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Waveon Coffee la caffetteria a picco sul mare

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Waveon Coffee caffetteria a picco sul mare

Waveon Coffee è la caffetteria a picco sul mare in cui ogni elemento è pensato per valorizzare al massimo la presenza della natura e il panorama dell’oceano

Gijang è una rinomata località marina in Corea del Sud, famosa per le sue bellissime spiagge e scogliere, le alte pinete e il panorama dell’oceano che si può ammirare dalla costa. E’ qui che sorge Waveon Coffee, una caffetteria costruita proprio sugli scogli che si affaccia a picco sul mare. Dalle sue vetrate e dalla sua terrazza si può ammirare il panorama corcostante a 360°.

La caffetteria, che si estende per 500mq è stata progettata dall’architetto Hee Soo Kwak dello studio coreano IDMM Architects e completata nel 2016. Due blocchi di cemento dalle forme angolate sono disposti in modo sfalsato uno sull’altro e creano una struttura a tre livelli in cui ogni singolo aspetto della progettazione è pensato per valorizzare al massimo la vista dell’oceano e il variegato paesaggio naturale.

Waveon Coffee caffetteria a picco sul mare

All’interno, un grande spazio a doppia altezza funge da nucleo centrale mentre una serie di ambienti di altezza diversa si susseguono in sequenza per esaltare la vista verso l’esterno. Waveon Coffee dialoga con la natura circostante attraverso ampie vetrate e tagli nelle pareti che lasciano filtrare la luce naturale. I fori nelle pareti richiamano l’erosione delle rocce e degli scogli e creano allo stesso tempo dei giochi di luce e di ombre sempre mutevoli. Una serie di scalinate interne e esterne raccordano i vari livelli e fungono anche da seduta per consentire una fruizione libera e informale degli spazi.

Waveon Coffee caffetteria a picco sul mare

Spazi di altezza diversa e ampie gradinate per una fruizione informale degli spazi

All’esterno gli spazi di pertinenza sono organizzati attraverso i cosidetti “pyeongsang“, un arredo outdoor tipico del luogo. Utilizzata al posto dei tavolini, questa sorta di panchina quadrata di legno,  può ospitare piccoli gruppi di persone per una fruizione dello spazio più intima e per rilassarsi in compagnia all’ombra degli alberi. ​
Ogni angolo della struttura è stato sfruttato per godere del paesaggio e del panorama sul mare e anche la terrazza sulla copertura è resa accessibile attraverso una gradinata in legno che, come idea, ricorda quella della celebre Villa Malaparte a Capri.

La terrazza panoramica del Waveon Coffee

La terrazza panoramica del Waveon Coffee

Photo © Kim Jaeyoon

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“Film Meets Art”: Vugar Efendi indaga il rapporto fra cinema e pittura

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Cinema e pittura citazioni nei film di quadri famosi

Vugar Efendi indaga il rapporto fra cinema e pittura scovando nei film citazioni originali e inaspettate di famosi dipinti del passato

Tutte le forme d’arte  si influenzano l’una con l’altra e questo è un dato di fatto. Partendo da questo principio il regista indipendente Vugar Efendi ha pensato di indagare il rapporto fra cinema e pittura andando a scovare tutte le volte in cui famosi cineasti hanno reso omaggio alla storia dell’arte.

Originario dell’Azerbaijan, Vugar Efendi è un giovane regista e appassionato cinefilo che vive e lavora nel Regno Unito. E’ diventato famoso per “Film Meets Art” una serie di video in cui confronta i dipinti della pittura classica con le scene di film cult e ha un canale su Vimeo interamente dedicato al cinema, pieno di video in cui mette a confronto i film con la storia, con l’arte e con l’evoluzione tecnologica.

Cinema e Pittura - Film Meets Art - Vugar Efendi

Cinema ispirato alla pittura e ai più celebri dipinti del passato: Sandro Botticelli preso a modello da Terry Gilliam

Quando il cinema si ispira alla storia dell’arte

Gli esempi sono così numerosi che Vugar Efendi ha già realizzato ben tre video per “Film Meets Art” e chissà che in futuro non ce ne saranno altri… Il gioco è semplice: a sinistra è presentato il quadro di riferimento e a destra la scena del film. Il legame fra le due è sempre evidente: alcune sono vere e proprie citazioni, altri sono omaggi a quadri famosi, altri solo uno spunto da cui trarre ispirazione ma in ogni caso l’autore vuole sottolineare che “Tutte le forme d’arte si alimentano l’una con l’altra e il cinema non è diverso”.

