Design






 
 
 

Architettura e Design al Campus Vitra

Pubblicato da blog ospite in Case e Interni, Design

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Il mese scorso siamo stati ospiti di Vitra, che ha organizzato un press tour al Campus, in occasione della mostra “Project Vitra – Design, Architecture, Communications (1950–2017)” e dell’installazione della VitraHaus creata dalla designer francese Dorothée Meilichzon.

Per gli amanti dell’architettura e del design (e non solo!) il Campus Vitra, piuttosto che una semplice fabbrica di mobili, è un vero e proprio museo a cielo aperto da cui lasciarsi affascinare.

Per noi che ci occupiamo di arredamento e architettura, visitare il Campus Vitra è stato come per un bambino entrare in una fabbrica di cioccolato! Una bellissima esperienza che vi racconteremo in questo post.

Al confine tra Svizzera e Germania, è qui che hanno sede le attività produttive della storica e celeberrima azienda svizzera. Le sedie Vitra sono fondamentali per il design del mobile moderno dal 1800 fino a oggi. Il nome dell’azienda, infatti, è legato a doppio filo a quello di grandi designer, come Charles e Ray Eames, Verner Panton e Alexander Girard.

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Non solo design, dagli anni ’80 il Vitra Campus è stato un luogo di sperimentazione per diversi architetti di fama mondiale. È qui che Frank Gehry ha realizzato il suo primo edificio (Vitra Design Museum) fuori dagli USA. La stazione dei vigili del fuoco (Fire Station) è stata la primissima opera edificata da Zaha Hadid. Il giapponese Tadao Ando non aveva mai lavorato al di fuori dal suo Paese prima di realizzare qui il suo Padiglione per conferenze. E ancora, qui si trovano una rarissima stazione di rifornimento (Petrol Station) progettata da Jean Prouvé e l’iconica VitraHaus, un assemblaggio di dodici elementi a forma di casa tra loro impilati, ideato dagli architetti Herzog & de Meuron di Basilea. Nemmeno le pensiline per gli autobus sono improvvisate, perchè disegnate da Jasper Morrison.

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Al Vitra Design Museum, nell’edificio principale, si tengono ogni anno, in alternanza, due grandi mostre. In parallelo, la Vitra Design Museum Gallery ospita mostre e progetti sperimentali. A questo proposito, avete tempo fino al 3 settembre 2017 per visitare la mostra “Project Vitra – Design, Architecture, Communications (1950–2017)” una panoramica delle varie attività culturali e commerciali del produttore di mobili svizzero, la mostra propone interessanti approfondimenti sulla storia dell’azienda. Questa rassegna è una versione ampliata dell’esposizione tenutasi presso il Philadelphia Museum of Art (Stati Uniti) nel 2014.

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L’edificio rosso Vitra Schaudepot, magazzino-museo, progettato dagli architetti Herzog & de Meuron, ospita da un anno, una selezione di sedie e lampade della vasta collezione del museo. Finalmente, la stupenda collezione privata di mobili e prototipi del Vitra Design Museum è stata resa accessibile al grande pubblico. Ed è così che abbiamo potuto ammirare dal vivo icone di design di Le Corbusier, Gerrit Rietveld, Alvar Aalto, Charles & Ray Eames o Ettore Sottsass.

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Gli appassionati di design e architettura troveranno di che divertirsi, del resto questo è un posto unico al mondo.

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Programmare una gita qui è d’obbligo. Il Campus Vitra si trova a Weil am Rhein, una città tedesca, vicino al punto d’incontro tra i confini tedesco, francese e svizzero, a pochi passi da Basilea. Grazie all’immenso spazio, alle architetture, allo spazio verde, diventa una meta anche per molti “non addetti” che, dopo una visita al Museo e alle mostre temporanee, si godono bei momenti di relax nella caffetteria o al ristorante. I ragazzi più giovani, ma non solo loro, potranno divertirsi con la Torre Vitra a scivolo di Höller, un concentrato di architettura ludica. Da provare se non soffrite di vertigini!

