25 Luglio 2019 / / Charme and More

Bianco e nero da indossare in estate in total look o abbinati.

Gli opposti si incontrano creando un mix cromatico intramontabile e di stile.

Un binomio perfetto di eleganza e semplicità; la scelta vincente per essere sempre impeccabili sia indossando outfit casual da giorno che sofisticati per la sera.

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Indossare il nero d’estate in total look, anche quando le temperature sono elevate è possibile puntando su tessuti freschi come il lino, il cotone o la garza (in lino o cotone) declinati su abiti o pantaloni over-size.

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Maxi dress e cappello in lino biologico fatti a mano da DALEKO.

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Copyright © LINENFOX
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Abito a tunica in lino biologico di Linenfox.

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25 Luglio 2019 / / Architettura

Per cambiare un pavimento che non ci piace più non bisogna demolire. Si può rivestire un pavimento esistente con tante opzioni. Te le spiego nel post.


Quanto costa in tempo e soldi rifare completamente pavimento?

E’ davvero difficile convincersi ad imbarcarsi in un lavoro di ristrutturazione del genere, se non c’è un’esigenza di vita o morte.

Fortunatamente non è più necessario grazie alle tante opzioni possibili che ti permettono di posare un nuovo pavimento su quello esistente.

Ce ne sono almeno 5 di cui ti voglio parlare oggi, per darti tutti gli strumenti per scegliere in modo facile e veloce.

#1 Rivestire un pavimento esistente con la resistenza del laminato

Il laminato è sicuramente uno dei materiali più conosciuti del campo, grazie alle sue caratteristiche di resistenza e facilità di posa. E’ stato uno dei primi materiali a vedere la luce, per quanto riguarda la posa su pavimenti già esistenti.

Dalla sua ha il vantaggio di riprodurre molto fedelmente un parquet: infatti più lo spessore del laminato aumenta, maggiore è la fedeltà nella riproduzione della trama.

Prima di posare qualsiasi rivestimento, occorre sgrassare il pavimento esistente (o carteggiarlo se è legno) e verificarne la planarità.

  • di solito formato da 4 strati: carta di controbilanciatura, pannello di fibre di legno e resine ad alta densità (da supporto e stabilità), una carta stampata che riproduce l’effetto del legno e la pellicola protettiva che da durezza e resistenza.
  • La posa di solito è flottante: i listoni sono dotati di alette che permettono l’incastro di un elemento con l’altro, senza dover incollare nulla al pavimento esistente (previa interposizione di una guaina isolante)
  • lo spessore del laminato non scende sotto i 7 mm. Per questo motivo sarà necessario limare porte e finestre per garantire una corretta apertura e chiusura dei serramenti
  • esistono differenti tipi di laminati con diverse resistente al calpestio e all’usura. Sii sicuro di scegliere quello adatto al tuo utilizzo
  • per la posa in ambienti umidi verificare di scegliere un laminato adatto allo scopo. Non tutti infatti sono adatti.
Corridoio con pareti bianche e rivestire un pavimento esistente con il laminato
Photo by Erick Palacio on Unsplash

#2 rivestire usando la flessibilità del vinilico

Se il laminato ha uno spessore troppo elevato per te, che sei alla ricerca di qualcosa di più flessibile, allora il vinilico è la scelta giusta.

Questo pavimento è una sottile lamina di PVC di spessore che varia tra 2 / 4 mm (in base alla posa) e ti permette di posare velocemente, lasciando intatto tutto il resto.

  • i listoni si tagliano con un cutter, rendendo possibile la stesura del nuovo pavimento anche senza l’ausilio di personale specifico
  • si tratta di un pavimento ecologico perché riciclabile al 100%è
  • a differenza del laminato è sempre resistente all’umidità ed indeformabile, per cui adatto agli ambienti umidi
  • la posa può essere flottante (come nel laminato) con posa della guaina isolante prima, oppure adesiva. In questo secondo caso è necessario dare un fondo fissativo aggrappante (o un sotto-pavimento).

#3 rivestire con la monoliticità della resina

La resina è un materiale che ha preso largamente piede nell’ambito degli interni, principalmente per lo spessore ridotto e la sua posa continua senza fughe.

E’ un derivato del petrolio e come tale non ha un aspetto naturale e materico, ma piuttosto plastico. Esiste in un numero infinito di colori e sfumature, in finitura lucida od opaca: praticamente perfetta per ogni stile.

  • è un materiale fotosensibile, per cui tende ad ingiallire e cambiare colore nel tempo
  • è atossica quindi perfetta per ambienti come la cucina
  • è senza fughe dall’aspetto monolitico. La facilità di pulizia e manutenzione è assicurata
  • esiste la versione autolivellante della resina che si “autolivella” garantendo una superficie liscia ed omogenea. Per questa sua caratteristica può essere applicata solo su superfici orizzontali. 
  • la versione spatolata viene applicata per mezzo di una spatola e formulata per non colare. Questo tipo di resina è adatta anche ad applicazioni su superfici verticali
  • La resina viene posata a colata unica quindi se si dovesse rovinare richiederebbe una nuova posatura su tutta la superficie. In caso di posa su pavimenti esistenti è fondamentale controllare lo stato del rivestimento esistente. L’umidità del fondo e le irregolarità potrebbero causarne fessurazioni.
Rivestire un pavimento esistente con la resina
Photo by Nvdu on Unsplash

#4 la matericità del micro-cemento

Ti piace l’idea del pavimento continuo senza fughe, ma il pensiero di avere in casa un materiale derivato del petrolio non ti convince.

Il micro-cemento fa per te allora.

Il microcemento infatti è composto da un polimero liquido più una miscela cementizia, quindi materiali naturali. Proprio questo dettaglio lo rende più materico e perfettamente somigliante al calcestruzzo.

  • come la resina ha uno spessore di 3 mm, che ti consente di rivestire un pavimento esistente ma senza dover modificare o limare i serramenti.
  • è perfetto per rivestire superfici verticali o orizzontali (pareti in cartongesso, camini, cucina, doccia..).
  • esiste in una vasta gamma di finiture e non ingiallisce né cambia colore
  • è resistente agli agenti atmosferici, per cui puoi posarlo anche all’esterno
  • la posa è un punto delicato, data la non facile maneggevolezza del materiale. Quindi meglio affidarsi a dei professionisti del mestiere.
  • è un materiale resistente agli urti e alle sollecitazioni, ma se l’ambiente in cui si posa è molto soggetto a calpestio ed urti, è meglio valutare attentamente. Una volta danneggiato infatti, non si può riparare, ma va rifatta la posa.

#5 la resistenza del gres

Sei un amante dei materiali classici come il gres?

Ti do una buona notizia: esiste anche il gres da 3mm, perfetto per rivestire un pavimento che hai, senza dover demolire tutto.

In questo modo coniugherai la resistenza del gres alle mille decorazioni che ti permette di avere: effetto marmo, effetto legno…

Ovviamente prima di posarlo è sempre d’obbligo verificare lo stato del pavimento esistente: deve essere solido e ben ancorato al sottofondo, asciutto e senza danni.

  • di solito è disponibile in anche grandi formati che permettono differenti tipi di risultati
  • è sottile e leggero e posato su pavimenti esistente permette di non dover modificare i serramenti esistenti
  • è estremante flessibile e resistente, perché rinforzato con la fibra di vetro
  • prima di posare le piastrelle è necessario sgrassare il pavimento esistente e passare un primer. L’operazione di posa è delicata, per cui se non hai dimestichezza meglio affidarsi una persona esperta.

Quale tra questi materiali sceglierai?

Ora che conosci tutte le opzioni e tutte le loro caratteristiche sei pronto a scegliere.

