1 Aprile 2026 / / La Gatta Sul Tetto

Mantenere il fondo della piscina pulito è fondamentale non solo per una questione estetica, ma anche per garantire la qualità dell’acqua e il corretto funzionamento dell’impianto. Foglie, sabbia, insetti e micro-particelle tendono infatti a depositarsi sul fondo, creando nel tempo un ambiente favorevole alla proliferazione di batteri e alghe.

Fondo pulito di una piscina con piastrelle blu a mosaico, attraversato da riflessi luminosi e ondulati dell’acqua.

Una pulizia efficace, soprattutto nei momenti più delicati come la riapertura primaverile o dopo un utilizzo intensivo, richiede un approccio metodico e l’utilizzo degli strumenti giusti. In questa guida vediamo come intervenire in modo corretto, combinando tecniche manuali e soluzioni tecnologiche come il robot pulitore.

Perché è importante pulire il fondo della piscina?

Il fondo della piscina è la zona in cui si accumula la maggior parte dello sporco. Anche quando l’acqua appare limpida, possono essere presenti residui invisibili che compromettono la qualità complessiva. Una mancata pulizia può portare a:

  • formazione di alghe;
  • aumento del consumo di prodotti chimici;
  • intasamento del sistema di filtrazione;
  • acqua torbida e poco salubre.

Intervenire con regolarità significa prevenire problemi più complessi e mantenere l’acqua sempre in condizioni ottimali.

Pulizia manuale: quando e come farla

La pulizia manuale è spesso il primo passo, soprattutto quando lo sporco è abbondante o concentrato in punti specifici.

Gli strumenti principali della pulizia manuale sono:

  • retino per raccogliere detriti galleggianti;
  • spazzola per pareti e fondo;
  • aspiratore manuale collegato allo skimmer o alla presa aspirafango;

La spazzola è particolarmente utile per rimuovere incrostazioni e biofilm, una patina scivolosa che si forma nel tempo e che non può essere eliminata solo con i prodotti chimici. È consigliabile spazzolare sempre prima di aspirare, così da sollevare i residui e facilitarne la rimozione.

L’aspirazione manuale richiede attenzione: movimenti troppo rapidi possono sollevare lo sporco invece di eliminarlo. Inoltre, in alcuni casi è necessario impostare il filtro su “scarico”, con conseguente perdita di acqua trattata.

Pulizia automatica: il robot pulitore 

Negli ultimi anni, il robot pulitore per piscina è diventato uno degli strumenti più efficaci per la manutenzione automatica del fondo. Non si tratta solo di una soluzione comoda, ma di una vera evoluzione nella gestione della pulizia. A differenza dei sistemi manuali, il robot lavora in autonomia e garantisce risultati più precisi e uniformi.

Tra i principali vantaggi:

  • Pulizia profonda e costante: grazie alle spazzole attive, il robot rimuove sporco, alghe e biofilm dal fondo e spesso anche dalle pareti.
  • Filtrazione indipendente: il robot è dotato di un proprio sistema filtrante che trattiene anche le particelle più fini, alleggerendo il lavoro dell’impianto principale.
  • Risparmio di tempo e fatica: basta avviarlo e lasciarlo lavorare: il ciclo di pulizia viene completato senza interventi manuali.
  • Riduzione degli sprechi: non è necessario scaricare acqua dalla piscina, evitando sprechi e mantenendo stabile l’equilibrio chimico.

Il robot è particolarmente utile anche dopo trattamenti come la clorazione shock, quando le impurità si depositano sul fondo sotto forma di polveri sottili difficili da aspirare manualmente. In queste situazioni, affidarsi a soluzioni automatiche può fare davvero la differenza, soprattutto scegliendo strumenti performanti come i robot per piscine Technopool, pensati per semplificare la manutenzione e migliorare la qualità della pulizia.

Quando pulire il fondo della piscina

La frequenza della pulizia del fondo piscina può variare in base a diversi elementi, come l’intensità di utilizzo, la presenza di alberi o vegetazione nelle vicinanze e le condizioni meteo. Nei mesi di piena stagione è consigliabile intervenire almeno una o due volte a settimana, così da evitare l’accumulo di sporco e sedimenti. Dopo temporali, vento forte o giornate particolarmente ventose, invece, è bene agire tempestivamente per rimuovere foglie, polvere e detriti trasportati in vasca. Anche la riapertura della piscina dopo l’inverno richiede sempre una pulizia più approfondita, utile a ripristinare da subito condizioni ottimali. Una manutenzione regolare consente di prevenire accumuli e di limitare la necessità di interventi più impegnativi nel tempo.

Consigli pratici per una pulizia efficace

Per ottenere risultati di pulizia ottimali è bene seguire alcuni consigli pratici:

  • spazzolare sempre prima di aspirare;
  • utilizzare il robot regolarmente, non solo in caso di sporco evidente;
  • pulire frequentemente i filtri (sia del robot che dell’impianto);
  • mantenere equilibrati i valori chimici dell’acqua;
  • evitare di rimandare la pulizia quando lo sporco è visibile.

Seguire con costanza queste semplici accortezze consente di mantenere il fondo della piscina più pulito nel tempo, migliorare la qualità dell’acqua e ridurre la necessità di interventi più impegnativi.

Conclusioni

Pulire il fondo della piscina è un’operazione essenziale per garantire acqua limpida, sicura e piacevole da utilizzare. Integrare tecnologia e interventi manuali mirati è la strategia vincente per mantenere la piscina in condizioni perfette, riducendo tempi, costi e fatica. Una manutenzione costante e ben organizzata permette di godere della propria piscina senza pensieri, stagione dopo stagione.

1 Aprile 2026 / / La Gatta Sul Tetto

Jannelli&Volpi celebra il suo 65esimo anno in bellezza alla Milano Design Week 2026 e quest’anno coincide anche con l’inaugurazione dello showroom a Parigi, presentato per la prima volta a gennaio in occasione del Paris Déco Off 2026. 

Jannelli&Volpi

Con Jannelli&Volpi siamo nell’universo dei rivestimenti murali e carte da parati e l’azienda, per la Milano Design Week 2026, presenta le nuove collezioni con un’installazione inedita, JVCircle. JV sarà presente sia al Salone in fiera Milano Rho che in città al Fuorisalone (indirizzi alla fine dell’articolo), dal 21 al 26 aprile.

 “Tre accoglienti strutture circolari – che si uniscono all’installazione dello stand in fiera – e diventano satelliti guida per un viaggio nel mondo del rivestimento murale, invitando a soffermarsi e a osservare, immaginare, ripensare la decorazione delle pareti.” 

