7 Settembre 2026 / / Dettagli Home Decor

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Maison&Objet Pulse 2026: il design entra in movimento

Dal 10 al 14 settembre 2026, Parigi torna a essere il baricentro internazionale del design d’interni con Maison&Objet Pulse, la nuova identità con cui la storica fiera francese si ripresenta al pubblico di professionisti, creativi e appassionati. Non si tratta di un semplice restyling di facciata: Maison&Objet Pulse segna l’inizio di una fase inedita per la manifestazione, che rilegge il proprio ruolo storico alla luce di un mercato del design sempre più fluido, ibrido e attento alle nuove generazioni.

Il claim scelto per raccontare questa edizione, Pulse in Motion, è già un programma in sé: un invito a superare l’esitazione e a trasformare le idee in azione concreta. In un momento storico in cui il settore dell’arredo e dell’interior design è spesso frenato da un eccesso di analisi, Maison&Objet Pulse sceglie di puntare su energia, slancio collettivo e collaborazione, proponendosi come motore di trasformazione più che come semplice vetrina commerciale.

Pulse in Motion: il filo conduttore di Maison&Objet 2026

Il tema di Maison&Objet 2026, Pulse in Motion, nasce dalla volontà di offrire una visione unificante del design contemporaneo. Non un tema decorativo, quindi, ma una vera e propria filosofia curatoriale che attraversa allestimenti, installazioni e programmazione culturale. L’idea è che il design, oggi più che mai, si nutra di condivisione: le intuizioni dei singoli studi diventano slancio collettivo solo quando entrano in dialogo con altri linguaggi, altre discipline, altri territori geografici.

Questa impostazione si riflette anche nel nuovo percorso espositivo, ripensato per accompagnare i visitatori attraverso un’esperienza più narrativa e meno settoriale rispetto al passato.

Locandina ufficiale di Maison&Objet Pulse 2026, Pulse in Motion by Masquespacio, Parigi 10-14 settembre

I sette universi di Maison&Objet Pulse

Una delle novità più significative di Maison&Objet Pulse riguarda proprio l’architettura dei contenuti. La fiera abbandona la tradizionale suddivisione per categorie merceologiche e propone un percorso organizzato in sette macro-settori: Decor & Design, Cook & Share, Fine Craft – métiers d’art, Wellness & Beauty, Fragrance & Ambiance, Gift & Play e Fashion & Accessories.

Ogni settore diventa una lente attraverso cui osservare l’evoluzione degli stili di vita contemporanei: dall’oggetto d’arredo puro al rituale del cibo condiviso, dall’artigianato d’eccellenza al benessere personale, fino al profumo d’ambiente e alla moda come estensione del gusto abitativo. È una riorganizzazione che racconta bene la direzione presa da Maison&Objet Pulse: meno comparti stagni, più contaminazioni.

Masquespacio ambasciatore: l’installazione Feel the Shift

installazione Feel the Shift di Masquespacio per Maison&Objet Pulse 2026
@Masquespacio

Per l’edizione di settembre, il ruolo di ambasciatore creativo è affidato allo studio spagnolo Masquespacio, che firma Feel the Shift, un’installazione immersiva pensata in esclusiva per Maison&Objet Pulse. Il progetto esplora le connessioni invisibili tra persone, spazi ed emozioni, costruendo un percorso sensoriale in cui materiali e percezione dialogano costantemente.

Definita dagli stessi curatori un “manifesto spaziale”, l’installazione celebra il potere delle relazioni umane e propone una lettura del design come strumento capace di generare connessione ed esperienza condivisa, in perfetta continuità con lo spirito di Pulse in Motion.

New Guard: i talenti emergenti al centro della scena

Maison&Objet Pulse conferma e amplia il proprio impegno verso le nuove generazioni di designer attraverso una serie di programmi dedicati, riuniti sotto l’etichetta New Guard e sviluppati in sinergia con Paris Design Week.

Nel cuore del settore Decor & Design, nel Padiglione 5A, torna il Design District, curato dal collettivo francese Hall Haus, fondato da Abdoulaye Niang, Sammy Bernoussi, Teddy Sanches e Zakari Boukhari. Lo spazio ospita due iniziative simbolo della manifestazione: Future On Stage, che mette in luce tre giovani aziende dalla forte visione imprenditoriale, e i Rising Talent Awards, che in questa edizione accendono i riflettori sul Sudafrica, presentando sette progettisti emergenti della scena locale.

Consolle in legno a intarsio scacchiera di DEFT Studios, Maison&Objet Pulse 2026
LightMass di James Retief, scultura in rete bianca presentata a Maison&Objet Pulse 2026

A completare il quadro arriva (im)Pulse, la nuova iniziativa lanciata da Maison&Objet Pulse per dare visibilità ai brand di design emergenti, pensata come un vero trampolino di lancio per idee e concept ancora poco conosciuti dal grande pubblico ma destinati a influenzare le tendenze dei prossimi anni.

