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Sandra Chevrier “Les Cages; we can’t be tamed”

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Ha inaugurato da pochi giorni alla Stolen Space Gallery di Londra, “Les Cages; we can’t be tamed” una nuova mostra personale dell’artista canadese Sandra Chevrier

Sandra Chevrier è famosa per i suoi “Cage Paintings“, tele di grandi dimensioni realizzate con colori acrilici in cui nasconde volti femminili dietro l’iconografia classica dei fumetti di supereroi.
Già in un precedente articolo avevamo parlato delle bellissime opere di Sandra Chevrier e degli esordi di quest’artista che ora è tornata con una serie di nuove tele in mostra a Londra fino all’1 Luglio.

Il senso delle sue opere è una metafora delle aspettative sociali che ingabbiano le donne. In una continua alternanza fra fragilità e potenza, fra vulnerabilità e superpoteri, l’artista sfida lo spettatore a guardare oltre le idee preconcette sulla femminilità e a riflettere sugli stereotipi, le aspettative e gli standard incredibilmente elevati in cui la società imprigiona l’universo femminile.

Sandra Chevrier LE REMÈDE ET LE POISON

Sandra Chevrier LE REMÈDE ET LE POISON (La cura e il veleno)

“Un uomo può credere fino all’ultimo respiro di essere diverso da un animale in gabbia in uno zoo. Ma per tutta la sua vita, fino alla morte, vivrà in una prigione senza mura e continuerà a credere di essere libero mentre in realtà ogni giorno sarà incatenato, frustato e vivrà in cattività. Siamo tutti schiavi di qualcosa, di qualcuno, di un’idea. La serie The Cages ruota attorno alla sottomissione, all’oppressione, alla mancanza di libertà, al confinamento e alla reclusione. Le gabbie sono gabbie, sia che siano state costruite con l’acciaio o dal tessuto della mente.”
–  Stolen Space Gallery

Donne e supereroi

Sandra Chevrier ha imparato a disegnare da sola, esercitandosi in particolare a disegnare occhi, la sua parte del corpo preferita. Gli occhi sono rimasti anche in seguito il focus delle sue opere, una finestra sul mondo interiore delle sue eroine, uno sguardo che rivela tutta una gamma di emozioni.
Partendo da una base iperrealista, dipinta con colori acrilici, l’artista completa  suoi quadri utilizzando un’originale tecnica di collage con ritagli di carta presi dagli album di fumetti: immagini di supereroi che nascondono la vera identità di queste donne.

Le sue opere sono state esposte in Canada, negli Stati Uniti, in Europa e in Asia ed ora sono in mostra alla Stolen Space Gallery di Londra fino all’1 Luglio 2018.

Sandra Chevrier LA CAGE; TOI, MOI ET LE RÊVE

TOI, MOI ET LE RÊVE (Tu, me e il sogno)

Sandra Chevrier VOUS NE POUVEZ M’APPRIVOISER

VOUS NE POUVEZ M’APPRIVOISER (Non mi puoi domare)

Sandra Chevrier Les Cages Paintings

Sandra Chevrier Les Cages Paintings

Sandra Chevrier Superhero Cages Paintings

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Le Figlie del Sol Levante di Pauline Wateau, ceramista Raku

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Pauline Wateau artista ceramica Raku

Pauline Wateau crea delicate statuine di ceramica dalle forme eleganti e aggraziate utilizzando l’antica tecnica raku

Pauline Wateau è un’artista ceramista che da tanti anni lavora l’argilla e utilizza la tecnica raku per le sue statuette.
La sua vita è stata piuttosto complicata: nata a Saigon, nel sud del Vietnam arrivò in Francia all’età di 9 anni e suo padre la affidò a una famiglia adottiva. Nel 1960 la riprese con sè per portarla in Algeria, che però in quegli anni era teatro di guerra. Dopo esser tornati di nuovo in Francia dal ’63 al ’68, fecero ritorno verso casa, in Vietnam attraversando in auto tutta l’Europa, il Medio Oriente e l’Asia.  Ma in Vietnam Pauline trovò un’altra guerra e fu costretta per anni a vivere nelle foreste finchè nel 1976 tornò di nuovo in Francia per stabilirsi a Valenza.
Nonostante queste peripezie, Pauline Wateau non ha mai smesso di dedicarsi all’arte e di utilizzare il suo talento per esprimere la bellezza che mancava nella sua vita.
Le sue delicate  sculture combinano in modo completo la forza della terra con la grazia femminile e, come scrive l’artista sul suo sito web:

