25 Maggio 2020 / / Blog Arredamento

Un bagno accogliente ma elegante, funzionale ma d’impatto dà nuovo valore alla casa e assicura puri momenti di relax.

Le nuove tendenze per l’arredamento stanno gradualmente abbandonando i progetti minimalisti, total white e vagamente scarni dell’architettura d’ispirazione scandinava per tornare ad abbracciare le correnti d’ispirazione più mediterranea, legate alla materialità delle texture naturali, alla ricercatezza del dettaglio, alla funzionalità moderna ed elegante. Senza rinunciare alle linee pulite e alla sobrietà dello stile nordico, che ha spopolato nelle riviste d’arredamento del 2019, il design sembra volgersi a una maggiore apertura nei confronti di altre influenze, di ambienti più caldi, di spazi meno vuoti.

Un indirizzo simile si sta diffondendo nell’arredamento del bagno, soprattutto nel caso di spazi già costituiti, che necessitano di una ristrutturazione ma che devono essere armonizzati con il resto dell’arredamento domestico. Il nuovo interesse per i rivestimenti – con particolare attenzione per quelli materici e dall’aspetto naturale, come nella linea proposta da Marazzi Clays Bagno – è importato anche nelle strutture degli arredi: piccole trasformazioni che segnano il confine tra bello e pratico, senza marcarlo, bensì sfumandolo. Ecco dunque cinque idee di tendenza per arredare o ristrutturare il bagno in base ai gusti della moda 2020.

  1. Riformulare lo spazio
    Il minimalismo di stampo nordico ama distendere le superfici, creare ampi vuoti che liberino la mente. Ma lo spazio del bagno ha spesso un’importanza strategica nell’economia della casa, ed è giusto sfruttarlo al meglio, senza con ciò sacrificare la pulizia delle linee e delle forme. Una soluzione di gran tendenza è sviluppare l’arredamento in altezza, sfruttando zone della stanza che altrimenti andrebbero sprecate. Scaffalature dalle linee essenziali, armadi a scomparsa che arrivano fino al soffitto, nicchie a tutta altezza: sono ottime soluzioni per stipare oggetti da non tenere a vista, o addirittura per nascondere un vero e proprio angolo lavanderia. Arredi composti da armadiature su misura sono la soluzione ideale soprattutto per gli ambienti stretti o di piccola metratura: con uno sforzo minimo, si potranno sfruttare appieno i centimetri che rimarrebbero altrimenti inutilizzati, conservando il senso della misura e limitando quello di claustrofobia
  2.  

  3. L’attenzione è direzionata
    Più che una tendenza, è una buona norma da seguire per armonizzare l’arredamento di spazi grandi e piccoli, a prescindere dalla moda che si segue. Focalizzare l’attenzione su un elemento, un dettaglio, una parete, diluendo il focus su tutto il resto è importante per dare equilibrio alla composizione e non rischiare di sovreccitare lo sguardo. Uno dei migliori espedienti in questa direzione è valorizzare una delle pareti – con piastrelle particolari, una tinta colorata, carta da parati, mosaici –, possibilmente privilegiando quella destinata allo specchio e al lavabo o al vano doccia/vasca: non è elegante, invece, concentrare l’attenzione sui sanitari
  4.  

  5. Cercare l’eleganza dei dettagli
    Non molti oggetti, ma pochi, ben posizionati e con accostamenti ragionati. Lasciate spazio alle linee di una rubinetteria di design, valorizzatela lasciandole del vuoto attorno: tutti i complementi di arredo potranno trovare una corretta ubicazione, ma lasciate che pochi elementi siano davvero protagonisti. La differenza può farla anche un elemento molto sottovalutato nell’arredamento del bagno: l’illuminazione. Una lampada di design nel posto giusto, un’illuminazione soffice e diffusa, ben integrata con lo spazio circostante può costituire il punto di forza di un ambiente piccolo ed eventualmente privo di abbondante luce naturale quale il bagno
  6.  

  7. Texture diverse per un unico scopo
    Se si vuole stupire, le tendenze del 2020 dicono è bisogna farlo con i materiali. Accostare texture e superfici diverse, anche a contrasto, sembra essere un must per il bagno moderno. Se da un lato il mercato favorisce questa tendenza – a livello di rivestimenti ormai si trova una gran varietà di possibilità – dall’altro spetta all’arredatore trovare il giusto mix tra forme, sfaccettature, trame, effetti, materiali. Il marmo, ad esempio, tradizionalmente utilizzato per sanitari e rivestimenti, può ora passare a contraddistinguere gli arredi, per un effetto davvero insolito ed elettrizzante senza rinunciare all’eleganza di un materiale senza tempo
  8.  

  9. Look “drammatico”
    L’ultima idea proposta non è certo una tendenza che rispecchia i gusti di tutti, ma va proprio nella direzione che abbiamo indicato inizialmente: quel graduale allontanamento dal minimalismo un po’ asettico del look scandinavo, per ritrovare il gusto del ricercato, di una raffinatezza sostenuta, di un effetto ricercato e provocatorio. Il look “drammatico” è una soluzione originale che si adatta perfettamente a bagni molto piccoli: si tratta di un indirizzo d’impatto, che gioca sui contrasti e le note scure, spesso valorizzato da carte da parati singolari e fantasiose. Lo scopo e trasmettere un’emozione, un messaggio, un particolare stato d’animo. In rete si trovano molte idee che possono fungere da ispirazione al riguardo: provare per credere.
13 Febbraio 2020 / / Design

 

Dall’incontro tra materia e colore, prende vita l’eclettica proposta di HDsurface pensata per disegnare spazi che siano non solo in armonia con la personalità del cliente ma che sappiano evolversi con essa.

CoverHD è una nanoresina ad effetto coprente in grado di rivestire qualsiasi superficie come un abito nuovo. Si applica su legno, metallo, plastica, cemento, ceramica, tessuto, materiali naturali e sintetici. Li accarezza, rispettando le loro qualità, le loro vibrazioni naturali.  È un prodotto vivace che dona alle superfici un fascino tattile e visivo unico grazie ad un effetto matt che esalta la materia.  Proposta in un’ampissima gamma di colori, disponibile in 111 varianti, CoverHD apre alle più svariate possibilità creative combinandosi in modo armonico a tutte le malte della collezione HDsurface.  Unica nel suo genere, Cover HD si spinge oltre i confini del mondo della resina ampliandone le potenzialità. Grazie al suo basso spessore, rinnova infatti ogni superfice con un tocco elegante e delicato permettendo inoltre di personalizzare ogni progetto attraverso la realizzazione di decori o pattern.

È di semplice applicazione, adatto a creare continuità visiva tra differenti materiali, rivestendo, oltre a pareti e pavimenti, anche mobili, battiscopa, porte e infissi o per rinnovare vecchie resine. Grazie alla sua versatilità ed eccellenti performance tecniche, CoverHD è un prodotto adatto sia per gli interni, dagli ambienti bagno alla cucina, che per gli esterni. È sostenibile, a bassissimo impatto ambientale e rispetta la salute di chi lo applica e di chi lo vivrà nel quotidiano.

Per maggiori informazioni www.hdsurface.it

L’articolo CoverHD: una nuova veste effetto matt per superfici indoor ed esterni proviene da Dettagli Home Decor.

11 Febbraio 2020 / / Blogger Ospiti

Il cosiddetto grès porcellanato è un innovativo materiale che si sta ritagliando degli spazi sempre più importanti nel mondo dell’edilizia e dell’arredamento, un materiale che può effettivamente vantare delle caratteristiche tecniche, nonché estetiche, di primo livello. Scopriamo subito di cosa si tratta.

Il grès porcellanato, materiale vetroso grazie a cui si riesce a dar vita a piastrelle più o meno grandi, è una particolare tipologia di ceramica ottenuta tramite la sterilizzazione di varie tipologie di argille, nonché seguendo specifiche procedure realizzative, l’ultima delle quali corrisponde alla pressatura.

Grès porcellanato e design: tante varianti disponibili

Senza soffermarci oltremodo sulle modalità di realizzazione, è utile sottolineare che il grès porcellanato è un materiale che vanta delle proprietà di primo livello, senza trascurare la sua indiscussa bellezza.

A livello estetico si possono distinguere diverse tipologie di grès porcellanato: alcune hanno un aspetto lucido, altre si presentano più naturali, altre ancora sono smaltate, le opportunità sono svariate anche a livello cromatico, spaziando dal grès molto chiaro fino a quello vicino al naturale colore del legno.

Principali caratteristiche tecniche

Rispetto alla ceramica tradizionalmente intesa, il grès porcellanato sa rivelarsi molto più performante, nonché più adatto a questo tipo di utilizzo, anche in relazione a un rapporto qualità-prezzo più conveniente.

Scopriamo dunque le sue più importanti peculiarità tecniche.

Sul piano tecnico, il grès porcellanato è considerato un materiale ottimo per via della sua elevata resistenza, caratteristica sempre importantissima per quanto viene adoperato nel
mondo dell’edilizia.

