9 Ottobre 2026 / / La Gatta Sul Tetto

Con Keracoll colors andiamo questa volta a casa di Greta, un laboratorio estetico dal linguaggio minimal, giovane e con un perfetto mix tra passato e presente, uno spazio che si reinventa di continuo. 

tavolozza essenziale

Siamo in un appartamento dei primi del ‘‘900 a Milano: soffitti alti, dettagli d’epoca e grande luminosità. Per Greta, il colore è il filo conduttore che dà carattere agli spazi e ne definisce l’atmosfera. 

“Volevo che la mia casa fosse una scatola bianca dove stratificare oggetti e arredi che più mi rappresentano.”

Una tavolozza essenziale

La sua casa è costruita attorno a una palette essenziale ma decisa, dove tonalità neutre e accenti più vivaci si alternano per creare ambienti luminosi, accoglienti e in continua evoluzione. 

Il percorso inizia dall’ingresso, un caldo marrone accompagna verso il soggiorno. Nel living il bianco diventa la base su cui si costruisce l’intero progetto: una presenza discreta che amplifica la luce naturale e valorizza materiali, arredi e dettagli. 

tavolozza essenziale

Il parquet dona calore, mentre i mobili, tra pezzi su misura e forme scultoree, raccontano il gusto di Greta per un design essenziale, ma ricco di personalità. 

La stessa tonalità di bianco prosegue nello studio e nella camera da letto, creando una sensazione di continuità e leggerezza. 

Nello studio, questa scelta cromatica favorisce concentrazione e calma, dialogando con libri, legno e luce naturale. Nella zona notte diventa invece uno sfondo rilassante, arricchito dal verde KK 3486 sul soffitto, una scelta inaspettata che introduce una nota naturale e avvolgente, ideale per il riposo. 

Un verde brillante ravviva la cucina

Il carattere più audace della casa emerge  in cucina, dove il verde brillante trasforma lo spazio in un ambiente energico e conviviale, portando freschezza e vitalità senza interrompere l’armonia che lega tutti gli ambienti. 

Attraverso queste scelte cromatiche emerge la personalità di Greta: una persona che ama reinventare continuamente i propri spazi, sperimentare e mettere in discussione ciò che la circonda. 

Se l’arredo può cambiare nel tempo, il colore rappresenta invece una scelta consapevole e identitaria, capace di dare forza, equilibrio e coerenza alla sua visione dell’abitare. 

I colori scelti da Greta per il suo progetto: KK 4243 – Brown Chart, KK 4271 – Brown Chart, KK 3486 – Green Chart, KK 3365 – Green Chart 

ph. Daniel Farò

Per info: sito ufficiale Kerakoll

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8 Ottobre 2026 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

Come organizzare un monolocale piccolo: idee per vivere meglio gli spazi

In un monolocale piccolo la questione non è quanto spazio ci sia, ma come lo si fa lavorare. Onespace, lo scenario firmato Zalf per il progetto Case Study Spaces, parte da un presupposto chiaro: living, lavoro, contenimento e riposo non vanno separati da muri, ma messi in relazione. Ne nasce un ambiente continuo, in cui sono gli arredi, e non le partizioni, a organizzare la giornata.

Monolocale piccolo: unico ambiente, tre aree riconoscibili

Chi si chiede come organizzare un monolocale piccolo pensa spesso a cosa eliminare. Onespace ragiona al contrario: porta le funzioni lungo il perimetro e lascia libero il pavimento, in rovere chiaro continuo. Al centro, un tappeto grafico con cornice a righe e campo ocra segna l’area relax senza sottrarre un centimetro di ingombro.

Il progetto supera la suddivisione rigida delle funzioni e costruisce uno spazio continuo, pensato per evolvere nel tempo. Per il progettista è un principio utile: si disegna un sistema coerente di elementi e modalità d’uso, non una somma di mobili.

Come organizzare un monolocale piccolo: letto Float terracotta davanti all'armadio Alterna e alla nicchia scrivania
Il sommier Float e l’armadio Alterna condividono la stessa parete: riposo e contenimento si leggono in un unico sguardo.

Come dividere gli spazi in un monolocale piccolo: il colore come confine

Come dividere gli spazi in un monolocale senza tramezzi che tolgono luce e respiro? Qui la risposta è cromatica. Tre finiture, agave, terracotta e lava, distinguono le aree e accompagnano il passaggio da una funzione all’altra.

L’agave, un verde salvia polveroso, riveste l’armadio e la postazione di lavoro. La terracotta scalda il lato del riposo. La lava, un grafite profondo, definisce il living con una libreria a giorno dalle grandi quinte verticali. L’occhio legge tre zone distinte, ma la lettura dell’ambiente resta unitaria e la luce naturale lo attraversa senza ostacoli. È una partizione che costa meno di un muro e che si può ripensare, riverniciando o ricomponendo i moduli.

Come dividere gli spazi in un monolocale con il colore: libreria lava e postazione di lavoro agave affiancate
Il colore fa da confine: il grafite della libreria lascia il posto al verde agave della zona lavoro, senza alcun tramezzo.

