Design






 
 
 

Per chi suona la campana?

Pubblicato da blog ospite in Design, Una casa non a caso

Fonderia Marinelli

Oggi la campana suona per noi!  Il Primo Maggio di 4 anni fa, pubblicavamo il nostro primo Post. Dopo tante riunioni di redazione, fotografie, risate, ripensamenti, momenti di creatività: eccoci qui 4 anni dopo, a scrivere ancora di architettura, casa, arredamento, arte, artigiani e stili di vita.

Anime delle campane

Anime delle campane

Le campane che abbiamo scelto da far suonare a festa per il compleanno di unacasanonacaso sono quella della più antica fonderia italiana: La Pontificia Fonderia Marinelli. 

Come al solito, sono i miei viaggi, e incontri di lavoro a darmi l’opportunità di conoscere l’Italia che mi piace, e così in un Corso di Formazione fatto per l‘Azienda Speciale Camera di Commercio di Isernia S.E.I.  ho conosciuto Pasquale Marinelli uno degli eredi di questa antica Fonderia che ha sede ad Agnone, in Molise.

La gentilezza di Pasquale e l’accoglienza premurosa e cordiale del fratello Armando mi hanno convinto a prolungare la mia presenza in Molise per avere l’occasione di visitare la Fonderia. La campana da sempre è simbolo religioso e laico di Pace, ed è proprio questa l’atmosfera che si respira in fonderia tra gli operai e in questa famiglia che porta il fardello importante di gestire una azienda di tradizione antica.  Campane ad asciugare al sole

Appena arrivati alla Fonderia abbiamo ascoltato un emozionante concerto di campane suonate da un operaio della Fonderia, ed abbiamo visitato il Museo che è stato realizzato dalla famiglia Marinelli in occasione della nomina di “patrimonio dell’umanità” da parte dell’UNESCO.

Mentre giriamo, con la guida, per le stanze del museo mi domando quanta fatica e quanta passione devono spingere i fratelli Marinelli, tutti i giorni a tenere alto il nome della tradizione italiana, combattendo con la burocrazia, la crisi, le difficoltà. Eppure qui si respira una serenità inequivocabile. Arrivano anche dei clienti dal Camerun che vorrebbero ordinare una campana per la Chiesa del villaggio dal quale provengono e anche loro sono accolti con un calore semplice, ma autentico.

Imparo che il suono limpido e squillante delle campane è dato non solo dalla qualità del Bronzo, ma anche da sapienti relazioni matematiche che definiscono le varie circonferenze della campana. Ciascuna campana è impreziosita da fregi e bassorilievi personalizzati e per eccellere in questa antica arte è necessario essere artisti, avere competenze architettoniche e progettuali, ma anche conoscere le leggi dell’acustica. Se la campana sarà montata su un edificio, anche questo dovrà possedere caratteristiche architettoniche tali da diventare una cassa armonica con potenzialità di riverberazione.

Tra le campane più importanti che sono uscite da questa fonderia ci sono il concerto di campane per  Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei (Napoli), le campane di Montecassino, le campane della Cattedrale di Buenos Aires e la campana del Giubileo 2000 “Giovannea”, commissionata da Papa Giovanni Paolo II.CAMPANA TRECCANI

Girando tra i lavori in corso troviamo in lavorazione la Campana per Expo di Milano, la Campana per i 90 anni dell’Enciclopedia Treccani, ma più di tutte mi colpisce una campana commissionata da una coppia di sposi. Sono incisi i simboli delle loro religioni diverse: cristiana ed induista,  e i simboli universali della Pace, quando sarà pronta sarà spedita ad  Houston, nella casa di questa famiglia a simboleggiare l’unità nella diversità.

                                 CAMPANA EXPO

A completare la bellezza di questa esperienza Molisana, l’accoglienza  nel B&B Locanda La Campana. 

La Locanda è un delizioso B&B di proprietà di Rosita, ingegnere, mamma e moglie di Pasquale Marinelli, è nel cuore storico di Agnone ed è un locale su due piani, curato in ogni dettaglio.

La struttura antica è stata recuperata sapientemente ed è fornita di ogni confort moderno.  Rosita ci prepara personalmente la colazione come fa con tutti i suoi ospiti, poi si siede e fa colazione con noi, prima di scappare in cantiere.

Qui in Molise, durante questi seminari, ho conosciuto altri imprenditori, nessuno di loro si è fermato e si è paralizzato per la crisi, tutti hanno lottato per tenere in piedi le loro imprese, tutti hanno continuato a fare progetti e a pensare al futuro.  Solo così con impegno quotidiano, costanza e tanto tanto sacrificio, si portano avanti i progetti e le proprie idee. Quindi Buon Primo Maggio a chi lavora e sogna ogni mattina… anche noi, vero Marina?