La resistenza che contraddistingue il grès porcellanato è notevole anche a livello di superficie: le piastrelle prodotte in questo materiale riescono a conservarsi impeccabilmente anche laddove sottoposte a notevole usura, senza che compaiano delle scalfiture.

Un altro aspetto tecnicamente molto rilevante corrisponde inoltre all’elevata impermeabilità del materiale: le quantità d’acqua che possono essere assorbite dal grès porcellanato sono di gran lunga inferiori rispetto a quelle di altri materiali largamente adoperati nel settore, e questo è un grande punto di forza.

Il grès porcellanato consente di realizzare delle superfici antisdrucciolevoli, e anche questa è una caratteristica assolutamente meritevole di menzione.

Utilizzi del grès porcellanato

In virtù delle sue ottime caratteristiche tecniche, il grès porcellanato si presta a molti diversi impieghi.

Il grès porcellanato è largamente impiegato per la realizzazione di superfici, dunque per creare pavimenti,in primis, ma anche rivestimenti.

Il ricorso al grès porcellanato riguarda qualsiasi tipo di ambiente, si spazia infatti dalle pavimentazioni dei soggiorni ai rivestimenti dei bagni, senza affatto trascurare gli ambienti esterni.

Il grès porcellanato si presta in modo ottimale ad essere impiegato presso degli ambienti outdoor per via della sua ottima resistenza e della sua notevole impermeabilità, caratteristiche che consentono a queste superfici di non risentire affatto dell’azione usurante degli agenti climatici.

Un materiale destinato ad essere sempre più protagonista

Ci sono davvero tutte le premesse affinché il gres porcellanato, il quale è già una realtà molto consolidata, possa diffondersi ulteriormente nel prossimo futuro.

D’altronde nelle più note catene che trattano pavimenti e rivestimenti, come ad esempio www.iperceramica.it, sono dedicati ampi spazi a questo materiale ed è possibile scegliere molte diverse varianti, da quelle “effetto marmo” a quelle simili al cemento, da quelle analoghe al parquet a quelle super lucide.

9 Gennaio 2020 / / Architettura

pavimento vinilico effetto legno

Il sodalizio tra pietra e polimero rivoluziona i rivestimenti indoor con un nuovo prodotto naturale, resiliente, ultrasottile e facile da posare, anche “fai da te”

La scelta dei rivestimenti per interni è vasta e non solamente dettata da fattori estetici e di prezzo: è sempre più spesso l’avanguardia tecnologica applicata ai processi produttivi a fare la differenza.

Paolo Damiani, socio fondatore e direttore marketing e comunicazione di Déco, azienda leader nel settore dei rivestimenti per interni ed esterni, presenta Clap! ed esamina i vantaggi e gli svantaggi delle diverse soluzioni per indoor.

Perché scegliere Clap! al posto di altri rivestimenti più tradizionali come gres e legno?

«Il mercato dei rivestimenti per interni offre varie soluzioni, molto diverse per estetica, qualità e prezzo. Déco ama anticipare i trend di mercato e introdurre le tecnologie più innovative, frutto di lunghe ricerche applicate al mercato dei rivestimenti. In questo senso Clap! rappresenta una vera e propria rivoluzione. Si tratta di un prodotto unico che coniuga il fascino e la raffinatezza di materiali tradizionali come legno e pietra, a caratteristiche tecniche e performance altamente superiori rispetto a questi materiali, rese possibili dalla nostra costante tensione all’innovazione tecnologica».

I vantaggi di Clap

pavimento in vinile effetto legno

Tecnologia rivoluzionaria

Clap! è oggi la vera novità nel settore dei rivestimenti indoor di nuova generazione, in quanto è realizzato con un materiale all’avanguardia frutto di una tecnologia esclusiva che lo rende unico e rivoluzionario: una polvere di minerali combinata ad una componente polimerica. Con spessore finito di 3 e 5 mm, Clap! include il materassino per la posa e presenta un’ineguagliabile resistenza all’usura, dilatazione minima, ultra-realismo e ineguagliabile stabilità.

Realismo estremo

Una vasta scelta di finiture e formati: doghe e maxi-plance effetto legno, piastrelle in grande formato effetto pietra, una gamma completa di cromie e soluzioni per creare atmosfere uniche, garantendo altissime prestazioni, versatilità e capacità di armonizzare gli ambienti: nel residenziale – dal living alla cucina, alla camera, al bagno – e nel contract, dagli ambienti commerciali a quelli ad uso pubblico.

rivestimento bagno vinilico effetto pietra

Gradevole calore

La superficie di Clap! offre, come i pavimenti in legno e a differenza del gres, sensazioni tattili piacevoli, restituendo un gradevole senso di calore anche quando si presenta come imitazione di pietre o resina.

Resistenza

Altissima resistenza all’abrasione, ai graffi e agli urti, superiore al parquet e alla ceramica sono tra i plus maggiormente apprezzati di Clap!.

pavimento vinilico effetto legno 

Assenza totale di fughe

Non presentando fughe tra le doghe, Clap! è immune da infiltrazioni di umidità e quindi adatto sia al residenziale sia agli ambienti commerciali ad elevata frequentazione.

Totalmente impermeabile

L’incastro U-Click permette l’installazione delle doghe e rende Clap! totalmente impermeabile e idoneo anche a contesti esposti a forte umidità e soggetti ad accumulo di sporco profondo, che necessitano una costante pulizia con prodotti liquidi.

rivestimento in vinile effetto legno

Facilità e rapidità di montaggio

La posa in opera viene eseguita con sistema flottante e con incastro impermeabile U-Click tra doga e doga. Includendo alla base un materassino acustico, già incorporato nella doga e nello spessore totale di 5mm, Clap! viene posato a secco su un massetto o sul preesistente pavimento velocizzando così drasticamente la posa in opera. Il tutto senza utilizzo di collanti.

È possibile anche l’installazione su pannelli radianti, soluzione vantaggiosa anche post montaggio, in quanto Clap! assorbe e diffonde calore molto più rapidamente rispetto al gres.

Il sistema U-Click è semplice ed intuitivo, rende più rapida e quindi più economica la posa riducendo i tempi di lavoro del personale specializzato; inoltre, favorisce l’installazione “fai da te” da parte di persone con buone capacità manuali.

In aggiunta, rispetto al gres, Clap! è facilmente installabile sopra un pavimento esistente grazie a diversi fattori tra cui: spessore estremamente ridotto (3 e 5 mm finito), dilatazione quasi nulla – che consente di eliminare i giunti – e la sua struttura rigida che permette la posa in opera diretta anche su ceramica a fuga larga, senza rasare.

Infine Clap! può agevolmente essere smontato e sostituito.

posa di un pavimento in vinile

Facilità di manutenzione

La superficie di Clap! è a poro chiuso, il che impedisce l’assorbimento di qualsiasi tipo di macchia, a differenza del parquet. La pulizia non richiede particolari accorgimenti, semplice e veloce con un detergente non abrasivo.

Isolamento acustico

Il materassino acustico incorporato nel pavimento, oltre a velocizzare la posa, porta automaticamente ad un vantaggioso isolamento acustico e ad un elevato livello di assorbimento dei rumori da calpestio.

pavimento in vinile effetto legno

Sicurezza, qualità, ecosostenibilità

In linea con la filosofia aziendale, Clap! è un prodotto eco-sostenibile composto al 100% da materiali riciclabili e rispetta le normative vigenti in materia di ambiente, salute e sicurezza.

Per maggiori informazioni visita www.decodecking.it

L’articolo Déco presenta Clap! il nuovo pavimento ecologico e super resistente proviene da Dettagli Home Decor.

29 Novembre 2019 / / Architettura

Il bagno è sicuramente uno degli ambienti più importanti della casa in quanto è il luogo dove ci si dedica alla cura del proprio corpo e all’igiene personale in diversi momenti durante la giornata. Visto che viene utilizzato spesso (e da diverse persone qualora si tratti di una famiglia) è molto importante che venga realizzato in maniera funzionale e prestando attenzione a determinati elementi che lo rendano il più efficiente e confortevole possibile.

Per creare un bagno pratico e che comunque sia al tempo stesso ben è importante rivolgersi prima di tutto ad un idraulico per tutto quel che riguarda le tubature ed altri componenti importanti dal punto di vista tecnico: la scelta dell’idraulico è infatti importante in quanto un buon idraulico sceglierà per noi componenti di qualità e di brand affidabili quali ad esempio i circolatori di marca Grundfos o le Caleffi Valvole che sono prodotti che durano nel tempo.

Dopo aver quindi realizzato il bagno dal punto di vista tecnico, si passa poi a realizzarlo dal punto di vista estetico e della funzionalità: prima di tutto bisogna pensare che il water e il bidet vanno sempre messi di fianco e questo è bene tenerlo presente quando si andranno a predisporre i tubi dell’acqua. È importante che fra water e bidet ci sia una distanza di almeno 25/30 cm.