Mi piace dar vita alla terra. Trovo in ciò la mia piena espressione. In uno scambio di energie, lei mi dà la sua forza, resistenza, flessibilità e sensualità. La forma nasce dalle mie mani e la bellezza finale dell’opera nasce dal fuoco durante le diverse fasi della cottura raku, antica tecnica di origine giapponese. La definizione di raku è “la felicità nel caso”. La forma nasce dalle mie mani e la bellezza finale del lavoro nasce dal fuoco.

Pauline Wateau Sculture di ceramica raku

Sculture di ceramica raku della serie “Figlie del Sol Levante” ispirata alle donne orientali

Le sculture di Pauline Wateau, di una fattura molto bella, rappresentano donne da sogno, di una grazia assoluta e di una grande eleganza. Ispirano emozione e contemplazione e la loro incantevole presenza affascina lo spettatore.
Sebbene dall’aria sognante, queste statuette in ceramica sono anche di un forte realismo, in particolare nei volti, nelle mani, e nelle loro pose.

Il termine giapponese raku significa “rilassato, piacevole, gioia di vivere” e questa tecnica è tradizionalmente applicata per ottenere colori e trame originali. L’effetto decorativo è dato dai riflessi metallici dovuti all’utilizzo di ossidi o smalti e al forte shock termico che subisce l’oggetto durante la cottura.
Le ceramiche raku sono molto quotate e ricercate, molte di queste sono delle vere e proprie opere d’arte e possono essere ammirate in musei e collezioni private. La maestria di Pauline Wateau si rivela ulteriormente nel fatto che i visi e le mani delle sue statuine sono sempre perfettamente lisci e che le crepe della tecnica raku si concentrano invece sul resto del corpo.

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Elena Salmistraro, una designer eclettica e visionaria

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Elena Salmistraro Vasi in ceramica della serie Primates

Elena Salmistraro è una giovane designer milanese che si muove con grazia fra arte e design, entusiasmandoci con le sue originalissime creazioni

Dimenticate il tipico minimalismo milanese! Lo stile di Elena Salmistraro è personalissimo, dal carattere pop surrealista e allo stesso tempo onirico e visionario, spesso dal sapore etnico. Un mix di astrazione e grande attenzione ai dettagli, un uso coraggioso del colore e tanta ironia. Uno stile armonioso e poetico che cerca nell’espressività il suo punto di forza con l’obiettivo di suscitare ed evocare emozioni.

È davvero riduttivo definire Elena Salmistraro una designer perchè questa giovane milanese, classe 1983 è anche una originalissima illustratrice e artista che dal 2009 si dedica ai suoi progetti spaziando dal product design all’arte. Negli anni ha messo la sua creatività al servizio di aziende come Alessi, Bosa, Timberland, Replay e ha partecipato a innumerevoli mostre e fiere internazionali come The New Italian Design, la mostra panoramica sul design italiano contemporaneo organizzata qualche anno fa dalla Triennale di Milano. Nel 2017 ha vinto il premio come Migliore designer esordiente al Salone del Mobile di Milano.

Elena Salmistraro Primates

Elena Salmistraro Primates

“Faccio molta ricerca sulle culture del mondo. Adoro i personaggi dai colli lunghissimi, i lobi dilatati. Mi guardo sempre intorno e mi ispiro a tutto. Tranne che agli oggetti di design: non voglio condizionamenti. Mi piacciono molto anche gli oggetti dallo stile un po’ rétro, che a volte si trovano nei mercatini. Li compro e poi li trasformo.”
La Cucina Italiana

Elena Salmistraro Vasi in ceramica della serie Primates

Vasi in ceramica della serie Primates

La reinterpretazione è la parola chiave del  suo stile: Elena Salmistraro ama trasformare tutto quello che la ispira filtrandolo attraverso il suo personale punto di vista. Adora disegnare e dipingere e dar forma ai suoi bellissimi disegni per materializzare le sue visioni in oggetti concreti, spaziando fra vasi, piatti, carte da parati, tappeti… Uno dei suoi progetti recenti di maggior successo è Primates una collezione di vasi in ceramica (ma anche piatti e maschere decorative) realizzati per Bosa. Una reinterpretazione delle ceramiche dell’antica Roma famose per il loro carattere animista ma anche un richiamo al rapporto fra uomo e scimmia, l’animale che più di ogni altro ci assomiglia nella forma, nelle espressioni e nei movimenti e che proprio per questo ci incuriosisce e affascina.

