22 Ottobre 2026 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

Palermo underground: il superattico di Casa Croci tra acciaio, legno e panorama

Al tredicesimo piano di un edificio che si affaccia su Piazza Croci, nel punto in cui via Libertà si apre verso il mare, Palermo si legge per piani sequenza. È da qui che parte la ristrutturazione firmata da studio didea: un superattico di 420 mq, nato come un’unica grande residenza e oggi frazionato per accogliere i figli e le figlie dei nuovi proprietari. Una delle abitazioni ricavate, di circa 135 mq, è Casa Croci, pensata per un giovane amante dello stile underground. Il progetto raccoglie l’immaginario dei loft newyorkesi e lo traduce in una casa che resta profondamente palermitana.

Un superattico che guarda la città

Dalle finestre e dal terrazzo a ferro di cavallo lo sguardo segue l’asse di via Libertà, scivola tra gli edifici, lascia affiorare Monte Pellegrino e si apre sul porto, con le sue gru, fino a Capo Zafferano. «Questa vista, così ampia e rara per la città, è stata il punto di partenza del progetto. Abbiamo scelto di orientare la casa verso l’esterno, facendo del panorama un elemento attivo nella definizione degli spazi», spiega l’architetto Nicola Andò, CEO e Creative Director di didea.

Living del superattico Casa Croci con divani in velluto verde e terrazzo affacciato sulla città di Palermo

Zona giorno e ambienti privati guardano così verso l’orizzonte, mentre il terrazzo estende lo spazio domestico e accompagna la luce naturale nelle stanze per l’intera giornata. Le funzioni di servizio si ritirano invece sul retro, in dialogo con la corte interna.

Luce e trasparenze: il living come spazio permeabile

Il cuore dell’abitazione è un living aperto e conviviale, dove una cucina in acciaio introduce una nota urbana e rigorosa. Accanto, la zona pranzo può trasformarsi all’occorrenza in studio o in una stanza più raccolta per il relax. La separa dalla cucina una grande porta scorrevole in vetro, disegnata come una griglia sottile che modula l’intimità senza rinunciare alla continuità.

Zona pranzo di Casa Croci con grande finestra e vista sui tetti di Palermo

«Abbiamo lavorato con volumi, trasparenze e soglie mobili per mantenere gli ambienti flessibili e lasciare che luce e vista attraversassero l’intero appartamento», racconta Giuseppe De Lisi, architetto e CFO dello studio. Anche quando gli spazi vengono distinti, la casa resta un insieme attraversato da scorci e riflessi.

Porta scorrevole in vetro con profili neri a griglia tra cucina e zona pranzo di Casa Croci a Palermo

La parete come infrastruttura architettonica del superattico

Il ripensamento della pianta del superattico prende le distanze dalla frammentazione tipica di molti appartamenti del secondo Novecento, con la loro successione di stanze, corridoi e tramezzi, e ragiona per volumi. Alla base c’è una griglia compositiva, utilizzata da didea in tutti i suoi progetti: strumento di controllo dimensionale e matrice che genera pieni e vuoti. I primi accolgono servizi e contenimento, i secondi articolano passaggi, visuali e spazi di vita.

Armadiature su misura a filo muro con maniglie incassate in Casa Croci, ristrutturazione a Palermo

Le pareti non si limitano a separare, ma diventano infrastrutture continue, capaci di integrare aperture, funzioni e stoccaggio. Le armadiature su misura, a filo muro e spesso con sistemi push and pull, nascondono lavanderia, scarpiere, bar, guardaroba e vani di servizio. Hanno il carattere di una boiserie contemporanea, assorbono pilastri e irregolarità strutturali e danno profondità alle superfici.

