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Corpo Santo 6: un edificio in stile pombalino di Lisbona si trasforma in un duplex vista Tago
Sopra i tetti di Lisbona, dove il fiume Tago incontra la luce obliqua del pomeriggio, si nasconde uno dei restauri più raffinati degli ultimi anni nel cuore della città. Si chiama Corpo Santo 6 ed è il progetto firmato dallo studio Samuel Torres de Carvalho Arquitetura, che ha trasformato un edificio settecentesco in un complesso residenziale contemporaneo, mantenendo intatta l’anima storica del quartiere. Il pezzo forte dell’intervento è il duplex vista Tago ricavato nella mansarda dell’ultimo piano, un ambiente luminoso, materico e silenzioso che sembra fluttuare sopra i tetti in coccio della città.
Non è solo un progetto di interior design: è un esercizio di equilibrio tra conservazione e contemporaneità, un tema che chi si occupa di restauro a Lisbona conosce bene, in una città dove ogni intervento deve fare i conti con secoli di storia stratificata.
Un edificio che racconta due secoli di Lisbona
Corpo Santo 6 sorge in una delle zone più affascinanti della Baixa lisboeta, con un dettaglio urbanistico che di per sé varrebbe un articolo a parte: l’edificio è accessibile da due strade poste a livelli differenti. L’ingresso principale si trova su Rua do Corpo Santo, mentre quello secondario, su Rua do Ferragial, si apre a ben 7 metri di dislivello. È proprio questa pendenza del terreno a generare due piani semi-interrati, invisibili da uno dei due fronti e perfettamente a livello strada dall’altro — una soluzione tipica della topografia collinare di Lisbona, qui sfruttata con intelligenza dal progetto originale.
La costruzione risale al XVIII secolo ed è un esempio autentico di stile pombalino, il linguaggio architettonico nato dopo il grande terremoto del 1755, quando Lisbona fu ricostruita secondo criteri antisismici rigorosi e un’estetica sobria ma solida. L’edificio si sviluppa su sei livelli: i primi due, un tempo e ancora oggi, ospitano attività commerciali; i restanti quattro sono destinati alla residenza.
Al piano dei negozi sono ancora leggibili gli elementi distintivi dell’epoca: grandi lastre di pietra a pavimento e volte sorrette da pilastri rinforzati con archi trasversali, un sistema costruttivo pensato proprio per resistere ai movimenti sismici. Anche l’atrio d’ingresso principale, su Rua do Corpo Santo, è stato conservato e restaurato con la stessa pietra originaria, restituendo alla soglia dell’edificio la sua solennità.
La logica distributiva: due appartamenti per piano
Il progetto ha rispettato quella che si ritiene fosse la configurazione abitativa originaria dell’edificio: due unità per piano. Una scelta filologica, prima ancora che progettuale, che testimonia il rispetto dello studio Samuel Torres de Carvalho per la memoria dell’edificio.
L’unica eccezione è l’ultimo livello, quello mansardato, riorganizzato come un unico appartamento duplex — la parte più spettacolare e più libera dell’intero intervento, dove l’architetto ha potuto lavorare con maggiore autonomia compositiva.
Dentro il duplex: pietra e legno allo stato naturale
Se il piano terra racconta la storia dell’edificio, il duplex all’ultimo piano ne racconta il presente. Gli ambienti sono caratterizzati da una cura del dettaglio quasi sartoriale, dove pietra e legno vengono lasciati nella loro finitura più naturale, senza forzature cromatiche o decorative. Il risultato è un’atmosfera calda, accogliente e insieme estremamente contemporanea.
La zona giorno sotto le falde del tetto
Il soggiorno si sviluppa lungo l’andamento delle falde originarie del tetto, con soffitti che scendono e si aprono in un gioco di volumi che accompagna la luce naturale in ogni ora del giorno. Una lunga libreria a incasso corre lungo una delle pareti, mentre il pavimento in rovere chiaro unifica visivamente tutti gli ambienti.
La zona pranzo, con il suo grande lucernario triangolare che scolpisce la luce sul soffitto, si apre verso la cucina attraverso un varco netto e pulito, senza soluzione di continuità tra gli spazi conviviali.
