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Due amiche “sedute”: Emy e Ginger

Pubblicato da blog ospite in Design, Design tra le Righe

Arriva l’estate e con la stagione calda la voglia di stare all’aperto. Quale azienda icona dell’outdoor vi viene in mente? Prima di svelarvi il nome vi voglio raccontare una storia.

Ho sempre avuto una fissa, diciamo così, per le sedute da esterno usate in casa. Sfatiamo il mito che una seduta outdoor sia solo per terrazzo. Ad esempio la classica sedia da regista. La adoro perché pratica e dalle forme super lineari. Ho scovato lei, Ginger. Struttura in legno e rivestimenti diversi anche in pelle.

GINGER_by_UNOPIU_2

Pensatela su un terrazzo, a bordo piscina ma anche in casa. Io voto 10. Essenziale e dalle dimensioni contenute, con braccioli comodi, schienale avvolgente per un massimo comfort.

GINGER_and_BAKU_by_Unopiu

GINGER_by_Unopiu_3

Lo stesso brand ha in collezione un altro pezzo icona, una sorta di evergreen, che è Emy. Una tripolina proposta anche in pelle artigianale toscana, nuova versione ad uso esclusivamente indoor ovvero per gli interni. Quindi quando l’ho vista ho subito pensato fosse mia.

EMY_by_Unopiu_2

Mi sono subito immaginata Emy nel mio studio proprio come nella foto, con rivestimento verde, una lampada vicino, una pila di giornali da sfogliare in pace e lontano dai rumori della città. Una sorta di isolamento temporale e temporaneo nella mia mente, perché subito poi lo stress della quotidianità ha avuto la meglio. Ma sognare non costa nulla…

EMY_by_Unopiu_3

Sia Ginger che Emy sono sedute che con facilità possono essere inserite in diversi contesti. La tripolina ad esempio la trovo una soluzione perfetta per un angolo relax, dove concedersi una sana lettura. Accogliente e avvolgente sa coccolare e arredare uno spazio. Per i colori da abbinare all’ambiente non c’è problema, grazie all’ampia scelta di finiture a catalogo.

Ok, ok… Vi svelo l’azienda. È Uno più. Storico brand rinomato nel mondo per arredi e complementi outdoor e anche indoor. La proposta in collezione 2017 è talmente vasta che c’è solo l’imbarazzo della scelta dai divani alle sdraio, dagli ombrelloni alle sedute e ora ceste e tappeti.

Tante novità da non perdere ma soprattutto una tripolina e una sedia regista che sono must have!

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Caroline Walker, voyeurismo nella pittura notturna

Pubblicato da blog ospite in Design, Things I Like Today

Caroline Walker, Birthday Party, 2017, olio su tela, 200x270

La pittrice scozzese Caroline Walker esplora il ruolo della donna nella società contemporanea con uno sguardo voyeuristico ma sempre distaccato

Tengo d’occhio la pittura di Caroline Walker ormai da qualche anno perchè è un’artista davvero interessante nel mondo della pittura figurativa contemporanea. Questa giovane pittrice scozzese ci ha abituato alle sue grandi tele in cui esplora il ruolo delle donne nella società contemporanea. Donne di tutte le età, posizione sociale e professioni diverse, che appaiono spesso da sole e raramente in piccoli gruppi, ma sembrano sempre isolate dal mondo, distaccate, completamente assorte nelle loro attività.

Un deciso voyeurismo e una forte componente narrativa pervadono i quadri di Caroline Walker.
Le protagoniste delle sue tele sono spiate da punti di osservazione particolari, attraverso un vetro, da dietro un albero…. e il formato dei quadri, molto grande, invoglia lo spettatore ad avvicinarsi come per entrare dentro la scena. L’obiettivo della Walker è quello di far sentire coinvolto lo spettatore, quasi partecipasse all’azione in modo indiscreto. Ma allo stesso tempo questa osservazione è frutto di uno sguardo distaccato, perchè l’artista in fondo sta semplicemente registrando un dato di fatto, sta fotografando una realtà che non ci appartiene.