Anche il cinema infatti guarda con ammirazione ai capolavori della pittura del passato e non si vergogna di rendere omaggio alla storia dell’arte portando in vita a quelle immagini statiche nella realtà cinematografica.

I video di Vugar Efendi sono una goduria per tutti gli appassionati di arte e di cinema e stati segnalati da Entertainment Weekly, Esquire, Vanity Fair, Elle, BBC, Canal +, Indiewire e tanti altri.

“Film Meets Art” tutte le volte che cinema e pittura si sono incontrati!

Vugar Efendi Cinema e Pittura

La lugubre casa di Psycho sembra proprio quella dipinta da Edward Hopper!

Film Meets Art I

Con: Ridley Scott, Botticelli e Terry Gilliam, Thomas Gainsborough e Quentin Tarantino, L’Ultima Cena di Leonardo citata da Paul Thomas Anderson, Edward Hopper citato da Alfred Hitchcock per la casa di Psycho, Andrew Wyeth e Terrence Malick.

Film Meets Art II

Da Sofia Coppola a Paul Thomas Anderson, “La petite baigneuse” di Ingres, dipinto nel 1828, citato da Jean-Luc Godard nel film Passion (1982), Andrei Tarkovsky che guarda Pieter Bruegel, Terry Gilliam, Bigas Luna, Bob Fosse e Stanley Kubrick.

Film Meets Art III

Qui troviamo Wes Anderson, Peter Greeenaway, Vincente Minnelli, Alejandro Inarritu, Peter Weir, George Miller e  Alfonso Cuaròn.

 

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Ritratti fotorealistici in bianco e nero di Kei Meguro

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Ritratti fotorealistici in bianco e nero di Kei Meguro

Kei Meguro è famosa per i suoi ritratti fotorealistici di bellissime ragazze in bianco e nero, con un tocco di colore inaspettato che vivacizza il disegno

Kei Meguro è una bravissima illustratrice e graphic designer giapponese che vive e lavora a New York, aiutata dal suo assistente Momo, un delizioso french bulldog! Ha iniziato giovanissima a disegnare come autodidatta ispirandosi ai grandi artisti del passato. Poi si è perfezionata alla School of Visual Arts di New York dove si è laureata nel 2010.

I suoi ritratti fotorealistici in bianco e nero ispirati alla moda sono stilosi, delicati e ammiccanti al tempo stesso. Le sue ragazze strizzano un’occhio alle celebrità del cinema e delle passerelle, e non a caso Kei è richiestissima dai brand della moda e del lusso, da Chanel a L’Oréal, da Tiffany a Lancome, per campagne pubblicitarie, poster o illustrazioni su riviste.

Ritratti fotorealistici in bianco e nero di Kei Meguro

Quel tocco di colore che non guasta!

Kei Meguro lavora su semplici cartoncini Bristol utilizzando solo matite, carboncini e gessetti eppure riesce a rendere i tratti del viso e le acconciature in modo quasi iperrealistico! La cosa che colpisce di più è proprio l’aspetto dei capelli. Kei si focalizza su ogni singola ciocca e continua a perfezionarne l’aspetto ripassando più e più volte, alternando matite diverse e gessetto bianco fino a ottenere un risultato davvero incredibile.

“Anche se mi focalizzo principalmente sul fotorealismo, il mio obiettivo è creare una giusapposizione aggiungendo un tocco grafico di colore.”

La particolarità dei suoi ritratti fotorealistici infatti è proprio il contrasto fra il soggetto in bianco e nero e gli elementi grafici colorati che ravvivano l’immagine. Dopo aver completato il disegno, Kei lo passa in Photoshop per una fase di post produzione in cui pulisce le sbavature, ritocca i livelli e aggiunge qualche pennellata di colore che dà quel tocco in più alle sue bellissime illustrazioni fashion!
Oltre ad averli esposti in una mostra personale in Giappone, Kei ha anche pubblicato una raccolta con i suoi ritratti in un volume intitolato FACES in cui ha raccolto le immagini più belle della sua collezione.