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Le mostre sono accompagnate da un variegato programma di visite guidate, discussioni, workshop ed altri eventi.

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Qui di seguito trovate qualche info e link di approfondimento.

Buona visita al Campus Vitra!

Mostre in corso:

– Project Vitra – in mostra fino al 03.09.2017

– Mudun مدن Urban Cultures in Transit – in mostra fino al 20.08.2017

Vitra Design Museum

Charles-Eames-Str. 2 – Weil am Rhein

Credit photo: Anna e MarcoCASE E INTERNI

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Come rendere una casa accogliente per “mettere su” famiglia

Pubblicato da blog ospite in Design, Dettagli Home Decor
Tre progetti per la ristrutturazione di una villa a due piani

Una giovane coppia ha deciso di rivolgersi a Pillar (ex CoContest) – prima piattaforma al mondo di crowdsourcing per l’architettura e l’interior design che mette in contatto i clienti con oltre cinquantaquattromila professionisti di tutto il mondo – per ristrutturare la loro villa a due piani. Hanno le idee ben chiare e chiedono a quanti parteciperanno di creare un ambiente accogliente e caldo per poter ospitare i loro futuri figli.


Tre progetti per la ristrutturazione di una villa a due piani

La proposta progettuale dell’architetto Matteo Panciatici è quella di far ricorso al minor numero di interventi sulle murature per contenere i costi e utilizzare il budget nell’acquisto degli arredamenti e creare così il clima avvolgente richiesto dalla coppia. La nuova disposizione presenta un arrivo su disimpegno adibito a zona relax/lettura con la presenza di una “Chaise Longue” e di basse librerie che accoglie gli ospiti in un arredamento tipico delle case di montagna.
Tre progetti per la ristrutturazione di una villa a due piani
La soluzione proposta dall’architetto Greta Solari prevede la ridistribuzione degli spazi al fine di ricavare un’ampia zona giorno. La proposta progettuale pone il focus sulla zona giorno situata al secondo piano. Le due aree, living e sala da pranzo, ruotano intorno all’elemento del camino bifacciale che posizionato al centro del salone doppio divide gli spazi.


Tre progetti per la ristrutturazione di una villa a due piani
A vincere è stato lo studio AM Architettura di Sassari, che ha saputo meglio interpretare le esigenze del cliente ridefinendo gli spazi in modo sapiente. Anche in questo caso al piano inferiore è stato creato l’ingresso e lo studio ma i due spazi risultano separati da un sistema di pannellature scorrevoli, al piano superiore invece si viene accolti da un foyer che distribuisce i flussi verso zona giorno e zona notte. Lungo tutto il corridoio che porta alle stanze e collega tutti gli ambienti è realizzato un armadiatura a muro schermata da un sistema di pannelli in rovere chiaro naturale. Questo elemento che solitamente viene considerato un semplice luogo di transizione acquista così continuità e qualità spaziale.



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Ecco Sense di Grohe e la casa diventa intelligente

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break, Design

Conosciamo già Grohe come un marchio leader per la produzione di rubinetteria e materiale idro sanitario. L’innovazione e la sostenibilità sono da sempre uno dei punti di forza della casa tedesca che si è aggiudicata, per il terzo anno consecutivo, una posizione fra le prime 5 maggiori aziende sostenibili nel contest “German sustainability Award” del 2016.

L’attenzione di Grohe per innovazione e sostenibilità ha portato alla creazione di Grohe Sense, un sensore antiallagamento connesso alla rete Wi-Fi domestica.

Scegliere Grohe Sense vuol dire installare un dispositivo che costantemente sorveglia la salute e la sicurezza dei nostri ambienti. Oltre alla funzione principale di sensore antiallagamento c’è infatti molto di più: Grohe Sense rileva costantemente temperatura e umidità, prevenendo il rischio di gelo o la formazione di macchie e muffa.

