10 Gennaio 2026 / / ChiccaCasa

Ci sono case che, a colpo d’occhio, ti fanno innamorare: i colori sono armoniosi, avvolgenti, intensi al punto giusto.
Trasmettono personalità, equilibrio, una sensazione immediata di benessere e ti fanno subito venire voglia di sperimentare con il colore in casa tua.

Ti piacerebbe osare con i colori, ma hai paura di sbagliare? Ogni volta che si tratta di scegliere un colore, ti senti bloccatə?
Hai paura di stancarti in fretta, di investire tempo e denaro in una scelta che non regge nel tempo, di fare un pastrocchio e di creare un ambiente confusionario.

Così rimandi, semplifichi e tendi a scegliere colori neutri, perché ti sembrano quelli più sicuri.

Scegliere i colori in casa, però, non è solo una questione di coraggio. È una questione di metodo, consapevolezza e strumenti giusti.

Ciao, sono Federica, home stylist e interior blogger.

In altre parole, supporto le persone come te a creare una casa che le rappresenti.

Non perdiamoci di vista: iscriviti alla newsletter (ricevi subito il manuale su come Arredare da zero) e seguimi anche su @chiccacasa.

Indice dei contenuti

Come scegliere i colori in casa? Basi e checklist di errori comuni
[ torna al menu ]

Quando si parla di colori, il primo errore è pensare in termini di “bello” o “brutto”.

Non esistono colori belli o brutti in assoluto, ma colori giusti per te e per la tua casa.

In realtà, esistono colori coerenti e colori fuori contesto. Colori che dialogano con lo spazio e colori che appaiono fuori luogo.
Colori che sostengono il tuo benessere e colori che non ti infastidiscono o, semplicemente, non ti rappresentano.

Se hai già sperimentato con il colore e questo ti ha stancatə subito è possibile che tu abbia commesso uno o più degli errori comuni che ti elenco qui di seguito.

  • Quel colore non era giusto per te, quindi non ti trasmetteva emozioni positive o, peggio, ti faceva sentire a disagio.

  • Il colore non era in armonia con gli elementi fissi della casa: pavimenti, porte, infissi o arredi già presenti.

  • Hai sottovalutato l’importanza di testare il colore sulle tue pareti prima dell’applicazione e il risultato si è rivelato evidentemente diverso da come ti aspettavi, deludente.

  • Il colore ha messo in evidenza disarmonie esistenti, invece di riequilibrarle. È possibile che fosse il colore giusto, ma che enfatizzasse degli abbinamenti sgradevoli di elementi già presenti in casa. Per esempio, molto spesso l’essenza di legno delle porte non è in armonia con il pavimento, o l’accostamento dei mobili è da rivedere.
    Può succedere anche che, una volta pitturate le pareti, salti all’occhio una disposizione degli arredi che non sta valorizzando l’ambiente.

  • Il colore è stato applicato nei punti sbagliati o con proporzioni sbilanciate. Hai dipinto solo una parete e ora la stanza sembra aver cambiato forma?
    Forse hai involontariamente creato un’illusione ottica e alterato la percezione dei volumi, rendendo lo spazio meno armonico.

  • Non è il colore, ma le quantità. Hai colorato tutte le pareti, ma hai un pavimento colorato e ora ti sembra che la stanza sia opprimente? Forse, hai sbagliato le dosi.

  • Ultimo e, forse, il più frequente: hai ignorato l’esposizione e l’intensità della luce naturale che entra dalle finestre della stanza, nelle diverse ore del giorno. La luce, infatti, ha una forte influenza sulla percezione del colore sulla parete.

Questa checklist, magari ti ha aperto gli occhi sul tuo tassello mancante per il colore perfetto, oppure ti sta facendo dire: “basta, troppo difficile, faccio tutto neutro”.

È vero, la gestione del colore in casa è complessa, altrimenti non ci sarebbero figure professionali dedite a sciogliere questi nodi, come la mia.
La buona notizia è che hai due modi per riuscire a domarla:

  • appoggiandoti a una figura professionale per un progetto colore;

  • o in autonomia, acquisendo le tecniche e le informazioni che ti servono per usare correttamente il colore in casa.

Se acquisisci gli strumenti giusti, abbinare i colori in casa diventa un processo chiaro, divertente e sereno.

È proprio per questo che ho creato la Guida alla scelta dei colori in casa: un supporto pratico, pensato per chi non se la sente di delegare, ma desidera scegliere con sicurezza, evitando errori costosi e ripensamenti continui.

acquisisci sicurezza nella scelta dei colori

Come scegliere una palette di colori per casa?
[ torna al menu ]

Una palette efficace non nasce copiando un’immagine, nasce da un riconoscimento.

Parti dai tuoi colori felici (esistono già). Cerca nel tuo armadio, cerca nei tuoi ricordi, cerca nella natura. Trova i colori che hanno contraddistinto un passaggio della tua vita: ti ricordano un evento positivo, una persona, un momento felice.

Prendere ispirazione da riviste, Instagram e Pinterest va bene, ma quelle immagini vanno lette con attenzione.

