31 Marzo 2020 / / Design Ur Life

Etsy è la piattaforma online dove gli artigiani mettono in vendita diretta quello che creano. Dagli oggetti di design e artigianato o anche abbigliamenti unici che possono rendervi originali e stilosi.

Etsy è una piattaforma di vendita preferita dai nuovi artigiani e dai designer che autoproducono i pezzi progettati da loro. In questo articolo vi mostro alcuni oggetti di design da Etsy di  Raffaele Tramontano progettati da lui. Difatti, è un designer che autoproduce lampade e altri complementi d’arredo in legno e cemento dallo stile industrial e minimal.

Tra i suoi oggetti di design da Etsy ho trovato questa lampada da tavolo in cemento molto interessante sopratutto per una casa dallo stile industrial. Una lampada da tavolo può servire per illuminare il piano di lavoro, posizionata sul comodino per la lettura di un libro a letto. Ma trovo anche perfetta per creare un punto luce in più nel soggiorno oppure valorizzando un angolo della casa un po’ buio. Sul negozio Etsy potete trovare anche la versione in legno.

oggetti di design da etsy Oggetti di design da Etsy Oggetti di design da Etsy

Un’altro pezzo di design molto interessante presente nel suo negozio Etsy è il tavolino, che funge anche da sgabello, in legno. Questo oggetto semplice dalle linee moderne e pulite può essere semplicemente un pezzo di design che arreda qualsiasi ambiente. E’ la combinazione perfetta tra il design e comfort, versatile, originale e molto pratico. Grazie alla maniglia in corda bella e funzionale che permette una presa comoda per lo spostamento.

Oggetti di design da EtsyOggetti di design da Etsy

Creare un angolo felice con oggetti di design da Etsy e Made in Italy

Visto la situazione per causa Covid-19 (coronavirus), credo il modo migliore per sostenere e far girare l’economia italiana è quello di acquistare Made in Italy online. Qualche giorno fa in un articolo vi ho parlato di slow living e come assaporare il calore della casa per poter passare una quarantena felice. Infatti, uno dei miei consigli in quell’articolo è proprio quello di creare un angolo felice, uno spazio dove ci fa sentire bene e di buon umore. Vi suggerisco anche di seguirmi su Instagram, dove potete taggarmi nelle vostre foto scattate nell’angolo felice della vostra  casa utilizzando l’hashtag #happycornerathome.

Se hai bisogno di consigli per rendere la tua casa più vivibile e cerchi consigli e suggerimenti non esitare di contattarmi.


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30 Marzo 2020 / / Laura Home Planner

Cambiare casa non sempre è un’opzione , anzi , spesso è una necessità ; per qualcuno è l’ occasione per dare una svolta alla propria vita, per altri un’impresa stressante, sopratutto perchè quando bisogna affrontare un trasloco una delle prime cose che viene in mente è: “i miei mobili sono a prova di trasloco?”

Dipende..

se il nostro stile di vita ci porta a cambiare spesso casa probabilmente la risposta è si.

Esistono infatti , delle tipologie di arredi che si adattano facilmente a qualsiasi ambiente, senza stravolgere l’organizzazione a cui siamo abituati.

Partiamo dalla cucina,

Se la casa che stiamo arredando non sarà per la vita, ma sarà una casa di passaggio, allora l’ideale è scegliere dei monoblocchi

Elementi WOOD Foto by Arredomania

ci sono monoblocchi per la zona cottura

e mooblocchi dedicati al lavaggio con lavello e lavastoviglie ,

Monoblocco lavaggio WOOD Foto by Arredomania

Ci sono poi gli armadi componibili, per incassare il frigorifero , il forno o la dispensa.

Perfette per sistemare tazze, piatti, bicchieri e barattolli , le mensole sono dei complementi versatili , a prova di trasloco.

Questi tipi di mobili si adattano facilmente , perchè si tratta di monoblocchi indipendenti tra di loro .

Il consiglio ..

una volta trasportati i mobili e gli scatoloni nella nuova abitazione, tra le prime cosa da riorganizzare ci dovrebbe essere la cucina,

questo perchè, si può scegliere di uscire a mangiare o di arrangiarsi con dei panini, ma non è salutare .

La zona notte..

Facile da adattatare, la cabina armadio può essere la scelta giusta per organizzare vestiti, accessori e scarpe, specialmente se parliamo di quelle realizzate con struttura autoportante.

cabina armadio Liberty foto by Arredomania

la cabina armadio spesso è personalizzabile e se l’ambiente in cui dovrà essere posizionata è troppo piccolo rispetto al precedente , si può pensare di sfruttare i suoi elementi in altri spazi , come nel corridoio, nel sottoscala o nel sotto tetto.

cabina armadio Easy dall’Agnese foto by Arredomania

Anche per il living vale lo stesso discorso,

se la nostra vita ci fa cambiare spesso casa, meglio scegliere madie e credenze

le madie trovano facile collocazione, in soggiorno, in corridoio , in studio e anche in camera da letto

sistemarle in un’altra casa sarà più semplice.

