Spazi verdi belli tutto l’anno

Pubblicato da blog ospite in Dettagli Home Decor, Idee

La manutenzione di un giardino dove predomina il verde si basa su diversi interventi periodici all’anno ben mirati. Taglio regolare del prato da metà primavera a fine estate; potatura meccanica delle siepi ogni due mesi, a eccezione di quelli invernali; in autunno, raccolta delle foglie che cadono dagli alberi.  In realtà c’è qualcosa da fare in ogni mese dell’anno, ma soprattutto in primavera e autunno è importante prestare maggiore attenzione al giardino.

Per la cura e la manutenzione del giardino non occorre essere un esperto giardiniere ma per ottenere un buon risultato, il consiglio è di affidare questo lavoro alle mani di un professionista.

Sapevi che è possibile assumere i giardinieri per occuparsi del tuo giardino tutto l’anno? Diversi giardinieri propongono infatti un “abbonamento” al fine di programmare in anticipo i lavori necessari per il giardino e risparmiare sul costo totale.

Dalla progettazione alla manutenzione, dalla potatura alla semina, dalla rimozione delle erbacce alla cura delle malattie degli alberi e delle piante, il giardiniere svolge tutti questi compiti sfruttando le sue competenze e con gli attrezzi giusti. Una soluzione indubbiamente vantaggiosa se vuoi mantenere sempre in ordine e ben curato il tuo giardino.

Per godere di spazi verdi belli tutto l’anno, la cura del prato è senza dubbio quella che merita più attenzione, anche se spesso viene sottovalutata. Il prato necessita infatti di una manutenzione costante e un bravo giardiniere saprà prendersene cura al tuo posto o consigliarti delle alternative se necessarie.

Quando il giardino è vissuto anche dai nostri amici a quattro zampe, mantenere sempre bello un prato naturale diventa un’operazione davvero impossibile così, per ovviare al problema, l’alternativa è di scegliere un prato artificiale, perché non solo necessita di poca manutenzione ma è anche resistente allo strappo.  E’ una soluzione adatta anche in presenza di bambini, infatti, test di qualità garantiscono la sua atossicità e la sicurezza in caso di cadute.

Prato sintetico: costi e vantaggi

I prezzi del prato sintetico dipendono dalla dimensione, dai materiali e dalla manodopera necessaria per la posa. Per calcolarli con precisione è necessario chiedere un preventivo agli esperti. In generale, il prezzo va da 55 a 110 € al mq, incluso la posa.

I costi iniziali del prato sintetico sono superiori rispetto a quello tradizionale, ma se viene posato correttamente e si sceglie un materiale di qualità, il prato dura almeno 10 anni.

I vantaggi? Non occorre irrigarlo, concimarlo e riseminarlo in primavera. Inoltre, non si forma il fango quando piove, nessun insetto indesiderato e in estate il manto erboso risulterà più fresco rispetto a quello naturale. Durante l’inverno il prato finto non si danneggia, la neve si scioglie naturalmente e il ghiaccio si rimuove facilmente.

La posa del prato sintetico non è difficile e non richiede un intervento invasivo, ma se ti affidi ad un professionista potrai ottenere prezzi più vantaggiosi e un risultato più duraturo, con una maggiore resa estetica.

Inoltre, per risparmiare ulteriormente, da quest’anno il prato sintetico può essere incluso nel Bonus verde!

Bonus Verde: cos’è e chi sono gli aventi diritto

Prorogato per tutto il 2019, è una detrazione fiscale al 36% nel limite massimo di 5.000 euro, delle spese sostenute per gli interventi di sistemazione di giardini, balconi e terrazzi di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze e recinzioni, nonché la realizzazione di impianti di irrigazione e pozzi. Sono inoltre comprese le spese per la realizzazione di coperture verdi e giardini pensili.

Il bonus Verde spetta a privati e condomini che a partire dal 1 gennaio 2019 ed entro il 31 dicembre 2019, sostengono spese per la sistemazione del verde, il recupero del verde di giardini di interesse storico, la fornitura di piante o arbusti, la riqualificazione di prati, le grandi potature, la sostituzione di una siepe e il rifacimento di impianti di irrigazione.

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Giardinaggio di primavera: i 7 lavori da fare a marzo

Pubblicato da Eleonora Caseri in Architettura, Blog Arredamento

Finalmente arriva la primavera! Le giornate si allungano, il sole diventa più caldo e la natura si risveglia: quale miglior occasione per fare un po’ di giardinaggio? Che tu decida di mettere alla prova il tuo pollice verde o di affidarti a giardinieri professionisti, non farti cogliere (giusto per stare in tema) impreparato. Scopri quali sono le cose da fare in giardino nel mese di marzo, con alcuni consigli pratici e un piccolo approfondimento sul Bonus Verde.
Prato camminamento bordato da fiori

Sistemare il giardino in primavera: viva il fai da te!

Prendersi cura del giardino in primavera è il primo passo per godere di uno spazio verde sano e rigoglioso anche durante l’estate. Se è buona norma fare manutenzione tutto l’anno, l’arrivo di marzo inaugura la grande stagione dei lavori di sistemazione, concimazione, potatura e semina delle aree verdi.