Quale tra i materiali di cui ti parlo sopra preferisci?

Ce n’era qualcuno che non conoscevi? Fammelo sapere nei commenti!

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

Rispettiamo la tua privacy.

L’articolo Come rivestire un pavimento esistente: le 5 alternative tra cui scegliere facilmente sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

24 Luglio 2019 / / Architettura

cucina moderna in ambiente rustico

Il design e l’eleganza di Atelier di Abimis impreziosiscono l’ambiente cucina di un’antica casa colonica in Francia

Immersa nella campagna a pochi chilometri dal centro di Parigi sorge una casa colonica del XXVII secolo anticamente destinata ad uso “depandance” della reggia di Versailles e che oggi vive di vita nuova. Il casale è stato infatti recentemente ristrutturato per diventare una lussuosa e confortevole residenza.

Il progetto è iniziato con la ristrutturazione del casale in stile “chateau” ed è stato curato dall’architetto francese Julie Smith. L’ambizione alla base era quella di rispettare e mantenere tutte le caratteristiche storiche della costruzione, sia dal punto di vista strutturale che nella cura dell’interior. Gli arredi infatti sono stati attentamente selezionati per creare un mix tra pezzi di antiquariato francese, arredi e luci di design italiano dal gusto più contemporaneo che hanno creato un affascinante contrasto tra antico e ultra-moderno.

casale antico in Francia ristrutturato

La volontà del proprietario è stata quella di rendere l’ambiente dedicato alla cucina massimo protagonista del contesto abitativo, un luogo confortevole e conviviale dove poter svolgere le azioni con fluidità e velocità. Per esaltare ancor più questo ambiente, non potevano mancare la raffinatezza e l’eleganza di ATELIER di Abimis, unica nel suo genere sia per tecnologia, che per design.

L’architetto ha scelto di posizionare al centro della cucina un grande modulo rettangolare in acciaio dotato di spazi contenitivi, che offre un ampio piano di appoggio, in pietra, e che all’occorrenza può essere utilizzato anche come tavolo.

cucina acciaio moderna in ambiente rustico

cucina acciaio con bancone centrale

bancone cucina in acciaio

Il blocco adibito alla cottura è stato invece affiancato all’antico lavabo in pietra e per aumentare la funzionalità dello spazio, le credenze e le madie originarie dell’ottocento, sono state rivestite anch’esse con piani in acciaio di Abimis, e altre impreziosite dall’utilizzo della pietra serena.

cucina con lavabo in pietra

cucina rustica e moderna

Per lo studio di architettura che ha curato il progetto, questa volontà di ottenere un mix tra antico e moderno ha comportato non poche difficoltà operative visto il tipo di contesto così “rustico”, sofisticato e antico anche per quanto riguarda il punto di vista strutturale. Ed è anche per questa ragione che con ATELIER, realizzata interamente su misura, come tutte le cucine Abimis, il risultato è una cucina pratica, elegante ma soprattutto funzionale.

lavabo cucina in pietra

pavimento in cotto antico in cucina

Inserire una cucina ATELIER in questo progetto così particolare ma complicato è l’ennesima conferma della versatilità delle proposte Abimis che oltre a portare eleganza negli ambienti, permettono di creare composizioni e soluzioni più adatte alle esigenze di spazio e posizionamento.

bancone cucina in acciaio

cucina acciaio Atelier di Abimis

L’articolo Mix tra antico e moderno proviene da Dettagli Home Decor.

24 Luglio 2019 / / Architettura

Le valvole termostatiche sono state incensate per anni da installatori e venditori come la risposta magica alla tua necessità di abbattere i consumi energetici in casa.

Ma la realtà è che nessuno ti ha mai raccontato fino in fondo la verità sulle valvole termostatiche, sugli obblighi di installazione, sull’effettiva convenienza e su come massimizzarne l’efficienza.

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Ad esempio sono sicuro che nelle tue ricerche hai letto di qualche obbligo in merito all’installazione delle valvole termostatiche se a casa tua c’è il riscaldamento centralizzato, ma se invece hai un impianto autonomo questo obbligo decade quindi puoi stare tranquillo.

Questa informazione è errata. O almeno lo è nei termini che servono a te che devi ristrutturare casa.

Ecco perchè è fondamentale che, prima di fare qualsiasi intervento sul tuo impianto di riscaldamento, tu conosca realmente quali sono i pregi, i difetti, gli obblighi e la reale convenienza delle valvole termostatiche.

Cominciamo col buttare fuori da questo articolo tutti i lettori che non troverebbero informazioni utili: vediamo in sostanza in quali impianti le valvole termostatiche non c’entrano nulla.

Le valvole termostatiche sono dei sistemi di controllo legati agli impianti di riscaldamento, quindi togliamo subito di mezzo i condizionatori.

Inoltre sono legati ad impianti di riscaldamento che utilizzano l’acqua per scaldare gli ambienti, quindi togliamo di mezzo anche gli impianti di riscaldamento elettrici.

Tra gli impianti ad acqua rimangono quelli a termosifoni e quelli a pannelli radianti (riscaldamento a pavimento): le valvole termostatiche non si possono installare sugli impianti a pannelli radianti.

Quindi rimangono solo gli impianti a termosifoni: se in casa tua hai un impianto di riscaldamento a termosifoni, o se hai intenzione di installarne uno nuovo, stai leggendo l’articolo giusto.

COSA SONO LE VALVOLE TERMOSTATICHE

cosa sono le valvole termostatiche?

Partiamo proprio da questo punto perchè comprendere il funzionamento delle valvole termostatiche è importante per inquadrarne correttamente l’utilità e gli obblighi connessi.

Se hai mai visto un termosifone sai benissimo che è presente una valvola per aprire o chiudere l’afflusso d’acqua. Le valvole termostatiche vanno montante in sostituzione delle valvole classiche.

E ad una prima vista le valvole termostatiche possono sembrare poco differenti dalle normali valvole che sono presenti su tutti i termosifoni. In fondo si tratta di una manopola che ruota come le valvole normali e che in più ha solo una scala graduata che va da 0 a 5.

Dov’è quindi la differenza?

Naturalmente c’è e sta tutta dentro la valvola.

Una valvola classica non fa altro che aumentare o diminuire la quantità di acqua (calda durante il funzionamento dell’impianto) che entra nel termosifone. Ti da un po’di controllo perchè chiaramente meno acqua calda entra nel termosifone, più bassa è la temperatura dello stesso e quindi meno calda è la stanza.

Ma nella sostanza non ti aiuta a regolare la temperatura dell’ambiente in cui è installata: se tu in un determinato ambiente vuoi 20°, con una valvola classica non riuscirai mai ad ottenere tale temperatura e sarà un continuo lottare tra girare un po’a destra e un po’a sinistra la valvola per trovare un equilibrio.

Consentirti di regolare e mantenere precisamente la temperatura che desideri in ogni ambiente di casa è esattamente quello che fa una valvola termostatica.

Infatti le valvole termostatiche ti permettono di settare la temperatura dell’ambiente in cui sono installate e mantenerla una volta raggiunta.

Alla scala graduata che va da 0 a 5 corrispondono precise temperature.

Il motivo per cui si utilizza una scala numerata e non le temperature espresse in gradi è che ogni produttore fa corrispondere ad ogni valore una temperatura leggermente diversa.

Per semplicità qui sotto ti metto una indicazione di massima delle temperature associate ai vari valori della scala graduata:

  • 0 = valvola completamente chiusa
  • 1 = temperatura 12°-16°
  • 2 = temperatura 16°-18°
  • 3 = temperatura 18°-20°
  • 4 = temperatura 20°-24°
  • 5 = temperatura 24°-28°

C’è poi solitamente un’altra posizione contraddistinta dal simbolo di un fiocco di neve che corrisponde indicativamente alla temperatura di 8°. Questa posizione, detta “antigelo”, serve per fare in modo che l’impianto non si rovini in caso di prolungato inutilizzo durante l’inverno facendo circolare una minima quantità d’acqua.

