La Gatta Sul Tetto






 
 
 

Un cottage tradizionale in Islanda

Pubblicato da blog ospite in Interiors, La Gatta Sul Tetto, Stili

Oggi vi porto a visitare un cottage tradizionale in Islanda, decorato in una palette fatta di grigio, blu e materiali naturali.

Un cottage tradizionale in Islanda

L’Oggi andiamo in Islanda, un’isola aspra e inospitale dominata da una natura selvaggia. Eppure, questa terra così fredda e lontana esercita da sempre un certo fascino, per i suoi paesaggi sublimi, ma anche per la particolarità di manufatti umani. Tra questi, i cottage tradizionali, tutti in legno e dipinti con colori sgargianti, aggiungono un tocco di magia ed evocano scenari fiabeschi.

Un cottage tradizionale in Islanda

Certo, i cottage tradizionali sono costruzioni spartane, senza molte concessioni al lusso e alle frivolezze. Spesso all’interno sono dotati di tutti i confort, come il cottage che visitiamo oggi. Del resto i proprietari, gli interior designer Rut Káradóttir e Kristinn Arnarson, di stile se ne intendono, e si vede da come hanno trasformato il loro cottage.

Situato alle pendici del vulcano Hafnarfjall, il cottage tradizionale di Rut e Kristinn è completamente dipinto di nero all’esterno, così da essere facilmente individuabile nel paesaggio imbiancato.

  • L’ingresso del cottage
  • L’ingresso del cottage

Purtroppo, anche in Islanda queste strutture vengono abbandonate a favore di costruzioni moderne che poco hanno a che fare con le tradizioni locali, così i due designer hanno voluto dimostrare che anche una modesta casetta di legno può diventare moderna ed elegante.

Un cottage tradizionale in Islanda
al centro del cottage è situata la grande stanza che raggruppa le aree living: cucina, zona pranzo e soggiorno
Un cottage tradizionale in Islanda
  • Un cottage tradizionale in Islanda
  • Un cottage tradizionale in Islanda

All’interno, i proprietari hanno optato per un blu-grigio quasi totale, che ricopre le pareti, le boiseries, i soffitti: eppure non sembra di entrare in un acquario, tutt’altro.

  • Un cottage tradizionale in Islanda
  • Un cottage tradizionale in Islanda
  • Un cottage tradizionale in Islanda
  • Un cottage tradizionale in Islanda

L’atmosfera è calda e accogliente grazie agli accessori e ai complementi in legno naturale, agli oggetti di artigianato etnico, ai numerosi cuscini, coperte, pelli di pecora. Se poi vengono accese le candele, l’atmosfera Hygge è assicurata.

Fonte: Skonahem

Crediti Foto: Krista Keltanen

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Minimalismo scandinavo in bianco e grigio

Pubblicato da blog ospite in Colori, Interiors, Interni, La Gatta Sul Tetto, Stili

Una casa d’epoca nel centro di Gothenburg è il perfetto esempio del minimalismo scandinavo.

Minimalismo scandinavo in bianco e grigio

Colori chiari, possibilmente neutri, tanto legno e pochi oggetti, meglio se di design. Queste semplici regole sono la base del minimalismo scandinavo, di cui la casa che vi presento oggi è l’esempio perfetto.

Minimalismo scandinavo in bianco e grigio
Minimalismo scandinavo in bianco e grigio

La casa è stata ristrutturata da Alvhem, uno studio che unisce un’agenzia immobiliare e un negozio di interior design con sede a Gothenburg (o Goteborg).

Minimalismo scandinavo in bianco e grigio
Minimalismo scandinavo in bianco e grigio

Generalmente non pubblico molte case svedesi, perché solitamente on line si trovano immobili ristrutturati dalle agenzie destinati alla vendita. Queste case hanno il difetto, se così si può sire, di essere omologate nello stile, così ho deciso di condividere solo quelle che hanno un tocco particolare.

