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Uncertain Journey: Chiharu Shiota at Blain Southern, Berlin

Pubblicato da blog ospite in Design, Nook Twelve

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Uncertain Journey is the latest latest installation by the artist Chiharu Shiota at Blain|Southern in Berlin, her adopted home town.

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Born in Osaka, Japan, in 1972, Chiharu Shiota has been living and working in Berlin since 1996. For her first exhibition with Blain|Southern, Chiharu Shiota has created a new site-specific monumental installation in the Berlin gallery, eight years after she last exhibited in her home city. Shiota is primarily known for her immersive installations, such as The Key in the Hand, with which she represented Japan at the Venice Biennale in 2015. Weaving intricate networks of yarn, the artist creates new visual planes as if she were painting in mid-air.

Uncertain Journey centres around one installation that dominates the gallery’s vast central atrium. The 7,5m high installation fills the entire space and can be viewed from the inside, or looking down from a mezzanine above. “As people come in at first they look around and then they see an infinite line. Just as the universe is infinite, there appears to be no end to this line of yarn” Shiota explains.

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“Our lives are like a journey without a destination, even though we don’t know where we are heading, we cannot stop. I wanted to emphasise this feeling of travelling with nowhere to go whilst alluding to a search for a sense of belonging.”

The colour of blood, the nexus of yarn is laden with symbolism. For the artist it echoes the interior of the body and the complex network of neural connections in the brain. The interwoven strands also express the connections between people. “The lines of yarn speak for me about everything that connects people, about changing human relationships… The installation is like one vast network, with the boats carrying us through on a journey of uncertainty and wonder.”

If you are heading to Berlin, you are still in time to visit the installation until November 12th 2016.

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All photos by Nook Twelve, info courtesy of Blain|Southern

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3dsMax e Mental Ray algoritmi di calcolo a confronto Daylighting in outdoor

Pubblicato da blog ospite in Design, Luxemozione

Link all’articolo originale: 3dsMax e Mental Ray algoritmi di calcolo a confronto Daylighting in outdoor
articolo scritto da: Luca

Qualche mese fa ho pubblicato un articolo introduttivo di una seconda serie, sulla simulazione foto-realistica della luce secondo parametri fisicamente corretti, realizzati con 3dsMax e Mental Ray. Nello specifico, in questa nuova serie, voglio mettere a confronto i diversi algoritmi di calcolo Final Gather e Photon Map  e porre l’accento su pro e contro di uno e dell’altro nella verifica.

Per gli altri articoli sulla simulazione della luce con 3ds Max vi rimando alla sezione su Luxemozione

Nella immagine in header, courtesy LDT Lighting Design Team, una simulazione di luce naturale ed artificiale che ho realizzato per un cliente.

Dopo le premesse fatte nel precedente articolo introduttivo è il momento di analizzare il comportamento degli algoritmi di calcolo Final Gather e Photon Map e quale sia la soluzione migliore da adottare,  in una ambientazione esterna con luce naturale .

Tenendo conto che uno degli scopi di tale comparazione è anche la ricerca del miglior compromesso fra qualità grafica  e tempi di calcolo, tenendo come punto fermo  l’attendibilità dei dati ottenuti, è fondamentale considerare  le caratteristiche della work station utilizzata per eseguire tali test, in quanto l’hardware incide in modo determinante per quanto riguarda il “Render Time” .  

Essendo Mental Ray un motore di render basato su tecnologia CPU , sfrutta essenzialmente le potenzialità del processore e in parte della Ram per operazioni correlate, per questo motivo di seguito vengono descritte le caratteristiche di questi due componenti inseriti nella work station utilizzata :

  • Processore : Intel Core i7 4930K – 3,4GHz (OK – 4,15 GHz)
  • Ram : 30 Gb – 1333 MHz

Analisi della scena

Prima di tutto è essenziale di volta in volta, valutare le caratteristiche dell’ambiente e il tipo di fonte luminosa che si intende utilizzare. 

Normalmente un ambiente esterno è costituito da aree più o meno ampie e poco circoscritte, caratteristica che influenza in modo determinante il comportamento dei  Fotoni (nel caso della Photon Map) , come dei Bounce e Rays (nel caso del Final Gather) , che come abbiamo visto sono i soggetti incaricati del reperimento ed analisi delle informazioni tridimensionali dell’ambiente virtuale,  dai due algoritmi di calcolo Photon Map e Final Garher.