• LEGGI ANCHE: Julia Razumova dipinge ritratti digitali fotorealistici sul suo iPad

Kei Meguro ritratti fotorealistici in bianco e nero

Kei Meguro ritratti fotorealistici in bianco e nero

Ritratti fotorealistici in bianco e nero di Kei Meguro

Nei suoi ritratti fotorealistici Kei Meguro inserisce sempre un tocco di colore

Kei Meguro - Ritratti fotorealistici ispirati alla moda

Kei Meguro – Ritratti fotorealistici ispirati alla moda

Lasciatevi incantare da questa ipnotica Emma Stone

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Mimmo Rotella, Manifesto dell’artista che ha inventato il decollage

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Mimmo Rotella manifesto mostra roma decollage

Mimmo Rotella è riconosciuto tra i massimi esponenti del Nouveau Realisme e della Pop Art e a 100 anni dalla sua nascita una grande mostra a Roma espone i suoi celebri decollage

Nato nel 1918 a Catanzaro, Mimmo Rotella inizia la sua carriera artistica come pittore astratto. Al ritorno da un viaggio negli Stati Uniti, nel 1952 ha quella che definisce un’illuminazione zen e giunge alla conclusione che la pittura non fa più per lui. Comincia a rivolgere il suo interesse al manifesto pubblicitario come espressione artistica e inventa così il decollage. Il decollage è semplicemente il contrario del collage: invece di assemblare insieme immagini prese da contesti differenti, il decollage è il risultato di strappi fatti ad arte su manifesti e locandine di film o spettacoli.

Nel 1952 tornavo a Roma da un soggiorno negli Stati Uniti, a Kansas City, dove mi ero recato grazie a una borsa di studio della Fondazione Fulbright. L’esperienza era stata molto interessante, ma io mi trovavo adesso in un momento di crisi profonda. Non volevo più dipingere. Ritenevo che dopo Duchamp tutto fosse stato fatto. Finché, uscendo di casa una mattina, il mio sguardo incontrò al di là della strada, sul muro di fronte, un manifesto lacerato. E fu l’illuminazione.
Di notte uscivo per le vie della città a strappare quei manifesti colorati, destinati a diventare opere d’arte. Fu Emilio Villa a convincermi definitivamente del valore del mio lavoro, quando affermò: “Con questi strappi tu inventi un nuovo spazio, come sta facendo Fontana con i tagli”. Lo stesso Villa mi organizzò una mostra a Roma, nel 1955.
Stilearte.it

Mimmo Rotella a Roma in Piazza del Popolo

Un maestro della pop art

In un periodo di grande fervore, nel periodo del boom economico italiano, Mimmo Rotella diventa famoso per i suoi decollage, espressione di libertà creativa e novità, prendendo ispirazione dal cinema a colori, dalle vivaci locandine pubblicitarie, dalle icone pop, dal fermento culturale e artistico internazionale. Inizialmente astratti, verso la fine degli anni 50 i suoi decollage cominciano a includere elementi figurativi e dall’inizio degli anni 60 si concentrano sui divi del grande schermo e della musica come Marilyn Monroe, Liz Taylor, Marlon Brando ed Elvis Presley.

Mimmo Rotella decollage Marilyn Monroe

Mimmo Rotella ebbe una grande passione per Marilyn, soggetto di moltissime sue opere

Alcuni critici hanno paragonato le sue opere a quello di Lucio Fontana o di Alberto Burri ma Mimmo Rotella è riconosciuto tra i massimi esponenti del Nouveau Realisme e della Pop Art che si stava sviluppando proprio negli anni ’60. In questo periodo Mimmo Rotella intensifica il suo rapporto con l’America e vive fra Parigi e New York dove frequenta anche Andy Warhol e Roy Lichtenstein. Mai stanco di sperimentare e di evolvere il suo stile, negli anni ’80 sviluppa ulteriormente la sua tecnica ispirandosi al graffitismo e aggiungendo ai suoi decollage scritte e simboli dipinti a mano.

• LEGGI ANCHE: Oh, L’amour! Eugenia Loli, l’amore ai tempi del collage

Decollage di Mimmo Rotella

“Mimmo Rotella Manifesto”, in mostra a Roma

Oggi per celebrare il centesimo anniversario della nascita di Mimmo Rotella è aperta a Roma una grande mostra dal titolo “Manifesto” che gioca sul doppio significato di lettura critica della sua espressione artistica e allo stesso tempo si riferisce ai poster pubblicitari che l’artista rielaborò per tutta la sua carriera.
La mostra “Mimmo Rotella Manifesto”, che presenta ben 160 opere dell’artista calabrese, sarà alla Galleria Nazionale di Roma fino al 10 febbraio 2019, ed è organizzata dalla Fondazione Mimmo Rotella e dal Mimmo Rotella Institute di Milano con la curatela di Germano Celant e Antonella Soldaini.