• LEGGI ANCHE: Il servizio di piatti giusto: qual è il tuo stile?

Elena Salmistraro Piatti della linea Primates

Elena Salmistraro Piatti della linea Primates

Ma sono bellissime anche le divertenti carte da parati disegnate per la Yarn Collection di Texturae, wallpapers che da sole bastano ad arredare un ambiente grazie al loro stile grafico nitido e ricco di particolari in cui traspare tutta l’immaginazione fantastica della designer.
Se siete curiosi di saperne di più, sul suo sito web troverete tutti i suoi progetti.

Elena Salmistraro - Carta da parati Folla

Carta da parati Folla

Elena Salmistraro - Carta da parati Cockatoo

Carta da parati Cockatoo

Elena Salmistraro The Rain Dance

The Rain Dance – Acrilico su tela per Expo 2015

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Arthur Brouthers, sperimentazioni astratte e figurative

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arthur brouthers acrilic paintings

Cercando di imitare il mondo naturale, l’artista Arthur Brouthers ha sviluppato una tecnica pittorica personale che combina strati di vernice, reazioni chimiche e l’imprevedibilità del caso

Arthur Brouthers è il pioniere di una tecnica di pittura fluida e astratta che, attraverso l’uso di vernici acriliche e altri agenti chimici, ottiene effetti imprevedibili, forme organiche, che ricordano immagini cosmiche, formazioni geologiche o strutture cellulari viste al microscopio.

Per anni Arthur Brouthers ha sperimentato l’uso della pittura acrilica prima di mettere a punto la sua tecnica personale, utilizzata sia nei suoi lavori multicolori, totalmente astratti, sia nelle più recenti opere figurative, dove questi metodi non convenzionali sono usati come strati inferiori o come la pelle dei suoi soggetti, che fotografa lui stesso per poi combinarli in un’unica immagine.

Arthur lavora per livelli successivi e utilizza da 4 a 15 strati di resina trasparente tra i diversi strati di vernice acrilica, inchiostri pigmentati e vernice spray in modo da creare spessore e profondità. In questo modo le molteplici stratificazioni di colore regalano alle sue coloratissime opere un interessante effetto tridimensionale.

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Ascension, 2017

Il mio lavoro è ispirato dall’individualità di tutte le cose fisiche e le energie trovate nel mondo naturale. Indipendentemente dalle loro differenze, ogni cosa ha la capacità di esistere armoniosamente; piante, animali, formazioni rocciose, stelle, gas e tutto quello che c’è. Quando dipingo i miei quadri astratti cerco di imitare quelle imprevedibili leggi della perfezione.

La sua tecnica sperimentale consiste nel versare grandi quantità di vernice su una superficie e intervenire attraverso reazioni chimiche per ottenere immagini che imitano i fenomeni naturali, manipolando la pittura con diversi strumenti per creare le forme volute a ciascun livello. A differenza degli artisti tradizionali che utilizzando spatole e pennelli, Arthur Brouthers utilizza per esempio piccole torce per creare bolle nel colore e modellare la vernice colorata. Il risultato rimane parzialmente imprevedibile, proprio come il mondo naturale che cerca di imitare.
Potete seguire Arthur Brouthers sul su sito web o su Instagram!

Supta REM, 2017 mixed media su legno

Quentin the Poet – acrilico, vernice spray e resina su legno

Lillian, 2017 (Arthur Brouthers in collaborazione con Ben Willis)

Untitled, 2018 (Arthur Brouthers in collaborazione con Emma Lindström) Acrilico, inchiostro, vernice spray, polvere di diamanti e resina su legno.

