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Sistemi ottici per LED: Lenti vs Riflettori quale il migliore?

Pubblicato da blog ospite in Design, Luxemozione

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articolo scritto da: Mauro

Oggi, vista l’ormai totale diffusione della tecnologia allo stato solido, è sempre più necessario comprendere a fondo le caratteristiche dei componenti che costituiscono un apparecchio d’illuminazione LED, tra questi, di primaria importanza è il sistema ottico utilizzato, da cui dipende la distribuzione fotometrica e l’efficacia del sistema. In questo articolo (il primo di una serie) vi parlerò dei sistemi ottici  per LED comunemente utilizzati in ambito illuminotecnico, descrivendo caratteristiche, proprietà e criticità principali.

Per cominciare va fatta una premessa: il LED, inteso come singolo componente, quasi mai emette luce nella direzione e nella forma desiderata: in generale la distribuzione fotometrica di un LED privo di ottica secondaria è data da una cupoletta protettiva che funge da lente primaria e come protezione dei materiali che compongono la giunzione dagli agenti atmosferici, che ne provocherebbero l’ossidazione.

LED + ottica primaria
LED + ottica primaria

La distribuzione fotometrica data dall’ottica “primaria” o dal LED nudo può essere considerata, con buona approssimazione, di tipo “lambertiano”.

Distribuzione delle intensità LED
Diagramma polare di distribuzione delle intensità di un tipico LED privo di ottica secondaria

Per modificare la forma del solido fotmetrico è necessario utilizzare, in generale, un’ottica secondaria.

Per definizione le ottiche per l’illuminazione a led servono a concentrare e convogliare la luce, in questo ambito tutta la parte di ingegnerizzazione e trasformazione ha avuto un rapidissimo sviluppo, anche per quanto riguarda i materiali per costruirle, ma alla fine le “famiglie” in cui si dividono sono sostanzialmente due:

  • LENTI  soggette alla legge della rifrazione e di riflessione totale interna (TIR)
LED Lente tir
Tipica lente per LED
  • RIFLETTORI soggetti alla legge della riflessione
Riflettore LED
Tipico Riflettore LED

Esistono anche sistemi che le usano tutte e due assieme e sistemi che utilizzano diaframmi apposti all’ottica secondaria,  in grado di sagomare la luce.

Oggi però approfondiremo i sistemi più diffusi, utilizzati per modificare la distribuzione fotometrica di uno o più LED nudi.

La riflessione e rifrazione della luce

I sistemi secondari comunemente usati per modificare la forma della fotometria si basano su principi semplici di ottica: La riflessione e la rifrazione

La riflessione: è il fenomeno ottico per cui un raggio incidente su una superficie viene riflesso e l’angolo di riflessione è uguale a quello di incidenza, se la superficie è perfettamente speculare.

Riflessione Speculare
Riflessione Speculare della luce

Per ulteriori approfondimenti sulla riflessione rimando a:

La rifrazione: è il fenomeno ottico per cui un raggio di luce incidente su una superficie di un materiale trasparente, attraversa il mezzo deviando il suo percorso. La legge che regola la rifrazione attraverso un mezzo trasparente (vetro, acqua, ecc) è la legge di Snell.

Rifrazione della luce

Quando  un raggio di luce  passa dalla lente all’aria, finchè il raggio è perpendicolare alla superficie di uscita della lente, abbiamo una totale trasmissione: il raggio è invariato.

Foto5

Un caso particolare  si ha all’aumentare dell’angolo di incidenza (§i), l’angolo di rifrazione aumenta di conseguenza (§cr), fino ad arrivare al così detto angolo critico, condizione per cui il raggio viene riflesso all’interno del mezzo (nel nostro caso una lente) (§tr). Un esempio di applicazione di questa proprietà si ha, ad esempio, con le fibre ottiche, in grado di condurre luce sfruttando l’angolo critico del materiale che viene utilizzato per realizzare i condotti.

Questa è anche la base su cui si fonda il funzionamento delle lenti per LED più comuni in commercio

Lenti per LED
Lenti per LED più comuni in commercio

Le Lenti

Come si diceva le lenti utilizzano principi di rifrazione e di riflessione totale interna TIR – Total Internal Refraction. Uno dei benefici che si hanno utilizzando una lente è la precisione con cui si riesce a controllare il fascio luminoso emesso.