Spesso ciò che colpisce di uno spazio non è il singolo colore, bensì il tipo di contrasto, l’atmosfera generale, il rapporto tra luce e profondità.

Ognuno di noi ha un suo contrasto preferito:

  • prevalenza di tinte calde o fredde,

  • contrasti netti, determinati da colori chiari mescolati con colori scuri,

  • tinte semi chiare con semi scure, per un contrasto soft,

  • chiari con altri chiari, senza forti elementi di rottura,

  • o un’atmosfera profonda e a bassa luminosità.

Quando i colori e i contrasti giusti per te vengono applicati in casa, lo spazio cambia qualità.

Puoi vedere esempi di stanze trasformate con diverse palette di colori qui.

Immagina di svegliarti ogni mattina in un luogo che ti rappresenta, in cui ti riconosci, che ti appaga, ti fa sentire bene e migliora il tuo benessere quotidiano. Un lusso, no?

Come si fa ad individuare con precisione i colori e i contrasti che funzionano davvero per te?

Se vuoi avere una conferma chiara di ciò che ti piace davvero e dei contrasti che senti più tuoi, senza continuare a restare bloccata nelle scelte, esiste uno strumento preciso: il RAH Test.

È un test scientifico, basato sulle neuroscienze, che utilizzo da tempo nel mio lavoro e che ho testato su molti clienti, riscontrandone l’effettiva validità.

Ti aiuta a capire quali colori sostengono il tuo benessere nel tempo e quali contrasti funzionano davvero per te, eliminando gran parte dei dubbi che rendono difficile scegliere.

Se fai il RAH test con me, ricevi, oltre ai tuoi colori felici, anche i codici colore NCS, palette già pronte e immagini di ispirazione create con l’intelligenza artificiale.
Sono pensate per mostrarti come applicare i colori in casa in modo concreto e armonioso, senza dover interpretare o improvvisare. Puoi copiarle, adattarle e usarle come riferimento sicuro.

trova i tuoi colori felici

Quanti colori deve avere la palette di una casa?

Non esiste un numero preciso.
Le sfumature, anche quando appartengono allo stesso colore, possono e devono variare da stanza a stanza, per adattarsi alla luce naturale, ai materiali presenti e alla funzione degli ambienti.

Ciò che conta davvero è la presenza di un filo conduttore cromatico, riconoscibile e coerente.

Per esempio, i neutri delle tue stanze possono essere una costante, soprattutto i bianchi.

Scegli un bianco (caldo, freddo, puro) e mantienilo costante in tutta la casa (purché tu voglia avere elementi bianchi in casa, ovviamente).

Il tuo filo conduttore può essere anche un colore da ripetere in ogni stanza in diverse proporzioni.

Seguirai una costante stilistica, certo, ma dal punto di vista cromatico, l’obiettivo è un altro: passando da una stanza all’altra, non devi avere la sensazione di entrare in case diverse. La casa deve raccontarsi come un insieme armonico, continuo, ben orchestrato.

Questo approccio è fondamentale quando inizi a capire davvero come abbinare i colori in casa in modo consapevole.

Quanti colori deve avere la palette di una stanza?

Anche qui non esistono formule rigide.
Il colore non risponde a regole matematiche, ma a equilibri visivi, proporzioni e relazioni.

Per semplificare e avere un riferimento pratico, puoi considerare una palette composta da tre a cinque colori.

Tuttavia, la differenza non la fa il numero, ma il modo in cui questi colori entrano nello spazio.

Conta dove li applichi, in che quantità e su quali superfici. Un colore usato nel punto giusto può valorizzare l’ambiente; lo stesso colore, applicato senza criterio, può creare confusione.

Molti errori negli abbinamenti colori casa nascono proprio da una gestione poco consapevole delle proporzioni, più che dalla scelta cromatica in sé.

In questo senso, una regola semplice ma molto efficace è quella del 60–30–10, che vedremo più avanti.

Se ho pavimenti di diversi colori in casa, devo usare colori diversi in ogni stanza?

Nelle case degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta è molto comune trovare pavimenti diversi in ogni ambiente: graniglie, marmi, cementine con cromie e disegni differenti. È una caratteristica affascinante, ma richiede attenzione.

I colori dei pavimenti devono entrare, necessariamente, nella palette generale della casa. Questo non significa replicarli ovunque, ma farli dialogare tra loro in modo consapevole.

Un esempio semplice: nella stanza con pavimento color terracotta puoi inserire un elemento che richiami il colore del pavimento del corridoio o della stanza che attraversi prima di entrarci. Un dettaglio, un materiale, un accento cromatico possono creare continuità visiva.

L’obiettivo è una armonia complessiva, percepibile anche nelle viste da una stanza all’altra.

Puoi usare colori diversi in ogni ambiente, sì, ma devi sempre costruire un filo conduttore. È questo che rende gli abbinamenti colori casa coerenti, eleganti e duraturi.

Come bilanciare i colori in casa?
[ torna al menu ]

I colori da scegliere non sono solo quelli delle pareti.

