20 Luglio 2019 / / News

architettura accessibile

Tra Firenze e Caserta, rispettivamente il 26 giugno e il 1° luglio, si sono svolti degli incontri dal titolo “Universal Design – Per un’architettura accessibile, funzionale e confortevole per tutti” durante i quali si è discusso dell’importanza di ideare e progettare gli spazi in modo tale da garantire il benessere abitativo, nonché di cambiare la forma delle città e degli edifici rendendo ogni ambiente adatto a chiunque senza alcun tipo di discriminazione. Anche la continua evoluzione della tecnologia e tutte le nuove invenzione ci vengono incontro per riuscire ad abbattere le barriere architettoniche, dalla pedana montascale ai sistemi in alluminio per finestre scorrevoli e facciate, fino ai nuovi elettrodomestici che possono essere controllati a distanza tramite apposita applicazione sullo smartphone.

Obiettivi

L’obiettivo dei due incontri è stato quindi quello di far capire che nella realizzazione di nuovi scenari di architettura devono essere messe al centro le persone e le loro esigenze così da realizzare spazi che siano facilmente fruibili da chiunque a prescindere dall’età, dal genere, dal background culturale e dalle capacità fisiche e sensoriali di ognuno, ma il termine Universal Design non è un’invenzione recente anzi, è stato introdotto nel 1985 da un architetto americano di nome Ronald L. Mace che, affetto da poliomielite sin da bambino, ha dedicato tutta la sua vita ai temi della progettazione accessibile.

architettura accessibile

Nascita dello Universal Design

Mace, infatti, costretto sulla sedia a rotelle già a nove anni, si è sempre trovato davanti a numerose difficoltà nell’accedere a determinate strutture, comprese quelle presenti nel campus della North Carolina State University in cui si è laureato proprio in architettura. A partire dalle sue stesse esperienze, Mace introdusse il termine Universal Design e lo definì come la progettazione di prodotti e ambienti che siano utilizzabili da tutte le persone, nella misura più ampia possibile, senza necessità di adattamento o progettazione specifica. Secondo Mace, quindi, il design universale non è una disciplina che realizza degli oggetti specifici per persone con specifiche esigenze ma, piuttosto, una disciplina in grado di realizzare prodotti che siano adatti alla più ampia gamma di persone, degli spazi che possano essere fruiti, utilizzati e compresi indistintamente da tutti.

Nella realizzazione di uno spazio non bisogna quindi rispondere ai bisogni specifici di una fetta della popolazione, o realizzare ambienti che siano destinati ad una minoranza della popolazione ma progettare spazi che incontrino i bisogni di tutte le persone che desiderano utilizzarlo.

architettura accessibile

I sette principi dello Universal Design

Il design, per essere definito buono, deve creare un ambiente accessibile, utilizzabile, comodo e piacevole e, soprattutto, che può essere usato da tutti. Nel 1997 il Centre for Universal Design , composto da architetti, designers, ingegneri e ricercatori guidati proprio da Ronald L. Mace, ha definito i sette principi dell’Universal Design con lo scopo di guidare la progettazione di spazi, prodotti e comunicazione.

I sette principi possono essere utilizzati anche per valutare i prodotti già esistenti sul mercato, per guidare il processo di progettazione e per educare architetti e design, ma anche i consumatori, sulle caratteristiche di prodotti e ambienti.​I sette principi dell’Universal Design

1. Usabilità equa : il design deve essere utile e vendibile a chiunque. Questo significa che l’oggetto o lo spazio deve fornire lo stesso significato di utilizzo a tutti, identico se possibile o almeno equivalente. È importante quindi evitare ogni tipo di categorizzazione del fruitore.

2. Flessibilità d’uso : il design deve sapersi adattare alle preferenze e alle abilità individuali, quindi offrire una scelta nei metodi d’uso e permettere una maneggiabilità sia sinistra che destra.

3. Uso semplice e intuitivo : il prodotto deve risultare facile da capire, a prescindere dall’esperienza, dalla conoscenza e dalle abilità linguistiche del fruitore. È importante eliminare quindi tutte quelle complessità superflue e far corrispondere il prodotto alle aspettative di chi lo acquista.

4. Informazione percettibile : il design deve saper comunicare efficacemente tutte le informazioni necessarie al fruitore, a prescindere dalle sue abilità sensoriali. Il prodotto deve quindi offrire metodi diversi per poter presentare le informazioni essenziali, a livello visivo, tattile, ecc. e deve saper differenziare le informazioni essenziali da quelle secondarie. È fondamentale la leggibilità delle informazioni e che il prodotto sia compatibile con una varietà di tecniche o dispositivi usati dalle persone con limitazioni sensoriali.

5. Tolleranza per gli errori : è importante minimizzare i rischi o le conseguenze accidentali pericolose. È fondamentale quindi prevedere eventuali errori e pericoli ma anche scoraggiare l’utilizzo scorretto del prodotto.

6. Sforzo fisico contenuto : il design può essere utilizzato efficientemente e comodamente con il minimo sforzo. Per poter essere universalmente utilizzabile, il prodotto deve permettere una posizione neutra del corpo durante il suo utilizzo, con il minor sforzo fisico possibile e col minor numero di azioni ripetitive.