Con un po’ di fantasia, potremmo definire ogni struttura come una yurta formata da spicchi dove, in ciascuno, è rappresentata la creatività di ogni carta da parati che compone la collezione. 

All’interno di JVcircle, le collezioni si esplorano attraverso mood board e proiezioni video, in un percorso che racconta come nascono, cosa le ispira e quali idee guidano ogni progetto per divenire prodotto in lancio verso il futuro. 

Collaborazioni prestigiose e consolidate

Nuove collezioni nascono dalle collaborazioni prestigiose e consolidate. Cominciamo con quella storica tra Jannelli&Volpi e Armani/Casa. Da questa collaborazione nasce Precious Fibers 4, un dialogo che si fonda su un equilibrio armonioso tra eleganza materica e raffinatezza formale. Materiali pregiati e texture sofisticate si intrecciano per valorizzare composizioni dal respiro ampio e motivi sviluppati in scala macro. La naturale sensibilità del linguaggio Armani si esprime attraverso suggestioni ispirate a foglie e pietre, affiancate da nuove interpretazioni cromatiche di disegni iconici come Aida e Iolanta. Il legame con il mondo della moda della maison è evidente nelle superfici, che richiamano plissé di seta, intrecci e trame tessili di alta sartorialità. 

Jannelli&Volpi con Armani_Casa, collezione Precious Fibers, motivo Aida

Il nostro excursus prosegue con la consolidata collaborazione tra Jannelli&Volpi e Missoni con Missoni Wallcoverings 06. Qui la parete diventa un’esperienza sensoriale resa possibile da un’attenta ricerca su materia, rilievi e stampa, dove motivi naturali e geometrie che dialogano in equilibrio. Il gioco di luci e ombre viene ulteriormente amplificato attraverso goffrature e lavorazioni superficiali. 

Le nuove collezioni Jannelli&Volpi

Ci sono poi le 3 nuove collezioni firmate Jannelli&Volpi:

AltaGamma Zen è ispirata al mondo del ricamo, della tessitura e dell’estetica giapponese. Un progetto che fonde artigianalità e design contemporaneo con un linguaggio materico e tattile. La collezione è composta da quattro motivi (Corrente, Giardino, Leggero e Ritmo) e 3 tre uniti (Luce, Zen e Armonia) declinati in neutri sofisticati e toni caldi della terra, arricchiti da accenti più intensi. 

JV 106 Amazzonia: trae ispirazione dalla foresta pluviale. Stampe viniliche con motivi vegetali e colori della terra. L’obiettivo è creare un dialogo tra natura e spazio architettonico senza che si invadano a vicenda. La collezione è declinata in 8 motivi (Amazzonia, Rio, Igapó, Zoe, Pariba, Rafia, Ribbon Grass e Baobab).

JV 604 Penelope: in questa collezione è l’effetto tessile a prevalere. La tecnica usata è la stampa su supporto tecnico vinilico su TNT (tessuto non tessuto). Le superfici evocano un immaginario poetico e tattile, dove intrecci e texture prendono forma e richiamano tessuti leggeri come il lino, la corda, il macramè e i ricami. La collezione è declinata in 5 motivi (Aurora, Zephyros, Itaca, Maris e Silva).

    Altri progetti e location in città

    Jannelli&Volpi quest’anno è anche partner tecnico del progetto Materia in Due Atti di Dainelli Studio con Status Contract, presentato all’Università degli Studi di Milano nell’ambito di INTERNI Materiae. La collaborazione nasce da una visione condivisa in cui materia e colore diventano strumenti progettuali: le carte da parati JV 106 Amazzonia e JV 604 Penelope, nelle tonalità del verde, contribuiscono a definire lo spazio con profondità materica e coerenza visiva. 

    Il dialogo tra superfici e narrazione è il filo conduttore nella collaborazione con DSIGNINCMILANO per La Casa di Partenope, alla Galleria Cardi durante la Milano Design Week. Il progetto interpreta l’abitare come esperienza sensoriale e identitaria, dove i wallcovering Jannelli&Volpi accompagnano il visitatore in un racconto intimo e immersivo. 

    Si inserisce in questo percorso anche la partnership con Angelina Made in Italy, da cui nasce una capsule collection di caffettiere decorate con i pattern delle collezioni JV 103 Primavera e JV 505 Grande Corniche: un incontro tra cultura del caffè e design, che porta il linguaggio decorativo nel quotidiano. 

    Nel piccolo salotto outdoor di JVstudio, potrete ammirare le chaise longue Belvedere di Livintwist, con cuscinerie realizzate nel tessuto Lithops della collezione JV Fabrics Grande Corniche.

    Per info: Jannelli&Volpi sito ufficiale
    Al Salone.Milano: pagina brand
    Al Fuorisalone: due spazi permanenti al Brera Design District
    JVstore, Corso Garibaldi 81, Milano
    JVstudio, Via Statuto 21, Milano

    Gli articoli sul Fuorisalone.
    Guida ufficiale al Fuorisalone.

    27 Marzo 2026 / / La Gatta Sul Tetto

    Esporre un oggetto significa raccontarne il valore, ma anche assumersi la responsabilità di proteggerlo. Nei secoli, musei, collezionisti e studiosi hanno cercato soluzioni sempre più efficaci per difendere opere d’arte, reperti archeologici e oggetti rari da polvere, urti, luce e variazioni climatiche. Le teche espositive non sono mai state semplici “contenitori”: sono dispositivi culturali, tecnici ed estetici allo stesso tempo.

    teche in plexiglass

    Oggi, questa attenzione non è più riservata solo alle grandi istituzioni museali. Sempre più collezionisti privati desiderano trattare i propri oggetti come vere opere da museo, adottando soluzioni espositive professionali anche in contesti domestici. È qui che entra in gioco l’evoluzione dei materiali, e in particolare il plexiglass.

    Dalle prime vetrine al cambiamento dei materiali

    In passato, la protezione delle opere si basava principalmente su strutture in legno e vetro. Il vetro, pur offrendo una buona trasparenza, presentava limiti evidenti: peso elevato, fragilità, difficoltà di lavorazione su misura e rischi significativi in caso di rottura.

    A partire dalla seconda metà del Novecento, con lo sviluppo dei polimeri plastici avanzati, il settore espositivo ha iniziato a sperimentare nuovi materiali capaci di rispondere meglio alle esigenze di sicurezza, conservazione e design. Il plexiglass (PMMA) si è rapidamente affermato come una delle alternative più interessanti.

    Il plexiglass come materiale innovativo

    Il successo del plexiglass nel mondo delle teche espositive non è casuale. Le sue caratteristiche tecniche lo rendono particolarmente adatto sia all’ambito museale sia a quello privato.

