13 Maggio 2026 / / Dettagli Home Decor

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Decreto Salva Casa: tutto quello che devi sapere per arredare (e vivere davvero bene) in 20 mq

C’è una legge che ha silenziosamente ridisegnato il modo in cui pensiamo alla casa. Si chiama Decreto Salva Casa, è entrata in vigore il 28 luglio 2024 ed è diventata uno dei temi più discussi nel mondo dell’architettura d’interni e del real estate. A distanza di quasi due anni, nel 2026, vale la pena fare il punto: cosa prevede davvero, cosa cambia per chi vuole ristrutturare o acquistare un piccolo appartamento e — soprattutto — come si trasforma uno spazio di 20 mq in qualcosa di bello, funzionale e davvero abitabile?

Cos’è il Decreto Salva Casa e perché interessa anche a te

Il Decreto Salva Casa (convertito nella Legge n. 105/2024) non è semplicemente una questione tecnica da delegare al geometra. È una norma che ha ridefinito fisicamente i confini del “vivibile”, abbassando le soglie minime di superficie e altezza per ottenere l’agibilità di un’abitazione. L’obiettivo dichiarato è favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente, evitando nuovo consumo di suolo — una filosofia in perfetto allineamento con la sensibilità contemporanea verso la sostenibilità e il riuso intelligente degli spazi.

Il risultato concreto? Migliaia di piccoli alloggi nei centri storici, nelle palazzine degli anni Sessanta e negli edifici d’epoca possono oggi diventare abitazioni regolari. Una trasformazione che apre scenari nuovi, ma che porta con sé sfide progettuali altrettanto nuove.

Decreto Salva Casa 2026: le linee guida sulle nuove dimensioni minime

Ecco il cambiamento più tangibile, quello che interessa chiunque stia pensando a un piccolo appartamento.

Prima dell’entrata in vigore della legge, il riferimento era il DM 5 luglio 1975, che fissava in 28 mq la superficie minima per un monolocale destinato a una persona. Con la Legge 105/2024, quella soglia scende a 20 mq per un alloggio monostanza per una persona, mentre il limite per due persone passa a 28 mq. Una riduzione significativa, che nel 2026 continua a fare parlare di sé tra architetti, interior designer e investitori immobiliari.

Altrettanto rilevante è la riduzione dell’altezza minima interna da 2,70 a 2,40 metri: una modifica che riguarda tutti i locali adibiti ad abitazione, non solo corridoi o bagni come prevedeva la normativa precedente.

Un dettaglio fondamentale, però, non va mai dimenticato: queste nuove soglie si applicano esclusivamente a progetti presentati in Comune dopo il 28 luglio 2024 e solo su edifici esistenti oggetto di ristrutturazione. Non valgono per le nuove costruzioni, né per sanare situazioni irregolari del passato.

Come funziona il Decreto Salva Casa: cosa rimane obbligatorio

Semplificare non significa abbassare la qualità della vita a zero. Alcuni requisiti restano irrinunciabili, e conoscerli è essenziale prima di lanciarsi in qualsiasi progetto.

Ogni locale abitabile deve garantire ventilazione e illuminazione naturale: le finestre apribili devono avere una superficie totale pari ad almeno 1/8 della superficie pavimentata. Nessun mini-appartamento senza luce e aria è ammissibile al di sotto di questi parametri.

Sul fronte dell’accessibilità, il decreto richiama il DM 236/1989 sull’abbattimento delle barriere architettoniche: ogni mini-alloggio deve poter essere adattato nel tempo per essere fruibile anche da persone con ridotta mobilità. Rimangono obbligatori anche un bagno completo — vaso, bidet, lavabo e doccia o vasca — e un impianto di riscaldamento che garantisca una temperatura interna tra i 18 e i 20°C.

Dal punto di vista procedurale, la normativa prevede il meccanismo del silenzio-assenso: se entro 30 giorni dalla presentazione del progetto il Comune non formula osservazioni, si considera automaticamente formata l’agibilità. La Segnalazione Certificata di Agibilità (SCA) resta però lo strumento principale, con la responsabilità del tecnico — ingegnere, architetto o geometra — rafforzata rispetto al passato.