  1. Rimuovi i teli protettivi che hai utilizzato durante l’inverno. Controlla che umidità e condensa non abbiano creato muffe, cambia i vasi se sono diventati troppo piccoli, elimina le foglie secche e prepara le piante riproducibili per talea.
  2. Occupati della potatura delle piante e degli arbusti prima del risveglio primaverile. Elimina i rami che non ricevono abbastanza luce; una potatura corretta stimola la nascita di nuove gemme, la fioritura e la produzione di frutti. Secondo gli esperti, marzo è il mese perfetto per potare le rose.
  3. Prepara le aiuole fiorite: elimina le erbe infestanti avendo cura di rimuovere completamente le radici. Smuovi bene il terreno e rompi le zolle per ossigenare la terra. Scegli la forma dell’aiuola e crea una bordatura decorativa utilizzando sassi, mattoni o paletti. Ricorda di scegliere piante adatte all’esposizione (sole pieno, mezzo sole o ombra).
  4. Concima il terreno prima della ripresa vegetativa per assicurare all’apparato radicale il giusto apporto di nutrienti. Scegli il concime più adatto alle caratteristiche della vegetazione, preferendo i concimi naturali e organici a quelli chimici (soprattutto se poi coglierai e mangerai i frutti delle piante!).
  5. Rigenera il prato. Controlla lo stato in cui versa il tappeto erboso dopo l’inverno (sì, anche i prati si stressano!). Esegui un taglio basso per arieggiare il terreno, concima la terra e procedi alla risemina delle zone diradate quando le temperature superano i 10 gradi. Scegli un miscuglio di sementi uguale a quello già radicato.
  6. Metti a dimora i bulbi estivi e interra quelli primaverili, che sono fioriti in casa. Abbi cura di piantarli ad una profondità almeno doppia rispetto al loro diametro e annaffiali per stimolare le radici. Tra le bulbose estive da piantare tra marzo e aprile troverai i gladioli, le dalie, i gigli, le calle e gli agapanthus.
  7. Semina i fiori che sbocceranno in estate. Ecco cosa puoi seminare all’aperto quando marzo è mite: bocca di leone, delphinium, ipomea e calendula. Se proprio non riesci ad aspettare la fioritura estiva, compra piantine di fiori primaverili come le primule, le violette, le margherite, la lobelia e alcune varietà di anemoni.

Attenzione: prima di prenderti cura del giardino, assicurati che il pericolo di gelate sia davvero scampato e osserva i primi segnali che indicano la ripresa vegetativa. Il segreto sta tutto nel rispetto dei ritmi della natura!
Attrezzi da giardinaggio

Idea bonus: la preparazione del giardino in primavera passa anche dagli arredi. Rispolvera vecchie sdraio in legno o realizza un divanetto da esterno utilizzando pallet e cuscini colorati non ti serve molto per creare un angolo relax immerso nel verde!

Quanto costa un giardiniere professionista?

Non avere il pollice verde non significa dover rinunciare all’incanto di un giardino fiorito. Se non te la senti di prenderti cura delle piante, o semplicemente non sai come fare a progettarne un’area verde, puoi rivolgerti a chi ha fatto del giardinaggio il suo lavoro. La manutenzione di un giardino privato ad opera di un professionista, e ancor di più la sua creazione da zero, ha dei prezzi superiori rispetto al fai da te. Le tariffe (calcolate ad ore o a
metro quadro) variano a seconda degli interventi previsti nel progetto. Ecco una piccola tabella riassuntiva con alcune indicazioni sul costo dei giardinieri:

PREZZI INDICATIVI E TARIFFE DEI GIARDINIERI

manutenzione e interventi di base 10 – 25 € (all’ora)
progettazione giardini da 280 € a 4.000 €*
potatura piante 50 – 120 € (per pianta, in base all’altezza)

* fonte: www.habitissimo.it (il prezzo dipende dall’impresa a cui ci si rivolge, i prezzi variano da impresa a impresa e dal tipo di professionista selezionato, sia giardiniere o architetto paesaggista)

Ricorda che si tratta di prezzi indicativi, che possono variare in base a dove vivi, alla metratura del giardino e alla tipologia di intervento richiesto. Altri fattori che incidono sul preventivo sono la durata dei lavori, l’uso di strumenti specifici e il grado di esperienza del professionista.

Chiedere l’aiuto di un giardiniere, però, ha anche i suoi vantaggi. Per tutto il 2019, chi intraprende lavori di manutenzione del verde può godere delle agevolazioni del Bonus Verde. Consulta il sito dell’Agenzia delle Entrate per trovare tutte le informazioni utili (come richiederlo, quali spese vi rientrano, la percentuale di detrazioni fiscali).

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Piccoli giardinieri crescono con yougardener

Pubblicato da blog ospite in Idee, Paz Garden

Vi avevo promesso, su Instagram, che presto vi avrei parlato di alcune piantine che abbiamo scelto di regalare ai bimbi, per cominciare ad insegnare loro quanto sia bello e interattivo prendersi cura di un essere vivente (che non sia il solito triste pesce rosso!).
In nostro aiuto sono arrivati gli amici di YOUGARDENER, un team appassionato e fortissimo di veri amanti delle piante, che hanno messo su un sito ricco delle migliori varietà e specie, grazie anche al supporto logistico di una rete di vivaisti eccellenti e riconosciuti per l’alta qualità delle piante che producono.
Abbiamo scelto varie piante che man mano vi mostrerò, ma tra queste alcune spiccano per originalità e livello di interazione possibile con i bambini.
Oggi ad esempio vi parlo della falsa Rosa di Gerico, il cui vero nome è Selaginella lepidophylla, che conosciuta anche come pianta della resurrezione, è capace di dar vita ad un vero e proprio spettacolo super affascinate per i bimbi.
Pianta tipica del Medio Oriente, si dice sia stata importata dalla Terra Santa, per via delle sue proprietà magiche.
La sua caratteristica principale è di richiudersi completamente nel momento in cui si trova a vivere un periodo di siccità, per poi riaprirsi e sbocciare come fosse un fiore non appena riesce a recuperare qualche goccia d’acqua o anche solo più umidità nell’aria che respira.
Inutile dirvi quanto tempo i bimbi sono rimasti ad osservare la pianta sperando si aprisse immediatamente dopo averle dato da bere!!!

