3 Novembre 2019 / / +deco

Alcuni designer di prodotti puntano solo a fare begli oggetti, altri si impegnano a creare qualcosa di bello ed ecologico, se non addirittura qualcosa aiuti a preservare la biodiversità.

Fernando Laposse -un designer di prodotto messicano, recentemente insignito del titolo Eco Designer to Watch dalla rivista britannica Homes&Garden– fa parte del secondo gruppo.

Ha recentemente inventato un’impiallacciatura per arredi e interni fatta di buccie di mais messicano. Ne è nata una collezione, Totomoxtle, che presenta oggetti e mobili ricoperti di questa impiallacciatura dai colori autunnali.

Come si legge sul sito di Fernando Laposse “questo progetto va oltre la pura estetica. Totomoxtle punta alla rigenerazione delle tecniche tradizionali di agricoltura in Messico, e a creare un nuovo artigianato che generi reddito per i contadini poveri e promuova la preservazione della biodiversità per una futura sicurezza alimentare.

Sfortunamente il numero di varietà autoctone del mais messicano stanno drammaticamente calando. Gli accordi internazionali commerciali, l’uso aggressivo di erbicidi e pesticidi e l’introduzione di semi dall’estero altamente modificati hanno decimato la pratica di coltivazione del mais autoctono nel paese: non ne vale più la pena, semplicemente. Il mercato adesso favorisce caratteristiche standard che possono essere solo assicurate con del mais geneticamente modificato e ibrido.

In più, la maggiorparte del mais raccolto nel mondo viene usato per nutrire i bovini o trasformato in prodotti secondari che variano dai dolcificanti per cibo industriale alla bioplastica, per cui la qualità nutrizionale non è una priorità”.

Penso che sia importante dare spazio a designer come Fernando Laposse e a una nuova generazione di talenti con una visione più sostenibile.

Mi piacciono molto i colori caldi delle finiture della collezione Totomoxtle.

Fernando Laposse è sicuramente da tenere d’occhio.

(Photograps from Fernando Laposse website)

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1 Novembre 2019 / / Le Galosce Gialle

“Dalla Culla alla Culla”

Ho appena finito di leggere il libro Dalla culla alla culla, citato durante un incontro di Economia circolare in edilizia.  Il libro è stato scritto dall’architetto statunitense William McDonough, insieme al chimico tedesco Michael Braungart.

Economia circolare ma non solo

Si sente parlare sempre di più di Economia circolare. Proprio ieri 31 ottobre 2019, si è tenuto un evento su questo tema all’Auditorium di Roma. Il chimico tedesco Michael Braungart, uno dei due autori del libro (il secondo è l’architetto William McDonough), è stato invitato all’evento del Messaggero di cui si può leggere l’intervista a questo link.

Mi ha fatto sorridere leggere nell’articolo un aneddoto riguardante l’Autore, sembra che alla Biennale di Architettura di Venezia nel 2016, Michael Braungart abbia vissuto su un albero per un breve periodo.

A questo proposito il chimico tedesco all’intervista sul Messaggero risponde: 

Il mio intento era dimostrare come un edificio possa essere concepito diversamente. Non limitandosi quindi a ridurre il consumo energetico, ma ripulendo l’aria, sostenendo la biodiversità, cambiando colore con le stagioni.

Edificio che si ispira all’albero! Progettare imitando i processi della natura, dove non esistono rifiuti. Tutto viene riassorbito in un ciclo di vita continuo. Una economia appunto circolare.

Nel libro gli Autori spiegano molto bene come non basta pensare solo al riciclo, al limitare, ad azzerare, ma bisogna avere una visione più completa su come organizzare l’industria e la progettazione dei prodotti su un modello da loro definito “Cradle-to-cradle”- dalla Culla alla Culla, attraverso “un approccio biomimetico alla progettazione di prodotti e sistemi, che modella l’industria umana sui processi naturali” *.

Gli spunti contenuti nel libro sono davvero molti, cercherò di riportare alcune riflessioni e principi interessanti e soprattutto applicabili per quanto riguarda il mondo dell’architettura e dell’edilizia.