Il bagno nel monolocale da 20 mq: come gestire gli spazi

Tra tutti i nodi progettuali di un mini-appartamento, quello del bagno è forse il più sottovalutato in fase di acquisto e il più urgente da risolvere in fase di ristrutturazione. Il Decreto Salva Casa ha ridisegnato molte regole, ma su questo punto la normativa non ha aperto nuove strade: l’obbligo di separare il bagno dalla zona giorno e dalla cucina tramite un vano filtro — antibagno, corridoio o ingresso — è rimasto invariato rispetto al DM 1975 che lo aveva introdotto.

Bagno completo in un mini appartamento da 20 mq, progettato nel rispetto dei requisiti obbligatori del Decreto Salva Casa 2026

Questo significa che anche in 20 mq la distribuzione degli spazi deve prevedere quella piccola zona di passaggio, per quanto minima. Dal punto di vista pratico, la scelta della tipologia di apertura fa spesso tutta la differenza: una porta scorrevole, ad esempio, consente di guadagnare centimetri preziosi rispetto a una tradizionale porta a battente, trasformando un vincolo normativo in un’opportunità di design.

L’antibagno, poi, non va vissuto come uno spazio residuale da nascondere, ma come un ambiente da progettare con intenzione. Con la giusta organizzazione può diventare una zona lavanderia compatta, uno spogliatoio funzionale o persino ospitare la doccia, a seconda della distribuzione complessiva dell’appartamento. Ciò che non può mai spostarsi fuori dal bagno vero e proprio sono vaso e bidet: su questo la normativa non lascia margini di interpretazione.

Come arredare un monolocale di 20 mq: idee che funzionano davvero

Stabilite le regole del gioco, arriva la parte più interessante: come si progetta e si arreda uno spazio che, sulla carta, sembra impossibile? In realtà, le case piccole costringono a scelte di design più intelligenti e spesso più belle di quelle che adottiamo negli appartamenti standard.

Sfruttare l’altezza disponibile è il primo imperativo. Anche con i 2,40 metri minimi, si possono ricavare vani di deposito “in quota” sopra corridoi, bagni o ingressi, liberando preziosa superficie a pavimento. Librerie e armadi a tutta parete, mensole posizionate in alto, letti a soppalco accessibili in sicurezza: tutto ciò che sale verso il soffitto alleggerisce lo spazio sottostante e crea una percezione di ampiezza reale.

L’arredo multifunzionale è il secondo pilastro. Il mercato si è evoluto in modo sorprendente: oggi esistono divani letto di altissima qualità, letti a scomparsa integrati in armadi o librerie, tavoli ribaltabili a parete, contenitori nascosti ovunque. La chiave è investire in meccanismi robusti e affidabili — in case molto vissute, o destinate all’affitto, la durata conta quanto l’estetica.

La continuità visiva fa il resto: stesso pavimento in tutti gli ambienti, tende o pareti vetrate per separare la zona notte senza chiudere lo spazio, specchi strategici che raddoppiano la percezione della profondità, luce naturale trattata come un vero materiale di progetto.

Leggi anche:Progettazione monolocale: guida pratica, normativa, soluzioni salvaspazio e casi reali

Le nuove proposte Clei per il monolocale: design, trasformabilità e qualità Made in Italy

Se il Decreto Salva Casa ha ridefinito i confini normativi del vivibile, Clei ha risposto con un’evoluzione della propria offerta che copre oggi ogni ambiente del monolocale — dal living alla cucina, dalla zona notte alla sala da pranzo — con un sistema integrato e coerente. Le novità presentate al Salone del Mobile 2026 raccontano un’azienda che non si limita a produrre mobili trasformabili, ma progetta interi ecosistemi domestici pensati per spazi piccoli vissuti in grande.