Due cucine, due anime
Curiosamente, il progetto racconta due cucine con carattere opposto e complementare. Una è totalmente bianca, minimale, con ante a filo e elettrodomestici Smeg integrati a scomparsa: un volume quasi scultoreo che si confonde con le pareti.
L’altra, quella al piano superiore del duplex, gioca invece sul contrasto tra il legno chiaro delle ante e il nero lucido del piano di lavoro e del pavimento, in un dialogo materico più intenso e teatrale.
Le camere: la boiserie come protagonista
Nelle zone notte, l’elemento distintivo è la boiserie in legno listellare verticale, che riveste intere pareti fino a diventare testata del letto e, in alcuni casi, porta a scomparsa verso il bagno o la cabina armadio. È un dettaglio che restituisce calore e continuità materica a tutto l’ambiente.
Anche gli interruttori e le placche elettriche sono stati scelti con la stessa attenzione riservata agli elementi architettonici: profili scuri, opachi, che si integrano nella texture del legno invece di interromperla.
Un’altra camera, più essenziale, mostra come lo stesso linguaggio — pareti chiare, legno naturale, luce diffusa — possa essere declinato in versione più minimale, senza perdere calore.
Il bagno in pietra Lioz
Il bagno della suite del duplex è forse l’ambiente più scenografico dal punto di vista materico: pareti e pavimento interamente rivestiti in pietra Lioz, la pietra calcarea portoghese per eccellenza, qui declinata in lastre di grande formato che avvolgono sia l’area lavabo che la vasca, creando un effetto quasi monolitico.
Le scale: due linguaggi a confronto
Un altro dettaglio che vale la pena notare è il contrasto tra le scale dell’edificio storico e quelle del duplex. La scala condominiale, con i suoi gradini in legno e la ringhiera bianca vista dall’alto, conserva un disegno più classico, quasi geometrico nella sua sequenza di rampe.
Nel duplex, invece, la scala che collega i due livelli è più scultorea, quasi un elemento di passaggio scenografico tra zona giorno e zona notte, illuminata da un lucernario zenitale che segna il cambio di quota con un fascio di luce naturale.
La terrazza: il vero valore aggiunto del duplex
Se c’è un elemento che rende Corpo Santo 6 un progetto memorabile, è la copertura. Lo studio ha mantenuto la forma originaria del tetto, ma l’ha riposizionata per guadagnare spazio utile alla zona giorno e ricavare una piccola terrazza. Da qui, la vista spazia sui tetti in coccio del centro storico fino al Tago, in una delle immagini più iconiche di tutta Lisbona.
Le facciate in stile pombalino: conservazione come priorità
All’esterno, l’intervento è stato altrettanto rigoroso. Le facciate sono state restaurate preservando gli infissi originali, la muratura in pietra a vista e le protezioni metalliche in ferro battuto — elementi che, insieme, costituiscono il vero fondamento identitario dell’architettura pombalina lisboeta. Nessuna sostituzione radicale, ma un lavoro di recupero filologico che permette all’edificio di dialogare senza stonature con il tessuto urbano circostante.
Materiali e brand: la selezione del progetto
Per chi è alla ricerca di ispirazione anche sul fronte dei materiali, ecco la selezione utilizzata nel progetto:
- Pavimento del duplex — Dinesen, finitura Douglas Classic con olio Bona (dinesen.com)
- Bagno della suite del duplex — pietra Lioz
- Arredamento del duplex — disegnato su misura dall’architetto Samuel Torres de Carvalho
- Elettrodomestici da cucina — Smeg
- Ascensore — Schmitt + Sohn
In sintesi
Corpo Santo 6 è un progetto che dimostra come il restauro a Lisbona non debba per forza essere un compromesso tra memoria storica e comfort contemporaneo. Lo studio Samuel Torres de Carvalho Arquitetura ha saputo leggere le potenzialità di un edificio pombalino del Settecento e trasformarle in un linguaggio abitativo attuale, culminando in un duplex vista Tago che resterà, con ogni probabilità, uno dei riferimenti più citati per chi lavora sul recupero del patrimonio storico portoghese.
Crediti Progetto: Samuel Torres de Carvalho Arquitetura — Lisbona, Portogallo Fotografie: Alexander Bogorodskiy — photoshoot.pt / @photoshootportugal
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