Upcycling

 Il concetto che sta alla base del modello proposto da Michael Braungart e William McDonough, autori del libro e inventori del modello Dalla culla alla culla, è che “Riciclare non è abbastanza. Bisogna ambire al livello superiore. Conoscere meglio i prodotti al fine di creare upcycling, innovazione e non semplice riciclaggio”.

Immagini dal sito EPEA

Il primo capitolo del libro si intitola: Una questione di progettazione. 

In tutti i campi c’è bisogno di una buona progettazione, perché “Prodotti che non siano pensati nel rispetto della salute dell’uomo e dell’ambiente sono poco intelligenti”, come dicono gli Autori nel libro From Cradle to cradle.

Questi prodotti poco intelligenti vengono definiti nel libro prodotti grezzi o prodotti più, ovvero prodotti che solitamente il consumatore si porta a casa insieme ad additivi non richiesti.

Dalla Culla alla Culla

La teoria Dalla Culla alla Culla si contrappone a quella definita “Dalla culla alla Tomba”, che in genere si trova alle basi della progettazione di un qualsiasi prodotto, che è di solito progettato e pensato per arrivare fino alle mani del consumatore, senza pensare a quello che succederà dopo.

Il modello Dalla culla alla culla, che parla di economia circolare ma non solo, si prefigge l’obiettivo di pensare e di risolvere quello che sarà la fine di un prodotto, pensando quindi all’intero ciclo di vita, dall’inizio fino alla fine e anche oltre. Solo se si pensa alla fase finale di un prodotto fin dalla sua progettazione, si potrà arrivare a realizzare un prodotto che alla fine non diventerà rifiuto. 

Nel libro gli Autori prendono come esempio la comunità di formiche, le quali “non sono dannose perche tutto ciò che costruiscono o utilizzano entra nel ciclo naturale dalla culla alla culla”.

Vi cito due esempi di progettazione cradle-to-cradle scritti nel libro:

  • “edifici che, come gli alberi, producano più energia di quella che consumano e purificano le proprie acque di scarico” 
  • “prodotti che al termine della loro vita non diventino rifiuti inutili, ma possano essere gettati a terra, decomporsi e diventare cibo per piante e animali, e sostanze nutritive per il terreno; o in alternativa reinserirsi nei cicli industriali”.

Ecoefficacia, Sovraciclaggio, Nutrienti biologici e tecnici

Inoltre parlano di termini come Efficacia contrapposta a quella di Efficienza, di Sovraciclaggio rispetto al Riciclaggio o Subciclaggio; di Ibridi mostruosi, ovvero quei prodotti realizzati sia con nutrienti biologici che con nutrienti tecnici che a fine vita non sono stati pensati per essere separati e ritornare rispettivamente nel cosiddetto Metabolismo Biologico o Metabolismo Tecnico. Una soluzione consiste proprio nel tenere separati i due mondi, in modo da poter reinserire ogni prodotto nel rispettivo processo naturale o tecnico, non creando quelli che vengono definiti Ibridi mostruosi.

Immagini dal sito EPEA

Perchè Cradle-to-Cradle?

Perché vi ho voluto parlare della teoria del Cradle-to-cradle?

Prima di tutto perché nel momento in cui si sceglie di comprare un prodotto, avere in mente la domanda “che fine farà?” potrà cambiare il modo in cui compriamo e inseriamo prodotti all’interno delle nostre case. 

Nelle abitazioni ad esempio se si deve ristrutturare o anche solo arredare, è importante sapere che esistono materiali che a fine vita possono essere reinseriti all’interno di un ciclo produttivo, altri invece che contribuiranno a generare nuovi rifiuti difficili da smaltire.

E siccome, forse ingenuamente, credo che il cambiamento avvenga a piccoli passi, che scegliendo cosa comprare influenziamo il mercato, penso sia fondamentale sapere cosa stiamo scegliendo

Non si tratta di scegliere solo quello che è bio, naturale o etichettato come ecologico. C’è bisogno di andare più a fondo, fare domande ai venditori, per sapere cosa c’è dentro un prodotto e cosa c’è dietro la sua realizzazione, e infine cosa ci sarà dopo.

Il modello proposto dai due Autori inoltre a differenza di alcune teorie che sono un po’ deprimenti, ad esempio il decluttering, il limitare, o l’azzerare (importanti ma non risolutive!), si caratterizza come un modello creativo e positivo dell’economia circolare.