Zona notte in monolocale: il letto entra nella composizione

Nelle piccole metrature il letto è l’elemento più ingombrante e meno presentabile durante il giorno. Per la zona notte in monolocale, Onespace non lo tratta come un oggetto isolato. Il sommier Float, in finitura terracotta, dialoga direttamente con la zona guardaroba: pannelli, mensole e un vassoio contenitore dello stesso colore costruiscono una parete attrezzata che comprende testata, appenderia e piani d’appoggio.

Il vassoio sospeso fa da comodino e libera il pavimento. Le mensole, con luce integrata sotto ogni piano, sostituiscono le lampade da notte e disegnano una luce radente che esalta il colore. Contenimento e riposo convivono nella stessa composizione, senza una separazione netta. Il risultato ha il calore di una camera, senza pareti né porte. Il rivestimento a righe verdi e bianche richiama il tappeto e l’armadio e crea un filo conduttore tra le aree.

Zona notte in monolocale piccolo con sommier Float, mensole con luce LED e vassoio contenitore in finitura terracotta
Pannelli, mensole illuminate e vassoio sospeso in terracotta: la testata del letto diventa una parete guardaroba.

Zona lavoro in monolocale: lo scrittoio nella parete

Lavorare da casa in pochi metri quadri richiede una postazione che ci sia quando serve e sparisca quando non serve. La zona lavoro in monolocale è ricavata nella parete attrezzata: i pannelli Modulor in finitura agave integrano uno scrittoio e un contenitore vasistas, con uno sgabello imbottito che scivola sotto il piano e una lampada gialla come unico accento.

Poiché scrivania e armadio condividono lo stesso colore, la postazione si fonde con l’architettura. A fine giornata basta spegnere la lampada per “chiuderla” visivamente. Per chi progetta, il vantaggio è doppio: nessun mobile aggiuntivo da collocare e nessuna interruzione nella continuità della parete.

Zona lavoro in monolocale piccolo: scrittoio e contenitore vasistas con pannelli Modulor agave, sgabello azzurro e lampada gialla
Lo scrittoio Modulor è ricavato nella parete attrezzata e, nello stesso colore dell’armadio, si fonde con l’architettura.

Contenimento: chiuso e aperto, ciascuno al suo posto

Il vero lusso di un monolocale piccolo è non vedere il disordine. L’armadio Alterna, composto da moduli lineari e da un modulo di servizio con anta gola in finitura agave e interni sesamo, definisce l’area dedicata al contenimento e funziona come quinta continua, con ante a filo e apertura a gola al posto delle maniglie. Si raccorda alla cabina Flexy, che negli scatti si apre con doppia asta e ripiani in alto, illuminata all’interno.

Accanto, le basi contenitore e i pannelli Modulor ampliano la capacità organizzando l’ambiente con elementi chiusi e superfici a giorno. È la logica del contenimento a due velocità: chiuso per ciò che ingombra, aperto per ciò che racconta chi abita la casa, come libri, plaid e qualche camicia su una barra.

Armadio Alterna con anta gola agave aperta sulla cabina Flexy, con appenderia e ripiani illuminati accanto al letto
L’armadio Alterna si raccorda alla cabina Flexy: ante a filo senza maniglie all’esterno, appenderia a doppia altezza all’interno.

Leggi anche: “Zalf e il progetto Nesthome: quando l’armadio smette di essere un mobile e diventa architettura domestica”

Materiali, luce e dettagli

La palette è calda e terrosa, ma mai monotona. Il rovere chiaro fa da base neutra, mentre gli accenti, il giallo della lampada, l’azzurro polvere del pouf, i rosa cipria degli oggetti, ravvivano la scena senza appesantirla. Gli arredi sciolti restano pochi e scelti: una poltrona con struttura in legno e un grande cactus bastano a dare carattere al living.

Dettaglio della libreria a giorno in finitura lava con libri d'arte, vasi colorati e ciotola decorativa
Nel living, la finitura lava fa da fondale neutro a libri e oggetti, che portano il colore nello spazio.

Idee per un monolocale piccolo: cosa portare a casa

Per chi cerca ispirazione e per chi deve tradurla in progetto, Onespace offre alcuni principi replicabili:

  • Lavorare sul perimetro, lasciando libero il centro della stanza.
  • Usare il colore come divisorio, assegnando una finitura a ogni funzione.
  • Integrare il letto nella composizione guardaroba, anziché isolarlo.
  • Nascondere lo scrittoio nella parete attrezzata, nello stesso colore dell’armadio.
  • Alternare chiuso e aperto: ante a filo per l’ingombrante, ripiani per ciò che si vuole mostrare.
  • Progettare la luce insieme agli arredi, integrandola nelle mensole.

Con Onespace, Zalf interpreta l’abitare compatto come un sistema aperto e trasformabile, in cui funzioni diverse coesistono e si modificano nel tempo, seguendo l’evoluzione delle esigenze quotidiane. Perché organizzare un monolocale piccolo non significa rinunciare a qualcosa, ma decidere dove far lavorare ogni elemento.

Leggi anche: “Progettazione monolocale: guida pratica, normativa, soluzioni salvaspazio e casi reali“

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