Come fanno le valvole termostatiche a garantirti la temperatura desiderata?

Le valvole termostatiche si chiamano così perchè hanno una “testa termostatica”: in sostanza è un sensore posto nella testata della valvola che rileva la temperatura ambiente.

Quando la temperatura ambiente rilevata si avvicina alla temperatura impostata nella scala graduata la valvola comincia a chiudersi automaticamente facendo affluire meno acqua calda all’interno del termosifone, fino a chiuderlo completamente al raggiungimento della temperatura desiderata.

All’abbassarsi della temperatura la valvola si riapre automaticamente facendo passare una maggiore quantità di acqua calda.

Questa capacità di aprirsi e chiudersi automaticamente in base alla temperatura esterna fa sì che le valvole termostatiche siano considerate dei sistemi di regolazione della temperatura modulanti.

La cosa bella di questo meccanismo automatico è che non è necessario nessun collegamento elettrico e nemmeno una batteria: avviente tutto in modo totalmente meccanico grazie ai materiali contenuti all’interno delle teste termostatiche.

Infatti si tratta di materiali che si espandono e contraggono a seconda della temperatura esterna, facendo chiudere o aprire la valvola.

I materiali utilizzati sono cere (risposta lenta alle variazioni di temperatura), liquidi (risposta media) o gas (risposta rapida). E qui mi fermo perchè non credo che tu voglia diventare un super esperto di questi dettagli.

Anche perchè ci sono cose più importanti di cui dobbiamo parlare. A partire dal rispondere alla seguente domanda:

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HAI L’OBBLIGO DI INSTALLARE LE VALVOLE TERMOSTATICHE?

Su questo argomento c’è un enorme caos!

Come al solito in Italia ci sono leggi che si rincorrono in continuazione e anche chi prova a spiegartele non ti aiuta a chiarire le cose!

Lo faremo in questo articolo.

Per capire cosa dice la legge dobbiamo partire da una prima essenziale distinzione tra:

  • Impianti di riscaldamento esistenti
  • Nuovi impianti di riscaldamento o rifacimento/modifica di impianti esistenti

Una volta capito che la legge tratta in modo diverso questi due casi tutto va decisamente liscio. Partiamo dal primo.

Gli impianti esistenti e il d.lgs. 141/2016

Non ti voglio annoiare con leggi, leggine, interpretazioni, etc.

Sappi solo che il decreto legislativo 141/2016 non fa altro che recepire la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica. E che nel caso delle valvole termostatiche sancise alcuni principi relativamente agli impianti esistenti.

Cosa intendiamo per impianti di riscaldamento esistenti?

Semplicemente quelli attualmente installati e per cui non c’è intenzione di fare modifiche (di cui parleremo nel prossimo paragrafo…).

La legge afferma che hai degli obblighi anche se non hai intenzione di fare alcuna modifica al tuo impianto. Bella seccatura vero?

Però la realtà è che si tratta di una seccatura solo per una parte dei possessori di impianti di riscaldamento a termosifoni. E tra l’altro per queste persone è una seccatura che dovrebbe essere già stata affrontata e risolta nel 2017…

gestione valvole termostatiche

In sostanza tutti gli impianti di riscaldamento a termosifoni instatllati in edifici in cui ci sia il riscaldamento centralizzato hanno l’obbligo di installare le valvole termostatiche sui termosifoni e un contabilizzatore di calore che rilevi i consumi effettivi.

Se invece hai un impianto di riscaldamento autonomo, cioè hai una tua caldaia a cui sono collegati i tuoi termosifoni, non hai nessun obbligo, anche se stai in condominio.

Perchè questo obbligo?

Il censimento ISTAT del 2011 (quindi ormai un po’datato…ma questi sono i dati che abbiamo a disposizione) diceva che le case collegate ad un impianto di riscaldamento centralizzato sono il 15,7%. Quasi 5 milioni…un bel numero.

Siccome il pagamento delle bollette in caso di riscaldamento centralizzato è direttamente collegato alla dimensione dell’immobile (in pratica si paga quotaparte della bolletta in base ai millesimi) e non ai consumi reali, si venivano a creare situazioni assurde per cui lo spreco era all’ordine del giorno.

Infatti se non paghi in base ai reali consumi chi te lo fa fare di stare attento a quanto tieni calda la casa? (e quindi a quanta energia consumi?)

Conosco persone che mi raccontavano di inverni passati totalmente in maniche corte…

Naturalmente tutto ciò porta ad aumentare i consumi, quindi a produrre più inquinamento. E per questo la Comunità europea è intervenuta con la direttiva 2012/27/UE .

L’Italia l’ha recepita e dal 30 giugno 2017 tutti gli impianti di riscaldamento centralizzati devono avere le valvole termostatiche e soprattutto il contabilizzatore di calore: questo strumento, che deve essere presente in ogni appartamento, consente di calcolare esattamente il consumo energetico per il riscaldamento e quindi fa pagare la quota giusta della bolletta ad ogni condomino.

Occhio che se non sei in regola e ti vengono a fare un controllo sono multe fino a 2.500 euro!

Ma ti ribadisco che questa cosa è legge solo per gli impianti centralizzati, mentre per il tuo impianto autonomo su cui non fai interventi di ristrutturazione no.

Però se devi ristrutturare cambia la musica…

Il rifacimento degli impianti di riscaldamento, le valvole termostatiche e il d.m. 26 giugno 2015 “Requisiti minimi”

Se stai leggendo questo articolo i motivi sono 2: o hai fatto una ricerca generica sulle valvole termostatiche o devi ristrutturare casa.

Se devi ristrutturare casa e prevedi interventi sull’impianto di riscaldamento devi metterti l’anima in pace: hai l’obbligo di installare le valvole termostatiche.

Tale obbligo attualmente te lo dice il decreto che ho citato sopra, 26 giugno 2015 – “Requisiti minimi”, ma in realtà esiste da quasi dieci anni prima, dal 2007, ed era sancito in un allegato della legge sul contenimento dei consumi energetici (allegato I del d.lgs. 192/2015, allegato ora abrogato).

Quindi se hai rifatto o installato un nuovo impianto di riscaldamento dal 2007 in avanti e non hai messo le valvole termostatiche occhio! Anche in questo caso rischi multe salate…

Gli obblighi sanciti dal decreto “requisiti minimi”

Partiamo col chiarire una cosa: tutti gli obblighi di cui parleremo sono validi sia per gli impianti centralizzati che per gli impianti autonomi. Nessuna differenza.

Tutti gli obblighi valgono per ogni nuovo impianto di riscaldamento a termosifoni (quindi se prima avevi la stufa a legna o le stufette elettriche e ora metti una caldaia con termosifoni stai facendo un nuovo impianto), o per il suo rifacimento o ristrutturazione.

Per “ristrutturazione” dell’impianto si intende tutto ciò che determina un cambio dei consumi: cambiare la caldaia, cambiare le tubazioni ma anche cambiare i termosifoni. Tutto contribuisce a modificare i consumi.