Vi riassumo perché questo modello l’ho trovato davvero interessante:

  • Perché è creativo, mette in gioco la progettazione!

Eliminare il concetto di rifiuto significa progettare tutto – prodotti imballaggi e sistemi – fin dall’inizio in base al principio che il rifiuto non esiste. (“From Cradle to Cradle”, Michael Braungart, William McDonough)

  • Perché c’è bisogno di fantasia per realizzare prodotti che non finiscano nella tomba ma ritornino alla culla!

L’obiettivo [della teoria dell’ecoefficienza] è azzeramento: zero rifiuti, zero emissioni, zero impronta ecologica.

Finché gli esseri umani saranno considerati un male, l’azzeramento rimarrà un buon obiettivo. Ma limitare i danni significa in fondo anche accettare che le cose rimangano come sono. Ecco il limite più grave di questa impostazione: la censura della fantasia. Secondo noi è una visione deprimente della funzione che la nostra specie ha nel mondo.

  • Perché ha fiducia nell’uomo, nella sua capacità e nella tecnologia!

Perché non pensare a un modello completamente diverso? Che cosa succederebbe se invece [noi uomini] fossimo un bene al 100 per cento?

  • Perché è positiva: parla di cambiamento e la sua teoria non si basa sull’azzeramento o sul limite, bensì sul cercare di lasciare un impatto positivo sull’ambiente!

In natura le conseguenze della crescita – l’aumento degli insetti, dei microorganismi, degli uccelli, del ciclo delle acque e dei flussi nutrienti- tendono a dare vitalità all’intero ecosistema, arricchendolo.

(In corsivo citazioni di “From Cradle to Cradle”, Michael Braungart, William McDonough)

Il ciliegio

Voglio concludere con l’immagine del ciliegio.

Nel libro si parla del ciliegio non perché sia ecoefficiente, ma come esempio di prosperità, di ciclo della vita dove ogni elemento, dai fiori ai frutti, anche quelli che non sono mangiati e che cadono per terra, serve per il ciclo di vita dell’albero stesso. Non ci sono rifiuti!

Il ciliegio

L’albero nutre infatti tutto ciò che gli sta intorno. L’albero non è un’entità isolata rispetto ai sistemi che lo circondano: è inestricabilmente e produttivamente connesso con loro.

Crescendo, persegue un disegno di abbondanza, rigenerativa, ma non fine a se stessa. La crescita dell’albero innesca una serie di effetti positivi. Fornisce cibo per insetti e microorganismi. Arricchisce l’ecosistema…

Crediamo che gli esseri umani possano fare fruttare il meglio della tecnologia e della cultura, in modo che gli spazi civilizzati riflettano una nuova prospettiva. Edifici, sistemi, quartieri e perfino intere città devono intrecciarsi con gli ecosistemi circostanti, per arricchirsi vicendevolmente.

Grazie a Michael e William per la loro positività, e per averci suggerito un modello non tradizionale in cui l’uomo può contribuire con la sua creatività e il suo ingegno a inventare prodotti che siano un BENE AL 100% per il mondo.

Ad esempio gli Autori scrivono, perché non inventare una suola della scarpa che camminando anziché rilasciare sostanze nocive per l’ambiente, possa contribuire al suo nutrimento?

I mio invito è, per noi progettisti

Progettiamo in modo intelligente

per noi consumatori 

Compriamo facendoci più domande!


Link:

*https://www.ilmessaggero.it/economia/economia_circolare/economia_circolare_michael_braungart-4830791.html

Epea: (Environmental Protection Encouragement Agency) fondata ad Amburgo dal Prof. Dr. Michael Braungart

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1 Novembre 2019 / / Charme and More

novembre

Novembre è arrivato.

L’autunno è entrato nel vivo, con le giornate di pioggia, le prime nebbie e l’intensificarsi del freddo.

L’undicesimo mese dell’anno con pioggia di foglie che cadono dagli alberi, con le giornate che si accorciano per molti è un mese triste, quindi perchè non iniziarlo con una gallery fotografica in grado di risollevare l’umore e rendere più vivo uno dei mesi più grigi dell’anno?