Caroline Walker, Night Scenes, 2017, olio su tela, 210x270

Caroline Walker, Night Scenes, 2017, olio su tela, 210×270

Dal realismo fotografico all’espressionismo pittorico

In effetti quello di Caroline Walker è un processo di lavorazione che parte dall’effetto realistico tipico di una fotografia, ma mira a superarlo attraverso la tecnica pittorica e la materia del colore. Il processo di realizzazione dei suoi quadri è lungo e laborioso: dopo aver trovato la location adatta, l’artista progetta il servizio fotografico, scegliendo il cast, gli abiti, gli accessori… poi comincia a costruire una storia nella sua mente e a fotografare diversi momenti come fossero lo storyboard di un film. Può scattare centinaia di foto, ipotetici still frame di una pellicola.
Una volta nel suo studio comincia a disegnare facendo schizzi e bozzetti ad olio con veloci pennellate di colore, pensando a come accostare vari dipinti legandoli con un filo conduttore narrativo.

La sua ultima serie, Night Scenes (attualmente in mostra a Milano) è una serie di quadri notturni ambientati in diverse location, dalla California alla Repubblica Ceca, 10 tele dipinte ad olio, legate al tema della notte.
Colori cupi illuminati da sprazzi di colore e protagoniste che si muovono nella penombra, in casa, in negozio o in piscina, occupate in attività ordinarie che, attraverso il filtro della pittura, ci appaiono inquietanti e misteriose, facendoci immaginare storie o retroscena inaspettati.

Per le sue caratteristiche (il voyeurismo e la solitudine dei personaggi), la pittura di Caroline Walker ricorda moltissimo i quadri di Edward Hopper, anch’essi popolati da persone intimamente sole colte in un momento di assoluta normalità.

LEGGI ANCHE: Edward Hopper, il pittore della solitudine

Un quadro notturno della serie "Night Scenes" di Caterine Walker

Un quadro notturno della serie “Night Scenes” di Caterine Walker

Pittura notturna di Caterine Walker - Late Opening, 2017

Pittura notturna di Caterine Walker – Late Opening, 2017

Caroline Walker, Catered, 2017, olio su tela, 150x203 cm

Caroline Walker, Catered, 2017, olio su tela, 150×203 cm

Caterine Walker - Resort, 2017, olio su tela, 125x100

Caterine Walker – Resort, 2017, olio su tela, 125×100

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#NON SOLO CASE -ELISE GRAVEL

Pubblicato da blog ospite in Design, Il Sottomarino a Pois
Buon mercoledì carissimi, la mia lista degli argomenti è stata stravolta da una passione che volevo condividere con voi.. quindi, per oggi, nessun articolo su carte da parati, nessun home tour, la mia testa è solo per lei e per le sue illustrazioni ( tra l’altro sto aspettando un pacchettino con due suoi libri!!..non vedo l’ora 😁) sto parlando di ELISE GRAVEL, come avete intuito dal titolo.
E’ un’illustratrice nata a Montreal nel 1977, potete seguirla su instagram, basta cercare elise_gravel, è autrice di numerosi libri per bambini, prende ispirazione dal mondo che la circonda,e attraverso la sua mano, lo trasforma in simpatici animaletti e personaggi. La cosa che mi piace dello stile di Elise, è che attraverso la semplicità del tratto e i pochi elementi che creano un suo personaggio, riesce a trasmettere stati d’animo, umori, azioni…solo con pochi segni.



ovviamente queste immagini sono solo una piccolissimissima parte del suo lavoro.. se volete vedere altro, potete andare sul suo sito cliccando qui oppure seguirla sui vari canali social…
ed ora prometto che nel prossimo articolo si parlerà di interni ( classico articolo per far fuggire i lettori ahaha ma il marketing non fa proprio parte di me 😂😅)
Buon proseguimento di giornata.. a presto.. 
Musica: Penny & The Quarters – You and Me


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Icone del design: la mitica poltrona Sacco

Pubblicato da blog ospite in Design, La Gatta Sul Tetto
Icone del design: la mitica poltrona Sacco

Ebbene si, ci sono dei pezzi d’arredo che ormai fanno parte dell’immaginario comune: la mitica poltrona sacco, protagonista dell’esilarante gag di Paolo Villaggio nei panni di Fracchia, è uno di questi.