    Caratteristiche principali

    • Elevata trasparenza, spesso superiore a quella del vetro tradizionale
    • Leggerezza, che semplifica installazione e movimentazione
    • Buona resistenza meccanica, soprattutto agli urti
    • Versatilità di lavorazione, ideale per soluzioni su misura e design complessi

    Rispetto al vetro, il plexiglass consente una maggiore libertà progettuale e una migliore gestione della sicurezza, specialmente in ambienti frequentati dal pubblico.

    Limiti da conoscere
    Un’analisi onesta deve includere anche i limiti: il plexiglass può essere più sensibile ai graffi se non trattato adeguatamente e presenta una maggiore dilatazione termica rispetto al vetro. Tuttavia, questi aspetti sono oggi ampiamente gestibili grazie a trattamenti superficiali, spessori corretti e progettazione accurata.

    Applicazioni museali e professionali

    Nei musei contemporanei, le teche in plexiglass su misura rappresentano una soluzione sempre più diffusa per la protezione e la valorizzazione di una vasta gamma di oggetti. Dalle testimonianze archeologiche ai manufatti storici, fino alle opere d’arte più delicate, questi sistemi espositivi permettono di coniugare sicurezza e visibilità, offrendo al pubblico un’esperienza chiara e immersiva senza compromettere l’integrità dei materiali.

    Il loro utilizzo si estende anche agli ambiti scientifici e alle mostre temporanee, dove la necessità di trasportabilità, adattabilità e leggerezza diventa fondamentale. In questi contesti, il plexiglass consente di realizzare teche su misura, facilmente installabili e progettate per rispondere a esigenze specifiche, sia dal punto di vista conservativo sia da quello allestitivo.

    Oggi la teca non è più considerata un semplice elemento di protezione, ma una parte integrante del progetto espositivo. La sua funzione è quella di creare un equilibrio tra tutela e fruizione, rendendo l’oggetto accessibile allo sguardo del visitatore senza esporlo a rischi. Trasparenza, assenza di distorsioni visive e possibilità di integrazione con sistemi di illuminazione o controllo ambientale contribuiscono a definire nuovi standard qualitativi, sempre più orientati a un’esperienza espositiva completa e consapevole.

    Climatizzazione e controllo ambientale

    Le teche professionali non si limitano alla protezione fisica dell’oggetto esposto, ma svolgono un ruolo fondamentale nella sua conservazione nel tempo. La conservazione degli oggetti esposti richiede un’attenzione costante alle condizioni ambientali, un aspetto centrale nella tutela del patrimonio culturale. Questo approccio è condiviso anche da istituzioni specializzate come l’Istituto Centrale per il Restauro, che da anni studia e sviluppa metodologie avanzate per la protezione e la conservazione dei beni culturali nel tempo. Nei contesti museali più evoluti, infatti, la teca diventa un vero e proprio sistema di gestione del microclima, progettato per mantenere condizioni ambientali stabili e controllate.

    Attraverso sistemi di regolazione dell’umidità, filtri UV per la protezione dalla luce e soluzioni per la creazione di microclimi interni costanti, è possibile ridurre in modo significativo i fattori di rischio che contribuiscono al deterioramento dei materiali più sensibili. In alcuni casi, sensori e dispositivi di monitoraggio consentono di verificare nel tempo parametri come temperatura e umidità relativa, intervenendo in modo mirato quando necessario.

    Tecnologie di questo tipo, un tempo riservate esclusivamente alle grandi istituzioni museali, stanno oggi trovando applicazione anche in soluzioni più accessibili, pensate per collezionisti privati che desiderano garantire ai propri oggetti condizioni di conservazione di livello professionale.

    Dalla grande istituzione al “mini museo domestico”

    Sempre più persone scelgono di valorizzare collezioni di modellini, oggetti di design, opere d’arte, memorabilia o reperti naturalistici adottando un approccio ispirato al mondo museale. Non si tratta solo di protezione, ma di dare agli oggetti il giusto contesto, trasformando lo spazio domestico in un ambiente curato, capace di raccontare una storia.

    Idee per ambienti domestici

    • teche a parete integrate nell’arredo 
    • librerie vetrate con comparti protetti 
    • vetrine minimal per singoli oggetti iconici 
    • soluzioni modulari adattabili nel tempo 

    In questo contesto, la personalizzazione diventa un elemento fondamentale. Se stai valutando soluzioni pensate per adattarsi perfettamente agli spazi e agli oggetti da esporre, può essere utile approfondire alcune proposte di teche in plexiglass su misura, utili come riferimento progettuale per realizzare un vero e proprio “mini museo” domestico.

    Innovazioni e tendenze future

    Il settore delle teche espositive è in continua evoluzione e rispecchia una più ampia trasformazione del mondo dell’allestimento museale e del design espositivo. Le innovazioni più recenti non riguardano solo i materiali, ma coinvolgono anche il modo in cui le teche vengono progettate, utilizzate e integrate negli spazi.

    Si diffondono sempre più trattamenti antiriflesso avanzati, spesso basati su tecnologie nanotecnologiche, che migliorano la visibilità dell’oggetto esposto senza alterarne la percezione cromatica. Parallelamente, crescono i sistemi modulari e rimontabili, pensati per adattarsi a mostre temporanee, collezioni in evoluzione o spazi multifunzionali.

    Un altro tema centrale è quello della sostenibilità: l’attenzione verso materiali riciclabili, processi produttivi più efficienti e l’integrazione di sistemi di illuminazione LED a basso consumo sta diventando parte integrante della progettazione contemporanea. Tutti questi elementi contribuiscono a rendere le teche sempre più intelligenti, flessibili e in sintonia con le esigenze del presente.

    Domande frequenti (FAQ)

    Il plexiglass incurva se esposto al calore?
    Può deformarsi se sottoposto a temperature elevate, ma una corretta progettazione e l’uso di spessori adeguati riducono drasticamente il problema.

    Esistono trattamenti antiriflesso efficaci?
    Sì, oggi sono disponibili trattamenti specifici che migliorano notevolmente la leggibilità dell’oggetto esposto, riducendo riflessi e abbagliamenti.

    È possibile predisporre ventilazione interna alle teche?
    Sì, soprattutto nelle soluzioni professionali o su misura, è possibile integrare sistemi di ventilazione passiva o controllata.

    Come evitare la condensa interna?
    Il controllo dell’umidità, l’uso di materiali assorbenti e una corretta sigillatura sono elementi chiave per prevenire la formazione di condensa.

    Tecnologia e cultura, anche a casa

    Le teche in plexiglass rappresentano oggi un punto d’incontro tra innovazione tecnologica, conservazione e design. Dall’ambiente museale alla casa, le soluzioni moderne permettono di proteggere e valorizzare gli oggetti con criteri professionali, senza rinunciare all’estetica.