Divani e complementi versatili a prova di trasloco..

per quanto riguarda il divano meglio se dritto, magari con all’interno il letto , ma senza penisola,

piuttosto scegliere di abbinare una poltroncina o un pouf,

questo per due motivi:

il primo perchè il divano con penisola ha posizione vincolante, a meno che non si tratti di panchetta reversibile

il secondo motivo è che , sia il pouf che la panchetta , possono trovare sistemazione in altre stanze nel caso in cui ci sia poco spazio in soggiorno.

Infine, avere a disposizione un secondo letto è utile nel caso in cui la stanza per dormire non potrà essere riorganizzata in breve tempo.

Qualche consiglio pratico per organizzare il trasloco:
  • Affidarsi a persone esperte nel settore, magari le stesse che ci hanno venduto i mobili; sanno come sono stati montati gli arredi e saranno in grado di smontarli in meno tempo senza rischio di danneggiarli
  • chiedere un sopralluogo preventivo , per visionare gli arredi e gli oggetti da traslocare
  • liberarsi di tutto ciò che non serve, è il momento di fare decluttering,
  • consumare il cibo in frigorifero e congelatore nei giorni precedenti il trasloco per non guastarlo
  • avere tanta pazienza

Se pensi che questo articolo sia stato utile e hai bisogno di chiarimenti , suggerimenti o hai voglia di condividere con me la tua esperienza , puoi contattarmi

L'articolo A PROVA DI TRASLOCO proviene da Laura Home Planner.

30 Marzo 2020 / / Coffee Break


Chiamata Optical Glass House questa casa è stata progettata dall'architetto Hiroshi Nakamura, in uno stretto lotto di fronte ad una strada molto trafficata del centro di Hiroshima, in Giappone.
Una facciata in mattoni di vetro chiude il fronte principale, garantendo privacy e tranquillità e frammentando la vista della strada "Lo scenario sereno e silenzioso delle macchine e dei tram che passano conferisce ricchezza alla vita in casa" dice l'architetto.

La facciata sembra una cascata che scorre diffondendo luce e riempiendo l'aria di freschezza, per realizzarla sono stati utilizzati circa 6000 blocchi di vetro fusi appositamente che grazie alla loro elevata massa escludono efficacemente il suono e hanno consentono la creazione di un giardino sopraelevato con alberi di acero, frassino e agrifoglio, la luce del sole si rifrange attraverso il vetro creando meravigliosi schemi di luce, e consentendo ai residenti di godere della luce e di vivere nella consapevolezza delle mutevoli stagioni.
 




A house with a secret garden

Called Optical Glass House, this house was designed by architect Hiroshi Nakamura, in a narrow lot in front of a busy street in the center of Hiroshima, Japan.
A glass brick facade closes the main front, ensuring privacy and tranquility and fragmenting the view of the street "The serene and silent scenery of the passing cars and trams gives wealth to life in the house" says the architect.

The facade looks like a waterfall that flows spreading light and filling the air with freshness, to create it, about 6000 specially fused glass blocks have been used which, thanks to their high mass, effectively exclude sound and have allowed the creation of an elevated garden with trees of maple, ash and holly, the light of the sun is refracted through the glass creating wonderful patterns of light, and allowing residents to enjoy the light and live in awareness of the changing seasons.










VIA
30 Marzo 2020 / / Dettagli Home Decor

Rappresentazioni di famose opere d’arte, fotografie, creatività contemporanea e molto altro, questa è la proposta di Posterlounge che ci aiuta a dire addio a pareti tristi e troppo anonime.

Dal 2003 Posterlounge lascia spazio alla creatività di tutti rendendo possibile in modo semplice e al 100% personalizzata la decorazione degli ambienti.

Il suo negozio online di tele, stampe e poster si è ampliato negli anni per essere elastico di fronte alle richieste del pubblico in continua crescita, e che vuole colorare o semplicemente segnare con la propria firma artistica le pareti di casa.

Avevamo già incontrato Posterlounge tempo fa e abbiamo avuto occasione di toccare con mano I suoi prodotti direttamente a casa nostra. Ecco a voi la nuova idea del brand.

I nuovi materiali di Posterlounge: il plexi-alluminio

Il bagno, si sa, è diventato un ambiente da vivere, come il soggiorno, e deve garantire tutti i confort, sia funzionali sia estetici. E non solo per i fashion blogger bensì anche per  tutti noi comuni mortali.

Posterlounge risponde a tal proposito con il plexi-alluminio, la nuova tendenza per la produzione grafica. È una lavorazione elegante perchè unisce la brillantezza della lastra di vetro superficiale e vanta una maggiore resistenza data dal pannello di supporto in alluminio. Un risultato pregiato che da la possibilità di ampliare il potenziale estetico delle rappresentazioni con il bagno.

Il bagno si inserisce così nel gruppo degli ambienti in cui un quadro può resistere senza problemi che potevano essere causati dall’umidità e da schizzi di prodotti detergenti.