Chi non si ricorda la scena in cui il vessato ragioniere tenta, senza successo, di sedersi sull’”orrido pouf” senza scivolare o sprofondare? In realtà questa poltrona, disegnata nel 1968 da tre giovani designer, Piero Gatti, Cesare Paolini e Franco Teodoro, all’epoca del film era già entrata nell’olimpo delle icone del design, vincendo nel 1970 l’ambito Compasso d’oro ed entrando due anni dopo nella collezione del MoMa di NewYork.
Icone del design: la mitica poltrona Sacco gatto
Il mio gatto Silver si gode la “sua” poltrona
Priva di struttura fissa, anticonvenzionale e versatile, la poltrona Sacco non è mai uguale a se stessa, ma cambia forma a seconda delle esigenze di chi si siede, o meglio, di chi vi sprofonda comodamente, grazie all’imbottitura di palline di polistirolo.
Oltre all’originale, prodotta da Zanotta, esistono in commercio riproduzioni più o meno fedeli a prezzi accessibili: oggi ho la possibilità di testarla per voi grazie a modaedesign.com, che commercializza una riproduzione di alta qualità prodotta da Avalon.

Il test

Il prodotto che ho ricevuto è il modello grande, dalle dimensioni di circa 70 cm di diametro in posizione verticale e di 120 cm x 80 cm in posizione orizzontale. La poltrona è leggera e facilmente trasportabile, cosi da poterla spostare a piacimento, anche in esterno.
Il rivestimento è in tessuto tecnico Jive antistrappo, non si sgualcisce ed è completamente sfoderatile e lavabile, sia con acqua e sapone, sia in lavatrice.
Ho fatto una prova con una macchia di cioccolato, lavando la superficie con una spugnetta imbevuta di acqua e sapone di Marsiglia, come potete vedere nelle immagini: la macchia è scomparsa senza problemi.
Icone del design: la mitica poltrona Sacco test macchia
Ho utilizzato la poltrona in questi giorni d’inizio estate, caldi e umidi, e devo dire che questo tessuto non scalda e non si appiccica alla pelle, tanto che anche il mio gatto, che istintivamente sceglie i posti più confortevoli per le sue pennichelle, ha gradito molto!
Il maggiore punto di forza di questo prodotto è rappresentato, secondo me, dalla sua capacità ergonomica di adattarsi alla forma del corpo e alle esigenze del momento: basta decidere, per esempio, a che altezza vogliamo la seduta, creare un piccolo avvallamento nel sacco e sedersi, o sdraiarsi se si vuole riposare.

Icone del design: la mitica poltrona SaccoIcone del design: la mitica poltrona Sacco

Icone del design: la mitica poltrona Sacco
Punti di debolezza francamente non ne ho trovati, dopo un mese intero di test: va detto che bisogna “prendere confidenza” con l’oggetto, sperimentando varie posizioni per trovare quelle che per noi sono più comode. 
Icone del design: la mitica poltrona Sacco
Sul modaedesign trovate la poltrona sacco anche con il rivestimento in eco pelle classica o “coccodrillo”, nelle misure grande o più piccola, adatta ai bambini.
Ringrazio la mia amica Eriko Hirahara e il mio gatto Silver per aver dedicato il loro tempo al test. 

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Oceano, la nuova cappa della collezione E.ion® System di Falmec

Pubblicato da blog ospite in Design, Dettagli Home Decor
Cappa aspirante da cucina di Falmec

Purezza geometrica, minimalismo e contemporaneità sono le prerogative estetiche di questa cappa, in grado di aspirare lungo tutta la sua struttura, raggiungendo così una superficie molto più ampia di aspirazione. 

