassumere:

  1. Chisen: sono i giardini più grandi e lussuosi, nati nei palazzi imperiali. La loro caratteristica principale è la presenza di stagni con percorsi collegati dai tipici ponti di legno.
  2. Roji, o giardino del tè: molto semplice, circonda la casa del tè o Chaniwa. Delimitato da una recinzione, ha sempre un sentiero (tobiishi ) realizzato con pietre piatte (nobedan) e gli unici manufatti ammessi sono  i bacili in pietra per purificarsi e le lanterne di pietra che rischiarano il cammino che conduce alla casa del tè.
giardino giapponese Chaniwa giardino del te
  1. Karesansui, impropriamente denominati giardini zen, furono introdotti in Giappone dai monaci buddisti. Sono i giardini più semplici in assoluto, composti esclusivamente da ghiaia e pietre.

Giardino-giapponese secco Karesansui detto zen

  1. Tsuboniwa sono minuscoli giardini urbani, inseriti nei cortili interni o tra le case a schiera

Giardino-giapponese urbano Tsuboniwa

Progettazione

Prima di cominciare a progettare il giardino giapponese, vi consiglio di documentarvi sulla filosofia che impregna questi manufatti. La sensazione di ordine, armonia e pace è infatti il risultato di una saggezza antica che attribuisce un significato ad ogni elemento. Semplificando, il giardino giapponese riproduce in miniatura una versione astratta e stilizzata del paesaggio ideale. Le rocce simboleggiano montagne o isole; la ghiaia rappresenta l’acqua, e così via. Tutto dovrà essere disposto seguendo uno schema che faccia apparire il giardino allo stesso tempo naturale ma non selvaggio, in cui l’intervento umano non viene percepito. I principi più importanti nella progettazione di un giardino giapponese sono l’asimmetria, il contrasto e la disparità. In questa fase è opportuno consultare un giardiniere professionista, che saprà darvi le indicazioni adeguate: andranno rimossi elementi preesistenti, si dovrà creare un letto per la ghiaia, il drenaggio, stabilire percorsi e scegliere piante e arbusti.

Elementi, piante e colori

Il giardino più semplice è il Karesansui, formato da rocce e ghiaia e circondato da un percorso in pietra che facilita l’operazione della rastrellatura della ghiaia. Le pietre, in numero dispari, devono essere proporzionate alla dimensione del giardino. Vanno collocate in modo da essere viste per intero da ogni visuale: bandita la simmetria, posizionatele in verticale e in orizzontale, formando gruppi a partire da una pietra dominante sulle altre. Questo tipo di giardino può essere riprodotto in qualsiasi dimensione, a partire da quello in miniatura da salotto.

Giardino giapponese

Per un giardino più articolato, il mio consiglio è quello di cominciare allestendo un’area Karesansui e di circondarla con rocce e del verde. Il prato è sostituito da un tappeto di muschio o di ginepro strisciante, che ricopre il terreno e le rocce. Il colore dominante é il verde: sono concesse macchie di rosso, arancione, rosa e bianco. Scegliete aceri, pini, bambù, camelie del Giappone, glicine, ciliegi e pruni. Se poi amate l’acqua, potete ricavare uno stagno da rifinire con bordi di pietre, e da popolare con canne acquatiche e le bellissime carpe koi. Gli unici elementi decorativi concessi sono le lanterne e i bacili in pietra.

Manutenzione

Pur essendo minimalista, anche il giardino giapponese ha bisogno di manutenzione. Oltre alle normali operazioni di pulizia, va dedicata una cura particolare alla potatura. Ogni albero e arbusto va potato con perizia per assicurare fioriture abbondanti e per mantenere le particolari forme cesellate tipiche dei giardini giapponesi.


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