Uno scorcio di Paris in bagno

Abbiamo scelto uno scorcio a noi molto caro, un ritaglio della città dell’amore per il nostro bagno, che è stato appoggiato vicino allo spazio trucco, proprio a fianco del lavabo. Il pezzo Paris in plexi-alluminio di Posterlounge è la dimostrazione della qualità del prodotto dell’azieda tedesca.

Prima di tutto si tratta di un pezzo di dimensioni medio / grandi che ricrea un effetto da piccola carta da parati, oggi di gran tendenza, all’interno di uno spazio dove si cerca la tranquillità dalla vita frenetica di tutti I giorni e magari si ritrova anche un po’ se stessi.

Le colorazioni riprendono le ultime tendenze della moda delle sfumature di grigio che nel nostro bagno si ritrova perfettamente con la scelta della biancheria che declina poi sul nero.

E poi che dire? Se si vuole cambiare, basta spostare la stampa in un’altra stanza e scegliere uno sfondo nuovo per il nostro make-up! Sempre su Posterlounge!

Articolo e foto di Silvia Fabris

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30 Marzo 2020 / / Architettura

Atelierzero in partnership con l’architetto Tommaso Giunchi, ha portato a termine una nuova sfida. Si tratta della riconversione di un vecchio ufficio di Milano trasformato oggi in una residenza vintage di 140 mq con una forte personalità.

Ma andiamo con ordine: l’ufficio si è prestato per conformazione alla realizzazione di un nuovo spazio abitativo aperto, un nuovo open space insomma, dove la luce raggiunge ogni angolo della casa e dove tutto ruota attorno ad una grande scala centrale. Il volume perfettamente geometrico in legno unisce e separa zona giorno e zona notte.

Un altro elemento caratterizzate è la quinta scenica nonché una completa parete attrezzata su misura che attraversa in lunghezza soggiorno e cucina con capienza a supporto di entrambi i locali. Una parete a scomparsa in vetro e metallo, versione industrial, divide all’occorrenza la stessa cucina in caso di necessità.

La scelta stilistica è però arricchita e ben delineata anche dalla scelta degli arredi e dei materiali: lo spazio risulta caldo ed accogliente, anche intimo se vogliamo, grazie alla presenza del legno che oltre a rivestire il volume della scala si ripresenta negli arredi piccoli e grandi; le lastre di ceppo di grè a pavimento riportano in vita i ricordi di una vecchia Milano per non abbandonare mai le radici e per mantenere un legame con il passato della residenza; infine i clienti hanno optato per dettagli cromatici di carattere che vanno ad arricchire anche gli ambienti più piccoli come tocchi di verde e giallo nei bagni e in cucina.

Progetto: Atelierzero e Tommaso Giunchi / Fotografia: Simone Furiosi

Articolo di Silvia Fabris

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29 Marzo 2020 / / Architettura

Prima regola: la sicurezza. Scegli la migliore porta blindata per la tua casa

porta blindata

Abitare in un condominio o in una villetta significa anzitutto fare i conti con la propria sicurezza e quella della propria famiglia e scegliere . Questo fattore viene prima di qualsiasi cosa, anche delle scelte estetiche per la propria casa.

Ecco perché dotare la propria abitazione di una porta blindata è una scelta corretta per chi vuole vivere serenamente i propri ambienti, senza però dover cedere all’estetica!

Le moderne porte blindate offrono infatti performance di primo livello in termini di prestazioni, ma allo stesso tempo consentono di scegliere finiture e colori che si sposano perfettamente con lo stile dell’arredamento tanto quanto con l’estetica esterna della casa, come le numerose soluzioni presenti sul sito Garofoli.

porta blindata
porta blindata

La prima cosa da valutare quando scegli una porta blindata

Andiamo con ordine, come si sceglie una porta blindata?

Molti pensano che questi supporti siano tutti uguali o che comunque abbiano poche differenze, ma in realtà non è così.

Nelle prossime righe ti accorgerai che sono moltissime le scelte da fare per scegliere la tua porta blindata perfetta.

Il primo aspetto, anzitutto, è capire se la porta andrà montata in una villetta o in un appartamento all’interno di un condominio.

La differenza è importante per due motivi: anzitutto le porte degli appartamenti nei condomini sono vincolate a una serie di norme estetiche, quindi prima di scegliere la tipologia e i materiali dovrai fare i conti con i regolamenti del condominio.

In linea di principio, infatti, è opportuno selezionare modelli che non si discostino troppo dall’estetica delle altre porte del palazzo.

Viceversa, se abiti in una casa singola, potrai sbizzarrirti nella scelta delle finiture come vorrai.

In secondo luogo se la porta blindata affaccia sull’esterno, come per le ville, sarà importante scegliere modelli in grado da proteggere dagli agenti atmosferici, dotate cioè di supporti para spifferi.

In questo modo eviterai dispersione di calore tra interno ed esterno, a beneficio delle future bollette energetiche.

porta blindata
porta blindata

Sicurezza delle porte blindate: sono tutte uguali?