Nella Figura “parti di lente” si può comprendere come la distribuzione del solido fotometrico e il rendimento del sistema può differire a seconda dei materiali e del trattamento superficiale della lente stessa.

Parti di lente
Parti di lente

 

Le lenti per LED sono realizzate con differenti materiali, i più comuni sono i seguenti:

  • PMMA (polimetilmetacrilato) materiale molto malleabile nella trasformazione, si raggiungono gradi di trasparenza elevati fino al 92% il processo di ingiallimento nel tempo è molto lento, i costi della materia prima sono ridotti.
LENTI in PMMA
LENTI in PMMA
  • PC/APEC (policarbonato) è molto più resistente del PMMA agli urti ma si graffia più facilmente, quindi materiale indicato per prodotti con indici di resistenza (IK) molto alta, si raggiungono gradi di trasparenza meno elevate, fino circa l’ 87% . Il processo di ingiallimento nel tempo è molto più veloce, dato si dalla radiazione UV che per temperatura, anche il costo del materiale è leggermente più elevato di PPMA.
Lente in Policarbonato
Lenti in Policarbonato
  • Silicone, resistenza alle alte temperature, quasi totale assenza di ingiallimento nel tempo e non necessita di aiuti supplementari per applicazioni esterne (la lente fa da “IP”),il tempo di trasformazione è dimezzato al confronto del PC e del PMMA, grado di trasparenza 90%,
    il costo della materia prima è sensibilmente più elevato di PPMA e PC.
Lente in silicone
Tipica lente in silicone

I riflettori

I riflettori utilizzano il principio di riflessione, è importante notare che ad ogni rimbalzo del fascio di luce sulla superficie del riflettore si ha una perdita, perché il materiale su cui si riflette il fascio stesso ne assorbirà una parte. La distribuzione fotometrica risultante è data principalmente dalla geometria del riflettore e dal trattamento superficiale e dalla caratteristiche fisiche del materiale depositato  all’interno del riflettore.

Parti di riflettore
Parti di riflettore

I riflettori per LED sono costruiti perlopiù in materiali termoplastici quali il PC (Policarbonato) o PCHT (Policarbonato High Temperature), che hanno bisogno di un passaggio di trasformazione in più chiamato metallizazione, in gradi di depositare lo strato riflettente sulla superficie di cui il riflettore stesso è costituito.

Metallizzazione
Riflettore prima e dopo la metallizzazione

Le efficienze espresse da queste tipo di ottiche sono in partenza più basse rispetto a quelle offerte da una lente ed uno dei “problemi” che si possono riscontrare è il fatto che tutto il fascio emesso dal led che non riesce ad essere riflesso non è controllato.

Raytracing Riflettore
Analisi di raytracing riferita ad un riflettore
Raytracing lente
Analisi di raytracing riferita ad una lente

temperatura di rammollimento Vicat.

Una nota importante sui materiali termoplastici è la temperatura di rammollimento Vicat. I materiali termoplastici, tra cui PMMA e PC, non hanno un punto di fusione preciso che definisce esattamente il passaggio dallo stato solido a quello liquido, si tratta piuttosto di un rammollimento graduale al crescere della temperatura, per questo motivo è stato introdotto al posto della temperatura di fusione un valore di temperatura di rammollimento dei materiali denominato Vicat che consiste nel provare un campione del materiale termoplastico sollecitandolo a carichi di flessione.

riflettore sciolto
Riflettore danneggiato a causa di un’errata progettazione del corpo illuminante in commercio: il riflettore presenta , alla base , una bruciatura di contatto con il LED.
provino VCAT
Provino di laboratorio di resistenza alle alte temperature e Vcat.

Ne deriva che, in fase di ingegnerizzazione, bisogna sempre partire dalla scelta del led, e di conseguenza della temperatura di funzionamento del componente: la temperatura di giunzione/lavoro del led è un elemento importantissimo, non solo perché strettamente legato all’emissione della luce, ma perché da questa deriva anche la scelta dell’ottica e della sua costruzione.

Perchè usare dunque una lente anzichè un riflettore?