La procedura per cominciare a prendersi cura di lei infatti è molto semplice.
Basterà riempire con mezzo centimetro d’acqua tiepida un sottovaso o un piattino, facendo attenzione che si bagnino bene tutte le sue radici e aspettare di guardare cosa succede.
Dopo che l’acqua sarà stata completamente assorbita potrete tornare ad ammirare il processo con cui ritornerà a chiudersi su se stessa, decidendo successivamente di aspettare un po’ lasciandola disidrata o ricominciare l’intero esperimento. Qui la scusa del pollice nero non esiste, ve lo assicuro!

Altra sua caratteristica non da poco è il suo profumo molto particolare di bosco e la sua capacità di catturare i cattivi odori, motivo per il quale l’abbiamo posizionata, dopo varie indecisioni, proprio in cucina ;-).

Spero di potervi mostrare presto altre foto della piantina completamente aperta, ma nel frattempo se volete provare ad adottarne una anche voi potete trovare la Rosa di Gerico qui.
Io intanto vi saluto con un… arrivederci al prossimo verdissimo Post ;-)))) !!!

Post scritto in collaborazione con YOUGARDENER.

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Giardino d’inverno: come realizzarlo in poche mosse

Pubblicato da blog ospite in Architettura, La Gatta Sul Tetto

Il giardino d’inverno offre riparo alle piante e può diventare quella stanza in più da dedicare al giardinaggio o al relax che abbiamo sempre sognato.

Giardino d inverno come realizzarlo in poche mosse

Chi ha la fortuna di possedere una terrazza abbastanza ampia o un giardino, sia che abiti in città o in campagna, può pensare di installare una piccola serra e creare il proprio giardino d’inverno, vera e propria oasi verde nel grigiore invernale.

Dall’orangerie alla serra

I primi giardini d’inverno risalgono al periodo del Rinascimento, quando i progressi nell’arte vetraria permisero la costruzione di edifici dotati di ampie vetrate, che lasciavano entrare i raggi del sole, riscaldando l’ambiente anche durante i mesi freddi.

Poiché questi ambienti si usavano per ricoverare le piante d’agrumi, in Italia presero il nome di “limonaie” in Italia, di “orangerie” in Francia, e  di Orangery nel Regno Unito, dove vennero costruite le prime serre in ferro e vetro, come il celebre palazzo di vetro nei Kew Gardens.

Giardino d inverno Key Gardens Palm House

Key Gardens, Palm House, la prima costruzione in ferro e vetro di grandi dimensioni

Le caratteristiche del giardino d’inverno

Il giardino d’inverno è una struttura in cui la superficie vetrata è maggiore di quella opaca (muratura, legno, ferro): può essere ricavato nella veranda, come vi spiego in questo articolo, oppure può essere una struttura autoportante, come un gazebo, un pergolato o una serra, separata o semplicemente addossata all’abitazione. L’importante è che il giardino d’inverno sia esposto a sud e che sia dotato di serramenti apribili per la circolazione dell’aria. Può essere utilizzato semplicemente come ricovero per le piante, oppure può essere arredato e riscaldato per potervi trascorrere momenti piacevoli. In entrambi i casi, trattandosi di una serra a copertura stabile, sarà necessario ottenere il permesso di costruire, rilasciato dal proprio comune di residenza.

Giardino d inverno addossato

Le eleganti orangerie di Unopiù

Per chi desidera creare il proprio giardino d’inverno con una struttura autoportante, si raccomanda di scegliere aziende con comprovata esperienza, che forniscano garanzie sulla qualità dei prodotti. Per esempio, mi hanno molto colpita le bellissime serre della collezione Floralia di Unopiù. Eleganti, con profili sottili e lineari color grafite, stanno benissimo sia in giardini classici che moderni, sia nella versione addossata all’edificio sia in quella free standing.

Giardino d inverno free standing

Realizzate in ferro zincato verniciato a polvere, hanno la copertura in resistente policarbonato, texturizzato per garantire l’adeguata ombreggiatura in estate. Inoltre, i pannelli vetrati si aprono a compasso, per poter arieggiare senza perdere spazio all’interno: questo stratagemma permette di sfruttare le pareti per montare delle mensole per le piante più piccole.

Giardino d inverno serra unopiù

Stile, qualità e maestria artigiana d’altri tempi

Unopiù è un’azienda fiore all’occhiello del Made in Italy, che proprio nel 2018 festeggia il 40° anno d’attività. Specializzata nella produzione di arredi , complementi e strutture per esterni, Unopiù è diventato, grazie allo stile raffinato, alla qualità delle materie prime e alla maestria artigiana delle lavorazioni, il principale brand di riferimento nel settore, in Italia e in Europa.


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Come cambiare piantina ad un kokedama

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa, Idee


In ambito botanico questo è l’anno del kokedama. Una tradizione giapponese che vuole le piante più piccole, poste in una sfera di terra e muschio, anziché in vaso. Questa nuova veste delle piante è impazzata su web, diventando una vera e propria tendenza! Sono la prima ad ammettere di essermene innamorata sin dalla prima foto vista su Pinterest!

Puoi comprarli dal fioraio!
Sono composti da una sfera di terricci speciali e uno strato esterno di muschio, attaccato alla terra attraverso vari giri di spago.

Puoi agganciarli al soffitto e lasciarli sospesi, o appoggiarli su un piano (la prima versione è la mia preferita!).
I kokedama sono perfetti per le baby plants ed hanno davvero un grande potere decorativo!

Per innaffiarli basta immergerli per un po’ in un contenitore, per poi strizzarli delicatamente. Originale, non trovi?