Bisogna poi procedere alla scelta del lavabo che è sicuramente uno degli aspetti su cui si hanno maggiori opzioni di scelta visto che ne esistono tante tipologie diverse: ci sono infatti i lavabo a colonna, ad incasso, sospesi, da appoggio e altre tipologie diverse. Nella scelta della tipologia di lavabo diventa molto importante la contestualizzazione dello stesso all’interno del bagno e bisogna anche cercare di prendere un lavabo che non risulti troppo difficile da pulire.

Si passa poi alla decisione se mettere solo la doccia oppure se mettere la vasca con la doccia: su questa decisione influiscono inevitabilmente le dimensioni del bagno in quanto chiaramente la vasca può essere installata solo in bagni di dimensioni più grandi.

Dopo aver disposto i sanitari all’interno del bagno, si passa poi ad arredarlo per cercare di creare uno spazio bello dal punto di vista visivo: è molto importante scegliere accuratamente le varie tipologie di luci e collocarle nei punti giusti sia per illuminare al meglio il viso e il corpo, che per creare degli effetti di luci gradevoli all’interno del bagno stesso.

Si passa poi alla scelta dei mobili che sono quelli da mettere sotto e intorno al lavabo (sulle pareti) che sono utili per metterci asciugamani, creme, trucchi e altri oggetti tipici della cura della persona; oltre ai mobili è sempre bene anche installare delle mensole che serviranno per dare più ordine al bagno e per collocarvi i prodotti che vengono utilizzati all’interno del bagno.

Questi sono alcuni consigli per cercare di realizzare un bagno che sia funzionale e allo stesso tempo bello dal punto di vista estetico: molto importante è anche cercare di personalizzare il più possibile il bagno in base alle proprie preferenze.

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CAFElab | studio di architettura

29 Ottobre 2019 / / Architettura

Di battiscopa per l’arredamento moderno ce ne sono migliaia. In questa guida troverai quello che ti serve per scegliere consapevolmente.


Scommetto una
cosa.

Hai scelto i
battiscopa
di casa tua alla fine, quando eri stanco ed esausto di tutti i
ritardi ed i problemi.

Il
risultato è che si sceglie un modello come tanti che probabilmente non ti
convince più di tanto. Anche perché sul mercato ci sono le più differenti tipologie
di battiscopa.

Come fai ad orientarti nella scelta del battiscopa per l’arredamento moderno di casa tua?

Qui entra in gioco il mio post.

Con questa
guida voglio darti una panoramica il più possibile soddisfacente per aiutarti a
scegliere.

Andiamo
dritti al punto.

vista dall'alto di soggiorno moderno con tappeto bianco e nero, tavolo in vetro e poltrone nere

BATTISCOPA PER L’ARREDAMENTO MODERNO: A
COSA SERVONO

Hai mai
pensato seriamente a quante funzioni assolve un battiscopa?

Il
battiscopa ha quattro funzioni principali:

  • Coprire le imperfezioni tra le giunture di pavimento e muro ed evitare l’accumulo di polvere negli interstizi
  • Proteggere il muro dai colpi che potrebbero arrivare durante le pulizie di casa, ad opera di elettrodomestici e scope
  • Evitare che i mobili e le sedie strisciando con la parete lascino segni
  • Decorativa perché completano il progetto d’arredo andando in accordo con pavimenti e serramenti

Quindi è
davvero d’obbligo spendere un po’ di tempo in più nella scelta di questo
elemento d’arredo a tutti gli effetti. Così da
fare la scelta più consona con il tuo stile e le tue esigenze.

TOGLIAMO TUTTI I DUBBI SU TIPOLOGIE ED INSTALLAZIONE
DEI BATTISCOPA

Se pensi
che esista solo una tipologia di battiscopa, ti sbagli.

I battiscopa sono prodotti con
differenti sagomature per abbracciare quanto più possibile ogni tipo di
progetto.

Ci sono i
battiscopa con bordo squadrato, quindi il classico parallelepipedo essenziale
e geometrico. Ci sono quello a sguiscio con la parte finale concava che minimizza
il passaggio tra parete e pavimento e rende possibile l’alloggiamento dei cavi
elettrici.

Ci sono i
battiscopa con piedino, in cui la parte finale è bombata e ricorda
vagamente i disegni delle architetture classiche con modanature e gessi (anche
in questo caso di solito si possono inserire i cavi).

L’ultima
tipologia è il battiscopa a becco di civetta che ha la parte alta smussata
per agevolare la pulizia.

Che misure
hanno i battiscopa?

Come
lunghezza di solito le barre di zoccolini si aggirano tra 2.25 mt e 2.40 mt. È molto
difficile trovarne in dimensioni maggiori. Come altezza siamo tra gli 7 e i 10
cm e come spessore tra 1 e 2 cm.

Ultimo dato
di cui tenere conto è l’installazione. C’è da fare una suddivisione anche in
base al tipo di battiscopa: a rilievo rispetto al muro o incassato nel muro.

Le
tipologie a rilievo rispetto al muro si possono installare con dei semplici
chiodi
, da inserire con martello o sparachiodi. Oppure si possono fissare
con nastro biadesivo o colla speciale da spalmare con una spatola lungo
tutto il battiscopa.

C’è anche l’alternativa
del fissaggio con i tasselli, che però è meno diffusa nella pratica.

Per i
battiscopa ad incasso nella parete di solito è prevista la preinstallazione di
speciali guide in plastica sulle quali agganciare poi gli zoccolini.

SCEGLIERE I BATTISCOPA: SI COMINCIA CON QUELLI IN LEGNO

I battiscopa
in legno sono sicuramente i più diffusi.

Non sono tutti
uguali però. Infatti, i battiscopa possono essere in legno massello, in
multistrato, impiallacciati o rivestiti con laminato oppure laccati
. In
questi ultimi casi la base di partenza è l’MDF che viene poi rifiniti in modo
differente.

I battiscopa
in legno massello
vengono rifiniti come i listelli del parquet, per cui hanno
una mano di vernice finale che è protettiva ma non protegge il materiale dal
cambio di tonalità dovuto all’esposizione alla luce solare.

Questi tipi
di battiscopa non esistono solo nella versione sporgente rispetto al muro.
Ormai la gamma di battiscopa in legno si è ampliata accogliendo anche i modelli
filo muro
.

Perfetti da
integrare in ambienti in stile contemporaneo e minimal, sono gli alleati delle
porte Rasomuro.

Rimangono allineati
con la parete con un sottile scuretto di qualche millimetro che sottolinea i
differenti pezzi.

Il prezzo del battiscopa varia molto anche in base al materiale di cui sono fatti e si può andare dagli € 8 al metro lineare fino ai € 25.

I vantaggi dei battiscopa in legno:

  • Disponibili in un numero infinito di finiture e colori
  • Personalizzano l’ambiente grazie calore del legno
  • Si coordinano con il parquet
  • estremamente durevoli
  • Sono facili da installare e si possono facilmente tagliare per adattarsi alla stanza
  • I modelli filo muro fanno recuperare centimetri preziosi per arredare piccoli spazi

I CLASSICI E RESISTENTI BATTISCOPA IN CERAMICA

Difficilmente
ci si ricorda che la ceramica si presta a diventare un battiscopa. Sono d’obbligo in caso di pavimenti in grés, per completare con soluzione di continuità il progetto d’interni.

Di cosa sono
fatti i battiscopa in ceramica?

Di un impasto di argille, sabbia di silicio, feldspati e ossido di ferro con acqua. L’amalgama che ne risulta è estremamente duttile e si presta alla creazione di battiscopa di ogni forma e colore.

Rispetto ai
battiscopa in legno o alluminio, i battiscopa in ceramica si differenziano per
la lunghezza dei pezzi. Infatti, di solito ci sono in commercio pezzi da 30/60 cm
da unire poi in sito.

I prezzi sono davvero vantaggiosi: si va dai € 4 ai € 10 al metro lineare.

Qui i vantaggi:

  • Elevata resistenza agli urti e alle abrasioni
  • Resistenza all’umidità e all’acqua
  • Costo minore rispetto a legno e alluminio
  • Resistenza alle macchie
  • Resistenza al fuoco
  • Estremamente durevoli

L’INNOVAZIONE DEL PVC PER IL BATTISCOPA PER L’ARREDAMENTO MODERNO

Se ceramica
e legno non fanno per te ci sono altre soluzioni. Si tratta di materiali che prima non sarebbero mai stati utilizzati in un progetto d’arredo perché considerati tecnici e non decorativi.

Invece il PoliVinilCloruro è stato sdoganato da quella definizione, entrando di fatto a far parte della vasta gamma di scelta disponibile.

Ci sono due tipi di battiscopa in PVC: espanso o estruso. Il primo si forma dall’unione di due reti polimeriche, il PVC appunto e la poliurea, che lo rende più elastico e lavorabile.

Il battiscopa
in PVC estruso invece viene ridotto a pasta grazie al calore e poi fatto
passare attraverso delle sagome.