Decollage di Mimmo Rotella

Decollage di Mimmo Rotella - CasablancaMimmo Rotella Decollage Gli Spostati

“Mimmo Rotella Manifesto”
dal 30 ottobre al 10 febbraio 2019
Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea
Viale delle Belle Arti 131, 00197 Roma

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Illustrazioni wireframe di Felix Zilinskas

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felix zilinskas illustrazioni wireframe

Illustrazioni wireframe a inchiostro di china con lo stile inconfondibile di Felix Zilinskas, fatto di linee, texture e campiture colorate

Felix Zilinskas è un creativo, pittore e illustratore di origini venezuelane. Si è laureato alla Cristobal Rojas Art School di Caracas e dopo aver lavorato in diverse agenzie come art director, si è stabilito a Barcellona dove ha fondato l’agenzia pubblicitaria Jiuston di cui è direttore creativo.
Le sue illustrazioni wireframe sono molto particolari, con uno stile libero e informale, fatto di linee sottili a inchiostro che definiscono le sagome e i profili dei suoi soggetti. Con tratti di spessore diverso Felix Zilinskas crea interessanti texture espressive e spesso colora ad acquerello le sue illustrazioni wireframe alternando i colori e gli spazi vuoti nelle campiture.

Illustrazioni wireframe di Felix Zilinskas

Acquerello di Felix Zilinskas

Raccontare storie attraverso le immagini

Sul suo sito si racconta così:

Artista plastico e creativo concettuale. Crede nello sviluppo di storie al di là delle immagini. Allo stesso modo gli piace giocare alternando i colori a spazi vuoti definiti da linee di confine indistinte. Gli piace giocare con l’immaginazione del pubblico. Titoli, nomi e figure suggeriscono e sfidano l’individuo a completare la storia dietro l’opera.

Alcune delle sue illustrazioni wireframe sono ispirate alla musica, che ha una parte importante nella sua vita, oppure alle muse che hanno ispirato i grandi artisti come nel caso di Adele Bloch-Bauer, la donna protagonista del celebre ritratto di Klimt “The Woman in Gold” (foto di copertina).

• LEGGI ANCHE: “Triangulations” ritratti in bianco e nero di Josh Bryan

Illustrazioni wireframe di Felix Zilinskas

Illustrazioni wireframe di Felix Zilinskas

Illustrazioni wireframe di Felix Zilinskas

Illustrazioni wireframe di Felix Zilinskas

Illustrazioni wireframe di Felix Zilinskas

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Ritratti fotografici di Zhang Jingna che sembrano quadri classici

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Ritratti fotografici che sembrano quadri di Zhang Jingna

Zhang Jingna è una giovane fotografa cinese capace di trasportare nei suoi ritratti fotografici le pose, le atmosfere e la perfezione di un dipinto classico

Nata a Pechino nel 1988, Zhang Jingna attualmente vive e lavora a New York ed è famosa per i suoi bellissimi ritratti fotografici. Cresciuta a Singapore, da ragazza faceva parte della nazionale di tiro al bersaglio. Fortunatamente però la sua vena artistica ha avuto il sopravvento e nel 2008 si è diplomata in Fashion Design portando avanti al tempo stesso la sua passione per la fotografia.

Fin dall’inizio della sua carriera è stata richiesta da numerosi brand del lusso per i suoi lavori commerciali. Oggi la sua attività si divide fra la fotografia di moda e la fotografia artistica. Le sue foto sono regolarmente pubblicate sulle più importanti riviste di moda internazionali come Vogue, Elle e Harper’s Bazaar. Zhang Jingna ha anche esposto le sue fotografie artistiche in diverse mostre personali e nel 2018 è stata selezionata da Forbes fra gli artisti under 30 più influenti.