La casa di oggi mi piace perché il minimalismo spinto, che può creare una sensazione di vuoto, è compensato dal calore intrinseco degli elementi strutturali, come il pavimento in legno, le porte antiche, i tubi degli impianti a vista.

Minimalismo scandinavo in bianco e grigio
Minimalismo scandinavo in bianco e grigio
Minimalismo scandinavo in bianco e grigio

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Maisons du Monde, le nuove tendenze in 6 collezioni

Pubblicato da blog ospite in Idee, La Gatta Sul Tetto, Stili

Maisons du Monde svela il catalogo primavera-estate 2019: 8 stili, 6 collezioni tendenza e qualche novità.

Maisons du Monde le nuove tendenze in 6 collezioni.

L’uscita del catalogo semestrale di Maisons du Monde è ormai un evento molto atteso per gli amanti del design e della decorazione d’interni.

Il brand francese piace per la capacità di intercettare le tendenze più apprezzate del momento, proponendo un ventaglio di scelte che soddisfa tutti i gusti e tutte le tasche.

Il catalogo primavera-estate 2019 di Maisons du Monde propone 6 collezioni per 6 tendenze, declinate in 8 stili diversi. Tra le novità, una sezione dedicata all’arredo dei piccoli spazi e una linea di oggetti di design per gli animali domestici.

Ecco le 6 tendenze individuate da Maisons du Monde per la bella stagione:

  • Paper shop, che si ispira alla natura e alla vita in campagna. Fiori di campo, piante, colori caldi come il giallo o il verde oliva, legno e metallo.
  • Maisons du Monde le nuove tendenze in 6 collezioni
  • Maisons du Monde le nuove tendenze in 6 collezioni
  • Paradise si ispira alla spensieratezza, alla vita all’aria aperta e alle spiagge lambite dall’oceano. Materiali naturali, artigianato, colori pastello o desaturati, stile un po’ bohème e un po’ eclettico.
  • Maisons du Monde le nuove tendenze in 6 collezioni
  • Palm Grove è la collezione chic ed eclettica ispirata all’art déco con accenti coloniali. Colori raffinati come il rosa, il grigio e i cosiddetti “nude”, si accompagnano a materiali preziosi come l’oro e alle fibre naturali intrecciate.
  • Maisons du Monde le nuove tendenze in 6 collezioni
  • Maisons du Monde le nuove tendenze in 6 collezioni
  • Villa del Sol prende ispirazione dalle atmosfere rilassate delle isole greche. Una palette tipicamente mediterranea fatta di blu, giallo, turchese e sabbia.
  • Maisons du Monde le nuove tendenze in 6 collezioni
  • Maisons du Monde le nuove tendenze in 6 collezioni
  • Maisons du Monde le nuove tendenze in 6 collezioni
  • Maisons du Monde le nuove tendenze in 6 collezioni

In anteprima assoluta, un cenno alle collezioni Baïa Verde, disponibile da domani, e Summer Smoothie, che sarà svelata non prima del 13 marzo.


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Vuoi conoscere le tendenze del momento? Leggi la rubrica Trend Alert.

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Arredamento bar: da dove cominciare

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L’arredamento di un bar è una delle fasi più delicate ed importanti, insieme ovviamente all’offerta dei servizi e ai prodotti trattati, per avviare questa attività al successo.

Arredamento bar da dove cominciare

Che si tratti di una nuova apertura o di una ristrutturazione, il risultato finale dovrà creare un clima che rispecchi i gusti del proprietario e che accolga e faccia sentire coccolati e a proprio agio i clienti.

Ma se si deve scegliere l’arredamento di un bar, da dove occorre cominciare?In questo articolo daremo alcuni consigli su come scegliere l’arredamento bar perfetto e di successo.

Vedremo:

  1. lo stile
  2. i colori
  3. l’illuminazione
  4. l’arredatore

Arredamento bar: come scegliere lo stile

La prima fase è dunque quella di identificare lo stile che si vuole dare al bar, non si tratta solamente di seguire le ultime tendenze, piuttosto di identificare i gusti e che tocco dare al locale.