Diana di Clei in versione divano, presentata al Salone del Mobile 2026
divano Diana di Clei in versione letto, presentato al Salone del Mobile 2026

Diana è la protagonista della zona notte-giorno. Il nuovo divano integrato con sistema letto a scomparsa si distingue per un linguaggio formale morbido e avvolgente — braccioli affusolati e leggermente inclinati, linee armoniose — che lo rendono a tutti gli effetti un pezzo di design, non una soluzione di compromesso. La trasformazione da divano a letto matrimoniale avviene senza rimuovere i cuscini: la seduta avanza e lo schienale ruota automaticamente grazie a un meccanismo brevettato che rende il gesto quotidiano immediato e naturale. Disponibile nelle larghezze 167 e 177 cm, con profondità 35 e 62 cm, Diana si adatta sia nella versione manuale che in quella motorizzata Power — pensata per chi vuole il massimo della praticità senza rinunciare all’estetica. Certificata secondo le normative di sicurezza UNI per i letti a scomparsa, è indicata tanto per contesti residenziali quanto per progetti contract di alto profilo.

Blocco cucina lineare Clei integrato nel sistema Making Room, soluzione compatta per monolocale da 20 mq

La cucina, in un monolocale da 20 mq, è spesso l’elemento più difficile da integrare senza che diventi visivamente invasiva. Il Blocco Cucina Lineare di Clei risolve questa tensione con eleganza: compatto, altamente funzionale, progettato per inserirsi nel sistema Making Room (design Castiglia Associati) e dialogare con fluidità con le altre zone dell’appartamento. Non una semplice cooking station, ma un elemento progettuale che mantiene ordine visivo e pulizia formale senza rinunciare a completezza e prestazioni. Quando il piano cottura non serve, l’ambiente torna ad essere living. È questo il senso più profondo della trasformabilità secondo Clei: non nascondere, ma integrare.

monolocale da 20 mq ristrutturato secondo le linee guida del Decreto Salva Casa e arredato con soluzioni trasformabili Clei
Girò di Clei trasformato in tavolo da pranzo per 4-6 persone, presentato al Salone del Mobile 2026

Infine, Girò riporta la convivialità al centro dello spazio domestico con una soluzione che in pochi gesti passa da consolle compatta a tavolo da pranzo per quattro o sei persone. Il sistema di articolazione rotante con piani ribaltabili consente la trasformazione mantenendo qualità estetica e comfort: la mattina è una postazione operativa, la sera un tavolo attorno al quale ritrovarsi. Integrato nel programma Making Room, Girò dialoga con il living e con gli altri elementi della composizione, contribuendo a creare uno spazio fluido e continuo dove nulla sembra fuori posto — e dove ogni metro quadrato guadagna senso e valore.

Per saperne di più sulle soluzioni Clei visita www.clei.it

Decreto Salva Casa 2026: un’opportunità, non una scorciatoia

Nel 2026 il Decreto Salva Casa continua a generare opportunità reali per chi vuole valorizzare un piccolo appartamento o portare a norma un immobile esistente. Ma tra il “tecnicamente possibile” e il “davvero vivere bene” c’è ancora una differenza sostanziale — una differenza che si misura in qualità della progettazione, scelta dei materiali, intelligenza dell’arredo.

I 20 mq possono essere uno spazio meraviglioso. A patto di trattarli con la stessa cura — e la stessa ambizione — che dedicheremmo a cento.

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13 Maggio 2026 / / Dettagli Home Decor

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Facciate ventilate: tutto quello che devi sapere tra innovazione, design e risparmio energetico

Le facciate ventilate sono ormai molto più di una semplice tendenza nel mondo dell’architettura e del design residenziale: sono diventate una soluzione tecnica matura, capace di trasformare radicalmente il comfort abitativo e l’estetica di un edificio, vecchio o nuovo che sia. Se ne parlava già nel 2019, quando alcune aziende internazionali le presentarono come la grande novità del settore. Per questo, sempre più compagnie di design e di prodotti di architettura hanno lanciato collezioni per diversi sistemi di facciata. Aziende internazionali come Aluprof, specialisti dell’alluminio, che da decenni si occupano di innovazione nel settore.