 

 

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Salone del Mobile 2015 – Il meglio del design danese

Pubblicato da blog ospite in Design, Nook Twelve

Sono stata così distratta ultimamente .. e ho completamente dimenticato di aggiornare il blog. Al Salone del Mobile 2015 ci sono stati molti stand nordici, ma mi sono innamorata con quelli danesi molto prima della settimana del design. Scopri perché …

Carl Hansen
Carl Hansen-1

Carl Hansen & Søn  –  Dietro ogni mobile c’è una visione, un’attenta riflessione e sapienza artigianale. Per questo loro dicono, che ogni pezzo viene con una storia. Potete vedere la dedicazione e attenzione ad ogni dettaglio in questo video qui sotto. L’artigiano sul video, che ho fatto al Salone del Mobile, è uno dei migliori nell’ azienda. Ha problemi con l’udito, ma le sue mani stanno facendo magia. La sedia è Wishbonechair disegnata da Hans Wegner.

Un video pubblicato da Ivelina R (@nooktwelve) in data: 15 Apr 2015 alle ore 09:22 PDT

 

Muuto – Il nome MUUTO viene dalla parola finlandese muutos che significa nuova prospettiva che è esattamente ciò che loro stanno cercando di fare: espandere la tradizione deldesign scandinavo con prospettive nuove e originali. E funziona così bene.

Muuto (1)

Sopra: Fiber Chair by Iskos- Berlin

  • Muuto (3)

    Rest Sofa in yellow; Silent vase in gray; Studio Pendant Lamp in dusty red

  • Muuto (2)

    Base Table, Visu chair in Oak; Studio Pendant Lamp in gray, Elevated vase in rose

 

La missione di  Normann Copenhagen è quella di creare prodotti originali, audaci e accattivanti di design semplice e contemporaneo che resiste alla prova del tempo. O in altre parole, di sfidare il pensiero convenzionale e fare lo ordinario straordinario attraverso grandi e design innovativo.

Normann Copenhagen (2)
  • Normann Copenhagen (1)
  • On the photos: Era Sofa in red; Circus Pouf in red; Era lounge chair and Era Footstool in burgundy textile; Stay sidetable in burgundy steel; Cap Table Lamp in Blush; Form Rocking Armchair in Red

 

Photos: Nook Twelve

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QUELLO CHE MI E’ VERAMENTE RIMASTO DEL SALONE DEL MOBILE [guida distratta di una blogger alle prime armi]

Pubblicato da blog ospite in Design, Una casa non è un iglù

Questo post ha tardato un po’ prima di uscire…sapevo di aver fatto migliaia di foto, ma ignoravo che non sarei mai più stata in grado di associare molte di esse ad un nome o meglio ad un marchio…Per farla breve ho tante di quelle foto sconclusionate che mi sarei voluta mettere a piangere…Mi sono detta allora: Olivia, cosa ti porti veramente dietro di questi due giorni del Design Week(end)? Il risultato è il moodboard qui sopra. Devo dire che ci sono riuscita nel mio intento di tirare fuori l’ essenza, il succo concentrato di quello che ha rappresentato per me quest’anno la Fiera del Mobile di Milano.
Che dite, potrebbe sembrare una cartolina souvenir?
Cominciamo allora a vedere in maniera ravvicinata queste 13 cose che sono entrate a far parte delle memorie  di Una casa non è un iglù

1. La poesia di installazioni inaspettate

Qui ad esempio stavo camminando nella zona di Ventura Lambrate quando mi sono imbattuta in un’emorme  rete di un pescatore che avvolgeva l’intera facciata di un palazzo…era piena di pesciolini plasticosi rimasti impigliati…inutile dire che ne ho staccati un paio e me li sono portati a casa! Ho poi scoperto che era parte dell’esposizione Animal Party che si sviluppava all’interno.


2. Designer e operatori perfettamenti abbinati agli stand



Designer? Operatori? Perfettamente in linea con il mood del prodotto esposto, vuoi per i colori vuoi per lo stile, non so chi fossero questi individui ma so solo che erano azzeccatissimi con la scenografia, e come loro ne ho visti tanti altri che per ovvi motivi non ho potuto fotografare…


3.Vedere il design in ogni dove…anche laddove non c’è


Sì, mi sono entusiasmata di fronte a questa finestra di alluminio abbinata alla bucolica pianta primaverile che le faceva da cornice. E giuro, ci ho messo un po’ per capire che non faceva parte dei nuovi trend del 2015. (E’ quello che ti può succedere dopo che vedi centinaia di stand e giri per ore ed ore con una reflex al collo)


5. Meet and matter

Tra le esposizioni del fuori salone della zona Tortona, Meet and Matter è sicuramente una di quelle che mi è piaciuta di più. La piattaforma tedesca Tutto bene  ha presentato la selezione di 20 designer i cui oggetti spaziavano dal gioiello alle evanescenti lampade a sospensione , dall’utensile per la cucina alla scrivania in marmo per l’ufficio. Una selezione variegata e davvero molto nordica.