Questa caratteristica è una discriminante fondamentale, ma ovviamente non è l’unica in quanto se da un lato è importante tenere in considerazione appunto le caratteristiche dell’ambiente, è a pari modo determinante  tenere in considerazione quale fonte luminosa vogliamo utilizzare.

Ricordiamo che il Final Gather è considerato view dipendent, ovvero dipendente dal punto di osservazione in quanto i Rays partono dalla camera , mentre  i Fotoni sono strettamente legati alla sorgente luminosa, in quanto dipendenti da essa.

La scena utilizzata per eseguire i seguenti  test , è composta da strutture che delimitano gli spazi sia verticali che orizzontali (nella parte inforiore) , e da una ampia apertura sulla parte superiore. Questo tipo di ambiente, se pur considerato esterno  consente di poter ottenere  una serie di risultati utili ad una migliore comprensione del comportamento di antrambe gli algoritmi di calcolo e delle fonti luminose .

Per poter ridurre i tempi di calcolo e circoscrivere gli aspetti da analizzare, è stato utilizzato un materiale unico per ogni oggetto e superficie ,  le componenti , Riflessione , Trasparenza/Rifrazione non sono state tenute in considerazione, tranne per quanto riguarda i vetri dei serramenti .

Case A : Daylighting Outdoor  –  Final Gather

Il primo caso preso in considerazione vede  l’utilizzo dello strumento  “Daylighting System” , con mrSun e mr Sky , per simulare il comportamento fisico del sole e della volta celeste, attraverso il modello di sky Perez con file .epw , riferito alla località Venezia.

Vedi articolo Fonti luminose artificiali e naturali:

Come detto più volte nei precedenti articoli, una delle condizioni imposte dal Lighting Assistant (strumento utilizzato per compiere l’analisi illuminotecnica della scena – vedi articolo LINK)  è appunto l’attivazione e dunque utilizzo,  del Final Gather.

L’immagine seguente è stata ottenuta utilizzando appunto questo algoritmo di calcolo e con le seguenti impostazioni dei parametri :

3ds Max light symulation 01-dl_fg_interpolate100j

  • FG Dansity : 0,8
  • Rays : 350
  • Interpolate : 100
  • Bounce : 6
  • Render Time : 20’ 15’’

Dal punto di vista grafico, il rendering risulta pulito, ovvero privo dell’effetto “noise” o chiazze irregolari, e una buona qualità dei particolari delle superfici e degli oggetti.  

I Bounce , ovvero il numero di rimbalzi, incidono sia in termini qualitativi che quantitativi in quanto influenzano sia i valori forometrici che la qualità del rendering, ed è opportuno individuare il limite tale ove l’incremento dei valori può essere considerato irrisorio e trascurabile dal lato analitico .  

Il Rendering  è ulteriormente influenzato dal valore di interpolate che aiuta a gestire un aspetto unicamente grafico/qualitativo ovvero l’effetto “noise” che si verifica soprattutto in condizioni particolarmente critiche, ovvero con una forte componente di luce indiretta e una scarsa componente di luce diretta, come nella condizione proposta in questo caso.

L’interpolazione è sicuramente il maggior limite del sistema, in quanto più essa è elevata (dunque più alto è il valore di interpolate) maggiore sarà la perdita dei dettagli , e di conseguenza minore sarà la qualità grafica.  Non influisce in alcun modo sull’aspetto quantitativo ma solo ed unicamente dal lato qualitativo, per questa serie di motivi, deve essere trovato un buon  compromesso fra  pulizia dell’immagine  e qualità dei dettagli.

Le due seguenti immagini , offrono una panoramica dal punto di vista “quantitativo” ,  sulla distribuzione luminosa grazie ai falsi colori, e sui valori di illuminamento ottenuti su di un piano posto a 20 cm dalla superficie inferiore. 

3ds Max light symulation 3ds Max light symulation

Case B : Daylighting Outdoor   Final Gather  + Photon Map

La caratteristica principale della Photon Map è sicuramente l’indipendenza  dal punto di osservazione in quanto strettamente legata alle fonti luminose , e se abbinata al Final Gather  riduce notevolmente i tempi di calcolo.

Questa caratteristica se da un lato offre notevoli vantaggi , dall’altro ne è sicuramente un grande limite , come nel caso appunto di una  condizione luminosa naturale,  dove le fonti luminose utilizzate sono il sole e cielo fisico, mrSun e mrSky, in quanto sono proprio loro a dover controllare quantità e  distribuzione spaziale dei Fotoni.