In caso di allagamento il dispositivo ci avvisa tramite l’app Grohe Ondus, disponibile sia per iOS che per Android.

apple store    play store

Noi abbiamo avuto la possibilità di provare il sensore in anteprima, l’app che abbiamo utilizzato per i test era in versione beta, noterete nelle schermate dell’app le traduzioni dall’inglese e dal tedesco.

Il dispositivo Grohe Sense si presenta come un cilindro bianco dal design moderno, discreto e minimale e in casa trova facilmente posto ovunque, dalla cucina alla lavanderia; per gli angoli difficili è possibile acquistare separatamente una prolunga con un sensore aggiuntivo (da mettere magari sotto la lavatrice o sotto il lavello).

Grohe Sense è disponibile in due versioni: a batteria o con alimentazione di rete (denominato Sense+); abbiamo testato la versione a batteria, con 3ministilo AAA (già inclusa nella scatola).

Una volta aperto il coperchio superiore e inserite le batterie, basta seguire le istruzioni del manuale per connettere Grohe Sense alla rete domestica in pochi istanti.
Il coperchio può risultare duro da aprire ma chiude molto bene, infatti per il test lo abbiamo sottoposto a varie prove stressant,i come lasciarlo direttamente sotto il rubinetto, e non è entrata una sola goccia d’acqua all’interno! 

Facciamo il punto su come funziona Grohe Sense:

In caso di allagamento

Appena Grohe Sense entra a contatto con l’acqua emette un bip piuttosto forte e si illumina di rosso inviando anche una notifica tramite App, consentendo all’utente di intervenire il prima possibile e risolvere l’inconveniente.

Il controllo dell’umidità

Un tasso di umidità troppo alto favorisce la formazione di muffa, di contro ambienti troppo secchi possono creare situazioni di discomfort: seni nasali irritati, prurito agli occhi e maggior rischio di raffreddori. Grohe Sense rileva costantemente il livello di umidità e se questo si allontana dai parametri impostati per un lasso di tempo prolungato avvisa tramite notifiche dell’app.

Il pericolo di gelo

Allo stesso modo Grohe Sense invia una notifica dell’app quando la temperatura dell’ambiente ambiente esce dai parametri preimpostati, nello specifico al di sotto dei 3°C, per evitare che le tubature gelino e si rompano.

 Post realizzato in collaborazione con Grohe GROHE
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CAFElab | studio di architettura

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MAXIMA 2.2 si veste per l’estate

Pubblicato da blog ospite in Design, Dettagli Home Decor
CESAR presenta la nuova composizione di Maxima 2.2

Versatilitàè la parola d’ordine di Maxima 2.2, l’innovativo sistema progettuale firmato Cesar che si distingue per le innumerevoli possibilità di personalizzazione.


Il modello si caratterizza per un’anta dallo spessore di 2,2 cm, che può essere realizzata in vari materiali e in oltre 90 finiture.

Le diverse possibili combinazioni consentono di dare vita ad un risultato estetico che può essere ricercato, puntando ad esempio su una scelta di materiali dello stesso colore ma dal diverso trattamento superficiale o viceversa impattante, accostando uno stesso materiale ma con lavorazioni e finiture diverse, come accade ad esempio per il modello che abbina top in acciaio laminato a caldo, materico e piacevole al tatto, a elementi verticali in classico e resistente inox.

Un progetto unico e trasversale, che si fa ancora più contemporaneo nelle due nuove composizioni. Quella con ante in laccato seta Titanio e top nell’innovativa superficie ultracompatta Dekton Kelya punta sull’effetto sorpresa, mentre la variante che abbina ante in melaminico Ossido Ghisa ad un top in acciaio inox mat.
Di forte impatto materico questa variante si completa perfettamente con il piano snack Rovere Natural, sostenuto da una struttura, anch’essa inedita, firmata Garcìa Cumini e di chiara ispirazione orientale: KETA.