Ecco alcuni generi più in voga:

Stile industrial: è caratterizzato da un design minimal e al contempo funzionale. Ha l’obiettivo di ricreare l’ambiente di una fabbrica grazie ai tubi a vista, elementi meccanici, scritte arrugginite e pareti di mattoncini. Questo è il look per un locale frizzante e giovanile.

Stile vintage: dona al proprio bar un tono particolare ed interessante. L’uso di specifici materiali e il design ad hoc ripropongono un clima un po’ retrò, in grado di attirare sia i clienti che hanno vissuto quegli anni che le generazioni più giovani.

Stile moderno: scegliendo un arredo moderno si può creare un’atmosfera innovativa e giovanile, attraverso la scelta di alcuni complementi d’arredo si può dare un’aria più moderna o più audace.

Stile shabby chic: questo stile dona al locale un’atmosfera romantica, un po’ d’altri tempi. I mobili e gli accessori seppur nuovi presentano una patina antichizzata. Questo è l’arredamento per chi vuole donare al proprio bar originalità, eleganza, sobrietà e disincanto.

Arredamento bar da dove cominciare

La scelta dei colori

I colori usati nell’arredamento del bar, insieme alla scelta dello stile, hanno un ruolo importante sulle sensazioni che avranno i clienti entrando nel locale o anche solo osservandolo dall’esterno. I colori hanno un impatto anche psicologico infatti sono in grado di amplificare o attenuare lo stato d’animo o le emozioni.

Ovviamente la scelta dei colori è strettamente collegata a quella stello stile. Vanno anche tenuti in considerazione fattori come, la metratura dei locali, illuminazione naturale e non, tipo di clientela alla quale ci si rivolge.

L’importanza dell’illuminazione

Fortemente connessa alla scelta dei colori è l’illuminazione. L’illuminazione del bar ha un ruolo importante nel creare la giusta atmosfera oltre che nel conciliare le esigenze di design, nel rispetto dello stile scelto, e quelle di risparmio ed efficienza. Luce calda o fredda, prevalentemente naturale e con molteplici punti luce artificiali: diversi gli elementi tra cui scegliere.  Da evitare sicuramente luci eccessivamente forti e colorate o particolarmente soffuse che potrebbero essere fastidiose per la clientela. Ulteriore fattore da considerare è il momento della giornata in cui il locale sarà particolarmente frequentato, se si tratta di un bar che lavora prevalentemente in orari diurni o se si tratta di un bar serale.

Arredatore bar

Per creare dunque un arredo bar impeccabile, abbiamo elencato alcuni elementi da analizzare nella scelta. Ma a chi rivolgersi per creare un arredo perfetto? Per rendere possibile ciò che si è immaginato la scelta del giusto arredatore è imprescindibile per la corretta realizzazione.  

Se stai cercando un arredamento bar a Catania, possiamo consigliarti l’azienda Milazzo Shop Design, leader nel settore da oltre 30 anni. 


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L’eleganza del nero in un hôtel particulier di Bordeaux

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Rinnovato da La Maison Poétique, questo antico hôtel particulier di Bordeaux è tornato a risplendere grazie a una decorazione tutta giocata sul nero.

eleganza del nero hotel particulier Bordeaux vasca free standing nera

Con il nero non si sbaglia: elegante, raffinato, sobrio, il nero ha molti estimatori anche tra i designer d’interni.

D’altro canto, il nero è un colore che può intimidire, visto che ha la caratteristica di assorbire tutta la luce, rendendo un ambiente oscuro e quasi funereo.

  • eleganza del nero hotel particulier Bordeaux

Tutto sta nell’abilità del professionista che si fa carico della decorazione, in questo caso La Maison Poétique, con sede a Bordeaux. Si tratta di una boutique che propone, oltre a consulenze sulla decorazione d’interni, mobili in acciaio su misura, cementine e accessori per la tavola, biancheria, tappeti e lampade. 

Tra i diversi progetti realizzati dalla boutique, ho selezionato questo hôtel particulier, in pratica una villa unifamiliare cittadina antica, rinnovata con una decorazione giocata sul nero.