 Impostando il numero di fotoni nel render setup, nel parametro “Average GI Photons per Light”    esso agirà direttamente su ogni fonte luminosa presente in scena,  nel caso specifico mr Sun e mrSky , ma quest’ultimo  non è in grado di generare fotoni , quindi il numero di fotoni impostato interesserà solo ed unicamente il mrSun.  

Già questo aspetto  risulta determinante nel considerare la Photon Map non idonea nel caso di dover analizzare la luce naturale ma oltre a questo aspetto , seppur molto importante vi è anche un altro fattore legato alla natura stessa della fonte luminosa, ovvero il sole.

Nelle immagini seguenti  si può notare  quali risultai possiamo ottenere con in sequenza, 500000 – 1000000 – 5000000 fotoni , attivando la Photon Map in abbinamento al Final §Gather, nel quale abbiamo provveduto ad abbassare i valori dei parametri, in quanto in questo caso ha solo una funzione di rifinitura dell’immagine finale, e soprattutto non dovrà più sobbarcarsi l’oneroso lavoro effettuato dai bounce, perchè se ne occuperà appunto i Fotoni :

3ds Max light symulation

Come potete notare a prescindere dal numero di fotoni il risultato non cambia, ma soprattutto perchè la componente indiretta  è solo in parte calcolata e rappresentata.

Il sole è una fonte luminosa molto particolare, completamente diversa da un corpo illuminante artificiale , per natura fisica e per caratteristiche tecniche facilmente comprensibili, di conseguenza il lavoro dei fotoni in questo caso è incontrollabile ed ingestibile in quanto solo una piccola parte dei fotoni uscenti dal mrSun  arriva a colpire le superfici della nostra scena, la maggior parte di essi è inesorabilemte dispersa nell’ambiente circostante  , e questo a prescindere dal numero di fotoni inpostato.

Teniamo presente che in un ambiente interno, sono sufficienti  250000 / 300000 fotoni suddivisi fra le varie fonti luminose per determinae una Photon Map omogenea e ben definita, quindi un numero pari a 1000000 o 5000000 è un valore spropositato, volutamente utilizzato per far comprendere la criticità e l’inutilità di questo algoritmo di calcolo in questa condizione luminosa.

Per quanto riguarda la condizione mista , ovvero luce naturale con luce artificiale, presenta le medesime criticità e limitazioni, quindi non verrà analizzata.

Nel prossimo articolo sarà considerata  una condizione luminosa artificiale in un ambiente esterno.

Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all’articolo originale.
Link al post originale: 3dsMax e Mental Ray algoritmi di calcolo a confronto Daylighting in outdoor pubblicato su Luxemozione Luxemozione – News dal mondo della luce

Copyright © Giacomo Rossi.

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Vivere nel sottotetto in Lussemburgo

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break, Design, Interiors

La ristrutturazione e la completa trasformazione degli interni di questa casa degli anni ’20 a Lussemburgo ha rappresentato una sfida per tutti i soggetti coinvolti nel progetto, soprattutto per il cliente che ha vissuto in casa durante i quattro mesi del cantiere.
I requisiti tecnici e strutturali per integrare le particolarissime capriate esistenti del tetto e un nuovo solaio, che avrebbe sostituito quello vecchio in pessime condizioni, hanno richiesto una soluzione solida e tuttavia discreta, pensata insieme da architetto, ingegnere strutturale e fabbro. 


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Fra digital art e fotografia con la testa fra le nuvole

Pubblicato da blog ospite in Design, Things I Like Today

emi haze digital art fotografia

Il cielo e le nuvole si combinano con la figura umana, così come la digital art e la fotografia si combinano insieme nelle opere sognanti di Emi Haze

Emi Haze è uno degli artisti digitali italiani più apprezzati internazionalmente e con il suo stile inconfondibile ha portato la digital art a un livello superiore. Da sempre appassionato di disegno e pittura, si è diplomato al liceo artistico e poi si è laureato in Graphic Design e Grafica Pubblicitaria a Verona. Ora vive a Monfalcone e lavora come digital artist e illustratore freelance.
Nei suoi lavori fantastici l’essere umano si fonde con la natura in perfetta armonia per esprimere un mondo interiore etereo e immaginifico in equilibrio fra realtà, sogno e fantasia.

emi haze fotografia arte digitale

Emi Haze combina digital art e fotografia ma anche elementi grafici realizzati a mano, scarabocchi, segni a inchiostro, macchie di colore acrilico o acquerelli, scannerizzati ad alta risoluzione e pronti per essere usati durante il processo digitale. E’ così che si materializzano nuvole che formano i capelli, visi che si dissolvono nell’aria, figure umane che emergono dalla terra, fra i rami e le radici… un mondo visionario che Emi Haze crea grazie alle infinite potenzialità di Photoshop. In una recente intervista ha raccontato:

