Dal 20 al 26 aprile torna Alcova, uno degli appuntamenti più attesi della scena del design contemporaneo, che per l’edizione 2026 riunisce 131 espositori internazionali in due luoghi profondamente diversi ma complementari: Villa Pestarini e l’Ospedale Militare di Baggio.

Da un lato, la villa progettata da Franco Albini, esempio raffinato di Razionalismo milanese e aperta per la prima volta al pubblico; dall’altro, un vasto complesso istituzionale, stratificato e in continua trasformazione. Due contesti che diventano il terreno di confronto per una riflessione sul presente del design, tra memoria, sperimentazione e cultura materiale.
Alcova e Villa Pestarini: dialoghi con l’eredità modernista
Unica residenza privata progettata a Milano da Albini, Villa Pestarini accoglie interventi che si confrontano direttamente con il suo linguaggio architettonico. Qui il passato non è solo riferimento, ma materia viva da reinterpretare.





Tra i progetti più significativi, l’installazione di Patricia Urquiola per Haworth e Cassina mette in relazione le riedizioni dei pezzi iconici di Albini con nuove produzioni contemporanee, creando un dialogo tra epoche e sensibilità.
Allo stesso tempo, Boccamonte presenta la sua prima collezione di arredi, ispirata al lavoro di Luisa Castiglioni, allieva dello stesso Albini.
Gli ambienti della casa, dal piano terra agli spazi esterni, sono attraversati da una costellazione di designer e studi che ne reinterpretano l’identità stilistica con approcci diversi, tra ricerca materica, contaminazioni e nuove narrazioni progettuali.
Alcova e Ospedale Militare di Baggio: una città nella città
Il secondo fulcro di Alcova si sviluppa all’interno dell’ex Ospedale Militare di Baggio, un luogo che si apre al pubblico rivelando nuovi spazi e percorsi. Qui il progetto curatoriale assume la forma di una “città nella città”, dove edifici, cortili e infrastrutture vengono riattivati attraverso installazioni e interventi su diverse scale.
Nella chiesa, accessibile per la prima volta, l’installazione Devices for Connection di Leo Lague e Versa trasforma lo spazio in un ambiente immersivo che intreccia luce, suono e tecnologia, riflettendo sul bisogno contemporaneo di spiritualità e connessione.




Negli hangar industriali, il design si misura con dimensioni più ampie.
THRESHOLD di Objects of Common Interest costruisce un paesaggio fatto di soglie e percezioni, dove elementi mobili ridefiniscono continuamente lo spazio. Accanto, Seat in touch di Supaform rilegge l’idea di spazio pubblico funzionale, trasformandolo in un sistema di sedute che invita alla condivisione e alla sosta, arricchito dall’uso dei mattoni ceramici Bloc di Mutina.
Questo stesso spazio ospita anche le Alcova Talks, curate da Design Hotels, con una serie di incontri dedicati al tema dell’ospitalità come esperienza culturale ed emotiva.
Design, notte e socialità: il ritorno di VOCLA
Nel secondo hangar torna VOCLA / Design by night, un progetto che parte da un hangar industriale e unisce design, architettura e vita notturna. Realizzato in collaborazione con HENGE e progettato da Ugo Cacciatori, lo spazio si trasforma in un club temporaneo dove si respira un’atmosfera fatta di installazioni, musica e convivialità.
Si rinnova la collaborazione con Yapa, che firma il cocktail bar con una selezione di drink signature affiancati da proposte gastronomiche curate dallo chef Matteo Pancetti. A completare l’atmosfera, un progetto sonoro che intreccia diversi soundscape, con contributi di Stra, Alex Neri, Yas Reven, DJ Tree e altri.
Se nelle ore serali il format resta accessibile solo su invito, durante il giorno lo spazio si apre al pubblico. Qui trovano spazio le VOCLA Talks: una serie di conversazioni pomeridiane con ospiti internazionali, tra cui l’architetto Bjarke Ingels.
Il programma include anche un workshop dedicato all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi creativi, realizzato in collaborazione con Claude.
Il percorso all’interno dell’Ospedale si articola in una molteplicità di ambienti — hangar, canonica, lavanderia, spazi outdoor — ognuno attivato da progetti che spaziano tra design indipendente, ricerca accademica e sperimentazione materica.
La varietà degli interventi restituisce una visione ampia e sfaccettata del design contemporaneo, dove convivono produzioni emergenti e realtà affermate, pratiche artigianali e approcci più tecnologici.