    Chi desidera approfondire materiali, formati e possibilità progettuali può trarre ispirazione esplorando soluzioni già utilizzate nel mondo delle mostre e dei musei, per poi adattarle alle proprie esigenze. La differenza, spesso, sta proprio nella qualità dei dettagli e nella consapevolezza delle scelte.

    25 Marzo 2026 / / La Gatta Sul Tetto

    È proprio in questo scenario che entrano in gioco le soluzioni Tubes: radiatori compatti, capaci di coniugare prestazioni, design e flessibilità d’uso, anche quando lo spazio è limitato. Quattro progetti, firmati da designer italiani, raccontano bene questo approccio. 

    radiatori tubes

    Radiatori Tubes e l’abitare contemporaneo. 

    Il contesto attuale è sempre più segnato da una forte orizzontalità, in contrapposizione alla tradizionale verticalità degli spazi. Nelle case così come nei progetti hospitality, le pareti si alleggeriscono, lasciano spazio a grandi vetrate, sistemi contenitivi ed elementi d’arredo, riducendo le superfici disponibili per i classici impianti di riscaldamento. 

    È proprio in questo scenario che entrano in gioco le soluzioni Tubes: radiatori compatti, capaci di coniugare prestazioni, design e flessibilità d’uso, anche quando lo spazio è limitato. Quattro progetti, firmati da designer italiani, raccontano bene questo approccio. 

    Si parte da Milano/Horizontal di Antonia Astori e Nicola De Ponti

    Milano/Horizontal è un radiatore sviluppato in lunghezza, ideale per essere collocato come sottofinestra davanti a vetrate o lungo pareti basse, dove i tradizionali radiatori verticali non trovano collocazione. 

    Un lungo marshmallow disponibile in 2 lunghezze (175 e 202 cm) e in oltre 140 colori della palette Tubes, oltre che in acciaio verniciato trasparente, mantiene intatta la forza espressiva e il carattere scultoreo del progetto originale, diventando un elemento architettonico distintivo, anche nei contesti più compatti. 

    Di Ludovica Serafini e Roberto Palomba è invece il design T.B.T. 

    Si tratta di un tubo scaldasalviette (ideale dunque per l’ambiente del bagno) di soli 7 cm di diametro, se ne possono installare più di uno o singolarmente, orientati in verticale o in orizzontale a seconda delle preferenze ed esigenze. 

    Ideale anche per corridoi e spazi di passaggio, anche qui troviamo due lunghezze (120 e 200 cm) e 140 proposte di colore tra cui le finiture galvaniche cromo lucido, nichel nero lucido, stagno lucido, ottone opaco, rame spazzolato opaco e oro 14k lucido. 

    Soho, il mini radiatore

    Gli stessi designer firmano anche SOHO, un radiatore pensato per sfruttare al meglio porzioni di parete contenute, in particolare in verticale. 

    Parliamo di un ingombro davvero contenuto larghezza minima di 17,6 cm e una sporgenza dalla parete di 13 cm. Ideale per spazi ridotti, corridoi, pareti strette o zone di passaggio, SOHO dimostra come un ingombro minimo possa comunque garantire un’elevata resa termica, grazie a due caratteristiche progettuali fondamentali: la scelta dell’alluminio e il basso contenuto d’acqua. L’alluminio è un materiale ad alta conducibilità che, unito alla poca acqua necessaria da riscaldare, rende questo radiatore particolarmente performante. 

    Per l’ambiente bagno, SOHO è disponibile anche nella Bathroom Version, completa di portasalviette integrato e con un ingombro contenuto di soli 31,2 cm di larghezza, una soluzione funzionale pensata appositamente per spazi piccoli, senza rinunciare alle prestazioni. 

    Dalla presenza discreta e perfettamente integrata nell’architettura contemporanea, SOHO è disponibile in tutti i 140 colori della gamma Tubes e nelle finiture speciali alluminio anodizzato argento, titanio, bronzo e nero. 

    La versione per il bagno di RIFT

    Completiamo il cerchio con RIFT BATHROOM VERSION, di Ludovica Serafini e Roberto Palomba in collaborazione con Matteo Fiorini. 

    RIFT Bathroom Version è progettato per il bagno contemporaneo, dove gli spazi sono ridotti ma il comfort rimane un elemento fondamentale. Si compone di un unico elemento largo solo 24 cm — circa la metà rispetto ai tradizionali scalda salviette da 40 cm — riducendo al minimo l’ingombro. 

    Nonostante le dimensioni compatte, è in grado di sviluppare una potenza fino a 660 W, sufficiente per riscaldare in modo efficace un bagno ben isolato di circa 3 × 2 metri. 

    Realizzato in alluminio, un materiale leggero, riciclabile e altamente reattivo, assicura una risposta rapida e un comfort immediato. La disponibilità di accessori dedicati, come appendini e portasalviette, ne amplia la funzionalità, offrendo soluzioni pratiche e coordinate dal punto di vista estetico. 

    Proposto in oltre 140 colori della gamma Tubes e in finiture galvaniche, RIFT Bathroom Version si inserisce con naturalezza sia in ambienti residenziali sia nei progetti di hospitality. 

    Ad Alberto Meda invece si può attribuire la paternità di Step By Step. 

    Con una sporgenza dalla parete di appena 7,8 cm e una larghezza che parte da 31,7 cm, Step-by-Step assicura un ingombro minimo, ottimizzando lo spazio anche in profondità. 

    La sua struttura modulare consente di adattarlo con facilità a diverse configurazioni, senza rinunciare a un’elevata qualità estetica. Rispetto a Milano/horizontal che è esclusivamente elettrico, qui invece troviamo più versioni: idraulica, elettrica e mista e può essere arricchito con accessori come portasalviette e appendini, risultando ideale anche per l’ambiente bagno. 

    Proposto nelle finiture raggrinzate e nei colori opachi della gamma Tubes, si integra armoniosamente in contesti contemporanei. 

    Questi progetti ci dimostrano come anche in spazi ridotti sia possibile coniugare funzionalità e ricerca estetica: il comfort non è una questione di spazi, ma di progettazione intelligente. Ed è da quest’ultima che possiamo ottenere il comfort che cerchiamo. 

    Per info: Tubes sito ufficiale

    21 Marzo 2026 / / La Gatta Sul Tetto

    Il rapporto tra conservazione del patrimonio architettonico e innovazione tecnologica è oggi uno dei temi centrali nel restauro delle architetture del Novecento. Un caso emblematico è l’intervento di recupero della pensilina di via Valfonda presso la Stazione di Santa Maria Novella a Firenze, avviato dopo il crollo di alcune parti della struttura nel luglio 2019.

    mosaico

    I lavori, curati da Grandi Stazioni Rail (società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane) sono stati autorizzati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e hanno rappresentato un’importante occasione di ricerca sul tema della riproducibilità tecnica del mosaico architettonico moderno.