Fenomeni naturali come fulmini, cascate e onde marine sono alcuni degli artefici della produzione di ioni atmosferici che, a loro volta, grazie all’azione energizzante e stimolante, consentono una maggiore sensazione di benessere psicofisico. 

Questo processo viene ricreato da Falmec, all’interno degli ambienti domestici, con la collezione di cappe aspiranti E.ion® System che, mediante la ionizzazione bipolare controllata, agisce eliminando i cattivi odori fino al 95% e tutti quegli agenti inquinanti e irritanti rappresentati da batteri, polveri, fumi nocivi, gas di scarico e sostanze chimiche dei prodotti dedicati alla pulizia della casa. 

Di questa innovativa collezione fa parte la nuova cappa Oceano che assicura performance straordinarie sia nella filtrazione degli odori, sia nella sanificazione degli ambienti.



Come tutte le altre soluzioni con tecnologia E.ion® System – Mare, Spring, Zephiro, Marilyn, Lumière, Eolo, Twister, Rubik e Libra – anche Oceano è caratterizzata da un sensore a forma di ‘fogliolina’ – diventato il simbolo ben riconoscibile della collezione – che rileva la presenza di agenti ‘nemici’, dalla formaldeide al fumo di sigaretta.
La ‘fogliolina’ misura la qualità dell’aria domesticaattraverso il cambiamento della colorazione del sensore che, gradualmente, si converte dal giallo al verde, segnalando, così, il ripristino di un ambiente sano e purificato. Il processo di ‘riequilibrio’ avviene in modo automatico: quando la qualità dell’aria peggiora, il sistema di ionizzazione si riattiva da solo.

Non diffondendo l’ozono nell’ambiente domestico, la ionizzazione bipolare controllata assicura una straordinaria purificazione e sanificazione dello spazio, e un significativo miglioramento dell’umore e della concentrazione di chi ‘vive’ la casa. 



Alla tecnologia innovativa, Oceano e tutte le cappe E.ion® System, infine, uniscono un design esclusivo e un sistema che permette una facile installazione poiché non necessita di tubazioni per lo scarico esterno di fumi e odori, né di lavori di muratura.  Questo si traduce in risparmio  energetico e comfort termicoottimale data la mancanza di tubazioni verso l’esterno che causerebbero una dispersione del calore del riscaldamento invernale e dell’aria fresca della climatizzazione estiva. Quello che ne consegue è un migliore impatto estetico e una maggiore versatilità di collocazione all’interno dell’ambiente cucina. 

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Come esaltare l’importanza di un parquet flottante

Pubblicato da blog ospite in Design, Dettagli Home Decor
Progetto di interior design per una casa anni '50

Una cliente dal Lussemburgo si è rivolta a Pillar (ex CoContest) – prima piattaforma al mondo di crowdsourcing per l’architettura e l’interior design che mette in contatto i clienti con oltre cinquantaquattromila professionisti di tutto il mondo –  per rinnovare lo stile della sua villetta. Lo stile attuale è quello di una vecchia costruzione, e la cliente si raccomanda nella stesura del brief di valorizzare questo aspetto.


Progetto di interior design per una casa anni '50

L’architetto Alessandro Rizzo, presenta un progetto sviluppato in chiave moderna ma che rispetta le caratteristiche di un tipico edificio anni ’50.
Gli interventi sono minimi, demolendo infatti poche partizioni si crea un ambiente unico di soggiorno e cucina  creando uno spazio più fluido. La pavimentazione della cucina viene sostituita con lo stesso parquet  del soggiorno in modo favorire l’unione dei due ambienti mantenendo la separazione delle due aree con la realizzazione di due camini, uno in acciaio nella sala da pranzo e uno vetrato tra il soggiorno e la cucina.