Ma che si fa se la piantina del kokedama cresce troppo o appassisce? 
No, non devi necessariamente buttare tutto il pacchetto!
Segui queste istruzioni, per cambiare la piantina al tuo kokedama.

1. Libera il kokedama dagli strati di spago.


2. Apri delicatamente il kokedama in due, con le mani ed elimina la piantina e le vecchie radici.



3. Togli una porzione di terra dal cuore delle semisfere e tienila da parte.



4. Aggiungi, in rapporto 1 a 1, del terriccio universale alla terra ricavata dal kokedama. Mescola il composto ottenuto.



5. Aggiungi al composto un po’ d’acqua, impasta e fai una polpetta che possa essere chiusa all’interno delle due parti del kokedama.




6. Apri la polpetta in due e metti in sede la nuova piantina. Poi richiudi la polpetta.


7. Vaporizza le pareti interne del kokedama e poi ricomponi il tutto: avvicina le semisfere alla polpetta e tienili stretti con le mani.


8. Assicura il kokedama con dei giri di spago e nodi. E voilà, il tuo kokedama è tornato splendente!


Sul web ci sono un sacco di video ed articoli che spiegano come autoprodurre un kokedama, ma raramente si parla di come mantenerlo vivo nel tempo. Quindi, se conosci qualcuno che ha un kokedama, consigliagli questo post! 

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Serre da giardino: i materiali

Pubblicato da blog ospite in Idee, Non Ditelo all'Architetto

serre da giardinoserre da giardinoserre da giardinoserre da giardino

È in arrivo la brutta stagione ma voi non volete proprio rinunciare al vostro orto che vi permette di mangiare sano, fare conserve e, perché no, passare il tempo in maniera piacevole.

Una soluzione c’è e la potete trovare nel web: serre da giardino online.

serre da guardinoserre da giardinoserre da giardino

Ma, c’è sempre un ma, le soluzioni per quanto riguarda i materiali sono molteplici, vediamole!

Serre da giardino in vetro

Esse permettono di coltivare tutto ciò che volete ricreando le condizioni ottimali per la crescita anche quando le temperature esterne sono avverse. E non dimentichiamo la luce, indispensabile per la fotosintesi delle piante, che provenendo dal vetro antinfortunistico, permette di mantenere il giusto calore e la giusta umidità aprendo o chiudendo gli sfiatatoi.

Per l’esposizione di questo tipo di serra bisogna considerare che il sole mattutino è quello più benefico per le piante, quindi andrà messa a sud e mai sotto alberi che fanno ombra in inverno perché il sole ha meno forza in questo periodo. Se poi riusciste a riciclare l’acqua piovana, magari accostando la serra a un punto dove cade, sarebbe proprio l’ideale per il risparmio idrico.

E la manutenzione è semplice perché basterà tenere puliti i vetri, sostituirli se si rompono ed eventualmente, trattare le superfici che costituiscono lo scheletro della serra con prodotti conservanti.

serre da giardinoserre da giardinoserre da giardino

Serre da giardino in PVC

Parlando di coperture plastiche possiamo dire che ve ne sono di rigide, di semi-rigide o a film plastici. Esse sono anche resistenti, leggere, maneggevoli ed economiche però hanno una durata limitata nel tempo, spesso vanno frazionate per via delle deformazioni che subiscono e trattengono meno calore del vetro. Questo però varia in base allo spessore del materiale plastico che, più sarà rigido e più si assimilerà al vetro in quanto a caratteristiche.

serre da giardino  serre da giardinoserre da giardino

Serre da giardino in policarbonato

Serre leggere ma resistenti, più leggere del vetro e con un punto di rottura più alto (si rompe meno facilmente). Possono essere alveolari (costituite da vari pannelli) oppure compatte con lastre di spessore diverso per ottimizzare l’isolamento termico con proprietà anti UV. Ulteriori vantaggi di questo materiale sono la resistenza agli urti, la flessibilità e la garanzia contro l’ingiallimento tipico della plastica.

Anche queste serre necessitano di manutenzione e pulizia, soprattutto all’interno per evitare il proliferare di funghi e muffe. Inoltre, non bisogna trascurare di oliare tutti i cardini che di porte e sfiatatoi.

serre da giardino

Dopo questa breve panoramica sui tipi di serra in commercio, potrete coltivare i vostri ortaggi preferiti anche con delle temperature esterne non ottimali.

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Giardino giapponese, come realizzarlo a casa tua

Pubblicato da blog ospite in Architettura, La Gatta Sul Tetto

Elegante, armonioso, suggestivo: il giardino giapponese esprime il perfetto equilibrio tra l’uomo e la natura.

Daigo-ji Kyoto Giappone

Avete sempre sognato di allestire un giardino in stile giapponese, ma non sapete da dove cominciare? Ecco una piccola guida che può aiutarvi ad orientarvi e a compiere i primi passi. La prima cosa che dovete sapere, è che non è necessario disporre di spazi enormi per avere un giardino giapponese: può bastare un patio interno, un fazzoletto di terreno nel retro della casa, un’aiuola all’ingresso. Inoltre è molto più facile da realizzare e meno costoso di un giardino all’occidentale.

Tipologie di giardini giapponesi

Esistono diverse tipologie di giardino giapponese: le loro origini si perdono nella notte dei tempi, e nel corso della storia hanno subito le influenze culturali e religiose delle varie epoche.