 

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Marilyn Minter, arte e fotografia fra sensualità e provocazione

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Marilyn Minter fotografia

Marilyn Minter, classe 1948 è una pittrice e fotografa di New York famosa per le sue immagini lussuriose, sensuali e trasgressive, al limite dell’astrazione

Nell’arco della sua lunga carriera iniziata negli anni ’60, la fotografa e artista Marilyn Minter ha esplorato la relazione fra il corpo, la sessualità e il desiderio femminile, l’erotismo e la pornografia, temi perennemente ricorrenti nei suoi scatti fotografici e nei suoi dipinti. Temi che però non sempre sono stati compresi.
Negli anni ’90 con la nascita del politically correct, mostrare immagini femminili palesemente erotiche era considerato sinonimo di maschilismo. Così la sua arte è stata fraintesa e ritenuta pornografia e Marilyn Minter è stata accusata di essere antifemminista e bandita dal mondo dell’arte. In realtà l’artista è una convinta attivista per la parità di genere e le sue fotografie provocatorie si ispirano al femminismo e alla rivendicazione del potere femminile.

Marilyn Minter fotografia

Quelle di Marilyn Minter sono immagini forti, al confine fra arte e fotografia commerciale che a volte sfiorano la pornografia ma che più spesso esasperano l’estetica della fotografia di moda e della pubblicità; non a caso l’artista ha firmato diverse campagne pubblicitarie, per Tom Ford, per M.A.C. Cosmetics o Jimmy Choo.

Luci teatrali, effetti di sfocatura esagerati ottenuti attraverso la profondità di campo, primissimi piani che fanno quasi perdere di vista il soggetto della foto tanto da risultare quasi astratti. A volte queste foto vengono manipolate digitalmente, fuse e sovrapposte insieme in Photoshop per diventare la base dei suoi quadri iperrealisti, dipinti a smalto su lastre di alluminio.

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Le più recenti bellissime immagini svelano e nascondono i soggetti avvolti nel vapore e diventano quasi astratte: primisimi piani, scatti macro, dettagli di corpi o di visi, umidi e sudati, ricoperti di glitter o gioielli, immagini sature di colori brillanti, che mettono in evidenza la bellezza, la femminilità, il glamour, ma anche le imperfezioni, risultando a volte talmente esagerate da risultare disgustose.

“Quando penso al mio lavoro, per lo più penso al paradosso che avviene quando guardiamo  queste immagini. A quanto piacere ci dia il glamour ma allo stesso tempo a come sappiamo che non appariremo mai così, che persino le modelle non sono così.  C’è questa costante distorsione che accade a tutti noi – uomini e donne – c’è un senso di fallimento. Ma allo stesso tempo tutto questo piacere.”
Artnet

Durante la sua lunga carriera Marilyn Minter ha esposto le sue opere in decine di mostre. Dopo il successo di “Marilyn Minter: Pretty/Dirty” del 2015, al momento le sue fotografie più recenti e i suoi quadri sono esposti alla Regen Project Gallery di Los Angeles fino al 23 Giugno 2018.

Marilyn Minter – Absinthe (for Parkett 100/100), 2017

Marilyn Minter, Miley Cyrus per "Planned Parenthood" (2016)

Marilyn Minter, Miley Cyrus per “Planned Parenthood” (2016)

Marilyn Minter fotografia

Marilyn Minter fotografia

Marilyn Minter fotografia

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Mrs. Colorberry si ispira ai geodi per arredare e stupire

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Mrs. Colorberry wall art

L’artista tedesca Stephanie Walberer meglio conosciuta come Mrs. Colorberry, utilizza la resina per creare oggetti d’arte per la casa, bellissime decorazioni da parete, stampe o tavolini da caffè, ispirati ai geodi

Avete mai pensato di decorare le pareti del soggiorno con un geode gigante? Ora è possibile grazie a Mrs. Colorberry, un’artista di Monaco che adora lavorare con la resina e crea bellissimi pannelli ricchi di colori e cristalli.
Da sempre appassionata d’arte, Stephanie Walberer si ispira alla natura e in particolare al mondo dei minerali. Racconta di aver avuto  l’idea per questi pezzi unici dopo aver visitato una mostra di minerali ed essere rimasta incantata dallo sbrilluccichio dei cristalli nei geodi, rocce ignee al cui interno si formano cristalli colorati di vario tipo, quarzo, ametista, agata, opale…
I geodi hanno un fascino irresistibile perchè sono tutti diversi l’uno dall’altro e sono molto ricercati dagli appassionati di mineralogia. Proprio come per i geodi che si trovano in natura, anche quelli di Colorberry sono tutti pezzi unici e per ogni opera l’artista può impiegare fino a un mese di tempo per realizzarli.