7. Dimensione e spazio per approccio e uso : dimensione e spazio devono essere garantiti per poter utilizzare il prodotto, indipendentemente dalle dimensioni del corpo, dalla postura e dalla mobilità fornendo allo stesso tempo una chiara visualizzazione e il facile raggiungimento degli elementi da cui è composto, offrendo quindi anche lo spazio necessario per gli ausili o il personale d’assistenza. ​

architettura accessibile

L’articolo Universal Design: l’evento dedicato all’architettura accessibile proviene da Architettura e design a Roma.

17 Giugno 2019 / / Blog Arredamento

Serrature elettroniche: scopriamo il futuro dei serramenti

Le serrature elettroniche sono il futuro dei serramenti. Si stima che a Firenze, fra meno di dieci anni, circa il 50% delle serrature sarà elettronica o presenterà comunque un doppio sistema di apertura con chiave più congegno elettronico. Ad oggi, però, non tutti i professionisti sono in grado di installare in maniera adeguata le serrature elettroniche. Il problema non è il montaggio, che risulta anche abbastanza semplice, quanto i successivi interventi di manutenzione e riparazione eventualmente necessari. Diventa quindi importante affidarsi al professionista giusto.

Il lavoro del Fabbro a Firenze, come nelle altre grandi città, sta cambiando: il modo di operare non è più solamente fisico e artigianale, ma prevede continui aggiornamenti su quelle che sono le tecnologie più innovative. Per le macchine e i locali pubblici, come gli alberghi, già da diversi anni sono disponibili serrature senza chiave che ci facilitano di molto l’esistenza. Per le serrature di casa, invece, ci sentiamo ancora poco convinti a lasciarci andare alle serrature elettroniche. Cerchiamo allora di capirci di più, di conoscere i diversi modelli, di comprenderne il funzionamento e soprattutto rispondiamo alla domanda: le serrature elettroniche sono sicure?

Cos’è una serratura elettronica

Una serratura elettronica è un congegno che permette di aprire e chiudere una porta, una finestra, un cancello, o qualsiasi altra apertura. A differenza di quelle classiche che utilizzano un meccanismo meccanico provvisto di una chiave, la serratura elettronica si basa su un dispositivo elettrico, comandabile tramite impulso con un pulsante o persino da remoto. Per sbloccare fisicamente la serratura si fa uso di un elettromagnete alimentato da energia elettrica a bassa tensione, oppure a batteria.

Lo sviluppo di queste soluzioni ha dato un volto completamente nuovo alla vita di ogni giorno. Pensa ai modelli di automobili di ultima generazione. Non c’è il fastidio di dover cercare le chiavi, magari quando si è carichi di pacchi della spesa e sta piovendo. Basta l’impulso della serratura elettronica e la portiera si sblocca automaticamente.

Allo stesso modo è possibile aprire e chiudere le tapparelle di casa con un semplice clic sullo smartphone, anche mentre siamo a lavoro e vogliamo far prendere un po’ di luce alle stanze. Spinti da queste comodità, sempre più persone stanno valutando l’acquisto di serrature elettroniche anche per la porta di casa, normale o blindata che sia. In effetti il comfort è innegabile. Chi è ancora riluttante, ha paura da una parte di eventuali guasti che potrebbero bloccare la porta lasciando il malcapitato chiuso fuori, dall’altra che queste serrature non siano abbastanza sicure di fronte all’attacco dei malintenzionati.

Diversi tipi di serrature elettroniche

Avrai sicuramente visto e magari utilizzato le serrature elettroniche in hotel. Sono le stesse che puoi scegliere anche per la tua abitazione, valutando quale modello fa al caso tuo in base alle tue esigenze specifiche.

Serrature elettroniche con tastierino alfanumerico

Sono le più semplici e attualmente le più diffuse. Lo sblocco della serratura avviene attraverso la digitazione di un codice su un tastierino alfanumerico. Il vantaggio di queste serrature si ha soprattutto per i locali e le abitazioni dove devono avere accesso più persone. È infatti possibile creare codici temporanei, validi solo per un accesso o limitati a determinate fasce orarie (ad esempio potreste consentire l’ingresso alla ragazza delle pulizie o agli addetti alla raccolta dei rifiuti solo in determinati giorni e a determinati orari).

Gli attuali standard di sicurezza le rendono sicure e dotate di un sistema di protezione dei dati inattaccabile da eventuali malintenzionati, anche se professionisti. Non hanno un prezzo elevato e sono un’ottima soluzione per chi cerca una serratura elettronica semplice e funzionale. L’unico difetto è dato dal fatto che è necessario ricordarsi il codice. In caso di smarrimento è prevista comunque una procedura di recupero senza dover per forza fare intervenire un tecnico.