Ritratti fotografici ispirati all’arte

Il segno distintivo di Zhang Jingna è la perfezione. Ogni dettaglio di ogni sua immagine è minuziosamente controllato tanto che sembra di guardare dei quadri e non delle fotografie. Grazie alla sua passione per l’arte classica questa giovane fotografa ha sempre avuto l’inclinazione a creare immagini che dessero le stesse emozioni che si provano di fronte a un quadro.

“Quando ero alla scuola d’arte ho visto il dipinto The Lady of Shalott di John William Waterhouse e ho pensato che era così bello ed emozionante; ero davvero commossa da tanta bellezza e ho sempre desiderato creare qualcosa che potesse suscitare lo stesso tipo di sensazione.”

Le immagini di Zhang Jingna si ispirano ai grandi fotografi di moda come Peter Lindbergh ma anche ai pittori preraffaelliti proprio come John William Waterhouse. In particolare nella sua serie personale più famosa, “Motherland Chronicles“, ispirata ai dipinti romantici dell’epoca preraffaellita, troviamo bellissime donne misteriose e tormentate dalla pelle candida, circondate da fiori e da elementi naturali.

• LEGGI ANCHE: Sølve Sundsbø le mille facce della bellezza

Motherland Chronicles #47 – Womb, 2014

Fotografia artistica: ritratti come quadri di Jingna Zhang

Fotografia artistica: ritratti come quadri di Jingna Zhang

Jingna Zhang - Ritratti fotografici ispirati alla pittura preraffaellita

Jingna Zhang - Ritratti fotografici ispirati alla pittura preraffaellita

Jingna Zhang – Ritratti fotografici ispirati alla pittura preraffaellita

Jingna Zhang ritratti artistici come quadri

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Divani, poltrone e sofà… nel blu dipinto di blu

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Poltrone Fringe by Munna

Divani per un comodo relax, pouf, poltrone e sofà, nelle collezioni design 2018, sembrano ispirarsi tutti al blu del cielo e del mare

Divani e poltrone quest’anno sembrano avere tutti qualcosa in comune, un filo conduttore nelle tendenze per lo spazio living. Forme pulite, essenziali e senza fronzoli; linee morbide e avvolgenti; un forte richiamo all’estetica vintage e agli stili del passato; ma soprattutto tante bellissime sfumature di blu che virano dall’oltremare al cobalto, dall’ottanio al turchese, fino a spingersi nei territori del verde.

Albert e Ile by Minotti

Albert e Ile sono due nuove famiglie di sedute Minotti dal sapore inequivocabilmente vintage. Hanno in comune il design della gamba slanciata con puntale dal gusto rétro, e sono presentati in bellissime tonalità di blu. A parte questo si differenziano completamente nelle forme e nello stile.

Sofà Albert by Minotti

Sofà Albert by Minotti

Il sofà Albert mantiene i braccioli d’ispirazione ’900 e linee classiche tipiche dell’estetica anni cinquanta. Con la sua forma avvolgente sostenuta dalle gambe sottili, risulta di grande eleganza, soprattutto in questa stupenda tonalità ottanio. La poltrona Ile invece è più vicina all’estetica degli anni sessanta. La caratterizza la particolare forma cava nello schienale e il disegno derivato dalle poltrone classiche. Il rivestimento è in velluto di lana mohair blu oltremare dai suggestivi riflessi cangianti.

Poltrona Ile by Minotti

Poltrona Ile by Minotti

Dream Armchair by Vibieffe

La poltrona  Dream by Vibieffe è una delle nuove proposte della collezione 2018 di Vibieffe. Progettata dall’architetto Gianluigi Landoni, nasce in un rilassante velluto azzurro come una seduta di assoluto comfort. Un obiettivo facilmente raggiungibile grazie alla possibilità di regolare i vari elementi della poltrona, dallo schienale al poggiapiedi. L’elemento caratteristico sono i braccioli più larghi sopra e più sottili verso le estremità, che regalano leggerezza ed eleganza alla forma pur mantenendo la loro funzionalità.

Poltrona  Dream by Vibieffe

Poltrona  Dream by Vibieffe

Fringe Armchair by Munna

Fringe è sicuramente una delle poltrone più eccentriche dell’anno. Realizzata dal brand portoghese Munna, si distingue per tre balze di lunghe frange che corrono attorno alla sua struttura stondata, dalla forma peraltro molto classica.  Grazie alla sua aria divertente e scanzonata, e ai suoi moltissimi colori, Fringe è la poltrona in velluto che stupisce e riesce a portare una ventata di freschezza anche nell’ambiente più impostato. Allo stesso tempo si integra benissimo anche in ambienti moderni che non vogliono apparire troppo convenzionali. Un vero classico contemporaneo!
La collezione, che oltre alle poltrone comprende anche divani e pouf, ha vinto il secondo premio allo European Product Design Awards 2018 nella categoria Furniture. 