I prezzi si aggirano tra i € 4 e i € 8 al metro.

Qui i pro di questi battiscopa:

  • Costo ridotto
  • Facilità di installazione e manutenzione
  • Non fanno propagare le fiamme in caso di incendio
  • Ottima resistenza a urti e abrasioni

FINIAMO CON I BATTISCOPA PER L’ARREDAMENTO MODERNO IN ALLUMINIO

 La mia guida per il battiscopa per l’arredamento moderno non poteva essere completa senza menzionare i battiscopa in alluminio.

Di gusto e stile assolutamente contemporaneo, sono perfetti per interni in stile industriale e minimal. Le tipologie in commercio sono le più varie: in rilievo, a filo muro o addirittura rientranti nel muro.

Si possono completare con strip led che evidenziano il dettaglio costruttivo e aggiungono una funzione pratica. Così come i battiscopa in PCV, i battiscopa in alluminio si ottengono mediante estrusione.

Questo consente di avere un’ampia gamma di forme e profili per adattarsi ad ogni esigenza. L’alluminio si ricava di solito dalla bauxite e può essere anodizzato, spazzolato, lucido e verniciato.

Quali sono i vantaggi di questi coprifili?

  • Sono estremamente durevoli
  • indeformabili rispetto alle escursioni termiche
  • Resistenti al fuoco
  • Di facile manutenzione

COSA SCEGLIERAI?

So che questo
post è estremamente denso di informazioni.

L’obiettivo
era quello di darti una panoramica completa che ti permettesse di avere tutte
le informazioni necessarie per una scelta consapevole.

Quali tipi
di zoccolini sceglierai? Sapevi di tutte queste opzioni? Ti aspetto
nei commenti con la tua esperienza.

Pronto a diventare un esperto dell’interior design?

Rispettiamo la tua privacy.

L’articolo Battiscopa per l’arredamento moderno: la guida definitiva sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

10 Ottobre 2019 / / Architettura

Devi cambiare i pavimenti ma non vuoi dare fondo al conto corrente? Ecco qui la mia lista di pavimenti economici da interno di cui prendere nota.


Sei convinto che per cambiare pavimento tu debba spendere una fortuna?

Ti sbagli.

Ormai la scelta per i rivestimenti per gli interni è così ampia che è davvero possibile scegliere e trovare il giusto compromesso.

Voglio aiutarti a far chiarezza indicandoti alcuni dei miei pavimenti economici da interno.

Pronto?

soggiorno in stile scandinavo con poltrone in tessuto grigio e verdi e grande lampada da terra nera
Photo by Toa Heftiba on Unsplash

ALCUNE PREMESSE SUI PAVIMENTI ECONOMICI DA INTERNO

E’ vero che ci sono dei pavimenti economici da interno con prezzi eccezionali, ma a questo devi aggiungere alcune note.

Innanzitutto tieni a mente che dovrai comprare almeno il 15% in più di materiale, perché quando si posa un pavimento bisogna tenere conto degli scarti che si generano (dovuti alle irregolarità degli ambienti).

La posa è un altro dato sensibile ed importante: se scegli pavimenti come il laminato ed il vinilico allora potresti riuscire a cavartela da solo.

In caso di pavimenti come il grés invece la posa potrebbe essere più delicata e diventare quindi un fattore di incisione notevole sulla spesa totale.

Se devi rivestire un pavimento esistente, attenzione allo spessore del pavimento: se scegli dei rivestimenti con spessore superiore ai 7 mm dovrai limare porte e finestre e di solito si tratta di operazioni da far fare ad un artigiano. Quindi attenzione in caso tu abbia porte e serramenti in alluminio: rischieresti di non poter fare nulla se non cambiarli.

Infine presta grande attenzione alle classi di usura e assorbenza di liquidi dei pavimenti che scegli. Per ogni materiale ci sono delle severe regolamentazioni che indicano i livelli di resistenza dei materiali e dei relativi ambienti di utilizzo.

PAVIMENTI ECONOMICI DA INTERNO: IL LAMINATO

Sicuramente questa è la prima scelta di cui parlare quando si tratta di economicità.

La grande alternativa al parquet è proprio il laminato. Esteticamente piacevole e con prestazioni tecniche sempre migliori, il laminato è diventato una delle prime scelte quando si parla di pavimenti da interno economici.

Disponibile in un numero pressoché infinito di finiture, ha anche la possibilità di avere la superficie goffrata per meglio riprodurre al tatto la superficie del legno.

I vantaggi del laminato sono davvero tanti: è resistente all’abrasione, non scolorisce nel tempo perché non è fotosensibile, è antistatico, è facile da pulire e mantenere, è compatibile col riscaldamento a pavimento.

I contro? E’ poco flessibile, non tutti i tipi di laminato sono adatti alle zone umide, dura meno rispetto al legno vero, essendo una stampa non ha l’aspetto naturale del legno nelle sue irregolarità.

I prezzi variano dai € 5 ai € 30 al mq.

SI CONTINUA CON I PAVIMENTI IN PVC

Il PVC altro non è che il PoliVinilCloruro, cioè un polimero estremante versatile e molto utilizzato in edilizia. Si può modellare come si vuole e per questo è possibile imitare qualsiasi tipo di materiale.

Dei pavimenti in PVC fanno parte anche i vinilici, altro tipo di pavimento economico da interno estremamente utilizzato di questi tempi.

Un fattore chiave di questi pavimenti è sicuramente la posa: si possono posare in modo autonomo, in quanto di solito la posa è adesiva o a click. Nel primo caso i listoni o le piastrelle arrivano già preincollati e non rimane quindi che posarli.

Attenzione però al sottofondo: verifica che sia perfettamente in bolla, per evitare buchi e rigonfiamenti nel vinilico una volta posato.

Anche lo spessore di questi pavimenti è un grande pregio: di solito non si va sopra i 5 mm, fattore di cui tenere conto se state rivestendo un pavimento esistente.

Ma quali sono i pro? E’ naturalmente resistente all’acqua ed impermeabile, è riciclabile al 100%, i listoni si possono tagliare con un cutter, è estremamente flessibile.

Tra i contro di questo materiale c’è il costo maggiore rispetto al laminato, la scarsa naturalezza e fedeltà nella riproduzione di materiali come pietra e legno e la difficoltà nell’eliminare la colla dal sottofondo.

I prezzi variano dai € 12 ai € 40 al mq.

CONCLUDIAMO CON IL GRES PORCELLANATO

Non poteva certo mancare in un post di questo tipo la menziona al materiale per eccellenza: il grès porcellanato. Ti consiglio questo mio post in cui ti spiego per filo e per segno tutte le sue caratteristiche e le differenze, così da non avere più dubbi.

Lo sappiamo tutti che il grès è una delle prime scelte quando si tratta di pavimenti da interno perché è altamente resistente all’usura e ai colpi, così come ai liquidi e alle macchie.

Inoltre è disponibile in un numero infinito di colori e decori, così come di formati. E’ sempre più facile trovare in commercio formati extra-large che permettono di rivestire anche intere pareti.

Con i formati rettificati infine è possibile ridurre al minimo anche le fughe, uno dei peggiori difetti di questo materiale. Anche lo scarso calore nel riprodurre materiali come il legno è uno dei contro più comuni.

I prezzi del grès variano dai € 10 ai € 40 al mq.

A TE LA SCELTA

Ho cercato di farti una panoramica abbastanza ampia di quelli che sono per me i migliori pavimenti economici da interno. Alcuni di questi ti permetteranno anche di posarli da solo, dandoti al fai-da-te e risparmiando ancora di più.

Tu quali hai scelto o sceglieresti? C’è qualche altro materiale che manca alla lista secondo te?

Ti aspetto nei commenti!

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Rispettiamo la tua privacy.

L’articolo Pavimenti economici da interno: la shopping list sembra essere il primo su Benvenuti sul mio blog dove l’interior design è reso facile.

8 Ottobre 2019 / / Architettura

Rivestimenti: ecco alcune delle novità viste al Cersaie 2019, tra lastre di grande formato e piastrelle, qualità e design.

Rivestimenti Cersaie 2019

Vediamo alcune delle novità viste al Cersaie 2019, concluso appena una settimana fa. Vi avevo già svelato alcune anticipazioni sulle macrotendenze 2020 per rivestimenti e pavimenti, grazie alle anteprime delle aziende. Nei prossimi articoli, concluderò la panoramica dedicata alla kermesse bolognese con gli spunti per lavabi e sanitari, arredobagno, accessori e rubinetterie. 

I vincitori dei premi ADI Ceramics & Bathroom Design

Per scoprire le novità più interessanti conviene cominciare dai vincitori del premio ADI Ceramics & Bathroom Design, giunto alla sesta edizione.

Leonardo si aggiudica il premio con la collezione MAP RED Overcome, frutto della continua ricerca e innovazione portata avanti dall’azienda della Cooperativa Ceramica di Imola. Disegnata da Andrea Bacci, la collezione riproduce pattern in cemento dal gusto metropolitano, su lastre dalle alte prestazioni tecnologiche.