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Ph via @mylondonfairytales

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Knit essentials

Caldi maglioni ispirati ai colori della terra e del foliage ci proteggeranno dal freddo con stile durante il mese di novembre.

Maglione Mille fatto a mano da  Metaformose  in lana e cashmere (€ 142,78)

Ph via @nycbambi
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1 Novembre 2019 / / Decor

Il Fort Lauderdale Boat Show è in corso dal 29 ottobre al 3 novembre 2019 presso il Bahia Mar Yachting Center di Fort Lauderdale, in Florida. E’ la più grande fiera americana dedicata alle imbarcazioni da diporto.

COVET HOUSE sta ora esplorando nuovi mondi del design degli interni, creando, fornendo consulenza e ispirando nuove frontiere del design degli yacht, nel salone nautico internazionale di Fort Lauderdale.

Di seguito potete leggere la proposta di questa azienda per la fiera in lingua inglese

COVET HOUSE checks in Fort Lauderdale Boat Show, Starring in the World’s Largest in-water Boat Exhibition

Sailing into the field of the most high-end and wealthy lifestyle, exploring new frontiers of the interior design world: The super yachts. Just like the Portuguese sailed and ventured in the unknown waters of the New World in the early XV century, COVET HOUSE is now cruising into new depths and exploring new edges of interior design, by creating, advising and inspiring new frontiers of yacht design, in the Fort Lauderdale International Boat Show.

Fort Lauderdale International Boat Show

Already conquering the world of residential and commercial interior designs, the brand is now venturing in deeper waters and exploring new edges of the design, by creating, advising and inspire this small, yet opulent niche in the interior design market.

Exhibiting between October 30th and November 3rd
At Booth #689 in the Super Yacht Pavillon

Ostentatious, yachts are truly the epitome of luxury transportation and are reserved for the few crème de la crème, being one of the most expensive and opulent vehicles in the world.

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Fort Lauderdale Boat Show

The Fort Lauderdale International Boat Show, with its ever-expanding fleet of superyachts, sport fishing vessels, go-fast boats, submersibles, and everything in between, will soon be pulling into port. Besides a flotilla of over-the-top vessels this year’s show is guaranteed to make a splash with the commemoration of its 60th anniversary with unique activations, remarkable experiences and an additional location, the world’s largest in-water boat show just got bigger and Covet House is ready to celebrate together.

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Located in the “Yachting Capital of the World” and recognized as the pinnacle of all nautical exhibitions, this year’s show will feature over 1,500 boats and 1,200 exhibitors, with more than 110,000 visitors from around the world expected to attend. With three million square feet of exhibit space, FLIBS spans seven waterfront locations, including the Bahia Mar Yachting Center, Hall of Fame Marina, Las Olas Municipal Marina, Hilton Fort Lauderdale Marina, Pier Sixty, Six Marina, Pier Sixty, Six South, and the Greater Fort Lauderdale/Broward County Convention Center, all connected by an intricate network of water and ground transportation services.

Fort Lauderdale International Boat Show

Fort Lauderdale Boat Show: COVET HOUSE

Covet House will inspire and bring its visionary designs into the ostentatious world of the yachts

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Providing inspirations with more than 2000 products and 1300 inspirations, from casegoods to bathtubs and from a mid-century style to modern classic, Covet House will be showcasing a variety of luxurious pieces.

COVET HOUSE is always looking for innovative and new ways to inspire the world with its luxurious brands BOCA DO LOBO, DELIGHTFULL, BRABBU, KOKET, MAISON VALENTINA, CIRCU, LUXXU, ESSENTIAL HOME, RUG’SOCIETY, PULLCAST, and FOOGO, now cruising into the world of the yatch interior decorations, with the most inspirational design ideas.

VISIT COVET HOUSE at BOOTH #689 in the Super Yacht Pavillon


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31 Ottobre 2019 / / Architettura

Sestini e Corti firma un nuovo progetto di interior design dove estetica e funzionalità si combinano in modo semplice e naturale.

Siamo nel cuore della Toscana, vicino al borgo medievale di Montepulciano, qui un’antica abitazione contadina è stata completamente ricostruita nel pieno rispetto del contesto paesaggistico e utilizzando materiali autoctoni come mattoni e pietre per i muri, tegole e coppi per i tetti.