(pss…chiaro che se cambi solo un termosifone magari puoi evitare, però se li cambi tutti no! …ma io non ti ho detto nulla…)

Nel decreto “requisiti minimi” sono queste le due diciture usate per determinare l’obbligo di valvole termostatiche:

7. Gli impianti di climatizzazione invernale devono essere dotati di sistemi per la regolazione automatica della temperatura ambiente nei singoli locali o nelle singole zone termiche […]

nel caso di nuova installazione di impianti termici di climatizzazione invernale in edifici esistenti, o ristrutturazione dei medesimi impianti o di sostituzione dei generatori di calore […]

b) installazione di sistemi di regolazione per singolo ambiente o per singola unità immobiliare, assistita da compensazione climatica;

Le valvole termostatiche sono a tutti gli effetti “sistemi di regolazione automatica della temperatura ambiente nei singoli locali”, quindi è una soluzione accettata dalle norme in vigore.

Attenzione però: all’inizio di questo paragrafo ti ho parlato di obbligo di valvole termostatiche per nuovi impianti o ristrutturazione di quelli esistenti perchè sono il sistema più semplice (ed economico) per raggiungere i risultati prescritti da legge. Ma come hai potuto leggere da nessuna parte si cita tali sistemi come obbligatori: infatti esistono anche altri sistemi di regolazione, anche più raffinati (con vari sensori interni, esterni, centraline, etc.) che sono anche più prestanti.

Diciamo che le valvole termostatiche sono il dispositivo minimo necessario per raggiungere i requisiti richiesti per legge.

Bene…ora che sai tutto sulle valvole termostatiche, non è che ti stai chiedendo se servono realmente queste valvole termostatiche?

Cioè sono solo un obbligo (diretto e indiretto…) di legge, oppure hanno una reale utilità?

CONVIENE INSTALLARE LE VALVOLE TERMOSTATICHE?

valvole termostatiche: sono convenienti?

Il modo con cui le valvole termostatiche dovrebbero far diminuire i consumi (e quindi le bollette) credo che sia chiaro: chiudendo in modo automatico l’accesso dell’acqua calda dove non serve (perchè si è già raggiunta la temperatura desiderata) diminuisce la richiesta di acqua calda alla caldaia che quindi modula la produzione diminuendo i consumi.

Tutto molto semplice e lineare, però se chi ti vende le valvole termostatiche le spaccia per il santo graal del risparmio energetico devo darti una brutta notizia: ti sta prendendo in giro.

Non mi fraintendere: un contributo a diminuire i consumi lo danno, però meno significativo di quello che puoi pensare.

In compenso le valvole termostatiche hanno altre ricadute positive importanti sul benessere che puoi raggiungere in casa.

Prima di parlare di numeri e benessere però ti invito a fare una riflessione.

Il risparmio energetico inizia dall’isolamento

Quella che faremo in questo paragrafo è una riflessione che vale in generale per risparmiare sui consumi energetici per il riscaldamento (e raffrescamento) delle case e che quindi calza a pennello anche quando parliamo di valvole termostatiche, soprattutto se te le spacciano come la risposta all’abbattimento delle bollette.

Fai attenzione: puoi installare le migliori e più efficienti tecnologie per abbattere i consumi in casa tua ma se non c’è un isolamento adeguato stai solo sprecando i tuoi soldi.

Gli impianti da soli non possono modificare la quantità di calore che esce da muri, solai e finestre.

Certo, ottimizzare i consumi di energia passando da sistemi che la sprecano a sistemi più efficenti è un’ottima operazione. Ma valuta attentamente anche di effettuare interventi sull’involucro quando ti è possibile. Te ne ho parlato in un articolo dedicato proprio all’isolamento.

E vedrai come i numeri di cui parleremo nel prossimo paragrafo sono la dimostrazione di questa mia affermazione.

Quello che dicono i freddi numeri: quando le valvole termostatiche convengono (e quando no)

Partiamo da alcuni dati che sono stati pubblicati ad aprile 2017 sulla rivista Energia e Dintorni (se ti interessa è la rivista del Comitato Termotecnico Italiano ed è liberamente scaricabile dal loro sito).

In sostanza sono stati monitorati 15 condomini tra Torino e Roma in cui sono state installate le valvole termostatiche e i sistemi di contabilizzazione del calore (indispensabili per avere una misura corretta dei consumi reali).

Questi condomini erano dotati di riscaldamento centralizzato, ma i risparmi ottenuti dai singoli appartamenti sono del tutto assimilabili a quelli di un impianto autonomo a servizio.

Il risultato è stato un risparmio medio dell’8% il primo anno e del 10% dal secondo anno. Sicuramente un buon risultato, ma lontano da quello che ti raccontano venditori e installatori.

Però c’è un’altra cosa da dire: l’Italia non è tutta uguale…Aosta e Palerno hanno climi profondamente diverso e in mezzo c’è di tutto. Pertanto anche i sistemi di riscaldamento devono essere opportunamente valutati, progettati e dimensionati.

Per capire bene gli effetti delle valvole termostatiche a seconda della zona d’Italia in cui si trova l’immobile, sono interessanti altri dati pubblicati nella rivista “La termotecnica” del novembre 2016 (anche questa scaricabile).

Anche in questo caso si è fatto riferimento agli edifici con riscaldamento centralizzato, ma le conclusioni a cui si è giunti sono interessanti per fare una riflessione generale sulle valvole termostatiche.

In sostanza è emerso che in tutto il nord Italia (dove nel complesso vive la maggior parte della popolazione italiana) e nelle zone montane (zone climatiche E e F) i tempi di ritorno dell’investimento per installare le valvole termostatiche è compreso tra i 2,3 e i 5,1 anni, sfruttando le detrazioni fiscali.

Cioè i risparmi generati in bolletta dalla loro installazione copre il costo sostenuto in un periodo compreso tra i due e i cinque anni.

I tempi sono relativamente brevi e quindi sono investimenti convenienti.

La maggior parte delle zone costiere e pre-montane del centro-sud Italia (zona climatica D) hanno tempi di ritorno dell’investimento compresi tra i 5 e gli 8 anni. Continua ad essere un investimento conveniente anche se siamo al limite.

Nelle zone climatiche più calde, le coste e parte dell’entroterra del sud Italia (zone A, B e C), i tempi di ritorno dell’investimento variano da 9 a oltre 24 anni.

Risulta chiaro già ad una lettura di questo dato che non ha senso, in termini di risparmio sulle bollette, installare le valvole termostatiche in tali zone d’Italia.

E il motivo è dato principalmente dalla durata media di vita di una valvola termostatica, che è stimata essere di circa 10 anni.

E come la mettiamo con la legge?

Abbiamo visto che in alcuni casi la legge impone di installare le valvole
termostatiche (impianti centralizzati)…e se dove stai tu non conviene?
Fortunatamente viene data la possibilità di evitarle se dimostri che la loro installazione è tecnicamente impossibile (per esempio nei pavimenti
radianti) oppure non è economicamente conveniente.
Però deve esserci un tecnico che si prende la responsabilità di dichiarare questa cosa.

Adesso che i dati ci hanno dato una maggiore chiarezza della situazione devi farti l’ultima domanda…ma l’unico scopo delle valvole termostatiche è risparmiare?

La ricerca del benessere in casa e le valvole termostatiche

Diciamocelo: sono finiti da molto i tempi in cui ci si riuniva la sera davanti al focolare per cenare e scaldarsi e poi si andava a letto in camere gelide coprendosi con strati su strati di vestiti e coperte. Oppure in cui si andava in bagno con sciarpa e berretto rischiando di congelarsi ogni volta che ci si sedeva sul vaso.

In casa si cerca un livello minimo di benessere durante tutte le stagioni. E le valvole termostatiche possono aiutare a raggiungere un benessere ideale durante l’inverno.