Altro vincitore il marchio Fittile con il progetto Fuggo di Sebastiano Canzano, che si è distinto per il concetto innovativo, dove la fuga, da elemento di rottura, diventa segno distintivo.

Rivestimenti Cersaie 2019

Brand prestigioso, vincitore del premio ADI 2018 per la collezione Jointed, Moasico+ quest’anno si aggiudica il premio per il miglior stand. Sono 4 le collezioni inedite presentate a Bologna, Mist by Kensaku Oshiro, Quilt e P-Saico by Studio Irvine, e Sticks by Massimo Nadalini.

  • Collezione P-Saico
  • Collezione Sticks
  • Collezione Mist
  • Collezione Quilt

Rivestimenti, grandi lastre sempre più al top

L’evoluzione nella produzione e nella stampa digitale per il grès porcellanato permette di realizzare collezioni dall’impatto estetico sempre più spettacolare.

Cominciamo con le proposte di Ceramica Piemme, che ha presentato la nuova collezione Opulence by Valentino, ispirata ai graniti più preziosi. Alle spettacolari lastre per pavimento si abbinano i rivestimenti per parete in 6 colorazioni tinta unita e le strutture tridimensionali a forma di prisma.

Rivestimenti Cersaie 2019

Interessanti le diverse novità di Terratinta Group attraverso i suoi brand di punta. Sartoria presenta la collezione Scenari, ispirata alle carte da parati, fatta di pattern esclusivi disegnati a mano da giovani designer emergenti. La tecnica di stampa digitale “a freddo” consente di ottenere colori saturi e brillanti, su lastre di grande dimensione. Per quanto riguarda questa azienda, vi rimando ad un futuro articolo dedicato agli altri progetti presentati, che meritano di essere approfonditi.

Chi desidera vivere in una “casa di vetro”, apprezzerà le lastre di Ceramica Refin, che in occasione della fiera ha ampliato la gamma di nuance con il bianco e il naturale, per un effetto etereo e futuristico.

Rivestimenti Cersaie 2019

La superficie ceramica incontra i tessuti in originali intrecci ispirati alla tradizione della tessitura veneziana, nella collezione “I filati di Rex”, nata dalla collaborazione del marchio Rex con le seterie Rubelli. Motivi damascati, floreali, geometrici, sono declinati su lastre di grande dimensione.

Rivestimenti Cersaie 2019

Rivestimenti in piccolo e medio formato

Meritano un post a parte anche le nuove collezioni del brand di ALTAECO, Ceramica Bardelli, nota per le collaborazioni con designer di spicco. Tra le altre novità, spicca la collezione ZIP, nata dalla collaborazione con Meneghello Paolelli Associati. ZIP si distingue per le fughe incorporate nella decorazione, attraverso il segno grafico della chiusura lampo. 

Rivestimenti Cersaie 2019

Mutina si affida alla manualità dell’artista Gennaro Avallone per una collezione in bianco e nero, in cui la grafica si coniuga con il segno pittorico. Chymia è realizzata in grès porcellanato smaltato, disponibile in 22 elementi 30×30.

Rivestimenti Cersaie 2019

Ceramica Magica del gruppo Terratinta esibisce Libeccio, una collezione che declina l’effetto legno nel suo aspetto naturale, in 4 colori, due formati per i listoni e una interessante versione a mosaico, Libeccio Moka.

Rivestimenti Cersaie 2019

Si chiama “Puntini” la colorata collezione presentata da Ceramica Francesco De Maio, ed è firmata dal maestro Alessandro Mendini, scomparso lo scorso febbraio.

Rivestimenti Cersaie 2019

Infine, Il band italiano Eccentrico ha presentato tre collezioni dal sapore tradizionale, Linea, Quadra e Multiforma. Linea è un piccolo formato 7,5×30 con finiture lucide o opache in otto varianti di colore, che ricordano il klinker che furoreggiava negli anni ’70.

La collezione quadra è invece in formato quadrato 2,5×20,5 e permette di realizzare diversi giochi cromatici e compositivi basati su 12 pattern e 6 colori, anche questi ispirati agli anni ’70 (vedi foto di copertina).


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20 Settembre 2019 / / Architettura

Scopri i costi reali e le differenze a seconda del tipo di finitura che sceglierai.

Quasi sempre un committente che ristruttura casa, quando si parla di pavimenti e rivestimenti, si concentra solo sul costo dei materiali, ma spesso è del tutto ignaro che una grossa fetta della somma che spenderà va a finire nella posa in opera.

Ci sono casi, poi non così rari, in cui quest’ultima ti costerà addirittura di più della fornitura dei materiali. E questa cosa lascia spesso perplessi se non arrabbiati i committenti.

In questo articolo scoprirai quali sono i reali costi di posa in opera di pavimenti e rivestimenti di due dei materiali più diffusi: piastrelle e legno.

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Questo articolo nasce perchè recentemente mi sono imbattuto in una guida, pubblicata da un noto portale sulla ristrutturazione, in cui si parlava proprio di costi per la posa in opera dei pavimenti.

E leggendo quanto c’era scritto ho provato un senso di profondo disagio: erano stati scritti valori totalmente inventati e inverosimili, sia in eccesso che in difetto, il cui unico effetto era di sviare i lettori.

Il motivo di imprecisioni così grossolane è che dietro a tutti questi portali si nascondono esperti di ristrutturazione autonominati, che in realtà ne sanno meno della sciùra Maria e che non ne hanno mai realizzata manco mezza.

Queste persone raccattano informazioni qua e là in rete, spesso prese da fonti meno attendibili di loro, le impacchettano alla bene e meglio con una grafica accattivante, et voilà: il nuovo articolo è servito!

Il problema non sono tanto i contenuti che ti danno, ma il fatto che nei loro lettori alterano totalmente la percezione dei reali valori di mercato, dando alternativamente adito a false speranze di risparmiare o infondati timori di spendere troppo. E chiaramente non mi riferisco solo ai costi di posa in opera delle piastrelle, ma in generale ai prezzi di ristrutturazione…

Uno degli scopi di questo sito è portare un po’ di chiarezza in tutta l’informazione legata alla ristrutturazione rivolta ai committenti. Quindi nell’articolo di oggi oggi leggerai informazioni reali sulla posa in opera, fornite da chi calpesta cantieri di ristrutturazione ogni giorno.

CAPIRE IL COSTO DI PAVIMENTI E RIVESTIMENTI

valore piastrellista e piastrelle

Te l’ho già anticipato in premessa: il costo di una pavimentazione o di un rivestimento di parete è formato da due voci, la fornitura del materiale e la sua posa in opera.

In questo articolo parleremo solo della posa in opera. La fornitura è un argomento che non affronteremo, però se vuoi qualche informazione in merito ho scritto due articoli approfonditi sulle piastrelle (principalmente il gres porcellanato) e il legno, in cui trovi qualche accenno anche ai costi. Puoi trovarli qui:

E ti svelo una cosa che nessun altro ti dice mai: esiste un terzo costo che probabilmente dovrai sostenere per la realizzazione di un nuovo pavimento in casa tua. Quello della preparazione del supporto, cioè del piano su cui verrà posato il rivestimento scelto (pavimento o parete).

Ad esempio, prima di posare un nuovo pavimento, dovrai valutare se posizionarlo sopra il pavimento esistente (scelta quasi sempre sbagliata) oppure se rimuovere il pavimento esistente, compreso il massetto sottostante, e poi installare il nuovo pavimento (scelta quasi sempre corretta).

Ma queste sono valutazioni che vanno fatte caso per caso e tra l’altro prestando massima attenzione alla scelta di materiali compatibili (quindi non solo le piastrelle o il legno, ma anche le colle, i massetti, etc.). Per non sbagliare questa fase, dovrai rivolgerti e pagare un progettista (e mi raccomando: non chiedere all’impresa edile, che solitamente fa in modo solo di accontentare le tue richieste senza spiegarti vantaggi, svantaggi e reali problematiche delle varie soluzioni).

Tornando di corsa all’argomento centrale di questo articolo, la posa in opera di pavimenti e rivestimenti viene calcolata in euro per metro quadro da rivestire (€/mq). A questo punto potresti pensare che l’argomento sia banale: basta moltiplicare la superficie per un prezzo-tipo ed il gioco è fatto. Ma in realtà non è così.

Infatti non solo ci sono costi differenti per le due tipologie di materiali di cui parliamo in questo articolo (piastrelle e legno) ma anche all’interno dei materiali ci sono ulteriori distinzioni da fare, che portano a escursioni significative nei costi di posa in opera e che potrebbero influenzare significativamente la scelta sia del materiale che dei formati.

Te l’ho già detto: ci sono dei casi in cui la posa in opera potrebbe costare più della fornitura del materiale.

