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#IKEAlovesEARTH: L’ARTE CHE FA RESPIRARE IL PIANETA

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IKEA nel mese di giugno si trasforma in un vero e proprio creative hub, che vedrà il lancio della prima edizione di Street Art Performance – che aiuta il pianeta con vernici che riducono gli inquinanti nell’aria – e con un evento di due giorni nei negozi dedicato all’arte e alla sostenibilità.
La forza dirompente della Urban Art si prepara quindi a conquistare le strade italiane ed i negozi IKEA grazie al progetto IKEA LOVES EARTH, la prima Street Art Performance collettiva a distanza che fa bene al pianeta. L’iniziativa prevede la partecipazione di Street Artist di fama internazionale, tra i quali EDF Crew, Giulio Vesprini, NEVE, Orticanoodles, PAO, Poki&ANC, reFRESHink, Santy, SCAP – Sud Colorato A Pezzi, Tellas, UNO, ZED1 e coinvolgerà il pubblico con un’esplosione di graffiti ispirati alla Terra e alla natura, usando l’arte in un modo profondamente diverso da come lo conosciamo.
Dal 2 al 9 giugno, in alcuni comuni italiani, IKEA inviterà gli artisti coinvolti nel progetto a creare opere a tema sostenibilità con una speciale pittura in grado di ridurre la concentrazione delle particelle di ossidi di azoto nell’aria, favorendo quindi la diminuzione dell’inquinamento atmosferico. L’Art Performance proseguirà il 10 e l’11 giugno 2016 in tutti i negozi IKEA con attività, happening, promozioni e live performance degli artisti che personalizzeranno alcuni mobili da donare a diverse associazioni territoriali attive nel sociale. Ciascun negozio ospiterà poi seminari tematici e workshop, a cui i soci IKEA FAMILY e BUSINESS potranno partecipare previa iscrizione sul sito IKEA; nelle stesse giornate, e anche domenica 12 giugno, i soci potranno approfittare di offerte esclusive su un’ampia selezione di prodotti più sostenibili.
Con questo ambizioso progetto il media diventa il messaggio stesso e il gesto artistico diviene funzionale alla causa della sostenibilità. Mediante l’utilizzo della speciale vernice Airlite, dipingere una superficie si trasforma in un aiuto concreto per ridurre l’inquinamento presente nelle nostre città. Si tratta infatti di una tecnologia innovativa che si applica come una semplice pittura in grado di ridurre gli inquinanti nell’aria fino all’88,8% attraverso l’energia della luce e la cui azione benefica è pari a quella di un bosco: una superficie di 100 mq dipinta con Airlite può infatti ridurre l’inquinamento nell’aria al pari di un’area di 100 mq ricoperta da alberi ad alto fusto.
Con IKEA LOVES EARTH l’azienda svedese conferma la propria attenzione verso il design democratico e i vari modi in cui questo si coniuga con l’attenzione all’ambiente, proponendo sempre nuovi modi per ispirare soluzioni di vita più sostenibili. Perché amare il pianeta e prendersene cura… è un’arte.
  
Ecco i comuni che parteciperanno all’iniziativa: Afragola, Bari, Baronissi, Carugate, Catania, Collegno, Milano, Parma, Rimini, Roncadelle, Sesto Fiorentino, Villesse.
Artisti coinvolti: EDF Crew, Giulio Vesprini, NEVE, Orticanoodles, PAO, Poki, reFRESHink, Santy, SCAP – Sud Colorato A Pezzi, Tellas, UNO, ZED1.


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Orti urbani sui tetti

Pubblicato da blog ospite in Design, Dettagli Home Decor
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La creazione di veri e propri orti sui tetti degli edifici presenti nelle aree urbane, è un fenomeno sempre più diffuso che porta numerosi vantaggi all’ambiente.

La coltivazione di frutta e verdura sui tetti offre numerosi vantaggi ecologici, infatti grazie alla vicinanza al consumatore si riducono al minimo per esempio i trasporti e le emissioni, inoltre i trasporti brevi garantiscono prodotti più freschi e di maggiore qualità.  Orti e giardini sui tetti contribuiscono inoltre a migliorare la qualità dell’aria che respiriamo grazie alle piate che filtrano le sostanze inquinanti dell’aria.