In estrema sintesi, si possono così riassumere:

  1. Chisen: sono i giardini più grandi e lussuosi, nati nei palazzi imperiali. La loro caratteristica principale è la presenza di stagni con percorsi collegati dai tipici ponti di legno.
  2. Roji, o giardino del tè: molto semplice, circonda la casa del tè o Chaniwa. Delimitato da una recinzione, ha sempre un sentiero (tobiishi ) realizzato con pietre piatte (nobedan) e gli unici manufatti ammessi sono  i bacili in pietra per purificarsi e le lanterne di pietra che rischiarano il cammino che conduce alla casa del tè.
giardino giapponese Chaniwa giardino del te
  1. Karesansui, impropriamente denominati giardini zen, furono introdotti in Giappone dai monaci buddisti. Sono i giardini più semplici in assoluto, composti esclusivamente da ghiaia e pietre.

Giardino-giapponese secco Karesansui detto zen

  1. Tsuboniwa sono minuscoli giardini urbani, inseriti nei cortili interni o tra le case a schiera

Giardino-giapponese urbano Tsuboniwa

Progettazione

Prima di cominciare a progettare il giardino giapponese, vi consiglio di documentarvi sulla filosofia che impregna questi manufatti. La sensazione di ordine, armonia e pace è infatti il risultato di una saggezza antica che attribuisce un significato ad ogni elemento. Semplificando, il giardino giapponese riproduce in miniatura una versione astratta e stilizzata del paesaggio ideale. Le rocce simboleggiano montagne o isole; la ghiaia rappresenta l’acqua, e così via. Tutto dovrà essere disposto seguendo uno schema che faccia apparire il giardino allo stesso tempo naturale ma non selvaggio, in cui l’intervento umano non viene percepito. I principi più importanti nella progettazione di un giardino giapponese sono l’asimmetria, il contrasto e la disparità. In questa fase è opportuno consultare un giardiniere professionista, che saprà darvi le indicazioni adeguate: andranno rimossi elementi preesistenti, si dovrà creare un letto per la ghiaia, il drenaggio, stabilire percorsi e scegliere piante e arbusti.

Elementi, piante e colori

Il giardino più semplice è il Karesansui, formato da rocce e ghiaia e circondato da un percorso in pietra che facilita l’operazione della rastrellatura della ghiaia. Le pietre, in numero dispari, devono essere proporzionate alla dimensione del giardino. Vanno collocate in modo da essere viste per intero da ogni visuale: bandita la simmetria, posizionatele in verticale e in orizzontale, formando gruppi a partire da una pietra dominante sulle altre. Questo tipo di giardino può essere riprodotto in qualsiasi dimensione, a partire da quello in miniatura da salotto.

Giardino giapponese

Per un giardino più articolato, il mio consiglio è quello di cominciare allestendo un’area Karesansui e di circondarla con rocce e del verde. Il prato è sostituito da un tappeto di muschio o di ginepro strisciante, che ricopre il terreno e le rocce. Il colore dominante é il verde: sono concesse macchie di rosso, arancione, rosa e bianco. Scegliete aceri, pini, bambù, camelie del Giappone, glicine, ciliegi e pruni. Se poi amate l’acqua, potete ricavare uno stagno da rifinire con bordi di pietre, e da popolare con canne acquatiche e le bellissime carpe koi. Gli unici elementi decorativi concessi sono le lanterne e i bacili in pietra.

Manutenzione

Pur essendo minimalista, anche il giardino giapponese ha bisogno di manutenzione. Oltre alle normali operazioni di pulizia, va dedicata una cura particolare alla potatura. Ogni albero e arbusto va potato con perizia per assicurare fioriture abbondanti e per mantenere le particolari forme cesellate tipiche dei giardini giapponesi.


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I MAESTRI DEL PAESAGGIO 2018 landscape, garden & design

Pubblicato da blog ospite in Architettura, News, Room by Room
L’edizione 2018 si presenta in maniera differente dalle precedenti, viene proposto un ritorno dal generale al particolare, ripartendo dal vocabolario caleidoscopico di cui si compone il Paesaggio, ovvero dalle “parole” originarie poste alla base della natura e di qualsiasi “narrazione” di paesaggio: le piante. I miliardi di piante presenti oggi sul pianeta giocano un ruolo fondamentale per il miglioramento delle condizioni microclimatiche, per contrastare l’inquinamento, consolidare il suolo e regimare i corsi delle acque. Prelevate dal loro ambito naturale, tuttavia, e invitate a diventare la materia prima naturale per la realizzazione di un giardino, di un parco, di un paesaggio urbano a piccola o grande scala, spesso non riescono a rivestire lo stesso ruolo di protagoniste che hanno in natura.Infatti, le piante, una volta sottratte dal loro habitat naturale selvaggio, o dalla natura addomesticata di un vivaio, per ripartire come protagoniste della nuova vita, hanno bisogno del supporto di un’azione consapevole e fondamentale che le aiuti: il progetto.
PIAZZA VECCHIA
Per l’ottava edizione della Green Square, l’allestimento trasforma Piazza Vecchia e i diversi angoli di Città Alta in uno straordinario giardino. Protagonista è Piet Oudolf, riconosciuto a livello internazionale come il maestro del plant design, protagonista di un nuovo movimento, il New Perennial, che predilige nel giardinaggio l’utilizzo di fiori ed erbe perenni.

Paesaggista Olandese, la voce più importante di un nuovo movimento nell’utilizzo delle erbe e dei fiori perenni. Ha realizzato centinaia di giardini pubblici e privati in tutto il mondo. Tra i più celebri ricordiamo la High Line di New York e il Lurie Garden al Millennium Park di Chicago, le istallazioni temporanee alla Biennale di Venezia e al Serpentine Gallery Pavilion.

Probabilmente la figura più importante del giardinaggio moderno. I suoi paesaggi, sapientemente composti, evocano il passato del luogo, celebrando l’estetica del mondo vegetale e invitando il visitatore a fermarsi, osservare, riflettere.