Le lenti ed i riflettori vengono prodotti sia per il power led che per il COB, dunque la scelta dell’ottica non è determinata dalla tipologia del led, sebbene una lente per COB presenti delle complicazioni a livello progettuale, che invece sono facilmente risolte con un riflettore, più economico e leggero di una lente.

Quest’ultimo problema è facilmente risolvibile utilizzando materiali diversi dai comuni PC e PMMA, tra cui il silicone, materiale ancora giovane in questa tipologia di applicazione, ma che ha un discreto successo grazie alla semplicità di trasformazione con spessori e diametri “importanti”.

La parte emissiva uscente da un riflettore, come già accennavo più sopra, è composto da due flussi, il così detto flusso diretto emesso direttamente dal led e che non viene controllato dalle pareti del riflettore, generando un alone e una parte limitata del flusso luminoso che incide sulle pareti del riflettore che assume la forma desiderata.

TIR vs Reflector
Confronto del diverso controllo della luce da parte di lenti TIR e Riflettori. I riflettori hanno una componente data dall’emissione diretta del LED (courtesy archilighting.com)
Spill light spot light
Nell’immagine si può notare come la componenente del flusso emesso da una sorgente non controllata dal riflettore si traduce in quella che comunemente viene definita come  “luce parassite” o spill light.

A parità di dimensioni con una lente si riesce a controllare quasi l’intero flusso e quindi, in generale i sistemi dotati di ottica con lente TIR sono più precisi rispetto ad analoghi con riflettore, soprattutto in presenza di emissioni fotometriche con angoli molto stretti (narrow beam)

In conclusione, dunque, quando si sceglie un’ottica bisogna sempre comprendere quali sono le esigenze di progetto, così da poter effettuare la scelta più congrua in grado di mediare tutte le problematiche che un progetto propone nella sua totalità.

Puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo in parte e fornendo un link all’articolo originale.
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Copyright © Giacomo Rossi.

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Usiamo il rosso e il turchese per rallegrare casa

Pubblicato da blog ospite in Design, VDR Home Design

Qual è il frutto a cui pensate con intensità e gola in questo splendido periodo dell’anno?

Io direi sicuramente le fragole.

Con il loro colore rosso acceso e carico oggi ci vengono in aiuto come ispirazione per la color palette del mese.

Siccome stiamo parlando di un colore saturo, intenso e caldo dobbiamo riequilibrarlo con un colore freddo e più rilassante: il turchese.

Due colori opposti che saranno capaci di dare un look giovane alle nostre case.

color palette

 

 

Una volta che scegliete le due tonalità che saranno protagoniste del vostro restyling dovete capire bene come volete dosarle: potete usarle in modo massiccio per dare una caratterizzazione molto forte ai vostri ambienti, oppure potete usare i toni neutri in modo maggiore e poi usare i due colori importanti negli accessori e nei dettagli.

Tutto sta ad arredare e personalizzare la vostra casa di modo che vi rispecchi: se vi piacciono le atmosfere dal sapore marocchino e un po’ arabeggiante, allora il turchese e il rosso fanno per voi.

 

Karen E. Segrave | KES PhotoLindsey Binz Home. Burks Home.Karen E. Segrave | KES PhotoLindsey Binz Home. Burks Home.

red and turquoise bloglovin

red and turquoise designinghome.blogspot.com

red and turquoisedreamingofjune.com

red and turquoisehouse of turquoise

red and turquoisehousekaboodle

Come vedete in tutte queste immagini, due stessi colori sono capaci di creare ambienti completamente diversi: se volete usare il turchese alle pareti allora potete optare per il rosso, il bianco e gli azzurri più leggeri per il resto degli arredi e accessori.

Se invece preferite le pareti bianche, potremmo fare la scelta coraggiosa di mettere un divano / poltrona / sedia rosso: un colpo d’occhio notevole, che farà subito capire qual è il focus della stanza.

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Salone Del Mobile 2016 : What we missed

Pubblicato da blog ospite in Design, Nook Twelve

Salone Del Mobile 2016 was one of the most interesting editions of the design week so far. For those of you (and me) who wasn’t able to pay a visit I made a quick selection of some of the highlights.