Serrature elettroniche con riconoscimento biometrico

Si entra nel mondo delle serrature elettroniche più complesse. Le serrature a riconoscimento biometrico riconoscono direttamente la persona e aprono solo ai soggetti autorizzati, agendo con grande precisione. Garantiscono infatti il massimo della sicurezza che è possibile avere, in quanto si basano su elementi univoci che non è possibile copiare, nemmeno con le tecnologie più avanzate. Le più diffuse sono quelle a riconoscimento delle impronte digitali, ma si possono scegliere anche serrature elettroniche a riconoscimento vocale, oppure basate sulla lettura dell’iride. Il costo è maggiore, ma la comodità e la funzionalità ripagano in pieno l’investimento.

Serrature elettroniche ibride con chiave

Tutti i modelli sopra descritti, possono essere dotati di un’apertura alternativa con chiave. Questo può essere utile in caso di blackout prolungato o di malfunzionamento. Lo svantaggio è dato dalla presenza della chiave, che si può sempre rischiare di perdere o di rompere.

Le serrature elettroniche sono sicure? E se va via la corrente

Il miglioramento degli standard di prestazioni delle serrature elettroniche, ha permesso di fornirle di congegni di sicurezza funzionanti anche in caso di interruzione del servizio di energia elettrica, o in caso di esaurimento delle batterie, a seconda dei modelli. Vengono infatti fornite di una piccola batteria secondaria funzionante per permettere alcune operazioni in attesa del rispristino del normale servizio.

Avere un professionista esperto sempre a disposizione, grazie ai servizi di pronto intervento oggi disponibili, è comunque sia una garanzia di non rimanere mai con la serratura bloccata senza sapere come risolvere.

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31 Maggio 2019 / / Blog Arredamento

Quando si ha in casa una persona disabile o un anziano con difficoltà motorie allora si ha il bisogno di trovare un’alternativa sicura che permetta a queste persone di spostarsi tra i vari piani dell’abitazione in totale sicurezza ed autonomia. Una normale rampa di scale, per chi ha difficoltà nel muoversi da solo, può diventare un vero e proprio ostacolo, obbligando a volte la persona a rimanere bloccata in un’unica zona della casa, a meno che non abbia qualcuno sempre pronto ad aiutarla a salire o scendere le scale o, in alternativa, installare un montascale a poltroncina.

I montascale ad oggi sono uno degli strumenti più utilizzati in casa per venire incontro proprio a questo problema, sono facili da installare e, grazie alle agevolazioni fiscali offerte dallo Stato, non si è costretti a spendere una fortuna.

Le agevolazioni fiscali relative ai montascale sono regolate nel nostro Paese dalla legge n. 13/1989, emanata per regolare l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Questa legge prevede che i disabili e le persone affette da menomazioni fisiche che impediscono loro di muoversi se non tramite l’ausilio di un accompagnatore o di strutture mobili specifiche, così come coloro che hanno a carico una persona affetta da uno di questi problemi, abbiano un’IVA agevolata al 4% per l’acquisto di mezzi necessari alla deambulazione e al sollevamento dei disabili e per l’acquisto di sussidi tecnici e informatici volti all’abbattimento delle barriere architettoniche.

Inoltre, grazie al Bonus Casa 2019, le persone con handicap fisici hanno diritto ad un rimborso pubblico che copre fino al 50% della spesa sostenuta su una spesa massima di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare per l’installazione di un montascale o di altre strutture analoghe che hanno sempre lo scopo di abbattere le barriere architettoniche.

Il rimborso del 50%, può essere detratto dall’imposta sul reddito di persone fisiche, insieme all’IVA, sia per l’acquisto di un montascale che per la sua installazione.

Chi può usufruire delle detrazioni fiscali?

A poter usufruire delle detrazioni fiscali sono tutti i contribuenti soggetti al pagamento di imposte sui redditi, sia i proprietari dell’immobile, che i titolari di diritti di godimento, che coloro che ne sosterranno le spese dei lavori.

Anche gli edifici condominiali possono usufruire di una detrazione fiscale del 50% sulle spese sostenute, purché i lavori in questione vengano effettuati su parti comuni del condominio (cioè il suolo su cui sorge l’edificio e le parti di cui è composto quest’ultimo, nonché i locali per la portineria, il riscaldamento centrale, ecc.).

Cosa occorre fare per ottenere la detrazione fiscale?

La procedura di richiesta della detrazione è stata semplificata sempre di più nel corso degli ultimi anni. Per ottenerla basterà infatti inserire nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile, gli estremi di registrazione dell’atto e tutti gli altri dati richiesti nella domanda che servono a controllare la detrazione.

Una volta effettuata la richiesta, deve essere comunicato all’Azienda Sanitaria Locale le generalità del committente dei lavori, il tipo di intervento da realizzare, i dati identificativi dell’impresa che effettuerà i lavori con esplicita assunzione di responsabilità e la data di inizio dei lavori di recupero tramite raccomandata o altre modalità richieste dalla Regione di residenza.

Inoltre, la Legge di Bilancio 2018 di cui fa parte il Bonus Ristrutturazioni, ha introdotto l’obbligo di comunicare all’Enea le informazioni sui lavori effettuati entro 90 giorni a partire dalla data di ultimazione dei lavori tramite Enea.

Come si ottiene la detrazione fiscale?

È possibile ottenere la detrazione fiscale solo se i pagamenti vengono effettuati tramite bonifico bancario o postale, da cui devono risultare la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e quello del beneficiario del pagamento (o la sua partita Iva).