Cook & Share: quando il design entra in cucina

Tra i sette settori della fiera, Cook & Share merita un approfondimento particolare perché racconta un cambiamento culturale più ampio: la cucina non è più solo funzione, ma scena sociale. Lo spazio è dedicato all’esplorazione di nuovi approcci alla convivialità e all’arte dell’ospitalità, con showcooking dal vivo firmati da chef e talk curati da esperti del settore, arricchiti dal ciclo di incontri Les Rendez-Vous by Cook & Share by La Filière France.

Ambasciatrice del settore per settembre è Sarah Espeute, artista nota per una rilettura raffinata e contemporanea della biancheria da tavola e dei tessuti ricamati, in cui tradizione artigianale ed estetica attuale si fondono con grande equilibrio.

Sarah Espeute, ambasciatrice Cook & Share a Maison&Objet Pulse 2026, con biancheria da tavola ricamata
Sarah Espeute ©Maxime-Verret

What’s New? In Retail: il nuovo respiro del design secondo Pauline Glaizal

Curato da Pauline Glaizal, lo spazio What’s New? In Retail propone quest’anno il progetto “New Breath”, un percorso immersivo allestito nel Padiglione 7 che seleziona pezzi ed espositori emblematici dello spirito di Maison&Objet Pulse. L’obiettivo è offrire ai buyer un vero e proprio manifesto del “design in motion”, con soluzioni “shop the look” pensate per rendere l’esperienza di sourcing più coerente e immediata.

In Materia: la materia viva del métiers d’art

All’ingresso del settore Fine Craft – métiers d’art, lo spazio In Materia, ideato da Elizabeth Leriche, riunisce pezzi unici e serie limitate realizzati da artigiani provenienti da tutto il mondo. La scenografia, sviluppata in forma circolare, mette in dialogo opere, texture e colori, invitando il visitatore a riscoprire l’oggetto artigianale come materia viva, plasmata dal tempo e dalla sapienza manuale.

In Materia di Elizabeth Leriche, scenografia circolare per il métiers d'art a Maison&Objet Pulse 2026

Conferenze, talk e nuovi format di business

Il programma culturale di Maison&Objet Pulse si arricchisce di appuntamenti pensati per creativi, interior designer e operatori del retail: dai classici Talks al Retail Coaching, fino alle novità assolute di questa edizione. Tra queste spicca Pitch My Brand, format in cui i brand emergenti hanno cinque minuti di tempo per presentare la propria visione a una platea di professionisti, un’occasione concreta per intercettare le prossime tendenze del settore.

MOM festeggia dieci anni con The MOM Village

Il marketplace digitale della fiera, MOM, celebra il decimo anniversario con The MOM Village, uno spazio interamente dedicato a ispirazione e scoperta. Il programma include la mostra “Design Through the Years”, un viaggio tra dieci anni di prodotti iconici, e The MOM Apartment, esperienza immersiva firmata da Masquespacio in collaborazione con Visionaries 777 Ltd.

The MOM Village allestito per il decimo anniversario del marketplace a Maison&Objet Pulse 2026
©Anne Emmanuelle Thion

PAPELARIA: la scultura di carta che racconta la natura

Tra le installazioni più suggestive di Maison&Objet Pulse figura Suspension, opera dello studio PAPELARIA, fondato dai designer Fabiola e Christian Pentagna. Attraverso curve organiche interamente realizzate in carta, l’installazione trasforma un materiale semplice in scultura tattile, invitando a osservare il mondo naturale come uno specchio in continua trasformazione.

Suspension di PAPELARIA a Maison&Objet Pulse 2026, installazione scultorea in carta verde
©PAPALERIA

Paris Design Week 2026: la città diventa palcoscenico

L’energia di Maison&Objet Pulse si estende ben oltre i padiglioni fieristici grazie a Paris Design Week 2026, in programma dal 10 al 19 settembre con il claim “Design in Motion“. Dieci giorni in cui mostre, showroom, gallerie e location storiche animano l’intera capitale francese, con un’attenzione crescente al patrimonio architettonico cittadino e allo sviluppo di Paris Design Week Factory, ormai laboratorio di riferimento per la creatività emergente e il design da collezione.

Un appuntamento che si inserisce in un calendario fieristico sempre più fitto e internazionale: scopri tutti gli eventi di design 2026 da non perdere, dal Salone del Mobile di Milano a 3daysofdesign, fino alle principali design week europee.

Maison&Objet Pulse: un’edizione che ridefinisce il ruolo della fiera

Con Maison&Objet Pulse, l’edizione di settembre 2026 non si limita ad aggiornare il proprio format: ridisegna il senso stesso dell’appuntamento parigino, trasformandolo in un ecosistema capace di tenere insieme business, cultura del progetto e valorizzazione dei nuovi talenti. Tra installazioni immersive, settori ripensati e un forte investimento sulle nuove generazioni, Maison&Objet 2026 conferma Parigi come laboratorio privilegiato per capire dove sta andando il design internazionale nei prossimi anni.