Resina e glitter per un effetto magico

Mrs. Colorberry non fa mistero della sua tecnica, anzi, tiene diversi workshop in cui insegna ad utilizzare la resina. Il procedimento di realizzazione è piuttosto semplice e anche nel video è spiegato molto bene.
Per prima cosa l’artista disegna la forma di un geode su un supporto di legno e prepara la superficie. Poi mescola i colori alla resina e aggiunge glitter come se non ci fosse un domani. Questa miscela viene versata a mano sul supporto seguendo le linee precedentemente disegnate e per dare un effetto più realistico, i vari strati di colore vengono “sfumati” fra loro utilizzando un getto d’aria calda. Infine l’ultima fase, in cui vengono disegnati a mano gli ultimi dettagli di rifinitura prima di applicare  i cristalli colorati.
Il risultato è davvero spettacolare!

Che siano pannelli da parete, stampe o tavolini da caffè, questi bellissimi oggetti sono sicuramente un modo inedito di dare un tocco di originalità a un ambiente domestico o pubblico, se vi piacciono potete ammirarli tutti sul suo profilo Instagram.

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Mrs. Colorberry resin coffee table as a geode

Mrs. Colorberry tavolini da caffè in resina che simulano un geode

Mrs. Colorberry tavolini da caffè geode in resina

Mrs. Colorberry wall art detail

Mrs. Colorberry wall art

Mrs. Colorberry resin geode wall art

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Sculture architettoniche di David Moreno che sembrano disegni 3D

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David Moreno sculturecome disegni 3d

L’artista spagnolo David Moreno gioca con la percezione e le illusioni ottiche realizzando delle sculture che sembrano schizzi architettonici tridimensionali

Originario di Barcellona, l’artista David Moreno crea originali sculture che cancellano il confine fra il mondo fisico tridimensionale e la sua rappresentazione bidimensionale. A un primo sguardo non è chiaro cosa si sta guardando: queste opere appaiono esattamente come schizzi architettonici disegnati su carta e la mente rimane incerta qualche istante in attesa di comprendere l’inganno.

In realtà queste sculture, pur sembrando disegnate con veloci tratti di penna, in realtà sono di solido acciaio, realizzate con decine e decine di sottili barre metalliche e corde di pianoforte di lunghezze diverse, realizzate in modo tale da ingannare i nostri sensi, come si può vedere sul suo profilo Instagram.

I soggetti sono prettamente architettonici: singole case, villaggi, scale, portali di cattedrali… Cercando di riprodurre nel mondo fisico l’aspetto di uno schizzo architettonico bidimensionale, David Moreno descrive il suo processo creativo come “drawing with sculpture“, disegnare con la scultura.

In effetti l’artista parte proprio da uno schizzo architettonico su carta e lo trasforma al computer in un modello digitale 3D con l’obiettivo di ricrearlo fisicamente come una scultura a tutto tondo. Per farlo David Moreno assembla e sovrappone tondini d’acciaio di diversi spessori e corde di pianoforte, come se si trattasse davvero di linee di penna ripetute disegnate nello spazio, dando all’insieme un forte effetto dinamico di movimento.

Con la giustapposizione e la tessitura con barre d’acciaio di diversi spessori, si genera una serie di micro-atmosfere, un motivo unico che viene costantemente ripetuto in modo disturbante e poetico allo stesso tempo. Il ritmo, il gesto, il disegno a tratteggio e la sperimentazione del disegno con sottili tondini d’acciaio e filo di pianoforte sono alla base di questa esplorazione che si traduce in piccoli pezzi di grande delicatezza e tenerezza.
Hi-Fructose

Moreno le chiama le sue opere “sculture fluttuanti” perchè vivono nello spazio, fissate alle pareti di una galleria, sospese al soffitto o sollevate su un piedistallo e illuminate con luci soffuse che ne esaltano la profondità e la tridimensionalità. Il tocco di colore finale le rende uniche e tutte diverse una dall’altra, sottolineando ulteriormente la spazialità di ciascun pezzo.