Oggi, a distanza di anni, il quadro è cambiato: i materiali si sono evoluti, le applicazioni si sono moltiplicate e la consapevolezza dei vantaggi energetici — in un periodo di bollette alle stelle e crescente attenzione alla sostenibilità — ha reso questa soluzione ancora più rilevante. Ecco una guida aggiornata per capire cosa sono, come funzionano e perché sempre più architetti, designer d’interni e proprietari di casa ne fanno la scelta di punta per le ristrutturazioni.

edificio residenziale con facciate ventilate in legno

Cosa si intende per facciata ventilata?

La facciata ventilata è un sistema di rivestimento esterno che si applica davanti alla parete perimetrale dell’edificio, creando una camera d’aria continua tra il muro e il pannello di rivestimento. In pratica, immaginate di “vestire” la vostra casa con una giacca tecnica a strati: all’esterno c’è il rivestimento, spesso in gres porcellanato, pietra naturale, legno composito o altri materiali ad alte prestazioni; subito dietro si trova l’intercapedine d’aria, uno spazio vuoto di pochi centimetri; e ancora più all’interno lo strato isolante, ancorato alla parete originale tramite una sottostruttura metallica.

Questa camera d’aria non è un semplice vuoto passivo: è il cuore del sistema. L’aria entra dal basso attraverso apposite aperture, si scalda salendo lungo la parete e fuoriesce in alto. Questo movimento naturale — simile al principio del camino — svolge una funzione termica e igroscopica fondamentale: mantiene il muro più asciutto, allontana l’umidità, riduce il surriscaldamento estivo e stabilizza le temperature interne nel corso di tutte le stagioni.

Come funziona nel dettaglio: la fisica dietro al sistema

Il principio di funzionamento è semplice quanto efficace. Durante l’estate mediterranea — quella che rende insopportabili i soggiorni esposti a sud nel tardo pomeriggio — il rivestimento esterno assorbe il calore del sole, ma l’intercapedine impedisce che questo calore si trasferisca direttamente alla parete. L’aria che circola nella camera ventilata funge da barriera termica naturale, disperdendo verso l’alto il calore accumulato. Alcune ricerche nel settore hanno misurato riduzioni della temperatura interna fino al 19% nei mesi più caldi.

In inverno il meccanismo si inverte parzialmente: lo strato isolante trattiene il calore interno, mentre il rivestimento esterno protegge dall’umidità e dagli agenti atmosferici. Il risultato è una parete sempre più “sana”, libera da muffe e condensa, con un comfort percepito nettamente superiore — muri caldi al tatto, stanze più equilibrate termicamente, addio alle pareti gelide nella zona notte.

Quali sono i vantaggi di una facciata ventilata?

edificio residenziale con facciate ventilate per il risparmio energetico

I vantaggi di questo sistema sono molteplici e riguardano tanto la sfera tecnica quanto quella estetica e ambientale. Ecco i principali:

Risparmio energetico concreto. Limitando il trasferimento di calore tra esterno e interno, la facciata ventilata riduce drasticamente il ricorso a condizionatori in estate e al riscaldamento in inverno. I condizionatori rappresentano circa il 10% delle emissioni globali di CO₂, mentre gli edifici nel loro complesso sono responsabili di oltre il 40% delle emissioni a livello mondiale. Ridurre la dipendenza da questi impianti significa tagliare le bollette e alleggerire l’impatto ambientale.

Adattabilità a edifici nuovi e in ristrutturazione. Uno degli aspetti più apprezzati da architetti e designer è la versatilità del sistema: funziona su edifici di nuova costruzione ma anche — e spesso con risultati ancora più significativi — su immobili datati, come le villette degli anni Ottanta che soffrono di involucri energeticamente inefficienti. Non richiede stravolgimenti strutturali e si integra perfettamente con altri sistemi di isolamento termico, come il cappotto esterno.

