dettagli home decor
Palermo underground: il superattico di Casa Croci tra acciaio, legno e panorama
Al tredicesimo piano di un edificio che si affaccia su Piazza Croci, nel punto in cui via Libertà si apre verso il mare, Palermo si legge per piani sequenza. È da qui che parte la ristrutturazione firmata da studio didea: un superattico di 420 mq, nato come un’unica grande residenza e oggi frazionato per accogliere i figli e le figlie dei nuovi proprietari. Una delle abitazioni ricavate, di circa 135 mq, è Casa Croci, pensata per un giovane amante dello stile underground. Il progetto raccoglie l’immaginario dei loft newyorkesi e lo traduce in una casa che resta profondamente palermitana.
Un superattico che guarda la città
Dalle finestre e dal terrazzo a ferro di cavallo lo sguardo segue l’asse di via Libertà, scivola tra gli edifici, lascia affiorare Monte Pellegrino e si apre sul porto, con le sue gru, fino a Capo Zafferano. «Questa vista, così ampia e rara per la città, è stata il punto di partenza del progetto. Abbiamo scelto di orientare la casa verso l’esterno, facendo del panorama un elemento attivo nella definizione degli spazi», spiega l’architetto Nicola Andò, CEO e Creative Director di didea.
Zona giorno e ambienti privati guardano così verso l’orizzonte, mentre il terrazzo estende lo spazio domestico e accompagna la luce naturale nelle stanze per l’intera giornata. Le funzioni di servizio si ritirano invece sul retro, in dialogo con la corte interna.
Luce e trasparenze: il living come spazio permeabile
Il cuore dell’abitazione è un living aperto e conviviale, dove una cucina in acciaio introduce una nota urbana e rigorosa. Accanto, la zona pranzo può trasformarsi all’occorrenza in studio o in una stanza più raccolta per il relax. La separa dalla cucina una grande porta scorrevole in vetro, disegnata come una griglia sottile che modula l’intimità senza rinunciare alla continuità.
«Abbiamo lavorato con volumi, trasparenze e soglie mobili per mantenere gli ambienti flessibili e lasciare che luce e vista attraversassero l’intero appartamento», racconta Giuseppe De Lisi, architetto e CFO dello studio. Anche quando gli spazi vengono distinti, la casa resta un insieme attraversato da scorci e riflessi.
La parete come infrastruttura architettonica del superattico
Il ripensamento della pianta del superattico prende le distanze dalla frammentazione tipica di molti appartamenti del secondo Novecento, con la loro successione di stanze, corridoi e tramezzi, e ragiona per volumi. Alla base c’è una griglia compositiva, utilizzata da didea in tutti i suoi progetti: strumento di controllo dimensionale e matrice che genera pieni e vuoti. I primi accolgono servizi e contenimento, i secondi articolano passaggi, visuali e spazi di vita.
Le pareti non si limitano a separare, ma diventano infrastrutture continue, capaci di integrare aperture, funzioni e stoccaggio. Le armadiature su misura, a filo muro e spesso con sistemi push and pull, nascondono lavanderia, scarpiere, bar, guardaroba e vani di servizio. Hanno il carattere di una boiserie contemporanea, assorbono pilastri e irregolarità strutturali e danno profondità alle superfici.
I corridoi smettono così di essere spazi residuali e diventano soglie abitabili, parte attiva della sequenza domestica. Lo stesso principio vale per l’ingresso: non un disimpegno chiuso, ma un angolo sorprendente che riceve luce da una grande vetrata sulla corte interna e accompagna gradualmente verso la zona giorno. La griglia regola proporzioni, allineamenti e aperture, limitando i fuori misura e rendendo più efficiente la realizzazione.
Matericità spinta e geometria dichiarata
Il carattere di Casa Croci nasce da un minimalismo essenziale, dalle geometrie dichiarate ma ricco di presenza materica. Il pilastro in cemento lasciato a vista, la cucina in acciaio e i serramenti scuri definiscono un’estetica industriale misurata. Il legno dalle venature evidenti, le tonalità calde di intonaci e finiture e la luce riportano invece lo spazio a una dimensione più domestica e avvolgente.
Le pareti sono trattate con un intonaco dalla texture leggermente irregolare, che evita la piattezza dei bianchi ottici e modula la percezione della luce intensa, restituendo una vibrazione più morbida. Gli stessi toni cambiano materia tra pareti e soffitti, facendo emergere linee, altezze e passaggi senza ricorrere a contrasti cromatici. A tracciare il disegno dello spazio ci pensano i segni netti del nero di infissi, corpi illuminanti e zoccoli rientrati. I tagli diagonali del controsoffitto riprendono e rendono continua la falda inclinata preesistente, trasformando un vincolo dell’edificio in una regola compositiva che attraversa l’intera casa.
La palette si completa con accenti più intensi di finiture e oggetti, tra verdi tenui e blu petrolio, rossi porpora e gialli, che restituiscono agli ambienti una dimensione più personale. La selezione di arredi e tessuti è stata sviluppata con il coinvolgimento diretto di Roberta Faja, parte della committenza, per bilanciare le diverse sensibilità della nuova proprietà con l’identità progettuale dello studio.
Sostenibilità come qualità tecnica e durata
«Per noi sostenibile è un’architettura di qualità, che sfida il tempo: non segue le mode, ma nasce da un’idea capace di restare. Quando uno spazio non richiede di essere ripensato perché ha perso attualità, può continuare ad accompagnare chi lo abita», sottolinea Giuseppe De Lisi.
Un’idea che unisce prestazioni e progetto. Da un lato gli intonaci a base di calce idraulica, traspiranti e materici, e l’impianto idronico a basse temperature per riscaldamento a pavimento e climatizzazione, pensato per contenere i consumi e aumentare il comfort. Dall’altro una configurazione spaziale capace di accogliere nel tempo usi e necessità differenti: volumi e arredi fissi integrano le funzioni, mentre gli ambienti restano aperti alle trasformazioni di chi li abita.
Con Casa Croci, didea dimostra come un superattico possa essere insieme loft metropolitano e casa mediterranea: qualità tecnica, flessibilità e ricerca formale tenute insieme in un progetto pensato per durare oltre la contingenza.
Progetto studio didea – Fotografo Paolo Riolzi
Leggi anche: “Case a 1 euro: il progetto di ristrutturazione a Sambuca di Sicilia firmato Didea“
L’articolo Palermo underground: il superattico di Casa Croci tra acciaio, legno e panorama proviene da dettagli home decor.
