Le strutture originali sono state quasi interamente conservate, come pure gli stucchi e i pavimenti in legno, che si trovavano in un ottimo stato.

Gli interventi più sostanziosi hanno riguardato la sostituzione del muro che separava la cucina dal living con una vetrata in metallo verniciato di nero, la sistemazione del piano interrato, del sottotetto e del giardino.

Bellissima la cucina in acciaio realizzata su misura: sicuramente questo materiale, che riflette la luce, è ideale da accostare al nero.

eleganza del nero hotel particulier Bordeaux cucina acciaio

Il nero caratterizza tutte le stanze più importanti, eccettuate le camere da letto. 

La maggior parte dei mobili, le cornici di porte e finestre, le scale, alcuni pavimenti, le travi del sottotetto, le lampade e i decori delle cementine sono tutti rigorosamente neri, cui fanno da contrappunto il bianco e qualche tocco di giallo.

  • eleganza del nero hotel particulier Bordeaux
  • eleganza del nero hotel particulier Bordeaux

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Reform Studio, l’eco design che viene dall’Egitto

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Oggi andiamo in Egitto per conoscere da vicino Reform, uno studio di design al femminile che crea oggetti in plastica riciclata.

Reform Studio eco design Egitto Plastex

“Tutto è cominciato con una borsa di plastica”. Con queste semplici parole le due fondatrici di Reform Studio, Mariam Hazem and Hend Riad, raccontano come è nato il loro progetto.

Partendo dall’idea che il design può risolvere i problemi più complessi, come quello dell’inquinamento dovuto ai sacchetti di plastica, le due designer hanno brevettato Palstex, un tessuto ricavato da strisce di plastica. 

Reform Studio eco design Egitto Plastex

Plastex viene confezionato con una antica tecnica di tessitura, utilizzando un tradizionale telaio egiziano. Oltre a contribuire al riciclo delle buste di plastica, Reform ha come obiettivo la rinascita di una tradizione artigianale ormai dimenticata. Per questo, i prodotti vengono fabbricati da artigiani locali, per il 70% donne, che usufruiscono di una formazione specifica.

I prodotti

Il prodotto di base è appunto Plastex, per il quale Reform ha sviluppato quattro diversi pattern: Plain, Stripes, Zebra e Plaid. I colori dipendono dai sacchetti di plastica che vengono recuperati: questo permette la produzione di un numero limitato di pezzi unici a seconda dell’attuale disponibilità di colori. Reform ha in catalogo tre collezioni.

La collezione di sedie Ahwa riassume il tema del riciclo e della tradizione in modo creativo: il tessuto in plastica ricopre le sedute delle tradizionali sedie egiziane utilizzate nei caffè dagli anni ’40.

Reform Studio eco design Egitto
Reform Studio eco design Egitto

La sedia Grammy nasce dallo stesso concetto, mentre Re raggruppa diversi oggetti come sgabelli, panche, sacchi contenitori, tovagliette.

La collaborazione di Reform con Ikea

A marzo 2019, Ikea presenterà una nuova versione dall’ormai iconica borsa Frakta, realizzata da Reform Studio a partire dagli scarti delle confezioni di prodotti oome le barrette di cioccolato e le patatine fritte. Ecco qui il prototipo:

Reform Studio eco design Egitto

Uno studio pluripremiato

Reform Studio ha già al suo attivo molti premi prestigiosi. Dopo essersi aggiudicato due Award in Egitto nel nel 2013, arriva il riconoscimento internazionale con il secondo premio al Salone Satellite di Milano per la categoria Design e Artigianato, seguito nel 2014 dal premio Silver al A’ Design Award e dal premio Cartier Women’s Initiative a Parigi.

Qui trovate il loro sito ufficiale.

Scopri altri designer e artigiani interessanti

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Catalogo Ikea, in anteprima le foto p/e 2019

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Grandi novità Ikea: il primo catalogo primavera/estate, nuova collezione outdoor e prestigiose collaborazioni.