Infatti saprai meglio di me che non ti serve a niente tenere la temperatura costante di 20° in tutti gli ambienti domestici: in bagno sarà troppo freddo, in cucina troppo caldo, in camera dovrai dormire continuando a coprirti e scoprirti…

E’ dagli anni ’60 del secolo scorso che sono stati fatti studi sulle temperature che, mediamente, garantiscono condizioni di benessere. Indicativamente possiamo considerare:

  • Zona giorno (soggiorno e cucina) circa 20°
  • Zona notte (camere da letto) circa 18°
  • Bagni circa 22°

Il modo più semplice per raggiungere queste condizioni è…installare le valvole termostatiche: setti in ogni stanza la temperatura desiderata e sei a posto.

Quindi in alcuni casi, anche se non potrebbero darti questo grande risparmio in bolletta, le valvole termostatiche potrebbero aiutarti a raggiungere le condizioni di benessere che cerchi in casa.

E proprio con questo duplice obiettivo, cioè risparmiare sulle bollette e ottenere un vero confort in casa, prima di montare le valvole termostatiche devi fare un’ultima riflessione.

COME SFRUTTARE AL MASSIMO LE VALVOLE TERMOSTATICHE

valvole termostatiche con controllo wifi

Questo ultimo paragrafo è quello classico dei consigli. Ma non ti dirò le solite cose che puoi leggere in giro e che anzi ti riassumo in questo elenco:

  • Non coprire i termosifoni con tendaggi, mobili o griglie
  • Imposta valori differenti di temperatura nelle varie stanze
  • Chiudi le tapparelle la sera per non sprecare calore
  • Non tenere aperte le valvole e accesi i termosifoni quando arieggi la casa
  • Lascia la valvola a massima apertura (5) durante il periodo estivo

Questi sono la base di consigli legati all’utilizzo delle valvole termostatiche e tienili sempre come buoni.

Qui però voglio fare uno step in più: siccome le valvole termostatiche sono un (piccolo) investimento, non devi prendere le prime che ti capitano sotto mano e soprattutto devi valutare cosa abbinarci (e se farlo).

Partiamo da un dato di fatto: in un impianto centralizzato devi installare un contabilizzatore di calore oltre alle valvole. Ma in un impianto autonomo no.

Nel senso che le valvole funzionano benissimo da sole senza contabilizzatore (che serve per monitorare i consumi).

Però con ogni probabilità sarà previsto un termostato o un cronotermostato nel tuo impianto di riscaldamento.

Come si interfaccia questo termostato con le valvole termostatiche? Può dare dei problemi?

Ti tranquilizzo subito: nessun problema.

Però devi mettere in conto che il termostato, che accende o spegne l’impianto al raggiungimento della temperatura desiderata, deve perdere quella funzione, perchè saranno le valvole a regolare il flusso di calore che serve ai termosifoni.

Se ad esempio tu in una stanza vuoi 22° (un bagno per esempio) e il tuo termostato generale è impostato a 20°…non avrai mai la temperatura desiderata in bagno.

Come fare? Imposta il termostato alla temperatura più alta desiderata e modula le temperature dei vari ambienti con le valvole termostatiche.

Soluzione ancora più pratica è far lavorare il termostato come cronotermostato: cioè decidi a che orari deve essere acceso/spento l’impianto e al resto ci pensano le valvole termostatiche.

Questo però è un lavoro che puoi fare in modo semplice con le valvole termostatiche normali.

Ma se vuoi qualcosa di più sofistica trovi in commercio valvole termostatiche evolute che, tramite sistemi wifi, si connettono a delle unità di controllo che consentono di gestire le temperature nei vari ambienti senza doverle andare ad impostare nelle singole valvole ma direttamente da uno schermo touch. E l’unità si connette, sempre tramite wifi, ad un terzo apparecchio installato sulla caldaia per comandarla in relazione alle richieste dell’impianto.

Sistemi di questo tipo sostituiscono totalmente i sistemi cablati (i termostati), rispondono alle prescrizioni che abbiamo visto nel decreto “requisiti minimi” e soprattutto consentono di accedere alle detrazioni fiscali del 65% se abbinati alla sostituzione della caldaia con una a condensazione di ultima generazione.

Infatti la detrazione per questi interventi da un paio di anni è scesa al 50% a meno di installare anche sistemi di termoregolazione evoluti modulanti, caso in cui le detrazioni sono del 65%. E i sistemi di regolazione di cui ti ho accennato in queste ultime righe consentono di trasformare il tuo impianto classico in uno di tipo modulante.

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L’articolo Valvole termostatiche: oggi ti dico la mia! (Cioè tutto quello che tecnici e installatori non ti rivelano e che invece devi sapere) sembra essere il primo su RistrutturazionePratica | Il sistema scientifico per ristrutturare.

24 Luglio 2019 / / Colori

Scegliere i colori giusti, quando è arrivato il momento di dipingere casa, può essere complicato. Ecco 7 colori tendenza 2020 che possono ispirarvi.

Dipingi la tua casa con i colori tendenza 2020

Scegliere i colori per le pareti o per l’esterno della nostra casa è sempre un po’ complicato. Magari siete indecisi perché vi piacciono diverse tinte, oppure avete dei dubbi sul risultato finale. Un valido aiuto ce lo possono fornire le anticipazioni sulle tendenze nel design e nel lifestyle. Si possono prendere idee e ispirazioni, ed avere la certezza che la nostra casa, una vota dipinta, sarà alla moda per molti anni a venire.

Per un risultato soddisfacente, una volta scelti i colori, affidatevi a imbianchini professionisti, che utilizzano prodotti di qualità e che eseguono il lavoro con rapidità.

Oggi vi svelo i 7 colori tendenza 2020, che hanno in comune la freschezza e la brillantezza.

New Mint, il colore top nel 2020

Diciamo la verità, gli amanti delle tendenze sono ancora alla ricerca del degno sostituto dell’ormai mitico Millenial Pink.

Dipingi la tua casa con i colori tendenza 2020

Si è molto parlato del giallo, ma pare che un temibile concorrente stia per conquistare gli interni in tutto il mondo. Si tratta del Neo Mint, una particolare gradazione del verde menta molto delicata, fresca e luminosa. Individuato dall’agenzia di tendenze WSGN la scorsa primavera, questo colore “gender free” è adatto alle camerette dei bimbi, ma può essere declinato in altri ambienti della casa, magari accostato a un colore più deciso, come un verde menta più scuro, oppure a colori caldi come il Cassis e il Cantaloupe, che vedremo tra poco. Infine, perché non usarlo per dipingere i serramenti?

Baby Blue 

Un altro colore sulla cresta dell’onda è l’azzurro chiaro, o Baby Blue. Fresco, luminoso  e delicato come il verde menta, è adatto ad ogni ambiente della casa e ad ogni stile d’arredo. Raffinati gli abbinamenti con il color Champagne o con il blu, mentre accanto al Cantaloupe, suo opposto sulla ruota dei colori, o al Cassis, si ottengono abbinamenti di carattere.

Dipingi la tua casa con i colori tendenza 2020
Photographer: Karl Andersson stylist and decorator Anna Mårselius

Cantaloupe

Il Cantalupo è una varietà di melone coltivato nei dintorni di Roma, dalla polpa giallo-arancio.  Il Cantaloupe è una nuance ispirata a questo frutto: si tratta di un arancione brillante e delicato, che infonde calma e energia allo stesso tempo. Si esalta accanto al verde menta e al baby blue, per un ambiente soft dai contorni sognanti. Per un abbinamento più deciso, adatto alla zona living, si può osare l’accostamento con il Cassis. Questo colore è perfetto anche per tinteggiare i muri esterni di palazzi e villette. Guardate il bellissimo effetto in questo palazzo antico. La tinteggiatura degli esterni è un intervento impegnativo che può incidere notevolmente sul budget, dunque prima di procedere conviene controllare il costo di una imbiancatura, facendosi fare almeno tre preventivi.