CESAR presenta la nuova composizione di Maxima 2.2
CESAR presenta la nuova composizione di Maxima 2.2
CESAR presenta la nuova composizione di Maxima 2.2
CESAR presenta la nuova composizione di Maxima 2.2
CESAR presenta la nuova composizione di Maxima 2.2
CESAR presenta la nuova composizione di Maxima 2.2

Il catalogo ideato per presentare Maxima 2.2. svela, grazie allo styling raffinato di Studiopepe e alle fotografie di Andrea Ferrari, scelto per la sua capacità di interpretare la luce naturale, il percorso estetico ed emozionale di Cesar, avviato ed approfondito dalla direzione artistica di Garcìa Cumini. Le atmosfere calde e ricercate sottolineano il carattere estremamente contemporaneo di una proposta pulita ed essenziale, ponendo al contempo l’accento sulla più autentica convivialità.

Per maggiori informazioni www.cesar.it

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Senato Roof, il nuovo progetto di Senato Hotel Milano

Pubblicato da blog ospite in Design, Dettagli Home Decor
Il nuovo allestimento del rooftop del Senato Hotel Milano

Inaugurato lo scorso febbraio, il Senato HotelMilano si è subito affermato come punto di riferimento per i viaggiatori appassionati di design. A rendere ancora più interessante la location è il nuovo progetto “Senato Roof” attraverso il quale, Senato Hotel, rinnova i suoi 100mq di terrazza sul tetto affidando ogni anno il restyling a un designer e un produttore di mobili da giardino.

Per il primo restyling è stato scelto il designer Gian Paolo Venier il quale ha dato vita ad uno straordinario allestimento con i mobili di MIA Collection, il noto brand di Atene specializzato in outdoor.

“Hypernature”, questo il nome del progetto di Venier, nasce da una riflessione sulla natura urbana che amplifica il verde già esistente nel rooftop attraverso elementi artificiali e materiali organici come il teak, il rattan e la paglia.   Il tratto grafico è valorizzato dalla scelta del bianco e nero, due “non colori” che omaggiano in modo astratto i paesaggi assolati cari al designer, la Grecia.

Il nuovo allestimento del rooftop del Senato Hotel Milano
Lo spazio del rooftop è stato diviso in ambienti modificabili a piacere dagli ospiti, come fosse una terrazza privata. Tre elementi centrali che sembrano pluriformi funzionano da chaise longue individuali così come da sedute collettive. Altri arrangiamenti si ispirano alla conversazione o al ponte di un piroscafo.
Il nuovo allestimento del rooftop del Senato Hotel Milano
Il nuovo allestimento del rooftop del Senato Hotel Milano
Alcuni pezzi dell’allestimento sono unici e realizzati appositamente; altri fanno parte dell’ultima collezione firmata da Venier e presentata questa primavera.


 
 

Home Staging: un esempio pratico in Svezia che vi stupirà

Pubblicato da blog ospite in Design, VDR Home Design

Home Staging: a molti può sembrare una parola aliena, in realtà ha un significato molto semplice. Presentare al meglio case in vendita. Come fanno in Svezia? Vediamo insieme.

……….

Non so a voi, ma a me su Facebook capitano spessissimo sotto gli occhi foto di case in vendita che sono a dir poco imbarazzanti. Non so come sia possibile che certe agenzie ancora facciamo delle foto del genere per vendere le case… Ma davvero secondo voi pensano di venderle le case così?

Soggiorni pieni zeppi di bomboniere, foto della nonna, ninnoli raccolti nelle discariche…. pessimi. Se davvero volete vendere una casa (o solo affittarla), dovete ripulirla e un minimo renderla figa. Le persone quando la vedono non devono pensare che sia ancora vostra. Ci si devono immaginare mentre organizzano i pranzi di Natale, mentre ci fanno i compiti con i figli…

Ma in Italia sembra un discorso ancora lontano anni luce. C’è un paese in Europa che però è il numero uno quando si tratta di Home Staging: la Svezia.

Cos’è l’Home Staging? L’arte di preparare le case per la vendita e l’affitto, di modo che siano neutrali e impersonali e convincano le persone ad acquistarle.

Ho trovato una micro-casa in home staging in Svezia che è fotonica. Volete vederla?