Profondo conoscitore del comportamento delle piante, Oudolf progetta paesaggi accostando diverse specie di piante e valorizzandone le specifiche metamorfosi in ogni periodo dell’anno, anche prima e dopo la fioritura.
PORTICO DELLA BIBLIOTECA ANGELO MAI
Il progetto di Zenucchi arredamento si è ispirato al tema guida della manifestazione I Maestri del Paesaggio: PLANT LANDSCAPE, un ritorno dal generale al particolare, ripartendo dalle “parole” originarie poste alla base della natura e di qualsiasi “narrazione” di paesaggio: le piante ed i fiori. Grazie alla preziosa collaborazione con Kettal, è stato allestito il portico della Biblioteca progettando ambientazioni outdoor con l’inserimento di arredi di design firmati da architetti internazionali come Patricia Urquiola e Rodolfo Dordoni.

La location si affaccia su Piazza Vecchia, trasformata per l’occasione in uno straordinario giardino che accoglie diverse specie di piante e fiori settembrini. Di fronte ad un panorama simile, l’allestimento di Zenucchi non poteva non avere un legame con il concept intrapreso da Piet Oudolf. Le alte piante che l’anno scorso hanno caratterizzato il portico della Biblioteca, quest’anno lasciano il posto a graminacee e fiori settembrini, sempre accolti dai vasi di Atelier Vierkant: un tocco di colore dato dalla natura stessa.

Gli arbusti vengono invece posti in alto: il verde pende dal cielo grazie a strutture circolari in specchio sospese che accolgono diverse tipologie di piante. L’allestimento di Zenucchi arredamento nasce quindi dalle “parole” originarie che quest’anno stanno alla base di tutta la narrazione della manifestazione: piante e fiori sono i protagonisti del Portico e gli arredi contribuiscono a creare un ambiente in cui queste “parole” possono esprimersi.Proprio per questo motivo sono stati scelti colori tenui e neutrali per gli arredi Kettal, che riprendono i toni del cielo e del prato, per creare uno sfondo in cui il colore si manifesta tramite i fiori: una sola vivace nuance che dà vita alla Biblioteca Angelo Mai.
PIAZZA LORENZO MASCHERONI
Il giardino effimero che Gardenia, con Sarah Eberle e Anna Sbokou, creano quest’anno in Piazza Mascheroni, viene denominato “Mirrored Landscape – Il Paesaggio Rispecchiato”.Una Green Square che sarà il fulcro del Green Design, di cui Gardenia è media partner, che si snoda in nove luoghi, fra piazze, palazzi e cortili suggestivi.
Sarah Eberle gioca con le interazioni fra cespugli e alberi che caratterizzano l’Italia. All’estremità meridionale della piazza le combinazioni di piante riecheggiano le forme montuose; da qui partono elementi illuminanti appositamente realizzati per l’allestimento di forma tubolare, forati, che emergono dalle chiome diffondendo una luce che crea un effetto notte stellata.
In questa zona della piazza l’arredo di Ethimo della linea Flower è nei colori verde salvia e azzurro plumbago. Al centro, i mobili della stessa linea sono in un mix di rosso papavero e arancio. Le aree sotto gli alberi sono pacciamate con mulch colorati che si abbinano con gli arredi mentre dagli alberi pendono piante aeree. A rafforzare l’effetto riflettente si staglia la scultura Torus di David Harber.

L’intervento di lighting designer di Anna Sbokou gioca ad adattarsi con il paesaggio, migliorandone la percezione: gli alberi divengono dei corpi illuminanti, il grande muro di pietra si colorerà in varie tinte, in sintonia con le zone progettate da Sarah, al fine di creare un effetto riflesso di stelle e luna tra le piante. La scultura Torus, realizzata da David Harber, la scultura ha una superficie liscia e specchiata per una forma perfetta, il cerchio, ma forata al centro. L’opera in acciaio inossidabile e alta due metri, è un invito a guardare in modo diverso il paesaggio.

La pacciamatura pop sotto alberi, tavoli e sedie, il cippato di legno della inea Orgacolor di Agresta crea tappeti che definiscono gli spazi e danno continuità cromatica al progetto.
ll progetto di Obi per Piazza Mascheroni si sviluppa attraverso un percorso d’ispirazione naturale che si snoda tra la vegetazione per giungere ad un fulcro centrale. Il percorso, attraversando trasversalmente l’area di progetto, è caratterizzato da un ingresso «in punta di piedi» lungo l’arteria principale di collegamento a Piazza Vecchia e da degli ingressi secondari pavimentati. Tutt’intorno si apre una natura via via sempre più spontanea e rigogliosa, caratterizzata dall’utilizzo di piante perenni, per lo più graminacee e piante cosmopolite molto rustiche e dalla grande adattabilità.

Addentrandosi nel percorso il visitatore avrà modo di scoprire e vivere le quattro isole, che sono state pensate come aree segrete e, proprio per questo motivo, realizzate con una pavimentazione diversa per enfatizzare la differente funzione di sosta e relax. I tre accessi conducono allo snodo centrale, che è stato caratterizzato dall’ utilizzo di una pergola e vuole essere luogo di incontro e di unione tra le altre diverse esperienze, quindi un punto di snodo per raggiungere le isole di relax e contemplazione dove sostare e leggere un buon libro.