Puoi avere una casa colorata anche se le tue pareti sono bianche, scegliendo, per esempio arredi, complementi e accessori colorati.
Se hai un pavimento colorato, per esempio, non sempre dipingere tutte le pareti rappresenta una buona idea.
L’armonia si raggiunge solo se i colori sono ben posizionati e bilanciati nell’ambiante.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Federica – Home Stylist e Interior Blogger (@chiccacasa)

La regola del 60 -30 -10 aiuta a distribuire i colori in modo equilibrato e leggibile:

  • il 60% è dedicato al colore dominante, quello che costruisce l’atmosfera;

  • il 30% al colore secondario, che sostiene e accompagna;

  • il 10% al colore di accento, più deciso e caratterizzante.

Non è una formula rigida, ma una guida preziosa per evitare eccessi e mantenere armonia. La trovi spiegata in modo dettagliato, con esempi concreti e facilmente replicabili, nella Guida alla scelta dei colori in casa.

Come abbinare i colori in casa?
[ torna al menu ]

Una volta individuati i tuoi colori felici e compresa la regola del 60–30–10, puoi iniziare a lavorare sugli abbinamenti colori casa in modo più consapevole. A questo punto il colore smette di essere un’intuizione fragile e diventa una scelta ragionata, coerente, replicabile.

Per capire davvero come abbinare i colori in casa, esistono strumenti semplici ma molto efficaci. Uno su tutti: la ruota dei colori.

La ruota dei colori: il cerchio di Itten spiegato in modo semplice

La ruota dei colori, conosciuta anche come cerchio di Itten, è uno strumento visivo che mostra le relazioni tra i colori. Basta comprenderne la logica per usarla con sicurezza.
Se vuoi allenarti e sperimentare, qui trovi una ruota dei colori cartacea.

Ebook - Guida pratica alla scelta dei colori in casacomplementari.png

ANALOGHI.png

TRIADE.png

Colori complementari

Sono i colori opposti sulla ruota (per esempio blu e arancione, verde e rosso). Creano contrasto, energia e movimento.
Funzionano bene perchè si enfatizzano a vicenda, ma se usati senza dosare con cura le proporzioni, risultano facilmente stancanti.

Colori analoghi

Sono colori vicini tra loro sulla ruota (per esempio verde, verde-blu e blu). Trasmettono armonia e continuità. Sono ideali se ami atmosfere coerenti e visivamente fluide e se ami in particolare una temperatura di colore (caldi oppure freddi).

Triade di colori

Coinvolgono tre colori disposti a formare un triangolo. Funzionano molto bene se uno dei colori guida la palette e gli altri due entrano con discrezione. Richiedono più attenzione nell’abbinamento e nel bilanciamento della saturazione, ma danno grandi soddisfazioni in termini di carattere.

Questi schemi non sono regole rigide, ma mappe. Ti aiutano a orientarti quando inizi a costruire i tuoi abbinamenti colori casa senza andare a tentativi.

Alla ruota dei colori ho dedicato un intero capitolo, con tanti altri schemi cromatici, esempi pratici e render fatti da me, nella Guida alla scelta dei colori in casa.

Come scegliere i colori in base all’esposizione della stanza?
[ torna al menu ]

La luce cambia i colori. Sempre.
Questo è uno degli aspetti più sottovalutati quando si cerca di capire come scegliere i colori in casa.

sud.jpeg

nord.jpeg

A sinistra: il render di una stanza arredata con colori freddi, con esposizione a Sud.
A destra: come apparirebbe la stessa stanza, se fosse esposta a Nord.

In Italia, durante la giornata, la luce naturale varia in modo piuttosto prevedibile.

  • Esposizione nord
    La luce è più fredda (bluastra), costante, ma mai diretta. I colori appaiono più smorzati e leggermente grigi. Un buon modo per combattere l’atmosfera fredda e spenta è scegliere tinte che non tendano al grigio, magari calde.
    Considera che un colore freddo diventerebbe ancora più freddo una volta applicato sulle pareti.

  • Esposizione sud
    La luce è intensa, diretta, calda per gran parte della giornata. I colori risultano più saturi e luminosi. Qui puoi permetterti anche tonalità più fredde o più scure, perché la luce le sostiene.

  • Esposizione est
    La luce è calda e morbida al mattino, più neutra nel resto della giornata. I colori chiari e delicati rendono molto bene, soprattutto se ami atmosfere luminose e leggere.

  • Esposizione ovest
    La luce diventa rossastra e intensa nel pomeriggio e alla sera. I colori si scaldano visivamente e acquisiscono profondità. Chiediti: come apparirà il colore che ho scelto con l’aggiunta del colore della luce rossastra del tramonto?

Quando scegli i colori, chiediti: in che fascia oraria trascorri più tempo in quella stanza? Questo può influenzare notevolmente la tua scelta.

Un colore che ami alla luce del mattino può non funzionare altrettanto bene di sera. Il colore giusto è quello che ti accompagna nei momenti in cui vivi davvero lo spazio.
Se vuoi sapere come gestire al meglio il colore, a seconda dell’esposizione della tua stanza, qui trovi anche dei codici colore NCS già pronti, da testare.