I COSTI DELLA POSA IN OPERA DI PIASTRELLE IN CERAMICA E IN GRES
PORCELLANATO

costo della posa in opera

Sebbene ne abbia parlato ampiamente nell’articolo sul gres porcellanato che ti ho linkato sopra, facciamo comunque alcune precisazioni tecniche in merito alle piastrelle in quanto incidono in modo diretto sul costo di posa in opera.

Quando parliamo di piastrelle intendiamo quelle classiche in
ceramica (monocotture o bicotture) oppure quelle ormai molto più diffuse in
gres porcellanato.

I costi di posa in opera non variano significativamente per il materiale scelto, ma principalmente per le dimensioni della piastrella: più è grande più costa la posa in opera.

Inoltre devi considerare che se ti rivolgi direttamente ad un piastrellista avrai un costo, se invece la posa in opera te la realizzano l’impresa a cui hai appaltato tutta la ristrutturazione (che è la soluzione che devi percorrere) avrai un costo differente, leggermente maggiore, dovuto al fatto che spesso le imprese edili non hanno piastrellisti nel loro organico e quindi devono subappaltare tale lavorazione e ci caricano un minimo di utile.

Ti sconsiglio caldamente, nel caso in cui tu stia ristrutturando casa, di chiamare tu il piastrellista, ma affidati a quello dell’impresa anche se ti ritroverai a pagare qualche euro in più.

I motivi per cui devi evitare di chiamarti un piastrellista a parte sono svariati, ti cito i due principali:

  • Dovrai occuparti tu di coordinare tutte le maestranze (impresa edile e piastrellista) e potresti ritrovarti con ritardi importanti;
  • Nel caso di problematiche dopo la posa in opera ci sarà un continuo rimpallarsi di responsabilità tra piastrellista e impresa, mentre con un unico referente le responsabilità saranno sempre chiare (e cioè dell’impresa).

Ricordati che quando ristrutturi non devi mai pensare ai soli benefici immediati, ma anche e soprattutto a quelli a lungo termine.

Un’altra cosa: quando ti viene consegnata l’offerta per la posa delle piastrelle verifica attentamente che siano presenti nel prezzo, oltre alla manodopera, la colla e lo stucco per le fughe. Non è raro che queste due forniture, che comunque non hanno una grossa incidenza, vengano messe come costi a parte. Personalmente non la considero una pratica corretta perché tali materiali fanno parte integrante della posa, però mi è capitato più di una volta.

Posa in opera di piastrelle di formato standard

Quando parliamo di piastrelle di formato standard intendiamo quelle che vanno dalla dimensione di circa 10x10cm fino a 60x60cm.

Mi ricordo che fino a qualche anno le piastrelle 30x30cm erano considerate il formato standard di dimensioni maggiori e già quelle 60x60cm erano considerate fuori formato.

Ciò significava che la posa in opera di piastrelle di queste dimensioni ti costava di più.

Ma ormai da alcuni anni la situazione si è evoluta e quello che una volta era grande formato si è diffuso capillarmente diventando lo standard e abbattendo i costi di posa in opera.

Per questi formati generalmente ti verrà chiesto un prezzo che può variare da 25€/mq a 35€/mq.

Diffida da chi ti chiede molto di meno perché non sarà in
grado di fare un lavoro a regola d’arte.

Posa in opera di piastrelle di grande formato

Per piastrelle di grande formato ormai si intendono quelle che vanno da 80x80cm fino ad arrivare a piastrelle che raggiungono i 3 metri di lunghezza.

Avere piastrelle grandi in casa, magari rettificate con pochissima fuga (per capire di cosa ti sto parlando vai sempre all’articolo sul gres porcellanato), rende visivamente gli ambienti molti più grandi.

Sicuramente è un effetto bellissimo ma i costi di posa in opera aumentano (parallelamente a quelli di fornitura).

Se da un lato puoi pensare che la posa potrebbe essere più veloce perchè ci siano meno piastrelle da posare, la realtà è che si tratta di un lavoro molto più complesso, anche solo per movimentare lastre di tale dimensione, per cui è richiesta una maggiore precisione e quindi maggiore competenza. E anche più tempo.

E soprattutto più aumenta la dimensione della piastrella più il costo deve essere valutato caso per caso. Infatti posare una piastrella da 3m in un salone di 50mq è diverso che farlo in una cucina di 10mq…

Per cercare di darti un riferimento realistico sui costi, per piastrelle di dimensioni da 90x90cm fino a 120x120cm (ormai molto diffuse) la posa in opera vale da 35€/mq fino a 50€/mq.

Ti assicuro che per formati molto grandi i soli costi di posa in opera possono arrivare a superare i 100€/mq.

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Altri aspetti che incidono sul costo di posa in opera delle piastrelle in
gres porcellanato o in ceramica

Quelli che hai appena letto sono i prezzi medi che le imprese chiedono per la posa in opera delle piastrelle. Ho messo un range di prezzi che li rende validi per tutta Italia (naturalmente escludendo gli estremi: ci saranno casi in cui la posa costa un po’meno e casi in cui costa un po’di più).

Però ci sono altri fattori che potrebbero incidere (anche se solitamente in modo marginale) sul costo della posa in opera. Ho individuato i tre principali:

  1. Posa in opera verticale (rivestimento pareti);
  2. Spessore della piastrella;
  3. Posa senza fuga.

Sono tutti fattori che aumentano il costo della posa in
opera. Vediamone i motivi.

Posa in opera verticale

L’aumento dei costi per la posa in verticale non è dovuto tanto ad una maggiore difficoltà della posa stessa, che oggettivamente non c’è, sempre ad eccezione di formati molto grandi.

L’aumento dei costi è dovuto a come vengono trattati gli spigoli quando vanno rivestiti gli angoli esterni, cioè quelli che si formano se devi rivestire un pilastro per capirci.

In questo caso le soluzioni sono due:

  1. Si fa un taglio a 45° sul bordo della piastrella
    e si fanno coincidere gli angoli;
  2. Si utilizzano dei profili specifici (detti
    angolari) che possono essere in metallo, pvc o nella piastrella stessa (molto
    utilizzato nelle bicotture).

Il taglio a 45° (taglio jolly), che sicuramente ha un valore estetico maggiore, non può però essere realizzato su tutte le piastrelle: solo il gres porcellanato è abbastanza duro da garantire di non spezzarsi (quasi mai) quando viene effettuato (e quindi non produrre montagne di sfrido). Infatti per eseguirlo si usano speciali punte diamantate che su piastrelle delicate come monocotture e bicotture portano sempre a rottura.

In questo caso i costi maggiori al metro quadro che
potrebbero esserti comunicati dall’impresa sono dovuti principalmente a questo
fattore.

I profili angolari (profili jolly) invece sono probabilmente esteticamente meno belli ma sicuramente più pratici. E sono adatti a tutti i tipi di piastrelle.

In questo caso la posa in opera non comporta costi maggiori, però il costo dei profili jolly verrà sostenuto a parte e dovrai comunicare al fornitore delle piastrelle quale tipologia di profilo ti serve e quanti metri lineari te ne occorrono (non metri quadri, metri lineari!).

Spessore della piastrella

Più è spessa la piastrella più è stabile, quindi la posa
viene facilitata.

Però negli ultimi anni si sono diffuse piastrelle molto
sottili, fino a mezzo centimetro (ci sarebbero anche quelle da 3mm ma stanno
uscendo di produzione).

Queste piastrelle, dato il basso spessore, hanno la tendenza ad imbarcarsi leggermente verso il centro. Ciò comporta la necessità di porre maggiore attenzione nella posa in opera proprio per fare in modo che questa leggera gobba scompaia.

Da qui dei costi leggermente superiori che potrebbero
esserti applicati se fai installare piastrelle di questo tipo.

Posa senza fuga

Altra tipologia di piastrelle sempre più diffusa sono quelle
dette rettificate, che consentono la cosiddetta posa senza fuga.

In realtà non esiste la posa senza fuga, una fuga minima di 1,5-2mm deve essere sempre garantita per questioni di dilatazione dei materiali. Però se consideri che in passato si mettevano fughe che potevano tranquillamente superare il mezzo centimetro di spessore, capirai che l’effetto è notevolmente migliore (soprattutto se abbini il colore della fuga alla piastrella).

Però questa cosa ha un costo: infatti la posa senza fuga
richiede un’ulteriore attenzione e manualità per far coincidere perfettamente
gli spigoli delle piastrelle, cosa che non è assolutamente semplice.

IL COSTO DI POSA IN OPERA DEI PAVIMENTI IN LEGNO

Costo posa in opera pavimento in legno

Se finora abbiamo parlato di piastrellista, quando si parla di legno hai bisogno di un’altra figura specifica: il parquettista (in alcune regioni chiamato palquettista).

Il legno è un materiale particolare, molto più delicato delle piastrelle soprattutto nella fase di posa in opera. Ci sono molti elementi a cui porre attenzione nella posa in opera del parquet:

  • Il tasso di umidità del massetto
  • La perfetta planarità e pulizia del massetto
  • Gli ambienti devono essere chiusi (mai posare il parquet prima degli infissi!)
  • Il legno deve essere sufficientemente acclimatato
  • ….