HOME STAGING E MICRO-CASE: UN ESEMPIO IN SVEZIA

Come vi dicevo, in Svezia le agenzie immobiliari sono su un altro pianeta. Siti web che sembrano siti di architetti, dove quasi non capisce che vendono o affittano case. Sembra di essere finiti su un sito di arredi, invece che su un sito di un agenzia immobiliare.

Ma forse è proprio quello che piace: i colori pastello, le foto bellissime di case che si penserebbe siano irreali, un’atmosfera accogliente e calorosa.

E invece… prendete il caso dell’agenzia Nooks: ma quanto è bello solo il sito? Dite la verità: comprereste o affittereste una casa da loro solo perché il sito vi ispira fiducia.

Girovagando tra le case che offrono, ne ho trovata una micro: l‘appartamento 176. 

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Image credit: nooks

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Image credit: nooks

La casa è proprio micro, di quelle che piacciono a me: 33 mq. Quindi trova posto solo il minimo essenziale. Una cucina di 180 cm, che condivide lo spazio con la zona giorno e notte. Un divano su cui riposarsi.

Un appartamento dal sapore si nordico, ma anche industriale e un po’ vintage, con quel tavolo pieghevole anni ’50.

È proprio vero che la perfezione sta nei dettagli: il frigo della Smeg, le piante che danno calore e gli accessori vintage. Questo si che è un capolavoro di Home Staging.

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Image credits: Nooks

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Image credits: Nooks

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Vivere e lavorare on the road

Pubblicato da blog ospite in Design, Dettagli Home Decor
La conversione di un furgone Chevrolet in una casa studio su ruote

Nel 2015 il giovane regista americano Zach Both ha viaggiato attraverso gli Stati Uniti nel suo studio nomade. Per farlo ha deciso di convertire fai da teun vecchio furgone Chevrolet in una casa studio su ruote dal design semplice ma funzionale.  

L’interno è stato allestito con legno di recupero proveniente da una chiesa del 19 ° secolo a Cleveland, Ohio e attrezzato con un letto futon, una mini cucina con fornelli e un comodo spazio di lavoro. 
Sul tetto del furgone sono stati installati i pannelli solari per alimentare il frigorifero, la rete wifi mobile e un sistema home theater.

Zach ha deciso di condividere tutto ciò che ha imparato durante la preparazione del furgone, così ha creato una guida online completamente gratuita rivolta a tutti coloro fossero interessati a convertire un veicolo in uno spazio abitabile.
Thevanual spiega in modo dettagliato l’intero processo di conversione, fornendo immagini e schede tecniche. Inoltre, con questa guida, Zach svela trucchi e suggerimenti per chi desidera trascorrere un periodo di vita on the road.


Se volete visionare la guida creata da Zach ecco il sito www.thevanual.com



 
 

Nel regno della fantasia: l’arte psichedelica di James Jean

Pubblicato da blog ospite in Design, Things I Like Today

Sostanze psicotrope e allucinogeni non c’entrano, è solo la fantasia ondivaga dell’artista James Jean a produrre le opere di arte psichedelica che l’hanno reso celebre

Il movimento dell’arte psichedelica si sviluppò a cavallo fra gli anni ’60 e ’70 come espressione della controcultura, cercando di trovare mezzi di espressione artistica estatica e spirituale che andassero oltre la lucida coscienza, per rappresentare il mondo interiore attraverso l’uso di sostanze allucinogene.

Ma tutto questo non ha niente a che vedere con James Jean, giovane artista nato soltanto nel 1979 a Taipei, Taiwan. Dopo essersi laureato alla Scuola di Arti Visive di New York si è trasferito a Los Angeles dove attualmente vive e lavora. Ha ottenuto fama e notorietà come illustratore all’inizio della sua sfolgorante carriera, lavorando per marchi prestigiosi come DC Comics, Prada, Rolling Stone e Time prima di decidersi a fare il grande passo e dedicarsi esclusivamente alla sua interpretazione personale dell’arte psichedelica.