La natura è uno degli elementi fondamentali dei miei lavori più recenti. Cumuli di rami e nuvole che fanno da capelli, volti che si fondono con l’aria e il cielo, figure umane che nascono da distese di terra e radici… Fuoco, aria, acqua e terra sono i quattro elementi del mondo terrestre che si fondono con la figura umana. Il risultato è la visione di un mio mondo interiore immaginifico, in bilico tra realtà, sogno e fantasia, nel quale il colore e la sensibilità hanno un ruolo predominante. Un’armonia che lega l’uomo e la natura in un modo perfetto e che purtroppo sembra ormai essere un’utopia.

Il suo stile è unico e inconfondibile ed è grazie a questo che è stato scelto fra i testimonial per la speciale campagna pubblicitaria di Adobe per il 25° Anniversario di Photoshop con la sua opera Cosmogony Reloaded. Questo artwork  è stato inserito anche nel video “Dream On” proiettato durante gli Academy Awards 2015 che ha avuto oltre 2 milioni di visualizzazioni su Youtube, facendo conoscere Emi Haze al grande pubblico internazionale. Da allora ha collaborato alla campagna pubblicitaria della Wacom per la tavoletta grafica Intuos e ha realizzato diverse copertine di libri nel campo dell’editoria.

Cosmogony Reloaded, digital artwork per il 25° anniversario di Photoshop

emi haze cosmogony reloaded adobe photoshop 25th anniversary

Emi Haze – Cosmogony Reloaded • Adobe Photoshop 25° Anniversario

Cosmogony Reloaded è una rappresentazione delle origini dell’universo, una ragazza che si materializza dal cielo, in mezzo alle nuvole, con un’esplosione di colori. Se vi piace (scommetto di si) ecco passo per passo il tutorial che spiega come è stata realizzata.

Grazie alla passione e alla grande dedizione che Emi Haze mette nel suo lavoro, si ottengono evidentemente grandi risultati. Guardando Cosmogony Reloaded e gli altri suoi lavori, è infatti evidente che le potenzialità della tecnologia unite all’immaginazione e alle capacità manuali cancellano ogni limite rispetto a ciò che si può realizzare nel campo della digital art.

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emi haze fotoritocco digital art

digital art emi haze fotoritocco

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Emi Haze – Cover italiana del libro “Panic” di Lauren Oliver

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Mobili in legno impiallacciato: come sono fatti?

Pubblicato da blog ospite in BlogArredamento Aziende, Design, Napol Arredamenti

Le aziende che ancora producono mobili in legno impiallacciato sono davvero poche. Quando si parla di impiallacciato si parla di Vero Legno, ma sono in tanti a chiamare legno le sue imitazioni più economiche (ad esempio melaminici, nobilitati o laminati).
Come per molte altre cose, saper riconoscere ed apprezzare un mobile impiallacciato vero e di qualità parte sempre da un unico presupposto: dalla conoscenza, dall’informazione. Sapere come è fatto un mobile aiuta a fare buoni acquisti.
Gli esperti sanno riconoscere di che cosa è fatta un’anta, un top o un cassetto semplicemente toccandone la superficie o “bussando” sul pannello (lo sappiamo, fa ridere, ma usiamo il verbo bussare perché è proprio quello che meglio descrive il caratteristico gesto che avrete visto fare in tantissime occasioni, soprattutto se si parla di mobili…o anche di angurie :)

Ci sono piccoli accorgimenti che ognuno di noi può apprendere per poter acquistare con maggiore consapevolezza, facendo le giuste domande o chiedendo le informazioni che aiuteranno a scegliere un arredo davvero bello, di qualità, resistente e durevole.

2 cose da sapere sui mobili in legno impiallacciato

1. Se non è vero legno, non è impiallacciato

I mobili in legno impiallacciato devono avere una caratteristica fondamentale: le superfici dell’arredo devono essere rivestite da fogli di vero legno, detti anche radiche o piallacci, ricavati dalla tranciatura di un tronco.
Il tronco può essere tagliato in due modi: può essere tranciato lungo l’asse centrale o può essere fatto ruotare contro una lama per ottenere un lungo foglio continuo. Il taglio lungo l’asse (immagine a destra) è quello che consente di ottenere lamine di legno più decorative.

