16 Ottobre 2026 / / La Gatta Sul Tetto

La camera da letto diventa un posto sicuro in cui crollare a fine giornata, dopo tanti impegni e task portati a termine ma è soprattutto uno spazio in cui metterci in modalità silenziosa e ritrovare equilibrio.

riposo

Proprio per questo il concetto di home therapy viene sviluppato sempre più con un approccio legato all’interior design dove si trasformano gli ambienti domestici in alleati del benessere psicofisico. Il concept? Dar vita a una stanza che trasmetta calma, comfort e good vibes sfruttando colori, materiali, luci e piccoli dettagli studiati con attenzione.

Il comfort parte dal letto

Il primo step dell’home therapy in camera da letto? Ovviamente migliorare il riposo garantendo che il letto sia confortevole e fonte di relax. Protagonista assoluto il materasso che va scelto con cura per costruire uno sleep sanctuary che migliori la qualità del riposo. Ecco perché i materassi in lattice naturale stanno acquisendo sempre più risalto, rappresentando una soluzione capace di offrire un supporto elastico adattandosi alle forme del corpo e ai movimenti notturni. Sicuramente fondamentali poi cuscini, topper e biancheria che regalano coccole sulla pelle garantendo il benessere di cui abbiamo davvero bisogno.

Colori soft e palette rilassanti

Al grido di meno caos e più good vibes gli interior designer sono tutti concordi sull’importanza della scelta delle cromie giuste che possono influenzare il modo in cui percepiamo un ambiente. La parola d’ordine è soft: nuances pastello, beige caldo, verde salvia, rosa cipria e azzurro polvere concorrono nel creare un’atmosfera distensiva. Ovviamente non significa rinunciare in toto a tonalità più intense: terracotta, blu notte, verde bosco o un rosa più intenso possono fare da accenti se bilanciati con altre tonalità.

L’illuminazione cambia tutto

Il glow up non si fa solo a noi stessi dopo una rottura ma anche a una camera da letto se si vogliono ottenere i benefici dell’home therapy ed è per questo che in camera da letto non servono luci troppo intense ma proposte dimmerabili, regolabili magari calde per poter creare un ambiente di riposo decisamente più accogliente. Abat-jour, lampade da comodino e strisce LED posizionate con discrezione possono trasformare completamente il mood della stanza.

Decluttering e dettagli sensoriali

Marie Kondo è stata una guru e nonostante il suo approccio un po’ estremo, abbiamo imparato da lei l’arte del decluttering evitando di sovraffollare le stanze soprattutto quando lo spazio è poco. Oltre a suppellettili ridotti, mobili dalle linee minimal e attenzione a non accumulare, c’è chi predilige uno spazio ordinato e funzionale che diventa più piacevole da vivere. Con l’aiuto di contenitori intelligenti, comodini e soluzioni salvaspazio non si sacrifica lo stile.

Rituali serali

La home therapy non è solo arredamento; il modo in cui viviamo gli spazi va sicuramente a impattare. Una playlist rilassante, il libro sul comodino la skincare routine sono tutti modi per prenderci cura di noi coltivando hobby che ci fanno bene. L’obiettivo è quello di dar vita a una wind-down-routine, ovvero un momento di decompressione che segnali in modo chiaro a corpo e mente che è tempo di rallentare.

Il nostro obiettivo è quello di dar vita a una camera da letto bella da vedere, autentica e personale che possa davvero farci stare bene… perché il vero lusso, oggi, è poter chiudere la porta e isolarsi dal caos della quotidianità trovando un posto sicuro in cui ricaricarsi.

15 Ottobre 2026 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

Casa Malonic: la villa di HW Studio che trasforma l’orizzonte in architettura

A Punta Garrobo, sulla costa pacifica di Zihuatanejo, nello stato messicano del Guerrero, il mare si apre in una linea infinita e la giungla occupa il promontorio con una presenza quasi sacra. È qui che HW Studio ha completato, nel giugno 2026, Casa Malonic: 497 metri quadrati che ripensano il rapporto tra architettura e paesaggio partendo da una domanda essenziale. Che cosa serve davvero per abitare un luogo così?

Vista aerea di Casa Malonic a Punta Garrobo con l'oceano e l'isolotto roccioso

Un terreno, un tetto, un’ombra

La risposta dello studio guidato da Rogelio Vallejo Bores è una riduzione ai minimi termini. Un terreno, un tetto, un’ombra. Il modello è la enramada, il riparo sotto una tettoia della tradizione messicana. Non ne viene ripresa l’immagine, ma la condizione elementare dell’abitare: stare all’ombra, protetti da sole e pioggia, mentre il paesaggio continua a vivere intorno.

Il principio è dichiarato senza ambiguità. L’orizzonte non è una vista incorniciata all’interno della casa: è la condizione che la concepisce. Ne nasce un livello abitativo quasi sospeso, dove un’ampia copertura bianca protegge un unico grande spazio aperto. Le vetrate scorrevoli lo rendono permeabile su più lati, e le chiome degli alberi entrano nella scena come parte dell’arredo.