Un altro errore è pensare che a livello di anti-effrazione le porte blindate siano tutte uguali. Non è cosi, esistono sei classi diverse (che corrispondono a livelli di protezione interna). Fai in modo che il tuo rivenditore possa aiutarti nello scegliere la classe più adatta alle tue esigenze.

Inoltre, soprattutto se la porta va montata in casa di persone anziane o sole, potrai integrare degli optional molto utili come lo spioncino digitale.

Questo moderno ritrovato della tecnologia ti permette di usufruire di un piccolo schermo montato sull’interno della porta, ed avere una panoramica a 180 gradi dell’ambiente esterno.

Porte sicure ma anche… belle!

Chi l’ha detto che per la sicurezza bisogna rinunciare all’estetica? Le moderne porte blindate di permettono di scegliere diversi tipi di pannelli sia per la parte esterna che interna, nonché di integrare moltissime varianti di maniglia che si abbinino perfettamente all’arredamento della tua casa.

Senza contare che giocando con i colori potrai valorizzare il tuo ambiente di ingresso in modo sobrio ed elegante allo stesso tempo.

porte blindate
porte blindate
maniglia porta blindata
maniglia porta blindata

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29 Marzo 2020 / / Charme and More

Oggi Babette nella sua rubrica di cucina ti da dei suggerimenti e ti aiuta trovare idee intelligenti per fare passare il tempo mentre siamo a casa.

Ti vuole aiutare a cucinare deliziose ricette con quello che hai in congelatore o in dispensa e ti da dei preziosi suggerimenti per fare una bella operazione di decluttering in cucina eliminare solo quello che non serve davvero.

Ph via
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#Iononstoincasastoincucina

“Se riordino fuori, riordino dentro di me e viceversa”

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L ́emergenza che stiamo vivendo ci costringe a rimanere a casa più del solito, ma in nome di una sana resilienza possiamo sicuramente trasformare queste giornate in tante utili opportunità facendo fronte così alla noia, ma soprattutto a quei momenti di sconforto che facilmente possiamo vivere tra le mura domestiche.

Suggerimenti ne stanno dando tutti ed anch’io voglio fare la mia parte sperando di  poterti essere utile.

Si, ammettiamolo, dopo i primi giorni di curiosità per la singolare “novità” , ci si rende conto che la situazione non è proprio entusiasmante e che può rivelarsi invece difficile da affrontare

soprattutto perché il senso di precarietà che ci trasmette va sicuramente ad intaccare il nostro equilibrio fatto di un insieme di circostanze spesso date un po’ troppo per scontate.

Approfittiamo quindi di questo “ rallentamento “ delle nostre vite per dedicarci a tutte quelle attività che attendono da tempo di venir realizzate come la lettura di quei libri acquistati ultimamente, ma mai iniziati, ascoltare la nostra musica preferita, fare tutte quelle telefonate rimandate più volte con uno sterile messaggio, perché non c’era tempo per rispondere e tanto altro ancora.

In particolare vi suggerisco di mettere in ordine le varie stanze e/o angoli della casa , ripulendola con cura eliminando ciò che non serve più e riorganizzando così anche tutti gli spazi secondo una nuova visione d’insieme. Questa operazione oltre a far bene al luogo dove usualmente viviamo farà bene anche a noi stessi diventando simbolicamente una sorta di “pulizia” e “riordino” interiore che ci libererà di quelle energie stagnanti che tanto nuocciono alla nostra esistenza in modo tale da prepararci in maniera ottimale a riprendere la vita rinnovati e ben disposti a cambiare il nostro modo di vivere arricchiti di una coscienza nuova, diversa.

Dal momento che mi occupo di cucina mi soffermerò in particolare a questa zona della casa per darvi qualche suggerimento pratico e, perché no, qualche spunto di riflessione.

La cucina da sempre è stata il luogo dell’incontro per eccellenza, il posto più caldo dove la famiglia si riuniva per gran parte della giornata non solo per cucinare e consumare i pasti ma anche per parlare, confidarsi, condividere gioie e dolori, dove i sogni  le attese legate alle speranze trovavano il posto ideale dove poter  essere “nutrite” a dovere affinché queste non siano disattese.

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Iniziamo quindi a svuotare tutti gli armadietti, mensole e mensoline per dare una ripulita “ a fondo” ed eliminiamo quello che non usiamo dando a tutto, se necessario, una collocazione nuova e più funzionale.

Ed ora passiamo alla dispensa o mobiletti  che hanno questa funzione. Svuotiamo, puliamo e appoggiamo su un tavolo tutto ciò che abbiamo trovato e che chissà da quanto tempo stavano lì ad aspettare invano un saggio utilizzo.  Sono sicura che vi meraviglierete di quante derrate alimentari avete accumulato. Questa operazione è importante per avere una visione chiara di quanta “roba” abbiamo ma soprattutto per rendersi conto che prima di svuotare gli scaffali del supermercato forse sarebbe il caso di consumare ciò che sta da tempo nelle nostre dispense, congelatori compresi. Controlliamo tutte le date di scadenza e in base a queste eliminiamo ciò che deve essere eliminato ed iniziamo ad utilizzare ciò che già abbiamo in modo tale da non sprecare cibo prezioso, perfetto per essere subito trasformato in gustosi piatti ideali per i nostri pasti.