    Il contesto: il modernismo italiano tra industria e tradizione

    Gli anni compresi tra le due guerre mondiali hanno lasciato in Italia un patrimonio architettonico di straordinario valore. In questo periodo si affermò una nuova concezione degli edifici, dove innovazione formale, tecniche costruttive industriali e tradizione artigianale convivevano.

    La Stazione di Santa Maria Novella rappresenta uno dei simboli più significativi di questa stagione culturale. Le architetture del modernismo toscano combinarono infatti:

    • tecniche costruttive tradizionali
    • processi produttivi industriali
    • componenti edilizi pensati per essere seriali e riproducibili

    Questo aspetto introduce una riflessione fondamentale per il restauro contemporaneo: quando un elemento architettonico nasce industriale, la sua riproduzione può diventare parte integrante della conservazione.

    Il caso della pensilina di via Valfonda

    L’intervento si è concentrato sul rivestimento in mosaico della pensilina, in particolare sulle parti verticali soggette a degrado e distacco delle tessere.

    Le operazioni principali hanno previsto:

    • sostituzione delle tessere deteriorate
    • ricostruzione delle superfici mosaicate dove presenti soluzioni incongrue
    • ripristino della continuità estetica del rivestimento
    • conservazione e catalogazione delle tessere originali recuperabili

    Le tessere originali provenienti dalle parti verticali della pensilina, laddove facilmente distaccabili, sono state conservate per futuri reintegri o riutilizzi in loco, contribuendo alla salvaguardia della materia storica.

    Riproducibilità tecnica del mosaico: un approccio contemporaneo

    Uno dei punti centrali del progetto è stato il concetto di riproduzione fedele ma non imitativa.

    La ricostruzione del mosaico non è stata concepita come una semplice replica “com’era e dov’era”, ma come:

    • una reinterpretazione coerente con la logica industriale originaria dell’opera
    • un processo di ricerca sulla cromia e sulle tecniche di posa storiche
    • un confronto con la produzione industriale contemporanea

    L’obiettivo era ottenere tessere nuove perfettamente analoghe alle originali, pur utilizzando tecnologie moderne capaci di garantire maggiore durata e resistenza agli agenti atmosferici.

    Ricerca e sviluppo del mosaico originale

    Il progetto ha quindi assunto una dimensione di ricerca applicata, volta a ricostruire le caratteristiche del mosaico originario:

    • dimensioni delle tessere
    • cromie e materiali
    • tecniche di posa
    • assenza di fuga tra gli elementi

    Sono state realizzate diverse campionature fino a individuare una soluzione in cui tessere analoghe alle originali venissero posate senza fuga, riproducendo la continuità visiva del mosaico storico.

    In alcune prove sono state inserite tessere originali recuperate, accostate ai nuovi elementi per verificare l’effettiva coerenza cromatica e materica.

    Il rivestimento intradossale delle pensiline

    Per quanto riguarda il rivestimento del soffitto delle pensiline, numerosi test hanno portato alla selezione di una soluzione precisa.

    Gli architetti del cosiddetto Gruppo Toscano individuarono come più coerente con l’architettura della stazione il rivestimento in ceramica con tessere da 2×2 cm, ritenuto l’unico capace di garantire:

    • continuità estetica con il progetto originario
    • uniformità del disegno superficiale
    • integrazione armonica con le altre finiture architettoniche

    Conservare il senso dell’architettura

    L’intervento sulla pensilina di via Valfonda dimostra come il restauro delle architetture moderne richieda un approccio diverso rispetto agli edifici storici tradizionali.

    Quando la “pelle architettonica” nasce come prodotto industriale, la sua riproduzione può rappresentare non una perdita di autenticità, ma uno strumento per preservare il senso originario dell’opera.

    Il progetto ha quindi perseguito un obiettivo chiaro: ricostruire la superficie mosaicata mantenendo fedeltà materica, coerenza cromatica e qualità percettiva, restituendo alla stazione l’unità visiva progressivamente compromessa da interventi manutentivi poco sensibili nel corso dei decenni.

    Teamwork Italy nasce nel 1999 con l’obiettivo di prendere le distanze dalla standardizzazione industriale, scegliendo fin da subito un modello produttivo altamente flessibile. Questo approccio ci consente di progettare e realizzare piastrelle in ceramica completamente su misura: superfici sartoriali ed esclusive, pensate per interpretare e valorizzare l’identità di ogni progetto architettonico.

    20 Marzo 2026 / / La Gatta Sul Tetto

    MDW 2026: Foscarini, in assenza di Euroluce, presenta la sua nuova ricerca materica al Fuorisalone, nello Spazio Monforte.

    MDW 2026 Foscarini

    Hai mai sentito parlare di kirigami tessile? Sì, hai letto bene. La classica lavorazione giapponese della carta, ma applicata alla maglieria tridimensionale. 

    E il passo ancora più sorprendente si fa ponendosi questa domanda: e se un prodotto lavorato a maglia diventasse anche una lampada? È da questo quesito che parte la ricerca di Foscarini che per questa Milano Design Week 2026 ci fa vivere un viaggio tra innovazione e tradizione artigianale. 

    Il progetto affidato a Jozeph Forakis e Lorenzo Palmeri

    Questo nuovo capitolo di produzioni è stato affidato ai designer Jozeph Forakis e Lorenzo Palmeri. Ognuno di loro ha affrontato in modo autonomo il vasto territorio della maglieria 3D, esplorando il sorprendente potenziale espressivo quando viene messa in dialogo con la luce. 

    Forakis ha indagato le possibilità offerte dalle tecniche della lavorazione a maglia per generare volumi inediti, intervenendo anche sull’adattamento delle macchine e sperimentando l’uso di filati non convenzionali.

    Palmeri, invece, ha mutuato alcune lavorazioni tipiche del mondo della moda per applicarle al design, concentrandosi sulla capacità delle superfici tessili bidimensionali di trasformarsi in forme tridimensionali. Attraverso soluzioni di derivazione sartoriale e tagli calibrati, il tessuto si apre e si articola come una sorta di kirigami tessile. 

    In entrambi i casi, il risultato porta con sé il carattere della scoperta: soluzioni che sembrano provenire da un universo diverso rispetto a quello da cui prendono origine. 