Catalogo Ikea anteprima 2019 collezione Sommar

Ikea lanciatissima in questo inizio 2019. Per prima cosa, è on line il catalogo primavera / estate 2019, almeno qui in Francia. Dunque, la prima novità riguarda proprio il catalogo, che da ora in poi sarà a cadenza semestrale. Un regalo graditissimo per tutti gli appassionati del brand.

  • Catalogo-Ikea-anteprima-2019
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  • Catalogo-Ikea-anteprima-2019

I prodotti sono presentati attraverso la visita ispirante di cinque interni con universi variegati, dalla casa di famiglia al piccolo loft urbano, tra cui una casa nel container, il piccolo appartamento di un padre single e gli interni di giovani neo-genitori.

Sfogliate qui il catalogo ikea on line.

La nuova collezione Sommar per l’outdoor

Un grande spazio è dedicato, come prevedibile, alle collezioni outdoor, come la novità assoluta Sommar.

Disegnata da Lotta Kühlhorn e Malin Unnborn in collaborazione con Textilgruppen & Papperian, un collettivo che garantisce l’inclusione di artisti disabili, la nuova collezione pensata per l’outdoor Sommer è una sinfonia di colori primari e di motivi grafici.

Collaborazioni prestigiose

Per quanto riguarda i prodotti scaturiti dalle prestigiose collaborazioni già annunciate l’anno scorso, dovremo però aspettare ancora qualche mese.

Il 27 febbraio, al Design Indaba Festival di Cape Town, Ikea lancerà la nuova collezione in edizione limitata ÖVERALLTA, creata da 10 designer africani, tra i quali Selly Raby KaneIssa Diabaté and Renee Rossouw. 

La collezione sarà disponibile per la vendita a partire da maggio.

Catalogo Ikea anteprima 2019 overallta

E’ attesa invece per la fine del 2019 la collezione creata da Virgil Abloh, founder del marchio Off-White e direttore artistico della collezione uomo di Louis Vuitton: si chiamerà MARKERAD, e già promette meraviglie, da quello che si può intuire dalle immagini dei prototipi diffuse in rete.

Catalogo Ikea anteprima 2019
La collezione Markerad in prototipi © Julie Guillermet/Journal des Femmes
Le borse Frakta by Virgil Abloh © Julie Guillermet/Journal des Femmes
Daybed Markerad © Julie Guillermet/Journal des Femmes

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Intervista a Manuele Perlati, founder di Hiro

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Oggi vi presento Manuele Perlati founder e Ceo di Hiro, il portale del design indipendente made in Italy.

Intervista a Manuele Perlati founder di Hiro portacandele loop

Hiro è un progetto molto interessante, nato dall’esigenza di fornire ai designer un sostegno concreto per la realizzazione dei loro progetti, dalla produzione alla vendita. Si tratta del primo portale al mondo che promuove il design autoprodotto. Ho “incontrato” Hiro e i suoi oggetti su Instagram, e ne sono rimasta affascinata: se anche voi volete scoprire di più su questo bellissimo progetto, leggete l’intervista a Manuele Perlati il fondatore di Hiro.

Intervista a Manuele Perlati founder di Hiro

Ciao Manuele, come è nato il progetto Hiro?

Ciao Cinzia, la prima idea di Hiro risale già al 2015. In realtà, era già da un po’ che accarezzavo l’idea di produrre nelle nostre officine oggetti di design per la casa. Ti parlo delle officine perché sono più di 15 anni che giro nell’azienda di famiglia. Produciamo mobili per catene di negozi e siamo specializzati sul metallo. Da quando facevo lo stagionale ai tempi della scuola, dove ho provato un po’ di tutto (montaggio, saldature, lucidature) a quando mi sono dedicato di più al rapporto con i clienti, ho visto nascere tanti oggetti nelle nostre officine. 