This is what Salone should be. Not things you’ve already seen or that remind you of something from last year. It is about surprising people. Nina Yashar


Eat and Shop

    • f4_karine_lewkowicz_le_vrai_milan_yatzer
    • f7_10_by_yatzer_milan_design_week_2016_spazio_pontaccio_photo_fabrizio_annibali_yatzer

 

  • Red Truth: Le Vrai Brasserie and Boulangerie in Milan by Karine Lewkowicz
  • The Power of Ten: the ’10 by Yatzer’ Pop-Up Shop at Milan Design Week 2016

 

New Entry

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New kids on the block: six new brands set to launch in Milan 

Faith in new design at Salone del Mobile 2016

Fashion Brands at Salone

Salone del Mobile 2016 - Marni

Nike’s Nature of Motion : The surprise hit of Milan Design Week

COS x Sou Fujimoto : Forest of Light. Inspired by nature and the experience of a forest at twilight.

Marni’s Colorful Line of Home Furnishings

More fashion brands who left their sartorial mark on Salone del Mobile

Italian Design

Salone-Del-Mobile-2016

Love and lathing : Giacomo Moor and his team are carpentry’s cutting edge

Piece-by-piece : Nilufar’s beautifully eclectic warehouse at Milan Design Week

Celebrating ‘Women in Italian Design

Floored : Diesel Living teams up with Iris Ceramica for latest collaboration

High functioning: Federico Peri adds pomp and poetry to the multipurpose

Up in the sky : Rossana Orlandi

Kartell Kids : A line dedicated to kids featuring Nendo, Ferrucio Laviani, Piero Lissoni, and Philippe Starck.

Nordic Design

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Muuto : Celebrathing their 10th anniversary

Finland : Wild Weird Wonderful and more

Scando structure: Norwegian projects and prototypes steal the show at Salone

Menu : Modernism Reimagined

Shelf life: Karakter resuscitates dormant Achille Castiglioni designs for Salone

More Design News

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Yatzer : The best of Milan Design Week 2016

Stylist’s eye: editor-at-large Leila Latchin’s photo diary of the 2016 Salone del Mobile

Stellar Works : Craft and Industry

 

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Un bagno per due: mobile con doppio lavabo

Pubblicato da blog ospite in ArredaClick, BlogArredamento Aziende, Design

Scegliere l’arredo bagno è spesso un’impresa, soprattutto quando il bagno in casa è solo uno e sarà utilizzato da Lei e da Lui. Si prevedono litigi su chi dovrà utilizzarlo per primo, corse mattutine alla conquista del posto, urla davanti ad una porta chiusa a chiave… insomma, non si preannuncia nulla di buono.
Se non volete più fare file davanti alla porta del bagno dovete scegliere un mobile con doppio lavabo.
Due lavabi gemelli vuol dire doppio utilizzo, doppio spazio, doppia comodità, doppio lavandino, doppio specchio. Non risolverete il problema dell’utilizzo dei sanitari ma almeno ridurrete l’attesa per lavarvi i denti prima di andare a letto, per sistemarvi il ciuffo la mattina o per darvi un’ultima occhiata prima di uscire di casa.

Come scegliere un mobile bagno con doppio lavabo?
Due fattori che potrebbero influenzare la scelta sono il posizionamento e la tipologia di lavabo. Da non sottovalutare i propri gusti personali e le proprie abitudini.

Posizionamento

Mobile bagno con doppio lavabo in appoggio a terra

Mobile bagno con doppio lavabo Aquna
Mobile bagno con due lavabi gemelli Aquna

Mobile bagno con doppio lavabo sospeso a parete

Mobile bagno con due lavabi gemelli Atlantic N49
Mobile bagno con doppia vasca Aquna

Tipologia di lavabo

Mobile bagno con doppio lavabo ad incasso o in appoggio
Qui potremmo dilungarci nella distinzione ed individuare anche lavabi ad incasso soprapiano, ad incasso sottopiano, a semincasso, lavabi integrati nel top.

Mobile bagno con due lavabi Aquna
Mobile bagno con doppio lavabo Atlantic N11

Per chi nella scelta del proprio mobile bagno è guidato da motivazioni meno tecniche e molto più pratiche abbiamo individuato altri tre modelli.