    Il concetto di soft tooling

    Alla base di questa ricerca si colloca anche una riflessione sul concetto di soft tooling: lo strumento che dà forma agli oggetti non è uno stampo rigido, ma un telaio programmabile, capace di generare infinite variazioni. L’intelligenza intrinseca della tessitura apre così a un universo di alternanze cromatiche, variazioni di filato, pattern e texture, dando vita a effetti luminosi inattesi. 

    Non un prodotto industrializzato, ma artigianale, dove ogni creazione rimane unica proprio per la presenza di sottili differenze tra un oggetto e l’altro. 

    Origine di questa ricerca rimane il valore della libertà, espresso dalla stessa Foscarini attraverso le parole del suo presidente Carlo Urbinati: 

    << Questi progetti nascono da un valore che consideriamo fondante: la libertà. Libertà che significa talvolta anche uscire dal seminato, sospendere la funzione, esplorare senza destinazione. È un regalo che ci facciamo come azienda. L’atteggiamento è quello della serendipity: la scoperta felice e inattesa che accade solo a chi ha il coraggio di cercare senza sapere cosa troverà >>. 

    Cosa è quindi il design se non un’interpretazione del valore della tecnologia per trasformare un processo industriale in un abbecedario capace di costruire parole e frasi dotate di senso? 

    FOSCARINI Spazio Monforte
    Corso Monforte, 19
    20121Milano
    Giornate di apertura: 21-26 Aprile, h10:00 – 20:00

    Gli articoli sul Fuorisalone degli anni scorsi.
    Guida ufficiale al Fuorisalone.

    17 Marzo 2026 / / La Gatta Sul Tetto

    Negli ultimi anni il minimalismo è diventato uno dei linguaggi più apprezzati nell’arredamento contemporaneo, soprattutto quando viene interpretato attraverso materiali come il vetro, sempre più utilizzato nei progetti.

    vetro

    Linee essenziali, palette cromatiche neutre e ambienti luminosi sono elementi che definiscono uno stile capace di unire eleganza e funzionalità. In questo contesto il vetro si afferma come uno dei materiali più efficaci per creare spazi moderni e armoniosi.

    La sua trasparenza permette alla luce di diffondersi liberamente negli ambienti, riducendo la percezione degli ingombri e valorizzando l’architettura degli spazi. Il risultato è un equilibrio visivo raffinato, dove ogni elemento sembra dialogare con l’ambiente circostante. Non sorprende quindi che il vetro minimal sia sempre più utilizzato nei progetti di arredamento moderno, sia nelle abitazioni private sia negli spazi professionali.

    Il fascino del vetro nel design contemporaneo

    Il successo del vetro nel design degli interni nasce dalla sua capacità di unire leggerezza visiva e grande versatilità. A differenza di materiali più opachi e strutturati, il vetro consente di delimitare gli spazi senza interrompere la continuità visiva, un aspetto particolarmente apprezzato nei progetti contemporanei dove luce naturale e percezione dello spazio diventano elementi centrali.

    vetro

    Molti esempi di architettura e interior design mostrano proprio come superfici trasparenti e vetrate interne possano trasformare gli ambienti domestici, rendendoli più fluidi e luminosi. 

    Separare gli ambienti senza perdere la luce

    Una delle applicazioni più interessanti negli interni riguarda le vetrate divisorie in vetro. In molte abitazioni contemporanee la distribuzione degli spazi è aperta e fluida, ma a volte emerge la necessità di creare zone più definite, ad esempio tra cucina e soggiorno oppure tra living e studio.

    Le pareti vetrate e le vetrate scorrevoli rappresentano una soluzione efficace perché consentono di separare le funzioni senza sacrificare la luminosità. La luce continua a circolare tra gli ambienti e l’effetto finale è quello di uno spazio ordinato, arioso e contemporaneo.

    Per ottenere un risultato armonioso è importante scegliere soluzioni progettate su misura, capaci di integrarsi con lo stile dell’abitazione e con la distribuzione degli spazi. In questi casi può essere utile affidarsi a servizi professionali di fornitura e installazione di elementi in vetro per interni, che permettono di realizzare vetrate, divisori e altre soluzioni personalizzate valorizzando luce e trasparenza negli ambienti domestici.

    Parapetti e scale in vetro: leggerezza e sicurezza

    Un altro ambito in cui il vetro trova grande spazio nel design minimalista è quello delle scale e dei parapetti. Nelle abitazioni su più livelli o nei loft con soppalco, le balaustre in vetro permettono di mantenere una continuità visiva che rende l’ambiente più aperto e luminoso.

    Il vantaggio estetico è evidente: la struttura sembra quasi scomparire, lasciando emergere l’architettura della scala o del soppalco. Questo tipo di soluzione è particolarmente apprezzato negli interni contemporanei, dove si cerca di ridurre al minimo gli elementi visivamente pesanti.

    Oltre all’aspetto estetico, le tecnologie moderne garantiscono elevati standard di sicurezza grazie all’utilizzo di vetri stratificati e temperati, progettati per resistere agli urti e all’uso quotidiano. In questo modo è possibile ottenere un risultato elegante senza rinunciare alla solidità delle strutture.

    Il bagno contemporaneo: box doccia in vetro

    Nel bagno il vetro è ormai uno dei materiali più utilizzati per creare ambienti ordinati e sofisticati. I box doccia in vetro trasparente o leggermente satinato permettono di valorizzare rivestimenti, superfici e giochi di luce, contribuendo a rendere lo spazio visivamente più ampio.

    Rispetto alle soluzioni più tradizionali, una cabina doccia in vetro mantiene la continuità visiva delle pareti e dei pavimenti, evitando l’effetto di frammentazione che spesso si crea con materiali opachi o strutture troppo invasive. L’ambiente appare così più armonioso e contemporaneo.

    Anche in bagni di dimensioni ridotte il vetro può fare una grande differenza, perché elimina le barriere visive e aiuta a percepire lo spazio in modo più aperto e luminoso.

    Specchi su misura per amplificare lo spazio

    Gli specchi su misura rappresentano un altro elemento fondamentale quando si parla di arredamento moderno e design trasparente. Oltre alla loro funzione pratica, svolgono un ruolo importante nella definizione dell’atmosfera degli ambienti.

    Uno specchio di grandi dimensioni in un ingresso o in un soggiorno può amplificare la luce naturale e creare profondità, rendendo lo spazio più dinamico. Nei bagni contemporanei, invece, gli specchi su misura permettono di adattare perfettamente l’elemento alle proporzioni della stanza, contribuendo a mantenere l’ordine visivo tipico dello stile minimalista.

    Quando progettati con attenzione, gli specchi diventano veri e propri elementi architettonici capaci di valorizzare pareti, mobili e punti luce.