Ogni superficie (top, anta, frontale di un cassetto) può essere impiallacciata utilizzando un unico foglio o più fogli accostati tra loro in vari modi: il falegname può voler mettere in evidenza particolari venature o fiammature mantenendole intatte e ben visibili (disposizione baciata, a libro o aperta), in altri casi la fiamma può essere spezzata o possono essere usati solo fogli in cui le venature sono le protagoniste (disposizione parallela o “a correre”).
In caso di essenze di recupero come il nostro Briccola Venezia, i fogli di legno sono accostati in maniera tale da esaltare le imperfezioni derivate dal lavorio di acqua, flora e fauna della laguna veneziana.

2. Cosa c’è sotto?

“Bello: da fuori vedo il vero legno, ma cosa si nasconde sotto?”. Conoscenza e informazione passano attraverso leciti dubbi ed è giusto chiedere prima di acquistare.
Il mobile impiallacciato in legno non è nato “ieri” e non è nemmeno un’invenzione nel nostro secolo. Già nel Rinascimento si usava ricoprire mobili in legno comune con essenze legno pregiate. I fogli erano spessi anche qualche centimetro e questa lavorazione era detta lastronatura.
L’evoluzione tecnologica oggi ci permette di ricavare lamine di legno di pochi millimetri dotate di grande elasticità. Questi tranciati ci consentono di rivestire elementi sagomati e curvi, garantendo una grande flessibilità in termini di lavorazioni e di resa estetica.

Il piallaccio di vero legno può essere applicato su pannelli di varia natura. Pareti attrezzate, letti impiallacciati e armadi in legno Napol hanno un’anima in multistrato o tamburato, mentre per alcuni elementi possiamo impiegare pannelli in particelle di legno agglomerato 100% pioppo o medium density certificato E1.

Quali essenze vengono utilizzate per realizzare i mobili impiallacciati in legno?

Le essenze impiegate da Napol sono olmo, ciliegio europeo e ciliegio americano, frassino, rovere di recupero proveniente dalle briccole veneziane, rovere laccato a poro aperto.

Qui sotto mostriamo i piallacci allo stato naturale, senza spazzolatura, lucidatura o laccatura eventualmente applicate a seconda della finitura.

Le essenze utilizzate nel passato per realizzare le impiallacciature erano tra le più pregiate: queste venivano impiegate con parsimonia perché molto costose, oppure difficili da lavorare sotto forma di massello, o ancora molto esotiche e perciò difficili da reperire (come il palissandro, il mogano o l’ebano). Impiallacciare permetteva – e permette tuttora – di risparmiare sui materiali, senza contare che molti legni pregiati sono oggi giustamente tutelati dagli enti per la protezione ambientale. Un altro vantaggio dell’impiallacciatura è quello di eliminare gli svantaggi costruttivi e manutentivi del legno massello: gli arredi in massello, oltre che essere molto cari, sono estremamente delicati in termini di pulizia e sensibilità alle condizioni termiche e di umidità.

Al giorno d’oggi i principi rimangono gli stessi, ma si aggiunge anche un altro elemento importante: selezionare legni di tendenza, resistenti ed adatti alle case contemporanee, belli nel tempo e capaci di non passare mai di moda perché, almeno per noi, se i diamanti sono per sempre…i mobili impiallacciati di qualità non sono da meno!

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C’è un nuovo modo di vivere arte e design sul web

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break, Design


Theinteriordesign.it ha aggiornato ed arricchito il suo shop online. Ora si possono acquistare opere d’arte oltre che pezzi di design con un semplice click.

Tid vuole semplificare un mondo che di per sé è complicato, rendendo l’arte e il design fruibili a tutti.
Ci sono idee regalo, arredamento ed oggettistica di designers unici ed esclusivi quali: Li-Ving, Night Created Design, Carapace, Fabio Crimi, Adriana Lohmann, Andrea Ciappesoni, Nextmade e Maòli, solo per citarne alcuni nonché opere d’arte di artisti riconosciuti e di giovani talenti italiani e internazionali.
Una delle novità più importanti del nuovo shop TID è proprio quest’ultima: la possibilità di acquistare opere d’arte oltre che pezzi di design con un semplice click.
Non possiamo fare a meno di nominare l’Art Can tra i prodotti più “in” nella categoria “Arte” dello shop online. Una serie di oggetti pop disegnati da tre artisti: Daniele Basso, Michele Tombolini e Ludmilla Radchenko per la prestigiosa galleria Contini Art Factory di Venezia.