Una bella occasione per vedere e comprare (a prezzi onesti) dell’ottimo design!


5. La stanza segreta di Ethnicraft

Immaginate uno spazio enorme, immaginate milioni di persone, di luci, di colori. Non c’è limite tra uno stand e l’altro, a volte i confini non si distinguono. Immaginate di salire uno scalino per studiare un dettaglio di un mobile (uno come tanti altri) e  di venire richiamati all’attenzione da un angolo che sembra celare qualcosa. Fate due passi, superate il caos della fiera e vi ritrovate in questa stanza. La pace! Lo stand Ethnicraft o meglio, la sua stanza segreta, come mi piace chiamarla, ha rappresentato per me un’oasi di serenità. Mi sono seduta per qualche minuto e mi sono gustata l’ambiente.Uno spazio davvero minimo, ma perfetto a mio avviso. La carta da parati a rettangolini verticali, il colore caldo del legno naturale e quelle mensole-librerie ad un’altezza macro…avevo l’impressione di stare in una dimensione parallela e fuori dalla realtà.









6. Petite Friture

So cosa state pensando, la carta da parati…All’inizio ha infastidito anche me, troppo vistosa, troppo scura, troppe foglie, (perchè poi blu?!)… poi mi ha letteralmente conquistata! Mi è piaciuto tutto di questo stand, ogni cosa  esposta l’ho trovata assolutamente bella. Nonostante lo stile decisamente nordico, Petite friture è un collettivo di designer  francesi (la maggior parte lo sono) con  una piattaforma web veramente ben strutturata, e un fornitissimo negozio on line…sarà sicuramente il mio prossimo folle investimento!
7. L’insostenibile bellezza di via Ventura 3-5-15

A Ventura Lambrate ho dato il meglio di me, me ne sono strafregata del design e mi sono concentrata sull’architettura che mi ha letteralmente ipnotizzata. Come fai a non rimanere incantato davanti a degli spazi del genere? L’intervento di riqualificazione di Via Ventura 3-5-15 da parte di Studio MAP è stato uno dei temi che mi avevano appassionato di più durante il mio percorso universitario…Grazie a questo intervento l’area dell’ex fabbrica Faema è divenuta un distretto del tutto originale: laboratori creativi, spazi coworking, gallerie d’arte e scuole. Ricordo che per il mio secondo laboratorio di progettazione mi ero parecchio ispirata all’edificio in U glass della foto qui sopra…

 



8. La tenerezza dei giovani designer 



Del Salone Satellite quello che mi è rimasto dentro è la tenerezza e la poesia, il filo conduttore della maggior parte del design esposto. Ho trovato deliziosi:
a) la macro sedia che ribalta i ruoli: “Non voglio essere una seduta, da oggi sarò scrivania!”;
b) il comodino casetta
c) il portaombrelli anomalo (scusate non ho capito come funziona)
d) la lampada versione appesa o classica piantana.

9. L’acqua di Paola Navone 
(vi garantisco che non è una nuova eau de toilette )


Una trovata geniale, soprattutto perchè questo gadget mi ha davvero salvato la vita…stavo morendo dalla sete quando vedo un simpatico uomo porgermi  questa bottiglietta d’acqua all’uscita dello stand dedicato alla nuova linea di carte da parati di Paola Navone. Le carte da parati le ho trovate interessanti, ma l’acqua vitale!!

  

10.I mille volti di un tronco




Se lo scorso anno il tronco aveva fatto la sua comparsa nel salone, quest’anno ha preso il sopravvento! Tronchi in ogni punto e in ogni dove, davanti ai divani, accanto alle poltrone, nei bagni e in veste natural o radical chic! Guardate un po’ come li hanno conciati…
1, 2, 34


10. La faticosa meta dello stand Vitra



Non so perchè ma quest’anno il mio cammino del Salone del mobile è stato motivato dalla voglia di vedere lo stand Vitra. In ogni padiglione che ho visitato, ho cercato la mappa generale per vedere quali fossero gli espositori, ma non sono mai riuscita a trovare Vitra, proseguendo la mostra con non poca frustrazione…ero curiosissima di conoscere le nuove tendenze di questa storica azienda svizzera. E poi a dirla tutta, volevo ad ogni costo, la borsa di tela che tutti, ma proprio tutti i visitatori vantavano sotto braccio.  Per un caso fortuito, quando avevo ormai perso le speranze, me lo trovo davanti! Felicissima di avercela fatta con le mie proprie forze, sono andata subito a richiedere l’ambitissima borsa. Indovinate? Erano finite! Ero arrivata tardi! A quel punto l’unica cosa che rimaneva da fare era guardarmi intorno…e toccare con mano le sedie, icone cult del design!