Protezione dall’umidità e isolamento acustico. La ventilazione continua nell’intercapedine allontana l’umidità verso l’alto, prevenendo la formazione di condensa, muffe e deterioramento delle strutture murarie. Alcuni sistemi offrono anche prestazioni di isolamento acustico, un plus tutt’altro che secondario in contesti urbani o in prossimità di strade trafficate.

Libertà creativa e valorizzazione estetica. La facciata ventilata non è solo ingegneria: è anche design. Il pannello esterno può essere realizzato in un’ampia gamma di materiali, colori, texture e formati, permettendo all’edificio di acquisire un’identità visiva forte e contemporanea. Questa libertà estetica è particolarmente preziosa quando si vuole rinnovare l’aspetto di un immobile datato senza demolirlo.

Materiali sostenibili e riciclati. Le aziende leader del settore utilizzano componenti ad alto contenuto ecologico: lana di roccia o fibra di vetro per lo strato isolante, pannelli con percentuali di materiale riciclato fino all’85%, sottostrutture in alluminio riciclabile. La sostenibilità non è più un’opzione, ma una caratteristica strutturale del sistema.

I materiali di nuova generazione: dal gres porcellanato alla pietra sinterizzata

Se fino a qualche anno fa i materiali più comuni per il rivestimento delle facciate ventilate erano il clinker, la pietra naturale e i pannelli compositi in alluminio, oggi il panorama si è arricchito di soluzioni molto più sofisticate. Una delle evoluzioni più interessanti viene dalla pietra sinterizzata, un materiale ingegnerizzato ottenuto dalla compressione ad altissima pressione e temperatura di minerali naturali.

pannelli Neolith Architectural texture Rigato per facciata ventilata con effetto pietra scolpita

Un esempio recente e significativo è la linea Neolith ARCHITECTURAL, pensata specificamente per rivestimenti di grande scala e facciate ventilate. Con lastre da soli 6 mm di spessore — leggere ma resistentissime — la collezione introduce tre nuove varianti cromatiche ispirate ai materiali naturali (Serpeggiante, Azahar e Obsidian) abbinate a due texture superficiali inedite (Rigato e Cava) che arricchiscono le facciate di profondità tattile e visiva, creando giochi di luce e ombra che cambiano aspetto con le ore del giorno.

Serpeggiante richiama le venature del travertino in toni crema e avorio, perfetto per facciate luminose e senza tempo. Azahar si ispira ai materiali mediterranei come la terracotta, con sfumature calde e terragne ideali per ambienti residenziali. Obsidian, ispirato alla roccia vulcanica, esprime forza e raffinatezza con la sua superficie scura e minerale. La possibilità di combinare colori e texture con quantità minime d’ordine offre ad architetti e designer una flessibilità progettuale fino a ieri impensabile per interventi su grande scala.

rivestimento esterno facciata ventilata Neolith Obsidian effetto roccia vulcanica superficie scura
Neolith rivestimento Obsidian per facciate ventilate

Leggi anche:DESIGN WEEKLY #3 – Materiali protagonisti: il design che si tocca

Facciata ventilata e interior design: un dialogo continuo tra dentro e fuori

Uno degli aspetti meno raccontati — ma fondamentali — delle facciate ventilate è il loro impatto diretto sulla percezione degli spazi interni. La scelta del materiale, del colore e della texture della facciata influenza la luce che filtra nelle stanze, l’atmosfera generale degli ambienti, il modo in cui ci si sente a casa.

Una facciata in gres effetto pietra chiara, ad esempio, riflette una luce morbida che rende il soggiorno più luminoso e ariosi. Se abbinata internamente a pavimenti in legno naturale, pareti in tinte neutre calde e tessuti leggeri, l’effetto complessivo è di grande respiro e naturalezza. Al contrario, una facciata con superfici in microcemento grigio, coordinata con pavimenti continui e una palette ridotta, evoca un’atmosfera più metropolitana, quasi da loft urbano.