Poltrona Fringe by Munna

L’eccentrica poltrona Fringe (con il pouf sullo sfondo)

Gubi Bat Lounge Chair

Design scandinavo e cuore italiano? Si può fare! La poltrona Bat Lounge Chair è progettata dal duo italo-danese GamFratesi e prodotta dall’azienda danese Gubi. E’ l’espressione del più puro spirito scandinavo – semplicità, funzionalità e minimalismo –  mescolato all’eleganza del design italiano che si rivela nelle linee ricercate e nelle gambe sottili e slanciate. Disponibile con lo schienale alto o basso, la poltrona Bat è chiamata così per la sua forma che, a detta dei progettisti, ricorda l’apertura alare di una pipistrello… ma è molto, molto più bella!

Poltrone Bat di Gubi

Poltrone Bat di Gubi

Poltrone Fuuga by Bolia

Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un’azienda scandinava, Bolia, e a un design tutto italiano. Busetti Garuti Redaelli sono infatti i tre giovani progettisti che hanno disegnato la famiglia si sedute Fuuga. Sofà e poltrone dalle forme morbide e accoglienti grazie allo schienale imbottito che ci invita a farci avvolgere da un comodo abbraccio. Sia per le poltrone sia per il sofà è disponibile un rivestimento in lana in un’ampia gamma di colori.

Poltrone Fuuga by Bolia

Poltrone Fuuga by Bolia

La Poltrona D.154.2 di Giò Ponti by Molteni

Appositamente progettata da Giò Ponti negli anni ’50 per la realizzazione di Villa Planchart a Caracas, la poltrona D.154.2 è una poltrona storica, l’unica che non fa parte di nuove proposte 2018. Ma è talmente bella e moderna che nessuno le darebbe mai 60 anni!! La poltrona ha una forma a guscio particolarmente accogliente e si completa con un morbido cuscino. Nella versione contemporanea è rivestita nella gamma di tessuti e pelli Molteni&C, con la possibilità di differenziare gli elementi. Particolarmente bella in questo caldo azzurro!

• LEGGI ANCHE: Sedie e poltrone d’autore che hanno fatto la storia del design

Poltrone di Giò Ponti by Molteni

Poltrone di Giò Ponti by Molteni

LaCividina, poltrone sofà e pouf ispirati alla natura

Il brand italiano LaCividina ha presentato quest’anno alla Milano Design Week la sua nuova collezione Waves progettata dalla designer francese Constance Guisset. Waves è una serie di pouf dalle linee sinuose e organiche che si ispirano ai paesaggi naturali come le onde dell’oceano, i profili delle colline o le rocce levigate dall’acqua. I pouf sono modulari e possono essere usati da soli oppure in gruppi per creare diverse configurazioni. Anche i colori disponibili sono quelli della natura. Bellissime in particolare le varie tonalità di blu, azzurro e celeste che sembrano rubate alle sfumature del cielo.

Waves la serie di pouf de LaCividina

Waves la serie di pouf de LaCividina

Waves la serie di pouf de LaCividina

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Tazze da tè a specchio che sorprendono con l’anamorfismo

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Tazze da tè a specchio con illusione anamorfica Luycho

Bellissime tazze da tè che celano un inganno ottico: sembrano stampate ma in realtà non lo sono e sfruttano l’anamorfismo per accendersi di mille colori

Arrivano dall’estremo oriente queste bellissime tazze da tè con piattino che ci sorprendono grazie al principio dell’anamorfismo applicato a superfici a specchio. L’anamorfismo è un principio ottico applicato nell’arte fin dal 15esimo secolo per cui un’immagine distorta viene vista correttamente solo guardandola da una determinata posizione. In questo caso le immagini distorte disegnate sul piattino si riflettono sulla superficie a specchio della tazza in funzione della sua curvatura per apparire nella loro forma originale. Per chiarire meglio: l’immagine è disegnata solo sul piattino mentre la tazza è rivestita da una superficie metallica che riflette tutto ciò che si trova alla sua base. Geniale, no?!