Anche nella città di Milano da qualche anno sono spuntati bellissimi orti urbani sui tetti e oggi vi mostriamo il progetto “Orto fra i Cortili”  realizzato sul tetto piano dell’edificio che ospita lo studio Piuarch, nel cuore del quartiere Brera. 

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I 300 metri quadrati di superficie del tetto dell’edificio sono stati convertiti in un orto permanente e una “farmacia a cielo aperto”, riqualificando anche dal punto di vista energetico e funzionale l’immobile. Un ecosistema completo, che si avvia nel semenzaio dove sono posti a germogliare i semi per svolgersi secondo il ciclo delle stagioni fornendo cibo, decoro, essenze fino a terminare in compost per alimentare una nuova stagione.
La farmacia a cielo aperto prevede la piantumazione di piante officinali con l’intento di riscoprire le proprietà medicali e terapeutiche di essenze usate per secoli nelle officine farmaceutiche. 

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Il disegno è basato su un sistema modulare che utilizza pallet per costruire strutture facilmente assemblabili che combinano estetica e funzionalità a un costo ragionevole
Orto Fra i Cortili vuole essere un sistema ripetibile su larga scala per la riqualificazione di aree che non vengono utilizzate. I pallet sono usati sia come piano di calpestio che, rovesciati, come contenitori per il terreno.In questo modo, con l’impiego di un unico elemento modulare si costruisce il layout dell’orto.

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Orto fra i Cortili” è stato realizzato in collaborazione con: Cornelius Gavril (progettazione dell’area verde) e VerdeVivo (società di eccellenza nella organico curativa fertilizzanti, semi e prodotti per il giardinaggio), Vivai Mandelli (progettazione e l’installazione dei moduli), PCR srl (in fibra di vetro travi di rinforzo strutturale) , Sice Previt (struttura), Battaglia Contractor, Marazzi, Manuel Coltri – Marmi Due Ci, Colleoni Roberto & C. srl, Amea.



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Battiscopa Radiante BestBoard, il futuro del riscaldamento

Pubblicato da blog ospite in Coffee Break, Design
Nel tempo, nell’ottica di una migliore efficienza energetica, i sistemi di riscaldamento si sono evoluti; ai tradizionali radiatori, sono stati affiancati nuovi sistemi di riscaldamento ( e raffrescamento) soprattutto radianti, come riscaldamento a pavimento o a soffitto. Un’ulteriore evoluzione è costituita dai sistemi di riscaldamento a battiscopa BestBoard®, ancora più efficienti e soprattutto dall’installazione rapida e veloce anche in appartamento, dove per installarli, addirittura non è necessario rifare i pavimenti o essere condizionati dall’altezza minima del soffitto! 
 Ma come funziona il riscaldamento a battiscopa o battiscopa radiante? Scopriamolo insieme! 
Il procedimento usato per riscaldare è davvero molto simile a quello dei sistemi radianti più conosciuti; vengono affiancati due tubi in rame, con l’acqua calda in entrata e l’acqua fredda in uscita, dove la temperatura dell’acqua calda va dai 45° ai 60°.
I vantaggi di questo tipo di riscaldamento sono evidenti: il calore viene distribuito in maniera omogenea su tutta la superficie della stanza, raggiungendone anche gli angoli più freddi e permettendo di ridurre significativamente i costi energetici.
Infatti il calore prodotto dal passaggio del fluido caldo di BestBoard® si sprigiona dalle pareti per irraggiamento, trasmettendosi dal battiscopa alle pareti e trasformandole a loro volta in corpi radianti, irradiando la stanza in maniera volumetrica. Un ulteriore vantaggio è costituito dal’assenza di muffe e condense negli angoli e anzi, il bloccaggio dell’umidità di risalita, dove presente, con muri asciutti e umidità relativa dell’ambiente pari al 50-60%; in più, per chi è allergico, non si verifica alcun sollevamento di micro polveri come accade per i tradizionali termosifoni). 
In più, questo tipo di riscaldamento, grazie alle sue misure contenute (infatti è alto solo 13,8cm e profondo 2,8cm) è completamente mimetico e ben si nasconde in ogni tipo di ambiente, permettendo di inserire senza intralci mobili o tendaggi; in cucina inoltre può essere installato negli zoccoli.