Vano bar con interno in rovere e ante grigio scuro nella cucina di Casa Croci a Palermo

I corridoi smettono così di essere spazi residuali e diventano soglie abitabili, parte attiva della sequenza domestica. Lo stesso principio vale per l’ingresso: non un disimpegno chiuso, ma un angolo sorprendente che riceve luce da una grande vetrata sulla corte interna e accompagna gradualmente verso la zona giorno. La griglia regola proporzioni, allineamenti e aperture, limitando i fuori misura e rendendo più efficiente la realizzazione.

Passaggio con armadiature in legno e finestra sulla città: i corridoi come soglie abitabili in Casa Croci

Matericità spinta e geometria dichiarata

Il carattere di Casa Croci nasce da un minimalismo essenziale, dalle geometrie dichiarate ma ricco di presenza materica. Il pilastro in cemento lasciato a vista, la cucina in acciaio e i serramenti scuri definiscono un’estetica industriale misurata. Il legno dalle venature evidenti, le tonalità calde di intonaci e finiture e la luce riportano invece lo spazio a una dimensione più domestica e avvolgente.

Isola in acciaio e armadiature a filo muro nella cucina del superattico Casa Croci di studio didea

Le pareti sono trattate con un intonaco dalla texture leggermente irregolare, che evita la piattezza dei bianchi ottici e modula la percezione della luce intensa, restituendo una vibrazione più morbida. Gli stessi toni cambiano materia tra pareti e soffitti, facendo emergere linee, altezze e passaggi senza ricorrere a contrasti cromatici. A tracciare il disegno dello spazio ci pensano i segni netti del nero di infissi, corpi illuminanti e zoccoli rientrati. I tagli diagonali del controsoffitto riprendono e rendono continua la falda inclinata preesistente, trasformando un vincolo dell’edificio in una regola compositiva che attraversa l’intera casa.

Bagno verde con lavabo a colonna bianco e rubinetteria in acciaio in Casa Croci a Palermo

La palette si completa con accenti più intensi di finiture e oggetti, tra verdi tenui e blu petrolio, rossi porpora e gialli, che restituiscono agli ambienti una dimensione più personale. La selezione di arredi e tessuti è stata sviluppata con il coinvolgimento diretto di Roberta Faja, parte della committenza, per bilanciare le diverse sensibilità della nuova proprietà con l’identità progettuale dello studio.

Consolle nera con lampada arancione e poster nel living di Casa Croci: accenti di colore nel superattico

Sostenibilità come qualità tecnica e durata

«Per noi sostenibile è un’architettura di qualità, che sfida il tempo: non segue le mode, ma nasce da un’idea capace di restare. Quando uno spazio non richiede di essere ripensato perché ha perso attualità, può continuare ad accompagnare chi lo abita», sottolinea Giuseppe De Lisi.

Camera da letto di Casa Croci con nicchia in rovere, comodino blu e lampada gialla

Un’idea che unisce prestazioni e progetto. Da un lato gli intonaci a base di calce idraulica, traspiranti e materici, e l’impianto idronico a basse temperature per riscaldamento a pavimento e climatizzazione, pensato per contenere i consumi e aumentare il comfort. Dall’altro una configurazione spaziale capace di accogliere nel tempo usi e necessità differenti: volumi e arredi fissi integrano le funzioni, mentre gli ambienti restano aperti alle trasformazioni di chi li abita.

Con Casa Croci, didea dimostra come un superattico possa essere insieme loft metropolitano e casa mediterranea: qualità tecnica, flessibilità e ricerca formale tenute insieme in un progetto pensato per durare oltre la contingenza.

Progetto studio didea – Fotografo Paolo Riolzi

Leggi anche: “Case a 1 euro: il progetto di ristrutturazione a Sambuca di Sicilia firmato Didea“

L’articolo Palermo underground: il superattico di Casa Croci tra acciaio, legno e panorama proviene da dettagli home decor.

22 Ottobre 2026 / / Dettagli Home Decor

dettagli home decor

Casa con finestre blu a Praga: la ristrutturazione che rilegge lo stile modernista

A Praga lo studio No Architects trasforma una casa in stile modernista nascosta sotto una facciata color albicocca in un’abitazione contemporanea, dove blu, rosso e tecnologia invisibile tengono insieme tutto.