12. L’avveniristico sensore del verde menta come colore dell’anno

Animal Party

Il verde menta è sicuramente il trend dell’anno e lo testimonia il fatto che praticamente ogni espositore ha presentato almeno un oggetto di questo colore. Non sto qui a ribadire il mio particolare amore per questo colore ( ho gia dedicato un post dove mi dilungo abbastanza su questa tematica), ma ho trovato davvero simpatico il fatto che forse, allora, il mio fiuto da designer non si sbagliava !

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13. L’impossibilità di scattare la foto perfetta

Non credo ci sia molto da aggiungere, la foto parla da sola…diciamo che questo è l’inconveniente di scattare foto durante una fiera così popolosa, con la pretesa assurda di voler tornare a casa con un ricco e fruttuoso servizio fotografico…la maggior parte delle foto (almeno le mie) sono mosse, ci sono presenze ovunque, i colori non sono come nella realtà…e allora ti chiedi? Ma la prossima volta riuscirò a fare foto decenti? Sarò in grado di dare un nome all’oggetto fotografato? Riuscirò a seguire un percorso senza giare per km senza una meta precisa?
Non so dare una risposta a queste domande, ma quello che sicuramente posso dire è che, comunque vada, la settimana milanese del design vale la pena di essere vissuta! E non importa se non sarai riuscito a vedere tutto quello che c’era da vedere, se non ce l’hai fatta ad ottenere la tanto desiderata borsetta di tela, se ti sei completamente perso degli interi padiglioni…l’importante è aver fatto parte (in un modo o nell’altro) di tanta bellezza.

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5 domande per l’ architetto

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break, Design
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Spesso, nella scelta degli interventi sulla propria casa, ci si scontra con alcune semplici domande, che presuppongono la conoscenza della normativa urbanistica.

Ecco una selezione di quelle più comuni che vengono rivolte più spesso a noi architetti:

1. Devo abbattere una parete in casa…serve un’autorizzazione?
Possiamo subito distinguere 2 casi:
- se la parete non è portante, si rientra nel caso di manutenzione ordinaria per cui basta richiedere una CIL al Comune (con consegna elaborati + relazione tecnica asseverata da un tecnico) e successiva variazione catastale;
- se è portante, potrebbe bastare, oltre a quanto detto in precedenza, la dichiarazione del tecnico che asseveri che tale demolizione nn infici la statica dell’edificio.

2. La mia casa è diversa dalla piantina catastale…che faccio?
Ci si trova in questa situazione se ci sono interventi pregressi sull’abitazione non dichiarati in Comune; niente paura, per spostamenti di porte o abbattimenti di muri si richiede una Cil in sanatoria (con consegna elaborati + relazione tecnica asseverata da un tecnico) e successiva variazione catastale.
NB: La soluzione “semplice” che a volte viene proposta, ovvero modificare direttamente al catasto la piantina, non è in regola con la legge (anche se con opportune scappatoie è realizzabile…) quindi pensateci prima di attuarla “a cuor leggero”!

3. Devo aprire una finestra…qual’è la procedura da seguire?
Prima di aprire una finestra, è necessario verificare se sussiste il distacco necessario dall’edificio prospiciente. Quindi, andrà presentata in Comune una SCIA (o una DIA, se ancora esistente) poichè si ricade nella manutenzione straordinaria ma si interviene sulla struttura dell’edificio.
NB: Se l’immobile ricade in zona vincolata, si deve richiedere ANCHE il parere dell’Organo che gestisce il vincolo (Sovrintendenza, Ente Parco, Regione, etc)

4. Ho chiuso il mio balcone e l’ho trasformato in una “nuova stanza”…posso sanarlo?
In linea di massima no, a meno di un nuovo Condono edilizio. In realtà però, è possibile verificare se l’intervento risulti conforme alla normativa urbanistica vigente ed in caso affermativo, richiedere un titolo in sanatoria.

5. Vorrei chiudere la mia terrazza col vetro…come posso fare?
Per non realizzare un abuso, è importante non utilizzare strutture “fisse” ma scegliere pannelli in vetro mobili; in questo modo non si andrebbe ad incidere sul volume dell’edificio e non si commetterebbe abuso.
NB: In caso di condominio, è possibile che altri condomini vi facciano causa poichè è stato “leso il decoro dell’edificio…

Per consulenze personalizzate –> info@cafelab.it


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CAFElab | studio di architettura


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A spalla o a bussolotto? Le pareti attrezzate, in poche parole

Pubblicato da blog ospite in BlogArredamento Aziende, Design, Napol Arredamenti

“Preferisce una parete attrezzata a spalla o a bussolotto?”
Speriamo davvero che nessun arredatore vi abbia mai accolto con una domanda del genere, ma vogliamo spiegarvi cosa si intende con queste due definizioni. Non abbiamo la pretesa di istruirvi, ma pensiamo sia giusto darvi gli strumenti necessari a capire meglio il mondo dell’arredo e soprattutto a scegliere quello che fa per voi.
Qualsiasi sia il negozio di arredamento in cui vi rechiate, arrivarci con le idee chiare, informati e preparatissimi, vi rende pronti a scegliere consapevolmente e autonomamente ciò che è meglio per la VOSTRA casa e perché no, anche per le vostre tasche.