Cassis

Cassis rompe un po’ lo schema che abbiamo visto finora, con tutta la sua forza di colore deciso. Possiamo chiamarlo color lampone, ma sarebbe riduttivo: in Cassis di fondono tutti i rosa e i tutti i viola che abbiamo visto negli scorsi anni, e il risultato è una tinta femminile e sofisticata che alza di un tono la palette dei colori tendenza 2020. Tra gli abbinamenti, i più indicati sono con il giallo, il Cantaloupe, il rosa e il viola melanzana.

Giallo mostarda e giallo limone

Il giallo è il colore più solare e allegro dello spettro, eppure negli interni non ha vita facile. Di recente è tornato alla ribalta con il Mostarda, una gradazione calda e raffinata dal sapore speziato. Per il 2020 si prevede una predominanza del giallo limone, più freddo e chiaro. Tinteggiare un’intera stanza di giallo può sembrare un azzardo, ma guardando queste immagini forse potreste cambiare idea. Il giallo è perfetto in abbinamento con i colori neutri un po’ freddi, come il Bleached Coral per esempio, un grigio azzurro molto particolare della gamma Pantone.

I neutri: Champagne e Bleached Coral

Entriamo nel terreno dei neutri, per chi preferisce le tinte classiche. Tra i beige, di grande tendenza già dallo scorso anno, primeggia lo Champagne, più brillante e tendente al grigio, grazie ai riflessi d’oro o d’argento.

Dipingi la tua casa con i colori tendenza 2020
Beige Styled by Grey Deco, photographed by Annie Hyrefeldt for Alvhem via Coco Lapine design

Infine c’è il Bleached Coral, un grigio azzurro proposto da Pantone, che si ispira al corallo bianco. 

Dipingi la tua casa con i colori tendenza 2020
Bleached coral, progetto di Tatyana Sytova

I neutri possono essere utilizzati in abbinamento ai colori più accesi per smorzarli, oppure per realizzare raffinate palette tono su tono.


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23 Luglio 2019 / / Decor

Sapete
cosa è il wrapping?

Il
wrapping nasce come un metodo di decorazione e personalizzazione delle
automobili e delle barche, tramite l’applicazione di pellicole, ma questa
stessa tecnica si può utilizzare anche nell’arredamento

Il termine inglese “wrapping” deriva dal verbo “to
wrap”, cioè “avvolgere “e possiamo intenderlo come
rivestimento” di qualcosa, nel caso
dell’arredamento di un mobile o una qualsiasi altra superficie.

Questo tipo di metodo per rinnovare l’arredamento
offre dei risultati davvero meravigliosi con un investimento minimo, possiamo
vederlo ad esempio nel caso della cucina.

  • Car Wrapping
  • Rivestimento con pellicole professionali APA
  • Con il wrapping possiamo personalizzare tutte le superfici
  • Si tratta di pellicole autoadesive o termoformanti
Si possono rivestire tutte le superfici anche i termosifoni…
Grazie alle pellicole per il wrapping, nate per il mondo delle automobili, possiamo decorare e cambiare volto ai nostri arredi con poca spesa e poco tempo
…e le forme più particolari

Rinnovare la cucina con il wrapping

In un ambiente con mobili ingombranti come quello
della cucina abbiamo modo di cambiare facilmente il look con poche mosse grazie
al wrapping, certo una scelta molto meno dispendiosa che comprare una nuova
cucina! Con il wrapping i vostri mobili non saranno davvero più gli stessi.

Comincio con il parlare proprio dell’ambiente
cucina, poiché spesso è uno di quelli più complessi da rinnovare, perché
potrebbe non bastare sostituire qualche piccolo complemento, ma spesso di sente
il bisogno di rinnovare completamente gli ingombranti mobili che compongono
questo ambiente e allora il wrapping potrebbe essere un’ottima soluzione.

Anche il frigorifero è uno di quegli elementi che
possiamo rinnovare grazie alla pellicola autoadesiva.

wrapping su arredi

Carta adesiva in PVC specifica per l’ambiente cucina è Waterproof, Antibatterica, Antivegetativa e Anti-umidità; la trovate QUI anche in altri colori

wrapping su arredi

Mi piace tantissimo la pellicola adesiva a motivi geometrici bianchi e neri, perfetta anche per la cucina, che trovate QUI

  • con il wrapping si può personalizzare la cucina nei modi più creativi
  • DEcorazione by Demart.it
  • Decorazione a righe colorate realizzata da Demart.it
  • Bellissimo e contemporaneo l’adesivo per frigo con elementi geometrici effetto acquerello by PIXERS
  • Diamo libero sfogo alla fantasia anche in cucina grazie alle pellicole professionali e al wrapping
  • Vi piace la cucina piccante?!

Possiamo rinnovare con l’applicazione di una pellicola decotrativa anche il frigorifero. In alto a sinistra pellicola per realizzare un frigo coca cola dallo stile vintage su demart.it di seguito, per i patiti degli stati uniti, una vista NY city che trovate QUI. In basso a sinistra pellicola effetto lavagna per prendere appunti sul frigo, la trovate QUI e in fine una coloratissima decorazione disponibile QUI

Rinnovare gli armadi con il wrapping

Un altro elemento molto voluminoso e dispendioso, oltreché
scomodo da sostituire, può essere l’armadio, anche in questo caso ci potrebbe
venire in aiuto la tecnica del wrapping per rinnovarlo, anche e soprattutto nel
caso dell’armadio della cameretta dei bimbi che crescono e che hanno bisogno di
un armadio che stia al passo con i lori gusti e per il quale potrebbe essere
sufficiente cambiare il rivestimento.

  • Se abbiamo un semplice armadio da adattare alla cameretta possiamo persoanlizzarlo con il wrapping
  • Cameretta semplice, decoro speciale
  • un semplice armadio bianco diventa un murales speciale
  • Classico e moderno si incontrano con la creatività
  • Molto bello il decoro effetto acquerellato proposto da Pixers
  • Wrapping romantico!
  • L’armadio a 4 stagioni cambia completamente volto con poca fatica e poca spesa
  • E’ un lavoro di Demart.it questa della decorazione che include anche la tenda

Carta autoadesiva In Pvc Impermeabile effetto laccato adatta anche al rivestimento di armadi disponibile QUI in diversi colori

Rinnovare un’attività commerciale con il wrapping

Per quanto riguarda la mia personale esperienza con
il wrapping, grazie a questa tecnica ho potuto rinnovare con successo il
bancone di una pizza a portar via e la scala di un locale commerciale,
facendola diventare una bellissima scala di colore, nel vero senso della parola!

Questa pratica è certamente utile, infatti, anche
per rinnovare gli arredi o gli ambienti di locali commerciali che sicuramente
hanno bisogno di colpire l’occhio degli avventori e clienti, necessito di un
ottimo risultato che abbia un buon rapporto qualità prezzo e di materiali
professionali specifici per ogni utilizzo impermeabili, ignifughi, antigraffio,
antibatterici ecc.

  • Rinnovo del bancone di una pizzeria take away su nostro progetto con la collaborazione della decoratrice Francesca Rossetti e realizzazione di Rosso Creativo
  • Porte rinnovate per i bagni pubblici
  • Bancone e parete rinnovati con un nuovo concept realizzato da Imprinting Roma
  • Negozi ed uffici si rinnovano e personalizzano con il Wrapping
  • La parete dell’ascensore diventa molto più elegante e di rappresentanza con la finta boiserie realizzata con pellicola
  • Il relooking realizzato su nostro progetto per la scala della Factory di imprinting digitale a Milano
  • Con le pellicole decorative le pareti prendono vita
  • Il bancone è l’elemento più caratterizzante di un locale e dobbiamo dedicargli molta attenzione

Altro bancone rinnovato con la pellicola adesiva

Rinnovare gli arredi con il Wrapping

Possiamo poi procedere a rinnovare con questo metodo
qualsiasi superficie e complemento desideriamo e, anche se per i più piccoli
come cassettiere e comò può essere più rapido e semplice l’utilizzo di carta
adesiva grazie ad un divertente fai da te, certamente dovremo utilizzare
pellicole speciali e ad altissima resistenza per superfici ad alto utilizzo
come, ad esempio, i piani dei tavoli.