Un mobile bagno con doppio lavabo… a tutti i costi.
Anche se il bagno è piccolo, anche se lo spazio è limitato, anche se il mobile bagno ha dimensioni ridotte ci devono per forza essere due lavabi.
Se anche tu la pensi così il tuo mobile è Hour K01.

Mobile bagno con doppio lavabo Hour K01
Mobile bagno Hour K01 visto dall'alto

Un mobile bagno con due lavabi gemelli… distanti.
“Più distante è, meglio è”. Più superficie a disposizione, più ripiani, più spazio per riporre piccoli oggetti, meno rischio di urtare la persona che sta utilizzando contemporaneamente l’altro lavabo.
Se anche tu ami avere i tuoi spazi il tuo mobile bagno è Atlantic N49 nella versione massima, lunghezza cm 224.

Mobile bagno con doppia vasca Atlantic N49
Mobile bagno Atlantic N49 visto dall'alto

Un mobile bagno con due lavabi… funzionale e bello.
Al primo posto ricerca di praticità e funzionalità, a patto che non siano a scapito dell’estetica. In questa moderna soluzione vengono unite l’utilità di avere due lavabi, l’attenzione per i dettagli, il design Made in Italy.
Se anche tu sei attento all’aspetto tanto quanto alla praticità il tuo mobile bagno è Dixi Aquna 45.

Mobile bagno con doppio lavabo Dixi Aquna 45
Mobile bagno Dixi Aquna 45 visto dall'alto
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I Like Beton: accessori casa di design in cemento

Pubblicato da blog ospite in Design, Dettagli Home Decor
dettagli home decor

Apprezzato per la sua superficie grezza, oltre che per essere un materiale solido e robusto, oggi i complementi d’arredo e gli accessori casa di design in cemento sono tra i più ricercati da chi predilige uno stile industriale e minimal per la propria abitazione.


Il cemento, materiale da sempre impiegato nel campo dell’edilizia, negli ultimi anni ha subito una vera e propria trasformazione diventando un materiale estremamente versatile che ha catturato l’attenzione di molti designer e progettisti.
I tanti appassionati del fai da te spesso scelgono questo materiale per creare originali elementi d’arredo o decorativi moderni da inserire in un particolare ambiente domestico, ma per chi non ha una buona manualità o più semplicemente non ha il tempo per farlo,sono sempre di più le aziende che propongono complementi di design in cemento per arredare e decorare casa.
Un nuovo brand che merita attenzione è sicuramente I Like Beton, una piccola azienda polacca specializzata in accessori casa di design in cementoRealizzati rigorosamente a mano, tutti i prodotti  I Like Beton sono pratici, funzionali e di ottima qualità, caratterizzati da un design semplice ma accattivante e proposti all’interno di un packaging estremamente curato.

dettagli home decor

Noi abbiamo scelto la ciotola LUNA, dall’elegante forma ovale e con finitura grezza, un oggetto versatile che si presta per diversi utilizzi e si integra facilmente in qualsiasi ambiente.

dettagli home decor
dettagli home decor
dettagli home decor

L’attuale collezione I Like Beton è composta da ciotole in diverse forme, dimensioni e finiture, oltre ad una bellissima lampada dal sapore un po’ retrò che sarà sicuramente il nostro prossimo acquisto!

dettagli home decor

I Like Beton è un marchio giovane in fase di crescita e molto presto la collezione si arricchirà di nuovi e sfiziosi oggetti in cemento come alcuni vasi porta piante, orologi e molto altro !

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"Triumphs and Laments" a Roma

Pubblicato da blog ospite in Design, Ecce Home
Dopo aver firmato all’interno della stazione Toledo di Napoli (che molte testate giornalistiche internazionali hanno definito la più bella stazione d’Europa) la statua equestre  in acciaio corten e due grandi mosaici realizzati dal mosaicista Costantino Aureliano, l’artista sudafricano William Kentridge ha creato un’altra grande opera a scala urbana:”Triumphs and Laments“  .
 
Realizzata a Roma, sui muraglioni del Tevere tra ponte Sisto e ponte Mazzini, all’altezza di Trastevere, ed inaugurata il 21 aprile 2016, celebra la Città Eterna, tra vittorie e sconfitte, mediante 80 gigantesche figure rappresentative, che come frammenti rinvenuti e disposti a formare un fregio lungo 500 metri, ne raccontano la  storia, non in ordine cronologico ma secondo il personale punto di vista dell’artista che parte dall’assunto  ”Il trionfo di qualcuno implica sempre la sconfitta di qualcun’altro”. 
 