Un mobile, molteplici funzioni

Partiamo dall’ABC. Una parete attrezzata è un mobile per il soggiorno componibile che può essere formato da vari elementi o moduli, ciascuno pensato per accogliere il televisore, libri, album di foto, documenti, oggetti decorativi ma anche stoviglie, bicchieri e piatti a seconda di come è strutturata la vostra abitazione. Nelle case più moderne è ormai usuale trovare zona giorno, sala da pranzo e cucina unite in un unico open space: in questo caso la parete attrezzata può essere composta in modo tale da avere spazi riservati ad utensili e biancheria per la tavola.

Parete attrezzata 588 a bussolotto con moduli con ante, ideali in un soggiorno open space Il mobile prima destinato solo alla zona relax si trova quindi a svolgere più funzioni, esattamente come l’ambiente in cui si trova. È per questo motivo che è sempre più necessario individuare queste funzioni e di conseguenza progettare al meglio la parete.
Se in case più grandi si può guardare solo ed esclusivamente all’estetica, in appartamenti di moderna concezione, in bilocali e ancor di più in monolocali, un’attenta scelta e disposizione dei moduli è indispensabile.
Se progettata con attenzione e con un occhio di riguardo alla funzionalità, una parete attrezzata può essere al tempo stesso porta tv, libreria, credenza, madia, porta cd e dvd, mobile bar…concentrando tutti questi arredi su un’unica parete avrete molto più spazio libero da utilizzare come preferite, magari per un divano più grande o per quella poltroncina di design che proprio non riuscite a togliervi dalla testa!

Parete attrezzata a spalla

Un mobile soggiorno a spalla si compone a colonne che possono susseguirsi a terra o sospese a parete.
Ogni colonna è composta da spalle e ripiani a cui possono essere aggiunti schienali posteriori e ante. E’ il tipico sistema costruttivo delle librerie ed è perfetto per chi desideri unire libreria e porta tv in un’unica complessa e capiente soluzione arredativa. Aggiungendo ante a battente o scorrevoli si possono inoltre realizzare soggiorni con ampie aree contenitive e veri e propri home theatre con tv a scomparsa.Parete attrezzata a spalla con libreria dotata di ante e due basi con cassetti a terra.

Parete attrezzata a spalla 580 con basi contenitore, mobili sospesi e libreria con ante.

Parete attrezzata a bussolotto

I soggiorni a bussolotto sono composti da elementi contenitivi singoli (bussolotti) finiti e accostabili a piacere. Solitamente questi moduli indipendenti sono basi contenitore con cassetti e pensili di varie forme e dimensioni. Grazie ad elementi di raccordo come top appositamente realizzati, gli elementi accostati risultano armoniosamente uniti.
Per la sua flessibilità e versatilità un programma a bussolotto è l’ideale per chi voglia realizzare una parete attrezzata che si sviluppa su due pareti, su una parete di piccole dimensioni di cui si voglia sfruttare l’altezza, o ancora in ambienti mansardati.Parete attrezzata a bussolotto 586 con basi contenitore e pensili. Dettaglio di due pensili (bussolotti) uniti da un unico top.

Naturalmente i due sistemi possono essere mescolati all’interno della stessa composizione. Anzi, la capacità di un arredatore si misura proprio dalla capacità di saper valorizzare gli spazi a disposizione usufruendo dei vantaggi dell’una e dell’altra tipologia di soggiorno, come mostrato nella composizione qui sotto.Parete attrezzata 584 con elementi a spalla e a bussolotto, ante battenti e scorrevoli.Parete attrezzata 584 con elementi a spalla e a bussolotto, ante battenti e scorrevoli.Non importa quanto sia grande la vostra zona giorno, l’importante secondo noi è saper sfruttare al massimo lo spazio che avete a disposizione ed è per questo che sviluppiamo continuamente collezioni capaci di adattarsi a tutte le necessità, sempre attenti alle tendenze ma anche al modo in cui cambia la casa e con essa le esigenze di chi la vive ogni giorno.

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Il progetto di Pamela: una cabina armadio in mansarda

Pubblicato da blog ospite in ArredaClick, BlogArredamento Aziende, Design

La cabina armadio non è solo questione di moda: è una soluzione che permette di razionalizzare gli spazi a disposizione ed organizzarli al meglio sfruttandoli fino all’ultimo centimetro. Camera da letto permettendo, una cabina armadio è preferibile ad un guardaroba, specialmente se l’ambiente da arredare è una mansarda.

Le cabine nascono infatti per permettere di realizzare composizioni modulari altamente personalizzate, da disporre come si preferisce e da completare con attrezzature e accessori utili e funzionali.