Infine, da non trascurare il fatto che il sistema di riscaldamento radiante a battiscopa gode dei vantaggi fiscali del 65% previsti dagli eco bonus, per la riqualificazione energetica degli edifici.

Info: Battiscopa Radiante

*post sponsorizzato*

BATTISCOPA RADIANTE


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CAFElab | studio di architettura


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Sketch blossoming for the Mayfair Flower Show

Pubblicato da blog ospite in +deco, Design
Uno dei miei posti preferiti a Londra è Sketch o almeno questa versione di Sketch visto che periodicamente lo stravolgono,  cambiandone il look completamente.
La mia amica Jackie mi ha portato da Sketch per un un tè a base di champagne l’anno scorso per festeggiare mio compleanno. 
In questi giorni, Sketch, con l’aiuto di quattro talentuosi fioristi appare come vedete in foto. 
L’installazione di piante e fiori è stata realizzata per celebrare il famoso Chelsea Flower Show, che si tiene quest’anno dal 24 al 28 Maggio. 
Meraviglioso. 
Se volete vedere più foto di Sketch, date un’occhiata ai miei post “Il mondo è rosa: The Gallery di India Mahdavi” o “The Glade, una nuova concezione di trompe l’oeil” (The Gallery e The Glade sono i nomi di uno dei ristoranti e uno dei bar dentro a Sketch). 
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Un monolocale di 45 mq: progetto di arredo

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Ecco come abbiamo organizzato lo spazio in un monolocale di circa 45 mq. La proprietaria, una giovane donna, desidera una casa vivace e accogliente ma anche estremamente funzionale e improntata allo stile scandinavo. Nel progetto di arredo, quindi, predominano le tonalità chiare, il legno, i tessuti morbidi e i mobili dal design pulito e minimal.

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Per ottenere un open space ampio e luminoso, lo spazio è stato suddiviso nelle funzioni principali ma senza occultare la vista d’insieme. Zona giorno e zona notte, infatti, sono state separate con una parete di vetro fissata a un basamento in muratura. Questo consente di circoscrivere gli ambienti e, allo stesso tempo, di mantenere la naturale luminosità della stanza; il passaggio della luce crea un piacevole gioco vedo-non vedo che conferisce uno stile loft a tutto l’ambiente.
In linea con la parete a vetri è stato costruito un setto in cartongesso a tutta altezza così da creare, nella zona notte, un armadio molto capiente, perfetto per accogliere il guardaroba di una persona.
Un ripostiglio, indispensabile in una casa di dimensioni ridotte, è stato ricavato nell’ingresso con la realizzazione di un secondo setto in cartongesso. In questo modo siamo riuscite anche ad ampliare la zona cottura, posta in corrispondenza della porta finestra che si apre sul piccolo (ma utilissimo) balcone. La cucina, disposta ad angolo, gode, quindi, di un’aeroilluminazione naturale e, grazie alla porta finestra, si percepisce una prospettiva più ampia dello spazio.

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La zona pranzo, che si vede subito entrando, è costituita da un tavolo rotondo in betulla laccata e due sedie, sempre in betulla laccata, una bianca e l’altra gialla. La parete di fondo rivestita con carta da parati e la bellissima lampada a sospensione gialla di Muuto completano l’ambiente.
Alle spalle del tavolo si trova la zona cottura, realizzata su misura, con piano in legno chiaro e ante in legno verniciato bianco opaco. Il paraspruzzi della cucina è in piastrelle rettangolari bianche.
Di fianco alla finestra, il divano in cotone grigio è perfetto per ospitare amici o guardare la TV; due tavolini da appoggio in legno, il mobile TV in frassino verniciato grigio (che fa anche da contenitore) e la lampada da terra in metallo definiscono una zona relax elegante e funzionale.
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Al di la della parete vetrata c’è la zona notte con il letto matrimoniale, una capiente cassettiera in frassino bianco e un pouf in tessuto giallo. Di fianco al letto, due applique in legno chiaro e metallo verniciato bianco. 