Come abbinare pareti e mobili?
[ torna al menu ]

Uno degli errori più frequenti negli abbinamenti tra pareti e arredi riguarda il sottotono. Spesso non viene considerato, ma fa una differenza enorme.

Ogni materiale ha un sottotono: caldo, freddo o neutro. Non solo, il sottotono corrisponde a un colore vero e proprio, che non può essere ignorato.

Quando abbini pareti e mobili:

  • osserva i materiali alla luce naturale (spegni la luce);

  • accosta i materiali dei tuoi mobili, del pavimento e di tutti gli elementi fissi, al campione di colore;

  • fai attenzione al mix di caldi e freddi.

Tenere conto del sottotono rende gli abbinamenti di materiali e colori coerenti, eleganti e intenzionali.

Capire questi meccanismi ti permette di scegliere con più sicurezza e di costruire palette che funzionano davvero, nel tempo e nella vita quotidiana.

Come scegliere il colore per le pareti?
[ torna al menu ]

C’è una pratica molto comune che si mette in atto in fase di ristrutturazione o allestimento di una nuova casa: dare il colore alle pareti senza avere la più pallida idea di come si arrederanno gli spazi. Capire quali colori applicare e quali pareti o porzioni di pareti pitturare non può essere un atto isolato rispetto alla progettazione della disposizione degli arredi e alla scelta dei materiali e dei colori degli stessi.
Se scegli il colore prima dell’arredamento, questo potrebbe anche risultare vincolante, il che è assurdo, considerando quanto sia semplice cambiare colore alle pareti, rispetto a sostituire tutti gli arredi.

È normale sentirsi sopraffatti da questa decisione, perché il colore può influenzare profondamente il tuo stato d’animo e la tua quotidianità.

Ecco una checklist utile per guidarti nella scelta.

  1. Individua i tuoi colori felici. Sono quelli che ti fanno stare bene nel tempo, non solo al primo sguardo. Se fai fatica a riconoscerli con chiarezza, il RAH Test può aiutarti a mettere a fuoco colori e contrasti che funzionano davvero per te.

  2. Con la tua palette in mano, seleziona un colore compatibile con la stanza. Chiediti se quel colore dialoga con gli arredi che hai già, con i materiali presenti e con l’atmosfera che desideri creare. Il colore giusto non sovrasta, accompagna.

  3. Tieni conto della luce naturale. Osserva come entra nella stanza durante la giornata e come cambia. La luce può raffreddare, scaldare, spegnere o intensificare un colore. Ignorarla significa scegliere alla cieca.

  4. Modula il colore in base allo spazio. Fatti preparare dal colorificio più campioni della stessa tonalità, più chiari o più profondi, e testali direttamente sulle pareti che vuoi dipingere. Guardali al mattino, nel pomeriggio e alla sera. È qui che il colore rivela la sua vera natura.

  5. Non fermarti alle pareti. Il colore vive anche nei tessili e nei dettagli: tappeti, cuscini, tende, lampade, pouf, tavolini, quadri. Usa questi elementi per creare contrasti misurati, richiami cromatici e piccoli punti di ritmo visivo. Spesso è proprio questo gioco sottile a rendere l’insieme più interessante e personale.

Quando segui questi passaggi, il colore smette di essere una scelta azzardata e diventa uno strumento espressivo. Un alleato capace di trasformare la stanza e di rendere la casa più coerente, più viva, più tua.

6 Gennaio 2026 / / Casa Poetica

Decluttering dolce cassetto bagno - Casa Poetica

Il decluttering dolce è un modo gentile e consapevole per fare spazio in casa senza stress. Fare decluttering può sembrare un’impresa faticosa, quasi una prova di forza.
L’idea di dover decidere cosa tenere, cosa buttare, da dove iniziare, spesso paralizza ancora prima di cominciare. È per questo che molte persone rimandano, accumulano, si convincono che “non è il momento giusto”.
Il decluttering dolce nasce proprio per questo: per fare spazio in casa senza stress, senza strappi e senza sensi di colpa.



Perché fare spazio spaventa più di quanto dovrebbe

Quando si parla di decluttering, il problema raramente è la casa.
Quello che spaventa davvero è l’immaginario che si porta dietro: sacchi neri, decisioni drastiche, oggetti buttati in fretta, regole rigide da seguire. Un approccio che fa pensare che per fare spazio sia necessario rinunciare, soffrire o cambiare tutto insieme.
Il decluttering dolce ribalta questa visione: non chiede di eliminare, ma di osservare; non impone velocità, ma consapevolezza. È un modo diverso di fare decluttering in casa, pensato per chi sente il bisogno di alleggerire, ma non vuole farlo con violenza.



Cos’è davvero il decluttering dolce (e cosa non è)

Il decluttering dolce non è minimalismo forzato, né una versione “più lenta” del buttare via. Non è tenere tutto, ma nemmeno liberarsi delle cose con violenza. È un approccio che mette al centro la persona, prima ancora degli oggetti.
Fare spazio in questo modo significa ascoltare, osservare, capire cosa oggi ha senso restare e cosa no, senza giudizio. Il decluttering dolce non chiede decisioni immediate, ma consapevolezza. Non impone regole rigide, ma accompagna verso scelte più coerenti con la vita reale che stai vivendo adesso.