Oggi James Jean è uno dei pittori contemporanei emergenti più apprezzati.
Dal 2008 realizza le sue tele fondendo elementi contemporanei con la tradizione visiva del passato e sperimentando con riferimenti a diversi stili e periodi storici. Si ispira alla pittura cinese, alle stampe giapponesi e alla pittura nordica rinascimentale, con un occhio anche ai poster pubblicitari vintage, alle tavole anatomiche e ai fumetti. Il risultato sono opere assolutamente personali lisergiche ed eclettiche, fatto di forme fluide e dinamiche e colori acidi e contrastanti.

Arte psichedelica di James Jean - Udon II

Udon II

Il fantastico mondo del subconscio prende forma…

Alcuni quadri di James Jean sembrano dipinti sotto l’influsso di droghe psichedeliche.
I suoi dipinti sono carichi di elementi eterogenei e fantastici che prendono forma in immagini caotiche e surreali. Immagini che sembrano scaturire direttamente da uno stato di coscienza lisergico, un tuffo nel subconscio dell’artista. Particolarmente incline alla sperimentazione, James Jean utilizza elementi della cultura pop e richiami alla mitologia e all’allegoria per creare un mondo onirico, spesso cupo e disturbante.

“Non ho mai dipinto quando ero bambino e ciò non è accaduto fino all’università. Ma ho sempre disegnato e scarabocchiato sui margini. Volti, corpi in torsione, motivi astratti. Quando avevo 13 anni, ho letto il mio primo fumetto e sono rimasto affascinato dall’anatomia e dal modo in cui gli artisti potevano descrivere diverse superfici e materiali con linee inchiostrate, dal modo in cui le vene avrebbero corso sui legamenti stretti attraverso lo spandex o il modo in cui un corsetto avrebbe catturato la luce riflessa.”

Guardare queste opere d’arte psichedeliche è come trovarsi a fluttuare in un flsso incessante di idee che trovano un senso solo nella mente dell’artista e nel suo personale simbolismo. L’aspetto narrativo è sempre molto forte e osservando i quadri di James Jean, anche senza conoscerne il significato, è possibile perdersi per immaginare storie infinite.

LEGGI ANCHE: Imprevedibili cascate di colore di Holton Rower

Arte psichedelica di James Jean - Adrift II

Adrift II – Alcuni quadri di James Jean sembrano dipinti sotto l’influsso di droghe psichedeliche

Arte psichedelica di James Jean - Dolly Varden

Dolly Varden

Arte psichedelica di James Jean

Arte psichedelica di James Jean

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Le case in legno: design ecosostenibile

Pubblicato da blog ospite in Design, Easy Relooking

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Novello Case è un’azienda che si occupa di realizzare case in legno. Ho scoperto questa realtà che ha sede in provincia di Varese, in una struttura ovviamente realizzata per la maggior parte in legno.

Novello Case infatti si occupa di progettazione e realizzazione di pannelli in legno coibentati per l’edilizia
residenziale, industriale e commerciale. Il suo obiettivo è supportare il cliente partendo dal progetto per proseguire
eventualmente con la fase logistica e di montaggio delle strutture.

Perché le case in legno

L’utilizzo del legno risale a secoli fa. È facile imbattersi in antiche costruzioni in legno nelle città europee o in Nord America. Questi edifici spesso hanno resistito egregiamente nel corso degli anni ed è possibile riconoscere la struttura a telaio a vista, con traversi, pilastri e controventamenti.

I vuoti venivano riempiti da blocchi di laterizio o da altri materiali leggeri ed isolanti come ad esempio la paglia impastata con l’argilla e finitura ad intonaco.

Le moderne case prefabbricate in legno derivano da queste antiche costruzioni. Ovviamente dietro queste case moderne c’è un accurato studio in modo che la resa estetica, la sicurezza e la durata negli anni sia impeccabile. 