Intervista a Manuele Perlati founder di Hiro mensole wave

Con il passare degli anni abbiamo gestito progetti sempre più complessi per negozi e boutique. Ad un certo punto, mi sono reso conto che sui tavoli da lavoro nascevano, tutti i  giorni, tavolini, sgabelli e altri complementi che non avevano niente da invidiare a quelli di blasonati marchi di design. E spesso rimanevano oggetti unici. Lì, mi sono reso conto che avevamo tutte le capacità per fare quegli oggetti, ci mancava solo la creatività per svilupparli. 

Intervista a Manuele Perlati founder di Hiro

Un giorno ho incontrato Paolo Cappello, designer nel pieno del suo sviluppo professionale, ne è nata un’amicizia e una collaborazione. A quel punto, però, c’è stata una svolta. Mi sono reso conto che non volevo solo produrre oggetti in serie come qualsiasi altro brand. Volevo che quello che producevamo parlasse un po’ più di quello che eravamo abituati a fare: oggetti unici, in piccole serie, oggetti su misura. Volevo che i nostri oggetti avessero una storia. 

Intervista a Manuele Perlati founder di Hiro vassoi hills

Così ho scoperto i designer indipendenti, che si autoproducono. E ho scoperto che, spesso, questi designer fanno una gran fatica a produrre il prototipo di quello che hanno in mente. Le difficoltà aumentano se devono produrne una serie e venderla. 

Ed ecco che ho pensato a Hiro. 

Cosa deve fare un designer per realizzare il suo progetto con Hiro? 

I designer che ci contattano hanno, di solito, dei progetti nel cassetto che aspettano di essere realizzati. Spesso hanno già dei progetti cad e dei render. Noi valutiamo il progetto, verifichiamo la fattibilità, vediamo se è adatto alle nostre abilità produttive (come dicevo, siamo specializzati nella lavorazione del metallo e quello per noi deve essere il materiale prevalente) e valutiamo se è adatto al nostro marketplace. Non facciamo una selezione artistica ma una selezione di fattibilità, con un occhio, però, anche alla coerenza della nostra vetrina on-line. 

A questo punto, il designer conosce quanto gli costa realizzare il prototipo del suo oggetto e una piccola serie. E, se decide di proseguire, finisce subito nella nostra vetrina. 

Mi elenchi i servizi che mettete a disposizione?

Quello che facciamo è un’assistenza completa al designer nello sviluppo del suo progetto. Valutiamo insieme a lui le modifiche necessarie per la produzione, eventuali alternative per ridurre i costi e migliorare la qualità del prodotto. Creiamo, quindi, dei progetti industriali per la realizzazione. Poi, costruiamo il prototipo, lo fotografiamo e lo vediamo assieme e il designer che può decidere di produrre una piccola serie. Conserviamo i prodotti nel nostro magazzino. Creiamo una pagina del designer sul nostro sito, gestiamo direttamente la vendita, imballiamo, spediamo e riconosciamo il guadagno al designer. 

Naturalmente, promuoviamo la nostra piattaforma e quindi anche il designer e i suoi prodotti. 

Dove posso acquistare un oggetto Hiro?

Siamo un progetto che mira a unire la manifattura con il digitale, i nostri prodotti sono realizzati in piccole serie e completamente in Italia, per questo abbiamo deciso di vendere direttamente, dal produttore al consumatore, per non alzare troppo i prezzi e riconoscere un guadagno più giusto anche ai designer. Quindi, almeno per ora, ci trovate solo on-line sul nostro sito hiro.design 

Leggi le altre interviste a designer e start up.