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David Moreno 3D sketches

Schizzo 3D

David Moreno sculture che sembrano schizzi architettonici disegnati su carta

David Moreno sculture che sembrano schizzi architettonici disegnati su carta

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Sbalorditive sculture di cioccolato di Stéphane Leroux

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Si stenta a credere che questi oggetti siano solo delle sculture di cioccolato e invece sono le stupefacenti opere del mastro cioccolatiere Stéphane Leroux

Il pasticciere Stéphane Leroux riesce a riprodurre qualsiasi oggetto e qualsiasi materiale naturale o artificiale, utilizzando solo cioccolato!!! Guardando le sue strabilianti sculture di cioccolato non vediamo altro che pezzi  di cemento, marmo, tubi di plastica, cartone, legno o ceramica… e invece questi oggetti sono il frutto di una tecnica impressionante e del lavoro paziente di un vero artista del cioccolato.

Stéphane Leroux è uno dei più grandi maestri pasticcieri, mastro cioccolatiere per Belcolade (in Belgio) e nominato due volte Campione del mondo di “Chocolate Creation”. A parte la trasparenza dell’acqua, secondo lui qualsiasi materiale può essere imitato con il cioccolato e alle parole ovviamente seguono i fatti.

Tutto è possibile col cioccolato. La cosa più difficile è raggiungere un punto in cui una varietà di tecniche consente di trasformare un’idea semplice in qualcosa di concreto. L’unico materiale che sarebbe impossibile riprodurre con il cioccolato è la trasparenza dell’acqua cristallina o la fresca rugiada mattutina.
So Good Magazine

Arte e tecnica, un binomio inscindibile

Alcune delle più incredibili sculture di cioccolato di Stéphane Leroux si possono ammirare nella sua ultima pubblicazione Bleu Chocolat, che si compone di due volumi; un volume artistico, arrichito dallo styling e dalle splendide fotografie di Tom Swalens in cui si rimane sbalorditi per l’estremo realismo delle opere, e un manuale tecnico in cui si possono scoprire passo passo tutti i segreti della realizzazione di queste dolci illusioni, oltre 60 tecniche differenti svelate per gli addetti ai lavori. Tecniche messe a punto grazie a creatività e sperimentazione ma anche osservando il lavoro di artigiani con un background molto diverso dal suo: falegnami, scalpellini, pittori… a cui Leroux si è ispirato. Dov’è si chiede, il confine che separa l’artigianato dall’arte?

Il cioccolato diventa davvero arte sotto le mani di Leroux le cui sculture lasciano sbalorditi per la capacità di imitare la realtà e che non sfigurerebbero affatto in una galleria d’arte.

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Sembrano blocchi di cemento invece è cioccolato… non avreste paura ad addentarlo?

Una scatola di cartone assolutamente realistica!

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Thomas Danthony per Magnum, un piacere anche per gli occhi!

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Thomas Danthony illustrazioni per la campagna pubblicitaria Magnum

La nuova campagna pubblicitaria del Magnum è sofisticata ed elegante e mira non solo a promuovere il prodotto ma anche a rendere più belle le nostre città grazie alle illustrazioni di Thomas Danthony!

Create dall’agenzia Lola Mullenlowe Madrid e disegnate dall’artista francese Thomas Danthony, queste illustrazioni fanno parte della nuova campagna pubblicitaria per il gelato Magnum e giocano in modo originale con l’identità del marchio. Protagonista di queste illustrazioni è infatti la sagoma inconfondile del gelato con lo stecco, fusa abilmente all’interno della scena, in modo discreto ma realistico. Il claim “True to pleasure” si rispecchia nei diversi momenti di piacere raffigurati: una bellissima donna, un bacio sul ponte, una fresca nuotata in piscina o una musica suadente.

Thomas Danthony è un illustratore e pittore francese che lavora fra Londra e Barcellona. Ama creare immagini caratterizzate da un intenso uso del colore e delle luci, sfruttando spesso lo spazio negativo per ottenere composizioni sorprendenti con un tocco di mistero. Fra i suoi molti clienti ci sono Google, The New York Time, Penguin, The New Yorker… e il gelato Magnum!

Thomas Danthony per la nuova Campagna Magnum

Thomas Danthony per la nuova Campagna Magnum. Le affissioni riguarderanno Londra, Barcellona, Roma e Parigi.

Le illustrazioni di Thomas Danthony per la Pleasure Campaign hanno uno stile minimalista ed elegante e fondono perfettamente illustrazione e advertising per un risultato piacevole e immediatamente riconoscibile. L’uso del blu sofisticato ed elegante sottolinea l’esclusività del prodotto rivolto a un pubblico metropolitano e cosmopolita.