Da dove iniziare davvero (spoiler: non da tutta la casa)

Decluttering dolce: cassetto della cucina organizzato per iniziare a fare spazio

Uno spazio semplice, come un cassetto della cucina, è perfetto per iniziare il decluttering dolce senza stress.

Nel decluttering dolce non si comincia mai dagli oggetti più carichi di significato. Libri, fotografie e ricordi personali richiedono tempo ed energia emotiva. Per questo è molto più efficace partire da spazi semplici e quotidiani, emotivamente neutri. Un cassetto del bagno, il cassetto delle posate o una piccola zona della cucina sono punti di partenza ideali per fare spazio senza sentirsi sopraffatti.
Questi micro-spazi permettono di prendere confidenza con il processo e di fare scelte pratiche, senza giudizio. Qui non si decide cosa racconta la tua storia, ma cosa è utile oggi. È proprio questa semplicità che rende il primo passo accessibile e prepara, con naturalezza, ad affrontare in seguito anche gli spazi più delicati.



Il decluttering dolce come cambio di relazione con gli oggetti

Uno degli aspetti più fraintesi del decluttering è l’idea che riguardi solo gli oggetti. In realtà, soprattutto quando si sceglie un approccio dolce, il lavoro più profondo non è su ciò che si elimina, ma su come si guarda ciò che si possiede. Gli oggetti diventano spesso depositari di aspettative, sensi di colpa, promesse non mantenute, versioni di noi che non esistono più. È per questo che fare spazio può risultare emotivamente faticoso, anche quando si parte da cose apparentemente semplici.

Il decluttering dolce lavora proprio su questo livello: non chiede di “decidere in fretta”, ma di riconoscere che un oggetto può essere stato importante e non esserlo più. Che può aver avuto una funzione e averla esaurita. Che può rappresentare una fase della vita conclusa, senza che questo tolga valore a ciò che è stato. Fare spazio, in questo senso, non è cancellare il passato, ma fare posto al presente.



Perché buttare non è mai il vero obiettivo

Nel decluttering dolce l’eliminazione non è mai il fine ultimo. Buttare, donare o spostare sono conseguenze, non obiettivi. L’obiettivo reale è creare spazi che funzionino per la vita di oggi, non per quella che si aveva dieci anni fa o per quella che si immaginava di avere. Quando questo passaggio è chiaro, le decisioni diventano meno cariche e più lucide.

Molte persone restano bloccate perché sentono il peso della decisione definitiva. “Se lo tolgo, poi me ne pentirò”. Il decluttering dolce introduce invece la possibilità della scelta temporanea, del passaggio intermedio, del “non ora”. Questo abbassa la soglia di stress e permette di andare avanti senza sentirsi forzate. È un metodo che accetta l’ambivalenza e la normalizza, invece di combatterla.



Perché il decluttering dolce funziona (e dura di più)

Un altro elemento centrale del decluttering dolce è il ritmo. Non esiste una velocità giusta in assoluto, esiste una velocità sostenibile per chi vive quella casa. Lavorare troppo in fretta porta spesso a risultati apparentemente ordinati, ma fragili. Dopo qualche settimana tutto torna come prima, perché il processo non è stato interiorizzato.

Procedere con gradualità permette invece di consolidare le scelte, di osservare come cambia la quotidianità quando uno spazio è più leggero, di capire cosa funziona davvero. È in questo tempo di osservazione che il decluttering diventa stabile. Non perché si è “stati bravi”, ma perché si è costruito un equilibrio possibile.



Fare spazio, insieme

Fare spazio non è una questione di forza di volontà, ma di metodo. Il decluttering dolce ti permette di alleggerire la casa rispettando i tuoi tempi, senza strappi e senza sensi di colpa.

Se senti che è il momento di fare spazio, ma non sai da dove iniziare, possiamo parlarne insieme. Puoi prenotare una call conoscitiva, anche solo per fare chiarezza e capire se questo percorso è adatto a te.

A volte basta una conversazione giusta per iniziare nel modo giusto.





 Photo on I-Stock





Stai con me, a Casa Poetica?

Iscriviti alla newsletter per riscoprire i processi di consapevolezza del riordino e del decluttering, sempre con una punta di ironia e friccicore (mica Freud, eh!). Ricevi subito il mio regalo di benvenuto, il codice sconto -10% che puoi usare sulle consulenze online.





L’articolo Decluttering dolce: come fare spazio in casa senza stress proviene da Casa Poetica.

4 Gennaio 2026 / / Case e Interni

Confronto tra soggiorno scandinavo anni Settanta ricco di colore e interno contemporaneo neutro


Perché le case moderne hanno perso il colore? Un’analisi
tra estetica neutra, trend contemporanei e bisogno di rassicurazione.