Qui trova luogo l’elemento acqua all’interno di un laghetto artificiale delimitato da piante e dalla forma irregolare, in quanto simbolo della spontaneità della natura, che si contrappone al rigore del percorso. Allontanandosi dal nucleo centrale regolare ci si addentra all’interno di una vegetazione più casuale e spontanea, ma allo stesso tempo armonica.La presenza dell’acqua, insieme a questa cornice, vuole regalare momenti di pace e serenità con l’ausilio della vegetazione che circonda l’intero progetto.
ANTICO LAVATOIO DI VIA MARIO LUPO
Un polmone verde nel cuore della città, progettato da Lucia Nusiner. Pedrali abbraccia la filosofia della manifestazione e trasforma la suggestiva piazza dell’Antico Lavatoio in un giardino conviviale, all’interno del quale arredi e vegetazione si fondono armonicamente con l’ambiente circostante.

I visitatori potranno sedersi su sedie, poltrone e sgabelli della nuova collezione Tribeca, disegnata da Mandelli Pagliarulo; prendersi una pausa dalla frenesia quotidiana sostando sul divano Reva, di Patrick Jouin o immergersi nell’atmosfera di questo angolo di Città Alta resa ancor più magica dalla luce di Giravolta e Happy Apple, lampade disegnate da Basaglia Rota Nodari.
GIARDINO DI CONDOMINIO TRESOLDI
Il Giardino Tresoldi anche quest’anno ospiterà le lampade della collezione Outdoor di Catellani&Smith, studiate per illuminare spazi esterni e terrazzi, giardini verticali e piccole o ampie aree verdi, dove si integrano nell’ambiente circostante. Vicino all’ingresso, gli archi inseriti nelle due strutture laterali sono illuminati da lampade a parete Mora e Syphasfera,che rendono l’ambiente accogliente, come un grande salotto verde.
Numerose Syphaduepassi sono inserite nelle fitte siepi che disegnano l’area interna del giardino, per illuminare il percorso ai visitatori che si inoltrano nei vialetti, dove altre versioni ‘custom’ spuntano dalle aiuole.Un suggestivo Albero di Luce completa l’arredo, simile ad un salice piangente.In una zona dedicata del giardino si accende invece Medousê, realizzata in vetro industriale lavorato a mano, qui proposta in una nuova finitura. Syphasera, Syphaduepassi, Syphasfera, More e Medousê sono alcuni degli articoli a disposizione di architetti e progettisti, per creare nuovi ambienti in cui la luce gioca in perfetta sintonia con la natura.

PORTICO DI PIAZZA DELLA CITTADELLA
Casanova Interior Designers in collaborazione con l’Architetto Katuscia Ratto e Giardini Arioldi, nel progetto che verrà presentato sotto il porticato di Piazza della Cittadella a Bergamo Alta, metteranno insieme tante piante fino a formare un Bosco: il luogo dove avranno luogo favole d’arredo.

Nell’emozionante e vibrante location verranno inseriti arredi dal sapore magico e divertente come i pouf Brioni di Kristaliadai colori discreti e naturali; ricreate zone contemplative con l’accogliente Kokoon di Royal Botania e la raffinata rusticità della collezione Nara progettata da Louis Benech per la medesima azienda; ed allestite zone più consone ad esaltare la convivialità del vivere all’aria aperta con gruppi di tavoli e sedie della collezione outdoor di Kristalia.Tutti gli ospiti che vorranno farci visita saranno accolti sotto l’elegante e raffinata copertura frangisole Opera di Pratic.

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Consigli su come sistemare un piccolo giardino

Pubblicato da blog ospite in Idee, Rooms Interior Design Lab

Premessa: il mio pollice potrebbe essere di tutti i colori dell’arcobaleno tranne che verde. Vi starete quindi chiedendo per quale motivo stia qui a scrivere di giardini, ed effettivamente non lo avrei fatto se non fosse che la mia nuova casa ne ha uno, e richiede anche parecchie attenzioni. Ho pensato quindi che potrebbe essere utile condividere le mie recenti scoperte e alcune considerazioni sul giardinaggio con chi si trova nella mia stessa situazione: mal comune mezzo gaudio, no?! E magari col tempo ci scopriremo dei provetti giardinieri!


Immagine via Pinterest
Cominciamo dicendo che questa non è esattamente la stagione ideale per mettersi a vangare e a seminare, il caldo torrido prosciuga il terreno e non permette ai semi o alle piante di avere una situazione termica ideale. I periodi dell’anno migliori sono le famose mezze stagioni, quindi aprile-maggio e settembre-ottobre, però se state pensando di mettere mano ai vostri giardini potete cominciare a pensare ora a cosa vorreste realizzare e a procurarvi il materiale per farlo. 

Detto questo, la prima cosa da fare, come sempre quando volete intervenire nelle vostre case, è un progetto. Fare le cose senza avere una meta precisa non è mai una scelta adeguata perché il risultato può rivelarsi un disastro. Questo vale sia che abbiate un giardino grande sia che ne abbiate uno piccolo, ma soprattutto in quest’ultimo caso, che è quello più comune ed è quello su cui voglio concentrarmi oggi. 

Immagine via Giardinaggio.it

Decidere come sistemare il vostro piccolo spazio verde deve necessariamente tenere conto di alcuni fattori, e  cioè il tipo di terreno (duro, soffice, acido, basico ecc…), l’esposizione al sole/vento e la disponibilità d’acqua (impianto di irrigazione). Queste tre cose sono la base da cui partire per decidere quali tipi di piante scegliere, dove piantarle e di quanta manutenzione necessiteranno. 

Attenzione se seminate o piantate qualcosa prima dell’inverno o dell’estate perché non tutte le piante sopportano bene il freddo, e non tutte sopportano bene il sole (tipo le ortensie), quindi leggete le istruzioni o chiedete a qualcuno di competente. 