    Il vetro come protagonista del design trasparente

    L’utilizzo del vetro negli interni non riguarda soltanto singoli elementi d’arredo, ma può diventare un vero principio progettuale. Il cosiddetto design trasparente si basa sull’idea di ambienti aperti, luminosi e visivamente leggeri, dove le superfici riflettenti e trasparenti contribuiscono a creare continuità tra le diverse aree della casa.

    Questo approccio è sempre più presente nelle tendenze dell’arredamento contemporaneo, dove si cerca di eliminare elementi superflui e valorizzare materiali capaci di amplificare luce e spazio. Riviste e portali di interior design come Elle Decor sottolineano spesso come il vetro sia diventato uno dei materiali più utilizzati nei progetti minimalisti, proprio per la sua capacità di combinare eleganza, funzionalità e pulizia formale.

    Eleganza e funzionalità negli interni moderni

    Arredare con il vetro significa trovare un equilibrio tra estetica e funzionalità. Grazie alla sua capacità di integrarsi con diversi materiali e stili, contribuisce a creare ambienti luminosi, ordinati e contemporanei.

    Vetrate divisorie, parapetti, box doccia e specchi su misura sono soluzioni che valorizzano gli spazi senza appesantirli. In un progetto di arredamento moderno il vetro diventa così un vero elemento progettuale, capace di esprimere al meglio l’essenza del design trasparente e del minimalismo.

    14 Marzo 2026 / / La Gatta Sul Tetto

    Oggi vi proponiamo un articolo dal titolo Artigianato e minimalismo, scritto da Désirée Di Maria, un’artigiana che lavora con un materiale molto particolare per creare bellissime candele artistiche, ideali per decorare con stile.

    Candele realizzate con cera di soia, che si integrano nell’arredo come delicate ed effimere sculture, pronte ad illuminarsi per creare atmosfere suggestive. Ora lascio la parola a Désirée.

    Artigianato e minimalismo – breve storia di come ho unito due delle mie passioni

    Artigianato e minimalismo – breve storia di come ho unito due delle mie passioni, l’artigianato e l’arredamento di interni (la terza sono i gatti), e il risultato è relax, benessere e soddisfazione personale. A breve, la mia prima partecipazione ad un matrimonio e sono curiosa di sapere cosa ha in serbo il futuro.
    Mi chiamo Désirée Di Maria, ho una passione per l’interior design e dal 2022 creo elementi di arredo artigianali: candele in cera di soia e oggetti in gesso ceramico

    La cera di soia

    La cera di soia è ricavata dalla lavorazione della soia che è una pianta rinnovabile. È una cera biodegradabile perciò se si rovescia si pulisce facilmente con l’acqua calda. È vegetale quindi adatta  a chi ha uno stile di vita vegano, infine, brucia più lentamente e produce meno fumo nero rispetto alle candele tradizionali. 

    La scelta di lavorare con la cera di soia e con il gesso ceramico nasce prima di tutto dal piacere della creazione manuale e dal desiderio di utilizzare materiali semplici, autentici, versatili. Erano oggetti pensati per me, per rispondere a un’esigenza personale: non trovavo elementi d’arredo che rispondessero al mio gusto.

    In realtà è ancora così perché gli oggetti che creo non sono disponibili nei negozi della grande distribuzione. 

    Così è nato il laboratorio artigianale che ho chiamato The Sign.

    Le candele sculptural nascono per essere decorative, ma si sa, la fiamma di una candela ha un enorme potere su di noi (in un mio recente reel ho spiegato il perché), per questo motivo le creo in modo che siano anche funzionali: utilizzo stoppini di cotone di dimensioni diverse in base alla grandezza della candela, in modo che la fiamma sia sempre proporzionata e la combustione pulita. Lo stoppino attraversa la candela per tutta la sua altezza per garantirne una maggiore durata, e aggiungo un componente vegetale che ne rallenta il consumo. Consiglio di spegnere qualsiasi candela utilizzando uno spegnicandele o la cera sciolta della candela stessa, per non creare fumo.

    Come decorare in stile minimalista, ma non troppo

    Il mio profilo di abitante, in cui forse molti di voi si ritroveranno, è quello di una persona che non è alla ricerca di perfezione, ma di benessere. Ridurre il superfluo diventa un modo per abbassare il rumore di fondo e avere una sensazione di pace nella mia quotidianità.
    In questo senso, la casa diventa uno spazio che calma, un luogo in cui la mente può riposare.

    Le mie linee guida consistono nell’utilizzo di piccoli gruppi di oggetti, ancora meglio se di diversa altezza, forma, dimensione, scelti con attenzione, poiché riescono a creare un ambiente più armonioso rispetto a tanti elementi sparsi, senza una relazione tra loro. Importante poi lasciare lo spazio vuoto intorno agli oggetti permettendo alle forme di “respirare” e allo sguardo di non sentirsi sopraffatto.

    Riguardo il colore delle pareti e dei grandi elementi di arredo, sono da sempre una fan del bianco, dei neutri, del legno, ma allo stesso tempo credo che la rigidità eccessiva sia una prigione, per questo motivo sono dell’idea che il minimal non debba necessariamente escludere il colore.
    Il punto non è il colore in sé, ma evitare sovrapposizioni eccessive soprattutto quando si tratta di tonalità molto forti.
    Se una carta da parati jungle o un rosso deciso contribuiscono a farti sentire davvero bene a casa tua, allora hanno pienamente ragione di esistere. Ricordiamo che la casa è uno spazio che ci somiglia e ci fa stare bene, questa è la regola più importante. 

    Sono sempre alla ricerca di idee e ispirazioni per crescere come artigiana e per questo sempre benvenute le nuove collaborazioni o anche solo i feedback da chi vede le mie creazioni. 

    Se volete sapere di più su Désirée e sulle sue creazioni, vi lascio il link al suo profilo Instagram >>> https://www.instagram.com/the_sign_it

    10 Marzo 2026 / / La Gatta Sul Tetto

    Il centesimo anniversario di Verner Panton ha visto una rivisitazione dell’ iconica Heart Cone Chair degli anni ‘50, presentata quest’anno in edizione limitata bicolor. 

    Il centesimo anniversario di Verner Panton, appena trascorso il 13 febbraio, ha visto una rivisitazione dell’iconica Heart Cone Chair degli anni ‘50, presentata quest’anno in edizione limitata bicolor. 

    L’artefice è la svizzera Vitra, azienda di arredamento e design che dagli anni ‘50 è impegnata in progetti di grande pregio come la celebre collaborazione con Charles e Ray Eames e con Zaha Hadid. 

    Un cuore blu e viola pronto ad arricchire ambienti di design, studi e contesti abitativi che richiedono arredi audaci e di carattere. 