Negli ultimi anni, osservando le case che popolano riviste, social e nuovi interventi residenziali, emerge un dato evidente: il colore si è nascosto. Non è scomparso del tutto, ma ha lasciato il centro della scena a palette sempre più neutre, morbide, desaturate. Beige, greige, sabbia, tortora, bianco caldo. Toni rassicuranti e difficilmente contestabili.

Il colore Pantone 2026: Cloud Dancer

Il fatto che il colore Pantone 2026 sia Cloud Dancer – un bianco lattiginoso, sospeso, quasi impalpabile – sembra confermare questa direzione: un bisogno diffuso di quiete visiva, di ambienti che non disturbino, non prendano posizione, non affatichino.

Ma non è sempre stato così.

Camera da letto colorata anni 80camera da letto Mary Gilliatt 1983

Quando le case avevano un colore (e non avevano paura di mostrarlo)

Se pensiamo agli interni degli anni ’70, ’80 e primi anni ‘90 il colore non era un accessorio: era struttura.
Cucine verde oliva, bagni azzurro polvere o rosa cipria, divani e tappeti colorati, pareti rosso mattone, verde acido, blu o ocra, cuscini e poltrone dalle fantasie fiorate o geometriche. Anche negli interni più borghesi, il colore aveva un ruolo dichiarato, spesso identitario.

soggiorno in blu anni 70

sala da pranzo anni ’70

Quelle case non cercavano la neutralità raccontavano il gusto di un’epoca, nel contempo, esprimevano un’idea di comfort più fisica e materica, accettavano l’idea che uno spazio potesse diventare fuori moda e lasciavano che la personalità e il gusto individuale prendesse forma.

Il colore non era pensato per essere eterno, ma coerente con il presente.

Casa in stile contemporaneo in toni neutri e boiserie

soggiorno contemporaneo dai toni neutri; credit photo: bo-laget

Le case di oggi: neutre, fluide, silenziose

Negli ultimi dieci anni l’estetica mainstream ha preso una direzione opposta. Gli interni contemporanei puntano su palette ridotte, materiali naturali o che li imitano e contrasti ridotti al minimo.

Il colore, quando c’è, è attenuato: salvia, cipria, terracotta chiaro, azzurro-grigio. Raramente saturi, quasi mai dominanti.

Non è solo una scelta di gusto. È una risposta sociale.

Oggi abbiamo a disposizione una varietà di colori e sfumature infinitamente più ampia rispetto al passato: potremmo scegliere qualsiasi tonalità. Eppure la casa contemporanea, nella sua forma più diffusa, decide di non farlo. Questo ci dice che la neutralità non nasce da un limite tecnico, ma da una scelta culturale ed economica, rassicurante e facilmente riproducibile.

La virata verso interni neutri, quindi, non è una conseguenza della mancanza di opzioni, ma il risultato di una preferenza condivisa.

Il minimalismo cromatico viene spesso venduto come consapevole, zen ed essenziale, ma può essere letto anche come riduzione dello stimolo, gestione dell’ansia, desiderio di ordine in un mondo instabile.

Casa con soppalco anni 70

casa con soppalco anni ’70

Perché il neutro ci rassicura

Viviamo in un contesto iperconnesso, visivamente sovraccarico, iper tecnologico e socialmente instabile. La casa diventa allora un rifugio. E il neutro offre continuità, controllo e prevedibilità.

Un ambiente neutro non chiede attenzione, non stimola, non mette in discussione, non crea squilibri o contrasti. È uno sfondo calmo su cui proiettare una vita già complessa.

Il colore, al contrario, richiede uno sforzo in più riguardo la scelta, inoltre divide, espone al giudizio e richiede una presa di posizione chiara.

E oggi, più che mai, la casa è il luogo in cui sembra che nessuno (o quasi) voglia prendere posizione.

Dal punto di vista dell’interior design, il colore è diventato un rischio: quello di “sbagliare”, di fare una scelta non consapevole, di non piacere agli altri.

Il neutro, invece, è percepito come elegante, rilassante, non divisivo, non disturbante.

Non è un caso che molte ristrutturazioni partano da una base volutamente neutra, lasciando al colore il ruolo di dettaglio facilmente intercambiabile: un cuscino, una sedia, un quadro. Il colore non struttura più lo spazio, lo sfiora.

 

camera da letto contemporanea toni neutri

camera contemporanea dai toni neutri; credit photo: norban

Le case anni ’70–’80 oggi ci sembrano “datate” proprio a causa del colore. Questo ha generato una reazione quasi difensiva: progettare spazi che non invecchino mai.

Ma una casa che non invecchia è anche una casa che non racconta una storia, non prende posizione, non rischia mai. Il risultato è un’estetica molto curata, ma spesso intercambiabile, anonima e priva di personalità.

Inoltre, c’è un grosso errore alla base: attribuire al colore la responsabilità di rendere una casa datata è una semplificazione. Anche materiali, formati, decorazioni, grafiche e lavorazioni (sebbene neutre) raccontano il tempo in cui nascono: un gres effetto Calacatta, gres effetto cementine, una superficie cannettata o un dettaglio in oro rosa sono segnali forti di un trend, tanto futile quanto passeggero. E mentre un blu ottanio alle pareti può diventare terracotta con una mano di pittura, un pavimento di tendenza resta lì a ricordarci per anni il momento in cui è stato scelto.