Progetto di interior design per una casa anni '50

Anche lo studio di architettura Dom-StudioMilan-Moscow riprende il parquet esistente nella zona living anche nella cucina, ma separa le due zone con una parete attrezzata sospesa dando il tocco di modernità richiesto dalla cliente. Per le pareti inoltre viene suggerita una tonalità beige, tono su tono con il parquet.


Progetto di interior design per una casa anni '50

A vincere il Contest è l’architetto Giovanna Procopio che propone una soluzione aperta unendo tutta la zona giorno dall’ingresso alla cucina, lasciando la possibilità di chiudere le diverse zone con una porta scorrevole, il parquet viene utilizzato in tutte le stanze e la scelta di un arredamento moderno e funzionale garantisce alla cliente la perfetta coabitazione di uno stile moderno dal gusto classico.



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Bruzzoni – lo spazzolino di design

Pubblicato da blog ospite in Case e Interni, Design

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Negli ultimi anni lo spazzolino elettrico è diventato molto popolare, ma purtroppo in questo campo la praticità non sempre è sinonimo di bellezza.

Bruzzoni, giovane azienda svedese (con influenze italiane) di prodotti per il bagno, contribuisce a rendere l’ambiente bagno un luogo ricercato e chic. Bruzzoni, sul mercato da Dicembre 2016, progetta una serie di prodotti elettronici per il bagno di alta qualità, nella fascia che si pone tra il lusso e il mercato di massa. La Brand Manager e Co-founder Jenny Mossberg lo definisce “lusso accessibile” per quanto concerne i prodotti da bagno. Il primo articolo della produzione è proprio uno spazzolino elettronico con ricarica USB e a induzione.

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The Wall Street Collection comprende, infatti, spazzolini di design davvero eleganti e funzionali, che uniscono i vantaggi della tecnologia avanzata alle tendenze più attuali.

Del resto è ormai chiaro a tutti che nell’Interior design il bagno è uno dei locali più importanti delle nostre abitazioni: è qui, infatti, che quotidianamente ci dedichiamo alla cura personale e al relax. Per questo scegliere gli accessori giusti, che si coordino perfettamente con eleganza e stile al nostro ambiente, diventa sempre più una necessità.

Lo ha compreso bene Bruzzoni che ha accuratamente studiato materiali e forma dei prodotti ponendo attenzione su design, funzionalità e praticità.

Sicuramente a prima vista si rimane colpiti dalla bellezza ed eleganza di questi accessori per l’igiene orale, che diventano improvvisamente straordinarie icone di stile. Il design scandinavo ed il glamour italiano si fondono perfettamente in linee semplici ed eleganti, con combinazioni di colori essenziali, come il bianco con l’argento o il nero con l’oro.

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I designer Bruzzoni non si sono fermati solo all’estetica, alla forma accattivante si unisce la funzione: i bordi lisci e arrotondati dello spazzolino facilitano l’uso e la pulizia, mentre la tecnologia avanzata con cui è costruito aiuta nell’igiene quotidiana, senza danneggiare lo smalto.

Molto pratico negli spostamenti o da portare in viaggio, la ricarica dello spazzolino elettrico può avvenire anche attraverso una semplice USB collegata al computer o alla TV… ovunque ci troviamo.

Bruzzoni diventa così un vero must per le persone attente all’igiene ed al design.

I prodotti sono già distribuiti in molti Paesi del mondo, compresa l’Italia. A parte alcuni distributori e rivenditori attentamente selezionati, il prodotto è disponibile a livello internazionale sul sito www.bruzzoni.com.


 
 

Back to “terrazzo” motif

Pubblicato da blog ospite in ChiccaCasa, Design

Si apra il sipario!  Protagonista dell’ultimo home trend è terrazzo!


Lo riconosci? è il motivo che caratterizza ancora oggi pavimenti di chiese, edifici antichi e case dei nonni. A proposito, anche la Casetta aveva questo pavimento! Durante la ristrutturazione abbiamo deciso di cambiarlo (pentendoci di questa scelta subito dopo), ma ne ho conservato un pezzo, che incornicerò ed esporrò come ricordo.