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Sul balcone abbiamo creato, con un tavolino e due sedie pieghevoli, un piccolo angolo per la colazione, impreziosito da una fioriera. Uno spazio ideale da vivere soprattutto durante la bella stagione.

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La posa di un parquet in rovere naturale e la scelta di una palette luminosa, dove dominano il bianco delle pareti, il grigio e il legno dei complementi d’arredo, rendono l’appartamento molto caldo e accogliente. La nota accesa di colore è data dal giallo: pochi tocchi di questa nuance brillante sono bastati per creare un’atmosfera giovane e informale.


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Cucine da esterno

Pubblicato da blog ospite in Design, Dettagli Home Decor
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Le cucine da esterno non sono più un lusso per pochi, oggi in commercio si trovano molte soluzioni componibili pensate per rispondere alle diverse esigenze di spazio, stile e budget.

Per chi dispone di un giardino o un terrazzo, le cucine da esterno ci permettono di godere di un piacevole pranzo all’aperto. Ecco per voi una selezione di cucine da esterno estremamente pratiche, funzionali e altamente tecnologiche, pensate per adattarsi a qualsiasi spazio.

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cucina da giardino ALPES mod. 190
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gazebo con cucina QZONE KITCHEN di All Plus
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cucina da esterno K2 di Boffi
Minikitchen Outdoor di Boffi
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Sistema modulare GARDEN KITCHEN di Röshults
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Sistema modulare KITCHEN ISLAND di Röshults
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cucina da esterno in acciaio di ARCLINEA

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Friday favorite: Wiener Stuhl

Pubblicato da blog ospite in Design, Rooms Interior Design Lab

L’oggetto del desiderio di oggi fa parte della collezione storica di uno dei miei marchi preferiti ever: sto parlando della Wiener Stuhl (“sedia viennese”) della Thonet GmbH.

Amo la Thonet con tutte le mie forze. Il fondatore, Michael Thonet, è colui che ha inventato e successivamente brevettato la tecnica della curvatura del legno con il vapore, senza la quale Alvar Aalto col cavolo che avrebbe potuto disegnare tutte quelle cose che oggi rappresentano lo stile nordico. È un marchio che ha fatto e continua a fare la storia del design da quasi 200 anni, riuscendo ad evolversi e ad interpretare i gusti dei vari momenti storici senza perdere la sua identità.

La Wiener Sthul ne è un esempio: in produzione dal 1904 (sì, 112 anni), deve il suo nome a Le Corbusier che la ribattezzò così nel 1925.
È possibile averla con diverse tipologie di seduta (traforata, paglia di Vienna, legno o imbottita) e, per un tocco più contemporaneo, con struttura bicolore.

Immagini via sito

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Christian Faur, pastelli a cera e illusioni ottiche

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crayons artwork christian faur

L’artista americano Christian Faur usa i pastelli a cera non per dipingere, bensì come elementi base delle sue opere tridimensionali composte da migliaia di punti colorati

Christian Faur utilizza i colori per simulare la complessità dei pixel nella fotografia digitale e ricreare l’immagine nella realtà utilizzando i pastelli a cera al posto dei pixel.  L’idea non è nuova: in Francia già alla fine del 1800 il movimento pittorico del puntinismo si esprimeva attraverso la scomposizione dell’immagine in piccoli punti di colore. Avete presente Georges Seurat? Il principio era semplice e complesso allo stesso tempo:

“Poiché la luce che noi percepiamo è sempre il risultato di una combinazione di colori determinati, questi colori dovevano essere riuniti nella tela non mescolati fra di loro, ma separati e strettamente avvicinati mediante leggeri colpi di pennello: secondo il principio della mescolanza ottica, teorizzata dal fisiologo Heinrich Dove, l’osservatore, posto a una determinata distanza dalla tela dipinta – una distanza variabile a seconda dalla grossezza dei puntini colorati – non vede più separati questi punti colorati, ma li vede fusi in un unico colore, che è la loro risultante ottica impressa sulla retina dell’occhio.”