Cameretta toni neutri e menta

cameretta dai toni neutri; credit photo: Giessegi

Infanzia color beige: il caso delle camere dei bambini

C’è un ambito in cui la perdita di colore diventa particolarmente evidente — e, forse, più delicata: quello dell’infanzia. Basta osservare la moda kids, le nursery e le camerette degli ultimi anni per accorgersene. Le palette dominanti ruotano quasi sempre intorno a beige, panna, al massimo salvia, menta, cipria, e altri toni polverosi. Toni morbidi, rassicuranti, perfettamente coordinabili con il resto della casa. Ma questa scelta non è solo estetica. Racconta qualcosa di più profondo.

Spesso è una proiezione del gusto adulto sul mondo dei bambini: spazi pensati per integrarsi con un interior ordinato e coerente, più che per stimolare l’immaginazione di chi li abita davvero. È anche una forma di controllo, una volontà — magari inconscia — di tenere a bada il caos, l’eccesso, l’imprevedibilità che il colore porta con sé.

Nella nostra cultura visiva contemporanea, i colori primari sono sempre più associati al disordine, alla rumorosità, a una sorta di “poca educazione estetica”. Come se rosso, blu e giallo fossero sinonimo di confusione, mentre la neutralità diventasse automaticamente segno di buon gusto, calma e maturità.

Eppure l’infanzia, per sua natura, è sperimentazione, contrasto, eccesso. Neutralizzarne i colori significa, in qualche modo, “addomesticarla” per renderla compatibile con un’estetica adulta, che fatica sempre di più a tollerare ciò che sfugge al controllo.

 

india-mahdavi-design

credit photo: india-mahdavi

Eccezioni consapevoli: quando il colore ritorna

Esistono, naturalmente, studi di design, case d’autore e oggetti anche low cost che recuperano il colore in modo consapevole e intenzionale. Pensa agli interni firmati da India Mahdavi, che usano tinte sature (rosa confetto, verde bosco, blu profondo) come gesto identitario; o ancora Martino Gamper, Patricia Urquiola, Kelly Wearstler, Hugo Toro, ma anche tendenze pareti “Color Drenched”, una tecnica che consiste nel dipingere un’intera stanza (soffitto e mobili inclusi) in una singola tonalità di carattere.

Anche nel prodotto, il colore riemerge in nicchie precise: sedute iconiche, lampade-scultura, oggetti da collezione o limited edition. Pezzi pensati per essere accenti, dichiarazioni, non per costruire l’intero paesaggio domestico. Sono eccezioni controllate.

Nel quotidiano, però — nelle case reali degli ultimi dieci anni, soprattutto quelle che rispecchiano l’estetica millennial — domina un’idea di bellezza silenziosa, quasi “terapeutica”. Pareti chiare, pavimenti continui, palette ridotte al minimo. Una bellezza che non vuole stupire, ma calmare. Che non chiede attenzione, ma promette stabilità. In un mondo percepito come sempre più complesso e instabile, il neutro diventa una forma di rifugio visivo, una scelta che rassicura prima ancora di piacere.

Come scrive David Batchelor in Chromophobia, la cultura occidentale ha spesso visto il colore come qualcosa di accessorio, emotivo, potenzialmente disturbante rispetto alla forma. Oggi quella diffidenza sembra tradursi in una scelta abitativa precisa: meno stimoli, più controllo.

 

Forse non abbiamo perso il colore, ma lo stiamo rimandando

Il colore non è scomparso: è stato messo in pausa, in attesa di un contesto più stabile, più lento, meno esigente.

Finché la casa continuerà a essere il luogo in cui ci difendiamo dal mondo, è probabile che il neutro resti dominante. Quando torneremo a viverla come spazio di vita e di espressione – e non solo di protezione – forse il colore tornerà a occupare il centro della scena.

Non come moda, ma come scelta consapevole.

_______________________

Anna e Marco – CASE E INTERNI

1 Gennaio 2026 / / La Gatta Sul Tetto

Quando si affrontano piccoli lavori in casa, spesso si cerca una soluzione pratica che non richieda trapani, chiodi o colle difficili da rimuovere. In questo contesto il nastro biadesivo rappresenta una delle alternative più semplici ed efficaci. È utile per fissare oggetti, appendere decorazioni, bloccare tappeti o realizzare progetti creativi, il tutto in modo pulito e veloce.

nastro biadesivo

Tuttavia, scegliere il nastro biadesivo giusto non è sempre immediato. Esistono diverse tipologie, ognuna con caratteristiche specifiche pensate per esigenze differenti. In questa guida analizzeremo i principali fattori da considerare per fare una scelta consapevole e ottenere risultati duraturi nei lavori domestici.