La Vittoria alata che va in frantumi, un grande ritratto del Duce, Santa Teresa d’Avola, Tarquinio e Lucrezia, i Bersaglieri a Porta Pia, Marcello Mastroianni e Anita Ekberg, la morte di Remo e quella di Pasolini sono alcuni dei simboli scelti dall’artista per raccontare la città.
Kentridge  ha realizzato le figure utilizzando una tecnica che può definirsi per sottrazione; utilizzando delle sagome come stencil, ha pulito con idropulitrici la superficie -scurita dalla patina depositata negli anni-  intorno ad esse; le figure, una volta  rimossi gli stencil, sono così “emerse” come ombre scure proiettate sulla superficie, tornata chiara, del travertino.
 
Ma l’opera non durerà a lungo, il tempo previsto è massimo cinque anni; le figure poco alla volta si confonderanno nuovamente con lo sfondo, ed alla fine non saranno più leggibili.
 
Chi vuole vederle dovrà venire a Roma finchè si staglieranno nette sulla pietra. Nel frattempo potete osservare una panoramica dell’opera fotografata da Giulio Mentuccia.
 

Foto di Ecce Home dove non indicato diversamente.


 
 

Mobili in Briccole Venezia

Pubblicato da blog ospite in BlogArredamento Aziende, Design, Napol Arredamenti

Cosa sono le Briccole Venezia?

Le Briccole Venezia sono i celebri pali di legno di rovere che costellano i canali della laguna veneta. Poste in acqua per segnalare alle imbarcazioni e ai pescherecci le vie percorribili e per indicare la profondità della laguna, subiscono quotidianamente l’azione degli agenti atmosferici e del mare. Date le particolari condizioni a cui sono sottoposte vengono periodicamente sostituite, da qui nasce il progetto di recupero delle Briccole Venezia che permette di donare una seconda vita a questo materiale.

Pali in Briccole Venezia

 

Perché scegliere un mobile in Briccole Venezia?

Perché è un mobile UNICO: ogni pezzo di legno è unico ed esclusivo. Le naturali imperfezioni del legno sono il vero tratto distintivo di questo materiale inimitabile e di una bellezza irripetibile. Ai nodi e alle venature tipiche del legno si aggiungono i decori naturali generati dall’acqua, dalle piogge, dal sole e anche dai molluschi che abitano la laguna.

Perché è un mobile ECOSOSTENIBILE: la produzione è totalmente eco-friendly, non vengono abbattuti alberi e i materiali provengono da operazioni di riciclo e recupero. Per la produzione di questi mobili viene sfruttato un legno che altrimenti non avrebbe avuto ulteriori impieghi.

Perché è un mobile MADE IN ITALY: le Briccole Venezia sono originarie e tipiche dei canali della laguna veneziana e per questo possiamo parlare di materiali interamente Made in Italy. La lavorazione che porta noi di Napol Arredamenti a produrre mobili in briccola avviene interamente nella nostra sede in Veneto, nella provincia di Treviso.

 

Come Napol utilizza le Briccole Venezia?

Le Briccole Venezia sono entrate ormai da circa due anni nella nostra collezione di mobili in legno. Noi di Napol impieghiamo questo legno di recupero per realizzare mobili impiallacciati in Briccole. Spieghiamo meglio.
Tutti i nostri mobili sono impiallacciati in vero legno. L’impiallacciatura è un’operazione che consiste nel rivestire un pannello di legno meno pregiato con un tranciato di legno più pregiato, ovvero con fogli sottili detti anche “impiallacciature”, “piallacci”, “rimessi”. Nel caso di mobili in Briccole sono proprio queste a costituire questi sottili strati e a definire l’aspetto e la qualità della superficie.

 

Mobili in Briccole Venezia: #1 pareti attrezzate

In una parete attrezzata Napol gli elementi che possono essere realizzati con questo legno di riuso sono basi, pensili, mensole, ante dei contenitori. Le superfici in briccole devono necessariamente essere lisce e dritte, non è possibile realizzare pensili curvi o basi curve in briccole.

