27 Ottobre 2026 / / Dettagli Home Decor

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AENARA, l’habitat marziano del 2075 in mostra al Powerhouse Parramatta di Sydney

Immaginate di tagliare a metà una parete e scoprire, in un colpo solo, tutto ciò che serve per restare in vita a milioni di chilometri da casa. È quello che propone AENARA con Off-World Habitat Wall Section, la sezione di muro di un habitat marziano commissionata per Task Eternal, la più grande mostra aerospaziale del mondo, che aprirà il 7 novembre 2026 al nuovo museo Powerhouse Parramatta, nella zona ovest di Sydney.

Un muro che si lascia leggere

L’installazione è una vera e propria radiografia architettonica. Attraverso aperture ricavate nella parete, il visitatore osserva come dialogano tra loro la struttura protettiva e i sistemi di supporto vitale: gusci strutturali stampati in 3D, una membrana gonfiabile, l’isolamento termico e le reti che portano energia, dati, acqua e aria. Nulla è nascosto, e proprio questa trasparenza costituisce il cuore del progetto. È un modo di rendere visibile ciò che di solito resta dietro i pannelli: cavi, condotti e strati isolanti diventano il vero racconto dell’architettura. Una scelta didattica, oltre che estetica, che permette di capire quanto ogni centimetro di parete sia ingegneria.

Off-World Habitat Wall Section di AENARA, la sezione di muro dell’habitat marziano esposta a Task Eternal
Concetto di stampa 3D per l’habitat marziano proposto da AENARA per il 2075

«Ritengo fondamentale progettare ambienti di habitat di superficie il più possibile simili alla Terra, pur essendo trasparenti sui rischi intrinseci del vivere in un ambiente spaziale fondamentalmente ostile», spiega Melodie Yashar, architetto spaziale e fondatrice di AENARA.

Dettaglio della parete stampata in 3D con strati rossi, materiale dell’habitat marziano di AENARA
Sezione del muro dell’habitat extraterrestre di AENARA, dettaglio

Marte nel 2075: da studio NASA a concept

Il modello nasce da uno studio di fattibilità approvato dalla NASA, durato un anno e sviluppato da AENARA insieme a collaboratori dell’agenzia, aziende e università. La domanda di partenza era tanto semplice quanto radicale: come costruire in autonomia habitat e infrastrutture civili su Marte usando soltanto materiali locali?

Costruzione robotizzata dell’habitat marziano di AENARA con bracci meccanici e materiali locali su Marte
Costruzione stampata in 3D, Habitat su Marte

La risposta è un piano operativo che copre l’atterraggio, il dispiegamento e l’impiego di tecnologie in situ per produrre ossigeno, acqua e calcestruzzo di zolfo. Le immagini del progetto mostrano il risultato: cupole dal colore rosso ruggine, modellate da robot e rivestite da una trama continua di strati sovrapposti, che sembrano emergere dalla stessa regolite su cui poggiano. Più che un insediamento calato dall’alto, un paesaggio costruito con ciò che il pianeta offre.

Esterno di una cupola rossa dell’habitat marziano di AENARA con due astronauti e un rover
Habitat marziano costruito roboticamente

Abitare, non solo sopravvivere

Se la sicurezza e le prestazioni tecniche restano prioritarie, il progetto sviluppato guarda anche al benessere di chi vivrà nell’habitat marziano durante missioni lunghe. Luce naturale, ampie finestre e interni familiari, il più possibile simili a quelli terrestri, diventano strumenti di progetto al pari dell’ingegneria. Gli interni raccontano questa idea: boccaporti circolari che inquadrano il paesaggio, superfici in tonalità calde, pareti verdi coltivate accanto alla cucina e angoli di lavoro raccolti, con una cura per la materia e per la luce che ricorda più una casa che un laboratorio.

Interni dell’habitat marziano di AENARA con cucina, pareti verdi coltivate e astronauti al lavoro
Interno dell’habitat

Si tratta, in fondo, di una domanda di design prima ancora che tecnologica: come rendere accogliente un luogo che per natura non lo è?

Cabina dell’equipaggio nell’habitat marziano di AENARA, con oblò circolare, letto e scrivania
Alloggi per l’equipaggio dell’habitat marziano

Costruire oltre la Terra, e sulla Terra

Mentre la NASA avvia la pianificazione e gli appalti per una futura base lunare entro questo decennio, progetti come questo misurano la distanza che ancora ci separa dalle visioni più audaci. Il lavoro dello studio di progettazione porta alla luce anche le pressioni sociali, etiche e geopolitiche legate alla realizzazione responsabile di infrastrutture extraterrestri.

Gli habitat del futuro dovranno infatti essere edificati con manodopera e infrastrutture ridotte, rendendo indispensabili le risorse locali e la costruzione robotizzata. Le stesse tecnologie, sottolinea lo studio, potrebbero aprire nuovi modi di costruire anche sul nostro pianeta, con minore impatto e maggiore autonomia.

Interno dell’habitat marziano di AENARA con pareti stampate in 3D, portello stagno e astronauti
Habitat Annulus

Lo studio dietro il progetto 

AENARA è uno studio di progettazione, ingegneria e ricerca fondato da Melodie Yashar. Opera sulla Terra e nello spazio, sviluppando tecnologie per la costruzione autonoma e per il supporto degli equipaggi in ambienti indipendenti dalla Terra. Nel suo lavoro convergono design, robotica, scienza dei materiali, interazione uomo-robot e ingegneria civile e strutturale.

Con Wall Section, i progettisti trasformano un’ipotesi di ricerca in un oggetto che si può guardare da vicino, e rende tangibile un’idea: la vita su Marte comincia da un muro ben progettato. Per approfondire: aenara.space.

Per ulteriori informazioni aenara.space/ – Crediti fotografici: JW Pictures

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