Il podere, diviso in più livelli, è stato suddiviso in ambienti ampi e luminosi grazie anche a pavimenti in travertino e parquet in rovere dalla finitura molto chiara, mentre gli arredi sono stati tutti realizzati su misura dall’azienda toscana Sestini e Corti al fine di ottenere il giusto equilibrio tra estetica e funzionalità.

All’entrata di questo podere dallo stile fortemente contemporaneo, si accede alla zona giorno. Protagonista di questo ambiente è la bellissima scala realizzata con una lunga trave in ferro e scalini in legno massello. Sulla destra, invece, una particolare parete in rovere divide l’ingresso dalla cucina anch’essa in legno, installata sul retro della parete.

Ogni camera dispone di armadi realizzati su misura, i bagni hanno tutti lavabi in cermica in appoggio su mensole di legno massello, mentre in esterno è stata realizzata una cucina con ante in legno e piano in travertino.

La ricerca dei pochi materiali da utilizzare come rovere, travertino e ferro è stata un’espressa richiesta della committenza che ha dato particolare importanza alla cura dei dettagli e alle modalità di costruzione di ogni singolo arredo.


Il progetto di ricostruzione è stato curato da CONIX RDBM Architects.

www.sestiniecorti.it

L’articolo Residenza Toscana di Sestini e Corti proviene da Dettagli Home Decor.

31 Ottobre 2019 / / Decor

Ho sempre detto, e non smetterlo mai di ripeterlo, che un buon interior design è soprattutto composto da piccole cose, piccole attenzioni, piccoli dettagli, che tutti insieme ci permettono di ottenere un grande risultato.

Ogni oggetto che noi scegliamo per la nostra casa è importante nel suo piccolo e in relazione agli altri e l’amore, la cura e l’attenzione con le quali lo avete scelto, di sicuro, si respireranno e si percepiranno all’interno dell’ambiente che avete arredato.

Anche delle semplici ciotole di ceramica, come quelle che potete trovare e scegliere comodamente su homelook.it, se disposte e selezionate nella maniera giusta, potrebbero cambiare le sorti del vostro arredo.

ciotole di ceramica
ciotole di ceramica
ciotole di ceramica
ciotole di ceramica

Come e in quali ambienti usare le ciotole di ceramica

Le ciotole di ceramica sono tra gli oggetti più utili ma anche più decorativi per dare carattere e personalizzare l’arredamento, inoltre possono essere utilizzate in svariati modi.

Possiamo sfruttare le ciotole di ceramica per contenere, oltre che cibi, oggetti, potpourri, piante o anche semplicemente vuote faranno la loro figura.

Possiamo usare ciotole di ceramica per riempire in modo creativo le mensole o i ripiani della cucina, per dare un tocco di colore e di personalità o impiegarle nella zona giorno, per creare delle affascinanti composizioni su mobili, ripiani, tavolini o librerie, grazie ad un attento home staging.

Anche in bagno e in camera da letto, questi oggetti potranno tornarci utili come contenitori alternativi e, allo stesso tempo, per decorare in modo creativo, originale e alternativo le superfici, la maggior parte delle volte molto spoglie o riempite a casaccio.

ciotole di ceramica
ciotole di ceramica
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ciotole di ceramica
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ciotole di ceramica
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ciotole di ceramica

Ciotole di ceramiche per tutti i gusti

Questo tipo di complimenti, poco impegnativi, ci permettono di cambiare di frequente stile ai nostri ambienti, le potremo scegliere così a tema natalizio sotto le feste o con foglie e fiori se siamo nel nostro periodo jungle e ancora, in colori accesi se ci sentiamo particolarmente vivaci o pastello se siamo romantici.

La scelta è davvero infinita, fantasie geometriche, black & white, stile nordico, rustico, orientale, glamour, scegliete i pezzi giusti, componeteli armonicamente insieme ad altri elementi, come decorazioni, piccole stampe, vasetti, libri, e la vostra casa acquisterà senza dubbio il giusto stile.

Anche on line è semplice trovare su siti specializzati sull’arredamento, come ad esempio homelook.it, tantissime proposte selezionate tra le marche più interessanti sul mercato.

Vi sarà così molto semplice trovare proprio quello che fa per voi e creare il giusto set su quella mensola, quel mobile o quel ripiano che aveva davvero bisogno del dettaglio giusto.