Nel caso di edifici condominiali, in cui potrebbero esserci più soggetti a sostenere la spesa, i bonifici devono riportare i codici fiscali di tutte le persone interessate alla detrazione fiscale. Nel caso in cui gli interventi vengano realizzati su parti comuni condominiali, allora nei bonifici dovranno essere riportati il codice fiscale del condominio e quello dell’amministratore o di chi effettua il pagamento.

Le agevolazioni fiscali per l’installazione di un montascale, possono essere ottenute anche dai privati?

La Legge n. 13/1989 prevede delle agevolazioni fiscali anche per i privati per l’installazione di montascale per disabili, anche se in percentuale minore (cioè del 19%).

Inoltre, a differenza di altri interventi volti a modificare la struttura dell’immobile, come la costruzione di rampe o l’installazione di appositi ascensori per disabili, l’installazione di un montascale non richiede l’invio di alcuna domanda per la concessione edilizia, né la dichiarazione di inizio lavori per l’installazione.

Chi può usufruire della detrazione fiscale del 19%?

Ad usufruire del contributo del 19% possono essere tutte le persone portatrici di handicap o che abbiano delle limitazioni o menomazioni fisiche permanenti che compromettano in parte o totalmente la mobilità.

Non è necessario essere riconosciuti invalidi, purché si presenti una patologia tale da rendere impossibile l’utilizzo autonomo e sicuro di una rampa di scale o di altri ostacoli attestata da un certificato medico.

I portatori di handicap invalidi al 100% hanno il diritto di precedenza in graduatoria per l’ottenimento della detrazione fiscale.

8 Maggio 2019 / / Blog Arredamento

Tapparelle, avvolgibili, inferriate: scopri le soluzioni più innovative per le tue porte e finestre

 
Un elemento di particolare importanza quando si parla di arredo della casa, è dato dalla scelta delle tapparelle e degli avvolgibili che andranno a corredare le porte e le finestre della tua abitazione. In base al genere di design scelto per l’arredamento, infatti, sarà opportuno optare per una tipologia piuttosto che un’altra. L’altro aspetto che ovviamente non va sottovalutato riguarda la sicurezza.

Questi accessori sono indispensabili per mantenere il tuo appartamento protetto da ladri e malintenzionati. Soprattutto nelle grandi città, come Milano, sarà indispensabile trovare il professionista giusto a cui affidare il montaggio delle tapparelle o delle inferriate. Scegliere un fabbro di Milano esperto in congegni di ultima generazione ti garantirà la realizzazione di una lavoro a regola d’arte. Vediamo quali sono i tipi di tapparelle e inferriate più venduti quest’anno.

Tapparelle Smart: la tua casa diventa intelligente

Scordati i vecchi avvolgibili rumorosi e manuali. I nuovi prodotti immessi sul mercato sono eleganti, silenziosi ed elettronici. Le tapparelle di ultima generazione sono dotate di un motore che ne permette la regolazione. Questo congegno può essere collegato sia a un pannello che controlla tutte le chiusure della casa, sia ad applicazioni per smartphone o tablet.

Pensa alla comodità di poter controllare lo stato delle tapparelle anche quando sei fuori casa. Quelle più evolute, inoltre, possono essere collegate ai dispositivi di controllo Smart dell’appartamento, come Google Assistant o Alexia. La cosa più straordinaria è che, se stai leggendo questo articolo ma hai già installato delle tapparelle prive delle opzioni che ti stiamo descrivendo, non devi mangiarti le mani. Puoi aggiungere un piccolo e poco ingombrante motore ad ogni tipo di avvolgibile, così da controllare il loro funzionamento nel modo che preferisci.

Le tapparelle moderne, inoltre, possono essere progettate in modo da scomparire completamente nel muro una volta aperte, così da non disturbare la linearità del design dell’appartamento. Possono inoltre essere orientabili. L’inclinazione delle stecche in questo caso è variabile. Sarai tu a decidere quanta luce lasciar entrare nell’abitazione, senza precludere la sicurezza data dalle tapparelle chiuse. Se, infine, abiti in una zona particolarmente criminosa o sei al piano terra, ti consigliamo le tapparelle blindate. Mantenendo tutte le caratteristiche descritte finora, avrai in più la sicurezza che nessuno possa scassinarle per introdursi nel tuo appartamento. Questa soluzione, benché più costosa, è in assoluto quella che offre le maggiori garanzie: nel tempo l’investimento verrà ampiamente ripagato.

Inferriate scorrevoli a scomparsa e inferriate avvolgibili: estetica e utilità diventano una cosa sola

Se non ti senti abbastanza sicuro con le sole tapparelle, puoi scegliere fra due soluzioni che renderanno la tua casa a prova di qualsiasi tentativo di intrusione:

  • Inferriate scorrevoli a scomparsa
  • Inferriate avvolgibili

Le inferriate scorrevoli a scomparsa scorrono su un’apposita guida orizzontale in modo che, una volta aperte, siano praticamente invisibili alla vista. Questo è particolarmente utile quando vi siano precise esigenze estetiche per edifici di alto valore, oppure quando debbano essere rispettati vincoli costruttivi in base alla località. Nel centro storico di Milano e delle altre grandi città, ad esempio, prima di svolgere lavori che modificano l’estetica dell’edificio è necessario informarsi bene presso il comune sugli eventuali permessi da dover presentare.