L’arte non è un’appendice, bensì una ricca categoria che vuole soddisfare tutti gli appassionati del settore. 

C’è varietà, novità e voglia di crescere all’interno del team di The Interior Design, lo si nota dal continuo e costante aggiornamento dello shop online e dai prodotti e dalle opere d’arte esposte presso lo Spazio TID a Baranzate in via Monte Pordoi, 8.
Il team interno e i collaboratori esterni di TID sono alla costante ricerca dei prodotti più nuovi ed interessanti del mondo del design e dell’arte internazionale. Anche i prodotti di design presenti sul sito racchiudono in sé la creatività artistica del designer che si cela dietro di essi e strizzano l’occhio al mondo dell’arte.

“Tramite questa ricerca e tramite i numerosi eventi organizzati da The Interior Design” – spiega Francesco Tursini, Amministratore della società, “vogliamo comunicare ai nostri clienti e visitatori che arte e design dialogano tra loro in modo sinergico e complementare nelle menti creative dei designer e artisti che selezioniamo. Proprio per tale ragione anche per la parte di design, nostro core business, ricerchiamo in modo pressoché esclusivo pezzi unici o serie limitate autoprodotte dal designer in modo da proporre al nostro pubblico solo oggetti unici ed esclusivi che difficilmente troverà altrove”.

Lo shop online è ormai unanimamente riconosciuto come una piattaforma comoda e vantaggiosa per il cliente che, qualora fosse interessato ad acquistare i pezzi unici o limitati di design o le opere d’arte presenti sul sito, potrà farlo con un semplice click.

Non solo c’è la comodità di poter comprare comodamente seduti sulla poltrona di casa propria, senza dover né pensare al trasporto né perdere tempo prezioso; c’è la garanzia di trovare solo prodotti originali, pezzi unici ed opere esclusive in un’esperienza di shopping personalizzato e su misura.
Tutto ciò grazie ad una selezione effettuata dal TID per voi, una selezione di prodotti innovativi e meritevoli di uno spazio nelle vostre case e giardini.

Photo: The Interior Design
*post sponsorizzato*

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I vantaggi del legno nella scelta degli infissi

Pubblicato da blog ospite in Design, Voglia Casa

Le ottime caratteristiche tecniche per l’isolamento acustico e termico rendono gli infissi in legno e in legno-alluminio la scelta ideale per le attuali normative.
La tenuta dimensionale del legno lamellare, unita alle moderne tecnologie di verniciatura usate da ALBA DOORS permettono di ridurre al minimo la manutenzione dell’infisso.
La resa estetica del legno vero rende gli ambienti più confortevoli ed eleganti, ben lontani da altri materiali decorati con pellicole plastiche adesive.

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Eco è una delle finestre di ALBA DOORS che rispecchia questi canoni. Realizzata sia in legno massello che in legno lamellare, le ante Eco sono fissate su un telaio 59x70mm e rifinite con coprifilo piatto 50x10mm.
La giunzione dei profili fra anta e telaio è a 45° con tirante in acciaio, bussole in ottone e spine di faggio incollate. Le cerniere sono Anuba gambo singolo “Sfs” da 14mm a finitura come maniglieria nei colori: Ottone, Satinato, Bronzo.
Il gocciolatoio è inserito nel traverso inferiore della finestra mediante due o più asole di scarico, nelle portefinestre questo è in alluminio a taglio termico a basso spessore 28mm.

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Infinite soluzioni per le aperture con differenti tipologie di schemi tra cui scegliere, rendono questa finestra versatile e adattabile a tutte le esigenze del cliente. Le finiture e gli accessori, molto apprezzati, possono essere consultati tramite catalogo completo presso i rivenditori.

www.albadoors.it

 

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JEY: tavolini dal design contemporaneo

Pubblicato da blog ospite in Design, Dettagli Home Decor
dettagli home decor

Perfetti per poggiare libri, riviste, bicchieri e altri oggetti, i nuovi tavolini di Lapalma si ambientano elegantemente in spazi dedicati alla collettività così come in appartamenti dal sapore contemporaneo. 