Piccoli allestimenti

Una delle regole base, quando si vuole creare una composizione, set di oggetti o “vignettes” è la regola del tre:
si tratta di studiare sempre degli allestimenti formati da tre elementi (o comunque un numero dispari di oggetti) e disporli secondo un triangolo immaginario, dove gli elementi più bassi formano la base e i più alti il vertice.

Grazie a questo piccolo suggerimento creerete dei bellissimi set con il giusto equilibrio; ora non vi resta che scegliere le ciotole in ceramiche più adatte al vostro stile.

L’articolo arredare con le ciotole di ceramica proviene da Architettura e design a Roma.


I post di Quid divinum:

Inserire immagini fotografiche in un contesto arredato, perché ci parlino, ci ricordino qualcosa oppure perché parlino di noi, comporta una serie di attente valutazioni. Sono molti i fattori da considerare quando si inserisce un’opera fotografica in un ambiente. La fotografia è un’arte che ha un rapporto speciale con l’architettura e l’arredamento contemporanei.

La fotografia è un’arte che ha un rapporto speciale con l’architettura e l’arredamento contemporanei.

È vero che viviamo immersi in un flusso continuo di immagini digitali.  Ne scattiamo tutti moltissime ogni giorno, con maggiore o minore competenza e ne vediamo molte di più. Quando però una fotografia entra nello spazio arredato deve essere una foto scattata e stampata con un’attenzione speciale, con sensibilità artistica, per aggiungere valore a un arredamento contemporaneo. Per stare bene su una parete, una foto deve essere un’opera d’arte.

Innanzitutto il contenuto. Il contenuto dell’immagine, ciò che essa racconta, raffigura, evoca, è fondamentale. Il contesto potrebbe imporci determinati soggetti ed escluderne altri, a seconda di chi frequenta quell’ambiente. Penso a luoghi di lavoro, per l’accoglienza, per il soggiorno turistico, per l’abitazione, per l’incontro di associazioni. Ogni spazio arredato ha le sue esigenze di comunicazione e di rappresentazione.

(A questo proposito ti consiglio di leggere questo post: Navigare, metafora visiva .)

Un vero e proprio progetto artistico e di architettura degl’interni.

Dobbiamo quindi scegliere la consistenza del supporto, il suo peso, la sua rigidezza, la presenza o meno di una cornice e naturalmente le sue proporzioni rispetto all’ambiente, i suoi colori, il suo rapporto con altre immagini. Anche qui, stiamo parlando di progettazione, di design, anzi, nello specifico di visual design.

Ogni foto è una finestra su un tempo o uno spazio diversi da quelli in cui ci troviamo mentre la guardiamo. 

Quando desideriamo inserire in un ambiente un’opera fotografica potremmo desiderare di perderci in un panorama idillico, oppure mettere l’accento su un colore, suggerire un vuoto, oppure rappresentare un concetto in forma di metafora visiva per illustrare un’attività, una mission.
Comporre tutti questi elementi in coerenza tra loro è un vero lavoro di progettazione. Di più: in questo lavoro sono diverse le arti che dialogano tra loro, per realizzare un’opera totale.

Sfoglia nella pagina delle ambientazioni realizzate con fotografie scelte dal mio repertorio oppure scattate ad hoc per le tue specifiche richieste. 

(A questo proposito ti consiglio di guardare questo progetto .)

Scegli nelle mie collezioni e immagina il nostro nuovo progetto.

L'articolo La fotografia e lo spazio arredato sembra essere il primo su MARA CELANI.

31 Ottobre 2019 / / Architettura

Coperture per piscina: utili per mantenere in perfette condizioni l’acqua, oltre ad essere un elemento estetico che rende la piscina ancora più elegante e di design.

Coperture per piscina

La piscina, oltre a regalare momenti di divertimento e relax, conferisce alla casa un indiscutibile tocco di eleganza. Se non curata nel modo adeguato, però, non si mantiene in condizioni ottimali: ecco perché è fondamentale non sottovalutare l’importanza di una manutenzione costante. Una copertura per piscina è l’ideale per mantenere in perfette condizioni l’acqua, oltre ad essere un elemento estetico che rende la piscina ancora più elegante e di design.