Questo materiale è nato nel neolitico, per poi raggiungere il boom della sua espansione nel 1400. 
Furono i veneziani ad introdurlo per primi in Italia. Il terrazzo veniva realizzato con scaglie di marmo, vetro, granito ed altri materiali avanzati da precedenti lavorazioni, tenuti insieme da un collante diverso a seconda dell’epoca di realizzazione. Era, insomma, un materiale a basso costo con cui venivano realizzate pavimentazioni e pareti.

Oggi è tornato in voga a tal punto che il motivo che lo caratterizza è utilizzato per rivestire oggetti di design. Eccone una selezione.

 – Terrazzo boards by RESTORED. Si tratta di tavole di terrazzo, made in Italy, perfette da usare come sottopentola, base d’appoggio, vassoio o, perchè no, come sfondo delle tue foto Instagram! 


– Pendant lamp by BENTU. Lampade a sospensione realizzate con scaglie tenute insieme da cemento, da un brand cinese. Hanno una texture grezza e sono disponibili in quattro colorazioni una più interessante dell’altra.



Notebook by Woouf. Una deliziosa agenda tutta da riempire, ricoperta da una pioggia di scaglie. Oltre all’utilità è un vero e proprio oggetto d’arredo per la scrivania. Woouf realizza delle agende davvero fantastiche! Dai un’occhiata qui.

Marmoreal by Dzek. Un top composto da quattro differenti tipi di marmo italiano, disponibile sia a sfondo bianco che a sfondo nero. Una vera chicca in grado di dare carattere ad una cucina. Dzek è un brand interamente dedicato ai rivestimenti in terrazzo. Puoi prendere ispirazione qui.


Kilian, terrazzo shower curtain by Urban Outfitters. Una tenda doccia acquistabile solo online. Allegra e frizzante, ma allo stesso tempo molto glam. Realizzata in cotone, può essere lavata in lavatrice!


Terrazzo wallpaper by Ferm Living. Una carta da parati davvero meravigliosa. L’ho amata dal primo giorno in cui l’ho vista. Disponibile in diverse tinte, si adatta perfettamente ad ogni stanza, persino alla cameretta dei bambini.


Knot bean bag by Ferm Living. Cito ancora Ferm, uno dei miei brand preferiti, perchè dovevo mostrarti a tutti i costi questo pouf. Interamente in cotone, è perfetto per un disimpegno, un salotto oppure l’area giochi.


Io vado matta per questo home trend, nostalgico e frizzante. E tu cosa ne pensi?
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Nuove finiture “new metal look” di Tubes

Pubblicato da blog ospite in Design, Dettagli Home Decor
Tubes presenta le nuove finiture anodizzate

TUBES  presenta  la  nuova  finitura  in  rame  spazzolato  opaco  per  i  modelli  Kubik,  Bath  25,  Smart  e  t.b.t.  e  la  versione  in  Alluminio  Anodizzato  Bronzo  per  Soho  e  Soho  Bathroom  Version,  che  si  aggiunge  alle  precedenti  versioni  anodizzate  argento,  titanio  e  nero  per  gli  stessi  modelli. 

 

Bellezza  e  funzionalità,  alte  prestazioni  unite  a  un  look  sofisticato.  Da  sempre  Tubes  ripone  particolare  attenzione  all’equilibrio  fra  le  alte  performance  funzionali  e  l’aspetto  formale  dei  propri  prodotti,  ormai  in  molti  casi  diventati  nuove  icone  e  protagonisti  dall’indubbio  carisma  estetico  in  ogni  ambiente,  residenziale  o  collettivo.   

L’attenzione  alla  “forma”  si  riscontra  tanto  nel  design,  tanto  nella  “pelle”  dei  caloriferi  Tubes,  ovvero  la  finitura  e  il  colore  che  lo  rendono  perfettamente  inseribile  in  ogni  contesto  abitativo,  andando  a  rispecchiare  perfettamente  il  gusto  del  cliente. 