È inoltre importante che decidiate che tipo di giardino volete: prato, ghiaia, rocce, aiuole e via dicendo, perché non tutti hanno bisogno delle stesse cure e un giardino trascurato imbruttisce anche la più bella delle case. Il prato di un giardino piccolo deve essere sempre ben curato, se pensate di non avere voglia o tempo quindi optate per ghiaia (o qualche altro tipo di pavimentazione) e aiuole in cui fare una composizione adeguata di piante.

Immagini via Homedit e via Pinterest

Le piante dovranno essere non enormi ma nemmeno necessariamente di piccole dimensioni, l’importante è che non siano tante e che siano ben distribuite. Se ad esempio volete un po’ di spazio per godere dell’aria aperta d’estate, magari con qualche sedia o delle sdraio, ha più senso mettere le piante sul perimetro o verso gli angoli del giardino, in modo che possiate muovervi. Al contrario, se siete amanti dei fiori e vi piace averli sempre sott’occhio potete fare l’inverso, e cioè comporre una bella aiuola al centro e lasciare il passaggio intorno. Tutto dipende dall’uso che volete fare del vostro piccolo angolo di relax.


Infine gli arredi, che ovviamente nel caso di un giardino di dimensioni contenute non devono essere ingombranti. Via libera quindi a sedie e tavolini pieghevoli in ferro battuto o legno, ma anche a quei bei salotti in rattan che si vedono in molti cataloghi, purché siano proporzionati allo spazio. Se poi volete ricavare una zona d’ombra, oltre agli ombrelloni per esterno si può scegliere tra un piccolo gazebo in ferro battuto o una pergola fatta con assi di legno, l’importante è che diano l’idea di leggerezza.

Immagine via Archzine

L’ultimo consiglio lo voglio dare a chi invece ha uno spazio esterno non facile da gestire: valutate che tutte le energie e i soldi che dovrete spendere per rimetterlo in sesto non valga il costo di giardinieri professionisti.

Se per comodità preferite invece rendere il vostro giardino un cortile utilizzando una pavimentazione per esterni, ci vediamo nel prossimo post!



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Le Piccole cose che ho imparato dalla Natura

Pubblicato da blog ospite in Idee, Paz Garden

La cosa di cui sono più profondamente grata alla Natura è sicuramente l’avermi regalato una nuova visione delle cose. Io che di discorsi filosofici non ne ho mai abbastanza, grazie a lei ho scoperto un modo per filosofeggiare facendo, creando.
Il Giardinaggio custodisce infatti, dentro di sè, questa grande magia. Se non ti sporchi le mani, nulla di incredibile e magico ti verrà rilevato. E questa è l’unica terapia, a volte, alla noia o al sentirsi sempre insoddisfatti senza capirne il perchè.
Vogliamo poi parlare della virtù della Pazienza, esercizio di attesa per nulla facile da mettere in pratica? Non esiste campo migliore di un Giardino per imparare cosa sia, e spesso basta solo un vasetto con dei semini appena innaffiati ad insegnartela, vero?

Quando si comincia ad interagire con la Natura, qualcosa cambia per sempre.
Io personalmente ho imparato e fatto mie queste bellissime Verità:

Quello che vuoi non arriva quando lo decidi tu. O quando credi sia meglio per te. Arriva con i suoi (quasi sempre giustissimi) tempi se ti sei impegnato, se hai messo in secondo piano il tuo ego, se hai ascoltato davvero i segnali intorno a te, invece che chiedere e basta.
Tutto fiorisce quando è giunto il momento.

Non serve a nulla accanirsi contro le cose che non vanno secondo i nostri piani. Forse stiamo sbagliando qualcosa. Quindi di nuovo, torniamo a sederci per osservare meglio. Con occhi più rilassati e concentrati troveremo presto il passaggio che stavamo saltando.

–  Il Tempo ha un valore inestimabile. Tutte le volte che ti ritrovi a pensare a quanto “sembra che non passi mai”, è proprio allora che fugge veloce e lontano. La fretta rende impossibile la concentrazione. E senza di lei non può esserci cura, attenzione, vera presenza o intimità. La Natura ama con calma e ha una stagione dedicata ad ogni cosa.

Tutto in Natura è costante ispirazione. Se amate la creatività, le associazioni di colore, la ricerca di forme o textures. Basta osservare una semplice (si fa per dire!) foglia e infinite idee cominceranno a frullarvi per la testa, ve lo posso assicurare.

Per avvicinarci al benessere e agli infiniti vantagggi che il Giardinaggio porta con sè, basta davvero pochissimo. Possiamo cominciare scegliendo la pianta dai colori che più amiamo, o magari farci incantare da qualche fogliame particolare. Possiamo chiedere in regalo, alla prossima occasione, una pianta o cominciare acquistando una bustina di semi. L’importante è aver fiducia, che qualcosa di bello nasce sempre quando l’ obbiettivo è diventare amici della Natura.

Anche questa volta,  il mio grazie va a SOULGREEN, una stupenda realtà tutta italiana, che crede nella diffusione di una cultura Verde che parte dai piccoli gesti, compiuti dalle persone normali, nella vita incredibilmente ordinaria di cui tutti siamo protagonisti.
La loro passione nel cercare di cambiare, poco alla volta, le nostre abitudini, lasciandoci innamorare della bellezza delle nostre nuove amiche, è incredibile e davvero degna di stima (e qui lo dico da professionista del settore!!!).
Vi ricordo anche che, nella sezione SPECIALE SELEZIONE del loro sito, trovate le schede di approfondimento su tantissime piante mediterranee e ornamentali. Tutte bellissime e ognuna di loro pronta a svelarvi curiosità e consigli tecnici su come diventare giardinieri perfetti.
Ora ditemi, a voi cosa trasmette la Natura? E le vostre piante preferite invece quali sono, vi va di cominciare a parlarne?

Post scritto in collaborazione con SOULGREEN.


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