“Ho iniziato cercando di capire la forma attraverso un sacco di schizzi, poi ho cercato situazioni che non avevano nulla a che fare con il gelato, ma erano momenti piacevoli che potevo incorporare.
Le pubblicità di Magnum sono tradizionalmente abbastanza sensuali ma l’obiettivo era di adottare un approccio completamente diverso. Mi piace mescolare composizioni audaci con idee sottili e questa serie sembrava essere una grande opportunità per fare proprio questo con colori vibranti. Spero che la gente lo veda come un nuovo tipo di pubblicità, anche se l’obiettivo principale è quello di vendere un prodotto, può anche essere visivamente interessante. Potrebbe essere un po ‘ingenuo, ma mi piacerebbe pensare che la pubblicità possa decorare la città piuttosto che renderla più brutto: se le persone si fermassero per due secondi durante il tragitto, sarebbe già un successo. ”
Creativeboom

Thomas Danthony ha uno stile che a volte mi ricorda quello della bravissima Malika Favre… evidentemente il french touch è proprio inconfondibile!

 THOMAS DANTHONY Pleasure Campaign Magnum

Thomas Danthony per la nuova Pleasure Campaign Magnum

Pleasure Campaign Magnum

 THOMAS DANTHONY Pleasure Campaign Magnum

 THOMAS DANTHONY Pleasure Campaign Magnum

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Water Bags di Dylan Martinez: realtà o illusione?

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Dylan Martinez waterbag, sculture di vetro come sacchetti di plastica

Grazie a una particolare tecnica, l’artista del vetro Dylan Martinez crea delle sculture iperrealistiche in cui l’illusione ottica è perfetta e inganna la nostra percezione della realtà

Sono tanti gli artisti che lavorano il vetro per creare bellissime sculture scintillanti. Ma solo quelli che interpretano quest’arte in modo davvero originale, emergono e si fanno notare. Dylan Martinez è un artista che ha sicuramente trovato una sua nicchia grazie alla sua creatività e all’originalità delle sue sculture di vetro.

Le sue opere giocano sull’inganno percettivo sfidando la comprensione dello spettatore che deve riuscire a capire cosa sta effettivamente guardando. Grazie alle proprietà del vetro, alla sua trasparenza e alla capacità di riflettere e rifrangere la luce, Dylan Martinez riesce a creare degli oggetti in vetro che imitano perfettamente l’aspetto di sacchetti di plastica pieni d’acqua!

Le "Water Bags" di Dylan Martinez imitano perfettamente dei sacchetti di plastica pieni d'acqua

Le “Water Bags” di Dylan Martinez imitano perfettamente dei sacchetti di plastica pieni d’acqua

Water Bags, sculture di vetro iperrealistiche

Queste sculture iperrealistiche sono realizzate attraverso diverse tecniche della lavorazione del vetro e originano delle vere illusioni ottiche nello spettatore che difficilmente si rende conto dell’inganno a un primo sguardo.

Originario del Minnesota, sebbene influenzato dalle tradizionali tecniche di lavorazione del vetro, Dylan Martinez ama sperimentare e ricercare modalità di lavoro personali. Per le sue “Water Bags” l’artista prima scolpisce la parte inferiore, quella che imita l’acqua, utilizzando vetro solido, successivamente ci aggiunge sopra una bolla di vetro soffiato modellandola ad arte per formare le caratteristiche pieghe di un sacchetto di plastica. Una volta completata, la scultura viene messa in forno a oltre 500°C e poi lasciata raffreddare completamente.

“Il movimento intrappolato delle bolle d’aria che salgono e il gesto delle forme convincono l’occhio che le sculture sono ciò sembrano. La cosa affascinante è che ciò che desideriamo spesso ha la meglio sulla nostra vera percezione della realtà e quindi crediamo che ciò che pensiamo di vedere sia la verità.”
Colossal

Dylan Martinez ha in programma la sua prima mostra personale alla Echt Gallery di Chicago a partire dal prossimo 13 Luglio, se non riuscite a visitarla potete sempre ammirate le sue opere sul suo sito web!

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"Water Bags" di Dylan Martinez, sculture di vetro iperrealistiche

Sculture di vetro iperrealistiche

"Water Bags" di Dylan Martinez, sculture di vetro iperrealistiche

Sculture in vetro scolpito e soffiato

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