Ristrutturare una casa significa rimettere mano a un progetto con il senno di poi. È l’idea da cui parte No Architects per raccontare il suo intervento a Praga: guardare un edificio finito e chiedersi cosa avrebbe potuto essere diverso. Un davanzale troppo alto, una ringhiera che impedisce a una finestra di aprirsi, un garage troppo piccolo. Piccoli difetti che, in un’architettura ambiziosa, emergono solo con il tempo.

Dal sogno modernista alla casa di oggi

L’edificio di partenza era il frutto di un sogno modernista rimasto in parte incompiuto: un’architettura che inseguiva purezza e razionalità, ma si scontrava con i propri limiti. Le trasformazioni degli anni Novanta l’avevano poi coperta con una classica facciata color albicocca e con un isolamento spinto oltre il ragionevole, lasciando irrisolti i nodi più delicati, come gli archi e le finestre d’angolo.

Eppure la casa conservava qualità che una nuova costruzione non avrebbe potuto offrire. La scelta è stata quindi di non demolire, ma di ripartire dai suoi pregi: mantenere gli elementi principali, levigarne le giunture, aggiungere dove serviva e togliere dove pesava. Oggi la facciata è bianca e tornano le linee nitide del volume, con la curva che accompagna l’angolo e piccoli dettagli arancio sulle gronde e sui gradini d’ingresso. L’edificio poggia su un nuovo giardino che lo fa sembrare su un piedistallo.

Ingresso con porta in alluminio azzurra, oblò circolare e gradini rosso mattone sotto una pensilina
L’ingresso: porta azzurra, oblò circolare e gradini rosso mattone. Foto: Studio Flusser

Il blu e il rosso: il linguaggio della casa

Il filo che lega l’esterno austero alla vitalità degli interni è il blu. Finestre e porte in alluminio hanno una tonalità precisa che si estende ai davanzali, dentro e fuori, e finisce per dare carattere all’intera abitazione. Dalle foto si vede che il colore va ben oltre i serramenti: dal cancello e dalla porta del garage si arriva ai pavimenti d’ingresso, alla scala, alle cucine, ai mobili dei bagni.

Ambiente d’ingresso con pavimento e scala azzurri, panca imbottita color lavanda e boiserie in legno chiaro
Pavimento e scala dello stesso azzurro, con la panca imbottita e il legno chiaro. Foto: Studio Flusser
Bow window curvo con serramenti azzurri, tavolo rotondo in legno e lampada a sospensione bordeaux
Il bow window con i serramenti azzurri, affacciato sul verde. Foto: Studio Flusser

A questo si aggiunge un secondo segno, più sottile: una linea rossa che attraversa l’edificio come un’arteria. Si segue lungo le ringhiere, sui bordi dei battiscopa, negli stipiti delle porte e, in alcuni punti, sugli arredi. Nella scala diventa un nastro continuo che disegna parapetto e corrimano; sul pavimento, un disco rosso richiama lo stesso tono. Il blu fa da sfondo e atmosfera, il rosso guida l’occhio e sottolinea la precisione del disegno.

Scala bianca con parapetto e corrimano segnati da una linea rossa continua; sul pavimento un disco rosso
La linea rossa che segna parapetto e corrimano della scala. Foto: Studio Flusser
Nicchia con divano blu e sottile linea rossa lungo battiscopa e stipite della porta
Il filo rosso corre su battiscopa e stipite, accanto al divano blu. Foto: Studio Flusser

Tre interni, un’unica logica

La casa si articola in tre ambienti distinti: una zona giorno e due appartamenti. Ognuno ha un carattere proprio, ma tutti condividono un deliberato senso di purezza e una cura quasi chirurgica nel disegno degli arredi. Le foto lo confermano: una cucina azzurra con la lampada a sospensione rossa, un soggiorno con camino d’angolo e rivestimento a listelli di legno chiaro, ambienti in cui il bianco domina e blu e rosso entrano solo con dosi precise.