Suggerisco inoltre di fare altrettanto con il congelatore che è sicuramente ricco di fantastici tesori mangerecci che possiamo consumare per poi sbrinare e ripulire per bene questo importante elettrodomestico e far posto così a nuove prelibatezze.

Ovviamente ho fatto anch’io questa importante operazione nella mia cucina trovando “grandi tesori nascosti” che ho immediatamente utilizzato per preparare ottimi piatti all’insegna del risparmio ma soprattutto evitando di così di sprecare  alimenti  che probabilmente avrei buttato nella spazzatura alla loro scadenza o avrei riacquistato inutilmente.

Non solo, ma così facendo sto evitando eccessive visite al supermercato risparmiando tempo e denaro riducendo così le possibilità di esporre me e gli altri ai pericoli del momento.

Augurandoti un buon lavoro, ma soprattutto una permanenza, per quanto possibile piacevole tra le mura domestiche eccoti qui di seguito alcune idee pratiche che ho realizzato utilizzando i “risultati” dei miei “ritrovamenti”.

Con affetto, Babette….

Ah dimenticavo puoi trovare tante ricette interessanti in questo grazioso quaderno dedicato alla cucina senza sprechi.

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Il Quaderno della cucina senza Sprechi 

 

Reperto n. 1 : una scatola di tonno sott’olio ed una scatoletta di fagioli rossi messicani

 

Pasta con tonno e fagioli rossi.

Ingredienti: un cipollotto – aglio – olio evo – una scatoletta di tonno sott’olio  – una scatoletta di fagioli rossi messicani ( vanno bene anche di qualità diverse) – prezzemolo – concentrato di pomodoro o passata di pomodoro – pasta a piacere che sceglierai tra quelle imboscate in fondo quell’armadietto della cucina  che vedo benissimo anche da qui .

Scalda dell’olio in una teglia larga e rosolaci ½ spicchio d’aglio tritato e il cipollotto tagliato a rondelle sottili. Aggiungi i fagioli precedentemente risciacquati dal liquido di conservazione, e fai insaporire per bene. Sciogli in una scodellina un paio di cucchiaiate di concentrato di pomodoro con dell’acqua calda e versa tutto in pentola aggiustando di sale e pepe. Se gradisci metti anche un po’ di peperoncino piccante. Nel frattempo cucina la pasta. Apri la scatoletta del tonno e una volta eliminato l’olio in eccesso riducilo a pezzettini e aggiungilo al sugo di fagioli senza però farlo cuocere, deve solo scaldarsi. Scola la pasta padellala nel sugo che hai preparato e porta in tavola fumante cosparsa di abbondante prezzemolo tritato.

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Reperto n. 2 :una confezione di semolino che si era nascosta, non so come, proprio in fondo in fondo al pensile.

Gnocchi alla romana, un classico della cucina italiana spesso dimenticato.

Ingredienti : un litro di latte – 200 gr di semolino – 70 gr di burro – 70 gr di parmigiano grattugiato – 2 tuorli – sale pepe – noce moscata

Porta ad ebollizione il latte con un buon pizzico di sale , versa il semolino ,mescola bene fino ad ottenere la consistenza di una polentina e cucina qualche minuto. Togli dal fuoco metti il composto in una scodella incorpora  50 gr di burro, il parmiguano e fai raffreddare. Aggiungi i tuorli, una generosa grattata di noce moscata e aggiusta di sale.

A questo punto ti suggerisco un mio personale metodo che ti farà risparmiare tempo e ti darà un ottimo risultato.

Con l’aiuto dell’apposito attrezzo per il gelato preleva il composto e disponi in una  pirofila da forno precedentemente imburrata, le palline così ottenute. Pennella la superficie con il resto del  burro fuso e con altro  parmigiano. Inforna a 190° fino a doratura.

Reperto n. 3 : una scatola di ceci lessati.

Humus: salsa di ceci.

Questa specialità è presente sia nella cucina ebraica che araba.

Spalmata su fette di pane e/o crostini è  un ottimo spuntino per tutte le ore ed un sano  “pieno” di proteine vegetali.

Ph Pixabay
Ph Pixabay

 

Ingredienti: una scatola di ceci lessati ( 250 gr circa , peso sgocciolato) – uno spicchio d’aglio – un cucchiaio di tahina/tahin ( salsa di sesamo reperibile facilmente in supermercato  negozi etnici ) – olio ( io uso quello evo) sale, pepe, cumino e paprika dolce in polvere.