Il tipo di superficie da fissare

Uno degli aspetti più importanti da valutare è la superficie su cui verrà applicato il nastro. Pareti lisce, vetro, metallo, plastica o legno richiedono adesivi differenti. Le superfici lisce e pulite garantiscono generalmente una migliore adesione, mentre quelle porose o irregolari possono necessitare di nastri più spessi o con una maggiore capacità di adattamento.

Ad esempio, per una parete leggermente ruvida o per il legno grezzo è consigliabile un nastro biadesivo in schiuma, capace di compensare le imperfezioni e garantire una presa più uniforme.

Il peso dell’oggetto da fissare

Non tutti i nastri biadesivi sono progettati per sostenere carichi elevati. Prima di applicarlo, è fondamentale valutare il peso dell’oggetto che si intende fissare. Decorazioni leggere, poster o piccoli accessori possono essere montati con nastri standard, mentre specchi, mensole leggere o quadri richiedono soluzioni più robuste.

Scegliere un nastro sottodimensionato può portare a distacchi improvvisi, con il rischio di danneggiare l’oggetto o la superficie sottostante.

L’ambiente di utilizzo

L’ambiente domestico influisce molto sulla resa del nastro biadesivo. Cucine e bagni, ad esempio, sono zone soggette a umidità e variazioni di temperatura. In questi casi è importante optare per nastri resistenti all’acqua e al calore, in grado di mantenere la loro adesione nel tempo.

In ambienti asciutti come soggiorni o camere da letto, invece, è possibile utilizzare nastri più leggeri, privilegiando la facilità di rimozione e l’aspetto estetico.

Facilità di rimozione e residui

Un altro fattore spesso sottovalutato è la rimozione del nastro. In casa capita frequentemente di cambiare disposizione degli arredi o delle decorazioni. Alcuni nastri biadesivi sono progettati per essere rimossi senza lasciare tracce, mentre altri garantiscono una tenuta più permanente.

Se l’obiettivo è un fissaggio temporaneo, meglio scegliere un prodotto che non lasci residui di colla e che non rovini la superficie, soprattutto su pareti verniciate o mobili delicati.

Affidarsi a prodotti di qualità

La qualità del nastro biadesivo è determinante per ottenere un risultato sicuro e duraturo. Un prodotto affidabile mantiene la sua adesione nel tempo, resiste agli agenti esterni e garantisce una tenuta uniforme.

Per approfondire la scelta del nastro biadesivo e valutare le diverse soluzioni disponibili per l’uso domestico, è utile consultare una gamma completa pensata per rispondere a esigenze differenti.

Conclusione

Il nastro biadesivo è uno strumento semplice ma estremamente versatile, capace di semplificare molti lavori in casa. Scegliere quello giusto significa considerare attentamente superficie, peso, ambiente e durata del fissaggio.

Con un po’ di attenzione e informazione, è possibile ottenere risultati pratici e duraturi, evitando errori comuni e migliorando la qualità dei propri interventi domestici. Un piccolo dettaglio, come il nastro biadesivo adatto, può davvero fare una grande differenza.

1 Gennaio 2026 / / Coffee Break

Benvenuti all’ultima “coffee break” della stagione, mentre ci prepariamo a brindare all’arrivo del 2026!

Noi di Cafelab Studio crediamo che ogni nuovo anno sia una tela bianca, in attesa di un tocco di eleganza e di una sferzata di energia creativa.

Il nostro biglietto d’auguri per quest’anno cattura esattamente questo sentimento: un calice da cocktail illustrato a mano, colmo di sfere da discoteca scintillanti, immerso in un sognante sfondo iridescente nei toni del viola e del rosa. Questa immagine rappresenta lo “scintillio” che cerchiamo di portare in ogni interno: un mix di celebrazione, luce e magia sofisticata.

Entrando nel 2026, non vediamo l’ora di condividere con voi nuove texture audaci, palette di colori radiosi e storie di design innovative. Che stiate pianificando una ristrutturazione completa o cerchiate quel singolo pezzo d’effetto, vi auguriamo che il vostro nuovo anno sia luminoso e gioioso come un calice pieno di sole e riflessi disco.

Dal nostro studio di design alle vostre case, vi auguriamo un 2026 brillante e impeccabile!

Felice Anno Nuovo 2026! 

Cheers to 2026: Sparkling Inspiration for the New Year

Welcome to our final coffee break of the season as we prepare to toast the arrival of 2026! 
At Cafelab Studio, we believe that every new year is a blank canvas, waiting for a touch of elegance and a burst of creative energy.
Our festive greeting card this year captures that exact sentiment: a whimsical, hand-painted cocktail glass filled with shimmering disco balls, set against a dreamy, iridescent purple and pink backdrop. This image represents the “sparkle” we strive to bring to every interior—a blend of celebration, light, and sophisticated magic.
As we move into 2026, we look forward to sharing more bold textures, radiant color palettes, and innovative design stories with you. Whether you are planning a complete home renovation or looking for that one perfect statement piece, may your new year be as bright and joyful as a glass full of sunshine and disco balls.
From our design studio to your home, we wish you a brilliant and impeccably designed New Year!
Happy New Year 2026!