Ancora più innovative sono le inferriate avvolgibili, che occupano persino meno spazio e non necessitano di una nicchia laterale nel muro per ospitare l’inferriata, una volta chiusa. L’apertura avviene infatti attraverso guide verticali e la struttura, per chiudersi, si “impacchetta” all’interno di un cassonetto, esattamente come succede per le tapparelle.

La scelta di un metodo piuttosto di un altro sarà influenzata esclusivamente dalle caratteristiche costruttive della tua abitazione ed eventualmente dal fattore economico, in quanto la sicurezza è garantita per entrambi i sistemi. Anche le inferriate possono essere collegate a dispositivi Smart, per una casa sempre più intelligente.

28 Marzo 2019 / / Architettura

Installare un set di telecamere a circuito chiuso per la sicurezza domestica era fino a poco tempo fa un’opzione costosa che richiedeva cablaggi e interventi specialistici;
Oggi le telecamere WiFi hanno rivoluzionato il mercato, dando a chiunque la possibilità di creare il proprio sistema di videosorveglianza.

Sono telecamere piccole e relativamente economiche, facili da configurare, possono inviare il video direttamente in streaming sul proprio telefono o computer, possono essere integrate in un intero sistema di casa intelligente, permettendo di rispondere alla porta comodamente dal divano o controllare il proprio animale domestico.
Possono essere anche utilizzate come sistema interfonico.

Le telecamere WiFi vantano una serie di funzioni che le rendono più utili rispetto alle tradizionali telecamere a circuito chiuso utilizzate una volta per la sicurezza domestica:

  • La connessione Internet elimina la complicata configurazione del sistema di archiviazione: guarda i video su qualsiasi dispositivo e da qualsiasi luogo tu voglia, salvali in un servizio Cloud
  • L’intelligenza artificiale in alcuni modelli consente di inviare avvisi quando rumori, movimenti o persone specifiche attivano la fotocamera.
  • È possibile impostare zone dove rilevare movimenti e suoni, in modo da essere avvisati solo delle attività in determinati luoghi e non ogni volta che una macchina passa davanti casa.
  • Registrano solo quando succede qualcosa, non è più necessario scorrere ore di filmati vuoti.
  • I microfoni incorporati non solo catturano l’audio, ma ti permettono anche di parlare con chiunque sia dall’altra parte

Vediamo quali sono le migliori telecamere wifi del 2019

1 – Nest: perfette per la casa intelligente

Nest spicca tra la concorrenza per la sua ampia varietà di sistemi domestici intelligenti perfettamente integrati tra loro (termostato, serratura, rilevatore di fumo, sistema di sicurezza) e con la sua integrazione con i servizi di Google.
Funziona bene con Alexa, mentre l’integrazione con Homekit di Apple è solo parziale

Produce sia videocamere per esterni che per interni:

Nest Cam IQ Outdoor
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Nest Cam IQ Indoor
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La videocamera utilizza l’intelligenza artificiale per riconoscere i volti; la tua videocamere ti avviserà quando vede persone che conosce o quando individua una faccia sconosciuta.
E’ interessante la possibilità di programmarla per spegnersi non appena arrivi a casa, la tua privacy è al sicuro.

2 – Netatmo Presence – la migliore per l’ingresso di casa

Una videocamera per esterni molto elegante, progettata per sostituire la luce del portico, un proiettore luminoso e una fotocamera tutto in uno, l’installazione è alla portata di tutti.

Netatmo Presence
Netatmo presence

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Le videocamere Netatmo riconoscono i volti dei familiari contro estranei e possono essere impostate per registrare solo quando rilevano estranei, dispongono di ripresa notturna a infrarossi, registrano in 1080 e distinguono persone, automobili e animali fino a 20 metri di distanza.
Memorizzano tutto il filmato a livello locale e non nel cloud, è un’ottima alternativa e per chi non vuole canoni mensili di abbonamento.

Netatmo Welcome

Anche la fotocamera per interni è elegante e si integra bene in qualsiasi arredo.

Netatmo Welcome

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Le Netatmo sono fra le poche videocamere a integrarsi perfettamente con HomeKit di Apple.

3 – Arlo Pro: la più versatile

La vasta gamma di fotocamere Arlo offre flessibilità e personalizzazione, sono alimentate a batteria e dotate di supporti magnetici, è possibile spostarle e regolarle a piacere e con estrema semplicità.

Sono la scelta ideale per chi ha spazi più ampi o articolati da coprire
Le telecamere Arlo offrono una visione notturna a 1080p e si integrano con Alexa

Arlo Pro2
Arlo pro 2

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CAFElab | studio di architettura

27 Agosto 2018 / / Blogger Ospiti

Purtroppo i furti in appartamento sono ancora una realtà molto diffusa. Soprattutto chi vive in alcuni quartieri di città e paesi teme di lasciare la casa vuota per le vacanze estive, o anche che gli intrusi penetrino quando la famiglia è impegnata tra scuola e lavoro. Fortunatamente oggi rendere più sicura la casa è un gioco da ragazzi, grazie ai prodotti di nuova generazione. Basti pensare agli allarmi Iren Casa Sicura, sistemi modulari wireless, da installare senza l’aiuto di un tecnico.