Le coperture per piscina sono tantissime e di svariate tipologie , a seconda dei gusti, delle esigenze e della capacità di spesa di ognuno.

Abrisud concepisce, produce, consegna e installa circa 5000 coperture all’anno, e garantisce una prestazione su misura. Abrisud dispone della gamma più completa per proteggere e mettere in sicurezza la piscina; coperture piatte, basse, alte, in alluminio o in legno, ma anche tapparelle fuori terra o immerse o, e una copertura per piscina unica, che rimane sempre tesa, sviluppata in esclusiva per Abrisud dalla società Coverseal. Oltre al settore delle piscine, Abrisud propone coperture appositamente pensate per spa e terrazze: coperture spa, coperture residenziali, rotonde e pergolati. 

Ma analizziamo più da vicino alcuni dei più importanti tra i vari modelli di coperture Abrisud

Tapparella fuori terra per piscina 

La copertura a tapparella per piscina con panchina fuori terra, realizzata su misura, garantisce un ingombro minimo e può essere installata su qualsiasi piscina. È disponibile in due versioni: con o senza rivestimento esterno. Il design unico delle lame di questa tapparella è brevettato per garantire tenuta e pulizia superiori e la durata nel tempo delle labbra di copertura per impedire l’accumulo di sporcizia tra le lame. I tappi di otturazione saldati con ultrasuoni mantengono stagna ogni lama per una durata ottimale della copertura. 

Coperture per piscina

Copertura per piscina bassa scorrevole

Questa copertura multifunzionale offre il massimo accesso alla piscina: frontone amovibile, apertura, sollevamento moduli e soprattutto scorrimento parziale o totale della copertura. Le discrete maniglie integrate nel profilo offrono una presa in qualsiasi punto. Le rotelle permettono di far scorrere facilmente gli elementi fino al punto di impilaggio. A terra, un sistema unico assicura la guida, l’allineamento dei moduli e il loro mantenimento in posizione, nonché il fissaggio della copertura: eviterete di dover svitare manualmente ogni singolo modulo.

Coperture per piscina

Coperture per piscine alte curve indipendenti

La copertura alta è un’oasi di pace nel cuore del giardino. Associa l’estetica di una veranda alla modularità di una copertura per piscina, per creare un autentico spazio da vivere. Il suo volume interno permette di restare sul bordo della vasca anche senza fare il bagno. Per sfruttarla al massimo, immaginatela capace di ospitare l’arredo da giardino, con tavolo, sedie e sdraio. Una soluzione adottata anche da chi desidera uno spazio relax, sport e fitness o un salotto esterno: una struttura di design, leggera e modulabile, una microarchitettura in giardino che dà un autentico valore aggiunto alla casa!

Tutta la gamma di coperture è conforme alla norma francese NF P 90-309, e a tale scopo sono state sottoposte a vari test e prove di resistenza: sottoposte a venti fino a 100 km/h con vari orientamenti, per due giorni, hanno dato prova di poter sopportare fino a 45 kg/mq di neve. 

Le coperture sono consegnate e assemblate presso i clienti da tecnici installatori specializzati. Queste squadre sono preparate alla posa e al montaggio delle coperture in un centro di formazione interno all’azienda.

Ora non vi resta che trovare il modello che fa più per voi, scegliendo di dare un tocco di classe e di design alla vostra piscina. 

Leggi tutti gli articoli sull’argomento piscina


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31 Ottobre 2019 / / Architettura

Ci sono molti luoghi abbandonati nel mondo, ecco una selezione di alcuni luoghi davvero molto inquietanti

The Haunting New Bedford orpheum, U.S.A.

Il New Bedford Orpheum è un vecchio teatro nel Massachusetts negli Stati Uniti chiuso dal 1959

Salto Hotel, Colombia 

L’Hotel De Salto è stato aperto nel 1928 vicino alle cascate di Tequendama in Colombia; è stato chiuso nei primi anni ’90 ma nel 2012 il sito è stato trasformato in un museo.