Spesso si pensa che la cabina armadio sia più costosa di un armadio, non è sempre così soprattutto quando si ha la possibilità di ricavare uno spazio con una semplice parete in cartongesso. Proprio quello che ha fatto il cliente che si è rivolto alla nostra Pamela del Team Tecnico per realizzare una cabina armadio angolare in mansarda.

Ricavare una cabina armadio in camera: misure

Le misure minime (in profondità) per ricavare una cabina armadio in una camera da letto sono:

- 60 cm per i vestiti

- almeno 70 cm per accedere e muoversi agevolmente all’interno della cabina

Ogni persona avrà bisogno di almeno 130 cm in larghezza (più o meno come un armadio a due ante molto capiente). Il bello della cabina è che non esistono limiti in altezza e gli angoli sono più accessibili rispetto a quelli di un armadio con ante.

Il nostro cliente ha creato uno spazio molto ampio con una semplice parete in cartongesso alle spalle del letto. Ma vediamo nel dettaglio richiesta e progetto finale.

Cabina armadio ricavata in una camera in mansarda, con una parete in cartongesso.

Il progetto: che cabina armadio in mansarda?

La richiesta del cliente era quella di “progettare una cabina armadio in un ambiente di cm 389×190 circa con tetto spiovente da 1.40 mt a 3.30 mt”.

Disegno fornito dal cliente.

Data la particolarità dell’ambiente Pamela ha consigliato immediatamente le due opzioni migliori: la cabina autoportante a pali Byron e la cabina a parete Easy. Questa è particolarmente indicata ad ambienti mansardati perché si compone di pannelli sospesi con ripiani che possono essere posizionati liberamente, adattandosi così al profilo inclinato della copertura.Cabina armadio Easy a pannelli liberamente posizionabili a parete. Ideale per ambienti mansardati.

Cosa fare prima di progettare

Per progettare al meglio lo spazio e quindi la cabina è necessario definire quali sono le attrezzature e gli accessori più utili partendo dalle vostre necessità: consigliamo quindi di fare una sorta di inventario del vostro guardaroba per capire quali elementi servono davvero e di conseguenza progettare come disporli.

Esempi: se avete molte camicie sarà necessario dotarsi di ripiani appositi; per la biancheria intima si può pensare di aggiungere una cassettiera; se la cabina ospiterà anche scarpe e stivali sarà utile predisporre panche a terra, perfette anche per scatole, contenitori, beauty case e valigie…insomma, le possibilità per ampliare e sfruttare al meglio ogni centimetro non mancano.

Una volta individuato il modello che più vi piace e le dotazioni che volete inserire nella cabina…c’è Pamela pronta a darvi una mano!

Il cliente ha scelto Easy e la soluzione pensata per questo specifico progetto è stata la seguente:

- elemento cm 66 h. 240

- elemento cm 86 h. 240 con pannello angolare

- elemento cm 86 h. 240

- elemento cm 86 h. 96 + elemento cm 86 h. 96 in sovrapposizione

- elemento cm 86 h. 96 + elemento cm 86 h. 48 in sovrapposizione

- elemento cm 66 h. 96

- cassettiera cm 86 h. 4 cassetti

- panca a terra

Progetto ArredaClick di cabina armadio in mansarda.

Progetto ArredaClick di cabina armadio in mansarda. Cosa vuol dire “elemento cm 66 / 86 h.96 / 240″? Parliamo di pannelli dotati di ripiani e appendiabiti, disponibili in varie altezze e che differiscono per numero di mensole.

Questi possono essere combinati e affiancati a piacere per creare composizioni su misura in grado di rispondere a specifiche necessità.
Pannelli per cabina armadio h.48Pannelli per cabina armadio h.96Pannelli per cabina armadio h.240
Un altro progetto intelligente e un’altra missione compiuta per il nostro Team Tecnico! Vi ricordiamo che Pamela e tutti i colleghi del servizio clienti sono disponibili da lunedì a sabato 9.00-13.00 / 14.00-18.30. Rispondiamo telefonicamente allo 0362.682.682 e via mail all’indirizzo servizioclienti@arredaclick.com

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Sarjaton di Iittala | Sì, ma io ho bisogno di un vaso!