Questo dialogo costante tra esterno e interno suggerisce un approccio progettuale integrato: costruire una palette coerente che valga sia per la facciata che per gli spazi abitativi, partendo da pochi colori neutri da riprendere nelle pareti, nei serramenti, nei tessuti e nel rivestimento esterno. Il risultato è un’abitazione percepita come un tutto armonioso, in cui interno ed esterno smettono di essere mondi separati.

Le frontiere della ricerca: facciate dinamiche e involucri adattivi

Accanto alle facciate ventilate “classiche”, la ricerca sta esplorando soluzioni ancora più avanzate: i sistemi di facciata dinamica, involucri intelligenti capaci di modificare le proprie proprietà ottiche e termiche in risposta alle condizioni ambientali. Un prototipo particolarmente innovativo è stato sviluppato da un team canadese, ispirandosi alle cellule cromatofore del krill: il sistema utilizza celle optofluidiche — sottili strati di olio minerale tra fogli di plastica — che passano da trasparente a opaco grazie a un colorante in acqua, regolando così il passaggio della luce e del calore in tempo reale. I ricercatori stimano un potenziale risparmio energetico fino al 30% rispetto agli edifici tradizionali.

Siamo ancora nella fase prototipale, ma la direzione è chiara: la facciata del futuro non sarà solo un involucro statico, ma una pelle intelligente e reattiva, capace di dialogare con l’ambiente e con i bisogni di chi abita dentro.

facciata ventilata del nuovo edificio residenziale Villa Pamphili a Roma di VGA
Villa Pamphili a Roma – progetto residenziale studio VGA

Conclusione: la facciata ventilata come investimento a lungo termine

Scegliere una facciata ventilata significa compiere un investimento che restituisce valore su più livelli: comfort quotidiano, risparmio in bolletta, valorizzazione immobiliare, riduzione dell’impatto ambientale e libertà espressiva nel design. Non si tratta di una soluzione adatta solo agli edifici di nuova costruzione o ai grandi cantieri: con i materiali e i sistemi oggi disponibili, è una risposta concreta anche per chi vuole trasformare una casa datata in un’abitazione contemporanea, efficiente e bella da guardare.

La chiave, come sempre in architettura e design, è partire da una visione d’insieme: capire come si vive lo spazio, quale luce si vuole nelle stanze, quale atmosfera si vuole respirare ogni mattina. La facciata ventilata, scelta e progettata con cura, è lo strumento che trasforma quella visione in realtà — partendo dall’esterno, ma arrivando fin dentro al cuore della casa.

 

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13 Maggio 2026 / / Case e Interni

IKEA KRONÖREN: la nuova serie in legno massello di pino

Hai mai guardato un mobile e pensato: questo potrebbe stare bene in qualsiasi casa, in qualsiasi momento? È una sensazione rara, soprattutto quando si parla di grandi catene. Eppure, con la nuova serie KRONÖREN di IKEA, ci sembra proprio il caso di parlarne.

Noi di DM Studio seguiamo da vicino le novità del mercato, non solo per curiosità professionale, ma perché spesso sono i nostri clienti a chiederci: “Vale la pena?” E in questo caso, la risposta è sì. Con qualche piccola precisazione, come sempre.

 

IKEA KRONÖREN: la nuova serie in legno massello di pino

Cos’è KRONÖREN

KRONÖREN è la nuova serie di contenitori IKEA interamente realizzata in legno massello di pino non trattato. Si compone di tre elementi:

  • un armadio a giorno
  • una cassettiera a due cassetti
  • un comodino

Il progetto porta la firma di Nike Karlsson, designer già noto per aver creato i mobili in rattan della collezione STOCKHOLM, una delle più amate (e imitate) degli ultimi anni. Il suo approccio è riconoscibile: forme pulite, funzionalità al centro, nessun dettaglio superfluo.

“Quando ho progettato KRONÖREN, mi sono lasciato guidare dalla semplicità e dal motto Less is more” — Nike Karlsson

Una filosofia che, lo diciamo da professionisti, non è mai banale da tradurre in un prodotto industriale.