Luycho tazze da tè a specchio con effetto anamorfico

Luycho tazze da tè a specchio con effetto anamorfico

Luycho, tazze da tè per salvare gli animali

Mirror has All Colors” è il motto dell’agenzia creativa sud coreana Luycho Inc e la loro mission di “contribuire alla felicità  delle persone attraverso l’arte nelle vita“.
Fin dal 2013 Luycho ha sviluppato una serie di progetti – anche commerciali – al confine fra arte e tecnologia mettendo in pratica le leggi naturali della riflessione, rifrazione o delle ombre. Le tazze da tè riflettenti basate sulle proprietà degli specchi sono uno dei progetti che ha avuto più successo. Quelle della serie Endangered Animals riproducono una serie di animali in via di estinzione, dal panda all’orso polare all’elefante africano, e vogliono sottolineare l’esigenza di prestare maggiore attenzione all’ambiente e alle specie animali che rischiano di scomparire per sempre. Questo prodotto ha vinto il Gold Prize alla Seoul International Invention Fair nel 2014 e parte dei proventi delle vendite vengono donati al WWF.

Luycho tazze da tè riflettenti con effetto anamorfico

Luycho tazze da tè riflettenti con effetto anamorfico

Luycho – Endangered Animals le tazze da tè con le specie in via di estinzione

D-Bros la tradizione del tè si rinnova

Dal Giappone un’idea praticamente identica l’ha avuta D-Bros un brand di design che ha creato una serie di tazze da tè a specchio con piattino abbinato, tutte da collezionare. La serie Waltz è caratterizzata da pattern geometrici e da colori accesi e brillanti che scintillano sulla superficie a specchio della tazza. I materiali utilizzati sono i più nobili a partire dalla porcellana Hasami, realizzata a mano da abili artigiani con una tecnica risalente a oltre 400 anni fa, utilizzando una miscela esclusiva di argilla e pietrisco proveniente dal villaggio storico di Hasami, nella prefettura di Nagasaki in Giappone. La superficie, che deve essere perfettamente liscia, è rivestita di palladio un metallo prezioso più raro dell’oro e dell’argento che consente un effetto specchio assoluto, rendendo alla perfezione le forme e i vividi colori disegnati sul piattino. Tutto ciò ci regala l’illusione che lo stesso disegno sia stampato anche sulla tazza. Ma basta sollevarla per accorgersi dell’inganno!

D-Bros tazze da tè riflettenti con pattern e colori vivaci

D-Bros tazze da tè riflettenti con pattern e colori vivaci

D-Bros tazze da tè con pattern e colori vivaci

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La delicata pittura su legno di YiShu Wang, artista surrealista

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Pittura su legno YiShu Wang

La pittura su legno di YiShu Wang si concentra su ritratti sognanti di bamboline manga circondate da simboli ed elementi della tradizione orientale

YiShu Wang è un’artista di origini cinesi che si muove nell’ambito del surrealismo pop e si è specializzata nella pittura su legno con colori acrilici. Le sue ragazzine, dipinte nello stile di un fumetto manga, hanno proporzioni anomale e teste enormi che creano un contrasto ambiguo con il realismo dei dettagli inducendo lo spettatore a chiedersi se rappresentino il sogno o la realtà.

L’artista è nata in Cina ma dai 7 ai 14 anni ha vissuto in Giappone con la sua famiglia. Dopo il diploma ha proseguito i suoi studi artistici negli Stati Uniti alla University of Massachusetts. Attualmente vive e lavora a Pechino dove continua a dipingere le sue ragazzine sognanti utilizzando come base dei pannelli di legno su cui prima disegna e poi dipinge i suoi soggetti.
Le sue opere sono popolate da elementi e simboli della tradizione orientale ma anche di una sua personale simbologia fatta di animaletti kawaii, come gattini o coniglietti, e sono sempre caratterizzate da una palette di colori pastello molto tenui, quasi sempre dal rosa all’azzurro.

Pittura su legno YiShu Wang

Come racconta lei stessa, per YiShu Wang l’arte rappresenta uno sfogo emotivo, un modo di trasmettere la gioia o la tristezza, di fondere il passato e il presente.