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Un duplex scandi-bohème

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Oggi visitiamo un duplex in stile scandi-bohème in Francia. Soluzioni interessanti su misura cui ispirarsi.

duplex scandi-bohème

Lo stile scandi-bohème è forse il mio preferito, anche se quello in voga nei paesi nordici lo trovo un po’ scialbo e omologato. Mi perdoneranno i fan del genere, ma io preferisco le case proposte dagli studi di architettura francesi, che sanno mixare gli stili con disinvoltura e non hanno paura di utilizzare il colore. Inoltre sono molto attenti all’utilizzo dello spazio, sfruttando ogni angolo grazie alle soluzioni su misura. E poi, vogliamo parlare delle vetrate interne? Oltre a essere molto funzionali, dividono gli spazi in modo leggero e arioso.

duplex scandi-bohème

Fatta questa premessa, veniamo all’house tour di oggi: l’unità abitativa si compone di un ampio spazio a piano terra, più una piccola zona collocata nel sottotetto a spiovente, con bellissime travi a vista.

duplex scandi-bohème

In occasione del loro primo acquisto, i proprietari erano determinati a fare la cosa giusta, ed è per questo che hanno affidato la trasformazione del loro appartamento a Studio Mariekke.

Naturalmente vi ho già parlato di questo studio, a proposito di un bellissimo progetto per un appartamento di 40mq.

Il progetto prevedeva di ridisegnare completamente il piano inferiore per creare un ampio soggiorno e, al primo piano, di rendere gli spazi più funzionali e adatti ai gusti dei proprietari, in particolare il bagno.
Risultato? Un appartamento originale, grazie agli arredi su misura e ai codici volutamente scandi-bohème: un mix di ispirazione rustica e retrò da un lato, e di design scandinavo contemporaneo dall’altro.

duplex scandi-bohème

Soluzioni interessanti:

Sicuramente la vetrata su misura che separa la cucina dal living. Come potete vedere i telai si appoggiano su una struttura che funge da contenitore e allo stesso tempo da panca per sedersi al tavolo da pranzo.

E poi c’è la zona occupata dalla scala: anche qui l’architetto ha studiato una soluzione su misura con mobili contenitori lungo tutta la parete, che si estende con lunghe mensole collocate sotto le finestre.

duplex scandi-bohème
duplex scandi-bohème

Progetto e crediti: Studio Mariekke


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Carta da parati panoramica per interni scenografici

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Oggi voglio parlarvi di una tendenza che mi piace molto: quella della carta da parati panoramica. Scopriamo di cosa si tratta.

Carta da parati panoramica

Carta da parati panoramica è una delle ultime mode, soprattutto qui in Francia. Tra gli architetti e i designer d’interni non è una novità, come potete vedere da questo articolo dedicato ad uno dei miei architetti preferiti, Caroline Andreoni: per lei questo rivestimento è una firma, e io adoro il modo in cui lo utilizza negli interni. In effetti, con questo tipo di decorazione si rischia di sconfinare nell’eccesso o nel kitch: tra i soggetti che ho selezionato non troverete fotografie dei Caraibi o altre amenità, ma paesaggi dipinti che invitavano a viaggiare nei paesi esotici, oppure delicati motivi botanici.

Carta da parati panoramica
Progetto di Caroline Andréoni a NEUILLY SUR SEINE 

Cos’è la carta da parati panoramica

Questo rivestimento è formato da rotoli di carta stampata di dimensioni standard che, una volta uniti sulla parete, formano un decoro di grandi dimensioni, solitamente un paesaggio. Si può accomunare ai trompe-l’œil, con la differenza che questi ultimi sono realizzati con la tecnica dell’affresco e rappresentano un’estensione illusoria della stanza.

Carta da parati panoramica
Carta da parati di Kek Amsterdam

La carta da parati panoramica haa una lunga storia, come testimoniano i pezzi conservati al  Musée du Papier Peint  di Rixheim.

Carta da parati panoramica
Vue de Paris, Ohmywall
A sinistra e sopra, carte da parati di
Bien Fait

Come utilizzarle negli interni

Le tappezzerie panoramiche sono perfette per rivestire vestiboli, corridoi o pareti divisorie. Come vedrete dalle immagini, sono fantastiche anche in bagno. Il massimo livello scenografico si ottiene applicandole ad una parete nel living, dietro la testata del letto e nelle camerette.

Carta da parati Ananbo mural via elle decor france

Carta da parati panoramica
Cactus garden di Rebel Walls

Foto di copertina: Valerio Geraci per The Socialite Family Carta da parati Ananbo collezione Tana Grisaille


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