Inoltre la metodologia di posa deve essere adatta non solo al sottofondo presente (il massetto) ma anche alla tipologia di legno scelto (massello, prefinito, laminato).

Ti rimando ancora all’articolo sul pavimento in legno per scoprire tutti questi aspetti della posa in opera del parquet. Qui però ora occupiamoci dei costi.

Nonostante quello che abbiamo scritto qui sopra non è detto che la posa in opera di un pavimento in legno ti costi di più della posa in opera di un pavimento in gres porcellanato.

Ma anche in questo caso dobbiamo fare una distinzione che riguarda non tanto lo schema di posa che hai scelto (su quella incidono di più i costi di fornitura che di posa in opera), quanto la tipologia di materiale scelto e la tipologia di posa.

In particolare possiamo fare questa distinzione:

  • Pavimento in legno massello
  • Pavimento in legno prefinito
  • Pavimento in laminato

Le tipologie di posa praticate ormai sono solo due: incollato e flottante. La prima è obbligatoria per il massello e consigliata per il prefinito; la seconda è utilizzata praticamente sempre per il laminato e in alcuni casi per il prefinito (ma per questo tipo pavimento te la sconsiglio…).

Costo della posa in opera di pavimento in legno massello

Il pavimento in legno massello è formato da listelli (o tavole) ricavate da un unico blocco di legno: ogni tavola è un unico pezzo di legno.

Il costo di posa in opera di questa tipologia di pavimento è quello maggiore tra i tre perché il materiale arriva grezzo in cantiere e dopo la posa deve essere levigato e verniciato.

Le fasi di posa sono sostanzialmente quattro:

  • Preparazione del sottofondo
  • Incollaggio del pavimento secondo lo schema
    scelto
  • Levigatura del pavimento
  • Verniciatura protettiva (a vernice, olio o cera)

Costo complessivo della sola posa in opera? Tra i 40 e i 60 €/mq. Minimo.

Costo posa in opera di pavimento in legno prefinito

La differenza rispetto al precedente è che si tratta di liste o tavole formate da più strati di legno (due o tre a seconda dei formati) in cui i supporti (le parti inferiori) sono solitamente in betulla mentre l’ultimo strato, di pochi millimetri (da 4 a 6 mm), è in legno nobile nell’essenza che hai scelto. Ed è già finito con la finitura definitiva.

In sostanza dopo aver posato un pavimento prefinito non devi farci più nulla.

Le fasi di posa quindi si riducono a due:

  • Preparazione del sottofondo
  • Incollaggio del pavimento secondo lo schema
    scelto

Di conseguenza anche i costi di posa diminuiscono in modo sensibile. Solitamente sono compresi tra 18 e 30 €/mq.

Costo della posa in opera di un pavimento in laminato

Chiariamo subito un aspetto: il pavimento in laminato non è un pavimento in legno.

Le tavole di laminato sono composte da un sottostrato di fibra di legno e da uno strato di finitura di tipo plastico stampato con i motivi dell’essenza di legno scelta.

Gli effetti sono molto simili al legno vero, anche se la
differenza è comunque evidente (non credere a chi ti dice il contrario…).

Il pregio principale di questo materiale è la sua leggerezza
(motivo per cui è adatto alla posa “flottante” su vecchi pavimenti) mentre il
suo principale difetto è che teme l’umidità, più del legno normale.

La posa flottante è sicuramente quella più rapida e si
compone di due o tre fasi:

  • Eventuale preparazione del sottofondo
  • Stesa di pannello isolante sottile
  • Posa del laminato ad incastro

Niente colla per la posa flottante: le tavole vengono semplicemente appoggiate sul pannello isolante e incastrate tra di loro. Per questo motivo il costo si abbassa notevolmente, nonostante la necessità di inserire dei fogli isolanti che servono a separare il laminato dal pavimento sottostante (principalmente per evitare problemi legati all’umidità) e a livellare il sottofondo se ce ne fosse bisogno.

Il costo della posa in opera del laminato con questa tecnica è varia tra i 10 e i 15 €/mq.

QUANTO TI COSTA RIFARE IL PAVIMENTO DI CASA?

Abbiamo visto i reali costi di posa in opera (non quelli inventati che puoi trovare in rete), ti ho rimandato ad alcuni articoli per il costo di fornitura, cerchiamo ora di fare il punto della situazione vedendo alcuni esempi di costo complessivo di rifacimento del pavimento di casa

Rifare un pavimento con piastrelle di gres porcellanato, compreso di
rimozione del pavimento esistente

  • Rimozione pavimento esistente e sottofondo con
    smaltimento dei materiali -> 10-15 €/mq
  • Rifacimento del massetto -> 20-25 €/mq
  • Fornitura del pavimento (fino 60x60cm) ->
    20-40 €/mq
  • Posa in opera del pavimento -> 25-35 €/mq

Totale: 75-115 €/mq

Questo per piastrelle di dimensioni standard, con piastrelle di maggiori dimensioni i costi aumentano come abbiamo già visto.

Ti sconsiglio, per questioni di sicurezza statica del tuo
immobile, di sovrapporre pavimenti in ceramica o gres a pavimenti esistenti.
Infatti tali piastrelle sono molto pesanti ed andresti ad aggiungere carichi
importati su un solaio esistente senza sapere quanto effettivamente sia in
grado di supportare tale solaio. Se decidi di farlo opta per piastrelle sottili
(quelle da 5mm massimo) e fatti consigliare da un tecnico esperto.

Rifare un pavimento con legno massello

  • Rimozione pavimento esistente e sottofondo con smaltimento dei materiali -> 10-15 €/mq
  • Rifacimento del massetto -> 20-25 €/mq
  • Fornitura del pavimento -> 35-100 €/mq
  • Posa in opera del pavimento -> 40-60 €/mq

Totale: 105-200 €/mq

(NB: il costo massimo è indicativo, i legni possono costare anche molto di più!)

Rifare un pavimento con prefinito

  • Rimozione pavimento esistente e sottofondo con smaltimento dei materiali -> 10-15 €/mq
  • Rifacimento del massetto -> 20-25 €/mq
  • Fornitura del pavimento -> 40-110 €/mq
  • Posa in opera del pavimento -> 18-25 €/mq

Totale: 88 – 175 €/mq

(NB: sui costi massimi del pavimento vale la stessa riflessione fatta poco sopra, i legni possono costare anche molto di più!)

Rifare un pavimento con laminato

  • Fornitura del pavimento -> 15-50 €/mq
  • Posa in opera del pavimento -> 10-15 €/mq

Totale: 25-65 €/mq

In questo terzo caso ho considerato una posa flottante, che è l’unica corretta per il laminato, e sovrapposta al pavimento esistente, quindi non ci sono costi di demolizione e smaltimento. Se tu decidessi di rifare il pavimento smantellando il vecchio pavimento, rifacendo i massetti e poi ci mettessi sopra un laminato flottante cercherei di farti desistere…sarebbero soldi sprecati!

CAMBIARE IL PAVIMENTO…SOLO UNA QUESTIONE DI MATERIALI E POSA?

In questo articolo ti ho parlato dei costi per posare un
nuovo pavimento.

E abbiamo anche avuto modo di capire che per dare un lavoro finito non si tratta solo di pensare ai costi per posare il pavimento e per fornire le piastrelle: ci sono altri costi da sostenere che possono essere obbligatori o meno a seconda della situazione del tuo pavimento esistente e del tipo di intervento che vuoi fare.

Fare un nuovo massetto non è una cosa banale, deve essere attentamente studiato in base al tipo di pavimento che verrà posato. E devi fare attenzione a chi ti rivolgi per ottenere indicazioni su come procedere.

Ad esempio poco tempo fa mi è capitato di rifare totalmente
il massetto di un appartamento molto grande (oltre 150 mq) per far posare un
parquet in legno.

In base a precise valutazioni avevo scelto un determinato tipo di massetto, diverso da quelli usati solitamente, perché era l’unico che rispondeva a tutte le caratteristiche che il luogo mi richiedeva.

Mi ricordo che una mattina arrivano gli operai dell’impresa per fare il massetto e mi dicono:

“Architetto perché stiamo facendo questo tipo di massetto? Io avrei fatto un massetto alleggerito di base e sopra ci avrei messo un massetto cementizio per posare il pavimento”

Aveva ragione: quella che mi aveva proposta sarebbe stata la soluzione ottimale. Avrei alleggerito i carichi sul pavimento e avrei ottenuto un isolamento maggiore dal piano sottostante (il massetto alleggerito è anche isolante).

Ma era totalmente sbagliata per il caso specifico.

Mancavano le condizioni tecniche per realizzare un intervento del genere: il massetto a due strati richiede spessori importanti (almeno 10 cm: 6 di alleggerito + 4 di cementizio) che io non avevo, e inoltre il massetto cementizio richiede sempre, da schede tecniche, l’introduzione di una rete elettrosaldata al suo interno per evitare lesioni.