I miei lavori hanno una profonda connessione con la mia infanzia. Come figlia unica in famiglia, ho passato molto tempo a perdermi nel mondo dell’immaginazione insieme alle mie bambole e ai personaggi immaginari che popolano i libri Manga. Disegnare un mondo d’infanzia mi ricorda l’innocenza e la semplicità e mi fa sentire sollievo e conforto. Considero le mie opere come il mio privato rifugio emotivo, un luogo protetto che può allontanare il mio dolore; un posto tranquillo che mi ricorda la mia infanzia innocente e mi lascia vivere come vorrei.
Badappleartists.com

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Pittura su legno YiShu Wang - Nostalgia World

Pittura su legno YiShu Wang – Nostalgia World

Aninaletti kawaii e colori soffusi caratterizzano la pittura su legno di YiShu Wang

Animaletti kawaii e colori soffusi caratterizzano la pittura su legno di YiShu Wang

Pittura su legno YiShu Wang

Surrealismo pop di YiShu Wang

Pittura su legno YiShu Wang

Pittura su legno YiShu Wang

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Il pittore iperrealista Sergey Piskunov ci regala l’illusione dell’estate

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Pittore Iperrealista Sergey Piskunov

Le “ragazze in piscina” del pittore iperrealista Sergey Piskunov ingannano lo spettatore e riproducono la realtà in modo incredibilmente fedele

A volte il talento e la passione riescono ad emergere nonostante le scelte che si fanno nella vita.
Il giovane pittore iperrealista Sergey Piskunov, classe 1989, è cresciuto a Kiev, in Ucraina e da piccolo, come molti ragazzini, adorava disegnare e dedicarsi ad attività creative. Ma nonostante i suggerimenti dei suoi insegnanti non ha mai seguito corsi di disegno o pittura e ha  scelto una facoltà tecnica laureandosi come ingegnere informatico nel 2012. Probabilmente avrebbe fatto carriera in questo settore se qualcuno non gli avesse regalato un set di pennelli e colori ad olio!

Questo ha risvegliato la passione per il disegno che aveva da piccolo e ha riacceso la sua creatività artistica. Ha  iniziato a dipingere nel 2010 ispirandosi inizialmente alle opere dei maestri dell’impressionismo e del surrealismo fin quando ha trovato la sua vera dimensione nella pittura iperrealista.

Questo è lo stile che lo aiuta a essere competitivo con se stesso e a mettere alla prova le sue le abilità creative per tutto il tempo. L’iperrealismo è uno stile in cui non c’è molto spazio per essere originale, il che rende possibile rendere unico non solo ogni artista, ma ogni singolo dipinto. Le opere vivono la loro vita, ingannano le persone e le costringono a credere nell’illusione della fotografia, così che solo in un secondo momento gli consentono di scoprire ogni pennellata dipinta dall’artista sulla tela.
Sergey Piskunov

Pittore Iperrealista Sergey Piskunov

Pittura iperrealista di Sergey Piskunov

Il pittore iperrealista che ama mettersi alla prova

Pur essendo un autodidatta, il pittore iperrealista Sergey Piskunov ha una incredibile capacità di riprodurre i soggetti in modo estremamente fedele alla realtà. Partendo da una fotografia riesce dipingere in modo  estremamente realistico concentrandosi minuziosamente sui più piccoli dettagli. Il risultato sono quadri iperrealisti capaci di ingannare chiunque. La serie delle “Ragazze in piscina” ci regala l’illusione dell’estate e ci fa sognare momenti di relax e di benessere ma è solo degli svariati soggetti che Sergey dipinge, mettendosi alla prova con superfici, luci e materiali sempre più difficili da riprodurre. Nei suoi dipinti iperrealisti troviamo di tutto: frutta, plastica, metallo, caramelle, palloncini, piume, glitter…

Oltre ad avere un grande seguito nel suo paese natale, Sergey Piskunov ha anche esposto le sue opere negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania, in Svizzera e in molti altri paesi. Ha un gran numero di follower su Instagram e migliaia di fan che seguono le sue creazioni.

VIDEO: Sergey Piskunov al lavoro su uno dei suoi quadri iperrealisti

Pittore Iperrealista Sergey Piskunov

La serie delle ragazze in piscina del pittore iperrealista Sergey Piskunov

Pittore Iperrealista Sergey Piskunov

Pittore Iperrealista Sergey Piskunov

Pittore Iperrealista Sergey Piskunov

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