Soggiorno di Casa Malonic aperto sulla piscina e sulla vista mare

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Sabbia sotto i piedi, bianco tra gli alberi

La materialità di Casa Malonic lavora sui sensi prima che sull’immagine. Il pavimento, per colore e consistenza, richiama la sabbia della spiaggia, quasi che la casa ne avesse prolungato l’arenile sotto l’ombra del tetto. Nessuna rappresentazione del paesaggio, dunque, ma una continuità sensoriale: l’architettura si sperimenta prima con i piedi, poi con gli occhi.

Il bianco delle pareti ha un riferimento altrettanto preciso: i fiori dei nove alberi di Cacalosúchil che circondano l’edificio. Terra e colore sono i due elementi del luogo da cui il progetto prende ispirazione. Sul bianco luminoso si innestano il legno caldo dei mobili, il cemento a vista dei muri di contenimento e il verde intenso della vegetazione, per una tavolozza sobria in cui gli interni dialogano con ciò che sta fuori.

Vetrata e pavimento chiaro di Casa Malonic, dove l'architettura si fonde con il paesaggio

Dalla strada al rifugio, dal cortile al mare

Il rapporto con il paesaggio non si rivela subito. Dalla strada Casa Malonic appare come una massa bianca e compatta, delimitata da un’unica parete curva in cemento che ne segue il profilo. Vegetazione, pietre e topografia rafforzano un atteggiamento volutamente difensivo, e la casa resta celata finché non si sceglie di attraversarla.

Ingresso di Casa Malonic con il muro curvo in cemento e il portone bianco lungo la strada

Il percorso conduce poi a un cortile circolare racchiuso da muri bianchi, vero snodo dell’intero progetto. Qui il paesaggio riemerge al di sopra delle mura e l’architettura smette di essere confine per diventare strumento di orientamento, capace di dirigere lo sguardo e il corpo verso la natura circostante. Il grande vuoto circolare sottrae una porzione di massa costruita: cielo, luce e chiome degli alberi entrano nell’esperienza degli spazi interni.

 Cortile circolare di Casa Malonic con pietre nella ghiaia e bouganville sulla parete bianca

Dall’alto, la geometria del cerchio inscritto nel volume quadrato è uno dei segni più riconoscibili della casa. Sulla terrazza, tra fioriture di bouganville e una zona living all’aperto, il panorama sull’oceano e sull’isolotto roccioso vicino si offre senza filtri.

Vista dall'alto di Casa Malonic con il cortile circolare inscritto nel volume quadrato

Il progetto si articola così come una transizione: dalla strada al rifugio, dal rifugio al cortile, dal cortile al paesaggio. L’edificio nasce come massa protettiva e si conclude come una struttura che proietta appena un’ombra sull’orizzonte.

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Contenere, attraversare, sottrarre, aprire

Non è un’architettura che voglia imitare la natura, né dissolversi in essa. HW Studio costruisce una relazione precisa con il sito attraverso poche operazioni: contenere, attraversare, sottrarre e aprire. Il risultato è un equilibrio tra materia e vuoto, che il comunicato dello studio riassume in una sequenza quasi poetica. La massa bianca protegge, il muro guida, il vuoto lascia entrare il paesaggio, il tetto offre ombra. E l’orizzonte rimane.

Soggiorno di Casa Malonic aperto sull'orizzonte con poltrone in velluto e divano

Le camere di Casa Malonic seguono la stessa logica di essenzialità. Ampi armadi a filo parete, letti bassi rivestiti in legno, tende leggere e vetrate a tutta altezza inquadrano gli alberi e, in lontananza, il mare. Il lusso è quello del silenzio e della luce, non dell’accumulo.

Camera da letto di Casa Malonic con letto in legno, armadi a filo parete e vetrata sugli alberi

HW Studio e l’architettura del silenzio

Casa Malonic è coerente con la filosofia dello studio, nato in un periodo di forte violenza in Messico con l’intento di creare spazi che evochino e promuovano una pace minacciata. Il metodo di HW Studio parte dalla comprensione di tre universi: quello del futuro abitante, quello del luogo e quello interiore del progettista. L’obiettivo è eliminare il superfluo e le decisioni arbitrarie per arrivare a momenti di pace attraverso la contemplazione consapevole.

Anche il nome è un manifesto. La H, muta in spagnolo, rappresenta graficamente il silenzio. La W rimanda al concetto giapponese di Wabi Cha, che lo studio sceglie di non spiegare, perché il linguaggio è nemico della comprensione profonda.

Scheda progetto 

  • Progetto: Casa Malonic
  • Studio: HW Studio
  • Ubicazione: Punta Garrobo, Zihuatanejo, Guerrero (Messico)
  • Anno di completamento: giugno 2026
  • Superficie: 497 m²
  • Architetto capo: Rogelio Vallejo Bores
  • Architetti: Oscar Didier Ascencio Castro, Nik Zaret Cervantes Ordaz
  • Team: Juan Pablo Camacho Ayala
  • Ingegneria strutturale: ARGA Constructora
  • Impresa di costruzione: COMAQSO
  • Budget: 1.180.000 USD
  • Fotografie: César Béjar – www.cesarbejarstudio.com

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