    La Heart Cone Chair Anniversary Edizione è un’ulteriore conferma del ritorno dei colori primari come protagonisti dell’arredo. 

    Come nasce la Heart Cone Chair

    Facciamo però un passo indietro e scopriamo le origini di questa poltrona. 

    Siamo nel 1957 e il designer danese Verner Panton ricevette dal padre l’incarico di progettare l’ampliamento del ristorante Kom Igen, situato nel Parco di Langesø, in Danimarca. 

    Forte di una totale libertà creativa, Panton concepì ogni dettaglio dell’interior design: dai tessuti ai tappeti, dall’illuminazione agli arredi, fino alle divise del personale e ai menu. 

    Tra gli elementi più significativi del progetto spiccava una seduta destinata a diventare iconica: la Cone Chair, caratterizzata dalla distintiva forma a cono rovesciato. La scocca imbottita e avvolgente integra in un unico gesto sedile, schienale e braccioli, offrendo comfort e forte impatto visivo. 

    Heart Cone Chair

    A partire da questa intuizione formale, Panton sviluppò successivamente la Heart Cone Chair. Il suo ampio schienale sagomato a cuore amplia ulteriormente l’idea originaria, coniugando comodità e libertà di movimento in una silhouette dal carattere inconfondibile

    Dobbiamo poi arrivare all’inizio degli ‘60, in cui si definirà per la prima volta la collaborazione tra il designer e l’azienda Vitra, partnership che continua ancora oggi superando ogni confine temporale. 

    La Heart Cone Chair Anniversary Edition centra un obiettivo molto caro a Verner Panton: realizzare un oggetto di design che unisce funzionalità e impatto emotivo. 

    6 Marzo 2026 / / La Gatta Sul Tetto

    Nel dibattito contemporaneo sull’edilizia sostenibile, l’efficienza energetica non riguarda più esclusivamente gli impianti, ma coinvolge in modo sempre più diretto anche i serramenti e l’intero involucro edilizio. 

    serramenti

    Finestre e porte-finestre rappresentano infatti uno dei principali punti di scambio termico tra interno ed esterno. Una loro progettazione corretta consente di ridurre le dispersioni, migliorare il comfort abitativo. In questo scenario, l’adozione di infissi progettati per elevate prestazioni energetiche, come quelli illustrati da Gitici serramenti, consente di intervenire in modo concreto sull’efficienza complessiva dell’edificio, integrando isolamento, durabilità e qualità costruttiva.

    Perché i serramenti sono fondamentali per l’isolamento

    Dal punto di vista tecnico, i serramenti sono tra i componenti più delicati dell’involucro edilizio. Attraverso superfici vetrate, telai e giunti di posa possono verificarsi dispersioni termiche significative, soprattutto negli edifici realizzati prima dell’introduzione degli attuali standard energetici.

    Le prestazioni di un serramento dipendono principalmente da:

    • valore di trasmittanza termica Uw del sistema finestra
    • qualità dei profili e dei materiali isolanti
    • tipologia di vetrocamera (doppia o tripla)
    • continuità dell’isolamento nel nodo finestra–muratura

    La scelta di infissi progettati per il risparmio energetico consente di migliorare la tenuta dell’involucro edilizio e di ridurre il fabbisogno energetico complessivo. Gli aspetti che abbiamo appena citato, potete approfondirli in questa guida sull’efficienza energetica dei serramenti, che analizza le caratteristiche tecniche più rilevanti per la riduzione delle dispersioni termiche.

    Standard energetici e normative attuali

    L’evoluzione normativa in ambito europeo e nazionale ha reso i serramenti un elemento strategico per il raggiungimento degli obiettivi di efficienza energetica. Gli edifici di nuova costruzione devono sempre più spesso rientrare nella categoria degli edifici nZEB (Nearly Zero Energy Building), mentre negli interventi di riqualificazione la sostituzione dei serramenti rappresenta una delle azioni più efficaci.

    serramenti

    Uno dei parametri fondamentali nella valutazione delle prestazioni di una finestra è il valore di trasmittanza termica Uw, che misura la capacità del serramento di limitare le dispersioni di calore. 

    Comfort acustico e benessere in casa

    Il comfort abitativo non dipende esclusivamente dalla temperatura interna. I serramenti influiscono in modo significativo anche sull’isolamento acustico, sulla qualità dell’aria e sulla gestione della luce naturale.

    In contesti urbani o in prossimità di infrastrutture ad alta rumorosità, un adeguato isolamento acustico contribuisce in modo diretto al benessere psicofisico degli occupanti. Vetri stratificati, telai performanti e una posa corretta permettono di ridurre sensibilmente il rumore esterno, migliorando la vivibilità degli ambienti interni.

    Le soluzioni Finstral per ridurre i consumi energetici

    Nel contesto dell’edilizia a basso consumo, le soluzioni sviluppate da Finstralsi inseriscono in un approccio orientato alle prestazioni misurabili e alla durabilità nel tempo. I sistemi finestra sono progettati per garantire valori di isolamento termico elevati e una buona integrazione con l’involucro edilizio.

    Dal punto di vista costruttivo, questi sistemi si caratterizzano per:

    • profili multicamera ad alto potere isolante
    • possibilità di integrazione di vetri basso emissivi e tripli vetri
    • riduzione dei ponti termici nel nodo finestra
    • gestione ottimizzata dell’apporto solare passivo

    Alcune soluzioni costruttive, come i serramenti con nucleo isolante in PVC e rivestimento esterno in alluminio, consentono di ottenere valori di trasmittanza particolarmente contenuti. 

    Serramenti, riqualificazione energetica e valore dell’immobile

    La sostituzione dei serramenti non rappresenta solo un intervento tecnico, ma anche una scelta strategica di valorizzazione dell’immobile. Edifici dotati di infissi ad alte prestazioni ottengono generalmente:

    • classi energetiche più elevate
    • minori costi di gestione nel tempo
    • maggiore attrattività sul mercato immobiliare

    In molti casi, inoltre, gli interventi di sostituzione dei serramenti rientrano tra quelli agevolabili ai fini della riqualificazione energetica. Una panoramica aggiornata sugli incentivi disponibili è consultabile in una guida ai bonus per infissi 2026

    I serramenti svolgono un ruolo chiave nell’equilibrio tra efficienza energetica, comfort abitativo e sostenibilità. Una scelta consapevole, basata su parametri tecnici, certificazioni e corretta progettazione, consente di ridurre i consumi energetici, migliorare la qualità degli spazi interni e rispondere alle esigenze dell’edilizia contemporanea.

    Consulta la scheda tecnica dei nostri serramenti per approfondire prestazioni, soluzioni costruttive e applicazioni progettuali.