Possiamo davvero dare libero sfogo alla nostra fantasia e decorare come più ci piace gli arredi di casa facendoli diventare unici e creativi

Per rivestire le superfici dei tavoli, in particolare, occorrono pellicole molto resistenti: antigraffio, impermeabili e ignifughe

wrapping arredi

Rivestimento effetto legno adatto a ricoprire superfici di legno, metallo o ceramica, lo trovate QUI

Pellicole professionali

Per rivestire i mobili col wrapping ci si serve di
speciali pellicole autoadesive plastificate di altissima qualità, nei
colori e disegni più svariati. Certo a noi è spesso capitato di parlare anche
di carta adesiva per rinnovare gli arredi ma in questo caso si tratta di Pellicole adesive, impiegati per la
copertura di mobili, pareti, pavimenti e vetri dalle caratteristiche altamente
prestazionali, ogni tipo di adesivo ha la sua applicazione, le sue proprietà e la
sua resa specifica, in funzione del tipo di superficie che si vuole decorare.

Questi
nuovi adesivi hanno una tenuta ottimale, vestendo tutte le tipologie di
superfici in modo perfetto, ogni superficie può essere personalizzata a piacere
ed il risultato finale è sempre sorprendente.

I
grandi vantaggi in utilizzo degli adesivi sono senz’altro il costo ed i tempi
contenuti rispetto ad altre lavorazioni, e con poche mosse potrete rinnovare in
maniera rapida e sorprendente l’intero arredamento, soprattutto i mobili più
ingombranti per i quali pensavate di non avere speranze!

wrapping arredi

Le speciali pellicole sono adatte a rivestire anche i mobili del bagno grazie a proprietà antimuffa, impermeabile e traspiranti

Per lavori più complessi servono figura professionali ma anche per i piccoli lavoretti fai da te occorrono i giusti strumenti come quelli che trovate anche QUI

Pellicola lucida con stampa in bianco e nero, termoformabile, specifica per il car wrapping, disponibile QUI

    wrapping su arredi

    L’articolo Wrapping rinnovare gli arredi con le speciali pellicole professionali nate per la carrozzeria proviene da Architettura e design a Roma.

    23 Luglio 2019 / / Dettagli Home Decor

    bagno con nicchie porta oggetti

    Una selezione di idee per i ripiani doccia che valorizzeranno al massimo lo spazio del tuo bagno

    Al giorno d’oggi le nicchie sono un’esigenza fondamentale nei bagni dato che offrono soluzioni discrete, stabili e sicure in cui mettere saponi, flaconi e piccoli accessori. Diciamo addio al dover utilizzare il pavimento o un angolo della vasca per sistemarli. Le nicchie nella doccia risolvono questo problema e migliorano anche il design del bagno, creando un grazioso punto focale nella zona della doccia.

    Ecco una selezione di idee  per ripiani doccia che valorizzeranno al massimo lo spazio del tuo bagno.

    1. Utilizzare la stessa piastrella sia per la parete che per il ripiano

    Se ciò che stai cercando per il tuo bagno è uno stile contemporaneo e minimalista, il consiglio è di utilizzare la stessa piastrella in tutto l’ambiente in modo da ottenere una modulazione tranquilla e senza incrinature, ad incastro alla parete. I colori come il grigio e il marrone si adattano molto bene alle zone della doccia, così come le finiture in pietra o legno.

    bagno in stile contemporaneo e minimalista con nicchia in doccia

    Porcelanosa Group – credit Wolstenholme Associates

    1. Decorare con i mosaici

    Le nicchie si prestano molto bene quando si tratta di combinare diversi modelli, introdurre texture e mischiare colori, il tutto grazie all’utilizzo dei mosaici. In questa immagine Cristiana Zgripcea ha combinato un mosaico metallizzato elegante con piastrelle in finitura naturale, ottenendo così un risultato magnifico.

    rivestimenti bagno in differenti materiali

    Porcelanosa Group – credit Cristiana Zgripcea

    1. Posizionare la mensola su tutta la parete della doccia

    Il vano nella parete della doccia può essere ingrandito a piacere, sfruttando persino l’intera parete per aumentare lo spazio a disposizione per riporre i prodotti da bagno. Si tratta di un’opzione molto attrattiva ed interessante, valida per piccole e grandi docce. Non ci sono più scuse per inserire questo elemento nel bagno in prossima ristrutturazione. Inoltre, apporterà una sensazione di profondità che permetterà al bagno di sembrare più grande.

    doccia con ampia nicchia per riporre oggetti

    Porcelanosa Group – credit Webossa

    1. Illuminare il ripiano doccia in ceramica

    Se ciò che si desidera e far sì che i ripiani della doccia sembrino molto di più di un semplice elemento da bagno, basta inserire una sottile luce al di sopra o al di sotto della nicchia; in questo modo si otterrà un effetto luminoso all’interno dell’ambiente; un punto focale che aggiunge un tocco di classe e attira l’attenzione.

    nicchie nella doccia illuminate

    Porcelanosa Group – credit Aleart Dizain

    1. Posizionare le nicchie in maniera geometrica

    La geometria gioca un ruolo fondamentale quando si vuole decorare una casa, così come nella zona della doccia. Posizionando gli incavi su entrambi i lati delle pareti della doccia, sarà possibile ottenere una sensazione di equilibrio e armonia, l’ideale per rilassarsi mentre ci si fa una doccia e per avere una pratica soluzione.

    doccia con due nicchie a parete

    Porcelanosa Group – credit Kristen Elizabeth design

    L’articolo Le 5 migliori idee per nicchie nella doccia proviene da Dettagli Home Decor.

    23 Luglio 2019 / / Decor

    Gli arredi in metallo di CaosCreo sono icone di semplicità, design e allegria che ti faranno cambiare idea sul metallo. Nel post di oggi te lo voglio dimostrare.


    Se dico metallo tu pensi ad un industria.
    Sicuramente non ti viene in mente qualche complemento d’arredo per casa tua. 

    Nel post di oggi voglio sfatare proprio questo luogo comune parlandoti di CaosCreo.

    Ti farò vedere solo alcuni dei suoi prodotti ma saranno sufficienti a farti vedere la flessibilità di questo materiale.

    Ti consiglio di leggere fino in fondo il post, c’è un regalo che non vuoi perdere.

    Cominciamo.

    Quando il comodino non c’è ma la luce da notte sì.

    Come nel nostro caso. Si abbiamo la camera in mansarda che è grande, ma la parete su cui poggia il letto non lo è.

    Abbiamo delle cassettiere e il termosifone: resta solo lo spazio per il letto. Mettici il fatto che con i pallet l’ingombro è maggiore: il comodino salta.

    E come fai a leggere?  

    Bella domanda. Ad ora ho una luce notturna ma ovviamente non è sufficiente. Ci vorrebbe una luce piccola che si possa agganciare a parete ma che sia anche di design.

    Qui entra in azione Lampadin@: una lampada in metallo verniciato che ricalca la sagoma di una lampadina, appunto. Ci sono due sagome: la prima si può applicare al muro mentre la seconda è magnetica.