Tubes presenta le nuove finiture anodizzate

La  customizzazione  del  prodotto  non  solo  spazia  nel  colore  -­  offrendo  al  cliente  più  di  260  varianti  colore  RAL  oltre  a  cromie  speciali  realizzate  ad  hoc  per  le  collezioni  Tubes  –  ma  oggi  riguarda  anche  alcune  particolari  finiture  come  la  nuova  versione  galvanica  in  rame  spazzolato  opaco  da  oggi  disponibile  nei  modelli  Kubik,  Smart,  Bath25  e  t.b.t.  o  quella  in  Alluminio  Anodizzato  Bronzo  ora  disponibile  nei  modelli  Soho  e  Soho  Bathroom  Version  in  aggiunta  alle  versioni  anodizzate  Argento,  Titanio  e  Nero  degli  stessi  modelli. 
Oltre  a  queste  nuove  versioni  si  ricordano  anche  le  altre  finiture  galvaniche  a  catalogo:  cromo  lucido,  nichel  satinato,  nichel  nero,  stagno  lucido,  oro  14K. 


Tubes presenta le nuove finiture anodizzate
Tubes presenta le nuove finiture anodizzate
Tubes presenta le nuove finiture anodizzate
Tubes presenta le nuove finiture anodizzate
Tubes presenta le nuove finiture anodizzate

Ancora  una  volta  Tubes  si  distingue  per  la  forte  componente  innovativa,  tanto  funzionale  quanto  estetica,  dei  suoi  prodotti.  Oggi  il  calore  e  l’alta  performance  scelgono  vestiti  alla  moda  dall’effetto  metal…anche  se  evergreen! 

 

  

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Nudi maschili degli anni ’30 nella fotografia artistica di Herbert List

Pubblicato da blog ospite in Design, Things I Like Today

herbert list fotografia di nudi maschili

Corpi scolpiti sotto il sole accecante del mediterraneo si stagliano come statue greche negli scatti di Herbert List il maestro della fotografia artistica di nudo maschile

Herbert List (1903-1975) è stato un fotografo “classico” che ha combinato il suo amore per la fotografia con la passione per il surrealismo e il classicismo ed è ricordato soprattutto per la sua fotografia artistica di bellissimi nudi maschili. Nato ad Amburgo, figlio di commercianti, studiò letteratura e Storia dell’arte e da ragazzo iniziò a fotografare per hobby durante i suoi viaggi di lavoro. Nel 1930 entrò in contatto con le avanguardie europee e divenne amico del fotografo Andreas Feininger che lo introdusse all’uso della Rolleiflex (la stessa macchina utilizzata da Vivian Maier). Influenzato dal surrealismo e dal movimento del Bauhaus, iniziò a scattare foto di still life e ritratti ai suoi amici sviluppando il suo stile personale.

Con l’istituzione delle leggi razziali in Germania nel 1936 Herbert List, ebreo e apertamente gay, fu costretto ad abbandonare il paese passando per la Svizzera e approdando sulla riviera Ligure dove passò l’estate.
Si stabilì poi fra Parigi e Londra e iniziò a lavorare come fotografo di moda per Harper’s Bazaar.
Insoddisfatto del suo lavoro continuò a sperimentare con la fotografia di still life avvicinandosi allo stile metafisico di De Chirico e Max Ernst.

Herbert List - Good friends - Liguria, Italy, 1936 fotografia di nudo maschile

Good friends – Liguria, 1936

Herbert List: il maestro della fotografia artistica di nudo maschile

Infine si trasferì in Grecia dove rimase dal 1937 al 1939 alla ricerca di uno stile di vita più consono e libero. Lì ebbe modo di ammirare l’architettura e la scultura classica e fotografò templi, rovine e paesaggi dedicandosi anche alle foto di nudo maschile che divennero per lui quasi un’ossessione.