Ospedale militare abbandonato a Beelitz, Germania

Queste immagini inquietanti fanno parte del complesso ospedaliero Beelitz-Heilstätten a Beelitz, in Germania. Il grande complesso fu costruito alla fine del 1800, alcune parti del complesso sono ancora in funzione, ma la maggior parte furono abbandonate dopo che i sovietici si ritirarono nel 1995

Foresta galleggiante a Sydney, in Australia

Lo scafo della SS Ayrfield, una grande nave a vapore condannata allo smantellamento a Homebush Bay, in Australia, dopo la seconda guerra mondiale.  Quando il cantiere di demolizione si chiuse, molte navi rimasero dove si trovavano. Ora è una foresta galleggiante bella ma inquietante che ci ricorda la capacità della natura di sopravvivere

Sede del partito comunista bulgaro

L’ex quartier generale del Partito comunista bulgaro è misterioso all’esterno tanto quanto all’interno.
L’edificio simile a un disco volante, probabilmente una meraviglia mentre era in uso dal 1981 al 1991 andò in rovina subito dopo la caduta dell’Unione Sovietica.

I.M. Cooling Tower, Belgio

Una torre di raffreddamento in una centrale elettrica dismessa a Monceau, in Belgio.

getty

Aniva Lighthouse, Russia

La torre di Aniva, che si trova sull’isola omonima è in realtà un faro in calcestruzzo a pianta circolare, ed è sormontata da una “lanterna” per il segnale luminoso, circondata da una balconata di servizio (“galleria”). Accanto alla struttura si erge un edificio a sette piani che ospitava il personale del faro prima che questo fosse automatizzato. Lontano da fonti energetiche, per il faro la fonte energetica che permetter il fascio luminoso e il segnale radio erano diverse batterie atomiche.

VIA

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CAFElab | studio di architettura

31 Ottobre 2019 / / Design

Il settore della progettazione d’interni degli yacht è più vicino a quello dell’Interior Design. Seppure ci sono delle differenze tra yacht design di lusso e le case ma i due mondi si intrecciano creando scenari affascinanti.

L’interior yacht design è decisamente influenzato dall’interior design, ma negli yacht viene considerato il movimento. Quindi si progetta alcune strutture fisse e gli arredi fissi per la sicurezza legata al movimento dello yacht. Se abbiamo lo spazio limitato si gioca sui dettagli come l’illuminazione. Infatti, la luce contribuisce in maniera determinata alla percezione degli spazi, come in architettura.

La differenza tra Interior yacht design e la progettazione d’interni degli immobili sta nella tecnologia, la modalità di costruzione  e la sicurezza.

Yacht design

La rubrica Interior yacht

Questo post è l’inizio di una serie di articoli dove ti parlerò degli yacht più costosi del mondo, le fiere di boat show e le ultime tendenze e mode nel settore nautica. Qui sotto un elenco di tutte le fiere internazionali:

Le fiere boat show più importanti 2019 – 2020

Novembre 2019

30/10 – 03/11     FORT LAUDERDALE BOAT SHOW  

05/11 – 08/11     EUROPORT 2019 ROTTERDAM

15/11- 17/11      BOATSHOW POLAND

19/11 – 21/11     METSTRADE

21/11 – 24/11     Boot & Fun Berlin

Dicembre 2019

07/12 – 16/12     Salon Nautique de Paris

Gennaio 2020

18/01 – 26/01     boot Düsseldorf

Febbraio 2020

01/02 – 09/02      Gothenburg Boat Show

05/02 – 09/02      Belgian Boat Show

07/02 – 16/02      Helsinki International Boat Show

07/02 – 12/02      Boot Holland

19/02 – 23/02      Zagreb Boat Show

20/02 – 23/02      Beach & Boat Wassersportmesse

21/02 – 24/02      Budapest Boatshow

21/02 – 01/03      CNR Eurasia Boat Show

Marzo 2020

05/03 – 08/03      Boot Tulln – Austrian Boat Show

06/03 – 15/03      Allt för sjön

10/03 – 14/03      Dubai International Boat Show

11/03 – 15/03      Hiswa InWater Boat Show

12/03 – 15/03      Wind and Water Warsaw

13/03 – 15/03      Magdeboot

18/03 – 22/03      Sjoen for alle Lillestrom

Giugno 2020

05/06 – 07/06     HAMBURG ancora YACHTFESTIVAL 2020

Yacht design


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Photo credit: Covet House

 

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