    Questa seconda silhouette ha due opzioni: puoi agganciarla a quella a parete formando una applique. Oppure puoi metterla su un qualsiasi piano da appoggio per avere una lampada da tavolo.
    Ma le chicche non finiscono qui, perché si sa che Dio è nei dettagli.

    Il cavo è in tessuto intrecciato rosso o bianco, fungendo da elemento di decoro e non di fastidio.

    Lampadin@ arredi in metallo casocreo
    | CaosCreo_Lampadin@ |

    Se hai qualche centimetro in più allora puoi permetterti una lampada da tavolo vera e propria, ma sempre salva-spazio.

    Come nel caso di 2.D Night: dal design puro ed essenziale, misura solo 18 cm di larghezza per 32 cm di altezza e 7 cm di spessore. Disponibile in tantissimi colori, è davvero adattabile ad ogni stile d’arredo.

    2.D Night arredi in metallo casocreo
    | CaosCreo_2.D Night |

    Gli arredi in metallo di Caos Creo e i piccoli spazi

    Quanto sono tristi le mensole che ci sono in giro?
    Sono utili certo, ma di sicuro non sono un capolavoro irrinunciabile.

    E poi esistono in misure standard da adattare allo spazio che hai a disposizione.

    Le mensole Claudette invece sono leggerissime, grazie allo spessore ridotto del metallo e sono anche molto romantiche. Riprendono la sagoma delle nuvole e sono disponibili in due misure, due versioni e tantissimi colori.

    Sono ideali sopra la testata del letto quando hai poco spazio ai lati per riporre i tuoi oggetti della buonanotte.
    Ma anche nelle camerette dei più piccoli, per portare un po’ di cielo nella loro stanza.

    Claudette arredi in metallo casocreo
    | CaosCreo_Claudette |

    Il carattere all’ingresso che ti manca

    L’ingresso di casa tua racconta al mondo la tua predisposizione d’animo verso il prossimo. Dice eloquentemente quanto ti piace aprire le porte di casa tua agli amici e ai conoscenti.

    Insomma, è il biglietto da visita tuo ma anche della tua casa.

    Qual è l’elemento che proprio non può mancare?

    Ovviamente l’appendiabiti. A me sarebbe piaciuto poterne averne uno di quelli da terra, di quelli che non sai se è una scultura o un pezzo d’arredo.

    Che fa sentire gli ospiti benvoluti, perché c’è spazio per le loro giacche, i loro cappotti, le loro borse e anche i loro caschi.

    Come ad esempio l’Appendiabiti Roger, composto da 3 moduli disposti a 360 gradi e uniti tra di loro con un rapido raccordo a vite. Spiritoso e dal design giovane, è sicuramente un pezzo da poter avere in casa.

    Appendiabiti Roger arredi in metallo casocreo
    | CaosCreo_appendiabiti Roger |

    Ti ho convinto un po’?

    Penso proprio che a questo punto tu ti sia un po’ ricreduto sul metallo e le sue applicazioni. Grazie agli arredi in metallo di Caos Creo hai visto quanto sia flessibile e come si presti perfettamente ad ambienti dal design giovane, ma anche a piccoli spazi.

    Hai visto qualcosa che ti piace e vorresti comprarlo?

    Ho quello che stavi cercando: uno sconto del 50% sui prezzi di questi prodotti, per 30 giorni a partire da oggi.

    Cosa aspetti?

    Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

    Rispettiamo la tua privacy.

    L’articolo Allegria, originalità e freschezza le parole chiave degli arredi in metallo di CaosCreo sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

    22 Luglio 2019 / / Architettura

    vasca da bagno sulla terrazza al mare

    Sulla spiaggia di Garraf, antico villaggio di pescatori vicino a Barcellona, Soho House & Co ha trasformato un edificio degli anni’50 in un hotel club per soci combinando lo stile originale dell’epoca a dettagli dal sapore mediterraneo.

    Dopo aver lasciato il segno a Barcellona nel 2016 con Soho House Barcelona, ​​il marchio britannico ha consolidato la sua presenza nella capitale catalana con l’apertura del Little Beach House Barcelona, ​​uno spazio che offre ai soci del rinomato club l’opportunità di godersi il lungomare fuori dalla città dove esclusività, design e discrezione vanno di pari passo. In linea con la filosofia di Soho House & Co di trasformare gli edifici in disuso in spazi unici, il Little Beach House occupa l’ex Hotel Quim. Costruito negli anni ’50, questo emblematico edificio è situato vicino alle capanne sulla spiaggia di Garraf, a soli 20 km da Barcellona.

    Soho House ha mantenuto intatta l’estetica anni ’50 dell’edificio originale e, utilizzando un’ampia gamma di materiali locali come il rattan, il legno, la iuta, la ceramica e le piastrelle di ceramica, ha creato uno spazio in stile mediterraneo.

    area relax arredata con materiali naturali

    area relax con vista mare

    Il design con influenze spagnole e catalane riflette la combinazione cromatica delle pittoresche capanne poste lungo la spiaggia di Garraf, caratterizzate dalla tipica facciata verde e bianca. L’hotel offre 17 camere di diverse dimensioni, un bar, un ristornte, lettini e una vasca da bagno sulla terrazza.

    spazi comuni Hotel Little Beach House a Garraf

    Piastrelle triangolari rosse e bianche decorano le stanze, completate da tappeti su misura, lampade prodotte da un ceramista di Barcellona, ​​arazzi disegnati dall’artista Maryanne Moodie e, dalla maggior parte delle camere, si gode di una bellissima vista mare. Il ristorante, sia all’interno che all’esterno, è caratterizzato da un pavimento verde e da un bancone in legno completo di sgabelli, entrambi repliche dell’edificio originale degli anni ’50, oltre a divani e poltrone vintage realizzate artigianalmente in loco. C’è anche una cucina a pianta aperta con un forno a legna e tavoli creati utilizzando i disegni originali dell’ex Hotel Quim. Al centro della stanza si trova un camino aperto circondato da comode poltrone e decorato con una vegetazione lussureggiante, mentre, una scala a chiocciola a destra conduce sul tetto con vista sul mare e sulle verdi colline di Garraf.

    camera da letto in stile mediterraneo

    decorazione boho nella parete dietro il letto

    pavimento ceramica con decori a triangoli di colore bianco e verde

    spiaggia di Garraf

     

    L’articolo Little Beach House Barcelona: estetica anni ’50 e stile mediterraneo proviene da Dettagli Home Decor.

    22 Luglio 2019 / / Architettura

    Questa casa di Maiorca, dopo il progetto dell’architetto Rafael Vidal, dallo studio Taroms Arquitectes risulta sicuramente più ampia, luminosa e meglio distribuita. Gli obiettivi della ristrutturazione erano molteplici, tra questi, l’ espansione dell’ abitazione. Legno e pietra arricchiscono l’effetto decorativo con le loro trame, mentre il controsoffitto e la pavimentazione aiutano la propagazione della luce. Infatti l’area giorno è stata progettata con un pavimento diafano in microcemento da permettere alla luce naturale del soggiorno di raggiungere la cucina, dotata di un’isola multifunzione di grandi dimensioni. 

    A very bright house in Mallorca

    This Majorcan house, after the project by the architect Rafael Vidal, from the Taroms Arquitectes studio is certainly wider, brighter and better distributed. The objectives of the restructuring were many, including the expansion of the house. Wood and stone enrich the decorative effect with their textures, while the false ceiling and the flooring help the propagation of light. In fact the living area has been designed with a diaphanous microcement floor to allow the natural light of the living room to reach the kitchen, equipped with a large multi-function island.

     

    _________________________
    CAFElab | studio di architettura