Mobili in Briccole Venezia: #2 tavolo

Brive è l’unico modello di tavolo in briccole Venezia ad oggi presente nel nostro catalogo. Si fa notare non solo per il piano rettangolare in legno di riuso e per le suggestive venature e sagome che lo impreziosiscono ma anche per il basamento in vetro trasparente formato da due supporti a forma di “V”.
Briccole e folding possono coesistere e questo tavolo ne è l’esempio. Il piano è realizzato con questa particolare tecnica di lavorazione che facilità le operazioni di montaggio e garantisce una struttura priva di spigoli, senza bordature e giunzioni a vista.

Mobili in Briccole Venezia: #3 credenza

Le ante della nostra credenza 2.13 sono realizzate a scelta in Briccola Venezia, laccato opaco colorato, legno frassino colorato. Chi lo desidera può avere un mobile totalmente in legno di recupero con piedini in metallo laccato. In alternativa chi preferisce credenze dal look differente può abbinare più finiture e tonalità, proprio come mostrato nella foto qui sotto.

 

Perché realizziamo mobili in Briccole Venezia?
Perché abbiamo a cuore la salvaguardia del nostro territorio e crediamo in una produzione eco-friendly, nel riciclo dei materiali e nella loro “seconda vita“.
Perché vogliamo raccontare a modo nostro e con i nostri mezzi un pezzo della storia italiana e in particolare di quella veneta, nostra regione d’origine.
Perché ci siamo fatti sedurre dal fascino degli oggetti che vengono dal mare.
Perché la nostra passione è il legno, in tutte le sue sfaccettature.
Perché i mobili in Briccole Venezia sono unici ed esclusivi, capaci di conquistare chi desidera un arredamento raffinato e di qualità.

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Sedute per ufficio, ossia come trovare il giusto equilibrio fra comfort e stile

Pubblicato da blog ospite in Blogger Ospiti, Design

Il settore delle sedie per ufficio è più vario di quanto ci si possa immaginare: con il termine generico “sedie per ufficio”, infatti, ci si può riferire a poltrone direzionali, sedute per sale d’attesa, sedie operative e così via. E se state pensando che una sedia per l’ufficio valga l’altra, e che l’unica caratteristica che tali tipologie di sedute devono avere sia la funzionalità, vi sbagliate: esattamente come le sedie e le poltrone che scegliamo per arredare la nostra casa, anche le sedute per ufficio devono avere una valenza estetica e devono essere quindi in grado di appagare anche la vista.

Non è un caso che il mercato proponga sedie e poltrone operative e direzionali di diverse fogge e colori e realizzate con materiali diversi, per andare ad identificare uno stile preciso, e non è un caso che anche i designer si occupino con entusiasmo dell’arredamento per ufficio, creando soluzioni originali, innovative e dalle linee ricercate.

Ovviamente la comodità e la funzionalità, quando si parla di sedute per l’ufficio, devono essere le caratteristiche principali e immancabili, ma non sono le uniche. Potremmo quindi dire che la perfetta sedia per l’ufficio deve essere caratterizzata dal giusto mix tra design e comfort, un mix in cui queste due variabili possono ricorrere in percentuali diverse a seconda dei casi specifici.

sedute-per-ufficio

Le sedute operative di un ufficio non aperto al pubblico, e in cui non si è soliti ricevere avventori esterni o potenziali clienti, ma in cui gli impiegati passano gran parte del loro tempo davanti allo schermo del pc e seduti alla scrivania, dovranno essere prima di tutto molto comode e dotate di tutti quegli accorgimenti (altezza regolabile, schienale ergonomico, braccioli…) che consentono di lavorare nel modo più comodo possibile, per cercare di limitare o evitare i danni alla colonna vertebrale e al collo che una posizione di questo tipo, se prolungata nel tempo, può comportare. Ovviamente anche in questo caso una certa attenzione all’estetica non potrà che giovare all’ambiente lavorativo, in quanto un arredo curato e bello da vedere contribuisce a creare un ufficio in cui si vada a lavorare con piacere, ma possiamo dire che l’esigenza primaria, in questo caso, è quello di attrezzare l’ufficio con delle sedute comode.