(Wikipedia)

pastelli a cera christian faur

Partendo da questa idea abbiamo assistito più recentemente anche al fenomeno della Pixel Art.
Ma l’artista newyorkese Christian Faur non si occupa nè di pittura, nè di arte digitale e usa i colori (in senso fisico) come elementi base dei suoi dipinti, aggiungendo anche l’elemento della tridimensionalità.
I pastelli a cera che rappresentano i singoli punti colorati, sono assemblati all’interno di cornici rettangolari e disposti secondo una griglia esagonale per ricreare l’illusione ottica di una fotografia nello spazio. A causa della natura tridimensionale delle sue opere, l’aspetto delle immagini muta a seconda della posizione dell’osservatore e l’immagine scompare completamente se osservata troppo da vicino trasformandosi in una sequenza di colori puri.
Nel 2012 Christian Faur  ha esposto le sue opere in una mostra personale dal titolo “Rods and Cones” ovvero “coni e bastoncelli” con un chiaro riferimento ai fotorecettori presenti nella retina umana.

Ecco come nascono le opere di Christian Faur composte da migliaia di pastelli a cera

La cosa interessante è che Christian Faur inizia decostruendo l’immagine fotografica di partenza nei suoi elementi base: tono, colore, forma e risoluzione. Successivamente crea da solo i suoi pastelli a cera, mescolando i pigmenti tradizionali e fondendoli a mano lui stesso per creare le tonalità necessarie al suo progetto. Le opere di questo originale artista possono essere paesaggi, forme astratte o più frequentemente ritratti, che spesso vengono realizzati in serie, variandone però la palette cromatica per sperimentare diversi effetti e spingere al massimo i limiti della sua tecnica.

christian faur pastelli a cera

opere d'arte di pastelli a cera

pastelli a cera per dipinti 3D

artista dei pastelli a cera christian faur


 
 

Bisazza mosaics by Studio Job

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Quality mosaics are a good way to dress your bathroom, they give it a luxury look, you will always appreciate them regardless of fashions and they reflect the light due to the shininess of the tiles. I am not a big fan of rich mosaics outside the bathroom but I might have to change my mind this year having seen the new Bisazza collection by Studio Job, recently presented in Milan.
Someone described this mosaic collection as spooky, I think it is over the top and a lot of fun. 
For the brave, I believe. 
The creative couple under the name Studio Job has always sparked my curiosity because they truly come out with some innovative ideas (and also because I can’t decide if the guy looks more like Liam Gallagher or Nick Cave). 

I mosaici di qualità sono un buon modo di vestire il tuo bagno, gli danno un’aria lussuosa, sono sempre universalemente apprezzatati anche se passano di moda e riflettono la luce vista la brillantezza delle tessere. I mosaici fuori dal bagno non mi piacciono ma mi sa che dovrò cambiare idea dopo aver visto la nuova collezione Bisazza disegnata da Studio Job
Qualcuno ha definito questa collezione di mosaici ‘inquietante’, io la trovo semplicemente esagerata e decisamente divertente. 
E’ solo per i più coraggiosi, mi rendo conto. 
Il duo creative Studio Job ha sempre destato la mia curiosità perchè saltano sempre fuori con idee originali (ed anche perchè non so decidere se lui assomiglia di più a Liam Gallagher o a Nick Cave).  

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Tavolozza colori 2016: rosso Fiesta Pantone 17-1564

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Il rosso Fiesta rappresenta una tonalità calda e vivace nella tavolozza colori  di tendenza per il 2016.

Un colore sicuramente forte e brillante, simbolo di passione e vitalità che contrasta con la calma e la natura più morbida delle altre gradazioni di colori Pantone per  questo 2016. Il rosso Fiesta (Pantone 17-1564) è il colore ideale per ravvivare e dare carattere ai diversi ambienti domestici.

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immagini via Pinterest


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