Nel periodo fra le due guerre si era diffuso il culto della forma fisica, del sole e del naturismo e un generale allentamento della morale. Era di moda scattare foto di nudi maschili in pose classiche, con corone d’alloro, colonne o rovine, una tendenza che è andata avanti fino agli anni ’30. Herbert List, come altri, fotografava questi nudi per il proprio piacere o per gli amici ma nessuna di queste foto venne mai pubblicata fino a molti anni dopo per paura di ritorsioni.
Sulle rive del Mediterraneo List ha saputo esprimere come nessun altro prima, la bellezza di fisici statuari illuminati dall’abbagliante luce del sole per rivelare, come amava dire, l’essenza magica che anima il mondo delle apparenze. I corpi maschili nella cruda luce del sole sembrano quasi statue greche viventi ma l’erotismo che trapela da queste immagini è sempre elegante e raffinato.

Herbert List - fotografia artistica - fotografia di nudo maschile

Herbert List – fotografia artistica – fotografia di nudo maschile

Stabilitosi in Italia, negli anni ’50 il suo stile divenne più spontaneo, influenzato dal collega Henri Cartier-Bresson e dal movimento cinematografico del Nerorealismo italiano, spostandosi quasi verso la fotografia di strada.
List pubblicò anche un libro fotografico in collaborazione con Vittorio De Sica e nello stesso periodo entrò nell’Agenzia Magnum convinto da Robert Capa. Le foto scattate fra la spiaggia e la strada sono fra i suoi scatti migliori e sebbene non possa essere considerato un vero street photographer, Herbert List ha cercato sempre di esplorare la vita delle persone con l’occhio del reporter, cercando di cogliere l’attimo.

“Le immagini che ho scattato in modo spontaneo – con una sensazione di beatitudine, come se avessero abitato a lungo il mio inconscio – erano spesso più potenti di quelle che avevo composto con cura.
Ho afferrato al volo la loro magia.”

Herbert List - Wrestling boys - Germania, Mar Baltico1933 Herbert List - fotografia artistica

Wrestling boys – Germania, Mar Baltico1933

Negli anni ’60 smise di fotografare e fu praticamente dimenticato. Morì nel 1975.
Riscoperto anni dopo, è stata pubblicata un’ampia monografia di Herbert List con oltre 250 foto divise in cinque sezioni: Fotografia Metafisica, Rovine e Frammenti, Eros e Fotografia, Ritratti, Momenti.

Spaziando fra generi e stili diversi dagli anni ‘3o agli anni ’60, Herbert List è passato dalla fotografia di still life alla street photography e dal classicismo alla metafisica al surrealismo. Per questo le sue immagini hanno influenzato intere generazioni di fotografi, a partire da Herb Ritts il fotografo glamour degli anni ’80 fino al fotografo di moda Bruce Weber che ha dichiarato:

Quando avevo il mio studio a New York, Calvin Klein mi chiese di fotografare la sua campagna di intimo e mi domandò dove volessi andare. Immediatamente pensai a Herbert List e Santorini!

E forse può sembrare un’iperbole ma anche Mario Testino non ha inventato niente perchè, se guardiamo le fotografie di Herbert List ambientate proprio a Capri, ci accorgiamo che la famosa pubblicità con David Gandi c’era già negli anni ’30!!

Herbert List - Flirt in Capri #3, Italy, 1936 fotografia artistica

Herbert List – Flirt in Capri #3, Italy, 1936

Herbert List - Flirt in Capri #1, Italy, 1936 fotografia artistica

Herbert List – Flirt in Capri #1, Italy, 1936

Herbert List - Young men under reed roof - Torremolinos, Spagna 1951 fotografia artistica - fotografia di nudo maschile

Young men under reed roof – Torremolinos, Spagna 1951

Herbert List - fotografia di nudo maschile - fotografia artistica

Herbert List – fotografia artistica di nudi maschili

Herbert List - fotografia artistica - fotografia di nudo maschile

Herbert List - Young Arab with foxtail lilies - Hammamet, Tunisia 1935 Herbert List - fotografia artistica di nudo maschile

Young Arab with foxtail lilies – Hammamet, Tunisia 1935

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