Cucina azzurra con isola, pensili bianchi e lampada a sospensione rossa
La cucina: moduli azzurri, pensili bianchi e il rosso della lampada. Foto: Studio Flusser
Soggiorno con camino d’angolo, rivestimento a listelli di legno chiaro, mobile basso su misura e divano giallo
Il soggiorno, con camino, listelli di legno e un accento giallo. Foto: Studio Flusser

La precisione si legge soprattutto nei mobili su misura. Pareti intere di armadi in legno chiaro, con ante a filo, nascondono interiori rossi che si scoprono solo aprendole.

Parete di armadi su misura in legno chiaro con ante a filo; aperte, mostrano interni rossi
Armadi a filo parete: l’interno rosso si rivela all’apertura. Foto: Studio Flusser
Ambiente con soffitto inclinato, armadi bianchi su misura, divano blu, linea rossa sul battiscopa e porta-finestra sul balcone
Un ambiente sotto il tetto: armadi bianchi nel sottofalda e porta-finestra sul balcone. Foto: Studio Flusser

Anche i bagni giocano sul contrasto: uno interamente azzurro, uno rosso con rubinetteria dorata.

Bagno azzurro con mobile lavabo sospeso, rivestimento verticale e pareti effetto cemento
Il bagno azzurro. Foto: Studio Flusser
Bagno con mobile lavabo e rivestimento rossi, rubinetteria in ottone e pavimento in gres chiaro
Il bagno rosso. Foto: Studio Flusser

La tecnologia che non si vede

Riscaldamento a pavimento e pompa di calore sono ormai la norma, e gli architetti li considerano un presupposto più che un tema. Il vero cuore tecnologico è la casa intelligente: luci programmabili, sensori di movimento, serrature elettriche, scenari selezionabili, tutto controllabile e monitorabile da remoto.

Ma la domotica, spiega lo studio, non è una caldaia che si accende con un messaggio. È un’esperienza: si arriva in auto, il garage si apre senza toccare il telecomando mentre alla radio prosegue il podcast. Si attraversa la casa fino al proprio appartamento, le luci si accendono con l’intensità giusta e la musica continua da altoparlanti nascosti, senza interruzioni. A meno che, naturalmente, non si sia scelto di configurare le cose in un altro modo.

Cucina azzurra di sera con luce soffusa e camino acceso sulla destra
La cucina di sera: l’illuminazione cambia l’atmosfera dello spazio. Foto: Studio Flusser

Modernizzare il modernismo

Per No Architects è questa la vera modernizzazione del modernismo: non cancellare la casa originale né imitarla, ma completarla, portandola a un livello di comfort e precisione che gli architetti d’origine potevano solo immaginare. Per chi cerca ispirazione sullo stile modernista, il progetto di Praga mostra un metodo: rispettare le qualità dell’esistente, correggerne i difetti e aggiornare tutto il resto, dal colore alla tecnologia.

Leggi anche: “No Architects e il bianco che fa rinascere una fattoria nei Sudeti”

Scheda progetto

  • Studio: No Architects
  • Autori: Jakub Filip Novák, Daniela Baráčková, Lenka Juračková
  • Ubicazione: Praga, Repubblica Ceca
  • Anno di completamento: 2025
  • Area edificata: 90 m²
  • Superficie lorda: 270 m²
  • Superficie calpestabile: 209 m²
  • Fotografie: Studio Flusser
  • Impresa di costruzioni: RekoLux STAV
  • Falegnameria: TROS
  • Marchi in evidenza: Loxone, M&T, Viefe, Archceram, Ceramica Vogue, Grohe, nora
  • Sito web: www.noarchitects.cz

L’articolo Casa con finestre blu a Praga: la ristrutturazione che rilegge lo stile modernista proviene da dettagli home decor.