Ideati da Francesco Rota per Lapalma, i contemporanei tavolini di servizio JEY, a due altezze (45 e 50 cm) e quattro differenti top, completano la diversificata offerta lounge del marchio che da oltre trent’anni produce arredi per la casa e per il contract.

dettagli home decor

La matericità è uno dei tratti distintivi di JEY: i tavolini infatti combinano una pregiata base cilindrica in marmo o cemento, che conferisce stabilità al prodotto, ad un piano realizzato in laminato Fenix da 10 mm, di varie forme geometriche (circolare, quadrato arrotondato, esagonale, triangolare stondato).
I tavolini sono corredati di un tubolare piegato a formare una maniglia, che ne agevola lo spostamento a seconda dell’occorrenza. 

dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor

Pratici, versatili e dal design lineare, seppur immediatamente riconoscibile, i tavolini arricchiscono con eleganza le proposte Lapalma dedicate al mondo lounge.

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Il parquet che ispira…

Pubblicato da blog ospite in Design, Tea Stylist
Nonostante la popolarità del gres che lo imita, il pavimento naturale in legno è, e rimarrà, una delle scelte più amate per la casa e non solo.
Quando si ha in mente di realizzare ambienti accoglienti e sofisticati non si può prescindere dalla scelta di utilizzare il parquet per dare un tocco originale e unico, alla vista e al tatto. 
I tipi di parquet a disposizione sono davvero tanti e questo facilita senza dubbio la scelta di chi ha in mente uno stile preciso per la propria casa o una particolare esigenza estetica da soddisfare.

Xilo 1934 è un’azienda che propone un’ampia selezione di parquet prefinito al 100% Made in Italy. L’azienda si occupa di tutte le fasi di produzione del parquet, dall’essiccazione al prodotto finito e pronto per l’installazione. È una azienda che crede molto nell’innovazione dello stile sempre nel rispetto dell’eco-sostenibilità. 
Nel nostro ultimo progetto di relooking (progetto anticipato nel post del 16 ottobre di questo blog) il nostro studio Tea Stylist ha presentato al cliente una proposta che contemplava la messa in opera di un pavimento parquet Xilo 1934. La presentazione dei tre campioni ha riscosso un successo strepitoso per la qualità dei materiali, i colori, la stupenda sensazione di “velluto” al tatto, il profumo dell’alto artigianato italiano.
Il progetto è in divenire e, come tutti i progetti, servirà tempo per vederlo ultimato, ma intanto la scelta sui pavimenti è stata già fatta: parquet!!!
Per essere precisi un parquet in rovere nella versione sbiancato anche se le tentazioni offerte dai tanti prodotti della Linea di parquet Xilo 1934, nello specifico la versione naturale e la versione Portofino decorato interamente a mano (lavanda), è stata davvero fortissima.

La linea di parquet prefinito Maxitavole comprende, infatti, una ampia e completa gamma di colori e formati adatti per realizzare le idee di architetti e home stylist e i gusti e le esigenze di chi intende avere in casa un vero pavimento naturale. Tutto il sistema prodotti Xilo1934, con la linea di parquet in rovere di Slavonja e la linea di parquet in rovere Africano, è stato appositamente studiato per essere componibile: è, dunque, possibile realizzare abbinamenti di diversi colori e formati e giochi di verniciatura lucida ed opaca.
Il pavimento Maxitavole è formato da listoni legno di alta qualità, naturale e salutare, privo di emissioni tossiche e senza formaldeide aggiunta: porta il benessere in casa, scaldando, arredando e decorando.

Un parquet è sempre la scelta giusta!

Chiara

Esempi di composizioni parquet Maxitavole
Il parquet prefinito mix Modern Luxury è una miscela che si caratterizza per l’uso dei colori e delle tonalità più spontanee del legno.

Il pavimento in legno Urban Classic interpreta il mood metropolitano: una miscela di diversi toni:  dal parquet grigio ad altre varianti, ottenute con un’attenta selezione di colori.

Il parquet decorato Maps
Il modello di parquet Passi letterari
Parquet decorato Tulipae Maior
Via delle foto: Le foto sono tratte dal sito dell’azienda XILO1934
ad eccezione della Foto 2 e 3 realizzate dallo studio Tea Stylist
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Luce e Luoghi, nuova edizione del video contest Riprenditi la Città

Pubblicato da blog ospite in Design, Luxemozione

Link all’articolo originale: Luce e Luoghi, nuova edizione del video contest Riprenditi la Città
articolo scritto da: Giulia

Anche quest’anno prende il via il video contest, organizzato da AIDI , Riprenditi la Città, riprendi la LUCE . Le città si trasformeranno in palcoscenico per le riprese video dei concorrenti: il concorso richiede ai partecipanti di rappresentare e raffigurare la luce nella sua completezza e quotidianità di spazio/tempo, attraverso il loro punto di vista e la loro sensibilità. 