 

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Arredare il salotto con una seduta informale: guida alla poltrona sacco che non stona con il design

Il salotto è la stanza in cui più spesso cerchiamo un equilibrio difficile: deve essere ordinato quando arrivano ospiti e accogliente quando la sera vogliamo solo sprofondare in qualcosa di morbido. Divano e poltrone tradizionali rispondono alla prima esigenza, ma raramente alla seconda. Negli ultimi anni gli interior designer hanno riscoperto una soluzione nata negli anni Sessanta e a lungo relegata alle camerette: la seduta senza struttura, riempita di microsfere, che prende la forma di chi ci si siede. Vediamo come integrarla in una zona giorno curata senza che sembri un corpo estraneo.

Una seduta che cambia forma con il salotto

Il vantaggio più evidente di una poltrona sacco è la libertà di collocazione. Non ha gambe, non ha schienale rigido, pesa pochi chili: la si sposta accanto al divano quando si guarda un film in famiglia, davanti alla finestra per leggere con la luce naturale, oppure nell’angolo tra libreria e parete quando serve spazio libero al centro. In un salotto piccolo diventa la terza seduta che non ingombra; in un open space ampio definisce un’isola relax separata dalla zona pranzo senza bisogno di tappeti o divisori.

Materiali: il dettaglio che fa la differenza tra “giocattolo” e complemento d’arredo

La percezione di una seduta informale dipende quasi interamente dal rivestimento. I tessuti sintetici lucidi comunicano provvisorietà; il velluto a coste, il bouclé, la microfibra opaca e l’ecopelle di qualità dialogano invece con divani e poltrone di design. Vale la pena scegliere modelli con fodera esterna sfoderabile e lavabile, cuciture doppie e cerniere con blocco di sicurezza: sono i particolari che mantengono l’aspetto curato dopo anni di utilizzo quotidiano. Anche il riempimento conta: le microsfere in EPS di buona densità non si schiacciano dopo pochi mesi e, nei prodotti migliori, possono essere ricaricate quando la seduta si ammorbidisce troppo.

Colori e abbinamenti nella zona giorno

La regola più semplice è trattare la poltrona sacco come si tratterebbe un cuscino grande o un plaid: un accento, non un protagonista. In un salotto dai toni neutri funziona bene il tono su tono, ad esempio un beige sabbia accanto a un divano greige, oppure un grigio antracite su un pavimento in rovere. Chi vuole un punto focale può osare con il verde bosco, il terracotta o il blu notte, purché il colore ritorni almeno in un altro elemento della stanza: una lampada, la cornice di un quadro, la copertina dei libri sullo scaffale. I rivestimenti a coste e i bouclé chiari si abbinano con naturalezza allo stile nordico e japandi, mentre l’ecopelle scura si inserisce nei salotti industriali e contemporanei.

Poltrona sacco beige bouclé in salotto con lampada da terra e ulivo

Dimensioni: come non sbagliare misura

Le sedute informali si dividono in tre famiglie. I modelli compatti, intorno ai 60-70 centimetri, sono pensati per bambini o come poggiapiedi accanto al divano. Le misure medie, tra 80 e 100 centimetri, sono la scelta più versatile per un adulto che vuole leggere o lavorare con il portatile. Le versioni XXL, oltre i 120 centimetri, accolgono due persone o permettono di sdraiarsi completamente e diventano una vera alternativa al dormeuse. Prima di acquistare conviene misurare lo spazio a terra con del nastro adesivo: una poltrona sacco in salotto deve lasciare almeno 60 centimetri di passaggio verso le vie principali della stanza.

Dove comprare senza rischiare la qualità

Il mercato offre di tutto, dalle sedute da pochi euro ai prodotti artigianali. Chi cerca una via di mezzo affidabile può orientarsi su produttori europei che cuciono internamente e dichiarano i tessuti utilizzati: una poltrona sacco realizzata a mano con tessuti certificati costa più di un’importazione anonima, ma mantiene forma e colore per anni ed è più semplice da riparare o ricaricare. Un buon indicatore è la disponibilità di fodere di ricambio e di riempimento sfuso a catalogo: significa che il produttore prevede una vita lunga per il prodotto. Marchi come Italpouf, che cuciono in Europa e pubblicano la composizione dei tessuti, rientrano in questa categoria.

In sintesi

La seduta senza struttura non è più un compromesso da studenti. Scelta nel rivestimento giusto, nella misura corretta e in un colore che dialoghi con il resto della stanza, aggiunge al salotto quel comfort informale che divano e poltrone classiche non riescono a dare. E quando cambia l’arredamento, basta spostarla o sostituire la fodera: pochi complementi sono altrettanto flessibili.

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