Io mi trovavo nella situazione in cui, in alcuni punti, avevo circa 3 cm di spessore (e in altri arrivavo ad 8cm): non potevo certo usare la soluzione che mi prospettava l’impresa!

Prima di iniziare i lavori, in fase di progettazione, ho
studiato le schede tecniche di vari prodotti per massetti e ho trovato quello
perfetto per il mio caso: un massetto all’anidrite che andava bene per spessori
da 3cm a 8,5cm. Senza la necessità di inserire rete elettrosaldata.

[Tra l’altro lo sai che spesso le imprese, nonostante sia prescritto dalle schede tecniche, non inseriscono la rete elettrosaldata nei massetti cementizi?]

Se il mio cliente si fosse fidato dell’impresa e non del suo tecnico avrebbe avuto un bel problema da risolvere!

Ma credi che sia tutto qui?

  • Tu sai se per sostituire un pavimento devi fare
    una pratica edilizia?
  • Sai se puoi usufruire delle detrazioni fiscali?
  • Sai come capire quale sia la soluzione adatta al
    tuo caso?

Questi sono problemi che devi porti sia che tu debba sostituire solo il pavimento, sia (anzi a maggior ragione) se la sostituzione del pavimento è solo una piccola parte di una ristrutturazione più ampia.

Per trovare delle risposte sicure a questa e alle altre domande che affliggono quotidianamente i committenti scarica il mio report e iscriviti alla mia newsletter cliccando il banner che trovi qui sotto.

Alla tua ristrutturazione!

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L’articolo Quanto costa la posa in opera di pavimenti e rivestimenti? sembra essere il primo su RistrutturazionePratica | Il sistema scientifico per ristrutturare.

17 Settembre 2019 / / Architettura

Laminato o grès porcellanato: scelta ardua da fare perché non si conoscono bene le differenze tra i due materiali. La guida definitiva è qui.


I due rivestimenti del momento non potrebbero esserti più sconosciuti. 

Li vedi in ogni negozio e magari stai anche cercando di capire quale dei due faccia per te. 

Il problema vero è che la maggior parte delle volte la scelta viene fatta su principi estetici che riguardano la finitura della doga / piastrella e sul suo formato. 

Invece laminato e grés sono profondamente differenti e la scelta dovrebbe partire proprio dalle loro caratteristiche fisiche. 

In quest post ti spiego le differenze.

Cominciamo. 

laminato o grès porcellanato

Le differenze sostanziali tra laminato e grès: come sono fatti

Partiamo proprio dalle basi. Come sono fatti laminato e grès?

Il laminato è un materiale multistrato così composto:

  • carta di controbilanciatura
  • pannello di fibre di legno e resine ad alta densità
  • carta stampata che riproduce l’effetto del legno
  • pellicola protettiva (overlay)

Questi strati sono uniti tra loro tramite un processo di pressofusione. Lo strato interno del laminato (cioè la parte in fibre di legno) può essere in HDF o MDF. L’HDF viene usato per i pavimenti di alta qualità (i pannelli HDF hanno differenti gradi di resistenza). Quelli con MDF invece vengono usati per i pavimenti di bassa qualità.

Il grès invece si ottiene tramite sinterizzazione (trattamento termico che rende le polveri indistinguibili) di argille, sabbia e quarzi che vengono ridotte in polveri sottilissime (atomizzazione) e pressate tra loro.

Il grès porcellanato può essere naturale o smaltato.

Quello naturale ha aspetto marmorizzato quindi simile al marmo naturale, ma con la resistenza propria del grès. In questo tipo di grès non viene effettuata la smaltatura, quindi le colorazioni possibili sono minori.

La colorazione è in massa, cioè il colore viene aggiunto nella fase di atomizzazione: ne consegue che il colore è uno solo per tutta la piastrella (se la si taglia si vede che la piastrella è composta da un unico blocco).

E’ sempre resistente alle abrasioni ed impermeabile, ma è un po’ più delicato rispetto al formarsi di macchie. Questo perché non c’è la smaltatura che chiude i pori propri del materiale, impedendo allo sporco di entrare.

Il grès porcellanato smaltato invece, subisce il processo di smaltatura che rende possibili infiniti numeri di colori e decori. Se tagliassimo la piastrella in verticale potremmo distinguere due parti: il supporto, che dà la resistenza alla piastrella e lo smalto, che dà l’aspetto estetico ed è lo strato che si usura.

Monocottura o bicottura?

Un ultima distinzione riguarda il modo in cui il gres viene cotto.

Che differenza c’è tra monocottura e bicottura?

Semplice. Nel monocottura si ha una sola “infornata” sia per il supporto che per lo smalto. Nel bicottura c’è una cottura per il supporto e una per lo smalto.

Le piastrelle monocottura sono più resistenti e vanno bene anche per l’esterno; le bicottura sono più delicate e fragili e di solito vengono utilizzate solo per i rivestimenti verticali.

Laminato o grès porcellanato: resistenza all’usura e allo scivolamento

Una nota molto importante va fatta in merito alla resistenza all’usura e allo scivolamento di questi materiali.

Presta molta attenzione alle indicazioni che trovi sulle scatole di laminati e grès, per essere sicuro di scegliere in base alle tue esigenze.

Per quanto riguarda l’usura dei laminati, la normativa Europea individua 6 classi di utilizzo. Si va dalla AC1 (utilizzo domestico moderato) alla AC6 (utilizzo commerciale pesante). Le prime tre classi sono per l’ambito domestico e si dividono in utilizzo moderato / medio / pesante. Stessa cosa per le altre classi che però sono dedicate agli utilizzi commerciali.

Nel grès oltre alla resistenza all’usura si aggiungono le caratteristiche anti-sdrucciolo. Cioè la capacità della piastrella di non farti scivolare. E’ indicata con “R” sull’imballo (in relazione all’angolo di inclinazione con cui una persona fisica che cammina sul piano inclinato non è più in grado di mantenere l’equilibrio).

Per quanto riguarda la resistenza all’usura sono indicate 5 classi PEI: si va dalla I per ambienti con traffico leggero per arrivare alla V, per ambienti con traffico intenso.

Pro e contro del laminato

Veniamo alla parte spiccia del discorso, quella dove ti parlo dei pro e dei contro del laminato. Nel blog trovi altri due articoli che parlano di questo rivestimento. Li ho linkati sopra, dacci un occhio per approfondire il discorso.

Pro:

  • disponibile in svariati colori e finiture 
  • si può posare su pavimenti preesistenti
  • è compatibile con il riscaldamento a pavimento
  • per un migliore isolamento acustico è consigliabile inserire il materassino fonoassorbente al di sotto delle lastre
  • la posa di solito è flottante, quindi senza dover incollare nulla al pavimento esistente.
  • è più resistenti ai graffi e al calpestio rispetto al parquet
  • non cambia colore nel tempo
  • la pulizia e la manutenzione sono facili
  • i prezzi variano dai € 5 al mq fino ai € 30 al mq (tieni conto che dovrai ordinare un 15% di materiale in più come scarto)

Contro:

  • spessore: non si va sotto i 7 mm.
  • se scegli laminati di bassa qualità la durata nel tempo e la resistenza sono molto minori
  • può capitare che il laminato faccia rumore quando lo si calpesta, anche se è stato frapposto il materassino
  • non ha l’aspetto naturale del legno, essendo una stampa che riproduce il materiale
  • non tutti i laminati sono adatti alle zone umide
  • poco flessibile

Pro e contro del grès porcellanato 

Ed eccoci alla disquisizione circa vantaggi e svantaggi del grès. In questo modo avrai un quadro davvero completo e potrai scegliere al meglio, secondo le tue esigenze.

Pro:

  • estremamente resistente all’abrasione e all’usura
  • impermeabile
  • il grès porcellanato smaltato è resistente alle macchie causate da detergenti ed alimenti acidi (quello naturale no)
  • è disponibile in un numero pressoché infinito di colori e decori (sempre quello smaltato)
  • esistono anche formati extralarge che permettono la posa con fughe ridotte al minimo
  • i prezzi sono più economici rispetto al legno ad esempio. Si va dai € 10 al mq fino ai € 40 al mq

Contro:

  • presenza seppur minima di fughe
  • non ha il calore di materiali come il legno
  • nei grès di bassa qualità la riproduzione di materiali come pietre e cemento può essere deludente
  • scarso potere di isolamento acustico

Laminato o grès porcellanato: a te la scelta 

Siamo arrivati alla fine di questo lungo ma doveroso post.

Hai finalmente le idee chiare? Sai ora qual è il materiale che va meglio per te?

Spero di averti convinto del fatto che certe scelte non possono essere solo estetiche ma devono tenere in conto fattori cruciali come la durata e la resistenza.

Se hai ancora dubbi non farti problemi: contattami e li scioglieremo senza stress.

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