Di cosa si compone un sistema d’allarme moderno

Un sistema d’allarme è costituito da un’unità centrale, da posizionare in casa in un luogo poco visibile, che contiene un cicalino, oppure una SIM card impostata per contattare alcuni numeri di telefono nel caso in cui in casa ci siano degli intrusi. Il proprietario può gestire la SIM come vuole, quindi può inviare messaggi a se stesso, a parenti e amici, o anche direttamente un’allerta alle forze dell’ordine. L’unità centrale può essere cablata alla rete elettrica di casa, ma per evitare spiacevoli inconvenienti di solito è munita di una batteria che ne consente il funzionamento per lunghi periodi di tempo. A questa unità sono connessi, in modalità wireless, quindi senza cavi, sensori di vario genere, che aiutano a monitorare gli accessi alla casa e
le presenze lungo i confini.

Quali sensori

Esistono in commercio diverse tipologie di sensori; i più classici sono i sensori che si posizionano sugli accessi alla casa, porte e finestre, che si attivano ogni volta che avviene un’apertura degli stessi. Sono di dimensioni contenute e facili da posizionare dove si crede. Oltre a questi sono molto facili da trovare anche i sensori di movimento, che controllano la presenza di persone lungo il perimetro esterno della casa. Il posizionamento di questi sensori dipende dalla conformazione della casa, ma è possibile utilizzarli in modo che tutti gli accessi e tutte le pareti esterne della casa siano costantemente monitorati. Volendo si possono installare anche sulla porta di ingresso o sul cancello, sempre che non si trovi ad eccessiva distanza dall’unità centrale.

Le telecamere

Visto che ormai la tecnologia moderna consente di produrre anche fotocamere e telecamere di piccole dimensioni a costi decisamente affrontabili, oggi molti sistemi di allarme possiedono questo tipo di accessori. La fotocamera si attiva al passaggio di qualcuno, ma volendo la si può anche comandare da App, dallo smartphone o dal computer. Questo permette di visualizzare le zone inquadrate dalla fotocamera in ogni momento, e anche mentre si è lontani, ad esempio in ufficio o in vacanza.

Senza cavi

L’importante innovazione degli ultimi anni sta nel fatto che tutte queste apparecchiature oggi sono disponibili anche senza cavi; funzionano grazie alla presenza di batterie, da controllare periodicamente, e si connettono alla rete internet di casa e in modalità senza cavi all’unità centrale. Questo permette un’installazione molto semplice, effettuabile in pratica da chiunque. Non serve infatti modificare l’impianto elettrico o cablare alcuna componente dell’impianto. Questo consente anche di aumentare il numero dei sensori ogni volta che lo si ritiene opportuno.

31 Luglio 2018 / / Dettagli Home Decor

dispositivo per le perdite d'acqua Sense di GROHE

L’unica acqua a cui penserai quest’estate sarà quella del mare, alla tua casa ci pensano GROHE Sense e GROHE Sense Guard, le soluzioni Smart Home contro il pericolo di perdite d’acqua e allagamenti. Proteggere la casa da remoto non è mai stato così semplice e sicuro  

Le vacanze sono alle porte, la valigia è quasi pronta e torna il pensiero di come poter chiudere casa senza preoccupazioni per godersi al meglio i giorni di ferie? Dalla cucina al bagno, i rischi legati a eventuali improvvise perdite o piccoli fuoriuscite di acqua rappresentano il pericolo più diffuso, e la soluzione arriva da GROHE.


Ancora una volta GROHE si prende cura dell’ambiente domestico e della sua sicurezza. Grazie ai sensori Sense e Sense Guard, gestiti da remoto con la App Ondus di GROHE, il pericolo delle perdite d’acqua è scongiurato, prima che una goccia si trasformi in lago.
Da oggi, inoltre, la connessione a Nest permette a Sense Guard di garantire un livello di sicurezza ancora più elevato grazie alla modalità “a casa” e “fuori casa” che consente di chiudere l’acqua istantaneamente oppure successivamente, nel caso in cui un elettrodomestico sia ancora in funzione. Al rientro a casa, l’acqua viene aperta automaticamente.


GROHE Sense
GROHE Sense
GROHE Sense, una volta posizionato sul pavimento, monitora l’umidità, rileva perdite d’acqua avvisando tramite smartphone, mentre GROHE Sense Guard, installato fra le tubazioni idriche principali, è in grado di rilevare le micro-perdite e interrompere automaticamente l’erogazione dell’acqua in caso di guasti alle tubature. 
GROHE Sense Guard
Per maggiori informazioni vai su www.grohe.it

5 Luglio 2018 / / Blogger Ospiti

Prima di acquistare e installare un videocitofono ci sono diverse cose di cui bisogna essere a conoscenza, per questo di seguito andiamo ad analizzare quali sono gli incentivi fruibili, come avviene a grandi linee il montaggio e l’installazione ed infine qual è la migliore marca di videocitofoni presente sul mercato.