Scola i ceci dalla loro acqua di conservazione e risciacquali sotto l’acqua fredda. Versali nel robot da cucina con uno spicchio d’aglio schiacciato con  la Tahin (se non l’avete in casa potete fare l’hummus anche senza, non è proprio la stessa cosa, ma è ottimo comunque) – sale, pepe e un pizzico  di cumino in polvere. Aziona il frullatore alla massima velocità aggiungendo un po’ alla volta due cucchiai di olio evo miscelato a  due cucchiai di acqua fino ad ottenere un composto cremoso e morbido. Se necessita, aggiungi ancora qualche goccino di acqua ma senza esagerare.

Trasferite l’hummus in una salsiera e irrorate la superficie con un filo d’olio evo, un pizzico di cumino e paprika in polvere. Conserva in frigorifero coperto con pellicola. Fai riposare qualche ora prima di servire con fette di pane tostato, crostini, azzime ecc.

Reperto n. 4 :Nel frigorifero ho trovato una confezione di panna che sarebbe scaduta il giorno dopo e nel porta frutta gironzolavano da tempo 2 mele che stavano per chiedere asilo politico alla vicina di casa, ecco cosa ho fatto.

Sformato di mele 

Un dolce che potete fare anche con altra frutta a piacere.

Ingredienti: 2 /3 mele –  2 cucchiai di uvetta passa ammollata – 100 gr di burro fuso – 200 gr di panna fresca – 3 uova – 180 gr di zucchero  – ½ bustina di lievito – spezie a piacere –  vaniglia e/o cannella in polvere – buccia di limone grattugiata – un pizzico di sale.

 

Imburra una pirofila da forno e adagia sul forno le mele precedentemente mondate e tagliate a fettine. Distribuiscici sopra l’uva passa ammollata e ben strizzata. In una scodella mescola tutti gli altri ingredienti montando ben bene fino ad ottenere un composto cremoso. Versalo sulle mele pareggiando con cura e cucina in forno preriscaldato a 180° per circa 30/35 minuti. Sulla superficie se vuoi puoi cospargerci delle mandorle a lamelle o zucchero in granella.

P.S. Se non hai la panna non serve che tu esca per andare a prenderla…. Puoi sostituirla con la stessa quantità di yogurt e se la quantità dello yogurt che hai non è sufficiente aggiungi del latte. Puoi anche questo dolcetto con usando metà dose (in questo caso metti  1 uovo invece di 3) e sarà sufficiente per una pirofila rotonda di  22/24 cm di diametro.

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Prova le ricette e lasciaci  i tuoi commenti, impressioni….o anche un semplice saluto.

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28 Marzo 2020 / / Architettura

Carlo Ratti Associati con Italo Rota, in collaborazione con un team internazionale di esperti, ha sviluppato il progetto CURA trasformando dei container in nuove unità di terapia intensiva.

Mentre prosegue la pandemia di COVID-19, un gruppo internazionale di designer, ingegneri, medici ed esperti militari ha unito le proprie forze per lavorare a CURA: un progetto open-source per rendere più efficiente la costruzione di nuove unità di terapia intensiva. Il primo prototipo del sistema CURA (acronimo per “Connected Units for Respiratory Ailments”, ovvero “Unità connesse per le malattie respiratorie”) è in corso di sviluppo a Milano, grazie al sostegno di UniCredit. Il progetto utilizza container riconvertiti per creare stanze di biocontenimento trasportabili in qualsiasi città del mondo, così da rispondere con prontezza alla propagazione della malattia e alla carenza di postazioni nelle terapie intensive degli ospedali.

CURA consiste in una unità compatta di terapia intensiva per pazienti con malattie respiratorie, alloggiata all’interno di un container intermodale a biocontenimento (grazie a un sistema a pressione negativa), della lunghezza di circa 6 metri. Ogni unità funziona in autonomia e può essere spedita ovunque. I container sono connessi da una struttura gonfiabile e possono generare configurazioni modulari multiple (da 4 a oltre 40 posti letto). Alcune unità potrebbero essere posizionate in prossimità di un ospedale (ad esempio in un parcheggio) per aumentare il numero di postazioni di terapia intensiva. Altre unità potrebbero essere utilizzate per creare infrastrutture autonome di dimensioni variabili.

CURA punta a migliorare l’efficienza delle attuali soluzioni per la progettazione di ospedali da campo, adattandole ai bisogni della pandemia da coronavirus. Nelle ultime settimane, di fronte alla crescita del numero di pazienti con gravi sindromi respiratorie, spesso con bisogno di ventilatori polmonari, molti ospedali nei paesi più colpiti dal COVID-19, dalla Cina all’Italia, dalla Spagna agli Stati Uniti, si sono trovati in difficoltà ad accrescere il numero delle postazioni in terapia intensiva. Comunque si evolva la pandemia nei prossimi mesi, si prevede che a livello internazionale sarà necessario un numero aggiuntivo di unità di terapia intensiva.