 

IKEA KRONÖREN: la nuova serie in legno massello di pino

Il legno invecchia bene

Quello che ci ha colpito di più di questa serie non è l’estetica, pur essendo molto riuscita nella sua semplicità, ma la scelta del legno massello di pino non trattato.

Perché è una scelta coraggiosa. Il pino grezzo, lo sappiamo, richiede un minimo di attenzione: si può graffiare, assorbe l’umidità e con il tempo cambia tonalità. Ma è proprio questo il punto. Le venature, la patina naturale che si sviluppa negli anni, le piccole imperfezioni: ogni pezzo diventa unico, e racconta la vita di chi lo abita.

C’è poi un altro aspetto che, da amanti della personalizzazione, apprezziamo moltissimo: il legno massello di pino non trattato è il materiale più amico del fai da te. Sui social non mancano ispirazioni: basta cercare IKEA pine wood DIY per trovare centinaia di relooking creativi.

Piccolo disclaimer onesto: se sei il tipo che vuole il mobile sempre perfetto e non vuoi pensarci, forse non è la scelta giusta. Ma se apprezzi i materiali vivi, quelli che crescono con la casa, KRONÖREN potrebbe fare al caso tuo.

 

IKEA KRONÖREN: la nuova serie in legno massello di pino

Come si usa (davvero) nella vita di tutti i giorni

L’armadio a giorno è pensato per chi vuole un piccolo angolo cabina armadio per vedere subito cosa gli indumenti, niente ante, niente ricerche. Le estremità del bastone appendiabiti fungono da ganci: comodi per borse e abiti lunghi. Funziona bene nelle camere da letto piccole, negli airbnb, nei disimpegni, nelle piccole cabine armadio o nello spogliatoio ingresso.

La cassettiera è compatta, ideale dove lo spazio è ridotto, ma l’ordine è una priorità. I fermi cassetto evitano estrazioni accidentali, un dettaglio tecnico piccolo, ma che nel tempo fa la differenza. Consigliamo di abbinarla a piccole scatole organizer per sfruttare al meglio lo spazio interno.

Il comodino è essenziale nel senso più bello del termine: un cassetto per gli oggetti da nascondere, un piano per quelli da tenere a portata di mano. Niente di più, niente di meno.

 

IKEA KRONÖREN: la nuova serie in legno massello di pino

Personalizzazione: il vantaggio del legno grezzo

Come già anticipato, uno degli aspetti più interessanti dal punto di vista progettuale è la possibilità di trattare il legno come si preferisce: olio naturale per valorizzare le venature, vernice per proteggerlo, mordente per cambiarne il colore o persino una mano di pittura per un look più personale.

Se sei appassionato di DIY o semplicemente vuoi dare un tocco personale ai tuoi mobili, difficilmente troverai una superficie più generosa. Prende benissimo la pittura (anche lo smalto o quella a gesso, tanto di moda per i progetti home decor) si carteggia facilmente, assorbe mordenti e oli in modo uniforme. In pratica, puoi trasformarlo seguendo le tendenze o semplicemente il tuo umore.

Questo significa che KRONÖREN non è solo un mobile, è una base. Puoi acquistarlo oggi in versione naturale e, tra qualche anno, ridipingerlo in blu navy per seguire il nuovo mood della tua stanza. Quanti mobili ti offrono questa libertà?

IKEA KRONÖREN: la nuova serie in legno massello di pino

Dove acquistare KRONÖREN

La serie IKEA KRONÖREN è disponibile da subito sul sito IKEA e nei negozi fisici.

 

IKEA KRONÖREN: la nuova serie in legno massello di pino

IKEA KRONÖREN: la nuova serie in legno massello di pino

IKEA KRONÖREN: la nuova serie in legno massello di pino

Stai cercando idee per arredare la camera da letto? Leggi anche il nostro articolo “16 idee per la parete dietro al letto che trasformeranno la tua camera”

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Anna e Marco DMstudio – CASE E INTERNI