Al momento ne esistono davvero di bellissime, dall’aspetto moderno e curato. Mi ricordano moltissimo l’architettura nordica: lineare e squadrata! Adorabile.  Però devo aggiungere che le case in legno sono completamente personalizzabili, quindi se vi piacciono di più i modelli di case in legno con il tetto inclinato, è possibile realizzarlo.

I vantaggi delle case in legno

Non tutti li conoscono!

  • Alta personalizzazione: come scrivevo sopra, ti piace il modello col tetto piatto e con un grande patio? tutto è personalizzabile grazie alla leggerezza a maneggevolezza del legno
  • Durata: se ben progettate, possono durare in eterno! 
  • Ecosostenibilità: il legno è un materiale ecologico e naturale e lo smaltimento è più semplice e rispettosto dell’ambiente
  • Velocità di costruzione: sono molto più veloci da realizzare rispetto alle case in calcestruzzo
  • Comportamento antisismico: una casa in legno reagisce meglio a un sisma
  • Isolamento: il legno, si sa, è un ottimo isolante sia per la temperatura che per i rumori. Con conseguente risparmio per il riscaldamento 

Ricordiamoci però che bisogna avere un terreno edificabile su cui poter costruire la casa! I terreni edificabili spesso sono venduti da agenzie immobiliari. 

Sicuramente una volta fatto il passo di acquistare il terreno, la scelta della forma della casa è lo step più piacevole oltre a capire come dividere gli ambienti interni. Novello case mette a disposizione del cliente anche un team di progettisti.

Le case in legno sono anche indistinguibili da quelle tradizionali! 

Le realizzazioni

Di seguito due esempi di case in legno realizzate da Novello Case e puoi vedere come a prima vista sono indistinguibili dalle case tradizionali.

casa in legno

Arch. Claudia Pellizzaro

Ci troviamo in provincia di Varese per una casa ad alta efficienza energetica. Come tecnica costruttiva è stata scelta la struttura a telaio, per l’alto grado di efficienza energetica che questa soluzione consente di raggiungere. Le pareti a telaio utilizzate sono dotate di isolamento in fibra di legno e cappotto esterno in lana minerale. Esternamente, i committenti hanno optato per la finitura ad intonaco.

casa in legno

acdm architetti

Per questo secondo progetto di casa in legno prefabbricato siamo sempre a Varese. Il progetto ha riguardato la realizzazione di un edificio unifamiliare, che presente una copertura con geometria ricercata, finiture esterne di pregio con elementi lignei, il tutto unito alla progettazione degli interni.

Io avrei già scelto la possibile struttura per la mia nuova casa, cosa ne dici? Questo edificio prefabbricato in legno è una proposta progettuale di Novello Case per ospitare il nuovo studio di LCA Architetti. Molto nordico come stile, non credi? 

  

 
 

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ARROW rug

Pubblicato da blog ospite in Design, Room by Room
ARROW nasce dalla collaborazione con un’eccellenza del Made in Italy, Besana Carpet Lab, azienda storica ma dallo spirito giovane, che vanta progetti e collaborazioni di prestigio nel mondo dell’interior design nazionale ed internazionale.

Eccolo al Salone del Mobile di Milano di quest’anno, evento di rilievo per il mondo del design e dell’architettura, dove vengono presentate le nuove tendenze e proposte di tutte le aziende del settore.
Per noi è stata una vera e propria sfida… disegnare un tappeto, immaginarcelo attraverso l’abbinamento delle diverse cromie, che potesse rispondere ai gusti contemporanei di un mercato sempre più esigente e raffinato.

ARROW cartelletta colori Stardust 11 + 13 +  25
La scelta cromatica è stata Stardust, per via dei suoi colori splendenti e il suo effetto cangiante che dona luce a qualsiasi spazio della casa.
Nome inusuale cosi quanto la forma stessa scelta, un simbolo semplice ed elementare che indica una delle tante direzioni possibili. Immaginiamolo traslato nello spazio domestico, dove può diventare liberamente quel che è… un tappetto personalizzabile e a sua volta componibile, caratterizzato da un’anima pop.
Vieni e segui ARROW!!
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