Il sistema CURA punta a essere rapido da installare come una tenda ospedaliera, ma sicuro per le attività mediche come un reparto di isolamento di un ospedale, grazie a dispositivi di biocontenimento. Il progetto segue le linee guida rilasciate dalle autorità cinesi per la lotta al COVID-19 negli ospedali, al contempo rendendone più veloce l’esecuzione. Ogni container CURA sarà dotato di tutte le strumentazioni mediche necessarie per accogliere due pazienti affetti da coronavirus in terapia intensiva, inclusi ventilatori polmonari e supporti per fluidi endovenosi.

Il progetto CURA è sviluppato senza scopo di lucro e secondo una modalità open-source, e invita ad ulteriori contributi e suggerimenti

Di seguito la lista di coloro che hanno contribuito fino ad oggi, in ordine cronologico:

CRA-Carlo Ratti Associati con Italo Rota (Design e innovazione), Istituto Clinico Humanitas (Ingegneria medica), Policlinico di Milano (Consulenza medica), Jacobs (Alberto Riva – Master Planning, design, costruzione e servizi di supporto logistico), studio FM milano (Identità visiva & graphic design), Squint/opera (Digital media), Alex Neame – Team Rubicon UK (Logistica), Ivan Pavanello per Projema (Ingegneria MEP), Dr. Maurizio Lanfranco – Ospedale Cottolengo (Consulenza medica).

CURA è supportato dal World Economic Forum, attraverso le piattaforme COVID-19 e Cities, Infrastructure and Urban Services.

Maggiori informazioni sul progetto sono disponibili sul sito www.CURApods.org

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28 Marzo 2020 / / Blog

Aggiornato al 29 Marzo, 2020 -

Certi contrasti sono irresistibili, come quello che caratterizza lo stile country industrial, ovvero la contaminazione tra  stile country e stile industrial.  Rilassato e vintage il primo, moderno e urbano il secondo.

Le origini country dello stile industrial

Il country è uno stile caldo e invitante che predilige il legno, i colori pastello, motivi floreali e tessuti corposi. È uno stile con un’anima femminile e decorativa. L’arredamento industrial è invece l’esatto opposto: ha un’anima più maschile, con materiali freddi e colori scuri.

Le origini dello stile industrial risalgono agli anni ’60 e ’70 del Novecento. L’ispirazione sono i primi loft degli artisti americani, con un mood allo stesso tempo contemporaneo e vintage. Le abitazioni-studio, ricavate proprio da ambienti industriali o commerciali dismessi conservavano caratteristiche della struttura originaria, come, per esempio, le tubature a vista.

In tempi più recenti si sono iniziate a sperimentare contaminazioni dell’industrial con il country e il risultato ha riscosso un immediato successo. Per quanto opposti, questi due stili di arredo funzionano alla perfezione insieme. Cio avviene grazie alla loro capacità di bilanciare i contrasti sia a livello materico che cromatico. Una sfida intrigante che può regalare grandi soddisfazioni!

Colori, tessuti e fantasie dello stile country industrial

Lo stile industrial è caratterizzato da colori scuri o neutri come il grigio, il nero, il grafite, o tinte piene come il verde scuro. Le finiture sono perlopiù opache ed è molto tipico l’effetto cemento o ruggine.

Quando l’industrial si mischia al country la durezza dei colori viene stemperata grazie all’introduzione nell’ambiente di elementi in colori pastello. I toni tendono ad essere naturali e attenuati, non c’è niente di eccessivamente luminoso o audace.

Nel country industrial un ruolo importante è giocato dai tessuti, con la presenza di tappeti, cuscini e tende magari in fibre naturali come lo juta, il lino, il sisal, comunque niente di troppo delicato.

Come è facile immaginare, nell’arredamento country industrial non trovano posto i motivi leziosi o floreali del country più classico, ma si privilegeranno ad esempio decori a strisce o a quadri. Spesso si troveranno cuscini in pelliccia o con pattern che richiamano gli animali (ad esempio lo zebrato o il maculato), che grazie al richiamo della natura danno un immediato tocco stravagante all’ambiente.

cucina industrial astra
Fonte: Cucina industrial Astra

L’arredamento e i materiali utilizzati (legno, mobili, pavimenti)

Lo stile industrial è caratterizzato da spazi aperti e minimal, con soffitti alti e spaziosi tipici dei loft.
Le forme sono geometriche, spesso spigolose, e i materiali duri, grezzi ed esposti. Il metallo è il materiale industrial per eccellenza – dalla latta all’alluminio, dal ferro all’acciaio – e spesso viene abbinato a mattoni a vista.

Quando l’industrial si fonde il country, il freddo del metallo viene stemperato dal legno. In questo modo si crea quella connessione con la natura che è l’elemento tipico del country. Così in una casa in questo stile non possono mancare pezzi in legno grezzo: ad esempio un tavolo in legno di recupero, magari caratterizzato da un elemento originale come un dettaglio in ferro battuto o una ruota.
Le forme dure e squadrate dell’industrial sono ammorbidite dall’incontro con quelle più morbide e tondeggianti del country, e si declinano in cassettiere, madie e carrelli in legno e metallo.

Per il salotto si può puntare sia su un divano snello e minimal con piedi in metallo, sia, per un effetto più accogliente, su un divano grande e tradizionale.

cucina stosa country industrial moderno
Cucina Stosa in stile country industrial.