Innanzi tutto il videocitofono (o il citofono) rappresenta lo strumento ideale per comunicare con chi si trova all’esterno dell’abitazione, potendo prima verificarne l’identità. Proprio per svolgere questa operazione si può scegliere se semplicemente comunicare con l’ospite mediante o vederlo con il videocitofono.

Passiamo ora alle possibilità messe a disposizione di chi vuole acquistare un videocitofono. Si tratta dell’esistenza di incentivi che consentono di detrarre il 50% dell’ammontare speso per comprare, installare o sostituire questo dispositivo. Ciò rappresenta un motivo in più per scegliere questa soluzione visto che si recupera la metà della somma investita godendo così dispositivo moderno.

Come montare un videocitofono

Relativamente al montaggio del videocitofono, spesso siamo portati a credere che si tratti di un’operazione complessa, in realtà non è così e per questo vediamo cosa è necessario sapere prima di realizzarla.

Per il montaggio di un videocitofono, oltre ad esso è necessario avere un cavo a 2 fili, un cavodotto (che sia i grado di collegare l’esterno e l’interno della casa), un corrugato (per collegare il videocitofono all’alimentazione) e un gesso (per l’operazione di stucco sul muro che copra il corrugato). Lo svolgimento di questa operazione richiede sempre l’osservazione di tutte le norme di sicurezza presenti sull’etichetta relativa al prodotto, in modo da evitare con certezza ogni possibile evento negativo, come ad esempio ogni tipo di danneggiamento del dispositivo o eventuali infortuni.

In ogni caso prima di procedere in qualsiasi tipo di lavoro, in questo ambito è necessario interrompere ogni fonte di energia elettrica, proprio per evitare spiacevoli conseguenze come la scossa, sempre deleteria per la nostra salute.

Per procedere al montaggio bisogna innanzi tutto prendere una pulsantiera esterna da collocare appositamente in una zona riparata dal sole e ad un’altezza grosso modo di 1 metro e 60 centimetri, stesso discorso, anche per quanto attiene alle misure, vale per il videocitofono. Dopo di che bisogna collegare tutte le unità utilizzando i cavi prima citati. Quando tale operazione è completata resta solo il fissaggio rispettivo che avviene sfruttando un supporto a muro o una base. Per fissare il supporto si possono utilizzare una livella e un trapano, dopo di che utilizzando i cavi giusti si può procedere con il completamento del videocitofono a disposizione.

Qual è la migliore marca presente sul mercato?

Detto di come procedere al montaggio di un videocitofono andiamo ora a vedere qual è la principale marca di questo prodotto che si trova sul mercato e che ci garantisce qualità ed affidabilità. Le marche note sono tante, ma fra queste spicca sicuramente uno dei dispositivi più richiesti nel nostro paese, stiamo parlando dei videocitofoni Bticino, questo perchè ha sempre soddisfatto le esigenze di tutti, come provano le tante testimonianza dei clienti.

30 Aprile 2018 / / Blogger Ospiti

Secondo gli esperti di sicurezza della casa e dei negozi, l’antifurto nebbiogeno si è dimostrato uno dei sistemi per la sicurezza dei beni e delle persone più efficaci degli ultimi anni. A riprova di questo, detto sistema di sicurezza sta essendo sempre più conosciuto anche in Italia, dove viene acquistato assieme ad altri kit di antifurto oppure anche da solo, e così sono cresciute anche le ditte specializzate nella sua produzione, come Aura Sicurezza.

Sempre più installatori confermano che l’antifurto nebbiogeno è un prodotto che è sempre più in voga in Italia, per difendere sia le case che i negozi. La nebbia è uno stratagemma semplicissimo ma molto efficace che scoraggia il furto e impedisce che venga portato in essere, sia esso un furto programmato o meno.

L’antifurto nebbiogeno è un prodotto semplice da usare, e anche il funzionamento non è complicato: in sostanza, è collegato a dei sensori, che rilevano un’eventuale intrusione. Una volta che sia stata appurata l’intrusione, l’antifurto nebbiogeno rilascia una fitta coltre di nebbia nell’arco di qualche secondo, e questa ricopre completamente gli ambienti, impedendo all’intruso di vedere dove si trova e dove andare.

La nebbia è del tutto atossica e non è pericolosa per la salute dell’uomo o per la qualità degli oggetti, ma comunque ha un forte effetto scoraggiante. Inoltre, se si ha avuta la prudenza di collegare all’antifurto nebbiogeno anche un sistema di allarme classico, esso scatterà contestualmente al nebbiogeno, aumentando la sensazione di confusione del ladro e quindi disorientandolo ancora di più, incentivandolo alla fuga.

Perché acquistare un antifurto nebbiogeno oggi? 

C’è più di un motivo a favore dell’acquisto di questo straordinario prodotto per la sicurezza.