Nel caso di uffici aperti al pubblico, e in particolare di uffici direzionali, in cui anche l’arredo deve contribuire a dare una buona impressione a chi vi entra da esterno, l’aspetto dello stile e del design dovrà essere curato con maggior cura, pur senza sottovalutare il fattore comfort. In questi casi ci si potrà sbizzarrire maggiormente anche nella scelta dei materiali, dei colori e dei modelli delle sedute, per dare vita ad un arredo dal forte impatto visivo. L’esigenza di strizzare l’occhio al lato estetico diventa ancora più evidente se si lavora in un settore in cui tale aspetto riveste un ruolo importante, come nel caso di uffici di grafici, creativi e così via. In altre parole, anche le sedie del nostro ufficio possono aiutarci a dare la giusta immagine della nostra azienda e della nostra professionalità.

Negli uffici non ci sono solo sedute operative e direzionali, ma anche sedie e poltrone per l’attesa. In questo caso, la scelta deve cadere su sedute comode, che non facciano rimpiangere troppo a chi le usa il tempo d’attesa prima di essere ricevuti, e accoglienti anche dal punto di vista estetico. È nella sala d’attesa che avviene il primo incontro fra azienda e potenziale cliente o collaboratore, ed è meglio cercare di accogliere l’avventore nel modo più consono, lasciando una buona impressione!

Si fa presto a dire sedie per ufficio: quando si sceglie una seduta di questo tipo, infatti, bisogna pensare a diversi fattori, cercando di bilanciare sempre comfort e stile!

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MDW_Satellite

Pubblicato da blog ospite in Casa al 21, Design

Eccomi quì con la seconda parte del Salone del Mobile dedicato ai nuovi talenti emergenti. Sì, perchè il Satellite seleziona quelli che saranno i nostri designer preferiti tra qualche tempo.

Anche qui, come per il Salone, la selezione è stata difficile.

Buona visione.

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EDGE_CARLO CITTERIO

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ANTJE PESEL

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ANNA BADUR/ ANNA WEBER

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VIICHEN DESIGN

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HANNA-KAARINA HEIKKILA

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HANNA SAROKAARI

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AGATA NOWAK

 

Archiviato in:arredo, design, home decor, interiors, Milano, mostra, Salone del Mobile Tagged: design, Satellite

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Il battiscopa radiante, scopriamolo insieme!

Pubblicato da blog ospite in Blogger Ospiti, Design

Lasciateci indovinare… Anche voi siete tra quelli che leggendo il titolo di questo articolo si sono chiesti cos’è un battiscopa radiante! Abbiamo indovinato? Se la risposta è sì, sappiate che non siete gli unici, perché stiamo parlando di un prodotto innovativo che nel nostro paese, al contrario del resto d’Europa, non ha ancora conosciuto una larga diffusione.

Il battiscopa radiante altro non è che un particolare sistema di riscaldamento che può essere utilizzato al posto degli altri impianti di utilizzo più comune, quali ad esempio i termosifoni o il riscaldamento a pavimento. In sostanza, il battiscopa riscaldante somiglia in tutto e per tutto a un comune battiscopa, ma al suo interno è dotato di un radiatore che emana calore radiante. Il riscaldamento a battiscopa assolve quindi una funzione decorativa, andando ad abbellire le stanze della vostra casa, ma allo stesso tempo vi permette di riscaldare l’ambiente. Questa duplice funzione rende questo impianto l’ideale per chi ha un certo gusto per l’arredo e vuole quindi una soluzione per il riscaldamento che sia anche gradevole dal punto di vista estetico.

battiscoparadiante

Il fatto che il battiscopa radiante sia bello da vedere e che quindi si inserisca alla perfezione in ogni contesto abitativo non è comunque il solo motivo per cui ci sentiamo di consigliarvi questa soluzione. Un altro aspetto che non va trascurato è infatti il risparmio energetico che questo sistema garantisce. Installare un impianto di riscaldamento a battiscopa significa riuscire a risparmiare un buon 30-40% sulla bolletta se confrontiamo i consumi con quelli di un sistema di riscaldamento tradizionale. Questo risparmio consente di recuperare i soldi spesi e quindi di rientrare della spesa in pochi anni.

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