Decorazioni in stile country industrial (fiori, soprammobili)

Per dare subito un tocco di country al tuo loft industrial puoi utilizzare un tappeto dal pattern fantasioso e dalla texture corposa: una certa varietà di trame rende subito lo spazio più accogliente e caldo.

Punta inoltre su soprammobili dalle forme tondeggianti per stemperare la geometria tagliente dei mobili industrial: ad esempio una lampada da tavolo dalle forme morbide o un semplice vaso con i tuoi fiori preferiti.

Anche lo stile country-industrial ama le grandi librerie a parete, magari con una scaletta di metallo per raggiungere i libri collocati più in alto.

Rispetto agli altri tipi di arredamento country, nel decor country industrial il caos e la mescolanza sono meno casuali e più bilanciati: è importante che caldo e freddo, legno e metallo, morbido e duro, insomma le due anime femminile e maschile, yin e yang di questi due stili siano sempre bilanciate a dovere. Il risultato sarà una casa piena di carattere e assolutamente unica.

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27 Marzo 2020 / / Design

Con la stampa 3D la startup bresciana Isinnova salva la vita a centinaia di persone

Il primo passo è stato quello di stampare in 3D 100 valvole per respiratori, ora prendono le maschere da sub in vendita da Decathlon, lavorano sul boccaglio, stampano in 3D alcuni pezzi e le trasformano in maschere respiratorie d’emergenza. In questo modo Isinnova salva moltissime persone contagiate da Covid-19 affette da gravi problemi respiratori.

 “E’ nei momenti di crisi che sorge l’inventiva”, diceva Albert Einstein. E questo Isinnova lo sa molto bene! Una realtà, quella fondata da Cristian Fracassi e Alvise Mori nel 2015, che in soli cinque anni dalla sua nascita ha già offerto i suoi servizi ad oltre 350 inventori, realizzando 80 progetti.

Ecco i dettagli del progetto raccontato da Isinnova

Nei giorni scorsi siamo stati contattati da un ex primario dell’Ospedale di Gardone Valtrompia, il Dott. Renato Favero, che è venuto a conoscenza di Isinnova tramite un medico dell’Ospedale di Chiari, struttura per la quale stavamo realizzando con stampa 3d le valvole d’emergenza per respiratori. Il Dottor Favero ha condiviso con noi un’idea per far fronte alla possibile penuria di maschere C-PAP ospedaliere per terapia sub-intensiva, che sta emergendo come concreata problematica legata alla diffusione del Covid-19: si tratta della costruzione di una maschera respiratoria d’emergenza riadattando una maschera da snorkeling già in commercio.

Abbiamo analizzato la proposta assieme all’inventore (il Dott. Favero). Abbiamo contattato in breve tempo Decathlon, in quanto ideatore, produttore e distributore della maschera Easybreath da snorkeling. L’azienda si è resa immediatamente disponibile a collaborare fornendo il disegno CAD della maschera che avevamo individuato. Il prodotto è stato smontato, studiato e sono state valutate le modifiche da fare. È stato poi disegnato il nuovo componente per il raccordo al respiratore, che abbiamo chiamato valvola Charlotte, e che abbiamo stampato in breve tempo tramite stampa 3d. Il prototipo nel suo insieme è stato testato su un nostro collega direttamente all’Ospedale di Chiari, agganciandolo al corpo del respiratore, e si è dimostrato correttamente funzionante. L’ospedale stesso è rimasto entusiasta dell’idea e ha deciso di provare il dispositivo su un paziente in stato di necessità. Il collaudo è andato a buon fine.

Ribadiamo che l’idea si rivolge a strutture sanitarie e vuole aiutare a realizzare un maschera d’emergenza nel caso di una conclamata situazione di difficoltà nel reperimento di fornitura sanitaria ufficiale, solitamente impiegata. Né la maschera né il raccordo valvolare sono certificati e il loro impiego è subordinato a una situazione di cogente necessità. L’uso da parte del paziente è subordinato all’accettazione dell’utilizzo di un dispositivo biomedicale non certificato, tramite dichiarazione firmata.

Stante la bontà del progetto, abbiamo deciso di brevettare in urgenza la valvola di raccordo, per impedire eventuali speculazioni sul prezzo del componente. Chiariamo che il brevetto rimarrà ad uso libero perché è nostra intenzione che tutti gli ospedali in stato di necessità possano usufruirne.”

Isinnova ha deciso di condividere liberamente il file per la realizzazione del raccordo in stampa 3d. A differenza della valvola dei respiratori, si tratta di un raccordo di facile realizzazione, quindi è possibile per tutti makers provare a stamparlo. Le strutture sanitarie in difficoltà potranno acquistare la maschera Decathlon e accordarsi con stampatori 3d che realizzino il pezzo e possano fornirlo.

Non resta che dire GRAZIE a tutto il team di Isinnova!

Per informazioni e contatti www.isinnova.it

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