Pubblicato da blog ospite in Design, Hugs and Violence

Sì, sono stata assente per un po’.
No, non sono stata al Salone del Mobile 2015 per una serie di motivi tra cui la mia incurabile milanofobia. Quella sensazione che provo ogni santa volta che visito quella città tanto bella quanto spaventosa. La milanofobia è molto simile al disagio che Heidi provava a Francoforte e si manifesta con sintomi quali:
- Sentirsi sciatta, drammaticamente fuori moda e totalmente priva di griffe.
- Non sapere bene dove andare e rendersi conto di aver passato più tempo bestemmiando contro Google Maps che a fare quello che ho da fare.
- Scialacquare enormi somme di denaro non si sa bene dove e perché.
- Rendersi conto, una volta tornate a casa, che le foto fatte sono tutte sfuocate e fanno schifo.
- Voglia di picchiare tutti perché, come al solito, mi sono fatta fregare le monetine da quelli che ti “aiutano” a fare il biglietto della metro all’automatico.
- Incapacità totale di propormi, proporre il mio blog e stringere amicizie.
- Odio nei confronti dei cosiddetti Dj Set e voglia di pigiama ogni volta che mi viene offerto uno Spritz.
Per fortuna ho tante amiche blogger che mi ci hanno portata lo stesso grazie ai loro puntualissimi post, risparmiandomi l’hangover.

Detto questo, veniamo all’avvenimento principale di quest’ultima settimana: ho rotto il SECONDO vaso di Alvar Aalto di Iittala. Il secondo. Due.
Decidendo se rinnovare per la terza volta il mio acquisto, metto i tulipani nel bicchierone del minipimer e do un’occhiata alla serie Sarjaton.

Source_Pinterest

Emily

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I ♥ Rossana Orlandi

Pubblicato da blog ospite in +deco, Design
 
Il titolo già dice tutto. La galleria di Rossana Orlandi è uno dei posti più dinamici di Milano ed è tappa obbligata durante il Salone del Mobile. Il fatto che la galleria sia casa e showroom del lavoro di giovani designer da tutto il mondo rende questo bellissimo spazio una dei luoghi d’incontri più dinamici della città. La stessa Rossana Orlandi è un concentrato di stile.
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Due passi tra le novità del Salone del Mobile 2015

Pubblicato da blog ospite in Design, Lorenzo Magi

Dopo una settimana dalla fine del Salone del Mobile di Milano, cerco di riorganizzare un po’ le idee date dai tanti input ricevuti in fiera.

Sono tornato da Milano letteralmente carico di cataloghi e contatti, tanto da aver avuto bisogno di un po’ di giorni per cercare di riordinare tutte le indicazioni estrapolate dalle tante aziende.

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Innanzitutto una doverosa premessa: non voglio illustrarvi nel dettaglio tutte le novità introdotte quest’anno dalle varie aziende, anche perché arrivare a descrivere nei particolari quello che oltre 2000 espositori hanno mostrato sarebbe veramente impossibile e confusionario.

Vorrei invece donarvi poche semplici indicazioni che sono riuscito a cogliere dal mio viaggio in fiera e qualche immagine che spero possa fornirvi numerosi stimoli.

Materiali

Parlando di materiali è evidente come i principali brand abbiano puntato molto sul legno, non soltanto per gli arredi, quanto per le finiture e le installazioni presenti nei vari padiglioni.

Basta notare come Vitra o Poltrona Frau, tanto per fare due esempi, abbiano lavorato molto sulla presenza del legno, rigorosamente al naturale, per creare due ambientazioni assolutamente scenografiche: Vitra punta tutto sull’uso dei pallet (ricoperti da un sottile strato di resina colorata) per fornire ai propri prodotti un palcoscenico di assoluto rilievo; Poltrona Frau sfrutta invece il legno in modo molto diverso, creando un’ambientazione molto intima e ricca di calore.

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Colori

Proviamo insieme ad analizzare le seguenti foto e cerchiamo di trarre insieme qualche indicazione sulle palette colori utilizzatepalette 2.

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Tra tutte possiamo notare come la gamma dei colori freddi, che vanno dal blu al verde, sia preponderante; i colori caldi, come giallo o arancione, sono utilizzati solamente in rare occasioni per singoli oggetti di design oppure per piccoli dettagli.

In tutti i casi sono stati abbandonati completamente i colori accesi per dare spazio alle tendenze pastello.

Normann Copenhagen, gioca tutto su una paletta colori che va dagli azzurri ai verdi, utilizzando naturalmente colori neutri per intervallare il tutto.18042015-DSCF5578

Anche in casi dove gli stili di arredamento sono molto distanti tra loro, come possono essere Dialma Brown e Carl Hansen & Son, si ritrova in ogni caso l’utilizzo delle palette e dei materiali che abbiamo detto.

Muuto è forse il brand che riesce ad azzardare di più: l’allestimento spazia infatti dai colori più caldi ai più freddi con una disinvoltura veramente invidiabile, fornendo spunti e idee in quantità industriale.18042015-DSCF5602

Forme

E’ proprio Muuto che ci fornisce lo spunto per poter fare qualche parola anche sulle forme.

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La semplicità e la pulizia fanno da padrone in tutte quelle aziende di matrice minimal e scandinava, ma è da notare come vengano sempre più riutilizzate le forme curve e arrotondate, tipiche anni ’70.