L’iniziativa ha l’obiettivo, come nelle scorse edizioni, di divulgare e promuovere la cultura della luce attraverso lo sguardo attento e sensibile dei giovani, facendo emergere l’importanza che l’elemento luce riveste nella loro vita quotidiana.

Per vedere chi ha vinto la scorsa edizione vi rimando a quest’articolo che ho pubblicato in occasione della premiazione dell’ 2016 dell’evento. I vincitori del concorso “Riprenditi la Città”

Riprenditi la Città : le novità della IV edizione

Le novità della IV edizione sono molteplici: non vi saranno più le categorie tematiche ma bensì tre fasce di età ed un unico tema:

LUCE E LUOGHI. La partecipazione è aperta ai giovani under 30, giovani lighting designer under 35 e anche agli under 18, proprio per coinvolgere direttamente le scuole secondarie, e più in particolare gli istituti professionali, dove la luce può diventare oggetto di studio e analisi.

riprenditi-la-citta-modalita-di-partecipazione

 Saranno infatti organizzati durante l’anno scolastico eventi collaterali al concorso, in modo da coinvolgere direttamente gli studenti con le aziende ed i professionisti della luce.

Questa novità rende molto interessante il confronto fra i lavori e il metodo di approccio per le differenti categorie di giovani.

I giovani lighting designer, come sempre, sono chiamati a partecipare al concorso, importante opportunità per far conoscere il loro lavoro e permette un importante confronto con altri interessanti progetti.

I video e le categorie

Il video, della durata di 60 secondi, potrà essere realizzato con qualsiasi strumento di riprese (dispositivo portatile, tablet, smartphone, videocamera, macchina fotografica digitale..) e sarà suddiviso secondo le categorie anagrafiche:

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  • Luce e Giovani Under 18: categoria dove i giovanissimi hanno la possibilità di raccontare la personale percezione della luce negli ambienti che vivono ogni giorno. Il concorso può anche essere presentato sotto forma di progetto didattico.
  • Luce e Giovani Under 30: Categoria dove i giovani raccontano, con brevi sceneggiature, la percezione personale della luce nella propria città, evidenziandone il valore di riqualificazione dello spazio urbano in cui vivono.
  • Luce e Giovani Lighting Designer Under 35: Categoria dove i giovani lighting designer raccontano come cambierebbero la luce del luogo scelto o il design dell’oggetto luminoso presente in quello stesso luogo, simulando con il video l’elaborazione del progetto e del risultato che si vuole ottenere.

La partecipazione è gratuita, si può presentare un lavoro individuale o di gruppo, composto al massimo di tre persone.

 La premiazione a Palazzo Vecchio

La cerimonia di premiazione della IV edizione si terrà a Firenze, nella splendida scenografia del Palazzo Vecchio.

Firenze è stata scelta come meta finale del concorso perché rappresenta uno dei luoghi più importanti del panorama culturale italiano, rispecchiando inoltre i parametri di una buona progettazione illuminotecnica. Inoltre dal 20 al 23 Maggio, al Palazzo dei Congressi si svolgerà un grande evento internazionale: “Showlight” che vede coinvolti oltre 500 lighting designer ed esperti di settore dello show ligthing provenienti da tutto il mondo. Un’occasione unica per unire le due manifestazioni in cui si celebra il valore della luce, in tutti i suoi aspetti.

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I premi verranno assegnati ai corti che sapranno meglio comunicare le potenzialità estetiche, emozionali, scenografiche e tecniche dell’illuminazione notturna dei luoghi e delle città. Vi saranno due vincitori per le prime due categorie, un unico vincitore per la terza e due premi speciali scelti dalla giuria.

Il concorso è patrocinato da importanti enti e istituzioni come il Ministero per lo sviluppo economico, il Miur, l’Enea, la Regione Lombardia, la Regione Toscana, Assil, Apil, il Comune di Milano e quello di Firenze, il Politecnico di Milano e quello di Torino,l’Accademia delle Belle arti di Milano, l’Università di Firenze, Confindustria Firenze e della Camera di Commercio di Firenze. L’evento è realizzato in collaborazione con la Cineteca di Milano, con la Toscana Film Commission.

Bene, cosa aspettate dunque? L’evento è come sempre di tutto rispetto e partecipare è d’obbligo. Buona partecipazione a tutti!

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Link al post originale: Luce e Luoghi, nuova edizione del video contest Riprenditi la Città pubblicato su Luxemozione Luxemozione – News dal mondo della luce

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