  1. L’antifurto nebbiogeno è estremamente veloce e molto efficace. Infatti in soli cinque secondi la coltre di nebbia ha riempito la sala, impedendo la visuale. Per il proprietario, eliminare la nebbia è facile: basta areare l’ambiente per qualche minuto.
  2. Non c’è un antidoto per togliere validità all’antifurto nebbiogeno. Neppure i fari fendinebbia permettono ai ladri di vedere bene nella nebbia.
  3. Può essere collegato ad un allarme, in modo da chiamare direttamente le forze dell’ordine e il proprietario.
  4. L’antifurto nebbiogeno permette di evitare le aggressioni. Infatti l ladro non vedrà nulla, né oggetti né persone e quindi non potrà neppure aggredire queste ultime per cercare di derubarle.
  5. Il prezzo dell’antifurto nebbiogeno è sempre più accessibile e, a migliorare le cose, si può anche usufruire delle detrazioni fiscali.

Un’altra particolarità di questo strumento è la sua versatilità. Infatti, il nebbiogeno è un antifurto che si adatta molto bene sia alle esigenze domestiche che a quelle dei negozi. E proprio quest’ultimi sono i principali utilizzatori di questo innovativo sistema antiintrusione, spesso in abbinamento ad altri sistemi di allarme così da ottenere risultati davvero molto importanti in termini di prevenzione.

Dai negozi classici, come le gioiellerie e in generale tutte le attività che custodiscono al loro interno prodotti di valore, ai bar e ai ristoranti. Ma, come detto, sempre più privati stanno optando per il nebbiogeno come sistema di antifurto per la propria abitazione, grazie anche alla possibilità di installare tutto in modo veloce e senza dover eseguire lavori particolarmente invasivi all’interno dell’abitazione.

1 Marzo 2018 / / Dettagli Home Decor

chalet di montagna

Avere una casa di montagna dove trascorrere momenti di relax anche solo nei fine settimana è piacevole ma la manutenzione richiede qualche accorgimento, specialmente durante l’inverno quando il gelo minaccia le tubature.   

Secondo Desivero.com, la prima piattaforma multicanale di soluzioni e professionisti per la casa a portata di mano, bastano pochi accorgimenti “fai da te” per evitare di trovarsi senza acqua e riscaldamento in casa a causa del ghiaccio che ha bloccato le tubature.

I consigli per evitare il congelamento dei tubi

1. Chiudere la valvola dell’acqua e svuotare i tubi

Innanzitutto, ogni volta che si lascia la casa di montagna per tornare in città, è importante chiudere la valvola generale che si trova vicino al contatore e di svuotare i tubi dell’acqua. Con la chiusura della valvola generale si possono tranquillamente lasciare aperti tutti i rubinetti. Così, nel caso ci siano residui di acqua accumulata nei tubi, quest’ultima potrà scorrere dai rubinetti senza bloccarsi all’interno dei tubi in caso di gelate.

2. Rivestire le tubature

Tutti i tubi esterni sono esposti alle gelate. Per questo è necessario rivestirli con specifici materiali isolanti. Ne esistono di vari tipi: in poliuretanto, in lana di roccia o lana di vetro. Questo isolamento riduce la possibilità che l’acqua gelima non ne annulla completamente la possibilità.

3. Utilizzare cavi scaldanti

Riscaldare i tubi attraverso specifici cavi rappresenta la soluzione più efficace per prevenire il gelo dell’acqua. Questi cavi, avvolti intorno alle tubazioni, garantiscono una perfetta protezione dal gelo ed evitano completamente i danni causati dalle basse temperature. Entrano in funzione automaticamente quando la temperatura sui tubi scende sotto i 5 gradi e, grazie al termostato interno, si disattivano quando la temperatura sale sopra i 15 gradi in modo da evitare sprechi di elettricità. 

 

Soluzioni fai da te per risolvere il problema delle tubature bloccate

Le soluzioni fai da te per risolvere il problema delle tubature bloccate 

Se il danno è già successo, esiste qualche trucco fai da te per gestire le tubature bloccate e ripristinare il normale flusso dell’acqua nelle tubature.

1. Aprire tutti i rubinetti

Innanzitutto, anche se l’acqua non scorre, bisogna aprire tutti i rubinetti. In questo modo l’acqua nell’impianto eviterà di gelare completamente e piano piano scioglierà il tappo di ghiaccio. Poi è importante individuare il punto in cui potrebbe essere gelata l’acqua, tenendo presente che è più facile che i tubi ghiaccino nelle zone più esposte e che le tubature di metallo sono più soggette alle gelate.

2. Riscaldare i tubi

Una volta individuato il punto in cui le tubature sono ghiacciate, lo si può riscaldare con un asciugacapelli: ci vorrà un po’ di tempo ma questo metodo è indicato anche per tubi di polietilene, poiché non causa shock termici che potrebbero danneggiare i tubi.

3. Versare acqua bollente

Per sciogliere il ghiaccio è consigliabile avvolgere la parte interessata del tubo con stracci molto assorbenti e versare dell’acqua bollente. Gli stracci serviranno a mantenere più a lungo il calore sui tubi. Questo metodo funziona solo con i tubi di metallo.

Se le tubature continuano a fare i capricci e proprio non ne vogliono sapere di riscaldarsi, non resta che rivolgersi a un idraulico professionista per ripristinare il normale flusso di acqua.