 

Infine un piccolo appunto e doveroso verso Euroluce, che torna proprio nell’Anno Internazionale della Luce, proclamato dall’Unesco nel 2015. Nell’occasione molte aziende leader nel settore dell’illuminazione hanno proposto interessanti novità e molti pezzi storici  sono stati riproposti anche nella versione LED, dato anche l’imminente addio delle lampade alogene a bassa efficienza energetica previsto per il 2016.

 


Vi lascio con un po’ di immagini che spero possano accendere la vostra attenzione. Naturalmente per qualunque curiosità o necessità di aiuto per la vostra casa contattatemi senza problemi.

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L’articolo Due passi tra le novità del Salone del Mobile 2015 sembra essere il primo su Lorenzo Magi.

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MDW 2015: fuorisalone [brera e tortona]

Pubblicato da blog ospite in Design, La Tazzina Blu

Avendo solo un giorno a disposizione per visitare il Fuorisalone, quest’anno ho deciso di limitare la mia visita alle due zone che in genere preferisco: Brera e Tortona.
Probabilmente, se alle 18 non fosse arrivato il diluvio universale avrei avuto modo di farmi anche un giretto a Ventura Lambrate, una delle zone più indicate per gli appassionati di design nordico come la sottoscritta, ma mi sono ritrovata sprovvista di scialuppa ed il mio treno verso Padova mi stava aspettando.

Sono comunque soddisfatta degli showroom che sono riuscita a visitare, quindi eccovi una carrellata di foto golose scattate durante il mio breve tour.

NB: questa è la selezione della selezione della selezione delle foto…non odiatemi :D

 Brera 

Il caro Fritz non poteva che essere la prima tappa del mio tour in Brera District. Già due anni fa mi ero perdutamente innamorata di questo showroom, e dopo il post di Barbara (attenzione, può provocare dolori lancinanti al cuore) non potevo che ripetere l’esperienza anche quest’anno. 
Obiettivo della vita: procurarmi una Drop Chair.

(A casa di Jacopo - Made.com)
A casa di Jacopo, showroom occasionale del brand Made.com, siamo stati accolti con una colazione che manco all’Hotel Ritz, ma soprattutto abbiamo avuto modo di chiedere delucidazioni su alcuni arredi che io e il mio ragazzo abbiamo deciso di acquistare… La disponibilità dello staff mi ha colpito ancora di più dei muffin al cioccolato e vi assicuro che non è impresa facile.

Wall&Deco ha vestito le pareti di questa meravigliosa serra indoor… Talmente bella nella sua interezza che la foto panoramica si è resa necessaria:

Di Karimoku avevo già avuto modo di parlarvene in questo post,proprio perché di questo brand mi porterei a casa TUTTO: dagli accessori fluo al divano Castor, passando per gli ironici appendiabiti da parete colorati. Questo è il perfetto matrimonio tra Giappone ed Europa, ed io vorrei tanto esserne la damigella.

 Tortona 

Ex-t riesce sempre a far acquistare tremendo fascino all’ambiente bagno: non so come ci riescano ma, nonostante il mio bagno neo-ristrutturato mi piaccia tantissimo, appena entro nel loro showroom provo un’invidia viscerale e mi verrebbe da ricominciare tutto daccapo. Quei lavabi free-standing sono il mio nuovo oggetto del desiderio… Perfetti per la mia prossima casa (facciamo fra cinque anni?).

(e15)
E15 per me è stata una vera e propria rivelazione: fino a due settimane fa ne ignoravo l’esistenza e poi mi sono ritrovata a cercarlo sia al Salone che a Tortona. Le loro inusuali lampade sono il motivo principale di questo colpo di fulmine…Siete d’accordo con me vero? ;)

(Pranzetto da Angelo’s... tanto love)

Piccola parentesi food: il bistrot Angelo’s è la risposta giusta alla domanda “dove andiamo a mangiare?”
Piatti favolosi, prezzi ottimi, arredamento da capogiro. Provare per credere.

Moooi è la tappa fissa di Tortona, non può mancare in nessun tour che si rispetti perché le atmosfere che propone sono sempre le più originali…e un pochino inquietanti. Qui si apprezzano i colori scuri, le luci soffuse e le gigantografie di gente seminuda.

Essendo una delle poche fortunate ad aver visitato Ikea Sweden, per me era d’obbligo fare una capatina (con merenda inclusa) al Temporary Shop d’Ikea. Non vedevo l’ora di gustarmi lo styling di Paola Navone per la cucina Metod e la nuova collezione Sinnerlig per outdoor firmata Studio Ilse. Protagonista di questa novità un materiale inaspettato: il sughero. WOW!
Qui termina il mio resoconto virtuale per questa Design Week, e come ogni anno vorrei tanto prolungare all’infinito le meravigliose sensazioni che si provano solo qui a Milano, dove per una settimana il design invade ogni angolo di questa città diventando “cosa di tutti”. 
E’ questo il design democratico? Io credo proprio di sì :)
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